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Napoli, discarica abusiva al di sotto degli svincoli su via Argine, a due passi da una scuola



“Ci è stata inoltrata una segnalazione che mostra una vera e propria discarica abusiva al sotto dei viadotti degli svincoli su via Argine. Sono presenti rifiuti di ogni tipo e la puzza è insostenibile. La situazione ci preoccupa molto perché questa spazzatura si trova a poca distanza da una scuola e, soprattutto, in prossimità di un’area agricola. Abbiamo segnalato la presenza della discarica all’Asia, chiedendo di effettuare al più presto la bonifica”. Lo comunicano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini. “Non è noto, tra l’altro, quali siano i rifiuti che sono stati abbandonati. Non si può escludere che siano presenti sostanze tossiche e pericolose per la salute pubblica. Purtroppo il problema è comune a molti viadotti presenti all’interno delle aree periferiche. Gli spazi sottostanti vengono trasformati troppo spesso in luoghi dove sversare rifiuti di ogni tipo in maniera assolutamente abusiva e illegale. Il nuovo regolamento comunale permette anche all’Asia di installare sistemi di videosorveglianza. Queste aree potrebbero essere dotate di presidio video che permetterebbero di identificare gli incivili e i criminali che depositano i rifiuti”.  

Napoli, Venanzoni:’ Inaccettabili lezioni comportamentali da de Magistris’

Al convegno inaugurale del Salone del Libro a Castel Sant’Elmo, il sindaco dice di essere un uomo delle istituzioni e di non voler fare risse e nemmeno duelli. A noi del Pd non può far altro che piacere, siamo però tenuti a  segnalargli, essendo il primo cittadino, che avrebbe dovuto tenere una condotta differente nei riguardi del presidente del consiglio dell’epoca, nonché segretario del nostro partito, Matteo Renzi. Della scarsa affidabilità del sindaco sono piene le cronache cittadine da ben otto anni insieme alla inesistente propensione al dialogo con l’opposizione in consiglio comunale e con i rappresentanti delle municipalità con presidenze e maggioranze a lui avverse. Sarebbe gradita, secondo il consigliere Diego Venanzoni, una previa analisi di coscienza sul livello comportamentale. 

Al prossimo candidato per la presidenza della Regione campania, oggi sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ricordiamo che le risorse economiche per le universiadi sono state interamente messe a disposizione dalla regione, per espresso volere e indirizzo politico dell’attuale governatore Vincenzo De Luca. Una volontà, un nome e un cognome, che il sindaco pare dimenticare totalmente quando i media gli porgono i microfoni per chiedere commenti sulla prossima manifestazione sportiva internazionale.  Oltre che Consigliere mi tocca fare anche il “suggeritore” comunale, perché non vorrei che la dimenticanza si traduca in un dato conclamato relativo alla memoria del nostro primo cittadino.

M5S, Ciarambino: “Hanno smantellato l’ospedale Sant’Agata, De Luca e Coscioni ora si sbugiardano da soli”

M5S, Ciarambino: “Hanno smantellato l’ospedale Sant’Agata, De Luca e Coscioni ora si sbugiardano da soli”

“Dopo aver già smentito se stesso più volte sull’ospedale di Sant’Agata, che non sarà mai il polo oncologico annunciato, né avrà mai più un Pronto soccorso con tutte le specialità necessarie per affrontare le emergenze, De Luca risveglia dal torpore il suo consigliere per la Sanità e gli dà facoltà di parola per annunciare una presunta operazione verità sul caso del Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. E senza alcun rispetto istituzionale, consente al fido Coscioni di attaccare il ministro Giulia Grillo con l’intento di sbugiardare lei e tutti noi che, al fianco dei cittadini, ci battiamo fin dal primo giorno per restituire dignità a un presidio fondamentale per questo territorio. L’unica verità è che De Luca ha letteralmente smantellato il nosocomio, annunciando investimenti mai realizzati e prendendo in giro quei cittadini che da giorni protestano con presidi e sciopero della fame”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.

“Quando De Luca e Coscioni verranno a Benevento per tentare di sbugiardarci, troverà anche noi. Sarà l’occasione per chiedergli che fine hanno fatto i grandi investimenti sbandierati per radioterapia e medicina nucleare e perché il polo oncologico annunciato non è stato più realizzato. Ad oggi abbiamo solo un pronto soccorso classificato come presidio per area disagiata in un ospedale spogliato di tutti i reparti e dove non si potrà più intervenire per nessuna emergenza. Nella sua operazione verità. De Luca ammettesse di aver preso in giro, ancora una volta, i cittadini della Campania”.

