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Torre Annunziata: due pusher finiscono in carcere

I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a 2 Ordini di Carcerazione emessi dalla Procura Generale di Napoli per associazione finalizzata al traffico di droga, arrestando Mario Nastri, un 39enne di Boscotrecase già noto alle forze dell’ordine, che dovrà scontare 6 anni e 8 mesi di reclusione e Giuseppe Solimeno, un 47enne di Torre Annunziata già noto alle forze dell’ordine, che dovrà scontare 3 anni e 9 mesi di reclusione. Dopo le formalità di rito i 2 sono stati condotti nella Casa Circondariale di Poggioreale.

Portici, ferisce la convivente e la rinchiude in casa: arrestato

Prima ferisce la convivente con una coltellata, poi la rinchiude in casa impedendole di uscire: per questo un 32enne, gia’ noto alle forze dell’ordine, e’ stato arrestato a Portici . L’episodio e’ accaduto la sera del 3 maggio quando l’uomo ha aggredito la convivente di 49 anni con un coltello, nella abitazione che divide con lei, procurandole ferite alla mano destra guaribili in sei giorni. Quindi l’ha rinchiusa in casa ed e’ scappato, portandole via il telefono cellulare. Solo ieri la donna e’ riuscita a liberarsi e a recarsi alla locale stazione dei carabinieri per sporgere denuncia. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno sequestrato due coltelli e circa venti grammi di hashish. L’uomo e’ stato arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale; dovra’ difendersi dall’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, sequestro di persona e detenzione di sostanza stupefacente.

Napoli: Adl parla di arbitri, scudetto e futuro

La sudditanza nei confronti della Juve esiste? “Certo che sì, perché la Juventus appartiene alla famiglia più potente d’Italia – dice de Laurentiis – con Calciopoli sarebbero dovuti andare giù pesanti, invece non è successo niente. Volete che si mettano contro gli Agnelli, contro la Fiat, contro il potere? Prima di farlo ci pensano su 20 mila volte. Ma il problema degli arbitraggi sbagliati riguarda tutta l’Europa”. Nicchi “lui difende la casta, difende la sua posizione. La verità è che gli arbitri non dovrebbero stare nella Figc, dovrebbero essere assunti come liberi professionisti e dopo tre errori dovrebbero essere sospesi”. Sul Napoli: l’avvio anticipato ha fatto sì che il carburante si esaurisse ad aprile. Avremmo potuto evitare questo calo se fossero stati utilizzati tutti i giocatori della rosa. Avremmo potuto far riposare qualche giocatore per tenerlo fresco per il finale. Non è stato così. Se non si fosse fatto male Ghoulam non avremmo mai scoperto che Mario Rui è un buon giocatore”. E su Sarri:” Io non avrei mollato le coppe europee”, ammette de Laurentiis, poi che poi sull’allenatore dice: “se alla fine vorrà rimanere per me sarà un grande piacere. Se qualcuno, poi, dovesse pagare la clausola rescissoria, a quel punto non potrei fare niente. Ma se lui volesse andare via a prescindere, significherebbe che non ha più motivazioni e dovrò prendere atto di questo. Attenzione, però, io non rinuncio ai miei diritti e quindi alla clausola”. Sostituiti? “È dallo scorso ottobre che stiamo valutando una serie di tecnici, abbiamo visto gente in Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Russia e anche in Italia se si volesse continuare col modulo ci sarebbe Giampaolo. Se si volesse spingere sull’acceleratore e prendere un innovatore con variabili possibili di gioco, potrebbe esserci Simone Inzaghi. A Spalletti non ci ho mai pensato se non tre anni fa, ma era incasinato con lo Zenit. Conte? È un amico, un bel colonnello che non fa fiatare più nessuno e che detta regole particolari. Secondo me Sarri rimane e se non volesse ho alternative altrettanto valide”.

