La Chiesa Pastafariana Italiana, attraverso la campagna nazionale Dioscotto, dà un originale contributo alla battaglia di EndBlasphemyLaws, che chiede l’abolizione delle leggi contro la blasfemia, spesso strumento di censura e persecuzione. L’evento afferma la libertà di espressione e l’autonomia dell’arte da ogni ideologia. Il sindaco De Magistris ha riconosciuto il patrocinio morale al percorso espositivo che nella domenica del 28 aprile – dalle 11.00 alle 18.00 – sarà tracciato e aperto al pubblico in piazza Dante, a Napoli. A cura di Pappessa Scialatiella Piccante I, in collaborazione della Street Levels Gallery di Firenze e con il progetto di allestimento dell’architetto Agostino Granato, la mostra avrà luogo all’interno di un’area “riservata” eppure aperta, di protezione e al contempo dalla massima trasparenza: ciò che normalmente si intende silenziare o punire, in questa mostra è tutelato ed esibito. Le opere esposte sono una riserva di contenuti e di immagini liberatorie, provocatorie; il linguaggio ironico, satirico le rende etiche: l’istinto di “offendere” è diretto dal desiderio di affrancarsi da qualsiasi forma di fondamentalismo culturale o religioso. Partecipano all’evento alcuni degli artisti che sostengono la campagna Dioscotto, saranno pertanto in mostra: Alt, Mauro Biani, Daniele Caluri ed Emiliano Pagani (autori di Don Zauker), Giancarlo Covino, Amleto De Silva, DoubleWhy, Giorgio Franzaroli, Hogre, Illustre Feccia, Malt, Mario Natangelo, Pierz, Yele Maria. Sono previste anche brevi performance, tra cui un tributo a Mimmo Borrelli, interpretato da Alessandro Gioia, l’esibizione musicale di Pier Macchiè e quella satirica di Maurizio Capuano: brevi inserti live, il cui programma sarà reso noto nei prossimi giorni. Ricordando i Paesi nei quali per blasfemia si finisce in prigione o si viene condannati a morte, non possiamo non riflettere sull’ambigua situazione degli Stati occidentali, nei quali norme contrastanti con i principi di laicità conferiscono statuto speciale alle idee religiose. Una certa idea di rispetto costringe anche chi non ci crede a comportarsi come se l’esistenza di un’entità superiore fosse vera. La Chiesa Pastafariana Italiana è convinta invece che la divinità non sia mai oltraggiata dalle vicende umani, nelle quali il sacro stesso – avulso dal suo contesto di culto – è un simbolo come altri e in quanto tale liberamente trattabile e reinterpretabile. Mentre le altre religioni si servono dell’arte per celebrare e tramandare le proprie tradizioni, la Chiesa Pastafariana Italiana protegge l’arte che preferisce mettere in discussione i poteri decisi a manipolare e conformare le culture. L’area espositiva, a cielo aperto, ricopre una superficie di circa 250 mq. Sarà visitabile dalle 11.00 alle 18.00 di domenica 28 aprile con ingresso gratuito. Eventuali donazioni saranno devolute alla campagna, alle sue attività di informazione e a sostegno delle spese legali affrontate da artisti denunciati per blasfemia. È possibile contribuire alla riuscita dell’evento e alla causa: 1- lasciando una donazione alla Chiesa Pastafariana Italiana con causale “Donazione Dioscotto”: Banca: BANCA POPOLARE ETICA (indirizzo: VIALE MASINI, 4/2C 40126 BOLOGNA); Conto: CHIESA PASTAFARIANA ITALIANA; IBAN: IT30Z0501802400000011975471; BIC: CCRTIT2T84A; Causale: Donazione Dioscotto 2- Acquistando il pdf stampabile della Blasphemy Box: https://osservatore.chiesapastafariana.it/dioscotto-presenta-blasphemy-box/
Poggiomarino, nascondeva droga e cartucce nella cassaforte: preso 41enne
I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata coadiuvati da colleghi del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli, del Nucleo Cinofili di Sarno e del Reggimento Campania, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio.
Arrestato Iervolino Salvatore Tommaso, 41 anni, del luogo responsabile di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e di munizionamento clandestino.
Nel corso di perquisizione locale eseguita presso la sede di una agenzia immobiliare in via Turati gestita dal predetto i militari hanno rinvenuto e sequestrato all’interno di una cassaforte 1,9 kg di hashish suddivisi in 19 panetti, 60 grammi di marijuana in 6 confezioni e 4 cartucce calibro 9.
