“Restituiremo la sicurezza alle tante persone perbene di questa citta'”. E’ l’impegno che ha preso il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel pomeriggio trascorso ad Afragola, un comune di circa 60mila abitanti alle porte di NAPOLI, dove in pochi giorni sono esplosi otto ordigni. Salvini ha voluto incontrare il sindaco, Claudio Grillo, il prefetto, Carmela Pagano, ed i vertici provinciali delle forze dell’ordine per fare il punto della situazione. Un lungo colloquio che si e’ svolto nel Palazzo municipale mentre in piazza sono accorsi numerosi militanti. All’uscita tanti applausi, tante persone che hanno chiesto di farsi un selfie con il ministro – c’e’ stato pure chi gli ha baciato la mano ed il video e’ diventato subito virale – ma anche una contestazione da parte di un piccolo gruppo di persone. “Lo Stato c’e’ ed e’ piu’ forte di qualche balordo – ha detto nel corso della conferenza stampa tenuta sempre al Comune – Se qualcuno ha pensato di fare qui la voce grossa ha sbagliato”. Pugno duro, dunque, iniziando da chi occupa le case abusive anche nel Rione Salicelle, il complesso di edilizia popolare sorto all’indomani del terremoto del 1980 alla periferia della citta’. Secondo i dati forniti dal responsabile del Viminale oltre un terzo di quegli alloggi sono occupati senza titolo e per questo si procedera’ agli sgomberi: “Basta occupazioni abusive”, ha promesso Salvini auspicando che poi “nessuno scenda in piazza per difendere gli occupanti abusivi. Dobbiamo schifare chi ruba i diritti”. E successivamente si e’ recato proprio nel Rione Salicelle dove ha incontrato i rappresentanti delle forze di polizia che quotidianamente sono impegnate in tutta l’area a nord di NAPOLI nelle azioni di contrasto alla criminalita’. Poi personalmente ha voluto portare la solidarieta’ e la vicinanza al titolare di un bar-tabacchi di corso Meridionale, ad Afragola, che negli ultimi tre anni ha subito 12 rapine con un danno economico di circa 150mila euro. “Faremo in modo che nessuno sia lasciato solo”, ha proseguito sottolineando che “in Campania c’e’ da fare ancora molto”; Salvini ha in programma la visita anche ad altri comuni delle province di NAPOLI e Caserta. All’arrivo a NAPOLI, all’aeroporto di Capodichino, Salvini ha avuto anche un colloquio con Gino Sorbillo, il titolare della nota pizzeria del centro storico dove l’altra notte e’ esploso un ordigno. “Il ministro Salvini mi ha ascoltato con concentrazione e mi ha detto che presto verra’ nel centro storico di NAPOLI e nella mia pizzeria”, ha raccontato Sorbillo. “Gli ho detto che continuero’ a fare il mio lavoro con fiducia – ha detto Sorbillo – Quello a me e’ stato un attacco al commercio, alla NAPOLI che lavora”. Il ministro, da parte sua, ha promesso di andarlo a trovare nella sua pizzeria: “ha tanta energia e coraggio”, ha riferito. Quanto all’ordigno, ha aggiunto il titolare del Viminale, “se qualcuno pensa di rialzare la testa con le bombe, le Forze dell’Ordine e lo Stato sono pronti a contrastarlo. Criminali e mafiosi hanno trovato ministro sbagliato”.
Cane morto in giardino e uno legato a catena: denunciato
Un 59enne residente a Castelfidardo ma originario della provincia di Napoli e’ stato denunciato per maltrattamento e uccisione di animale. Il 15 gennaio i carabinieri forestali del Conero, insieme alla polizia locale di Castelfidardo, hanno trovato nel recinto della sua abitazione, a Castelfidardo, tre cani. Uno era morto almeno da due giorni, un altro era legato a una catena lunga solo 15 centimetri e con un collare a strozzo, un terzo era libero. Il cane deceduto era un Terranova dell’eta’ di cinque anni, quello legato un meticcio di un anno e quello libero un pastore tedesco di sei anni. La Procura ha autorizzato il sequestro preventivo degli animali poi convalidati dal gip in attesa di concludere le indagini. I cani sono stati affidati al canile Anita di Falconara. Quello legato aveva ferite al collo dovute alla catena troppo corta. L’animale non riusciva nemmeno a muovere la testa. Tutti e tre gli animali risultano iscritti all’anagrafe canina e hanno il microchip.