Torre del Greco, l’ultimo saluto a Tresa con l’abito da sposa

Torre del Greco. Si sono celebrati ieri i funerali della 28enne deceduta a seguito di un incidente stradale. La chiesa del Carmine gremita di persone ed una piazza colorata da palloncini bianchi hanno salutato Teresa Trematerra per l’ultima volta. Lo stesso bianco dell’abito da sposa che avrebbe dovuto indossare la prossima estate ma che invece l’è stato messo per l’ultimo viaggio. Il parroco nell’omelia ha ricordato Teresa come una ragazza sempre solare, una ragazza che sapeva sorridere anche nei momenti di difficoltà. “Una donna che amava la vita. Questa tragedia ci squarcia il cuore ma è in questi momenti che la fede ci viene in soccorso”. A rompere il silenzio il pianto del fidanzato e la disperazione della mamma. Presente anche un gruppo di colleghi pugliesi. Teresa era impiegata in un negozio proprio in Puglia. I colleghi pugliesi le hanno fatto una dedica, una delle più belle: “Il tuo sorriso era la tua più grande forza e noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo. Vai piccola guerriera, ora mostralo a tutti gli angeli lassù, noi lo porteremo custodito nei nostri cuori”. Intanto proseguono le indagini per comprendere la dinamica dell’incidente in attesa del risultato dell’esame autoptico. La polizia strada di Avellino è intervenuta per effettuare i rilievi dopo l’impatto. Rilievi saranno effettuati anche sul veicolo sul quale era a bordo Teresa per capire se possa essersi verificato un guasto meccanico che abbia portato la macchina fuori dalla carreggiata.

Due minorenni di Scafati rubano scooter a Piano: presi

Piano di Sorrento. Sedicenne ruba scooter insieme a complice 13enne. il più grande porta nelle tasche cocaina e hashish. un 56enne si aggira per la penisola con centraline per auto scodificate…
I Carabinieri della Stazione di Piano di Sorrento hanno arrestato per furto aggravato un 16enne di Scafati  che insieme a un 13enne aveva rubato lo scooter di un insegnante della Scuola Media “Buonocore Fienga”.
Nel corso di perquisizione personale il 16enne è stato trovato in possesso di 2 grammi di hashish e 2 di cocaina nonché di arnesi atti allo scasso, che gli sono stati sequestrati insieme agli stupefacenti.
Nel contesto operativo i militari dell’aliquota Radiomobile hanno denunciato anche un 56ene di Angri già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio.
L’uomo è stato fermato per controlli mentre transitava a bordo di una vettura per la località Seiano di Vico Equense venendo trovato in possesso di arnesi atti allo scasso e di 2 centraline scodificate per Fiat Panda, di solito vengono usate per sostituirle a quelle installate sulle vetture e bypassare i sistemi di protezione antifurto.

Pallavolo giovanile, spettacolo assoluto al ”Costa di Sorrento”

Più di trenta partire in tre giorni, più di duecentocinquanta partecipanti da diverse regioni italiane. Sono i numeri importanti della quarta edizione del torneo giovanile di pallavolo “Costa di Sorrento” che si è svolto dal 29 aprile al 1 maggio a Sorrento. Dal Friuli alla Sicilia, dal Lazio alla Campania, passando per l’Umbria, sono state quattordici le squadre che hanno regalato spettacolo, con le finali conclusesi quasi tutti al tie-brak. La manifestazione è stata curata dall’associazione leader nel turismo sportivo Sud Eventi in collaborazione con la Top Level Travel Tour Operator. Il Marino Pallavolo ha vinto nella categoria Under 13 femminile, l’Olimpia Roma nell’Under 14 femminile, la società Carotenuto Sant’Agnello ha trionfato nella categoria Under 16 femminile e la Torriana nell’Under 18 femminile. Vittoria, infine, nell’unica categoria maschile, l’Under 16, per il Carotenuto Sant’Agnello. Molto apprezzata è stata la manifestazione di apertura sulla terrazza piscina del “Bleu Village”, dove le squadre ospitate hanno avuto modo di presentarsi e sentirsi parte di questa kermesse in un clima festoso e quasi vacanziero, alternando presentazioni a giochi da animazione-villaggio, condotta da Antonello Ardovino, giovane futura promessa di X Factor. «Ancora una volta il binomio sport e turismo conferma d’essere vincente. – dichiarano il presidente della Sud Eventi, Nello Malafronte, e Mariangela Russo, membro dello staff organizzatore – E’ stata una tre giorni molta intensa che ha visto tanti sportivi, ma soprattutto sportive, divertirsi in uno scenario unico come quello della Penisola Sorrentina. Già quest’anno abbiamo avuto numeri importanti e confidiamo in una crescita ulteriore».

