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Il DMED 2025 celebra a Paestum la Dieta Mediterranea: 25.000 presenze in 3 giorni

Numeri da record e contenuti di alto profilo per l’edizione 2025 del DMED – Salone della Dieta Mediterranea, conclusasi domenica 1° giugno presso il NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Paestum.

Tre giornate intense, dal 30 maggio al 1° giugno, che hanno registrato oltre 25.000 presenze da tutta Italia, confermando l’evento come il più importante forum nazionale dedicato alla Dieta Mediterranea in tutte le sue dimensioni: culturale, scientifica, sociale, ambientale ed economica.

Ferrara (Edamus): “Una comunità che costruisce futuro”

A tirare le somme è Emilio Ferrara, presidente del Consorzio Edamus, promotore dell’evento:

“Abbiamo vissuto un’edizione memorabile. Il DMED è ormai una comunità che costruisce futuro attorno ai valori mediterranei. Non solo una vetrina, ma un vero spazio collettivo dove istituzioni, ricerca, giovani e imprese si incontrano per costruire un modello di sviluppo sostenibile”.

Un parterre istituzionale senza precedenti

L’edizione 2025 ha ottenuto il patrocinio dei Ministeri dell’Università, Agricoltura, Cultura e Turismo, oltre al sostegno di sette Regioni italiane: Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata, Molise, Puglia e Lombardia. Tra gli enti partecipanti anche il Parco Nazionale del Cilento, il Parco Archeologico di Paestum e Velia, l’Associazione Borghi Autentici d’Italia e Coldiretti.

Numerose anche le presenze istituzionali, tra cui il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo, il sottosegretario ai Trasporti Antonio Iannone, i deputati Piero De Luca, Marco Cerreto e Attilio Pierro, oltre a rappresentanti delle amministrazioni regionali.

Produttori e territori protagonisti

Il cuore operativo dell’evento è stato rappresentato da oltre 100 stand, tra cui 20 allestiti dai comuni dei Borghi Autentici d’Italia, per un totale di 12 regioni rappresentate. In prima linea anche le principali organizzazioni di produttori agricoli italiani, come Italian Fruit Village, Terra Orti, AOA, Amico Bio, Assofruit, Aroma Domus, oltre a Coldiretti.

Tra i partner del DMED figurano BCC Campania Centro, la Camera di Commercio di Salerno, Zwilling, Ballarini, Ricrea, Sacar Forni e Ortomad.

Oltre 300 ospiti tra scienza, spettacolo e alta cucina

Numerosi i volti noti saliti sul palco del DMED: l’attrice Maria Grazia Cucinotta, i Manetti Bros, gli chef stellati Peppe Guida,Oliver Glowig, Michele De Blasio e Fabio Pesticcio, il maestro pasticciere Sal De Riso, la food creator Giusi Battaglia, le chef Antonella Ricci e Francesca Gambacorta, l’attrice Debora Caprioglio e il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro.

A condurre talk e cooking show, le giornaliste Maria Rosaria Sica, Barbara Politi, Angelica Amodei, Stefania Sirignano, oltre a Tinto e Giuseppe De Caro.

Nasce il DMED Award: premi ai promotori della Dieta Mediterranea

Tra le novità più apprezzate, l’istituzione del DMED Award, assegnato a personalità che si sono distinte nella promozione dei valori mediterranei. Premiati: Luigi D’Eramo, Claudio Gubitosi (fondatore del Giffoni Film Festival), lo chef Peppe Guida, Sal De Riso, il nutrizionista Emanuele Alfano e il giornalista Luciano Pignataro.

Giovani e innovazione al centro

Grande riscontro anche per il concorso nazionale “Dieta Mediterranea: l’orgoglio della tradizione italiana parte dai giovani”, rivolto alle scuole superiori e promosso dalla Fondazione Edamus. Spazio inoltre alla tavola rotonda sui distretti del cibo e l’innovazione rurale, organizzata dalla Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, con esperti e operatori del settore.

Campionato della Pasta Fatta a Mano: trionfa il napoletano Domenico Pastena

Momento di grande coinvolgimento popolare è stato il Campionato della Pasta Fatta a Mano, giunto alla seconda edizione. A vincere nella categoria professionisti è stato lo chef Domenico Pastena, premiato per l’autenticità e la maestria nella realizzazione del piatto, un vero tributo alla cultura mediterranea.

Ricerca scientifica al centro del dibattito

Fondamentale il contributo scientifico del CNR, delle Università di Salerno, Napoli Federico II, Basilicata e Technoscience, che hanno affrontato temi cruciali come **alimentazione nello spazio, innovazione rurale, prodotti agroalimentari tradizionali**, **salute** e sostenibilità.

Una rete nazionale di comunicazione

Il racconto in diretta dell’evento è stato affidato a Radio Tv DMED, con una fitta rete di emittenti radiofoniche e televisive regionali e nazionali che hanno amplificato la portata della manifestazione su tutto il territorio.

Il DMED guarda al futuro

Con questa quarta edizione, il DMED si conferma piattaforma strategica per il Mediterraneo, un laboratorio interdisciplinare che trasforma la Dieta Mediterranea da patrimonio immateriale a leva concreta per lo sviluppo sostenibile, l’inclusione e l’innovazione sociale.

