Home Blog Pagina 460

Anziana truffata con la scusa del figlio ferito: arrestato un uomo nel Salernitano

Una truffa studiata nei minimi dettagli, architettata per colpire nel momento più fragile: la paura per un figlio ferito. È così che un uomo è riuscito a raggirare un’anziana di San Mango Piemonte, in provincia di Salerno, sottraendole contanti e oggetti d’oro per un valore stimato in oltre 11mila euro. I fatti risalgono al 6 gennaio scorso, ma solo ora il presunto autore è finito agli arresti domiciliari, su ordinanza del gip del Tribunale di Salerno, eseguita dai carabinieri della stazione di San Cipriano Picentino.

Secondo le indagini coordinate dalla Procura, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente con il solito copione del falso incidente stradale: al telefono, la voce concitata parlava di un grave sinistro che coinvolgeva il figlio, inducendola nel panico e convincendola a consegnare quanto aveva in casa a un sedicente emissario. A completare la truffa, anche il marito della donna è stato chiamato: stavolta la trappola è stata quella del finto carabiniere, usata per farlo uscire di casa e lasciare l’anziana da sola, più vulnerabile e facilmente manipolabile.

Una tecnica collaudata e odiosa, che sfrutta l’amore genitoriale e la fiducia nei confronti delle istituzioni per colpire le vittime più deboli. Ma grazie alla tempestiva attività investigativa dei militari dell’Arma, il cerchio si è chiuso attorno al presunto autore del raggiro. Ora, sotto misura cautelare, dovrà rispondere di truffa aggravata.

West Nile, scatta l’allerta: donazioni di sangue bloccate in 31 province italiane

Il virus West Nile torna a far paura e colpisce al cuore del sistema sanitario italiano: sono già 31 le province in cui è scattato il blocco parziale delle donazioni di sangue. Da Milano a Lecce, da Torino a Napoli, passando per Ferrara, Roma e Verona, il Centro nazionale sangue ha ufficializzato le aree in cui vigono le restrizioni per contrastare la diffusione del virus trasmesso dalle zanzare.

Nel dettaglio, chiunque abbia soggiornato anche una sola notte nelle province coinvolte durante la stagione 2025, potrà donare sangue solo dopo aver effettuato il test Nat per il West Nile o, in alternativa, dovrà attendere una sospensione di 28 giorni. Una misura precauzionale, ma severa, che mira a tutelare la sicurezza del sangue raccolto per trasfusioni e interventi medici.

Il rischio è reale e il monitoraggio costante. La mappa delle aree rosse, pubblicata sul sito ufficiale del Centro nazionale sangue, fotografa un’Italia spaccata in due, dove la minaccia virale impone misure drastiche e tempestive. E con l’estate nel pieno della sua intensità — e quindi anche con la proliferazione delle zanzare — la vigilanza sanitaria non può permettersi distrazioni.

Il Prefetto non si arrende: ricorso al Consiglio di Stato sulle “zone rosse” di Napoli

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, non ci sta. Dopo la sentenza con cui il Tar Campania ha annullato la proroga del divieto di stazionamento nelle cosiddette “zone rosse” cittadine, arriva la risposta istituzionale: sarà presentato appello al Consiglio di Stato. Una decisione presa, sottolinea la Prefettura, “nel pieno rispetto della pronuncia giurisdizionale”, ma fondata sulla convinzione della legittimità e della necessità di quei provvedimenti, nati per contrastare degrado e criminalità diffusa in alcune aree critiche della città.

L’ordinanza contestata, afferma la Prefettura partenopea in una nota, era stata il risultato di un percorso condiviso con i sindaci nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le cosiddette “zone rosse” – circoscritte e limitate nel tempo – erano state individuate in base a episodi documentati di risse, vandalismi, consumo eccessivo di alcol, spaccio e aggressioni, che avevano reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per garantire la fruibilità dello spazio pubblico.

Al centro della misura, secondo il Prefetto, c’era l’equilibrio tra libertà di circolazione e diritto alla sicurezza. Le ordinanze, infatti, consentivano di allontanare soggetti già segnalati per reati, aggressivi o molesti, da luoghi particolarmente esposti a fenomeni di degrado urbano, senza generalizzare i divieti.

Weekend nero sulle strade italiane: 37 vittime in tre giorni

1

Un bilancio drammatico quello dell’ultimo fine settimana sulle strade italiane: 37 morti tra venerdì 25 e domenica 27 luglio, nove in più rispetto ai 28 decessi registrati nel weekend precedente.

A tracciare il quadro è l’Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale), che ha analizzato i dati degli incidenti in tutta Italia.

