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Caserta, rissa a San Marco Evangelista: un morto e due feriti

Una rissa scoppiata nella tarda serata di ieri a San Marco Evangelista, in provincia di Caserta, ha avuto un epilogo tragico: un morto e due feriti, uno dei quali versa in gravi condizioni.

La vittima è un ragazzo di 26 anni, originario di Secondigliano, colpito mortalmente con un coltello.L’episodio di violenza si è consumato nella cosiddetta “piazzetta” di Viale Libertà, un punto di ritrovo nel piccolo comune casertano.

La rissa nella piazzetta di viale Libertà

Il 26enne, soccorso d’urgenza dai sanitari del 118, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta, ma le ferite riportate erano troppo gravi e il giovane è deceduto poco dopo l’arrivo.

Anche gli altri due giovani coinvolti nella rissa sono stati medicati presso la stessa struttura ospedaliera. Le loro condizioni sono sotto osservazione, e uno dei due risulta essere in prognosi riservata a causa della serietà delle lesioni.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e, soprattutto, identificare l’autore dell’aggressione mortale.

Si stanno vagliando testimonianze e ogni elemento utile per fare piena luce sull’accaduto e assicurare i responsabili alla giustizia.

Capri, traghetto in ritardo: passeggero minaccia l’equipaggio con un coltello

Capri– Un viaggio in traghetto da Capri a Napoli si è trasformato in un incubo a causa del comportamento aggressivo di un passeggero, infuriato per un ritardo dovuto al maltempo.

I Carabinieri hanno denunciato un 63enne di Anacapri, che avrebbe minacciato il personale di bordo con un coltello a farfalla, sostenendo di essere “di fretta” per una visita oculistica.

Il traghetto, partito da Capri con destinazione Napoli, aveva accumulato un lieve ritardo a causa delle avverse condizioni meteo, con mare mosso e forti piogge. Ma per l’uomo, che doveva sottoporsi a un controllo oculistico in città, la situazione era inaccettabile.

Nonostante i tentativi dell’equipaggio di calmarlo, spiegando che le condizioni del mare rendevano necessaria maggiore prudenza, il passeggero ha perso il controllo.

La rabbia per il ritardo e la minaccia con il coltello

La tensione è degenerata quando il 63enne ha estratto un coltello a farfalla, puntandolo contro un membro del personale del bar di bordo, intervenuto per placarlo. La scena ha gettato nel panico alcuni passeggeri, ma fortunatamente la situazione non è sfociata in violenza fisica.

Il traghetto è ripartito poco dopo, arrivando a Napoli senza ulteriori intoppi. Allo sbarco, i Carabinieri della Stazione Scali Marittimi e del Nucleo Operativo Centro hanno individuato e bloccato l’uomo, sequestrandogli l’arma.

Il 63enne dovrà ora rispondere di porto abusivo di armi, resistenza a pubblico ufficiale e minaccia aggravata. Un episodio che dimostra come la fretta e l’impazienza possano portare a gesti inconsulti, con gravi conseguenze legali.

 

Arriva il risarcimento per la moglie del boss Domenico Pagnozzi

Roma-La IV sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Dario Vannetiello, annullando l’ordinanza con cui la Corte d’Appello di Napoli aveva negato la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione avanzata da Anna Maria Rame, moglie di Domenico Pagnozzi, presunto boss di un clan operante, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, tra Benevento, Avellino e Roma.

La vicenda giudiziaria, che ha visto la donna accusata di aver assunto il controllo del clan in sostituzione del marito, si è conclusa con un’assoluzione definitiva. Già nel 2018, la Cassazione aveva annullato la condanna a 12 anni di reclusione inflitta alla Rame, seguita da un’assoluzione nel giudizio di rinvio del 17 gennaio 2019.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Vannetiello, è riuscita a dimostrare nel tempo l’infondatezza delle accuse.La Corte d’Appello di Napoli aveva inizialmente respinto la richiesta di risarcimento, motivando la decisione con una presunta condotta gravemente colposa della Rame, che avrebbe intrattenuto comunicazioni criptiche e frequentazioni con persone legate al clan.

Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato questa valutazione, aprendo la strada a un nuovo esame da parte di un diverso collegio della Corte d’Appello partenopea.Il risarcimento richiesto riguarda un periodo di detenzione ritenuto ingiusto, durato 2 anni, 8 mesi e 15 giorni, per un importo di 232.282,70 euro, a cui si aggiungono i danni morali, sociali e psicologici subiti dalla donna, oltre alle ripercussioni sulla società Premier Energy, da lei guidata.

L’azienda, sequestrata dal Tribunale di Roma, è stata successivamente restituita alla Rame, riconosciuta estranea a ogni illecito.Non è la prima volta che Anna Maria Rame ottiene giustizia: già nei primi anni 2000, accusata di appartenenza al clan Pagnozzi, era stata scarcerata dal Tribunale del Riesame di Napoli, assolta in primo grado e risarcita per l’ingiusta detenzione.La decisione della Cassazione segna un nuovo capitolo in una vicenda giudiziaria complessa, che sarà ora al vaglio della Corte d’Appello per determinare l’entità del risarcimento.

Napoli, 22enne ferito a colpi di pistola a san Pietro a Patierno

Napoli- Si torna a sparare nella zona di san Pietro a Patierno divenuto negli ultimi tempi terreno di scontro tra clan per il controllo dei traffici illeciti.

Un ragazzo di 22 anni di Casalnuovo è stato ferito  a colpi di pistola alla gamba destra. E’ accaduto intorno alle 4 della notte appena trascorsa in via della Bussola.

Il ferito è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale del Mare dove i medici lo hanno stabilizzato e preso in cura. Come da prassi sono stati avvertiti i carabinieri , che arrivati sul posto hanno ascoltato il ferito a sommarie informazioni.

Indagini dei carabinieri sul ferimento

Anche se non è stato molto collaborativo si è riuscito solo a stabilire, secondo il suo racconto, che il ferimento sarebbe avvenuto in via Della Bussola.

Ora resta da stabilire la matrice e capire perché il ragazzo da Casalnuovo era di notte in giro a san Pietro a Patierno.

