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Lusciano, maneggiavano armi davanti a un bar, tre giovani identificati e denunciati grazie alle telecamere

Le immagini delle telecamere di sicurezza inchiodano tre giovani incensurati della provincia di Caserta, ora chiamati a rispondere di violazione della legge sulle armi e detenzione illegale di arma da fuoco. I carabinieri li hanno identificati grazie ai filmati che li ritraevano inequivocabilmente.

Secondo quanto reso noto dall’Arma, i fatti risalgono alla notte scorsa e si sono svolti nei pressi di un bar situato in via Concetto Marchesi a Lusciano. Le riprese mostrano i tre ragazzi intenti a maneggiare con disinvoltura pistole, uno sfollagente e un tirapugni, una scena che ha destato forte allarme, tanto da farli apparire “come se stessero organizzando un raid”.

L’intervento dei militari è scattato nella mattinata odierna a seguito delle segnalazioni di alcuni residenti, comprensibilmente preoccupati per quanto avevano potuto osservare. L’analisi minuziosa dei filmati si è rivelata cruciale, consentendo ai carabinieri di dare un volto ai responsabili e di rintracciarli presso le rispettive abitazioni.

Le successive perquisizioni personali e domiciliari, condotte in tutti gli appartamenti con il supporto di un’unità cinofila specializzata del Nucleo Antisabotaggio dell’aeroporto di Grazzanise, hanno portato al ritrovamento e al sequestro di una pistola calibro 7.65, illegalmente detenuta e funzionante sebbene priva di munizioni, e di due pistole scacciacani prive del tappo rosso.

Insulti sessisti e minacce a giovane arbitra: “Devi fare la fine di Ilaria”. Dirigente squalificato fino al 2028

Ancora una pagina buia per lo sport dilettantistico italiano: questa volta è il calcio a finire nell’occhio del ciclone per un episodio di inaudita violenza verbale e sessismo; durante una partita del campionato allievi Under 17 tra Sangemini e Sporting Terni, il dirigente della squadra ternana Ernesto Galli si è reso protagonista di un’aggressione verbale ai limiti dell’inimmaginabile nei confronti di una giovane arbitra donna.

Secondo quanto riportato nel referto del giudice sportivo, Galli avrebbe pronunciato frasi come: “Eri da ammazzare da piccola. Dovresti fare la fine di Ilaria. A questo punto sarebbe da tirare fuori un coltello.” Un riferimento diretto, crudele e scioccante al recente femminicidio di Ilaria Sula, giovane uccisa a Roma e residente proprio a Terni.

Frasi che hanno scatenato un’ondata di indignazione e che sono costate al dirigente una squalifica e inibizione fino al 31 dicembre 2028, per “gravissimi insulti di stampo sessista e minacce reiterate”. L’aggressione si sarebbe consumata tra il primo e il secondo tempo, quando Galli avrebbe fatto irruzione nello spogliatoio dell’arbitra per contestare platealmente alcune decisioni arbitrali. Ha registrato il colloquio con il telefono, salvo poi spegnere la registrazione per lasciarsi andare a una raffica di insulti e minacce, culminate con il riferimento alla tragedia di Ilaria Sula.

Espulso dall’arbitra, il dirigente avrebbe opposto resistenza all’allontanamento, continuando a incitare i propri giocatori ad assumere un atteggiamento ostile. Anche all’esterno dell’impianto, Galli ha proseguito con derisioni, insulti, versi canini, e infine avrebbe incitato i genitori presenti contro l’arbitra.

Il Comune di Terni ha reagito con fermezza. L’assessore allo sport Marco Schenardi ha espresso “vicinanza alla famiglia di Ilaria Sula”, condannando con forza il gesto e invitando tutte le realtà sportive “a portare in alto i valori del rispetto e della lealtà”. Dura anche la presa di posizione dell’assessora al Welfare Viviana Altamura, che ha parlato di “offesa alla memoria di una giovane vittima e all’intera comunità”.

Il club Sporting Terni si è ufficialmente dissociato e ha chiesto l’intervento della procura ordinaria. Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha definito la vicenda “gravissima” e inaccettabile: “Nessuno può evocare il nome di Ilaria in quel modo. È vergognoso, disumano. Serve una presa di coscienza immediata da parte di tutto il mondo sportivo.”