Le vittime: dal ragazzino di 7 anni all’anziano di 87

Tra le vittime, 18 automobilisti, 12 motociclisti, 3 ciclisti e 4 pedoni, con un’età compresa tra 7 e 87 anni. Sette di loro avevano meno di 35 anni, mentre tre – un 23enne e due uomini di 76 e 87 anni – erano rimasti feriti nei weekend precedenti e sono deceduti nelle ultime ore.

Le cause e le strade più pericolose

Tre incidenti plurimortali hanno causato otto vittime, mentre in otto casi la morte è arrivata dopo una fuoriuscita di strada senza coinvolgimento di altri veicoli. Le strade statali e provinciali si sono confermate le più pericolose, con 16 incidenti fatali.

La mappa regionale del dolore

La Lombardia è la regione più colpita, con 9 vittime, seguita da Campania e Calabria (4 ciascuna). A quota 3 morti ci sono Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Puglia, mentre Toscana, Sicilia e Sardegna ne contano 2. Una sola vittima, infine, in Trentino-Alto Adige e Piemonte.

L’allarme dell’Asaps

L’associazione lancia ancora una volta l’allarme sull’emergenza sicurezza stradale, ricordando che molti di questi incidenti potrebbero essere evitati con maggiore prudenza, rispetto dei limiti e controlli più severi. Intanto, il bollettino di fine luglio si chiude con un numero che fa riflettere: 37 famiglie distrutte in soli tre giorni.

Napoli, guida in stato di ebbrezza: multe e due auto sequestrate

Napoli – Prosegue l’offensiva della Polizia di Stato di Napoli contro la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Grazie a un laboratorio mobile fornito dalla Società Tangenziale di Napoli S.p.A., gli agenti della Polizia Stradale di Fuorigrotta hanno intensificato i controlli nella serata di domenica, nell’ambito di un progetto mirato a ridurre gli incidenti stradali.

Il bilancio dell’operazione parla chiaro: 41 veicoli e 81 persone sottoposti a verifica, 13 violazioni del Codice della Strada contestate, 27 punti decurtati dalle patenti, un veicolo sequestrato amministrativamente e due sottoposti a fermo.

L’iniziativa, che sarà replicata durante l’estate, punta a promuovere condotte di guida responsabili per garantire la sicurezza sulle strade e, soprattutto, tutelare vite umane. Un segnale forte per contrastare un fenomeno che continua a rappresentare una minaccia per la circolazione e la sicurezza pubblica.

L’ascesa dell’intrattenimento istantaneo: come le piattaforme si contendono l’attenzione a Napoli

1

A Napoli, dove la vita quotidiana si muove in fretta e in modo imprevedibile, l’intrattenimento digitale si sta adattando allo stesso ritmo. Che si tratti di scorrere i reel in un caffè vicino a Piazza Bellini o guardare gli highlights in metropolitana, sempre più persone scelgono contenuti che si adattano ai momenti brevi. L’intrattenimento istantaneo, video veloci, giochi mobile, app di streaming, ora compete con le forme tradizionali di svago. È veloce, flessibile e sempre disponibile, perfetto per riempire gli spazi tra un impegno e l’altro della vita urbana.

Gaming mobile: una fuga digitale in tasca

Il gaming mobile è uno dei modi in più rapida crescita con cui i napoletani trascorrono il tempo durante le pause o gli spostamenti. Giochi come Clash Royale, Candy Crush o anche rapide partite di poker sono diventati compagni digitali nella vita quotidiana. Che si tratti di una panchina alla Villa Comunale o della fila in un panificio, il gaming mobile offre vittorie rapide, competizione immediata e brevi momenti di evasione, senza bisogno di console o attrezzature complesse.Per chi vuole cambiare un po’, alcuni si affidano ai migliori siti di crypto casino, attratti dalla registrazione veloce e senza problemi e dalla varietà di giochi disponibili. Con migliaia di titoli perfetti per brevi sessioni, pagamenti quasi istantanei tramite diverse criptovalute e bonus generosi come premi di benvenuto, cashback e giri gratuiti, queste piattaforme aggiungono un ulteriore livello di divertimento su richiesta, perfettamente in linea con il ritmo cittadino.

Abitudini locali di streaming: dal prime time a qualsiasi momento

A Napoli, lo streaming ha superato i programmi con orari fissi. Servizi come Netflix Italia, NOW TV e RaiPlay vengono utilizzati non solo di sera ma durante tutta la giornata. Intere serie vengono viste in un’unica seduta, spesso mentre si cucina, si riposa o ci si sposta in città. Serie come Mare Fuori, girata a Napoli, vengono guardate non per l’orario in cui vanno in onda, ma perché sono sempre disponibili.Questo passaggio dai programmi a orario fisso alla flessibilità dell’on demand permette di guardare ciò che si vuole, quando si vuole e su qualsiasi dispositivo. Una libertà che si adatta perfettamente allo spirito di Napoli, città dove la struttura spesso si piega all’umore del momento.