Sabrina Efionayi a Rarrǝca Book festival: le storie che restano, le parole che resistono

Il Rarrǝca Festival si è concluso domenica 6 luglio, ma la sua eco continua a risuonare. L’energia sociale sprigionata nei due giorni di incontri ha generato uno sguardo solidale, consapevole, responsabile. Un punto d’incontro tra esperienze diverse che si sono intrecciate fino a diventare racconto e poi memoria condivisa.

Filo conduttore di quest’anno è stata la resistenza quotidiana, culturale, identitaria: il vivere i luoghi, il rimanere fedeli ai propri valori, lo stare tra le persone. E soprattutto il ritorno, inteso come “restanza” — un neologismo carico di significato, che racconta la permanenza come forma di cura e costruzione di comunità.

È per questo che vogliamo continuare a raccontarvelo, attraverso l’unicità dei personaggi che lo hanno attraversato lasciando la propria impronta e la propria identità.

In questo spazio fertile, si è ben inserita la voce di Sabrina Efyonai. La sua scrittura, fedele al proprio sentire, si è rivelata profondamente in sintonia con lo spirito del festival ed il ruolo della letteratura come ponte tra intimità e realtà collettiva.

L’abbiamo incontrata durante una pausa della manifestazione. Il suo sorriso e lo sguardo sereno sul mondo circostante tradiscono un vissuto attento, osservato a lungo, una disponibilità autentica al dialogo, alla condivisione. Invitata per presentare il suo nuovo romanzo, Padrenostro (Feltrinelli), Sabrina Efionayi ha conversato con Simona Cafaro e Giancarlo Piacci, membri del team organizzatore, offrendo al pubblico una riflessione intensa su scrittura, identità e sulla forza generativa delle storie.

Hai esordito con “Addio a domani”, un’opera autobiografica che prende la forma del memoir . Ti ha guidato il bisogno di raccontare te stessa o l’urgenza di dare forma a un progetto narrativo più ampio? E come ti sei riconosciuta, da lì, nel ruolo di scrittrice?

  • Sono approdata al ruolo di scrittrice, direi quasi per caso. Ho iniziato, come pochi sanno, quando ero molto più piccola: scrivevo su un blog online, intorno ai 13-14 anni, e lì sono stata notata da un direttore della Rizzoli. È stato lui a permettermi di pubblicare i miei primi romanzi sotto pseudonimo. Erano romanzi d’amore, storie per ragazzi — coetanei, in fondo, visto che io avevo 16 anni.
  • Dopo questi primi libri, tra i 16 e i 17 anni, ho sentito il bisogno di cambiare linea narrativa, di cercare qualcosa di più personale. Volevo raccontare una storia che, pur non essendo del tutto autobiografica, toccasse temi a me molto vicini, legati all’identità. La scintilla è arrivata poco dopo il caso di George Floyd, che poi, tra l’altro, è l’epilogo di Addio a domani.
  • È stato un momento che mi ha dato la spinta per raccontare una storia che potesse parlare anche all’Italia contemporanea, a quell’Italia fatta di ragazze e ragazzi di seconda generazione. La scrittura di Addio a domani è nata sia da un’urgenza personale, sia da un desiderio più profondo — anche se inizialmente non pensavo sarebbe diventato un vero e proprio percorso da scrittrice.
  • Poi però le cose si sono incastrate alla perfezione: ho incontrato editori che si sono fidati di me, che hanno creduto nel mio modo di raccontare. Ed è lì che ho capito di voler continuare a scrivere, soprattutto per dare voce a storie che spesso restano inascoltate.

Con “Padrenostro”, dopo il memoir d’esordio, hai pensato di approfondire temi intimi come quelli del primo libro da una prospettiva più universale?

  • Dopo Addio a domani ero convinta che mi sarei distaccata – forse anche completamente – da tutto ciò che era l’aspetto personale. Sentivo di aver messo a nudo la mia storia, quella della mia famiglia, delle mie madri. Avevo bisogno di una boccata d’aria, di tornare un po’ alla finzione che aveva preceduto quel romanzo. E invece, quando ho cominciato a lavorare a Padrenostro, è venuta fuori quasi come una costola di Addio a domani.
  • I personaggi sono resi volutamente irriconoscibili, e l’ambientazione è in un quartiere popolare di Napoli, Forcella. Ma in realtà la storia di Lisa, la famiglia Caiazzo… sono vicinissimi a me. Lisa è, in qualche modo, una maschera che ho messo sul volto e sulla vita di quella che era la mia migliore amica durante l’adolescenza.

Le parole dell’autrice rivelano quanto il confine tra finzione e vissuto resti sottile. Dietro la storia di Lisa c’è un’amicizia adolescenziale segnata da un contesto familiare rigidissimo, patriarcale, in cui la figura paterna esercitava un controllo tale da negare perfino il diritto alla giovinezza. Un’esperienza  che purtroppo resta attuale e che l’ha spinta a trasformarla in racconto.

Che ruolo ha Napoli nella tua scrittura; è una scelta affettiva o narrativa? In futuro pensi di ambientare altrove i tuoi lavori?

  • Io ho sempre avuto un legame molto forte con Napoli. Anche se sono nata a Castel Volturno, ho vissuto a lungo a Licignano e la mia famiglia è napoletana. Quindi, tra provenienza e quotidianità, Napoli è sempre stata una presenza costante. Poco tempo fa ho parlato con una scrittrice che ha ambientato il suo libro a Napoli ma senza mai nominarla.
  • Era un lavoro molto raffinato, che lasciava al lettore la libertà di immaginare qualsiasi altra città. Io invece ho scelto consapevolmente di nominare Napoli, di raccontarla apertamente, con tutte le sue contraddizioni. Napoli è per me una città in cui il bello si sovrappone continuamente al brutto, generando storie affascinanti e autentiche. La storia della famiglia Caiazzo, per esempio, pur provenendo da un contesto più provinciale, l’ho voluta inserire in una cornice urbana come quella napoletana.
  • Napoli è una città in costante cambiamento, aperta, moderna, ma conserva anche ambienti chiusi, profondamente tradizionali, dove possono verificarsi dinamiche che sembrano anacronistiche e invece esistono ancora oggi.

Ripensando a “Addio a domani, oggi c’è qualcosa che racconteresti in modo diverso, alla luce di ciò che hai scritto in Padrenostro?

