Nuova allerta meteo dalle ore 12 su tutta la Campania per piogge e temporali. L’ha diramata la Protezione civile della Regione con conseguente criticita’ idrogeologica di colore Giallo. Si prevedono “precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, puntualmente di moderata intensita’, soprattutto sulle zone a ridosso dei rilievi. Possibili raffiche di vento nei temporali”. In particolare, si legge in una nota, i fenomeni temporaleschi saranno caratterizzati da una “incertezza previsionale e rapidita’ di evoluzione, con danni alle coperture e strutture provvisorie dovuti a raffiche di vento e fulminazioni”. Tra i rischi “ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale; allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; occasionali fenomeni franosi”.
Napoli, giovane di Scafati preso a San Giovanni con marijuana
Napoli. Ieri sera gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Giovanni Barra hanno arrestato Carmine Manzo, 23enne di Scafati, con precedenti di polizia specifici, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti transitando in Corso San Giovanni hanno notato un giovane uscire dal portone di un’abitazione che , alla vista della volante, aumentava il passo dandosi alla fuga. Il 23enne ha cercato di disfarsi di una bustina di plastica , facendola cadere sul manto stradale ma è stata subito recuperata dagli agenti. I poliziotti hanno rinvenuto 16 grammi di marjuana suddivisa in dosi, che sono state sequestrate. Manzo è stato arrestato e stamane è in attesa del giudizio direttissimo.
Castellammare, insospettabile incensurato trovato con droga, pistola scacciacani e passamontagna
Castellammare di Stabia: Carabinieri arrestano 18enne che aveva addosso marijuana. Nella sua casa i militari trovano altra droga, materiale da taglio e una pistola e cartucce a salve. Nel corso di un servizio di controllo del territorio i Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno tratto in arresto Francesco Cascone, 18enne, del luogo, incensurato. Il giovane è ritenuto responsabile di detenzione di stupefacente a fini di spaccio. Durante un controllo effettuato in via Annunziatella è stato trovato in possesso di 8 grammi di marijuana in confezioni e della somma di 70 euro in denaro contante. La conseguente perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento e sequestro di altri 4,5 grammi di marijuana in confezioni, 35 grammi di mannitolo (una sostanza usata per tagliare la cocaina) materiale vario per il confezionamento dello stupefacente. Ma c’erano anche 2 passamontagna, una pistola scacciacani e 51 cartucce a salve calibro 8. L’arrestato è in attesa del rito direttissimo.
Santa Maria la Carità: 26enne arrestato dai carabinieri. nella sua casa una pistola, scooter rubati e un passamontagna
I Carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate hanno arrestato a Santa Maria la Carità Alessandro Paragallo, 26 anni, resosi responsabile di detenzione di arma clandestina e di ricettazione. Nel corso di perquisizione domiciliare nella sua casa in via Scafati è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica calibro 6,35 con 4 cartucce nel caricatore e matricola punzonata, un passamontagna, 2 scooter di grossa cilindrata provento di furti denunciati ieri ai Carabinieri di Gragnano, uno dei quali trovato con il numero di telaio parzialmente abraso, 356 matrici di marca da bollo provento di furto. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Ora continuano le indagini per risalire ai complici del giovane.
Napoli, a Soccavo si piange il 17enne Raffaele De Vito
Soccavo piange il 17enne Raffaele De Vito morto ieri sera in un tragico incidente stradale. Le indagini per accertare la dinamica dell’incidente sono ancora in corso. L’Honda sh sulla quale viaggiava il giovane intorno alle 19,30 di ieri sera si è scontrato in via Epomeo all’all’incrocio con via Montevergine con una Mini One. I vigili urbani che hanno lavorato alla dinamica dell’incidente in giornata invieranno un rapporto al magistrato che poi stabilirà se iscrivere il conducente dell’auto nel registro degli indagati. Lo schianto è stato violentissimo e nonostante la corsa in ospedale Raffaele è morto poco prima che iniziasse l’intervento chirurgico. la morte del giovane ha colpito molto gli abitanti e i giovani del quartiere dove Raffaele era molto conosciuto. In tanti lo ricordano sulla pagina facebook. Ora si attendono i risultati dell’autopsia e le decisioni della magistratura.