Sesso con adulti e un minore, il prete dimesso dalla Chiesa era uno dei protagonisti del libro di Mangiacapra
Teano. “Invitiamo il reverendo sacerdote Carmine Zaccariello a vivere la vita che il signore gli vorrà ancora donare impegnato in un cammino di revisione di conversione e di riparazione dei danni causati nelle persone di coloro che sono stati segnati ed hanno ricevuto un’immagine distorta della Chiesa nostra madre” scriveva così l’arcivescovo metropolita Crescenzio Sepe nelle conclusioni del processo penale amministrativo aperto dalla Chiesa nei confronti di don Carmine Zaccariello, il 18 luglio del 2013, stabilendo che il sacerdote dovesse ‘espiare’ la pena dell’allontanamento con obbligo di seguire un percorso terapeutico per aver violato il sesto comandamento del decalogo, cioè di aver avuto rapporti sessuali con adulti e un minore di 18 anni. Un procedimento, segnalato, grazie a un’inchiesta giornalistica di Pjno Grazioli editore di Paradise Tv, al quale don Carmine aveva fatto ricorso chiedendo di essere reintegrato, fino a quando è stato dimesso definitivamente dallo Stato clericale, il 14 gennaio scorso, da Papa Francesco con un provvedimento irrevocabile. Don Carmine Zaccariello, secondo quanto emerge, dagli atti del tribunale ecclesiastico era stato già processato per alcuni episodi sia di pedofilia sia di rapporti sessuali con adulti. Al sacerdote di Frignano, tra l’altro, è dedicato anche un ampio capitolo del libro di Francesco Mangiacapra ‘Il numero uno. Confessioni di un marchettaro’. Mangiacapra rivela che don Carmine è stato un suo cliente. ‘Riposiamoci sotto le coperte’ gli disse durante un incontro dopo aver parlato. Mangiacapra racconta inoltre di essere stato ospite del prete, sia nell’appartamento di Frignano sia nell’Oasi di Santa Maria degli Angeli nei pressi di Teano, dove erano presenti laici, sacerdoti e suore per un banchetto. A raccontare questi particolari il sito di notizie LaRampa.it che pubblica ampi stralci del libro di Mangiacapra nei quali, la escort dei preti racconta gli incontri con il sacerdote casertano già finito nel mirino della curia cinque anni fa, condannato alla sospensione dagli uffici per cinque anni, con obbligo di rieducazione in una struttura per preti. Il tribunale ecclesiastico lo aveva ritenuto colpevole di aver avuto dei rapporti sessuali con ‘adulti e con un minore di anni 18’. Tra l’altro proprio l’arcivescovo Crescenzio Sepe era stato molto duro nella sua relazione con la quale chiedeva a Monsignor Arturo Aiello, Vescovo di Calvi-Teano di notificare al sacerdote il provvedimento che poteva essere ‘appellato’ entro 60 giorni.
Il sacerdote, oggi 62enne, poi, aveva continuato ad esercitare per anni nella parrocchia di Marzano Appio, fino alle dimissioni definitiva dallo Stato clericale con concessione della “dispensa dal sacro celibato e da tutti gli oneri connessi alla sacra Ordinazione, con decisione suprema e irrevocabile e a nessun ricorso subordinata”.
Sentenza Koulibaly: Muntari aveva protestato giusto, lui no…
“Vista la straordinarietà e l’eccezionalità della fattispecie, la Corte ritiene ammissibile il ricorso, nonostante lo stesso sia avverso la sanzione di una sola giornata di squalifica. Nel merito, la Corte, esaminati gli atti, rileva, in primo luogo, come il comportamento sanzionato, seppur avvenuto nell’ambito di una situazione ostile per il Sig. Koulibaly, a causa dei cori razzisti che hanno caratterizzato la suddetta gara, debba necessariamente essere ritenuto come irriguardoso nei confronti dell’Arbitro”. Lo spiega la Corte sportiva d’appello nazionale 1a sezione, presieduta da Piero Sandulli, nel comunicato relativo alla riunione di oggi alla quale erano presenti il calciatore del Napoli, Kalidou Koulibaly, il Presidente della Società Aurelio De Laurentiis e l’Avv. Mattia Grassani. Secondo la Corte “l’immediata concatenazione temporale tra la notifica del provvedimento di ammonizione e l’applauso rivolto dal predetto calciatore all’Arbitro rendono, infatti, evidente l’intento di quest’ultimo di contestare, attraverso un gesto ironico e di scherno, la decisione del Direttore di Gara. Totalmente inconferente, quindi, deve essere ritenuto il richiamo alla decisione di questa Corte in merito al caso che ha coinvolto il giocatore Muntari sopra ricordato. Nel precedente richiamato, infatti, le proteste che avevano determinato l’irrogazione della sanzione della squalifica a carico del predetto calciatore non erano rivolte all’Arbitro al fine di contestare il suo operato, ma erano state determinate proprio dai cori razzisti intonati dai sostenitori del Cagliari nei suoi confronti. L’Arbitro, tra l’altro, in quella occasione, non aveva compreso, in considerazione del nervosismo dello stesso calciatore – che si esprimeva in parte in italiano e in parte nella propria lingua madre – che le proteste dello stesso fossero, appunto, state determinate dalla circostanza per cui il calciatore è stato vittima di tale gravissimo comportamento discriminatorio”. In altre parole, mentre le proteste del Sig. Muntari, secondo la Corte, si riferivano al comportamento discriminatorio che il pubblico stava tenendo nei suoi confronti, il gesto del giocatore Koulibaly è stato determinato dalla non condivisione da parte di quest’ultimo della decisione presa dal Direttore di Gara in merito alla sua condotta. “Ai fini del giudizio della Corte, nessuna rilevanza può, peraltro, essere attribuita all’inaccettabile clima che si era creato nello stadio durante la gara. Tale clima, invero, pur avendo determinato una sanzione nei confronti della società ospitante, non può in alcun caso essere ritenuto quale giustificazione o circostanza attenuante del comportamento irriguardoso di un atleta, soprattutto se lo stesso è teso ad irridere l’operato di un direttore di gara che gli ha inflitto una ammonizione. Se così fosse, in presenza di comportamenti razzisti sugli spalti, sarebbe giustificato e non sanzionato qualsivoglia atto (anche violento) posto essere da un giocatore, il che, come è evidente, non può essere. La sanzione irrogata dal Giudice Sportivo deve conseguentemente considerarsi congrua. Per questi motivi, la Corte Sportiva d’Appello Nazionale respinge il ricorso come sopra proposto dalla società S.S.C. Napoli S.p.A. di Napoli. Dispone addebitarsi la tassa reclamo”, conclude la Corte. Il giocatore quindi salterà la gara con la Lazio di domenica.
