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Violenza domestica e stalking: arrestato 37enne ghanese

Un trentasettenne cittadino ghanese, di fatto residente in San Nicola Manfredi in provincia di Benevento, è stato arrestato dai carabinieri di San Giorgio del Sannio per i reati violenza domestica e stalking. L’arrestato dopo le formalità di rito è stato associato presso la Casa Circondariale di Benevento a disposizione della competente autorità giudiziaria.

Natale sicuro a tavola: controlli dei carabinieri forestali in market e pescherie, multe e sequestri

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Controlli del gruppo carabinieri forestali, tra Napoli e provincia, in 42 attivita’ tra pescherie, macellerie, ditte di produzioni artigianali di dolci e supermercati: in particolare verifiche su prodotti ittici surgelati, panettoni artigianali, castagne, frutta secca e dolci. Diciassette sanzioni amministrative comminate per un controvalore di 15.000 euro. La maggior parte ha sanzionato la mancanza di tracciabilita’ dei prodotti. Nove i sequestri amministrativi di merce. Una denuncia penale per frode in commercio, cioe’ una falsa indicazione di provenienza su alcune carni ovi-caprine. I controlli sono stati effettuati anche dai militari del Cites e del Nipaaf (nuclei investigativi di polizia ambientale ed agroalimentare e forestale).

Riesumata la salma dopo un mese: ‘Frattura al bacino e nessuno se ne era accorto’

Riesumata la salma dopo un mese: “frattura al bacino e nessuno se ne accorge”. La donna 74enne era stata investita da un motorino e ricoverata all’Ospedale di Aversa.
La donna dimessa dall’Ospedale Moscati lamentava continui dolori. I familiari quindi si erano adoperati per una serie di visite specialistiche. Il risultato che aveva subito nell’incidente una lesione al bacino non diagnosticata. Nonostante il repentino cambio delle terapie era poi deceduta. A segnalare dubbi sulle cause del decesso i familiari della vittima che si sono rivolti alla polizia municipale che aveva effettuato i rilievi dell’incidente che vedeva coinvolta la donna. Il responsabile dei caschi bianchi aversani Stefano Guarino ha inviato un dettagliato rapporto sia ai magistrati della procura della repubblica presso il tribunale di Napoli Nord che ai giudici dei minori, nel primo caso per la verifica di eventuali ipotesi di reato nei confronti dei medici ce l’hanno avuta in cura dopo l’investimento, sia per altrettanto eventuali colpe della ragazzina che guidava lo scooter.
Mentre il tribunale dei minori ancora non ha deciso alcuna attività, la giudice incaricata del caso presso la procura della repubblica del tribunale di Napoli Nord iscrive nel registro degli indagati una serie di persone, dai medici del Moscati che avevano avuto in cura la donna ai suoi parenti medici. Anche solo per loro cautela, come atto dovuto. Poi, la decisione più eclatante: l’ordine di riesumare la salma. Da accertare, in particolare, se la circostanza del mancato rilevamento della frattura al bacino possa avere o meno pregiudicato irrimediabilmente le condizioni di salute della signora o se a provocare il decesso sia stato solo l’incidente stradale.

Gustavo Gentile

Napoli, sequestrati 430mila botti illegali: tre arresti

I finanzieri del gruppo pronto impiego di Napoli, in due distinti interventi, hanno individuato due attivita’ commerciali che proponevano per la vendita materiale pirotecnico illegale, sottoponendo a sequestro 429.715 pezzi tra cui oltre 3.200 manufatti artigianali del tipo petardo, non convenzionali, volgarmente denominati “cobra, cipolle e trac” e con caratteristiche di vere e proprie bombe. Per sfuggire ai controlli delle forze di polizia, gli ordigni esplosivi venivano nascosti all’interno auto parcheggiate nelle immediate adiacenze degli esercizi commerciali e venivano prelevati solo su specifica ordinazione. A seguito di una ispezione a cura degli artificieri della Polizia di Stato, e’ stato rilevato che i manufatti erano da ritenersi ad alta lesivita’, in ragione delle specifiche caratteristiche tecniche e dell’alto potenziale esplosivo. Al termine del servizio, sono stati sottoposti a sequestro tutti i pezzi rinvenuti, 429.715, mentre tre responsabili sono stati arrestati.

