Home Blog Pagina 467

Europa Verde lancia l’allarme: “Spiagge sicure, urgente la vigilanza balneare nei comuni costieri”

Napoli – Con l’avvio della stagione balneare, cresce la preoccupazione per la sicurezza sulle spiagge libere della Campania. Il Dott. Francesco Velotti di Europa Verde ha acceso i riflettori su un tema cruciale: l’obbligo, da parte dei Comuni costieri, di garantire un adeguato servizio di vigilanza balneare e la corretta segnalazione dei limiti di sicurezza in acqua.

Una questione di vitale importanza, spesso sottovalutata, che potrebbe mettere a rischio la vita dei bagnanti.

“Ai sensi e per gli effetti della Legge Regionale n. 17/98,” ha ricordato Velotti, “i Comuni rivieraschi sono tenuti ad assicurare la presenza di bagnini di salvataggio lungo le spiagge libere idonee alla balneazione ricadenti nel loro territorio di giurisdizione.”

Non solo. È imperativo, secondo le disposizioni delle Autorità Marittime, che le amministrazioni comunali segnalino con precisione il limite delle acque sicure (dove i non esperti nel nuoto possono bagnarsi) e il limite dell’area riservata alla balneazione (300 metri dalla battigia o 100 metri dalle coste a picco).

Queste aree devono essere chiaramente delimitate da gavitelli o boe galleggianti: bianche per le acque sicure, rosse per il limite dell’area di balneazione.

Ma cosa succede se un Comune non riesce a garantire questi servizi essenziali? “Nel caso di impossibilità ad assolvere a tali incombenze necessarie ai fini della sicurezza,” ha sottolineato Velotti, “i Comuni devono comunque dare avviso al pubblico apponendo sulle spiagge libere adeguata segnaletica monitoria verticale, ben visibile.”

Questa segnaletica, ha specificato, deve essere redatta in più lingue, dotata di pittogrammi esplicativi e conforme alla simbologia standard ISO 20712, seguendo il modello del progetto europeo PERLA (cooperazione per l’accessibilità, fruizione e sicurezza della fascia costiera).

Tra le indicazioni fondamentali da riportare sui cartelli, Velotti ha elencato: “attenzione – balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvamento
balneazione non sicura per limite acque sicure (mt. 1,00 di profondità) non segnalato
attenzione – limite acque interdette alla navigazione – non segnalato” (riferendosi ai 300 metri dalla battigia o 100 metri dalle coste a picco).

La richiesta di Europa Verde è chiara: “Sottoponiamo all’attenzione della Polizia Municipale la necessità di una vigilanza stringente per ottenere spiagge comunali sotto controllo e sicure per i bagnanti,” ha concluso Velotti, sollecitando una “risposta rapida” da parte delle autorità competenti.

L’obiettivo è prevenire incidenti e garantire un’estate serena e sicura per tutti coloro che affolleranno le coste campane.

Considerando l’importanza della sicurezza balneare, quali passi concreti potrebbero intraprendere i Comuni per garantire il pieno rispetto di queste normative, soprattutto in vista dell’alta stagione?

Parco del Matese, sversati 800 metri cubi di rifiuti speciali

San Gregorio Matese— Ennesimo caso di sversamento incontrollato di rifiuti speciali in una zona a tutela ambientale.

I Carabinieri Forestali di San Gregorio Matese, in collaborazione con i militari della Stazione territoriale, hanno posto sotto sequestro un ingente cumulo di materiale di risulta, rinvenuto nella località “Acqua di Santa Maria”, all’interno del Parco Regionale del Matese, in transizione verso lo status di Parco Nazionale.

Durante un controllo, i militari hanno individuato un cumulo di circa 800 metri cubi di fresato d’asfalto, accatastato abusivamente sul suolo. Ma non solo: la stessa tipologia di rifiuto risultava già stesa lungo una stradina sterrata preesistente, per una lunghezza di circa 800 metri e una larghezza media di 6 metri, con uno strato di materiale spesso fino a 15 centimetri.

L’area interessata è sottoposta a plurimi vincoli ambientali: si tratta di zone “B” e “C” del Parco, già classificate come SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona di Protezione Speciale), nonché soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto sull’“Ambito Massiccio del Matese”.

Gli accertamenti hanno permesso di risalire alla provenienza dei rifiuti, riconducibili a un cantiere stradale attivo nelle immediate vicinanze. A fronte delle irregolarità riscontrate, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro del materiale per gestione illecita di rifiuti speciali non autorizzata, iscrivendo nel registro degli indagati il delegato del legale rappresentante della ditta esecutrice dei lavori, nonché direttore tecnico del cantiere.

Le indagini sono tuttora in corso per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare se l’illecito rientri in una prassi più estesa di smaltimento abusivo in aree vincolate.

Questo nuovo episodio riporta al centro dell’attenzione il problema ormai cronico dell’abbandono indiscriminato di rifiuti in contesti naturalistici protetti, minacciando l’equilibrio ambientale e paesaggistico di uno dei patrimoni verdi più importanti della Campania.

