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Sorrento, aggredisce la compagna: 26enne arrestato grazie all’aiuto dei cittadini

Sorrento – Una notte di violenza e concitazione nel cuore di Sorrento si è conclusa con l’arresto di un 26enne di Meta, accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il bilancio parla di un militare ferito e di un intervento provvidenziale da parte di alcuni civili, che non sono rimasti a guardare davanti all’aggressione in corso.

L’aggressione e il tentativo di fuga

L’episodio è avvenuto durante un servizio di pattugliamento dei Carabinieri della Compagnia locale. Mentre percorrevano la centralissima Piazza Angelina Lauro, i militari hanno notato un uomo in evidente stato di alterazione, verosimilmente sotto l’effetto dell’alcol. Il giovane stava urlando con violenza contro la propria compagna, una ragazza di soli 18 anni, strattonandola con forza davanti ai passanti.

Alla vista dell’uniforme, il 26enne non ha accennato a calmarsi, decidendo invece di darsi alla fuga a piedi per le vie limitrofe. Una corsa durata pochi istanti: i Carabinieri lo hanno raggiunto rapidamente, ma il giovane ha reagito con estrema aggressività per evitare le manette.

La colluttazione e il supporto dei passanti

Ne è nata una dura colluttazione, durante la quale il 26enne ha tentato di divincolarsi colpendogli agenti. In questo frangente è emerso il senso civico di alcuni cittadini presenti in piazza, che sono intervenuti fisicamente a supporto dei militari per aiutare a immobilizzare il giovane.

Grazie alla manovra congiunta, l’uomo è stato finalmente bloccato e tratto in arresto. Ad avere la peggio è stato uno dei Carabinieri, che ha riportato lesioni giudicate guaribili con una prognosi di cinque giorni.

Il risvolto amaro

Nonostante la violenza subita e lo spavento, la giovanissima compagna dell’aggressore ha scelto, per il momento, di non sporgere denuncia contro il 26enne. L’arrestato resta ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere della violenza esercitata contro le forze dell’ordine.

Cartella clinica truccata dopo la morte di Francesca: Procura chiede 5 anni per il patron della Pineta Grande

Santa Maria Capua Vetere – Cinque anni di reclusione. È questa la richiesta formulata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Vincenzo Schiavone, noto imprenditore della sanità campana e patron del “Pineta Grande Hospital” di Castel Volturno.

Al centro della requisitoria dei pubblici ministeri Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino, pronunciata questa mattina in aula, c’è l’accusa di aver orchestrato la falsificazione della cartella clinica di Francesca Oliva, la 29enne di Gricignano d’Aversa morta nel maggio 2014 per una setticemia fulminante dopo aver dato alla luce tre gemelli.

Una tragedia che scosse l’intera comunità: insieme alla madre morirono anche due dei neonati, un maschietto e una femminuccia; sopravvisse solo la terza bambina. Ma oggi, a distanza di quasi dodici anni, l’attenzione della magistratura si concentra su ciò che accadde dopo quel drammatico decesso tra le mura della clinica domiziana.

Le richieste di condanna

La scure della Procura non si è abbattuta solo su Schiavone. I pm hanno invocato pene severe anche per i tre medici accusati di complicità nel falso ideologico: 3 anni e 6 mesi per Gabriele Vallefuoco e Giuseppe Delle Donne, e 3 anni per Stefano Palmieri. Una linea dura, condivisa anche dall’avvocato di parte civile Raffaele Costanzo, che assiste i familiari della vittima, i quali chiedono giustizia da oltre un decennio.

Il “giallo” dell’antibiotico fantasma

Il cuore dell’accusa risiede in una presunta, maldestra operazione di “maquillage” sanitario. Secondo gli esiti delle indagini, la cartella clinica di Francesca Oliva sarebbe stata alterata successivamente alla morte per costruire una difesa a posteriori.

Nello specifico, sarebbe stata inserita la somministrazione di un antibiotico ad ampio spettro che, secondo gli inquirenti, non fu mai realmente iniettato alla paziente. Non solo: dal documento sarebbero stati deliberatamente cancellati riferimenti cruciali al malessere generale che la donna lamentava prima del tracollo.

L’iter giudiziario

Questo processo per falso nasce come costola del procedimento principale per omicidio colposo, conclusosi nell’ottobre 2021 con un verdetto che fece discutere: l’assoluzione di 14 medici (tra personale del Pineta Grande e dell’ospedale di Giugliano, da dove la donna proveniva).

In quella sede, il tribunale presieduto da Roberta Carotenuto stabilì che gli errori fatali furono commessi dal ginecologo di fiducia della donna, Sabatino Russo, deceduto però nel 2017 e quindi non giudicabile.

Tuttavia, se la responsabilità medica diretta fu esclusa per gli imputati, restò in piedi l’ipotesi del depistaggio documentale. Un’accusa che oggi vede alla sbarra i vertici della struttura. Stralciata, invece, la posizione di due tecnici informatici della clinica, Gianluca Salvatore Russo e Giorgio Conte, per un difetto di notifica.

Si tornerà in aula il prossimo 23 febbraio, quando la parola passerà alle difese per le arringhe finali, ultimo atto prima della sentenza.

Malore fatale al Molo Beverello: muore un clochard nel terminal aliscafi

Napoli – Un uomo è stato trovato morto nella serata di ieri all’interno del terminal degli aliscafi del Molo Beverello, principale hub dei collegamenti marittimi veloci della città. Secondo una prima ricostruzione, il decesso sarebbe stato provocato da un malore improvviso.

La vittima, un senzatetto che frequentava abitualmente la struttura, si sarebbe accasciata intorno alle 20.30 nei pressi delle biglietterie delle compagnie di navigazione. Alcuni presenti, notando l’uomo a terra privo di sensi, hanno immediatamente allertato i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, senza però riuscire a salvargli la vita. L’uomo è deceduto prima del trasporto in ospedale.

Secondo le testimonianze raccolte, si tratterebbe di un cittadino italiano di circa 65 anni, noto nell’area portuale perché solito trovare riparo all’interno del terminal. Le cause esatte del decesso sono riconducibili, al momento, a un malore di natura improvvisa.

Guiness Travel inaugura 2026: nuove partenze con accompagnatore, roadshow e vantaggi a chi prenota in anticipo

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L’inizio del 2026 segna un momento estremamente positivo per Guiness Travel. Il tour operator, specializzato nei viaggi organizzati con accompagnatore in partenza dall’Italia, ha registrato segnali di mercato incoraggianti già dai primi mesi dell’anno.

Questi risultati sono il frutto di una strategia di consolidamento ben definita, che punta sull’ampliamento delle operazioni, su una presenza capillare sul territorio e su politiche commerciali pensate per tutelare i viaggiatori e semplificare il lavoro delle agenzie di viaggio.

L’espansione delle partenze dagli aeroporti italiani

Uno dei punti cardine della nuova programmazione è la scelta di aumentare significativamente i collegamenti aerei. Guiness Travel ha esteso le partenze con accompagnatore includendo un numero maggiore di scali italiani: Milano, Venezia, Bologna, Napoli, Bari, Catania, Palermo e Cagliari.

Questa decisione nasce dalla volontà di rispondere a una precisa richiesta del mercato, ovvero rendere l’esperienza di viaggio più comoda e accessibile sin dall’inizio, evitando ai clienti lunghi trasferimenti verso gli hub principali. Nonostante la moltiplicazione dei punti di partenza, il tour operator garantisce la presenza dell’accompagnatore dall’Italia anche dagli aeroporti alternativi, mantenendo inalterati gli alti standard di assistenza e qualità che contraddistinguono il brand.

Il tour sul territorio e il dialogo con le agenzie

Parallelamente all’espansione operativa, il 2026 vede il ritorno a pieno regime del roadshow “Ci vediamo da te“. L’iniziativa, che ha già riscosso grande successo, prevede oltre cento tappe in tutta Italia.

Il format è stato ideato per mantenere un contatto diretto e costante con le agenzie di viaggio, andando oltre la classica presentazione del catalogo. Si tratta, infatti, di un’occasione di confronto e ascolto, utile per condividere strategie e rafforzare una collaborazione fondata sulla relazione personale e sulla prossimità.

I tre pilastri per la sicurezza e l’assistenza

Per l’anno in corso, Guiness Travel ha introdotto un ulteriore step strategico volto a offrire maggiori garanzie ai passeggeri e a semplificare l’operatività delle agenzie. Questo approccio si basa su tre elementi fondamentali.