Maltratta moglie e figli: arrestato 54enne di Sant’Antimo

Dopo indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord i Carabinieri della Compagnia di Giugliano hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal GIP a carico di un commerciante 54enne di Sant’Antimo incensurato ritenuto gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie 52enne e dei 4 figli, poco più che maggiorenni. Le indagini condotte dalla locale Tenenza dei Carabinieri sono partire da un racconto che la donna aveva fatto ai militari, senza voler formalizzare la denuncia, a proposito delle violenze subite da parte del marito in quasi 25 anni di matrimonio e anche in presenza dei figli piccoli. Successive attività investigative e soprattutto le dichiarazioni dei 4 ragazzi, a loro volta ascoltati, hanno confermato che l’uomo, spesso in stato di alterazione dovuto a eccessiva assunzione di alcolici, aveva con continuità aggredito la moglie offendendone il decoro e le dignità, rendendone di fatto la vita impossibile.

Battipaglia, fermati e denunciati i killer dei gatti

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Battipaglia. Nella giornata di ieri sono stati fermati i killer dei gatti. Si tratta di una coppia di stranieri che è stata fermata dalla Polizia Municipale. Secondo l’accusa avrebbe, insieme alla compagna, lanciato esche contaminate mangiate dai gatti che poi sono morti. Si tratta di un 33enne straniero e della compagna anch’ella straniera. Avrebbero in più occasioni gettato dalla propria auto, una Ford Fiesta, delle esche velenose. L’uomo, ascoltato dagli agenti, ha confermato la circostanza e sostenuto che si trattava di un rito propiziatorio. I due sono stati denunciati a piede libero. L’auto è stata perquisita insieme all’abitazione. Ad intercettare il veicolo gli animalisti della zona che hanno segnalato il tutto alle autorità competenti. Le indagini proseguono. I caschi bianchi sono in attesa dei risultati delle autopsie sulle carcasse di alcuni gatti ritrovati privi di vita a Battipaglia, si attendono anche le analisi sulle esche per confermare la presenza o meno di veleno.

Camorra: incompatibile con il carcere, va ai domiciliari il patriarca ‘Zi Totonno’ Polverino

Marano. E’ incompatibile con il sistema carcerario e da due giorni è tornato a casa agli arresti domiciliari Antonio Polverino, 75 anni, detto zi totonno, lo storico patriarca della famiglia camorrista che controlla da anni gli affari illeciti su Marano, Quarto e Calvizzano. Era stato arrestato il 23 gennaio scorso dopo una latitanza durata sei anni. Fu scovato dai carabinieri in un casolare alla periferia di cassino dove faceva vita di campagnba come un anziano pensionato. Una relazione sanitaria ne ha cvertificato diverse patologie tra cui anche il morbo di Parkinson per  cui i giudici della Prima sezione della Corte di appello di napoli ne hanno disposto il trasferimeno ai domiciliari. Era detenuto nel carcere di Milano-Opera e stava scontando una condanna a20 anni di carcere per la quale i giudici dell’Appello di napoli dovranno di nuovo pronunciarsi dopo una recente sentenza della Cassazione.

L’allarme del Dap: 60mila detenuti nelle carceri italiane, oltre 40mila con disturbi psichici

