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Delfino accompagna il pescatore all’alba: spettacolo nelle acque di Miseno

Pozzuoli – Un incontro inatteso nel silenzio dell’alba, tra le acque calme dei Campi Flegrei.
Questa mattina il pescatore puteolano Nello Lungo ha immortalato con il cellulare un delfino che per alcuni minuti ha accompagnato la sua imbarcazione mentre si dirigeva al lavoro al largo di Miseno.

La scena è stata ripresa proprio alle prime luci del giorno, quando il mare era ancora immobile e il traffico di barche quasi assente.

Il delfino che “scorta” la barca

Nel video il cetaceo affiora più volte dall’acqua, nuotando accanto alla barca e mantenendo la stessa direzione dell’imbarcazione.
Il delfino emerge con movimenti rapidi ed eleganti, per poi tornare sotto la superficie e riapparire poco dopo a pochi metri dallo scafo, quasi a fare da guida lungo il tragitto.

Un’apparizione improvvisa che ha sorpreso lo stesso pescatore, abituato alla vita di mare ma non a incontri così ravvicinati.

Avvistamenti sempre più frequenti nel Golfo

Negli ultimi anni la presenza di delfini nel Golfo di Napoli è diventata sempre più comune. Non è raro che questi animali vengano avvistati nelle acque dei Campi Flegrei o lungo la costa flegrea, spesso attirati dalla ricchezza di pesce e dalle condizioni favorevoli del mare.

Il video che conquista i social

Il filmato realizzato da Nello Lungo sta già facendo il giro dei social tra pescatori e appassionati del mare.
Le immagini mostrano il delfino emergere con eleganza accanto alla barca che scivola lentamente sull’acqua immobile del mattino.

Uno spettacolo naturale che ha trasformato una normale giornata di lavoro in mare in un momento raro e suggestivo, regalando ai Campi Flegrei un’altra piccola storia di mare da raccontare

Forio d’Ischia in lutto: stroncato da infarto muore il consigliere Renato Regine

Forio d’Ischia – Un infarto improvviso ha stroncato la vita di Renato Regine, consigliere comunale di Forio e figura storica della sanità privata isolana. La notizia si è diffusa in poche ore tra le strade dell’isola, seminando cordoglio e incredulità tra residenti, colleghi e pazienti.Regine, 70 anni, originario di Forio, è deceduto nelle scorse ore a causa del malore fatale.

Medico radiologo di lunga esperienza, era da decenni anima e motore dell’Ecorad, il centro di diagnostica per immagini che ha contribuito in modo decisivo a elevare gli standard sanitari privati sull’isola d’Ischia. Da quasi quarant’anni la struttura da lui guidata offre tecnologie avanzate e servizi di qualità a migliaia di pazienti, diventando un vero punto di riferimento per l’intero territorio.

Parallelamente alla professione medica, Regine ha dedicato molti anni all’impegno politico-amministrativo. In Consiglio comunale rappresentava da tempo una voce autorevole e ascoltata, caratterizzata da grande capacità di dialogo, attenzione ai problemi concreti del territorio e senso di responsabilità civica.

La sua scomparsa lascia un vuoto non solo tra i banchi dell’aula consiliare: al suo posto subentrerà l’avvocato Laura Avvantaggiato.La comunità di Forio piange oggi non solo un amministratore, ma un uomo che ha saputo coniugare professionalità, innovazione e radicamento nel proprio paese. Il cordoglio è unanime: dall’amministrazione comunale ai semplici cittadini, tutti riconoscono in Regine una figura che ha lasciato un segno profondo nella vita sociale, sanitaria e civile dell’isola.

Luca Mascolo eletto presidente di ANEA: il vice sindaco di Agerola alla guida dei 84 enti d’ambito italiani

Roma– L’assemblea nazionale di ANEA, l’Associazione Nazionale degli Enti d’Ambito che riunisce 84 enti di governo del servizio idrico e dei rifiuti, ha eletto oggi all’unanimità Luca Mascolo come nuovo presidente.

Il manager e amministratore pubblico campano, presidente dell’Ente Idrico Campano dal 2017, succede a Leonardo Raito e sarà affiancato dal vicepresidente Paolo Galgani. Il mandato copre il quadriennio 2026–2030.

Una carriera costruita sull’acqua e sul territorio

Nato ad Agerola nel 1961, Mascolo è docente e amministratore pubblico con oltre trent’anni di esperienza istituzionale. È stato sindaco di Agerola dal 2011 al 2021 e attualmente ricopre anche il ruolo di vicesindaco del comune del Parco dei Monti Lattari.

Alla guida dell’Ente Idrico Campano, Mascolo ha gestito oltre un miliardo di euro di fondi europei e nazionali per potenziare i servizi idrici regionali. Tra le operazioni più significative del suo mandato figura il coordinamento del risanamento ambientale del fiume Sarno, intervento che ha consentito il ritorno alla balneabilità della costa vesuviana dopo decenni di inquinamento.

Il programma: governance, norme e competenze

Nel discorso di insediamento Mascolo ha tracciato con chiarezza il paradigma che orienterà il quadriennio: rafforzare la governance dei servizi ambientali, completare il quadro normativo del settore e investire nelle competenze tecniche e amministrative degli enti.

«Per troppo tempo un settore che gestisce miliardi di investimenti strategici per il Paese ha operato dentro cornici istituzionali incomplete o ambigue», ha dichiarato il neopresidente. «Se vogliamo garantire servizi efficienti, sostenibili e di qualità, dobbiamo rafforzare il livello di governo in cui la regolazione diventa programmazione, investimenti e risultati concreti».