Salerno, madre rapisce il figlio neonato dall’ospedale

A Salerno una donna ha portato via il figlio neonato dall’ospedale e ha fatto perdere le sue tracce. A ricostruire l’accaduto, una nota della Direzione Strategica dell’azienda ospedaliera ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’. Ieri sera, intorno alle 21, una donna di nazionalita’ straniera, il cui figlio era ricoverato presso la Neonatologia – Terapia Intensiva Neonatale del plesso Ruggi e li’ trattenuto su disposizione del Tribunale, dopo aver allattato, si e’ allontanata portando con se’ il piccolo, eludendo la sorveglianza del personale di turno. Quando le infermiere hanno constatato l’assenza del bambino, e’ stata immediatamente allertata la sorveglianza interna e le forze dell’ordine che hanno attivato tutti i mezzi per la ricerca di madre e figlio. Dai filmati della videosorveglianza, e’ emerso che la donna e il bambino, collocato in un porta enfant, erano insieme a un uomo e si sono allontanati in direzione della metropolitana. Proseguono serrate le ricerche. Per i medici della Neonatologia, il bambino e’ in buone condizioni di salute. 

 Sono in corso a Salerno le ricerche della donna che ieri sera ha portato via il figlio neonato dall’ospedale di Salerno facendo perdere le sue tracce. Il fatto è avvenuto poco dopo le 21. La donna, di nazionalità straniera, si era recata in ospedale per allattare il bambino, di circa 1 mese, trattenuto in ospedale su disposizione del Tribunale che stava valutando l’affidamento. Al termine dell’allattamento è riuscita a eludere la sorveglianza ed è uscita dal reparto. Attraverso le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza dell’ospedale si è constatata la presenza, all’esterno, di un uomo con un portaenfant che l’attendeva. I due, insieme al neonato, si sono poi allontanati in direzione della stazione Arechi. La Direzione generale ha immediatamente attivato tutte le procedure di sicurezza, allertando le forze dell’ordine che hanno fatto scattare le ricerche della coppia. 

Voleva farsi un selfie con un orso: sbranato

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Voleva farsi un selfie con un orso ferito, ma e’ stato sbranato dall’animale sotto gli occhi atterriti di alcuni passanti che hanno ripreso la sua tragica morte con i telefoni cellulari. E proprio uno di questi video e’ stato pubblicato dal quotidiano britannico Independent, che riporta la notizia. E’ successo in India, nel distretto di Nabarangpur dello Stato di Orissa (Est): l’uomo, Prabhu Bhatara, stava tornando da una festa di nozze a bordo di un suv con alcuni amici quando si e’ fermato per fare pipi’ e ha visto l’orso sul ciglio della strada. E’ in quel punto che ha deciso di approfittarne per farsi un selfie: i suoi amici lo hanno sconsigliato di avvicinarsi all’animale, sia pur ferito, ma lui non ha voluto sentire ragioni ed e’ stato attaccato non appena si e’ messo in posa accanto all’orso. Il video pubblicato online dal giornale dura pochi secondi e non mostra le fasi finali della lotta tra Bhatara e l’imponente animale, che ha continuato il suo attacco nonostante sia stato morso da un cane randagio arrivato in aiuto dell’uomo. Questi, ha detto un ranger locale, Dhanurjaya Mohapatra, “e’ morto sul posto”: “L’orso e’ in cura per le ferite che aveva”, ha aggiunto. L’India, scrive il giornale, ha registrato il piu’ alto numero di morti al mondo legate ai selfie tra il marzo 2014 e il settembre 2016, con 76 decessi su un totale di 127.

Qualiano, la tragedia poteva essere evitata: Pasquale da novembre non andava più al centro