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Dai dati ufficiali del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), aggiornati al 30 novembre 2018, risulta che i detenuti ospitati nelle carceri italiane sono 60.002 e di questi oltre 40.000 soffrirebbero di disturbi psichici e depressivi. Una percentuale molto alta a cui il sistema non sempre riesce a dare risposte adeguate con un aumento del rischio suicidario all’interno degli istituti di pena. Di questo si è parlato oggi a Palazzo dei Normanni durante il convegno ‘Salute mentale, carceri e Rems’, organizzato dal garante dei detenuti per la Sicilia, Giovanni Fiandaca, e a cui hanno partecipato il garante nazionale Mauro Palma e i garanti dei diritti dei detenuti di varie regioni italiane, oltre a psichiatri e responsabili di Rems. In apertura anche il saluto dell’assessore alla Sanità, Ruggero Razza, e del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micciché. Nel raffronto con le altre Regioni, la Sicilia non brilla per efficienza. Le due Rems esistenti si trovano in Sicilia orientale e l’Isola detiene il record per la lista d’attesa, più lunga che nel resto d’Italia con 105 persone in coda per un posto nelle Rems (dato al 26 giugno 2018). In alcuni di questi casi i soggetti da internare restano in carcere con grave danno per sé e per la gestione interna degli Istituti penitenziari. “Il tema della Salute mentale e dell’assistenza psichiatrica in carcere dovrebbe costituire una priorità, anche per ragioni di difesa sociale – ha detto Fiandaca – Non esistono statistiche ufficiali davvero affidabili e a essere carente è, in particolare, l’assistenza psichiatrica all’interno degli istituti penitenziari. Per un carcere di grandi dimensioni come il Pagliarelli con 1.300 detenuti, dei 5-6 psichiatri presenti sulla carta, mi risulta da una recente visita all’istituto di pena che per vari motivi ne sono stati in servizio per molto tempo solo due e che solo più di recente sono diventati tre”. Le Rems, destinate a ospitare i soggetti non imputabili affetti da malattia mentale e socialmente pericolosi, nascono come risposta alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Non tutti sono concordi nel chiedere l’apertura di nuove strutture ma dal dibattito è emersa una non sempre efficiente distribuzione territoriale. Ogni Rems può assistere fino a 20 persone e oggi in Sicilia ce ne sono due: una a Naso (Messina) e un’altra con due sezioni (di cui una femminile) a Caltagirone (Catania). “Le criticità sono diffuse in tutta Italia – ha spiegato il garante nazionale Mauro Palma -. I numeri forniti dal Dap mettono a mio giudizio insieme malattia psichiatrica e disagio comportamentale aprendo un altro tema: quello della presa in carico del paziente e di un monitoraggio necessario dell’assistenza dentro le carceri per intervenire su disagi che sono condizionati da motivi soggettivi e logistici e che non hanno necessità di trattamenti psichiatrici”. In tutta Italia la lista d’attesa per le Rems conta 502 persone e di queste 62 si trovano attualmente in carcere. “Sull’Isola – ha detto l’assessore regionale Razza – nei prossimi anni sarà realizzata una nuova Rems a Caltanissetta e c’è l’intenzione di costruire un’altra struttura in Sicilia occidentale. Per la Rems di Caltanissetta, l’iter burocratico e amministrativo per la realizzazione sarà concluso entro il 2019”. “Sono disponibile a portare avanti un disegno di legge che normi le Rems qui in Sicilia – ha concluso il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché – e sarei molto felice di dare il mio contributo per risolvere queste annose problematiche che investono persone detenute e i loro familiari”.

Incendio in casa nell’Aretino, 2 morti e due feriti

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Due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite, sembra in modo non grave, nell’incendio di un appartamento a Padonchia, una frazione di Monterchi  in provincia di Arezzo. I morti sono due anziani mentre due donne, di 27 e 56 anni, sono state trasportate all’ospedale di Sansepolcro in codice giallo. E’ successo intorno alle 4,40. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, l’automedica e le ambulanze del 118 e carabinieri. Per i due anziani i soccorsi sono stati inutili. Ancora da chiarire le origini del rogo. I vigili del fuoco insieme con i carabinieri stanno effettuando i rilievi per stabilire la causa dell’incendio e le origini delle fiamme.