Una verifica igienico sanitaria ha portato al sequestro amministrativo di un bar in via Turati gestito da un 30enne del luogo cui vengono contestate violazioni a norme igienico sanitarie. L’ispezione del locale ha portato al sequestro di un deposito seminterrato di derrate alimentari risultato privo di autorizzazioni sanitarie e di 10 kg. alimenti privi di indicazioni utili a garantire la tracciabilità.
Durante i numerosi posti di controllo effettuati in città, invece, sono state segnalate al Prefetto 4 persone trovate in possesso di modiche quantità di marijuana detenute per uso personale e 6 cittadini stranieri (ucraini e marocchini) risultati non in regola con le norme sulla immigrazione e per i quali è stato emesso Decreto di espulsione. Contestate 14 violazioni al codice della strada e ritirate 3 carte di circolazione, controllate 69 persone e 33 veicoli.
L’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo.
Tenta di introdurre droga nel carcere di Carinola: arrestato
La Polizia Penitenziaria del Reparto di Carinola ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di una persona accusata di avere tentato di introdurre droga nella struttura penitenziaria. La scoperta del tentativo di far entrare la sostanza stupefacente in carcere risale allo scorso novembre quando gli agenti, durante i controlli nei pacchi destinati ai detenuti, hanno trovato la droga nascosta negli indumenti. Ne è seguita una attività d’indagine del comandante Egidio Giramma e del suo vice Domenico Gimmelli, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha consentito l’individuazione di un uomo, ritenuto responsabile dell’invio della droga a cui oggi e’ stata notificata la misura cautelare con l’accusa di tentativo di introduzione e spaccio di stupefacenti all’interno del penitenziario. L’arrestato e’ stato condotto in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria
Napoli, armi e droga scoperte dai cani antidroga e antiesplosivi al rione Berlingieri
Napoli. Un cane dell’Unità Cinofila Antiesplosiva della Polaria insieme al “collega” dell’Unità Cinofila Antidroga della Compagnia della Guardia di Finanza di Capodichino hanno aiutato gli agenti del Commissariato Secondigliano in un’operazione scattata ieri pomeriggio volta al ritrovamento di droga ed armi.L’intervento è avvenuto all’interno del Rione Berlingieri in particolare in uno stabile di via Giovanni Bosco costituito da diversi box utilizzati soprattutto per accumulare vecchi mobili e materiale di risulta.
Ed è stato in questi box che l’attenzione dei cani si è immediatamente focalizzata e che ha consentito poi agli agenti di ritrovare armi e droga.Il cane della Polizia di Stato “Argo” ha scoperto nascosta in un panno una pistola Beretta completa di caricatore rifornito di 5 cartucce, risultata provento di una rapina ad una guardia giurata nel luglio del 2017, un altro caricatore Beretta con 7 cartucce ed altre 35 cartucce cal. 40.
“Alexia” invece della Guarda di Finanza ha rinvenuto in un altro locale un sacco contenente una busta di marijuana del peso di 800 grammi, sette tavolette di hashish del peso di 700 grammi, due bilancini di precisione ed un telefono cellulare.Tutto il materiale è stato sequestrato dai poliziotti di Secondigliano. La sostanza stupefacente avrebbe potuto fruttare sul mercato della droga un guadagno intorno ai 7.000 Euro.
