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Piano City Napoli 2019: grande soddisfazione per il sindaco De Magistris

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Grade soddisfazione da parte del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, per il successo per l’apertura ufficiale di Piano City Napoli 2019, organizzato e promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con l’associazione NapoliPiano.
“Napoli si conferma sempre di più capitale della cultura”, ha dichiarato. Questa edizione si era già preannunciata particolarmente prestigiosa e bella con il “Forum Scarlatti: Integrale delle Sonate di Domenico Scarlatti” al Conservatorio San Pietro a Majella, ideato da Dario Candela, direttore artistico sezione classica Piano City Napoli. La risposta l’ha data la città: in diecimila si sono ritrovati nell’imponente Piazza Plebiscito per il concerto dei ventuno pianoforti sotto il colonnato, dedicato alle Ouverture delle più note opere, a cura di Patrizio Marrone, diretto dal maestro Mariano Patti e anticipato dall’esibizione dell’Orchestra Regionale di Pianoforti dei Licei Musicali della Campania. Il concerto è stato accompagnato dalla proiezione in piazza del Plebiscito dell’opera “SOL” dell’artista Davide Cantoni.

I Verdi: ‘Napoli e Campania capofila delle intimidazioni ai politici’

Napoli e Campania sono capofila per le intimidazioni ai politici. E’ il dato, sottolineano i Verdi della Campania, “che emerge da ‘Amministratori sotto tiro’, il report redatto da Avviso Pubblico che, annualmente, analizza i casi di violenza a danno di esponenti della politica e amministratori pubblici”. Nella provincia partenopea, nell’anno 2018, si sono verificati 47 casi, con un aumento del 38 per cento rispetto all’anno precedente. In Campania, nel corso dello scorso anno, si sono registrati 93 casi. “Un numero altissimo – evidenziano i Verdi – se si tiene conto che la Puglia, al terzo posto, e’ stata teatro di 59 casi. L’incremento e’ dell’8 percento rispetto all’anno precedente. Anche la situazione della provincia di Napoli preoccupante con 156 casi negli ultimi quattro anni”. Fenomeno in crescita “anche nel Casertano con 15 episodi registrati mentre e’ stabile la situazione nella provincia di Salerno (14 casi) e in diminuzione nella provincia di Avellino con 11 casi, la meta’ del 2017. Solo 6 i casi registrati a Benevento e provincia”. “I Verdi – spiega il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini – continuano ad essere sotto tiro. Lo testimoniano le numerose aggressioni subite dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che, a causa del suoi impegno contro i parcheggiatori abusivi e la camorra, e’ stato spesso oggetto di violenze e aggressioni sia fisiche che verbali. Sarebbe lui il politico piu’ minacciato in Italia”. Lo stesso Borrelli afferma che “la situazione sta diventando insostenibile”. “I casi di violenza aumentano ogni giorno di piu’. Oramai le aggressioni a danno di amministratori e politici stanno diventando la normalita’. Noi non arretriamo di un solo millimetro davanti ai delinquenti e camorristi pero’ la situazione peggiora di giorno in giorno. Tra l’altro alla violenza nella vita di tutti i giorni si e’ aggiunta quella a mezzo social. Sono diversi i messaggi minatori che ricevo ogni giorno sui miei profili social. Tra minacce di morte e offese non c’e’ alcun tipo di filtro. Da tempo denunciamo la presenza della delinquenza sui social ma, finora, il nostro allarme non ha ancora sortito effetti significativi” conclude Borrelli.

Legno, Arte e Umanità. Al Museo Correale la mostra biografica di Luigi Gargiulo

Mercoledì 10 aprile ore 17:00 inaugurazione. In esposizione fino al 12 maggio 2019. Legno, arte e umanità: questo il leitmotiv della mostra biografica dell’artista e restauratore Luigi Gargiulo che verrà inaugurata mercoledì 10 aprile alle 17.00 al Museo Correale. “Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare la mostra del maestro Luigi Gargiulo perché rappresenta uno dei fiori all’occhiello del panorama artistico sorrentino – dichiara il Presidente del Museo Correale Gaetano Mauro – Vogliamo che i nostri visitatori respirino anche l’estro e la creatività locale”. La mostra resterà aperta dal 10 aprile al 12 maggio 2019 tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, tranne il lunedì, giorno di chiusura settimanale, e fino alle 13.30 di domenica.
“L’intensità del legno, elemento iconografico nell’iter scultoreo dell’artista Luigi Gargiulo, si rinnova e recupera i veri valori umani e sociali – spiega il Direttore del Museo Correale Filippo Merola commentando la mostra di Luigi Gargiulo – È ciò che si percepisce osservando la sua scultura e le opere grafiche molto espressive che s’avvalgono di una dinamica interiore e di una manualità di notevole sapienza. L’artista sa far sentire un’energia creatrice che s’accende di espressività e di valenza simbolica. Capace di cogliere il legame profondo tra le bellezza dell’arte ed il significato dell’esistenza umana – conclude il Direttore – Gargiulo realizza una vera e propria rivoluzione del legno e lo fa con puro spirito creativo, onestà di sentimento e costante impegno”.
Nato a Sorrento nel 1933, Luigi Gargiulo è scultore del legno e restauratore. Docente presso l’ex istituto d’arte Francesco Grandi di Sorrento, promotore e organizzatore di eventi culturali come “Arte nei Portoni di Sorrento” e “Artisti in vetrina”, ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali entrando a far parte di collezioni private e pubbliche sia in Italia che all’estero.

E ora anche i Casamonica attaccano Tony Colombo: ‘Sei diventato qualcuno grazie a noi…’

Sappi Tina Rispoli che Tony Colombo veniva a cantare alle nostre feste e ora se ha i soldi è grazie ai Casamonica. E tu ci disprezzi? Ti sei vista chi sei? Tutti dicono che Tony Colombo ha sposato una … prenditela con chi ti chiama … e non dove tuo marito ha mangiato fino adesso…vergognati!”. Sta cominciando a diventare virale il post che una donna componente della famiglia Casamonica ha postato il suo profilo facebook qualche giorno fa. Chi credeva che le polemiche e l’attenzione mediatica attorno al matrimonio del cantante neomelodico napoletano fosse destinata a scemare si è sbagliato. Ora la potente famiglia di origine sinti che ha fatto del litorale laziale la sua roccaforte va all’attacco della neo sposa, che è in attesa di un figlio del neomelodico, ricordando il suo passato di vedova di camorra e di quello del marito. La telenovela continua…