Racket sulle case popolari: oltre 50 anni di carcere al clan Spada

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Sette condanne con pene complessive di oltre 50 anni di carcere, a conferma della sentenza di primo grado. Si chiude così il processo d’appello legato al cosiddetto racket delle case popolari del clan Spada di Ostia. Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di minacce, violenze, sfratti forzati da alloggi popolari e una gambizzazione. Il tutto aggravato dal metodo mafioso, riconosciuto dai giudici, con cui il gruppo avrebbe tenuto sotto scacco per anni un pezzo di litorale romano.Tensioni in tribunale dopo il verdetto, con uno degli imputati che ha urlato contro i giudici: “Buffoni, quando esco da qui, spacco tutto!” In aula anche una ventina tra amici e parenti dei condannati, alcuni dei quali hanno gridato contro la corte: “Vergogna!” Le condanne sono arrivate dopo una camera di consiglio durata poco più di tre ore: 13 anni e 8 mesi di carcere la pena inflitta a Massimiliano Spada, 5 anni a Ottavio Spada, 6 anni e 4 mesi a Davide Cirillo, 6 anni e 4 mesi a Mirko Miserino, 7 anni e 4 mesi a Maria Dora Spada, 11 anni a Massimo Massimiani e 6 anni e sei mesi a Manuel Granato.Nel procedimento, oltre al Comune, la Regione e l’associazione antimafia Libera, erano parte civile, e saranno risarciti, i due collaboratori di giustizia Michael Cardoni e Tamara Ianni, in passato più volte vittima di intimidazioni. L’inchiesta che ha portato al procedimento, partì nel 2015 dopo la gambizzazione di Massimo Cardoni, detto Baficchio, ferito con due colpi di pistola a Ostia. Dalle indagini venne fuori la violenta contrapposizione tra il clan, allora emergente, degli Spada e la perdente compagine dei Baficchio-Galleoni, che aveva portato alla gambizzazione. Una lotta tra clan fatta anche di minacce, intimidazioni, sfratti e occupazioni forzose di case popolari.

Ischia, nascondeva la droga in un’auto in sosta in un parcheggio pubblico: arrestato

I Carabinieri della Compagnia di Ischia hanno arrestato a Forio un 40enne, del luogo, già noto alle forze dell’ordine e attualmente sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria perché giudicabile per contrabbando di sigarette. Nel corso della perquisizione di una vettura non direttamente riconducibile e lasciata in sosta in un parcheggio pubblico per essere usata come nascondiglio, il 40enne è stato bloccato mentre prelevava droga dalla vettura e poi trovato in possesso di 14,5 grammi di cocaina, 107,7 di hashish, 2 bilancini elettronici e materiale per il confezionamento. E’ stata denunciata anche una 43enne del luogo già nota alle forze dell’ordine vicina al 40enne che è stata trovata in possesso di un grammo di hashish, 300 euro in banconote di vario taglio e di un attrezzo multiuso usato per il taglio dello stupefacente.

Napoli, lavoratori della Romeo pulizie del Cardarelli senza tredicesima: scatta la protesta

Napoli.Natale senza stipendi per i lavoratori della ditta Romeo pulizie al Cardarelli. Ieri mattina i 330 lavoratori del cantiere Cardarelli non si sono ritrovati accreditati gli emolumenti della tredicesima. È subito è iniziata la protesta. Durissimo il commento dei Cobas: “E’ vergognoso che al 22 dicembre questi lavoratori debbano, presidiare, protestare per un loro sacrosanto diritto” Ancora una volta la ditta di ‘mister millionaire’ beffa i lavoratori che non possono elemosinare un qualcosa che avrebbero, già dovuto percepite e spendere. La storia con questa ditta che sembra non aver mai fine, ci auguriamo che col prossimo appalto finisca per sempre. A pagare sempre i lavoratori, che hanno subito di tutto: da addebiti in busta paga per una ‘mancata consegna di mocio’ ai trasferimenti ad altro cantiere, in barba ad ogni minimo diritto/ dignità umana. I Cobas attraverso il loro rappresentante sindacale aziendale Antonio Di Nardo non gli è le mandano a dire: “E’ la peggiore ditta che ha prestato opera nella nostra Azienda Ospedaliera e che speriamo vada via al più presto possibile. Una ditta che ha vinto un appalto con una gara a ribasso del 28% ma che sembra farlo scontare sulla pelle dei lavoratori. È vergognoso, ma vorrà dire che se ‘mister millionaire’ non pagherà subito le tredicesime, saremo costretti a portare tutti i lavoratori con le loro famiglie a trascorrere il Natale a casa sua. Si vergogni la Romeo!”.