Il primo è il potenziamento della polizza assicurativa, ora tra le più complete sul mercato: oltre a un massimale che arriva fino a 100.000 euro e una franchigia al 15%, il prezzo base del pacchetto include ora l’annullamento e l’interruzione del viaggio per qualsiasi motivo, compresi gli eventi di forza maggiore. Questo aiuta a tutelare maggiormente il viaggiatore e a eliminare possibili problematiche pre-partenza e in corso di viaggio.

Il secondo elemento è la gestione operativa attiva 24 ore su 24. L’accompagnatore presente in loco è costantemente supportato dallo staff remoto, permettendo la risoluzione tempestiva di eventuali imprevisti direttamente durante il tour, garantendo continuità nell’esperienza di viaggio e costanza nella qualità del servizio.

Infine, il terzo elemento riguarda la gestione delle controversie post-viaggio: l’azienda punta alla prevenzione, cercando di intervenire durante il soggiorno stesso. Nel caso eccezionale in cui emergano criticità documentate al rientro, è previsto un approccio da parte di Guiness Travel orientato alla conciliazione immediata.

Il successo delle prenotazioni anticipate

Dal punto di vista commerciale, il primo trimestre dell’anno ha evidenziato una forte accelerazione delle vendite, trainata dalla formulaUltra Prenota Prima“.

Questa promozione, valida per chi prenota entro il 28 febbraio, si conferma uno strumento molto efficace per incentivare gli acquisti e per far risparmiare i viaggiatori.

Per i viaggi in partenza ad aprile, la formula permette di bloccare il prezzo evitando rischi di adeguamenti valutari o aumenti delle tasse aeroportuali, offrendo inoltre riduzioni basate sul valore del viaggio. Per le partenze da maggio in poi, a questi vantaggi si somma un extra bonus per ogni persona.

Si tratta di una politica che premia la pianificazione anticipata, garantendo trasparenza e protezione del budget in un contesto di mercato che richiede sempre maggiore chiarezza.

Guiness Travel S.P.A.

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Via Ignazio Pettinengo 72 – 00159 ROMA

Tel. 06-43253593

Email:info@guinesstravel.it

Napoli, i ladri seriali volevano colpire le ville di Fendi e del Governatore della Banca d’Italia

L’inchiesta della Procura di Napoli Nord sulle sette bande di ladri seriali che ha portato in carcere 38 persone ricostruisce la rete criminale composta dai sette sodalizi interconnessi, specializzati in furti in abitazione, ricettazione e truffe agli anziani. Monitoraggi, intercettazioni e pedinamenti hanno portato al blitz che si è consumato all’alba di oggi,

Un’indagine lunga sedici mesi: denunce, intercettazioni e pedinamenti

È partita da una singola denuncia, quella presentata il 16 giugno 2023 da una donna, vittima di un furto nella sua abitazione di Casoria, l’imponente inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli.

Da quel primo episodio, apparentemente isolato, gli investigatori hanno iniziato a intravedere un disegno più ampio: modalità operative ricorrenti, telefoni “dedicati”, spostamenti sospetti e una rete di soggetti che si muovevano con ruoli ben definiti.

Tra giugno 2023 e ottobre 2024 sono stati monitorati 50 soggetti e 18 veicoli. Le attività investigative hanno incluso 82 intercettazioni telefoniche, 47 acquisizioni di traffico telefonico e telematico, tre intercettazioni ambientali (tra veicoli e abitazioni), tre servizi di intercettazione telematica, due osservazioni da remoto con telecamere e 20 servizi di osservazione, controllo e pedinamento. Cinque i veicoli sottoposti a sequestro probatorio.

L’analisi incrociata di tabulati, conversazioni e immagini di videosorveglianza ha consentito agli inquirenti di attribuire ogni singolo episodio delittuoso a specifici gruppi criminali, rivelando l’esistenza di sette sodalizi autonomi ma permeabili tra loro, capaci di collaborare o scambiarsi uomini e informazioni a seconda delle occasioni.

Elemento centrale dell’indagine è stato l’uso sistematico di telefoni cellulari di vecchia generazione, spesso Nokia GSM, con SIM intestate a cittadini stranieri inesistenti. Un vero e proprio “circuito chiuso” di comunicazione, pensato per eludere controlli e infezioni da spyware.

I sopralluoghi a Fregene: ville eccellenti nel mirino

Nel corso delle indagini è emerso anche un inquietante capitolo laziale. Una delle batterie, riconducibile al gruppo guidato da Alfredo Massimo, si era spinta fino a Fregene, sul litorale romano, dove sorgono alcune delle ville più lussuose d’Italia. Tra gli obiettivi attenzionati figuravano le residenze della famiglia Fendi e quella del Governatore della Banca d’Italia.

I sopralluoghi, effettuati sia di giorno che di notte, avevano però convinto i ladri a desistere: sistemi di sicurezza avanzati, vigilanza e difficoltà logistiche avevano reso i colpi troppo rischiosi. Un dettaglio che restituisce, tuttavia, la misura dell’ambizione criminale dei gruppi e della loro capacità di pianificare colpi di alto profilo.

1) Il gruppo di Pasquale Caiazza: la batteria “familiare”

A capo del primo sodalizio individuato c’è Pasquale Caiazza, affiancato stabilmente dal padre Mauro Caiazza, detto “Maurizio”, e dal cugino acquisito Dario Marra, soprannominato “Tigre”. Un gruppo a forte connotazione familiare, rodato e particolarmente attivo.

Alle loro attività ha preso parte, in più occasioni, anche Alfredo Massimo, pur mantenendo una propria autonomia operativa. Proprio questa batteria è ritenuta responsabile del furto ai danni di Rosa Tucci, episodio che ha dato origine all’intera indagine.

Gli investigatori sono riusciti a collocare con certezza Caiazza, Marra e Massimo a Casoria il giorno del colpo, grazie all’incrocio tra tabulati telefonici e dati di localizzazione. La perizia criminale del gruppo è emersa anche nel furto del 14 novembre 2023 a Portici, in casa di Elena Dandolo: nonostante la foratura di una ruota dell’auto usata per il colpo, una Fiat Bravo, i ladri riuscirono ad asportare una cassaforte con 25mila euro in contanti.

La batteria Caiazza era in grado di commettere più furti nella stessa giornata, cambiando frequentemente SIM per depistare le indagini. I monili rubati finivano poi sul mercato nero attraverso Alessandro Russo, ricettatore di riferimento.

2) Il gruppo di Alfredo Massimo, detto “’o Gemello”

Figura centrale dell’intera inchiesta è Alfredo Massimo, detto “’o Gemello”, personaggio noto nell’ambiente criminale. Da dicembre 2023 ha iniziato a operare in autonomia con i figli Vincenzo e Alessandro Massimo e il nipote Emanuele Marotta.

Il suo gruppo si distingueva per un modus operandi più aggressivo: sopralluoghi notturni, spesso effettuati dallo stesso Massimo in solitaria, e una rete di “basisti” pronti a segnalare obiettivi appetibili. Tra questi Vincenzo Moccia, detto “Bambulella”, e Carmine Di Napoli.

Massimo veniva contattato anche da altri soggetti, come Michele Esposito, che gli indicava abitazioni e attività commerciali vulnerabili, notate durante il suo lavoro di rider. Il raggio d’azione del gruppo si estendeva ben oltre Napoli, arrivando fino a Benevento e al Lazio.

È in questo contesto che emerge il contatto con Silvio De Cubellis, pregiudicato trapiantato in provincia di Roma, che avrebbe ingaggiato Massimo per un colpo a Fregene. Un progetto abortito, ma che rivela l’alto livello delle mire criminali.

3) Il gruppo di Salvatore Di Napoli, detto “’o Nanuccio”

Il terzo sodalizio ruotava attorno a Salvatore Di Napoli, detto “’o Nanuccio”. Con lui operavano la compagna Sara Marino, il nipote Ciro Talotti, il genero Ivan Sperati e, in alcune fasi, lo stesso Alfredo Massimo.

L’arresto di Talotti, avvenuto il 9 novembre 2023 ad Angri, ha segnato un punto di svolta, incrinando gli equilibri interni. I rapporti tra Di Napoli e Massimo si sono progressivamente deteriorati, soprattutto per divergenze sulle modalità operative. Da qui la scelta di Di Napoli di affidarsi maggiormente al genero Sperati.

Il gruppo ha operato soprattutto tra la provincia sud di Napoli, il confine con Salerno, l’area vesuviana e l’agro aversano, utilizzando sistematicamente utenze Lycamobile intestate a prestanome inesistenti.

4) Il gruppo di Ciro Fabiano: gli specialisti delle serrature

All’inizio del 2024 Massimo ha valutato una collaborazione con il gruppo guidato da Ciro Fabiano, affiancato da Enrico Parisi e Maurizio Cangiano. Una batteria nota per l’elevata specializzazione nell’apertura di serrature europee di ultima generazione.