Sant’Antimo, aperta un’inchiesta sulla morte della maestra Giovanna

Una donna molto riservata, che usciva poco e aveva scarsi contatti con i vicini, ma che spesso cadeva, forse a causa delle medicine e della solitudine, l’ultima volta tre settimane fa. C’e’ tanto dispiacere in via Amendola a Sant’Antimo, dove la 71enne maestra in pensione Giovanna Borzacchiello, è stata trovata in una pozza di sangue nel suo appartamento, una sorta di villetta. Secondo la prima ipotesi avanzata dai carabinieri, si tratterebbe di una morte causata da una caduta accidentale, durante la quale la donna ha sbattuto il capo probabilmente contro una stufetta; forse ha provato anche a medicare la ferita da cui usciva sangue, salvo svenire e poi morire. Si indaga comunque anche in altre direzioni; sarà l’autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni, a fugare ogni dubbio sulla morte. A dare l’allarme un cugino che viveva in una casa distante qualche decina di metri, che l’ha rinvenuta sotto il tavolo, dopo aver aperto la porta di casa con le chiavi, visto che donna non rispondeva. La 71enne era nubile e viveva da sola, tanto che i ragazzi che risiedono nella stessa strada, una traversa poco trafficata di una della strade del centro di Sant’Antimo, la chiamavano “la signorina”. “Era una brava donna ma la si vedeva molto poco in giro”, dice un 19enne che abita di fronte alla Borzacchiello; “avevamo poca confidenza – prosegue il giovane – e forse non si ricordava neanche di me, ma non dava alcun fastidio, e se facevamo rumore non ci riprendeva”. Un’altra vicina, che vive con il marito vigile urbano a poca distanza, dice che “la signora prendeva parecchie medicine, non aveva patologie particolari ma spesso le capitava di cadere, l’ultima volta e’ accaduto circa tre settimane fa, la soccorse il cugino e arrivammo anche noi, poi fu portata in ospedale”. “Era una signora, sempre gentile e mai fuori posto” dice una donna che ha circa la stessa eta’ dell’ex maestra. “La veniva a trovare un parente che abita qui vicino. Mi dispiace molto per ciò che è accaduto”.

Napoli, contromano in Tangenziale: tragedia evitata grazie a un coraggioso motociclista e alla polizia

Napoli. Una possibile tragedia si è tramutata in una storia a lieto fine, grazie al tempismo di un motociclista e l’intervento congiunto di una volante del commissariato di Pozzuoli, che si trovava in Tangenziale e di una  pattuglia della della Polizia Autostradale di Fuorigrotta. Il fatto è avvenuto questa mattina, quando gli agenti della Polizia Stradale, allertati dal Centro Operativo Autostradale, sono intervenuti di corsa in Tangenziale dove un 80enne, alla guida della sua auto Hyundai, dopo aver percorso lo svincolo di “Italia 90”, che da Agnano si collega alla Tangenziale di Napoli in direzione di Fuorigrotta, a seguito di un momento di smarrimento, ha imboccato contromano la Tangenziale. L’anziano, uscito dallo svincolo, invece di proseguire in direzione di Fuorigrotta, ha invertito il senso di marcia della sua autovettura, iniziando la marcia in terza corsia contromano. Un medico di 53 anni, che viaggiava in sella alla sua moto in corsia opposta, notata la scena, si è spostato in terza corsia, tentando di segnalare agli automobilisti, provenienti dal senso opposto al suo, l’imminente pericolo. Il professionista, dopo aver accostato la sua moto al guard rail che separa le due carreggiate, ci è salito sopra in modo da segnalare con le braccia gli ignari automobilisti la presenza dell’anziano, oltre a fargli cenno a quest’ultimo di fermarsi. In quel frangente era in transito una Volante del Commissariato di Polizia di Pozzuoli che, notato l’accaduto, si è fermata poco distante, contemporaneamente, una pattuglia della Sottosezione della Polizia Stradale di Fuorigrotta, in servizio sull’A/56,  si era già prodigata nel  bloccare il traffico veicolare prima che i veicoli giungessero sul luogo. Dopo l’incidente analogo avvenuto ieri in A2, si sono vissuti momenti di tensione e tanta paura tra gli automobilisti che, grazie al tempismo della Polizia di Stato ed al rapido intervento del motociclista, che ha rischiato in prima persona, hanno impedito gravi conseguenze.

San Giorgio, incendio alla concessionaria plurimarche: la strategia del terrore dei nuovi signori del racket

San Giorgio. Torna l’incubo racket a san Giorgio a Cremano. Tre attentati nel giro di una settimana ai danni di commercianti e imprenditori. L’ultimo in ordine di tempo questa notte e ha colpito la concessionaria plurimarche GMA sita in corso Umberto a San Giorgio a Cremano. A fuoco alcune auto di lusso, ingenti i danni. L’incendio è stato domato. Sull’episodio indagano i carabinieri della locale stazione. Si attende di verificare i filmati della video sorveglianza della concessionaria. Ormai sembra sempre più evidentemente la presenza forte ed asfissiante del racket sui negozi di San Giorgio a Cremano, troppi negozi andati a fuoco recentemente non possono più essere considerati una casualità.

Solo due giorni fa era stata incendiata una Smart in piazza Europa il cui proprietario è anche il titolare del negozio di bici elettriche in via Gianturco angolo via Don Morosino che la notte tra il 26 e 27 marzo scorso subì danni alla saracinesca con una bomba carta. E prima ancora si erano verificati un incendio a un negozio di abbigliamento (17 gennaio) e poi un altro incendio (15 marzo) a un negozio di detersivi.Gli investigatori stanno cercando di delineare il nuovo mosaico delle alleanze e delle strategie criminali dopo le scarcerazioni dei fratelli Attanasio e dopo gli arresti di quasi tutti gli esponenti di vertice del clan Troia. Fino a poco tempo fa il clan Mazzarella aveva preso il controllo delle attività illecita si San Giorgio a Cremano e Portici attraverso colui che viene chiamato “l’uomo nero” insieme con i D’Amico “gennarella” di via Nuova Villa a san Giovanni a Teduccio. Ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato nella geografia criminale sangiorgese. E la strategia del terrore con bombe e attentati incendiari, e non più con le plateali stese, sta servendo a inviare un messaggio ben preciso ai federati dei Mazzarella. Gli investigatori seguono con attenzione l’evolversi dello scontro ma nei cittadini aumento la paura.

L’ospedale cambia faccia, ecco come

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L’intelligenza artificiale puo’ salvare la vita, in particolare ai malati cronici. Big data e sensori hi-tech entreranno presto nelle cure di chi soffre di asma e Bpco: dimezzano le visite al pronto soccorso e riducono i ricoveri. La conseguenza sara’ una trasformazione, almeno parziale, degli ospedali di oggi, a favore di un sistema di cure 4.0 per l’assistenza a distanza. Dal Portogallo alla Scozia si moltiplicano gli studi clinici che confermano il ruolo dell’intelligenza artificiale per migliorare la salute dei pazienti che soffrono di malattie respiratorie. “Gli ospedali stessi cambieranno volto, l’identikit dei reparti di pneumologia del futuro prevede meno posti letto, meno sale d’attesa e piu’ alta tecnologia” come spiega l’architetto Giorgia Zunino, direttore del Master in Redesining Medicine presso l’Istituto di Design dell’Accademia di Belle Arti di Brescia, responsabile del progetto che trasformera’ l’ex Ospedale Psichiatrico del Santa Maria della Pieta’ a Roma nel Parco della Salute e del Benessere. “Per innovare non serve costruire di piu’, ma ripensare e riorganizzare gli spazi ospedalieri, attingendo alle innovazioni tecnologiche che gia’ integrano ospedale e domicilio”. Il machine learning, ovvero algoritmi che elaborano grande mole di dati clinici e parametri vitali permette di ridurre del 30% i ricoveri e del 50% gli accessi al pronto soccorso e di prevedere l’evoluzione della malattia nell’arco di 5/10 anni. Lo dimostrano recenti studi illustrati al congresso organizzato da Menarini “Limitless: innovazione in pneumologia, un impegno senza limiti”, appena concluso a Firenze, che ha riunito esperti di pneumologia, architettura e bioingegneria, matematica e sociologia per fare il punto insieme sul futuro delle malattie respiratorie. Nell’arco della vita l’aria entra ed esce dai nostri polmoni 3 miliardi di volte, ma per molti i respiri prima o poi diventano affannosi e difficili: succede ai quasi 4 milioni di italiani che soffrono di broncopneumopatia cronico ostruttiva o BPCO, una patologia che e’ corresponsabile del 55% dei decessi per cause respiratorie ogni anno e che nel 2030 diventera’ la terza causa diretta di mortalita’. Accanto ai clinici, a segnare la via delle innovazioni che ci cureranno domani anche architetti, bioingegneri, matematici e sociologi. “Nei malati con BPCO l’aderenza alle terapie non arriva al 40% e questo comporta un alto rischio di peggioramento e progressione verso stadi piu’ gravi della patologia che poi compromettono fortemente la qualita’ e la durata di vita. E che si traducono in piu’ ricoveri e visite al pronto soccorso”, spiega Federico Lavorini, Ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Universita’ di Firenze.

