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Manna non ci sta: “Napoli-Verona? Arbitro mal condizionato dal VAR, così si falsano le partite”

NAPOLI. “Stiamo vivendo un momento storico non felice per le vicende arbitrali, è evidente che ci sono problemi oggettivi che stanno caratterizzando questo campionato”. Giovanni Manna non usa giri di parole e dopo Napoli-Verona punta il dito contro un sistema che, invece di aiutare, continua a creare polemiche. “Quello che è successo a noi è sotto gli occhi di tutti: l’arbitro ha fatto una buona gara, ma è stato condizionato in modo negativo dal VAR”.

Il direttore sportivo del Napoli – intervenuto a Radio CRC – ribadisce un concetto chiave, condiviso da molti addetti ai lavori. “Abbiamo sempre sperato e pensato che il VAR potesse essere un ausilio per gli arbitri, ma in questo momento li sta penalizzando. Dopo revisioni così lunghe non riuscire a prendere una decisione corretta e condizionare l’andamento della partita non è ammissibile”. Una critica che va oltre l’episodio del Maradona. “Faccio riferimento a quanto successo a noi mercoledì, ma anche a quello che accade in altri campi e per altre squadre”.

Il messaggio all’Aia è diretto. “Anche noi addetti ai lavori dobbiamo fare un ragionamento su quello che sta succedendo e su come poter migliorare questa situazione. Oggi viviamo un periodo non positivo”. Poi il campo, il pareggio con il Verona e la sensazione di un’occasione persa. “Ci siamo arrivati da un periodo estremamente positivo, con partite giocate molto bene. Può starci un primo tempo meno energico, ma la squadra ha reagito, non voleva perdere e ha pareggiato. Per me, però, abbiamo perso due punti per la dinamica della partita”.

Manna difende il gruppo e guarda avanti. “Il gruppo ha sempre reagito e lavorato in modo corretto, facendo sempre grandi prestazioni”. Lo sguardo si sposta su San Siro e sulla sfida con l’Inter. “Affrontiamo un avversario molto forte che vive il momento migliore della stagione. Sarà una partita complicata, ma sono sicuro che ci faremo trovare pronti”. Nessuna fuga in avanti sul titolo. “Non è una partita chiave per lo scudetto, ma è importante come tutte, perché tutte valgono tre punti. Dobbiamo restare concentrati sui nostri obiettivi e non farci condizionare da fattori esterni”.

Spari a Pontecagnano, fermato il presunto responsabile: trovate armi clandestine e droga

Pontecagnano– È stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto l’uomo ritenuto responsabile del tentato omicidio avvenuto lo scorso 9 dicembre a Pontecagnano Faiano. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Salerno, è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Battipaglia al termine di un’attività investigativa che ha consentito di ricostruire le fasi dell’agguato.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dall’autorità giudiziaria, l’indagato – per motivi ancora in fase di accertamento – avrebbe esploso diversi colpi di arma da fuoco all’indirizzo di un’altra persona, mettendone gravemente a rischio la vita. L’episodio aveva destato forte allarme nella zona, dando il via a immediati approfondimenti investigativi.

Nel corso delle operazioni di esecuzione del decreto di fermo, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato circa 2,5 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente. Ma soprattutto, all’interno di una borsa, sono state trovate due armi da fuoco: una pistola semiautomatica e un revolver, entrambe con matricola abrasa e pronte all’uso.

Alla luce di quanto emerso, oltre al fermo per tentato omicidio, l’uomo è stato anche arrestato in flagranza di reato per detenzione e ricettazione di armi clandestine. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che prosegue gli accertamenti per chiarire il movente e verificare eventuali collegamenti con altri episodi criminali avvenuti sul territorio.

Pomigliano sotto assedio, scoppia la rivolta: “Bombe come in guerra, città nel mirino”

Pomigliano – Un boato come quello di un ordigno bellico ha squarciato la notte tra mercoledì e giovedì, svegliando di soprassalto l’intero quartiere. Alle 3.30 una bomba ad altissimo potenziale è stata fatta detonare contro la filiale BNL tra via Passariello e via Semola. Solo per puro caso non ci sono state vittime in una zona densamente abitata.

Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, intervenuti immediatamente sul posto, ignoti hanno sfondato la vetrina dell’istituto di credito facendo irruzione all’interno e piazzando l’esplosivo per far saltare i bancomat. La deflagrazione è stata devastante: la parte anteriore della banca completamente distrutta, gravi danni strutturali all’edificio. I malviventi però non sono riusciti nel loro intento, lasciando sul posto gli sportelli automatici.

Prefetto convoca tavolo d’emergenza

La gravità dell’episodio ha spinto il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, a convocare d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione straordinaria si è tenuta oggi alle 13.00 presso il Palazzo Municipale di Pomigliano d’Arco. Il Prefetto ha contattato telefonicamente in mattinata il Sindaco Raffaele Russo, annunciando la convocazione per valutare misure di rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo sul territorio.

Il primo cittadino ha espresso ringraziamento per la tempestività dell’intervento, sottolineando come il Comitato rappresenti “una risposta concreta alle preoccupazioni espresse dalla cittadinanza dopo il grave episodio”.

Escalation senza controllo

L’assalto si inserisce in una spirale ormai fuori controllo di attacchi a banche e uffici postali nell’intera provincia di Napoli. A Pomigliano, solo poche settimane fa, era stato scoperto un tunnel sotterraneo già operativo nei pressi di un istituto di credito. La stessa filiale BNL era già stata presa di mira in passato. Una vera emergenza di ordine pubblico che investe la Città Metropolitana.

