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Castellammare, sequestrati arsenale e il ‘tesoro’ del clan D’Alessandro a Scanzano. IL VIDEO

La vasta operazione svolta con modalità “Alto Impatto” in località Scanzano di Castellammare ha visto impegnati numerosi uomini e donne della Polizia di Stato, dell’arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che dopo aver letteralmente blindato la zona ha eseguito 24 perquisizioni domiciliari a diversi soggetti gravati da pregiudizi di Polizia. In particolare in un’abitazione di un pluripregiudicato in via Privati, sono stati rinvenuti e sequestrati poco meno di 100g. di canapa indiana e la somma di circa 700euro unitamente a una carabina ad aria compressa, una pistola lanciarazzi e una balestra. L’uomo unitamente alla convivente è stato denunciato in stato di libertà per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

All’interno di un casolare diroccato su di un podere difficilmente accessibile di Via Privati, sono state rinvenute e sequestrate delle armi: un kalashnikov e un fucile a canne mozze e numeroso munizionamento di diverso calibro, oltre ad un giubbotto antiproiettile il tutto sottoposto a sequestro e ora al vaglio della Polizia Scientifica. Dalla perquisizione effettuata all’abitazione di uno dei capi clan, la Polizia di Stato, ha rinvenuto ingenti valori sui quali sono in corso accertamenti giuridici economici. Il servizio di controllo straordinario del territorio, finalizzato a rendere più efficace l’attività di prevenzione e di contrasto a ogni forma d’illegalità, ha permesso di controllare circa duecento di persone di cui un terzo con pregiudizi di polizia, numerose sono state le contravvenzioni al codice della strada elevate.

Tutta l’attività si è svolta in piena sinergia tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza che, incuranti della presenza della zona interessata di pregiudicati, anche contigui a sodalizi criminali di stampo camorristico, hanno operato con professionalità e rigoroso rispetto delle regole.

M5S, Cammarano: “Dal Governo quasi otto milioni per far ripartire i Comuni del Salernitano”

“Grazie al nostro Governo, i comuni della Provincia di Salerno al di sotto dei 20mila abitanti beneficeranno di un fondo di circa 8 milioni di euro. Vero e proprio ossigeno soprattutto per le tantissime comunità di aree come il Cilento e il Vallo di Diano, che pagano scelte politiche di totale disinteresse verso questi territori, fino a provocarne un graduale spopolamento e una progressiva denatalità. Con l’ultima manovra finanziaria è stato infatti attivato un fondo da 400 milioni per finanziare piccole opere in settori vitali come l’edilizia pubblica, la manutenzione e la sicurezza del territorio, la manutenzione della rete viaria, la prevenzione del rischio sismico e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Le singole amministrazioni dovranno rendere nota la fonte del finanziamento, la finalizzazione e l’importo assegnato con pubblicazione nella sezione “amministrazione trasparente” dei rispettivi siti istituzionali”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano.

“In particolare – spiega Cammarano – sarà erogato un contributo di 40 mila euro per i comuni fino a 2 mila abitanti, di 50 mila per quelli fino a 5 mila abitanti, di 70 mila per i comuni fino a 10 mila abitanti e di 100 mila euro per quelli fino a 20 mila abitanti. Con il contributo andiamo a coprire il 100% dell’importo delle opere. A questi maggiori investimenti locali, si va ad aggiungere un miliardo di euro di maggiori fondi, derivanti dallo sblocco degli avanzi di amministrazione per i comuni virtuosi. Diamo finalmente linfa a tanti enti territoriali massacrati fino ad oggi dal Patto di Stabilità interno e dal principio del Pareggio di Bilancio, oltre che da politiche regionali che non hanno tenuto in alcun conto territori che rappresentano una vera e propria risorsa in termini turistici e di produzioni tipiche locali, oltre che per un retaggio di tradizioni e folklore che le caratterizzano, e sulle quali si comincia, finalmente, a investire”.