Mafia nigeriana e riti voodoo, ecco come l’Eiye gestisce prostituzione e droga tra Palermo, Napoli e Torino

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Mafia nigeriana in Italia: a Palermo scatta l’operazione della Squadra Mobile ‘No fly zone’ che ha permesso di fermare 13 persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso. Coordinata dalla Dda, l’operazione ha svelato i segreti del clan di matrice cultista Eiye ramificato in tutta Italia, con basi a Palermo nel quartiere Ballarò, Napoli, Torino e Treviso. L’indagine nasce dalla denuncia di una ragazza, nata in Nigeria come i suoi aguzzini, vittima di tratta e di sfruttamento della prostituzione. A Ballarò, all’interno di un appartamento, le giovani donne venivano minacciate e costrette a vendere i loro corpi al miglior offerente. La polizia ha registrato i rituali di affiliazione necessari per entrare nel clan, ricostruendone l’organigramma a livello locale, fino a giungere all’identificazione dei vertici. Le microspie piazzate a Ballarò hanno cristallizzato uno di questi riti, a conferma di quanto rivelato da due pentiti nigeriani. Gli affiliati venivano fatti spogliare e poi picchiati con calci e pugni, costretti a bere un intruglio del loro sangue e delle loro lacrime. Alla fine del rito i nuovi affiliati leggevano la formula del giuramento: “Debitamente giuro di sostenere Eiye confraternita moralmente, spiritualmente, finanziariamente e in qualsiasi altro modo e se non lo faccio che il vulture (l’avvoltoio) spietato mi strappasse gli occhi.. per l’eternità”. Ma questo è solo l’inizio, perché per scalare la vetta dell’organizzazione bisognava commettere tanti reati che venivano ‘ricompensati’ con dei punti. Nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi episodi violenti riconducibili al gruppo e alla sua capacità di imporsi sul territorio nel settore dello spaccio di droga e del mercato del sesso. E’ emerso, inoltre, come i membri cercassero di mascherare l’associazione a delinquere Eiye, costituendone una regolare denominata Aviary. In tutto sono 19 gli indagati e per 17 sono stati spiccati provvedimenti di fermo, ma 10 sono ancora ricercati.