Napoli, cazzotto al volto durante una rapina: grave vigilante
Una guardia giurata non armata, impegnato normalmente in servizi di portierato, e’ stata ferita gravemente in una rapina a Napoli. Il fatto e’ accaduto nel pomeriggio di ieri in via Vicinale San Donato, nel quartiere di Pianura dove l’uomo, 64enne, e’ stato affrontato da un ragazzo che gli ha intimato di consegnargli il denaro. Quando il vigilante ha spiegato di non avere con se’ nulla, il rapinatore lo ha colpito con un cazzotto al volto. L’uomo si e’ ricoverato di pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, dove la prognosi iniziale era di 7 giorni. Piu’ tardi, alle 22.30, e’ stato trasportato al Cardarelli per una emorragia celebrale e operato, e li’ tuttora e’ ricoverato in gravi condizioni. Indaga la polizia.
Nuova camorra a Scafati: arrestati anche Vincenzo Nappo e il genero del boss Matrone
Scafati. C’è anche Vincenzo Nappo o’ nonno tra i sei arrestati del blitz anticamorra compiuto stanotte a Scafati dai carabinieri. Con lui in carcere è finito anche il 44enne Giuseppe Buonocore genero del boss Francesco Matrone detto franchino a’ belva detenuto in regime di 41bis nel carcere di Opera. E poi Giovanni Barbato Crocetta e Francesco Berritto. Altri due provvedimenti sono stati notificati in carcere a Pasquale Panariello e Antonio Palma mentre risultano indagate 26 persone nell’ambito di una indagine sui nuovi clan di Scafati. Deei sei arrestati sono finiti agli arresti domiciliari Vincenzo Nappo e Giovanni Barbato Crocetta. Nel corso delle indagini i carabinieri sotto il coordinamento della Dda di Salerno hanno ricostruito i nuovi scenari della camorra scafatese con alcune estorsioni e tentativi compiuti dal gruppo che fa capo al boss Francesco Matrone. In particolari i carabinieri sono riusciti ad accertare la responsabilità degli arrestati in almeno tre estorsioni compiuti dal giugno dello scorso anno ai danni di alcuni commercianti e imprenditori di Safati. Sempre nella stessa indagine sono stati sequestrate armi e materiale esplosivo nonchè sostanze stupefacenti.
Domus Stabiae, la rassegna diretta dal maestro Di Capua, prosegue con un calendario ricco di appuntamenti
Domus Stabiae, la rassegna promossa dal Comune di Castellammare in collaborazione con la Regione Campania e diretta dal maestro Giuseppe Di Capua, dopo il concerto di Fabio Concato e il Paolo Di Sabatino Trio fissato per questa sera (mercoledì 9) alle 21.00 alla Reggia di Quisisana, la settimana centrale della kermesse prosegue con un calendario ricco di eventi tra letteratura, teatro e archeologia. Giovedì 10 alle 18.30 ripartirà il ciclo degli appuntamenti letterari. Ospite, nella Sala Consiliare di Palazzo Farnese, Antonella Cilento con il suo ultimo romanzo Morfisa o l’acqua che dorme (Mondadori, 2018). L’incontro, in collaborazione con l’Associazione “Achille Basile. Le Ali della Lettura”, sarà presentato da Vincenzo Aiello e vedrà la partecipazione dell’attrice Gea Martire che leggerà alcuni brani del testo presentato. Dalla magia letteraria della Napoli della Cilento si passerà alle suggestioni della Napoli teatrale con l’avvio del cartellone degli spettacoli di prosa di Domus Stabiae. Gli allestimenti saranno in scena al teatro Karol, in Via Allende, 4, sempre alle ore 21.00. In apertura giovedì 10 maggio I Virtuosi di San Martino con Totò, che tragedia!, spettacolo che racconta il mito del Principe della Risata sul doppio filo del dolore e della gioia. Sul palco l’ensemble formato da Roberto del Gaudio (voce e drammaturgia), Federico Odling (violoncello, rielaborazioni musicali), Vittorio Ricciardi (flauto), Carmine Ianniciello (violino), Carmine Terracciano (chitarra).