Per maggiori informazioni e per consultare il programma completo: https://www.salonedietamediterranea.it

 

Napoli, truffa sui fondi Ue, un suicidio tra le vittime: “Mia madre si è uccisa vi denuncio”

Napoli – Un drammatico caso di suicidio emerge dalle indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, ha smantellato una banda di truffatori accusata di aver ingannato un centinaio di imprenditori promettendo finanziamenti europei che non avrebbero mai ottenuto. La vicenda del suicidio sarebbe direttamente collegata a questa truffa.

La tragica scoperta: un suicidio collegato alla truffa

Il caso riguarda la titolare di un’azienda agricola in provincia di Bologna. La donna, vittima della truffa, aveva richiesto la cessione di un credito d’imposta (il cui importo non è stato rivelato) e, in una conversazione intercettata il 19 aprile 2023, ha chiaramente espresso di aver intuito il raggiro.

In quel colloquio, la donna manifestava l’intenzione di denunciare l’accaduto “alla polizia internazionale” anche per “istigazione al suicidio”.

Le successive indagini hanno confermato la tragica premonizione: la madre della donna si era effettivamente tolta la vita pochi giorni prima di quella conversazione, precisamente l’11 aprile 2023.

Il meccanismo della truffa: società fittizie e polizze illegittime

La truffa ruotava attorno alla European Global Guarantees Ventures Ltd (Eggv), una società di diritto irlandese. Sebbene priva di autorizzazioni e iscrizioni negli elenchi previsti dalla legge, la Eggv rilasciava, illegittimamente, polizze di garanzia fideiussorie, prospettando alle vittime l’accesso a finanziamenti e agevolazioni dell’Unione Europea.

Uno degli indagati, per il quale non è stata emessa alcuna misura cautelare, si sarebbe adoperato per aiutare le vittime a recuperare le somme versate, arrivando a minacciare i referenti della Eggv con esposti in Procura. “Avete continuato a prendere per i fondelli i clienti e non avete avuto neanche il coraggio di metterci la faccia…”, si legge in una delle intercettazioni, dove lo stesso indagato affermava: “…mi permetta di affermare che per noi questa è ancora carta straccia…”.

Le indagini dei finanzieri hanno inoltre svelato la costituzione di una nuova società in Bulgaria. Quest’ultima, nella corrispondenza, utilizzava indebitamente emblemi religiosi della Chiesa Cattolica Ortodossa per infondere fiducia negli ignari clienti, un chiaro stratagemma per rendere il raggiro più credibile.

Gli arresti: capi e collaboratori in manette

Le misure cautelari in carcere, emesse dal GIP di Napoli Nord, hanno colpito i ritenuti capi e promotori dell’associazione a delinquere: Gerardo Conza, 60 anni; Giuseppe Strabello, 29 anni, ed Eugenio Giunta, 70 anni.

Agli arresti domiciliari, invece, sono stati posti Pasquale Principe, 69 anni, e Francesco Sicignano, 67 anni, entrambi accusati di aver collaborato con l’associazione aprendo conti correnti all’estero e costituendo società “di facciata”. Arresti domiciliari anche per Angela Guercia, 47 anni, che si occupava di procacciare i clienti.

L’operazione della Guardia di Finanza e della Procura di Napoli Nord mette in luce la gravità di un fenomeno criminale che, oltre al danno economico, ha avuto ripercussioni drammatiche sulla vita delle vittime.

Alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, Ri/pensare il futuro: laboratori per bambine, bambini e ragazzi

“Ri/pensare il futuro: aspettando Il mondo salvato dai ragazzini 2025″ è il titolo del ciclo di due incontri speciali e interattivi promossi dalla Libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri e dall’associazione culturale Kolibrì.

Con queste iniziative prende ufficialmente il via l’ottava edizione del festival Il mondo salvato dai ragazzini, ideato e curato da Donatella Trotta con Kolibrì, in sodalizio con Andersen e Agita, e realizzato in collaborazione con partner nazionali e locali – tra cui la Biblioteca Universitaria di Napoli (BUN) e il Centro Alberto Manzi di Bologna – con il sostegno della Fondazione Banco di Napoli, BPER: Banca ed Est(ra)Moenia. Il tema scelto per l’edizione 2025 del consolidato progetto di Reading Literacy e premio di letteratura giovanile è “Verde Premura”, con un focus specifico sugli alberi, affrontati in chiave di bibliodiversità e biblioterapia.

Dopo un primo webinar formativo per adulti sull’”Arte del benessere tra ecologia sociale e della mente” – svoltosi lo scorso 14 aprile sulla piattaforma Zoom, con partecipanti da tutta Italia – e un incontro in presenza molto partecipato, tenutosi lunedì 26 maggio e dedicato ai primi due dei quattro testi base del percorso/premio di Reading Literacy creativa, il nuovo appuntamento laboratoriale è in programma giovedì 5 giugno alle ore 18.00, nello spazio eventi della Feltrinelli. L’incontro completerà, prima della pausa estiva, l’anteprima del progetto, che proseguirà da settembre a novembre con nuovi eventi, incontri con autori-artisti, dialoghi con le comunità educanti e la città, e altri appuntamenti in calendario.