Serie C, i criteri di promozione e retrocessione della stagione 2018-2019

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Sono stati resi noti i criteri di promozione e di retrocessione della stagione 2018-2019:

I) CRITERI DI PROMOZIONE Per la sola stagione sportiva 2018/2019, le promozioni dal Campionato Serie C sono aumentate da quattro a cinque e saranno regolate secondo le seguenti formule: a) Le squadre classificate al primo posto di ciascun girone di Serie C è promossa direttamente in Serie B. b) Sono promosse in Serie B, come quarta e quinta squadra, le due vincitrici dei Play Off.

II) PLAY OFF I Play Off verranno disputati dalle 28 squadre che, a conclusione della regular season, si sono classificate dal secondo al decimo posto dei tre gironi e dalla squadra che risulta vincitrice della Coppa Italia Serie C. a) Nell’ipotesi in cui per la vincitrice di Coppa Italia Serie C si verifichi una delle condizioni sotto elencate: – si sia classificata al primo posto nel girone di competenza; – si sia classificata al secondo posto nel girone di competenza; – si sia classificata al terzo posto nel girone di competenza; – si sia classificata nel girone di competenza in posizione che comporti la retrocessione diretta in categoria inferiore; – si sia classificata in posizione che comporti l’accesso ai Play Out; – rinunci alla disputa dei Play Off, nella posizione di griglia nei Play Off (prevista per la vincitrice della Coppa) subentrerà l’altra squadra finalista di Coppa Italia Serie C. In quest’ultimo caso, qualora ricorrano anche per la finalista perdente la Coppa Italia Serie C le suindicate ipotesi di preclusione ovvero in caso di rinuncia di quest’ultima, la posizione di griglia nei Play Off (prevista per la vincitrice della Coppa) sarà assegnata alla squadra quarta classificata nel girone di competenza della vincitrice di Coppa Italia Serie C, con scorrimento della classifica delle altre squadre successivamente posizionate fino all’ammissione, in via del tutto eccezionale, della squadra classificatasi all’undicesimo posto durante la regular season. b) Nell’ulteriore ipotesi in cui la vincitrice di Coppa Italia Serie C o la società che le subentra nella posizione in griglia: – si sia classificata dal quarto al decimo posto durante la regular season, avrà accesso ai Play Off, in via del tutto eccezionale, la squadra classificatasi all’undicesimo posto nel girone di competenza durante la regular season, con scorrimento della classifica delle altre squadre. Lo svolgimento delle gare di Play Off si articolerà attraverso tre distinte fasi, con condizioni di accesso determinate come segue: Fase Play Off del girone Fase Play Off Nazionale Final Four

III) Fase Play Off del girone: Alla Prima Fase Play Off del girone accedono le 21 squadre classificate dal quarto al decimo posto di ciascun girone. Essa si svolgerà attraverso la disputa di un doppio turno a gara unica ospitata dalla squadra meglio classificata al termine della regular season. A. Primo Turno Play Off del girone (5a, 6a, 7a, 8a, 9a e 10a classificate) Le 18 squadre classificate dal quinto al decimo posto di ciascun girone si affrontano, in gara unica, secondo la seguente previsione: a) la squadra quinta classificata affronterà la squadra decima classificata del medesimo girone; b) la squadra sesta classificata affronterà la squadra nona classificata del medesimo girone; c) la squadra settima classificata affronterà la squadra ottava classificata del medesimo girone; Le squadre vincenti avranno accesso al secondo turno. In caso di parità al termine dei 90’ regolamentari, avrà accesso al Secondo Turno Play Off del girone la squadra meglio classificata al termine della regular season. Nell’ipotesi in cui la vincitrice di Coppa Italia Serie C si sia classificata al 5° o al 6°, o al 7° o all’ 8° o 9° o 10° posto, avrà accesso ai Play Off del girone – in via del tutto eccezionale – la squadra classificatasi all’11° posto del girone di competenza, con scorrimento della classifica delle altre squadre. B. Secondo Turno Play Off del girone Nel secondo turno di Play Off del girone, alle 3 squadre vincitrici degli incontri del Primo Turno, si aggiunge la squadra classificata al quarto posto di ciascun girone di regular season. Le 4 partecipanti sono ordinate nel rispetto del piazzamento in classifica ottenuto al termine della regular season, determinandosi gli accoppiamenti secondo i seguenti criteri: a) la migliore classificata affronta, in casa e in gara unica, la peggiore classificata; b) le altre due si affrontano in gara unica sul campo della migliore classificata; Nell’ipotesi in cui la vincitrice di Coppa Italia Serie C si sia classificata al 4° posto durante la regular season, avrà accesso ai Play Off del girone – in via del tutto eccezionale – la squadra classificatasi all’11° posto del girone di competenza con scorrimento della classifica delle altre squadre. Le squadre vincenti avranno accesso alla Fase Play Off Nazionale. In caso di parità al termine dei 90’ regolamentari, avrà accesso alla Fase Play Off Nazionale la squadra meglio classificata al termine della regular season.