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Qualiano. La frase che nessun padre dovrebbe e vorrebbe pronunciare nei confronti di un proprio figlio è quella che Antonio De Falco, ha pronunciato l’altro giorno quando i carabinieri hanno portato via il suo Pasquale dalla casa di via Campana, dopo quasi 11 ore di estenuanti trattative: “Ucciditi, uomo di m… Hai ammazzato tua mamma”. Il dolore, la rabbia di un padre in quelle parole urlate da chi sa di aver visto distrutto la sua famiglia per la follia omicida del figlio. E intanto in attesa di essere interrogato in carcere Pasquale De Falco è guardato a vista. Si teme qualche gesto inconsulto. E’ stato già visitato dai medici e lo sarà anche oggi. Al cognato Massimo De Rosa durante le trattative aveva detto che sarebbe uscito da quella casa solo dopo aver ucciso anche il padre, ma che non era all’interno. Ai carabinieri che lo han no portato via invece ha riferito quasi compiaciuto del suo folle gesto: “Volevo fosse come nei film perciò mi sono barricato in casa. Altrimenti come facevate il blitz?”. Durante le trattative ha preteso di essere chiamato “Gemini” perché rappresentava il Dio in terra. E’ accusato di omicidio volontario e resistenza a pubblico ufficiale. Ma anche il padre rischia di essere indagato per la detenzione, sebbene regolare, dei due fucili in casa perchè in presenza di una persona con disturbi pschici. Intanto si è appreso che Pasquale dallo scorso novembre rifiutava le cure e non frequentava più il dipartimento di salute mentale di via Marchesella a Giugliano. Secondo i medici che lo hanno avuto in cura è affetto da schizzofrenia e che probabilmente se avesse continuato la cura quella tragedia sarebbe stata evitata. Intanto emergono altri partucolari sugli ultimi giorni di vita della mamma che era stata vista in strada con un ematoma su un occhio. Pasquale era diventato molto violento negli ultimi tempi ma nessuno della famiglia aveva avuto sentore di qualcosa. La sera prima della tragedia aveva cenato anche a casa della sorella Chiara, che fa la maestra. Non era agitato. E invece al mattino in casa qualcosa è scattato: ha rubato la chiave della cassaforte dove il padre custodiva i due fucili. ne ha caricato uno e si è rivolto vero la madre che ha cercato la disperata fuga verso il pianerottolo di casa dove è stata raggiunta da tre colpi. Poi Pasquale ha esploso altri colpi a vuoto. Poi la trattativa e la storia nota.

Ore di angoscia nel Cilento per l’operaio scomparso da due giorni

 Sono continuate per tutta la notte le ricerche di Giuseppe Mautone, il 48enne operaio di Ascea scomparso dal pomeriggio di giovedì 3 maggio e andare a un appuntamento di lavoro. L’uomo, sposato e con figli, si sarebbe allontanato dalla propria abitazione di località Stampella per incontrare una persone e discutere di lavoro ma la sera non ha fatto ritorno a casa. La moglie, preoccupata, si é rivolta ai carabinieri. L’operaio non soffrirebbe di disturbi psicologici e, stando a quanto si apprende, nelle ore precedenti alla scomparsa, non avrebbe mostrato insofferenze o atteggiamenti che potessero far ipotizzare un allontanamento volontario. Il suo telefono è spento da due giorni. I carabinieri, che insieme ai volontari lo stanno cercando, stanno cercando di rintracciare l’apparecchio attraverso la cella telefonica e intanto stanno cercando di capire i contatti dell’uomo attraverso la lettura dei tabulati telefonici. La cosa che rende ancora più misteriosa la sua scomparsa è che Giuseppe si è allontanato a piedi dal cantiere di lavoro perché la sua auto è stata trovata parcheggiata sul posto. E’ probabile che sia andato nell’auto di qualcuno con il quale aveva appuntamento? O è successo qualcosa? Si è allontanato volontariamente  e perché? La moglie, i due figli e gli altri parenti chiedono aiuto. Chiunque abbia notizie- ha fatto sapere la sorella Barbara  può contattare il numero 3337200049. 

 