  • Sì, assolutamente. Addio a domani oggi mi appare come un libro molto giovane, forse anche poco maturo in certi tratti. È stato un lavoro catartico, avevo bisogno di scrivere quella storia, ma col senno di poi avrei voluto prendermi più tempo per lavorarla meglio. Avevo 16-17 anni quando ho cominciato a scrivere, ed ero appena entrata nel mondo editoriale.
  • Con l’esperienza che ho maturato in questi anni, forse affronterei alcune tematiche con più profondità e con più strumenti. Addio a domani mi ha insegnato che un libro non deve avere fretta. Un libro ha bisogno di respirare. Di sedimentarsi prima nelle pagine private di chi lo scrive, poi in quelle pubbliche.

C’è un genere narrativo che ti piacerebbe esplorare in futuro?

  • Ho sempre pensato di essere lontana dalla saggistica, perché non credevo di avere gli strumenti per affrontarla con l’autorevolezza necessaria. Ma oggi, anche se c’è una certa saturazione editoriale su alcuni temi, sento l’esigenza di raccontare la condizione femminile nel Sud Italia.
  • Un femminismo più intersezionale, capace di accogliere le voci delle donne del Sud, le loro storie d’amore, le loro difficoltà quotidiane. Credo che oggi il femminismo debba approdare su tutte le spiagge possibili — per usare una metafora — e non limitarsi a un solo tipo di donna. Serve uno sguardo più ampio, più sfaccettato.

Sabrina Efionayi incarna perfettamente il sostrato argomentativo del Rarrǝca Festival. Dal racconto di sé alle storie degli altri, restituisce con autenticità temi visibili e sommersi, accendendo l’attenzione su ciò che spesso resta ai margini.

Ed è proprio nella cura con cui sono stati scelti i protagonisti di questo esordio — intenso, collettivo, indimenticabile — che risiede il valore profondo del Rarrǝca Fest: la capacità di generare ascolto, memoria e pensiero critico. Con questi reportage vogliamo prolungarne l’effetto, lasciando che le sue voci continuino a risuonare e a dialogare con il nostro pubblico.

Monti Lattari, colpo ai narcos: sequestrate 43 piante di cannabis

Ennesimo colpo inferto ai narcos dei Monti Lattari. E’ questo il periodo dell’anno in cui le piante di cannabis sono pronte per essere immerse sul mercato degli stupefacenti. E siccome la qualità del prodotto che arriva da quelle zone è di primissima qualità c’è una grande richiesta e soprattutto c’è un grande mercato.

Ben 43 arbusti di cannabis ormai fioriti sono stati sequestrati dai militari del Comando Provinciale e del Reparto Operativo Aeronavale Napoli della Guardia di finanza di Napoli.

In particolare, i finanzieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, unitamente a personale, a bordo di un elicottero, della Sezione Aerea di Napoli, hanno scoperto nel comune di Casola,  le coltivazioni nonostante fossero abilmente occultate tra la folta vegetazione spontanea che le mimetizzava e ne rendeva difficoltosa l’individuazione.

Le piante, alte fino a un metro e mezzo, erano ben protette da un sistema di recinzioni e di “ostacoli”, costruiti ad hoc mediante rovi di spine e palizzate di legno, tese ad impedire l’accesso all’area interessata.

 Le piante protette da ostacoli e recinzioni

Al termine delle operazioni, le Fiamme Gialle stabiesi hanno sequestrato complessivamente 43 arbusti, messi a disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Sono tuttora in corso le indagini per individuare i responsabili, ai quali, con tale azione repressiva, sono stati sottratti mancati introiti per oltre 50.000 euro.

Terracina, crolla il tetto del ristorante stellato “Essenza”: un morto e 6 feriti

Terracina– Tragedia nella serata di ieri nel cuore di Terracina, in provincia di Latina. Intorno alle 22.30, il tetto del ristorante stellato “Essenza”, guidato dallo chef Simone Nardoni, è improvvisamente crollato, travolgendo clienti e dipendenti all’interno della sala. Il bilancio è drammatico: una vittima e sei feriti, di cui tre in gravi condizioni.

A perdere la vita è stata Mara Severin, 31 anni, sommelier del locale, che si occupava del servizio di sala assieme a un collega, come indicato anche sul sito ufficiale del ristorante. La giovane è morta poco dopo essere stata soccorsa. I feriti – tutti trasportati d’urgenza all’ospedale “Fiorini” di Terracina – sono sia clienti che membri dello staff.

Secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero verificati due cedimenti distinti della struttura prima che il soffitto piombasse sulla sala interna, che in quel momento era affollata. Altri clienti erano invece seduti all’esterno del locale, il che ha probabilmente evitato un bilancio ancora più grave.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, anche il maltempo e le forti raffiche di vento registrate nella zona, sebbene nella giornata di ieri a Terracina non sia piovuto. Su tutta la provincia di Latina, però, era stata diramata un’allerta meteo gialla.

La Procura di Latina ha disposto il sequestro del ristorante e avviato un’indagine per accertare le cause del crollo. L’inchiesta è coordinata dal pm Giuseppe Miliano. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e i soccorritori del 118.

Camorra, 330 anni di carcere per il clan Sautto-Ciccarelli

Napoli – Dopo la retata del 2022, la Corte d’Appello conferma la solidità dell’inchiesta: boss, capipiazza e pusher subiscono pene severe, nonostante alcune riduzioni. Il verdetto colpisce duramente il sistema affaristico-criminale basato sullo spaccio di stupefacenti.

Fiumi di droga e un giro d’affari milionario: è questo il quadro emerso dall’inchiesta sul clan Sautto-Ciccarelli che ha gestito il traffico di stupefacenti nel Parco Verde di Caivano. Dopo la maxi retata del 2022 e le pesanti condanne in primo grado, si è concluso anche il processo d’appello, che ha sostanzialmente retto l’impianto accusatorio.

La Corte d’Appello ha emesso ben 41 condanne, per un totale di oltre 330 anni di reclusione, infliggendo un duro colpo all’organizzazione criminale.

Nonostante alcuni imputati abbiano ottenuto riduzioni di pena grazie a patteggiamenti, al riconoscimento delle attenuanti generiche o al vincolo della continuazione con altre sentenze, la giustizia ha colpito in maniera significativa.

Il sistema affaristico-criminale del Parco Verde era basato sullo smercio di diverse tipologie di droga: cocaina, crack, eroina, hashish e marijuana, che rifornivano non solo le piazze direttamente gestite dal clan, ma anche altri narcos attivi nelle province di Napoli e Caserta. Fondamentale, secondo gli inquirenti, anche il ruolo delle donne all’interno della rete di spaccio.