Ad arricchire la rassegna teatrale non potevano mancare i due più illustri drammaturghi stabiesi, Annibale Ruccello e Raffaele Viviani, portati in scena dalla Cooperativa di Teatro Cat. Venerdì 11 infatti sarà rappresentato Ferdinando di Annibale Ruccello, premio Idi 1985 e capolavoro dell’autore stabiese prematuramente scomparso. In scena ci saranno Marcella Celoro, Benedetta Todisco, Agostino Di Somma e Dario De Simone. Domenica 13 maggio gli stessi interpreti, insieme a Sergio Celoro, Luca Izzo, Maria Cristina argiulo e Francesco Vollono daranno vita a La musica dei ciechi di Viviani. La regia di entrambi gli spettacoli è firmata da Sergio Celoro.
Sabato 12 maggio sarà la volta di Pollicinella, concerto-spettacolo che ripercorre à rebours il mito di Pulcinella. Lapièce di Mario Brancaccio, vedrà in scena quest’ultimo affiancato da Patrizia Spinosi, Lello Giulivo, Simona Esposito, Michele Boné, Vittorio Cataldo.
La settimana centrale di Domus Stabiae vedrà anche la possibilità di visite guidate agli Scavi Archeologici di Varano. Il 12 maggio a partire dalle 15.30 sono previsti tre turni di visite, gratuite e per un massimo di 25 persone, per Villa Arianna e Villa San Marco. La prenotazione è obbligatoria via mail a infodomustabiae@gmail.com
L’ingresso agli spettacoli teatrali e alla presentazione letteraria è libero fino a esaurimento posti e senza obbligo di prenotazione.
Concorso Internazionale dei Madonnari a Nocera Superiore con l’atteso concerto di Giusy Ferreri
Dal 18 al 22 Maggio grande evento a Nocera Superiore, in provincia di Salerno. Inizia il conto alla rovescia per la XX edizione del Concorso Internazionale dei Madonnari che rientra nei festeggiamenti in onore di San Pasquale Baylon e Maria SS. di Costantinopoli a Nocera Superiore. Tante le novità di quest’anno, in primis il nuovo parroco della Chiesa, Don Raffaele Corrado che per il primo anno sta vivendo con emozione questo grande evento religioso e civile. “E’ una bellissima esperienza quella che sto vivendo a Nocera Superiore – ha dichiarato il parroco Don Raffaele Corrado – ci stiamo preparando per la festa dei nostri celesti patroni e per il grande Concorso dei madonnari che quest’anno è giunto alla ventesima edizione. La comunità si sta preparando con gioia e con fede a questo evento religioso che ogni anno si concretizza anche con la presenza di questi artisti di strada . Il tema scelto quest’anno è un amore grande portalo agli altri, tratto dal Vangelo di Giovanni, capitolo quindicesimo”. In città poi gli organizzatori guidati da Gennaro Pagano, sono a lavoro da mesi per preparare il grande evento civile che ogni anno richiama artisti, professionisti e non, che saranno i veri protagonisti del Concorso conosciuto in tutto il mondo. A Nocera Superiore le artistiche luminarie della ditta Rocco De Filippo sono state installate e quest’anno una struttura alta 20 metri è stata posizionata sulla facciata della chiesa in occasione della festa. Il Concorso si svolgerà come sempre su Via Vincenzo Russo dal 18 al 22 Maggio, le opere realizzate formeranno un tappeto di quadri per il Solenne Passaggio della Processione di Maria SS. di Costantinopoli e di San Pasquale Baylon. I partecipanti alla ventesima edizione del concorso, come da regolamento dovranno realizzare i dipinti a partire da Venerdì 18 Maggio alle ore 16.00, proseguendo lungo la notte e concludendosi Sabato 19 Maggio entro le ore 17.00. Attorno al Concorso Internazionale dei Madonnari è stato strutturato un ricco cartellone di appuntamenti musicali. Il 17 Maggio si esibiranno Michele Selillo e Iva Zanicchi, il 18 Maggio Andrea Sannino, Luna Palumbo e Sister Cristina, il 19 Maggio sono previste le esibizioni della cantante Mietta e di Giucas Casella, il 21 Maggio Mino Abbacuccio da Made in Sud L’evento poi si concluderà il 22 Maggio alle ore 21.00 con il Gran Gala di premiazione di tutti i partecipanti a seguire l’attesissimo concerto di Giusy Ferreri.
