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Raspadori carica l’Italia: “Andare al Mondiale è un dovere, ci metteremo l’anima”

Giacomo Raspadori non usa giri di parole. La posta in palio è alta, altissima. E a due giorni dalla sfida contro la Norvegia, l’attaccante del Napoli veste la maglia azzurra con la consapevolezza di chi sa di rappresentare qualcosa di più grande: «Quando indossi questi colori l’energia arriva da sola. È un privilegio, e da questo nasce la voglia di dare tutto. L’obiettivo è chiaro: dobbiamo tornare al Mondiale».

A ‘Vivo Azzurro’, Raspadori trasmette lucidità e grinta. Sa che la qualificazione è un traguardo fondamentale, anche per chi non ha mai visto l’Italia protagonista in un palcoscenico mondiale. «Nel 2014 avevo 14 anni. Da allora non abbiamo più disputato un Mondiale. Ci sono bambini di dieci anni che non hanno mai visto la nostra Nazionale a quei livelli. Questo ci dà una responsabilità immensa, e noi vogliamo fare di tutto per riportare l’Italia dove merita».

La prestazione di Dortmund contro la Germania è il punto da cui ripartire, soprattutto quel secondo tempo giocato con determinazione e lucidità. «Dobbiamo avere quella continuità per tutti i novanta minuti. La Norvegia è una squadra forte, ma anche noi lo siamo. Non siamo preoccupati, perché la preoccupazione porta pensieri negativi. Siamo fiduciosi nel lavoro che stiamo facendo».

Raspadori: “Spalletti mi ha sempre dimostrato fiducia”

Raspadori parla anche del gruppo e dell’atmosfera nello spogliatoio, ricordando il sostegno costante ricevuto dal ct Spalletti, anche nei momenti in cui faticava a trovare spazio nel club: «Mi ha sempre dimostrato fiducia, anche quando non giocavo con continuità. Cerco ogni giorno di ripagare quella stima, con energia positiva e impegno assoluto».

Cita anche i compagni reduci dalla delusione europea con l’Inter: «Sono grandi professionisti e uomini veri. Sanno bene quanto conti la Nazionale e quanto serve il loro esempio per tutto il gruppo». E in un momento cruciale per il destino azzurro, l’entusiasmo di Raspadori suona come una promessa: «Siamo pronti, tutti. E ci metteremo l’anima».

Donnarumma non ha dubbi: “Riporteremo l’Italia al Mondiale, tutti insieme”

L’ingresso in aula magna a Coverciano è stato accompagnato da un applauso spontaneo e sentito, un’ovazione di mani che hanno riconosciuto in Gianluigi Donnarumma non solo il neo campione d’Europa con il PSG, ma anche il volto e la voce della Nazionale italiana che guarda al futuro con determinazione.

Capitano con lo sguardo sicuro e le parole di chi ha già vissuto molto, Donnarumma è oggi il punto fermo di una difesa azzurra segnata dalle assenze, ultima in ordine di tempo quella di Matteo Gabbia, rientrato per indisponibilità e sostituito da Daniele Rugani, convocato sette anni dopo la sua ultima apparizione in campo con l’Italia.

Ma Gigio non si scompone. «Preoccupazione? No. Solo tensione positiva, quella che serve per affrontare una gara che vale la qualificazione al Mondiale», dice con lucidità. La partita con la Norvegia è alle porte e l’obiettivo è chiaro: tornare a vivere l’emozione della Coppa del Mondo, evento che all’Italia manca da un decennio. «Dobbiamo andarci tutti insieme, giocatori e tifosi. Sappiamo che in Norvegia non saremo soli, sentiremo l’affetto degli italiani anche da lontano».

Donnarumma: “Riportiamo l’Italia al Mondiale”

Reduce da un trionfo europeo che definisce il momento più bello della sua carriera, Donnarumma racconta anche la difficoltà di goderselo fino in fondo, «perché ho dei fratelli che hanno perso quella finale. E abbracciarli dopo la partita ha significato molto». E poi c’è il ritorno in patria, talvolta più spigoloso del previsto: «Non è stato facile non essere accolto come avrei sperato, ma oggi sento di aver riconquistato la fiducia di tutti».

Una fiducia che vuole ripagare sul campo, portando serenità e compattezza a un gruppo giovane ma ambizioso, guidato da Luciano Spalletti. Infine, un pensiero ai più giovani: quelli che come lui un tempo calcavano i campi delle finali del Settore Giovanile. «È stata un’esperienza unica. Ai ragazzi dico: divertitevi e godetevela fino in fondo». Parole da leader, parole da capitano.

Fabregas gela l’Inter: “Resto al Como, questo è il mio progetto di vita”

Cesc Fabregas non si muove. Con parole nette, decise e cariche di entusiasmo per il progetto che lo ha riportato nel calcio italiano, l’allenatore del Como ha respinto ogni suggestione che lo voleva in corsa per la panchina dell’Inter.

«Ho iniziato con questo club pensando a un progetto a lungo termine, non voglio chiudere la mia carriera in una realtà in cui tutto dura uno o due anni e poi si spegne», ha dichiarato Fabregas dal palco del SxSw Festival di Londra, confermando pubblicamente il suo impegno con la squadra lariana.

Il tecnico spagnolo, ex regista di Barcellona, Arsenal e Chelsea, ha sottolineato come il Como rappresenti per lui molto più di una tappa: è una sfida da costruire con pazienza, idee e visione comune. «Condividiamo gli stessi obiettivi, la stessa ambizione. Il presidente mi lascia lavorare secondo il mio pensiero calcistico, ed è un privilegio raro. Qui c’è coerenza, c’è fame, c’è futuro».

Le sue parole, riprese con rilievo dai media britannici, sono una dichiarazione d’amore e di intenti. «Siamo diventati un’ottima squadra in una piccola città, con grandi, grandissime ambizioni. Io resto qui, perché questo progetto mi rappresenta». Una presa di posizione che spegne sul nascere il flirt nerazzurro, e rilancia il Como come una delle favole più autentiche del calcio italiano.