Dopo alcuni sopralluoghi congiunti, Massimo ha però preferito sfilarsi, rifiutando un ruolo secondario. Il gruppo Fabiano ha continuato a operare tra Napoli, Avellino, Benevento e, infine, Frosinone, dove è stato arrestato il 22 febbraio 2024.

Anche in questo caso, i monili rubati venivano ceduti a Alessandro Russo o alla gioielleria Gallotti del Borgo Orefici di Napoli.

5) I gruppi di Giuseppe Grammatico e Gennaro Rizzo

L’inchiesta ha poi fatto luce su altri due sodalizi. Il primo, guidato da Giuseppe Grammatico, era attivo sia nei furti in abitazione sia nelle truffe dello “specchietto” ai danni di anziani. Fondamentale per ricostruirne la struttura è stato il ritrovamento del cellulare “da lavoro” smarrito durante un furto.

Il secondo gruppo faceva capo a Gennaro Rizzo, che continuava a delinquere nonostante fosse agli arresti domiciliari, violando ripetutamente le prescrizioni. Con lui operavano Roberto Micillo e Paolo Monaco.

6) Il nuovo gruppo di Dario Marra

Sfuggito all’arresto dell’8 febbraio 2024, Dario Marra ha rapidamente riorganizzato una nuova batteria criminale nel Rione Traiano, coinvolgendo Lucio Russo, Salvatore Autiero e Aniello Di Napoli.

Marra ha continuato a utilizzare lo stesso telefono già intercettato in passato, permettendo ai carabinieri di ricostruire anche questa nuova rete. Tra i soggetti coinvolti anche Gennaro Guarracino e Maria Pia Iovine, protagonisti di almeno tre colpi prima dell’arresto.

L’elenco completo degli indagati

 

Giuseppe Agerola, nato a Napoli l’11 gennaio 1983;

Salvatore Autiero, nato a Napoli il 23 dicembre 1982;

Antonietta Caiazza, nata a Napoli il 17 gennaio 1968;

Mauro Caiazza, nato a Napoli il 21 marzo 1971;

Pasquale Caiazza, nato a Pollena Trocchia (Napoli) il 26 luglio 1994;

Maurizio Cangiano, nato a Mugnano di Napoli il 23 febbraio 1982;

Salvatore Cangiano, nato a Napoli il 26 aprile 1973;

Luigi Cavuoto, nato a Napoli il 28 giugno 1975;

Antonio Corduas, nato a Napoli il 1° ottobre 1990;

Aniello Di Napoli, nato a Napoli il 26 dicembre 1988;

Carmine Di Napoli, nato a Napoli il 26 gennaio 1956;

Salvatore Di Napoli, nato a Napoli il 28 ottobre 1960;

Michele Esposito, nato a Napoli il 6 gennaio 1984;

Ciro Fabiano, nato a Napoli il 20 luglio 1958;

Gennaro Grammatico, nato a Napoli il 5 dicembre 1981;

Giuseppe Grammatico, nato a Napoli il 4 febbraio 1977;

Gennaro Guarracino, nato a Napoli l’11 marzo 1978;

Maria Pia Iovine, nata a Napoli il 7 novembre 1998;

Antonio Leporanico, nato a Napoli l’8 marzo 1949;

Pasquale Maglione, nato a Napoli il 16 febbraio 1977;

Sara Marino, nata a Napoli il 3 marzo 1981;

Emanuele Marotta, nato a Napoli il 30 luglio 1993;

Dario Marra, nato a Napoli il 19 novembre 1987;

Alessandro Massimo, nato a Napoli il 6 settembre 1996;

Alfredo Massimo, nato a Napoli il 10 gennaio 1966;

Vincenzo Massimo, nato a Napoli il 9 maggio 1991;

Angelo Michelini, nato a Napoli il 31 gennaio 1988;

Roberto Micillo, nato a Napoli il 13 ottobre 1996;

Maurizio Minichini, nato a Napoli il 4 dicembre 1975;

Vincenzo Moccia, nato a Napoli il 19 ottobre 1975;

Paolo Monaco, nato a Napoli il 31 maggio 1964;

Enrico Parisi, nato a Napoli il 7 dicembre 1988;

Pasquale Pisa, nato a Napoli il 13 settembre 1992;

Gennaro Rizzo, nato a Napoli l’11 settembre 1980;

Alessandro Russo, nato a Napoli l’8 agosto 1990;

Lucio Russo, nato a Napoli il 21 aprile 1971;

Ivan Sperati, nato a Napoli il 21 giugno 1983;

Ciro Talotti, nato a Napoli il 2 febbraio 1983.

Precipita in un dirupo sul Monte Taburno nel Beneventano, muore in ospedale un 78enne

Si è spento in ospedale il settantottenne di Cautano, in provincia di Benevento, precipitato in un dirupo sul Monte Taburno durante una passeggiata. L’uomo era stato soccorso nella giornata di ieri dai Vigili del Fuoco e dal personale del 118, intervenuti in una zona particolarmente impervia che ha reso complesse le operazioni di recupero.

Dopo essere stato individuato e tratto in salvo, l’anziano era stato trasportato in serata all’ospedale di Benevento in condizioni gravissime. Nonostante i tentativi dei medici, è deceduto a causa delle ferite riportate nella caduta.

A far scattare l’allarme erano stati i familiari, preoccupati per il mancato rientro dell’uomo, uscito per una passeggiata sul massiccio del Taburno. Le ricerche si sono concluse con il ritrovamento nel dirupo, trasformando una giornata all’aria aperta in una tragedia.

Operata al seno cantando Vasco: la musica entra in sala operatoria al Policlinico Federico II

Il silenzio ovattato della sala operatoria lascia spazio alle note di Vita spericolata. Succede al Policlinico Federico II di Napoli, dove una paziente affronta un intervento per la rimozione di un tumore al seno cantando Vasco Rossi mentre i chirurghi lavorano. La scena, diventata virale sui social, è stata condivisa da Tommaso Pellegrino, chirurgo salernitano in servizio alla Breast Unit dell’azienda ospedaliero-universitaria partenopea.

Dietro quelle immagini non c’è solo un momento emotivamente potente, ma un preciso modello di cura. Alla base c’è un approccio moderno e ormai internazionale al trattamento delle patologie mammarie, che riduce al minimo l’invasività anestesiologica. Le pazienti, infatti, non vengono quasi più intubate, con un abbattimento significativo dei rischi chirurgici e un maggiore controllo dello stato emotivo durante l’intervento.

La musica diventa così uno strumento terapeutico vero e proprio. Creare un clima disteso in sala operatoria aiuta la paziente ad affrontare l’operazione con maggiore serenità e, come confermano diverse evidenze scientifiche, uno stato d’animo meno ansioso influisce positivamente anche sull’efficacia delle cure. Non è un dettaglio, ma parte integrante del percorso clinico.

Pellegrino racconta con soddisfazione l’esperienza maturata alla Breast Unit del Federico II, dove grazie alla collaborazione con gli anestesisti sono stati eseguiti più interventi con pazienti sveglie e coscienti. In sottofondo, spesso, musica italiana. E tra tutti, Vasco Rossi. Perché anche in sala operatoria, a volte, una canzone può fare la differenza.

Salerno, scacciacani modificata e munizioni: arrestato un uomo

È stato arrestato a Salerno un uomo sorpreso in possesso di una pistola scacciacani modificata e perfettamente funzionante, oltre al relativo munizionamento. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Salerno nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati.

Durante una perquisizione, i militari hanno rinvenuto nella disponibilità dell’indagato l’arma alterata, trasformata in un mezzo potenzialmente letale, insieme a munizioni calibro 380. Il possesso dell’arma e dei proiettili ha fatto scattare immediatamente l’arresto con l’accusa di detenzione abusiva di armi e munizioni.

L’arma e il munizionamento sono stati posti sotto sequestro per i successivi accertamenti tecnici. L’intervento rientra nell’attività di presidio del territorio messa in campo dall’Arma per contrastare il fenomeno della circolazione illegale di armi, spesso al centro di episodi di violenza urbana.

Scambiò una gravidanza per lombosciatalgia, medico condannato: “La paziente poteva essere salvata”

Anna Siena poteva essere salvata. È questo il punto fermo messo nero su bianco nella sentenza con cui il giudice monocratico del Tribunale di Napoli, Filippo Potaturo, ha condannato a due anni di reclusione il medico che la visitò all’ospedale Vecchio Pellegrini, diagnosticandole una lombosciatalgia invece di riconoscere una gravidanza in corso. Una diagnosi errata che si rivelò fatale.

