Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente della Camera Roberto Fico visitano Napoli. Si sono incontrati al Museo di Capodimonte per visitare insieme i gioielli del Caravaggio esposti in questi giorni a Napoli, poi hanno proseguito verso il centro di Napoli, scegliendo il rione Sanità come luogo simbolo per testimoniare la presenza e la vicinanza dello Stato. Dopo la visita al Palazzo dello Spagnuolo, nel Rione Sanità, a Napoli, il Capo dello Stato, insieme al presidente della Camera, Roberto Fico, è arrivato in auto alla Basilica di Santa Maria della Sanità, che sorge sul sito delle Catacombe di San Gaudioso. Prima una visita al monumento di Genny Cesarano, 17enne ucciso in un raid camorristico, poi l’ingresso in chiesa. “Presidente vorremmo camminare per strada senza che si spari”. Con la spontaneità dei suoi 11 anni, Nello, un alunno della scuola elementare Angiulli ha consegnato un gagliardetto al Capo dello Stato dinanzi alla Basilica di Santa Maria alla Sanità. Il presidente non ha esitato a rispondere “Faremo qualcosa”, prima di entrare nella chiesa dove era atteso dal don Alfonso Loffredo e i ragazzi della cooperativa La Paranza che gestisce il sito delle catacombe di San Gaudioso e San Gennaro. L’orchestra Sanitansemble, composta da giovani musicisti del rione Sanità, ha eseguito l’inno di Mameli per il capo dello Stato, all’interno della basilica del quartiere: è stato questo uno dei momenti più significativi della visita privata di Mattarella all’interno del luogo di culto. Il presidente ha incontrato in basilica i presidi e i rappresentanti di varie realtà associative del quartiere. Ha poi visitato le Catacombe di San Gaudioso e San Gennaro con i giovani della cooperativa ‘La Paranza’.
All’inquilino del Colle è stato regalata una statuina raffigurante Pulcinella che rompe un uovo dai rappresentanti delle associazioni attive nel Rione Sanità di Napoli. Tra i presenti c’era anche Arturo, il ragazzo che fu ferito a coltellate da alcuni coetanei nel mese di dicembre del 2017 in via Foria, era accompagnato dalla mamma, Maria Luisa Iavarone, che ha promosso un’associazione contro la devianza minorile.
“Vorrei dire due parole di saluto anche perché, poc’anzi, nel salutarci, qualcuno di voi mi ha ringraziato per essere qui. Non vorrei che venissero invertiti i ruoli, sono io che ringrazio voi: quello che avete fatto e che state facendo, in questo vostro splendido Rione, è di grande importanza nei vari profili e ambiti di impegno che svolgete”. Ha detto il presidente della Repubblica. “Questa costellazione di Associazioni, di iniziative impegnate per un cambiamento in positivo, concreto, praticato nella vita di ogni giorno è importante per il vostro Rione ed è significativo in maniera elevata per tutti. Come rappresentante della Repubblica, come Presidente, vi ringrazio per quello che fate, e personalmente, come cittadino, vi ringrazio per questo impegno”. “Ciò che voi state dimostrando, che avete praticato e state praticando, è la capacita’ di esprimere le energie di solidarietà, di impegno comune, di senso dell’interesse comune. Questo è importante, non soltanto per Napoli, non soltanto per il nostro Meridione, ma per tutto il nostro Paese”. E poi ha continuato: “Non mi stanco mai, ogni volta che posso, di sottolineare come l’Italia abbia bisogno di ritrovare, in maniera più intensa, il senso di comunità, di sentirsi legata da un destino comune tra i suoi cittadini – ha detto Mattarella -. E quello che voi state suscitando nei cittadini di questo Rione – il senso dell’interesse comune, del sostegno vicendevole, della solidarietà – è un’indicazione preziosa qui ma è importante per tutto il nostro Paese”.
“Napoli, come ogni grande città, ha dei problemi. Qualunque grande città del mondo, del nostro Paese, ha problemi. Ognuno ha i suoi particolari. Napoli ha anche problemi di sicurezza. Nei giorni scorsi abbiamo visto un episodio drammatico, una tragedia, un omicidio. Non si possono fare graduatorie di gravità degli omicidi, ma quando avviene in presenza di un bambino l’atrocità è ancora maggiore”, così il presidente della Repubblica, ha ricordato l’omicidio avvenuto lunedì scorso al Rione Villa, nel quartiere Ponticelli. “Quando, qualche mese fa, il Presidente Fico mi ha proposto di venire insieme qui, io conoscevo già qualcosa. Però dall’entusiasmo delle sue parole ho percepito la portata dell’impegno che qui si sta svolgendo. E questo è un motivo non di speranza ma di certezza per il futuro, per il Rione Sanità e per Napoli”.
