È il regno della canzone d’autore al femminile il Premio Bianca d’Aponte, l’unico concorso in Italia riservato a cantautrici. Le finali della quindicesima edizione si terranno il 25 e 26 ottobre ad Aversa al Teatro Cimarosa, diventato ormai uno dei palchi più importanti per la canzone di qualità in Italia. Ma la macchina dell’organizzazione, che si avvale della direzione artistica di Ferruccio Spinetti, è già avviata: le protagoniste saranno, ovviamente, le artiste provenienti da ogni parte d’Italia, senza distinzioni di genere, che saliranno sul palco del Cimarosa. Per partecipare alla selezione basta iscriversi seguendo le modalità del bando disponibile su: www.premiobiancadaponte.it e www.biancadaponte.it . La partecipazione è come sempre gratuita, mentre la scadenza per le iscrizioni è fissata al 27 aprile 2019. Intanto sulla pagina Youtube del Premio, all’indirizzo www.youtube.com/user/Sonounisola , sono in corso di pubblicazione i video delle finaliste dello scorso anno. Come già annunciato, in questa nuova edizione sarà Tosca (all’anagrafe Tiziana Tosca Donati) a ricoprire il fondamentale ruolo di madrina, a cui è affidato come sempre il compito di presiedere la giuria e quello di interpretare e incidere un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui il Premio è dedicato. A precedere Tosca sono state altre importanti protagoniste del panorama musicale italiano: Rachele Bastreghi dei Baustelle, Rossana Casale, Ginevra di Marco, Cristina Donà, Irene Grandi, Elena Ledda, Petra Magoni, Andrea Mirò, Simona Molinari, Nada, Mariella Nava, Brunella Selo, Paola Turci, Fausta Vetere. Artiste di genere ed estrazione molto diverse, così come era la musica di Bianca d’Aponte. Le finaliste del Premio saranno selezionate da un Comitato di garanzia del Premio, composto come sempre da cantanti, autori e compositori di notevole rilievo nonché da operatori del settore e critici musicali. Alla vincitrice del premio assoluto sarà attribuita una borsa di studio di € 1.000; per la vincitrice del Premio della critica “Fausto Mesolella” la borsa di studio sarà di € 800. Riconoscimenti della giuria andranno anche alla migliore interprete, al miglior testo ed alla migliore musica. Sono poi previsti molti altri premi assegnati da singoli membri della giuria o da enti e associazioni vicine al d’Aponte.
Premio Bianca d’Aponte: ancora on line il bando della quindicesima edizione
Ottaviano, coca nascosta nei mobili della cucina: preso 48enne
I Carabinieri della Stazione di Ottaviano hanno arrestato Saverio Franzese, un 48enne di via De Mottos già noto alle forze dell’ordine resosi responsabile di detenzione e spaccio di stupefacenti. Gli operanti l’hanno sorpreso in via Dei Nittis mentre cedeva una dose di cocaina del peso di 1 grammo a un 28enne.
La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire e sequestrare 162,03 grammi di cocaina, in parte già in dosi, 26 grammi di sostanza da taglio, 1.290 euro ritenuti provento dell’attività illecita, 2 telefoni cellulari; il tutto nascosto in barattoli nascosti tenuti nei mobili della cucina. L’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari.
Fanno ascoltare ‘Bella ciao’ in un asilo nido a Bologna: scoppiano le polemiche
‘Bella Ciao’ all’asilo nido crea polemica a Bologna. Secondo quanto riporta l’edizione locale del Resto del Carlino la presenza del canto popolare della Resistenza in una compilation per i bambini ha suscitato le perplessità di un genitore, che ha scritto al Comune, e le proteste di Forza Italia. “Solo nella Rossa Bologna – dice il consigliere comunale Francesco Sassone – può accadere che l’amministrazione comunale trovi normale e giustificabile che in un proprio nido si faccia ascoltare e cantare a bambini di poco più di due anni una canzone il cui testo, oltre ad avere chiari ed espliciti connotati politici che non devono e non possono entrare non solo in un nido, ma anche nelle scuole, non si può ritenere adatto a bambini di quell’età”. Al padre che ha chiesto il senso della scelta al Comune, l’amministrazione avrebbe risposto che si tratta di un cd che le maestre mettono dopo il pasto e che contiene Papaveri e Papere e altre filastrocche, non ravvisando, riferisce il quotidiano, nessuna inopportunità. Prima di Natale, sempre a Bologna, ‘Bella Ciao’ era stata eseguita durante un concerto di canti popolari in una parrocchia, e anche in quel caso c’erano state discussioni e critiche. Il parroco, alla fine, si era scusato.