Napoli, la camorra sfida Salvini e lo Stato: seconda stesa in serata alla Sanità
Nuova “stesa’ a Napoli. La camorra sembra non temere le parole di Salvini e lo Stato. Una sfida nella sfida. Due raid, due stese a distanza di poco più di un’ora una dall’altra che sembrano essere anche un botta e risposta. Gli equilibri criminali nel centro storico sembrano essere saltati e la presenza massiccia, costante, continua delle forze dell’ordine non pare scalfire la tracotanza delle nuove leve dei clan. Le due stese sembrano avere un unico filo di piombo che le unisce. La prima intorno alle 17,30 di oggi quando alcuni passanti hanno fermato una pattuglia dei Nibbio per segnalare spari in via Francesco Saverio Correra. Gli agenti hanno trovato e sequestrato al suolo, dinanzi al palazzo al civico 236 c, 9 bossoli e una pallottola inesplosa calibro 9×21. In quel fabbricato c’e’ l’abitazione di Luigi Lepre, chiamato ‘o cinese’, e, a poca distanza, quella di Patrizio Lepre, detto ‘o nennillo, ai domiciliari per motivi di salute. Lo scorso 2 settembre e’ morto il boss Ciro Lepre, noto come ‘o sceriffo’ del Cavone. Passa qualche ora e questa volta il raid armato a scopo intimidatorio interessa via Villari, nel cuore del rione Sanita’. Obiettivo dell’atto intimidatorio il palazzo dove abita un pregiudicato, Vincenzo Mazza, con precedenti per reati di droga e non associati. A terra la polizia ha sequestrato diversi bossoli di vario calibro.
Il clan Mazzarella dietro la bomba a Sorbillo, il pizzaiolo ai pm: “Messaggio ai commercianti della zona”
Napoli. “La bomba non era diretta a me ma era un messaggio per tutte le attività commerciali della zona” questo il succo del colloquio di Gino Sorbillo con i sostituti procuratori della Dda di Napoli, Celeste Carrano e Francesco De Falco che da martedì notte indagano sull’ordigno fatto esplodere in via dei Tribunali dinanzi alla nota pizzeria. E’ stato un lungo confronto quello di Sorbillo che ha raccontato le sensazioni e spiegato ogni mimino dettaglio che possa aiutare a collocare con precisione il movente del raid. Secondo Sorbillo, la bomba non era diretta a lui, perchè ha sostenuto di non aver mai subito richieste estorsive. Secondo la tesi di Sorbillo quel messaggio intimidatorio era diretto a tutti i commercianti del centro storico di Napoli. Il pizzaiolo ha anche escluso che l’esplosione possa essere un avvertimento per rapporti problematici con dipendenti o ex lavoratori della pizzeria e ha riferito di non essere stato avvicinato da nessuno nel corso degli ultimi tempi. Le indagini della sezione Antiestorsione della Squadra Mobile di Napoli puntano anche al clan Mazzarella e alle ‘facce pulite’ del clan in grado di riuscire a entrare indisturbati nel cuore dei Decumani, nel regno del clan nemico, i Sibillo, mettere una bomba e scappare indisturbati.
Stesa nel rione napoletano del Cavone, spari contro le abitazioni degli uomini del clan Lepre
Napoli. Stesa al Cavone contro l’abitazione di esponenti di spicco del clan Lepre. Oggi pomeriggio nuovo raid, in via Francesco Saverio Correra. Sul posto la polizia che ha trovato e sequestrato dinanzi al civico 236 c, 9 bossoli e una pallottola inesplosa calibro 9×21. Verso le 17,30 di oggi alcuni passanti hanno fermato una pattuglia dei Nibbio per segnalare gli spari in aria nella zona. La stesa è stata fatta dinanzi al fabbricato dove c’è l’abitazione di Luigi Lepre, alias ‘o cinese, e a poca distanza quella di Patrizio Lepre, ‘o nennillo, ai domiciliari per motivi di salute, i due sono zio e nipote. Il boss Ciro Lepre, meglio conosciuto come ‘o sceriffo, è morto il 2 settembre scorso, era ritenuto il capo dell’omonimo clan. La stesa di oggi con spari in aria a scopo intimidatorio sembra un chiaro segnale nella lotta alla successione della leadership del quartiere.