Tra le priorità indicate: il pieno riconoscimento degli enti di governo d’ambito (EGATO) come snodo strategico tra Stato, regolazione nazionale e territori; il rafforzamento del secondo livello di regolazione, quello territoriale; e il potenziamento dell’ANEA Academy attraverso collaborazioni con il mondo accademico. «Governance chiara, competenze solide, comunicazione trasparente e una comunità istituzionale coesa sono la condizione per garantire servizi ambientali moderni e sostenibili», ha concluso.

Il passaggio di consegne con Raito

Il presidente uscente Leonardo Raito, che ha guidato ANEA negli ultimi due anni, ha tracciato un bilancio positivo del mandato. Tra i risultati ottenuti, Raito ha citato il riconoscimento della personalità giuridica dell’associazione, la promozione di modelli di economia circolare, la nascita dell’ANEA Academy e l’avvio di un percorso verso un testo unico su acqua e rifiuti con un ruolo centrale degli EGATO.

«La nuova dirigenza proseguirà nel rafforzamento di questo percorso», ha assicurato Raito in chiusura, sottolineando come l’obiettivo principale del suo mandato sia stato consolidare il peso istituzionale di ANEA nel panorama dei servizi pubblici italiani. Mascolo, dal canto suo, ha ricordato la visione originaria dell’associazione: «Ventidue anni fa ANEA nasceva dalla convinzione che i servizi pubblici ambientali non potessero essere governati senza un livello d’ambito forte, competente, responsabile. Quella convinzione oggi è diventata realtà operativa».

Anziana operata alla rotula, ma il gesso resta oltre i tempi: la denuncia di Borrelli (Avs)

La paziente è un’anziana vedova residente a Pozzuoli, caduta in casa a gennaio e rimasta con una frattura scomposta della rotula destra. Ricoverata nel reparto di ortopedia dell’ospedale Santa Maria delle Grazie, è stata sottoposta il 30 gennaio a un’operazione di riduzione e osteosintesi con esito ritenuto positivo.

Alla dimissione i medici hanno disposto l’immobilizzazione con doccia gessata femoro‑podalica e indicato chiaramente che la rimozione dell’immobilizzazione andasse effettuata entro circa 30 giorni, con successivo controllo ortopedico.

Una “odissea” per togliere il gesso

Secondo quanto raccontato dalla figlia, però, la procedura è diventata un vero e proprio percorso a ostacoli. La famiglia dispone di un’impegnativa con priorità e di una prescrizione specifica per la rimozione del gesso, ma al Cup riceve notizie inaspettate.

«Quando andiamo al Cup ci dicono che la prima data disponibile è addirittura a giugno», spiega la figlia. «Sono passati oltre 40 giorni dall’intervento e mia madre è ancora immobilizzata. Ha dolori e problemi alla gamba e nessuno sembra preoccuparsene. Ci mandano avanti e indietro senza una soluzione».

La famiglia precisa di non potersi permettere una visita privata e denuncia di aver provato più volte a far presente la situazione anche ai medici ortopedici, senza ottenere risposte.

Borrelli: “Inaccettabile attendere mesi per una prestazione urgente”

Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto la segnalazione della figlia della donna. «È inaccettabile», afferma, «che una paziente operata debba aspettare mesi per una prestazione che i medici stessi indicano come necessaria entro 30 giorni».

«Chiederemo immediatamente chiarimenti all’Asl e alla direzione sanitaria affinché venga garantita subito la rimozione del gesso e il corretto percorso di cura», conclude Borrelli, sottolineando la gravità di una situazione che mette a rischio la salute e la convivenza di una persona anziana.

Manfredi smorza polemiche su Da Vinci: «La canzone per il referendum? Separiamo la musica dalla politica»

Napoli – “Sono solo canzonette”, cantava Edoardo Bennato. E proprio a questa celebre citazione si affida il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per spegnere sul nascere le polemiche che hanno sfiorato Sal Da Vinci nelle ultime ore.

L’occasione per fare chiarezza è stata la cerimonia di conferimento della medaglia della città all’artista partenopeo, reduce dal trionfo all’ultimo Festival di Sanremo. Al centro del dibattito ci sono le recenti indiscrezioni giornalistiche secondo cui il brano vincitore, “Per sempre sì”, potrebbe essere scelto come colonna sonora per sostenere la campagna a favore del “sì” al prossimo referendum sulla giustizia.

Una prospettiva che ha inevitabilmente acceso la discussione politica, spingendo il primo cittadino a tracciare un confine netto tra l’espressione artistica e la strumentalizzazione elettorale. “C’è libertà di espressione, per cui ognuno dice e pensa quello che vuole”, ha sottolineato Manfredi rispondendo alle domande dei cronisti. “Noi dobbiamo però tenere separata quella che è una canzone da quelle che sono interpretazioni politiche e sociali che lasciano il tempo che trovano”.

L’invito del sindaco è dunque quello di concentrarsi esclusivamente sul valore artistico del pezzo, senza sovraccaricare di significati ulteriori un brano nato con intenti ben diversi. “Pensiamo alla musica e al messaggio positivo che Sal lancia”, ha concluso Manfredi. “Parlare d’amore significa anche parlare di una cosa positiva in un momento così complesso e difficile come quello che stiamo vivendo”.

Pompei, il volto della tragedia: i calchi delle vittime in mostra permanente alla Palestra Grande

Pompei – Non sono solo reperti archeologici, ma frammenti di umanità interrotta. Da oggi, la Palestra Grande degli scavi di Pompei ospita un “memoriale” destinato a restare impresso nella memoria dei visitatori: un’esposizione permanente che raccoglie 22 calchi in gesso, riproduzioni fedeli degli abitanti sorpresi dalla furia del Vesuvio nel 79 dopo Cristo.