La protesta di AVS: “Come in un paese in guerra”

Proprio sul luogo dell’esplosione, il gruppo di Alleanza Verdi-Sinistra di Pomigliano d’Arco ha promosso una manifestazione di protesta contro le bombe e la criminalità, con la partecipazione di numerosi residenti. Presenti il deputato Francesco Emilio Borrelli, il rappresentante territoriale AVS Carmine D’Onofrio, Rosario Pugliese dell’esecutivo regionale di Europa Verde e Alessandro Cannavacciuolo.

“Qui è stata utilizzata una bomba a tritolo, ad altissimo potenziale, che poteva fare una strage per rubare appena 2.500 euro”, ha dichiarato Borrelli. “Dobbiamo protestare contro le bombe come se fossimo in un paese in guerra. E lo facciamo anche contro un’amministrazione comunale che continua a negare o minimizzare il problema”.

Accuse al sindaco: “Disinteresse totale”

Nel mirino degli attivisti le scelte amministrative e l’atteggiamento del primo cittadino. “Il sindaco di Pomigliano, che in passato ha sostenuto che ‘la camorra qui non esiste’, oggi appare totalmente disinteressato alla sicurezza e alla legalità”, ha proseguito Borrelli. “Hanno cacciato un comandante della Polizia Municipale che era un argine contro la criminalità e ne hanno cambiati 7 in pochi anni. Un disastro. Il sindaco ha minimizzato anche questo episodio, salvo poi accettare la convocazione del tavolo convocato dal Prefetto che ringraziamo per la sua solerzia”.

Duro anche l’intervento di D’Onofrio: “Siamo di fronte a una escalation di violenza senza precedenti. L’assalto alla banca rappresenta il punto più alto di una spirale criminale che sta soffocando Pomigliano”.

“Pomigliano sta affondando e per fermare tutto questo dobbiamo metterci tutti la faccia. A partire da chi governa la città”, hanno concluso i manifestanti. Intanto i cittadini chiedono una cosa semplice e fondamentale: vivere in un territorio sicuro.

Truffano anziana a Siena: arrestati due napoletani

Siena – Si è conclusa con un doppio arresto l’ennesima truffa del cosiddetto falso incidente ai danni di una persona anziana. Nel tardo pomeriggio di giovedì 8 gennaio i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Siena hanno fermato due uomini, entrambi residenti in provincia di Napoli, colti in flagranza subito dopo aver raggirato una donna di 83 anni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avevano messo in atto una delle tecniche più diffuse nel panorama delle truffe agli anziani. Uno di loro, fingendosi un carabiniere, aveva contattato telefonicamente la vittima sostenendo che un veicolo a lei intestato fosse stato coinvolto in un grave incidente stradale.

Per evitare presunte conseguenze legali, l’anziana era stata indotta a consegnare denaro e gioielli a un sedicente perito incaricato di risolvere la situazione.

Grazie a una serie di segnalazioni giunte al numero di emergenza, i militari hanno avviato immediatamente le ricerche, riuscendo a intercettare l’autovettura dei sospetti subito dopo la consegna del bottino. All’interno del veicolo sono stati trovati 300 euro in contanti e monili in oro per un valore complessivo stimato in circa 5.000 euro.

L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima, mentre i due truffatori sono stati arrestati e trasferiti nel carcere di Siena, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.

Pompei: scarichi illeciti nel Sarno: scatta il sequestro per il caseificio «La Ciliegina»

Pompei– Non si ferma l’offensiva contro l’inquinamento del bacino del Sarno. Nell’ambito di una vasta operazione di monitoraggio ambientale, gli agenti dell’USES (Unità Speciale Emergenza Sarno) della Polizia Metropolitana di Napoli hanno posto sotto sequestro il laboratorio-opificio “La Ciliegina srl”, noto centro di produzione lattiero-casearia situato nel comune di Pompei.

Il “trucco” dell’elettropompa

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha portato alla luce un collaudato sistema di smaltimento illegale. Durante l’ispezione, condotta insieme ai tecnici della GORI, è stato accertato che una parte consistente delle acque di processo — derivanti dalla trasformazione del latte — veniva convogliata in una vasca interrata nascosta.

Da qui, grazie all’ausilio di una elettropompa attivata all’occorrenza, i reflui venivano immessi direttamente nella rete fognaria pubblica, aggirando ogni sistema di depurazione e, soprattutto, in totale assenza delle autorizzazioni previste dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006).

Sigilli e carenze sanitarie

Per impedire che il reato venisse reiterato, le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro preventivo di:

L’intero laboratorio di produzione;

Le griglie di raccolta e le due vasche di accumulo;

L’elettropompa utilizzata per lo sversamento.

Il quadro degradante è stato completato dall’intervento del personale dell’ASL competente (U.O.P.). Gli ispettori sanitari hanno infatti riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie all’interno della struttura, imponendo prescrizioni immediate per il ripristino dei luoghi a tutela della salute pubblica.

Il Patto per il Sarno

L’intervento dell’8 gennaio non è un episodio isolato, ma rappresenta uno dei primi frutti del nuovo Protocollo d’intesa siglato il 17 dicembre scorso. L’accordo unisce le Procure di Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Avellino, insieme ad ARPAC e forze di Polizia, in una “task force” permanente dedicata alla repressione dei crimini ambientali che soffocano il fiume Sarno e i suoi affluenti.