Salerno, ritrovata a Striano la neonata positiva agli stupefacenti porta via dall’ospedale

Striano  – È stata ritrovata in buone condizioni nel comune di Striano, nel Napoletano, la neonata di quattro mesi risultata positiva alla cocaina e sottratta dai genitori all’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno.

La piccola era stata ricoverata nei giorni scorsi per accertamenti clinici e, dopo l’esito degli esami tossicologici, era scattato l’allarme: mercoledì mattina i genitori, una coppia di nazionalità marocchina senza fissa dimora, l’avevano prelevata senza autorizzazione dalla struttura sanitaria, facendo perdere le proprie tracce.

A lanciare l’allerta erano stati i sanitari dell’ospedale salernitano, preoccupati per lo stato di salute della bimba e per il rischio che potesse non ricevere le cure necessarie. Le ricerche si sono concluse nel pomeriggio di oggi, grazie all’intervento dei carabinieri della compagnia di Salerno, con il supporto dei militari presenti sul territorio.

Secondo quanto ricostruito, la famiglia si era inizialmente rifugiata in una struttura alberghiera della zona.

Ma al momento dell’intervento dei militari – allertati anche i vigili del fuoco per un eventuale supporto – i genitori avevano già lasciato la stanza, cercando di allontanarsi a piedi. Sono stati intercettati e bloccati poco dopo lungo una strada del comune vesuviano.

I genitori sono stati portati in caserma

La neonata è stata immediatamente affidata ai servizi sociali, che ora si occuperanno della sua tutela. Secondo i primi accertamenti, le sue condizioni di salute sono buone, ma verrà comunque sottoposta a ulteriori controlli clinici.

I genitori sono stati condotti in caserma a Salerno. La loro posizione è ora al vaglio della magistratura, che dovrà chiarire le responsabilità e valutare eventuali misure a loro carico.

De Bruyne: “Napoli, il livello è alto. Sto imparando tutto, anche Conte”

Kevin De Bruyne non è arrivato a Napoli per una passerella. Il campione belga, ancora in fase di rodaggio dopo solo dieci giorni di lavoro con la nuova squadra, ha già le idee chiare: c’è da pedalare, conoscere, imparare. Ma soprattutto da costruire qualcosa di importante. Dal ritiro di Dimaro, ai microfoni di Sky Sport, ha messo subito i puntini sulle “i”: “Sto bene, sono felice. Ovviamente è tutto nuovo, ma il gruppo lavora duramente e questo è ciò che conta. Il livello è alto, la qualità si vede. So di essere in una squadra che ha vinto lo scudetto e che ha fame”.

De Bruyne non fa proclami, ma trasmette serietà e consapevolezza. Parla dei compagni, dell’adattamento, ma anche della pressione, elemento costante in una piazza come Napoli. “Non è facile gestirla, ma va accettata. Avere tifosi così ti dà una spinta in più. Qui ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e arrivare al meglio: solo così si può essere competitivi a questo livello”.

E poi il confronto inevitabile con il passato. Dopo nove anni al fianco di Pep Guardiola, ora la guida è Antonio Conte. Una transizione che lo incuriosisce e lo stimola. “Guardiola ha uno stile più offensivo, mentre Conte lavora su una solidità diversa, più difensiva. Ma è presto per giudicare, siamo insieme da poco. So solo che ogni allenatore ha la sua mentalità e voglio conoscerla fino in fondo. Ho tutto il tempo per entrare nei meccanismi”.

Il pensiero finale è sull’ultima amichevole, persa contro l’Arezzo, e su quella che verrà contro il Catanzaro. Nessun allarme, solo testa al lavoro. “Non sono preoccupato. La cosa importante adesso è entrare nei meccanismi e conoscere meglio squadra e compagni. Certo, avremmo potuto vincere facilmente, ma ci è mancato il gol. Ora proveremo a fare meglio”.

Oriali: “A Napoli ho provato emozioni mai vissute. Ora serve umiltà: ogni partita sarà una battaglia”

Lele Oriali ha vissuto di calcio per tutta la vita, ha vinto tutto, ma quello che ha provato a Napoli lo ha segnato in modo profondo. A pochi mesi dallo scudetto che ha mandato in estasi un’intera città, l’uomo di fiducia di Antonio Conte torna a parlare del trionfo, del presente e di un futuro che si annuncia durissimo. Ai microfoni di Radio Crc, Oriali non nasconde la sua emozione: “Ho vissuto tante vittorie, ma quello che è successo a Napoli è stato unico. La passione che questa città trasmette ti entra dentro. Vincere qui ti tocca l’anima”.

Eppure, il suo messaggio non è quello di chi si culla sugli allori. Tutt’altro. Oriali è uno che sa cosa significa vincere, ma soprattutto sa quanto costa restare in alto. “Lo scorso anno abbiamo compiuto qualcosa di straordinario, partendo senza essere la rosa più forte. È stata la squadra, l’unione del gruppo, a fare la differenza. E quest’anno sarà ancora più difficile. Saremo la squadra da battere e ogni partita sarà una guerra”.