Tangenti sul cantiere scolastico: due arresti nel Casertano, in manette esponenti del clan Massaro

Un’imposizione mafiosa sul cantiere di una scuola: è con questa accusa che i carabinieri hanno fermato una coppia, lui 70 anni, lei 64, ritenuti affiliati di spicco del clan camorristico Massaro, attivo tra Maddaloni e i comuni limitrofi del Casertano.

I due sono finiti in carcere su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con le accuse di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso. I fatti ruotano attorno a un importante appalto per la realizzazione di un campus scolastico a Santa Maria a Vico.

Secondo gli inquirenti, il 21 febbraio scorso, la coppia avrebbe ottenuto una tangente da diverse migliaia di euro da parte dell’imprenditore incaricato dei lavori. A incastrarli sono state le dichiarazioni delle vittime e le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Ma la pressione non si è fermata lì. Il 14 aprile, i due — già nel mirino degli investigatori — sarebbero tornati alla carica, chiedendo il 3% del valore complessivo dell’opera, pari a circa 120mila euro su un progetto da 4 milioni.

Questa volta, però, l’estorsione non è andata a segno: all’incontro, oltre all’imprenditore, c’erano anche i carabinieri della compagnia di Maddaloni, che hanno fatto scattare il fermo. Particolarmente rilevante il profilo dell’uomo: già condannato all’ergastolo, ex collaboratore di giustizia, si trovava agli arresti domiciliari con permesso di uscita. Anche per questo, il gip ha convalidato il fermo e disposto il carcere per entrambi.

Infiltrazioni della camorra: il consiglio dei ministri scioglie il comune di Caserta

Tegola per il Pd campano e per il comune di caserta e èer i cittadini. Il consiglio dei ministra in riunione ins erata ha sciolta l’ente comunale retto dal sindaco Marino per infiltrazioni della camorra.

Con Caserta sono stati sciolti anche i comuni di Aprilia Badolato e Casabona sono stati sciolti su proposta del ministro dell’Interno per condizionamenti della criminalità organizzata.

Napoli, piove sul bagnato: nuovo infortunio per Neres

Piove sempre sul bagnato in casa Napoli: il brasiliano David Neres si infortuna alla vigilia della sfida con il Monza.

Al termine dell’allenamento odierno, l’esterno brasiliano del Napoli, David Neres, ha accusato un risentimento muscolare che potrebbe rovinare i piani della squadra. Con la trasferta contro il Monza alle porte, i tifosi tremano al pensiero di un’assenza inaspettata.

Le sue condizioni saranno valutate prossimamente, come reso noto dal club partenopeo, alimentando le voci su un potenziale stop che potrebbe far saltare i piani rincorsa scudetto della squadra di Conte.

Napoli, piange Stefano Giannino: il funzionario comunale ucciso da un taxi mentre andava al lavoro

Napoli – Una mattina come tante, fino a quel maledetto attimo. Stefano Giannino, 61 anni, funzionario del Comune di Napoli, è morto oggi dopo essere stato investito da un taxi mentre si recava al lavoro.

L’incidente è avvenuto intorno alle 7:30 in via Don Bosco, l’arteria che collega il centro città all’aeroporto di Capodichino.

Il taxi, guidato da un uomo di 48 anni, stava percorrendo la strada in direzione Piazza Carlo III verso Largo S. Maria del Pianto quando, all’altezza del civico 4, ha travolto Giannino mentre attraversava.

Le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravissime: soccorso d’urgenza dal 118, è spirato poco dopo al CTO, nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita.

La dinamica e le indagini

Sul posto è intervenuta l’Infortunistica Stradale della Polizia Locale per i rilievi tecnici, mentre la Procura della Repubblica ha disposto la messa a disposizione della salma per un eventuale esame autoptico.

Il conducente è stato sottoposto ad accertamenti urgenti per verificare un’eventuale alterazione psicofisica. Nel frattempo, gli è stata ritirata la patente e il veicolo è stato posto sotto sequestro.

Stefano Giannino era un dipendente storico del Comune, stimato da colleghi e conoscenti. La sua morte ha gettato nello sgomento l’amministrazione e chi lo conosceva. Napoli perde un pezzo del suo tessuto civile, mentre restano le domande su come sia potuto accadere un simile incidente in una strada così trafficata.

Le indagini continuano per chiarire ogni responsabilità, ma intanto una famiglia e una città intera piangono un uomo che, come ogni giorno, era uscito di casa per fare semplicemente il proprio dovere.