Si finge parroco, ruba in chiesa e picchia il prete: arrestato 73enne
Sant’Antonio Abate: indossando abiti simili a quelli talari, forza porta sacrestia e ruba le offerte. Scoperto dal parroco lo spintona e fa cadere. Carabinieri arrestano un 73enne. I Carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate hanno arrestato Liberato Marino, 73 anni, un pensionato del luogo già noto alle forza dell’ordine per reati contro il patrimonio. È ritenuto responsabile di rapina al parroco della parrocchia “Maria S. S. del Buon Consiglio”. Indossando una camicia con collarino ecclesiastico, un maglioncino scuro e un berretto, verosimilmente per fare in modo che a distanza lo prendessero per un prete, aveva forzato la porta della sacrestia della parrocchia “Maria S. S. del Buon Consiglio” e rubato il denaro delle offerte. Sorpreso dal parroco, Don Ciro, per guadagnare la fuga lo aveva spintonato facendolo rovinare a terra. I militari dell’Arma sono intervenuti d’urgenza sul posto e hanno bloccato il 73enne mentre stava salendo a bordo della sua Panda per allontanarsi dalla zona. Do Ciro è stato visitato da medici dell’Ospedale di Castellammare di Stabia che gli hanno riscontrato una contusione alla spalla sinistra guaribile in 6 giorni. L’arrestato è ora ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.
Torre del Greco, coppia di rapinatori di banca finisce in carcere
I Carabinieri della Stazione Torre del Greco hanno arrestato Natale Granata, 54 anni e Teresa Ascione, 35enne, entrambi residenti a Torre del Greco e già noti alle forze dell’Ordine. Il primo dovrà scontare 5 anni e 8 mesi di reclusione e la seconda 8 anni di reclusione per rapina in banca con sequestro di persona commessi a Forlì e Milano nel 2015. Gli arrestati sono stati portati nelle Case Circondariali di Poggioreale e Pozzuoli.
Partiva da San Giorgio a Cremano la filiera delle false griffe d’autore: 46 indagati
I finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno notificato 45 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dei componenti di due sodalizi criminali responsabili della produzione e successiva commercializzazione di capi contraffatti. L’operazione, denominata “Questione di etichetta”, eseguita dalle fiamme gialle della compagnia di Portici, ha avuto origine da una perquisizione d’iniziativa effettuata presso l’abitazione di un soggetto, residente nel comune di S. Giorgio a Cremano, nel corso della quale venivano rinvenuti numerosi accessori contraffatti, circostanza che faceva ipotizzare la presenza di una ben più articolata organizzazione operante nei comuni di Napoli e provincia. Nel corso delle successive indagini si ricostruiva l’intera filiera criminale dalla produzione, confezionamento e distribuzione di capi falsi, ad opera di soggetti residenti in Campania, Puglia e Liguria, sino all’approvviggionamento del materiale che avveniva anche all’estero: Turchia e Grecia, quest’ultima interessata solo per il transito del materiale mentre la turchia si rivelava fonte di produzione degli accessori metallici contraffatti (tra questi bottoni, fibie, ecc.). Sono stati complessivamente sequestrati 1.693.050 articoli, capi risultati fedeli riproduzioni delle più note case di moda (Moncler, Blauer, Fay, Peuterey, Dsquared, D&G, La Martina, K-Way, Tommy Hilfiger, Aeronautica militare, Harmont&Blaine e tante altre), 82 macchine ed attrezzature da lavoro, 4.611 metri di tessuto recante marchi falsi, auto e locali utilizzati per l’illecita attività.