IV) Fase Play Off Nazionale: Alla Fase Play Off Nazionale partecipano 13 squadre che si confronteranno in un doppio turno. A. Primo Turno Play Off Nazionale Al Primo Turno Play Off Nazionale partecipano 10 squadre, così determinate: a) le 6 squadre che risultano vincenti degli incontri della Fase play off dei gironi; b) le 3 squadre terze classificate di ogni girone al termine della regular season; c) la squadra vincitrice della Coppa Italia Serie C o la Società subentrante in virtù delle previsioni di cui al paragrafo II). Svolgimento Primo Turno della Fase Play Off Nazionale: Il primo turno della Fase Play Off Nazionale si articolerà attraverso 5 incontri in gare di andata e ritorno secondo accoppiamenti tra le 10 squadre qualificate: che prevederanno come “teste di serie” le 5 squadre di seguito indicate: a) le 3 squadre classificate al terzo posto di ciascun girone nella regular season; b) la squadra vincitrice della Coppa Italia Serie C, ovvero la squadra che ad essa subentra in virtù delle previsioni di cui al paragrafo II); c) la squadra che, tra le 6 vincitrici dei Play Off di girone, risulterà meglio classificata ai sensi delle disposizioni di cui al paragrafo VI) Le altre 5 squadre saranno accoppiate alle 5 “teste di serie” mediante sorteggio. Le squadre “teste di serie” disputeranno la gara di ritorno in casa. Le squadre che vinceranno le gare di andata e ritorno o che a conclusione delle gare di andata e ritorno, in caso di parità di punteggio, dopo la gara di ritorno, avranno conseguito una migliore differenza reti avranno accesso al Secondo Turno della Fase Play Off Nazionale. In caso di ulteriore parità al termine delle due gare – andata e ritorno – avrà accesso al Secondo Turno della Fase Play Off Nazionale la squadra “testa di serie”. B. Secondo Turno della Fase Play Off Nazionale Al secondo turno della fase dei Play Off Nazionale partecipano le 5 squadre risultate vincitrici delle gare del Primo Turno e le 3 squadre classificate al secondo posto di ciascun girone al termine della regular season. Svolgimento Secondo Turno della Fase Play Off Nazionale Le gare del Secondo Turno della Fase Play Off Nazionale si articoleranno attraverso 4 incontri in gare di andata e ritorno, secondo accoppiamenti tra le 8 squadre qualificate che prevederanno, come “teste di serie”, le 4 squadre di seguito indicate: a) le 3 squadre classificate al secondo posto di ciascun girone nella regular season; b) la squadra che, tra le vincitrici del primo turno di Play Off Nazionale, risulterà meglio classificata delle altre ai sensi delle disposizioni di cui al paragrafo VI). Le altre 4 squadre saranno accoppiate alle 4 “teste di serie” mediante sorteggio. Le squadre “teste di serie” disputeranno la gara di ritorno in casa. Le squadre che vinceranno le gare di andata e ritorno o che a conclusione delle gare di andata e ritorno, in caso di parità di punteggio, dopo la gara di ritorno, avranno conseguito una migliore differenza reti avranno accesso alla Fase della Final Four. In caso di ulteriore parità al termine delle due gare – andata e ritorno – avrà accesso alla Fase della Final Four la squadra “testa di serie”.

V) Final Four: Alla fase cosiddetta “Final Four” partecipano le 4 squadre vincenti degli incontri di cui al Secondo Turno Play Off Nazionale, inserite in un tabellone mediante sorteggio, senza condizionamento di accoppiamento. I due confronti valevoli quali “finali play off” saranno disputati in gara di andata e ritorno secondo accoppiamenti determinati da sorteggio integrale. A conclusione delle due gare di cui sopra, in caso di parità di punteggio, dopo le gare di ritorno, per determinare la squadra vincente si tiene conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità saranno disputati due tempi supplementari di 15’ e, perdurando tale situazione, saranno eseguiti i calci di rigore. Le due squadre vincenti le “finali play off” acquisiranno il titolo per l’ammissione al campionato di serie B.

VI) Classifica GARE PLAY OFF: Nelle fasi dei Play Off Nazionale, ai fini della determinazione della “squadra meglio classificata”, si dovranno applicare i seguenti criteri: a) miglior piazzamento in classifica nel proprio girone al termine della regular season; b) maggior numero di punti acquisiti in classifica nel proprio girone al termine della regular season; c) maggior numero di vittorie conquistate nel proprio girone al termine della regular season; d) maggior numero di reti segnate nel proprio girone al termine della regular season; e) sorteggio tra le squadre se permarrà la situazione di parità. Preso atto che, nella stagione sportiva 2018/2019, a seguito del minor numero di squadre partecipanti al Campionato Serie C, i gironi hanno una diversa composizione numerica (Girone “A” a 20 squadre, Girone “B” a 20 squadre, Girone “C” a 19 squadre) e tenuto conto della esclusione dal Campionato Serie C delle società A.S. Pro Piacenza 1919 S.r.l. e Matera Calcio S.r.l., per garantire omogeneità nell’applicazione dei criteri indicati ai punti b), c) e d), si utilizzerà, per le squadre del Girone “A”, un coefficiente moltiplicatore pari a 1,02702702, ottenuto dal rapporto tra il numero totale delle gare di regular season giocate nel girone “B” (38) ed il numero totale di quelle giocate nel girone “A” (37), per le squadre del Girone “C”, un coefficiente moltiplicatore pari a 1,05555556, ottenuto dal rapporto tra il numero totale delle gare di regular season giocate nel girone “B” (38) ed il numero totale di quelle giocate nel girone “C” (36). Esempio: reti segnate squadra girone “B” 47; reti segnate squadra girone “A” 45 x 1,02702702 = 46,21. reti segnate squadra girone “C” 45 x 1,05555556 = 47,50. Alle gare di Play Off si applica la normativa di cui all’art. 57 delle N.O.I.F. (“Gare effettuate a cura degli organi federali”).

I) CRITERI DI RETROCESSIONE In via transitoria, nella stagione sportiva 2018/2019 tenuto conto del minor numero di squadre partecipanti al Campionato Serie C e della diversa composizione numerica dei gironi (Girone “A” a 20 squadre, Girone “B” a 20 squadre, Girone “C” a 19 squadre), tenuto conto del minor numero di squadre partecipanti al Campionato di Serie B (19 squadre) e tenuto conto della esclusione dal Campionato Serie C delle società A.S. Pro Piacenza 1919 S.r.l. e Matera Calcio S.r.l., le retrocessioni al Campionato di Serie D sono ridotte da nove a cinque e saranno regolate, attraverso la disputa dei Play Out, secondo la seguente formula.

II) PLAY OUT GIRONI “A” e “C” La disputa dei Play out nei gironi “A” e “C”, avviene tra le squadre classificatesi all’ultimo e penultimo posto dei gironi secondo la seguente formula: a) la squadra penultima classificata di ogni girone disputa una gara di andata ed una gara di ritorno con la squadra ultima classificata del proprio girone; la gara di andata viene disputata sul campo della squadra ultima classificata; b) a conclusione delle due gare di cui alla lettera a), in caso di parità di punteggio, dopo le gare di ritorno, per determinare la squadra vincente si tiene conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità viene considerata vincente la squadra in migliore posizione di classifica al termine del campionato. La squadra che risulterà perdente retrocederà al Campionato di Serie D. c) La squadra ultima classificata di ogni girone al termine della regular season retrocederà direttamente al Campionato di Serie D, qualora il distacco dalla squadra penultima classificata del proprio girone sia superiore a 8 punti; d) nel caso di disputa in entrambi i gironi delle gare di cui alla lettera a), le squadre vincenti si affronteranno disputando una gara di andata ed una gara di ritorno, secondo accoppiamento determinato da sorteggio integrale; d1) nel caso di disputa in un solo girone delle gare di cui alla lettera a), la squadra vincente e la penultima classificata dell’altro girone si affronteranno disputando una gara di andata ed una gara di ritorno, secondo accoppiamento determinato da sorteggio integrale; d2) nel caso di retrocessione diretta in entrambi i gironi dell’ultima classificata, le penultime classificate di entrambi i gironi, si affronteranno disputando una gara di andata ed una gara di ritorno, secondo accoppiamento determinato da sorteggio integrale; e) a conclusione delle due gare di cui alle lettere d) o d1) o d2), in caso di parità di punteggio, dopo la gara di ritorno, per determinare la squadra vincente si tiene conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità saranno disputati due tempi supplementari di 15’ e, perdurando tale situazione, saranno eseguiti i calci di rigore. La squadra che risulterà perdente retrocederà al Campionato di Serie D. Alle gare di Play Out si applica la normativa di cui all’art. 57 delle NOIF (“Gare effettuate a cura degli organi federali”).

