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Biologi, il presidente D’Anna nominato membro di diritto dell’assemblea del Consiglio superiore di sanità

Con comunicazione del 7 maggio 2018, la segreteria del direttore generale degli organi collegiali del Consiglio Superiore di Sanità ha comunicato l’inserimento del nominativo del presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, Sen. Dott. Vincenzo D’Anna, quale componente di diritto del CSS stesso. I membri di diritto sono convocati per partecipare ai lavori delle sezioni operative allorquando queste discutano e deliberino in materia attinente alle categorie rappresentate dai rispettivi ordini professionali. Il CSS è organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro della Salute. Il Consiglio esprime parere su richiesta del Ministro e nei casi espressamente stabiliti dalla legge, in ogni altro caso in cui le Direzioni Generali ne facciano richiesta per l’adozione di provvedimenti normativi o amministrativi e nella eventualità che l’Autorità giurisdizionale richieda la consultazione dell’Organo per decidere contenziosi. Il Consiglio svolge anche funzione consultiva propositiva.

Freebacoli: ‘L’amministrazione Picone dura appena 10 mesi, un finale annunciato’

Ad una settimana dal consiglio comunale che ha certificato la “fine annunciata” dell’amministrazione Picone a Bacoli, abbiamo affidato la nostra posizione ad un manifesto pubblico affisso oggi in città. Eccone il contenuto:
“La parabola politica dell’amministrazione Picone si chiude così come era cominciata: nella totale assenza di sindaco, giunta e buona parte della maggioranza che la sosteneva.
Il kafkiano consiglio comunale che si è svolto lo scorso 30 aprile, alla Sala Ostrichina del Fusaro, si eleva a grande metafora di quello che Bacoli ha ricevuto negli ultimi dieci mesi: assenze colpevoli, disinteresse, spregio delle istituzioni democratiche, approssimazione, supponenza e mancata conoscenza della geografia sociale della città, cattiva volontà, apatia contagiosa ed irresponsabilità diffusa.
Uno spettacolo triste che non ha chiarito, neanche parzialmente, le ragioni di una scelta politica. Perché è di questo che parliamo: la scelta, quella da parte del sindaco, di rassegnare le dimissioni nonostante ci fosse ancora, nei numeri e nella forma, una maggioranza di governo. E che consegna una Bacoli, sull’orlo del dissesto ed oramai indifesa, all’ennesimo commissario prefettizio. Difatti è doveroso ricordare che, anche dopo la bocciatura del PUT del 10 aprile scorso, il capo dell’amministrazione aveva ancora i numeri (9 ad 8 ) per tornare in consiglio ed approvarselo. Non l’ha fatto, non perché non abbia potuto: ma perché, semplicemente, non ha voluto.

Ed è per questo motivo che la mancata presenza del primo cittadino, e della sua giunta, alla “manifestazione pubblica”, assumono una gravità inaudita: perché non è accettabile lasciare la nave in tempesta, con equipaggio (ovverosia la popolazione tutta) ancora a bordo, non motivandone la decisone nelle sedi istituzionali. Ma attraverso improbabili, e privi di contraddittorio, comunicati pubblicati sui social.
Perché la città che “meritava rispetto”, meritava di ascoltare e guardare negli occhi chi aveva scelto come sua guida. Così come meritava di capire perché l’ultimo atto della giunta e del sindaco (?) fosse la proposta di approvazione di una delibera che battezzava Bacoli come “fallita”.
Ed analoga riflessione vale per i partiti, i gruppi consiliari di maggioranza (tutti sfaldati) ed i portavoti che ieri sera hanno vergognosamente disertato l’aula consiliare. Senza affrontare, a testa alta, il peso della responsabilità che quando ci si candida a governare un comune deve assumersi nei momenti di gioia, ma soprattutto in quelli di difficoltà. Scappare dalla nave che affonda, peraltro in alto mare, è l’ultimo atto che certifica, qualora ve ne fosse bisogno, che questa improbabile coalizione e’ stata costruita con il mero scopo non di cambiare il paese, ma esclusivamente “contro” qualcuno e “contro” qualcosa.
Freebacoli, che ha provato a svolgere con responsabilità ed al meglio delle proprie possibilità il mandato di controllo e proposta affidatogli dalla popolazione, resterà, così come accade da oramai dieci anni, a guardia della città. Sia collaborando, laddove possibile, con la gestione commissariale, che soprattutto continuando a stare tra la gente e costruire, insieme a tutti voi, proposte concrete per il bene di Bacoli”.

