Un giornale per informare ma anche per raccontare storie e trasmettere testimonianze di speranza: la diocesi di Napoli promuove, in diffusione gratuita, ‘Liberi di Informare’, periodico mensile dell’Associazione Liberi di Volare che fa volontariato nel penitenziario. Il progetto e’ nato su iniziativa della pastorale carceraria della diocesi di Napoli, guidata da don Franco Esposito, cappellano della Casa Circondariale di Poggioreale. Diretto da Emanuela Scotti, si presenta “con la voglia di rappresentare un ponte da fuori a dentro il carcere e viceversa”, spiegano i promotori. La vita del carcere, i racconti, le notizie e il sostegno alla vita carceraria: ‘Liberi di informare’ non e’ solo un giornale da leggere ma sara’ anche un mezzo, sul quale poter scrivere ed esprimere il proprio pensiero; e’ prevista, infatti, una finestra dedicata alle lettere scritte dai detenuti. Il primo numero e’ stato pubblicato il 1 gennaio 2019, ed e’ gratuitamente distribuito ai detenuti dei penitenziari, in particolar modo a quelli della Casa Circondariale di Poggioreale. La prima copia del periodico e’ stata donata nei giorni scorsi al cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, in occasione della tradizionale celebrazione eucaristica, alla fine dell’anno, in carcere. Il direttore Emanuela Scotti spiega: “L’idea nasce dalla volonta’ di portare comunicazione positiva, attraverso le pagine di un giornale, in un luogo che ad essa, idealmente, si oppone: il carcere”. Don Franco Esposito sottolinea: “Questo giornale non vuole trasmettere notizie ma comunicare sentimenti, bisogni, testimonianze, storie di vita, attese di speranza, voglia di redenzione”.
Collaboratori scolastici, il Veneto dichiara guerra ai ‘bidelli’ del Sud con titoli falsi: partono verifiche e revoche
Il Veneto dichiara guerra ai bidelli ‘furbetti’: un centinaio i collaboratori scolastici con contratto a tempo determinato nelle scuole del Veneto sulle quali sono in corso le verifiche per la convalida dei titoli. Il sospetto è che gran parte di essi abbiano presentato, all’atto della domanda per entrare in graduatoria, titoli fasulli o non riconosciuti. In particolare, l’attenzione è puntata sui diplomi conseguiti con punteggi altissimi in scuole paritarie, dislocate nelle province di Caserta, Salerno e Napoli.
Sarebbero rimaste inevase le richieste degli istituti scolastici presso i quali i collaboratori Ata hanno preso servizio dall’inizio dell’anno scolastico non solo in Veneto ma in molte regioni del Nord Italia. Qualora i titoli venissero ritenuti non veritieri, per i soggetti interessati dalle verifiche potrebbe scattare una denuncia per falso e la revoca dell’incarico con revisione del punteggio e la decurtazione. In un istituto comprensivo del Portogruarese, in provincia di Venezia, è già scattato il licenziamento di un bidello campano che ha assunto servizio presentando false dichiarazioni sui titoli. L’iter per la recessione del contratto non è ancora concluso, ma è stata avviata l’istruttoria che ha accertato false dichiarazioni e sulla base delle quali la scuola ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica. “La situazione è delicata, abbiamo delle posizioni che non ci paiono regolari e per le quali abbiamo fatto segnalazione alla Procura” ha detto a Il Mattino, Anna Maria Zago, dirigente scolastica che tra titolarità e reggenza è alla guida dell’istituto comprensivo Tito Livio di San Michele al Tagliamento, dell’Isis Leonardo da Vinci e del professionale D’Alessi di Portogruaro.
“Come dirigenti scolastici procediamo con il licenziamento qualora il personale abbia acquisito il posto di lavoro grazie a titoli che non corrispondono al vero”. E nelle scuole di sua competenza, dalle verifiche obbligatorie per legge, sarebbero emerse irregolarità. “Siamo tenuti, è la legge che ce lo impone, al controllo dei titoli che hanno definito il punteggio in graduatoria – spiega la dirigente scolastica – e quando riteniamo ci siano dichiarazioni mendaci precediamo con una denuncia alla Procura. Risaliamo alla scuola che ha rilasciato i diplomi e che ha i registri con i titoli acquisiti dai propri studenti – prosegue la preside – lo stesso vale per le scuole paritarie che, qualora chiudano, devono consegnare i registri ad una scuola statale o all’Ufficio scolastico provinciale”.
Le verifiche camminano di pari passo con l’indagine in corso tra Napoli e Salerno sulle scuole che avrebbero rilasciato i titoli. Eclatante l’incendio degli archivi al provveditorato di Salerno, il 2 dicembre scorso e che secondo gli inquirenti sarebbe stato appiccato per distruggere prove contro le scuole ‘fantasma’ o che hanno ‘sfornato’ per mesi diplomi per centinaia di persone.