Premio Massimo Troisi edizione 2018. Tutti i vincitori

Gran successo registrato per la diciottesima edizione del Premio Massimo Troisi Osservatorio sulla comicita’, promosso dal Comune di San Giorgio a Cremano e finanziato dalla Regione Campania, la cui direzione artistica – per il secondo anno di seguito – è stata affidata a Paolo Caiazzo. Si è conclua questa edizione con il gran galà che si è svolto al cinema Flaminio e ha visto protagonisti in platea personaggi del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo. Vero motore della manifestazione sono stati, anche quest’anno, i concorsi per attore comico, scrittura comica, corto comico. Vincitori della edizione 2018 del Premio Massimo Troisi sono: Francesco Menichella (attore comico); Casa Surace per la sezione scrittura comica edita con l’opera “Quest’anno non scendo” e Armando Grassitelli con “Una famiglia con la emme maiuscola” per il racconto inedito. Menzioni speciali sono andate a Karl Mirabelli per “Rosario Alcollo, che gran figura di nerd” e a Gianluca Papadia per “Il capello di Diego”. A consegnare i premi per la sezione scrittura comica, insieme al presidente di giuria Pino Imperatore, è stato lo scrittore Maurizio De Giovanni. Miglior cortometraggio è risultato “Casting die-rector” di Gilles Rocca. Nel corso della serata sono stati consegnati importanti riconoscimenti nel nome e nel ricordo di Massimo Troisi. All’attore Nino Frassica è stata attribuita “La bicicletta del sorriso” mentre a Lino Banfi, accompagnato sul palco dalla figlia Rosanna Banfi, il procuratore di Napoli Luigi Riello ha consegnato il “Minollo d’Oro”, trofeo realizzato dall’artista Lello Esposito.

Vomero, via Luca Giordano, presidio dei dipendenti senza lavoro

Si è svolto stamani al Vomero, in via Luca Giordano, nei locali che fino a qualche giorno addietro erano occupati dall’esercizio commerciale “IntelliGent store” , il presidio democratico dei 37 dipendenti rimasti senza lavoro. L’esercizio è stato chiuso al pubblico dal 25 dicembre scorso e, da oggi, sono scomparse anche le insegne. Segno inequivocabile che l’attività è oramai cessata. Accanto ai lavoratori, che, per sensibilizzare i passanti, hanno anche esposto alcuni striscioni, ancora una volta si è schierato Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che già in passato aveva sostenuto, con una petizione che raccolse oltre 3.000 firme, la battaglia degli stessi dipendenti, quando circa un anno fa, aveva chiuso il negozio, marchio Trony, del gruppo FRC, che operava negli stessi locali. “Sono ancora una volta vicino a questi lavoratori – sottolinea Capodanno – che hanno già subito le travagliate vicende, l’anno scorso del gruppo FRC, e prima della società francese FNAC e che, ancora una volta, rischiano di rimanere senza lavoro “.
L’attuale situazione nasce dallo scioglimento contrattuale esercitato dalla società Piazza Italia SpA, titolare, tra gli altri, del brand IntelliGent store, nei confronti della FRC Group srl, una vicenda molto complessa che riguarda anche la curatela fallimentare di quest’ultima società, e per la quale è stato indetto un incontro che si svolgerà il prossimo 7 gennaio.
” L’unica cosa certa – aggiunge amareggiato Capodanno – e che, dopo meno di un anno dalle vicende che videro scendere in piazza i lavoratori, che sembravano essersi risolte con l’inaugurazione del nuovo esercizio commerciale, avvenuta il 25 marzo 2018, si è di nuovo al punto di partenza, con le saracinesche nuovamente abbassate e con la rinnovata preoccupazione dei 37 dipendenti interessati, con le rispettive famiglie, di rimanere senza lavoro “. “Per questa ragione – conclude Capodanno – chiedo ancora una volta ai napoletani di sostenere la battaglia dei lavoratori in questione, anche partecipando al presidio democratico che si svolgerà domani, 4 gennaio, a partire dalle ore 9:00, presso il punto vendita Piazza Italia in via Toledo. Con l’auspicio che, nel frattempo, a tutela dei posti di lavoro, facciano sentire la loro voce anche le pubbliche istituzioni, Regione Campania e Comune di Napoli in testa, sino a questo momento rimasti silenti “.

Eduardo De Crescenzo al Ravello Festival. Domenica 6 gennaio

Si chiude domenica 6 gennaio l’edizione invernale del Ravello Festival. Il Natale di note di Ravello, che ha visto alternarsi musica classica e contemporanea, resta ora in attesa della programmazione estiva della sessantottesima edizione. Alle ore 20.30 del giorno dell’Epifania, il gradito ritorno di Eduardo De Crescenzo. Sul palcoscenico dell’Auditorium Oscar Niemeyer, il cantautore partenopeo sarà accompagnato da una formazione di straordinari musicisti: Enzo Pietropaoli al contrabbasso; Marcello Di Leonardo alla batteria; Julian Oliver Mazzariello al pianoforte; Daniele Scannapieco al sax e Susanna Krasznai al violoncello. Essenze Jazz, questa la definizione che De Crescenzo prova a dare oggi alla sua musica, così difficile da contenere nelle consuete “etichette” di genere: le interpretazioni raffinate e le toccanti eufonie dei chansonnier italiani e napoletani che a inizio del ventesimo secolo s’ispirarono alla Francia, il ritmo serrato del vocalizzo scat che scopriva nell’adolescenza nei locali americani sul porto di Napoli dove la sera si suonava il jazz.