Camorra: a Casal di Principe villa confiscata diventa asilo

“Con l’inaugurazione dell’asilo nido intitolato a ‘Maria Montessori’ la citta’ di Casal di Principe si riappropria in modo definitivo di un altro bene confiscato alla camorra. E lo fa attraverso una struttura dedicata ai bambini, e con fondi interamente comunali”. Cosi’ il sindaco di Casal di Principe (CASERTA) Renato Natale commenta l’apertura della nuova scuola dell’infanzia in via Val D’Aosta, in una villa confiscata all’esponente del clan dei Casalesi Bernardo Cirillo. Alla cerimonia del taglio del nastro hanno partecipato anche il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, e la funzionaria della prefettura di CASERTA Immacolata Fedele. Ottanta bambini, tra cui molti figli di immigrati, quasi tutti nati in Italia, gia’ questa mattina correvano nei corridoi della scuola. Commosso Natale. “E’ una giornata speciale – dice – con i bambini possiamo continuano l’opera di rilancio anche culturale di Casal di Principe”. Ma il sindaco esulta anche per un’altra circostanza di non poco conto. “Siamo riusciti a realizzare questo asilo con 160mila euro di fondi nostri” spiega Natale. “Si tratta di somme ricavate dagli oneri di urbanizzazione pagati dai proprietari di casa che hanno aderito ai vari condoni chiedendo la licenza edilizia per le proprie abitazioni abusive. Segno che anche a Casale le persone vogliono regolarizzare la loro posizione”, scherza Natale. Un altro asilo, su un terreno confiscato al clan in via Toscana, sta per essere realizzato da capo con fondi Miur per 1,2 milioni di euro. Si chiude cosi’ l’annoso problema dei fitti scolastici a Casal di Principe. Nel 2014, quando si insedio’ l’amministrazione Natale, c’erano ancora tre fitti scolastici da pagare, tutti relativi all’Istituto Comprensivo “Spirito Santo”: il primo fitto fu eliminato nel gennaio 2016, il secondo nel luglio 2017, l’ultimo con l’inaugurazione di oggi. “In questo modo abbiamo risparmiato 75mila euro annui – spiega l’assessore all’istruzione Marisa Diana – offrendo ai nostri bambini locali piu’ idonei, e di proprieta’ del Comune”.

Ischia, antibracconaggio: sequestrate 37 trappole e 38 munizioni, denunciato 62enne

Nel corso di un servizio per la repressione del bracconaggio sull’isola d’Ischia i militari del nucleo Carabinieri CITES di Napoli e della Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati a Danno degli Animali (SOARDA) dei Carabinieri di Roma hanno sequestrato 47 trappole comunemente usate per la cattura illegale di avifauna, congegni trovati già aperti e con esca, nonché 38 munizioni da caccia a piombo spezzato. Il servizio, in questo periodo dell’anno in cui avviene lo spostamento della fauna migratoria, è stato effettuato con il meticoloso controllo dei territori collinari nell’agro di Ischia, Barano e Casamicciola, anche con appostamenti notturni. Durante le attività un 62enne di Casamicciola è stato sorpreso intento a posizionare una serie di trappole, venendo denunciato per esercizio di caccia in periodo di divieto generale e con l’utilizzo di mezzi vietati.

Liberato al Lungomare Liberato. Grande attesa per il concerto del rapper senza volto. Questa sera alla Rotonda Diaz

Appuntamento alle 20.00 alla Rotonda Diaz (Napoli) per la lunga notte di Liberato. Si prevede grande affluenza di pubblico per il cantante senza volto che manda in tilt le visualizzazioni su Youtube.
Liberato sul Lungomare Liberato il 9 maggio e tutto torna: date e luoghi come fosse una nuova interpretazione della Cabala. Approderà a bordo di una barca in un Lungomare blindato. Solitamente l’area per il pubblico alla Rotonda Diaz consente l’accesso a seimila persone, oltre questo numero non si potrà più entrare nella zona allestita per l’evento.
Saranno due le entrate all’area totalmente recintata con un servizio d’ordine di circa duecento tra poliziotti, carabinieri e finanzieri oltre a una trentina di agenti della polizia municipale. Una task force in servizio dalle otto di questa mattina per non lasciare nulla al caso. Alcune ambulanze e un presidio dei vigili del fuoco già sul posto.
Sul palco della Rotonda Diaz tre sosia e il cantante: stesse felpe, stesse maschere per lasciare ancora ignota la vera identità di Liberato. 
Per il concerto, il Comune di Napoli ha emesso una ordinanza che vieta la vendita per asporto di bevande alcoliche e non in vetro. L’ordinanza sarà applicata tre ore prima dell’inizio del concerto con termine un’ora dopo la fine dello stesso e riguarderà tutti i commercianti della zona fino a una distanza di cinquecento metri dall’area interessata.
Appuntamento a questa sera, mercoledì 9 maggio alla Rotonda Diaz di Napoli con i fan che, in trepidante attesa, hanno “‘o cor ca nun po’ purtà pacienz'”.