Condannato a 4 anni vice ispettore della polizia penitenziaria per intralcio alla giustizia

Quattro anni di reclusione per intralcio alla giustizia: è la condanna emessa ieri dal Giudice Monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di un vice ispettore della Polizia Penitenziaria, in servizio alla casa circondariale “Francesco Uccella”.

Le accuse: pressioni su detenuti per farli ritrattare

Il processo riguardava condotte successive ai fatti del 6 aprile 2020, quando alcuni agenti furono accusati di violenze contro i detenuti del reparto Nilo del carcere. L’imputato, non coinvolto nelle prime indagini, avrebbe poi esercitato pressioni su due detenuti già sentiti come testimoni, minacciandoli implicitamente per farli ritrattare o modificare le loro dichiarazioni.

Secondo le vittime, l’agente – che all’epoca ricopriva il ruolo di coordinatore della Sorveglianza Generale – li avrebbe avvicinati per convincerli a deporre in suo favore, alterando così il corso della giustizia.

La misura cautelare e la sentenza

Già nel gennaio 2022, il GIP aveva disposto per lui la sospensione dall’ufficio per sei mesi, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza. A processo concluso, il giudice lo ha condannato per il reato di intralcio alla giustizia (art. 377 c.p.), aggravato dalla sua posizione di pubblico ufficiale.

La difesa: “Innocente fino a sentenza definitiva”

La condanna non è ancora definitiva: l’imputato potrà fare ricorso, e i giudici dei successivi gradi potranno ribaltare la sentenza o confermarla. Per legge, egli rimane innocente fino all’esito del giudizio di appello.

Il contesto: il caso del carcere di Santa Maria Capua Vetere

L’episodio si inserisce nel dopo-scandalo delle violenze del 2020, quando alcuni agenti furono accusati di abusi sui detenuti durante la rivolta scoppiata per le restrizioni anti-Covid. Le indagini portarono a misure cautelari per diversi poliziotti, ma questo caso riguarda un tentativo successivo di alterare le prove.

L’esito del processo conferma l’impegno della magistratura nel perseguire anche i reati contro il corretto svolgimento della giustizia, specie quando commessi da chi dovrebbe garantirne il rispetto.

Afragola, l’addio a Martina Carbonaro, l’arcivescovo Battaglia: “Uccisa da un’idea malata dell’amore”

Afragola – “Martina è morta per mano della violenza. Per mano di un ragazzo che non ha saputo accettare un rifiuto, un limite, una libertà. Ha tolto il futuro non solo a lei, ma anche a sé stesso. Martina è morta per un’idea malata dell’amore, ancora troppo diffusa, troppo tollerata, troppo silenziosa”.

Le parole di monsignor Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, hanno risuonato forti e dolorose durante l’omelia per i funerali di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dal suo ex fidanzato, Alessio Tucci, 18 anni, reo confesso del delitto.

Nella basilica di Afragola, gremita di familiari, amici e cittadini scossi dall’orrore del femminicidio, l’arcivescovo ha dipinto il ritratto di una ragazza spezzata nel pieno della vita: “Martina aveva 14 anni. Un’età che profuma di futuro, di sogni, di primi battiti d’amore, di scoperte lente e dolci. Invece oggi siamo qui a piangere, con la sua mamma, il suo papà, la sua famiglia e un’intera comunità spezzata e incredula”.

“La morte di Martina – ha proseguito – è una ferita che urla, che toglie il fiato, che chiede giustizia, ma soprattutto reclama consolazione. A chi oggi è travolto dal dolore, Gesù sussurra: ‘Non è finita. La vita non finisce. Martina dorme. E sarà svegliata’. Perché la morte non ha l’ultima parola. La parola definitiva è quella dell’amore, della vita, della resurrezione”.

Poi, rivolgendosi ai genitori, il cardinale ha detto: “Cara mamma Fiorenza, caro papà Marcello, so bene che le parole oggi non bastano. Ma vi dico che nel dolore più grande, nell’abisso più buio, Dio non si ritrae. Non vi lascia. Così come non ha lasciato Martina, che oggi è custodita nel suo cuore, dove nessuna violenza potrà più raggiungerla”.

 Commozione e urla contro l’assassino all’esterno della chiesa

All’esterno della basilica, intanto, si sono registrati momenti di forte commozione e tensione. Migliaia di persone hanno seguito la cerimonia da un maxischermo installato nel piazzale. Cori, lacrime e applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. “Sei la figlia di tutti noi”, “Giustizia per Martina”, ha urlato la folla, mentre si levavano anche insulti e rabbia verso l’assassino.

La tragedia di Martina Carbonaro ha scosso l’intero Paese, diventando simbolo di una violenza che continua a colpire le più giovani, troppo spesso nel silenzio. “Oggi – ha concluso Battaglia – non possiamo cancellare il dolore, ma possiamo custodirlo in una speranza più grande. Martina vive. Vive nel cuore di Dio e nella memoria viva di una comunità che deve dire basta, con forza, alla cultura del possesso e dell’annientamento”.

I disegni dei bimbi ricoverati volano in orbita con lo Scriptorium Foroiuliense

Roma – Si chiama ‘Spazio ai piccoli’ ed è fatto “con la testa e con il cuore”. Dopo la copia della Bibbia di Gutenberg, il nuovo progetto della Fondazione Scriptorium Foroiuliense porta in orbita i disegni dei bimbi ricoverati all’ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste.

Grazie all’ormai consolidata collaborazione con l’Aeronautica militare e all’intesa con la Fondazione Burlo Garofolo e la Regione Friuli Venezia Giulia, lo Scriptorium ha realizzato i sogni di pace dei più piccoli mandando nello spazio le loro creazioni.

‘Spazio ai piccoli’ è stato presentato a Roma nella sala stampa della Camera dei deputati, dove anche la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha mandato il suo Ringrazio coloro che hanno partecipato a questo progetto per aver saputo fare rete intorno ai più piccoli che vivono situazioni molto complesse di degenza, dando valore alle loro azioni con questo libro che volerà nello Spazio.