III) PLAY OUT GIRONE “B” La squadra ultima classificata del girone “B” al termine della regular season retrocede direttamente al Campionato di Serie D. La disputa dei Play out nel girone “B”, avviene tra le squadre classificatesi al penultimo e terzultimo posto secondo la seguente formula: a) la squadra terzultima classificata disputa una gara di andata ed una gara di ritorno con la squadra penultima classificata; la gara di andata viene disputata sul campo della squadra penultima classificata; b) a conclusione delle due gare di cui alla lettera a), in caso di parità di punteggio, dopo le gare di ritorno, per determinare la squadra vincente si tiene conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità viene considerata vincente la squadra in migliore posizione di classifica al termine del campionato. La squadra che risulterà perdente retrocederà al Campionato di Serie D. La squadra che risulterà vincente manterrà il titolo per l’ammissione al Campionato Serie C. La squadra penultima classificata al termine della regular season retrocederà direttamente al Campionato di Serie D, qualora il distacco dalla squadra terzultima classificata sia superiore a 8 punti. Alle gare di Play Out si applica la normativa di cui all’art. 57 delle NOIF (“Gare effettuate a cura degli organi federali”). Le disposizioni regolamentari di cui sopra potranno essere oggetto di modifiche e/o integrazioni nel caso in cui dovesse verificarsi nella stagione sportiva 2018/2019, l’esclusione dalle competizioni ufficiali di Lega Pro di una o più società ovvero la revoca dell’affiliazione dalla FIGC per una o più società. In tali ipotesi verrà conseguentemente ridotto il numero delle retrocessioni dalla Lega Pro alla Serie D e, pertanto, saranno apportati, al fine di garantire l’equilibrio della distribuzione del numero delle retrocessioni tra i tre gironi, i necessari adeguamenti alle disposizioni che regolano, per la corrente stagione sportiva, lo svolgimento dei play-out del Campionato di Serie C.

Maradona attacca, si sente vittima degli arbitri…

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Diego Maradona ha annunciato che lascerà il club messicano di Seconda Divisione dei Dorados alla fine della stagione per il pregiudizio percepito dagli arbitri contro la sua squadra. Il 58enne Maradona ha preso la decisione venerdì dopo un pareggio per 1-1 con il Venados, affermando che la sua presenza ha portato a decisioni contro la sua squadra. “Una volta finita (il torneo di Clausura, ndr), lascerò i Dorados”, ha detto Maradona in conferenza stampa. “Mi dispiace molto, ma questa è la mia decisione”, ha aggiunto. Maradona, che ha vinto i Mondiali del 1986 con l’Argentina, ha detto che chiederà un incontro con il presidente del club per informarlo della sua decisione e del motivo. Motivo della sua rabbia nella gara di venerdì un rigore “molto chiaro” che non è stato assegnato alla sua squadra.

Sanità privata, Cgil Campania e Funzione Pubblica scrivono a De Luca: “Ci convochi o sarà mobilitazione”

Sanità privata accreditata: ancora nessuna risposta dalla Regione Campania in merito all’accordo sottoscritto più di un anno fa con Cgil, Cisl e Uil. La Cgil Campania e la Fp Cgil Campania scrivono al presidente Vincenzo De Luca chiedendo, ancora una volta, un incontro urgente per fare «una verifica dello stato dell’arte e procedere al riequilibrio tra pubblico e privato che doveva avvenire – ricordano in una nota il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci, il segretario generale della Fp Cgil Campania, Alfredo Garzi Cosentino e il segretario regionale Fp Cgil Campania con delega alla sanità privata, Marco D’Acunto – attraverso l’applicazione di regole certe per gli accreditamenti, la definizione degli organici in rapporto ai posti letto e l’attuazione di norme che obblighino al rispetto da parte dei datori di lavoro del contratto collettivo nazionale di lavoro firmato dalle organizzazioni sindacali. Se ciò non avverrà in tempi brevi – avvertono Cgil e Fp Cgil Campania – ci sarà una nuova mobilitazione con conseguente stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto della sanità privata accreditata».

Nell’incontro del 21 marzo scorso tra Cgil, Cisl e Uil, Aiop e  il dirigente della direzione generale per la Tutela ed il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, quest’ultimo «non ha voluto assumersi alcun impegno» in merito all’erogazione dell’una tantum destando «profonda preoccupazione» da parte della Cgil Campania.

«In quella sede – ricordano Ricci, Garzi e D’Acunto – la Fp Cgil Campania aveva chiesto di calendarizzare una serie di incontri per la discussione di queste tematiche sottolineando la necessità di avviare una seria discussione sulla realizzazione di politiche per il superamento del dumping contrattuale. A queste richieste non c’è stata nessuna risposta. Rispetto al silenzio della Regione Campania su questioni non più rinviabili questa organizzazione sindacale non intende restare più muta ed accondiscendente – proseguono nella nota Cgil e Fp Cgil Campania – soprattutto dopo l’innalzamento complessivo di budget e posti letto per le strutture accreditate deciso senza alcun confronto e senza ridiscutere le regole. Adesso – concludono  – è il tempo del confronto».

‘Per amore del mio popolo’, il ricordo di gon Giuseppe Diana al tempo di Francesco

Don Giuseppe Diana al tempo di Francesco.

Il suo martirio, dopo 25 anni, evidenzia anche oggi il volto di una Chiesa in uscita, che si china sul dolore umano.

Rosario Giuè

Noi ci troviamo a fare memoria della testimonianza di don Giuseppe Diana ucciso dalla camorra a Casal di Principe 25 anni fa, non in un vuoto storico ma all’interno di un momento particolare della vita della Chiesa. Siamo nel tempo di papa Francesco. Come sarebbe piaciuto a don Giuseppe Diana trovarsi qui oggi! Diana ha atteso tanto un Papa impegnato per una riforma della Chiesa povera e dalla parte dei poveri e delle escluse. Una Chiesa che sposa la causa dei derelitti della storia: i derelitti e le scartate che sono frutto dell’“indifferenza globale” e dell’“iniquità planetaria”. Come si sentirebbe ben confermato nella fede don Diana nel sentire affermare da Francesco che “si comprende la realtà solamente se la si guarda dalla periferia, e non se il nostro sguardo è posto in un centro equidistante da tutto”. Come si sentirebbe contento don Peppe nel vedere Francesco firmare con il Grande Imam di al-Azhar, un documento in cui si afferma che “il pluralismo e le diversità di religione sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani”. Come sarebbe felice Il parroco di Casal di Principe nel vedere che sulla cattedra di Pietro siede un cristiano, che si definisce “peccatore” e che vuole riformare la Chiesa a partire non dalle condanne e dalle censure, bensì mettendo al centro il Vangelo della misericordia! Diana si rammaricherebbe molto, però, nel vedere che non passa settimana senza che papa Francesco non venga attaccato, ora pubblicamente ora velatamente, da monsignori, cardinali, siti reazionari, da atei devoti e da parte del mondo politico. Don Peppe alzerebbe la sua voce a difenderlo!