Ultima Haine canta Davide Bifolco, il 17enne del Rione Traiano

Napoli. “Non fate l’errore di giudicarmi prima di conoscermi, dipinto come un criminale, caso nazionale, uscito su ogni singolo giornale, ma voi che ne sapete io sono un ragazzo, Davide Bifolco”. Gli Ultima Haine cantano Davide, il giovane di 17 anni ucciso tre anni fa dall’appuntato dei carabinieri Gianni Macchiarolo al rione Traiano. Il secondo singolo della band che ha l’obiettivo di tramutare l’odio in musica, con un miscuglio di rock, hardcore, crossover, rap e hip hop è dedicato al 17enne, passato da vittima a carnefice, ucciso la notte tra il 4 e il 5 settembre del 2014 nel popoloso rione napoletano. Nel video El Chesi, il 24enne cantante del gruppo e autore del testo, si immedesima in Davide Bifolco, e racconta quella notte, gli ultimi istanti della sua vita: “C’è una volante, è qui vicino, però non ci fermiamo, proseguiamo dritto, non abbiamo il patentino e l’assicurazione, pensavo di cavarmela e invece che situazione. La volante ci rincorre, ci butta in aria, un mio amico corre, l’altro rimane a terra, aria… sento che mi manca, mi hanno sparato al cuore e non per un errore”. El Chesi che insieme a Il Comandante, Narcos e James canta con il volto coperto perchè ‘le parole e la musica sono più importanti delle nostre facce’ hanno realizzato questo video musicale tra il Rione Traiano e alcuni spazi occupati di Napoli e Quarto, grazie al sostegno dell’Associazione Davide Bifolco, il dolore non ci ferma. Il gruppo ha voluto prendere le distanze dalla reazione dei media e di una parte della città che ha fatto apparire Davide come il carnefice e non la vittima, nonostante quel carabiniere sia stato condannato per quella morte assurda. Il ritornello è emblematico: “Dipinto come un criminale, caso nazionale, uscito su ogni singolo giornale, ma voi cosa ne sapete… in fondo io sono un ragazzo, Davide Bifolco”. E poi ancora, le immagini di una città difficile: “Il mio quartiere non è facile, lo so, ma non ho scelto io di viverci però… il vento porta proiettili … ho sedici anni, quasi 17, si vive tra gli affanni non per le sigarette, stipati tra le case scatolette… il mio sogno era diventare un campione”. Sogno infranto in una notte quando Davide Bifolco non si è fermato all’Alt di una pattuglia ed è stato ucciso: “Non fate l’errore di giudicarmi ancora prima di conoscermi – canta El Chesi-Davide -C’è mia madre che mi aspetta ma mi hanno ucciso perchè non mi so fermato”.
Il secondo singolo degli Ultima Haine è uscito alla fine di aprile, il video è stato diretto da Giuseppe Riccardi.

Napoli, si parla di bullismo all’Itis da Vinci

Domani 5 maggio ore 10 presso l’ Itis da Vinci di Napoli si parlerà di bullismo insieme con l’associazione Napoli in Sinergia presieduta presidente Armando Coppola .Parteciperanno i responsabili dell’associazione e tra ospiti ci sarà il maestro di Judo, Gianni Maddaloni, l’avvocato Antonella Esposito, presidente della commissione famiglia dell’ordine degli avvocati e il deputato Paolo Russo. A fine giornata dei lavori è possibile visitare il museo del tessile a cura della professoressa Rossella Matrone e gli allievi dell’istituto .

Cocaina e bondage per sesso a tre, il personal trainer aveva lavorato alla trasmissione ‘Amici’

Roma. Aveva lavorato alla trasmissione Amici, il personal trainer arrestato per induzione alla prostituzione con l’accusa di aver circuito alcune ragazze ventenni e le avrebbe indotte a prostituirsi. Nella carriera del personal trainer diverse apparizioni in tv e un passato nel gruppo romano dei ‘Centocelle Nightmare’, una sorta di risposta italiana agli spogliarellisti dei California Dream Man. Sfruttando il suo bell’aspetto, avrebbe fatto credere alle giovani clienti che per arrivare ad avere una perfetta forma fisica dovevano prestarsi a un gioco erotico attraverso la pratica del bondage. Poi allo step successivo le convinceva a prostituirsi organizzando gli incontri in vari alberghi della capitale. Per la polizia sarebbe stato lo stesso personal trainer a fissare le tariffe, che andavano dai 130 ai 300 euro, e riscuotere il denaro nel suo ufficio in zona Gianicolense. A far scattare le indagini gli amici dell’ultima vittima che si sono rivolti al commissariato San Paolo, diretto da Massimiliano Maset. Gli investigatori, intervenuti immediatamente, hanno trovato la ragazza poco più che ventenne, mentre stava per incontrare un cliente. La giovane si è confidata con i poliziotti che hanno poi rintracciato un’altra vittima che ha confermato tutto. Cosi’ i poliziotti hanno organizzato un blitz: appena le due vittime sono uscite dallo studio del personal trainer dove avevano consegnato i soldi hanno bussato loro alla porta. Durante la perquisizione hanno sequestrato 430 euro appena consegnati dalle ragazze e della cocaina. Dalle indagini successive e’ emerso il coinvolgimento di una terza ragazza che, da vittima dell’uomo, sarebbe diventata poi sua complice gestendo gli incontri delle ragazze. E’ stato anche accertato che la cocaina faceva parte del rituale di convincimento. Non si esclude che ci possano essere altre ragazze coinvolte.