L’incontro

L’incontro − aperto a insegnanti, genitori, educatori, studenti, bambini, ragazzi, semplici appassionati – condotto dalla presidente di Kolibrì Donatella Trotta, con letture animate dal presidente di Agita Salvatore Guadagnuolo, accompagnato dall’arpa celtica di Zena Rotundi, prevede anche un laboratorio collettivo curato da Chiara Licenziati di Kolibrì per sperimentare le molteplici potenzialità trasformative dei libri e dell’arte come esperienza. Non a caso, tra i protagonisti dell’appuntamento in libreria ci saranno anche gli studenti del liceo Artistico Coreutico Musicale Palizzi di Napoli, diretto da Valter Luca De Bartolomeis e accompagnati dalle docenti Claudia Consiglio e Arianna Rizzitelli, che contribuiranno con illustrazioni dal vivo, interpretando graficamente le emozioni, le parole chiave e le idee che scandiranno l’appuntamento tra dialoghi, letture e giochi per stimolare il pensiero laterale e il coinvolgimento attivo del pubblico presente in sala. Anche il 5 giugno, una nutrita delegazione di alunne e alunni delle scuole del Suor Orsola Benincasa parteciperà all’incontro con la responsabile Clelia Castellano, docente di Scienze della formazione e sociologa dell’educazione, e con una rappresentanza di mamme.

I libri protagonisti di Verde Premura

Sono opere di grande valore letterario e simbolico, capaci di stimolare pensiero critico, fantasia e partecipazione attiva: Poesie nell’erba di Sabrina Giarratana (AnimaMundi, con illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini) e i racconti raccolti in La foresta che cresce di Andrea Valente (Lapis, con illustrazioni di Lucia Scuderi), presentati il 26 maggio; l’albo illustrato Amico albero di Sara Donati (Terre di Mezzo) e il fumetto scientifico Alberi di strada di Sara Filippi Plotegher (QuintoQuarto edizioni), che saranno presentati il 5 giugno. Ogni libro, a modo suo, propone uno sguardo profondo e accessibile sul legame tra esseri umani e natura, sulla forza dell’immaginazione e sull’urgenza di coltivare consapevolezza e cura. I momenti di condivisione non si limiteranno così a un ascolto passivo ma saranno veri e propri spazi di relazione, dove ragazzi e adulti potranno confrontarsi sui temi dell’ambiente, del rispetto per la natura e dell’impegno civico. E dopo la parola (poetica e narrativa) del primo incontro, scandito da giochi teatrali, giovedì 5 giugno sarà la volta dell’aspetto iconico: tra illustrazione, fumetto e manufatti artistici in un ponte visivo tra i valori proposti dai testi e l’interiorizzazione personale dei lettori. Di ogni età.

Il tema dell’edizione 2025

Il tema scelto per l’edizione 2025 del progetto, “Verde Premura”, è infatti un invito a riflettere con delicatezza e determinazione sul nostro rapporto con la natura, sulla responsabilità individuale e collettiva verso l’ambiente e sul potere trasformativo dell’educazione e della cultura. E il progetto Il mondo salvato dai ragazzini continua così a essere non solo una rassegna di eventi, o solo un’iniziativa scolastica o editoriale, ma si conferma un vero e proprio percorso educativo, culturale e sociale, capace di intrecciare generazioni e linguaggi diversi in azioni concrete. E in un momento di cruenti conflitti e di grave emergenza educativa e giovanile, oltre che climatica e ambientale, è anche un invito rivolto alla comunità tutta – insegnanti, studenti, famiglie – a vivere la lettura come strumento di trasformazione, educazione alle relazioni autentiche e all’empatia vivendo il tempo dell’estate come opportunità di crescita, immaginazione e impegno.

A settembre, la libreria tornerà così a essere il luogo del ritrovo, dell’ascolto e del confronto: un momento di festa e restituzione, ma anche di rilancio di un percorso che guarda lontano: i due incontri di maggio e giugno sono anche l’occasione per raccontare il progetto e presentare i libri scelti come compagni di viaggio per l’estate, da mettere simbolicamente “in valigia” e portare con sé nei mesi estivi. Le opere selezionate accompagneranno bambini e ragazzi in un percorso di lettura, riflessione e creatività, che riprenderà poi a settembre con nuovi appuntamenti e laboratori in libreria, nella Biblioteca Universitaria, nelle scuole e nei teatri: sarà allora che gli studenti incontreranno dal vivo gli autori e saranno protagonisti di un’esperienza immersiva che unisce letteratura, arte visiva, musica, performance e cittadinanza attiva. E dal libro Le ragazze salveranno il mondo di Annalisa Corrado (People edizioni) andrà infine in scena, il 7 novembre a fine festival, l’omonimo spettacolo con l’autrice e Monica Morini del Teatro dell’Orsa.
L’ingresso agli incontri è libero fino a esaurimento posti.

De Luca: “Martina figlia di tutti noi. Ripudiare ogni violenza contro le donne”

Nel giorno più amaro, quello del silenzio e del lutto, arrivano parole che provano a scuotere le coscienze. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, affida ai social un messaggio durissimo e profondo dopo l’atroce femminicidio di Martina, uccisa in circostanze che hanno lasciato attonita un’intera comunità.

“Abbiamo vissuto la morte di Martina come la perdita di una figlia – scrive De Luca – e le modalità atroci del delitto ci hanno sconvolto”. Un dolore collettivo che, secondo il governatore, deve trasformarsi in una presa di responsabilità, in un rifiuto netto e definitivo della violenza di genere, soprattutto tra le nuove generazioni.

Nel suo messaggio, il presidente lancia un appello ai ragazzi: “Possa questa tragedia spingere ciascuno a parlare con la propria coscienza, a decidere – nel ricordo di Martina – di ripudiare ogni forma di violenza verso una donna”. Poi l’invito a fermarsi prima che l’impulso diventi orrore: “Ricordi ognuno, per un attimo, l’immagine di una madre o di una sorella prima di cedere all’aggressività. Solo così si può essere ancora degni di dirsi uomini”.