Santa Maria Capua Vetere, incontro F.A.I anni 10 dalle intimidazioni dei casalesi

Sabato 12 maggio alle 11 il primo appuntamento a Santa Maria Capua Vetere nell’azienda di Pietro Russo, l’imprenditore che ha denunciato le richieste di “pizzo”. Presente il Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura Domenico Cuttaia. Il ruolo degli imprenditori e del movimento antiracket è stato determinante nella lotta alla strategia del terrore perpetrata del clan dei casalesi durante il periodo che va dal 2008 al 2018: il sodalizio criminale ha imposto il “pizzo” per mantenere alto il controllo del territorio e per alimentare le attività illecite. La F.A.I., Federazione delle Associazioni antiracket e antiusura Italiane, attraverso il Coordinamento Campano e le associazioni territoriali, promuove una serie di iniziative per ricordare alcuni tragici eventi che hanno riguardato gli imprenditori della provincia di Caserta che si sono opposti con coraggio al racket mafioso del clan dei casalesi denunciando i tentativi di estorsione. Il primo appuntamento è in programma per sabato 12 maggio a Santa Maria Capua Vetere (Caserta). L’appuntamento è per le 11 in via Avezzana, nel cortile antistante la fabbrica di materassi di Pietro Russo, interessata dalle richieste di “pizzo” da parte dei camorristi casertani. Nel maggio 2008, dopo la denuncia dell’imprenditore verso i suoi estorsori, un incendio doloso distrusse l’Hardflex con danni ingenti per l’intera fabbrica. Russo è stato uno dei primi operatori economici a denunciare gli emissari del clan dei casalesi e oggi è presidente dell’associazione antiracket locale. Dopo i saluti del Prefetto di Caserta Raffaele Ruberto, interverranno – alla presenza di studenti e scout il presidente della FAI Antiracket Santa Maria Capua Vetere Pietro Russo – il presidente della FAI Antiracket Campania Luigi Ferrucci, il Coordinatore del Comitato don Peppe Diana Valerio Taglione, il referente di Libera Caserta Gianni Solino, il presidente della Camera di Commercio di Caserta Tommaso De Simone e Tano Grasso, Presidente nazionale della FAI. Le conclusioni saranno affidate al Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura Domenico Cuttaia. “Il territorio della provincia di Caserta per molti anni è stato sotto il controllo quasi totale da parte delle organizzazioni criminali: pochi furono coloro che ebbero il coraggio di alzare la testa ribellandosi al ricatto camorrista attraverso la denuncia. Forte è stata la risposta dello Stato attraverso la magistratura e le forze dell’ordine. Cosa che, insieme alla coraggiosa e opportuna reazione di una parte di quegli imprenditori, ha consentito un cambiamento epocale nella storia di questa provincia” afferma Luigi Ferrucci, presidente della FAI antiracket Campania. “Il movimento antiracket della FAI – aggiunge Ferrucci – mette insieme operatori economici per costruire quella rete di protezione che consente di rendere più leggero il difficile cammino di chi si trova a fronteggiare il problema del racket. A dieci anni da quella stagione terribile, possiamo dire che la situazione oggi è molto cambiata: qui come in altri luoghi martoriati dalla presenza mafiosa si respira un’aria diversa. Tantissimo c’è da fare: i segni e le conseguenze del dominio dei clan sono ancora presenti. In più occasioni è stato dimostrato con azioni concrete che quando ci si affida sinceramente allo Stato e alle associazioni antiracket una mano tesa è sempre lì pronta ad afferrare quella di chi chiede aiuto. Il movimento antiracket cerca in tutti i modi di evitare che chi ha denunciato o si appresta a farlo venga lasciato solo, a differenza di quei coraggiosi che saranno giustamente ricordati con le prossime iniziative” conclude Ferrucci. Il prossimo appuntamento è per mercoledì 16 maggio alle 10 a Castel Volturno, località Baia Verde, in piazzetta Domenico Noviello. È prevista la commemorazione nel luogo in cui venne ucciso l’imprenditore il 16 maggio 2008 da un commando camorrista. A seguire, presso la sede della FAI antiracket Castel Volturno, dibattito alla presenza, tra gli altri, del Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. r