Il Veneto è una delle regioni che sta attuando la linea dura contro il personale Ata che è arrivato dal Sud, scavalcando di fatto, centinaia di persone in graduatoria con diplomi e qualifiche alle quali non si trova riscontro. “Il fenomeno dei collaboratori scolastici che balzano in cima alle graduatorie vantando punteggi alti c’è sempre stato, bisogna ammetterlo, solo che ora, per il numero di casi verificatisi e la provenienza da un medesimo bacino territoriale, ha assunto un rilievo mediatico e, dunque, ha attirato l’attenzione. Non a caso le prime denunce alla Procura su titoli sospetti sono partite proprio da scuole venete e in particolare del Veronese” dice Augusta Celada, il nuovo Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto. Il direttore però non conferma la circostanza che un bidello con diploma fasullo sia stato licenziato.
“A noi, ad oggi, non è ancora stato notificato nulla, in ogni caso l’assunzione a tempo determinato del personale Ata, che comprende amministrativi e collaboratori scolastici, e quindi anche il licenziamento, che è previsto in caso di produzione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti al momento della stipulazione del contratto, è notificato dal dirigente scolastico responsabile della struttura all’ufficio per i procedimenti disciplinari, quindi la questione compete in primis ai dirigenti scolastici”.
Castellammare, fa abbattere alberi sul Faito per vedere il mare dalla sua villa: indagato stabiese
Un 40enne è indagato dalla Procura di Torre Annunziata per il taglio di oltre dieci alberi sul Faito avvenuto negli ultimi giorni di dicembre e che ha suscitato molta indignazione oltre che proteste dalle associazioni di volontariato che operano sul monte. Nella mattinata di ieri, sotto i primi fiocchi di neve, i militari della sezione Forestale hanno apposto i sigilli lungo tutta l’area interessata al taglio degli alberi avvenuto negli ultimi giorni del 2018. Pare che il committente per quella che doveva essere solo una potatura è il 40enne indagato che ha interessi immobiliari sulla zona. E’ molto probabile che il taglio degli alberi sia dovuto al fatto che i rami impedivano la vista del mare da casa dell’uomo. Il 40enne rischia ora di essere accusato di violazione di vincoli paesaggistici, ricettazione e furto. Alcuni alberi tagliati si trovano ancora a Faito, una pare in un’area demaniale e l’altra appartenente all’indagato. Altra legna, invece, è stata già tagliata e, probabilmente, messa sul mercato.
Come evitare truffe acquistando online uno smartphone
Il mercato dei telefoni online, oggi, è sempre più ricercato e sono sempre di più i consumatori che preferiscono scegliere e acquistare uno smartphone su internet; ma come si può essere sicuri di non incorrere in una truffa?
Acquistare telefoni online: tipi di truffe
Acquistando un telefono online si può incorrere in diverse tipologie di truffa, alcune delle quali possono avere risvolti legali persino per l’acquirente. Vediamo quali sono:
- Vendita di telefoni bloccati dall’operatore per mancato pagamento delle rate;
- Vendita di telefoni smarriti o rubati;
- Vendita online di telefoni che non saranno spediti dal venditore a pagamento effettuato;
- Vendita di telefoni guasti o difettosi;
- Telefoni cloni o imitazioni venduti come originali.
Queste appena indicate sono le più frequenti truffe che riguardano la vendita di telefoni online. Vediamo nel dettaglio come avvengono, così da poterle riconoscere.
Vendita di telefoni bloccati dall’operatore
È una truffa molto diffusa: il truffatore vende un telefono brandizzato, per esempio Tim, Vodafone o altro operatore, acquistato in precedenza con modalità di pagamento rateale.
Oggigiorno, infatti, viene data la possibilità, da parte dei vari operatori, di acquistare un telefono a rate ed eseguire il pagamento dilazionato nel tempo, con quote fisse mensili, per un numero prestabilito di mesi.
Con questo metodo basta anche un semplice acconto, aprire una finanziaria e, con una cifra minima, avere tra le mani uno smartphone di ultimissima generazione, originale e con tutte le sue funzionalità, del valore di diverse centinaia di euro.
Il truffatore, dopo aver fatto questi passaggi, rivende il telefono su internet a prezzo pieno immediatamente dopo l’acquisto, tanto che l’acquirente potrebbe riceverlo ancora funzionante. Intanto, col passare delle settimane o mesi, le rate non pagate da parte del venditore, faranno sì che l’operatore blocchi il telefono.
Vendita di telefoni smarriti o rubati
In questo caso, il truffatore ha ritrovato o addirittura rubato un telefono e, invece di restituirlo, trovare un modo di contattare il proprietario o denunciarlo alle autorità, decide di tenerlo per poi rimetterlo in vendita, spacciandosi come legittimo proprietario.
Nel caso della compravendita di telefoni rubati, s’incorre nel reato di ricettazione e, in questo caso, il compratore è soggetto a delle conseguenze penali, poiché la legge non ammette ignoranza e stabilisce che l’acquisto incauto è una mancanza da parte dell’acquirente.
Vendita di telefoni online con mancata spedizione dell’articolo
Questa è la truffa più comune degli acquisti su Ebay o su altre piattaforme di compravendita online e prevede che l’articolo venga pagato in anticipo.
Il truffatore propone telefoni di ultimissima generazione e, dopo essersi messo d’accordo con l’acquirente, richiede un pagamento anticipato che in genere deve essere fatto su carte prepagate, tra le quali, la più comune, è la Postepay.