Il percorso è stato inaugurato ufficialmente questa mattina dal Direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

L’ultimo respiro di una città

L’allestimento permette di guardare dritto negli occhi l’orrore di quei momenti. Grazie alla storica tecnica dei calchi — ottenuti colando il gesso nei vuoti lasciati dai corpi ormai decomposti sotto la coltre di cenere — le vittime riemergono nel loro ultimo, disperato atteggiamento.

Ci sono donne accovacciate nel tentativo di farsi piccole, bambini stretti tra le braccia dei genitori e uomini distesi, con le membra scomposte o le mani premute sul volto per proteggersi dai gas tossici e dal calore. Un “fermo immagine” di dolore che restituisce la dimensione individuale di una catastrofe collettiva.

Un memoriale tra archeologia e commozione

Per la prima volta, queste figure non sono esposte come elementi isolati, ma compongono un percorso organico e permanente. «È il modo per guardare in faccia quella tragedia e percepire la paura di chi cercò, inutilmente, di salvarsi», spiegano gli organizzatori. Oltre alle drammatiche silhouette umane, l’allestimento offre uno spaccato della vita quotidiana interrotta: in mostra si trovano anche i cibi dell’epoca, anch’essi carbonizzati e conservati dal tempo, che offrono un contrasto stridente tra la normalità di un pasto e l’eccezionalità della fine.

Tensioni sul fronte delle guide

L’inaugurazione avviene però in un clima di parziale tensione sindacale. Le guide turistiche hanno infatti manifestato le proprie perplessità, inviando una diffida al Direttore Zuchtriegel. Al centro della polemica, la richiesta che i tour all’interno del sito e delle nuove esposizioni siano affidati esclusivamente a personale abilitato, a tutela della qualità della narrazione storica e della professionalità della categoria, evitando che la gestione dei flussi possa andare a discapito delle competenze certificate.

Benzina, sfondato il muro dei 2 euro in autostrada

Roma – La mazzetta del carburante continua a colpire gli automobilisti italiani, con un rincaro che in autostrada assume i contorni di una stangata. Secondo l’analisi odierna dell’Unione Nazionale Consumatori, la benzina in modalità self service ha superato quota 1,9 euro al litro sulla rete autostradale, un incremento che non trova giustificazione nell’andamento delle materie prime.

Il paradosso del prezzo: petrolio giù, pompe su

«È incredibile che, nonostante il calo di ieri dei prezzi del petrolio, in nessuna regione italiana o nella rete autostradale ci sia stato un ribasso dei prezzi alla pompa», denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Si tratta dell’ennesima dimostrazione che c’è una speculazione galoppante e che nessuno sta facendo qualcosa per bloccarla».

Il paradosso è evidente: mentre le quotazioni internazionali del greggio mostrano un trend in discesa, i listini italiani restano ancorati a valori elevati, con un effetto “tenaglia” sulle tasche dei cittadini.

Rincari record sulla rete autostradale

A pesare come un macigno sono i dati pubblicati oggi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), che fotografano una situazione di forte tensione proprio laddove il consumatore è più “prigioniero”: le autostrade.

Benzina self service: il prezzo medio schizza a 1,902 euro al litro, con un balzo di 1,6 centesimi rispetto a ieri (quando era a 1,866 euro).
Gasolio self service: la stangata è ancora più pesante, con un incremento di 2,7 centesimi che porta la media a 2,093 euro al litro, ben oltre la soglia psicologica dei due euro.
Unc: «Dati regionali inaffidabili, ma la speculazione è palese»

L’analisi dell’Unc, però, si scontra con una difficoltà tecnica. «Purtroppo, i dati delle medie regionali del Mimit continuano a presentare anomalie: ieri per l’Abruzzo, oggi per la Campania», spiega Dona. «Questo ci impedisce di stilare la tradizionale classifica delle regioni più care. Ma al di là degli errori tecnici, il dato politico è chiaro: nessuno, oggi, ha abbassato i prezzi. La doppia velocità tra listini alla pompa e costo del greggio non è mai stata affrontata e risolta».

La ricetta: taglio delle accise fino a 20 cent

Di fronte a questa escalation, l’Unione Nazionale Consumatori rilancia con forza la propria proposta già avanzata nei giorni scorsi, aggiornandola all’emergenza attuale. La richiesta al Governo è di un intervento immediato sulle accise.

«La nostra richiesta di ridurre le accise di almeno 10 centesimi oggi resta valida solo per la benzina», precisa Dona. «Per il gasolio, in deroga all’allineamento chiesto dall’Ue, serve un taglio ben più corposo, di almeno 20 centesimi al litro. Solo così si potrebbe riportare il prezzo a livelli alti ma tollerabili».

I numeri della “svolta”

L’istituto di consulenza fa anche i calcoli su come cambierebbero i listini con un intervento di questa portata.

In autostrada: grazie al taglio di 20 cent più l’Iva al 22%, il gasolio scenderebbe dagli attuali 2,093 euro a 1,849 euro al litro. Una cifra ancora significativa, ma inferiore alla media mensile Mase dell’ottobre 2023 (1,890 euro).

Sulla rete ordinaria: l’effetto sarebbe ancora più marcato. Sebbene l’anomalia dei dati Mimit impedisca un calcolo preciso, l’Unc stima che il prezzo del gasolio scenderebbe sotto 1,77 euro al litro, attestandosi al di sotto della media mensile del Mase dell’aprile 2024 (1,798 euro).

«Siamo di fronte a una speculazione che non può più essere tollerata. Il Governo ha gli strumenti per intervenire e deve farlo subito, prima che i rincari mettano in ginocchio famiglie e imprese», conclude Dona.