Operai morti sul lavoro, la solidarietà del sindaco di Torre del Greco
“Esprimo il mio più sincero e profondo cordoglio alla famiglia Borriello per il dramma che sta vivendo in queste ore”. Così si è espresso il sindaco di Torre del greco, Giovanni Palomba sulla sua pagina facebook in merito alla morte dei due operai in un cantiere delle Rfi nel Milanese.
“La notizia della tragica scomparsa di Salvatore Borriello – per incidente sul lavoro, a seguito del crollo di una lastra metallica nel cantiere dove stava lavirando – lascia l’intera comunità cittadina, di Torre del Greco, attonita e perplessa. Esprimo, inoltre, massima solidarietà anche alla comunità di Ercolano, tragicamente accomunata in questa terribile vicenda per la scomparsa di Salvatore Palumbo, coinvolto nel medesimo incidente nel cantiere a Milano.
Due vite che si spezzano in un solo istante; due città che oggi si svegliano con la morte nel cuore. Non si può, nel 2019, continuare a morire così. Non si può. Ancora solidarietà- conclude Palomba- e rispetto per le famiglie Borriello e Palumbo”.
Castellammare, bimba morta per un’infezione dopo una caduta: aperta un’inchiesta
Castellammare di Stabia. E’ arrivata ieri con febbre alta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, vista la gravità della situazione i medici del nosocomio stabiese hanno deciso il trasferimento all’ospedale Santobono di Napoli. Nella giornata odierna, però, le condizioni cliniche della bambina, stabiese e di sette anni, è precipitata per poi morire in serata. La bambina, con genitori di origine rom, è finita in coma e dopo poco il suo cuore ha smesso di battere. Senza una diagnosi. Probabilmente a far scatenare la febbre alta un’infezione provocata da una ferita dopo una banale caduta. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta, disperati i familiari che risiedono nel centro antico della città. La notizia della morte ha suscitato rabbia e tristezza, la famiglia era conosciuta nel quartiere.
Raffaele Cantone: ‘A fine mandato spero di fare il procuratore’
“Ho fatto domanda per andare in tre procure e sarà il Csm a decidere. Io vorrei restare all’Anac, ma il mio mandato scade ad aprile 2020 e per fortuna non è rinnovabile come devono essere certe cariche. Finita quell’esperienza è giusto che ci sia un cambiamento. Cosi’ se il Csm accetterà il trasferimento a quelle procure bene, altrimenti il 28 aprile del 2020 tornerò a fare il magistrato”. Lo ha detto il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, al Festival di Giornalismo di Perugia.
Caso San Giorgio, chiesta al Csm la ‘tutela’ dei giudici del Riesame di Napoli per le critiche di Di Maio
Aprire una pratica a tutela dei magistrati del tribunale del riesame di Napoli che hanno scarcerato due dei tre indagati per lo stupro di gruppo nell’ascensore di una stazione della Circumvesuviana denunciato da una giovane di Portici, la cui “professionalità ” e “legittimazione” è stata posta “in dubbio” dal vicepremier Luigi Di Maio. E’ la richiesta avanzata dal gruppo di Unicost al Csm. “E’ una vergogna che, a poche settimane dalla violenza, due di quei tre delinquenti siano già liberi di andarsene in giro a farsi i cavoli propri” aveva scritto Di Maio su Facebook dopo la decisione. Parole giudicate “imprudenti e intempestive” dai consiglieri di Unicost, visto che ancora i giudici devono pronunciarsi sulla posizione del terzo indagato. “Occorre un intervento urgente e forte di questo Consiglio, prima che i fondamentali principi di indipendenza e autonomia della magistratura, oltre che di presunzione di innocenza di ogni imputato, siano irreversibilmente indeboliti da dichiarazioni rese dagli stessi soggetti che la Costituzione pone, con vincolo di giuramento, a loro salvaguardia” ha detto a nome del gruppo il consigliere Michele Ciambellini, annunciando in apertura del plenum del Csm l’iniziativa. Iniziativa su cui dovrà ora esprimersi la Prima Commissione, sul cui tavolo ci sono gia’ altre richieste di pratiche a tutela di magistrati attaccati dalla politica: una chiama in causa ancora Di Maio, ma insieme a Matteo Salvini per le parole con cui i due esponenti del governo commentarono la sentenza di assoluzione dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, nel processo sulla strage del bus con 40 morti nel 2013. Ed è probabile che la Commissione si dividerà, visto che sia i componenti laici che il gruppo di Magistratura Indipendente non condividono il ricorso alle pratiche a tutela. La polemica intanto c’e’ stata in plenum. Il laico della Lega Stefano Cavanna aveva chiesto di intervenire sull’iniziativa dei dei togati di Unicost, ma il vicepresidente David Ermini gli ha negato la parola perché “non si possono aprire dibattiti su questioni che non sono inserite all’ordine del giorno”. “Bella democrazia!”, ha commentato di Cavanna lamentando la “grave sperequazione” tra il trattamento riservato a lui e a Ciambellini. “Qui a nessuno e’ mai stato impedito di parlare, nemmeno a lei”, ha replicato ancora Ermini, ricordando di aver permesso al laico della Lega di leggere in passato in plenum una lettera molto critica nei suoi confronti indirizzata al capo dello Stato, e annunciando “d’ora in poi” un’applicazione ferrea del regolamento.