Parole chiare, dritte al cuore dei tifosi e, soprattutto, dei calciatori. Da Dimaro, dove il Napoli sta preparando la nuova stagione, Oriali spiega il senso del lavoro che Conte e il suo staff stanno impostando. “Il ritiro è durissimo, ma necessario. L’obiettivo è far sì che la squadra regga fisicamente per tutta la stagione. Chi pensa che basti il talento, si sbaglia. Servono sacrifici. E i nuovi? Portano grande qualità, su tutti De Bruyne, ma anche esperienza internazionale. E questo conta”.

Poi, il pensiero si fa più personale. Oriali si rivolge ai giovani, a chi sogna di diventare calciatore, senza filtri o illusioni. “Non basta il talento. Servono testa, disciplina, persone giuste attorno. E mai abbandonare gli studi. Questo è un mondo bellissimo, ma difficilissimo. Per restarci serve equilibrio. Lo dico a chi sogna di arrivare: niente scorciatoie, solo lavoro e sacrificio”.

Beukema: “Napoli, arrivo con orgoglio. Con Conte possiamo sognare in grande”

Sam Beukema ha scelto Napoli, e Napoli ha scelto lui. Dal ritiro di Dimaro, nella sua prima conferenza stampa in maglia azzurra, il centrale olandese ha fatto capire subito di non essere arrivato per caso, ma con un’idea precisa: prendersi la città, lo spogliatoio e la fiducia di Antonio Conte. Parole chiare, tono deciso e occhi lucidi per l’emozione: Beukema è pronto a diventare un pilastro della nuova difesa partenopea.

Arrivato dal Bologna per oltre 30 milioni di euro, è il primo grande investimento difensivo della gestione Conte. E lui, con la serietà tipica di chi sa dove vuole arrivare, si è già calato nel contesto: “Il Napoli è una squadra che gioca per vincere. È un orgoglio essere qui e lavorare con un allenatore come Conte. Darò tutto me stesso per aiutare questo gruppo di campioni a fare ancora meglio”.

Non ci ha pensato due volte, Beukema, quando il Napoli si è fatto avanti. “Sentivo che era il posto giusto. Una piazza così calda, così appassionata… volevo farne parte. E poi, l’Olanda a Napoli ha un nome e un cognome: Ruud Krol. È un onore essere il secondo difensore olandese a vestire l’azzurro. So che qui la storia pesa, ma per me è uno stimolo”.

Il lavoro con Conte è appena cominciato, ma Beukema ha già capito cosa significa essere un giocatore del Napoli sotto la guida del tecnico leccese: disciplina, intensità, concentrazione assoluta. “Con lui si lavora duro, ma è proprio questo che ci farà fare la differenza. Mi piace essere messo alla prova e credo che, con questa mentalità, potremo fare qualcosa di importante sia in Italia che in Europa”.

Sul piano tecnico, Beukema si descrive come un difensore “aggressivo, ma che sa leggere le situazioni”. E aggiunge: “So che posso migliorare ancora tanto. Voglio crescere giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Qui posso farlo”.

Homynest, la soluzione innovativa per la messa a valore di un immobile

1

Perché perdere tempo nel tentativo di affittare un immobile, quando esiste una soluzione pratica, affidabile, veloce, che garantisce il patrimonio del proprietario e, a volte, lo migliora?Per tutti i proprietari che non sono intenzionati a vendere, il dubbio di fare la scelta giusta nell’individuazione di un inquilino può ritardare la “messa a valore” dell’immobile e generare angoscia e dilemmi.Tutto questo non accade quando si affitta a Homynest, la società rodigina che si è già dimostrata un inquilino impeccabile per oltre 30 proprietari di case di pregio in Italia.Homynest è specializzata nella gestione “chiavi in mano” di affitti brevi e case vacanza. Si propone come l’inquilino perfetto per chi possiede una casa inutilizzata e desidera affittarla senza pensieri.

Perché affittare a Homynest?

Lo spiegano i soci della società nata per offrire servizi di foresteria ad aziende che ricercano, per i propri collaboratori, soluzioni diverse dall’ospitalità alberghiera.Abbiamo cominciato a individuare immobili in affitto nelle principali città italiane per i nostri clienti e ci siamo attrezzati con servizi a 360 gradi che prevedono la preparazione dei locali, l’arredamento, un servizio di pulizia, le manutenzioni” dichiarano Roman, Mattia e Filippo, soci fondatori di Homynest.Il servizio offerto alle aziende è stato da subito molto apprezzato, abbiamo quindi valutato che ogni immobile presenta dei momenti di mancato uso ed abbiamo “aperto” il nostro modello di business al mondo degli affitti brevi, per privati, corredati però da tutti i servizi che già offriamo alle aziende“.Il servizio piace ai clienti e l’idea di essere “coccolati” in uno degli appartamenti gestiti da Homynest spinge la società a ricercarne sempre di nuovi.Affittare ad Homynest conviene davvero in quanto la società non è un’intermediaria. Homynest è semplicemente il nuovo inquilino dell’immobile, serio e professionale. Con Homynest l’immobile è in mani sicure, valorizzato e sempre al massimo delle sue potenzialità. Offriamo un contratto diretto e garantito: firmiamo noi come inquilini, senza agenzie o terzi” ribadiscono i fondatori di Homynest.Pagamenti sempre puntuali, zero morosità, zero rincorsi, cura dell’immobile impeccabile con pulizie, manutenzione, attenzioni quotidiane e tutte le garanzie ed assicurazioni a tutela di ogni aspetto dell’immobile sono i punti di forza che fanno dormire sonni tranquilli ai proprietari.