Si tratta di percorsi di inclusione sociale importantissimi per il Paese, credo che questa sia la strada giusta. Voglio incoraggiarvi a fare sempre di più in questa direzione. La lettura, la cultura e la scrittura sono beni preziosi e donarli a tutti è qualcosa di straordinario”, ha detto la ministra in un videomessaggio.

L’idea, che ha ottenuto il Patrocinio della presidenza del Consiglio, è nata “da una domanda semplice, che solo i bambini sanno porre: perché non possiamo vivere in pace? Perché esistono le guerre? Ecco- ha detto il presidente della Fondazione Burlo Garofolo, Gabriele Cont- questo libretto realizzato dai bimbi ricoverati vuole essere un modo con cui i bimbi ci dicono di cosa hanno veramente bisogno.

Lo hanno disegnato e ci hanno detto che conta stare in pace, stare insieme, condividere. Questo è quello che abbiamo voluto costruire assieme alla Scriptorium. I bimbi hanno disegnato senza filtri, senza confini. Moltissimi non hanno messo il nome: non c’è un possesso, non c’è ‘mio’ e ‘tuo’. Non è solo una raccolta disegni, ma un messaggio universale di pace che parte da un ospedale pediatrico nella Terra e arriva in alto, nello Spazio”.

Nato nel 1856, il Burlo Garofolo nel 1968 è stato riconosciuto come Irccs, un Istituto di ricerca a carattere scientifico. “Fare ricerca in campo pediatrico è più difficile e richiede una forma di responsabilità diversa. L’Irccs, e questo è motivo di orgoglio, ha dato corpo a una struttura che ha saputo accogliere prima che curare.

Quando un bimbo è malato non ha percezione della gravità della sua malattia. I genitori sì. E un progetto come questo fa bene a tutta la famiglia”, ha detto il direttore dell’Istituto, Francesca Tosolini. A mandare il suo sostegno, anche l’assessore alla Sanità della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenuto in diretta alla E’ una esperienza importante di cui la Regione riconosce il valore.

Grazie all’Aeronautica per aver accompagnato anche in questa occasione una iniziativa che rappresenta il sogno di questi bimbi. Senza i sogni la salute fa ancora più fatica. Se attorno alla salute non ci mettiamo il resto, il percorso di cura diventa più difficile. Anche queste iniziative sono estremamente importanti”, ha detto l’assessore.

Il sogno si realizza quando il Burlo Garofolo incontra lo Scriptorium. Quella della Fondazione è una storia nata a San Daniele del Friuli da un banchetto che ha fatto dell’arte calligrafia una opportunità di crescita per il territorio.

Una crescita sempre sostenibile e inclusiva. “Gabriele Cont mi è venuto a trovare e mi ha detto ‘dobbiamo fare qualcosa per i bambini’. E io ho pensato subito allo Spazio. Per noi è diventato normale che i sogni possano diventare realtà”, ha detto il presidente della Fondazione Scriptorium Foroiuliense, Roberto Giurano, che per realizzare questa nuova magia spaziale si è rivolto all’Aeronautica È bello sapere che un pensiero di pace venga portato avanti dai militari”, ha detto.

Lo Scriptorium si è fatto consegnare dall’ospedale la carta che doveva essere gettata. Con il suo laboratorio l’ha trasformata in una carta riciclata su cui i piccoli hanno realizzato i loro disegni racchiusi in un piccolo libro.

“Ma faremo anche una mostra itinerante dei disegni originali per portarli nelle piazze e nei palazzi importanti d’Italia, ma magari anche all’estero”, ha detto Giurano che pensa già in L’idea che mi è venuta è di contattare l’Expo di Osaka, sarebbe bello mostrare nel Padiglione Italia questo lato del Paese”, ha detto non senza commozione: “Questi sono progetti che ci arricchiscono. Non ci danno soldi, ma i nostri fondi li destiniamo a far conoscere delle idee e a realizzare dei sogni”.

E stavolta i sogni sono quelli dei bambini che finiranno nello spazio. “Siamo contenti di essere stati chiamati a ricevere questo bellissimo libro che porterà un messaggio non solo fuori, ma anche dentro la navicella. La forza armata negli anni si è attestata come porta di accesso allo Spazio.

Fare da corriere e portare lì questa eccellenza per noi è soltanto un piacere. Questa avventura continuerà con altri mille progetti che si realizzeranno”, ha detto il generale dell’Aeronautica, Urbano Floriani, subito dopo aver ricevuto il libro che lo Scriptorium ha donato ai presenti, tra i quali anche la deputata friulana Isabella De Monte e il sindaco di San Daniele del Friuli, Pietro Sono orgoglioso di essere qui per raccontare un progetto che nasce a San Daniele, sono orgoglioso di avere lì una Fondazione che dice sempre sì a chi chiede aiuto a realizzare una idea e sono orgoglioso che la Regione venga rappresentata con questi progetti che possono avere un grande effetto anche per l’inclusione”.

Caso Addeo: legali del docente denunciano “Sospensione formalmente illegittima”

Napoli – La vicenda del professore Stefano Addeo, il docente del liceo Medi di Cicciano  finito nella bufera per un post su Facebook in cui augurava la morte alla figlia della premier Giorgia Meloni, si arricchisce di un nuovo capitolo legale.

I suoi avvocati, Francesco Di Giovanni e Chiara Missori, hanno duramente contestato la sospensione cautelare dal servizio decisa dalla Direzione scolastica della Campania, definendola “formalmente illegittima”.

Secondo i legali, il provvedimento è stato emesso “inaudita altera parte e senza la preventiva contestazione al lavoratore”, violando le procedure previste. Gli avvocati sottolineano che la misura, che comporta anche la decurtazione del 50% della retribuzione lorda mensile, è stata adottata in assenza sia di un procedimento penale che di un procedimento disciplinare formalmente notificato al docente.