Una volta effettuato il pagamento, si perde ogni traccia, la spedizione dell’articolo ovviamente non avviene e ogni tentativo di ricontattare il truffatore è inutile. Per questa tipologia, bisogna tenere a mente che Postepay nelle compravendite online è sinonimo di truffa. Sono da preferire pagamenti che diano qualche garanzia, come per esempio PayPal.
Vendita di telefoni guasti o difettati
In questo caso, il truffatore ha probabilmente acquistato regolarmente il suo telefono e lo mette in vendita come nuovo o acquistato da pochissimo tempo; la cosa è probabilmente vera, ma quello che non va è il funzionamento del telefono stesso, il quale potrebbe avere qualche difetto o addirittura non funzionare del tutto.
Per sfuggire a questo tipo di truffe, è sempre bene informarsi sulla storia del telefono, per esempio chiedendo della data d’acquisto o se il prodotto è mai stato in assistenza, anche se è difficile verificare online la veridicità di queste informazioni.
Cloni o imitazioni di telefoni venduti come originali
In questo caso, si potrebbe trattare di una vendita regolare e ricevere un telefono nuovo e perfettamente funzionante: tuttavia, il prodotto non corrisponde alla descrizione della fase di vendita.
L’acquisto viene fatto per un telefono di ultimissima generazione di una marca prestigiosa, ma quello che si riceve è solo un’imitazione o un clone. Per evitare questo tipo di truffa, basta fare un po’ d’attenzione in fase di vendita, soprattutto se il prezzo è molto più basso rispetto a quello sul mercato ed è sempre possibile fare un controllo sul codice IMEI.
Piattaforme di compravendita e circuiti
Le principali piattaforme sulle quali vengono svolte le compravendite di qualsiasi articolo sono Ebay, Subito.it, Amazon e addirittura Facebook e, per tutelarsi, basta prendere alcuni accorgimenti.
Nel caso di Ebay e Amazon non bisogna fare mai acquisti al di fuori delle piattaforme. In alcuni casi, il venditore può richiedere un contatto esterno con la scusa di non voler pagare le commissioni imposte da questi siti. Questo è un campanello d’allarme e, in ogni caso, è bene non portare a termine l’acquisto. Attenzione anche ai nuovi venditori, poiché potrebbe trattarsi di nuovi profili di truffatori abituali.
Per altre piattaforme, come Subito.it e Facebook, ci sono delle regole di base che è sempre meglio seguire, per non rimanere incastrati in una delle solite truffe. Ricordate che questo può essere applicato non solo agli smartphone, ma a qualsiasi altro articolo si possa comprare su internet:
- Diffidate sempre da prezzi troppo bassi, dietro lo sconto potrebbe nascondersi la truffa;
- Cercate di farvi spedire il prodotto nella sua scatola originale, per verificare che i codici corrispondano con quelli del telefono;
- in caso di telefoni usati, richiedete sempre una prova d’acquisto, anche se si tratta di un telefono con qualche mese di vita, non solo per verificare che il prodotto non sia stato rubato o ritrovato, ma perché potrete così avvalervi della garanzia;
- Se avete la possibilità, terminate l’acquisto di persona e, prima di concludere la trattativa, provate il telefono e verificatene il funzionamento;
- Evitate di pagare tramite ricarica su Postepay o altre carte prepagate, soprattutto se il codice fiscale non corrisponde al venditore. Il metodo PayPal è sicuro e garantisce la possibilità di avere un rimborso;
- Se i feedback sui venditori sono frutto di migliaia di utenti, si tratta di un venditore certificato, come https://www.mr-cartridge.it;
- Per le vendite a mano, soprattutto per le ragazze, andare all’incontro accompagnati e in luoghi pubblici.
Blitz nel carcere di Carinola, trovati due smartphone nelle celle
Blitz dei “baschi blu” della polizia penitenziaria che nella casa reclusione casertana di Carinola ha consentito di trovare due cellulari nascosti dai detenuti per telefonate non autorizzate. “Si tratta dell’ennesimo ritrovamento da parte degli uomini del comandante, il commissario Giramma, – commenta Ciro Auricchio, dell’Uspp – che evidenzia quanto il fenomeno sia in aumento nonostante l’efficace risposta della Polizia Penitenziaria. I detenuti coinvolti sono stati diffidati dall’Autorita’ Giudiziaria competente, oltre alle iniziative disciplinari interne”. “E’ arrivato il momento di un intervento piu’ incisivo dell’ Amministrazione Penitenziaria con una politica di trasferimenti urgente dei detenuti coinvolti, altrimenti si rischia di perdere il controllo delle carceri gia’ fortemente compromesso negli ultimi periodi, da rivolte e aggressioni”, sottolinea il sindacato USPP.