Ricette online veloci: dal mercato al piatto in pochi minuti

I video di cucina istantanea e le piattaforme di ricette stanno cambiando il modo in cui i napoletani cucinano a casa. Con app e canali che propongono piatti pronti in meno di 20 minuti, le ricette tradizionali stanno ricevendo un makeover rapido. Da uno spaghetti aglio e olio veloce a una versione semplificata della parmigiana, le guide passo-passo ora includono timer, liste ingredienti e video dimostrativi abbastanza brevi da seguire senza mettere in pausa.Anche chi fa la spesa al Mercato di Porta Nolana tira fuori il telefono per un’ispirazione dell’ultimo minuto o per provare una nuova ricetta sul momento. Non si tratta di sostituire la tradizione, ma di renderla più accessibile, anche nei giorni più frenetici.

Video brevi: lo scorrere napoletano

I video brevi hanno invaso gli schermi in tutta la città. Piattaforme come TikTok e Instagram Reels propongono clip veloci e accattivanti che spaziano dalla preparazione della pizza nei Quartieri Spagnoli alla musica di strada vicino a Spaccanapoli. Questi video si guardano e si condividono in pochi secondi, offrendo intrattenimento senza impegno.Scorrere è diventato parte della routine quotidiana: mentre si beve un caffè, si aspetta l’autobus o si è fermi nel traffico. I creator locali stanno ottenendo visibilità grazie a contenuti rapidi che uniscono umorismo, tradizione e vita quotidiana napoletana.

Benessere su richiesta: il tasto pausa digitale di Napoli

App per il benessere e la meditazione come Headspace e Insight Timer, così come brevi meditazioni su YouTube, stanno prendendo piede a Napoli. I napoletani le usano per esercizi di respirazione rapidi o sessioni di stretching da cinque minuti, soprattutto quando il lavoro o il traffico diventano stressanti.Diverse istruttrici, da Vomero a Mergellina, pubblicano ora contenuti brevi di yoga e rilassamento sui social, offrendo momenti di calma da inserire tra una commissione e una riunione. Anche il benessere è entrato nel mondo dell’intrattenimento istantaneo: veloce, flessibile e sempre a portata di mano.

Conclusione

L’intrattenimento istantaneo si è intrecciato con il ritmo quotidiano di Napoli. Dai giochi mobile ai video di cucina, dalle serie in streaming ai contenuti brevi, tutto è pensato per adattarsi al tempo reale. In una città nota per la sua energia e il suo caos, i contenuti veloci trovano terreno fertile.

 

Ischia, corteo di solidarietà contro l’abbattimento di una casa “sanata”

Lacco Ameno – Continua a far discutere a Ischia la vicenda delle demolizioni di abitazioni ritenute abusive, ma in alcuni casi regolarizzate da condoni.

A Lacco Ameno, l’imminente abbattimento di una casa, dichiarata sanata dai proprietari, ha scatenato una mobilitazione popolare. La famiglia De Simone, composta da sei persone, tra cui un anziano di 92 anni invalido al 100%, rischia di perdere la propria abitazione, nonostante la regolarizzazione ottenuta con un condono, come denunciato in una lettera aperta diffusa dai media locali.

Domenica prossima, alle ore 20, piazza Capitello ospiterà un corteo di solidarietà organizzato dal Coordinamento dei Comitati per il Diritto alla Casa della Regione Campania. La protesta attraverserà il corso principale di Lacco Ameno fino a piazza Santa Restituta, davanti al municipio, dove si terrà un comizio e un incontro con il sindaco Giacomo Pascale.

I rappresentanti del comitato denunciano un paradosso: “Il sindaco ha confermato che la casa era stata sanata, con l’approvazione del Comune e della Soprintendenza, eppure l’abbattimento è stato disposto entro il 27 agosto, nonostante un’udienza in tribunale sia fissata per il 25 settembre.

Perché tanta fretta? Perché non attendere il pronunciamento del giudice?”. La vicenda, che alimenta il dibattito sull’equità delle demolizioni, chiama in causa istituzioni e cittadini, pronti a far sentire la propria voce.

Napoli, infermiera picchiata dalla figlia di un paziente al Cto

Napoli– Un nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario si è verificato ieri mattina al Pronto Soccorso dell’Ospedale CTO di Napoli.

Protagonista dell’aggressione una 48enne napoletana, denunciata dalla Polizia di Stato per minaccia aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, in quanto l’operatrice sanitaria colpita riveste tale qualifica.