Castellammare, il fratello del boss aveva una ‘Santabarbara’ a casa di fuochi d’artificio

Castellammare. Il fratello del boss aveva una santabarbara composta da ben 1381 fuochi artigianali pronti ad essere messi in vendita al mercato nero durante queste feste natalizie. Ed è stato per questo denunciato insieme con la moglie. Si tratta di Giovanni Imparato fratello di Salvatore o’ paglialone. E’ uno dei risultati più importanti dell’operazione Alto Impatto messo in atto nel pomeriggio di ieri nel rione Savorito alla periferia di Castellammare salito alla ribalta nei giorni scorsi per l’ormai famoso “falò anti pentiti”. Cento uomini tra carabinieri, poliziotti e militari della Guardia di Finanza hanno cinto d’assedio il rione. Sono controllo decine di appartamenti e tra questi quelle dove abitano il boss Salvatore Imparato e i suoi familiari. Nel corso dei controlli  sono stati visitati gli appartamenti dove abitano i sospettati del falò individuati attraverso il loro abbigliamento grazie alle foto e ai filmati diffusi in rete durante il falò della vergogna. Tre, tra cui un minorenni, sono stati individuati con certezza e denunciati. Nelle loro abitazioni sono stati trovati gli stessi abbigliamenti che indossavano la sera dell’Immacolata quando sono stati immortalati sulla piramide di legna a stendere lo striscione con la scritta ” cosi devono morire i pentiti, abbruciati”. Ora si stanno cercando gli elementi per incastrare gli altri due. Nel corso delle perquisizioni al “Bronx Faito” sono stati fatti decine di posti di blocco agli incroci con centinaia di auto e moto controllate. Complessivamente sono state 350 le persone controllate tra cui 150 con precedenti penali. Nel corso del blitz sono stati rimossi alcuni catenacci e perquisiti gli ascensori, con i controlli che hanno riguardato anche un bar. Denunciato un pusher, trovati altri 50 grammi di hashish in un sottoscala, 5 di cocaina, 10 di crack e 2 bilancini, segnalati cinque tossicodipendenti. Una donna è stata denunciata a piede libero per furto di gas ed energia elettrica, rubati al condominio.
Cinque appartamenti al piano terra, invece, sono risultati in parte abusivi e sono in corso accertamenti: in alcuni casi potrebbero scattare le demolizioni, poiché si tratta di vecchi abusi. Tre pitbull senza guinzaglio sono stati affidati ai cinofili: erano liberi a guardia di un giardinetto e potenzialmente pericolosi, ma nessuno ha avuto il coraggio di reclamarne il possesso.

 

Operazione ‘Ultimo miglio’ sulla strade italiane: 64 arresti e 179 sequestri della polizia

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L’operazione della Polizia di Stato “Ultimo miglio” condotta questa settimana sui mezzi diretti verso i centri delle citta’ ha permesso di controllare 146.171 veicoli di cui 179 sono stati sequestrati; 40.650 le persone controllate, 64 gli arresti e 191 le persone denunciate. L’operazione ad alto impatto si e’ svolta dal 17 al 19 dicembre ed e’ alla terza edizione dopo quelle di agosto e ottobre 2017. Sono stati impegnati 4.277 equipaggi e 9.277 agenti per una massiccia intensificazione dell’azione preventiva sulla strada. I dispositivi locali di prevenzione, spiega una nota della Polizia, sono stati integrati da posti di controllo e pattugliamenti finalizzati alla prevenzione dei reati predatori lungo le strade dello shopping cittadino, nonche’ in prossimita’ dei centri commerciali maggiormente frequentati, degli outlet e dei mercatini natalizi. L’operazione ha visto coinvolti le donne e gli uomini della Polizia di Stato in servizio presso i Reparti Prevenzione Crimine, gli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico delle Questure ed i Commissariati di Pubblica Sicurezza, i quali hanno operato avvalendosi delle moderne tecnologie del sistema ”Mercurio” che consente la lettura automatizzata delle targhe dei veicoli. In particolare, il 17 dicembre scorso, durante un posto di controllo effettuato a Frosinone, gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Lazio hanno proceduto al controllo di un furgone condotto da un cittadino straniero che viaggiava in compagnia di un connazionale risultato incensurato; nel corso della verifica sul mezzo, all’interno dell’abitacolo, i poliziotti hanno rinvenuto un lampeggiante/sirena in dotazione ai veicoli di servizio, procedendo all’arresto del soggetto per aver illecitamente detenuto un segno distintivo in uso alle Forze di Polizia. (AGI) Sar 220820 DIC 18 NNNN