L’attività investigativa prosegue ora per accertare ulteriori responsabilità e monitorare altri siti industriali lungo l’asse del fiume, segnando un netto cambio di passo nella tutela del territorio campano.

L’Associazione Livatino scrive ai Prefetti: «Pronti a chiedere la Commissione d’accesso a Terracina e Napoli»

Terracina – Un appello formale per attivare gli strumenti di prevenzione antimafia prima che il condizionamento diventi strutturale. L’Associazione “Rosario Livatino”, presieduta da Nicola Morra, ha depositato una articolata istanza ai Prefetti di Latina e Napoli chiedendo un intervento amministrativo d’urgenza a tutela dell’economia legale e dell’integrità delle istituzioni locali.

La segnalazione prende le mosse da recenti risultanze giudiziarie che – secondo l’Associazione – delineano un rischio concreto di infiltrazioni camorristiche in settori strategici del tessuto economico, in particolare ristorazione, edilizia e commercio. Da qui la richiesta di applicare l’articolo 89-bis del Codice Antimafia, che consente al Prefetto di adottare interdittive anche nei confronti di attività soggette a Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), qualora emergano elementi sintomatici di contiguità con la criminalità organizzata.

Il passaggio più delicato dell’istanza riguarda la tenuta degli apparati amministrativi locali. L’Associazione sottolinea che, qualora gli accertamenti prefettizi dovessero confermare la presenza e l’operatività di assetti imprenditoriali riconducibili ai clan, si renderebbe necessaria l’attivazione dei poteri ispettivi previsti dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.

«Se le evidenze di inquinamento economico troveranno riscontro nelle verifiche – spiega il direttivo – chiederemo ufficialmente l’insediamento di una Commissione d’accesso per accertare eventuali condizionamenti, omissioni o inerzie da parte degli enti locali nella vigilanza e nel rilascio dei titoli autorizzativi. La protezione della pubblica amministrazione deve essere assoluta e preventiva».

L’iniziativa si fonda anche sulla consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, che riconosce alla prevenzione antimafia una funzione cautelare basata sulla cosiddetta “probabilità cruciale” di infiltrazione. L’obiettivo dichiarato è sottrarre il mercato locale al controllo dei capitali illeciti, garantendo sicurezza ai cittadini e tutela alle imprese sane.

«È fondamentale intervenire prima che il condizionamento diventi irreversibile – ribadiscono i rappresentanti dell’Associazione –. Chiediamo allo Stato di esercitare pienamente i propri poteri di vigilanza affinché le istituzioni locali restino impermeabili agli interessi dei clan».

L’Associazione “Rosario Livatino” ha infine annunciato che continuerà a monitorare l’evoluzione delle vicende, offrendo collaborazione agli organi competenti per prevenire ogni forma di infiltrazione mafiosa nella gestione della cosa pubblica.

 P.B.

Francesca Marini omaggia i grandi della musica con “Il mio canto libero”

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Napoli – Un viaggio emotivo tra le note che hanno segnato la storia della canzone d’autore. È questo il cuore di “Il mio canto libero”, il recital che vedrà protagonista Francesca Marini domenica 11 gennaio 2026 alle ore 18.00 al Teatro CortéSe dei Colli Aminei (Viale del Capricorno 4).

L’evento, inserito nella VII Stagione Teatrale organizzata dall’Ente A.R.T.I. Teatro e Musica APS con direzione organizzativa di Anna Sciotti e consulenza artistica di Giuseppe Giorgio, conferma la vocazione del piccolo teatro napoletano per la musica di qualità e le sue contaminazioni più raffinate.

Scritto e diretto da Roberto Criscuolo, lo spettacolo è un omaggio appassionato ai maestri che hanno ispirato il percorso artistico di Francesca Marini. Da Pino Daniele a Mina, da Lucio Battisti a Ivano Fossati, passando per Fabrizio De André, Lucio Dalla e Franco Battiato, fino alle icone internazionali come Édith Piaf e Amália Rodrigues: un repertorio vasto e variegato, interpretato con rispetto, personalità e profonda intensità emotiva.

Arricchito dai contributi video di Vincentart, “Il mio canto libero” trasforma il palcoscenico in un intreccio di immagini, suoni e ricordi, dove il canto diventa confessione e la musica un dialogo intimo con il pubblico.

Non una semplice rivisitazione, ma una restituzione autentica di emozioni, in cui parola, voce e visione si fondono in un’esperienza totale.Francesca Marini, attrice e cantante di rara sensibilità, porta in scena l’anima della grande canzone, napoletana e non solo, in uno spettacolo che promette di toccare le corde più profonde degli spettatori.

Per informazioni e prenotazioni: Teatro CortéSe, Napoli – Colli Aminei. Un appuntamento da non perdere per gli amanti della musica d’autore.

Maltempo in arrivo: allerta gialla in Campania da stanotte a domani sera

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Napoli – La Protezione Civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta gialla per maltempo, valido dalla mezzanotte di oggi fino alle 20 di domani, sabato 10 gennaio. L’allarme scatta in risposta alle previsioni del Centro Funzionale, che anticipano temporali intensi e venti forti con possibili impatti sul territorio.

L’allerta per criticità idrogeologica di livello giallo, legata ai temporali, colpisce in particolare la fascia costiera campana. Le zone più a rischio sono la 1 (Piana campana, Napoli, isole e area vesuviana), la 3 (Penisola Sorrentina-Amalfitana, Monti di Sarno e Picentini), la 5 (Tusciano e Alto Sele), la 6 (Piana del Sele e Alto Cilento) e l’8 (Basso Cilento).