La divisa degli adepti e l’organizzazione.  Baschi dal colore blu (o rossi), camicia o tshirt gialla, vestito nero, calze gialle, la bandiera blu, gialla e bianca: sono questi i segni distintivi della confraternita nigeriana denominata Eiye. Una vera organizzazione criminale, nata in Nigeria con articolazioni in tutto il globo. Per questo i pm contestano il reato di associazione mafiosa, lo stesso che viene contestato a Cosa nostra. L’associazione ha una organizzazione ben precisa, le cariche più importanti – scrivono i magistrati – sono otto: Flying Ibaka è il capo del nest, il nido, colui che da le direttive; Ostrich, ovvero lo struzzo, colui cioè che fa eseguire le direttive dell’ibaka e lo sostituisce facendogli da vice in sua assenza; Nightingale, Ng (anche detto Infantry), che svolge il ruolo di segretario durante le riunioni del consiglio degli Ibaka e si occupa della difesa dei consociati. Esiste un Nightngale in ogni Nest locale; Eagle, ovvero l’aquila, é il capo dei picchiatori, omologo al butcher della Black Axe; e Wood Pecker ovvero il picchio si preoccupa di raccogliere le quote associative, versate dai bird al nest; Parrot, il pappagallo, che dovrà informare tutti i bird delle riunioni dell’assemblea generale dei membri del “nido” oppure del gruppo direttivo. E’ anche colui che canta durante i rituali di affiliazione dei ‘bird’; Dove, la colomba, cioè l’occhio che osserva quello che accade all’interno e all’esterno del proprio nest, riferendo direttamente all’ibaka; Flight Commandant é colui che verbalizza le riunioni.
Le quote associative e le armi. L’affiliazione ha un costo ed é un legame che non si può sciogliere senza incorrere nella reazione violenta degli altri affiliati. La quota associativa versata – sostengono i pm di Palermo – va a rimpinguare la cassa dell’organizzazione criminale che viene ripartita su base regionale. Il rito di affiliazione prevede il ricorso alla violenza e l’utilizzo di bevande a base di gin miscelato ad acqua e peperoncino o pepe ed altre sostanze alcoliche con porzioni di riso e tapioca chiamata, Hot Water.
Sulla Supreme Eiye Confraternity la Direzione distrettuale antimafia di Palermo indagava da tempo. “Si tratta – si legge nel provvedimento – di un sodalizio radicato in Nigeria e diffuso in diversi stati europei e extraeuropei che si oppone, scontrandosi, con gruppi rivali variamente denominati in primo luogo Black Axe, Vikings Maphite e Arubaga per assumere e mantenere il predominio nell’ambito della comunità nigeriana”.
Violare le regole significa decretare la propria condanna a morte. E nella potente confraternita degli ‘Eiye’ la segretezza è la regola principale. Ogni violazione da parte degli affiliati può essere pagata con la vita. “Frequenti e atroci violenze” spiegano gli investigatori perpetrate vicendevolmente dagli affiliati degli opposti ‘clan’, gli Eiye e i Black Axe. “E’ per questo che ho paura – racconta uno dei due collaboratori di giustizia nigeriani che agli investigatori di Palermo hanno svelato la strutture e i segreti dell’organizzazione – perché ho una bambina e ho un bambino in Nigeria che è nato nel 2012”. Parlare di queste cose è “un grosso rischio per me – ammette – il neo pentito -. Ma io voglio liberarmi di queste persone. Voglio sostenere l’Italia con tutto il cuore. Non voglio nascondere niente”. Raccontare i segreti della confraternita in Nigeria è pericoloso. “Ci sono tante persone – dice – che sono andate alla polizia per arrendersi, per cercare un lavoro. Ma quando questo succede la persona rischia molto perché il suo nome viene scritto in un libro nero e magari uno o due anni dopo quella persona viene uccisa. Sono capaci di uccidere un fratello, anche un figlio piccolo”. E’ quanto è successo a un ragazzo “che abitava in Abico – ricorda -. E’ andato a parlare con un membro Black Axe, a sparlare dei segreti degli Eiye. E lui è stato ucciso. E’ vietato per un membro Eiye entrare nei Black Axe o viceversa. Chi lo fa deve essere ucciso. E’ una regola. Non hanno ucciso solo lui ma anche suo figlio che aveva due o tre anni. Gli hanno sparato”.
“Nel 2006 avevo una certa notorietà. Avevo una pistola. Perché nella Confraternita Eiye non devi aspettare che vengano da te a combattere, ti devi difendere da solo. Nel 2006 un Black Axe ha ucciso un mio amico di nome Osed, gli hanno tagliato la testa e l’hanno messa davanti al cancello della scuola”. Racconta il pentito: “Io sono entrato in questo gioco per la mia dignità, per avere rispetto ma non mi è piaciuto”. Dentro l’organizzazione ogni membro è armato. “La mia pistola per me era mia sorella, mia mamma, mia moglie perché Edo State è una terra sanguinosa. E’ molto facile essere ucciso lì”. I contrasti tra fazioni opposte, tra i Eiye e i Black Axe, sono frequenti e sanguinari. “Nel 2006 la situazione era molto grave – ricorda il neo collaboratore nigeriano -. La guerra era salita troppo e le persone motivano come topi”.
Le quote associative. Il pentito parla poi delle quote pagate dagli associati: “In Nigeria ho pagato 4mila naire che in moneta italiana equivalgono a 140-150 euro – racconta -. Li ho pagati al mio God Father, cioè colui che mi ha fatto conoscere gli Eiye”. Una quota associativa che deve essere pagata anche da chi si affilia in Italia. “Se vedono che non hai molti soldi – racconta ancora il pentito – ti chiedono 100-150 euro. Se sanno che hai un’attività, ad esempio vendi droga, possono chiederti 400-500 euro. Chiedono di più perché sanno che è più ricco”. A ricevere il denaro, pagato in contanti, è il God Father. “Se ha preso 150 euro, 50 euro se li tiene e gli altri 100 euro li dà all’Ibaka. In realtà l’Ibaka non lo sa che il God Father si tiene una parte dei soldi”. La regola? Che i soldi vadano all’Ibaka che “benedice il nuovo membro” e che ha “il diritto di mettersi in tasca” il denaro e usarlo per se stesso perché “è stato nominato capo. Può usarli per il gruppo ma questo non è obbligatorio. E’ visto come un suo atto di generosità”. Anche l’Ibaka è sottoposto a una ‘tassa’ da versare negli incontri tra i capi quando c’è un progetto da portare avanti. “In Nigeria il pagamento di queste tasse durante i meeting tra Ibaka – spiega ancora il pentito nigeriano – è assolutamente obbligatorio”. E il denaro raccolto serve a comprare armi da usare negli scontri con gli altri Cult, per “uccidere i Black Axe e i mafiosi. Ci sono molti gruppi mafiosi in Nigeria, si possono chiamare Black Axe, Juris, Arubaga. Anche Sea Lord”. Omicidi e non solo. Perché la cassa dell’organizzazione serve anche ad aiutare i membri che ne abbiano bisogno. Così un altro pentito racconta che “se sei una persona molto popolare negli Eiye loro possono aiutarti a pagare il funerale se ti muore un familiare, o il matrimonio ma non ti aiutano sempre, devi essere una persona popolare. “In Europa e in Italia i soldi vengono in parte utilizzati per iniziative locali e per finanziare i viaggi dei capi, ad esempio, per partecipare alle riunioni organizzate dalle articolazioni territoriali e, in parte, inviati in Nigeria”, spiegano gli investigatori.
La storia. E’ terribile la storia che vede come protagonista una giovane nigeriana che oggi vive alla Caritas di Palermo. “La mia storia inizia il 7 giugno del 2014 quando ero in Nigeria. Lì, avendo problemi economici decisi di raggiungere l’Europa e così mi rivolsi alla mamma di una mia amica che poi fece il viaggio insieme a me e questa mi prospettò la possibilità di andare in Europa…”. Inizia così la storia dolorosa di B. E’ stato grazie anche alle sue dichiarazioni che gli investigatori sono riusciti a fare luce sulla cellula ‘Eiye’ con il fermo di sette persone, mentre altre sei sono ancora ricercate. “Pur di allontanarmi per ragioni economiche dalla mia patria- racconta ancora B. -accettai la proposta di partire allettata anche dal fatto che la mamma della mia amica mi prospettò di lavorare nel bar di sua sorella che si trovava in Italia. Prima di essere inviata in Italia fui sottoposta insieme ad altre ragazze ad un rito voodoo nella città di Edo State”. “Ci hanno fatto dei tagli e ci hanno fatto bere qualcosa – spiega ancora la ragazza -Nel corso del rito abbiamo giurato di pagare la somma di 25.000 euro ciascuno. Siamo partiti il 7 giugno 2014 da Edo State in un autobus ed eravamo tre ragazze e quattro ragazzi, abbiamo preso un altro mezzo ed abbiamo attraversato il deserto del Niger per arrivare in Libia”. “In Libia siamo stati ospitati a casa di un uomo a Saba e poi da lì a Tripoli dove siamo rimasti per tre giorni. Poi siamo stati trasferiti in un campo dove siamo rimasti due settimane appena il tempo lo ha permesso ci siamo imbarcati in un gommone tutti e sette. Dopo qualche ora di navigazione siamo stati salvati da una nave e portati in Italia dove siamo sbarcati a Reggio Calabria il 4 agosto 2014”. Pochi giorni dopo l’arrivo al centro di accoglienza, “una persona ci ha fatto uscire dal centro e ci ha portate a Bari. Quando siamo arrivate a Bari noi tre ed Osasu siamo andate a vivere tutti nella stessa casa”. Ed è stato qui che B. ha scoperto che non sarebbe andata a fare la cameriera ma la prostituita. “Friday ci picchiava e minacciava di morte se non avessimo obbedito gli dovevamo dare i suoi 25 mila euro- dice – Ci intimidiva tramite le credenze del rito voodoo a cui eravamo state sottoposte dicendoci che saremmo morte. A metterci i preservativi in borsa e ad accompagnarci per strada a lavorare fu la compagna di Friday di nome Jessica. Dopo due mesi che ero a Bari mentre Jessica era in Nigeria sono rimasta incinta di Friday con cui non ho mai avuto una relazione affettiva ma praticavo sesso contro la mia volontà. La moglie di Friday stava male ed è morta nel febbraio del 2015 per un problema ai reni”. “Ho continuato a prostituirmi anche in gravidanza poiché Friday mi minacciava e picchiava se non lo facevo”, racconta ancora tra le lacrime B. “Quando ho partorito, dopo circa una settimana, sono stata costretta nuovamente a prostituirmi fino a quando ho ascoltato il consiglio telefonico di mia mamma e mi sono rifiutata di continuare”. Ma Friday “si è molto arrabbiato per la mia decisione ed ha iniziato a picchiarmi violentemente per convincermi a riprendere a prostituirmi – dice – Mi ha picchiata per circa due mesi di seguito mi dava sia schiaffi che colpi di cintura in tutto il corpo spesso in presenza della mia connazionale ed amica Glory che inerme ha assistito a queste percosse”.