Homynest è la soluzione innovativa per la messa a valore di un immobile

È possibile contattare Homynest senza impegno attraverso uno di questi canali:

 

Giugliano, la mamma del 15enne accoltellato: “Basta non se ne può più”

Giugliano – Piange e si dispera, Giuseppina Sarni, la mamma del 15enne accoltellato ieri sera in un campo di calcetto all’interno di un camping di Varcaturo: “Non se ne può più”

La donna, in lacrime, davanti ai microfoni e le telecamere del Tgr Campania fa un ritratto del figlio ferito gravemente. “Ho davanti agli occhi mio figlio che mi dice mamma non ti preoccupare sto bene, ho già chiamato l’ambulanza. Mio figlio è un bravo ragazzo, è educatissimo, va a scuola e studia. Gioca a calcio, è un campione, fa il portiere”.

E poi l’amara riflessione: “Basta non se ne può più. Se oggi è mio figlio, domani sarà un altro e dopo domani sarà ancora un altro”.

Giuseppe oltre ad essere appassionato di calcio aveva il desiderio di voler accedere alla prestigiosa scuola militare Nunziatella e ripeteva spesso di voler lasciare Napoli. Ora dopo questo episodio e quando starà meglio questo desiderio diventerà ancora di più prioritario.

Il giovane ha il fegato perforato: è stato operato ed è in prognosi riservata

Il giovane è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per una perforazione al fegato. Attualmente è ricoverato in prognosi riservata.

Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso che, al termine di una partita di calcio, sarebbe scoppiata un’accesa discussione tra alcuni ragazzini ospiti della struttura. Durante il litigio, uno di loro avrebbe estratto un coltello, ferendo gravemente la vittima.

Le indagini hanno consentito di ricostruire l’intera vicenda e di identificare l’aggressore: si tratta di un 18enne incensurato, che nel frattempo era tornato a casa con la propria famiglia, temendo possibili ritorsioni da parte di amici e parenti del 15enne ferito.

Secondo quanto ricostruito dai militari, il 18enne sarebbe intervenuto per difendere il proprio fratello, coetaneo della vittima, estraendo un coltello a scatto che portava nel marsupio. Durante la colluttazione, sarebbe poi partito il fendente che ha colpito il 15enne.

Questa notte i carabinieri hanno arrestato il 18enne con l’accusa di tentato omicidio. Il giovane si trova attualmente in carcere, in attesa di giudizio.

Napoli, tragedia al Vomero: ecco chi sono i tre operai morti

Napoli – Si chiamavano Ciro Pierro, 62 anni, originario di Calvizzano; Luigi Romano, 67 anni, di Arzano; e Vincenzo Del Grosso, 56 anni, residente a Napoli.

Sono loro le vittime del grave incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nel quartiere Vomero, dove i tre operai sono precipitati nel vuoto da un’altezza di circa venti metri mentre stavano lavorando alla manutenzione del tetto di un palazzo di sei piani, tra via Domenico Fontana e via San Giacomo dei Capri.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, i tre lavoratori si trovavano su un ponteggio mobile dotato di cestello, intento a sollevare un rotolo di bitume fino al tetto dello stabile. Proprio durante questa operazione, il montacarichi si sarebbe sganciato all’improvviso, probabilmente a causa di un cedimento strutturale della colonna portante, forse sollecitata oltre la propria capacità di carico.

 Il montacarichi affittato presso un’altra azienda

dai primi accertamenti è emerso che il montacarichi era stato affittato dalla ditta aggiudicatrice dei lavori presso un’altra impresa. E su questo e sulle rispetto delle normativo anti infortunistiche che si concentrano le indagini degli investigatori.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno potuto soltanto constatare il decesso dei tre operai. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per accertare dinamica e responsabilità, affidando il fascicolo alla Sezione “Lavoro e colpe professionali”, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Ricci e del sostituto procuratore Stella Castaldo.

Morire di lavoro, una ferita che non si rimargina

Ancora tre morti. Ancora una volta operai, ancora una volta in pieno orario di lavoro, mentre svolgevano un’attività ordinaria come la manutenzione di un tetto. Le prime ipotesi parlano di un cedimento strutturale, forse legato a un sovraccarico. Ma, al di là delle cause tecniche e delle responsabilità che saranno accertate dalla magistratura, resta un fatto inaccettabile: si continua a morire di lavoro, troppo spesso e troppo in silenzio.

Non si tratta di fatalità, ma di un’emergenza nazionale. Le morti bianche – così definite, con un linguaggio che le svuota di peso e dramma – sono la conseguenza diretta di un sistema che ancora oggi, nel 2025, non riesce a garantire condizioni minime di sicurezza nei cantieri, nei magazzini, nei campi, nelle fabbriche.

Le vittime di oggi si chiamavano Ciro, Luigi e Vincenzo. Avevano una famiglia, una vita, progetti. Erano padri, mariti, colleghi. Hanno lasciato la casa questa mattina per andare a lavorare e non sono più tornati. È a loro, e a tutti gli altri come loro, che il Paese deve risposte vere, concrete. Non solo parole di cordoglio.