SOLITUDINE

Don Diana, avendo sotto gli occhi che Francesco dà scandalo a quella parte di Chiesa tradizionalista e perbenista che non lo sta supportando ma solo sopportando, si sentirebbe meno solo nel suo essere stato un uomo e un prete decisamente scandaloso agli occhi di un mondo farisaico, che ama i catechismi e le sacrestie più della carne ferita delle persone. Gli tornerebbero bene a mente le parole di Gesù: “Guai, diceva Gesù, quando tutti gli uomini dicono bene di voi; allo stesso modo, infatti, i loro padri trattavano i falsi profeti” (Luca 6,26). Don Diana lo sapeva: quel mondo reazionario non vuole morire. Quel mondo non ama una Chiesa come “ospedale da campo”, una “Chiesa in uscita”, che si china sul dolore umano. A questa parte di Chiesa interessa la logica del tempio. Tutto il resto è scandalo e disturbo. E don Peppe era distante da questo mondo asfittico e incapace di parlare al cuore umano. Non ne era distante solo a parole, ma con la creatività e la serena libertà della sua giovane vita. Volevano bloccarlo. Ma non ci riuscirono. Volevano dargli “buoni consigli” come a Gesù nel tempio di Gerusalemme. Ma fallirono.

IL MARTIRIO

Don Peppe Diana, come uomo profetico, aveva messo al centro del suo esistere e del suo ministero presbiteriale la via liberante del Vangelo per amore del suo popolo. E sapeva che si possono innescare processi di liberazione se si è già liberi in prima persona. Criticava, per esempio, certe leggi medievali della Chiesa cattolica che sono “solo precetti di uomini”, buoni per autoconservare il proprio apparato. Ma per certi ambienti clericali quei precetti umani valgono più di un dogma di fede. Valgono più delle persone. E così don Peppe era di scandalo. La libertà dà fastidio e fa pagare un prezzo elevato. Si muore perché si è soli, perché si è lasciati soli. E a don Peppe la sua “unicità” sovversiva, in memoria di Gesù, gliela hanno fatta pagare. Il potere mafioso, uccidendolo e provando a infangarlo dopo la morte. Le curie, con lodevoli eccezioni (per esempio, mons. Raffaele Nogaro), non avendo sempre il coraggio di sostenerlo fino in fondo. Gli uomini degli apparati non hanno mai amato le persone profetiche: per loro quelle sono soltanto vite “scandalose”. Il martirio di don Diana non è stato, perciò, vissuto come un dono, come un’irruzione della grazia di Dio nella nostra storia italiana. No, è stato vissuto come un fastidio, come un inconveniente. Uno scandalo nello scandalo. E ci si è trovati impreparati. Ecco, ne sono convinto, sostanzialmente a causa di tutto questo il processo canonico del riconoscimento del martirio “in odio alla fede” di don Diana non è stato avviato.

ATTENDENDO FRANCESCO

Come sarebbe stato felice don Diana di poter vedere un Papa che, nel XXV anniversario del martirio mafioso di don Giuseppe Puglisi, si è recato in visita pastorale a Palermo, sostando nel luogo dell’omicidio e visitando la parrocchia di S. Gaetano. Quella visita non è stata un gesto isolato. Quella visita va situata all’interno di un pellegrinaggio, che papa Francesco sta compiendo alla ricerca della memoria di alcuni profeti che hanno segnato la vita della Chiesa italiana. Il Papa venuto dalla periferia, “quasi dalla fine del mondo”, è già stato a Barbiana, sulla tomba di don Lorenzo Milani; a Bozzolo sulla tomba di don Primo Mazzolari; ad Alessano sulla tomba del vescovo pugliese Tonino Bello; a Nomadelfia, l’istituzione fondata da don Zeno Saltini. In questo itinerario papa Francesco si è messo in cammino come a chiedere perdono a questi uomini profetici, troppe volte dimenticati, che hanno sognato una Chiesa povera e più libera, senza trionfalismi, più umana e, dunque, più cristiana. Una Chiesa che si fa convertire dalla situazione.

La domanda ora è: all’interno di questo pellegrinaggio della memoria e della penitenza, papa Francesco andrà a pregare sulla tomba di Giuseppe Diana? È l’auspicio, inespresso, di tanti uomini e tante donne. Mario Jorge Bergoglio, il 21 marzo del 2014, nella parrocchia di San Gregorio VII a Roma, ha già indossato la stola sacerdotale di don Peppino Diana. Un gesto altamente simbolico. Ma ora non sarebbe bello che si facesse un nuovo passo? Tutti in Italia conoscono padre Puglisi, pochi conoscono don Diana. È normale? È giusto? Cosa si dovrà attendere per valorizzare, con un gesto ufficiale, il martirio di questo giovane prete ucciso a soli 36 anni? “I tempi non sono maturi”, dice qualcuno (il Vescovo di Aversa, NdR). Ma come si decide se i tempi sono maturi? In base a quali criteri, a quali logiche, sotto la spinta di cosa? Dobbiamo forse attendere altri quarant’anni, come fu per mons. Oscar Romero?

Logiche politiche e clericali non volevano riconoscere il martirio in odio alla fede dell’arcivescovo di San Salvador. Solo con il Papa sudamericano i tempi divennero “maturi”. Ma quanto tempo si è perso! Quanto tempo si è perso nella Chiesa italiana prima di chiedere perdono a don Milani! C’è voluto papa Francesco per riabilitarlo. Quanto si deve attendere prima che siano spazzate via le paure, le incertezze, gli opportunismi nel caso di don Peppe Diana, dentro e fuori la Chiesa? Solo Francesco, ancora una volta, potrà togliere quest’incertezza! Non chiedo di dichiarare beato don Peppe. Le logiche delle beatificazioni non mi entusiasmano. Servono solo per incensare i vivi. I discepoli e gli estimatori di don Milani non hanno chiesto la beatificazione del parroco di Barbiana. Don Lorenzo, lo crediamo nella fede, sta già alla destra del Padre, in compagnia di Gesù risorto e con i suoi “figli”, i poveri.

Ma come sarebbe bello se papa Francesco, dopo essere stato a Palermo e a Barbiana, andasse al più presto a Casal di Principe a pregare sulla tomba di don Peppino. E magari a visitare la sua anziana e malata mamma Iolanda! Diceva il teologo salvadoregno e gesuita Jon Sobrino, che certo papa Bergoglio ha avuto modo di incontrare: “Voi martiri continuate ad essere vivi perché siete stati compassionevoli fino alla fine”. Compassionevoli anche verso la Chiesa che li dimentica. Fino a quando?

Uccisi per errore, 53 anni di carcere per i 4 pentiti dei Casalesi

Uccisi per errore, diventano definitive le condanne a carico di quattro esponenti della famiglia Venosa, collegata al clan dei Casalesi. La Corte di Cassazione ha infatti respinto i ricorsi presentati dagli avvocati ed ha confermato le pene già comminate in Appello a carico di Raffaele Venosa, 50 anni, a 14 anni e 8 mesi; Umberto Venosa, 68 anni, Pietro Paolo Venosa, 48 anni, Salvatore Venosa, 46 anni, tutti a 13 anni e 4 mesi.
I quattro imputati erano accusati degli omicidi di Paolo Coviello e Pasquale Pagano, ammazzati nel 1992 perché furono scambiati per i veri obiettivi dei killer, ovvero Domenico Frascogna e Alfredo Zara.