 

Imbiancati Sassi Matera e Vesuvio, gelo al Centro-sud

E’ Matera con la coltre di neve che l’ha imbiancata la cartolina di questo inizio d’anno al gelo per l’Italia del centro sud. I Sassi della citta’ capitale della Cultura 2019 si sono presentati coperti di neve a turisti e residenti che hanno letteralmente inondato i social con le sue fotografie. Come Matera, dove gli asili nido resteranno chiusi fino al 5 gennaio, tutta la Basilicata si e’ svegliata con temperature sotto lo zero, cosi’ come il Molise, dove a Campobasso il termometro e’ sceso a meno 3 gradi e dove a Capracotta (Isernia) si e’ registrato un metro di neve. Le temperature toccheranno i valori piu’ bassi tra oggi e domani – la Protezione civile ha emesso una nuova allerta neve su Abruzzo, Molise, Campania e Puglia e su alcuni settori della Sicilia – ma dall’Epifania torneranno a salire. Neve oggi anche in Puglia, sul Gargano e nel foggiano, ma anche nella Murgia dove si sono verificati disagi alla circolazione e nel Salento dove una leggera coltre bianca ha ricoperto i vigneti del Negramaro. Temperature rigide e forte vento si registrano nel territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani. Neve a bassa quota e’ caduta anche in Campania, nel beneventano. Fiocchi bianchi sugli scavi di Pompei, presi d’assalto dai turisti, e anche sui quartieri alti di Napoli. Il Vesuvio da’ spettacolo di se’ con la cima imbiancata fino alle quote piu’ basse. In Abruzzo, oltre un metro di neve e’ caduto nella notte a Pizzoferrato, Gamberale e altri comuni dell’Alto Sangro, mentre nevica da stamane sull’area Frentana, dalla costa all’entroterra, dove non si registrano al momento particolari disagi e casi di emergenza. Lanciano e’ gia’ imbiancata, poca neve e’ caduta anche a Chieti. Durante la notte e in mattinata raffiche di vento forte nelle Marche e deboli nevicate in varie zone tra cui Fermo e le zone terremotate dell’Ascolano e del Maceratese. A causa del forte vento un albero e’ caduto su un’auto in transito lungo la via Flaminia a Osimo (Ancona), colpendo il cofano e frantumando il lunotto anteriore: miracolosamente illesi tre ragazzi a bordo. Intanto scattera’ da questa notte l’allerta della Protezione civile regionale per l’ondata di gelo attesa anche in Sardegna. Si prevedono nell’Isola, in pianura, temperature minime in picchiata: inferiori a -3 gradi e al di sotto dei 2. Probabile gelate nelle ore piu’ fredde. Fa freddo anche in Emilia Romagna dove, per fronteggiare le temperature particolarmente rigide, il Comune di Bologna ha deciso di aumentare l’offerta di posti letto nelle strutture di accoglienza. Intanto stamani il vice premier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e’ tornato nella zona bellunese, colpita dall’ eccezionale maltempo di fine ottobre: “Ce la mettiamo tutta per ripristinare la totale normalita’ a questo territorio”.

Sicurezza: è polemica tra Salvini e i sindaci

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La rivolta dei sindaci di centrosinistra contro il ministro Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza parte da Palermo, passa per Napoli, arriva a Milano e si infiamma nella Segreteria romana del Partito Democratico. Ad aprire le danze è il sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando, che ha inviato una nota al capo dell’Ufficio anagrafe della sua città ordinando di “sospendere qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica”. Con Orlando si sono schierati il sindaco di Firenze, Dario Nardella, di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà e di Milano, Beppe Sala: “Salvini ci ascolti e riveda il decreto”. Ma l’affondo è di Luigi De Magistris: “Mi auguro che questa barca si avvicini al porto di Napoli”, ha dichiarato il sindaco di Napoli a Radio Crc, parlando della vicenda della Sea Watch, la nave che da giorni è nelle acque del Mediterraneo con 32 migranti a bordo. “Perché contrariamente a quello che dice il Governo – ha aggiunto – noi metteremo in campo un’azione di salvataggio e la faremo entrare in porto. Sarò il primo a guidare le azioni di salvataggio”.

Lady Gaga si sposa a Venezia. Una cerimonia riservata da cinque milioni di dollari

Lady Gaga, all’anagrafe Stefanie Joanne Angelina Germanotta, di anni trentadue, sposerà il suo manager, prossimo cinquantenne, Christian Carin. Dopo un fidanzamento durato diversi anni i due finalmente coroneranno il loro sogno d’amore e lo faranno ad  un certo livello: il matrimonio si celebrerà e si festeggerà a Venezia per una spesa di circa cinque milioni di dollari. A lanciare la notizia il magazine americano “Life & Style” che ha interpretando alcune affermazioni di Miss Germanotta recuperando indizi sulle imminenti nozze. La cerimonia sarà molto riservata, con una stretta cerchia di amici-invitati tra cui Elton John, Bradley Cooper, John Legend,Taylor Swift, Stevie Wonder e Donatella Versace, che potrebbe disegnare l’abito nuziale della sposa. La data stabilita per la cerimonia non è ancora stata svelata. Tra i mesi più papabili giugno e settembre. Anche sulla location si sa ancora poco: probabilmente un palazzo che costeggia Canal Grande.