La donna, 36 anni, si era recata al pronto soccorso accusando forti dolori addominali. Non sapeva di essere incinta, si trattava di una gravidanza criptica, una condizione rara ma non eccezionale. Anche i sanitari non si accorsero della presenza del feto, che risultò già morto. A determinare quei dolori, come emerso dagli accertamenti successivi, erano proprio le gravi complicanze legate alla ritenzione del feto in utero.

Dopo la visita, ad Anna Siena vennero prescritti soltanto antidolorifici e fu dimessa. Tre giorni dopo, il 18 gennaio 2019, smise di respirare. L’autopsia ha chiarito che la morte sopraggiunse a causa di uno shock emorragico dovuto a una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata, una condizione direttamente collegata alla ritenzione del feto morto.

Secondo il medico legale che ha eseguito l’esame autoptico, la donna avrebbe avuto concrete possibilità di sopravvivenza se fosse stata sottoposta a una visita adeguata e ad accertamenti approfonditi già al primo accesso in ospedale. Una valutazione condivisa dalla Procura di Napoli, che ha sostenuto l’accusa nel processo per omicidio e lesioni colpose, ottenendo la condanna del sanitario.

Nel procedimento giudiziario la famiglia di Anna Siena è stata assistita dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani. “Spero che questa sentenza serva a salvare altre vite”, ha dichiarato l’avvocato Sergio Pisani, sottolineando come i casi di gravidanza criptica siano più frequenti di quanto comunemente si pensi e richiedano un’attenzione clinica maggiore.

Raspadori, arriva il colpo di scena: no a Roma e Napoli, ha scelto l’Atalanta

Giacomo Raspadori è pronto a tornare in Italia, ma non vestirà né la maglia della Roma né quella del Napoli. Secondo le indiscrezioni di mercato raccolte da Sky Sport, l’attaccante ha scelto l’Atalanta, che nelle ultime ore avrebbe accelerato in maniera decisiva per riportarlo in Serie A.

La società bergamasca avrebbe presentato all’Atletico Madrid un’offerta da 22 milioni di euro più bonus, una proposta ritenuta competitiva e capace di superare i tentativi di inserimento delle altre pretendenti. Una mossa che conferma la strategia aggressiva della Dea sul mercato e la volontà di rinforzare il reparto offensivo con un profilo già collaudato nel campionato italiano.

Per Raspadori si profila così un ritorno in Serie A sotto la guida di Palladino, in un contesto tecnico considerato ideale per valorizzare le sue caratteristiche. Restano da definire gli ultimi dettagli dell’operazione, ma la direzione appare ormai tracciata, con l’Atalanta pronta a chiudere uno dei colpi più interessanti di questa sessione di mercato.

Napoli Corso Umberto, il «Rettifilo» della paura: scippi e fughe nei vicoli nonostante gli arresti

Napoli– Non è solo una questione di buio o di ore tarde. Il Corso Umberto I, lo storico “Rettifilo” che collega la Stazione Centrale a Piazza Borsa, si conferma uno dei teatri più critici per la sicurezza urbana cittadina.

L’ultimo episodio, avvenuto ieri sera intorno alle 20:00 all’angolo con via Lorenzo Fazzini, è solo la punta di un iceberg fatto di furti con destrezza e rapine violente che si ripetono ciclicamente, alimentando un senso di insicurezza tra residenti e turisti.

L’ultimo episodio: caccia al ladro tra le telecamere

Una ragazza di 28 anni è stata l’ultima vittima di questo schema ormai consolidato. Mentre passeggiava, è stata puntata da un individuo che, con una mossa fulminea, le ha strappato lo smartphone dalle mani.

Pochi istanti e il malvivente è sparito nel nulla, sfruttando la fitta rete di vicoli laterali che intersecano il Corso e offrono facili vie di fuga, rendendo estremamente complesso l’inseguimento immediato.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia Napoli Stella, che hanno immediatamente avviato le indagini e acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona per dare un volto all’aggressore.

Una “Terra di Mezzo” presidiata ma vulnerabile

Nonostante la presenza costante delle forze dell’ordine e i numerosi arresti messi a segno da Polizia e Carabinieri (spesso operativi anche in borghese), il fenomeno non accenna a placarsi. La dinamica appare tristemente ripetitiva:

Target: Passanti distratti o giovani con lo smartphone in mano.

Esecutori: Spesso cittadini extracomunitari che gravitano nell’area della Ferrovia.

Modus Operandi: Aggressione rapida e “tuffo” nei vicoli del centro storico, dove il dedalo urbano rende difficile il pattugliamento motorizzato.

La sfida della sicurezza

Il problema non sembra risiedere nella mancanza di repressione — le manette scattano con frequenza quotidiana — quanto nella capillarità di un fenomeno che vede nei vicoli adiacenti al Corso un rifugio sicuro.

Mentre le indagini sull’ultimo scippo proseguono, resta aperto il dibattito su come blindare un’area che, nonostante il suo valore commerciale e turistico, continua a mostrare il fianco a una microcriminalità predatoria sempre più sfacciata.

La bidella «pendolare» Napoli-Milano arrestata per stalking Giusy Giugliano

Dalla storia diventata virale al tribunale: dopo il licenziamento nella scuola di Caivano, l’ex collaboratrice scolastica avrebbe tempestato di messaggi la dirigente. Misure violate e poi l’arresto: due mesi a Secondigliano, ora è ai domiciliari.

La sua storia era diventata un caso nazionale: la bidella campana che raccontava di viaggiare ogni giorno tra Napoli e Milano per andare a lavoro. Oggi, però, quel racconto torna al centro delle cronache per un motivo completamente diverso. Giuseppina “Giusy” Giugliano sarebbe stata arrestata con l’accusa di stalking.

A denunciarla, secondo quanto riportato da Fanpage, sarebbe stata Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano a cui la Rai ha dedicato una serie tv in onda in questi giorni.

Dal “pendolarismo” al trasferimento a Caivano

Giusy Giugliano lavorava al liceo Boccioni di Milano e, stando al racconto che l’aveva resa nota al grande pubblico, rientrava ogni sera a Napoli perché più conveniente dormire dai genitori. Nel 2024 avrebbe lasciato quell’impiego, ottenendo un posto proprio a Caivano, nella scuola diretta da Carfora.

Ma il rapporto di lavoro non sarebbe decollato. Poco dopo l’assunzione, alla collaboratrice scolastica viene contestata un’assenza prolungata e non giustificata. Parte la procedura disciplinare, arriva il licenziamento e il provvedimento viene poi confermato in primo grado dal tribunale.

I messaggi, la denuncia e l’arresto

Dopo il licenziamento, la vicenda avrebbe preso una piega inattesa: Giugliano avrebbe iniziato a inviare messaggi insistenti alla scuola e alla preside. Carfora presenta denuncia per stalking.

Scattano misure restrittive, ma — sempre secondo la ricostruzione riportata — le violazioni aumentano fino all’arresto. L’ex bidella finisce nel carcere di Secondigliano, dove resta due mesi, prima di ottenere i domiciliari. Ora è in attesa dell’esito del processo, previsto a breve.

Ponticelli, scuola senza bagni, mamme in presidio: «Così lo Stato abbandona i bambini di periferia»

Napoli  – Una scuola “occupata” per disperazione. È la scelta di un gruppo di mamme dell’Istituto Comprensivo Eduardo De Filippo, nel quartiere Ponticelli di Napoli, che nella notte hanno dormito all’interno del plesso scolastico. U

n gesto estremo per denunciare la chiusura della scuola da quasi un mese: da qui, il 19 dicembre, 350 alunni – tra cui 35 con disabilità grave – non mettono più piede perché tutti i bagni sono fuori uso.

La protesta e l’appello al ministro

“Serve ridare dignità ai bambini di questo quartiere”, spiegano le madri in presidio. “Affrontiamo i disagi dell’occupazione per tutelare i nostri figli. La scuola è la base di tutto”. A loro si unisce il corpo docente, che in una lettera accorata e pubblica ha interpellato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Non una semplice segnalazione, ma “un appello nato dall’urgenza e dall’esasperazione”.

Gli insegnanti sottolineano di operare “in un contesto tra i più fragili della periferia napoletana”, dove la scuola rappresenta “l’unica presenza stabile dello Stato, l’ultimo baluardo contro marginalità e criminalità”. E ricordano con orgoglio un traguardo raggiunto nonostante tutto: “Negli ultimi tre anni siamo riusciti ad azzerare la dispersione scolastica”.