La dinamica dell’aggressione

Tutto è iniziato quando la donna, il cui padre era ricoverato nella struttura, ha preteso di conoscere i nomi dei medici che avevano prestato servizio durante il turno notturno.

Alla legittima opposizione della coordinatrice del reparto, che ha motivato il rifiuto con le norme sulla privacy e il regolare funzionamento del servizio, la 48enne è prima esplosa in minacce verbali, per poi passare alle vie di fatto, colpendo l’operatrice.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, già allertati dalla Sala Operativa, sono intervenuti tempestivamente al CTO, accertando le responsabilità della donna. Dopo aver raccolto le testimonianze del personale sanitario e verificato le condizioni della vittima, i poliziotti hanno denunciato la 48enne, che ora dovrà rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia.

Un fenomeno in crescita

L’episodio si inserisce in un preoccupante trend nazionale di aggressioni ai danni di medici e infermieri, sempre più spesso presi di mira da pazienti o familiari in preda a rabbia e frustrazione. Solo poche settimane fa, un caso analogo si era verificato in un ospedale romano, con un’infermiera finita al Pronto Soccorso dopo essere stata presa a pugni.

Le organizzazioni sindacali tornano a chiedere maggiore sicurezza nelle strutture sanitarie, con presidi fissi delle forze dell’ordine e telecamere nei reparti più critici. Intanto, la coordinatrice aggredita al CTO, seppur scossa, ha ripreso servizio. Ma la domanda che molti si pongono è: fino a quando il personale sanitario dovrà lavorare sotto assedio?

Afragola, catturato ricercato evaso dalla provincia di Salerno

Afragola– È finita alla stazione dell’alta velocità di Afragola la fuga di un 43enne campano, ricercato per evasione dagli arresti domiciliari e già gravemente indiziato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e tentato omicidio aggravato.

A bloccarlo, nella giornata di ieri, sono stati gli agenti della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Napoli, al termine di un’operazione pianificata e condotta con discrezione nelle stazioni ferroviarie dell’alta velocità.

L’uomo, di 43 anni, era detenuto ai domiciliari a Baronissi , in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per gravi reati commessi, tra cui un agguato avvenuto il 5 agosto 2020 nel quartiere San Basilio di Roma.

Aveva tentato di uccidere un cittadino macedone a Roma nel 2020

In quell’occasione, secondo le indagini, il 43enne avrebbe sparato a un cittadino macedone di 45 anni, colpendolo alla testa e all’addome con una pistola calibro 7.65, pare per una disputa legata a crediti non riscossi. Il fatto destò notevole allarme sociale, data la brutalità e la dinamica dell’attentato.

Lo scorso 25 maggio, l’uomo aveva ottenuto un permesso per partecipare a un’udienza a Roma, ma non fece mai rientro a casa, rendendosi irreperibile. Il Tribunale di Roma, pochi giorni dopo, dispose l’aggravamento della misura cautelare, sostituendo i domiciliari con la custodia in carcere.

Grazie a un’intensa attività di monitoraggio, gli investigatori hanno ricostruito i suoi movimenti, accertando che si trovava nuovamente a Roma e che nella giornata di ieri avrebbe preso un treno diretto a Napoli.

È scattato così il piano di osservazione e pedinamento presso gli scali ferroviari, conclusosi con l’arresto all’arrivo del treno alla stazione di Afragola.L’uomo è stato condotto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Pozzuoli, al via i lavori per il pontone anti-bradisismo

Pozzuoli– Sono ufficialmente partiti i lavori al porto di Pozzuoli per l’installazione di un pontone galleggiante, soluzione destinata a fronteggiare le criticità causate dal bradisismo che da mesi interessa l’area flegrea.

L’opera consentirà di mantenere operativi gli imbarchi e sbarchi da e per le isole di Ischia e Procida, evitando l’innalzamento strutturale delle banchine.

Il cantiere è stato avviato lungo la banchina commerciale dello scalo puteolano, dove è già stata recintata un’area e sono in corso le operazioni di demolizione della soletta in cemento.

In quel punto sarà posizionata una trave metallica sulla quale poggerà una delle rampe d’accesso al pontone. Una volta operativo, il sistema permetterà il transito sicuro di passeggeri, automezzi commerciali e bus, superando l’attuale dislivello accentuato tra la banchina e i portelloni dei traghetti, diventato ormai un serio ostacolo operativo e di sicurezza.

Il pontone modulare, lungo oltre 50 metri, arriverà nei prossimi giorni al porto. L’intervento è coordinato dalla Direzione Generale Mobilità della Regione Campania, che ha stimato in circa 35 giorni la durata complessiva dei lavori necessari alla sua messa in funzione.