Campania, la Regione stanzia altri 10 milioni di euro per prevenzione incendi

In aggiunta ai fondi ordinari gia’ stanziati pari ad oltre 9 milioni di euro, la Giunta regionale, nell’ultima seduta, ha programmato un’ulteriore somma complessiva di ? 10.000.000,00 a valere sul POC 2014/2020 per il finanziamento di interventi necessari a prevenire e mitigare i rischi naturali ed antropici da dissesto idrogeologico, innescato dai recenti e gravi eventi di incendio di superfici boscate e non boscate, per ripristinare gli ecosistemi compromessi, nonche’ per le attivita’ di manutenzione del territorio, finalizzate alla prevenzione degli incendi boschivi da realizzarsi nel corrente anno 2018. E’ quanto si legge in una nota. In collaborazione con la societa’ SMA Campania, nei prossimi giorni verra’ definito un calendario di attivita’ con l’indicazione dei luoghi che saranno interessati da interventi di manutenzione diretta di pulizia delle zone a maggiore rischio incendi. Il piano verra’ comunicato e condiviso con il Corpo Forestale dei Carabinieri, con cui si sta definendo la nuova convenzione per le attivita’ del 2107. La Regione si appresta inoltre ad approvare il piano AIB per gli anni 2018-2020 nelle prossime settimane.

Torre Annunziata, scoperti con 30 chilogrammi di hashish: arrestati in due

Ieri sera, a Torre Annunziata e Terzigno, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno arrestato i pregiudicati Francesco Monaco, 31enne di Torre Annunziata, e Giuseppe Savarese, 40enne di Terzigno, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta della locale Procura della Repubblica, in quanto ritenuti responsabili di concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La misura restrittiva scaturisce dalle indagini svolte dai militari agli ordini del Maggiore Erich Fasolino che hanno permesso di comprovare, anche attraverso l’estrapolazione dei filmati di videosorveglianza del Comune di Bellizzi, la loro presenza nelle fasi precedenti il sequestro dei 30 chili di hashish avvenuto lo scorso 27 marzo.
Quel giorno, i militari dell’Arma, insospettiti dalla presenza di alcune autovetture che uscivano dai garage di via Niccolò Machiavelli di Bellizzi, bloccarono il 32enne Enrico Principato, a piedi, e gli occupanti di una Renault Clio, successivamente identificati nel 37enne Alfonso Avino di Boscoreale, e la 24enne Marika Cancellu di Pontecagnano Faiano, mentre si allontanavano dal box risultato essere di proprietà del giovane di Bellizzi.
Nel corso della perquisizione effettuata all’interno del locale, i Carabinieri del Maggiore Fasolino rinvenirono tre pacchi, sigillati con nastro da imballaggio, risultati contenere 300 panetti di hashish, per un peso complessivo di 30 chili.
Le ultime indagini hanno dimostrato che Francesco Monaco e Giuseppe Savarese, alla guida di altrettante autovetture, accompagnarono, fungendo da scorta, gli occupanti della Renault Clio all’incontro con Enrico Principato, allontanandosi dal luogo poco prima dell’intervento dei militari. Espletate le formalità di rito, i due arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Fuorni.

Grumo Nevano, denunciato titolare attività tessile

I Carabinieri della Stazione di Grumo Nevano, insieme a colleghi del nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli, hanno effettuato un servizio di controllo straordinario del territorio per contrastare violazioni a norme in materia di sicurezza sul lavoro e lavoro nero. I servizi hanno portato alla denuncia in stato di libertà di un cittadino 41enne del Bangladesh già noto alle forze dell’ordine, il legale rappresentante di una società che produce e confeziona abiti per uomo a corso Garibaldi. Sul posto è stata riscontrata la presenza di 40 lavoratori di nazionalità bengalese, 8 dei quali sono risultati essere irregolari, con la conseguente comminazione di sanzioni pecuniarie per 12.000 euro. Nel contesto sono state contestate anche violazioni penali: aver provveduto alla manutenzione tecnica delle attrezzature, la presenza di un soppalco con diversi macchinari senza le prescritte protezioni, montacarichi di servizio non dotato delle protezioni contro le cadute accidentali e sprovvisto della certificazione di omologazione, non aver provveduto a sottoporre l’impianto elettrico alla prescritta verifica periodica. Comminate quindi sanzioni per 14.500 euro e imposta la sospensione dell’attività nonché il sequestro del soppalco e delle attrezzature sullo stesso allocate.