“La Resurrezione è un cammino lento; importante è cominci questo cammino”. Ha detto il parroco del quartiere Sanità, don Antonio Loffredo, che si è reso protagonista di svariate iniziative in favore soprattutto dei giovani del quartiere. “Il presidente ci ha incoraggiato a fare sempre di più – ha aggiunto padre Loffredo – e abbiamo bisogno di questo incoraggiamento”. Poi don Antonio ha spiegato perchè al Presidente Mattarella è stato regalato un Pulcinella che rompe un uovo. “Napoli si fonda su un uovo, è la bellezza della fragilità – ha aggiunto il sacerdote – di ciò che è fragile come un uovo. L’arte e la cultura sono le armi contro ciò che ci circonda”.
Al termine della visita il presidente della Repubblica ha fatto ritorno a Villa Rosbery, residenza napoletana del Capo dello Stato, da dove partirà lunedì per fare ritorno a Roma.
Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha pubblica alcune foto su Twitter: “Con il presidente della Repubblica al rione Sanità, un quartiere di Napoli che custodisce meraviglie come il palazzo dello Spagnuolo e che sta facendo leva sulle energie migliori del territorio per trovare il riscatto e nuove prospettive”.
Il capo dello Stato Mattarella e il presidente Fico a Napoli: dopo Capodimonte l’accoglienza del Rione Sanità
Biglietti dell’alta velocità acquistati con una carta clonata: denunciato un pakistano a Napoli
Napoli. Acquista biglietti del treno alta velocità con una carta di credito clonata: scoperto dalla polfer è stato denunciato per ricettazione. A seguito di una segnalazione una pattuglia, a bordo di un treno alta velocità in partenza dalla stazione di Napoli Centrale, la Polfer ha sorpreso un pakistano con 4 titoli di viaggio validi sulla tratta Napoli–Milano Centrale e ritorno, che erano stati acquistati, per 109.9 euro ciascuno, mediante l’utilizzo di una carta di credito clonata. L’uomo, presumibilmente per sfuggire ad eventuali accertamenti, aveva anche modificato più volte l’orario e la data della partenza, ma lo stratagemma non ha però ingannato gli investigatori della Polfer che hanno tracciato costantemente i codici identificativi dei biglietti, riuscendo ad individuarlo e a denunciarlo per ricettazione.
Nel corso dei controlli nelle stazioni ed a bordo dei treni regionali ed a lunga percorrenza sono stati rintracciati 5 stranieri la cui presenza è risultata essere irregolare sul territorio nazionale; per una moldava sessantunenne, rintracciata nella stazione di Salerno, è scattata l’espulsione con accompagnamento alla frontiera di Roma Fiumicino.
Due minori campani sono stati denunciati perché a bordo di un regionale Paola/Napoli, tra le stazioni di Centola e Pisciotta, dopo essersi impossessati del martello frangi vetro in dotazione della carrozza su cui viaggiavano lo hanno utilizzato per danneggiare un vetro della suddetta carrozza.
La terza Pompei e l’identità nascente
Da cronista non sono solito raccontare episodi della mia vita privata, quando essi non rappresentano una utile notizia per tutti i lettori. Stavolta faccio volentieri uno strappo alla regola per raccontare episodi di vita privata con decise ricadute “pubbliche”.Uno è recentissimo. Di qualche giorno fa. Non di più. Ho acquistato un cellulare nuovo di una marca molto diffusa, forse la più diffusa. Mi sono quindi messo subito a “inizializzarlo”, come si dice con un neologismo tutto informatico per indicare la fase di avvio di un nuovo apparecchio. Dunque, mentre smanettavo con alterno successo per rendere funzionante il nuovo mio telefonino, seguivo con attenzione tutto quanto esso faceva da solo, fortunatamente, risparmiandomi fatica. Ad un certo punto il cellulare ha individuato il posto in cui ero, cioè proprio alla scrivania da cui scrivo questo articolo, nel pieno centro urbano di Pompei, a poca distanza dal Santuario.
Però, il cellulare ha riportato sul proprio schermo in bella evidenza: Pompei Antica. E così esso fa ogni volta che io lo riaccendo, in automatico e indipendentemente dal mio uso di Google Maps. Ho tentato di smanettare, ma poi mi son dovuto rassegnare. Secondo il mio cellulare sono un abitante di Pompei Antica. Il fatto, in verità, più che lusingarmi, mi indigna anzichenno’ !!! Penso che Pompei antica non ha bisogno di essere conosciuta. E’ da due tre secoli all’onore della cronaca. Di quella colta e di quella turistica. Il che mi fa piacere e mi riempie d’orgoglio, sia chiaro. E questo credo che valga per tutti i Pompeiani. Però, mi fa abbastanza incazzare il fatto che ai famosi costruttori stranieri del mio cellulare sfugga la notizia della esistenza di una cittadina di nome Pompei, abitata da comuni mortali affaccendati a vivere. Non solo da calchi gessosi e turisti frettolosi.