Con questa soluzione, il porto di Pozzuoli potrà continuare a garantire i collegamenti marittimi con le isole del Golfo anche in presenza dei fenomeni di sollevamento del suolo che stanno modificando le quote dell’intera area flegrea.

Napoli, la terapia genica ridà la vista a un paziente cieco: è la prima volta al mondo

Napoli– Da non vedere quasi nulla a tornare a distinguere i volti, gli oggetti, persino i sottotitoli in televisione. È accaduto a un uomo di 38 anni affetto dalla sindrome di Usher tipo 1B, una malattia genetica rara che causa sordità congenita e progressiva cecità.

Oggi, a un anno dall’intervento, può nuovamente condurre una vita autonoma, uscire da solo la sera, riconoscere i colleghi sul posto di lavoro. Il tutto grazie a una terapia genica sperimentale, sviluppata dall’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) di Pozzuoli e somministrata presso la Clinica Oculistica dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, unico centro al mondo a eseguire il trattamento.

“Non è solo vedere meglio: è ricominciare a vivere”, ha raccontato il paziente durante la conferenza stampa convocata dall’ateneo partenopeo. Prima dell’intervento, la sua vista era inferiore a un decimo: oggi percepisce forme, volti e movimenti anche in condizioni di scarsa illuminazione. “Guardavo il mondo come da un buco della serratura, ora riesco a vedere l’ambiente intorno a me”, ha detto.

Una terapia made in Italy

L’intervento risale a luglio 2024. Da allora, altri sette pazienti italiani affetti dalla stessa patologia sono stati trattati nel centro napoletano, tra ottobre 2024 e aprile 2025, confermando sicurezza e tollerabilità della terapia. Presto ne verranno coinvolti altri sette. Nessun evento avverso grave è stato finora registrato, se non episodi lievi e temporanei di infiammazione oculare, gestiti con terapia corticosteroidea.

La terapia rientra nello studio internazionale di fase I/II chiamato LUCE-1, promosso da AAVantgarde Bio, spin-off del TIGEM fondato nel 2021. Oltre a Napoli, partecipano anche il Moorfields Eye Hospital e The Retina Clinic di Londra. Tuttavia, il centro partenopeo è stato il primo a iniziare i trattamenti clinici sull’uomo.

Come funziona il trattamento

“La procedura in sé non è complessa – spiega Francesca Simonelli, direttrice della Clinica Oculistica e responsabile del Centro di Terapie Avanzate Oculari dell’Università Vanvitelli –. L’intervento si effettua in anestesia generale e consiste nell’iniettare sotto la retina due diversi vettori virali, ciascuno contenente metà dell’informazione genetica necessaria a ricostruire la proteina mancante nei pazienti”.

Già dopo poche settimane, il primo paziente trattato ha iniziato a percepire un miglioramento della vista. A distanza di un anno, i risultati sono straordinari: l’uomo non è più considerato ipovedente.

Una svolta per la terapia genica

“Questo traguardo – commenta Alberto Auricchio, direttore del TIGEM e responsabile scientifico di AAVantgarde Bio – è il frutto di oltre dieci anni di ricerca sostenuta dalla Fondazione Telethon. Il nostro approccio consente di superare uno dei principali limiti della terapia genica: la ridotta capacità dei vettori virali utilizzati per trasportare i geni corretti nelle cellule”.

Per molte malattie ereditarie dell’occhio, come la sindrome di Usher, il gene difettoso è troppo grande per essere trasferito con i metodi tradizionali. “Con la nostra piattaforma – prosegue Auricchio – due vettori separati, una volta nella cellula, ricompongono il gene e permettono la produzione della proteina funzionante. Questo approccio potrebbe aprire la strada anche alla cura di altre patologie oculari finora escluse dai benefici della terapia genica”.

Con questa prima prova clinica su scala mondiale, la terapia genica sviluppata a Napoli si candida a diventare un nuovo standard per il trattamento di malattie oculari ereditarie complesse, che fino a ieri sembravano senza possibilità di cura. Per il paziente 38enne, la scienza ha già fatto il miracolo: ha restituito la vista, ma soprattutto la libertà di vivere

ASL Salerno protagonista in Senato al convegno sull’Intelligenza Artificiale e la tutela delle fasce fragili

Roma– Si è tenuto nei giorni scorsi a Palazzo Madama un convegno dedicato al ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella sanità e al suo impatto sulle fasce più fragili della popolazione.

Un’occasione di confronto tra istituzioni, esperti e operatori sanitari, promossa dal Senatore Francesco Giacobbe, con l’obiettivo di analizzare le potenzialità dell’IA nei processi sociosanitari.