Via i lucchetti dalla cappella del cimitero, il Comune Napoli perde la causa

Via i lucchetti da una delle circa 90 cappelle cimiteriali “messe sotto chiave” dal Comune di Napoli e restituzione degli arredi funerari e delle fotografie rimosse: è il senso di una pronuncia della quarta sezione del Tribunale civile di Napoli, che ordina “al Comune di Napoli di rimuovere immediatamente la catena ed il catenaccio apposti alla cappella funeraria posseduta dalla ricorrente e situata nel cimitero di Napoli-Poggioreale nonché di restituire immediatamente alla ricorrente, gli arredi funebri e le foto rimossi”, risultando provato “il possesso della cappella in capo alla ricorrente” e “l’avvenuto spoglio violento e clandestino”. E’ la prima pronuncia del genere a Napoli e segna una svolta in una vicenda paradossale e dolorosa che impedisce a tanti cittadini di poter liberamente raccogliersi sulle sepolture dei propri cari e rendere loro omaggio, visto che il Comune ha deciso di acquisire “forzosamente” al patrimonio comunale una serie di cappelle, chiudendole con lucchetti e catene e asportando i relativi arredi. “La nostra cliente – spiegano gli avvocati Candida D’Agostino e Sergio Antonelli, vittoriosi nel ricorso contro Palazzo San Giacomo – si è vista impedire l’accesso alla cappella nel febbraio scorso. Va precisato che non è mai stata coinvolta in nessuna indagine penale su presunti traffici illeciti di cappelle e che ha acquistato in assoluta buona fede, mediante atto notarile regolarmente registrato, la proprietà superficiaria di una cappella funeraria sita nel cimitero di Napoli – Poggioreale, senza alcuno scopo di lucro, per trovare una sepoltura per i propri cari. All’interno di tale cappella trovano sepoltura il padre, il marito, il nonno, la nonna, il suocero e la suocera”. La stipula di tale atto di compravendita – precisano i difensori – è avvenuta seguendo una prassi da sempre vigente nel cimitero di Napoli che legittima tali alienazioni e che il Comune di Napoli ha iniziato a “contestare” solo nel 2012, più di sei anni dopo l’entrata in vigore dell’art. 53, comma 1, del Regolamento Comunale di Polizia mortuaria e dei servizi funebri e cimiteriali, approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.11 del 21 Febbraio 2006. Risultato: decine di cappelle chiuse di autorità con lucchetti. A partire dal 2012 si è infatti aperta una lunga vertenza giudiziaria, della cui delicatezza dimostra di essere consapevole lo stesso Consiglio Comunale laddove di recente con delibera, adottata a maggioranza nella seduta del 22 dicembre scorso, dichiarava che “il cambio delle serrature delle cappelle, attualmente in uso rappresenta una forzatura, limitando il diritto dei familiari al culto dei propri defunti” e quindi impegnava “l’Amministrazione comunale ad evitare ogni e qualsiasi atto possa rappresentare una forzatura ed una violazione dei diritti dei defunti, ivi compresa la sostituzione della serratura e quindi la possibilità di accesso da parte dei familiari al cospetto dei propri parenti defunti”. Nonostante questo indirizzo del Consiglio Comunale, proseguono gli avvocati D’Agostino e Antonelli, “la nostra cliente, recandosi nel mese di febbraio per far “visita” ai suoi cari defunti, apprendeva di non poter accedere alla cappella in quanto alla stessa era stato apposto dal Servizio Cimiteri Cittadini, senza alcun preavviso, un catenaccio e constatava che dalla stessa erano stati rimossi tutti gli arredi funebri e finanche le fotografie dei cari defunti”. Immediato il ricorso alla giustizia civile che ora ha ordinato al Comune di restituire la cappella. Ora, aggiungono i difensori, “abbiamo notificato l’ordinanza al Comune di Napoli, convinti che vorrà con urgenza ottemperarvi, in caso contrario ci rivolgeremo nuovamente all’Autorità giudiziaria, affinché fissi tempi e modalità di esecuzione da parte del Comune di Napoli del provvedimento giudiziario”. I difensori esprimono “vivo apprezzamento per l’attività meritoria del Comune di Napoli volta al rispristino della legalità nella zona cimiteriale, ma auspichiamo che venga trovata una soluzione giuridica a tale annosa problematica che sia rispettosa dei principi di civiltà giuridica e di rispetto della dignità della persona, a cui è improntato il nostro ordinamento, senza essere vessatoria per la sfera affettiva e patrimoniale della nostra assistita, e di altri cittadini che sono nella stessa situazione”.