Direttori stranieri nei musei italiani, la Cassazione si schiera con il Ministro: “Scelta fiduciaria come i medici”
Roma. Nessun concorso, la scelta dei direttori dei musei è fiduciaria, dunque, spetta al Ministri per i beni culturali. A sancire il principio la cassazione a sezioni unite civile. Quindi ancora una volta una vittoria per il Mibac, dopo i verdetti della giustizia amministrativa che hanno dato il via libera alla riforma Franceschini che ha aperto agli stranieri le porte della direzione dei musei italiani. Con una decisione depositata la Cassazione (sentenza 1413), gli ‘ermellini’ confermano ‘carta bianca’ al ministro dei Beni culturali – o in alternativa al direttore generale dei musei – nella scelta finale dei candidati da collocare alla guida dei musei, compresi quelli archeologici nazionali. Ad avviso della Suprema Corte, se la prima parte di questa procedura può sembrare di tipo concorsuale perchè c’è una commissione che valuta i curricula e attribuisce un punteggio ai candidati formando una graduatoria e convocando i primi dieci per un colloquio, la fase finale è destinata alla individuazione di una terna di ‘finalisti’ da sottoporre al ministro o al direttore generale per la “scelta fiduciaria”. Proprio questo ultimo segmento della procedura è “palesemente dominante”, secondo la Cassazione, “rispetto all’intero percorso finalizzato alla nomina di un solo aspirante” e “conferisce il carattere sostanzialmente non concorsuale alla procedura di interpello”. Per questa ragione, tutte le eventuali cause di soggetti esclusi o spodestati dalle ‘poltronissime’ sono state affidate – d’ora in poi – alla competenza della giustizia ordinaria e non più a quella amministrativa, come chiesto dal Mibac che ha sostenuto che la modalità selettiva dei partecipanti al bando per la direzione dei musei archeologici nazionali non è “molto diversa dalle procedure di conferimento degli incarichi ai dirigenti medici” che avviene su base fiduciaria. Il ministero dei Beni culturali – ora guidato dal ministro Alberto Bonisoli – si era appellato alla Suprema Corte contro la sentenza del Tar di Roma che nel 2017 aveva dichiarato inammissibile per tardività l’opposizione del ministero, allora guidato da Enrico Franceschini, alla richiesta di annullamento della selezione per le nomine dei direttori dei musei archeologici di Napoli, Taranto e Reggio Calabria avanzata da Irene Berlingò, archeologa esperta di Magna Grecia.
Calcio, il legale del Napoli: “Ingiustizia, oggi siamo tutti Koulibaly”
Napoli.”C’e’ assoluta delusione e un senso di profonda ingiustizia. Credevamo fermamente, dopo un’ora di dibattimento, di aver convinto la Corte d’appello a utilizzare lo stesso metro utilizzato per Muntari, il precedente che avevamo richiamato, e ad avere la forza di dare un calcio al razzismo. Non è avvenuto e oggi siamo tutti più poveri ma al contempo ci sentiamo tutti un po’ più Koulibaly”. Mattia Grassani, legale del Napoli, commenta a Sky Sport, l’esito del ricorso contro la squalifica del difensore senegalese. Ricorso che è stato respinto: la Corte d’appello Figc ha confermato anche il secondo turno di squalifica inflitto al giocatore per l’espulsione rimediata con l’Inter. In quell’occasione Koulibaly, innervosito dai cori razzisti nei suoi confronti, aveva platealmente applaudito l’arbitro che lo aveva appena ammonito, ricevendo il conseguente rosso. “Oggi Koulibaly è stato un grande uomo prima ancora di un grande atleta – commenta Grassani – Ha fatto una ricostruzione a dir poco commovente, raccontando l’imbarazzo e la vergogna nel riferire alla madre le ragioni per le quali aveva compiuto quel gesto, per cui si è anche scusato e che ha mille attenuanti”. Dopo il dibattimento c’era ottimismo in casa Napoli. “A noi sembrava abbastanza probabile che il ricorso venisse accolto, avrebbe significato dare un segnale e dimostrare che il sistema vuole voltare pagina. E invece domenica Koulibaly sarà in tribuna e questo, assieme ai cori che lo hanno umiliato per tutta la gara contro l’Inter, è un’ulteriore mortificazione per un giocatore che non si meritava tutto questo”.