Pazienti ‘sequestrati’ nell’Opg di Aversa, assolti i 18 medici
Al termine di una lunga istruttoria dibattimentale il presidente Orazio Rossi del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso la sentenza nei confronti di Medici Psichiatri specialisti e Medici di Guardia dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Aversa accusati di maltrattamenti e di sequestro di persona ai danni di 27 allora pazienti internati nella struttura.
Assoluzioni e prescrizionI per tutti. Questa in sintesi la pronunzia. Con formula piena “perche’ il fatto non sussiste“ è stato assolto Francesco Pisauro . Assolti anche Adolfo Ferraro , i dottori Diana, Nugnes, Borrelli, Andriani, Iaccarino, Principe, Pommella, Signoriello, Vassallo, Di Tommaso, Pisauro, Ruocco, Petrosino, Cristiano, Zagaria.
Gustavo Gentile
Auto con targa straniera, numerosi fermi e denunce
Sono oltre una ventina le auto con targa straniera sequestrate dalla guardia di finanza di Torino dopo l’entrata in vigore, a partire lo scorso 4 dicembre, del ‘Decreto Sicurezza’ secondo cui chiunque sia residente in Italia, da più di 60 giorni, non possa circolare con veicoli immatricolati all’estero. Oltre al fermo delle auto, sono state contestate sanzioni per quasi 30 mila euro. Tra le auto fermate, di cittadini stranieri e anche italiani, numerose quelle di grossa cilindrata, ma anche furgoni utilizzati per attività imprenditoriali. Un fenomeno diffuso anche allo scopo di sfruttare condizioni più favorevoli per bollo e assicurazione o di rendere più difficili, se non del tutto vane, le procedure per il recupero delle sanzioni per le eventuali violazioni del Codice della Strada.
Operai napoletani morti nel cantiere delle Rfi a Milano: si indaga per omicidio colposo
Sarà l’inchiesta della magistratura a stabilire la dinamica dell’incidente e ad individuare eventuali responsabilità della morte dei due operai schiacciati da una lastra di acciaio all’interno di un cantiere delle Rfi in via Roma, a Pieve Emanuele in provincia di Milano. Napoli e la provincia piangono altre due vittime del lavoro: Salvatore Borriello, 47 anni di Torre del Greco e il suo collega Salvatore Palumbo, 55 anni, di Ercolano. Erano dipendenti della Cefi di Casoria. I lavoratori erano impegnati nella realizzazione di una paratia per delimitare la massicciata dei binari dai vicini terreni agricoli ed evitare l’attraversamento dei binari e prevenire eventuali incidenti. Nello spostamento, forse per una manovra sbagliata della gru, la lastra si è rovesciata e ha travolto due di loro. Trasportati entrambi al pronto soccorso, i due operai sono morti poco dopo. Un terzo operaio che faceva parte della squadra, invece, è rimasto illeso.L’incidente è avvenuto poco prima delle 11.30. Sul posto sono arrivate ambulanze, automediche e l’elisoccorso, ma per i due lavoratori non c’è stato niente da fare: uno è morto sul colpo, l’altro è stato trasportato in ospedale in gravissime condizioni ed è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso. Del caso è stato informato il pm di turno Danilo Ceccarelli, che segue la vicenda con i colleghi del dipartimento guidato dall’aggiunto Tiziana Siciliano. È stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo. “Le segreterie nazionali Filt, Fit, Uilt, Ugl e SLM Fast Confsal, a seguito dell’incidente mortale avvenuto nella mattinata di oggi a Pieve Emanuele esprimono il proprio cordoglio alle famiglie dei deceduti” e “ribadiscono che la sicurezza e’ una priorità assoluta nella gestione quotidiana delle attività, a maggior garanzia dei cittadini e degli addetti, perché simili tragedie non si ripetano in futuro”. Lo si legge in un comunicato unitario.
San Giorgio: nuovo incendio di un’auto in centro
San Giorgio sempre più insicura per i cittadini. Nuovo incendio di un auto in San Giorgio a Cremano nella serata di ieri. Ad andare a fuoco una smart nei pressi del noto bar Jogi in piazza Europa. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco che hanno domato l’incendio. Indagano le forze dell’ordine. Si registra intanto una rissa avvenuta sempre ieri sera in San Giorgio a Cremano a via San Martino, intorno alle ore 19:30 allorquando ragazzi in strada si sono affrontati con delle mazze. La rissa è stata poi sedata dall’intervento dei carabinieri. Sempre ieri si registra in San Giorgio a Cremano un nuovo furto di gomme da un auto in via Guido Rossa.