Esecuzione penale minorile: oggi all’Università di Napoli incontro con Colangelo e Guida
Oggi, giovedi 4 aprile, alle ore 14.30, presso l’Università Federico II di Napoli, in via Mezzocannone 16, avrà inizio il ciclo di seminari coordinati da Giacomo Di Gennaro autore di numerosi rapporti sulla criminalità giovanile e del recentissimo volume dal titolo «La messa alla prova per i minori la rassegnazione “entusiasta” di una normativa incompleta» (Franco Angeli, 2018). Il seminario di apertura vedrà la partecipazione di Giovanni Colangelo, magistrato, Gianluca Guida, direttore dell’IPM di Nisida, di Giammarco Cifaldi, docente dell’Università di Chieti e di Maria Luisa Iavarone, docente dell’Università di Napoli Parthenope e presidente dell’Associazione ARTUR fondata a seguito dell’accoltellamento del figlio Arturo in centro a Napoli. Il pomeriggio di confronto avrà lo scopo di rapportare la condizione di devianza sociale potenziale al crimine minorile conclamato tra cultura del controllo e logica welfaristica. Maria Luisa Iavarone provocatoriamente dichiara: «Più che logica welfaristica sarebbe più corretto parlare di logica welaffaristica, considerato quanto frutta il business dell’esecuzione penale minorile esterna. Interessi economici che si mescolano ad interessi criminali; basti leggere le recenti inchieste giornalistiche (R.Capacchione per Fanpage), che vedono le comunità affidatarie di progetti di esecuzione penale minorile gestite da cooperative che fanno capo a familiari stretti di esponenti di spicco del clan dei Casalesi. Vaso di pandora scoperchiato seguendo la scia di storie di Instagram girate e postate dal compagno di stanza di Kekko “il nano” il ragazzino che il 18 dicembre del 2017 era nel gruppo degli accoltellatori di Arturo e che, all’epoca dei fatti, ospitato presso una di queste comunità, era in attesa di giudizio. Il giovane, per la sua condizione giudiziaria e per l’evidente pericolo di fuga di notizie e di inquinamento di prove dibattimentali, avrebbe dovuto essere sorvegliato e soprattutto tenuto lontano da cellulari, cosa che puntualmente non avvenne, proprio all’interno di una comunità singolarmente gestita da familiari stretti delle famiglie Schiavone e Zagaria», conclude.
Ludopatie e dipendenze da internet: Caserta avrà un centro diurno
Caserta. Prosegue l’attività dell’Amministrazione guidata dal sindaco Carlo Marino nell’ambito della valorizzazione degli immobili inoccupati di proprietà comunale. In particolare, in un immobile comunale di circa 160 metri quadri di via degli Oleandri, sorgerà un Centro diurno dell’Asl Caserta che ospiterà iniziative di contrasto alle dipendenze comportamentali, a partire dalle ludopatie.
“L’intesa con l’Asl Caserta – spiega il sindaco – consentirà di valorizzare, con spese di ripristino, rifunzionalizzazione e allestimento a totale carico dell’azienda sanitaria locale, un immobile inoccupato di via degli Oleandri, destinandolo a tutte le attività che il Servizio Sanitario Nazionale e lo stesso Ente possono realizzare al servizio delle persone che vivono dipendenze non da sostanze tossiche ma da gioco d’azzardo, da internet ed altre patologie comportamentali. Tale iniziativa si inquadra nell’ottica delle politiche regionali di contrasto a tali specifiche dipendenze non da sostanze, sviluppando sul territorio una innovativa e integrata dinamica di terapia e di reinserimento delle persone nel tessuto sociale”.
Gustavo Gentile
Premio Bianca d’Aponte: ancora on line il bando della quindicesima edizione
È il regno della canzone d’autore al femminile il Premio Bianca d’Aponte, l’unico concorso in Italia riservato a cantautrici. Le finali della quindicesima edizione si terranno il 25 e 26 ottobre ad Aversa al Teatro Cimarosa, diventato ormai uno dei palchi più importanti per la canzone di qualità in Italia. Ma la macchina dell’organizzazione, che si avvale della direzione artistica di Ferruccio Spinetti, è già avviata: le protagoniste saranno, ovviamente, le artiste provenienti da ogni parte d’Italia, senza distinzioni di genere, che saliranno sul palco del Cimarosa. Per partecipare alla selezione basta iscriversi seguendo le modalità del bando disponibile su: www.premiobiancadaponte.it e www.biancadaponte.it . La partecipazione è come sempre gratuita, mentre la scadenza per le iscrizioni è fissata al 27 aprile 2019. Intanto sulla pagina Youtube del Premio, all’indirizzo www.youtube.com/user/Sonounisola , sono in corso di pubblicazione i video delle finaliste dello scorso anno. Come già annunciato, in questa nuova edizione sarà Tosca (all’anagrafe Tiziana Tosca Donati) a ricoprire il fondamentale ruolo di madrina, a cui è affidato come sempre il compito di presiedere la giuria e quello di interpretare e incidere un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui il Premio è dedicato. A precedere Tosca sono state altre importanti protagoniste del panorama musicale italiano: Rachele Bastreghi dei Baustelle, Rossana Casale, Ginevra di Marco, Cristina Donà, Irene Grandi, Elena Ledda, Petra Magoni, Andrea Mirò, Simona Molinari, Nada, Mariella Nava, Brunella Selo, Paola Turci, Fausta Vetere. Artiste di genere ed estrazione molto diverse, così come era la musica di Bianca d’Aponte. Le finaliste del Premio saranno selezionate da un Comitato di garanzia del Premio, composto come sempre da cantanti, autori e compositori di notevole rilievo nonché da operatori del settore e critici musicali. Alla vincitrice del premio assoluto sarà attribuita una borsa di studio di € 1.000; per la vincitrice del Premio della critica “Fausto Mesolella” la borsa di studio sarà di € 800. Riconoscimenti della giuria andranno anche alla migliore interprete, al miglior testo ed alla migliore musica. Sono poi previsti molti altri premi assegnati da singoli membri della giuria o da enti e associazioni vicine al d’Aponte.