“Non è stato garantito il termine minimo di 5 giorni per consentire al lavoratore di fare pervenire le proprie giustificazioni al datore di lavoro”, spiegano Di Giovanni e Missori, aggiungendo che “è pacifico in giurisprudenza il fatto che la sospensione cautelare non può in alcun modo comportare la riduzione o la soppressione dello stipendio”.

Nel frattempo, il professore Addeo ha lanciato un nuovo messaggio diretto alla premier Giorgia Meloni, pubblicato online sul sito del quotidiano Il Roma. In un videomessaggio esclusivo, Addeo ha ribadito di assumersi “la piena responsabilità morale e disciplinare” di quanto scritto, e ha rinnovato l’appello per un incontro.

“Presidente, ho sbagliato. Le chiedo perdono. Non voglio giustificarmi, ma spiegarle il mio stato d’animo. Non cerco indulgenza, ma sento il bisogno umano di essere ascoltato. Vorrei dirglielo guardandola negli occhi”, ha dichiarato il professore. Addeo ha tentato di spiegare il suo stato d’animo, affermando di essere stato scosso dalla notizia della morte di bambini a Gaza, ma ha chiarito che “quel dolore non giustifica in alcun modo le parole scritte”.

La vicenda, che ha acceso un forte dibattito pubblico, si sposta ora anche sul piano legale, con i difensori del professore pronti a dare battaglia sul fronte procedurale.

Napoli– “Napoli è per eccellenza la sede della cittadinanza culturale mondiale, la capitale del Mediterraneo”.

Il ministro Giuli: “Napoli, capitale della cittadinanza culturale mondiale”
Con queste parole, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha aperto il suo intervento alla Conferenza UNESCO Cultural Heritage in the 21st Century, ospitata nel capoluogo campano.

Un evento di portata internazionale che conferma il ruolo di Napoli come crocevia di culture e simbolo di dialogo globale, fortemente voluto dal governo italiano e dal vicepresidente Antonio Tajani, in continuità con l’ex ministro Gennaro Sangiuliano.

Durante il suo discorso, Giuli ha sottolineato la vocazione unica di Napoli, “luogo di incontro di molteplici culture” sin dalla sua fondazione, un approdo sicuro per popoli provenienti da Africa, Oriente e Mediterraneo.

“Questa città è un ponte naturale tra Europa e Africa, un luogo di unione, di congiunzione, di sguardi”, ha dichiarato il ministro, evidenziando l’eredità culturale poliedrica che rende Napoli un patrimonio inestimabile, dove testimonianze materiali e immateriali si fondono in una bellezza capace di “confondere” chi la ammira.

La scelta di Napoli come sede permanente di riflessione sul patrimonio culturale globale, in sinergia con UNESCO, non è casuale. “Le cose non accadono mai per caso e non in luoghi casuali”, ha proseguito Giuli, sottolineando come la città rappresenti il luogo ideale per discutere della valenza identitaria del patrimonio culturale, delle sue potenzialità come leva per lo sviluppo sostenibile, il lavoro e il progresso, ma anche delle sue fragilità.

In un’epoca segnata da conflitti, mutamenti climatici e rivoluzioni digitali, il ministro ha richiamato l’urgenza di un dialogo globale per affrontare le sfide legate alla tutela e alla trasmissione del patrimonio culturale alle future generazioni.

“Non dobbiamo rassegnarci al pessimismo”, ha aggiunto Giuli, invitando a trovare risposte condivise attraverso lo scambio di esperienze, competenze e saperi. Questo è lo “Spirito di Napoli”: una visione di dialogo, pace e cooperazione internazionale che pone la città al centro di un impegno globale per la salvaguardia della cultura.

La Conferenza UNESCO si configura così come un momento cruciale per rafforzare il ruolo di Napoli come capitale culturale, capace di ispirare governi e popoli nella costruzione di un futuro più inclusivo e sostenibile.

Napoli, riapre al pubblico il Giardino dei Principi a Capodimonte

Napoli – Dopo un anno di lavori finanziati dal Pnrr, il Giardino dei Principi, cuore botanico del Real Bosco di Capodimonte, riapre al pubblico.

Un restauro da 25 milioni di euro che restituisce alla città due ettari di paesaggio ottocentesco, tra boschetti, viali sinuosi e scorci mozzafiato sul Vesuvio.

Un “monumento vivente” rigenerato

Progettato nel 1840 da Friedrich Dehnhardt, capo giardiniere del Real Orto Botanico, il Giardino dei Principi è un capolavoro di biodiversità, custode del 70% delle specie esotiche del parco. Oggi, grazie al recupero di componenti architettonici e vegetali, torna al suo antico splendore.

«Una giornata speciale per Napoli», ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, sottolineando l’importanza dei fondi Pnrr per la rigenerazione dei parchi storici italiani.

Numeri da record: 10mila nuove piante

L’intervento ha visto la messa a dimora di 62 alberi, 2.450 arbusti e 2.465 erbacee solo nel Giardino dei Principi, parte di un progetto più ampio che prevede 10.047 alberi e 43.243 piante erbacee in tutto il Bosco. Tra le rarità botaniche, spiccano un maestoso Canforo, un Taxodium mucronatum e un Eucalyptus camaldulensis, affiancati da magnolie, cedri del Libano e melaleuche.

Il restauro unisce innovazione e storia: i viali sono stati realizzati con un conglomerato ad alta permeabilità, simile all’antico battuto di tufo, per favorire l’assorbimento dell’acqua. Ripristinate anche 319 fosse drenanti dell’impianto idraulico borbonico, già testate con successo durante eventi meteorologici estremi.

Un belvedere dedicato e una comunità attiva

Inaugurato oggi il Belvedere dei Principi, nuovo punto panoramico sul parco. Per coinvolgere i cittadini nella cura del Bosco, nasce la “Comunità ecologica Capodimonte”, un’agorà verde per discutere sostenibilità e valorizzazione del patrimonio.