Napoli, esposto in procura di Fratelli D’Italia sui lavori dell’asse perimetrale Vomero-Soccavo-Pianura

Questa mattina dopo aver recuperato e letto attentamente le delibere e le determinazioni dirigenziali del comune di Napoli, non abbiamo potuto fare a meno di trasmettere il tutto alla Procura della Repubblica di Napoli motivandone la scelta. A renderlo noto è il portavoce municipale di Fratelli d’Italia Pasquale Strazzullo che già da diversi giorni unitamente a Pietro Diodato ed altri militanti del partito di Giorgia Meloni hanno acceso i riflettori con sopralluoghi e videodenunce live andate in onda sui social, per denunciare il modus operandi con cui si sta lavorando su quello che tecnicamente viene chiamato Asse Perimetrale Vomero-Soccavo-Pianura. Nei giorni scorsi, racconta il consigliere Strazzullo, abbiamo contestato in più occasioni la lungaggine degli interventi che hanno visto ben tre proroghe ingiustificate dal momento che non riscontravamo lavoratori sul posto, per un totale di chiusura dei varchi di Pianura e Soccavo di diciotto giorni a fronte dei cinque previsti dalla prima ordinanza comunale e con le consecutive ripercussioni sui cittadini per i disagi creati alla viabilità del territorio. I lavori di pulizia e messa in sicurezza del viadotto in questione, unitamente a quello di Scampia, lavori per una base d’asta di circa quattrocentomilaeuro, sarebbero stati motivati particolarmente da una nota fatta pervenire al comune dalla Prefettura di Napoli dove si evidenziava particolarmente la necessità di intervenire sui canali di raccolta delle acque

piovane e sugli scarichi fognari che vanno a raccogliere le stesse, questo per evitare i fenomeni di allagamento che si mostrano ad ogni condizione di clima avverso con le copiose piogge. Ebbene, prosegue il consigliere della municipalità Pianura-Soccavo, l’indomani della riapertura dei varchi ci siamo recati sui luoghi oggetto degli interventi riscontrando che i canali di raccolta delle acque sono completamente ostruiti dai residui dei materiali di sfalcio del verde potato dalla ditta incaricata, oltre a una significativa presenza di rifiuti speciali. Il tutto già si sta riversando nel collettore fognario come abbiamo mostrato nei video e nelle foto allegate all’esposto. Anche il portavoce cittadino di F.d.I. e consigliere comunale Andrea Santoro ha provveduto a fare la propria parte attraverso un’interpellanza scritta inviata al sindaco di Napoli e agli assessori competenti. Ad ogni modo, conclude Strazzullo, abbiamo chiesto alla Procura di avviare le attività di indagine su questa penosa vicenda mostrando attenzione anche all’aspetto della spesa pubblica oltre a chiedere che venissero individuati tutti i responsabili ed i complici per l’omessa vigilanza in merito alla corretta attuazione degli interventi.