Hashish in casa, ai domiciliari un giovane pusher di Campagna

Campagna. Droga in auto: arrestato un 20enne di Campagna. Gli agenti del commissariato di Battipaglia, in seguito ad accurati servizi di appostamento, hanno arrestato, ieri sera, C. A., poiché trovato in possesso di hashish. Gli agenti, dopo attenta osservazione nei pressi dell’abitazione in Campagna, hanno visto il giovane mettersi in auto e, dopo un breve pedinamento, lo hanno fermato e perquisito, trovandolo in possesso di una cospicua somma di denaro in banconote di piccolo taglio, evidente provento di una attività illecita. Nella successiva perquisizione domiciliare sono stati trovati 72 grammi di hashish, ed un coltello, sottoposti a sequestro dagli agenti. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida del Gip presso il Tribunale di Salerno.

Saranno liberate a Punta Campanella le 4 Caretta Caretta salvate

Sono pronte a tornare in acqua Salvatore, Prometeo, Calippo e Cicciotta, le quattro tartarughe salvate nei mesi scorsi dal Centro Tartanet del Parco Marino di Punta Campanella, in Campania. La liberazione si terra’ lunedi’ 7 maggio a partire dalle 10 presso la Cala di Puolo, a Massa Lubrense, alla presenza della locale Capitaneria di Porto. L’evento e’ aperto a tutti. “Reti da pesca, ami, plastica, impatti con imbarcazioni e le basse temperature del mare – spiegano dall’Area marina protetta (Amp) di Punta Campanella – sono i pericoli maggiori per le tartarughe che restano ferite o intorpidite soprattutto durante i mesi invernali”. Ognuna delle quattro Caretta caretta che saranno liberata ha la sua storia. Salvatore, maschio di grosse dimensioni, pesa 70 kg. Ritrovato nella rete dai pescatori, non ha mostrato problemi particolari. Ora affrontera’ la stagione riproduttiva e sara’ seguito attraverso un trasmettitore satellitare che gli sara’ installato sul carapace. Prometeo, invece, e’ un esemplare molto giovane che aveva un po’ di plastica nell’intestino. Calippo aveva molte ferite, una ventina, causate dall’accidentale cattura nella rete da pesca. L’ultima arrivata, Cicciotta, e’ stata recuperata a meta’ marzo e tranne qualche piccolo problema di galleggiamento non ha manifestato particolari problemi. Le quattro tartarughe sono state curate dagli esperti della stazione zoologia Anton Dhorn a Portici e ora sono finalmente guarite e possono riprendere il loro viaggio nel Mediterraneo. “In 10 anni di attivita’ – conclude nella nota l’Amp – il Centro di primo soccorso del Parco Marino di Punta Campanella ha recuperato e salvato circa 160 tartarughe, grazie anche alla preziosa collaborazione dei pescatori, soprattutto quelli di Salerno. Un’attivita’ importante per salvaguardare una specie sempre a rischio a causa del forte impatto antropico lungo le coste campane”.

Risolto il giallo del Monte Taburno: il corpo è di un 26enne di Montesarchio

Appare sempre piu’ probabile che il corpo dilaniato dal fuoco, e rinvenuto carbonizzato in una Fiat Grande Punto sul monte Taburno, sia quello di Valentino Improta, ventiseienne di Montesarchio scomparso da mercoledi’ scorso da casa, e indagato per la rapina messa a segno lo scorso 10 aprile nel centro caudino, in seguito alla quale aveva perso la vita un anziano di 83 anni. Le indagini – secondo quanto si e’ appreso – avrebbero appurato che l’auto bruciata, al cui interno e’ stato rinvenuto al posto di guida il cadavere carbonizzato di una persona, e’ di proprieta’ della madre di Improta. Bisognera’ comunque attendere l’esame autoptico sul cadavere, che sara’ effettuata all’obitorio dell’ospedale “Rummo” di Benevento, per comprendere se eventualmente la persona sia stata uccisa prima di essere data alle fiamme. L’episodio ha sconvolto non poco la popolazione locale in quanto rimanda a modalita’ di tipo camorristico.

Venti anni dalla frana di Sarno, Rinascere promuove una borsa di studio sul piano di interventi