Carceri: al via a Napoli torneo calcistico tra detenuti minorenni, testimonial Caruso

Oggi, alle 17.30, a NAPOLI, al Centro di giustizia minorile per la Campania, sarà presentato il quadrangolare di calcio “Diamo un calcio al passato”, giunto alla seconda edizione, che vedrà impegnate le rappresentative di avvocati, magistrati e detenuti di Nisida e Airola. Le partite si giocheranno il 12 e il 26 maggio (ore 15), sul campo di calcio del carcere di Nisida. L’iniziativa è promossa dalla Camera Penale Minorile (presidente Mario Covelli) e dall’Unione dei Giovani Penalisti (presidente Demetrio Paipais) con il supporto del giudice Maurizio Baruffo. All’incontro di oggi previsti gli interventi di Patrizia Esposito, presidente tribunale minorenni NAPOLI; Maria De Luzenberger, procuratore tribunale minorenni NAPOLI; Ornella Riccio, magistrato di sorveglianza tribunale minorenni NAPOLI; Maria Gemmabella, dirigente Centro giustizia minorile per la Campania; Maurizio Baruffo; Gianluca Guida e Dario Caggia, direttori carceri Nisida e Airola; Sergio Moccia, ordinario di diritto penale Federico II; Armando Rossi, consigliere Ordine avvocati di NAPOLI. L’avvocato Sergio Pisani donerà le maglie Shirthink con lo slogan ‘Diamo un calcio al passato’; Raffaele Auriemma, giornalista sportivo. Madrina Nunzia Marciano, giornalista. Testimonial dell’iniziativa Ciro Caruso, ex difensore Calcio NAPOLI e Max Cavallari de I Fichi d’India.

Casal di Principe, arrestato migrante: in bocca e nella pancia aveva ovuli di cocaina

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casal di Principe hanno arrestato sulla circumvallazione esterna in flagranza di reato per detenzione e spaccio di stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale, un cittadino nigeriano Onotayo Onadeko, classe 1968, residente a Trentola Ducenta. L’uomo, fermato a bordo della propria autovettura, sceso dal veicolo, ha subito inveito contro i militari aggredendoli e spintonandoli rendendo necessaria la sua immobilizzazione. Nel corso dell’aggressione il nigeriano ha tentato di liberarsi, espellendoli dalla propria bocca, di 2 involucri di cellophane contenenti cocaina. Gli involucri, del peso complessivo di 1 grammo, sono stati subito recuperati. Successivamente, all’ospedale Moscati di Aversa, all’esito di specifici esami radiologici, è stato riscontrato che Onotayo Onadeko aveva ingoiato un ulteriore involucro identico a quelli recuperati e sottoposti a sequestro dai carabinieri. L’arrestato è stato accompagnato al carcere di Poggioreale.

Studente frattura il naso con pugno a un docente ad Avellino

Avellino. Non si arresta l’ondata di violenza nelle scuole tra studenti e professori. Questa volta ad avere la peggio è un professore di un istituto superiore del centro di Avellino. Uno studente richiamato da un professore perché stava scorrazzando nel cortile della scuola con il suo motorino, il giovane ha fermato il mezzo e si é avvicinato al docente e lo ha colpitoo in pieno volto con un pugno. E’ successo questa mattina all’inizio dell’orario scolastico in un istituto del centro di Avellino. Alla scena hanno assistito in molti, tra personale scolastico e altri alunni. Il docente, tramortito dal colpo, è caduto a terra con il volto insanguinato. E’ stato accompagnato dai colleghi al pronto soccorso dell’ospedale “Moscati” di Avellino, dove é stato medicato per la frattura del setto nasale. Lo studente, un diciassettenne, nel frattempo é entrato in classe come se nulla fosse accaduto. Nei suoi confronti saranno adottati provvedimenti disciplinari da parte dell’Istituto. Il docente sta valutando se presentare una denuncia nei confronti del minorenne. 

Licola, ruba in un supermercato: arrestato

I Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno arrestato per furto aggravato Gaetano Cirillo, 49 anni, residente a Napoli a via Giacomo Leopardi, già noto alle forze dell’Ordine. L’uomo è stato scoperto dal personale di un supermercato di via Montenuovo Licola Patria subito dopo aver rubato prodotti vari dagli scaffali per un valore complessivo di circa 150 euro (poi recuperati e restituiti agli aventi diritto). Dovrà rispondere anche di ricettazione perché all’interno della sua auto, lasciata parcheggiata poco distante, sono state rinvenute alcune targhe risultate oggetto di furto consumato il 27 aprile nella zona di Fuorigrotta. L’Arrestato è ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.