Giorgio Kontovas
Ad Afragola ‘l’albero dei topi’ vicino alla scuola: i cittadini chiedono interventi
L’albero dei topi. Sconcerto ad Afragola, i giardini vicino ad una scuola e alla asl invasi da topi, paura tra i residenti che temono per l’incolumità dei loro bambini e cercano di evitare quel tratto di strada. La persona che ha girato il video sostiene di averne contati oltre una ventina.
Tra le radici di un grosso albero vive una ricca e prospera comunità di ratti, ben nutriti grazie alla tanta spazzatura depositata da incivili per terra nelle adiacenze dell’albero ove si è creato un habitat prospero per i topi che hanno potuto formare una solida colonia.
Il tutto accade a corso De Gasperi ad Afragola proprio accanto all’ASL e di fronte alla scuola scuola media ” Rita di Montalcini “. Ci si interroga su quando interverrà l’amministrazione comunale a riportare dignità e decoro alla zona”.
Giorgio Kontovas
Castellammare. Rissa tra cognati al San Leonardo, polizia al Pronto Soccorso
Castellammare. Rissa tra familiari al pronto soccorso di Castellammare di Stabia. Secondo quanto accertato una discussione per motivi familiari è sfociata poi in rissa tra due cognati davanti agli occhi di altri familiari e di decine di persone in fila per essere medicate. La rissa è stata, in un primo momento, sedata dalle guardie giurate presenti nella struttura. Gli agenti hanno provveduto a separare i due e a chiamare le forze dell’ordine. Sul posto è arrivata una volante del locale commissariato che ha provveduto ad ascoltare la versione dei due familiari coinvolti e verbalizzare quanto avvenuto. Il tutto si è svolto davanti a decine di persone che erano in fila in attesa di essere medicate. Grande affluenza al pronto soccorso questa sera dove si sono registrati anche dei disagi a seguito del nuovo sistema di accettazione introdotto mediante l’utilizzo, dopo il triage, del braccialetto con il colore identificativo del tipo di prestazione da effettuare. Molti, vedendo il front office chiuso, si sono introdotti all’interno senza accettazione pretendendo di essere medicati.
Tony Colombo porta in tv i documenti che ‘inchiodano’ de Magistris. LE FOTO
E’ diventata ormai una telenovela ricca di accuse e colpi di scena la vicenda del matrimonio di Tony Colombo e Tina Rispoli. Stasera i neo sposi hanno partecipato alla trasmissione su Canale 5 “Live non è la D’Urso”. Colombo ha attaccato il primo cittadino di napoli, Luigi de Magistris definendolo “bugiardo” ed esibendo i documenti e le autorizzazioni. “Ho appreso dai giornali che da 32.000 euro l’importo della multa è sceso a 500 euro. Ho tutte le autorizzazioni, eccole. Il Sindaco di Napoli diceva che non le avevo – commenta Colombo -. Io non volevo sfruttare l’immagine di Napoli. Ho voluto regalare un’emozione a mia moglie facendole una sorpresa in Piazza del Plebiscito. Sono stato autorizzato, ho addirittura segnalato il tutto all’Ufficio Cinema del Comune. La scatola era di polistirolo. Non ho fatto un concerto, ho solo ripetuto la stessa canzone, ‘Ti amo amore mio’, più volte”.
“Il Sindaco ha detto che lui non sapeva che doveva sposarmi – rivela il cantante con documenti alla mano -. Ecco il documento che attesta che mi avrebbe dovuto sposare Luigi De Magistris. Quindi io non mi sono inventato le cose, non mi sono fatto pubblicità addosso a nessuno”.
“Tuttavia io non ce l’ho con il Sindaco, avercela con la gente è una cosa brutta. In questi cinque giorni, siamo stati male. Mia moglie, forse, è in attesa. Dovevano essere dei giorni bellissimi – commenta Tony stringendo la mano di Tina -, ma il Sindaco e tutte le persone che hanno detto e/o scritto cose negative sul nostro matrimonio non hanno fatto altro che buttarci fango addosso basandosi sul passato di mia moglie e facendoci soffrire”.
Tra gli ospiti di Barbara D’Urso protagonisti del blocco dedicato a Tony e Tina Colombo anche la giornalista e conduttrice Caterina Collovati che ha dichiarato: “Ammiro Tina, donna e mamma, perché sposando questo giovane cantante ha dimostrato di voler chiudere con il suo passato”. Tony Colombo ha anche annunciato che la sua Tina aspetta un figlio.