Il cordoglio del sindaco

La vittima dell’incidente lavorava al Comune di Napoli. Il sindaco Gaetano Manfredi ha dichiarato: “Con profondo dolore apprendo della tragica scomparsa del nostro stimato funzionario, dottor Stefano Giannino, investito questa mattina mentre si recava al lavoro. A nome dell’intera Città Metropolitana di Napoli, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi. In questo momento di dolore, ci stringiamo tutti attorno ai suoi cari”.

Napoli, preso il pusher di piazza Mercato

Napoli – la Polizia di Stato ha arrestato un 34enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Mercato.

Durante un controllo in vico Soprammuro, all’angolo con via Vetriera Vecchia, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno sorpreso l’uomo mentre cedeva qualcosa a un altro individuo in cambio di una banconota.

Intervenuti prontamente, i poliziotti hanno bloccato il 34enne, trovandolo in possesso di 36 dosi di hashish, per un totale di circa 140 grammi, un bilancino di precisione e 95 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio.

Si cercano i complici e i fornitori

L’uomo è stato arrestato e condotto in carcere, mentre proseguono le indagini per accertare per conto di chi stesse spacciando e chi era il suo abituale fornitore.

Aversa, scoperto laboratorio clandestino di alcolici

Un laboratorio clandestino per la produzione di bevande alcoliche è stato scoperto ad Aversa dai Carabinieri della Compagnia locale, in collaborazione con il personale dell’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Campania.

La struttura, nascosta in un deposito sotterraneo, è risultata completamente attrezzata per la miscelazione e l’imbottigliamento illecito di liquori e superalcolici.

Durante l’intervento, avvenuto nel tardo pomeriggio del 17 aprile, sono stati sequestrati 1.600 litri di alcool al 96%, 550 litri di bevande alcoliche pronte per la vendita, migliaia di etichette contraffatte di noti marchi e contrassegni di Stato falsi.

All’interno del deposito sono stati rinvenuti anche 1.000 kg di generi alimentari mal conservati, per cui è stato richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco al fine di mettere in sicurezza l’area.

Denunciato un uomo di 56 anni di Sant’Arpino

A finire nei guai un 56enne di Sant’Arpino, denunciato per produzione clandestina di alcolici e alterazione di contrassegni di Stato. L’uomo dovrà inoltre rispondere di violazioni amministrative che gli sono costate sanzioni per 54.500 euro.

Nel corso dello stesso servizio, le autorità hanno ispezionato un esercizio commerciale nelle vicinanze del laboratorio: il 30enne titolare è stato denunciato per vendita di alcolici contraffatti e senza autorizzazione. All’interno del negozio sono stati trovati due lavoratori irregolari, tra cui un minorenne. Anche per lui sono scattate sanzioni per 14.200 euro.

Una doppia operazione che ha messo in luce un vasto giro illecito di produzione e commercializzazione di alcolici, con gravi rischi per la salute pubblica e per la sicurezza alimentare.

Tragedia del Faito, la telecamera della stazione ha ripreso la caduta

Castellammare– Un video registrato dalla telecamera di sorveglianza della stazione a monte della funivia del Faito ha immortalato gli ultimi istanti prima della tragedia costata la vita a quattro persone e il ferimento grave di un’altra.

Le immagini, ora agli atti dell’inchiesta, mostrano la cabina che inizia a tornare indietro oscillando in modo violento, fino a scomparire nella nebbia.

Da quel momento in poi, le forze dell’ordine – in particolare gli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia e della squadra mobile di Napoli – possono solo formulare ipotesi su quanto accaduto: la cabina potrebbe essere deragliata dai cavi e poi precipitata, oppure potrebbe aver urtato un pilone durante l’oscillazione, causando il distacco.

Gli occupanti sono stati sbalzati fuori

Secondo le prime ricostruzioni, tutte le persone a bordo sarebbero state sbalzate fuori dal veicolo al momento dell’impatto.

Rione Traiano, minaccia la moglie e aggredisce gli agenti: arrestato

Notte di tensione al Rione Traiano, dove un uomo di 39 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento è scattato dopo una segnalazione giunta alla Sala Operativa: una donna, chiusa in casa, aveva lanciato l’allarme denunciando minacce da parte del marito.

Sul posto sono arrivati gli agenti del Commissariato San Paolo che hanno trovato l’uomo in evidente stato di agitazione mentre urlava frasi minacciose rivolte alla moglie dall’esterno dell’abitazione.

Alla vista delle divise, il 39enne ha dato in escandescenze, aggredendo verbalmente anche i poliziotti e tentando di fuggire. Dopo una breve colluttazione, è stato bloccato e tratto in arresto.

La moglie, visibilmente scossa, ha confermato agli agenti di essere vittima di ripetuti episodi di violenza domestica.

Conte: “Tifosi, continuate a sognare. Inter fortissima, noi stiamo facendo qualcosa di straordinario”

Non una semplice vigilia, ma un messaggio forte a squadra e tifosi. Antonio Conte parla chiaro in conferenza stampa a poche ore dalla trasferta di campionato contro il Monza. Il Napoli ha fame e vuole continuare a inseguire un sogno.

“Cosa dico ai tifosi? Di continuare a sognare. Noi ci siamo e vogliamo alimentare questo sogno, per la nostra gente”, afferma l’allenatore, sottolineando la forza mentale del gruppo: “Non è stato facile, siamo andati oltre i nostri limiti. E non ci saranno scuse da qui alla fine”.

Sulla sterilità offensiva in trasferta — nessuna vittoria da 91 giorni — Conte replica con lucidità: “È un dato, ma siamo secondi a tre punti dall’Inter. Non vinciamo, ma non perdiamo. La regolarità è ciò che ci ha portati fin qui, ora vogliamo tornare a fare bottino pieno anche fuori casa”.

Spazio anche al campo: sarà Rafa Marin a guidare la difesa per via delle assenze nel reparto arretrato. E non mancano le parole per la rivale più temuta: “Complimenti all’Inter per la semifinale. Non serviva il Bayern per capire quanto siano forti. Ma proprio per questo il nostro percorso ha ancora più valore. Stiamo facendo qualcosa di straordinario”.

Conte: “Scudetto? Prima blindiamo la Champions. Qui in otto mesi ho capito che tante cose non si possono fare…”

Non è ancora tempo di lanciarsi in inseguimenti, Antonio Conte – nella conferenza stampa che precede la sfida di domani tra Monza e Napoli – tiene i piedi ben piantati a terra: “Mettere pressione all’Inter? Prima dobbiamo pensare a conquistare la qualificazione in Champions”, spiega il tecnico azzurro.

“Siamo vicini a un traguardo importante e non preventivabile a inizio stagione. Lo sappiamo che siamo lì, e vogliamo dare quanto più fastidio possibile fino alla fine”. Nessuna fuga in avanti, ma nemmeno un passo indietro: Conte ribadisce ambizione e realismo, in equilibrio tra risultati da consolidare e sogni da inseguire.

Tornando sulle analogie con il suo passato al Chelsea e sulla questione “identità Napoli”, l’allenatore fa chiarezza: “Sono state dette tante cose da parte mia. Alcune le confermo, altre meno. Ma non rinnego nulla”. Poi l’affondo più sentito: “Avevo detto che Napoli non doveva essere solo di passaggio. Lo confermo. In otto mesi ho capito che tante cose non si possono fare, ma questo non cambia la mia visione: qui si può costruire”.

Giovedì Santo di caos nella movida di via Aniello Falcone: traffico bloccato e residenti esasperati

Notte di “passione” a Napoli, nel cuore della movida di via Aniello Falcone, durante il Giovedì Santo. La zona, punto di ritrovo di centinaia di giovani tra bar e locali, si è trasformata in un caos.

All’altezza di via Kagoshima, il traffico è andato in tilt: auto e scooter parcheggiati selvaggiamente hanno paralizzato la circolazione, mentre i proprietari brindavano nei locali. Musica a tutto volume fino a tarda notte e residenti intrappolati in casa, impossibilitati a uscire.

Una serata fuori controllo che ha esasperato chi vive nella zona, ormai stanco del disordine della movida.

“Mai vista una cosa del genere. Si tratta di una zona certamente soggetta in modo frequente alla deregulation e al caos, ma questa volta si è superato ogni limite.”- dichiara il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli con i consiglieri municipali Lorenzo Pascucci e Gianni caselli.

“Si continua ad organizzare mega eventi in locali di pochi metri quadrati senza che intervenga nessuno. Così non si può. Nessuno vuole togliere spazio e socialità ai giovani ma è evidente che servono delle regolamentazioni-. Il by-night di questo tipo, oltre che sfiancante, umiliante e stressante per i residenti, è pericoloso.

Così si rischia di dar il via ad azioni violente, a quante risse abbiamo assistito, si rischia di impaginare dei mezzi di soccorso. O si cambia o si si va incontro a peggioramenti eclatanti con tutte le relative conseguenze”

Benevento, furto di smartphone, due giovani incastrati dalle telecamere

Due giovani, di cui uno minorenne di 14 anni e l’altro diciottenne, sono stati denunciati dalla polizia di Benevento per il furto di uno smartphone ai danni di una ragazza di 16 anni.

L’episodio è emerso a seguito di una segnalazione al numero di emergenza 113. Gli agenti, intervenuti prontamente, hanno raccolto la denuncia della vittima e avviato le indagini. Un ruolo cruciale nelle investigazioni lo hanno giocato le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona del furto. Analizzando i filmati, i poliziotti sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a identificare i due presunti responsabili.

Dopo una prima perquisizione senza esito a carico del diciottenne, le ricerche si sono estese alle aree limitrofe alla sua abitazione. Proprio in un’aiuola è stato rinvenuto lo smartphone sottratto, che è stato immediatamente restituito alla legittima proprietaria.

I due giovani sono stati accompagnati in questura per gli accertamenti di rito. Al termine delle procedure, sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di furto in concorso.

Barra, il cane Evan scopre 17 chili di droga: arrestato 47enne

Barra, blitz della Polizia: sequestrati oltre 17 kg di droga. Arrestato un 47enne grazie al fiuto del cane antidroga Evan.

Maxi sequestro di droga a Barra. Gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, con il supporto dell’unità cinofila della Questura di Napoli, hanno arrestato un 47enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Il blitz è scattato nella mattinata di ieri, durante uno dei servizi straordinari di controllo disposti dalla Questura per contrastare il traffico di droga e la detenzione abusiva di armi in città e provincia.

A guidare i poliziotti verso il nascondiglio è stato il fiuto del cane antidroga Evan: all’interno dell’abitazione dell’uomo, nel quartiere Barra, sono stati scoperti e sequestrati tre borsoni contenenti sette panetti di cocaina, per un peso complessivo di circa 8 chilogrammi, e nove confezioni di marijuana pari a oltre 9,3 chilogrammi.

Sequestrati anche due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della droga.Per il 47enne sono così scattate le manette.

Dai domiciliari minaccia un tiktoker: 45enne finisce in carcere

Era agli arresti domiciliari per il brutale pestaggio di un anziano, ma continuava a seminare terrore sui social. Un 45enne campano, condannato in primo grado a 8 anni insieme al fratello per l’aggressione avvenuta il 7 marzo 2023 davanti al tribunale di Reggio Emilia, è tornato in carcere dopo aver minacciato di morte un tiktoker milanese.

Il content creator aveva condannato in alcuni video l’aggressione subita dall’anziano, “colpevole” di aver acquistato all’asta l’immobile dei due fratelli, pignorato per debiti non saldati.

Dai domiciliari, il 45enne aveva inviato minacce esplicite al tiktoker: una sua foto in una bara, l’immagine del campanello di casa e persino l’ordinanza cautelare con la data della scadenza della misura, accompagnata da messaggi intimidatori.

A far scattare le indagini è stata una denuncia anonima alla Procura di Reggio Emilia. I Carabinieri hanno ricostruito la vicenda, e la Procura generale di Bologna ha chiesto — e ottenuto — l’aggravamento della misura cautelare. La Corte d’Appello ha così disposto il trasferimento in carcere dell’uomo.

Fammi sapere se vuoi una versione breve per i social anche di questo!

Casagiove, arrestata 34enne, sconterà 7 anni per tentato omicidio

I Carabinieri della Stazione di Casagiove hanno messo fine alla libertà vigilata di una 34enne locale, già inchiodata agli arresti domiciliari con un braccialetto elettronico che evidentemente non l’ha fermata in tempo.

I militari hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura generale di Napoli, trascinando la donna dietro le sbarre per espiare la pena residua di 7 anni e un mese.

La 34enne dovrà pagare per il tentato omicidio commesso a Casagiove nel 2022, un episodio che ha lasciato il segno e ora la vede rinchiusa nel carcere di Secondigliano a Napoli, dove il conto con la giustizia è solo all’inizio.

Villaggio Coppola, la Procura accende i riflettori: “Abusi edilizi diffusi e rifiuti interrati”

Un’intera frazione costruita senza traccia di licenze edilizie e con gravi sospetti di inquinamento ambientale.

È il quadro emerso dalle indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che lo scorso 10 aprile ha messo i sigilli a un imponente stabile sul litorale di Castel Volturno: l’ex Hotel Residence Fontana Bleu, oggi noto come Palazzo Marina, un edificio di otto piani e 104 appartamenti, dal valore stimato di 25 milioni di euro.

Il maxi sequestro, coordinato dal procuratore Pierpaolo Bruni, rappresenta solo la punta dell’iceberg. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, al Villaggio Coppola – area residenziale edificata negli anni ’70 dalla nota famiglia di imprenditori edili – non risulterebbero nei registri comunali le licenze edilizie per gran parte delle costruzioni della zona.

A rendere ancora più fosco lo scenario, c’è il sospetto di un interramento illecito di rifiuti sotto i campi da golf annessi all’Hotel Resort Marina di Castello, uno dei fiori all’occhiello della zona, situato proprio accanto al centro sportivo utilizzato dal Napoli Calcio per gli allenamenti. L’interramento risalirebbe agli anni ’90.

Due le persone attualmente indagate: l’ex comandante della Capitaneria di Porto di Castel Volturno, Francesco Pappalardo, 65 anni, e Domenico Romano, 70 anni, storico collaboratore dell’imprenditore Cristoforo Coppola, oggi deceduto ma al centro, in passato, delle vicende legate alla nascita del Villaggio.

Le indagini proseguono per accertare l’effettiva portata dell’abusivismo e i possibili danni ambientali causati dalle opere realizzate negli ultimi decenni.

Napoli, kalashnikov, pistole e proiettili in auto rubata: erano pronti all’uso

In una città come Napoli, dove le strade sono già un campo di battaglia, la polizia locale ha fatto irruzione in un’autovettura rubata trasformata in un vero e proprio arsenale su quattro ruote, con armi pronte a sparare e scatenare il caos

Gli agenti hanno rinvenuto un’impressionante collezione di armi e munizioni nascoste nel doppio fondo di un’auto rubata, completa di targhe clonate, parcheggiata senza ritegno in un’area pubblica tra via De Giaxa e viale Umberto Maddalena.

Tra gli oggetti sequestrati figurano un kalashnikov e due caricatori, tre pistole Beretta con matricole abrase, 400 proiettili di vari calibri, cinque caricatori per pistole, tutte perfettamente conservate, oleate e pronte all’uso immediato – un kit da incubo per chiunque volesse far saltare i nervi in città.

Sul posto, la scientifica della Questura centrale è stata chiamata d’urgenza, con i suoi cani da fiuto specializzati a setacciare ogni angolo per eventuali ordigni esplosivi. Gli agenti hanno sequestrato non solo l’arsenale, ma anche l’intera autovettura e l’area circostante.

Tragedia del Faito: la moglie di Carmine Parlato: “Abbiate rispetto”

Nella tragedia del Faito che ha scosso la comunità, la vedova di Carmine Parlato, il 59enne operatore caduto vittima di un incidente con una cabina al Monte Faito ha affrontato con decisione i giornalisti accampati fuori casa, esigendo rispetto per la sua famiglia in lutto e accusandoli di invadenza senza scrupoli.

La donna, di fronte all’assalto mediatico, non ha esitato a rispondere al citofono per difendere il suo dolore privato, specialmente per il figlio che studia lontano.

“Non è il momento adesso – dice Elvira Arpino rispondendo al citofono – abbiate rispetto per mio figlio che studia a Milano e sta venendo. Abbiate rispetto per lui, prima di mettere foto e nom”.

Il figlio, impegnato negli studi a Milano, ha appreso la notizia della morte del padre solo attraverso i siti online, dove era già circolata l’immagine della vittima, alimentando un caos sensazionalistico che ha aggiunto sale alla ferita familiare.

Intanto, la salma dell’uomo resta sequestrata all’obitorio del cimitero di Castellammare di Stabia, mentre la famiglia cerca di elaborare il lutto in mezzo a questa tempesta di flash e domande insistenti.

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