Serie A: il calendario di anticipi e posticipi

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La Lega di Serie A è reso note le date e gli orari degli anticipi e dei posticipi dalla prima alla nona giornata di ritorno del campionato della massima Serie. 1a giornata di ritorno: sabato 19 gennaio 2019 ore 15 Roma-Torino; ore 18 Udinese-Parma; ore 20.30 Inter-Sassuolo. Domenica 20 gennaio ore 12.30 Frosinone-Atalanta; domenica ore 18 Cagliari-Empoli; domenica ore 20.30 Napoli-Lazio. Lunedì 21 gennaio ore 19 Juventus-Chievo; lunedì 21 ore 21 Genoa-Milan. 2a giornata di ritorno: sabato 26 gennaio ore 15 Sassuolo-Cagliari; ore 18 Sampdoria-Udinese; ore 20.30 Milan-Napoli (); domenica 27 ore 12.30 Chievo-Fiorentina; ore 18 Torino-Inter; domenica 27 ore 20.30 Lazio-Juventus; lunedì 28 gennaio ore 20.30 Empoli-Genoa; 3a giornata di ritorno: sabato 2 febbraio ore 15 Empoli-Chievo; sabato 2 febbraio ore 18 Napoli-Sampdoria; sabato 2 ore 20.30 Juventus-Parma; domenica 3 febbraio ore 12.30 Spal-Torino; domenica 3 febbraioore 18 Inter-Bologna; domenica 3 febbraio ore 20.30 Roma-Milan (); lunedì 4 febbraio ore 20.30 Cagliari-Atalanta;

‘Mio padre operato e non curato in carcere rischia di perdere l’uso della mano’, l’appello del figlio di un detenuto di Poggioreale

“Mio padre rischia di perdere l’uso della mano perché in carcere nessuno si vuole prendere la responsabilità di portarlo in ospedale. Ha sbagliato e sta pagando il suo conto con la giustizia. Ma è un essere umano come tutti e va rispettato. Per questo lancio un appello affinché si smuovano le coscienze in questo periodo natalizio in cui tutti dovrebbero essere più buoni. E risolvere il problema prima che sia troppo tardi”. A parlare è Carmine Paduano, figlio di Ferdinando, 50 anni di Scafati, detenuto nel  padiglione Roma del carcere di Poggioreale. E’ li dal 18 ottobre quando è stato arrestato insieme con altre 9 persone quali componenti di una bada di ladri che avrebbe commesso una trentina du furti in appartamenti in tutta la provincia di Salerno tra maggio ed agosto dello scorso anno. Paduano aveva da poco subito un’operazione alla mano destra per la frattura del metacarpo. Gli sono stati applicati due fili di kirshiner. Il 31 ottobre avrebbe dovuto togliere i fili ma “stiamo ancora oggi dopo tanti tentativi con tutta la documentazione la casa circondariale risponde non sono attrezzati e non si possono prendere la responsabilità. La nostra preoccupazione e che perda l’uso della mano”, spiega ancora il figlio. Attraverso i legali la famiglia Paduano ha espletato tutti tentativi presso la direzione del carcere ma non è arrivata alcuna risposta.

Aversa, marito violento aggredisce la moglie: arrestato.