Domani a Napoli IX edizione Certamen nazionale di Matematica

Giovani e pronti a darsi battaglia a suon di equazioni. Sono gli studenti
che da tutta la Campania, oltre che da Modena e Roma, arriveranno al Liceo
Mercalli di Napoli dove domani(5 aprile) si terrà la IX edizione del
Certamen nazionale di matematica “R.Caccioppoli”. Una gara con quesiti
proposti da professori universitari, rivolta ad alunni dell’ultimo anno
del liceo scientifico che a scuola eccellono in matematica. In tutto
saranno più di 60 i giovani “geni” che si sfideranno con l’obiettivo di
primeggiare e tenere alto il nome della propria scuola. Il senso della
sfida è chiaramente quello di diffondere e incentivare negli studenti
l’interesse per la matematica e le sue applicazioni potenziandone le
conoscenze, le capacità e le abilità. Cruciale in questo senso la
collaborazione con il dipartimento di matematica “R. Caccioppoli”
dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” che ha già messo a
disposizione diversi docenti che prepareranno la traccia e correggeranno
gli elaborati. La mattina gli studenti saranno impegnati nello svolgimento
della gara, mentre il pomeriggio, dopo il pranzo che si terrà presso il
Liceo, si aprirà con l’intervento del professor Rocco Trombetti,
coordinatore del corso di laurea triennale in matematica, che spiegherà
agli studenti l’offerta formativa del Dipartimento di Matematica. Tra gli
interventi previsti quello dei professori Ulderico Dardano e Salvatore
Rao, Buonocore, delle professoresse Annamaria Barbagallo, Florinda Capone,
Luigia Caputo, Roberta Di Gennaro, Eleonora Messina e Roberta
Schiattarella. La competizione sarà aperta dal saluto dell’Assessore
all’Istruzione del comune di Napoli, Annamaria Palmieri, dal dirigente
scolastico del Liceo Mercalli Luisa Peluso oltre che dal direttore
generale U.S.R. Luisa Franzese.

Napoli,varchi d’ingresso aperti e orde di portoghesi senza biglietto nella stazione Piscinola della metropolitana


“Ci è giunta una segnalazione circa la stazione Piscinola della metropolitana linea 1. Il video mostra come orde di portoghesi superino i tornelli senza pagare il biglietto, servendosi di alcuni varchi aperti. Si tratta di una situazione che abbiamo già denunciato mesi fa, comune anche ad altre stazioni. Ci chiediamo cosa faccia il personale deputato al presenziamento dei tornelli di accesso. L’ingresso di migliaia di viaggiatori senza biglietto rappresenta un grave danno economico per l’Anm. E’ necessario ristabilire al più presto la legalità, chiudendo i varchi e obbligando tutti i viaggiatori a obliterare il titolo di viaggio”. Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini. “Mentre i portoghesi fanno i loro comodi – proseguono Borrelli e Gaudini – coloro che vogliono acquistare il biglietto si ritrovano spesso in difficoltà a causa delle continue avarie dei distributori automatici. In molte stazioni, quando i chioschi chiudono, diventa impossibile munirsi del titolo di viaggio. Occorre un’opera di manutenzione straordinaria di tutti i distributori presenti lungo la rete per permettere ai viaggiatori di acquistare il biglietto senza disagi”.

Salerno, il centrodestra: “Aumentato lo stipendio al segretario del Pd”

Nel mirino dei consiglieri di opposizione finisce la delibera della Giunta Municipale ha disposto un aumento di 800 euro mensili per Enzo Luciano, capostaff del sindaco Napoli e leader provinciale dei democratici
Il centrodestra salernitano va all’attacco della Giunta Comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Enzo Napoli, “Ancora una volta con i soldi pubblici il Pd e la nefasta Amministrazione Progressista foraggiano il sistema” scrivono in una nota i consiglieri comunali Roberto Celano (Forza Italia), Giuseppe Zitarosa (Lega), Antonio Cammarota (La Nostra Libertà) e Ciro Russomando (Attiva Salerno) per denunciare che “mentre le casse del Comune sono fortemente deficitarie”, con la delibera n. 107 del 29 marzo 2019 la “Giunta Municipale ha disposto un aumento di 800 euro mensili al segretario provinciale del Pd, capo Staff del sindaco (che già percepiva quasi 6 mila euro lordi mensili), per adeguarlo al trattamento economico destinato ai dirigenti”. Gustavo Gentile

Caserta, appalti sospetti alla Reggia: 2 funzionari indagati

Due funzionari della direzione della Reggia di Caserta sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) in ordine ad alcune procedure di aggiudicazioni sospette, risalenti agli ultimi due anni. I militari dell’Arma avevano già acquisito alcuni documenti negli uffici dell’amministrazione, in particolare assegnazioni di appalti su eventi, allestimenti e pulizie eseguiti, secondo l’accusa, sempre dalle stesse ditte. L’inchiesta è stata aperta da pochi mesi ed è in via di evoluzione. Alcune persone sono già state sentite come ‘informate sui’ fatti. Al centro dell’indagine, anche le modalità di approccio tra funzionari ed i rappresentanti di alcune associazioni che chiedevano di organizzare manifestazioni a Palazzo Reale.