Salerno, agguato a Fratte: fine pena mai per il figlio del boss e i complici
Una sentenza arrivata in tarda serata dopo quasi dieci ore di camera di consiglio. Ergastolo per esecutori materiali e mandante del duplice omicidio consumatosi nel 2015 a Fratte per ordine del boss di Ogliara, Matteo Vaccaro. Con quel delitto l’ormai vecchio boss voleva vendicarsi dell’affronto subito da Antonio Procida e riaffermare il controllo del territorio.
I fatti sono accaduti nel Maggio del 2015 quando Antonio Procida ed Angelo Rinaldi persero la vita dopo un agguato crivellati da tre colpi di pistola. Ergastolo per Matteo Vaccaro, Roberto Esposito e il Guido Vaccaro. Duplice omicidio volontario e premeditato sono queste le accuse che pendevano sul capo degli imputati incastrati grazie al servizio di videosorveglianza. Le immagini hanno registrato tutti gli spostamenti dei killer e grazie anche ad una serie di testimonianze tra cui quella del pentito Sabino De Maio che ha rivelato di aver appreso da Roberto Esposito di essere stato tra gli autori del delitto per rivendicare l’onore di Vaccaro.
Durante il processo sono state riprese le singole fasi del delitto che secondo la Corte d’Assise di Salerno è stato premeditato e preparato nei minimi dettagli e che deve essere contestualizzato “in contesti associativi di natura camorristica legati al controllo del territorio per il predominio criminale dello stesso”. Il movente del delitto resta la lite della mattina in un bar al centro del quartiere per l’affissione dei manifesti elettorali. Procida e Rinaldi avevano ricevuto da Lello Ciccone, candidato di Forza Italia alle elezioni regionali, l’incarico di affiggere il suo materiale in zona. Matteo Vaccaro però pretendeva di ritornare nel giro ed aveva affrontato Procida nel bar. Vaccaro da parte sua gli aveva intimato di consegnare a lui un centinaio di manifesti perché ne gestisse la collocazione in un’altra zona. Procida aveva reagì facendone nascere una colluttazione. “Sei vecchio, non conti più nulla” – disse. Questa cosa all’ormai vecchio boss non piacque. Decise di rivendicare la discussione con il sangue. «Tempo tre giorni e ti uccido». Un avvertimento che si è concretizzato dopo qualche ora. Alla lettura del dispositivo parenti ed avvocati che sono pronti a ricorrere in Appello dopo che saranno depositate le motivazioni della sentenza.
(nella foto da sinistra Matteo Vaccaro, Guido vaccaro, Roberto Esposito)
Sorrento, falsi ciechi: chieste 17 condanne
Torre Annunziata. Una maxi truffa ai danni dello Stato che ha visto coinvolte oltre 17 persone accusate di aver truffato lo Stato fingendosi non vedenti ed incassare la pensione. Solo una donna, una 75enne di Boscoreale, è stata assolta per non aver commesso reato in quanto ritenuta “realmente non vedente”. Due anni e quattro mesi di reclusione è questa la richiesta del pm Prisco nei confronti di tutti gli imputati. Guardia di Finanza e Carabinieri da Torre del Greco a Massa Lubrense riuscirono a scoprire un gruppo di persone che era riuscita a ingannare i medici e a farsi attestare di essere non vedenti. Tutti gli imputati sono residenti tra Torre Annunziata, Torre del Greco, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Striano, Vico Equense, Sant’Agnello, Piano di Sorrento e Massa Lubrense. La truffa ammonterebbe ad una cifra che supera oltre il milione di euro. Nella giornata di ieri è stata chiesta una condanna per tutti. Dalle indagini sui finti ciechi è emerso che c’era chi riusciva a fare la spesa, leggere il giornale, guidare, fare la spesa. A Pompei, invece, un 60enne percorreva chilometri a piedi da casa sua al centro, salutava il comandante dei vigili urbani e saliva le scale per assistere al consiglio comunale. Nelle prossime udienze spetterà alla difesa smontare la tesi accusatoria.
Napoli, a 12 anni al supermercato con la pistola scenica per rubare merendine
Napoli: E’ caccia al Vomero al bambino di 12 anni che ieri pomeriggio armato di una pistola, probabilmente scenica è entrato nel supermercato di via Morghen per rubare. L’episodio è avvenuto, verso le 16 di ieri pomeriggio, al supermercato Carrefour di Via Morghen, nel cuore del quartiere collinare.