Ecco come il nuovo clan Moccia imponeva il pizzo a tutti. I NOMI DEI 27 INDAGATI
Erano ventisette le richieste di misura di custodia cautelare della Dda di Napoli nell’ambito dell’indagine su un gruppo criminale di Afragola dedito alle estorsioni, ma il gip Luisa Miranda ha ritenuto di rigettarne diciannove. La richiesta di misura cautelare del pubblico ministero e’ datata 13 dicembre del 2018, l’informativa finale e riepilogativa della compagnia dei carabinieri Casoria e’ del 2013, protocollata due anni dopo, cioè nel 2015. Dunque, sostiene il giudice, “pur trovandosi davanti a reati aggravati dal metodo mafioso, non sussiste più l’attualità”. Inoltre c’è una sorta di indagine fotocopia, risalente al 2014, questa volta della Squadra mobile che con un decreto di fermo aveva portato all’arresto di esponenti di spicco dei Moccia che sono stati coinvolti anche in questa inchiesta che ha portato all’esecuzione di otto provvedimenti restrittivi. Per il gip nell’informativa del 2014, “c’erano già elementi dai quali si poteva desumere le fonti di prova che hanno coinvolto gli indagati della misura cautelare odierna”. L’indagine comunque colpisce un gruppo legato al potente clan Moccia, che per anni ha gestito gli affari criminali della zona a Nord di Napoli e in particolare Afragola, Frattamaggiore, Cardito, Caivano, Arzano. Ogni zona aveva un sottogruppo, che il gip definisce “distinte articolazioni territoriali”. A Casoria quella che si crea alla morte improvvisa del boss Michele Angelino, il 13 luglio 2012 per cause naturali. Il colpo decisivo per l’intera inchiesta è stata l’installazione di una telecamera nascosta all’interno del ‘Mega Garage 2000’, dei fratelli Mauro e Raffaele Bencivenga, ritenuti i referenti della ‘paranza di Casoria’, e del loro socio in affari Salvatore Barbato l’uomo che ha riorganizzato il gruppo di Angelino legato ai Moccia.
Gli esisti delle indagini hanno portato a scoprire numerosi episodi di estorsione ai danni imprenditori e commercianti della zona. Uno dei commercianti, il titolare di una caffetteria, decide di raccontare tutto ai carabinieri. “Un uomo arrivò con un foglio e mi disse ‘fai parte di Casoria e devi pagare a noi’ e mi chiese mille euro di estorsione nelle tre rate canoniche di Natale, Pasqua e Ferragosto”. Sotto ricatto della cosca semplici cittadini che subivano richieste anche di 1.700 euro per la restituzione di auto rubate, ma anche costruttori incaricati di appalti pubblici, come un imprenditore di Casoria che aveva vinto un bando per la riqualificazione delle strade del Comune e che subisce diversi tentativi di richieste di “denaro per i carcerati”, o il titolare di un distributore di carburanti che, di fronte a una richiesta di 200 euro al mese, cerca un suo conoscente che attua una mediazione con la cosca e gli fa ‘togliere’ la richiesta estorsiva in cambio della sua rinuncia a prendersi una licenza per la vendita di tabacchi. C’e’ chi è taglieggiato per 1000 o 2000 euro al mese e chi invece riceve una richiesta annuale di un migliaio di euro. Ma soprattutto c’e’ l’intento di imporre una ditta di pompe funebri, come monopolista in due comuni, attuato con atti intimidatori anche con l’uso della dinamite, minacce più o meno velate, e persino il tentativo riuscito di far chiudere la succursale di un imprenditore del settore costringendolo ad accettare 50mila euro come ‘risarcimento’, dopo averlo intimidito prospettandogli una una morte violenta nel caso in cui il suo negozio fosse rimasto aperto. E quando la ditta ‘amica del clan e’ destinataria di una interdittiva, si produce falsa documentazione per aggirare l’ostacolo.