Tifoso dell’Inter morto, l’Osservatorio vittime strada: ‘Non è omicidio stradale’
“Il caso dell’ultrà del Napoli sembra configurare a tutti gli effetti un’ipotesi di omicidio volontario, con un elemento psicologico doloso, quindi, commesso con coscienza e volontà. Cioè l’ultras ha usato la vettura, in tutti i sensi, come un’arma atta a uccidere il tifoso della squadra avversaria. Discorso ben diverso è l’omicidio stradale”. Così l’avvocato Piergiorgio Assumma, presidente dell’Osservatorio nazionale per le vittime di omicidio stradale, Onvos, commenta l’iscrizione di un tifoso napoletano nel registro degli indagati per omicidio volontario, per la morte di Daniele Belardinelli, avvenuta nel corso degli scontri di Santo Stefano prima della partita Inter-Napoli. “Nel caso dell’omicidio stradale – spiega Assumma – l’investitore non ha alcuna volontà di investire o uccidere qualcuno, ma per imprudenza, priva di un elemento psicologico di volontarietà, crea l’incidente e la conseguente morte della vittima. Pensiamo addirittura che chi ha commesso un omicidio stradale, in stato di ebbrezza o da alterazione da sostanze stupefacenti, non voleva uccidere, ma ha sopravvalutato le sue capacità e ha sottovalutato il rischio di incidente”. Il caso del tifoso morto a Santo Stefano, sottolinea l’esperto, è diverso: “Allo stato dei fatti, sembrerebbe che non ci siano dubbi in merito all’ipotesi di omicidio volontario. L’ipotesi più accreditabile, quindi, sarebbe questa. Ciò, però, non esclude che, nel caso di rilievi tecnici successivi, già posti in essere dalla procura, come riportato dagli organi di stampa, non emergano elementi in grado di dimostrare che si tratti di un incidente e che l’ultras del Napoli non avesse intenzione di investire il tifoso rivale”.
Casoria, ruba borsa dall’auto parcheggiata fuori al supermercato: preso 46enne
I Carabinieri della compagnia di Casoria a Napoli hanno arrestato per evasione e furto aggravato un 46enne del posto già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato visto sulla circumvallazione esterna lanciare una borsa dal finestrino dell’auto che stava guidando. I militari lo hanno bloccato e hanno controllato l’auto, poi hanno recuperato la borsa. Nell’abitacolo i Carabinieri hanno rinvenuto anche un borsone che, così come la borsa, da veloci accertamenti è risultato essere stato rubato poco prima da un’auto parcheggiata fuori da un supermercato. Nel parcheggio del supermercato i militari hanno trovato un’auto con il deflettore frantumato. L’uomo è stato arrestato e, dopo le formalità, è stato portato in carcere. La refurtiva è stata restituita al proprietario, individuato mentre era ancora nel parcheggio.
Tre scosse di terremoto nella notte nel Siracusano, la più forte di magnitudo 3.2
Tre scosse di terremoto sono state registrate nella notte nel siracusano dall’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia. La prima, di magnitudo 2.7, è avvenuta alle 2:45, la seconda, di 3.2, alle 2:47, per entrambe l’epicentro è stato localizzato a pochi chilometri da Sortino, mentre la terza è avvenuta sulla costa siracusana alle 2:49, con magnitudo 2.7.
Passata la paura: Maradona già dimesso dall’ospedale. Il Pibe: ‘Vi ringrazio tutti, sto bene’
“Voglio ringraziarvi per i messaggi di incoraggiamento. Mi dispiace che vi siate preoccupati senza motivo. Voglio dirvi che non è successo niente, che sto bene. E che oggi mi prendo cura per i miei nipoti benja, Dieguito Mattia, e per mio figlio Diego Fernando. Vi mando un bacio a tutti!!! 💪❤️”. E’ questo il messaggio che è comparso sulla pagina ufficiale facebook di Maradona intorno alle 6 ore italiane. Dalla paura al sollievo in poche ore. Quello che era stato definito da un suo amico ”nulla di grave” si e’ rivelato tale per Diego Armando Maradona che ricoverato per precauzione in ospedale a Buenos Aires per una emorragia gastrica e’ stato dimesso quasi subito. Il Pibe de Oro era stato trattenuto nella clinica Olivos, nella zona nord di Buenos Aires, dove l’ex numero 10 del Napoli e della nazionale argentina si era recato per una serie di controlli di routine prima di ripartire per il Messico. I medici si erano accorti che qualcosa non quadrava e il problema constatato aveva richiesto una serie di ulteriori accertamenti, tra cui una endoscopia. Appena scattato l’allarme, Maradona era stato raggiunto in clinica dalle sorelle, dalle figlie e dal figlio Diego Junior, che si trova in Argentina per il battesimo del figlio Dieguito Matias. Maradona e’ rimasto cosi’ solo poche ore in osservazione nel centro clinico che ha potuto lasciare in serata a bordo di un SUV nero. E Dalma, figlia maggiore dell’ex calciatore del Boca Juniors e del Napoli e ora allenatore dei Dorados di Sinaloa messicani, ha confermato via Twitter la notizia della fine dell’emergenza, ringraziando quanti si erano preoccupati per la sua salute. Non si sa se per il momento se Diego potra’ imbarcarsi per il Messico, come voleva fare domenica, o se dovra’ osservare alcuni giorni di riposo in Argentina. Proprio poche ore prima del ricovero, l’agente di Maradona, Matias Morla, aveva annunciato che il suo assistito avrebbe continuato ad allenare i Dorados di Sinaloa, e sarebbe tornato in Messico “non appena avra’ completato degli esami medici di routine”. L’annuncio di uno degli avvocati dell’ex fuoriclasse del Napoli era arrivato per smentire le voci di un addio del suo assistito alla panchina della squadra che gioca nella serie B messicana. Quindi l’ex ‘Pibe’ vuole prendersi la rivincita dopo aver perso contro l’Atletico San Luis la doppia finale dei playoff promozione. E anche per via del ricovero Maradona non fara’ in tempo a dirigere la sua squadra nella prima partita del campionato, che comincia domenica, quella contro il Celaya. ”Diego Maradona ha raggiunto l’accordo per continuare con i Dorados – ha twittato Morla – e continuera’ ad essere l’allenatore della squadra. Riprendera’ a dirigere gli allenamenti non appena avra’ completato degli esami medici qui in Argentina”. Il 4 gennaio evidentemente e’ una data che non porta fortuna a Maradona. Proprio 19 anni fa, il 4 gennaio del 2000, il campione argentino fu vittima di un’overdose di cocaina e venne ricoverato in coma nella clinica Cantegril di Punta del Este, in Uruguay, dove si trovava per trascorrere le festivita’ di fine anno.