L’elenco delle condanne in appello

  • Nicola Sautto: 24 anni (aumento di 4 anni rispetto ai precedenti 20)
  • Vincenzo Bellezza: 19 anni (in continuazione)
  • Rosa Amato: 18 anni (in continuazione)
  • Cristofaro Iuorio: 18 anni
  • Salvatore Spatuzzi: 14 anni e 8 mesi (in continuazione)
  • Mariano Vasapollo (pentito): 14 anni (in continuazione)
  • Antonio Cozzolino: 12 anni e 8 mesi (in continuazione)
  • Pietro Iuorio: 12 anni e 4 mesi (in continuazione)
  • Pasquale Spatuzzi: 12 anni (in continuazione)
  • Gennaro Oriunto: 10 anni e 10 mesi
  • Sonia Brancaccio: 10 anni e 8 mesi (difesa dall’avvocato Leopoldo Perone)
  • Claudio Emmausso: 10 anni (in continuazione)
  • Michele Esposito: 9 anni e 4 mesi
  • Vincenzo Faiello: 9 anni e 4 mesi
  • Gennaro Sautto: 9 anni e 4 mesi (in continuazione)
  • Diego Mirti: 9 anni e 9 mesi (in continuazione)
  • Francesco Sponzilli: 9 anni e 6 mesi (in continuazione – difeso dall’avvocato Leopoldo Perone)
  • Veronica Treglia: 9 anni
  • Natascia Di Bartolo: 8 anni e 2 mesi (in continuazione)
  • Antonio Ausanio: 6 anni e 8 mesi
  • Cristina Ralvoni: 6 anni e 6 mesi
  • Giulio Angelino: 6 anni (conferma della condanna)
  • Vincenzo Angelino: 6 anni (conferma della condanna)
  • Andrea Falco: 6 anni
  • Salvatore La Malfa: 6 anni (conferma della condanna)
  • Arsenio Savarese: 6 anni (conferma della condanna)
  • Raffaele Scherma: 6 anni (conferma della condanna)
  • Salvatore Sarnelli: 5 anni e 8 mesi
  • Giuseppe Serino: 5 anni e 4 mesi (in continuazione)
  • Savana Moscardino: 4 anni e 8 mesi
  • Vincenzo Iuorio (pentito): 4 anni e 6 mesi
  • Gaetano De Gennaro: 4 anni e 5 mesi
  • Pasquale De Gennaro: 4 anni e 5 mesi
  • Nunzia Caruso: 3 anni e 1 mese
  • Concetta Leopardi: 3 anni
  • Anna Sportiello: 2 anni e 8 mesi
  • Luca Dinacci: 7 anni e 2 mesi
  • Natascia Moscardino: 7 anni e 4 mesi
  • Gennaro Oliviero: 7 anni e 4 mesi (in continuazione)
  • Emanuele Sorio: 7 anni e 4 mesi (in continuazione – difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina)
  • Arturo Storico: 7 anni e 4 mesi (in continuazione)

La Corte d’Appello ha fissato in 60 giorni il deposito delle motivazioni della sentenza, che forniranno ulteriori dettagli sulle ragioni delle condanne e delle eventuali riduzioni di pena.

Oroscopo di oggi 8 luglio 2025 segno per segno

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Oggi, 8 luglio 2025, i pianeti disegnano un cielo ricco di sfumature astrali, con Mercurio in trigono a Saturno che favorisce chiarezza mentale, mentre Venere in Bilancia accende passioni e diplomazia. Ecco le previsioni per ogni segno, con focus su amore, lavoro, salute e finanze, più il consiglio astrologico della giornata.


ARIETE (21/03 – 19/04)

🔹 Amore: Giornata elettrizzante per i single, con un incontro casuale che potrebbe rivelarsi speciale. Coppie: evitate discussioni su questioni banali.
🔹 Lavoro: Ottimo momento per presentare nuove idee, ma attenzione a non essere troppo impulsivi.
🔹 Salute: Energia alta, ma non strafare. Una corsa mattutina ti ricaricherà.
🔹 Finanze: Piccole spese impreviste, ma niente di grave.
Consiglio: Ascolta prima di parlare, specialmente in riunioni.

TORO (20/04 – 20/05)

🔹 Amore: Giornata romantica per le coppie, con un gesto inaspettato. Single: occhio a chi ti fa complimenti interessati.
🔹 Lavoro: Progressi lenti ma sicuri. Un collega potrebbe darti una mano preziosa.
🔹 Salute: Attenzione a digestioni difficili—meglio pasti leggeri.
🔹 Finanze: Investimenti promettenti, ma studia bene prima di firmare.
Consiglio: Non aver paura di chiedere aiuto se serve.

GEMELLI (21/05 – 20/06)

🔹 Amore: Comunicazione al top! Single: un messaggio potrebbe cambiare tutto. Coppie: condividete un segreto per rafforzare il legame.
🔹 Lavoro: Giornata dinamica, ma attenzione a distrazioni.
🔹 Salute: Stress in calo, ma cura il sonno.
🔹 Finanze: Soldi in arrivo da una fonte inaspettata.
Consiglio: Scrivi i tuoi obiettivi per renderli più chiari.


CANCRO (21/06 – 22/07)

🔹 Amore: Emozioni in primo piano. Single: potresti incontrare qualcuno in un luogo familiare. Coppie: cercate intimità e complicità.
🔹 Lavoro: Attenzione alle critiche, potrebbero ferirti più del solito. Fidati del tuo istinto.
🔹 Salute: Stanchezza accumulata? Prenditi una pausa rigenerante.
🔹 Finanze: Evita spese impulsive legate alla casa o alla famiglia.
Consiglio: Un bagno rilassante con sale marino può sciogliere le tensioni.


LEONE (23/07 – 22/08)

🔹 Amore: Sei al centro dell’attenzione! Single: qualcuno è attratto dalla tua sicurezza. Coppie: pianifica una serata speciale.
🔹 Lavoro: Momento ideale per leadership e progetti creativi.
🔹 Salute: Energia vitale alta, ma attenzione al sole e al caldo eccessivo.
🔹 Finanze: Possibile guadagno inaspettato, forse un premio o un riconoscimento.
Consiglio: Non sottovalutare i consigli di un amico più pragmatico.


VERGINE (23/08 – 22/09)

🔹 Amore: Single: cerca connessioni autentiche, niente storie superficiali. Coppie: un gesto pratico d’amore (come sistemare qualcosa) sarà apprezzato.
🔹 Lavoro: Ottimo per organizzare, sistemare dettagli e ottimizzare.
🔹 Salute: Attenzione a tensioni muscolari, specialmente collo e spalle.
🔹 Finanze: Risparmi in crescita, ma controlla le spese quotidiane.
Consiglio: Dedica 10 minuti alla meditazione per chiarezza mentale.


BILANCIA (23/09 – 22/10)

🔹 Amore: Venere nel tuo segno ti rende irresistibile! Single: occhio a un ex che riaffiora. Coppie: equilibrio ritrovato.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fruttuose, specialmente con colleghi di fiducia.
🔹 Salute: Giornata ideale per un check-up.
🔹 Finanze: Evita prestiti, meglio risparmiare.
Consiglio: Non procrastinare una decisione importante.


SCORPIONE (23/10 – 21/11)

🔹 Amore: Passione e mistero! Single: un’attrazione magnetica potrebbe sorprenderti. Coppie: comunicate i veri desideri.
🔹 Lavoro: Intuizione al massimo, utile per risolvere problemi complessi.
🔹 Salute: Controlla l’equilibrio emotivo: la Luna nel tuo segno amplifica tutto.
🔹 Finanze: Investimenti a lungo termine promettenti, ma niente rischi eccessivi.
Consiglio: Scrivi i tuoi pensieri più profondi per alleggerirti.


SAGITTARIO (22/11 – 21/12)

🔹 Amore: Avventura in vista! Single: un incontro durante un viaggio (o con uno straniero). Coppie: pianificate una gita per riaccendere la scintilla.
🔹 Lavoro: Idee brillanti, ma potresti scontrarti con chi è troppo conservatore.
🔹 Salute: Hai bisogno di movimento—meglio uno sport all’aria aperta.
🔹 Finanze: Soldi spesi per esperienze (concerti, viaggi) ma ne vale la pena.
Consiglio: Non bruciare le tappe: la pazienza oggi è fondamentale.


CAPRICORNO (22/12 – 19/01)

🔹 Amore: Single: l’amore potrebbe arrivare attraverso lavoro o impegni seri. Coppie: dimostrazioni concrete di affetto (es. un regalo simbolico).
🔹 Lavoro: Riconoscimento in arrivo, forse una promozione o aumento.
🔹 Salute: Attenzione alla schiena e alle articolazioni.
🔹 Finanze: Momento stabile, ideale per pianificare il futuro.
Consiglio: Un piccolo lusso per te stesso oggi è meritato.


ACQUARIO (20/01 – 18/02)

🔹 Amore: Single: un’amicizia potrebbe trasformarsi in qualcosa di più. Coppie: condividete un progetto originale per rafforzare il legame.
🔹 Lavoro: Collaborazioni innovative danno ottimi frutti.
🔹 Salute: Attenzione a circolazione e ritenzione idrica—bevi più acqua.
🔹 Finanze: Qualche spesa tecnologica, ma utile.
Consiglio: Esci dalla routine, anche solo cambiando percorso per tornare a casa.


PESCI (19/02 – 20/03)

🔹 Amore: Sogni d’amore! Single: occhio alle illusioni. Coppie: romanticismo e fantasia vi avvicineranno.
🔹 Lavoro: Ispirazione artistica o spirituale può guidare le tue scelte.
🔹 Salute: Sensibilità accentuata—proteggiti da situazioni tossiche.
🔹 Finanze: Qualche incertezza, ma un aiuto inaspettato è in arrivo.
Consiglio: Tieni un diario dei sogni: potresti ricevere messaggi importanti.


Oggi è una giornata di bilanci e nuove aperture, con Venere in Bilancia che spinge verso armonia e Mercurio che aiuta a chiarire dubbi. Attenzione però alla Luna in Scorpione, che potrebbe accentuare gelosie o tensioni represse. Il consiglio universale: usa l’energia di Marte in Leone per agire con coraggio, ma senza arroganza.

Che le stelle siano con voi!

 Il mantra astrologico dell’8 luglio: “Agisci con intenzione, ma lascia spazio alla magia del caso.”

Tragedia sull’A1, si ribalta mezzo per i rifiuti: un morto

Santa Maria Capua Vetere – Un  incidente stradale si è verificato oggi sull’autostrada A1, all’altezza del casello di Santa Maria Capua Vetere in direzione sud, con un bilancio drammatico.

Un mezzo adibito alla raccolta rifiuti è uscito di strada ribaltandosi dopo aver impattato contro le barriere laterali. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorsi, che hanno purtroppo constatato il decesso di una persona.

La Polizia Stradale ha effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente
La vittima, non ancora identificata, sarà trasferita all’istituto di medicina legale di Caserta
Non risultano altri veicoli coinvolti nel sinistro. Resta da accertare se il decesso sia avvenuto per trauma da impatto o per un eventuale malore precedente

L’incidente ha provocato il restringimento della carreggiata con conseguenti rallentamenti nel tratto verso Caserta Nord. Gli automobilisti sono invitati a procedere con cautela o valutare percorsi alternativi mentre proseguono le operazioni di soccorso e rimozione del mezzo ribaltato.

L’episodio si aggiunge alla serie di incidenti che hanno caratterizzato l’autostrada del Sole in questo periodo estivo, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza stradale. Le indagini della Polizia Stradale chiariranno nei prossimi giorni le precise cause dell’accaduto.

Napoli, l’ex rabbino capo Scialom Bahbout rinuncia alla cittadinanza onoraria

Napoli – Scialom Bahbout, già rabbino capo della comunità ebraica di Napoli, ha annunciato la rinuncia alla cittadinanza onoraria conferitagli dal Comune partenopeo.

Alla base della decisione, la mozione approvata dal Consiglio comunale lo scorso 2 luglio, con la quale si chiede al sindaco Gaetano Manfredi di interrompere ogni rapporto istituzionale con enti legati al governo israeliano, in seguito ai bombardamenti su Gaza.

In una lettera indirizzata proprio al primo cittadino, Bahbout spiega le ragioni della sua scelta, definendo la delibera “un atto di boicottaggio contro l’unica democrazia del Medio Oriente”. E attacca duramente:

“Con tale voto l’amministrazione napoletana ha inteso appoggiare assassini criminali e terroristi, che adottano metodi e finalità non dissimili da quelli che la popolazione napoletana respinse nel 1943, durante le Quattro Giornate”.

Bahbout, che da anni è una figura di riferimento per il dialogo interreligioso, sottolinea con amarezza la distanza tra la Napoli che gli conferì l’onorificenza e quella attuale:

“Non intendo più essere cittadino di una città che oggi, per mano di chi la amministra, tradisce i valori di Libertà, Giustizia e Verità che un tempo la resero un faro nel mondo, e non solo per l’eroismo dimostrato durante le Quattro Giornate”.

La mozione del Consiglio comunale ha suscitato dibattito in città e a livello nazionale, accendendo le tensioni sul conflitto in Medio Oriente e le sue ripercussioni sul piano politico e simbolico anche nelle istituzioni locali.

Tumore gastrico, scoperto da ricercatori italiani un nuovo biomarcatore

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Avellino– Un team di scienziati italiani ha identificato un nuovo biomarcatore del cancro gastrico, aprendo la strada a trattamenti più mirati ed efficaci. La scoperta porta la firma del gruppo di Biologia Cellulare e Preclinica Oncologica dell’Istituto Biogem di Ariano Irpino, guidato dal ricercatore Geppino Falco.

Il protagonista dello studio è HUNK (acronimo di Hormonally Upregulated Neu-associated Kinase), una proteina che – secondo quanto emerso – favorisce la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule tumorali, regolando meccanismi chiave come la divisione cellulare e la risposta allo stress.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Cell Communication and Signaling, mostrano anche che HUNK è coinvolto nell’aumento dei livelli di MUC16, nota anche come CA-125, un marcatore già impiegato nel monitoraggio di tumori come quello ovarico. “Studi recenti – spiega Falco – suggeriscono un ruolo crescente del CA-125 anche nel tumore gastrico”.

Secondo Pellegrino Mazzone, tra i coautori della ricerca, “la scoperta è significativa perché chiarisce un nuovo meccanismo molecolare alla base della progressione del tumore allo stomaco e, allo stesso tempo, suggerisce la possibilità di sviluppare farmaci mirati in grado di bloccare selettivamente HUNK, limitando la crescita del tumore”.

Ottimista anche la ricercatrice Giuseppina Di Paola, che sottolinea come HUNK potrebbe, in futuro, diventare “un bersaglio terapeutico strategico per farmaci innovativi, con l’obiettivo di rendere le cure più personalizzate, meno tossiche e più efficaci”.

Una scoperta che rilancia il ruolo della ricerca italiana nella lotta contro il cancro e accende una speranza in più per i pazienti colpiti da una delle neoplasie gastriche più aggressive.

Bagnoli, protesta a Coroglio contro gli espropri

Napoli – Tensione a Bagnoli, dove i residenti di via Coroglio si sono radunati oggi davanti agli uffici di Invitalia in via Diocleziano per protestare contro gli espropri previsti nel piano di rigenerazione urbana del Sin di Bagnoli.

I cittadini chiedono un confronto urgente con la struttura commissariale per ottenere chiarezza sui tempi delle procedure e proporre soluzioni alternative, denunciando “valutazioni scandalose” delle loro proprietà da parte dei tecnici di Invitalia.

“Anziché risarcirci per i danni causati dall’inquinamento dell’ex Italsider, una fabbrica imposta dallo Stato, Invitalia svaluta i nostri immobili e ci caccia dalle nostre case”, accusano i residenti. Il malcontento si aggrava alla luce delle misure antisismiche per i Campi Flegrei, che vietano nuove costruzioni nell’area Sin.

“Quando gli espropri saranno effettivi, saremo costretti a trasferirci altrove, probabilmente a Napoli Est, fuori dall’area Sin inizialmente prevista”, spiegano.I manifestanti chiedono “tempi certi” per le operazioni espropriative e rifiutano soluzioni come sistemazioni alberghiere o trasferimenti in località lontane da Bagnoli-Fuorigrotta.

“Siamo stufi di essere trattati come fantasmi. Siamo cittadini napoletani e meritiamo rispetto. I progetti sono approvati, i fondi disponibili: non si capisce il silenzio delle istituzioni”, dichiarano i residenti di Borgo Coroglio, sottolineando l’assenza di risposte alle loro ripetute richieste di incontro.

La protesta evidenzia il crescente disagio di una comunità che chiede trasparenza e certezze per il proprio futuro.

Barano, operaio cade dal tetto e muore

Nel giorno in cui l’Inail certifica che si sono stati già 107 morti sul lavoro in Italia nei primi 5 mesi del 2025 ecco che un altro va ad aggiungersi quel triste elenco.

Si tratta di un operaio di origine ucraina di 50 anni che è morto nel primo pomeriggio di oggi  dopo una caduta a Barano, comune dell’isola d’Ischia. L’uomo era impegnato in un intervento di sistemazione su un tetto di una abitazione nella frazione Buonopane quando e’ precipitato al suolo.

Operaio scivolato dal tetto reso viscido dopo la pioggia

Non si esclude che tra le cause dell‘accaduto ci possa essere anche la pioggia che questa mattina ha interessato l’isola e la Campania, rendendo scivoloso il tetto. Disposta l’autopsia sulla salma e indagini in corso.

I carabinieri stanno verificando se il committente dei lavori avesse rispettato tutte le norme di sicurezza di lavoro e quelle sulle assunzioni.

Mazzocchi vittima di un hacker: insulti inviati dal suo profilo social, il calciatore si scusa

Un lunedì cominciato con una pioggia di messaggi confusi e preoccupati, si è trasformato in un caso chiarito in poche ore. Pasquale Mazzocchi, terzino del Napoli e volto noto del calcio partenopeo, è finito vittima di un attacco informatico: il suo profilo Instagram è stato hackerato e utilizzato per inviare insulti e offese a ignari contatti, gettando nello sconcerto amici, conoscenti e tifosi.

È stato lo stesso Mazzocchi a intervenire, pubblicando una storia su Instagram in cui ha raccontato l’accaduto. Il numero 30 azzurro ha spiegato di essere stato contattato da molte persone che avevano ricevuto messaggi anomali dal suo account, precisando con fermezza di non essere lui il mittente.

“Nel 2025 c’è ancora chi si diverte così”, ha scritto, sottolineando l’assurdità di certi comportamenti online. A completare la nota, sono arrivate le sue scuse a chiunque possa essersi sentito offeso, accompagnate da un ringraziamento al suo amico Max Sardella, che lo ha aiutato a ripristinare l’accesso al profilo e a “mettere tutto a posto”.

Truffe agli anziani, pocesso immediato per la banda di “zio” D’Errico e “zia” Mascitelli

Napoli – Due settimane dall’arresto alla richiesta di processo immediato: un’indagine lampo già chiusa dalla Procura di Genova pronta a chiedere pene esemplari per la banda di truffatori trasfertisti in partenza da Napoli.

Sono in 13 quelli che dovrebbero comparire tra qualche mese davanti al gup perchè orientati a chiedere il rito abbreviato per ottenere lo sconto di pena.

Le accuse sono gravissime: 43 truffe (28 consumate, 15 tentate) tra settembre 2023 e marzo 2024, con un bottino di 500mila euro.

Il metodo: call center e “chiamate filtro”

L’organizzazione, con base a Napoli e nell’hinterland vesuviano, agiva in modo sistematico:

Partenze settimanali: ogni lunedì il gruppo raggiungeva Genova (dove alloggiava in B&B organizzati) per tornare il sabato.
Selezione delle vittime: call center napoletani effettuavano centinaia di chiamate all’ora, usando una “chiamata filtro” di pochi secondi per individuare anziani soli, soprattutto ultraottantenni.
Due schemi principali:
Il finto maresciallo/avvocato: convincevano la vittima che un parente aveva causato un incidente, chiedendo denaro per evitare l’arresto.
La falsa vincita: simulavano un concorso pubblico vinto, chiedendo soldi per “sbloccare” premi o pacchi.

L’indagine ha ricostruito un sistema ben oliato: oltre ai viaggi, l’organizzazione forniva auto, telefoni e alloggi ai truffatori.

Elenco degli indagati

Anna Cafiero, 41 anni,(Napoli)

Raffaele Calienno, 24 anni, (Napoli)

Antonio Di Balsamo, 38 anni, di Pomigliano d’Arco

Vincenzo Di Balsamo, 35 anni, di Pomigliano d’Arco

Alessandro D’Errico, 36 anni, detto “Lo zio”,(Napoli)

Giovanni D’Errico, 58 anni, padre di Alessandro,(Napoli)

Antonio Frezzetti, 28 anni,  (Napoli)

Giovanni Maccarone, 29 anni, originario di Palermo ma residente a Pomigliano (Napoli)

Antonietta Mascitelli, 40 anni, detta la”zia” (Napoli)

Pasquale Pecoraro, 46 anni,(Napoli)

Davide Rea, 36 anni, di Ravenna

Gaetano Taglialatela, 24 anni, detto “Tano”, di vico Giganti (Napoli)

Avellino, chiesto il processo per l’ex sindaco Festa e altri 27

Avellino– Si accende il confronto giudiziario sull’inchiesta “Dolce Vita”. La Procura di Avellino ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Gianluca Festa e altri 27 indagati, coinvolti a vario titolo in un’indagine su presunti illeciti in appalti pubblici, affidamenti di eventi, sponsorizzazioni e concorsi comunali. L’udienza preliminare davanti al Gup è fissata per il prossimo 15 ottobre.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinati dal procuratore Domenico Airoma, l’inchiesta ha preso il via nella primavera del 2024 e ha portato, il 18 settembre dello stesso anno, all’arresto ai domiciliari dell’ex primo cittadino.

Le accuse nei suoi confronti spaziano dall’associazione a delinquere alla corruzione, passando per peculato e rivelazione di segreto d’ufficio. Le indagini sono state condotte dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza.

Nella richiesta di rinvio a giudizio figurano anche dirigenti e funzionari comunali, imprenditori, titolari di società di organizzazione eventi e candidati ai concorsi pubblici del Comune di Avellino. Questi ultimi, secondo l’accusa, avrebbero avuto accesso anticipato ai quesiti d’esame.

La difesa dell’ex primo cittadino attacca la Procura e parla di accuse “insussistenti”

Ma prima ancora di entrare in aula, il procedimento si arricchisce di tensioni e polemiche. Il penalista Luigi Petrillo, legale dell’ex sindaco Festa, ha affidato a una nota stampa la replica alla Procura:

“Nessuna novità – ha affermato – le imputazioni erano già note. Ma sorprende che vengano ancora contestate a Festa ipotesi di reato che la Corte di Cassazione ha già ritenuto insussistenti, come quella di associazione a delinquere, della quale mancano tutti i presupposti”.

Petrillo ha inoltre annunciato la richiesta di un nuovo accesso agli atti per verificare la disponibilità delle intercettazioni, definite “unica fonte di prova” contro gli indagati, e ha rivelato che una consulenza tecnica disposta dalla stessa Procura avrebbe certificato la regolarità delle procedure di affidamento contestate.

Un’anticipazione del dibattito che si preannuncia acceso anche nelle aule giudiziarie, con la difesa che denuncia un processo mediatico in corso da mesi:

“Ci si lamenta che i processi si fanno sui giornali, ma è la stessa Procura che – accusa la difesa – mantiene viva la pressione pubblica nonostante le falle evidenziate dalle pronunce superiori”.

Arrestato 38enne nel Casertano: minacciava e picchiava i genitori per soldi e alcol

Un dramma domestico fatto di paura, minacce e sopraffazione è stato interrotto nei giorni scorsi dagli agenti della Polizia di Stato di Caserta, che hanno arrestato un 38enne a San Marco Evangelista, nel casertano, per maltrattamenti nei confronti dei genitori. L’uomo, convivente con la coppia di anziani, è stato sorpreso in flagranza mentre li minacciava di morte, in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol. Non si è fermato nemmeno davanti agli agenti del Commissariato di Maddaloni, che erano intervenuti d’urgenza per soccorrere i coniugi, entrambi ultra settantenni.

Dalle indagini è emerso un quadro preoccupante e ormai consolidato: da tempo il figlio costringeva i genitori a cedergli parte o tutta la pensione per finanziare l’acquisto di alcolici. Un comportamento estorto con l’intimidazione e accompagnato da continue manifestazioni di violenza verbale e fisica. I due anziani vivevano nel terrore, con la costante minaccia che ogni rifiuto potesse scatenare una nuova aggressione.

Al termine degli accertamenti, il 38enne è stato arrestato e trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. La vicenda riaccende l’attenzione sulle forme di violenza domestica che troppo spesso si consumano in silenzio, all’interno delle mura familiari, e su cui è fondamentale mantenere alta l’attenzione.

Castel Volturno, rimossi 5 km di rete illegale: salvato l’habitat delle tartarughe marine

Il mare davanti a Castel Volturno ha ripreso fiato. Una rete da pesca illegale lunga circa cinque chilometri, posizionata a pochi metri dalla riva in una zona cruciale per la nidificazione della tartaruga Caretta caretta, è stata rimossa grazie a un blitz congiunto tra la Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale di Napoli – e l’organizzazione ambientalista Sea Shepherd. Un’azione tempestiva, resa possibile dall’unità navale Sea Eagle, che ha neutralizzato una vera e propria trappola sottomarina.

La rete, una minaccia silenziosa e letale per la biodiversità marina, era già diventata teatro di salvezza e tragedia. Al suo interno, i volontari hanno trovato seppie, granchi e altre specie marine ancora vive, immediatamente rilasciate nel loro ambiente. Ma tra le maglie c’era anche il corpo senza vita di una Caretta caretta: simbolo struggente del danno che la pesca illegale continua a infliggere al Mediterraneo.

“Questi attrezzi sono armi invisibili contro la vita marina, colpiscono tutto senza pietà”, ha denunciato Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia. E proprio l’impatto della bonifica si è fatto subito sentire. Nei giorni immediatamente successivi, la spiaggia ha registrato nuovi casi di nidificazione della Caretta caretta, come a voler riaffermare un diritto naturale interrotto.

Il tratto di costa del litorale domizio-flegreo, infatti, è considerato uno degli habitat più importanti per questa specie protetta, classificata come vulnerabile nella Lista Rossa IUCN. La Campagna 2025 della Jairo Med Campaign di Sea Shepherd è partita proprio da qui, con volontari che pattugliano giorno e notte la costa grazie alla base mobile “Enzo Maiorca”, in collaborazione con ENPA Salerno e la Stazione Zoologica Anton Dohrn, nell’ambito del progetto europeo Life Turtlenest.

Ricognizioni aeree con ultraleggeri e monitoraggio continuo a terra stanno rendendo possibile un controllo capillare del territorio, ma la minaccia non è scomparsa. Le reti illegali e l’impatto umano selvaggio restano una costante, una pressione pericolosa per l’equilibrio dell’intero ecosistema marino. “Proteggere il mare non è idealismo: è sopravvivenza”, ha ricordato Morello. E l’eco di questa verità risuona forte sulle spiagge di Castel Volturno, dove ogni nido di tartaruga restituito alla natura è una piccola vittoria contro l’indifferenza.

Salvo Sottile: “Con Far West accendiamo i riflettori su chi vive ai margini e non ha voce”

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Il giornalista e conduttore Salvo Sottile racconta la nuova stagione del programma d’inchiesta di Rai 3, tra denuncia sociale, indagini sul campo e difesa dei più fragili. Presso gli studi Rai di Napoli sono stati ufficialmente presentati i palinsesti per la stagione televisiva 2025/2026.

Per la sezione Approfondimento, il direttore Paolo Corsini ha sottolineato come l’offerta si presenti rinnovata nei linguaggi e nei format ma sempre fedele alla missione del Servizio Pubblico: qualità dell’informazione, pluralismo delle voci e autorevolezza dei contenuti. Tra le novità più attese spicca Far West, il programma condotto da Salvo Sottile, che tornerà su Rai 3 a partire da venerdì 3 ottobre 2025, in prima serata alle 21:15.

Un viaggio nelle “terre di confine” d’Italia, dove le regole sembrano sospese e a pagare sono spesso i più fragili. Inchieste, testimonianze e reportage accompagneranno il racconto di Sottile, affiancato da una squadra di giovani inviati. Abbiamo incontrato il conduttore e giornalista, che ci ha parlato della nuova stagione del programma.

Quali saranno le novità del nuovo ciclo di puntate di Far West? Qual è la linea editoriale che intendete mantenere?
«Stiamo lavorando alla preparazione di una nuova serie di puntate. Anche questa volta manterremo saldo il nostro obiettivo principale: la ricerca della verità, attraverso l’inchiesta e l’esplorazione diretta del territorio. Vogliamo continuare ad accendere i riflettori su realtà poco conosciute, sia dal punto di vista geografico che sociale. Spesso, infatti, ci sono storie che restano nell’ombra e meritano invece attenzione e ascolto»

Quali tematiche affronterete nei prossimi episodi? Ci sono filoni particolari che avete scelto di approfondire?
«Continueremo a indagare temi attuali e sensibili, come il mondo dei social network, i cosiddetti guaritori e le ‘malattie estreme’, con particolare attenzione a chi sostiene di avere soluzioni miracolose. Il nostro intento è quello di offrire un’alternativa alle fake news e alla disinformazione, che si diffondono in maniera rapidissima soprattutto online, sfruttando spesso la credulità popolare»

In un panorama mediatico dominato dalla velocità dei social, quanto è difficile per la televisione d’inchiesta stare al passo senza rinunciare alla qualità?
«È una sfida complessa. Oggi abbiamo strumenti come smartphone e social media che permettono la diffusione immediata delle notizie. La televisione, per restare competitiva, deve necessariamente adeguarsi a questa rapidità. Non possiamo rinunciare alla qualità. È fondamentale mantenere standard elevati sia nella realizzazione tecnica dei servizi, sia nella costruzione delle inchieste. Qualità e profondità devono restare i nostri fari».

Che consiglio darebbe alle nuove generazioni di giornalisti che vogliono intraprendere un percorso nella cronaca giudiziaria o nel giornalismo d’inchiesta?
«Il mio consiglio è quello di armarsi di molta pazienza. Oggi fare giornalismo d’inchiesta è difficile: l’offerta è enorme, ma la domanda è scarsa. Le opportunità sono meno rispetto a quando ho cominciato io, 35 anni fa. Non bisogna scoraggiarsi. Chi ha passione, rigore e determinazione deve andare avanti. La costanza è la qualità più importante in questo mestiere».