Serve un salto culturale, prima ancora che normativo. La sicurezza sul lavoro non può essere vista come un costo, ma come un diritto. E ogni morte evitabile rappresenta una sconfitta per tutti: per le istituzioni, per le imprese, per la società civile. Perché nessuno dovrebbe morire per guadagnarsi da vivere.

Pompei, accordo tra Scavi e Procura contro il saccheggio dei reperti archeologici

La guerra silenziosa contro i tombaroli continua, e Pompei non arretra di un passo. Venerdì 25 luglio, il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, e il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, hanno firmato la proroga biennale del protocollo d’intesa che unisce giustizia e cultura nella difesa dell’inestimabile patrimonio vesuviano. Un’intesa nata nel 2019 e già rinnovata nel 2021 e 2023, che si conferma un modello pilota a livello nazionale per contrastare il traffico illecito di reperti e i continui scavi abusivi.

Le operazioni condotte in questi anni raccontano una sinergia vincente. Il caso Civita Giuliana è emblematico: qui, oltre all’arresto dei tombaroli che saccheggiavano un’antica villa suburbana, sono emerse scoperte scientifiche di rilievo mondiale. Stesso discorso per la Villa dei Misteri, dove la demolizione di un casolare abusivo ha dato il via a nuovi scavi che hanno confermato sospetti di attività clandestine. Tra cunicoli nascosti e strumenti da scavo ritrovati, la legalità si fa strada anche sotto terra.

Il rinnovato protocollo prevede scambio costante di informazioni, interventi tempestivi, scavi mirati e una mappa aggiornata dell’intero territorio archeologico. La Procura potrà chiedere al Parco interventi urgenti per verificare sospetti di attività illecite, mentre ufficiali di polizia giudiziaria avranno accesso ai cantieri per sequestri e verifiche. L’obiettivo è duplice: proteggere ciò che la storia ha lasciato e restituire decoro e identità ai territori da troppo tempo violati da abusi edilizi e saccheggi.

“La tutela del patrimonio storico e culturale è una priorità”, ha ribadito il procuratore Fragliasso. “Grazie a questa collaborazione abbiamo restituito alla collettività testimonianze di eccezionale valore”. Il direttore Zuchtriegel sottolinea il significato più profondo di questi interventi: “Non solo legalità e conservazione, ma anche sviluppo turistico e culturale per la Grande Pompei”.

Rocco Hunt al Giffoni: “Sanremo? Sogno un Festival in Campania, la musica qui è poesia”

Tra l’entusiasmo e le domande curiose dei ragazzi di Impact! al Giffoni Film Festival, Rocco Hunt ha acceso una miccia che va oltre la musica: quella dell’orgoglio territoriale. “Un Festival in Campania sarebbe bellissimo”, ha dichiarato, immaginando uno spostamento simbolico di Sanremo verso Napoli o Salerno. Il rapper salernitano ha giocato a portare “acqua al suo mulino”, ma con serietà ha sottolineato come il Sud abbia tutte le carte in regola per ospitare un evento di quel calibro: cultura, talento e identità.

La sua è una dichiarazione d’amore al Mezzogiorno, ma anche un atto di rivincita culturale. “Nel 2014 mi chiesero di cambiare il ritornello di ‘Nu juorno buono’, volevano l’italiano, dicevano che il rap in dialetto non avrebbe fatto strada. Ma io ho vinto Sanremo Giovani cantando in napoletano. E oggi tutti lo cantano, anche chi napoletano non è”. La lingua diventa così resistenza e orgoglio, “poesia” fatta di infanzia, dolore e gioia.

Il racconto di Hunt si intreccia con le sue scelte artistiche, sempre coerenti con le sue radici. Dal tour che si chiuderà alla Reggia di Caserta, ai silenziosi incontri in parrocchie, ospedali e carceri: “Non si tratta di apparire, ma di esserci”, ha detto. “È l’esempio a contare”.

Nel panorama musicale, oggi Rocco Hunt collabora con artisti come Irama, Baby Gang e Noemi. L’ultimo brano, ‘Oh Ma’, è già sul podio dei brani più trasmessi in radio. “È la conferma che la gente riconosce la verità quando la sente”, ha sottolineato, invitando i ragazzi a non tradire mai ciò che sono: “Le radici sono la forza che vi guiderà, anche quando sarete lontani”.

Caserta, irregolarità in cantiere: quattro denunciati per violazioni sulla sicurezza sul lavoro

Nel cuore di Caserta, dietro l’apparenza ordinaria di un cantiere edile, si celava un sistema fatto di leggerezze e gravi omissioni in materia di sicurezza. È quanto emerso da un controllo mirato eseguito dai carabinieri della Stazione di Caserta, in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro e funzionari dell’Ispettorato Territoriale.

L’ispezione, effettuata in un cantiere destinato al completamento di un fabbricato in costruzione non lontano dal centro cittadino, ha portato alla denuncia di quattro persone per violazioni alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il quadro emerso è preoccupante: assenza di sistemi adeguati per i lavori in quota, mancanza di formazione sull’uso dei DPI, omissione di visite mediche obbligatorie e documentazione carente nei Piani Operativi di Sicurezza.