«Questo intervento non è solo conservazione, ma una scommessa sul futuro», ha spiegato Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco. «Puntiamo a garantire la rigenerazione del paesaggio per i prossimi 100 anni».

L’accesso al Real Bosco resta gratuito, con percorsi ottocenteschi finalmente ripristinati. Un’occasione per immergersi in un “museo a cielo aperto”, dove storia, natura e innovazione si incontrano.

Campania, Muscarà attacca Grillo: “Paghi i risarcimenti agli espulsi del 2016 prima di rivendicare il simbolo M5S”

Napoli  – “Forse prima di pensare a riappropriarsi del simbolo del Movimento, Beppe Grillo dovrebbe occuparsi di risarcire chi è stato ingiustamente espulso, come accaduto a Napoli nel 2016”.

È l’affondo della consigliera indipendente della Regione Campania, Marì Muscarà, ex esponente del Movimento 5 Stelle, da sempre critica verso la deriva centralista e verticistica del partito fondato dal comico genovese.

Al centro della polemica una recente sentenza del Tribunale di Napoli, datata 12 maggio 2025, che ha condannato il vecchio M5S – del quale Grillo risulta ancora rappresentante legale – a risarcire quasi 60mila euro all’avvocato Roberto Ionta. L’uomo era uno dei 36 attivisti espulsi nel 2016 per aver espresso dissenso in una chat privata su Facebook.

“Erano cittadini attivi, non militanti ciechi – ricorda Muscarà – e per questo sono stati messi alla porta. Colpevoli solo di aver espresso perplessità sulla gestione napoletana allora sotto la guida di Roberto Fico, definito da Grillo ‘il signor c’aggia fa’”. Una gestione, sottolinea la consigliera, “che spaventava chi voleva il pieno controllo su candidature e dinamiche interne”.

Secondo la sentenza, l’espulsione è stata ritenuta illegittima e ha comportato danni morali e perdita di opportunità per l’avvocato Ionta. Una “pesante ammissione d’errore – attacca Muscarà – da parte di chi predicava democrazia diretta e poi espelleva chi osava parlare”.

La consigliera punta il dito anche contro le recenti dichiarazioni di Grillo, che ha annunciato azioni legali per riprendere il simbolo del Movimento: “Ma il problema vero – aggiunge – è un altro: e se anche gli altri 34 espulsi, esclusa la cosiddetta ‘spia’, decidessero di fare causa? Sessantamila euro per ciascuno significherebbe oltre due milioni di euro. Forse anche questo spiega certi nervosismi recenti…”.

Muscarà ricorda infine che nel 2016 gli attivisti espulsi protestarono persino con uno sciopero della fame per denunciare l’ingiustizia subita: “Chi oggi si agita parlando di simboli e valori – conclude – ieri ha calpestato la dignità di chi quei valori li difendeva davvero. Il tempo, a quanto pare, sta presentando il conto”.

Monteforte Irpino, scomparso da ieri anziano medico: ricerche in corso

Monteforte Irpino  – Sono ancora senza esito le ricerche di Antonio Noviello, cardiologo 87enne scomparso da ieri pomeriggio dopo essersi avventurato nei boschi alla ricerca di funghi. L’uomo, residente a Monteforte Irpino, si era allontanato da casa senza farvi più ritorno.

La sua auto è stata ritrovata in sosta sul ciglio della strada, in località Portella, una zona montuosa del territorio. Da quel momento si sono attivate le operazioni di soccorso, che vedono impegnati decine di volontari, insieme ai nuclei specializzati dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Alpino.

Per agevolare le operazioni di ricerca sono stati impiegati anche droni, ma al momento dell’anziano medico nessuna traccia. Familiari e amici riferiscono che Noviello conosceva bene la zona ed era solito frequentare quei sentieri.

Proseguono senza sosta le operazioni nella speranza di ritrovarlo al più presto.

La mostra Quarto – Mondo rurale e masserie a Casa Mehari

Venerdì 6 giugno, a partire dalle ore 18, Casa Mehari – bene confiscato alla criminalità organizzata situato in via Nicotera 8 a Quarto – ospiterà la mostra fotografica “Quarto – Mondo rurale e masserie. Escursioni fotografiche alla scoperta dei sapori e della civiltà contadina”. L’ingresso è gratuito.

Trentadue scatti analogici e oltre 500 immagini digitali

La mostra si compone di 32 fotografie analogiche selezionate tra i lavori di 16 fotografi che hanno esplorato i luoghi più rappresentativi del passato contadino quartese. Accanto alle immagini stampate, il pubblico potrà ammirare oltre 500 scatti digitali proiettati su un maxischermo, offrendo così un ampio racconto visivo del patrimonio rurale e archeologico dell’entroterra flegreo.

Un viaggio visivo nelle masserie e nei luoghi storici

Le escursioni fotografiche, effettuate a febbraio, hanno toccato alcuni dei luoghi più suggestivi della zona: la Masseria “Crisci” e il suo antico cellaio, la Masseria “del Sindaco” nella zona di Brindisi, il mausoleo romano noto come “La Fescina” e la Masseria “De Vivo”. I fotografi hanno inoltre documentato alcuni edifici storici del vicino comune di Marano, tra cui il Castello Federiciano di Monteleone, la Masseria “Foragnano” e la chiesa rupestre di Pietraspaccata.

Un’iniziativa che valorizza il patrimonio locale

Già presentata lo scorso 22 febbraio grazie al sostegno dell’Agenzia Regionale Campania Turismo, la mostra ha riscosso un ampio successo. L’iniziativa nasce dalla volontà di promuovere la conoscenza della storia e delle tradizioni di Quarto, riscoprendo il legame profondo tra il territorio, l’identità contadina e l’eredità culturale dei Campi Flegrei, considerati un pilastro fondamentale dell’offerta turistica campana.