Offese ed intimidazioni durante la partita, ragazzina finisce in ospedale

La denuncia della Volalto: “Quanto accaduto non ha nulla da vedere con lo sport Intimidazioni nei confronti delle giovani atlete dell’Under18 della Volalto Caserta/Orta. A denunciarlo è la stessa società del patron Nicola Turco dopo che una ragazza è stata costretta ad essere portata in ospedale per un attacco di panico causato proprio dalle ‘pressioni esterne’.
“Durante la gara di mercoledì fuori casa dell’Under 18 della società rosanero sul campo della Volley Caserta è successo praticamente di tutto – si legge in una nota della Volalto- La partita si è chiusa 3-1 per la Volalto 2.0 Caserta/Orta ma quanto accaduto durante non ha nulla a che vedere con lo sport. Il pubblico ha provato ad intimorire le ragazze della Volalto 2.0 Caserta/Orta ed a fine gara la dirigenza della Volalto 2.0 è stata costretta a trasportare una ragazza al pronto soccorso di Caserta. E se non bastasse anche il dirigente del Volley Caserta ha più volte infastidito le ragazze costringendo anche l’arbitro, a sospendere la partita per 2 minuti”.Offese ed intimidazioni durante la partita, ragazzina finisce in ospedale
La denuncia della Volalto: “Quanto accaduto non ha nulla da vedere con lo sport Intimidazioni nei confronti delle giovani atlete dell’Under18 della Volalto Caserta/Orta. A denunciarlo è la stessa società del patron Nicola Turco dopo che una ragazza è stata costretta ad essere portata in ospedale per un attacco di panico causato proprio dalle ‘pressioni esterne’.
“Durante la gara di mercoledì fuori casa dell’Under 18 della società rosanero sul campo della Volley Caserta è successo praticamente di tutto – si legge in una nota della Volalto- La partita si è chiusa 3-1 per la Volalto 2.0 Caserta/Orta ma quanto accaduto durante non ha nulla a che vedere con lo sport. Il pubblico ha provato ad intimorire le ragazze della Volalto 2.0 Caserta/Orta ed a fine gara la dirigenza della Volalto 2.0 è stata costretta a trasportare una ragazza al pronto soccorso di Caserta. E se non bastasse anche il dirigente del Volley Caserta ha più volte infastidito le ragazze costringendo anche l’arbitro, a sospendere la partita per 2 minuti”. Gustavo Gentile

Marigliano: operazione anti contrabbando di sigarette della polizia municipale

Questa mattina il Comando di Polizia Municipale, guidato dal Comandante Emiliano Nacar, ha effettuato una importante operazione, senza precedenti, contro il diffuso fenomeno del contrabbando di sigarette. Due persone sono state denunciate per contrabbando di sigarette (vendita di tabacchi lavorati esteri su pubblica via), in seguito ad azioni di contrasto effettuate lungo Corso Vittorio Emanuele III, all’incrocio con la strada Provinciale S. Vito-Scisciano, e lungo via Somma, all’incrocio con via Garigliano; sequestro di circa quattrocento pacchetti di sigarette, per un totale di circa sette chilogrammi, e relative sanzioni pari a un ammontare di circa quattromilacinquecento euro; sequestro banconote e monete per un totale di circa trecento euro (proventi dell’attivita’ illecita).

Aeroporto di Salerno: Gesac pronta per la firma, tutto predisposto per l’ampliamento targato De Luca

Capodichino e Salerno dovranno diventare vasi comunicanti, per consentire alla Campania di avere un’unica struttura aeroportuale gestita da Gesac-Capodichino. Ormai è imminente, lo sblocco della pratica per i necessari lavori di ampliamento dell’aeroporto di Salerno. Sia il direttore generale dell’Enac che il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Andrea Cioffi (M5S), ieri hanno annunciato la firma in calce al Decreto per la gestione totale dello Scalo aeroportuale salernitano. Capodichino e Salerno dovranno diventare vasi comunicanti, per consentire alla Campania di avere un’unica struttura aeroportuale gestita da Gesac-Capodichino, con l’aeroporto di Salerno che consentirà di alleggerire il movimento-passeggeri dello scalo napoletano, portando ad un incremento di almeno 5 milioni di viaggiatori a tre anni dal completamento delle piste, a tutto vantaggio del territorio campano. Il primo vettore sarà Easy Jet. Gustavo Gentile

Salerno, sparatoria al quartiere Europa

Salerno. Colpi di pistola nel Quartiere Europa, chiusa la strada: paura tra i residenti.
La dinamica di ciò che è accaduto non è ancora chiara. Sul posto sono giunte le volanti della Polizia di Stato e i vigili urbani, che hanno chiuso momentaneamente alla circolazione via Lazzarelli.
Sotto choc i residenti che avrebbero avvertito dei colpi di pistola. La dinamica di ciò che è accaduto non è ancora chiara. Sul posto sono giunte le volanti della Polizia di Stato e i vigili urbani, che hanno chiuso momentaneamente la circolazione veicolare in via Luigi Lazzarelli.