Ottaviano, coca nascosta nei mobili della cucina: preso 48enne
I Carabinieri della Stazione di Ottaviano hanno arrestato Saverio Franzese, un 48enne di via De Mottos già noto alle forze dell’ordine resosi responsabile di detenzione e spaccio di stupefacenti. Gli operanti l’hanno sorpreso in via Dei Nittis mentre cedeva una dose di cocaina del peso di 1 grammo a un 28enne.
La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire e sequestrare 162,03 grammi di cocaina, in parte già in dosi, 26 grammi di sostanza da taglio, 1.290 euro ritenuti provento dell’attività illecita, 2 telefoni cellulari; il tutto nascosto in barattoli nascosti tenuti nei mobili della cucina. L’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari.
Fanno ascoltare ‘Bella ciao’ in un asilo nido a Bologna: scoppiano le polemiche
‘Bella Ciao’ all’asilo nido crea polemica a Bologna. Secondo quanto riporta l’edizione locale del Resto del Carlino la presenza del canto popolare della Resistenza in una compilation per i bambini ha suscitato le perplessità di un genitore, che ha scritto al Comune, e le proteste di Forza Italia. “Solo nella Rossa Bologna – dice il consigliere comunale Francesco Sassone – può accadere che l’amministrazione comunale trovi normale e giustificabile che in un proprio nido si faccia ascoltare e cantare a bambini di poco più di due anni una canzone il cui testo, oltre ad avere chiari ed espliciti connotati politici che non devono e non possono entrare non solo in un nido, ma anche nelle scuole, non si può ritenere adatto a bambini di quell’età”. Al padre che ha chiesto il senso della scelta al Comune, l’amministrazione avrebbe risposto che si tratta di un cd che le maestre mettono dopo il pasto e che contiene Papaveri e Papere e altre filastrocche, non ravvisando, riferisce il quotidiano, nessuna inopportunità. Prima di Natale, sempre a Bologna, ‘Bella Ciao’ era stata eseguita durante un concerto di canti popolari in una parrocchia, e anche in quel caso c’erano state discussioni e critiche. Il parroco, alla fine, si era scusato.
Operai morti sul lavoro, la solidarietà del sindaco di Torre del Greco
“Esprimo il mio più sincero e profondo cordoglio alla famiglia Borriello per il dramma che sta vivendo in queste ore”. Così si è espresso il sindaco di Torre del greco, Giovanni Palomba sulla sua pagina facebook in merito alla morte dei due operai in un cantiere delle Rfi nel Milanese.
“La notizia della tragica scomparsa di Salvatore Borriello – per incidente sul lavoro, a seguito del crollo di una lastra metallica nel cantiere dove stava lavirando – lascia l’intera comunità cittadina, di Torre del Greco, attonita e perplessa. Esprimo, inoltre, massima solidarietà anche alla comunità di Ercolano, tragicamente accomunata in questa terribile vicenda per la scomparsa di Salvatore Palumbo, coinvolto nel medesimo incidente nel cantiere a Milano.
Due vite che si spezzano in un solo istante; due città che oggi si svegliano con la morte nel cuore. Non si può, nel 2019, continuare a morire così. Non si può. Ancora solidarietà- conclude Palomba- e rispetto per le famiglie Borriello e Palumbo”.