Qui sono attese precipitazioni sparse, a carattere di rovescio o temporale intenso, con pericoli concreti come allagamenti, inondazioni dei fiumi, scorrimenti d’acqua sulle strade, collegate a malfunzionamenti dei sistemi di scarico, nonché caduta di massi e frane.

Parallelamente, un’allerta per venti forti o molto forti e mare agitato interessa l’intera Campania. I venti soffieranno da Ovest con raffiche, ruotando progressivamente da Nord-Ovest, mentre il mare sarà agitato o molto agitato lungo le coste esposte, con rischio di mareggiate.

La Protezione Civile raccomanda alle autorità competenti di attivare immediatamente i Centri Operativi Comunali (Coc), adottando misure per mitigare i rischi idrogeologici, gli effetti dei venti e del moto ondoso. “Monitorate la tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte”, si legge nella nota ufficiale, per evitare danni e garantire la sicurezza dei cittadini.

Follia al Vomero: aggredisce gli agenti in via Tito Angelini, arrestato 45enne

Napoli – Serata di violenza nel cuore del quartiere Vomero, dove un uomo di 45 anni è finito in manette con le accuse di minacce, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’episodio è avvenuto nei pressi di via Tito Angelini, zona solitamente frequentata per il belvedere della Certosa di San Martino, trasformata per una sera in teatro di un’accesa colluttazione.

L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa, che indicava la presenza di un soggetto in forte stato di alterazione. Quando gli agenti del Commissariato Vomero sono intervenuti sul posto per riportare la calma, la situazione è degenerata rapidamente: alla vista delle divise, il 45enne ha iniziato a inveire pesantemente contro i poliziotti, scagliandosi fisicamente verso di loro.

Il fermo non è stato semplice. Gli operatori sono riusciti a bloccare l’aggressore solo con estrema difficoltà, ma la furia dell’uomo non si è placata nemmeno una volta giunti negli uffici di polizia. Anche all’interno del Commissariato, il 45enne ha proseguito nella sua condotta violenta, aggredendo nuovamente gli agenti prima di essere definitivamente messo in sicurezza.

Per l’indagato sono scattate immediatamente le manette. L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi di controllo del territorio intensificati nelle zone collinari per garantire la sicurezza pubblica.

Doveri per Inter-Napoli: designazione pesante, San Siro si accende già fuori dal campo

Sarà Daniele Doveri a tenere in mano il fischietto di Inter-Napoli, il piatto forte della 20ª giornata di Serie A, in programma domenica 11 gennaio alle 20.45 a San Siro. Per il match del Meazza la designazione non passa inosservata: è un arbitro di esperienza, ma è anche un nome che negli ultimi tempi è finito dentro più di una discussione per episodi contestati.

Nelle altre gare di cartello del turno, Fiorentina-Milan è stata assegnata a Massa, mentre Juventus-Cremonese sarà diretta da Feliciani.

Doveri: precedenti e polemiche con Napoli e Inter

Doveri ha incrociato il Napoli 41 volte in carriera (22 vittorie, 12 pareggi, 7 sconfitte) e l’Inter 38 volte (16 vittorie, 12 pareggi, 10 sconfitte). Incroci diretti tra Napoli e Inter diretti da lui: cinque, con una vittoria per parte e tre pareggi, e “un rigore a testa” assegnato nei precedenti complessivi.

Il punto caldo, per l’ambiente azzurro, resta Napoli-Inter dell’1 marzo 2025 (finita 1-1), partita che lasciò strascichi: il Napoli protestò per una mano in area Inter di Dumfries su tiro di McTominay non sanzionata con il rigore. Nella stessa gara, anche l’Inter si lamentò per un contatto in area Napoli (McTominay-Dumfries) ritenuto da Simone Inzaghi da calcio di rigore, ma non concesso.

Sui “precedenti” specifici citati in questi giorni: la prima Napoli-Inter diretta da Doveri viene indicata a maggio 2019 (vittoria Napoli 4-1) e un altro incrocio a gennaio 2020 (vittoria Inter 1-3). Inoltre i tre incroci successivi (al Maradona) sono terminati tutti 1-1, alimentando un contorno di episodi e discussioni che oggi rende la designazione particolarmente sensibile.

Queste le designazioni arbitrali per la 20ma giornata della Serie A di calcio.

Como-Bologna (sabato 10/01, ore 15.00): Abisso di Palermo (Berti-Scarpa/IV: Di Marco; var: Mazzoleni, avar: Marini).

Udinese-Pisa (sabato 10/01, ore 15.00): Ayroldi di Molfetta (M.Rossi-Zezza/IV: Bonacina; var: Camplone, avar: Fabbri).

Roma-Sassuolo (sabato 10/01, ore 18.00): Marcenaro di Genoa (Mondin-Monaco/IV: Marchetti; var: Maggioni, var: Di Bello).

Atalanta-Torino (sabato 10/01, ore 20.45): Fourneau di Roma 1 (Bahri-Ceolin/IV: Galipò; var: Di Paolo, avar: Mariani).

Lecce-Parma (domenica 11/01, ore 12.30): Marinelli di Tivoli (Bindoni-Tegoni/IV: Zufferli; var: Marini, avar: Mariani).