Il paradosso dell’edificio fantasma

A rendere la situazione “paradossale e grave”, come scrivono i docenti, è la presenza, nello stesso stabile diviso da un corridoio, di un edificio gemello: ristrutturato con 1,2 milioni di euro di fondi Pnrr, completato da oltre un anno, dotato di aule e servizi nuovi, ma mai consegnato alla scuola. “Il primo piano è formalmente destinato a noi, ma la consegna non è avvenuta”, denunciano. Intanto, gli alunni restano a casa o frequentano aule con umidità e intonaco deteriorato.

La dirigente Concetta Stramacchia aveva segnalato i gravissimi problemi idraulici già da novembre. L’assessore comunale Maura Striano assicura: “Sto seguendo la vicenda, c’è stato un primo intervento ma sono emerse altre criticità. L’impegno è trovare risorse per un secondo intervento”. Quanto all’edificio ristrutturato, “dopo il collaudo valuteremo una temporanea messa a disposizione”.

“Qui lo Stato rischia di abdicare”

La lettera degli insegnanti è un atto d’accusa netto: “Non siamo di fronte a un’emergenza imprevedibile, ma alle conseguenze di un’inerzia amministrativa”. E lanciano un monito: “Al Parco Conocal lo Stato rischia di abdicare. Abbiamo costruito relazioni e fiducia restando sul campo quando sarebbe stato più facile andarsene. Ora, scelte irresponsabili stanno smantellando questo lavoro”.

Chiedono l’“assegnazione istantanea” degli spazi già pronti e il ripristino della piena funzionalità del plesso storico. E concludono con un invito diretto al ministro: “La invitiamo a venire di persona per constatare. Noi continueremo a insegnare come atto di resistenza civile, ma non saremo complici silenziosi di questo smantellamento”.

Maxi operazione dei carabinieri contro una rete di ladri seriali: 38 arresti tra Napoli e Roma

Furti in casa e truffe agli anziani: sgominata una rete criminale, 38 arresti tra Campania e Lazio.

All’alba di oggi i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 38 persone, ritenute gravemente indiziate di far parte di un’associazione per delinquere specializzata in furti in abitazione, ricettazione e truffe aggravate ai danni di vittime in condizioni di minorata difesa.

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord e conta complessivamente 65 capi d’imputazione.

L’indagine, coordinata dalla Procura e sviluppata tra giugno 2023 e ottobre 2024, ha preso le mosse da un furto in appartamento avvenuto a Casoria. Da quell’episodio gli investigatori hanno ricostruito un quadro criminale ben più ampio, mettendo a sistema oltre 100 notizie di reato per furti commessi con modalità analoghe, emerse dalle denunce presentate alle diverse forze dell’ordine sul territorio.

Le attività investigative, condotte anche con l’ausilio di intercettazioni e altri strumenti tecnici, hanno permesso di individuare sette distinti gruppi criminali, tra loro permeabili, di matrice prevalentemente familiare.

I colpi in Campania anche in provincia di Frosinone e Roma

Le bande operavano in maniera stabile e organizzata non solo nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Avellino, ma anche fuori regione, tra le province di Frosinone e Roma.

Nel complesso sono stati ricostruiti circa 150 episodi delittuosi: 40 furti in abitazione portati a termine, 3 tentati, 92 tentativi non riusciti, 8 episodi di ricettazione e 3 truffe messe in atto con la cosiddetta “tecnica dello specchietto”. Il profitto complessivo stimato ammonta a circa 105 mila euro, tra denaro contante, gioielli, monili in oro e argento e oggetti preziosi.

I ladri agivano con modalità collaudate. Due o tre vedette restavano all’esterno degli edifici per segnalare eventuali movimenti sospetti, mentre gli esecutori si introducevano negli appartamenti utilizzando chiavi alterate o universali, in grado di aprire qualsiasi tipo di serratura.

Quando necessario, le casseforti venivano letteralmente sradicate dagli alloggi con l’uso di un flessibile. La fuga avveniva a bordo di auto dotate di doppi fondi e vani nascosti per occultare attrezzi e refurtiva. In alcuni casi i componenti delle bande si travestivano da rider di note società di consegna a domicilio per non destare sospetti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, ogni gruppo era in grado di pianificare ed eseguire anche decine di furti al giorno, preceduti da accurati sopralluoghi per individuare le vittime e studiarne le abitudini.

In manette anche il ricettatore di fiducia della banda

I gioielli e gli orologi di valore venivano poi rapidamente monetizzati, nel giro di poche ore, attraverso un ricettatore di fiducia che, dalla propria abitazione, gestiva un vero e proprio mercato nero dell’oro e dell’argento, con quotazioni aggiornate quotidianamente.

Non mancavano le truffe ai danni di persone anziane, prese di mira mentre viaggiavano sole in auto: con la “tecnica dello specchietto” le vittime venivano indotte a credere di aver causato un incidente e costrette a consegnare denaro contante per risarcimenti inesistenti.

Nel corso dell’attività investigativa 13 persone sono state arrestate in flagranza di reato, altre 9 denunciate a piede libero. I militari sono riusciti anche a recuperare refurtiva per un valore complessivo di circa 30 mila euro.

Napoli, studente Erasmus aggredito e rapinato in Corso Umberto

Napoli – Non si ferma l’allarme sicurezza nelle arterie principali del capoluogo campano. L’ultimo episodio di cronaca vede come protagonista, suo malgrado, uno studente tedesco di 22 anni, in città per il progetto di scambio universitario Erasmus.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava passeggiando lungo Corso Umberto I intorno alle ore 22:00 quando è stato puntato da due individui. L’approccio è stato fulmineo e violento: i malviventi lo hanno aggredito fisicamente per strappargli il portafogli, contenente appena 30 euro, prima di dileguarsi tra i vicoli adiacenti.

I soccorsi e le indagini

Subito dopo l’aggressione, il 22enne è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini. I medici, dopo aver prestato le cure necessarie per le contusioni riportate durante la colluttazione, hanno dimesso il ragazzo con una prognosi di 10 giorni.

Sul caso sono ora al lavoro i Carabinieri della stazione San Giuseppe e i militari della Compagnia Napoli Centro. Gli inquirenti stanno vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare i responsabili e ricostruire l’esatta dinamica di un raid avvenuto in una zona solitamente molto frequentata da residenti e turisti.

Maxi-processo «Hydra» sulla «Confederazione delle Mafie» in Lombardia: 62 condanne e 45 rinvii a giudizio

Milano– Nell’aula bunker del carcere di Opera ieri sera è stata necessaria oltre un’ora per leggere il dispositivo che segna uno spartiacque nella storia giudiziaria milanese.

Il Gup Emanuele Mancini ha sostanzialmente validato l’impianto accusatorio dell’inchiesta “Hydra”, riconoscendo l’esistenza di quella che i magistrati della Dda definiscono una “alleanza strutturale” tra le diverse anime del crimine organizzato operante al Nord.

 La fine dell’era dei “compartimenti stagni”

Dal punto di vista della cronaca giudiziaria, la sentenza  non è solo una conta di anni di carcere, ma una validazione sociologica e giuridica. Il giudice ha accolto la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia, le mafie non si limitano più a una pacifica convivenza o a sporadici scambi di favori.

Si sono evolute in un “sistema mafioso lombardo”, una sorta di consorzio criminale dove ‘ndrangheta, Cosa Nostra e camorra mettono a fattore comune risorse, contatti e potere intimidatorio per massimizzare il profitto.

Questo verdetto arriva dopo un iter travagliato: nell’ottobre 2023, il Gip Tommaso Perna aveva rigettato gran parte delle misure cautelari, dubitando proprio della tenuta giuridica di questa “super-mafia”. La decisione di ieri sera invece, confortata dai precedenti passaggi in Riesame e Cassazione, ribalta quella prospettiva iniziale, blindando il teorema della Procura guidata da Marcello Viola.

Il verdetto: pene esemplari e nomi eccellenti

Il rito abbreviato si chiude con 62 condanne, 18 assoluzioni e 9 patteggiamenti. Le pene inflitte descrivono la gerarchia di questa confederazione:

Il vertice: La condanna più pesante, 16 anni di reclusione, è stata inflitta a Massimo Rosi, figura di spicco della ‘ndrangheta, ritenuto uno dei motori dell’alleanza.

L’asse siciliano: Pene durissime per gli esponenti del mandamento trapanese: Bernardo Pace (14 anni e 4 mesi), Michele Pace (12 anni) e Domenico Pace (11 anni e 4 mesi).

I colletti bianchi e i broker: Spiccano le condanne a Filippo Crea (14 anni) e Giuseppe Fidanzati (14 anni), quest’ultimo figlio dello storico boss palermitano e cerniera tra i diversi mondi criminali.

La componente campana: Pietro Mazzotta, legato al gruppo Senese, è stato condannato a 13 anni.