Formiche su paziente, il ministro: ‘Sarò presto a Napoli’

“Saro’ presto a Napoli a verificare di persona una situazione diventata ormai insostenibile. Il problema non sono le formiche in se’, ma la trascuratezza che puo’ portare a contaminazioni ben piu’ gravi, laddove l’igiene dovrebbe essere la regola di base”. Lo afferma il ministro della Salute Giulia Grillo nel suo post Facebook in cui commenta il nuovo episodio di invasione di formiche all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. “I cittadini – aggiunge Grillo – devono avere la certezza di essere tutelati nella maniera piu’ opportuna in ogni ambiente del nostro Servizio sanitario nazionale! E, per essere chiara, e’ troppo facile scaricare sul personale la responsabilita’ di queste negligenze, un caso potrebbe essere una disattenzione, ma ora che sono tre, penso che il management debba fornire risposte chiare”.

Il sociologo accusato di aver abusato di tre bambine rimane ai domiciliari. Respinta la richiesta dell’annullamento della custodia cautelare

Il tribunale del Riesame ha confermato gli arresti domiciliari a carico del sociologo 63enne di Piedimonte Matese accusati di abusi e violenze sessuali a carico di tre bambine tra gli 8 ed i 10 anni che sarebbero avvenute durante il doposcuola in una casa di Alife. I giudici napoletani non hanno accolto l’istanza dell’avvocato difensore che aveva chiesto l’annullamento della custodia cautelare.
Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, l’uomo, oltre ad aver fatto sesso anale e vaginale con una bambina di 8 anni, avrebbe tentato di avere anche un rapporto orale con la piccola, che però sarebbe riuscita a sfuggire. In un altro caso, la bambina veniva presa in braccio e con la scusa di vedere i video sul computer o suonare la chitarra. Le violenze sessuali sarebbero durate per ben tre anni, dal 2015 fino agli ultimi mesi del 2018. Gustavo Gentile

‘Citazioni ed altri delitti’, il terzo lavoro discografico dei Malaparte

Da mercoledì 2 gennaio è disponibile su tutte le piattaforme “Citazioni ed altri delitti”, il terzo album dei Malaparte, band hard-rock dalle decise influenze di matrice “alternative” americana. I dodici brani del disco, coprodotto con Studio XXXV di Cava de’Tirreni (Sa), sviluppano un percorso autobiografico dei cinque rocker attraverso le loro passioni, con chiari ed ovvi riferimenti alla cultura pop, metal e rock degli anni ’80 e ’90. Non a caso la copertina del disco riprende inequivocabilmente le strisce infuocate che lascia la mitica Delorean, auto del famigerato “Ritorno al futuro”. Nostalgici di un tempo che non c’è più, la band omaggia il film, con le sue infinite e notevoli derivazioni musicali, colonna portante di un’intera generazione. I cinque rocker Carmine Ricciardi (voce e chitarra), Giuseppe Diego Nocito (basso), Pasquale Tomasetta (batteria e percussioni), Carmine De Vita (keyboard, seaboard and backing vocals), Raffaele Maffei (chitarra ritmica e cori), lanciano un altro incredibile progetto pronto per riemergere di nuovo nel panorama underground delle band rock del nostro stivale. Un sound che spinge ed osa, quello dell’ultimo album dei Malaparte, che spesso sfocia in toni cupi e pesanti. Ma nello stesso tempo è un rock energico che strizza l’occhio al post grunge americano e a tutte le sue incredibili inquietudini e distorsioni. Variano inoltre le tematiche, ed oltre a chiari e palesi riferimenti ad alcune tra le migliori band di sempre (fra tutti regna una profonda ispirazione per i Led Zeppelin e i Foo Fighters), emerge un’atmosfera scura e misteriosamente tetra. Maschere è il brano di punta dell’intero album, ma soprattutto è in qualche modo il simbolo dell’intero e complesso percorso musicale della band fino ad oggi. Traccia che sarà omaggiata, successivamente all’uscita dell’album, da un video clip musicale rappresentativo. Cinque minuti, con una dedica speciale ai Soundgarden e al frontman Chris Cornell, che osannano il mal di vivere e si interrogano su un quesito dal carattere estremamente esistenziale: “E’ più difficile farla finita o andare avanti?”. Toni molto acidi e duri fanno di questa traccia tra le più spinte e dirette mai realizzate dal gruppo. Questo incredibile quintetto hard rock prende vita nel lontano 2004 per mano del chitarrista Carmine Ricciardi, e nonostante abbia vissuto spesso ai margini della scena, non ha certo perso l’occasione in svariati eventi e manifestazioni per dimostrare il proprio valore musicale. Nel 2008 sono ospiti del programma “SalaProve” a RockTv e nel 2010 finalisti del Livorno Rock Festival ricevono il premio Sky della critica. Nel 2011 sono di apertura al concerto di Mannarino al Meeting del Mare di Marina di Camerota (Sa) e più tardi apriranno l’esibizione live, presso il Mumble Rumble di Salerno, del mitico Stefano Rampoldi in arte Edda. Prodotto da XXXV e Malaparte, il lavoro è stato registrato presso lo Studio 35 di Cava De’ Tirreni da Johnny Paglioli.