Il ragazzino, già in passato fermato dai vigilantes del supermercato aperto 24 ore su 24, dopo essersi aggirato per reparti e scaffali ha preso delle merendine e una coca-cola. All’uscita, la guardia di turno ha notato che il piccolo ladro aveva qualcosa di sospetto sotto al giubbino e lo ha fermato chiedendogli lo scontrino. Ma il bambino per tutta risposta ha alzato la maglietta ed ha mostrato quella pistola – priva di tappo rosso – che ieri pomeriggio aveva portato con sè. A quel punto è scappato. Il vigilantes ha allertato la polizia, sono stati visionati i filmati delle telecamere, e ora si cerca di dare un nome a quel ragazzino che già altre volte era stato notato nel supermercato a ‘caccia’ di cibo. Il vigilantes ha raccontato di averlo visto più volte nelle ultime settimane rubare tra gli scaffali. Ma ieri pomeriggio, c’è stato qualcosa di diverso dal solito. Il bambino era preparato al peggio ed è entrato armato, seppure di una pistola scenica. Secondo quando scoperto dagli inquirenti ha solo 12 anni ed agisce sempre da solo. Forse per fame, forse per mettere alla prova il suo istinto da baby criminale.
Napoli, la cassaforte non si apre: colpo fallito della banda del buco
Napoli. Avevano studiato ogni dettaglio, ma stavolta agli uomini della banda del buco è andata male. I banditi sono rimasti a mani vuote perchè non sono riusciti ad aprire la cassaforte. E’ accaduto negli uffici di “Che banca” al corso Vittorio Emanuele: e così, dopo essere riusciti a sbucare dal sottosuolo alla fine hanno dovuto fare dietro front dopo essersi accorti che la cassaforte non si apriva per il congegno a tempo. La scena è stata ripresa dalle telecamere di video sorveglianza interna collegate con la Questura. L’episodio si è verificato alle quattro di ieri. All’arrivo della polizia i ladri si erano già dileguati.
Scafati, estorsioni e danneggiamento: ordinanza della Dda per sei persone
Scafati. Blitz dei carabinieri a Scafati: è in corso da stamane una vasta operazione dei militari del Reparto operativo del comando provinciale di Salerno per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di sei persone. La misura cautelare ha come oggetto episodi di tentata estorsione e danneggiamento, armi e stupefacenti. I militari stanno eseguendo anche una serie di perquisizioni a carico di pregiudicati della zona. Circa duecento militari con l’ausilio di unità cinofile ed il supporto aereo di un elicottero, hanno eseguito 27 perquisizioni e i sei arresti, eseguendo un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Dda. I dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10 presso la Procura della Repubblica di Salerno.
“Mia mamma mi avvelenava”: l’ossessione di De Falco: L’uomo di Qualiano resta in carcere
Qualiano. Ha pianificato l’omicidio della madre per un’ossessione: quella di essere avvelenato. Pasquale De Falco, il 37enne che giovedì scorso ha ucciso la mamma Teresa Licciardiello e si è barricato nella sua casa di Qualiano per circa dieci ore, non ha dubbi nella sua folle lucidità: “Mi stavano avvelenando giorno dopo giorno. Per questo ho dovuto uccidere mamma. Ho dovuto farlo”. L’uomo di Qualiano è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari, ieri mattina, e ha cercato di spiegare i motivi della follia, motivi folli anch’essi. Dopo il racconto, il gip ha convalidato l’arresto e confermato le accuse di omicidio premeditato e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la procura Pasquale De Falco ha pianificato l’omicidio della madre, ha preparato tutto nei dettagli, lo lasciano intendere le sue parole: “I miei genitori volevano uccidermi, mercoledì mia mamma mi ha fatto bere acqua avvelenata. Mio padre era severo e rigido con me, c’era astio”. Il 37enne ancora una volta ha ribadito l’odio profondo nei confronti dei genitori, senza ombra di pentimento per quello che è accaduto. Ed è proprio il sentimento nei confronti del padre Antonio che ha spinto il giudice a rigettare la richiesta di una misura alternativa al carcere chiesta dai legali, seppure con il braccialetto elettronico. Pasquale De Falco potrebbe essere ancora pericoloso per i suoi familiari e in particolare per il padre, con il quale viveva.