Furto di farmaci oncologici nel Sannio, un arresto nel Napoletano: colpo da 280mila euro

Benevento – Un arresto nel Napoletano per il furto di farmaci oncologici e salvavita messo a segno nella notte del 3 gennaio 2023 nella farmacia territoriale dell’Asl di Benevento, all’interno dell’ospedale di Sant’Agata de’ Goti. L’uomo, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe agito in concorso con altri componenti di un gruppo ritenuto specializzato nei colpi ai danni delle farmacie ospedaliere.

L’operazione è stata eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Benevento nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura sannita. Per gli inquirenti, l’arrestato è gravemente indiziato del delitto aggravato di furto di medicinali ad altissimo costo, successivamente destinati alla rivendita sul mercato nero.

Il colpo nella farmacia dell’ospedale

Secondo quanto emerso, la banda sarebbe entrata in azione nella struttura sanitaria di Sant’Agata de’ Goti dopo aver forzato l’accesso allo stabile. Gli investigatori ricostruiscono che i malviventi avrebbero prima divelto la grata di ferro posta a protezione di una finestra esterna, quindi forzato l’infisso del bagno riuscendo così a introdursi nei locali della farmacia.

Una volta all’interno, il gruppo avrebbe svuotato tre frigoriferi, portando via tutti i farmaci custoditi, in particolare medicinali destinati alla cura di patologie oncologiche e malattie rare. Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato intorno ai 280mila euro.

Il sistema della banda e il mercato nero

Le indagini hanno consentito di delineare, secondo l’accusa, l’esistenza di un gruppo dedito in maniera sistematica ai furti di farmaci ad alto costo in diverse regioni d’Italia. Un’attività criminale che avrebbe provocato danni ingenti al Servizio sanitario nazionale, sottraendo medicinali fondamentali per pazienti affetti da gravi patologie.

Il gruppo, riferisce la Procura di Benevento, avrebbe agito seguendo un modus operandi ormai consolidato. Prima dei colpi venivano eseguiti sopralluoghi tecnici per studiare i sistemi di difesa delle farmacie ospedaliere; poi le telecamere venivano neutralizzate con scatole di cartone, i sensori d’allarme schermati con vaschette di alluminio e i cavi delle linee telefoniche recisi prima di forzare gli accessi con piedi di porco e altri strumenti da scasso.

Per le comunicazioni operative, gli indagati avrebbero utilizzato utenze dedicate, i cosiddetti “telefoni citofono”, intestati a prestanome e impiegati esclusivamente per l’organizzazione dei furti.

Il coordinamento tra procure

Un passaggio ritenuto decisivo dagli inquirenti è stato il coordinamento investigativo con la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Proprio questa sinergia, si legge nella nota della Procura, avrebbe consentito di documentare la convergenza di interessi criminali e di rafforzare il quadro indiziario nei confronti di più soggetti coinvolti nell’inchiesta.

L’indagine resta aperta e punta ora a chiarire ulteriori responsabilità e ramificazioni del gruppo, ritenuto attivo nel traffico illecito di farmaci salvavita sottratti alle strutture pubbliche.

Linea 6, orario prolungato fino alle 21.30: accordo nella notte tra Anm e sindacati

Napoli – Dal 23 marzo la Linea 6 della metropolitana di Napoli resterà in funzione più a lungo. L’orario di esercizio sarà infatti esteso fino alle 21.30 nei giorni feriali.

L’intesa è stata raggiunta nella notte tra l’Azienda napoletana mobilità e le organizzazioni sindacali, come annunciato dall’assessore comunale alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza.

«Ci siamo – ha spiegato Cosenza – questa notte è stato siglato l’accordo tra Anm e i sindacati. Da lunedì 23 marzo, o comunque appena arriverà il via libera da Ansfisa, la Linea 6 prolungherà l’orario di servizio fino alle 21.30».

Oggi chiude alle 15.30

Attualmente la linea termina il servizio nel primo pomeriggio, alle 15.30, una limitazione legata alla disponibilità dei convogli in circolazione.

«È il massimo che si può fare con i treni attuali – ha aggiunto l’assessore – ma stiamo lavorando intensamente per mettere in esercizio i nuovi convogli».

L’allungamento dell’orario rappresenta quindi una prima tappa verso il pieno utilizzo dell’infrastruttura, che nei prossimi mesi dovrebbe vedere ulteriori miglioramenti.

Nuovi treni entro fine anno

Secondo il cronoprogramma indicato dal Comune, i primi nuovi treni destinati alla Linea 6 dovrebbero entrare in servizio entro la fine dell’anno, consentendo un ulteriore potenziamento della frequenza e degli orari.

Cosenza ha voluto ringraziare sia l’azienda di trasporto sia le organizzazioni sindacali per l’accordo raggiunto: «Un grazie per l’enorme sforzo organizzativo di Anm e ai sindacati che hanno aderito a questo nuovo avanzamento».

Il peso di Anm nel trasporto regionale

Nel commentare la novità, l’assessore ha ricordato anche i numeri del trasporto pubblico cittadino.

«L’Azienda napoletana mobilità – ha sottolineato – con i suoi 100 milioni di passeggeri all’anno e circa il 40% del trasporto pubblico giornaliero in Campania è sempre più un punto di riferimento a livello nazionale.

Lo sapevate che Pomigliano d’Arco ha la forma di un aereo?

Pomigliano d’Arco, cittadina di circa 40.000 abitanti in provincia di Napoli e uno dei principali poli industriali del Sud Italia, nasconde una curiosità urbanistica davvero singolare: Pomigliano d’Arco forma aereo non è solo uno slogan da social, ma un richiamo storico a un progetto urbanistico unico nel suo genere.