Montoro, auto dell’assessore Siano incendiata nel giardino di casa: è caccia al responsabile

Un gesto intimidatorio, grave e inquietante, scuote Montoro e la sua amministrazione comunale. L’auto dell’assessore Stefania Siano è stata completamente distrutta da un incendio appiccato nella notte nel giardino della sua abitazione. A provocarlo, secondo quanto emerge dalle prime indagini e dalle immagini di videosorveglianza della zona, sarebbe stato un uomo incappucciato.

Il responsabile, dopo aver scavalcato la recinzione, ha cosparso la vettura con un liquido infiammabile e ha poi dato fuoco, dileguandosi subito dopo nel buio. Le fiamme hanno divorato il veicolo in pochi minuti, lasciando solo cenere e allarme. I carabinieri della Compagnia di Solofra stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio per risalire all’identità dell’autore del rogo doloso.

L’episodio ha suscitato sdegno e preoccupazione, e al tempo stesso una forte reazione da parte della comunità. Il sindaco Salvatore Carratù ha espresso piena solidarietà all’assessore, parlando di un gesto vile che non fermerà l’impegno istituzionale. Mentre le indagini proseguono, resta alta la tensione per un atto che ha tutti i contorni di un messaggio minaccioso.

Pollena Trocchia, cittadina coraggiosa sventa furto d’auto: arrestati tre malviventi

Un gesto di coraggio e lucidità ha mandato all’aria un tentativo di furto d’auto e portato all’arresto di tre malviventi. È successo a Pollena Trocchia, dove una 27enne, di passaggio su Corso Garibaldi, ha notato qualcosa di strano: due uomini armeggiavano attorno a una Lancia Y parcheggiata, mentre un terzo li attendeva poco distante su una Nissan Juke con il motore acceso.

Senza esitare, la giovane ha chiamato i carabinieri, rimanendo in contatto costante con il militare in servizio e seguendo a distanza i sospetti. Ha descritto ogni dettaglio, segnalato ogni movimento, trasformandosi in un occhio vigile e instancabile che ha permesso alle forze dell’ordine di agire con tempestività.

L’operazione si è conclusa poco dopo le 21, a Sant’Anastasia, dove le pattuglie inviate sulla base delle indicazioni ricevute hanno intercettato e bloccato i tre uomini. A bordo del veicolo usato per il colpo sono stati ritrovati arnesi da scasso, mentre l’auto rubata mostrava evidenti segni di effrazione.

I tre arrestati – napoletani di 24, 23 e 18 anni, tutti con precedenti per reati simili – sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’auto è stata restituita al legittimo proprietario, ma il vero segnale forte è arrivato da una cittadina comune che ha dimostrato come una semplice telefonata, quando supportata da coraggio e lucidità, possa fare la differenza nella lotta quotidiana contro la criminalità.

Concerto di Gigi D’Alessio, controlli della Polizia: sequestri e multe al Maradona

Due serate di musica e altrettanti giorni di controlli intensi attorno allo stadio Maradona. In occasione dei concerti di Gigi D’Alessio, la Polizia Locale di Napoli ha messo in campo un’operazione a largo raggio che ha portato a sequestri, denunce e oltre cento verbali per violazioni al Codice della Strada.

Il bilancio è tutt’altro che leggero: bevande alcoliche e gadget non autorizzati requisiti, parcheggiatori abusivi multati e denunciati, e più di cento veicoli rimossi per sosta vietata. L’intervento delle forze dell’ordine non si è fermato alla viabilità. Durante i controlli, un cittadino italiano è stato denunciato per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, mentre in collaborazione con il personale dell’Arpac sono stati effettuati anche rilievi fonometrici per monitorare l’impatto acustico dell’evento.

Un’operazione massiccia che conferma l’intenzione del Comune di Napoli di garantire ordine e sicurezza anche in occasione di grandi eventi pubblici. Il Maradona, nelle notti del concerto, è stato il palcoscenico non solo dello show di Gigi D’Alessio ma anche della tolleranza zero delle istituzioni contro illegalità e disordine urbano.

Fanno esplodere il Postamat ma falliscono il colpo: banditi in fuga a mani vuote nell’Avellinese

Un boato nella notte, la fuga precipitosa e un colpo fallito. A Grottaminarda, in provincia di Avellino, un commando composto da almeno tre persone ha fatto esplodere il Postamat dell’ufficio postale di via Valle nel tentativo di portare via il denaro contenuto nell’erogatore.

L’azione, avvenuta intorno alle tre del mattino, ha provocato ingenti danni all’intera struttura ma non ha prodotto l’effetto sperato: i malviventi sono stati costretti ad abbandonare il colpo e a darsi alla fuga a mani vuote. L’esplosione ha svegliato l’intero quartiere, con i residenti che hanno immediatamente allertato i carabinieri.

Il piano, che sembrava pianificato nei dettagli, è stato interrotto dalla rapidità dell’intervento e dal caos generato dallo scoppio. I ladri si sono dileguati a bordo di un’auto poi ritrovata abbandonata nei pressi del casello dell’autostrada A16 Napoli-Canosa, segno che il gruppo aveva previsto una seconda vettura guidata da un complice per proseguire la fuga.

Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e i rilievi sulla scena del crimine. Ancora da quantificare con precisione i danni all’ufficio postale, ma una cosa è certa: il colpo non è andato come previsto.

Napoli, maxi rissa nella notte a piazzetta Arenella: in 6 arrestati dalla polizia

Tensione e violenza nella serata di ieri nel quartiere Arenella, a Napoli, dove sei persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato in seguito a una violenta rissa scoppiata in piazzetta Arenella.

Gli arrestati, tutti di età compresa tra i 19 e i 51 anni, sono accusati di rissa aggravata e lesioni personali.

A intervenire sul posto sono stati gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e del Commissariato Arenella, impegnati in un servizio di controllo del territorio.

I  poliziotti, notando un folto gruppo di persone coinvolte in un acceso alterco, sono immediatamente intervenuti per sedare la lite e riportare la calma.

Gli arrestati, tutti di età compresa tra i 19 e i 51 anni

Nel corso delle verifiche, in sei  sono stati identificati come partecipanti attivi alla rissa, che secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine sarebbe scoppiata per futili motivi. Per tutti è scattato l’arresto. Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

Agguato alle Case Nuove durante la processione: arrestato il pistolero

Napoli – La Polizia di Stato ha eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo gravemente indiziato di duplice tentato omicidio, porto e detenzione di arma da sparo, con l’aggravante delle modalità mafiose previste dall’articolo 416 bis 1 del Codice Penale.

L’arresto è scattato su delega della Procura della Repubblica di Napoli. Il provvedimento è il risultato di indagini complesse, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotte dalla Squadra Mobile di Napoli. L’episodio al centro dell’inchiesta risale alla sera del 13 aprile scorso, quando due giovani furono feriti a colpi d’arma da fuoco nella zona delle “Case Nuove“.

La sparatoria durante la processione religiosa

In quell’occasione, durante una processione religiosa, era scoppiato un litigio tra donne riconducibili a contesti malavitosi del quartiere, a causa di dissidi pregressi. Nella discussione era coinvolta anche la moglie di una delle vittime, legata da vincoli di parentela con elementi di spicco nelle dinamiche criminali associative della zona.

Uno dei due feriti era intervenuto in soccorso della propria consorte e, per questo motivo, era stato colpito da un uomo armato di pistola, imparentato con la fazione avversa. L’aggressore non ha esitato a esplodere numerosi colpi d’arma da fuoco nonostante la massiccia presenza di persone, inclusi anziani e bambini, che partecipavano alla manifestazione religiosa.

Durante l’azione di fuoco, un secondo individuo, estraneo al litigio, che si trovava sul posto per la processione, è stato gravemente ferito, perdendo l’occhio sinistro a causa delle lesioni riportate.

Indagini e collegamenti con il clan Contini

Le attività investigative hanno permesso di raccogliere numerosi elementi indiziari a carico dell’indagato, il quale risulta essere contiguo a gruppi criminali composti da giovanissimi e riferibili al Clan Contini.

Napoli, maxi-truffa su fondi Ue: 6 arresti e sequestri da un milione

Napoli – Una banda specializzata in truffe milionarie, che prometteva alle vittime l’accesso a finanziamenti agevolati dell’Unione Europea e la monetizzazione di crediti derivanti da Ecobonus e Superbonus 110%, è stata smantellata dalla Guardia di Finanza di Napoli.

Sei le persone arrestate – tre in carcere e tre ai domiciliari – mentre beni per oltre un milione di euro sono stati sequestrati, tra cui conti esteri e orologi di lusso del valore di 60mila euro.

La trappola dei falsi fondi Ue

Il gruppo criminale, con basi operative in Campania e Lazio ma ramificazioni internazionali, adescava imprenditori con la promessa di finanziamenti a tassi vantaggiosi e tempi rapidi. Per avvalorare la truffa, fornivano documentazione contraffatta con loghi e intestazioni della Commissione Europea, spingendo le vittime a versare denaro su conti in Irlanda e Lituania.

I truffatori sostenevano che i fondi sarebbero stati erogati dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) attraverso una società irlandese, presentata come accreditatrice di polizze fideiussorie. In realtà, l’1% delle somme incassate veniva trasferito in Italia con bonifici e prelievi in contanti, gestiti da un corriere pagato a provvigione.

Corruzione e riciclaggio: gli intrecci con la pubblica amministrazione

Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, coordinate dalla Procura di Napoli Nord (pm Cesare Sirignano), hanno portato alla luce anche presunti versamenti a funzionari pubblici, ancora non identificati, per alterare le prove e garantire l’impunità del gruppo.

Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere, truffa, attività finanziaria abusiva e autoriciclaggio. L’operazione dimostra come il fenomeno delle frodi legate ai fondi Ue e agli incentivi fiscali continui a evolversi, sfruttando la scarsa informazione e la fiducia delle imprese.

 

Castellammare, estorsione al gestore del lido: arrestati 3 del clan D’Alessandro

Castellammare -Estorsioni, intimidazioni e traffici illeciti per mantenere il controllo su scommesse, droga e perfino sul noleggio di lettini e sdraio in una spiaggia libera. T

re persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato a Castellammare di Stabia, nel Napoletano, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con il pubblico ministero Giuseppe Cimmarotta.

I destinatari dei provvedimenti cautelari – due uomini e una donna – sono accusati a vario titolo di estorsione, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, violenza privata, spaccio di stupefacenti, ricettazione e accesso illecito a dispositivi telefonici da parte di detenuti. Reati tutti aggravati dal metodo mafioso, per via del presunto legame con il clan D’Alessandro, egemone sul territorio stabiese.