A finire nel mirino delle autorità, l’amministratore unico dell’impresa affidataria e tre referenti di altre ditte coinvolte nei lavori, tra cui una specializzata in isolamento termico e due attive nell’impiantistica elettrica. Le responsabilità vanno dalla mancata verifica dei POS alla presenza in cantiere di lavoratori non adeguatamente formati o tutelati.

Le sanzioni sono state immediate: ammende per 12.605 euro e multe amministrative per altri 2.854 euro. Sul posto sono stati identificati 12 lavoratori, risultati tutti regolarmente assunti, ma il dato non attenua la gravità delle condizioni operative rilevate. In un momento in cui il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro è al centro del dibattito nazionale, l’operazione condotta a Caserta è l’ennesimo segnale che troppo spesso la vita e l’incolumità degli operai vengono messe in secondo piano.

Incidente a Salerno per pulmino con tifosi del Catania, nove feriti: due sono in prognosi riservata

Doveva essere un viaggio di entusiasmo e passione, si è trasformato in una corsa in ospedale. Nove tifosi del Catania, tutti appartenenti alla Curva Sud, sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto nei pressi di Salerno. Il gruppo era partito da Catania diretto a Norcia, in Umbria, dove la squadra etnea è in ritiro estivo in vista della prossima stagione calcistica.

Il bilancio è pesante: due dei nove feriti sono ricoverati in condizioni critiche, con prognosi riservata. Uno si trova all’ospedale di Polla, l’altro è stato trasferito, cosciente ma in stato serio, al presidio ospedaliero di Vallo della Lucania. Le cause dello schianto sono ancora in fase di accertamento: le forze dell’ordine stanno ricostruendo la dinamica del sinistro per capire cosa abbia provocato il ribaltamento del mezzo.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorritori e le pattuglie della polizia stradale, che hanno gestito i soccorsi e garantito la sicurezza del traffico. Nel frattempo, la società rossazzurra, in costante contatto con la Questura di Perugia, valuta se confermare o meno gli eventi pubblici previsti per domani: l’amichevole con una squadra locale e la presentazione ufficiale in piazza.

Napoli piange tre operai, il Cardinale Battaglia: “Non chiamatele morti bianche, sporcano le coscienze”

Napoli si sveglia ancora una volta nel dolore, ferita da una tragedia che ha il sapore dell’ingiustizia e l’odore acre della rabbia. Tre operai morti sul lavoro, tre vite spezzate da un destino che ha il volto dell’incuria e della mancata sicurezza. A scuotere la città e l’Italia intera è la voce forte del Cardinale Domenico Battaglia, che rompe il silenzio con parole che sono più di una preghiera: sono un atto d’accusa, un richiamo a una responsabilità collettiva.

“Non chiamatele più morti bianche, perché sporcano le nostre coscienze”, scrive il vescovo in una nota accorata, che diventa grido civile. “Morire non sul lavoro, ma di lavoro, è inaccettabile. È inaccettabile uscire la mattina per guadagnarsi il pane e non fare più ritorno”.

Don Mimmo non usa mezzi termini, e alla compassione unisce l’indignazione. Chiama per nome le cose: il lavoro, che dovrebbe essere dignità e futuro, diventa trappola mortale. E chiede coraggio, alle istituzioni, alle imprese, a chi ha voce pubblica e responsabilità: “Non c’è più tempo da perdere. Serve una giustizia sociale vera, fatta di regole, prevenzione e sicurezza. Nessuna madre, nessun figlio, nessun amico dovrebbe più ricevere una telefonata che annuncia una morte evitabile”.

Napoli, tender rubato da maxi yacht davanti a Castel dell’Ovo: ritrovato a Torre del Greco

Napoli – Un furto audace ha scosso la rada di Napoli nella notte: il tender di un Maxi Yacht, ormeggiato nello specchio acqueo antistante Castel dell’Ovo, è stato sottratto sotto gli occhi della città.

Ma l’intervento rapido dei militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli ha permesso di recuperare il mezzo poche ore dopo, ponendo fine a una vicenda che evidenzia la crescente piaga dei furti in mare.

Il furto è stato denunciato nella mattinata di oggi dal comandante dell’imbarcazione presso la Stazione Navale di Napoli. Immediatamente sono scattate le ricerche, facilitate dalla presenza di unità navali già impegnate in attività di pattugliamento.

Grazie a una ricognizione sotto costa, le Fiamme Gialle del mare hanno localizzato il tender su una spiaggia di Torre del Greco, abilmente nascosto tra canne e vegetazione. Il mezzo, fortunatamente integro, è stato recuperato e restituito al proprietario.

Un fenomeno in crescita

Il furto di tender e imbarcazioni minori è un problema sempre più diffuso lungo le coste campane, specialmente durante la stagione estiva, quando il traffico diportistico raggiunge il suo apice.

I ladri approfittano delle ore notturne e della scarsa sorveglianza per colpire, spesso occultando i mezzi rubati in luoghi isolati per poi rivenderli o smontarli. Per contrastare questo fenomeno, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli di polizia marittima, sensibilizzando le marinerie locali e i diportisti sulla necessità di adottare misure di sicurezza.