E poi per me il fatto fa il paio in maniera preoccupante con quanto mi è capitato un paio di decenni orsono qui in Italia, ad Arezzo, cioè nel cuore del Bel paese, in un albergo ai margini del centro storico aretino. In quell’albergo l’addetto alla cassa, quando gli consegnai il mio documento di identità, dopo avergli dato una occhiata perplessa, mi domandò: Scusi signore, ma lei è proprio di Pompei? Alla mia immediata risposta affermativa, replicò: ma allora esiste Pompei, non esistono solo gli Scavi. E poi, sorridendo esclamò: Pensi che io credevo che ci fossero solo ‘uattro case! Lo disse d’un fiato, aspirandosi nel gozzo la “c” toscana di case.Chiudo i due incidenti personali con una considerazione che partecipo al lettore che ha avuto la pazienza di leggermi fino a qui.
Come cittadino pompeiano trovo molto preoccupante il fatto che la Pompei nuova, quella nata ufficialmente nel 1928, ormai quindi da quasi un secolo, ma sviluppatasi fin dall’Ottocento intorno al Santuario, stenti a proporre una propria distinta identità, sia rispetto agli Scavi che allo stesso Santuario.La Amministrazione comunale in carica, troppo inerte di suo, è la destinataria principale di questa mia preoccupazione, che non la individua ovviamente unica responsabile di tale situazione, ma certamente corresponsabile con le altre Amministrazioni che la hanno preceduta. La città di Pompei, come sa bene chi la conosce, ha stentato a connotarsi come terzo polo – di natura civile – al fianco dei due altri grandi poli, già famosi nel mondo. Un fatto in sé mortificante per la Città nuova, quella viva. Come cronista devo però dire che si colgono nell’aria fermenti nuovi, che vanno segnalati. La gente comune che abita e vive quotidianamente la Città nuova sembra avere fino in fondo capito che è giunto il momento identitario. A prescindere dai due grandi poli.
Ne è un esempio il disordinato ma vivace diffondersi di microstrutture turistiche ricettive, come i B&B e i BnB. E’ stata la prima risposta alla assenza di una qualsiasi politica alberghiera. Un altro esempio di questo nuovo sentire è stato il costituirsi spontaneo di più comitati civici apartitici per la difesa della Casa di Riposo Borrelli, oggetto di manovre oblique della politica politicante. E infine un nuovo grandissimo segnale positivo – che andrà colto, sostenuto e sviluppato – viene dalla adesione diffusa, estesa e comunitaria alla iniziativa del Jazzit Fest, sostenuta da Civitates Pompei Team, ma accolta dalla spontanea mobilitazione di interi nuclei familiari in ogni angolo del territorio pompeiano. Si stanno insomma scrivendo nuove pagine di storia civica. Forse stiamo assistendo alla nascita di una Comunità, la Terza Pompei.
Federico L. I. Federico
Napoli, un minore scippa il telefono ad una giovane all’uscita della stazione: preso dalla Polfer
Un minorenne rumeno pluripregiudicato ha scippato una ventenne italiana all’uscita della metropolitana di piazza Garibaldi. Il ragazzo non aveva notato la presenza delle pattuglie della Polizia Ferroviaria, impegnate nella vigilanza dello scalo ferroviario e del suo perimetro esterno. Le urla della giovane hanno richiamato l’attenzione di due poliziotti della polfer che si trovavano all’altezza dell’ingresso principale della stazione di Napoli Centrale e che, dopo aver visto l’autore del furto fuggire, lo hanno prontamente rincorso. Dopo un centinaio di metri, senza mai perderlo di vista, lo hanno raggiunto, trovandolo in possesso dello smartphone della vittima. Al termine degli adempimenti di rito, il minore, che ha a suo carico numerosi precedenti specifici e che nei giorni scorsi si era allontanato da una comunità alla quale era affidato, su disposizione della Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, è stato condotto presso il Centro di Prima Accoglienza per minori dei Colli Aminei ed il cellulare restituito alla giovane vittima.
Napoli, lancia 300 grammi di cocaina dal balcone: la polizia arresta una donna
Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato della VI sezione Squadra Mobile hanno arrestato Nunzia Todisco, 44enne napoletana per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti, sono intervenuti poco dopo le 22.00 di ieri in Via Rua Francesca, per eseguire un controllo presso l’abitazione della donna, la quale poco prima di aprire la porta di casa lanciava da un balcone un sacchetto di carta, prontamente recuperato da altri poliziotti che erano rimasti in strada. All’interno del sacchetto lanciato in strada, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato oltre 300 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e tutto l’occorrente per il confezionamento della sostanza stupefacente. La donna è stata arrestata e condotta al carcere di Pozzuoli.
Carabinieri, Finanzieri e appartenenti alle Forze Armate diventano volontari donatori di sangue
Al Reparto di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, il Primario dottore Rosario Colella Bisogno ha da tempo lasciato il passo di dirigente del Centro Trasfusionale al dottore Giuseppe Coppola, ma non è venuta meno la buona abitudine che alcuni “promotori” del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Salerno redassero col dottore Colella e così stamane, Sabato 13 Aprile 2019, a ridosso delle festività Pasquali, si è ripetuto l’oramai periodico appuntamento per la donazione di sangue.
Decine di donne e uomini delle Forze Armate e delle Forze di Polizia: Finanzieri, Carabinieri e Carabinieri Forestali si sono presentati presso il citato Centro per volontariamente donare il sangue, a conferma dello straordinario alto senso di sensibilità, umanità, fratellanza e condivisione che gli appartenenti agli Organi dello Stato nutrono per il prossimo, senza alcuna distinzione. Un dono certo, che aiuta la situazione donazioni sangue spesso, ahi noi, critica nei Centri Emotrasfusionali dei nostri plessi ospedalieri, ma anche un voler celebrare chi lo fa periodicamente per aiutare il prossimo, sottolineando l’importanza di tale nobile gesto.
Non ha fatto mancare la sua presenza nella doppia veste di Carabiniere ed esponente della amministrazione cittadina il Consigliere comunale di Salerno Donato Pessolano, unitamente ad alcuni esponenti del neonato Sindacato Italiano Militari.
Un grazie all’Arma dei Carabinieri ed a tutti gli esponenti delle Forze di Polizia della provincia di Salerno che prontamente rispondono, quando chiamati in causa, ma un plauso va anche al personale medico e paramedico, nonché ai Volontari delle associazioni AVIS e VOS, che con grande impegno e professionalità svolgono questa funzione in modo eccellente, anche quando, come nella giornata odierna, il Centro Trasfusionale viene “invaso” da numerosi donatori. Ad esito delle donazioni, i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri hanno donato il crest del Comando Provinciale Carabinieri Salerno al dottore Giuseppe Coppola.
Furto al comune di Ercolano: rubate 500 carte d’identità in bianco e 6mila euro
Furto al comune di Ercolano. Nella notte tra l’11 ed il 12 aprile ignoti si sono introdotti nell’Ufficio Anagrafe del Comune di Ercolano. Dopo aver forzato una finestra sbarrata, due porte blindate e una cassaforte, i ladri hanno portato via cinquecento carte d’identità in bianco e circa seimila euro in contanti.
“Ci sono due palazzi in cui abitano centinaia di persone che affacciano sul punto da cui i malviventi sono entrati: mi auguro che qualcuno abbia visto qualcosa e possa essere utile alle indagini”, afferma Ciro Bonajuto sindaco di Ercolano che continua poi il suo amaro sfogo dichiarando anche che: “Solo nell’ultimo mese, sono una decina circa i furti del genere avvenuti in Campania, quindi è probabile che si tratti di una banda specializzata. Fa comunque un brutto effetto vedere un edificio pubblico violato, distrutto e derubato. Subito dopo la fine dei rilievi da parte delle forze dell’ordine, faremo in modo di far ripartire l’attività dell’Ufficio almeno per i servizi essenziali”. Sull’episodio indagando i carabinieri della locale tenenza di Ercolano.
Giorgio Kontovas
Napoli, Greenpeace in piazza per sollecitare il Governo a cambiare il Piano Nazionale integrato energia e clima
Napoli. Volontarie e volontari di Greenpeace sono scesi questa mattina in piazza in oltre 20 città per denuncia l’inerzia del governo Conte che non sta facendo abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici. Anche a Napoli in Via Toledo il Gruppo locale dell’associazione ambientalista ha proposto ai cittadini un simbolico quiz per venire gli obiettivi attuali, in fatto di energia e clima, sono del tutto insufficienti guidato da Paolo Gentiloni. Secondo Greenpeace, consultare un argomento del governo ha cambiato poco o nulla. «Il MoVimento 5 Stelle e la Lega hanno presentato un Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, il cosiddetto PNIEC, che è in molte parti della Strategia Energetica Nazionale approvata nel 2017 dal governo Gentiloni e dall’allora ministro Calenda», dichiara Luca Iacoboni , responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Questa somiglianza è davvero paradossale, perché molti dei ministri responsabili della stesura del PNIEC a suo tempo hanno criticato la SEN di Calenda. Loro hanno evidentemente cambiato idea, noi no. Due anni fa abbiamo denunciato la scarsa ambizione del governo Gentiloni, oggi ribadiamo che anche gli obiettivi dell’attuale esecutivo in vigore ed energia sono assolutamente insufficienti ».
I cambiamenti climatici sono ormai una realtà nella vita quotidiana di tutti gli italiani. Alluvioni, bombe d’acqua, siccità – come che in questi mesi ha colpito il nord Italia – non sono maltempo, ma le conseguenze del clima che cambia. La scienza ci dice che abbiamo 11 anni per mettere in campo per contrastare i cambiamenti climatici. In particolare, sul versante energetico, bisogna abbandonare rapidamente gas, carbone e petrolio e andare verso un mondo 100% rinnovabile ben prima del 2050. Le tecnologie ci sono, quello che continua a mancare é la volontà politica, come purtroppo dimostra anche il PNIEC. «Il Piano presentato dal governo è ancora in fase di bozza, e dunque aperto a modifiche. Per questo cittadine e cittadini devono farsi sentire ora », continua Iacoboni. «Il primo dovere di qualsiasi compito economico di grandi imprese energetiche. Il governo ha il tempo e la possibilità di riscrivere un piano più ambizioso, in linea con le chiare indicazioni della scienza e con le richieste di studenti e studenti che siedono in piazza chiedendo azioni più decise per il clima. Se non lo fate, passerà alla luce un governo del cambiamento. Sì, ma climatico».
Le volontarie e i volontari di Greenpeace hanno anche invitato a prendere parte alla manifestazione di venerdì 19 aprile, insieme ai ragazzi del venerdì per il futuro. Migliaia di studentesse e studenti si manifestano ormai da mesi in tutta Italia e in tutto il mondo, ispirati dagli scioperi per il clima lanciati da Greta Thunberg, candidata al premio Nobel per la Pace. Proprio Greta sarà in piazza a Roma il 19 aprile e grandi eventi si terranno in racconto dati in tutta Italia. Greenpeace invita tutte e tutti a scendere in piazza, perché in ballo non c’è il futuro di pochi, ma il presente di tutti .
Peschereccio affondato nel porto di Torre del Greco: il proprietario deve rimuoverlo a proprie spese
Un peschereccio ormeggiato presso la banchina di Levante del porto di Torre del Greco è affondato pochi giorni fa per cause connesse alla cattiva manutenzione dello scafo. La barca infatti, lunga circa 10 metri era in disarmo, priva di carburante e andava rimossa, tuttavia era ancora ormeggiata. A causa di un falla a prua cagionata dal legno vecchio, addirittira marcio in alcuni punti, la barca ha iniziato ad imbarcare acqua, ad inclinarsi ed è affondata. La capitaneria di porto ha provveduto, come si ravvisa anche in foto, a mettere lo scafo in sicurezza accertandosi che non vi sia stata perdita di idrocarburi in mare. Tuttavia la capitaneria non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito relative soprattutto a quando lo scafo sarà rimosso.
Erano circolate su Facebook nella serata di ieri notizie infondate che annunciavano una rimozione in corso. In realtà recatici sul posto stamattina abbiamo appurato che lo scafo è ancora ancora presente come si vede in foto e i pescatori in loco hanno confermato che la barca è caduta a picco perchè vecchia ed usurata e il proprietario deve provvedere alla rimozione del relitto.
Giorgio Kontovas
Napoli, Municipalità IV: Perrella, “pulizia straordinaria Campanile San Lorenzo è solo l’inizio”
“L’intervento dimostrativo di ripulitura del campanile di San Lorenzo Maggiore di oggi rappresenta solo l’inizio di un lungo programma di interventi che, già nelle prossime settimane, sarà realizzato in tanti luoghi della città. L’obiettivo del Protocollo d’intesa con la Sovrintendenza e con il Coordinamento Angeli del Bello di Napoli, infatti, è proprio quello di ridonare a tanti monumenti e palazzi storici cittadini lo splendore perduto. Tutte quelle odiose scritte vandaliche che ne deturpano la bellezza saranno presto eliminate, senza alterare minimamente lo stato delle opere stesse”. Ad affermarlo è Giampiero Perrella, Presidente della IV Municipalità di Napoli, a margine dell’iniziativa di stamane in piazza San Gaetano.
“Quante volte, camminando per le strade della città -spiega Perrella- ci siamo trovati di fronte a veri e propri scempi, con scritte e disegni sgraziati che offendono la storia, l’arte e la cultura dei luoghi. Grazie ai volontari degli Angeli del bello, da anni in azione a Firenze ed in tante altre città italiane, anche a Napoli presto saranno solo un brutto ricordo. L’innovativa tecnologia laser infatti, permetterà di rimuoverli facilmente, restituendo a tanti edifici, palazzi e monumenti pubblici la dignità di un tempo. Siamo sicuri, inoltre, che questi interventi serviranno anche da stimolo per promuovere il senso civico e il senso di appartenenza alla comunità. Ecco perché come Municipalità abbiamo accolto con entusiasmo la nascita del coordinamento Angeli del bello Napolie sposato subito il loro progetto, che presto si rafforzerà con il protocollo con la Soprintendenza”.
“Siamo fermamente convinti che la bellezza della città passi anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei propri complessi storici e monumentali. Ripulirli da gesti di incivili, irrispettosi del bene comune, è un modo esemplare anche per sensibilizzare ed educare i cittadini alla loro custodia e salvaguardia. Ma anche un modo per offrire ai tanti turisti e visitatori un’atmosfera più gradevole ed accogliente”.
Agricoltura e lavoro, l’assessore regionale Sonia Palmeri a Fiera Agricola 2019
San Marco Evangelista – Agricoltura e lavoro, un legame inscindibile. Si parlerà anche e soprattutto di questo a Fiera Agricola 2019, che si svolgerà, dal 25 al 28 aprile, presso il Polo Fieristico A1Expò in San Marco Evangelista (CE).
L’agricoltura è ancora un settore capace di trainare l’occupazione? E’ questa la domanda a cui tenteremo di dare risposta alla 14esima edizione di Fiera Agricola. Ad aiutarci a ragionare del problema saranno, sabato 26 aprile a partire dalle ore 16:00, l’Assessore Regionale al Lavoro e alle Risorse Umane, Sonia Palmeri, e il dottore Carlo Valentino, funzionario della Regione responsabile delle misure del piano di sviluppo rurale finanziato dall’Unione Europea per il settennato 2014-2020. Scopriremo qual è lo ‘stato dell’arte’ dell’agricoltura campana e tutte le iniziative che le amministrazioni pubbliche stanno mettendo in campo per favorire il ritorno alla terra, in special modo dei giovani sempre più interessati sia alla diretta lavorazione della terra sia all’indotto agrituristico.
Sono quasi un milione e mezzo i lavoratori impiegati nel settore agricolo, il 5,5% degli occupati italiani: 919mila in agricoltura, silvicoltura e pesca e i restanti 465mila nell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco. Un dato che segna un calo del 6,7% rispetto a dieci anni fa e che sembrerebbe dimostrare l’irreversibile crisi del comparto come fonte di lavoro (il motivo è da attribuirsi al progressi tecnologico dei mezzi agricoli). Il condizionale è d’obbligo perché il calo è, non soltanto meno vistoso rispetto alla media europea (dove ad abbandonare il settore agricolo sono stati il 17,5% dei lavoratori impiegati), ma anche in controtendenza nell’ultimo triennio con una crescita del 3% degli occupati.
“Negli ultimi anni assistiamo sempre più, nella nostra regione, ad un ritorno dei giovani alla terra. Questo non solo perché facilitati da incentivi e nuovi strumenti finanziari che ne agevolano l’iniziativa, ma anche per le nuove metodologie di processo e di prodotto che sfidano la fantasia dei giovani fino a 40 anni. Se poi aggiungiamo che 1 su 4 giovani neo imprenditori agricoli sono donne, ne cogliamo appieno il grande motore di sviluppo economico e sociale che funge da esempio per le nuove generazioni”. A dichiararlo l’assessore Sonia Palmeri.
Afragola, rapinatore seriale raggiunto in carcere da un’ordinanza cautelare
Gli agenti del Commissariato Afragola hanno eseguito una Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della locale Procura nei confronti di U.C., di 24 anni, in quanto gravemente indiziato del reato di rapina aggravata e già detenuto per maltrattamenti in famiglia presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il giovane, all’epoca dei fatti che hanno dato luogo all’ordinanza, è risultato irreperibile. Infatti, le indagini effettuate dai poliziotti del Commissariato Afragola, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, hanno evidenziato un grave quadro indiziario per due rapine commesse ad un bar in Frattamaggiore e ad un pub in Casoria. Il 24enne raggiunto dal provvedimento, resta detenuto presso la casa circondariale di Poggioreale
Madre e figlia rapinate nel cimitero, arrestati due napoletani a Lanciano
Madre e figlia aggredite e derubate al cimitero mentre erano in visita alla tomba di un congiunto. L’episodio e’ avvenuto ieri pomeriggio al cimitero di Madonna del Carmine, la seconda struttura di Lanciano. A seguito di immediate indagini la Polizia ha identificato e bloccato i due autori che sono stati arrestati e rinchiusi nel supercarcere con l’accusa di rapina: si tratta di Nino Nuccio, 35 anni, e Giuseppe D’Urso, di 40 anni, da tempo residenti a Lanciano ma originari di Napoli. La rapina si e’ verificata nel momento in cui madre e figlia erano già all’interno del cimitero e sono state avvicinate dai malviventi che erano incappucciati e con il viso travisato da occhiali scuri. La prima ad essere stata aggredita e’ stata la figlia alla quale hanno strappato a forza la borsetta contenente 100 euro e gli effetti personali, di fronte a tale violenza anche la mamma ha cercato di intervenire ed è stata a sua volta pesantemente strattonata. Successivamente i due rapinatori si sono allontanati, ma sono tornati subito indietro e aggredendo di nuovo la figlia le hanno strappato a forza la fede nuziale e poi sono fuggiti a bordo di un Fiat Doblo’ cui avevano coperto la targa con cartone. Dopo l’allarme lanciato da un poliziotto e un carabiniere in borghese che si trovavano nei pressi del cimitero, la pattuglia del 113 si e’ messa alla ricerca dell’auto che e’ stata intercettata e bloccata in pieno centro a Lanciano. In conseguenza dell’aggressione entrambe le donne sono state soccorse e portare in ospedale: la mamma ha riportato quattro giorni di prognosi per un grave stato di ansia, mentre la figlia ancora sotto choc e’ stata trattenuta nel nosocomio di Lanciano per lesioni alla mano per cui al momento ancora non viene sciolta la prognosi. Nel corso di una conferenza stampa il dirigente del commissariato Lucia D’Agostino ha parlato di “gesto vile contro le signore e grave per l’episodio di aggressione legato al furto della fede simbolo dell’affettività. Una situazione offensiva e disdicevole”.
Carabiniere ucciso: l’uomo era a piedi, aveva una pistola calibro 9
Avrebbe usato una pistola calibro 9 il pregiudicato di 64 anni, Giuseppe Papantuono, che stamattina ha fatto fuoco contro una pattuglia di carabinieri uccidendo il maresciallo Vincenzo Di Gennaro e ferendo il carabiniere Pasquale Casertano. L’uomo era a piedi, ha estratto la pistola ed ha sparato contro l’auto dei carabinieri. Lo ha precisato dal comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, colonnello Marco Aquilo. “Stiamo cercando di ricostruire la dinamica dell’accaduto – ha detto – il delitto è avvenuto durante un normale servizio”. Il maresciallo ucciso era vicecomandante della stazione carabinieri di Cagnano Varano, in sevizio dal 2013. Non era sposato e viveva a San Severo in provincia di Foggia con il padre. L’arma del delitto sarebbe già stata recuperata. In merito al pregiudicato bloccato nell’immediatezza del fatto, Aquilio ha precisato: “E’ una persona censurata, a noi già nota. Stiamo facendo tutto il possibile per assicurarlo alla giustizia con tutti gli elementi più solidi che possiamo raccogliere”.
Napoli: poliziotto libero dal servizio arresta borseggiatore
Ieri pomeriggio un poliziotto dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Napoli ha arrestato in flagranza di reato Claudio Mormone, 54enne napoletano con precedenti penali specifici, per tentata rapina impropria aggravata in concorso. Il poliziotto, alle ore 17.00 circa, fermo alla pensilina ANM in attesa dell’autobus per far ritorno a casa al termine del servizio, è stato attirato dai discorsi di tre uomini che, in attesa alla fermata, commentavano un borseggio andato male commesso in precedenza. I tre uomini sono saliti a bordo filobus linea 202 giunto sul posto. Il poliziotto, insospettito, ha deciso di seguirli a bordo del mezzo chiedendo ausilio alla Centrale Operativa per procedere ad un controllo. Durante la marcia, tre, approfittando dell’affollamento della vettura, si sono avvicinati ad una coppia di turisti stranieri, sfilando il portafoglio dalla tasca dell’uomo.
Il poliziotto è prontamente intervenuto identificandosi mentre il Mormone, scoperto, ha gettato a terra il portafogli appena asportato, ha iniziato ad inveire e a colpire il poliziotto creando il panico tra gli astanti cercando, con i complici, di guadagnare la fuga approfittando della fermata del filobus.Il poliziotto è riuscito a bloccare il 54enne mentre gli altri due si davano alla fuga appiedati per le stradine limitrofe. Il Mormone dopo le formalità di rito è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.
Inchiesta della Dda sulla gestione delle slot machine imposte dai Casalesi: condannati i fratelli Grasso. Confiscate anche 11 società
Cinque condanne ed una raffica di assoluzione: è questa la sentenza emessa dalla Nona Sezione Penale del tribunale di Napoli (presidente Antonio Pepe) nel processo alla famiglia Grasso di San Cipriano d’Aversa, accusata dalla Dda di aver gestito decine di società che imponevano le slot machine nei bar dell’agro aversano e della provincia di Caserta per conto del clan dei Casalesi. Ma proprio l’aggravante è venuta meno in nella sentenza, esclusa per quasi tutti i capi di imputazione.
Alla fine Renato Grasso, per il vincolo della continuazione, condannato a 16 anni di carcere; Francesco Grasso, 10 anni e 8 mesi; Giuseppe Misso a 3 anni e 4 mesi; Salvatore Giuliano a 3 anni e 4 mesi; Luigi Di Serio a 3 anni ed 8 mesi.
I giudici hanno disposto il non luogo a procedere, invece, per Maurizio Brandi, Matteo Di Tonno, Armando Caso, Tullio Grasso, Adriana Grasso, Massimo Grasso, Rita Grasso, Maria Grasso, Davide Grasso, Romualdo Grasso, Silvana Grasso, Rosario Milano, Teresa De Luca, Antonio Luciano, Domenico Iovine, Daniele Muratore, Cosmin Marcel Ene, Antonio Nunzio De Luca, Giuseppe D’Ambrosio, Consiglia Colella, Teresa Martinelli, Luigi Ferraro.
Assolti perché il fatto non sussiste Carmine, Enzo, Antonio, Biagio e Maria Vaccaro; Paolo Fedrighi, Edoardo Orsenigo, Orazio De Mare, Annamaria Mixon.
Contestualmente è stata disposta la confisca delle quote e del patrimonio aziendale delle società Meta Spa, Le Mimose Srl, Wozzup Srl, The King Slot Spa; Betting 2000 srl, Leonardo Service Provider Srl, Mediatel Srl, Duegi Srl, Northstar Games srl, Duegi Sas, nonchè dei mobili ed immobili sottoposti a sequestro preventivo ai danni di Renato Grasso e della moglie; di Francesco Grasso e della moglie, tranne le quote ed il patrimonio della Capriccio Sas che è stata dissequestrata. Tutti i beni sequestrati delle persone assolte sono stati dissequestrati.
Il sindacato dei giornalisti torna ad avere una sede a Salerno
Lunedì 15 aprile, alle ore 16, il Sugc (Sindacato unitario giornalisti Campania) apre la sua sede al quarto piano di corso Garibaldi 194 (di fronte al palazzo delle Poste).
All’inaugurazione parteciperanno la delegata provinciale del Sugc, Clemy De Maio, il segretario regionale Claudio Silvestri e il presidente nazionale della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana), Giuseppe Giulietti.
Ha strangolato il compagno di gioco alle slot per una rapina
Incastrato dalle telecamere: entrambi stavano giocando alle slot
Un uomo di 34 anni di Marcianise ad aggredire il ‘collega di slot’ per rapina, arrivandolo a strangolare davanti ad altri clienti terrorizzati, per sottrargli la somma di 150 euro. I fatti sono avvenuti nello scorso mese di febbraio in un bar di Teverola ed oggi gli agenti del commissariato di Aversa hanno notificato all’aggressore, M.F. di Marcianise, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 35enne è stato incastrato dalle immagini della video sorveglianza interna ed anche dal racconto della vittima. Mentre stava giocando alle slot ha rapinato l’uomo che era al suolo fianco di 150 euro in contanti ed ha tentato di strangolarlo per bloccare la sua reazione. Inoltre ha minacciato anche di accoltellarlo. Il tutto è avvenuto in pieno giorno, in una domenica di febbraio. Il 35enne ha già qualche precedente e per questo, al termine delle indagini degli agenti del commissariato di Aversa guidato dal dirigente Vincenzo Gallozzi, il pubblico ministero ha chiesto ed ottenuto la custodia cautelare. L’uomo è stato portato in carcere a Santa Maria Capua Vetere.
Castellammare, faceva rapine mentre era ai domiciliari: va in cella
Gli agenti del Commissariato Castellammare di Stabia hanno eseguito una Ordinanza applicata in sostituzione della Misura Cautelare degli arresti domiciliari con quella della detenzione in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di C.C., di 43 anni, già detenuto presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.
L’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari lo scorso gennaio dagli agenti di Polizia del Commissariato Castellammare di Stabia, in quanto si è reso responsabile di una rapina in danno di una profumeria del centro cittadino che, per le modalità esecutive ha destato clamore tra la cittadinanza. Inoltre, nonostante gli arresti domiciliari in atto, si è reso responsabile di altri reati contro il patrimonio, prontamente segnalati dalla Polizia e, lo scorso 4 aprile è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri di Castellammare di Stabia.Il 43enne raggiunto dal provvedimento, resta detenuto presso la casa circondariale di Poggioreale.
Napoli, alcuni sfollati degli Incurabili violano i sigilli e rientrano nelle loro case
Napoli.Alcuni degli sfollati del Complesso monumentale Santa Maria del Popolo degli Incurabili di Napoli, fatti sgomberare dopo il crollo avvenuto alcune settimane fa all’interno della chiesa, hanno violato i sigilli occupando gli appartamenti interdetti per ragioni di sicurezza. Ne dà notizia Ciro Verdoliva, commissario straordinario della Asl Napoli 1 Centro, che parla di “gesto scriteriato che vanifica ogni sforzo fatto per garantire loro sicurezza e assistenza, per offrire sin da subito una soluzione abitativa provvisoria dignitosa”. Stamane un gruppo aveva protestato all’esterno dell’ingresso del Museo perché aperto al pubblico così come la sala Moscati che ospitava un convegno. Ci sono stati momenti di grossa tensione con i turisti e i partecipanti e i relatori del convegno. Poi alcuni a quel punto hanno pensato bene di rientrare nelle loro case.
“Stiamo assicurando assistenza dignitosa e stiamo lavorando per fare chiarezza sulla titolarità del rapporto locatizio, abbiamo costituito un ufficio dedicato con una linea ad hoc per soddisfare qualsiasi esigenza, assistenza psicologica, servizio navette. Sono inaccettabili i comportamenti che vogliono forzare i tempi tecnici per ottenere diritti che – anche se sacrosanti – devono essere garantiti dalle istituzioni competenti. Non accetto tali comportamenti, anche se continueremo ad assicurare con il massimo impegno tutti gli sforzi finalizzati a garantire soluzione per gli aventi titolo al più presto”. Questo il commento di Ciro Verdoliva, commissario straordinario Asl Napoli 1 Centro.