De Luca: ‘Riabilitazione cardiologica chiusa? Fake news, sono mesi che subiamo attacchi mediatici’

“Sono mesi che stiamo subendo una campagna di aggressione mediatica. Questa mattina su un organo di informazione si dice che e’ stata chiusa la riabilitazione cardiologica. E’ una palla. E’ pienamente operativa. La Campania era finalizzata al commissario esterno che doveva venire. Questo e’ tutto”. Cosi’, a SALERNO, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Il governatore parla anche caso delle formiche trovate a novembre scorso su una paziente dell’ospedale San Giovanni Bosco: “Penso alle formiche a zero gradi che si vedono solo all’Asl Napoli 1. Comitive di formiche scese dalle navi da crociera tutte alla Napoli 1. L’ospedale San Giovanni Bosco, dal 1978 a Napoli non ha avuto un intervento di manutenzione. All’ospedale San Paolo dove a volte arrivano pazienti che pretendono di non essere registrati. Sono quartieri difficili. Avevamo dentro l’ospedale, con tanto di sbarra, un parcheggio gestito dalla camorra. All’Asl di Avellino qualcuno si paga il doppio stipendio con certificazioni false, so bene quello che abbiamo trovato. Sono decenni di abbandono, di sciatteria, di porcheria e camorra”. Poi, tornando sul caso delle formiche di ottobre scorso, aggiunge: “Piuttosto che girare un video alle sei di mattina, poi andato sui social, qualunque persona normale sarebbe dovuta andare dal medico o dall’infermiere a segnalare l’emergenza. Stiamo lavorando senza ostacoli burocratici da un anno e mezzo. Nell’ultima riunione generale che abbiamo fatto a Roma il 17 novembre, abbiamo spiegato che la Regione Campania non ospita maggiordomi di nessuno. Ha pari dignita’ costituzionale rispetto al governo. Ci siamo presentati – ha aggiunto il governatore – con cinque anni di bilancio attivo della sanita’ campana. Noi siamo stati commissariati nel 2009 per due ragioni: avevamo accumulato 8 miliardi di euro di debiti e avevamo un bilancio strutturalmente deficitario. Oggi non c’e’ piu’ nessuna ragione per tenere in piedi nessuna forma di commissariamento, ne’ interno ne’ esterno. Abbiamo risanato in maniera strutturale le finanze della regione Campania per la sanita’. Non c’e’ nessun motivo per avere commissari tra le scatole”.