Tra i consigli, quello di non lasciare i tender incustoditi, soprattutto di notte, e di dotarli di sistemi antifurto o di ancoraggio sicuro.

Più controlli in vista dell’estate

Con l’arrivo di agosto, periodo di massimo afflusso turistico, è previsto un ulteriore rafforzamento dei servizi di vigilanza in mare. Le coste campane, da sempre meta prediletta di yacht e imbarcazioni da diporto, saranno pattugliate con maggiore intensità per garantire la sicurezza dei villeggianti e contrastare attività illecite.

L’obiettivo è chiaro: proteggere un settore cruciale per il turismo regionale e prevenire episodi come quello avvenuto davanti a Castel dell’Ovo.L’intervento tempestivo delle Fiamme Gialle dimostra l’efficacia dei controlli in mare, ma il messaggio è altrettanto chiaro: la collaborazione dei diportisti è fondamentale per arginare i furti e preservare la bellezza e la sicurezza delle coste campane.

Tragedia del Vomero, la Procura vuole accertare le responsabilità

La Procura di Napoli, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, ha aperto un’inchiesta e disposto un sopralluogo immediato dopo il grave incidente sul lavoro avvenuto questa mattina poco dopo le 9:30 al Vomero.

Tre operai sono morti precipitando da un montacarichi mentre erano impegnati nella manutenzione del tetto di un palazzo di sei piani, tra via Domenico Fontana e via San Giacomo dei Capri.

Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato, la Polizia Scientifica, i Vigili del Fuoco e l’Ispettorato del Lavoro. A coordinare le indagini, per la Sezione Lavoro e colpe professionali, sono il procuratore aggiunto Antonio Ricci e il sostituto Stella Castaldo.

Le prime verifiche si concentrano sul cedimento strutturale del montacarichi, ritenuto al momento la causa principale della tragedia.

Il cedimento del montacarichi: i tre operai precipitano da 20 metri

I tre operai, dipendenti di una ditta specializzata, stavano lavorando su un cestello elevatore per il rifacimento del tetto dello stabile. Secondo i primi accertamenti, una delle due colonne di sostegno del montacarchi avrebbe ceduto, provocando il ribaltamento della piattaforma. I tre sono caduti nel vuoto da un’altezza di circa 20 metri, morendo sul colpo. Il personale del 118, giunto sul posto insieme alle forze dell’ordine, non ha potuto far altro che constatare il decesso.

La testimonianza: “Un boato infernale, poi le urla”

«Abbiamo sentito un boato infernale. La signora al piano di sopra strillava e piangeva. Siamo corsi al balcone e abbiamo visto l’accaduto». A parlare è Ciro Caiazzo, residente nel palazzo dove è avvenuta la tragedia.

«Stavano lavorando da circa dieci giorni – racconta – erano lavori condominiali di manutenzione, stavano rifacendo la guaina del terrazzo». Caiazzo li aveva incrociati più volte al bar, dove facevano colazione al mattino. «Da quello che so, erano tutti napoletani, uno aveva meno di 50 anni. È una tragedia assurda, speriamo si faccia presto luce».

Il sindaco Manfredi: “Giorno di dolore, serve più sicurezza”

«È un giorno di dolore. Tre operai hanno perso la vita in un incidente assurdo. Esprimo la mia vicinanza e quella di tutta Napoli alle loro famiglie». Così il sindaco Gaetano Manfredi, che aggiunge: «Non possiamo rassegnarci alle morti sul lavoro. Servono più controlli, più sicurezza e più formazione. Faremo tutto il necessario».

Indagini in corso: si cerca la responsabilità

Le autorità stanno verificando se ci siano state negligienze nella manutenzione del mezzo o errori procedurali nell’organizzazione del cantiere. Intanto, la città si stringe intorno alle famiglie delle vittime, in attesa di risposte su un’altra tragedia che riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri.

 

Napoli, furti d’auto e “cavallo di ritorno” a Caivano: tre arresti al Parco Verde

Le vittime derubate ricevevano richieste di denaro per riavere i veicoli. I carabinieri hanno incastrato il gruppo grazie alle telecamere del “Progetto Caivano”.

Caivano— Rubavano auto e poi contattavano le vittime chiedendo denaro in cambio della restituzione: una classica tecnica del cosiddetto “cavallo di ritorno” che ha portato all’arresto di tre uomini, di 38, 43 e 55 anni, tutti residenti nel Parco Verde di caivano.

I Carabinieri della stazione locale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura di Aversa. I tre sono indagati, a vario titolo, per furto aggravato, ricettazione ed estorsione.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari dell’Arma, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza: secondo quanto accertato, i tre avrebbero agito a bordo di auto a noleggio, mettendo a segno diversi furti ai danni di cittadini della zona.

Subito dopo, contattavano i proprietari per avanzare richieste estorsive con la promessa di restituire i veicoli rubati dietro pagamento.