I protagonisti del progetto

I fotografi che hanno preso parte al progetto sono: Luigi Borrone, Claudia Del Giudice, Luca Fruttaldo, Genny Giugliano, Gaetano La Rocca, Marco Menduni, Sax Palumbo, Rosita Percacciuolo, Alessandro Pone, Stefano Regini, Giordano Rispo, Gaetano Ronca, Carolina Tuozzi, Pablo Vecchione, Enzo Vitolo e Mariella Zifarelli. L’organizzazione dell’evento è stata curata da Barbara Melcarne, Sonia Gervasio, Raffaella Iovine, Giorgio Carandente e Ciro Biondi.

Un evento partecipato e inclusivo

Durante la serata sarà attivo anche il bar gestito dai ragazzi della Cooperativa Sociale “La Quercia Rossa”. La manifestazione è promossa da Dialogos Aps-Ets, dall’associazione Projecta e da Casa Mehari, con il patrocinio del Comune di Quarto.

A Roma finora 5,5 milioni pellegrini, previsto un altro milione tra 28 luglio e il 3 agosto

Roma –  “Oltre 5,5 milioni è la stima di pellegrini già arrivati a Roma per il Giubileo della Speranza nei primi cinque mesi del 2025. E se ne attendono 1 milione per il Giubileo dei Giovani e la Giornata Mondiale della Gioventù, prevista tra il prossimo 28 luglio e il 3 agosto”.

I dati emergono dalla ricerca realizzata da Ce.RTA – Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi sul racconto mediatico del Giubileo della Speranza e su come oggi possa essere inteso un turismo spirituale o religioso.

La ricerca, che evidenzia la “rilevanza del Giubileo 2025 per la città di Roma e, più in generale, per il territorio regionale e quello nazionale”, è stata presentata oggi a Roma in occasione dell’evento dal titolo ‘ Giubileo 2025. Pratiche di viaggio spirituale e impatto sui territori ‘, organizzato da Cattolica per il Turismo, con Ce.RTA e Publitalia ’80. L’iniziativa si è svolta nella Sala Italia del Centro Congressi Europa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Le quattro dimensioni del Giubileo – Il Giubileo 2025, che nei suoi primi cinque mesi si allinea al precedente Anno Santo in termini di viaggiatori coinvolti, genera un impatto su “quattro dimensioni diverse e correlate”, hanno fatto sapere i ricercatori.

Su Roma, con le sue cinque porte sante (le quattro basiliche e quella del carcere di Rebibbia), mete dei pellegrinaggi. Poi, la reticolarità ‘fisica’ dei territori limitrofi che sono coinvolti per viaggi a vocazione religiosa, spirituale o culturale, nella Regione Lazio ma anche al di fuori di Viterbo e la Tuscia (15% di turisti stranieri nei musei), Napoli (previsti 4 milioni di turisti da Roma), l’ Umbria (nel primo trimestre 2025 presenze in crescita dell’8%) e Assisi (218mila presenze)”.

Altra dimensione è la reticolarità tecnologica e ‘virtuale’: grazie a tools, tra cui la WebApp Cammini della fede, che agevola i cammini dei fedeli, c’è la possibilità di prenotare visite sacre e itinerari turistici in Vaticano tramite web;

l’assistente virtuale Julia, che aiuta i pellegrini nella loro visita a Roma, e la possibilità di visitare San Pietro grazie alla realtà virtuale. Infine, la dimensione mediatica del racconto del Giubileo, che “va valutata in un impatto turistico sui territori nel lungo periodo, anche dopo la conclusione dell’Anno Santo”.

Giubileo, senso religioso e impatto turistico – Sono dieci le ‘cornici di senso’ del Giubileo 2025, cioè le varie modalità di declinazione del racconto dell’Anno Santo con cui i media hanno narrato l’evento finora.

In particolare, emergono dall’indagine, ‘sociale’, ‘economica’, oltre che ‘salvifica’ e ‘identitaria’, queste ultime entrambe cornici di senso legate alla natura cristiana e cattolica dell’Anno Santo.

Sui media italiani prevalgono le narrazioni ‘religiosa’, che considera il Giubileo come momento di rilevanza spirituale, ‘divulgativa’, che lo considera come evento da raccontare e spiegare anche per chi non ne conosce il significato e ‘avversativa’, che considera l’Anno Santo come evento che impatta sui territori, comportando talvolta anche delle criticità.

Modelli di viaggiatori – La ricerca ha delineato quattro modelli di viaggiatore: la figura dell’eremita, dedicato a una vacanza contemplativa e di meditazione, alla ricerca di una connessione tra spiritualità e natura; quella del pellegrino, che intraprende un itinerario di devozione, come rinnovo di fede condivisa con altri; l’entusiasta, che affronta il viaggio come occasione di divertimento; il mindful explorer, che cerca esperienze di esclusività e autenticità, occasioni di contatto privilegiato con i luoghi che incontra.

A novembre 2025 nuovi output della ricerca sul Giubileo – Lo studio proseguirà con un’indagine quantitativa su un campione di viaggiatori italiani ed europei che si sono recati a Roma in vista del Giubileo o che hanno intenzione di farlo: tra gli obiettivi, si analizzeranno il valore e il senso del viaggio spirituale, pesando le quattro figure di ‘viaggiatore spirituale’, per scoprire con altre forme di turismo (culturale, enogastronomico, sportivo, green) e mappare luoghi, destinazioni, esperienze del Giubileo ma non solo. I risultati dell’intero lavoro saranno presentati in Università Cattolica a novembre 2025.

Luchè domani al Maradona: il concerto-story del rap napoletano

Napoli– Un anno da leggenda, un ritorno da re. Luchè, uno dei padri indiscussi del rap italiano, è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera: domani, per la prima volta, salirà sul palco dello Stadio Diego Armando Maradona, trasformando la sua Napoli in un manifesto dello street rap.

Quello che si prospetta non è un semplice concerto, ma un’esperienza potente, un viaggio attraverso la discografia dell’artista, dai classici che hanno rivoluzionato la scena urbana italiana al nuovo album “Il Mio Lato Peggiore”, uscito il 16 maggio e già un caso discografico. Tra i brani più attesi, “Nessuna”, in vetta alle classifiche da settimane, e “Ginevra”, che confermano l’inarrestabile ascesa di Luchè.