Schola Armaturarum: dal restauro allo scavo, alla riapertura al pubblico

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Da oggi, 3 gennaio, la Schola Armaturarum torna visitabile al pubblico. Il racconto di questo luogo simbolo della rinascita di Pompei, tragicamente collassato nella parte superiore il 6 novembre 2010, sarà affidato ai restauratori che illustreranno il minuzioso intervento di restauro sugli affreschi, e gli ambienti retrostanti oggetto dell’ultima campagna di scavo che ha contribuito a chiarire la funzione di questo edificio. Le visite saranno possibili ogni giovedì negli orari di apertura del sito, per gruppi contingentati di visitatori. E’ il primo passo verso un più articolato progetto di fruizione e di musealizzazione, esteso anche ai vani retrostanti, che consentirà di vedere i dipinti e gli oggetti nel loro luogo di rinvenimento. Scavata da Vittorio Spinazzola tra il 1915 e il 1916, la Schola Armaturarum era probabilmente un edificio di rappresentanza di un’associazione militare, come si può dedurre dalle decorazioni e dal rinvenimento di armi custodite al suo interno. Gli ultimi scavi eseguiti per la messa in sicurezza delle strutture, sembrano rafforzare questa ipotesi. Sul retro dell’edificio sono infatti venuti alla luce ambienti di servizio dove si custodivano anfore contenenti olio, vino pregiato e salse di pesce provenienti dal Mediterraneo (Creta, Africa, Sicilia, Spagna), prodotti di qualità da servire in occasioni conviviali o di rappresentanza. Quello del 2010 non fu l’unico crollo dell’edificio. Durante i bombardamenti alleati del ’43, la struttura venne semidistrutta e andarono perduti in maniera irreparabile gran parte degli elevati e degli apparati decorativi .Nei successivi restauri condotti da Amedeo Maiuri tra il 1944 e il 1946, si procedette a una ricostruzione integrale delle pareti laterali fino a 9 m di altezza e alla realizzazione di una copertura piana in cemento armato. Come avvenne per molti restauri dell’epoca, l’intervento ricostruttivo, finalizzato a riproporre i volumi originari dell’edificio, fu eseguito con materiali impropri (ferro e cemento) rispetto alle tecnologia costruttiva antica L’indagine della Procura non ha individuato cause o responsabilità del crollo del 2010. E’ tuttavia probabile che il collasso fu determinato da una serie di concause, aggravate dall’intensità delle piogge di quei giorni: il probabile malfunzionamento dei sistemi di smaltimento dell’acqua e il conseguente peso eccessivo della copertura moderna; la spinta del terreno retrostante; l’incompatibilità dei materiali utilizzati nella ricostruzione postbellica; la mancanza di un sistema programmato di monitoraggi e manutenzione. Il crollo aveva interessato in maniera preponderante la ricostruzione moderna di Maiuri e in misura minore le pitture originali. Gli interventi di recupero hanno avuto inizio nel 2016 con il supporto tecnico di Ales, la struttura interna del Mibac che si occupa da più di tre anni della manutenzione programmata di Pompei. Realizzata una copertura temporanea che consentisse l’avvio dei lavori, si è proceduto inizialmente alla messa in sicurezza delle strutture e degli apparati decorativi, per evitare l’ulteriore perdita di porzioni originali. E’ stato cioè necessario in una prima fase ripristinare la stabilità delle murature e degli intonaci superstiti, fortemente compromessa dalle sollecitazioni dovute al crollo della copertura e delle pareti laterali. Successivamente si è intervenuti sulle superfici dipinte agendo in parallelo, sulle pareti conservate all’interno dell’edificio e ricomponendo in laboratorio i frammenti recuperati dopo il crollo. Si è scelto di ripristinare la leggibilità figurativa attraverso un’attenta pulitura e un’accurata presentazione estetica, pur garantendo la riconoscibilità dell’intervento. In particolare il trattamento delle lacune presenti sulle pareti dipinte è stato oggetto di un’approfondita riflessione critica. Si è scelto di adottare il ‘tratteggio’, una tecnica messa a punto dall’Istituto Centrale del Restauro negli anni ’40, che consiste nell’accostamento di leggerissimi tratteggi verticali ravvicinati che ripropongono la policromia originale e consentono di ripristinare l’unità dell’immagine perduta, garantendo tuttavia la possibilità di distinguere da vicino l’intervento di restauro .
“Da metafora dell’incapacità italiana di prendersi cura di un luogo prezioso che appartiene all’intera umanità, la riapertura della Schola Armaturarum rappresenta un simbolo di riscatto per i risultati raggiunti a Pompei con il Grande Progetto, e più in generale un segnale di speranza per il futuro del nostro patrimonio culturale. – dichiara Massimo Osanna – Da quel crollo avvenuto nel novembre del 2010, la cui risonanza mediatica determinò un coro d’indignazione internazionale, si è affermata una nuova consapevolezza della fragilità di Pompei e la necessità di avviare un percorso di conservazione, fatto non solo d’interventi straordinari ed episodici, ma soprattutto di cure e di attenzioni quotidiane.”

Perquisizione in una abitazione di una cittadina ucraina: sequestrati 30 chili di droga e armi

I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Marcianise, in via Sant’Agata a Villa di Briano, nell’ambito di un servizio finalizzato a contrastare la recrudescenza dei fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti, hanno proceduto all’arresto della cittadina ucraina Vavrukh Kateryna, cl. 1991, in italia senza fissa dimora.
I militari dell’Arma, a seguito della perquisizione domiciliare, effettuata presso l’appartamento in uso alla donna, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro, una pistola modello revolver marca Smith and Wesson calibro 357, con 17 proiettili dello stesso calibro, denunciata oggetto di furto in abitazione a Frigento in provincia di Avellino nel 2017, 163 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 17 Kg., cocaina per un peso complessivo di circa 1 Kg., e 8 sacchetti di marijuana per un peso complessivo di circa 9 Kg. Nell’abitazione sono stati altresì rinvenuti, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi, oltre alla somma contante di mille euro ritenuta provento di attività illecita. L’arrestata è stata accompagnata presso il carcere femminile di Pozzuoli, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Supercoppa, la Boldrini protesta e chiede l’intervento della vigilanza Rai

“Trovo veramente incredibile che in una nostra manifestazione sportiva si sia deciso di precludere l’accesso allo stadio alle donne non accompagnate. Si stanno sacrificando i diritti delle donne in nome di un interesse e trovo questa cosa estremamente offensiva per le donne e per le persone che credono nei loro diritti”.