Gustavo Gentile

Napoli, ‘ campo-bipiani’ di Ponticelli: interrogazione di Giannuzzi(M5s)

La vicenda del cosiddetto “campo Bipiani”, la baraccopoli abitata dagli sfollati del sisma del 1980 nel quartiere Ponticelli, a est di NAPOLI, e’ al centro di un’interrogazione a risposta scritta firmata dalla senatrice Silvana Giannuzzi (M5S) al ministro dell’interno, Matteo Salvini, al ministro della salute, Giulia Grillo, e al ministro dell’ambiente, Sergio Costa. L’interrogazione viene presentata nella settimana in cui ricorre il decennale del sisma de L’Aquila, nel quale morirono 309 persone. L’interrogazione prende le mosse dall’intervento della consigliera comunale pentastellata Marta Matano, che ha acceso i riflettori sulla situazione delle 104 unita’ abitative che ospitano oltre 400 persone

Minore scomparso nel Casertano: ritrovato dalla polizia in piena notte

E’ stato ritrovato dalla Polizia di Stato e riconsegnato alla madre il 13enne scomparso dal comune di San Marcellino, nel Casertano, due giorni fa. Il ragazzo é stato notato in piena notte in via Corcioni ad Aversa. I poliziotti del locale Commissariato lo hanno riconosciuto dopo aver visto la foto sui social newtwork, dove la notizia della scomparsa aveva avuto migliaia di condivisioni. Il 13enne ha riferito di aver smarrito la strada di casa e di non aver avuto alcuna possibilità di contattare familiari, conoscenti o forze dell’ordine essendo privo di credito telefonico e con il cellulare completamente scarico.

San Giorgio, da vittima a carnefice: per i giudici la ragazza ‘non è credibile’

Da vittima a carnefice il passo è breve. Stupro nella Circum: la ragazza ha più volte mentito. La ragazza pare abbia mentito più volte, sui fatti, la dinamica dell’aggressione, i suoi trascorsi, la conoscenza con i tre ragazzi e la sua patologia. Contraddizioni numerose e rilevanti. Ha mentito perchè affetta da una patologia psichiatrica che la rende istrionica e bipolare. Una mitomane, bugiarda, che non avrebbe placato la sua patologia nonostante tre anni di intensa psicoterapia. Sotto i riflettori dei magistrati è passata la cartella clinica della ragazza, tre anni di indagini psicologiche, colloqui, psicoterapia, una ragazza che ha sofferto anche di anoressia. Colloqui psicologici in cui la ragazza farebbe anche riferimento alla sua costante ricerca di eccessi sessuali. Una ragazza dalla vita certamente angosciata a tal punto che fu costretta anche ad un ricovero durato addirittura 4 mesi in una struttura specialistica in Emilia Romagna, ricovero che però non ha sortito significativi miglioramenti. A ciò, come se non bastasse si aggiunge senza appello la visione del video della circumvesuviana. Se è pur vero che la presunta violenza sia durata solo 7 minuti il video in realtà ne dura circa trenta di minuti ed inizia dalle panchine della vesuviana, tanto care al sindaco di San Giorgio a Cremano che in un gesto di puro simbolismo si fece fotografare dopo i noti fatti mentre si dipingevano in segno di solidarietà di rosso le panchine della circumvesuviana (sebbene in verità erano rosse anche prima di quello show). Nel video la ragazza abbraccia ripetutamente Sbrescia, fumano uno spinello insieme e si dirigono tranquillamente verso l’ascensore: è proprio lei a chiamare l’ascensore e ad entrarci spontaneamente con Sbrescia. Pochi istanti dopo nell’ascensore entrano gli altri due e scattano questi sette minuti di rapporto dopo di che escono tutti dall’ascensore, la ragazza appare tranquilla, è vestita, ha la borsa a tracolla e il gruppetto si saluta.
In merito al presunto tentativo di stupro raccontato di un mese prima, anche qui non pare ci siano prove ma anzi elementi che vanno nella direzione contraria. La sorella della presunta vittima in merito a quel famoso giorno di un mese prima dichiara che i tre accompagnarono la ragazza sotto casa fermandosi a ridere nei pressi del portone del palazzo. Infine il presunto referto medico del centro Dafne che ne attestava la violenza subita? Per i giudici senza alcuna validità scientifica ed inaffidabile.