/h3)Il lineup stellare: da Shiva a Tony Boy, fino alle sorprese

Ad accompagnarlo, alcuni dei nomi più caldi del momento: Shiva, Tony Boy, Paky, Nerissima Serpe, CoCo, oltre a Night Skinny e Jesa per un opening dj set. E, come da tradizione, ci saranno colpi di scena ancora top secret.

(h3)Il Summer Tour e il gran finale a Milano

Dopo l’evento al Maradona, Luchè porterà la sua energia in giro per l’Italia con il Luchè Summer Tour, toccando alcuni dei principali festival estivi, da Rock in Roma a Versus Festival, fino al gran finale all’Unipol Forum di Milano il 15 settembre.

Biglietti e info

I biglietti per tutte le date sono disponibili su www.vivoconcerti.com. Attenzione: l’organizzazione declina ogni responsabilità per acquisti fuori dai circuiti ufficiali.

A Bangkok la tradizione della pizza napoletana firmata Polselli conquista l’Asia

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C’è un profumo antico che arriva da Napoli e si diffonde oggi fin dentro i forni di Bangkok. È quello della pizza napoletana tradizionale, amata, studiata e sempre più apprezzata in Thailandia, dove la semplicità autentica batte la sperimentazione gourmet

. A confermarlo è la recente presenza della Polselli, storica azienda di farine di Arce, alla THAIFEX Anuga Asia 2025, grande fiera internazionale dell’agroalimentare che si è tenuta nella capitale thailandese dal 27 al 31 maggio.

In un contesto che mette in dialogo l’Europa con l’Oriente, Polselli ha puntato tutto sull’identità forte del suo prodotto, promuovendo impasti nati per esaltare la pizza napoletana contemporanea, con il suo cornicione alto, le lunghe lievitazioni e il rispetto della tradizione.

Protagonisti allo stand dell’importatore thailandese, il maestro Paolo Parravano e il pizzaiolo Antonio Langone, affiancati dal giovane talento locale Georgi Filipov, hanno coinvolto il pubblico con dimostrazioni e degustazioni che esaltavano le potenzialità delle farine Polselli Mix Napoletana e Vivace Super.

Il successo è stato evidente: tra i pizzaioli thailandesi cresce l’interesse per l’autenticità della scuola napoletana, preferita a proposte più audaci o gourmet. Non sono mancate però interessanti contaminazioni, come la pizza all’ananas, simbolico omaggio alla cultura locale, sempre però partendo da una base rigorosamente tradizionale.

La presenza della Accademia Polselli in Thailandia prosegue anche dopo la fiera, con masterclass dedicate non solo alla pizza napoletana ma anche alla romana, per approfondire tecniche e impasti legati alla tradizione. L’obiettivo? Rafforzare un dialogo culturale tra Italia e Asia nel segno del grano e della lievitazione.

Con sguardo rivolto anche a Cina e Corea, Polselli consolida così la sua presenza in Oriente, portando con sé il cuore della pizza napoletana, che continua a parlare al mondo con semplicità, rigore e passione.

Caserta, usura ed estorsione a un imprenditore: due arresti

Caserta – Nella mattinata di ieri, 3 giugno, i militari della Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due soggetti, gravemente indiziati di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore casertano.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Caserta, rappresenta l’esito di un’indagine complessa durata oltre sei mesi, scaturita dalla denuncia presentata dalla vittima presso il reparto del Corpo.

Le indagini, condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Caserta, si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e telematiche, attività di osservazione, controllo, pedinamento e analisi bancarie.

Gli investigatori hanno ricostruito un sistema di prestiti usurari orchestrato dai due indagati, uno residente nel Napoletano e l’altro in provincia di Caserta. La vittima, un imprenditore in cerca di liquidità immediata, sarebbe stata costretta ad accettare tassi di interesse ben superiori al limite fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Secondo quanto emerso, i due avrebbero erogato circa 1,5 milioni di euro in tre anni, pretendendo pagamenti mensili tra i 5.000 e i 20.000 euro.

Camorra, arrestato in Algeria latitante legato al clan Cutolo

Dopo una complessa indagine del Servizio Centrale Operativo, è stato arrestato in Algeria il latitante algerino Tadimouti Mohamed, condannato all’ergastolo per un omicidio efferato avvenuto nel 1983 a Grazzanise.

L’uomo, legato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, è stato rintracciato e catturato la notte scorsa, grazie alla sinergia tra la Squadra Mobile della Questura di Caserta e il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP).

L’omicidio di cui Tadimouti Mohamed è accusato è quello di Vincenzo Palazzo, avvenuto nel contesto della sanguinosa contrapposizione tra i clan camorristici che all’epoca si contendevano il predominio delle attività criminali e il controllo del territorio. L’azione, particolarmente brutale, fu condotta da un commando di almeno 20 persone.

Prima dell’omicidio, una sparatoria in pieno giorno nei pressi del locale gestito dalla vittima simulò una rapina. Successivamente, Palazzo fu sequestrato e il suo corpo, carbonizzato, venne ritrovato il giorno seguente.

Dopo l’omicidio, l’algerino ha continuato a vivere e delinquere in Italia, venendo arrestato e poi espulso nel 1986. Da allora latitante, Tadimouti è stato rintracciato in Algeria e tratto in arresto in esecuzione di un ordine di arresto internazionale.

La cattura è il frutto di un’operazione congiunta che ha visto la collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e algerine. Concluse le procedure di estradizione, l’uomo verrà consegnato alle Autorità italiane per scontare la sua condanna. L’arresto di Tadimouti Mohamed rappresenta un importante risultato nella lotta contro la criminalità organizzata e la sua capacità di radicarsi anche all’estero.

Il cantautore Federico Vassallo torna con Fottuta estate, fuori dal 6 giugno

Federico Vassallo torna sulla scena musicale con un brano che promette di farsi largo nelle playlist dell’estate: FOTTUTA ESTATE, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da venerdì 6 giugno 2025.