Fiorentina-Milan (domenica 11/01, ore 15.00): Massa di Imperia (Meli-Costanzo/IV: Rapuano; var: Maresca, avar: Chiffi).

Verona-Lazio (domenica 11/01, ore 18.00): Guida di Torre Annunziata (Mastrodonato-Bianchini/IV: Arena; var: Meraviglia, avar: Fabbri).

Inter-Napoli (domenica 11/01, ore 20.45): Doveri di Roma 1 (Alassio-Colarossi/IV: Colombo; var: Di Bello, avar: Di Paolo).

Genoa-Cagliari (lunedì 12/01, ore 18.30): La Penna di Roma 1 (Laudato-Ceccon/IV: Sacchi; var: Nasca, avar: Maresca).

Juventus-Cremonese (lunedì 12/01, ore 20.45): Feliciani di Teramo (L.Rossi-Barone/IV: Calzavara; var: Gariglio, avar: Chiffi).

 

Maddaloni, coca e armi in auto: 56enne arrestato

La Polizia di Stato di Caserta ha arrestato un uomo di 56 anni, originario di Maddaloni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, porto di oggetti atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento è scattato durante i controlli ordinari del territorio eseguiti dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Maddaloni. I poliziotti hanno notato l’uomo — già conosciuto per precedenti — fermo in una zona del centro cittadino, a bordo di un’auto con il motore acceso, come se fosse in attesa.

Alla vista della pattuglia, secondo quanto ricostruito, il 56enne avrebbe provato a disfarsi di un involucro bianco. Il pacchetto è stato recuperato dagli agenti e, stando agli accertamenti, conteneva circa 20 grammi di cocaina.

A quel punto la perquisizione è stata estesa al veicolo. Durante le operazioni l’uomo avrebbe opposto resistenza, tanto da rendere necessario l’arrivo di un secondo equipaggio in supporto. Nell’auto sono stati trovati un manganello metallico, un coltello a serramanico e diversi telefoni cellulari: tutto è stato sequestrato.

Dopo l’arresto, al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sanità in crisi, la UIL a Fico: «Subito nuove assunzioni. Usi le norme nazionali per assumere e stabilizzare»

Napoli – Un appello urgente al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, perché sblocchi immediatamente le assunzioni e le stabilizzazioni nel Servizio Sanitario Regionale, utilizzando le nuove norme nazionali. A lanciarlo sono UIL Campania e UIL FPL Napoli e Campania, che chiedono un confronto istituzionale per scongiurare il collasso dei servizi.

Il segretario generale della UIL Campania, Giovanni Sgambati, e i commissari della UIL FPL, Ciro Chietti e Pietro Bardoscia, hanno inviato una lettera a Fico – che ha trattenuto per sé la delega alla Sanità – e alla Direzione Generale Tutela della Salute. La richiesta è di agire senza perdere altro tempo.

La carenza di personale, definita “strutturale”, sta minando la qualità dell’assistenza, allungando le liste d’attesa e violando i tempi di erogazione delle prestazioni. Una situazione che, denunciano i sindacati, grava anche sulle condizioni di lavoro del personale in servizio, costretto a turni “massacranti”.

La soluzione, secondo la UIL, è nelle nuove leggi. “Le recenti disposizioni della Legge di Bilancio 2026 e del Decreto Milleproroghe offrono finalmente strumenti straordinari per invertire la rotta”, spiegano Sgambati, Chietti e Bardoscia. La normativa autorizza infatti le Regioni ad assumere a tempo indeterminato in deroga ai vincoli di spesa, con una copertura finanziaria di 450 milioni di euro annui fino al 2028. Inoltre, potenzia i percorsi di stabilizzazione del precariato, con la possibilità di programmare assunzioni entro il 31 dicembre 2026.

Per i dirigenti sindacali, è il momento di “cogliere le opportunità”. Chiedono quindi a Fico di avviare subito un tavolo di confronto per due obiettivi concreti: adeguare il tetto di spesa per il personale alle nuove facoltà riconosciute dalla legge, e valorizzare i percorsi di stabilizzazione. Nel dettaglio, sollecitano le aziende sanitarie a mappare tutto il precariato che maturerà i requisiti entro fine anno e a definire i Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale 2025/2027, tenendo conto degli incrementi possibili.

“Solo rafforzando gli organici in modo stabile – concludono – si possono garantire servizi migliori ai cittadini, tempi di attesa dignitosi e condizioni di lavoro sostenibili per gli operatori, tutelandone la salute”. La palla ora passa alla Regione.

Enrico Caruso: biografia del grande tenore italiano dell’opera

Enrico Caruso è una figura senza tempo nella storia della musica lirica. La biografia di Enrico Caruso racconta la straordinaria ascesa di un ragazzo napoletano nato in povertà che, grazie alla sua voce straordinaria e a un carisma unico, divenne il tenore più celebre della sua epoca, capace di conquistare gli ascoltatori di tutto il mondo e di rivoluzionare il modo in cui l’opera veniva fruita grazie alle registrazioni.

Gli Inizi: da Napoli alla Scala

Enrico Caruso nasce il 25 febbraio 1873 a Napoli, terzo di sette figli in una famiglia di umili condizioni economiche. Cresce nei quartieri popolari della città, lavora in giovane età come operaio e frequenta un coro parrocchiale dove emergono le sue prime doti canore.

La sua voce viene notata e, a circa 18 anni, inizia lo studio serio del canto con Guglielmo Vergine. Nel 1894 debutta in opera al Teatro Nuovo di Napoli in L’amico Francesco e nei successivi anni amplia rapidamente il suo repertorio, cantando in teatri di città come Palermo, Milano e Buenos Aires.