Whirlpool Corporation nomina Gilles Morel nuovo Presidente EMEA
Whirlpool Corporation (NYSE: WHR) ha annunciato oggi la nomina di Gilles Morel a Presidente della Regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) e a Vicepresidente Esecutivo. In questo ruolo riporterà direttamente al Presidente e CEO Marc Bitzer.Morel vanta oltre 25 anni di esperienza nell’industria dei beni di consumo, nelle vendite, nelle operations, nel marketing, nella produzione, nella ricerca e sviluppo e nel procurement, ricoprendo diversi ruoli di leadership a livello regionale. La sua nomina in Whirlpool Corporation sarà effettiva a partire dal 1° aprile 2019.”Gilles metterà a disposizione del nostro team EMEA le sue spiccate doti manageriali, la sua grande capacità di leadership e una profonda conoscenza del mercato europeo”, ha commentato Marc Bitzer. “Siamo certi che, sotto la sua guida, il nostro business in EMEA tornerà profittevole e che la sua pluriennale esperienza riuscirà a dare un nuovo impulso per la crescita della nostra azienda”.Gilles assumerà la leadership della Regione EMEA, con sede a Pero (Milano), che conta circa 22.000 dipendenti, una presenza commerciale in oltre 30 Paesi e 14 siti produttivi in sette Paesi.”Whirlpool EMEA racchiude al suo interno grandi talenti oltre che prodotti e brand di eccellenza. È con grande entusiasmo che intendo proseguire il lavoro già intrapreso nella Regione”, ha detto Morel. “Il settore è ben consolidato e mi impegnerò a garantire il rafforzamento della nostra posizione di leadership sul mercato e di avanguardia nella promozione dell’innovazione”.Morel attualmente è Regional CEO (Europa Settentrionale e Centrale) in Savencia Fromage & Dairy ed è alla guida di 14 Paesi tra cui Germania, Europa Centrale, Benelux e Nordics. In precedenza ha ricoperto numerosi ruoli manageriali a livello regionale presso Mars, Inc., e più recentemente come Presidente Regionale per l’Europa e l’Eurasia. Gilles, è nato in Francia e ha conseguito un Master in International Food Industry Management presso ESSEC.
Piaggio Aerospace, Marino (Ugl):” Preoccupazione per stato e prospettive”.
“L’Ugl esprime sincera preoccupazione per le vicende che stanno interessando la storica azienda Italiana Piaggio Aerospace, produttrice di velivoli dal 1915, e che dal 2014 ha come azionista di riferimento ‘Mubadala Investment Company’ (Emirati Arabi Uniti)”.
E’ quanto sostiene Luigi Marino, segretario nazionale Ugl metalmeccanici con delega alla PMI per il quale, “l’azienda è attualmente commissariata secondo le procedure della ‘Legge Marzano’ a seguito della volontà di dismissione dei proprietari. A dicembre 2018 – prosegue – l’Azienda ha presentato un piano per portare a completamento la certificazione militare del drone di prima generazione (P1HH) per un impegno intorno ai 70 milioni di Euro e i riscontri sembrano, purtroppo, negativi. Attualmente, si sta producendo una proposta per l’ammodernamento dei velivoli P180 dell’Aviazione Militare, per un valore di qualche decina di milioni di Euro. In un comunicato sindacale di dicembre 2018 sullo stato della ristrutturazione di “Leonardo” è stata citata la situazione Piaggio e si è prospettata l’ipotesi essa possa essere assorbita dalla stessa Leonardo dando seguito al progetto del valore di circa 1.5 Miliardi di Euro per lo sviluppo del nuovo drone P2HH e, tutelando i livelli occupazionali. L’Ugl – aggiunge Marino – intravede soluzioni che permettano il rilancio del settore Aeronautico Nazionale, ormai da troppo tempo senza nuovi ‘prodotti’ dove gli ultimi, ATR ed EFA, risalgono agli anni ’80 e ‘90. Nonostante la prospettiva di un monopolio, si condivide l’ipotesi di un assorbimento di Piaggio da parte di Leonardo a salvaguardia dei lavoratori di Piaggio e di tutto il comparto Aerospaziale. Per tanto per l’Ugl si ritiene che: lo Stato debba definire una propria politica Aerospaziale Nazionale, ben ricordando che attraverso il Ministero del Tesoro esso detiene la quota del 30% (maggioritaria) di Leonardo e, che il progetto P2HH possa fungere da collante tra i settori regionali di eccellenza; ad esempio sempre per l’Ugl, in quel programma è possibile un coinvolgimento di almeno il Piemonte, il Friuli VG, la Puglia e la Campania con il sostegno del Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali con sede a Capua (CE). Rispetto a questo stato di cose – conclude il sindacalista Marino – , l’Ugl si augura un immediato intervento del Governo a tutela e a sostegno di tutti i lavoratori di un settore strategico per la Nazione e di così alto impatto sociale”.