Castellammare, bimba morta per un’infezione dopo una caduta: aperta un’inchiesta
Castellammare di Stabia. E’ arrivata ieri con febbre alta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, vista la gravità della situazione i medici del nosocomio stabiese hanno deciso il trasferimento all’ospedale Santobono di Napoli. Nella giornata odierna, però, le condizioni cliniche della bambina, stabiese e di sette anni, è precipitata per poi morire in serata. La bambina, con genitori di origine rom, è finita in coma e dopo poco il suo cuore ha smesso di battere. Senza una diagnosi. Probabilmente a far scatenare la febbre alta un’infezione provocata da una ferita dopo una banale caduta. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta, disperati i familiari che risiedono nel centro antico della città. La notizia della morte ha suscitato rabbia e tristezza, la famiglia era conosciuta nel quartiere.
Raffaele Cantone: ‘A fine mandato spero di fare il procuratore’
“Ho fatto domanda per andare in tre procure e sarà il Csm a decidere. Io vorrei restare all’Anac, ma il mio mandato scade ad aprile 2020 e per fortuna non è rinnovabile come devono essere certe cariche. Finita quell’esperienza è giusto che ci sia un cambiamento. Cosi’ se il Csm accetterà il trasferimento a quelle procure bene, altrimenti il 28 aprile del 2020 tornerò a fare il magistrato”. Lo ha detto il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, al Festival di Giornalismo di Perugia.
Caso San Giorgio, chiesta al Csm la ‘tutela’ dei giudici del Riesame di Napoli per le critiche di Di Maio
Aprire una pratica a tutela dei magistrati del tribunale del riesame di Napoli che hanno scarcerato due dei tre indagati per lo stupro di gruppo nell’ascensore di una stazione della Circumvesuviana denunciato da una giovane di Portici, la cui “professionalità ” e “legittimazione” è stata posta “in dubbio” dal vicepremier Luigi Di Maio. E’ la richiesta avanzata dal gruppo di Unicost al Csm. “E’ una vergogna che, a poche settimane dalla violenza, due di quei tre delinquenti siano già liberi di andarsene in giro a farsi i cavoli propri” aveva scritto Di Maio su Facebook dopo la decisione. Parole giudicate “imprudenti e intempestive” dai consiglieri di Unicost, visto che ancora i giudici devono pronunciarsi sulla posizione del terzo indagato. “Occorre un intervento urgente e forte di questo Consiglio, prima che i fondamentali principi di indipendenza e autonomia della magistratura, oltre che di presunzione di innocenza di ogni imputato, siano irreversibilmente indeboliti da dichiarazioni rese dagli stessi soggetti che la Costituzione pone, con vincolo di giuramento, a loro salvaguardia” ha detto a nome del gruppo il consigliere Michele Ciambellini, annunciando in apertura del plenum del Csm l’iniziativa. Iniziativa su cui dovrà ora esprimersi la Prima Commissione, sul cui tavolo ci sono gia’ altre richieste di pratiche a tutela di magistrati attaccati dalla politica: una chiama in causa ancora Di Maio, ma insieme a Matteo Salvini per le parole con cui i due esponenti del governo commentarono la sentenza di assoluzione dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, nel processo sulla strage del bus con 40 morti nel 2013. Ed è probabile che la Commissione si dividerà, visto che sia i componenti laici che il gruppo di Magistratura Indipendente non condividono il ricorso alle pratiche a tutela. La polemica intanto c’e’ stata in plenum. Il laico della Lega Stefano Cavanna aveva chiesto di intervenire sull’iniziativa dei dei togati di Unicost, ma il vicepresidente David Ermini gli ha negato la parola perché “non si possono aprire dibattiti su questioni che non sono inserite all’ordine del giorno”. “Bella democrazia!”, ha commentato di Cavanna lamentando la “grave sperequazione” tra il trattamento riservato a lui e a Ciambellini. “Qui a nessuno e’ mai stato impedito di parlare, nemmeno a lei”, ha replicato ancora Ermini, ricordando di aver permesso al laico della Lega di leggere in passato in plenum una lettera molto critica nei suoi confronti indirizzata al capo dello Stato, e annunciando “d’ora in poi” un’applicazione ferrea del regolamento.
Pazienti ‘sequestrati’ nell’Opg di Aversa, assolti i 18 medici
Al termine di una lunga istruttoria dibattimentale il presidente Orazio Rossi del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso la sentenza nei confronti di Medici Psichiatri specialisti e Medici di Guardia dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Aversa accusati di maltrattamenti e di sequestro di persona ai danni di 27 allora pazienti internati nella struttura.