Un ruolo fondamentale è stato giocato dai sistemi di videosorveglianza installati nell’ambito del “Progetto Caivano”, iniziativa varata per rafforzare il controllo del territorio nel rione ad alta densità criminale. Le immagini hanno documentato le fasi dei furti e contribuito a incastrare gli indagati.

Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi legati alla stessa organizzazione.

Gigi D’Alessio, annuncia il tour nei palazzetti: parte a marzo 2026 da Roma

3

Napoli – Dopo aver conquistato gli stadi italiani e in attesa di dominare Piazza del Plebiscito con sette serate a settembre, Gigi D’Alessio non si ferma e annuncia un nuovo capitolo della sua carriera live: il Gigi Palasport 2026.
Il tour, che partirà il 18 marzo dal Palasport di Roma, promette di emozionare il pubblico con un viaggio musicale attraverso oltre trent’anni di successi, dai classici intramontabili al recente singolo Un selfie con la vita, rilasciato lo scorso 18 luglio.

Il tour toccherà alcune delle principali città italiane: dopo Roma, Gigi si esibirà il 20 marzo a Bari, il 23 marzo a Firenze, il 25 marzo a Torino, l’11 aprile a Padova, il 17 aprile ad Ancona e il 18 aprile a Bologna.

Un’agenda fitta che conferma l’instancabile energia dell’artista napoletano, pronto a riabbracciare i fan in location intime e raccolte dopo le grandi arene estive.Un’Estate Trionfale e il Record di Piazza del PlebiscitoL’annuncio arriva al culmine di un’estate straordinaria per D’Alessio.

Il cantante ha già fatto registrare due sold out allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, dove ha incantato oltre 100.000 spettatori, e ha debuttato con successo al Circo Massimo di Roma. Ma il clou della stagione è atteso a settembre, quando Gigi tornerà nella sua Napoli per ben sette concerti in Piazza del Plebiscito, previsti per il 19, 20, 21, 23, 26, 27 e 28 settembre. Cinque di queste date sono già sold out, un risultato che porta a 22 le sue esibizioni nella storica piazza in appena quattro anni, polverizzando ogni record precedente.

iIl Gigi Palasport 2026 si preannuncia come un’esperienza unica, un’occasione per celebrare una carriera costellata di hit che hanno segnato generazioni. D’Alessio, con il suo inconfondibile mix di pop, melodia napoletana e sonorità moderne, continua a essere un punto di riferimento per la musica italiana.

Il tour sarà anche l’opportunità per presentare dal vivo Un selfie con la vita, il brano che ha già conquistato le radio e i cuori dei fan.Con il suo carisma e la capacità di creare un legame autentico con il pubblico, Gigi D’Alessio si prepara a scrivere un’altra pagina memorabile della sua storia musicale. L’appuntamento è al Palasport di Roma per l’inizio di un viaggio che, ancora una volta, promette emozioni senza tempo.

Salerno: 57enne finisce in carcere per aver violato il divieto di avvicinamento all’ex

La Squadra Mobile della Questura di Salerno ha tratto in arresto un 57enne già sottoposto a un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex compagna.

L’uomo, ora agli arresti domiciliari per ordine del Gip del Tribunale di Salerno, avrebbe continuato a perseguitare la donna nonostante le restrizioni imposte dalle autorità.

L’episodio decisivo si è verificato lo scorso 21 luglio, quando l’uomo è stato sorpreso in auto, in atteggiamento sospetto, nei pressi del posto di lavoro della vittima. Un comportamento che, secondo l’accusa e il giudice, confermerebbe il persistere di una condotta vessatoria, già oggetto di precedenti provvedimenti. La Procura, ritenendo insufficienti le misure precedenti, ha ottenuto l’inasprimento della cautela, trasformando il divieto di avvicinamento in arresti domiciliari.

Un nuovo caso che riaccende i riflettori sul fenomeno delle molestie insistenti e sull’importanza di interventi tempestivi per proteggere le vittime di stalking.

Benevento, minaccia e maltratta la madre: 30enne allontanato da casa 

San Nicola Manfredi — Un 30enne è stato allontanato dalla casa familiare e colpito da un divieto di dimora nel comune di San Nicola Manfredi, in provincia di Benevento, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della madre.

La misura cautelare è stata eseguita dagli agenti della Squadra Mobile di Benevento, in seguito a un’ordinanza emessa dal giudice su richiesta della Procura della Repubblica. L’indagine è partita dopo la denuncia della madre, esasperata da una situazione di violenza domestica protrattasi per mesi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il figlio avrebbe messo in atto una condotta vessatoria sistematica, fatta di insulti quotidiani, minacce — anche di morte — e continue richieste di denaro. Un clima di terrore culminato in un episodio particolarmente inquietante: la donna ha raccontato di aver trovato un coltello da cucina con lama seghettata all’interno della doccia, chiaro segnale intimidatorio.

La vittima, sempre più spaventata, era arrivata al punto di rinchiudersi nella propria stanza, pur di evitare ogni contatto con il figlio negli spazi comuni dell’abitazione.

La Procura ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e il concreto pericolo di reiterazione del reato, disponendo l’allontanamento immediato dell’uomo dalla casa e il divieto di avvicinamento alla madre.

Le indagini proseguono per accertare eventuali altri episodi di violenza o abusi.