Si blocca treno sulla liena Napoli-Cassino, forti ritardi
E’ rimasta rallentata per due ore e mezzo stasera la circolazione ferroviaria sulla linea Napoli- Cassino, verso il Frusinate, ripristinata solo dopo le 21. A causare disagi e’ stato un inconveniente tecnico ad un treno passeggeri regionale fermo a Teano e ripartito con 165 minuti di ritardo. Gli altri convogli in viaggio hanno subi’to ritardi fino a 150 minuti.
Maradona ricoverato: emorragia interna
Diego Armando Maradona è stato ricoverato d’urgenza in ospedale. Durante un controllo di routine, al ‘Pibe de Oro’ sarebbe stata diagnosticata infatti un’emorragia interna allo stomaco che lo costringerà a effettuare in tempi brevi degli accertamenti specifici.
Diego Maradona e’ stato ricoverato oggi in una clinica nella periferia nord di Buenos Aires, dove si era recato ore prima per un controllo medico di routine: lo rende noto il sito del quotidiano sportivo argentino Ole’. In base alle informazioni fornite dai media locali, l’ex fuoriclasse del Napoli, di 58 anni, ha avuto un sanguinamento gastrico rilevato durante questi esami, e i medici hanno quindi deciso il ricovero per precauzione.
Napoli, duello con l’Inter per Barella
Ci sono tanti giovani fra i protagonisti di questi primi giorni di calciomercato invernale. Cosi’ mentre il d.s. del Paris SG, Antero Henrique, sbarca ad Amsterdam per prendere DE LGT e DE JONG, soffiandoli cosi’ alle grandi di Spagna e alla Juventus, la stessa Juve, che si e’ assicurata il talento in erba portoghese TRINCAO, cerca ora di stringere i tempi per HUDSON-ODOI, talento del Chelsea che potrebbe lasciare i Blues: in corsa c’e’ anche il Bayern Monaco, che sarebbe disposto ad investire una quarantina di milioni. Ai campioni d’Italia piacciono anche TODIBO, un ’99 del Tolosa ancora senza contratto da professionista sul quale c’e’ anche il Napoli, e ABANDA, 18enne esterno sinistro del Monaco, ma su questo ragazzo sembra essersi mosso con maggiore decisione il Milan. La Roma sta blindando il suo nuovo talento PEZZELLA, centrocampista classe 2000, e ora cerca un altro ‘millennial’, il turco KABAK, per rinforzare la difesa e prendere il posto di MARCANO, che dovrebbe essere ceduto in Spagna. Per l’estate obiettivo e’ invece il 22enne MANCINI, che l’Atalanta valuta 22 milioni di euro. C’e’ poi un altro diciottenne molto richiesto, quel KEAN che ha gia’ esordito in azzurro, conteso in questo momento in particolare da Spal e Bologna e per il quale si sarebbe fatto avanti perfino il Milan: ma la Juve, che per l’estate sta perfezionando il colpo RAMSEY, non e’ ancora entrata nell’ordine d’idee di cederlo, nemmeno in prestito. Va invece via, ma dalla Lazio, l’attaccante ROSSI per farsi le ossa in B a Pescara.22 anni, e un curriculum di tutto rispetto nelle nazionali giovanili della Norvegia ha invece THORSBY, neoacquisto della Sampdoria, che lo ha prelevato dagli olandesi dell’Heerenveen. Un classe 2000 e’ anche quel BETTELLA che il Frosinone sta tentando di prendere dall’Atalanta, assieme al 22enne centrocampista VALZANIA. E sempre nel 2000 e’ nato l’argentino ALMENDRA, centrocampista per il quale il Boca Juniors ha per ora respinto le offerte del Napoli, che sta anche lavorando alla cessione di DIAWARA. Quasi 19enne e’ anche un’altra ‘promessa’ della serie A, TRAORE’ dell’Empoli per il quale si sfidano Inter e ancora Napoli. E ancora l’Inter segue altri due giovanissimi, i brasiliani LINCOLN, stellina del Flamengo, e BRAZAO, portiere nel giro delle nazionali giovanili verdeoro. Nell’ambito di questa caccia al giovane, le grandi manovre sono in atto su BARELLA: nonostante il presidente del Cagliari Giulini abbia ripetuto che non intende cederlo prima dell’estate prossima, in tanto continuano a chiederglielo. In pole c’e’ sempre l’Inter, ma Napoli, Juventus e Roma non mollano la presa. Ci sarebbero poi estimatori inglesi, e certamente il Cagliari vuole ricavarne non meno di 50 milioni di euro. E che dire di TONALI? Anche il Brescia mon vorrebbe cedere la sua ‘gemma’ ma sara’ difficile resistere alle offerte. Per questo giocatore sta insistendo in particolare il ds della Roma Monchi, mentre l’Inter procede a fari spenti. L’Udinese sta per riportare in Italia OKAKA, mentre per Papu GOMEZ c’e’ un’offerta all’Atalanta di 15 milioni di euro da parte dei sauditi dell’Al Hilal, che offrono anche un ricchissimo ingaggio al giocatore. Ma la Dea sta gia’ cedendo RIGONI (tornera’ in Argentina) e quindi non vorrebbe far partire il suo trascinatore. Il Besiktas cerca il laziale PATRICK, mentre BASTA potrebbe accordarsi col Bologna. CACERES sembra invece destinato al Parma, e considerato che uscirebbero da Formello tre esterni bassi, a quel punto il presidente dei biancocelesti Lotito potrebbe fare sul serio per ZAPPACOSTA del Chelsea, lavorando con il d.s. Tare a un prestito gratuito con diritto di riscatto a 15 milioni. Al Wolverhampton piace invece WALLACE, ma la Lazio non vuole privarsi del suo difensore. Sfuma l’attaccante brasiliano Rosicley ROSSI, ex Internacional, che lascia lo Shenzhen ma alla soluzione Ciociaria ha preferito tornare in patria al Vasco da Gama.