Il racconto del 37enne combacia con i risultati investigativi raccolti dai carabinieri della Compagnia di Giugliano, guidati dal capitano Antonio De Lise. Giovedì scorso il 37enne è riuscito ad arrivare alle chiavi della cassaforte dove erano custodite le armi: “Da tempo conoscevo il nascondiglio – ha spiegato – ma non ne ho mai approfittato”. Poi, la convinzione, diventata ossessione, che i genitori lo stessero avvelenando e dunque ha messo in atto il suo folle piano. De Falco ha dato una spiegazione anche alle sue azioni successive all’omicidio della mamma: aveva paura di essere ucciso dal padre per ‘avergli ucciso la moglie’. Ha commentato quel lungo giorno in cui era barricato in casa, armato, e addirittura ha spiegato che le notizie ascoltate dagli organi di stampa, sul suo passato, non sono vere: “Non ho tentato il suicidio per una donna. Mica sono scemo”.
Pasquale De Falco subito dopo l’arresto è stato sottoposto ad una visita psichiatrica ed è stato ritenuto idoneo a essere sottoposto ad interrogatorio. La sua percezione di quanto accaduto è falsata dalle sue ossessioni, ma l’assassinio della mamma è stato lucido e volontario, premeditato. E medesima ossessione, Pasquale De Falco, vive nei confronti del padre Antonio.
Legami con il clan Contini, tornano in carcere i fratelli Esposito: i ‘boss’ del by night napoletano
A conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, personale del Centro Operativo D.I.A., sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di tre fratelli Gabriele, Giuseppe e Francesco Esposito residenti in Posillipo, noti imprenditori nel settore della commercializzazione e distribuzione di giocattoli in ambito nazionale, con interessi anche nel settore delle agenzie di scommesse, della ristorazione ed in un noto locale pubblico presso il quale vengono organizzate serate danzanti ed eventi musicali. Locale molto frequentato dai calciatori del Napoli. I tre già erano stati arrestati nel giugno scorso ma erano stati rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame. pepe Reina era un assiduo frequentatore del locale ma anche Higuain quando era a Napoli e tra l’altro la barca con la quale l’argentino trascorse una giornata con Paolo Cannavaro (altro amico di famiglia degli Esposito) gli era stata messa disposizione dai fratelli Esposito (ma era ovviamente inconsapevole dei presunti contatti con la camorra dei tre imprenditori) e dallo stesso Paolo Cannavaro.
La misura cautelare riguarda anche le mogli di due degli imprenditori Teresa Esposito e Carmela Russo ,ed un terzo soggetto, ritenuto prestanome mentre tutte le attività dei fratelli Esposito vengono passate al setaccio dagli inquirenti. Gli arrestati sono gravemente indiziati di intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dei clan camorristici CONTINI e SARNO.
La D.I.A. di Napoli, contestualmente, sta eseguendo il sequestro di numerose attività commerciali, in particolare depositi e negozi per la commercializzazione e distribuzione di giocattoli ubicati in Napoli, in provincia e nel casertano, un bar – ristorante in zona Chiaia, un’agenzia di scommesse nella zona centrale di Napoli (piazza Mercato) ed una nota discoteca nella zona di Coroglio, Club Partenopeo.
Decisive ai fini dello sviluppo della nuova indagine sono state le dichiarazioni del nuovo pentito, il killer Salvatore Maggio, al soldo dei più clan (prima con i Mazzarella e poi con quelli del rione Traiano. “I fratelli Esposito – spiegano ancora gli investigatori – grazie al loro elevato tenore di vita, frequentavano assiduamente calciatori della squadra del Napoli, nonché soggetti legati alla criminalità organizzata, con i quali non solo condividevano il tempo libero organizzando scommesse su partite di calcio, viaggi e serate nei più noti locali di Napoli venendo in contatto anche con gente del mondo dello spettacolo, ma dalla cui amicizia traevano anche benefici”.