GLI INDAGATI
1. AVERSANO Raffaele, Grumo Nevano, 45 anni residente in Casoria
2. BARBATO Aniello, Napoli 40 anni, residente in Afragola
3. BARBATO Carlo, Napoli 38 anni, residente in Afragola
4. BARBATO Mariano, Napoli 30 anni, residente in Afragola
5. BASSOLINO Gennaro, Acerra 34 anni, residente ad Afragola
6. BASSOLINO Giovannì, Afragola 55 anni, residente ad Anagni (Fr)
7. BENCIVENGA Mauro, Casoria 50anni, ivi residente
8. BENCIVENGA Raffaele, Casoria 54 anni, ivi residente
9. BEVILACQUA Giuseppe, Napoli 29 anni, residente in Casoria
10. CAIAZZO Domenico, Casoria 45 anni, residente in Casavatore
11. CAIAZZO Salvatore, Napoli 38 anni, residente in Casavatore
12. CASTALDO Tommaso, Napoli 26 anni, residente in Afragola
13. CERVO Amilcare, Napoli 42 anni, residente in Casoria
14. CERVO Antonio, Napoli 36, residente in Casoria
15. DE ROSA Giustino, Casoria 50 anni ivi residente
16. FELLI Sabato, Napoli 34 anni, residente in Casoria
17. FERRARA Davide, Casoria 38 anni, ivi residente
18. GALLO Ciro, Afragola 43 anni, residente in Frattamaggiore
19. GALLO Giuseppe Afragola 53 anni residente in Cardito
20. IANNOTTA Sandro s. Agata de Goti, 39 anni ed ivi residente
21. MALDARELLI Federico, Napoli 36 anni, residente in Casoria
22. PACILIO Carmine, Acerra 60 anni ivi residente
23. PISCITELLI Dario, Napoli 46 anni, residente in Afragola
24. SODANO Roberto, Napoli 38 anni, residente a Cusoria
25. SOLLO Mario, Napoli 72 anni, residente in Casoria
26. VARRIALE Pasquale, Napoli 40 anni, residente in Casoria
27. VIZiOLA Mauro, Formia, 35 anni residente in Casoria
IN CARCERE
1.AVERSANO RAFFAELE
2. BENCIVENGA RAFFAELE
3. BENCIVENGA MAURO
4. BEVILACQllA GlUSEPPE
5. CASTALDO TOMMASO
6. DE ROSA GIUSTINO
7. FERRARA DAVIDE
8. PISCITELLI DARIO
Voto inquinato a Torre del Greco, Le accuse di Ramondo a Borrelli: ‘Pure voi vi siete comprati i voti , da chi lo vuoi…’
Torre del Greco. “Dell’inquinamento delle operazioni elettorali a Torre del Greco era notorio a tutti, già ben prima che si tenessero le elezioni” a dichiararlo è il pentito Giuseppe Pellegrino in merito al candidato Mele. “Anche alle ultime elezioni – dice – Mele ha comprato voti per essere eletto. Me lo ha riferito sempre mia cugina”. Testimonierebbe la compravendita di voti anche una chat tra Ramondo Gerardo, indagato nell’ambito di questa inchiesta, e Aniello Borrelli. Borrelli cerca di dire che il suo gruppo non aveva comprato voti perché nessuno aveva “cacciato i soldi”, poi dimostra di essere perfettamente consapevole delle modalità della compravendita e dell’entità delle somme investite.
Ramondo: “Pure voi vi siete comprati i voti, da chi lo vuoi”
Borrelli: Noi ci siamo comprati i voti… e chi ha cacciato i soldi? Noi se ce li compravamo veramente, se scendevamo in campo con i soldi te lo dicevo io cosa faceva Pasquale… inc… figurati, la mattina a trenta euro e il pomeriggio a cinquanta euro, figurati se io andavo all’una ci volevano cento euro… dai Mille euro Gerardo, a chi lo vuoi raccontare, voi avete messo in gioco trenta/quaranta mila euro avete messo in gioco. Qualcosa in più e non in meno di quanta/ sessantamila euro”.
Ramondo: “Ma quando mai, venti euro, solo venti euro”
Borrelli: “Solo venti euro? Quello Andrea, il fratello di Alfonso… disse una persona con il liberty (scooter ndr), disse ‘vuoi venire a votare a no? Ti diamo cinquanta euro’….dai ragazzo, voi avete speso i soldi, ma i soldi per vincere”
Ramondo: “Però abbiamo vinto, che vuoi?”
Alla luce di queste conversazioni emerge la diffusione della corruzione elettorale e che “i voti delle ultime elezioni amministrative in Torre del Greco – scrive il gip – non sono stati certo espressi dagli elettori in ragione di ‘stima, simpatia, affetto e proposte che vengono fatte’ ma unicamente per un diffuso, sistematico, vile ignobile meccanismo di compravendita. L’ignobiltà e la viltà emergono in maniera drammatica dalle concrete modalità operative dei vari sodalizi criminali che prestavano i propri servigi ad una pluralità di candidati. Infatti – prosegue il gip – sfruttando la situazione di degrado di alcuni quartieri, l’indigenza e la povertà di tanti elettori, o solo il basso livello culturale, questi criminali privavano tanti cittadini di un loro fondamentale diritto, per pochi ‘spiccioli’, anche solo 10-15 euro, o, addirittura, per un piccolo pacco di prodotti alimentari”.
Non solo compravendita di voti in denaro o in generi alimentari. Viene contestata all’organizzazione anche il possesso di armi. Vi è infatti prova scritta che almeno tre associati possedevano delle armi. La prova provata è data anche ad alcune foto postate sulla chat “Nettezza Urbana”. Non ci sono però prove dell’utilizzo delle armi per indurre elettori ad esprimere le preferenze per Stefano Abilitato. Tuttavia ci sono delle immagini inviate su una chat che ritraggono Massella Ciro con atteggiamento fiero imbracciare una mitragliatrice. Secondo gli accertamenti effettuati attraverso le immagini si tratta di armi vere e funzionanti confermati anche dai chiari ed inequivocabili commenti fatti tramite messaggi: “… quando Ciro ‘o nero teneva il kalashikov in mano si sentiva il padrone… era del nonno ma funziona bene… possiamo fare pure una guerra”. E’ stata, inoltre, accertata anche la disponibilità di una mitraglietta prodotta in Israele che può esplodere 600 colpi calibro 9 in un minuto.