La vera svolta arriva quando interpreta il ruolo di Loris nella prima di Fedora a Milano (1898) e poi Rodolfo in La Bohème alla Scala (1900), affermandosi fra i tenori più promettenti della sua generazione.

L’Ascesa Internazionale del Tenore

La carriera internazionale di Enrico Caruso tenore esplode all’inizio del Novecento. Nel 1902 viene invitato a cantare a Monte Carlo e a Londra, ricevendo consensi entusiastici dalla critica e dal pubblico.

Nel 1903 debutta al Metropolitan Opera di New York nel ruolo del Duca di Mantova in Rigoletto, iniziando un rapporto durato quasi diciotto stagioni, con oltre 600 esibizioni in 37 ruoli tra repertorio italiano e francese.

Caruso introduce al grande pubblico personaggi come Canio in Pagliacci, Don José in Carmen e Radamès in Aida, mostrando una versatilità vocale rara e un’impressionante presenza scenica.

Il Pioniere delle Registrazioni e l’Impatto Culturale

Non solo cantante d’opera: Caruso è anche il primo grande “star” della registrazione musicale classica. Nel 1902 registra il celebre brano Vesti la giubba da Pagliacci, che vende oltre un milione di copie e lo rende una celebrità internazionale, contribuendo a portare l’opera nelle case di milioni di ascoltatori.

Tra il 1902 e il 1920 incide quasi 500 brani, combinando tecnica vocale superba e capacità interpretative emotive. La sua voce, inizialmente calda e brillante, tende a scurirsi negli anni pur mantenendo espressività e potenza, tanto da lasciare un segno profondo nella storia dell’opera e della registrazione sonora.

Caruso rappresenta anche un ponte tra la cultura operistica europea e quella americana: grazie alla sua popolarità, il Met di New York diventa uno dei teatri più prestigiosi al mondo e l’opera lirica entra nella coscienza di milioni di appassionati.

Vita personale, ultimi anni ed eredità

La vita personale di Caruso non è priva di momenti intensi: dopo una lunga relazione con la cantante Ada Giachetti, dalla quale ha due figli, si sposa nel 1918 con Dorothy Park Benjamin, con cui ha una figlia.

Negli ultimi anni la salute comincia a declinare. Dopo una lunga tournée e problemi respiratori, contrae pleurite e sviluppa complicazioni che lo costringono a interrompere l’attività. Muore il 2 agosto 1921 a Napoli, all’età di 48 anni, lasciando un’eredità artistica senza paragoni.

La sua influenza si riflette ancora oggi: iscrizioni commemorative, registrazioni storiche celebrate e studi accademici continuano a onorare il contributo di Caruso alla lirica e alla musica.

Napoli, offensiva contro lo spaccio: due arresti tra il centro e la zona Mercato

Napoli – Non si ferma la pressione delle forze dell’ordine sulle piazze di spaccio cittadine. Nelle ultime 24 ore, gli agenti della Polizia di Stato hanno portato a termine due distinte operazioni nell’ambito dei servizi straordinari di contrasto al narcotraffico predisposti dalla Questura di Napoli, culminate con l’arresto di due persone e il sequestro di ingenti quantità di sostanze stupefacenti.

Il blitz nel quartiere Dante Il primo intervento porta la firma degli agenti del Commissariato Dante. A seguito di un’attività investigativa mirata, i poliziotti hanno fatto irruzione nell’abitazione di una donna napoletana di 52 anni. Durante la perquisizione domiciliare è emerso un consistente quantitativo di droga: una busta contenente circa 300 grammi di marijuana. Per la donna sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.

Inseguimento in via Sopramuro Scenario diverso, ma medesimo risultato, in via Sopramuro, dove i poliziotti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno sorpreso un 21enne di origini rumene, già noto alle forze dell’ordine, mentre cedeva una dose a un acquirente in cambio di contanti. Alla vista delle divise, il giovane ha tentato una fuga disperata nel cuore del quartiere, cercando di disfarsi di un involucro.

Il tentativo è stato però inutile: gli agenti lo hanno bloccato dopo una breve resistenza. Il bilancio del sequestro a suo carico è di 10 dosi di cocaina e 80 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. Il 21enne dovrà rispondere non solo di spaccio, ma anche di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Sanzionato l’acquirente Nell’ambito dell’operazione in via Sopramuro, la Polizia ha fermato anche il cliente del giovane pusher. L’uomo, trovato in possesso della dose appena acquistata, è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.

Camorra e appalti, colpo al tesoro di Citarella: confiscate aziende per 13 milioni di euro

Nocera– Un impero costruito sulla “gemmazione” di capitali illeciti, capace di rigenerarsi anche dopo i primi sequestri e di infiltrarsi nei grandi appalti stradali di mezza Italia. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione a un decreto di confisca da 13 milioni di euro emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – su proposta della DDA, nei confronti di Giovanni Citarella, classe ’68.

L’operazione odierna rappresenta il capitolo finale di una complessa ricostruzione patrimoniale. Citarella, figlio di Gennaro (imprenditore nocerino trucidato in un agguato di camorra negli anni ’90), è stato inquadrato dai magistrati come un soggetto dalla spiccata “pericolosità sociale”. Nel suo curriculum criminale figurano condanne definitive per concorso in tentato omicidio di stampo mafioso, corruzione, turbativa d’asta e numerosi reati fiscali. Negli anni scorsi è stato anche presidente della Nocerina calcio che con lui aveva conquistato la serie B.