La città e il suo progetto “aereo”: quando urbanistica e visione si incontrano

La storia urbana di Pomigliano d’Arco è profondamente legata al suo sviluppo industriale. Negli anni ’30, con la nascita dello stabilimento aeronautico Alfa Romeo Avio, parte dell’ambizioso progetto di industrializzazione dell’Italia meridionale, fu concepito un disegno urbano che oggi alcuni osservatori associano alla silhouette di un aeroplano.

Secondo diversi studi storici e fonti locali, nel 1939 l’architetto Alessandro Cairoli lavorò alla realizzazione di una cittadella industriale e residenziale in cui la pianta urbana assumeva proporzioni e direzioni tali da ricordare, dall’alto, un aeroplano. Sebbene il progetto originale sia stato in gran parte compromesso dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l’idea di Pomigliano d’Arco forma aereo resta una suggestione urbanistica legata alla storia industriale della città e alla sua vocazione tecnologica.

Dal passato industriale al presente urbano

Oggi Pomigliano d’Arco è conosciuta soprattutto per la sua rilevanza industriale. Qui si trovano stabilimenti storici legati ad Alfa Romeo e, più recentemente, a gruppi come Stellantis e Avio Aero, realtà impegnate nella produzione automobilistica e aeronautica moderna.

La storia dell’insediamento industriale iniziò con la creazione di un grande centro aeronautico, tra i più importanti d’Europa prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, grazie all’impegno dell’ingegnere Ugo Gobbato e all’architetto Cairoli. Anche se la guerra e il successivo sviluppo urbano hanno trasformato profondamente il territorio, la leggenda della città a forma di aeroplano rimane radicata nella cultura locale e nei racconti storici.

Ma Pomigliano non è solo memoria: la città sta vivendo nuove trasformazioni urbanistiche. Recentemente sono stati approvati piani urbanistici che puntano su sostenibilità ambientale, aree verdi e mobilità alternativa, segnando un’evoluzione moderna rispetto alla struttura storica del territorio.

Pomigliano oggi: tra mobilità sostenibile e identità industriale

Oltre alla storia e alle curiosità urbanistiche, Pomigliano d’Arco si trova oggi al centro di nuovi progetti urbani. Tra questi spiccano interventi per migliorare la mobilità cittadina e collegare meglio il territorio alle infrastrutture di trasporto nazionali, come la stazione ad alta velocità di Afragola, tramite arterie sostenibili e servizi pubblici ecologici.

In parallelo, iniziative di riqualificazione urbana e piani di sviluppo socio-economico cercano di coniugare il ruolo storico della città come centro industriale con obiettivi di qualità della vita per i cittadini e attenzione all’ambiente.

Infine, nel tessuto culturale locale emergono memorie e simboli che richiamano la vocazione aeronautica di Pomigliano d’Arco, come installazioni di velivoli storici in spazi pubblici, che sottolineano il legame tra identità cittadina e storia industriale.

Pomigliano d’Arco: lo sapevi che la città ha la forma di un aereo?

Pomigliano d’Arco vista dall’alto nasconde una curiosità sorprendente: la sua pianta urbana richiama la forma di un aereo. Storia, industria e urbanistica.

Pomigliano d’Arco

Pomigliano d’Arco forma aereo

Casal di Principe, controlli ambientali dei carabinieri: sequestrate due aree, denunciato un imprenditore

Due aree sequestrate e un imprenditore denunciato per una lunga serie di reati ambientali e urbanistici. È il bilancio di un controllo effettuato dai carabinieri della stazione di Casal di Principe nell’ambito delle attività di contrasto agli illeciti contro l’ambiente.

Al centro delle verifiche una società operante nel settore della produzione e commercializzazione di materiali edili, tra cui il cemento. Al termine degli accertamenti i militari dell’Arma hanno deferito in stato di libertà un 28enne del posto, amministratore unico dell’azienda.

Le contestazioni riguardano diversi illeciti, tra cui lo scarico non autorizzato di acque reflue industriali, l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nelle acque, la gestione irregolare di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e le emissioni in atmosfera prive delle necessarie autorizzazioni. A queste si aggiungono anche violazioni di natura edilizia e il cambio illecito della destinazione d’uso di un terreno agricolo trasformato in area industriale.

Nel corso dell’ispezione i carabinieri hanno individuato, all’interno di una prima area recintata, un’attività illegale di tritovagliatura e un vasto deposito di rifiuti. Tra i materiali rinvenuti figuravano residui ferrosi, pneumatici, oli esausti, componenti meccaniche provenienti da auto e camion e fanghi mescolati a materiali inerti e breccia, utilizzati per ricoprire parte del piazzale.

Ulteriori verifiche hanno portato alla scoperta di un secondo sito, poco distante e non recintato, dove erano stati accumulati altri rifiuti. In questo caso i militari hanno trovato pezzi meccanici di veicoli, lamiere, tubazioni, rottami ferrosi e diversi cumuli di materiali di risulta utilizzati anche per la produzione di calcestruzzo.

Le due aree risultavano inoltre interessate dalla realizzazione di strutture abusive su terreni accatastati come agricoli e situati in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico nei pressi dei Regi Lagni. Al termine dell’operazione i carabinieri hanno disposto il sequestro penale di entrambe le aree, mentre per l’imprenditore è scattata la denuncia.

Serie A, gli arbitri della 29ª giornata: Abisso per Napoli-Lecce; Manganiello dirige Inter-Atalanta

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Sono state ufficializzate le designazioni arbitrali per la ventinovesima giornata del campionato di Serie A. L’Associazione italiana arbitri ha comunicato i direttori di gara che guideranno le sfide del prossimo turno, caratterizzato da diversi incontri di rilievo nella corsa alle posizioni alte della classifica.