M5S, Muscarà: “Abbiamo donato alla Campania 408mila euro, De Luca neppure un centesimo”
“Stavamo cominciando a preoccuparci. Erano sei mesi che De Luca non faceva alcun cenno ai soldi da restituire su quell’inutile fondo da lui istituito nel 2017, nel quale non ci risulta sia confluito ancora alcun centesimo, né suo, né dei suoi assessori, né di quei burattini che occupano i banchi della maggioranza. Il governatore incarichi i suoi incapaci funzionati di rimettere mano al pallottoliere, semmai avessero imparato a usare almeno quello, e faccia fare loro il conto che segue: 268mila euro destinati il bando Facciamo Scuola, attraverso il quale abbiamo finanziato 27 progetti di altrettante scuole, 106mila euro per il ripristino dei laboratori dell’istituto Rampone di Benevento, danneggiato dall’alluvione, 33mila euro per acquistare un ecografo e due concentratori di ossigeno donati all’ospedale Loreto Mare, grazie ai quali sono state e continueranno a essere salvate vite umane. Per un totale di 408mila euro. Ecco cosa ha fatto il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle grazie al taglio dei suoi stipendi. Complessivamente noi sette consiglieri regionali abbiamo accantonato la somma di 605mila euro circa. E i soldi non ancora destinati, saranno preso al centro di nuove iniziative di donazione per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini”. Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Maria Muscarà.
“De Luca continua a tirare in ballo la sua ridicola leggina. Giova ricordargli – sottolinea Muscarà – che si tratta di un provvedimento per il taglio volontario degli stipendi. Come Movimento 5 Stelle proponiamo da tre anni un taglio obbligatorio degli stipendi. Proposta puntualmente bocciata. Capiamo che il governatore ha accusato il colpo del reddito di cittadinanza, diventato finalmente realtà e grazie al quale mettiamo in campo vere misure di politiche attive, non come il suo piano lavoro bluff che produrrà soltanto nuovi corsisti e nessuna garanzia di occupazione”.
Vomero: intitolate a Roberto Murolo le scale di via Cimarosa
Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che, già in passato, ha più volte chiesto che a Roberto Murolo, grande cantore della Napoli classica, nato il 19 gennaio 1912, del quale dunque domani cade il 107esimo anniversario della nascita, vengano intitolate le scale di via Cimarosa, poste proprio dinanzi al palazzo dove si trova la sua casa, oggi sede della fondazione Roberto Murolo e dove il grande artista visse e mori, rilancia la sua proposta. Anche tenendo conto del fatto che al momento all’artista, nell’ambito del quartiere collinare, è dedicata solo una rotonda in cemento posta all’incrocio tra via Rossini e via Paisiello, cosa che non solo sembra riduttiva ma della quale sono a conoscenza ben pochi “.
“In verità – afferma Capodanno – mi aspettavo, già da tempo, una maggiore considerazione per un artista del calibro di Murolo, che ha rilanciato la canzone napoletana nel mondo intero e che tanto lustro ha dato e continua a dare a Napoli, riproponendo le più belle melodie e scrivendo pagine indelebili che fanno, a giusta ragione, parte del retaggio storico della cultura partenopea “.
“Ma, fino a questo momento, così non è stato – puntualizza Capodanno -. In verità a Murolo, nel 2014, fu anche intitolata una delle traverse di via Nino Bixio, nel quartiere Fuorigrotta, cosa che però fece storcere il naso a più di un estimatore del grande artista, sia per il fatto che si era scelto un tratto di strada collaterale sia perché la scelta era caduta al di fuori del territorio del Vomero, quartiere dove Roberto Murolo era sempre vissuto e dove, prima di lui aveva abitato, anche il padre, Ernesto Murolo, come ricordano le due lapidi apposte sulla facciata del fabbricato in via Cimarosa.
“L’idea delle scale attigue al palazzo – osserva Capodanno – mi venne in mente, mutuando quanto fatto al riguardo prima per Giancarlo Siani e, più di recente, per un altro grande artista, Massimo Troisi, al quale sono state intitolale le scale di via Mariconda.Molto meglio una rampa di scale – sottolinea Capodanno – dove la targa dedicata al personaggio può essere ammirata e fotografata, anche dai turisti, piuttosto che una rotonda, posta al centro di un incrocio, per raggiungere la quale peraltro le persone dovrebbero effettuare un attraversamento con possibili immaginabili conseguenze, alla luce anche del notevole traffico esistente nella zona in questione “. “Mi auguro che, in tempi brevi, questa proposta venga fatta propria anche dall’amministrazione comunale partenopea – conclude Capodanno -. Così, come auspico, che poi venga posta in atto al più presto, rendendo così omaggio a un grande e indimenticato protagonista della canzone napoletana “.
Fiume Sarno, Pedicini e Manzo (M5S): “Costa ha invitato i sindaci al Ministero, il M5S disinnescherà anche questa bomba ecologica”
“Dopo anni finalmente i cittadini hanno un governo che fa ciò che promette. Eravamo in prima fila con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il 15 dicembre scorso e, nel corso del sopralluogo tecnico effettuato lungo l’asse fluviale del fiume Sarno, il ministro aveva promesso un incontro ai sindaci dei 42 comuni attraversati dal corso d’acqua. In linea con lo stile del Movimento 5 Stelle, ha mantenuto la parola”. Così l’eurodeputato M5S Piernicola Pedicini e la deputata M5S Teresa Manzo, commentando l’annuncio dell’imminente incontro al dicastero per l’Ambiente con i 42 sindaci interessati alla problematica del Sarno.