Il sistema della “gemmazione”

Al centro del provvedimento ci sono la “CIEFFE Lavori S.r.l.” e la “CIEFFE Costruzioni S.r.l.”. Sebbene formalmente intestate a un prestanome – il 56enne napoletano Francesco Caccavale – le società erano, secondo gli inquirenti, nella totale disponibilità di Citarella.

Le indagini del G.I.C.O. hanno dimostrato come queste realtà fossero nate da operazioni societarie straordinarie (scissioni e trasferimenti d’azienda) architettate per ripulire il denaro proveniente dalle attività illecite commesse tra il 1997 e il 2012. Un meccanismo di “matrioska” finanziaria che permetteva al dominus di continuare a operare nel settore delle infrastrutture nonostante i precedenti sequestri, come quello che nel 2021 colpì la Infrastrutture Stradali S.c.p.a.

Appalti d’oro in tutta Italia

Le dimensioni del business erano imponenti. Tra il 2021 e il 2024, le aziende del gruppo Citarella si erano aggiudicate appalti per oltre 450 milioni di euro per opere da realizzare in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania.

Le intercettazioni telefoniche e telematiche hanno confermato che era Citarella a gestire ogni mossa, nonostante il suo nome non apparisse in alcun documento ufficiale. Attualmente, le società sono affidate ad amministratori giudiziari: la continuità aziendale è garantita per salvaguardare i posti di lavoro e completare i cantieri, con un incasso previsto di circa 73 milioni di euro che, grazie alla confisca, entreranno ora nelle casse dello Stato.

Operaio di Avellino muore in provincia di Messina

Messina– Il nuovo anno si apre sotto il segno del sangue nei luoghi di lavoro. Un tragico incidente ha sconvolto il pomeriggio di ieri a Fondachello Valdina, nel Messinese, dove un operaio di 69 anni ha perso la vita all’interno dei capannoni di un’azienda specializzata nella produzione di laterizi.

L’uomo, originario di Avellino, è deceduto sul colpo dopo un volo nel vuoto di circa quattro metri.

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri intervenuti sul posto, la vittima era impegnata in alcune operazioni di saldatura quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso l’equilibrio precipitando dall’altezza proibitiva. Nonostante i soccorsi, l’impatto al suolo non gli ha lasciato scampo, trasformando un turno di lavoro nell’ennesimo fascicolo aperto per omicidio bianco.

La vicenda ha scatenato l’immediata e durissima reazione dei vertici sindacali. Ivan Tripodi (Segretario Generale Uil Messina) e Pasquale De Vardo (Feneal Uil Tirrenica) hanno affidato a una nota congiunta il proprio sdegno, puntando il dito contro l’assenza di tutele legislative per i lavoratori più anziani.

“È inammissibile lavorare a 69 anni, ed è ancora più inaccettabile farlo ad altezze pericolose anche per un ventenne”, hanno dichiarato i sindacalisti, definendo l’accaduto uno “sfregio alle coscienze”.

Il sindacato torna a chiedere con forza l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e l’attuazione del piano “Zero morti sul lavoro”. Per la Uil, la tragedia di Valdina non è solo un incidente, ma il sintomo di un sistema che non riesce a proteggere i soggetti più vulnerabili, costretti a mansioni usuranti e rischiose ben oltre l’età pensionabile, in quello che viene ormai definito come un inarrestabile bollettino di guerra.

Napoli, imprenditore sequestrato e rapinato nella sua casa di Posillipo: 5 arresti

Napoli– Sequestro di persona e rapina pluriaggravata ai danni di un noto imprenditore napoletano: è questo il quadro accusatorio che ha portato, nella mattinata di oggi, all’arresto di cinque persone al termine di un’indagine della Polizia di Stato coordinata dalla Procura di Napoli.

Gli agenti hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari: due indagati sono stati condotti in carcere, due sottoposti agli arresti domiciliari e uno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti sono ritenuti gravemente indiziati di aver agito in concorso tra loro.

I fatti risalgono al 5 novembre 2024. Secondo la ricostruzione investigativa, due uomini armati di pistola si introdussero all’interno di un’abitazione di via Posillipo. Una volta entrati, presero in ostaggio un addetto alla vigilanza e una donna di servizio, immobilizzandoli con fascette ai polsi e alle caviglie.

La donna, emerso successivamente dalle indagini, sarebbe stata parte attiva del piano criminale, svolgendo il ruolo di “facilitatrice” dall’interno dell’abitazione.

I rapinatori si impossessarono di numerosi orologi di lusso, per un valore complessivo stimato intorno ai 500mila euro, per poi darsi alla fuga utilizzando veicoli risultati provento di furto.

L’immediata attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile di Napoli con il supporto del Commissariato di Posillipo, si è sviluppata attraverso l’ascolto delle vittime e di alcuni testimoni, oltre a una complessa attività tecnica. Gli elementi raccolti hanno consentito di delineare il ruolo di ciascun indagato e di ricostruire l’intera dinamica del colpo.

Le indagini hanno infatti fatto emergere la presenza di altri tre soggetti coinvolti nell’azione criminale: due avrebbero svolto il ruolo di “sentinella”, garantendo copertura all’esterno dell’abitazione durante la rapina, mentre la dipendente della famiglia avrebbe agevolato l’ingresso e l’azione dei rapinatori.