I “Referenti” di Messina Denaro

Se 62 imputati hanno scelto la via dello sconto di pena, altri 45 affronteranno il dibattimento che inizierà il prossimo 19 marzo davanti all’ottava sezione penale del Tribunale di Milano.

Tra i nomi che finiranno alla sbarra spicca Paolo Aurelio Errante Parrino, figura chiave dell’inchiesta. Considerato il referente in terra lombarda dell’ex primula rossa Matteo Messina Denaro (nonché suo parente), Parrino rappresenta, secondo l’accusa, il legame diretto tra la “mafia stragista” siciliana e il nuovo modello imprenditoriale milanese. Insieme a lui, andrà a processo anche Gioacchino Amico, ritenuto braccio operativo per conto del clan Senese.

Una “Idra” dalle molte teste

L’inchiesta, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ha beneficiato anche del contributo di recenti collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni hanno permesso di mappare gli investimenti del cartello: dall’edilizia alla logistica, passando per il narcotraffico e il riciclaggio su vasta scala.

Il riconoscimento dell’associazione mafiosa unitaria per componenti di estrazioni diverse è l’elemento che preoccupa maggiormente gli inquirenti: una “holding del crimine” capace di infiltrare il tessuto economico legale con una potenza d’urto senza precedenti.

Il dato tecnico: Su 145 posizioni complessive, il filtro dell’udienza preliminare ha portato a 11 proscioglimenti, segno di un vaglio rigoroso da parte del Gup Mancini su una mole documentale imponente.

Nell’inchiesta “Hydra”, la componente campana non è una comparsa, ma uno dei tre pilastri fondamentali di quello che i magistrati della DDA di Milano definiscono il “Consorzio” o “Sistema mafioso lombardo”.

A differenza delle tradizionali infiltrazioni, qui la camorra non agisce in autonomia, ma si “consorzia” con la ‘ndrangheta e Cosa Nostra per gestire il business nel Nord Italia, riducendo i conflitti e massimizzando i profitti legati all’economia legale e illegale.

I clan di camorra protagonisti: l’asse Roma-Napoli-Milano

Il gruppo egemone per la componente camorristica è il Clan Senese. Sebbene originario di Afragola (Napoli) e storicamente legato al potente clan Moccia, il gruppo Senese ha stabilito la sua roccaforte a Roma, venendo spesso indicato nelle carte come la “camorra romana”.

Nell’inchiesta Hydra, il clan Senese funge da “testa di ponte” per gli affari della camorra in Lombardia, portando nel consorzio una spiccata attitudine imprenditoriale e una rete di contatti che spazia dal narcotraffico internazionale al riciclaggio raffinato.

I settori d’infiltrazione: dalla logistica agli Ultras

La camorra, all’interno di questo “sistema”, si è specializzata in settori ad alta redditività:

Logistica e Servizi: Infiltrazione in cooperative e aziende di trasporto, sfruttando il metodo mafioso per abbattere la concorrenza e gestire il caporalato urbano.

Ristorazione e Bar: Acquisizione di locali a Milano e hinterland per il riciclaggio di capitali illeciti.

Il Business degli Stadi: L’inchiesta ha evidenziato legami tra Vincenzo Senese e figure del mondo ultras (inchiesta “Doppia Curva”), in particolare per la gestione dei parcheggi attorno allo stadio di San Siro.

Voto di Scambio: La capacità di mobilitare pacchetti di voti per influenzare le elezioni locali, cercando sponde politiche per agevolare le proprie imprese.

Il “Consorzio”: una nuova architettura criminale

L’aspetto più inquietante svelato dai pm è che la camorra (Senese/Moccia) non ha cercato di sopraffare le ‘ndrine calabresi (come i Rosi) o le famiglie siciliane (come i Pace/Fidanzati).

Al contrario, hanno creato una camera di compensazione dove ogni decisione strategica viene presa collegialmente. Questa “Hydra” a tre teste permetteva di gestire il “tesoro” accumulato (compresi, secondo alcuni pentiti, i capitali di Matteo Messina Denaro) con la protezione di un esercito invisibile ma onnipresente nel tessuto produttivo lombardo.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia nell’inchiesta “Hydra” sono state l’elemento chiave per superare lo stallo iniziale dell’indagine e arrivare alle pesanti condanne inflitte dal Gup di Milano. Il protagonista assoluto di questa “breccia” nel muro dell’omertà è William Alfonso Cerbo.

Ecco i dettagli emersi dai verbali e il ruolo dei pentiti nel definire il “Sistema Mafioso Lombardo”:

1. Il “Pentito Scarface”: William Alfonso Cerbo
William Alfonso Cerbo, 43 anni, originario di Catania e soprannominato “Scarface”, è l’uomo che ha fornito la “grammatica” per leggere l’alleanza. Ex collettore economico del clan Mazzei (Cosa Nostra catanese) a Milano, Cerbo ha depositato sei verbali e un memoriale tra settembre e ottobre 2025.

La nascita del Sistema: Cerbo ha raccontato di essersi trovato “nel mezzo della nascita di questo sistema” nel 2019. Secondo il pentito, la Lombardia non era più terra di conquista di singoli clan, ma un territorio gestito da una “super-mafia” dove le gerarchie erano fluide e finalizzate esclusivamente al business.

Il ruolo della Camorra: Cerbo indica in Giancarlo Vestiti (legato al clan Senese) e in Gaetano “Tano” Cantarella (storico esponente dei Mazzei, poi vittima di lupara bianca nel 2020) i principali promotori di questa coalizione. La loro funzione era quella di “garanti” per gli affari che coinvolgevano anche le ‘ndrine calabresi (come quella di Filippo Crea).

2. Le infiltrazioni nell’economia legale: L’Ortomercato e Sogemi
Uno dei capitoli più caldi delle sue dichiarazioni riguarda il controllo dei mercati generali di Milano.

La cena da Lele Mora: Cerbo riferisce di una cena avvenuta a casa dell’ex agente dei VIP, Lele Mora (non indagato nel troncone principale), in cui si sarebbe discusso di forniture di frutta e sconti all’interno di Sogemi (l’ente che gestisce l’ortomercato). Secondo il pentito, i clan avevano interessi diretti nella logistica alimentare.

3. I legami con il “Mondo di Sotto” campano
Nelle dichiarazioni di Cerbo e di altri collaboratori minori, emerge una figura descritta come “un campano di bassa statura”, molto vicino ad ambienti del calcio, che faceva da intermediario per il clan Senese. Questo sottolinea come la camorra nel “Consorzio” avesse il compito di mantenere i rapporti con il tessuto sociale e commerciale milanese, agendo spesso come “agenzia di servizi” per recupero crediti e protezione.

4. Perché queste dichiarazioni sono state decisive?
Prima dell’intervento dei pentiti, il Gip Tommaso Perna aveva inizialmente bocciato la tesi dell’associazione mafiosa unitaria, considerandola una “forzatura” dei PM. Le parole di Cerbo hanno invece:

Confermato l’unitarietà: Hanno dato prova che ‘ndrangheta, Cosa Nostra e camorra sedevano allo stesso tavolo per decidere le strategie.

Individuato i “riscontri”: Le intercettazioni dei carabinieri, che prima apparivano ambigue, hanno trovato un significato preciso grazie alla spiegazione dei collaboratori.

Blindato le condanne: Senza il racconto “dall’interno” di Cerbo, sarebbe stato molto difficile arrivare alla pena di 16 anni per Massimo Rosi e alla validazione dell’art. 416-bis per l’intero gruppo.

L’impatto sulla sicurezza: A seguito di queste rivelazioni, la scorta per il Procuratore Marcello Viola e per i PM Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane è stata ulteriormente rafforzata, segno che le dichiarazioni dei pentiti hanno colpito al cuore gli interessi economici più profondi della nuova “Idra” milanese.

Napoli, auto come un proiettile sfonda la balaustra a Mergellina, è caccia al conducente fuggito

Napoli–  È caccia aperta all’uomo che ieri ha perso il controllo della sua vettura lanciata a folle velocità, abbattendo la storica balaustra di Largo Sermoneta e abbandonando il veicolo in bilico tra il marciapiede e l’arenile sottostante, prima di dileguarsi nel nulla.

La scena che si è presentata ai primi soccorritori è stata surreale. L’auto, descritta da alcuni testimoni oculari come un vero e proprio “proiettile impazzito”, proveniva presumibilmente da via Caracciolo.

La dinamica e la tragedia sfiorata

In una manciata di secondi, il conducente ha perso il controllo del mezzo, che ha impattato violentemente contro le barriere di protezione in bronzo del lungomare. La ringhiera ha ceduto di schianto, ma ha evitato che l’auto precipitasse completamente sulla spiaggia o sugli scogli sottostanti, lasciando la vettura sospesa nel vuoto, in un equilibrio precario e spaventoso.