Tra i protagonisti dell’iniziativa anche l’ASL Salerno, rappresentata dal dottor Antonio Coppola, direttore dell’UOC Governance dei Processi di Telemedicina e Intelligenza Artificiale, che ha illustrato l’esperienza campana e, in particolare, l’avanguardia della sua azienda sanitaria.

La ASL salernitana, infatti, è stata tra le prime in Italia a dotarsi di una struttura dedicata alla gestione e allo sviluppo dell’IA applicata alla sanità pubblica.

Nel suo intervento, Coppola ha evidenziato come le nuove tecnologie, se orientate con criterio, possano abbattere le barriere geografiche, culturali e sociali, portando cure e assistenza direttamente nelle case dei cittadini, migliorando così prevenzione, diagnosi precoce e continuità assistenziale.

Durante il convegno sono stati illustrati alcuni dei progetti innovativi attualmente attivi sul territorio salernitano, tra cui:

Telestroke, premiato da Agenas e Sics, che consente la gestione in tempo reale dell’ictus cerebrale;
Il monitoraggio remoto della retinopatia diabetica nelle aree interne del salernitano;
L’impiego dell’IA predittiva per la salute mentale e le demenze, in collaborazione con l’Università Vanvitelli;
L’adozione del sistema GI Genius in ambito endoscopico per una diagnosi precoce ad altissima precisione.

L’incontro in Senato ha confermato il crescente ruolo dell’Intelligenza Artificiale come leva strategica per l’innovazione nel servizio sanitario nazionale, soprattutto nell’ambito dell’accessibilità e dell’equità delle cure per le fasce di popolazione più deboli.

Avellino, auto rubata e arnesi da scasso: 43enne arrestato dopo l’inseguimento

Non è riuscito a sfuggire ai carabinieri il 43enne di Salerno già noto alle forze dell’ordine, bloccato nella notte tra sabato e domenica a Luogosano, in provincia di Avellino, dopo un rocambolesco inseguimento.

L’uomo, a bordo di un’auto rubata lo scorso giugno in provincia di Napoli, ha tentato di seminare i militari quando questi gli hanno intimato l’alt, ma alla fine è stato raggiunto e arrestato.

La fuga e la resistenza

La dinamica è quella classica dei film polizieschi, ma purtroppo vera. I carabinieri della compagnia di Mirabella Eclano, durante uno dei tanti posti di controllo dislocati nella Valle del Calore, hanno notato l’auto sospetta e hanno provato a fermarla. Il conducente, invece di obbedire, ha messo il piede sull’acceleratore, cercando di svignarsela per le strade secondarie.

All’inseguimento è seguito un blitz: tre degli occupanti del veicolo sono riusciti a dileguarsi tra i campi, ma il quarto, il 43enne, è stato raggiunto dopo una corsa disperata. A quel punto, però, non si è arreso pacificamente: ha opposto resistenza, menando le mani e provocando lesioni a due militari prima di essere finalmente immobilizzato.

Il bottino nel bagagliaio

Una volta fermato, i carabinieri hanno scoperto che l’auto era rubata e, soprattutto, che nel bagagliaio c’erano arnesi da scasso, probabilmente pronti per essere usati in qualche colpo. L’uomo, quindi, è stato arrestato non solo per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma anche per ricettazione e possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso.

Dopo le formalità di rito, il 43enne è stato trasferito nel carcere di Ariano Irpino, mentre l’auto sarà restituita al legittimo proprietario, che forse non si aspettava più di riaverla indietro.

Intanto, i carabinieri continuano a cercare gli altri tre fuggitivi. La Valle del Calore, però, è stata messa in chiaro: chi commette reati qui, prima o poi viene beccato.

Allarme West Nile: salgono a 5 i decessi in Italia nel 2025, due vittime in Campania

1

Napoli – L’Italia registra un preoccupante aumento delle vittime del virus West Nile. Con i due ultimi decessi accertati in Campania, il bilancio delle persone che hanno perso la vita a causa dell’infezione sale a cinque in tutto il Paese dall’inizio dell’anno.

Un fenomeno che desta allarme, soprattutto per l’insorgenza precoce dei casi e la diffusione geografica.

La mappa dei decessi: Piemonte, Lazio e Campania

La prima vittima del 2025 è stata registrata in Piemonte, dove un uomo è deceduto a marzo, ben prima dell’inizio della consueta “stagione delle zanzare”, vettori principali della malattia.

Nel Lazio, il virus ha causato due morti. La prima è stata una donna di 82 anni di Nerola (Roma), che si trovava in vacanza in provincia di Latina ed è deceda il 20 luglio all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi. Il secondo caso laziale riguarda un 77enne residente a Isola del Liri (Frosinone), che aveva soggiornato di recente a Baia Domizia (Caserta). L’uomo, trapiantato di cuore e affetto da insufficienza renale cronica, è morto all’Irccs Spallanzani di Roma.

I due nuovi casi in Campania: anziani e patologie pregresse

Le ultime ore hanno purtroppo aggiornato il tragico bilancio con due nuove vittime in Campania.

Il primo caso riguarda un anziano di 80 anni di Maddaloni (Caserta), affetto da gravi patologie pregresse, deceduto all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. L’uomo era ricoverato nel reparto di Medicina d’urgenza da venerdì scorso a seguito dell’infezione.

Il secondo decesso campano, riportato dal quotidiano ‘Il Mattino’, è quello di un uomo di 74 anni ricoverato all’ospedale del Mare di Napoli. Trasferito d’urgenza il 20 luglio per un’emorragia digestiva, il paziente ha poi manifestato sintomi quali febbre e stato confusionale, aggravati da un’insufficienza renale. Il decesso è avvenuto alle 4:20 di venerdì.

L’escalation dei casi e dei decessi impone un’attenzione elevata e il rafforzamento delle misure di prevenzione e sorveglianza sul territorio.

Rissa in centro a Benevento, Mastella: “Via i migranti delinquenti”

Benevento – Dopo l’ennesimo episodio di violenza in pieno centro, il sindaco di Benevento Clemente Mastella lancia un appello deciso per il rafforzamento delle misure di sicurezza e chiede l’allontanamento dal territorio dei migranti che si rendono protagonisti di reati.

Il riferimento è alla rissa tra due cittadini extracomunitari, avvenuta nella serata di ieri in piazza Roma, uno dei luoghi più frequentati del capoluogo sannita.

“È giusto accogliere chi fugge da situazioni di necessità – ha scritto il primo cittadino in un post – ma non è accettabile che piazze centrali vengano occupate da giovinastri violenti, questa volta di origine egiziana. No alla violenza, sì al foglio di via per chi delinque e mette a rischio la libertà e la sicurezza degli altri”.

Mastella ha annunciato di aver chiesto al prefetto la convocazione urgente del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, allo scopo di valutare contromisure e interventi immediati. “Così non si può andare avanti – ha aggiunto – prenderemo tutte le misure necessarie”.

L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nel centro cittadino e sull’integrazione, con il sindaco che punta il dito contro comportamenti che “nulla hanno a che fare con il diritto all’accoglienza”.

Assalto al bancomat a Montecalvo Irpino: colpo con esplosivo, indagini in corso

Avellino – Nuovo colpo ai danni di un bancomat in provincia di Avellino. Nella notte, i malviventi hanno preso di mira l’erogatore dell’ufficio postale di Montecalvo Irpino, utilizzando la tecnica della “marmotta”.

Un’esplosione controllata che ha sventrato lo sportello, suscitando l’allarme tra i residenti di viale Pini. L’esplosione, avvertita distintamente, ha spinto i cittadini a contattare immediatamente le forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini e stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare i responsabili. Ancora da quantificare l’entità del bottino. Le autorità proseguono le indagini per ricostruire la dinamica del raid e individuare i colpevoli.

Capodichino, maxi-controlli a taxi e Ncc: multe, sequestri e una patente ritirata

All’aeroporto di Capodichino non c’è spazio per furbetti e abusivi. La Polizia locale di Napoli ha condotto una vasta operazione di controllo mirata a smascherare condotte irregolari da parte di tassisti e conducenti Ncc, proprio nel cuore del traffico turistico e commerciale cittadino. Gli agenti del reparto Aeroportuale e del nucleo di Polizia turistica hanno passato al setaccio 44 veicoli, elevando dieci sanzioni per violazioni di varia natura.

Nel mirino, in particolare, un autista Ncc sorpreso a esercitare senza autorizzazione: per lui è scattato il sequestro del veicolo e il ritiro immediato della patente. Anche i tassisti non sono usciti indenni dal blitz: uno è stato multato per mancata emissione della ricevuta, altri quattro per aver caricato passeggeri fuori dalle aree consentite e un altro ancora per aver abbandonato l’auto durante il turno di servizio.

L’operazione ha coinvolto anche conducenti di veicoli privati: uno di loro è stato denunciato per guida senza patente, omessa revisione e mancanza totale dei documenti, facendo emergere una situazione di totale illegalità. Un segnale chiaro: Napoli non chiude un occhio su chi specula ai margini del trasporto pubblico.

Napoli, il Tar annulla le ‘zone rosse’: “Ordinanza del Prefetto illegittima”

Una sentenza destinata a fare rumore quella con cui il Tar della Campania ha annullato l’ordinanza del Prefetto di Napoli che prorogava il divieto di stazionamento nelle cosiddette “zone rosse” della città, misure imposte sotto la spinta di una direttiva del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per i giudici amministrativi, il provvedimento era privo dei presupposti necessari, quindi illegittimo e, soprattutto, lesivo dei principi fondamentali dello Stato di diritto.

Non c’era – secondo quanto si legge nella sentenza – alcuna emergenza eccezionale che giustificasse il ricorso reiterato a poteri straordinari da parte del prefetto. Nessuna motivazione nuova, nessuna urgenza reale. Solo un uso distorto del concetto di emergenza, che per mesi ha imposto limitazioni straordinarie come se fossero la normalità.

“È una vittoria dello Stato di diritto” hanno dichiarato gli avvocati Andrea Chiappetta e Stella Arena, legali delle associazioni ricorrenti. “Il Tar ha sancito che non si può trasformare l’eccezione in regola. La Costituzione non si sospende per comodità politica.” Con loro, anche i consiglieri municipali Chiara Capretti e Pino De Stasio, tra i promotori del ricorso. “È una bocciatura netta per chi ha usato lo stato di emergenza come scusa per silenziare il dibattito democratico. Il Tar restituisce parola al diritto e visibilità ai territori”.

Morte di Celeste Pin, la Procura indaga per omicidio colposo: disposta l’autopsia

Celeste Pin, 64 anni, una vita spesa sui campi da calcio e una carriera indimenticabile con la maglia della Fiorentina, è stato trovato senza vita nella sua abitazione sulle colline fiorentine lo scorso 22 luglio. Quella che sembrava una tragica fatalità, forse un suicidio, si tinge ora di giallo. La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e ha disposto l’autopsia, che sarà effettuata domani all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Careggi.

A spingere gli inquirenti a non archiviare il caso troppo in fretta è stato l’esposto presentato dall’ex moglie dell’ex calciatore, Elena Fabbri. Assistita dall’avvocato Mattia Alfano, la donna ha chiesto accertamenti approfonditi: autopsia, esami tossicologici e l’analisi del cellulare, sequestrato subito dopo il ritrovamento del corpo. L’ipotesi del suicidio non la convince: “Celeste era positivo, attivo, lucido. Impossibile pensare a un gesto volontario”, ha dichiarato.

Proprio per questo, nella giornata di ieri gli investigatori hanno eseguito un sopralluogo dettagliato nell’abitazione, cercando documenti, dispositivi, biglietti o addirittura un testamento – che al momento non risulta essere stato trovato. L’area è ora sotto controllo, per evitare qualsiasi contaminazione delle prove. Le indagini potrebbero presto estendersi anche a movimenti bancari e comunicazioni recenti: alcuni amici avrebbero riferito che Pin aveva mostrato un cambiamento d’umore improvviso dopo una telefonata ricevuta durante una vacanza.

Paestum, derubato nel sonno l’imprenditore napoletano Gaetano Giudice

Paestum – Colpo notturno nella villa di un imprenditore napoletano in vacanza. Mentre lui e la sua famiglia dormivano, alcuni ladri sono riusciti a introdursi all’interno dell’abitazione estiva di Gaetano Giudice, noto nel settore della commercializzazione di impianti e servizi pubblicitari. Il furto è avvenuto a Paestum, località turistica in provincia di Salerno.

Secondo quanto ricostruito, i malviventi – con cappellino in testa e volto coperto da mascherine – si sarebbero introdotti nell’immobile passando dalla finestra del bagno. Una volta dentro, si sono mossi silenziosamente tra le stanze, razziando gioielli, orologi di valore, denaro contante, borse firmate e bracciali, mentre i proprietari dormivano ignari.

 I ladri hanno disattivato il sistema di allarme ma non le telecamere

Il colpo è stato in parte ripreso dal sistema di videosorveglianza interna alla villa, che i ladri avrebbero poi disattivato per agire indisturbati. Le immagini raccolte potrebbero risultare fondamentali per le indagini, attualmente affidate alla polizia giudiziaria che sta eseguendo rilievi sul posto alla ricerca di impronte e altri elementi utili all’identificazione dei responsabili.

L’imprenditore ha presentato denuncia presso le forze dell’ordine, assistito dal legale Gennaro Demetrio Paipais. Al momento non si esclude che i ladri avessero studiato le abitudini della famiglia e pianificato il furto nei dettagli.

Le indagini sono in corso e gli inquirenti stanno vagliando anche eventuali connessioni con altri colpi avvenuti recentemente lungo la costa salernitana, che nelle ultime settimane ha registrato un’impennata di furti in abitazioni private, soprattutto durante il periodo delle ferie estive.