Zielinski, non eravamo concentrati
Piotr Zielinski, centrocampista azzurro, ha parlato così in mixed zone ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: “Nel secondo tempo non siamo entrati con la testa giusta, era difficile perchè l’Empoli si è difeso bene.
Arsenal in testa? No, sicuramente no. Non so cosa sia successo, è mancata concentrazione, ma a noi non può succedere perchè siamo una grande squadra. A tratti abbiamo fatto vedere buone cose ma questo non basta, non possiamo perdere queste partite.
Segnale preoccupante in vista dell’Arsenal? Secondo me no, a Roma abbiamo dimostrato che la squadra sta bene. Sono mancate un paio di cose, da domani lavoreremo duro per essere pronti.
Non ho esultato per rispetto? Si, c’è un affetto bellissimo, torno sempre volentieri, ho avuto anni bellissimi qui ad Empoli. Peccato per la sconfitta, complimenti a loro”.
Napoli, testa all’Arsenal
Come di consueto, la Ssc Napoli ha commentato la prova degli azzurri sul proprio sito web: “Il Napoli perde al Castellani per 2-1. Vince l’Empoli una gara non ricca di occasioni ma molto combattuta fino alla fine. Dopo il gol iniziale di Farias, gli azzurri la riprendono con la rete di Zielinski che celebra in questo modo le sue 100 presenze con il Napoli in Serie A. Poi nel secondo tempo il nuovo sorpasso toscano e gli azzurri che nonostante la pressione e la spinta non trovano la luce giusta per rimettere in equilibrio il match. Si riprende subito domenica contro il Genoa al San Paolo. Prima del giovedì stellare di Europa League a Londra. Schiena dritta, testa alta. L’emozione continua…”.
Le pagelle azzurre
Meret 7 – Incolpevole sui gol, tiene in partita i suoi fino alla fine evitando un passivo addirittura maggiore. Formidabile nel chiudere lo specchio a Caputo ed evitare il 2-0, così come su Farias nella ripresa.
Malcuit 5 – In grande difficoltà in fase difensiva. Appena l’Empoli affonda viene superato agevolmente e non legge bene le imbucate alle spalle (dal 76′ Verdi 5,5 – Prova qualche iniziativa, non incide e finisce per perdere palla)
Luperto 6 – Una bella chiusura da ultimo uomo ad inizio gara, spesso costretto a coprire anche alle spalle di Mario Rui.
Koulibaly 5 – La sua prova è lo specchio della serata del Napoli. Viene infilato spesso alle spalle, almeno tre soltanto nella ripresa a campo aperto.
Mario Rui 5,5 – Agisce molto alto, quasi da attaccante aggiunto, ed è quasi l’unico sbocco del Napoli per gran parte della partita.
Callejon 6 – Nel primo tempo svagato del Napoli è il più applicato, lottando su ogni pallone provando a dare anche la scossa ai compagni. Qualche buona combinazione sulla destra, poi finisce la gara da terzino ed evita anche il 3-1.
Allan 6– Non si risparmia, anche se la squadra si allunga ed è costretto a correre il doppio per fare le due fasi.
Zielinski 6 –Mette in partita anche mentalmente i suoi compagni. Nella ripresa torna a sinistra, non trovando gli spazi per accentrarsi e non può festeggiare al meglio le 100 presenze in azzurro.
Younes 5 – Uno spunto dei suoi col tiro a giro che sorvola l’incrocio, ma è un guizzo isolato. Per il resto spesso costretto a rincorrere(dal 57′ Fabian 6 – Mezz’ora in cui prova a velocizzare il gioco, forzare qualche giocata per trovare il varco a difesa schierata)
Ounas 5 – Da seconda punta tiene spesso palla e finisce per imbottigliarsi tra i difensori dell’Empoli. Non si accende (dal 57′ Mertens 6 – Prova qualche percussione centralmente, manda in porta Milik e dà vivacità)
Milik 5,5 – Non ha per la verità ghiotte palle gol su cui incidere, ad eccezione di un filtrante però sul destro, ma fatica principalmente nei duelli in area di rigore.