Si parla, non a torto, di tragedia sfiorata. L’area di Mergellina e Largo Sermoneta, infatti, anche di notte era ancora frequentata. Solo per una fortuita casualità, in quella precisa traiettoria di morte non si trovavano pedoni, scooter o altre vetture. Il bilancio, che poteva essere drammatico, si ferma fortunatamente ai soli danni materiali, seppur ingenti, al patrimonio pubblico.

Il giallo della fuga

Immediato l’intervento degli agenti della Polizia Municipale, sezione Infortunistica, allertati dai passanti sotto shock. Tuttavia, all’arrivo delle pattuglie, l’abitacolo era vuoto. Del conducente, e di eventuali passeggeri, nessuna traccia. L’uomo al volante è riuscito a uscire dalle lamiere contorte e a fuggire a piedi, approfittando della confusione iniziale, prima dell’arrivo delle sirene.

La fuga repentina apre ora interrogativi inquietanti sul motivo di tanta fretta: l’auto era rubata? Il conducente era sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti? O forse privo di patente o copertura assicurativa? Sono queste le ipotesi al vaglio degli inquirenti.

Le indagini: telecamere e ospedali al setaccio

Le indagini sono serrate. I “caschi bianchi” hanno immediatamente acquisito il numero di targa del veicolo incidentato per risalire al proprietario, anche se questo non garantisce l’identificazione immediata di chi fosse effettivamente alla guida.

Fondamentali saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, sia quelle comunali che quelle delle attività commerciali di Mergellina, che potrebbero aver ripreso la folle corsa e, soprattutto, il volto del fuggitivo mentre si allontanava.

Parallelamente, è scattato il monitoraggio dei pronto soccorso degli ospedali cittadini (Loreto Mare, Cardarelli, San Paolo): è molto probabile, infatti, che l’impatto violento e l’esplosione degli airbag abbiano causato ferite o contusioni al pirata della strada, costringendolo a cercare cure mediche sotto mentite spoglie o con giustificazioni di comodo.

Oroscopo di martedì 13 gennaio 2026 previsioni di Paolo Tedesco

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Le stelle oggi ci parlano di un cambio di passo. Con la Luna in Vergine che forma un trigono a Saturno in Capricorno, l’energia del giorno invita alla precisione, alla concretezza e alla pazienza.

È un giorno per sistemare, organizzare e costruire con solide fondamenta, piuttosto che per lanciarsi in nuove avventure. Tuttavia, Mercurio in Scorpione ci spinge a cercare la verità nascosta. Attenzione alle parole taglienti: la comunicazione può essere profonda e trasformativa, ma anche acuminata.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: Giornata di passione silenziosa. Potresti sentire il bisogno di maggiore intimità e profondità con il partner. Se single, un’occhiata carica di significato potrebbe rivelare più di mille parole.

  • Lavoro: Ottimo momento per completare progetti in sospeso o sistemare dettagli noiosi. La tua grinta ti farà avanzare, ma evita scontri diretti con i superiori.

  • Salute: Attenzione al sistema nervoso. Ritagliati momenti di quiete per bilanciare l’energia marziana in eccesso.

  • Finanze: Evita spese impulsive legate a oggetti tecnologici o sportivi. Meglio pianificare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non bruciare le tappe. La costanza oggi vale più di un colpo di testa. Usa la tua energia per consolidare, non per aprire nuovi fronti.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: L’armonia regna nelle relazioni consolidate. Cerca di essere più flessibile se il partner ha esigenze diverse. In amore nascente, un invito a cena può fare miracoli.

  • Lavoro: Collaborazione fortunata. Il lavoro di squadra porta risultati solidi. Una proposta interessante potrebbe arrivare da una persona lontana o da un contesto culturale.

  • Salute: Goditi i piaceri della tavola, ma con moderazione. Benefico un massaggio rilassante.

  • Finanze: Situazione stabile. Un investimento a lungo termine (magari nel settore immobiliare) si rivela una buona idea.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Abbassa le difese e ascolta. La vera sicurezza oggi arriva dall’apertura verso gli altri, non dall’ostinazione.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: La comunicazione è al centro. Una conversazione sincera può rafforzare un legame o chiarire un malinteso. Sii onesto, ma con tatto.

  • Lavoro: Giornata intensa e piena di impegni. Potresti dover fare tre cose alla volta. Attenzione a non perdere pezzi per strada: prendi appunti.

  • Salute: Stress da “troppe cose per la testa”. La meditazione o una passeggiata nella natura ti riconnetteranno al corpo.

  • Finanze: Possibili spese impreviste per riparazioni o per la casa/smartphone. Tieni una riserva.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Dai un ordine alle tue idee. Scrivere una lista di priorità ti salverà dal caos e ti farà risparmiare tempo prezioso.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Sentimenti in risalita. È un giorno per coccolarsi in famiglia o per esprimere tenerezza al partner. Se single, l’incontro potrebbe avvenire in un luogo familiare.

  • Lavoro: Il tuo istinto per gli affari è forte. Fidati del tuo intuito, specie in trattative o acquisti. Ottimo anche per lavori creativi.

  • Salute: L’umore influenza lo stomaco. Cerca di non somatizzare le preoccupazioni. Tisane calde e ambienti sereni ti aiuteranno.

  • Finanze: Favoriti gli acquisti per la casa. Attenzione però a non farli dettare solo dall’emotività.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi il tuo guscio, ma non rinchiuderti. Un equilibrio tra intimità e condivisione ti porterà serenità.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: La tua solarità attira sguardi. Se in coppia, pianifica una serata speciale per riaccendere la scintilla. Se single, non forzare i tempi, lascia che sia il gioco a prevalere.

  • Lavoro: Momento di visibilità. Le tue capacità vengono notate. Proponi idee creative, ma assicurati di avere tutti i dati a supporto.

  • Salute: Energia vitale alta. Perfetto per attività fisica che ti diverta, come una danza o uno sport di squadra.

  • Finanze: Buon flusso, ma tendenza a spendere per sfoggio o per gli altri. Metti da parte qualcosa.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Brilla, ma ricorda che anche il Sole tramonta. Un po’ di umiltà accrescerà, non diminuirà, il tuo splendore.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: L’affetto si esprime con i fatti, non con le parole sdolcinate. Un gesto pratico di cura varrà più di un discorso. Se single, potresti notare qualcuno che ha bisogno del tuo aiuto.

  • Lavoro: Il tuo elemento! Giornata iper-produttiva per sistemare, analizzare, ottimizzare. I colleghi apprezzeranno la tua precisione.

  • Salute: Attenzione alla schiena e alle posture scorrette durante il lavoro. Fai piccole pause per sgranchirti.

  • Finanze: Contabilità impeccabile. Ottimo giorno per fare bilanci, rinegoziare contratti o cercare offerte vantaggiose.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non cercare la perfezione nell’imperfetto. A volte “abbastanza bene” è già un ottimo risultato. Goditelo.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Ricerchi armonia e bellezza. In coppia, cercate un’attività piacevole da fare insieme. Se single, l’attrattiva potrebbe nascondersi dietro un interesse artistico comune.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose per mediare tra colleghi o clienti. Attenzione a non rimandare decisioni importanti per paura del conflitto.

  • Salute: Equilibrio è la parola d’ordine. Una sessione di yoga o tai chi ti centrerà.

  • Finanze: Possibile spesa per abbigliamento, arte o oggetti decorativi. Assicurati che sia un vero piacere, non una fuga.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La bellezza salverà il mondo, ma oggi deve partire dall’equilibrio interiore. Cerca l’armonia dentro di te prima di cercarla fuori.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Giornata di magnetismo intenso. Sguardi e silenzi dicono più di mille parole. Attenzione a non essere troppo possessivo o a creare drammi inesistenti.

  • Lavoro: Il tuo fiuto per gli affari è al massimo. Potresti scoprire informazioni riservate o avere intuizioni decisive. Usale con saggezza.

  • Salute: Energia psichica molto forte. Cerca canali sani per scaricarla (es. sport intenso, scrittura).

  • Finanze: Situazioni finanziarie complesse o nascoste potrebbero venire a galla. Affrontale con freddezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua profondità è un dono, non una prigione. Usala per trasformare, non per distruggere. Scegli la rigenerazione.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Il bisogno di libertà è forte. Cerca di condividere con il partner i tuoi sogni di avventura. Se single, un incontro stimolante potrebbe avvenire in un corso o durante un viaggio.

  • Lavoro: Idee brillanti e ottimismo sono i tuoi alleati. Ottimo per pianificare viaggi di lavoro o trattare con l’estero. Attenzione ai dettagli contrattuali.