Lo ha detto Laura Boldrini, ex presidente della Camera dei deputati, intervenendo in diretta a ‘Un Calcio Alla Radio’, trasmissione di Umberto Chiariello su Radio CRC Targato Italia.

“Supercoppa? – ha continuato la parlamentare di Liberi e Uguali – La parità tra uomo e donna è uno di quei temi scottanti. Non c’è alcun paese al mondo in cui ci sia una sostanziale parità. Chi sta meglio, però, come nel caso nostro certamente deve essere capace di promuovere quei diritti di parità anche quando si parla di sport e di calcio. Perché si è andato in Arabia Saudita? Non si poteva promuovere il calcio in un altro paese? Penso anche che in vigilanza RAI si possa fare qualcosa. Se c’è la diretta è altamente diseducativo e umiliante per una donna”.

Il Nostos Teatro apre il 2019 con ‘Moonshine – the beat goes on’, reading ispirato alla Beat Generation

Domenica 6 gennaio alle ore 20.00, il Nostos Teatro inaugura il 2019 con il reading clandestino MOONSHINE – the beat goes on, raccontando Fernanda Pivano. Alla Befana, primo appuntamento in intimità del nuovo anno: il Nostos si trasforma nella cambusa di una nave filibustiera, alcova di poesia e letteratura, di musica elettronica e strumentale, di fotografia e video, di rum e vino buono. Il tema della serata, tra parole in libertà e suggestioni, si ispira alla Beat Generation.
Il Moonshineè un famoso whiskey illegale che deve il suo nome alla pratica della distillazione clandestina, fatta, appunto, di notte, alla luce della luna. Allo stesso modo, tra un approdo ufficiale e l’altro, il Nostos Teatro propone l’idea di distillare parole e sonorizzazioni per estrarne performance singolari di “ora e qui” nella penombra delle sere d’inverno.
Il reading dell’Epifania sarà un viaggio ispirato alla Beat Generation, raccontando Fernanda Pivano. – Fu Kerouac per la prima volta a definire beat la sua generazione: battuti dalla società, dal consumismo, dalle guerre, dalla sete di potere. Battuti, ma in fondo beati. Pervasi da un’inquietudine pacifica ispirata dal sogno, dall’utopia, dalla speranza, sublimati dall’arte che porta “sulla strada”. La chiameranno “nuova dimensione”, un “pianeta fresco”, profumato di libertà giunto a noi attraverso lo spirito vorace ed appassionato di Fernanda Pivano– parola della Compagnia del Nostos Teatro -. Fernanda – Nanda – Pivano, con l’inquietudine del sogno ci era nata e non aveva mai tentato di domarla. Per questa sua indomita “emozione di capire” era diventata testimone, custode e interprete eletta dei poeti e scrittori Beat. Nanda non traduceva soltanto i loro testi, ne incarnava emozioni e significati reconditi. “Con l’anima sulle labbra” ci piacerebbe raccontare la storia degli occhi di Fernanda Pivano, che hanno visto da vicino quelle menti migliori di un’intera generazione. Ci piacerebbe che il legno del teatro divenisse il ventre caldo che fu l’Hotel Beat di Parigi, al 9 di Rue Gît-le-Cœur, dove il pensiero beat ebbe la sua gestazione. Da artisti, teatranti o più semplicemente liberi sognatori abbiamo un disperato bisogno di una “utopia stellare” che pacifichi la nostra inquietudine d’esser Beat generation degli anni 2000, battuta ma senza beatitudine – .
Moonshine – the beat goes on è interpretato dalla Compagnia del Nostos Teatro per la regia di Giovanni Granatina, i testi sono stati scelti da Gina Oliva, le elaborazioni sonore sono a cura di Dimitri Tetta e tutto il resto è cultura clandestina e illegale al Nostos Teatro.