Tra gli arrestati figura Francesco Paolo Savarese, già detenuto, che avrebbe continuato a dirigere le attività criminali del gruppo dall’interno del carcere, impartendo ordini tramite un telefono cellulare.

Savarese è marito di Mirian Teresa D’Alessandro, figlia del boss Luigi D’Alessandro, attualmente detenuto in regime di 41-bis. Anche per la donna è scattata la misura cautelare. Il terzo arrestato è Giovanni Cacace, già finito in cella di recente sempre per reati analoghi.

Tra gli episodi al centro delle indagini spiccano le minacce estorsive rivolte a un gestore abusivo di un lido su una spiaggia libera, al quale il gruppo criminale avrebbe imposto il pagamento del pizzo per l’affitto irregolare di sdraio e lettini.

Colpi di armi da fuoco anche contro una tabaccheria

Inoltre, gli inquirenti hanno ricostruito l’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro una tabaccheria come forma di intimidazione, e atti di violenza contro un commerciante della zona.

L’inchiesta ha documentato anche diversi episodi legati al traffico di droga e al controllo delle piazze di spaccio, affidate a soggetti che versavano il “contributo” estorsivo al clan. Un’indagine che conferma, secondo gli investigatori, il persistente radicamento mafioso del clan D’Alessandro nel tessuto economico e sociale di Castellammare di Stabia.

Drammatico schianto sull’Asse Mediano nel Casertano: 8 auto coinvolte, 3 feriti gravi

Caserta – Un maxi-incidente ha paralizzato ieri sera l’asse mediano Nola-Villa Literno, all’altezza dell’uscita di Carinaro. Otto auto sono rimaste coinvolte in uno scontro che ha lasciato diversi giovani feriti, tre dei quali in gravi condizioni.

Lo scenario dell’incidente e i soccorsi

Dopo l’impatto, le vetture si sono fermate al centro della carreggiata, creando una scena di grande caos e bloccando completamente il traffico. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Vigili del Fuoco del distaccamento di Aversa.

Il loro intervento è stato cruciale per liberare tre ragazzi, di età compresa tra i 25 e i 30 anni, rimasti incastrati tra le lamiere contorte delle auto.

I tre giovani, estratti con difficoltà dai veicoli, sono stati trasportati d’urgenza in ospedale in codice rosso, indicativo della gravità delle loro condizioni.

Disagi alla circolazione per ore

L’incidente ha causato pesanti disagi alla circolazione, con la statale che è rimasta completamente bloccata per diverse ore. Le forze dell’ordine hanno lavorato per gestire il flusso veicolare e consentire le operazioni di soccorso e rimozione dei mezzi coinvolti.

Le cause esatte dello schianto sono ancora al vaglio delle autorità competenti, che dovranno ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Brambati svela: “Conte non è andato alla Juve per colpa di Giuntoli”

Un retroscena esplosivo scuote il mondo del calcio italiano. Durante il programma Netweek Calcio Show, Massimo Brambati ha ricostruito le dinamiche che hanno portato Antonio Conte a rimanere al Napoli, smentendo le voci di un suo ritorno alla Juventus e puntando il dito contro Cristiano Giuntoli, da ieri ex direttore bianconero.

Secondo Brambati, il mancato approdo di Conte a Torino sarebbe legato a un episodio risalente all’ottobre 2023. All’epoca, con Rudi Garcia sulla graticola al Napoli, Giuntoli avrebbe contattato Conte, invitandolo a non accettare la panchina azzurra con la promessa di un futuro alla Juventus: “Non andare a Napoli, a te ci penso io”, avrebbe detto Giuntoli.

La promessa mancata di Giuntoli a Conte

Una promessa, però, rimasta lettera morta. “Giuntoli è sparito, non si è più fatto sentire”, ha rivelato Brambati, sottolineando come Conte abbia atteso invano un incontro con il dirigente bianconero, che non si è mai concretizzato.

Il racconto di Brambati getta luce anche sul rapporto tra Conte e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Nonostante le voci di tensioni, amplificate dall’assenza di un abbraccio tra i due dopo la conquista dello scudetto, De Laurentiis avrebbe fatto di tutto per trattenere il tecnico.

“Conte aveva un contratto di tre anni con il Napoli, e il presidente, dopo il trionfo in campionato, ha messo sul piatto 200 milioni per il mercato, oltre a risorse derivanti da possibili cessioni di Anguissa e Raspadori”, ha spiegato Brambati. Quando Conte ha ricordato a De Laurentiis una presunta intesa verbale che gli avrebbe permesso di lasciare il club a fine stagione, il patron azzurro avrebbe risposto: “Sì, ma non per un’altra squadra italiana”.

Brambati ha poi riportato le parole di Giorgio Chiellini, secondo cui Conte desiderava “chiudere il cerchio” con un ritorno alla Juventus, ma le condizioni non erano favorevoli. “La Juventus deve ringraziare Giuntoli se Conte non è tornato l’anno scorso”, ha chiosato Brambati, scagionando il tecnico leccese da eventuali responsabilità e puntando il dito contro la gestione bianconera.

Questo retroscena riapre il dibattito sul futuro della panchina juventina e sul futuro nel mondo del calcio di Giuntoli, mentre Napoli si gode il suo condottiero, saldo al timone di una squadra che continua a sognare in grande.

Arzano, sradicati gli alberi davanti alla villa Comunale

Arzano– Uno sfregio al verde pubblico e al senso civico dell’intera comunità. È quello che si sono trovati davanti questa mattina i cittadini di Arzano, al risveglio: in via Napoli, proprio davanti alla Villa Comunale, ignoti hanno sradicato decine di alberi piantati solo pochi mesi fa.

Un atto vandalico brutale, su cui la Polizia locale ha immediatamente avviato un’indagine, passando al setaccio le immagini delle telecamere comunali della zona.

A denunciare pubblicamente l’accaduto è stata l’amministrazione comunale, che ha diffuso una nota di forte condanna:

«Un gesto vile, insensato, che ferisce non solo il decoro urbano ma anche il cuore della nostra comunità. Chi compie simili atti dimostra povertà d’animo e totale mancanza di rispetto per la città, per la natura e per il lavoro di chi ogni giorno si impegna per rendere Arzano più vivibile».

Nel comunicato, il Comune ha richiamato il valore simbolico e sociale del verde pubblico come bene comune da proteggere e condividere:

«Non possiamo restare indifferenti. La vera forza di una comunità si misura nella capacità di reagire, di difendere i propri spazi, di custodire il verde come simbolo di vita, futuro e partecipazione».

Il messaggio dell’amministrazione si conclude con un appello all’orgoglio civico:

«Arzano non si piega all’inciviltà. Rispondiamo con cura, rispetto e partecipazione».
Le autorità locali hanno assicurato che verranno ripiantati al più presto nuovi alberi per restituire dignità all’area vandalizzata. Nel frattempo, proseguono le indagini per identificare i responsabili del raid.

P.B.

Bradisismo a Pozzuoli, residenti chiedono sicurezza e procedure più snelle

Pozzuoli – Un faccia a faccia cruciale tra istituzioni e comitati dei cittadini si è tenuto ieri nella sede del Centro operativo comunale di Pozzuoli.

Al centro del dibattito, le pressanti richieste dei residenti dei Campi Flegrei, duramente provati dalla crisi bradisismica, che chiedono aiuti concreti, messa in sicurezza degli edifici e procedure più snelle per affrontare l’emergenza.

Un tavolo di confronto istituzionale

Al vertice hanno partecipato il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, i sindaci di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli, la vicesindaca del Comune di Napoli, Laura Lieto, il capo della Protezione Civile regionale, Italo Giulivo, il direttore scolastico regionale, Ettore Acerra, il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito, e soprattutto i rappresentanti del coordinamento dei comitati e movimenti per i Campi Flegrei.

I comitati hanno ribadito la loro richiesta di un programma di adeguamento antisismico e la necessità di maggiori fondi, lamentando la farraginosità delle procedure di erogazione degli aiuti.

“Ai cittadini possiamo dire che tutta la filiera istituzionale – ovvero Governo, Regione e Comuni – è loro vicina”, ha spiegato il Prefetto Di Bari. “Le loro istanze sono certamente attenzionate nel segno di una grande collaborazione tra tutte le istituzioni”.

La priorità: nessuno senza soluzioni abitative

Dai comitati è emerso un appello chiaro: “La priorità resta non lasciare nessuno senza soluzioni abitative anche temporanee”. Nel frattempo, l’Osservatorio Vesuviano ha pubblicato il nuovo report settimanale, che registra 49 terremoti, un sollevamento stabile di 1,5 centimetri al mese e nessuna variazione dei dati geochimici.

Lasciando la sede del Centro operativo comunale di Pozzuoli, il Prefetto Michele Di Bari ha dichiarato: “Abbiamo ascoltato le istanze che vengono dai cittadini dei territori interessati e dei vari comitati che si sono riuniti in un coordinamento. Mi hanno consegnato un documento che ovviamente sarà oggetto di attento approfondimento nel solco di un metodo di dialogo e di confronto”.

Il Prefetto ha inoltre annunciato che giovedì si terrà un incontro tra i tecnici comunali e quelli delle parti interessate presso il Comune di Pozzuoli per affrontare le “difficoltà dal punto di vista delle procedure tecniche”, per le quali sono state fornite “risposte positive”.

Michele Di Bari ha infine ripercorso l’attività finora messa in campo, assicurando che “certamente nessuno sarà lasciato da solo” in una situazione che presenta diversi aspetti, tutti presi nella debita considerazione. L’incontro segna un passo importante nel dialogo tra cittadini e istituzioni per affrontare una crisi che continua a tenere col fiato sospeso la popolazione flegrea.

Alta Velocità Napoli-Roma: gravi ritardi per guasto tecnico

Rom– Un grave inconveniente tecnico sulla linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Roma sta provocando importanti disagi per migliaia di passeggeri da questa mattina.

L’anomalia, verificatasi alle 6:55 in corrispondenza del tratto presso Roma Prenestina, ha costretto RFI a predisporre deviazioni e rallentamenti sul percorso.

Cosa sta succedendo

Treni AV deviati sulla linea convenzionale via Formia o Cassino
Ritardi stimati fino a 60 minuti sulle principali relazioni
Possibili soppressioni di alcuni collegamenti minori
Le conseguenze per i passeggeri

Le principali compagnie ferroviarie (Trenitalia e Italo) stanno riprogrammando i servizi con:
Priorità ai treni a lunga percorrenza
Riduzione del numero di corse regionali

Le cause del guasto

Secondo i primi accertamenti tecnici, il problema sarebbe riconducibile a:
Malfunzionamento del sistema di alimentazione
Danni alla linea causati dal caldo eccezionale di questi giorni

Il guasto è stato risolto intorno alle 7,50 e la circolazione dei treni è ripresa.