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I Carabinieri della sezione radiomobile del Reparto Territoriale di Aversa, in quel centro cittadino, hanno tratto in arresto un 31enne del luogo per maltrattamenti in famiglia. L’uomo, poco prima dell’arrivo dei militari dell’Arma ha aggredito la moglie, 24 enne, provocandole lesioni giudicate guaribili dai sanitari del locale ospedale, in giorni 15. I militari dell’Arma, a seguito dei primi accertamenti hanno potuto collocare l’episodio in un più ampio e complesso quadro di reiterati maltrattamenti in famiglia. La donna, infatti, sentita dai militari, ha riferito anche riguardo ad altri episodi verificatisi in precedenza e durante i quali era stata minacciata ed aggredita per futili motivi. L’arrestato, è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Pentito in carcere incendia la cella e schiaffeggia ispettore peniteziario

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Un detenuto italiano, ristretto nel carcere di Sollicciano a Firenze ha dato fuoco alla cella dopo aver schiaffeggiato un ispettore. L’uomo, collaboratore di giustizia, ha giustificato l’episodio, avvenuto ieri, indicandolo come atto di protesta contro le condizioni detentive. “Stanno aumentando gli episodi di intolleranza e di violenza nella popolazione detenuta nel distretto della Toscana, rispetto alla percezione da parte dei ristretti di una sostanziale impunità nei provvedimenti che gli organi dell’amministrazione penitenziaria dovrebbero assumere per reprimere e/o prevenire gli eventi che in misura crescente rendono l’attuale condizione del sistema penitenziario italiano tra le più pericolose degli ultimi anni”, afferma in un comunicato Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp.

Sparatoria ad Acerra: ferito un 58enne

Un uomo di 58 anni è stato ferito alla gamba destra da colpi di arma da fuoco ad Acerra, in provincia di Napoli. L’uomo è giunto all’ospedale Villa dei Fiori poco prima delle ore 18. Non è in pericolo di vita. Sono in corso accertamenti da parte della Polizia di Stato, che indaga sull’accaduto.

Napoli, formiche all’ospedale San Giovanni Bosco, il dg Forlenza chiede alla magistratura di accertare le responsabilità

Il direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Mario Forlenza, ha presentato ai carabinieri del Nas un esposto relativo alla chiusura temporanea del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per la presenza di formiche lo scorso 19 dicembre. Forlenza chiede che “siano effettuate le tutte le opportune verifiche e indagini circa quanto accaduto”. La vicenda, secondo Forlenza, “va approfondita perche’, dopo l’episodio della paziente coperta da formiche del 10 novembre, fu dato mandato al Dipartimento di Prevenzione di assumere ogni utile iniziativa d’intesa con il direttore sanitario del Presidio ospedaliero San Giovanni Bosco per avviare interventi di radicale disinfestazione e bonifica dei locali, e alla struttura tecnico-manutentiva un’urgente manutenzione ordinaria con interventi da effettuarsi nei reparti di degenza secondo un preciso cronoprogramma. Siccome tali interventi sono stati fatti per quasi tutti i reparti, risulterebbe strano che, nonostante gli interventi di disinfestazione e bonifica, la problematica si sia ripetuta”. Vanno dunque, aggiunge, “bene accertate le modalita’, la tempistica e le responsabilita’ con cui si e’ proceduto alla chiusura temporanea del Pronto soccorso e se cio’ sia stato fatto nel rispetto delle normative le quali prevedono che l’interdizione di una struttura di un presidio ospedaliero, sia essa una stanza, un reparto, un’intera ala del presidio, e’ di esclusiva competenza della Direzione sanitaria presidiale che si assume la totale responsabilita’ dell’iniziativa, e tale procedura puo’ anche essere intrapresa anche su indicazione del personale afferente allo stesso presidio”. Tale “accertamento – spiega il top manager – e’ fondamentale perche’ quello che ha fatto notizia con ampia eco mediatica e’ stato il fatto che si sia chiuso, ancorche’ temporaneamente, il Pronto soccorso. Pertanto il provvedimento di interdizione di una qualsivoglia struttura di un Presidio ospedaliero da parte di altri, non all’uopo delegati, dovrebbe ritenersi sicuramente un atto illegittimo”. Infine, “e’ noto che da anni al San Giovanni Bosco non e’ stata fatta alcuna manutenzione straordinaria ed e’ per tale motivo che la Asl ha richiesto al ministero della Salute, tramite la Regione Campania, fondi per circa 7,8 milioni di euro per una manutenzione straordinaria sia esterna che interna. Dalla richiesta, pero’, sono passati ben 8 mesi senza alcun riscontro”, conclude.