“Gli amministratori – spiegano Pedicini e Manzo – sono stati invitati a fornire tutti i dati fondamentali per avere un quadro tecnico completo dell’area in questione. Dati che saranno analizzati nel corso della riunione, non solo con gli amministratori locali, ma anche con la Regione Campania, l’Ente Parco e tutti gli organismi coinvolti, anche al fine di implementare il Masterplan con un approccio che parta dal basso. Nel corso del sopralluogo – proseguono i due esponenti M5S – da Montoro a Castellammare di Stabia, passando per l’Agro Sarnese Nocerino, abbiamo illustrato al ministro i disagi che vivono migliaia di cittadini. Sono 40 anni che le comunità di Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Pompei, Scafati e Sarno sono costrette a convivere a ridosso di una bomba ecologica. Il Governo del cambiamento ha tempestivamente assunto l’onere di dare delle risposte a tutte le persone che vivono questo disagio. La battaglia per il risanamento del fiume Sarno continua – concludono – e noi non ci fermiamo. La salute e la vivibilità sono per noi principi prioritari”.
Getta la coca dall’auto alla vista dei carabinieri: catturato
Maddaloni, in via Antonio de Curtis, personale del locale Comando Compagnia, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio finalizzato alla recrudescenza dei reati in materia di stupefacenti, hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, IACOBELLI Vincenzo, cl. 69, del luogo.
In particolare, i militari dell’Arma, durante un posto di controllo, hanno notato l’uomo che, allo loro vista, ha lanciato dal finestrino dell’autovettura alfa 156, sulla quale viaggiava, un involucro in cellophane poi accertato contenere gr. 35,8 di cocaina. A seguito di successiva perquisizione domiciliare è stato rinvenuto materiale per il confezionamento dello stupefacente. L’arrestato è stato associato presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Il Comune di Ercolano e l’associazione anti racket si costituiscono parte civile contro i ‘signori’ del pizzo
Ercolano. Il Comune e l’associazione anti racket si costituiscono al processo contro i ‘signori’ del pizzo. Al via oggi al Tribunale di Napoli l’udienza preliminare nei confronti di nove presunti appartenenti ai due clan di Ercolano accusati di aver estorto negli anni scorsi il pizzo a imprenditori della città vesuviana. Dinanzi al gup Maria Laura Ciollaro c’è stata la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dal Comune di Ercolano e dall’associazione antiracket Fai ‘Ercolano per la legalita” alla quale aderisce un buon numero di commercianti. “La presenza del Comune di Ercolano in questi procedimenti giudiziari testimonia la costante attenzione verso i fenomeni criminali in città e la vicinanza alle vittime che in questi anni hanno trovato il coraggio di denunciare i propri aguzzini” ha detto il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto. ”Gli straordinari obiettivi raggiunti in città contro il racket devono rappresentare un modello per riaffermare ovunque i principi di legalità. Domani a Napoli parteciperò a una manifestazione di solidarietà a Gino Sorbillo in cui porterò l’esperienza di Ercolano come modello nella lotta alla criminalità”. Gli avvocati hanno avanzato richiesta di rito abbreviato per i loro assistiti. La prossima udienza è in programma l’11 aprile con requisitoria del pubblico ministero.
Eclisse con Super Luna rossa, lunedì 21 all’alba
E’ in arrivo il primo vero spettacolo astronomico dell’anno: nella notte tra il 20 e 21 gennaio si potra’ osservare un’eclissi totale di Luna, la prima Superluna del 2019, dopo quasi un anno di assenza. C’e’ l’incognita del meteo e l’ora non proprio comoda, visto che raggiungera’ il culmine alle 6:12 italiane, ma la levataccia dovrebbe valere la pena perche’ per vedere un’eclissi simile bisognera’ aspettare dieci anni. “L’eclissi del 21 gennaio non sara’ visibile in tutte le sue fasi, perche’ la Luna tramontera’ prima della fine dell’eclissi parziale, ma tutta la fase di eclissi totale sara’ ben visibile, meteo permettendo: sara’ al mattino presto e durera’ un’ora e 2 minuti”, spiega Mauro Messerotti, ricercatore dell’Osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). L’eclisse totale dovrebbe iniziare alle 5:41 e terminare alle 6:43. Il fenomeno si osserva quando il Sole, la Terra e la Luna sono allineati e quindi la Terra, nascondendo la luce del Sole alla Luna, proietta su di essa un cono di penombra e un cono d’ombra. Quando la Luna si trova interamente all’interno del cono d’ombra, inizia la fase di eclisse totale: il disco lunare ha una luminosita’ molto piu’ bassa e la frazione di luce solare che filtra attraverso l’atmosfera terrestre da’ alla Luna una colorazione bruno-rossastra. Oltre ad essere rossa, la Luna apparira’ un po’ piu’ grande e luminosa del solito. E questo perche’, precisa l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual telescope project, “sara’ prossima al perigeo, il punto di distanza minima che il nostro satellite puo’ raggiungere dalla Terra, dando origine a quella che al grande pubblico e’ nota come SuperLuna”. Sara’ ben visibile dall’Italia a occhio nudo, anche se con l’aiuto di un binocolo l’immagine si vedra’ ovviamente piu’ grande. “L’unica grande incognita – continua Masi – e’ il meteo, che in inverno piu’ probabile che non sia favorevole”. Cio’ nonostante, vale la pena puntare la sveglia all’alba, perche’ per vedere un’altra eclissi totale di Luna in cui sara’ visibile tutta la fase di totalita’ bisognera’ attendere il 31 Dicembre 2028, mentre per la prossima eclisse totale di Luna visibile in tutte le sue fasi il 20 Dicembre 2029. Chi volesse potra’ partecipare ai diversi appuntamenti organizzati dalle associazioni di astrofili in tutta Italia, in particolare vicino Milano, Verona, Napoli, Roma e Piombino. “Chi avra’ il cielo sereno – aggiunge Paolo Volpini dell’Unione astrofili italiani (Uai) – potra’ fare il confronto con la miniluna rossa dello scorso luglio e la superluna di gennaio 2018”. E per chiudere in bellezza si potra’ godere quasi in contemporanea, il 22, della congiunzione tra Giove, Venere e la stella Antares.