Bacoli piange la scomparsa del marittimo morto negli Stati Uniti
Bacoli piange per la morte di Giuliano De Cicco, marittimo di 38 anni, avvenuta negli Stati Uniti. L’uomo è deceduto giovedì a bordo della nave da crociera Riviera della Oceania Class, appartenente alla compagnia statunitense Oceania Cruises, ormeggiata nel porto di Miami. Secondo una prima ricostruzione, in corso di verifica da parte degli inquirenti statunitensi, sarebbe stata fatale una caduta dal ponte 10 dell’imbarcazione. Domattina i genitori raggiungeranno l’America del Nord, dove si trova la salma del giovane. Giuliano De Cicco era uno sportivo, appassionato di vela, arrampicata e canoa. Sul sul profilo Facebook sono numerose le foto delle sue performance sportive. “Adesso puoi volare libero, adesso sei in tutto quello spazio infinito. Angelo mio, fratello mio, ora conoscerai il sacro che cercavi in questo mondo maledetto e infame. Un giorno voleremo insieme. Aspettami, cuore mio, frammentato e distrutto senza più te”, ha scritto la sorella sui social networks. I detective americani stanno cercando di risolvere il giallo della morte del bacolese.
Tifoso dell’Inter morto: indagato anche il tifoso del Napoli autore dell’audio choc. Oggi arrivano i poliziotti milanesi
Si e’ presentato ieri mattina in Questura uno dei tifosi del Napoli che dopo gli scontri in via Novara a Milano aveva inviato un audio a un amico nel quale raccontava per filo e per segno tutte le fasi degli incidenti e anche particolari inquietanti sulla morte di Daniele Belardinelli. Era persona informata sui fatti ma e’ uscito dalla Questura come indagato per rissa aggravata, pur avendo raccontato di non aver partecipato agli scontri ma di averli visti da lontano. Si tratta di un imprenditore di 41 anni di Terzigno associato al gruppo ‘Cattive Maniere’ della Curva A.In Questura ci e’ arrivato con la sua auto, una Peugeot scura che era gia’ stata identificata dalla Digos come una delle auto che potevano essere coinvolte nell’incidente mortale dove ha perso la vita l’ultra’ ‘Dede’. L’auto e’ stata ispezionata dalla polizia e a quanto pare non sarebbero stati trovati segni compatibili con la presunta dinamica della morte del nerazzurro. l’imprenditore di Terzigno era accompagnato dal suo avvocato, il penalista napoletano Emilio Coppola che difende anche gli altri giovani dell’Audi nera che secondo gli investigatori sarebbe l’auto che avrebbe ucciso Daaniele Belardinelli. L’imprenditore ha spiegato la sua versione dei fatti sostenendo che il plurale ‘li abbiamo massacrati’ usato nel messaggio audio via waths app deriva da una sorta di abitudine di parlare così come gruppo. Ora però è indagato per concorso in rissa. Intanto la Digos di Napoli, su delega della Procura di Milano, continua le indagini su tutto il corteo di auto partite da Napoli e dirette allo stadio Meazza, in particolare su dieci autovetture e i suoi occupanti, grazie alle targhe che via via i pm milanesi stanno fornendo ai poliziotti partenopei. Gli investigatori milanesi sono attesi nelle prossime ore nel capoluogo campano per interrogare i quattro occupanti dell’auto che avrebbe investito Belardinelli e che e’ sotto sequestro in attesa di incidente probatorio. I quattro sono stati convocati per oggi in Questura. “Abbiamo viaggiato in cinque, dovevamo restituire l’auto in buone condizioni, per questo l’abbiamo portata all’autolavaggio”, hanno dichiarato nelle primissime battute di questa vicenda. Anche sull’aspetto centrale dell’inchiesta, vale a dire l’investimento di Belardinelli, stessa determinazione a negare le accuse. Difesi dal penalista napoletano Emilio Coppola, i quattro adulti del gruppetto in trasferta a Milano dicono di non aver avvertito alcun rumore o alcuna forma di sbilanciamento dell’auto. Agli atti anche la versione dell’autista, che ha ammesso di aver guidato l’auto, di aver condotto il volante lungo corso Novara e di aver provato ad allontanarsi dalla zona dei fumogeni e degli scontri, negando però la storia dell’omicidio.