Gustavo Gentile

Torre del Greco allontana l’emergenza rifiuti, la Buttol resetta gli ecopunti


Si va verso una Torre del Greco fuori dall’emergenza rifiuti. A due settimane dall’inizio del servizio nella quarta città della Campania, la Buttol sta assicurando il ritorno alla normalità degli Ecopunti. Pur riuscendo a garantire sempre e comunque la raccolta di prossimità, l’Azienda ha azzerato ormai quasi tutte le isole ecologiche. Questa mattina la città si presenta in condizioni migliori e questo grazie agli sforzi che la Buttol sta mettendo in campo con automezzi aggiuntivi di grossa portata, bobcat e pale meccaniche.

In particolare, nella notte tra venerdì e sabato, sono stati definitivamente liberati gli Ecopunti di via Cappella Orefice, via De Curtis, Isola di via Scappi Nove, La Salle, San Gennariello, Bottazzi.

In particolare in via De Curtis, nei pressi della scuola Giampietro Romano, non solo sono stati prelevati tutti i rifiuti ma sono stati rimossi anche cassoni e contenitori, per cui non sarà possibile più depositare immondizia nei pressi dell’istituto scolastico, evitando così di coinvolgere di nuovo gli alunni nell’emergenza dei giorni precedenti all’arrivo della Buttol.

Anche questa sera ci sarà un’azione energica per poter garantire alla città di rientrare definitivamente dall’emergenza rifiuti, approfittando poi dello stop dei conferimenti di domenica sera, come da calendario. Si raccomanda l’utenza di non conferire rifiuti nell’unico giorno di divieto (domenica), quando gli operatori osserveranno una giornata di riposo dopo aver liberato la città da oltre mille tonnellate di immondizia. 

Napoli, la titolare della sala giochi di Santa Lucia: ‘Sono i padroni incivili non i cani’

Napoli. Respinge al mittente le accuse di essere contro gli animali la titolare della ricevitoria e sala scommesse di Santa Lucia presa di mira dagli animalisti perché aveva affisso un cartello all’ingresso della sua sala giochi con il quale vietava l’ingresso ai cani. “L’accusa che mi è stata fatta è alquanto ingiustificata- sostiene la signora Teresa- perché il problema non sono gli animali, ma i padroni che non hanno rispetto dei locali aperti al pubblico , visto che solo negli ultimi 40 giorni, per più volte i suddetti padroni hanno permesso ai loro cani di effettuare bisogni all interno della mia attività , senza avere rispetto ed educazione di chiedere scusa e di pulire i bisogni dei loro dolcissimi animali. Quindi mio malgrado sono stata costretta ad esporre il cartello tanto ingiustamente evidenziato. Faccio inoltre presente che in zona molti cani girano senza guinzaglio e senza museruola e molti padroni girano senza paletta”

Nuovo assessore a Somma Vesuviana. Allocca: “Ancora una volta mortificate le professionalità locali”

“Dopo mesi di paralisi, il sindaco di Somma Vesuviana sceglie finalmente il nuovo assessore ai lavori pubblici, dando l’incarico anche stavolta a una persona che non è di Somma. Con tutto il rispetto per il nuovo assessore e per il suo curriculum, è necessario prendere atto che ancora una volta vengono mortificate le professionalità della città: in nessun altro Comune c’è questa tendenza, solo a Somma Vesuviana le risorse del posto vengono penalizzate pur di garantire certi equilibri politici”. Celeste Allocca, consigliere comunale di Somma Vesuviana del gruppo di minoranza “Somma Futura” e già candidato sindaco, commenta così la nomina del nuovo assessore nella giunta Di Sarno. Aggiunge Allocca: “Questa maggioranza non è compatta e non ha progettualità: è un cartello elettorale con tanti limiti e zero prospettive, tanto è vero che in molti hanno scelto di andare via, assumendo posizioni critiche”

Napoli, scippatore 42enne arrestato in via Toledo

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato del Nucleo Ordine Pubblico dell’Ufficio di Gabinetto, collaborati da quelli dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno arrestato Salvatore Riccio 42enne napoletano, con precedenti di polizia, per il reato di furto con strappo.Ieri pomeriggio gli agenti in servizio di pattuglia appiedata in via Toledo, servizio rafforzato in prossimità del periodo delle festività Pasquali, hanno notato un uomo che strappava dalle mani di un ragazzo un telefono cellulare.

I poliziotti prontamente si sono messi all’inseguimento del 42enne, il quale,  dopo un rocambolesco inseguimento, veniva bloccato ed arrestato, in via Goethe, con ancora il cellulare tra le mani. Salvatore Riccio è stato arrestato, in attesa del processo con rito per direttissima che si terrà questa mattina.

Medici di Famiglia e Comune di Napoli firmano un “patto per la salute” dei cittadini

I Medici di Medicina Generale e il Comune di Napoli siglano un “patto per  
la salute” dei cittadini. L’iniziativa vede protagonista la Fimmg Napoli,  
che assieme al sindaco Luigi de Magistris, ha scelto di dare vita ad un  
protocollo di intesa che parte dalla considerazione che «la salute della  
popolazione non solo è un diritto fondamentale garantito dall’ordinamento  
a ciascuna persona, ma una risorsa individuale e collettiva che va  
adeguatamente amministrata e tutelata dai diversi livelli di governo,  
ciascuno per quanto di competenza». In quest’ottica i medici di Medicina  
Generale, in particolare i Medici di Famiglia, sono figure professionali  
privilegiate con le quali sviluppare sinergie e collaborazioni. Questo  
perché sono proprio i Medici di Famiglia a ricoprire un ruolo strategico  
di “sentinella” e di “fiduciari della famiglia”. «Questo protocollo  
d’intesa – spiegano Luigi Sparano e Corrado Calamaro (Fimmg Napoli) –  
nasce dalla presa d’atto che i Medici di Famiglia sono i principali  
garanti dei diritti fondamentali collegati alla salute dei cittadini. Lo  
sono per quel che riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), in  
virtù della conoscenza del territorio, dell’ambiente e degli aspetti  
socio-culturali della popolazione residente, per la continuità delle cure  
nel tempo e per un modello di cura fondato sul libero accesso alle  
stesse». Chiaramente un protocollo d’intesa ha senso nella misura in cui  
vengano definiti specifici campi d’azione. Quelli previsti tra Fimmg e  
Comune di Napoli sono estremamente operativi. Uno dei nodi centrali è  
nell’informazione, che è sempre il primo step per formare cittadini  
consapevoli. Per questo il protocollo prevede la possibilità di realizzare  
campagne di sensibilizzazione, punti di ascolto e incontri nelle scuole. I  
temi da affrontare possono i più vari, quelli preminenti sono chiaramente  
legati alle dipendenze, ai disturbi alimentari, agli screening oncologici.  
E ancora, tra gli obiettivi c’è quello di fare chiarezza sulle corrette  
pratiche di prevenzione nel campo delle malattie sessuali o anche dare  
informazioni sul funzionamento dei Consultori e degli altri centri di  
sostegno, cura e benessere dei giovani presenti sul territorio. Grande  
importanza anche a vaccini e prevenzione e aiuto e cura del disagio  
psicologico. Un protocollo che, sottolinea il segretario generale Fimmg  
Silvestro Scotti «ha un valore di riconoscimento sociale per l’intera  
categoria. Un messaggio forte che viene indirizzato ai cittadini, anche  
come strumento che possa aiutare a ricomporre la frattura nel rapporto  
medico – paziente e quindi possa essere di contrasto alle aggressioni e  
alle violenze contro i medici». Il protocollo sarà anche utile a mettere  
assieme le forze per organizzare eventi, seminari e manifestazioni  
pubbliche che servano a mettere al centro la salute dei cittadini. Ed è  
proprio il sindaco Luigi de Magistris a sottolineare che l’intesa siglata  
«è ricca di contenuti e di azioni da fare insieme. I Medici di Famiglia  
sono in prima linea e conoscono la città come pochi altri, grazie a questo  
protocollo si innestano importanti sinergie per lavorare insieme e sempre  
di più in favore della salute dei cittadini. Proprio perché la salute più  
che mai è un bene comune ».