Ad aprire il weekend sarà l’anticipo tra Inter e Atalanta, in programma sabato alle 15, affidato all’arbitro Gianluca Manganiello. Sempre nella giornata di sabato, ma in serata, sarà Maurizio Mariani a dirigere il confronto tra Udinese e Juventus, previsto alle 20.45. Tra le partite più attese della domenica figura Como-Roma, in calendario alle 18, che sarà diretta da Davide Massa.

A chiudere il programma dei big match sarà Lazio-Milan, prevista alle 20.45, per la quale è stato designato Marco Guida. Il turno prenderà il via già venerdì sera con Torino-Parma, affidata a Fabio Maresca. Sabato pomeriggio sarà la volta di Napoli-Lecce, diretta da Rosario Abisso. Domenica il programma proseguirà con Verona-Genoa alle 12.30 sotto la direzione di Matteo Marchetti, mentre nel pomeriggio Pisa-Cagliari sarà arbitrata da Federico La Penna e Sassuolo-Bologna da Kevin Bonacina. A chiudere la giornata, lunedì sera, sarà Cremonese-Fiorentina con Daniele Di Bello.

Sal Da Vinci chiarisce: «Nessuno spot per Meloni con la mia canzone»

Napoli – Una giornata divisa tra il riconoscimento delle istituzioni, i chiarimenti politici e un profondo cordoglio cittadino. A margine della cerimonia al Maschio Angioino, dove ha ricevuto la medaglia della città di Napoli per celebrare il suo trionfo all’ultimo Festival di Sanremo, Sal Da Vinci ha affrontato i cronisti smentendo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore e mostrando la sua vicinanza a una famiglia distrutta dal dolore.

Il “giallo” del referendum e la telefonata della premier

Il primo punto a essere chiarito riguarda il destino del suo brano vincitore, Per sempre sì. Nelle ultime ore si era rincorsa la voce di una richiesta diretta da parte della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per utilizzare la canzone come inno della campagna referendaria a sostegno del “Sì”. Un’ipotesi che l’artista ha smentito categoricamente: “Non mi ha chiesto di usare la canzone per il referendum, sono parole che volano nel web e diventano gigantesche”.

Il cantautore napoletano ha poi ridimensionato i contatti con Palazzo Chigi, confermando di aver sentito la premier, ma solo per un rapido scambio di cortesie: “Mi ha chiamato facendomi i complimenti per la vittoria a Sanremo ed è finita lì. È stata una telefonata durata trenta secondi, anche perché aveva altre cose molto più importanti di cui occuparsi rispetto alla mia vittoria”.

Il lutto per Domenico: “È il figlio di tutti”

Dal palcoscenico di Sanremo alla dura realtà della cronaca locale, il tono di Sal Da Vinci si è poi fatto grave quando ha affrontato il tema della tragica scomparsa di Domenico Caliendo, il bambino deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. In segno di rispetto per il dolore della famiglia e per non sovrapporsi ai funerali, l’artista nei giorni scorsi ha deciso di rinviare di 24 ore la grande festa organizzata nel suo quartiere.

“Ho sentito Patrizia, la mamma del piccolo, e suo marito proprio un minuto prima di scendere dall’auto”, ha raccontato un commosso Da Vinci. “Ho chiesto loro umilmente di svuotare questa rabbia che hanno dentro, perché è fondamentale, anche per sostenere gli altri due figli”. Un dolore che esce dalle mura di casa e investe l’intera città: “È un dolore di tutta la famiglia, ma soprattutto di tutta la comunità. Domenico è il nostro figlio, non è solo il figlio di Patrizia. Se nel mio piccolo hanno bisogno di una parola di conforto, io ci sono”.

Scampia: la guerra quotidiana contro lo spaccio sembra senza fine

Un’altra botta per Scampia

Ragazzi, parliamo di Scampia. Un arresto per spaccio di droga ha di nuovo scosso il quartiere, portando alla luce una realtà che, purtroppo, conosciamo fin troppo bene. Un’operazione che ci ricorda che la lotta contro la mafia e le attività illecite è una battaglia continua, ma evidentemente non sufficiente.

La vita nei quartieri difficili

Scampia, un luogo che racconta storie di speranza e disperazione. Qui giovani e meno giovani combattono ogni giorno per trovare una strada diversa. Eppure, l’eco del crimine è forte e costante. La polizia compie il suo lavoro, ma è evidente che c’è bisogno di qualcosa di più: di opportunità, di investimenti, di ascolto. Non possiamo affidarci solo agli arresti.

Riflessioni sul futuro

Per ogni spacciatore arrestato, ci sono centinaia di giovani che restano bloccati in un circolo vizioso. Razionalmente, è chiaro che la soluzione non può essere solo repressiva. Serve una vera e propria rivoluzione culturale e sociale. Servono speranze che siano più forti delle tentazioni.

Un invito alla comunità

Questa è una chiamata a tutti noi: cosa possiamo fare per cambiare la situazione? Non basta più lamentarsi davanti al bar, è il momento di agire. La società civile deve unirsi, reclamare spazi e iniziative per i giovani, per costruire giorno dopo giorno un futuro migliore. Che ne pensate, come possiamo ripartire per il bene di Scampia e delle aziende sane?

Napoli e il crimine: un ciclo infinito di arresti e derubati

I tre arresti in un mese: follia o strategia?