Assoluzioni e prescrizionI per tutti. Questa in sintesi la pronunzia. Con formula piena “perche’ il fatto non sussiste“ è stato assolto Francesco Pisauro . Assolti anche Adolfo Ferraro , i dottori Diana, Nugnes, Borrelli, Andriani, Iaccarino, Principe, Pommella, Signoriello, Vassallo, Di Tommaso, Pisauro, Ruocco, Petrosino, Cristiano, Zagaria.
Gustavo Gentile
Auto con targa straniera, numerosi fermi e denunce
Sono oltre una ventina le auto con targa straniera sequestrate dalla guardia di finanza di Torino dopo l’entrata in vigore, a partire lo scorso 4 dicembre, del ‘Decreto Sicurezza’ secondo cui chiunque sia residente in Italia, da più di 60 giorni, non possa circolare con veicoli immatricolati all’estero. Oltre al fermo delle auto, sono state contestate sanzioni per quasi 30 mila euro. Tra le auto fermate, di cittadini stranieri e anche italiani, numerose quelle di grossa cilindrata, ma anche furgoni utilizzati per attività imprenditoriali. Un fenomeno diffuso anche allo scopo di sfruttare condizioni più favorevoli per bollo e assicurazione o di rendere più difficili, se non del tutto vane, le procedure per il recupero delle sanzioni per le eventuali violazioni del Codice della Strada.
Operai napoletani morti nel cantiere delle Rfi a Milano: si indaga per omicidio colposo
Sarà l’inchiesta della magistratura a stabilire la dinamica dell’incidente e ad individuare eventuali responsabilità della morte dei due operai schiacciati da una lastra di acciaio all’interno di un cantiere delle Rfi in via Roma, a Pieve Emanuele in provincia di Milano. Napoli e la provincia piangono altre due vittime del lavoro: Salvatore Borriello, 47 anni di Torre del Greco e il suo collega Salvatore Palumbo, 55 anni, di Ercolano. Erano dipendenti della Cefi di Casoria. I lavoratori erano impegnati nella realizzazione di una paratia per delimitare la massicciata dei binari dai vicini terreni agricoli ed evitare l’attraversamento dei binari e prevenire eventuali incidenti. Nello spostamento, forse per una manovra sbagliata della gru, la lastra si è rovesciata e ha travolto due di loro. Trasportati entrambi al pronto soccorso, i due operai sono morti poco dopo. Un terzo operaio che faceva parte della squadra, invece, è rimasto illeso.L’incidente è avvenuto poco prima delle 11.30. Sul posto sono arrivate ambulanze, automediche e l’elisoccorso, ma per i due lavoratori non c’è stato niente da fare: uno è morto sul colpo, l’altro è stato trasportato in ospedale in gravissime condizioni ed è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso. Del caso è stato informato il pm di turno Danilo Ceccarelli, che segue la vicenda con i colleghi del dipartimento guidato dall’aggiunto Tiziana Siciliano. È stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo. “Le segreterie nazionali Filt, Fit, Uilt, Ugl e SLM Fast Confsal, a seguito dell’incidente mortale avvenuto nella mattinata di oggi a Pieve Emanuele esprimono il proprio cordoglio alle famiglie dei deceduti” e “ribadiscono che la sicurezza e’ una priorità assoluta nella gestione quotidiana delle attività, a maggior garanzia dei cittadini e degli addetti, perché simili tragedie non si ripetano in futuro”. Lo si legge in un comunicato unitario.
San Giorgio: nuovo incendio di un’auto in centro
San Giorgio sempre più insicura per i cittadini. Nuovo incendio di un auto in San Giorgio a Cremano nella serata di ieri. Ad andare a fuoco una smart nei pressi del noto bar Jogi in piazza Europa. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco che hanno domato l’incendio. Indagano le forze dell’ordine. Si registra intanto una rissa avvenuta sempre ieri sera in San Giorgio a Cremano a via San Martino, intorno alle ore 19:30 allorquando ragazzi in strada si sono affrontati con delle mazze. La rissa è stata poi sedata dall’intervento dei carabinieri. Sempre ieri si registra in San Giorgio a Cremano un nuovo furto di gomme da un auto in via Guido Rossa.