Immigrazione clandestina, smantellata a Napoli la “centrale delle false assunzioni”: 4 arresti

Napoli – Una rete ben organizzata di falsi contratti di lavoro, finalizzata a favorire l’immigrazione clandestina in Italia, è stata sgominata dai carabinieri del Comando provinciale di Livorno con il supporto dell’Ispettorato del Lavoro e delle unità territoriali di Napoli e Grosseto.

L’operazione, scattata nelle prime ore della mattinata di oggi, ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari agli arresti domiciliari – quattro nel capoluogo campano e una a Grosseto – nei confronti di soggetti tutti originari dell’area napoletana.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, sostituzione di persona e falsificazione di documenti. Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Livorno su richiesta della locale Procura, al termine di un’indagine avviata nel giugno 2024 dal Nucleo investigativo livornese, in seguito a una segnalazione della Prefettura.

Le autorità si erano insospettite per l’anomala mole di richieste di regolarizzazione per lavoratori stagionali extracomunitari, apparentemente inoltrate da imprese locali attraverso il portale dedicato al “decreto flussi”.

In provincia di Napoli la “centrale del lavoro”

Le indagini hanno fatto emergere l’esistenza, nel napoletano, di una vera e propria “centrale del lavoro” abusiva: un centro operativo clandestino, paragonabile a un Caf irregolare, che produceva in serie domande false per consentire l’ingresso illegale di cittadini stranieri.

La documentazione – falsificata e intestata a ignari rappresentanti legali – riguardava centinaia di aziende, 24 delle quali attive nella sola provincia di Livorno. Durante una perquisizione effettuata nel novembre 2024, proprio nei giorni del cosiddetto “click day” per l’invio telematico delle domande di assunzione, i carabinieri hanno sequestrato decine di dispositivi digitali, timbri contraffatti di enti pubblici e professionisti, centinaia di documenti d’identità falsi e una grande quantità di materiale cartaceo e informatico creato ad arte.

Secondo gli investigatori, l’intervento ha consentito di bloccare la presentazione di decine di migliaia di richieste illegittime di ingresso presso gli Uffici territoriali del Governo in tutta Italia, impedendo un possibile afflusso massivo di lavoratori irregolari.

L’indagine prosegue per chiarire l’esatto numero dei tentativi di frode e per identificare eventuali ulteriori complici coinvolti nella rete.

Caos Traffico al Maradona, i tassisti napoletani: “La colpa non è nostra”

Napoli – Gli eventi ospitati dallo Stadio Maradona continuano a portare lustro e visibilità alla città di Napoli, ma al contempo acuiscono criticità croniche che rendono caotico il deflusso e la viabilità.

L’assenza di un piano traffico efficace, la circolazione indiscriminata di pullman turistici nel centro storico, la congestione da auto private e un servizio pubblico non di linea ostacolato nel suo svolgimento regolare, generano un “forte disagio” per cittadini e turisti.

La voce dei tassisti: “Non siamo la causa del disservizio”

In una nota congiunta, i Tassisti Napoletani, pur non ritenendosi responsabili dei disservizi, hanno voluto chiedere scusa alla cittadinanza. “Noi, operatori del settore, ci sentiamo comunque in dovere di chiedere scusa alla cittadinanza per i disservizi subiti, pur non essendone la causa”, si legge nella comunicazione.

La categoria sottolinea di voler continuare a garantire un servizio efficiente, ma lancia un appello urgente alle istituzioni competenti. “È nostro desiderio continuare a garantire un servizio efficiente, ma chiediamo alle istituzioni competenti di intervenire con urgenza per una migliore gestione del traffico cittadino”, concludono i tassisti.

L’ennesima segnalazione di un problema che affligge la mobilità partenopea, in attesa di risposte concrete per una città che ambisce a essere sempre più accogliente e funzionale.

Trentenne muore dopo essere stato colpito con il taser: la Procura apre un’inchiesta

La Procura di Pescara ha aperto un’indagine sulla morte di un uomo di 30 anni, R.Z., deceduto in ospedale dopo aver accusato un malore all’interno delle camere di sicurezza della questura.

Il giovane era stato arrestato nella tarda mattinata di ieri dalla polizia e, secondo quanto riportato in una nota ufficiale della Questura, sarebbe stato colpito con un taser dopo aver opposto resistenza agli agenti durante un intervento legato a un alterco in strada.

L’episodio si è verificato intorno alle 11. Dopo l’arresto, l’uomo è stato trasferito nei locali della polizia per le procedure di rito, ma poco dopo avrebbe manifestato un grave malore. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che lo hanno stabilizzato e trasportato d’urgenza in ospedale. Nonostante i tentativi di rianimazione, per lui non c’è stato nulla da fare.

Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile di Pescara e coordinate dalla Procura, che ha avviato accertamenti per chiarire le circostanze dell’accaduto, comprese le modalità di utilizzo del taser e la possibile correlazione tra la scarica elettrica e il decesso.

Tra le prime disposizioni attese figura l’autopsia, che potrebbe rivelarsi decisiva per accertare le cause esatte della morte e fare piena luce sulla dinamica dei fatti.