La Camera di Commercio di Caserta anche quest’anno sarà presente al Vinitaly di Verona, in programma dal 7 al 10 aprile

La promozione e valorizzazione della filiera enologica della provincia di Terra di Lavoro è stata organizzata dalla Camera di Commercio di Caserta in partnership con la Regione Campania e l’Unioncamere Regionale. La collettiva di imprese del comparto vitivinicolo e dei distillati, giunta alla 53esima edizione, valorizzerà non solo i vini ma anche i produttori del territorio. Sono 23 le aziende che supportate dalla Camera di Commercio di Caserta saranno presenti nel Padiglione Campania nell’area Caserta al salone di Verona. Visto il successo delle passate edizioni, la Camera di Commercio ha allestito l’area Caserta in cui “raccontare” il territorio casertano e far conoscere, attraverso degustazioni guidate, anche grazie alla collaborazione con il Consorzio di Tutela Vitica ed il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, i vini e le eccellenze gastronomiche. «Una passeggiata nella storia da gustare» è il leitmotiv che accompagnerà operatori, buyers e giornalisti durante la visita all’area Caserta nel Padiglione Campania partecipando ad iniziative, manifestazioni e progetti avviati, nell’obiettivo di promuovere l’economia e il sistema delle imprese casertane. «Le produzioni enogastronomiche – ha affermato Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio di Caserta – rappresentano una risorsa per il nostro territorio e sono orgoglioso di confermare ogni anno la presenza delle aziende casertane al Vinitaly. L’economia del vino è in forte crescita e questo dato è confermato anche per i produttori del nostro territorio e noi abbiamo un elemento aggiuntivo che vogliamo mostrare e raccontare, parlo della storia millenaria dei nostri vini e delle produzioni agroalimentari, dalla mozzarella alle altre tipicità che faremo degustare al salone internazionale di Verona».
La quattro giorni di Vinitaly nell’area Caserta sarà caratterizzata da una serie di degustazioni: si partirà domenica 7 aprile, alle ore 13.30, con “Incontro con i Sapori del Territorio”, a cura dello chef Pietro Balletta che “racconterà” i prodotti tipici accompagnati dai vini casertani: il Falerno del Massico DOP; alle ore 16.30, “Vulcano, calcare, sabbie e fi¬umi: terre e vini della provincia di Caserta”, a cura del Consorzio di Tutela VITICA, con la sommelier Monica Coluccia, che illustrerà le sfumature e la forza varietale dei vitigni casertani nel corso di una degustazione guidata sui vini a Marchio.
Lunedì 8 aprile, alle ore 12.00, “Mozzarella di Bufala Campana, la regina dei formaggi DOP alla corte dei Borbone”. Il Consorzio di Tutela della MBC DOP guiderà i visitatori alla scoperta dell’eccellenza casertana in abbinamento ai vini bianchi del territorio; alle ore 13.30, “Incontro con Rosanna Marziale”, la chef stellata interpreterà il gusto della Mozzarella di Bufala Campana DOP in abbinamento all’Aversa DOP; alle ore 16.00, “I vini casertani raccontati da …Helmut Koecher” con Guido Invernizzi e Dante Del Vecchio, sarà presentato un focus dedicato ai vini casertani. A seguire, degustazione di prodotti del territorio.
Martedì 9 aprile, ore 12.00, “Fermi tutti e bollicine: i vini casertani che non ti aspetti”, il Consorzio di Tutela VITICA presenterà la versatilità dei vitigni autoctoni casertani: un confronto tra la versione ferma e quella spumantizzata; ore 13.30, “Incontro con i sapori del territorio”, degustazioni a buff¬et di prodotti tipici accompagnati dai vini casertani: Casavecchia di Pontelatone DOP; ore 16.30, “Incontro con i sapori del territorio”, degustazioni a bu¬ffet di prodotti tipici accompagnati dai vini casertani: il Galluccio DOP.
Mercoledì 10 aprile, ore 12.00, “Incontro con i sapori del territorio”, degustazioni a buff¬et di prodotti tipici accompagnati dai vini casertani.
Gli appuntamenti al Vinitaly saranno arricchiti anche “Fuori salone” con l’incontro previsto per sabato 6 aprile, alle ore 19, presso l’hotel Due Torri in piazza S.Anastasia, 4, a Verona. L’evento dal titolo “Terra di Lavoro: L’antica Campania Felix” vedrà la partecipazione di Helmut Koecher, patron del Merano Wine Festival. Una storia unica di vini antichi, proiettati nel futuro, raccontata da Guido Invernizzi e Dante Stefano Del Vecchio. In particolare il racconto dei vini riguarderà L’Asprinio “Aversa DOP”, viti che raggiungono i 20 metri di altezza e la loro vendemmia e potatura è realizzata dai contadini del luogo, i cosiddetti “uomini ragno”; Il Falerno del Massico DOP, il vino più celebre della letteratura e della storia: dalle citazioni di Virgilio fino ai nostri giorni; Galluccio DOP, vini rossi a base di Aglianico, vini bianchi a base di Falanghina in un territorio caratterizzato da suoli antichi resi fertili dall’azione dell’antico vulcano di Roccamonfina; Casavecchia Pontelatone DOP, la storia di un vino potente e resistente che da una “Casa Vecchia” arriva ai giorni nostri; Roccamonfina IGP, vino prodotto da vitigni tipici di un territorio vulcanico antico e Pallagrello, vitigno autoctono, da uva, definita nel Settecento, “pallarella”, per i suoi acini lucidi e sferici, il vino della corte dei Borbone. I vini casertani saranno accompagnati da degustazioni di salumi del territorio casertano e dalla mozzarella di bufala campana DOP.

Napoli, pericolo crollo Verdoliva chiude l’ospedale Incurabili

Napoli. All’esito del sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco e Protezione Civile e della conseguente interdizione del Blocco operatorio e della Radiologia, Urologia e Medicina, il Commissario Straordinario dell’ASL Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva ha disposto il trasferimento delle attività clinico-assistenziali presso altre strutture dell’Azienda sanitaria locale. “L’interdizione di diverse aree di servizio rende doveroso optare per un trasferimento verso altre strutture. Non avrebbe senso tenere qui dei pazienti se il blocco operatorio o il servizio di radiologia ed altre aree operative e di percorsi comuni non sono agibili. Nei prossimi giorni provvederemo anche al trasferimento delle opere d’arte e dei manufatti  custodito nella farmacia storica”.  La cabina di regia attivata dal  Commissario Straordinario resta attiva per monitorare i procedimenti ed evitare disservizi.

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