Salerno. Una selezione pubblica per l’assegnazione di una borsa di studio di durata annuale sul tema ‘Efficacia e efficienza degli interventi di riduzione del rischio in conseguenza degli eventi del 5 maggio 1998 a Sarno’. E’ l’iniziativa promossa da ‘Rinascere’, l’associazione delle vittime della frana che nel 1998 provocò 137 morti nel solo comune di Sarno e 160 in tutta la valle, in occasione dei venti anni da quella tragica data. Cosa è stato fatto per i territori colpiti: questo è il cuore della nostra proposta di ricerca – spiegano i promotori in una nota -. Il lavoro deve muovere dall’analisi di quanto previsto nel piano degli interventi e nelle sue successive rimodulazioni, alla luce anche di un eventuale confronto con esperienze analoghe in Europa e nel resto del mondo. Deve, quindi, procedere nell’esame degli interventi realizzati in rapporto al piano previsto per permettere di comprendere se e in che misura la fase di attuazione abbia risposto alle indicazioni del piano complessivo valutando le eventuali varianti sopravvenute per rilevare il valore aggiunto delle modifiche apportate in corso d’opera. Deve, dunque, esaminare lo stato attuale delle opere realizzate ponendo inoltre l’attenzione su quali interventi di manutenzione siano stati programmati e posti in essere e con quanta efficacia; occorre, inoltre, analizzare l’apporto del presidio territoriale ai fini della conoscenza e della prevenzione dei fenomeni franosi, in ragione anche della sua durata e continuità d’azione. In conclusione – prosegue la nota – il lavoro di ricerca deve rispondere alla domanda che tutte le popolazioni colpite si fanno: se e in che misura gli interventi abbiano determinato una riduzione del rischio e, soprattutto se, in base al tempo e alle somme impiegati, sia stata offerta la risposta migliore per le prevenzione del fenomeno naturale delle colate rapide di fango nel territorio comunale di Sarno. La borsa di studio – si precisa – avrà una durata, al massimo, di dodici mesi, con un compenso pari ad un assegno di ricerca universitario, e verrà assegnata ad un dottore di ricerca da una commissione composta da membri della nostra associazione e da eminenti personalità del mondo scientifico. La relazione conclusiva – auspicano gli esponenti dell’associazione – non dovrà essere uno sterile cahier de doleances o l’ennesimo libro bianco ma esprimiamo l’auspicio che con questo lavoro si possa misurare, con gli strumenti della scienza e della conoscenza, quanto finora fatto affinchè gli interventi realizzati a Sarno possano rappresentare un modello per tutte le aree soggette al medesimo rischio. L’iniziativa verrà presentata domani in occasione del convegno promosso dall’Ordine nazionale dei geologi “Vent’anni dopo Sarno. Cosa è cambiato” che si terrà a Salerno per l’intera giornata al Grand Hotel Salerno.

Identificato il cadavere carbonizzato: è di un 26enne indagato per una rapina mortale

Appare sempre piu’ probabile che il corpo dilaniato dal fuoco, e rinvenuto carbonizzato in una Fiat Grande Punto sul monte Taburno, sia quello di Valentino Improta, ventiseienne di Montesarchio scomparso da mercoledi’ scorso da casa, e indagato per la rapina messa a segno lo scorso 10 aprile nel centro caudino, in seguito alla quale aveva perso la vita un anziano di 83 anni. Le indagini – secondo quanto si e’ appreso – avrebbero appurato che l’auto bruciata, al cui interno e’ stato rinvenuto al posto di guida il cadavere carbonizzato di una persona, e’ di proprieta’ della madre di Improta. Bisognera’ comunque attendere l’esame autoptico sul cadavere, che sara’ effettuata all’obitorio dell’ospedale “Rummo” di Benevento, per comprendere se eventualmente la persona sia stata uccisa prima di essere data alle fiamme. L’episodio ha sconvolto non poco la popolazione locale in quanto rimanda a modalita’ di tipo camorristico.