Castellammare, Migliore in Parlamento accusa: ‘Il fratello del presidente del consiglio aveva schede telefoniche del clan’
“Vorrei solo dire, al di la delle parentele con esponenti di clan all’interno degli eletti, che il fratello del Presidente del Consiglio Comunale è risultato essere il prestanome di schede telefoniche in disponibilità del clan. E’ questo il motivo per il quale abbiamo svolto questo tipo di richiesta e lo facciamo nel pieno rispetto dell’autorità giudiziaria ma nello stesso tempo con la preoccupazione e la raccomandazione che vi possa essere un sollecito intervento del Ministero dell’Interno”. A dirlo è il deputato del PD Gennaro Migliore durante l’assemblea della I Commissione Permanente alla Camera dei Deputati nella quale il Sottosegretario agli Interni ha risposto alle interrogazioni dei deputati. La settimana scorsa il deputato napoletano, eletto nei democratici, aveva presentato una richiesta al ministero degli Interni chiedendo l’invio della Commissione d’accesso. Non è stato l’unico. Qualche giorno prima anche il Movimento 5 Stelle con la deputata Carmen Di Lauro aveva presentato un’interpellanza al ministro Salvini chiedendo lo scioglimento del Consiglio Comunale.Abbiamo deciso di fare questa interrogazione – dice Migliore – sulla base di una serie di inchieste e di notizie susseguenti che sono emerse dalla stampa relative al comune di Castellammare di Stabia” che “è un centro nevralgico per tutta la provincia”. La città di Castellammare di Stabia “è al centro del Grande Progetto Pompei e quindi di grandi trasformazioni dal carattere urbanistico, c’è un grande porto turistico insomma c’è una condizione che ne dovrebbe fare uno dei punti di maggiore sviluppo della nostra provincia. Sulla base di una serie di denunce che sono state fatte dal precedente sindaco Antonio Pannullo alla Dda e alla Commissione Parlamentare Antimafia e dal candidato sindaco, attuale consigliere comunale, andato al ballottaggio contro Cimmino, Andrea Di Martino, sono emerse una serie di denunce che hanno portato ad una serie di inchieste per per alterazione dei processi elettorali. Come l’irruzione durante un comizio del Di Martino di Giovanni Imparato che riteneva che non fosse gradita la presenza di un candidato e che in quel territorio che considerava di sua disponibilità e con la richiesta che si facesse un parcheggio”.La risposta del Ministero. Il Ministero ha risposto facendo sapere che il Comune di Castellammare di Stabia e la sua attività amministrativa è “attenzionata” dal Prefetto di Napoli in quanto figura delegata dal Ministero dell’Interno con poteri di invio di Commissione d’Accesso. “La vicenda segnalata – scrive nella risposta il Viminale – circa i possibili condizionamenti della criminalità organizzata sull’azione amministrativa del comune di Castellammare di Stabia viene costantemente seguita dal Prefetto di Napoli”. Per l’intervento quindi della Commissione d’Accesso occorre “effettuare valutazioni complesse, di carattere riservato, da condividere in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con la partecipazione della Procura Distrettuale Antimafia”. Tuttavia, fa sapere il Ministero nella risposta, “il Comune e gli organi in questo è sottoposto a puntuale monitoraggio, attraverso le Forze dell’ordine e con un costante raccordo con l’Autorità giudiziaria per verificare la sussistenza di qualsivoglia forma di condizionamento che possano costituire il presupposto per l’eventuale avvio della procedura finalizzata allo scioglimento straordinario del Consiglio Comunale.Il sindaco. E’ arrivata anche la risposta del Sindaco Gaetano Cimmino che parla di sciacallaggio politico non finalizzato a fare chiarezza sull’azione amministrativa della sua amministrazione. “Voglio essere chiaro con i cittadini di Castellammare di Stabia: quanto portato in Parlamento da alcuni onorevoli ha il sapore di un’operazione esclusivamente politica, di sciacallaggio politico, tutt’altro che finalizzata a fare “chiarezza” sull’azione amministrativa messa in campo in città – dice il Sindaco – Questi personaggi, “animali politici”, manovrati a quanto pare sapientemente da altri personaggi che dovrebbero essere senza né padrini né padroni, hanno portato a Roma un elenco di fatti sconnessi, un collage raffazzonato di inchieste e stralci di inchieste. Un pot-pourri che lambisce approssimazione e diffamazione. Eppure gli onorevoli gli atti giudiziari dovrebbero leggerli con attenzione, senza lasciarsi imboccare da chissà chi.Non c’è alcuna volontà di fare chiarezza, alcuna reale preoccupazione da parte loro. C’è l’unica volontà di affossare ancora una volta la città come hanno già fatto in passato, di provare a spodestare, senza nessuna probabilità di riuscirci, un governo stabile, costantemente al lavoro per ridare dignità a tutti gli stabiesi. La pulizia la stiamo facendo noi dal momento esatto in cui ci siamo insediati a Palazzo Farnese. Loro, vogliono il caos. Noi mettiamo ordine”