Una vita in copertina, mostra d’arte di Luciano Tallarini al Teatro Summarte

Luciano Tallarini , geniale art director che ha fotografato, disegnato e curato con fantasia ed estro le copertine più belle e famose dei grandi artisti della musica italiana, inaugura  la mostra “Pop Life – Una vita in copertina ” al Teatro Summarte , all’interno di una serie di eventi legati al Mia Martini Festival 2018 . Nella Galleria d’arte del teatro di Somma Vesuviana, saranno esposti gli ingrandimenti fotografici delle storiche copertine dei 33 giri che l’artista milanese ha realizzato per i più grandi protagonisti della canzone italiana: Mina, Raffaella Carrà, Renato Zero, Milva, Ornella Vanoni, Vasco Rossi, Loredana Bertè, Mia Martini e tanti altri.
La mostra sarà in esposizione fino al 19 maggio e sarà fruibile gratuitamente; il  vernissage si terrà giovedì 10 maggio alle ore 18.30 alla presenza dell’artista.

Napoli, si spara in piena giorno e davanti a mamme e bambini: ennesima stesa a San Giovanni sotto casa del boss

Napoli. Un’ altra stesa in via Ravello e sempre sotto casa del boss Ciro Rinaldi my way. Stavolta  i pistoleri folli della camorra non hanno esitato afare fuoco in orario di punta , ovvero poco dopo le 12, 30, con le strade affollate di mamme e bambini appena usciti da scuola e gente che tornava a casa dopo aver fatto la spesa. Il quartiere è piombato in un vero incubo. Sembra che ci sia il gioco del tiro a bersaglio nel palazzo di Ciro Rinaldi in via Ravello. Stamane in due su una moto hanno esploso una decina di colpi contro L’abitazione di Ciro Rinaldi e poi si sono dileguati.  I cittadini, nonostante la paura e l’omertà che regna, questa volta sembrano intenzionati a far sentire la loro voce e si dicono stanchi di questa situazione. Chiedono una presenza maggiore da parte delle forze dell’ordine. Nonostante i colpi inferti ai clan in lotta ovvero i Rinaldi-Reale e famiglie alleate da una parte e i Mazzarella-D’Amico dall’altra, quella che è una faida che conta una trentina di stesa dall’inzio dell’anno nella sola zona orientale, sembra essere diventata infinita.

Raffaele Giglio, ospite alla quarta edizione del Mia Martini Festival

Sabato 12 maggio Raffaele Giglio, cantautore di origine casertana, sarà ospite della quarta edizione del Mia Martini Festival 2018(partecipazione di Grazia di Michele, direzione artistica di Raffaele Minale) e salirà sul palco del Teatro Summarte di Somma Vesuviana (via Roma, 15 – ore 20.30 – ingresso € 12) per interpretare il brano “Rapsodia”, scritto dal Maestro Giancarlo Bigazzi.
Da poco il cantautore campano ha dato il via al suo nuovo progetto discografico con “Segreto”, attualmente in radio, brano che anticipa l’uscita dell’album prevista per il prossimo autunno : “Nonostante i progressi che nel tempo abbiamo raggiunto in molti ambiti, purtroppo ancora oggi viviamo in un mondo in cui problematiche culturali e sociali intaccano il sentimento che è emblema di libertà, l’amore. – racconta Raffaele – ‘Segreto’” vuole essere una canzone che sottolinei proprio il concetto di libertà di amare senza limiti”.
Il singolo porta la firma di Raffaele Giglio, Alessandro Franco Smeraldi e Roberto Smeraldi, quest’ultimo è anche il produttore artistico dell’intero progetto, che insieme a lui, ha voluto la partecipazione di grandi professionisti come Simone Gianlorenzi (Anna Oxa, Briga e molti altri) per gli arrangiamenti e Fabrizio Simoncioni (Ligabue, Negrita, Litfiba etc.) nel mixaggio.

Gli abiti di Gianni Molaro alla quinta edizione de La Magia delle Muse

L’alta moda italiana va in scena. Domenica 13 maggio alle 20.30 al Circolo Unione di Bari presso il Teatro Petruzzelli si svolge la V edizione de La Magia delle Muse, il Galà Fashion Show che celebra l’eleganza dell’haute couture nazionale, organizzato dalla Carmen Martorana Eventi con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Bari e della Camera della Moda Puglia.Il luogo prescelto è la prestigiosa Sala dedicata alle Muse ispiratrici dell’ideale supremo dell’arte e della bellezza, impreziosita con dorature in oro zecchino e affreschi e dipinti.Voluto dal presidente del Circolo Unione Giacomo Tomasicchio, l’evento è ideato e diretto da Roberto Guarducci, stilista per oltre un ventennio nella maison Fendi – e attualmente docente di Fashion Design all’Accademia delle Belle Arti di Bari e direttore artistico di eventi fashion e glamour – che, in occasione del suo 40°anniversario di carriera nell’alta moda, ha realizzato una collezione di abiti – che si caratterizzano per i preziosi tessuti italiani valorizzati da raffinate e ricercate lavorazioni sartoriali, e per la creatività, l’innovazione, l’eleganza e, soprattutto, per lo stile – ispirata dal genio della pittura Giovanni Boldini, che più di ogni altro ha saputo interpretare il fascino femminile e i vestiti sontuosi della Belle Époque.