Napoli. Verdi: sabato in programma due eventi per dire no alle bombe e alla camorra
“Sabato mattina sara’ la gente perbene a scendere in piazza, quella che non ha intenzione di piegarsi alla prepotenza di chi fa esplodere le bombe”. Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, il consigliere comunale del Sole che Ride, Marco Gaudini, e il conduttore de “La Radiazza”, Gianni Simioli, saranno tra i presenti alle manifestazioni che si terranno a Napoli e Afragola. “La prima e’ prevista nel comune dell’hinterland partenopeo – spiegano -, teatro nelle ultime settimane di una escalation di intimidazioni nei confronti degli imprenditori. Il ritrovo e’ fissato alle ore 9,30 in piazza Emanuele Gianturco, in prossimita’ del monumento al Maresciallo D’Arminio. Aderiremo anche noi, che saremo presenti con Gino Sorbillo. L’altra, in programma a Napoli, si terra’ dalle ore 11,00. L’appuntamento e’ all’esterno della pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali. Il programma prevede una sfilata per le vie del centro storico per ribadire che i decumani appartengono alle persone oneste, non ai camorristi”. “Vogliamo dare un segnale forte, e aspettiamo tanta gente in piazza. La lotta alla camorra si fa anche con la coscienza civica, attraverso atteggiamenti costruttivi. Manifestare e metterci la faccia e’ un segno tangibile di vicinanza nei confronti di coloro che nelle ultime settimane hanno subito degli attacchi intollerabili da parte di criminali senza scrupoli. Gino Sorbillo e tutti gli imprenditori vittime della prepotenza della malavita non meritano di essere lasciati soli”.
Universiadi, De Luca: ‘Svolta Collana, sarà pronto per i Giochi’
“Siamo arrivati a una svolta per lo stadio Collana che dovra’ essere pronto per le Universiadi e non tollereremo per un attimo speculazioni che si sono fatte su questa vicenda che si e’ trascinata per anni”. Lo ha detto il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a Lira Tv. La vicenda dello stadio del Vomero si e’ trascinata, ha detto De Luca, “per una doppia responsabilita’, prima di tutto del Comune di Napoli, che per anni non ha investito un euro per le manutenzioni. Ricordo che tre anni fa lo stadio fu sequestrato dalla magistratura perche’ era pericoloso. La seconda responsabilita’ e’ della precedente giunta regionale che ha fatto un bando per la gestione talmente sgangherato che si e’ aperta la stagione ricorsi arrivata fino al Consiglio di Stato. La giunta regionale attuale si e’ adeguata alla sentenza e ha dato la concessione alla societa’ Giano che ora investe sette milioni per blocco palestre su via Ribera, il blocco tribuna, i lavori su Piazza Quattro Giornate, il palazzetto dello sport e la pista di pattinaggio. La Regione investe per il campo gioco, la pista di atletica, il blocco tribuna lato Vico Acitillo e la piscina. Abbiamo preso per i capelli una situazione incancrenita, abbiamo fatto di tutto per garantire le socoieta’ sportive del Vomero e per garantire ai giovani di poter svolgere l’attivita’ sportiva”.
Camorra & imprenditori, il senatore Cesaro non risponde al processo contro i fratelli
Il senatore Cesaro si avvale della facoltà di non rispondere nel processo che si sta celebrando per il Pip di Marano, al Tribunale di Napoli Nord ad Aversa.
Luigi Cesaro è stato chiamato a testimoniare nel processo a carico dei fratelli, Raffaele ed Aniello Cesaro.
L’esponente forzista, indagato in un procedimento parallelo, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei magistrati. I due imprenditori sono a processo per l’inchiesta relativa al Pip di Marano. Per la Procura Antimafia di Napoli, i Cesaro e il clan Polverino avrebbero creato una società occulta che si sarebbe avvalsa del fiume di danaro proveniente dai traffici illeciti dell’organizzazione criminale per poter operare tranquillamente.
Gustavo Gentile