Immaginate di essere arrestati tre volte in un mese. Succede a Napoli, dove il confine tra vita normale e criminalità è inesistente. E non parliamo di un evento raro, è la quotidianità per alcuni. È una battaglia senza tregua contro un sistema marcio. Da un lato ci sono le forze dell’ordine che cercano di mantenere la calma, dall’altro i malviventi che si sentono invincibili.

Finti agenti e furti ai corrieri: il crimine si rinnova

È l’ultima moda: finti agenti di polizia che derubano corrieri di elettronica. Una rapina ben orchestrata che brucia in un attimo il lavoro di tanti. È davvero incredibile quanto la criminalità possa adattarsi e camuffarsi. E la gente? La gente ha paura. Un clima di incertezza che fa crescere il desiderio di sicurezza, ma le soluzioni sembrano lontane.

Le conseguenze per la popolazione

La popolazione è stanca. Ogni giorno deve fare i conti con storie come quelle degli ultimi arresti o delle rapine con finti poliziotti. Si sentono abbandonati. Le istituzioni devono intervenire, ma parliamo sempre di promesse che non si concretizzano. Come se il tempo si fosse fermato in questo ciclo di violenza e insoddisfazione.

Un futuro incerto

Arresti e crimine: Napoli è in un circolo vizioso. Lamentarsi non basta, è tempo di agire. Cosa serve per spezzare questo ciclo? Servono misure concrete, un cambio di mentalità, e una voce comune che gridi basta. I napoletani meritano di sentirsi al sicuro nella propria città.

La domanda resta: fino a quando si tollererà questa situazione? I cittadini hanno il potere di cambiare le cose, ma sono pronti a farlo?

Furti di farmaci oncologici: che vergogna!

Un attacco insensato alla vita

La Campania è ancora una volta sotto i riflettori, ma non per i motivi giusti. I furti di farmaci oncologici salvavita sono un atto inqualificabile che fa rabbrividire. Dieci misure cautelari emesse, ma chi ci resta tra il silenzio e l’indifferenza?

Una battaglia contro il tempo

Ogni pillola rubata è una vita messa in difficoltà. I cittadini sfornano la loro indignazione da bar: come può accadere una cosa del genere in una società che si definisce civile? La presenza della mafia nel settore sanitario è un male da estirpare con urgenza.

Il potere della resistenza popolare

Allo stesso tempo, vediamo il lato positivo. Le autorità, finalmente in movimento, devono fare di più. La risposta della comunità sana deve essere forte, pronta a denunciare senza paura. Abbiamo bisogno di un’alleanza tra cittadini e forze dell’ordine. Perché qui, nella nostra Napoli, ogni gesto conta.

Un’appello alla comunità

Ci troviamo in una fase cruciale. Non possiamo rimanere a guardare mentre si gioca con le vite delle persone. La vera forza di Napoli sta nella sua gente. Siamo pronti a reagire o la paura dei ritorsioni ci fermerà?

Fiorello Avvocato di Sal Da Vici: Un Mix di Umorismo e Realtà nel Mondo dello Spettacolo

La recente gag di Fiorello nel ruolo di avvocato per Sal Da Vinci ha suscitato un’onda di divertimento e approvazione tra il pubblico. In un momento storico in cui la satira prende forma in contesti inusuali, questo sketch si fa portavoce di un intrattenimento che sa apprezzare le sfumature della vita.

La scelta di Fiorello di indossare le vesti di avvocato è una mossa strategica che riflette la versatilità dell’artista. Non è solo un momento di comicità, ma una critica velata a situazioni legali che spesso popolano le cronache. Attraverso l’umorismo, Fiorello riesce a mettere in luce la complessità delle questioni legali e sociali, senza mai perdere di vista l’importanza della risata.

Un legame tra arte e giustizia

Nel panorama dello spettacolo, l’arte e la giustizia si intrecciano sempre più, come dimostra questo episodio. La figura dell’avvocato, spesso percepita come seria e distaccata, è resa accessibile e divertente. Questo non solo intrattiene, ma offre anche una riflessione su come i personaggi pubblici navigano le proprie vite, affrontando questioni legali con un senso di ironia e audacia.

In un’epoca in cui la comicità sta sempre più abbracciando argomenti seri, è lecito domandarsi se il confine tra recitazione e vita quotidiana si stia assottigliando. Questo epico sketch di Fiorello ci invita a riflettere: fino a che punto l’umorismo può rappresentare una cura e una risposta alle sfide del mondo contemporaneo?

 

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Caserta, fermato con dosi di crack e contanti in auto: arrestato 52enne

Un controllo di routine si è trasformato in un arresto nel tardo pomeriggio di lunedì 9 marzo a Caserta. I carabinieri della Compagnia cittadina hanno fermato un’autovettura lungo via Galatina, una delle principali arterie di collegamento della città, scoprendo che uno degli occupanti nascondeva diverse dosi di crack.

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile stavano effettuando servizi di pattugliamento finalizzati alla prevenzione dei reati contro il patrimonio e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti quando hanno deciso di controllare l’auto con a bordo un uomo e la moglie.

Fin dai primi momenti l’atteggiamento del conducente, apparso nervoso e particolarmente circospetto, ha insospettito i carabinieri, che hanno deciso di approfondire gli accertamenti con una perquisizione personale e veicolare. Durante il controllo è emerso che l’uomo nascondeva nella tasca anteriore dei pantaloni 14 involucri contenenti crack per un peso complessivo di circa 3,7 grammi. Insieme alla droga i militari hanno trovato anche 130 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti presumibile provento dell’attività di spaccio.

Per il 52enne, residente a Portico di Caserta e già noto alle forze dell’ordine, sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La moglie, incensurata e presente in auto al momento del controllo, non risulta coinvolta nella vicenda. La sostanza stupefacente e il denaro sono stati sequestrati, mentre l’uomo è stato accompagnato negli uffici dell’Arma e successivamente trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma, a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa del rito direttissimo.