Un’operazione che, per modalità e organizzazione, conferma l’attenzione degli investigatori sui colpi mirati ai danni di imprenditori e professionisti, spesso preceduti da una fase di studio e da complicità interne. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e per recuperare la refurtiva.

Padova, truffano anziani: arrestati due napoletani della banda della Fiat 500

Padova– Colpo di mano della Polizia di Stato contro la piaga delle truffe agli anziani. Nel pomeriggio di giovedì 8 gennaio, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Padova hanno arrestato due napoletani specializzati in reati contro il patrimonio: un 35enne e un 48enne, entrambi residenti nella provincia di Napoli e con un curriculum criminale zeppo di analoghe scorribande.

L’operazione scatta grazie a un’intuizione fulminea. Una funzionaria della Polizia, reduce dal turno di servizio, nota una FIAT 500 sospetta ferma lungo la riviera, a poche centinaia di metri da lei, mentre rientra a casa a piedi. La verifica della targa accende i riflettori: quel veicolo era già stato fermato nei giorni precedenti in varie province del Nord Italia, con a bordo elementi dediti a raggiri contro gli over 70.

L’inseguimento che non ti aspetti. Allertata la Squadra Mobile, una pattuglia piomba sul posto. Gli investigatori, impegnati in mirati dispositivi di vigilanza anti-truffe, “agganciano” l’auto e la pedinano in ogni spostamento, fino al parcheggio in una via del centro. Qui scattano le manette: i due sono tratti in arresto con l’accusa di truffa ai danni di un anziano.

I fermati, noti per la loro propensione a colpire i più deboli, operano in un contesto di crescente allarme per i raggiri nel Veneto e oltre. Le indagini proseguono per chiarire i dettagli della vittima e verificare eventuali complici. La Questura di Padova rafforza i controlli: “Basta predatori seriali contro i nonni”, il monito delle forze dell’ordine.

San Carlo, il Tar boccia il Comune: valida la nomina di Macciardi

Il Teatro San Carlo ha il suo sovrintendente e la lunga battaglia legale si chiude con una sconfitta per il Comune di Napoli. Il Tar Campania ha respinto il ricorso presentato da Palazzo San Giacomo contro la nomina di Fulvio Adamo Macciardi alla guida del Massimo napoletano. La sentenza, pubblicata oggi, conferma la validità della designazione avvenuta lo scorso agosto per volontà del Ministero della Cultura.

I giudici amministrativi, riunitisi in camera di consiglio il 17 dicembre, hanno dichiarato “improcedibile il ricorso introduttivo” e respinto “i motivi aggiunti”, spazzando via ogni contestazione sollevata dal sindaco Gaetano Manfredi e dalla consigliera Maria Grazia Falciatore, nominata dalla Città Metropolitana. La decisione certifica che non esistevano motivi ostativi alla nomina di Macciardi.

Lo scontro nel Consiglio di indirizzo

La vicenda affonda le radici in uno scontro tutto politico consumatosi all’interno del Consiglio di indirizzo della Fondazione San Carlo. Manfredi, in qualità di presidente dell’organo, e la consigliera Falciatore avevano impugnato la nomina sostenendo che fosse scaturita da due riunioni del Consiglio ritenute non valide dal Municipio.

Il braccio di ferro si è consumato su una spaccatura netta: da una parte il sindaco di Napoli, dall’altra la maggioranza del Consiglio di indirizzo composta dai due consiglieri di nomina ministeriale – Marilù Faraone Mennella e Giovanni Nicoletti – e da quello di nomina regionale, Riccardo Realfonzo, indicato dall’allora governatore Vincenzo De Luca. Questi ultimi tre componenti si sono schierati compatti a favore di Macciardi, isolando la posizione del primo cittadino.

La diatriba legale

Dalla contrapposizione politica è scaturita una diatriba legale fatta di ricorsi e controricorsi che ha tenuto in sospeso per mesi la governance del teatro lirico partenopeo. Il Comune ha tentato di bloccare la nomina contestando la legittimità delle procedure seguite dal Consiglio di indirizzo, ma il Tar ha smentito le tesi di Palazzo San Giacomo.

Con la sentenza di oggi si chiude definitivamente la partita: Fulvio Adamo Macciardi è a tutti gli effetti il sovrintendente del San Carlo, con il via libera della giustizia amministrativa che certifica la correttezza dell’iter seguito dal Ministero della Cultura.

Salerno, terrorizzava l’ex con minacce e foto intime: arrestato

I Carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, ponendo agli arresti domiciliari un 37enne originario di Salerno.

‘uomo, ora recluso nella sua abitazione a Fisciano, è accusato di atti persecutori, revenge porn e tentata estorsione ai danni di una ex compagna.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza. L’indagato, con condotte reiterate e abituali, avrebbe molestato e minacciato la donna con cui aveva avuto una relazione sentimentale, generando un perdurante stato di ansia e costringendola a stravolgere le proprie abitudini di vita.

E’ accusato di revenge porn e stalking

L’inchiesta ha chiarito ulteriori dettagli agghiaccianti: l’uomo avrebbe ricattato la vittima minacciando di diffondere immagini a contenuto sessualmente esplicito che la ritraevano. La mancata divulgazione era subordinata al pagamento di una somma di denaro in suo favore. Al rifiuto della donna, le foto sono state inviate a conoscenti della vittima, materializzando il reato di revenge porn.

Completate le formalità di rito, l’arrestato sconta la misura cautelare a Fisciano. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità.