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Porta stupefacenti e cellulari a Santa Maria Capua Vetere: arrestato

Maria Capua Vetere– Un uomo è stato arrestato nella notte del 7 luglio mentre tentava di introdurre droga, telefoni cellulari e oggetti proibiti all’interno della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

L’operazione, condotta dalla Polizia Penitenziaria sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha messo fine a una serie di attività criminose registrate nelle notti del 30 giugno, 2 luglio e 7 luglio.

Il blitz decisivo è scattato grazie a un’efficace attività di sorveglianza: il sospettato, dopo aver danneggiato la recinzione esterna e violato il perimetro di sicurezza, è stato intercettato e bloccato in flagranza.

L’uomo è accusato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e di introduzione illecita di telefoni destinati ai detenuti, reato previsto dall’articolo 391 ter del Codice Penale.

L’intervento testimonia la stretta collaborazione tra la Procura, la direzione dell’istituto penitenziario e la sezione di Polizia Giudiziaria, impegnate a garantire la legalità all’interno del carcere. Un’operazione che rafforza il presidio contro le attività illecite, dimostrando l’efficienza delle forze dell’ordine nel contrastare le violazioni in un contesto sensibile come quello penitenziario.

Pineta Grande Hospital, revocata la chiusura del Pronto Soccorso

Caserta – Salvo il Pronto Soccorso del Pineta Grande Hospital. La struttura sanitaria casertana ha annunciato oggi la revoca della chiusura prevista per il 18 luglio, dopo che la Regione Campania ha raggiunto un accordo con le strutture accreditate per l’adeguamento delle tariffe dei servizi di emergenza-urgenza, ferme da anni.

Nel pomeriggio di ieri è stato superato lo stallo tra la Regione e gli ospedali privati convenzionati, con l’aggiornamento dei compensi per le prestazioni del Pronto Soccorso, ritenuto “essenziale per garantire il servizio”.

Intanto, la Campania attende l’ok del Ministero dell’Economia per sbloccare le risorse destinate al contenimento delle liste d’attesa, con la firma del nuovo contratto 2025 prevista “a breve”.

L’ospedale ha spiegato di aver scelto di tornare sui propri passi per non gravare su cittadini e turisti, evitando di lasciare scoperta un’area già fragile dal punto di vista sanitario ed economico. La valutazione definitiva sulla sostenibilità del servizio slitta però all’autunno, quando si saprà se la Regione avrà assegnato fondi sufficienti a mantenere attivo il presidio.

Il Pineta Grande, che serve un bacino d’utenza vasto (dai residenti ai vacanzieri dei Campi Flegrei), resta dunque operativo, con la speranza che la Campania riconosca il suo ruolo nella rete dell’emergenza. Intanto, la tregua evita il caos, ma la partita sui finanziamenti è ancora aperta.

Camorra, poliziotto corrotto da 3 clan: condannato a 16 anni di carcere

L’agente Gianpaolo Chietti forniva informazioni riservate ai clan Mazzarella, Formicola e Cuccaro in cambio di denaro e Rolex.

Napoli– Una pesante condanna è stata emessa oggi dal Tribunale di Napoli nei confronti di un agente della Polizia di Stato, Gianpaolo Chietti, accusato di aver stretto legami illeciti con la camorra.

I giudici della quarta sezione penale (collegio A), presieduti da Paola Piccirillo, hanno inflitto a Chietti 16 anni di reclusione, riconoscendolo colpevole dei reati di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.

La sentenza accoglie in pieno le richieste del Pubblico Ministero Henry John Woodcock, che ha condotto le indagini su una vicenda dai contorni inquietanti. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, l’agente Chietti, quando era in servizio presso il commissariato San Giovanni-Barra di Napoli, avrebbe sistematicamente fornito informazioni coperte da segreto d’indagine a tre potenti clan camorristici: i Mazzarella, i Formicola e i Cuccaro. In cambio di questi favori, il poliziotto avrebbe ricevuto somme di denaro e orologi di pregio, tra cui Rolex.

Le accuse si basano in larga parte sulle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, che hanno testimoniato come l’imputato fornisse un vero e proprio “aiuto” alla camorra quando operava nella zona orientale di Napoli.

L’imputato, difeso dagli avvocati Antonio Sorbilli e Salvatore Impradice, ha sempre presenziato alle udienze del lungo processo a suo carico, ma era assente in aula al momento della lettura della sentenza. Attualmente, Gianpaolo Chietti è in stato di libertà.

La condanna a 16 anni rappresenta un segnale forte nella lotta alla corruzione e alle infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno delle istituzioni, ribadendo l’impegno della magistratura nel perseguire chiunque, a prescindere dal ruolo ricoperto, si macchi di reati così gravi.

Napoli, omicidio durante rapina: il marito denuncia la presunta basista

Napoli – Non si arrende Salvatore Russo, deciso a ottenere giustizia per la moglie, Stefania Fragliasso, uccisa nel 2019 durante una rapina in casa.

Dopo una telefonata, presumibilmente illegale, ricevuta da un romeno già condannato all’ergastolo insieme a due complici per l’omicidio, Russo ha presentato una denuncia alla Procura di Napoli contro una donna indicata come la possibile basista del raid. La presunta complice, che conosceva la vittima, è stata di recente arrestata per un’aggressione a medici.

Stefania Fragliasso perse la vita dopo essere stata legata e imbavagliata sul letto di casa durante una violenta rapina. Secondo l’avvocato Sergio Pisani, che assiste Russo, la telefonata rappresenta un elemento cruciale per le indagini, anche alla luce della credibilità attribuita al detenuto dalla Corte d’Assise d’Appello di Napoli, dove è in corso il processo di secondo grado.

“Questa attestazione di credibilità da parte di un’alta istanza giudiziaria dà un peso significativo alle sue dichiarazioni”, affermano Russo e Pisani, sottolineando l’importanza di questo passo per fare piena luce sull’omicidio.

Il fascicolo è ora nelle mani del pubblico ministero Luigi Santulli, che dovrà valutare la richiesta di incidente probatorio avanzata dall’avvocato Pisani. “Uno strumento legale fondamentale per acquisire prove in anticipo, garantendone la validità per un eventuale futuro processo”, spiega il legale. Russo e il suo difensore sperano che questa mossa possa finalmente chiarire tutte le responsabilità, portando alla sbarra anche chi avrebbe fornito supporto logistico per il brutale crimine. La battaglia per la verità continua.

Francesca Fagnani: “Pronta per una nuova stagione di Belve”

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Tra i talk show dei nuovi palinsesti Rai primeggianti nella sezione Prime Time, affidata a Williams Di Liberatore, vi è “Belve”.

“Tra le grandi conferme d’autunno, non mancherà il ritorno di “Belve” – ha annunciato il direttore – il programma crossmediale cult ideato e condotto da Francesca Fagnani, e il suo spin-off Belve Crime che ha ottenuto un grande successo negli ascolti attraverso la sua recente sperimentazione”.

Il format televisivo ideato, scritto e condotto dalla giornalista e conduttrice Francesca Fagnani, in onda su Rai 2 dal 2021, ha conquistato il pubblico, rendendo ogni sua puntata un vero e proprio caso mediatico. Gli è stato conferito, di fatti, il titolo di Trasmissione dell’anno durante il Premio Biagio Agnes 2025.

La Fagnani, alle nostre pagine, ha raccontato le origini embrionali delle sue scelte autoriali, spiegando le motivazioni che l’hanno spinta a portare avanti un taglio giornalistico da vera belva, pronta ad esplorare i successi ma anche le ombre e gli aspetti più celanti ed impopolari dei suoi personaggi, messi così nelle condizioni di offrire al pubblico uno storytelling più arguto e scomodo, in cui devono metaforicamente sbottonare l’abito ufficiale della loro immagine ed argomentare riguardo certi tasti più inediti e delicati della loro vita professionale e privata.

“Mi divertiva l’idea di raccontare le donne che giocano all’attacco – ha spiegato – donne non gregarie, che vincono, che perdono ma sempre per merito e responsabilità”. In merito ai criteri con cui invita i suoi ospiti e al modo in cui riconosce un potenziale da belva, ha dichiarato: “La selezione è l’aspetto più complicato per quello che mi riguarda perché l’ospite deve essere in qualche modo coerente con il titolo; quindi, deve vantare un vissuto straordinario o un carattere divisivo. Deve essere una persona fuori dalle righe che testimoni un’esperienza diversa da quella degli spettatori”.

Ci si rivolge dandosi del lei, si è vis à vis seduti in posizione vigile su uno sgabello privo di schienale, il pubblico è silenzioso quanto attento. Tutto studiato nel dettaglio per creare una certa atmosfera nello studio televisivo ed adempiere ad una missione giornalistica, ossia quella di realizzare un ritratto divergente dell’ospite.

Proprio in virtù di tale registro stilistico e di coerenza tematica non si fa promozione durante le interviste dello show televisivo. “Per fare promozione non è sbagliato, nel senso che è giusto e mi è capitato anche a me di andare a fare promozione ma ripetere il mio libro – ha motivato – ma io scelgo di non farla perché se così fosse, mi condurrebbe su un certo tipo di domande differenti dal tipo di narrazione che intendo lanciare”. Non resta, quindi, che attendere il ventaglio di ospiti studiato dalla Fagnani per la nuova stagione.

Giugliano, è di Antonio Esposito il cadavere ritrovato nel canale al Lago Patria

Giugliano – E’ stata confermata l’identità del cadavere ritrovato stamane dal nucleo sommozzatori di carabinieri e vigili del fuoco in un cavale adiacente il Lago Patria nel comune di Giugliano.

E’ quello del 30enne Antonio Esposito. l’uomo era evaso dai domiciliari lo scorso 4 luglio, il giorno dopo la moglie  aveva presentato la denuncia di scomparsa. Dopo ricerche dei carabinieri di Giugliano in Campania, il corpo dell’uomo è stato trovato senza vita in un canale adiacente al Lago Patria.

Diversi erano stati gli appelli rivolti dalla moglie sui social e dagli altri parenti: era papà di tre bimbi e aveva circa 30 anni.

Dopo ricerche, che sono iniziate due giorni fa purtroppo stamane i carabinieri di Giugliano in Campania, hanno ritrovato il corpo dell’uomo senza vita in un canale adiacente al Lago Patria. Indagini sono in corso per cercare di stabilire le cause della morte.

 Come è finito in acqua? Si cercano i presunti complici

Si indaga su una pista che porta a una rapina ai danni della società Ital mare compiuta alcuni giorni fa, giorno dell’evasione di Antonio Esposito da casa e compiuta da tre persone.

Ora resta da stabilire come sia finito in acqua la giovane vittima e se il suo corpo presenti delle ferite. E per questo si stanno cercando i presunti complici che potrebbe aver abbandanato Esposito colto da malore o colpito e ferito nel corso di una lite dopo il colpo

Campi Flegrei, il suolo si solleva a ritmo costante: 15 mm al mese

Il fenomeno del bradisismo continua a caratterizzare i Campi Flegrei, dove il suolo si solleva a una velocità media di circa 15 millimetri al mese. È quanto emerge dal bollettino settimanale di sorveglianza pubblicato dall’Osservatorio Vesuviano, sezione napoletana dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Dopo un picco registrato tra febbraio e marzo, con un sollevamento medio di 30 millimetri al mese in concomitanza con lo sciame sismico del 15-19 febbraio, la velocità si è stabilizzata da aprile, mantenendosi costante anche nell’ultima settimana monitorata.Dal gennaio 2024, il sollevamento totale misurato alla stazione GNSS di Rione Terra, nel cuore di Pozzuoli, ha raggiunto circa 30 centimetri.

Nel periodo tra il 30 giugno e il 6 luglio, l’area dei Campi Flegrei ha registrato 56 terremoti, con l’evento più significativo di magnitudo 4.6, avvenuto alle 12:47 del 30 giugno nel golfo di Pozzuoli, all’interno di uno sciame sismico composto da 13 scosse.Gli esperti dell’Ingv continuano a monitorare con attenzione l’evoluzione del fenomeno, che mantiene alta l’attenzione sulla zona, nota per la sua attività vulcanica e sismica.

Alzheimer, a Milano un’alleanza europea per cure e diagnosi

Milano. Un’alleanza internazionale per affrontare la sfida dell’Alzheimer, definita la “pandemia del nuovo millennio”. È stata siglata a Milano durante l’evento “Mind the Future”, promosso dalla Fondazione per la sostenibilità sociale, con il patrocinio della Società Italiana di Farmacologia (Sif) e il supporto non condizionante di Lilly Italia, GE Healthcare, Biogen, Siemens e Fujirebio.

La malattia neurodegenerativa, tra le principali cause di demenza a livello globale, colpisce oggi 32 milioni di persone , un numero che potrebbe triplicare entro il 2050 con effetti drammatici su famiglie, società e sistemi sanitari.

Secondo le stime, sono 55 milioni nel mondo le persone affette da demenza, di cui circa 600.000 in Italia da Alzheimer, con costi complessivi che toccano i 37,6 miliardi di euro.

All’incontro, ospitato nel Palazzo della Regione Lombardia e all’Ospedale San Raffaele il 7 e l’8 luglio, hanno partecipato rappresentanti istituzionali regionali, nazionali e internazionali, esperti scientifici, associazioni di pazienti e cinque delegazioni estere (Bulgaria, Estonia, Paesi Bassi, Spagna e Ungheria), con l’obiettivo di costruire una piattaforma politica multilaterale per preparare l’introduzione delle nuove terapie nei contesti reali.

Cuore del progetto è un manifesto, definito “una pietra miliare di cooperazione e preparazione collettiva”, che intende abbattere le barriere ancora esistenti nel percorso di cura: dalla diagnosi precoce all’accesso equo ai trattamenti. L’obiettivo è costruire un futuro più giusto per le persone affette dalla malattia, rendendo l’Alzheimer una priorità di salute pubblica.

“L’obiettivo principale- ha dichiarato Adele Patrini , presidente della Fondazione per la sostenibilità sociale- è la costruzione di modelli che rispondono ai bisogni attraverso tre pilastri fondamentali: multidisciplinarietà, personalizzazione e rete. Dobbiamo cambiare il rapporto tra individuo, società e malattia, condividendo idee e buone pratiche per sviluppare modelli innovativi”.

Dal convegno è emerso come siano disponibili terapie capaci di modificare il decorso della patologia, già approvate in diversi Paesi. Tuttavia, in Europa l’accesso resta disomogeneo, con ritardi che rischiano di creare disparità di trattamento. Accelerare i processi regolatori significherebbe offrire tempo, speranza e nuove opportunità a milioni di persone, rafforzando al contempo la resilienza e l’attrattività del sistema sanitario.

“Credo che tavoli di lavoro e momenti di confronto come questo siano fondamentali per il futuro del nostro Paese in ambito sanitario”, ha affermato Alessandro Fermi, assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione.

“L’intelligenza artificiale offre opportunità promettenti nel campo della ricerca, diagnosi e gestione della malattia, analizzando grandi quantità di dati per intercettare precocemente i segnali dell’Alzheimer, prevedere la sua evoluzione e personalizzare le terapie”. Un’altra critica riguarda l’impatto sui caregiver, che in oltre il 50% dei casi sviluppano stress, ansia o depressione. L’Italia ha adottato il Piano Nazionale Demenze, ma a 10 anni dalla sua approvazione serve un aggiornamento alla luce delle nuove evidenze diagnostiche e terapeutiche.

“Per un supporto sostenibile ai pazienti- sottolinea Annarita Patriarca, promotrice dell’Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer- puntiamo a un modello integrato che potenzi la medicina territoriale e la formazione dei caregiver. Lavoriamo per l’approvazione del nuovo Piano nazionale demenze e per l’implementazione di servizi domiciliari più accessibili e qualificati. Il nostro impegno è costruire un futuro più sereno, grazie a una sinergia tra istituzioni, professionisti e famiglie”.

A livello europeo, resta aperta la sfida dell’organizzazione dei sistemi sanitari. “I sistemi oggi non sono ancora preparati- ha dichiarato Angela Bradshaw , direttrice per la ricerca di Alzheimer Europe- né per risorse né per struttura, a integrare strumenti diagnostici basati su intelligenza artificiale.

E a ciò si aggiunge lo stigma che circonda la demenza, che ostacola la richiesta di aiuto e ritarda la diagnosi. Per superare questi ostacoli- ha concluso- è necessario combattere i pregiudizi e promuovere una nuova cultura della comprensione, che favorisca il coinvolgimento dei sistemi sanitari e garantisca dignità e autonomia alle persone malate”.

Il professor Massimo Filippi , direttore dell’Unità di Neurologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele e docente all’Università Vita-Salute San Raffaele, ha oggi strumenti diagnostici sempre più precisi e terapie potenzialmente capaci di modificare la storia naturale della malattia.

È fondamentale garantire un accesso equo e tempestivo a diagnosi e trattamenti, rafforzare i percorsi assistenziali e investire nella formazione e nella sensibilizzazione. Non possiamo permetterci di perdere l’opportunità di trasformare la cura dell’Alzheimer da assistenziale a terapeutica: è una sfida sanitaria, sociale e culturale che riguarda tutti”.

Dal confronto emerso durante “Mind the Future” è chiara la necessità di una nuova governance, capace di garantire una presa in carico precoce e corretta dei pazienti, contenere i costi sociali ed economici della malattia e affrontare in modo concreto una delle sfide più urgenti della nostra epoca. Il messaggio lanciato dal Manifesto è forte: costruire insieme, a livello nazionale ed europeo, un futuro più sano ed equo per le persone che convivono con l’Alzheimer.

Mondragone, sequestrata area di 14mila metri quadrati: due denunce

Mondragone – Strutture ricettive abusive, lottizzazioni illegali e scarichi non autorizzati in un’area di circa 14mila metri quadrati lungo il Litorale Domitio, in parte sul demanio marittimo e in parte su suolo privato: è quanto scoperto dalla Guardia Costiera al termine di un’articolata operazione condotta nei giorni scorsi con il supporto delle forze di polizia territoriali.

Il blitz è scattato in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e convalidato dal Gip. Nell’area sequestrata – priva di qualsiasi autorizzazione – era stata realizzata una vera e propria struttura turistica stagionale, con moduli prefabbricati, piazzole per camper, allacci elettrici e idrici, e opere di ingegneria costiera.

Sulla porzione privata del terreno erano invece in corso interventi edilizi e una lottizzazione abusiva, in violazione dell’art. 30 del DPR 380/2001, che punisce la suddivisione irregolare del suolo in lotti edificabili.

L’indagine ha fatto emergere gravi violazioni urbanistiche, ambientali e paesaggistiche, tra cui:

occupazione abusiva del demanio marittimo,

realizzazione di lottizzazione abusiva,

assenza delle autorizzazioni per lo scarico dei reflui.

Al termine dell’operazione, l’area è stata sgomberata e posta sotto sequestro per impedire la prosecuzione delle attività illecite e tutelare il territorio e l’ambiente. Due persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per occupazione abusiva del demanio marittimo e opere edilizie senza autorizzazioni paesaggistiche, demaniali ed edilizie.

L’intervento si inserisce in un più ampio piano di contrasto all’abusivismo edilizio e all’illegalità ambientale lungo la fascia costiera, promosso dalla Guardia Costiera con il coordinamento della Procura.

All’operazione hanno preso parte:

l’Ufficio Circondariale Marittimo di Pozzuoli, con i distaccamenti di Mondragone e Castel Volturno,

il Nucleo Investigativo della Guardia Costiera di Napoli,

la Guardia di Finanza di Mondragone,

la Polizia di Stato – Commissariato di Castel Volturno,

la Polizia Municipale di Mondragone.

Le attività di controllo – fa sapere la Guardia Costiera – proseguiranno anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di prevenire e reprimere ogni forma di aggressione al territorio costiero e garantire la tutela concreta della legalità e del paesaggio.

Sorrento, ubriachi alla guida: tre patenti ritirate

Sorrento– La Polizia di Stato di Napoli ha avviato una serie di servizi intensificati volti a contrastare il pericoloso fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Un’azione mirata che vede l’impiego di un laboratorio mobile e la collaborazione di personale medico e sanitario, per garantire controlli rapidi ed efficaci.

Nei giorni scorsi, nell’ambito del più ampio progetto finalizzato a ridurre a zero il numero degli incidenti stradali, le operazioni si sono concentrate in due punti nevralgici: il Comune di Meta di Sorrento e la Barriera autostradale della A/30, svincolo di Nola.

Gli agenti della Polizia Stradale della Sezione di Napoli e dei Distaccamenti di Nola e Sorrento hanno effettuato un totale di 80 controlli veicolari e 105 verifiche su persone.

I risultati dei primi accertamenti sono significativi: due persone sono state deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria in quanto risultate positive a sostanze stupefacenti. Un ulteriore soggetto è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza alcolica. Complessivamente, nel corso di questi servizi mirati, sono state ritirate 3 patenti di guida, con una decurtazione totale di 30 punti.

L’obiettivo primario di questa intensificazione dei controlli è chiaro: sollecitare l’adozione di condotte di guida responsabile e promuovere il pieno rispetto delle norme che regolano la circolazione stradale.

La finalità ultima di queste operazioni è la tutela della vita umana, troppo spesso messa a rischio da comportamenti irresponsabili al volante.

La Polizia di Stato ribadisce l’importanza della prudenza e del rispetto delle regole per garantire la sicurezza sulle strade, soprattutto in vista dell’aumento del traffico estivo e degli spostamenti legati alle vacanze.

Ischia, crolla maxischermo al festival

Ischia – Un maxischermo di oltre diversi quintali, parte dell’allestimento dell’Ischia Global Film & Music Festival, è crollato improvvisamente questa mattina in piazza Santa Restituta, a pochi metri dall’Hotel della Regina Isabella e dal municipio di Lacco Ameno.

La struttura, composta da un traliccio in alluminio che reggeva un telone per proiezioni pubbliche, è rovinata al suolo senza coinvolgere persone, nonostante la zona sia solitamente affollata di turisti e residenti.

La struttura ceduta sotto gli occhi dei passanti

Il crollo, avvenuto in pieno giorno, ha provocato panico tra i presenti, ma per fortuna nessuno è rimasto ferito. Immediato l’intervento della polizia municipale, che ha chiuso l’area al traffico e avviato i primi rilievi. I tecnici comunali stanno ora verificando le cause del cedimento, che potrebbe essere legato a un difetto di montaggio o a un problema strutturale.

Nelle scorse serate, proprio sotto quel maxischermo, si erano svolti alcuni degli eventi più attesi della kermesse, tra cui la premiazione del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, davanti a centinaia di spettatori. Altri appuntamenti erano in programma nei prossimi giorni, ma ora gli organizzatori dovranno valutare eventuali modifiche alla sicurezza degli allestimenti.

Le autorità stanno esaminando ogni ipotesi, dal carico eccessivo a possibili errori nell’installazione. Intanto, la piazza rimane interdetta al pubblico fino a nuovo ordine, mentre il festival – uno degli appuntamenti più glamour dell’isola – cerca di andare avanti, tra preoccupazione e sollievo per lo scampato pericolo.

Insigne apre alla Lazio: “Tornare da Sarri sarebbe un onore”

Lorenzo Insigne non ha ancora chiuso il suo capitolo in Serie A. Dopo l’addio a Toronto, dove la sua esperienza in MLS si è conclusa tra alti e bassi, l’ex capitano del Napoli è svincolato e alla ricerca di una nuova sfida. E quella sfida potrebbe arrivare proprio dalla Capitale, con la maglia della Lazio e un ritorno sotto la guida di Maurizio Sarri.

“Sarebbe un onore lavorare di nuovo con il mister”, ha dichiarato Insigne in un’intervista rilasciata al Messaggero. Parole che suonano come un messaggio diretto a Formello, ma anche come un invito al suo ex tecnico, con cui ha condiviso alcune delle stagioni più intense e spettacolari della storia recente del Napoli.

Insigne ha parlato del rapporto speciale con Sarri, dell’intesa umana e calcistica che li ha legati, e del desiderio di tornare a sentirsi protagonista in un contesto che conosce e apprezza. “Nella vita bisogna sempre sedersi a tavolino prima di decidere. Solo così si fanno le scelte giuste”, ha aggiunto il fantasista classe ’91, che sogna anche di riconquistare un posto in Nazionale.

L’ipotesi Lazio, però, si scontra con un ostacolo concreto: il blocco del mercato imposto dalla FIFA al club biancoceleste. Attualmente la società capitolina non può tesserare nuovi giocatori prima di gennaio 2026, a meno che non arrivi uno sblocco anticipato, ipotesi che resta aperta e che potrebbe concretizzarsi già entro novembre.

Giugliano, recuperato il cadavere nel canale: potrebbe essere quello di Antonio Esposito

Giugliano- Il cadavere del quale erano iniziate le ricerche due giorni fa è stato ritrovato questa mattina nelle acque di un canale tra Lago Patria e Varcaturo, a Giugliano, in una zona paludosa.

E’ lo stesso posto dove per due giorni sommozzatori e unità cinofile hanno condotto le ricerche di Antonio Esposito, il 30enne scomparso da venerdì scorso. Le autorità stanno indagando per stabilire se si tratti del giovane, padre di tre figli, che secondo alcune ipotesi investigative potrebbe essere coinvolto, insieme a due complici, in una rapina avvenuta venerdì pomeriggio ai danni della “Ital Mare”.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118, mentre la zona, impervia e caratterizzata da rovi e vegetazione intricata, è stata isolata per i rilievi. Esposito, sposato e residente nella zona, era stato visto l’ultima volta nei pressi di un distributore di carburante in via Ripuaria, a Varcaturo. Da allora, nessuna traccia.

I familiari, disperati, hanno sporto denuncia alle forze dell’ordine, e le ricerche si sono intensificate domenica sera, dopo la segnalazione di un corpo in acqua nella fascia costiera tra Lago Patria e la Domiziana.Nelle ultime ore, tra Giugliano e Varcaturo, si sono susseguite voci e supposizioni: c’è chi parla di un possibile malore, chi ipotizza un litigio. Ma nessuna certezza.

L’accorato appello della zia sui social

Sui social, la zia di Antonio ha lanciato un accorato appello: “È un ragazzo d’oro, non ha mai fatto male a nessuno. Anto’, torna a casa, ti stiamo aspettando tutti”.Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, in attesa di conferme sull’identità del corpo e sulle cause del decesso. La comunità locale, sconvolta, attende risposte su una vicenda che potrebbe rivelarsi tragica.

Marcianise, tenta di abusare di una escort e si finge affiliato al clan Belforte: arrestato 22enne

Marcianise – Aveva appena concluso un rapporto sessuale a pagamento, ma pretendeva un secondo incontro gratuito, minacciando la escort e vantando un’appartenenza al clan camorristico dei Belforte.

Protagonista un 22enne di Marcianise, arrestato dalla Polizia di Stato di Caserta nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Il giovane è ora ai domiciliari con braccialetto elettronico, grazie alla coraggiosa denuncia della vittima, una escort di nazionalità straniera.

La vicenda risale al marzo scorso

I fatti risalgono allo scorso marzo. Dopo aver pagato per una prestazione sessuale, il 22enne ha cercato di imporne un’altra con la forza, aggredendo verbalmente la donna con frasi violente e intimidatorie, sostenendo di appartenere alla famiglia camorristica dei Belforte, attiva a Marcianise.

La donna è riuscita a respingere l’aggressione e ha allertato le forze dell’ordine. Il giovane si è dato alla fuga ma, accortosi di aver lasciato il proprio telefono cellulare nell’auto della vittima, è tornato indietro e ha aggredito nuovamente la donna con schiaffi e pugni, causandole un trauma contusivo al volto.

In quell’occasione l’ha anche minacciata con allusioni al possesso di un’arma da fuoco, cercando di dissuaderla dal denunciare.

Gli investigatori lo accusano di violenza sessuale, violenza privata e lesioni personali, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Le indagini hanno confermato il racconto della vittima, facendo scattare il provvedimento cautelare emesso dal Gip su richiesta dell’Antimafia.

Le forze dell’ordine sottolineano l’importanza della collaborazione delle vittime e ribadiscono che ogni forma di intimidazione va denunciata.

Caserta: lite per i proventi delle truffe agli anziani dietro l’omicidio di Stefano Margarita

San Marco Evangelista– Una discussione sulla divisione degli incassi illeciti provenienti dalle truffe agli anziani si è trasformata in un bagno di sangue ieri sera a San Marco Evangelista, in provincia di Caserta.

Un giovane di 25 anni, Stefano Margarita, originario del quartiere Secondigliano di Napoli, è stato mortalmente accoltellato nel corso di una violenta lite in strada.

Il 25enne, soccorso e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta, è deceduto poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate. L’episodio getta una luce inquietante sul sottobosco criminale che lucra sulla vulnerabilità delle persone anziane.

La dinamica della violenza

Secondo una prima ricostruzione fornita dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, le indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, si concentrano su un’ipotesi ben precisa: il movente dell’omicidio sarebbe proprio una questione di denaro legata alle truffe.

Stefano Margarita e altri due giovani sarebbero partiti da Napoli per raggiungere il Casertano, con l’intento di incontrare e discutere con due complici, padre e figlio di 57 e 31 anni, entrambi residenti a San Marco Evangelista.

La controversia riguardava la spartizione dei proventi illeciti delle truffe commesse ai danni di persone anziane. Una discussione che, come spesso accade nel mondo della criminalità, è rapidamente degenerata in una violenza inaudita, culminata nell’accoltellamento fatale del 25enne.

Oltre a Margarita, un altro giovane di 24 anni è rimasto ferito nella colluttazione. Attualmente è ricoverato in prognosi riservata, ma fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita. I due uomini, padre e figlio, sono stati fermati con l’accusa di concorso in omicidio e tentato omicidio.

La piaga delle truffe agli anziani: il fattore scatenante della violenza

Questo tragico evento evidenzia in modo drammatico quanto sia profonda e pericolosa la piaga delle truffe agli anziani. Un fenomeno criminale odioso, che sfrutta la fiducia e la fragilità delle persone più vulnerabili per estorcere denaro, e che, come dimostra questo omicidio, può generare al suo interno tensioni e violenze estreme per il controllo dei guadagni illeciti.

Le indagini dei Carabinieri proseguono per ricostruire con esattezza l’intera dinamica dell’accaduto e per approfondire i legami tra gli indagati e il sistema delle truffe. Il sospetto è che l’omicidio di Stefano Margarita sia solo la punta dell’iceberg di un sistema ben più vasto e radicato, dove la violenza è una componente intrinseca della spartizione delle “risorse” criminali.

 

Maltempo nel Golfo di Napoli, cancellati i collegamenti marittimi per Ischia e Procida

Il vento che ha iniziato a soffiare forte dalla scorsa notte sta mettendo in ginocchio il traffico marittimo nel Golfo di Napoli. Raffiche intense e mare molto mosso hanno causato una lunga serie di cancellazioni tra aliscafi e traghetti diretti verso le isole partenopee. Il porto di Forio, a Ischia, risulta attualmente isolato: tutte le corse in arrivo e partenza sono state sospese.

Ma i disagi non si fermano qui. Anche alcune tratte da e per Molo Beverello, con destinazione Procida e Ischia, sono state annullate. Un quadro in continua evoluzione che rischia di complicare la giornata di turisti, pendolari e residenti. Le condizioni meteo restano instabili e non si prevedono miglioramenti significativi nelle prossime ore, rendendo l’intera rete di collegamenti marittimi fortemente condizionata.

Le autorità invitano alla massima prudenza e raccomandano a chi ha in programma un viaggio da o verso le isole di consultare i siti ufficiali delle compagnie di navigazione o contattare direttamente i call center per verificare in tempo reale lo stato dei collegamenti.

Musica al Castello, suoni dal mondo invadono il Maschio Angioino

C’è un luogo, a Napoli, dove la pietra racconta storie e la musica le trasforma in vibrazioni universali. È il cortile monumentale del Maschio Angioino, pronto ad accogliere dal 25 luglio al 3 agosto l’edizione 2025 di Musica al Castello.

Un viaggio tra jazz, ritmi balcanici, indie-pop, teatro musicale e suoni migranti promosso dal Comune di Napoli per “Napoli Città della Musica”, con la regia organizzativa di Arealive, nell’ambito della rassegna “Estate a Napoli 2025”. Ogni sera, alle 21 in punto, la città si apre a una nuova tappa di questo itinerario sonoro che attraversa culture, generazioni e geografie. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, ma quello che si promette è un’esperienza senza confini.

“‘Musica al Castello’ – spiega Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune – è uno degli appuntamenti di punta dell’estate partenopea. Non solo spettacolo, ma una visione: quella di una città che investe sulla cultura come forma di identità collettiva e dialogo sociale. Il Maschio Angioino, simbolo di storia e potere, diventa così casa di storie nuove e antiche, di artisti che parlano a tutti, con linguaggi diversi e potenti”.

Una filosofia condivisa da Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco per l’industria musicale e audiovisiva, che sottolinea come al centro dell’iniziativa ci sia il concetto di contaminazione: “Napoli Città della Musica è esattamente questo: un crocevia di linguaggi. Qui le differenze si intrecciano, non si respingono. La musica è il codice che unisce tutto”.

Ecco allora arrivare al Castello i salentini Après La Classe, i bolognesi Rumba de Bodas, il sax narrante di Daniele Sepe, le atmosfere cinematografiche dei Calibro 35, l’energia raffinata di Roy Paci. E ancora, il teatro-canzone di Gianfranco Gallo, la parola potente di Moni Ovadia, il lirismo indie de La Municipal, il rock d’autore di A Toys Orchestra e la chiusura ironica e travolgente de Il Mago del Gelato.

Ogni concerto è un racconto, ogni serata un passaggio di testimone tra generi e poetiche, dal funk più viscerale alle ballate che odorano di mare e partenze. Napoli non fa da sfondo, ma da amplificatore: la città non si limita a ospitare, ma partecipa, vibra, risponde. Perché qui la musica non è mai solo suono: è storia, comunità, resistenza e festa.

Castellammare, stretta su locali e strade: raffica di sanzioni e chiusure per irregolarità

Castellammare di Stabia non dorme sonni tranquilli. Nelle ultime ore il comune stabiese è stato teatro di un’operazione massiccia delle forze dell’ordine, con controlli serrati su attività commerciali, ristoranti, strade e piazze. L’obiettivo è uno solo: riportare legalità, sicurezza e rispetto delle norme in una città dove troppo spesso il confine tra tolleranza e abuso viene oltrepassato senza scrupoli.

Le verifiche, estese in particolare alla zona di via Filosa e al centro cittadino, hanno portato alla luce un quadro preoccupante. Locali sporchi, infestati da insetti, alimenti privi di tracciabilità, personale impiegato senza certificazioni obbligatorie. Alcuni ristoranti sono stati chiusi all’istante, tra cui uno sorpreso anche con suolo pubblico occupato abusivamente, come se fosse normale estendere i propri affari al di fuori della legalità.

Ma l’attività ispettiva non si è fermata alle cucine. Numerosi sono stati i giovani segnalati alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti, trovati in possesso di hashish, marijuana e cocaina. Un segnale che il problema della microcriminalità resta incistato nel tessuto cittadino, spesso a pochi metri da esercizi commerciali o luoghi pubblici.

Parallelamente, gli agenti impegnati nei controlli stradali hanno elevato contravvenzioni a raffica: eccesso di velocità, auto senza assicurazione, mancate revisioni e cinture non allacciate sono solo alcune delle infrazioni registrate.

Torre del Greco, demoliti manufatti abusivi nel Parco del Vesuvio

Il Vesuvio si riprende un altro pezzo della sua terra, sottratto per anni all’illegalità e all’abusivismo. A Torre del Greco, in località via La Maria Ruospo, due manufatti in muratura di 12 e 16 metri quadrati sono stati demoliti in esecuzione di un ordine emesso dal Tribunale di Torre Annunziata. Le strutture, realizzate in violazione di ogni norma edilizia e ambientale, si trovavano nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici, sismici, idrogeologici e vulcanici.

La sentenza risale addirittura al 2005, ma solo oggi — grazie all’azione congiunta della Procura e alla crescente pressione istituzionale sul contrasto all’abusivismo — è stato possibile dare seguito all’ordine giudiziario. L’operazione ha assunto anche un valore simbolico: per la prima volta, in questo specifico caso, la demolizione è avvenuta in modalità di autodemolizione, senza gravare economicamente né sul bilancio del Parco Nazionale, né su quello del Comune o della Cassa Depositi e Prestiti.

Il proprietario del manufatto ha proceduto personalmente all’abbattimento, a conferma dell’efficacia dell’opera di sensibilizzazione messa in campo dalla Procura. Un messaggio chiaro: l’illegalità edilizia non è più tollerata e chi ha costruito fuori dalle regole dovrà fare i conti con la giustizia.

La Procura sottolinea come l’attività di demolizione sia uno strumento essenziale non solo per il ripristino ambientale, ma anche per scoraggiare futuri abusi. In questo caso, le opere insistevano in una delle aree più fragili e protette del territorio vesuviano, ricadente in zona rossa ad alto rischio vulcanico, oltre che in fascia pedemontana e paesaggio agricolo di rilevanza nazionale.

Tifosi del Napoli aggrediti a Parma durante festa scudetto, 15 ultras perquisiti

La sera del 23 maggio avrebbe dovuto essere solo una festa. Piazza Garibaldi, nel cuore di Parma, era diventata il ritrovo spontaneo di decine di tifosi napoletani, famiglie e bambini inclusi, pronti a celebrare la vittoria dello scudetto del Napoli. Ma il sogno azzurro si è trasformato in un incubo quando un gruppo di venti o trenta giovani, vestiti di nero e con il volto coperto, ha fatto irruzione armato di cinghie, bottiglie e bastoni, aggredendo i presenti e scandendo insulti razzisti come “Terrone di merda” e “Vai a festeggiare a casa tua”.

L’attacco, che ha seminato panico tra i presenti, è stato interrotto solo grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine. Oggi, a distanza di settimane, arriva la risposta dello Stato: la Digos di Parma, in collaborazione con gli investigatori di Bologna, Cremona, Modena, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini, ha eseguito 15 perquisizioni nei confronti di altrettanti giovani, tra cui un minorenne, tutti legati all’area ultrà dei “Boys Parma”.

I reati contestati sono pesanti: rissa, lesioni aggravate, tentata violenza privata aggravata e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. La Polizia ha perquisito non solo le abitazioni degli indagati, ma anche i loro dispositivi informatici, alla ricerca di ulteriori elementi utili a ricostruire la dinamica dell’agguato e i ruoli individuali. Le indagini sono state avviate subito dopo i fatti, grazie alle testimonianze raccolte sul posto e alle immagini estratte dalle telecamere di sorveglianza comunali, oltre che da quelle di bar e negozi nelle strade limitrofe.

Con una nota, la Procura di Parma chiarisce il senso giuridico dell’inchiesta, sottolineando che “il reato di concorso in tentata violenza privata aggravata consiste appunto nel tentativo, da parte degli indagati, di impedire agli ‘avversari’ di manifestare in piazza”. Viene inoltre ribadito “l’impegno della Procura e delle forze di polizia nel contrasto a ogni forma di sopraffazione e nella riaffermazione del principio – fondamentale in uno Stato democratico – della libertà di manifestazione del pensiero, che non può essere conculcata da chi ritenga di essere legittimato a stabilire chi abbia (o meno) il diritto di manifestare, in ambito sociale, politico, ovvero – come nell’attuale circostanza – sportivo”.

L’indagine ha già portato all’avvio del procedimento per l’estensione del Daspo a tutti i soggetti coinvolti, due dei quali già destinatari della misura. Ma la partita non è finita: il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine continua per colpire duramente chi pensa di poter trasformare lo sport in pretesto per odio e violenza.