Camorra, giudizio immediato per il boss di Bagnoli e il suo braccio destro

Napoli – Finiranno direttamente davanti alla Corte di Assise senza passare dall’udienza preliminare Massimiliano Esposito, detto ’o scognato, e Luigi Bitonto, alias provolino, ritenuti elementi di vertice della criminalità organizzata nell’area flegrea.

I due sono accusati di essere tra gli esecutori materiali del brutale omicidio di Antonio Ivone, avvenuto nell’agosto del 2000 a Bagnoli, e saranno processati a partire dal prossimo 12 settembre.

La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Fabrizio Finamore, che ha firmato il decreto di giudizio immediato disponendo il rinvio a giudizio dei due presunti killer davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise. A difendere gli imputati saranno gli avvocati Roccio Maria Spina, che assiste entrambi, e Claudio Davino, legale di fiducia di Esposito.

Una lunga vicenda giudiziaria

Il provvedimento arriva al termine di un complesso percorso giudiziario. Nei mesi scorsi il Tribunale del Riesame aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare a carico dei due imputati, ma la Procura ha impugnato la decisione e la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha disposto una nuova valutazione del caso. A marzo 2025, i giudici della libertà hanno ripristinato la misura cautelare per entrambi, aprendo la strada al giudizio immediato.

Resta ora da capire se Esposito e Bitonto sceglieranno di affrontare il processo con rito ordinario o se opteranno per l’abbreviato, strategia che, in caso di condanna, potrebbe garantire loro uno sconto di pena.

Il racconto dei pentiti: “Ivone ucciso per il controllo di Bagnoli”

La vera svolta nelle indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, è arrivata lo scorso anno grazie alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Marco Conte e Raffaele Giogli. Conte ha indicato in modo dettagliato la composizione del gruppo che avrebbe partecipato all’omicidio: “Io, Massimiliano Esposito, Luigi Bitonto, Massimiliano De Franco (poi deceduto), Pietro Esposito detto Pierino (anch’egli deceduto) e Raffaele Giogli”.

Secondo i verbali, il movente dell’omicidio sarebbe stato legato alla volontà di Massimiliano Esposito di imporsi come leader assoluto sulla zona flegrea, eliminando potenziali rivali. Antonio Ivone, infatti, era ritenuto vicino a Rodolfo Zinco, legato al clan Rossi, storico nemico del gruppo Esposito.

“Massimiliano – racconta ancora Conte – voleva colpire Zinco, ma non riuscendo a trovarlo, ordinò di colpire Ivone, che si trovava seduto davanti a un chiosco in via Tertulliano”. È lì che, secondo l’accusa, sarebbe scattata la decisione di uccidere. Bitonto, secondo i racconti, avrebbe coordinato il gruppo: “Fece segno a Giogli e a Pietro Esposito di avvicinarsi e indicò loro Ivone. Poi si rivolse a me dicendo di essere pronto a coprire la fuga”.

A sparare, sempre secondo la ricostruzione dei pentiti, sarebbe stato Massimiliano Esposito, seguito da Giogli, la cui pistola però si sarebbe inceppata. Nell’azione, fu sfiorato anche un parente della vittima, verso il quale Giogli esplose un colpo senza ferirlo.

Il processo fissato per il 12 settembre

Con le accuse formalizzate e i gravi indizi raccolti, ora Massimiliano Esposito e Luigi Bitonto dovranno difendersi in aula da una delle accuse più pesanti previste dal codice penale: omicidio aggravato dal metodo mafioso. Un processo, fissata per il 12 settembre, che si preannuncia complesso, ma che potrebbe scrivere una pagina importante nella lunga e sanguinosa storia della camorra dei quartieri occidentali di Napoli.

Controlli della Guardia di Finanza nel Beneventano: scoperti quattro lavoratori in nero

Quattro lavoratori in nero scoperti e diverse irregolarità accertate tra attività commerciali e ristoranti della provincia di Benevento. È il bilancio dei controlli condotti dalla Guardia di Finanza del comando provinciale sannita nell’ambito delle verifiche contro il lavoro sommerso.

Dall’inizio dell’anno le Fiamme Gialle hanno effettuato nove attività ispettive nei confronti di società operanti sul territorio provinciale. Le verifiche hanno portato alla scoperta di quattro dipendenti per i quali il rapporto di lavoro non era stato dichiarato. Uno degli interventi è stato eseguito dai militari del gruppo di Benevento in un’attività commerciale di San Leucio del Sannio.

Nel corso del controllo è emerso che un dipendente lavorava senza le previste coperture previdenziali, mentre per un altro lavoratore è stato disconosciuto il rapporto di lavoro dichiarato. Nello stesso esercizio è stata inoltre accertata la presenza di un sistema di videosorveglianza installato senza le autorizzazioni richieste, con una sanzione amministrativa pari a 512,25 euro.

Le verifiche hanno riguardato anche due ristoranti del capoluogo sannita. In entrambi i casi i finanzieri hanno contestato l’omessa tracciabilità dei pagamenti degli stipendi ai dipendenti, che risultavano retribuiti in contanti anziché tramite strumenti consentiti come bonifici bancari, assegni o carte di pagamento.

Nel corso dei controlli in uno dei due locali è stata inoltre rilevata l’installazione di un sistema di videosorveglianza privo delle necessarie autorizzazioni. Per questa violazione è stata applicata una sanzione amministrativa di 3.720,58 euro. Le attività rientrano nei servizi di contrasto al lavoro sommerso e alle irregolarità nel mondo del lavoro, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese.