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Tragedia del Faito, un testimone: “Ho visto la cabina ondeggiare e poi cadere giù”

Castellammare – Si chiama Carmine e abita tra i boschi che da Castellammare portano sul Faito. La sua casa si affaccia sulla montagna. Quella cabina della funivia che ieri è caduta giù da anni la vedere passare in tutto il periodo che è in funzione.

E’ stato così anche ieri. Solo che ieri è stato testimone di una tragedia. Ha raccontato al Tgr della Campania quello che ha visto.

ì“Verso le 15 di ieri pomeriggio ho visto la cabina del Monte Faito scendere verso giù e poi l’ho vista ondeggiare, poi venire quasi tirata indietro, strappata dal cavo che veniva da giù e si muoveva freneticamente. Poi quando è arrivata sul pilastro centrale è saltata e si schianta al suolo. A quel punto ho pensato alle persone che erano all’interno “.

Il suo racconto e la sua testimonianza probabilmente dovrà ripeterla anche agli investigatori della polizia, che coordinati dalla Procura di Torre Annunziata stanno conducendo le indagini sulla tragedia.

 

 

Tentata estorsione a consigliere regionale, 12 anni al cugino del boss La Torre

Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a 12 anni di carcere Francesco Tiberio La Torre, cugino del boss della camorra casertana Augusto La Torre, per tentata estorsione ai danni del consigliere regionale Giovanni Zannini e degli imprenditori Alfredo e Pasquale Campoli.

La pena, inflitta dalla prima sezione presieduta da Giovanni Caparco, è leggermente inferiore ai 15 anni richiesti dal pm della DDA di Napoli, Roberto Patscot, durante la requisitoria dell’11 aprile.

Il processo nasce dalle denunce di Zannini, a cui La Torre aveva chiesto 50 mila euro con pretestuose richieste risarcitorie, e di Alfredo Campoli, costretto a versare 22 mila euro in una cappella del cimitero locale. La Torre era stato arrestato a maggio 2024 per questi episodi

Estrazioni del Lotto e 10eLotto di oggi, venerdì 18 aprile 2025

È arrivato anche oggi il consueto appuntamento con la Dea Bendata: ecco tutte le estrazioni del Lotto e del 10eLotto di venerdì 18 aprile 2025. Migliaia di italiani hanno atteso con trepidazione i numeri vincenti, nella speranza di realizzare il proprio sogno.

Estrazioni del Lotto 18 aprile 2025

Ruota    Numeri estratti
Bari 83 – 71 – 33 – 85 – 84
Cagliari 47 – 19 – 44 – 36 – 31
Firenze 88 – 61 – 90 – 14 – 67
Genova 55 – 59 – 54 – 65 – 23
Milano 33 – 85 – 25 – 38 – 54
Napoli 38 – 45 – 18 – 27 – 90
Palermo 45 – 35 – 78 – 22 – 69
Roma 16 – 02 – 13 – 44 – 25
Torino 90 – 06 – 86 – 24 – 65
Venezia 83 – 35 – 85 – 24 – 63
Nazionale 01 – 27 – 28 – 13 – 25

Numeri vincenti 10eLotto (abbinati al Lotto)

Numeri estratti:
02 – 06 – 16 – 19 – 25 – 33 – 35 – 38 – 44 – 45
47 – 54 – 55 – 59 – 61 – 71 – 83 – 85 – 88 – 90

Numero Oro: 83
Doppio Oro: 83 – 71

 Il commento all’estrazione

Estrazione dal ritmo incalzante quella del 18 aprile, a pochi giorni dal weekend lungo del 25 aprile. I numeri 83 e 85 si confermano in grande forma, presenti su più ruote e anche tra i numeri fortunati del 10eLotto: il Numero Oro e il Doppio Oro ruotano entrambi proprio attorno a queste due cifre, segno che chi li ha giocati avrà potuto festeggiare.

Anche il numero 33, da sempre considerato simbolico per molti, fa doppietta su Bari e Milano. La ruota di Torino si è distinta con un’uscita molto “alta” con ben tre numeri sopra l’80, compreso il 90.

Chi ha puntato sulla combinazione 25 – 44 – 45 (uscita su diverse ruote e presente anche nel 10eLotto) potrebbe essersi ritrovato con un bel gruzzoletto da incassare.

Inter, Thuram va ko: salta Bologna e Milan, rientro tra Roma e Barcellona

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Non è iniziata nel migliore dei modi la settimana più intensa della stagione per l’Inter: alla vigilia di un mini-ciclo da brividi che potrebbe indirizzare l’intero finale di stagione, Simone Inzaghi deve fare i conti con un’assenza pesante: Marcus Thuram si ferma per un problema muscolare.

L’attaccante francese, grande protagonista dell’annata nerazzurra, ha riportato un affaticamento agli adduttori della coscia sinistra. Gli esami clinici e strumentali a cui si è sottoposto questa mattina hanno confermato il problema, e la società ha fatto sapere che le sue condizioni saranno monitorate giorno dopo giorno.

Salterà sicuramente il Bologna e il Milan, e potrebbe tornare tra il match contro la Roma e la semifinale d’andata di Champions League contro il Barcellona. L’obiettivo dello staff medico è rimetterlo in campo in tempo per la notte europea in Catalogna, ma tutto dipenderà da come risponderà il muscolo.

Non poteva arrivare in un momento peggiore l’infortunio dell’ex Borussia Mönchengladbach. Nei prossimi dieci giorni, infatti, l’Inter affronterà un trittico da brividi: domenica il Bologna in trasferta al Dall’Ara; mercoledì prossimo il derby di ritorno in Coppa Italia contro il Milan; sabato 27 la sfida contro la Roma a San Siro; mercoledì 30 la semifinale d’andata di Champions contro il Barcellona al Camp Nou.

Inzaghi dovrà fare di necessità virtù, e per la trasferta di Bologna dovrebbe affidarsi a Marko Arnautovic, che farà coppia con Lautaro Martinez dal primo minuto. L’assenza di Thuram pesa eccome. Il francese è il sesto giocatore per minutaggio stagionale, e soprattutto è il miglior contributore offensivo dell’Inter: 21 gol e 6 assist in tutte le competizioni.

Finora l’Inter è riuscita a sopperire bene alla sua mancanza nelle rare occasioni in cui non è sceso in campo, ma mai in un momento così delicato. Le sue assenze precedenti? Una volta in Champions (90’ in panchina contro la Stella Rossa), una in campionato (vittoria sofferta contro il Genoa), una in Supercoppa (sconfitta in rimonta col Milan) e due in Coppa Italia (vittorie con Udinese e Milan).

Lusciano, maneggiavano armi davanti a un bar, tre giovani identificati e denunciati grazie alle telecamere

Le immagini delle telecamere di sicurezza inchiodano tre giovani incensurati della provincia di Caserta, ora chiamati a rispondere di violazione della legge sulle armi e detenzione illegale di arma da fuoco. I carabinieri li hanno identificati grazie ai filmati che li ritraevano inequivocabilmente.

Secondo quanto reso noto dall’Arma, i fatti risalgono alla notte scorsa e si sono svolti nei pressi di un bar situato in via Concetto Marchesi a Lusciano. Le riprese mostrano i tre ragazzi intenti a maneggiare con disinvoltura pistole, uno sfollagente e un tirapugni, una scena che ha destato forte allarme, tanto da farli apparire “come se stessero organizzando un raid”.

L’intervento dei militari è scattato nella mattinata odierna a seguito delle segnalazioni di alcuni residenti, comprensibilmente preoccupati per quanto avevano potuto osservare. L’analisi minuziosa dei filmati si è rivelata cruciale, consentendo ai carabinieri di dare un volto ai responsabili e di rintracciarli presso le rispettive abitazioni.

Le successive perquisizioni personali e domiciliari, condotte in tutti gli appartamenti con il supporto di un’unità cinofila specializzata del Nucleo Antisabotaggio dell’aeroporto di Grazzanise, hanno portato al ritrovamento e al sequestro di una pistola calibro 7.65, illegalmente detenuta e funzionante sebbene priva di munizioni, e di due pistole scacciacani prive del tappo rosso.

Insulti sessisti e minacce a giovane arbitra: “Devi fare la fine di Ilaria”. Dirigente squalificato fino al 2028

Ancora una pagina buia per lo sport dilettantistico italiano: questa volta è il calcio a finire nell’occhio del ciclone per un episodio di inaudita violenza verbale e sessismo; durante una partita del campionato allievi Under 17 tra Sangemini e Sporting Terni, il dirigente della squadra ternana Ernesto Galli si è reso protagonista di un’aggressione verbale ai limiti dell’inimmaginabile nei confronti di una giovane arbitra donna.

Secondo quanto riportato nel referto del giudice sportivo, Galli avrebbe pronunciato frasi come: “Eri da ammazzare da piccola. Dovresti fare la fine di Ilaria. A questo punto sarebbe da tirare fuori un coltello.” Un riferimento diretto, crudele e scioccante al recente femminicidio di Ilaria Sula, giovane uccisa a Roma e residente proprio a Terni.

Frasi che hanno scatenato un’ondata di indignazione e che sono costate al dirigente una squalifica e inibizione fino al 31 dicembre 2028, per “gravissimi insulti di stampo sessista e minacce reiterate”. L’aggressione si sarebbe consumata tra il primo e il secondo tempo, quando Galli avrebbe fatto irruzione nello spogliatoio dell’arbitra per contestare platealmente alcune decisioni arbitrali. Ha registrato il colloquio con il telefono, salvo poi spegnere la registrazione per lasciarsi andare a una raffica di insulti e minacce, culminate con il riferimento alla tragedia di Ilaria Sula.

Espulso dall’arbitra, il dirigente avrebbe opposto resistenza all’allontanamento, continuando a incitare i propri giocatori ad assumere un atteggiamento ostile. Anche all’esterno dell’impianto, Galli ha proseguito con derisioni, insulti, versi canini, e infine avrebbe incitato i genitori presenti contro l’arbitra.

Il Comune di Terni ha reagito con fermezza. L’assessore allo sport Marco Schenardi ha espresso “vicinanza alla famiglia di Ilaria Sula”, condannando con forza il gesto e invitando tutte le realtà sportive “a portare in alto i valori del rispetto e della lealtà”. Dura anche la presa di posizione dell’assessora al Welfare Viviana Altamura, che ha parlato di “offesa alla memoria di una giovane vittima e all’intera comunità”.

Il club Sporting Terni si è ufficialmente dissociato e ha chiesto l’intervento della procura ordinaria. Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha definito la vicenda “gravissima” e inaccettabile: “Nessuno può evocare il nome di Ilaria in quel modo. È vergognoso, disumano. Serve una presa di coscienza immediata da parte di tutto il mondo sportivo.”

Tangenti sul cantiere scolastico: due arresti nel Casertano, in manette esponenti del clan Massaro

Un’imposizione mafiosa sul cantiere di una scuola: è con questa accusa che i carabinieri hanno fermato una coppia, lui 70 anni, lei 64, ritenuti affiliati di spicco del clan camorristico Massaro, attivo tra Maddaloni e i comuni limitrofi del Casertano.

I due sono finiti in carcere su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con le accuse di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso. I fatti ruotano attorno a un importante appalto per la realizzazione di un campus scolastico a Santa Maria a Vico.

Secondo gli inquirenti, il 21 febbraio scorso, la coppia avrebbe ottenuto una tangente da diverse migliaia di euro da parte dell’imprenditore incaricato dei lavori. A incastrarli sono state le dichiarazioni delle vittime e le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Ma la pressione non si è fermata lì. Il 14 aprile, i due — già nel mirino degli investigatori — sarebbero tornati alla carica, chiedendo il 3% del valore complessivo dell’opera, pari a circa 120mila euro su un progetto da 4 milioni.

Questa volta, però, l’estorsione non è andata a segno: all’incontro, oltre all’imprenditore, c’erano anche i carabinieri della compagnia di Maddaloni, che hanno fatto scattare il fermo. Particolarmente rilevante il profilo dell’uomo: già condannato all’ergastolo, ex collaboratore di giustizia, si trovava agli arresti domiciliari con permesso di uscita. Anche per questo, il gip ha convalidato il fermo e disposto il carcere per entrambi.

Infiltrazioni della camorra: il consiglio dei ministri scioglie il comune di Caserta

Tegola per il Pd campano e per il comune di caserta e èer i cittadini. Il consiglio dei ministra in riunione ins erata ha sciolta l’ente comunale retto dal sindaco Marino per infiltrazioni della camorra.

Con Caserta sono stati sciolti anche i comuni di Aprilia Badolato e Casabona sono stati sciolti su proposta del ministro dell’Interno per condizionamenti della criminalità organizzata.

Napoli, piove sul bagnato: nuovo infortunio per Neres

Piove sempre sul bagnato in casa Napoli: il brasiliano David Neres si infortuna alla vigilia della sfida con il Monza.

Al termine dell’allenamento odierno, l’esterno brasiliano del Napoli, David Neres, ha accusato un risentimento muscolare che potrebbe rovinare i piani della squadra. Con la trasferta contro il Monza alle porte, i tifosi tremano al pensiero di un’assenza inaspettata.

Le sue condizioni saranno valutate prossimamente, come reso noto dal club partenopeo, alimentando le voci su un potenziale stop che potrebbe far saltare i piani rincorsa scudetto della squadra di Conte.

Napoli, piange Stefano Giannino: il funzionario comunale ucciso da un taxi mentre andava al lavoro

Napoli – Una mattina come tante, fino a quel maledetto attimo. Stefano Giannino, 61 anni, funzionario del Comune di Napoli, è morto oggi dopo essere stato investito da un taxi mentre si recava al lavoro.

L’incidente è avvenuto intorno alle 7:30 in via Don Bosco, l’arteria che collega il centro città all’aeroporto di Capodichino.

Il taxi, guidato da un uomo di 48 anni, stava percorrendo la strada in direzione Piazza Carlo III verso Largo S. Maria del Pianto quando, all’altezza del civico 4, ha travolto Giannino mentre attraversava.

Le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravissime: soccorso d’urgenza dal 118, è spirato poco dopo al CTO, nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita.

La dinamica e le indagini

Sul posto è intervenuta l’Infortunistica Stradale della Polizia Locale per i rilievi tecnici, mentre la Procura della Repubblica ha disposto la messa a disposizione della salma per un eventuale esame autoptico.

Il conducente è stato sottoposto ad accertamenti urgenti per verificare un’eventuale alterazione psicofisica. Nel frattempo, gli è stata ritirata la patente e il veicolo è stato posto sotto sequestro.

Stefano Giannino era un dipendente storico del Comune, stimato da colleghi e conoscenti. La sua morte ha gettato nello sgomento l’amministrazione e chi lo conosceva. Napoli perde un pezzo del suo tessuto civile, mentre restano le domande su come sia potuto accadere un simile incidente in una strada così trafficata.

Le indagini continuano per chiarire ogni responsabilità, ma intanto una famiglia e una città intera piangono un uomo che, come ogni giorno, era uscito di casa per fare semplicemente il proprio dovere.

Il cordoglio del sindaco

La vittima dell’incidente lavorava al Comune di Napoli. Il sindaco Gaetano Manfredi ha dichiarato: “Con profondo dolore apprendo della tragica scomparsa del nostro stimato funzionario, dottor Stefano Giannino, investito questa mattina mentre si recava al lavoro. A nome dell’intera Città Metropolitana di Napoli, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi. In questo momento di dolore, ci stringiamo tutti attorno ai suoi cari”.

Napoli, preso il pusher di piazza Mercato

Napoli – la Polizia di Stato ha arrestato un 34enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Mercato.

Durante un controllo in vico Soprammuro, all’angolo con via Vetriera Vecchia, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno sorpreso l’uomo mentre cedeva qualcosa a un altro individuo in cambio di una banconota.

Intervenuti prontamente, i poliziotti hanno bloccato il 34enne, trovandolo in possesso di 36 dosi di hashish, per un totale di circa 140 grammi, un bilancino di precisione e 95 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio.

Si cercano i complici e i fornitori

L’uomo è stato arrestato e condotto in carcere, mentre proseguono le indagini per accertare per conto di chi stesse spacciando e chi era il suo abituale fornitore.

Aversa, scoperto laboratorio clandestino di alcolici

Un laboratorio clandestino per la produzione di bevande alcoliche è stato scoperto ad Aversa dai Carabinieri della Compagnia locale, in collaborazione con il personale dell’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Campania.

La struttura, nascosta in un deposito sotterraneo, è risultata completamente attrezzata per la miscelazione e l’imbottigliamento illecito di liquori e superalcolici.

Durante l’intervento, avvenuto nel tardo pomeriggio del 17 aprile, sono stati sequestrati 1.600 litri di alcool al 96%, 550 litri di bevande alcoliche pronte per la vendita, migliaia di etichette contraffatte di noti marchi e contrassegni di Stato falsi.

All’interno del deposito sono stati rinvenuti anche 1.000 kg di generi alimentari mal conservati, per cui è stato richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco al fine di mettere in sicurezza l’area.

Denunciato un uomo di 56 anni di Sant’Arpino

A finire nei guai un 56enne di Sant’Arpino, denunciato per produzione clandestina di alcolici e alterazione di contrassegni di Stato. L’uomo dovrà inoltre rispondere di violazioni amministrative che gli sono costate sanzioni per 54.500 euro.

Nel corso dello stesso servizio, le autorità hanno ispezionato un esercizio commerciale nelle vicinanze del laboratorio: il 30enne titolare è stato denunciato per vendita di alcolici contraffatti e senza autorizzazione. All’interno del negozio sono stati trovati due lavoratori irregolari, tra cui un minorenne. Anche per lui sono scattate sanzioni per 14.200 euro.

Una doppia operazione che ha messo in luce un vasto giro illecito di produzione e commercializzazione di alcolici, con gravi rischi per la salute pubblica e per la sicurezza alimentare.

Tragedia del Faito, la telecamera della stazione ha ripreso la caduta

Castellammare– Un video registrato dalla telecamera di sorveglianza della stazione a monte della funivia del Faito ha immortalato gli ultimi istanti prima della tragedia costata la vita a quattro persone e il ferimento grave di un’altra.

Le immagini, ora agli atti dell’inchiesta, mostrano la cabina che inizia a tornare indietro oscillando in modo violento, fino a scomparire nella nebbia.

Da quel momento in poi, le forze dell’ordine – in particolare gli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia e della squadra mobile di Napoli – possono solo formulare ipotesi su quanto accaduto: la cabina potrebbe essere deragliata dai cavi e poi precipitata, oppure potrebbe aver urtato un pilone durante l’oscillazione, causando il distacco.

Gli occupanti sono stati sbalzati fuori

Secondo le prime ricostruzioni, tutte le persone a bordo sarebbero state sbalzate fuori dal veicolo al momento dell’impatto.

Rione Traiano, minaccia la moglie e aggredisce gli agenti: arrestato

Notte di tensione al Rione Traiano, dove un uomo di 39 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento è scattato dopo una segnalazione giunta alla Sala Operativa: una donna, chiusa in casa, aveva lanciato l’allarme denunciando minacce da parte del marito.

Sul posto sono arrivati gli agenti del Commissariato San Paolo che hanno trovato l’uomo in evidente stato di agitazione mentre urlava frasi minacciose rivolte alla moglie dall’esterno dell’abitazione.

Alla vista delle divise, il 39enne ha dato in escandescenze, aggredendo verbalmente anche i poliziotti e tentando di fuggire. Dopo una breve colluttazione, è stato bloccato e tratto in arresto.

La moglie, visibilmente scossa, ha confermato agli agenti di essere vittima di ripetuti episodi di violenza domestica.

Conte: “Tifosi, continuate a sognare. Inter fortissima, noi stiamo facendo qualcosa di straordinario”

Non una semplice vigilia, ma un messaggio forte a squadra e tifosi. Antonio Conte parla chiaro in conferenza stampa a poche ore dalla trasferta di campionato contro il Monza. Il Napoli ha fame e vuole continuare a inseguire un sogno.

“Cosa dico ai tifosi? Di continuare a sognare. Noi ci siamo e vogliamo alimentare questo sogno, per la nostra gente”, afferma l’allenatore, sottolineando la forza mentale del gruppo: “Non è stato facile, siamo andati oltre i nostri limiti. E non ci saranno scuse da qui alla fine”.

Sulla sterilità offensiva in trasferta — nessuna vittoria da 91 giorni — Conte replica con lucidità: “È un dato, ma siamo secondi a tre punti dall’Inter. Non vinciamo, ma non perdiamo. La regolarità è ciò che ci ha portati fin qui, ora vogliamo tornare a fare bottino pieno anche fuori casa”.

Spazio anche al campo: sarà Rafa Marin a guidare la difesa per via delle assenze nel reparto arretrato. E non mancano le parole per la rivale più temuta: “Complimenti all’Inter per la semifinale. Non serviva il Bayern per capire quanto siano forti. Ma proprio per questo il nostro percorso ha ancora più valore. Stiamo facendo qualcosa di straordinario”.

Conte: “Scudetto? Prima blindiamo la Champions. Qui in otto mesi ho capito che tante cose non si possono fare…”

Non è ancora tempo di lanciarsi in inseguimenti, Antonio Conte – nella conferenza stampa che precede la sfida di domani tra Monza e Napoli – tiene i piedi ben piantati a terra: “Mettere pressione all’Inter? Prima dobbiamo pensare a conquistare la qualificazione in Champions”, spiega il tecnico azzurro.

“Siamo vicini a un traguardo importante e non preventivabile a inizio stagione. Lo sappiamo che siamo lì, e vogliamo dare quanto più fastidio possibile fino alla fine”. Nessuna fuga in avanti, ma nemmeno un passo indietro: Conte ribadisce ambizione e realismo, in equilibrio tra risultati da consolidare e sogni da inseguire.

Tornando sulle analogie con il suo passato al Chelsea e sulla questione “identità Napoli”, l’allenatore fa chiarezza: “Sono state dette tante cose da parte mia. Alcune le confermo, altre meno. Ma non rinnego nulla”. Poi l’affondo più sentito: “Avevo detto che Napoli non doveva essere solo di passaggio. Lo confermo. In otto mesi ho capito che tante cose non si possono fare, ma questo non cambia la mia visione: qui si può costruire”.

Giovedì Santo di caos nella movida di via Aniello Falcone: traffico bloccato e residenti esasperati

Notte di “passione” a Napoli, nel cuore della movida di via Aniello Falcone, durante il Giovedì Santo. La zona, punto di ritrovo di centinaia di giovani tra bar e locali, si è trasformata in un caos.

All’altezza di via Kagoshima, il traffico è andato in tilt: auto e scooter parcheggiati selvaggiamente hanno paralizzato la circolazione, mentre i proprietari brindavano nei locali. Musica a tutto volume fino a tarda notte e residenti intrappolati in casa, impossibilitati a uscire.

Una serata fuori controllo che ha esasperato chi vive nella zona, ormai stanco del disordine della movida.

“Mai vista una cosa del genere. Si tratta di una zona certamente soggetta in modo frequente alla deregulation e al caos, ma questa volta si è superato ogni limite.”- dichiara il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli con i consiglieri municipali Lorenzo Pascucci e Gianni caselli.

“Si continua ad organizzare mega eventi in locali di pochi metri quadrati senza che intervenga nessuno. Così non si può. Nessuno vuole togliere spazio e socialità ai giovani ma è evidente che servono delle regolamentazioni-. Il by-night di questo tipo, oltre che sfiancante, umiliante e stressante per i residenti, è pericoloso.

Così si rischia di dar il via ad azioni violente, a quante risse abbiamo assistito, si rischia di impaginare dei mezzi di soccorso. O si cambia o si si va incontro a peggioramenti eclatanti con tutte le relative conseguenze”

Benevento, furto di smartphone, due giovani incastrati dalle telecamere

Due giovani, di cui uno minorenne di 14 anni e l’altro diciottenne, sono stati denunciati dalla polizia di Benevento per il furto di uno smartphone ai danni di una ragazza di 16 anni.

L’episodio è emerso a seguito di una segnalazione al numero di emergenza 113. Gli agenti, intervenuti prontamente, hanno raccolto la denuncia della vittima e avviato le indagini. Un ruolo cruciale nelle investigazioni lo hanno giocato le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona del furto. Analizzando i filmati, i poliziotti sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a identificare i due presunti responsabili.

Dopo una prima perquisizione senza esito a carico del diciottenne, le ricerche si sono estese alle aree limitrofe alla sua abitazione. Proprio in un’aiuola è stato rinvenuto lo smartphone sottratto, che è stato immediatamente restituito alla legittima proprietaria.

I due giovani sono stati accompagnati in questura per gli accertamenti di rito. Al termine delle procedure, sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di furto in concorso.

Barra, il cane Evan scopre 17 chili di droga: arrestato 47enne

Barra, blitz della Polizia: sequestrati oltre 17 kg di droga. Arrestato un 47enne grazie al fiuto del cane antidroga Evan.

Maxi sequestro di droga a Barra. Gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, con il supporto dell’unità cinofila della Questura di Napoli, hanno arrestato un 47enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Il blitz è scattato nella mattinata di ieri, durante uno dei servizi straordinari di controllo disposti dalla Questura per contrastare il traffico di droga e la detenzione abusiva di armi in città e provincia.

A guidare i poliziotti verso il nascondiglio è stato il fiuto del cane antidroga Evan: all’interno dell’abitazione dell’uomo, nel quartiere Barra, sono stati scoperti e sequestrati tre borsoni contenenti sette panetti di cocaina, per un peso complessivo di circa 8 chilogrammi, e nove confezioni di marijuana pari a oltre 9,3 chilogrammi.

Sequestrati anche due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della droga.Per il 47enne sono così scattate le manette.

Dai domiciliari minaccia un tiktoker: 45enne finisce in carcere

Era agli arresti domiciliari per il brutale pestaggio di un anziano, ma continuava a seminare terrore sui social. Un 45enne campano, condannato in primo grado a 8 anni insieme al fratello per l’aggressione avvenuta il 7 marzo 2023 davanti al tribunale di Reggio Emilia, è tornato in carcere dopo aver minacciato di morte un tiktoker milanese.

Il content creator aveva condannato in alcuni video l’aggressione subita dall’anziano, “colpevole” di aver acquistato all’asta l’immobile dei due fratelli, pignorato per debiti non saldati.

Dai domiciliari, il 45enne aveva inviato minacce esplicite al tiktoker: una sua foto in una bara, l’immagine del campanello di casa e persino l’ordinanza cautelare con la data della scadenza della misura, accompagnata da messaggi intimidatori.

A far scattare le indagini è stata una denuncia anonima alla Procura di Reggio Emilia. I Carabinieri hanno ricostruito la vicenda, e la Procura generale di Bologna ha chiesto — e ottenuto — l’aggravamento della misura cautelare. La Corte d’Appello ha così disposto il trasferimento in carcere dell’uomo.

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