In passerella la collezione di alta moda sposa e abiti da sera di Gianni Molaro, stilista-artista napoletano, il cui ricamo, progettato e realizzato a mano, avvolge l’intaglio artigianale dei pizzi e il gioco sensuale delle trasparenze sulla schiena – il fashion designer partenopeo è impegnato in “Detto Fatto”, la trasmissione condotta da Caterina Balivo in onda su Rai 2 -; la linea di Franco Ciambella, stilista romano che, con i suoi vestiti da sogno, si ispira a Venere, dea dell’Amore e principio vitale della continuità dell’esistenza, e prende gli spunti creativi dal poema di Lucrezio il “De rerum natura” – ha vestito diverse celebrità, tra cui Elena Sofia Ricci e Claudia Gerini -; la collezione Nuit Claire di Arianna Laterza che è ispirata nei colori al cielo stellato che avvolge le notti della città di Parigi, ricca di magia, poesia e arte, con abiti principeschi ornati con stelle di cristallo su tulle, pailettes che illuminano il tessuto velato e preziosi ricami su raso; la collezione dell’Accademia di Moda Sitam di Lecce, contraddistinta da grafiche digitali stampate su velluto e voile, e ricami di paillettes per rappresentare segni di luce, rinascita, evoluzione e affermazione simbolica della donna – la linea è dedicata al diritto all’autodeterminazione e trae ispirazione da Magritte, noto pittore surrealista belga, e dal suo celebre dipinto Memory -; e la linea di gioielli e accessori Divina, firmata dalla jewels designer Claudia Perdicchia (in arte Tittà) come tributo alla cantante lirica Maria Callas – le preziose creazioni sono dotate del potere seduttivo e glamour rappresentato da elementi iperfemminili come piume, perle e cristalli Swarovski che donano alla donna contemporanea un’allure unica per uno stile originale -.

La bellezza delle modelle sarà esaltata dai professionisti dell’hair style Beautè Parrucchieri Bari di Michele Palmisano e Anna e Tonino International Coiffeur, storico salone di Ginosa, e dal team dell’Isfov – Scuola di Estetica e Acconciatura guidato da Mariateresa Mileo, docente di make up presso il prestigioso istituto.Ad arricchire La Magia delle Muse sarà lo spettacolo di danza della Los Angeles School Dance Company, il cantante Mario Rosini, secondo al Festival di Sanremo 2004, e il duo musicale composto da Sabrina di Maggio al violino e Valentino Scarangella al pianoforte.Il servizio fotografico e video sarà affidato alla Camera della Moda Puglia e Basilicata e a Luigi D’Arcangelo Puglia Wedding.Si ringrazia: Gioielleria Corchia, Palace Hotel, Dedalo-Sensi Sommersi, Allianz di Palazzo e Capozzo, Ricicla, Tekno Italia di Mallardi Marilena, Pasticceria Ancona, Cecenero cucina e pizza d’autore, Pizzeria Ristorante Il Principe, Azienda Agricola Flortec F.lli Tricarico, Fiori e Piante di Graziano Magliocco, Ceramica Antica di Ciro Bentivoglio, Ceramiche Spagnuolo Rosaria, Ceramica Giovanni D’Abramo.

Torre del Greco, ragazzina investita in viale Europa

Ragazzina investita stamane in viale Europa a Torre del Greco. L’incidente è avvenuto poco dopo le 12. Sul posto ci sono le forze dell’ordine. Non si conoscono ancora le condizione della ferita.

Marcianise, la Finanza sequestra 7 quintali di ‘bionde’: tre arrestati

Sette quintali di sigarette di contrabbando di provenienza ucraina, per un valore sul mercato di 170mila euro, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nella zona industriale di Marcianise, al termine di un’operazione che ha portato all’arresto anche dei tre responsabili del traffico. I tre sono stati sorpresi mentre caricavano su un furgone delle scatole bianche prelevate alli’interno di un deposito. I finanzieri hanno aperto i pacchi scoprendo che all’interno vi erano decine di stecche di sigarette prive del contrassegno dei Monopoli di Stato e riportanti famosi marchi. E’ l’ennesimo sequestro di sigarette di contrabbando nel Casertano; da mesi la Finanza ha lanciato un’offensiva contro un traffico illecito molto remunerativo e alimentato soprattutto da cittadini dell’est Europa, che possono contare sulla presenza di folte comunita’ di connazionali nel territorio casertano.