Torre Annunziata, fermato il pistolero della pescheria o’ vangelista: è un 18enne
Lo scorso 30 dicembre, via Roma di Torre Annunziata fu teatro di un grave episodio criminale, nato da futili motivi di viabilità, culminato con l’esplosione di colpi di arma da fuoco all’indirizzo della pescheria, “O vangelista” da parte di un giovane a bordo di un motociclo. Nel corso di tale insano atto furono attinte e ferite due persone, ancora oggi in prognosi riservata. Le indagini, immediatamente avviate dagli agenti del Commissariato di P.S. di Torre Annunziata, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Oplontino, hanno consentito di ricostruire l’accaduto ed il presunto responsabile dell’azione delittuosa. Difatti, i poliziotti del Commissariato Torre Annunziata, poco dopo le 17.00 di questo pomeriggio, hanno dato esecuzione al Fermo del P.M. emesso dalla Procura della Repubblica nei confronti di C.M., diciottenne di Torre Annunziata gravemente indiziato dei delitti di tentato omicidio, lesione aggravate e porto illegale di arma da fuoco.
Operaio di Casalnuovo morto dopo un’operazione, l’Asl Napoli 2 Nord: ‘Fiducia nella magistratura’
Fiducia nei medici e nell’autorita’ giudiziaria. E’ la posizione dell’Asl Napoli 2 Nord sul caso del paziente deceduto presso un ospedale beneventano nei mesi successivi all’effettuazione di un complesso intervento neurochirurgico eseguito dall’equipe del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. L’odissea medica di Giulio Monaco, 68 anni, di Casalnuovo di Napoli, operaio di una manifattura tabacchi in pensione, era iniziata il 20 agosto 2018. L’Asl esprime “la massima fiducia nei confronti dei medici e dell’autorita’ giudiziaria, rinnovando il cordoglio ai familiari”. In una nota e’ detto che l’Unita’ operativa complessa di neurochirurgia di Pozzuoli “rappresenta un’eccellenza in Campania, attraendo pazienti anche da fuori regione per gli interventi al cranio e alla colonna vertebrale. Quasi sempre i pazienti trattati dal reparto presentano un quadro clinico complesso e in particolari casi, quale parrebbe essere quello del signor G. M., patologie pregresse possono ulteriormente complicare la gestione della terapia. A fronte di tali eccellenze, purtroppo, si assiste sempre piu’ spesso ad azioni legali promosse da alcuni studi professionali che hanno individuato nella sanita’ pubblica e nei medici che vi lavorano un mercato per ampliare il proprio business”.
Napoli, la zona archeologica di Forcella usata come deposito di armi
Napoli. Oggi pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vicaria Mercato hanno ritrovato una pistola semiautomatica, marca Beretta cal. 9 parabellum, con matricola cancellata, completa di caricatore rifornito da tre cartucce. A seguito dei recenti fatti criminali occorsi nel quartiere Vicaria, in particolare relativi all’esplosione di colpi di arma a fuoco, le cosiddette “Stese”, la Polizia di Stato ha intensificato le già predisposte misure di sorveglianza, prevenzione e repressione dei reati, effettuando perquisizioni ed ispezione dei luoghi del quartiere.
L’attività investigativa odierna, è stata effettuata nell’area archeologica di Forcella, nel Vicoletto Carminiello ai Mannesi dove nelle antiche mura della cupola, in una intercapedine appositamente creata e malamente celata da una pietra triangolare, è stata rinvenuta l‘arma, avvolta in un panno giallo. La pistola è stata sequestrata ed affidata alla Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnici.