Giorgio Kontovas
Ad Afragola ‘l’albero dei topi’ vicino alla scuola: i cittadini chiedono interventi
L’albero dei topi. Sconcerto ad Afragola, i giardini vicino ad una scuola e alla asl invasi da topi, paura tra i residenti che temono per l’incolumità dei loro bambini e cercano di evitare quel tratto di strada. La persona che ha girato il video sostiene di averne contati oltre una ventina.
Tra le radici di un grosso albero vive una ricca e prospera comunità di ratti, ben nutriti grazie alla tanta spazzatura depositata da incivili per terra nelle adiacenze dell’albero ove si è creato un habitat prospero per i topi che hanno potuto formare una solida colonia.
Il tutto accade a corso De Gasperi ad Afragola proprio accanto all’ASL e di fronte alla scuola scuola media ” Rita di Montalcini “. Ci si interroga su quando interverrà l’amministrazione comunale a riportare dignità e decoro alla zona”.
Giorgio Kontovas
Castellammare. Rissa tra cognati al San Leonardo, polizia al Pronto Soccorso
Castellammare. Rissa tra familiari al pronto soccorso di Castellammare di Stabia. Secondo quanto accertato una discussione per motivi familiari è sfociata poi in rissa tra due cognati davanti agli occhi di altri familiari e di decine di persone in fila per essere medicate. La rissa è stata, in un primo momento, sedata dalle guardie giurate presenti nella struttura. Gli agenti hanno provveduto a separare i due e a chiamare le forze dell’ordine. Sul posto è arrivata una volante del locale commissariato che ha provveduto ad ascoltare la versione dei due familiari coinvolti e verbalizzare quanto avvenuto. Il tutto si è svolto davanti a decine di persone che erano in fila in attesa di essere medicate. Grande affluenza al pronto soccorso questa sera dove si sono registrati anche dei disagi a seguito del nuovo sistema di accettazione introdotto mediante l’utilizzo, dopo il triage, del braccialetto con il colore identificativo del tipo di prestazione da effettuare. Molti, vedendo il front office chiuso, si sono introdotti all’interno senza accettazione pretendendo di essere medicati.
Tony Colombo porta in tv i documenti che ‘inchiodano’ de Magistris. LE FOTO
E’ diventata ormai una telenovela ricca di accuse e colpi di scena la vicenda del matrimonio di Tony Colombo e Tina Rispoli. Stasera i neo sposi hanno partecipato alla trasmissione su Canale 5 “Live non è la D’Urso”. Colombo ha attaccato il primo cittadino di napoli, Luigi de Magistris definendolo “bugiardo” ed esibendo i documenti e le autorizzazioni. “Ho appreso dai giornali che da 32.000 euro l’importo della multa è sceso a 500 euro. Ho tutte le autorizzazioni, eccole. Il Sindaco di Napoli diceva che non le avevo – commenta Colombo -. Io non volevo sfruttare l’immagine di Napoli. Ho voluto regalare un’emozione a mia moglie facendole una sorpresa in Piazza del Plebiscito. Sono stato autorizzato, ho addirittura segnalato il tutto all’Ufficio Cinema del Comune. La scatola era di polistirolo. Non ho fatto un concerto, ho solo ripetuto la stessa canzone, ‘Ti amo amore mio’, più volte”.
“Il Sindaco ha detto che lui non sapeva che doveva sposarmi – rivela il cantante con documenti alla mano -. Ecco il documento che attesta che mi avrebbe dovuto sposare Luigi De Magistris. Quindi io non mi sono inventato le cose, non mi sono fatto pubblicità addosso a nessuno”.
“Tuttavia io non ce l’ho con il Sindaco, avercela con la gente è una cosa brutta. In questi cinque giorni, siamo stati male. Mia moglie, forse, è in attesa. Dovevano essere dei giorni bellissimi – commenta Tony stringendo la mano di Tina -, ma il Sindaco e tutte le persone che hanno detto e/o scritto cose negative sul nostro matrimonio non hanno fatto altro che buttarci fango addosso basandosi sul passato di mia moglie e facendoci soffrire”.
Tra gli ospiti di Barbara D’Urso protagonisti del blocco dedicato a Tony e Tina Colombo anche la giornalista e conduttrice Caterina Collovati che ha dichiarato: “Ammiro Tina, donna e mamma, perché sposando questo giovane cantante ha dimostrato di voler chiudere con il suo passato”. Tony Colombo ha anche annunciato che la sua Tina aspetta un figlio.