  • Salute: Sentirai il richiamo dell’aperto. Una corsa o una pedalata ti rigenereranno completamente.

  • Finanze: Possibili spese per viaggi, formazione o libri. Sono investimenti su te stesso, ma valuta bene l’effettiva utilità.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il mondo è il tuo palcoscenico, ma ricorda che anche l’attore più bravo ha bisogno di un copione. Dai una struttura alla tua esplorazione.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: L’affetto si mostra con la fedeltà e la presenza. Un gesto di responsabilità verso il partner rafforzerà il legame. Se single, qualcuno più maturo potrebbe attirare la tua attenzione.

  • Lavoro: Saturno ti favorisce. È il giorno giusto per presentare progetti a lungo termine, chiedere una promozione o definire obiettivi ambiziosi. La tua serietà paga.

  • Salute: Attenzione a ossa, denti e ginocchia. La prevenzione è la tua migliore alleata.

  • Finanze: Solide e sotto controllo. Ottimo momento per pianificare il futuro finanziario o investire in sicurezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La montagna più alta si scala un passo alla volta. I frutti del tuo impegno iniziano a vedersi: goditeli senza smettere di salire.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: L’amicizia è la base dell’amore oggi. Condividi le tue idee più originali con il partner. Se single, l’incontro potrebbe avvenire in un contesto gruppale o online.

  • Lavoro: Le tue idee innovative vengono notate. Collabora con persone che la pensano diversamente da te: la scintilla creativa è assicurata.

  • Salute: Sensazione di leggerezza. Benefiche attività che uniscano movimento e socialità.

  • Finanze: Un’idea geniale potrebbe fruttare. Attenzione però a non investire in cose troppo futuristiche e senza un mercato chiaro.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il futuro ti appartiene, ma non dimenticare di radicarti nel presente. Il genio che vola troppo alto rischia di perdersi.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. In coppia, create un vostro mondo incantato. Se single, potresti idealizzare troppo una persona.

  • Lavoro: L’intuizione e la sensibilità artistica sono le tue guide. Ottimo per lavori creativi, di cura o spirituali. Difficile invece per la logica spietata.

  • Salute: Periodo sensibile. Proteggiti dalle energie negative degli ambienti affollati. Il riposo e il sogno sono rigeneranti.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Evita assolutamente investimenti speculativi o prestiti. Fidati del tuo intuito per non fare qualcosa.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo mondo interiore è un oceano di tesori. Impara a navigarlo senza annegare nelle sue profondità. Un po’ di concretezza sarà la tua zattera di salvataggio.

 Cosa ci riservano le stelle martedì 13 gennaio 2026?

Le stelle di oggi, guidate dalla Luna pragmatica in Vergine e dalla salda mano di Saturno, ci riservano una giornata di lavoro solido, cura dei dettagli e costruzione paziente. Non è un giorno per colpi di fortuna o svolte romantiche da romanzo, ma per quei gesti concreti che, nel tempo, costruiscono una relazione, una carriera, una sicurezza economica.

L’invito di Paolo Tedesco, attraverso tutti i segni, è chiaro: valorizzare ciò che si ha, sistemare le fondamenta, agire con responsabilità. L’amore si cerca nelle cure quotidiane, il successo nel completare i compiti noiosi, la salute nell’ascolto dei piccoli segnali del corpo, la stabilità finanziaria nella prudenza.

La sfida? Non farsi sopraffare dall’eccesso di analisi (Vergine) o dal pessimismo (Capricorno), e non cercare evasioni (Pesci, Sagittario) dalle responsabilità che oggi sono, in realtà, un’opportunità. Con Mercurio in Scorpione, la vera trasformazione avviene affrontando la realtà con coraggio e profondità, senza illusioni.

In sintesi, le stelle ci offrono un martedì da abili artigiani del destino: strumenti affidabili, materiali solidi e la soddisfazione di vedere un lavoro ben fatto. Il futuro si costruisce così, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone.

Scippo violento a un’anziana al Vomero: arrestato un 46enne in semilibertà

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Napoli Vomero hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 46 anni, gravemente indiziato di rapina pluriaggravata e lesioni aggravate.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica.

L’arresto è il risultato di un’articolata attività investigativa coordinata dalla VII Sezione “Sicurezza Urbana” della Procura partenopea, che ha consentito di ricostruire nei dettagli un episodio di particolare violenza ai danni di una donna anziana.

Secondo quanto emerso, l’indagato – all’epoca dei fatti ammesso al regime di semilibertà – avrebbe individuato una donna di 77 anni nei pressi di una fermata dell’autobus. Una volta avvicinatala in strada, l’avrebbe strattonata con forza, facendola cadere a terra e urtare violentemente la testa contro un muro.

Subito dopo, le avrebbe strappato la collana dal collo per poi darsi alla fuga in sella a un motociclo, la cui targa risultava parzialmente occultata.

Le indagini sono state rese possibili grazie all’identificazione della vittima e all’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che hanno permesso di seguire le fasi della rapina e i movimenti del responsabile.

Nel corso delle attività di polizia giudiziaria, i militari hanno inoltre rinvenuto e sequestrato il casco, gli indumenti e le scarpe indossati dall’uomo durante l’azione criminosa, elementi che hanno rafforzato il quadro indiziario a suo carico.
L’uomo si trova ora in carcere, in attesa degli ulteriori sviluppi dell’inchiesta.

Bari, il mistero nel cielo: meteorite o qualcos’altro? Quando la realtà sembra uscita da un film

Quello che è successo a Bari, nella zona di Casamassima (o comunque nell’area segnalata dai video circolati in rete), ha acceso in poche ore una curiosità enorme. Un boato improvviso, un lampo nel cielo e poi quel rumore secco che ha fatto pensare subito a una cosa sola: un meteorite. O, più precisamente, un bolide, cioè un meteorite particolarmente luminoso che entra nell’atmosfera terrestre e si disintegra producendo un’esplosione visibile e udibile.

Dai filmati che stanno girando sui social, l’impressione iniziale è proprio quella. La luce, la rapidità dell’evento, la reazione delle persone: tutto richiama i classici video di bolidi che abbiamo imparato a riconoscere negli anni. Ma guardando bene le immagini, il dubbio resta. È davvero così scontato che si tratti di un meteorite? Oppure potremmo trovarci davanti a qualcosa di completamente diverso?

La verità è che è facilissimo scambiare un fenomeno per un altro. Un bolide può somigliare a un’esplosione, un’esplosione può sembrare un bolide. Detriti, droni, materiale militare, test sperimentali, o addirittura eventi industriali: l’elenco delle alternative possibili è lungo. Quando si vede una luce improvvisa nel cielo accompagnata da un forte rumore, la mente corre subito allo spazio, ma non sempre la risposta arriva davvero dall’alto.

Ed è proprio questo che rende la vicenda ancora più inquietante: al momento non ci sono certezze ufficiali. Le istituzioni non hanno ancora chiarito con precisione cosa sia accaduto. Nessuna conferma definitiva, nessuna smentita netta. Solo ipotesi, ricostruzioni e tanta attesa. In un’epoca in cui siamo abituati ad avere risposte immediate su tutto, questo silenzio pesa e lascia spazio anche a pensieri meno rassicuranti.

Perché, se non fosse un meteorite? Se si trattasse di qualcosa di diverso, magari anche potenzialmente pericoloso? È una domanda che molti si stanno facendo, ed è legittima. Non per alimentare allarmismi, ma per ricordare che quando non si conosce l’origine di un evento, la prudenza è sempre d’obbligo.

C’è poi un altro aspetto, quasi surreale, che rende tutto ancora più forte. Quando eravamo ragazzi, scene del genere le vedevamo solo in televisione, nei film, nei cartoni animati. Il meteorite che cadeva sulla città era una trama da cinema, qualcosa di lontano, spettacolare, ma irreale. Oggi, invece, ci troviamo a commentare video girati con lo smartphone sotto casa, con persone vere che urlano, si spaventano, cercano di capire cosa sta succedendo.

È questo il punto che colpisce di più: ciò che un tempo apparteneva alla fantasia oggi entra nella cronaca. Anche solo per pochi secondi, anche solo come ipotesi, l’idea che qualcosa “dal cielo” possa arrivare fino a noi non è più soltanto un racconto da film.

Che sia stato davvero un meteorite, un bolide o tutt’altro, una cosa è certa: la vicenda di Bari ci ricorda quanto sia sottile il confine tra straordinario e reale. E quanto sia importante, prima di trarre conclusioni, aspettare spiegazioni chiare, basate su dati concreti. Nel frattempo, il dubbio resta. E forse è proprio questo, oggi, l’elemento più potente di tutta la storia.