Controlli Arpac, il lungomare di Napoli non è balneabile

Casi di sforamento dei limiti di legge per quanto riguarda i parametri microbiologici (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) che determinano la balneabilita’ delle acque, sono stati rilevati dall’Arpac durante i controlli pre-stagionali 2018. Sono risultati fuori dai limiti normativi 23 campioni (circa il 6 percento), tra cui anche quelli relativi al lungomare di Napoli. A inizio aprile Arpac – riporta una nota – ha riavviato i controlli sulle 330 acque di balneazione in cui e’ suddiviso il litorale campano. In alcuni tratti di mare, classificati come balneabili all’inizio del 2018, si sono registrati degli sforamenti dei limiti di legge per quanto riguarda i parametri microbiologici (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) che determinano la balneabilita’ delle acque. L’agenzia ambientale ha fornito tutte le indicazioni ai Comuni interessati da questi sforamenti, affinche’ questi adottino le idonee misure di gestione in modo da garantire la balneabilita’ dei tratti di mare in questione, in vista dell’estate imminente. Nel primo mese di controllo, appena trascorso, Arpa Campania ha effettuato un totale di 384 campionamenti a mare. Si tratta dei cosiddetti controlli “pre-stagionali”, eseguiti immediatamente prima della stagione balneare che va ufficialmente dal primo maggio al 30 settembre. In alcuni casi la contaminazione interessa acque gia’ vietate alla balneazione, perche’ risultate di qualita’ “scarsa” all’ultima classificazione (deliberazione di Giunta regionale n. 779 del 12 dicembre 2017). Si tratta delle acque dei tratti di costa noti come “Villaggio agricolo” a Castelvolturno, “San Giovanni a Teduccio” e “Pietrarsa” a Napoli, “Nord Foce Sarno” a Torre Annunziata e “Villa Comunale” a Castellammare di Stabia. Altri casi di “sforamento” riguardano acque di nuova classificazione: acque, cioe’, che in passato erano inquinate ma che poi, a seguito di documentato risanamento, erano state classificate di nuovo come balneabili dalla deliberazione di Giunta regionale n. 779 del 2017 (“Est Fiume Irno” a Salerno e “Nord Foce Sele” a Eboli). Infine ben undici esiti analitici sfavorevoli sono stati registrati in tratti di mare a tutti gli effetti balneabili, perche’ di qualita’ sufficiente, buona o eccellente secondo la deliberazione di Giunta regionale gia’ citata. Tra questi c’e’, a Napoli, il tratto corrispondente al Lungomare Caracciolo. Inoltre, sforamenti di questo tipo si sono registrati, in provincia di Napoli, nel tratto corrispondente al “Collettore di Cuma” a Pozzuoli, nel tratto di costa di “via Squalo” a Giugliano in Campania, all’ “ex bagno Rex” e alla “Spiaggia lato Villa del Boeuf” a Portici; in provincia di Caserta, nei tratti “Rose rosse” e “Nord Agnena” a Mondragone; in provincia di Salerno, a “Ponte di Ferro” a Capaccio, a “Marina di Vietri – secondo tratto” a Vietri sul Mare, nel tratto “Nord Foce Alento” a Casalvelino, infine nel tratto “Testene” ad Agropoli. 

Polfer, rafforzati i controlli durante nelle stazioni di Napoli: denunce e arresti

Napoli. Rafforzati i controlli nelle stazioni: raffica di denunce e contravvenzioni. Il Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, in occasione dei ponti del 25 aprile e 1 maggio, ha potenziato i controlli in ambito stazione su persone sospette, venditori ambulanti, passeggeri e bagagli, prestando attenzione al flusso di viaggiatori, pendolari e studenti in tutte le stazioni della Campania.
I servizi sono stati effettuati in alcuni giorni anche con il concorso degli uomini della Questura di Napoli: Unità Cinofile, Unità Operativa Pronto Intervento (Uopi) ed equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania. Per tali controlli sono stati utilizzati anche i metal detector.
I controlli effettuati dal personale Polfer hanno permesso, di conseguire i seguenti risultati: 7467 identificati, 25 denunciati, 3 arrestati per furto aggravato, 80 contravvenzioni. Sono stati 30 i sequestri tra cui stupefacenti, 1 coltello con lama 21 cm e merci varie vendute in stazione: bibite, calzini e accendini.
In particolare ieri 3 maggio, attuando un dispositivo disposto dal Servizio Polizia Ferroviaria su scala nazionale (cd. OPERAZIONE “RAIL SAFE DAY”) sono stati predisposti dei servizi specifici volti a contrastare comportamenti impropri in ambito ferroviario, spesso causa di incidenti, come l’attraversamento binari, la salita o discesa da convogli in movimento, l’indebita presenza sulla linea ferroviaria, presenza oltre la linea gialla di sicurezza, attraversamento passaggi a livello chiusi o in movimento, concentrandosi prevalentemente in zone che sono state in passato teatro di incidenti o che, oggettivamente per la loro collocazione, risultano essere più di altre interessate dalle criticità in questione.
Durante i controlli, in prossimità della stazione ferroviaria di Napoli Traccia, gli uomini della Polfer hanno ritrovato una persona riversa per terra ed in uno stato confusionale, trasportata subito dal 118 presso l’ospedale Nuovo Loreto Mare. Successivamente l’uomo è stato identificato si tratta di Giuseppe Giusti, napoletano di anni 47, la cui scomparsa era stata denunciata dalla madre e il suo caso era stato anche raccontato da ‘Chi l’ha Visto?’.