Giorgio Kontovas

Finto corriere si presenta in azienda per rubare il carico, denunciato 36enne campano

Firenze. Era pronto a prendere la merce da trasportare e rubarla ma è stato scoperto e arrestato un finto corriere che si è presentato in un’azienda conciaria di Rufina in provincia di Firenze spacciandosi per un corriere che doveva ritirare dalla merce, ma il personale non gli ha creduto e ha chiesto l’intervento dei carabinieri. Così l’uomo, un 36enne campano, trovato in possesso anche di una patente fasulla, e’ stato denunciato ieri per tentata truffa e uso di atto falso. Viaggiava a bordo di un furgone con targa contraffatta, sul quale sono state trovate le divise di varie ditte di spedizioni italiane. Il mezzo, sequestrato, sarebbe stato usato in occasione di altre truffe analoghe messe a segno di recente nel centro Italia. Lo scorso settembre, sempre l’azienda di Rufina era stata vittima di una truffa analoga, per la quale erano stati denunciati un 28enne e un 36enne di Napoli.

Napoli Città Libro. Grande entusiasmo e molti giovani all’apertura della kermesse

Per la seconda edizione di Napoli Città Libro, tanti giovani e grande entusiasmo. Il Salone del libro e dell’editoria sarà nelle sale di Caste Sant’Elmo fino a domenica 7 aprile e avrà come tema e filo conduttore – promossa dall’Associazione Liber@Arte in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura e il Polo museale della Campania del ministero dei Beni culturali e con il patrocinio di Aie (Associazione italiana libri) – “Approdi. La cultura come porto sicuro”.
”Questa prima mattinata ha registrato uno straordinario successo – ha commentato Alessandro Polidoro, presidente di Liber@Arte – centinaia di ragazzi hanno riempito la Rosa dei venti e hanno ascoltato le parole di conforto e di incoraggiamento delle istituzioni nei confronti del libro e della cultura come strumenti di riscatto sociale”. I numeri della manifestazione parlano di 115 espositori in rappresentanza di 160 sigle editoriali da tutta Italia e 120 appuntamenti che coinvolgeranno 350 ospiti. Intorno all’Auditorium centrale, simbolicamente chiamato Rosa dei venti, si sviluppano le tre sale Levante, Ponente e Libeccio, spazi raccolti in cui la contemporaneità del panorama culturale ed editoriale dialoga con l’atmosfera e le suggestioni storiche che il luogo emana. Il programma del Salone del libro e dell’editoria di Napoli è articolato in diverse sezioni: Ancore, focalizzata sulle questioni fondamentali della contemporaneita’, sull’attualita’ e la societa’; Sirene, dedicata sia alla figura mitologica che al suo significato simbolico; ‘Un’ora con’ che offre carta bianca agli ospiti per lectio magistralis, dibattiti e presentazioni e infine lo spazio “Rotta su Napoli” riservato a tradizioni, culture, storie e protagonisti della città e della napoletanità. 

Torre Annunziata, congiunto del pentito spacciava al Parco Apeca

Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata  hanno arrestato Nunzio Nasto, 46enne, oplontino, noto alle forze dell’ordine, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nasto è un parente stretto di Aniello detto ‘quarto piano’ noto pentito del clan Gionta che negli anni scorsi con le sue rivelazioni ha contribuito a far arrestare numerosi camorristi della cosca.

I poliziotti, dopo vari appostamenti, all’esterno del parco “Apeca”, noto luogo di spaccio, dove solito  si radunano giovani consumatori, hanno notato il Nasto che stava cercando di eludere il controllo. Gli agenti dopo aver effettuato vari controlli hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione  del 46enne, dove, nascosta all’interno di un borsello sono stati  rinvenuti 14 involucri di canapa indiana, di  circa, 24 grammi, un bilancino di precisione , un notes  riportante nomi e cifre ed una pistola giocattolo priva di tappo rosso. Il Nasto è stato arrestato in attesa del rito direttissimo.

Banda del Rolex in azione a Firenze: arrestati due napoletani

Firenze. Incastrati dalle immagini di videosorveglianza: sono stati arrestati per la rapina avvenuta lo scorso 3 ottobre a Firenze. Due uomini di 39 e 46 anni, napoletani, sono stati arrestati dalla squadra mobile con l’accusa di aver partecipato al colpo in via Saba ai danni di un 79enne aggredito mentre usciva dall’auto e derubato del Rolex da 23 mila euro che aveva al polso. Per il 46enne il gip di Firenze Sara Farini ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere, ai domiciliari il 39enne. I malviventi sono stati identificati grazie alle immagini girate dalle telecamere di sorveglianza cittadini e di alcuni negozi. In particolare, il 46enne, in sella ad uno scooter sul quale viaggiava anche un complice al momento non identificato, aveva ‘agganciato’ la Porsche condotta dall’anziano all’altezza di piazza della Libertà, e lo aveva seguito fino che non è uscito dalla vettura, per poi aggredirlo. A seguito dell’episodio la vittima ha riportato importanti lesioni al polso. Dopo il colpo, sempre in base a quanto accertato grazie alle indagini, coordinate dal pm Gianni Tei, i due malviventi parcheggiarono lo scooter in piazza Indipendenza, dove ad aspettarli, a bordo di un furgone usato per portare il motociclo da Napoli a Firenze, c’era un altro complice, il 39enne finito ai domiciliari. Lo scorso novembre il 46enne è stato arrestato a Firenze per un colpo simile. Indossava gli stessi abiti, tra cui un paio di vistose scarpe verdi, che aveva in occasione della rapina di ottobre.

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