Slittino contro albero, muore bimba 8 anni, grave la madre
Ancora una tragedia sulla neve, ancora una bambina come vittima. L’incidente oggi sulle piste del Corno del Renon nelle Alpi sarentine in Alto Adige dove la donna e sua figlia di otto anni, arrivate da Reggio Emilia, hanno noleggiato una slitta. Ma il divertimento si e’ subito trasformato in dramma probabilmente a causa di una inavvertenza che e’ costata la vita alla bimba e fa temere per quella della madre, una donna di 40 anni. Secondo le prime ricostruzioni dell’incidente, madre e figlia, a bordo della slitta devono aver sbagliato direzione e, invece di imboccare la pista riservata agli slittini, sono finite su una pista da sci ‘nera’, molto ripida e proibita a chi pratica lo slittino. In base a quanto si e’ appreso da una prima ricostruzione dei fatti, la mamma e la bambina dovevano scendere alla stazione intermedia dell’impianto di risalita e invece sono andate fino alla stazione a monte dove ci sono tre piste. Hanno preso la ‘nera’ e dopo il primo muro con una pendenza del 40% hanno preso velocita’ e si sono schiantate contro un albero. “E’ verosimile che non abbiano visto i cartelli di divieto per gli slittini che ci sono all’inizio della pista da sci”, dice il responsabile del soccorso alpino del Renon e di Barbiano, Gottfried Fuchsberger. “Una volta imboccata la pista il loro slittino deve aver preso una tale velocita’ che non e’ stato piu’ possibile fermarne la corsa. Le piste da sci sono assolutamente proibite per gli slittini, perche’ troppo ripide. Chi ci finisce con la slitta non ha scampo”, spiega Fuchsberger. Madre e figlia si sono cosi’ schiantate contro un albero nel vano tentativo di frenare la corsa del loro slittino. La bambina e’ morta sul colpo, mentre la madre, che ha subito un politrauma, e’ stata intubata e portata in ospedale a Bolzano dall’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites. Sono intervenuti anche il soccorso alpino, l’assistenza spirituale e i carabinieri. Il padre, ignaro di quanto stava succedendo, intanto le aspettava a fine pista. Pochi giorni fa, nella notte di San Silvestro, un giovane era rimasto ferito gravemente sempre con uno slittino nei pressi di un rifugio nel comprensorio sciistico Merano 2000. Il giovane stava rientrando a casa dopo aver passato la notte festeggiando nel rifugio. Era finito contro un albero con la slitta e si era ferito gravemente. La tragedia di oggi arriva soltanto due giorni dopo la morte di un’altra piccola sciatrice, Camilla la bimba di nove anni deceduta a Sauze d’Oulx dopo una caduta e il successivo violento urto contro una barriera frangivento. Proprio oggi la pista da sci ‘Imbuto’ di Sauze d’Oulx e’ stata sequestrata dai carabinieri di Oulx e di Sestriere, su disposizione del magistrato della Procura di Torino Giovanni Caspani. Sequestrate anche, nella stessa zona, le piste ’27 alta’, ’27 bis’ e ‘Cresta’. Il decreto di sequestro preventivo d’urgenza e’ stato firmato oggi dal pm dopo aver partecipato al sopralluogo insieme ai militari. Sulla morte della bambina, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha iscritto nel registro degli indagati quattro persone, manager e ex tecnici, della Sestrieres Spa, la societa’ che gestisce gli impianti sciistici della Via Lattea. Gli stessi sono indagati anche nell’inchiesta sulla morte di un altro sciatore, l’ingegnere siciliano Giovanni Bonaventura, avvenuta lo scorso anno a poca distanza dal luogo dell’incidente dell’altro ieri.
Di Maio a rischio calorie: va alla Pernigotti…
E’ confermato l’interesse della Sperlari per l’acquisizione o la gestione di asset produttivi della Pernigotti, azienda di proprieta’ del gruppo turco Toksoz che a novembre ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Novi Ligure (Alessandria). Lo riferiscono fonti sindacali dopo l’incontro di oggi, a Milano, tra una delegazione di sindacati e l’azienda cremonese. Alla riunione non ha partecipato alcun rappresentante della Pernigotti. Domani a Novi Ligure e’ atteso il vicepremier Luigi Di Maio, ministro del Lavoro, che incontrera’ i lavoratori dello stabilimento da due mesi in assemblea permanente.
Abuso ufficio, chiesto processo procuratore Corte Conti Campania
Per il procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania, Michele oricchio, e’ stato chiesto il processo con l’accusa di abuso di ufficio in relazione a sue presunte interferenze in un processo tributario. L’inchiesta del dicembre 2017 ruota intorno alla figura di Mario Pagano, ex giudice della II sezione civile del Tribunale di Salerno. Pagano aveva messo in piedi un sistema per pilotare processi in favore di amici e conoscenti in cambio di denaro e favori. L’udienza preliminare di questa tranche d’indagine principale e’ fissata per il prossimo 11 gennaio; quella in cui sono imputati Pagano e Oricchio, invece, si terra’ dieci giorni dopo, il 21 gennaio; la posizione dei due e’ stata infatti stralciata dai pm titolari del fascicolo, Ida Frongillo e Celeste Carrano. Il nome di Oricchio compariva nell’ordinanza di custodia cautelare emessa poco piu’ di un anno fa dal gip Luisa Toscano nei confronti di Mario Pagano e di altre sei persone. Le conversazioni intercettate tra Pagano e Oricchio, scriveva il gip, “evidenziano che Pagano interveniva sulle decisioni della Commissione tributaria mediante illecita interferenza nell’assegnazione delle cause grazie all’amicizia con il presidente della Commissione tributaria, Michele Oricchio, con il quale era solito scambiarsi favori. Tra Oricchio e Pagano sono stati accertati contatti che dimostrano una consuetudine di rapporti caratterizzati dal reciproco aiuto nell’illecita attivita’ di condizionamento delle decisioni giudiziarie in favore di persone amiche. Lo stretto rapporto esistente tra i due emerge chiaramente dal tenore dei messaggi, dai quali si evince un continuo scambio di richieste di illecite interferenze tra i due soggetti”. Michele Oricchio, contattato telefonicamente dall’Agi ha preferito non anticipare la sua linea difensiva.