Giochi, Lotteria Italia: sei mesi di tempo per riscuotere i premi

Sei mesi di tempo dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei biglietti vincenti: è la ‘data di scadenza’ della Lotteria Italia. I vincitori – fa sapere Agipronews – hanno 180 giorni per riscuotere il premio, presentando il tagliando vincente, integro e in originale, negli sportelli di Banca Intesa Sanpaolo oppure all’Ufficio Premi di Lotterie nazionali. Il pagamento avviene entro 30 giorni dalla data di presentazione del biglietto. Il biglietto può anche essere spedito direttamente all’Ufficio Premi, con una raccomandata A/R, indicando le generalità, l’indirizzo del richiedente e la modalità di pagamento (assegno circolare, bonifico bancario o postale).La Lotteria Italia, che nel corso degli anni è rimasta l’ultima esponente fra quelle a ‘estrazione differita’, è stata ‘salvata’ – sottolinea Agipronews – dal divieto alle pubblicità di gioco introdotto dal decreto dignità, convertito in legge nell’agosto scorso. Si tratta dell’unico gioco per il quale, a termini di decreto, è rimasto il via libera agli spot, prima che la legge di Bilancio appena approvata rendesse lecita la pubblicità anche per i concorsi pronostici sportivi come il Totocalcio e il Totogol.Altra ‘esenzione’ dedicata alla Lotteria Italia – continua la nota – è quella che riguarda la cosiddetta tassa sulla fortuna, il prelievo del 12% sulla parte di vincita eccedente i 500 euro. In questo caso, però, sfuggono al divieto anche scommesse, poker e casinò online, bingo e slot machine (per queste ultime la vincita non può mai superare i 100 euro).

Tifoso interista morto: l’ultrà della curva A del Napoli smentito dai testi

L’ultrà della curva A del Napoli, che sarebbe stato a bordo dell’auto che é stata sequestrata oggi dalla Procura di Milano nel capoluogo campano nell’inchiesta sugli scontri del 26 dicembre prima della partita Inter-Napoli, ha provato a negare la sua presenza nel capoluogo lombardo quel giorno, ma sarebbe stato smentito da alcune testimonianze. I pm milanesi hanno disposto un sequestro preventivo della macchina che dovrà essere convalidato dal gip. Nel frattempo, l’autopsia sul cadavere di Daniele Belardinelli, l’ultrà del Varese morto dopo essere stato investito da una o due auto nel corso della guerriglia, non è ancora stata fissata e probabilmente sarà effettuata la prossima settimana. Gli inquirenti, infatti, stanno nel frattempo inviando una serie di informazioni di garanzia agli indagati nell’inchiesta anche con la contestazione, come atto dovuto, di omicidio volontario per svolgere gli esami autoptici e altri accertamenti tecnici.
Intanto sono stati sentiti in Questura a Milano i due ultras che hanno accompagnato il 26 dicembre scorso all’ospedale San Carlo, Daniele Belardinelli. Da quanto si é saputo, l’interrogatorio dei due giovani, anche loro indagati per aver preso parte alla guerriglia di via Novara, è avvenuto ieri. Nel frattempo, sta aumentando il numero dei partecipanti alla rissa indagati (al momento i nomi iscritti potrebbero essere oltre 20), anche perchè inquirenti e investigatori stanno facendo verifiche in queste ore sugli oltre 100 tifosi interisti (tra loro anche ultrà del Varese e del Nizza ‘gemellati’ coi nerazzurri) e su un’ottantina di ultras napoletani. Intanto, per domani pomeriggio nel carcere milanese di San Vittore è previsto l’interrogatorio di fronte ai pm di Luca Da Ros, il cosiddetto ‘pentito’ dell’inchiesta che nei giorni scorsi ha chiamato in causa Marco Piovella, capo dei Boys della curva nord, arrestato, interrogato ieri dal gip Guido Salvini e tra i presunti organizzatori del blitz. Piovella, difeso dai legali Mirko Perlino e Carlo Melzi D’Eril, tra le altre cose, ha spiegato che il suo “amico” Belardinelli è stato “uno dei primi ad entrare in azione” nell’agguato ai napoletani, prima di essere investito da una o due auto.

Salvini vuole cacciare i violenti dallo stadio a vita

“Quello inglese potrebbe essere un modello dal quale possiamo studiare diverse iniziative, a partire dal maggio potere agli steward negli stadi fino a squalifiche a vita per episodi di violenza commessi dentro e fuori dagli stadi… Io vorrei che chi alza le mani addosso a qualcuno, non giochi più, non faccia più il dirigente per tutta la vita e non possa da tifoso mettere più piede nello stadio per il resto della sua vita”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ai microfoni di Radio Radio.

Mercato, Napoli e Roma su Munir

Munir El Haddadi chiede più spazio e non rinnoverà il contratto con il Barcellona. Stando al ‘Mundo Deportivo’, l’attaccante spagnolo di origini marocchine ha riferito alla dirigenza blaugrana, in una riunione nelle ultime ore, la sua decisione di non prorogare il contratto in scadenza il 30 giugno e l’intenzione di lasciare il Camp Nou alla fine di questa stagione. Una decisione, quella del 23enne giocatore, che ovviamente attira l’attenzione di alcune squadre d’Europa: Siviglia, Betis, West Ham e, in Italia, Roma e Napoli.