Il video del brano, girato da Matteo Menapace sarà visibile dal 5 giugno.

La nuova fase artistica

Il brano anticipa l’inizio di un nuovo capitolo artistico per Vassallo, che si conferma voce dissacrante e coraggiosa un testo potente, emotivo e crudo,

“Un titolo provocatorio – afferma Federico Vassallo – che racchiude un racconto viscerale e autentico, con una forte componente autobiografica. “Ero un ragazzo fragile che voleva urlare / che la vita a un certo punto ci può cambiare”questo passaggio del brano esprime l’urgenza del mio vissuto personale, che si intreccia con una narrazione collettiva in cui sono certo molti potranno riconoscersi.

FOTTUTA ESTATE non è solo un singolo estivo, è uno sfogo poetico, un’istantanea emotiva di chi ha vissuto sulla pelle e ha deciso di cantare senza filtri.

Con parole dirette e una scrittura intensa, Federico Vassallo firma un testo che parla di fragilità, illusioni spezzate, desiderio di rinascita e consapevolezza.
La produzione musicale di Francesco Giacomello colora e dà ritmo alla voce e alle parole e rompe la tensione emotiva di FOTTUTA ESTATE – ho pensato ad un arrangiamento energico, a 150 bpm con cassa in 4/4, molto ballabile – racconta Giacomello – Il basso è incalzante con synth analogici che richiamano gli anni ’80, e un pianoforte e chitarra retrò che dialogano con la voce, creando un sound coinvolgente e nostalgico.

Gabriele Parpiglia a Napoli per presentare il suo libro Sotto attacco di panico

È in libreria “Sotto attacco di panico – La mia storia, il mio burnout, la mia ripartenza”, il nuovo libro di Gabriele Parpiglia, edito da Mursia. La presentazione si terrà giovedì 5 giugno alle ore 18.30 al Gold Tower Hotel di Napoli (via Brecce a Sant’Erasmo, 185), l’autore dialogherà col conduttore e autore radio-tv Gaetano Gaudiero.

“Il mio nome è Gabriele Parpiglia e sono un uomo che convive con una malattia invisibile ma debilitante. Soffro di attacchi di panico, un nemico quieto che ha stravolto la mia esistenza. Ma oggi sono qui per condividere con voi la mia storia. E chissà, forse nelle mie parole riconoscerete un po’ anche della vostra esperienza, perché questa battaglia contro il panico accomuna molti di noi. Sì, questa è la mia storia, ma in fondo potrebbe essere anche un po’ la vostra”.

Non un diario personale, ma un racconto intenso di un cambiamento radicale. Non un manifesto, ma una testimonianza tutt’altro che neutra. È la voce di chi ha vissuto un’esperienza forte e ora vede con chiarezza. Gabriele condivide il suo mondo interiore con rigore, ironia e profondità, senza dare lezioni, ma mostrando cosa succede quando si smette di controllare tutto e di cercare l’approvazione, per dedicarsi, finalmente, a sé stessi.

La prefazione è a cura della dottoressa Anna Rita Verardo

“Ho conosciuto Gabriele qualche anno fa: avevamo programmato di incontrarci nel mio studio per un progetto letterario nel quale ero stata felicemente coinvolta. Gabriele era simpatico, gentile e molto generoso nel darci un suo punto di vista. Ma dopo poche battute io mi sentivo in un frullatore. Era un miscuglio di cose che mi faceva girare la testa. Non c’era nulla di scomposto in lui, anzi, mi è piaciuto il suo modo di essere: brillante, intelligente, ironico, eppure dopo poco una parte di me si è allarmata. Si muoveva con un’intelligenza rapida, a tratti incalzante, come se non potesse permettersi il lusso della lentezza. Una vitalità piena di idee, connessioni, entusiasmi. Ma a guardarlo bene, sembrava che tutto accadesse con un respiro trattenuto, come se vivesse in uno stato di emergenza costante. Mentre parlava, lo osservavo. E all’improvviso mi è venuto in mente un pensiero strano, non coerente con il nostro incontro: “Ma questo come fa a campare così?”. Aveva gli occhi grandi e inquieti, uno sguardo vivace e insieme stanco. Un sorriso che non arrivava mai fino in fondo, come trattenuto. E, attorno a lui, un’atmosfera che sembrava dargli forma e al tempo stesso divorarlo. Non si fermava mai. Il telefono vibrava ogni trenta secondi. Ogni frase veniva interrotta da una richiesta, una risposta, un’urgenza. Aveva la testa piena di idee, mille progetti, mille aperture. Ma c’era qualcosa di scomposto in quella densità. Una corsa senza ossigeno. Dopo un paio d’ore, gli ho chiesto se stesse bene sopra quelle montagne russe senza pause e lui mi ha raccontato qualcosa che ha dato forma al mio allarme iniziale: non dormiva. Due, tre ore per notte, forse. Si ammalava spesso, di continuo. Il corpo mandava segnali chiari, ma la testa era avanti, fuori fase, troppo occupata a tenere in piedi tutto per poter ascoltare. Quel tipo di esaurimento che non arriva all’improvviso. È un logorio, una faglia che si apre piano piano. E Gabriele era lì, inconsapevole. E nel frullatore c’era lui, io lo avevo solo sentito”.

L’autore

Gabriele Parpiglia è giornalista, autore, produttore di serie TV e scrittore. Ha lavorato, tra gli altri, con Maurizio Costanzo e Maria De Filippi. È autore di reality, conduttore di programmi TV e podcast, e voce radiofonica da oltre un decennio, ma la scrittura è la sua vera passione.

Castellammare, concluso il primo anno del Corso PCTO per Amministratore di Condominio

Castellammare di Stabia – Si è concluso con un bilancio estremamente positivo il primo anno del Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) dedicato alla figura dell’Amministratore di Condominio, realizzato grazie alla sinergia tra l’Istituto di Istruzione Superiore di Castellammare di Stabia e l’Associazione Nazionale Amministratori di Condominio e Affini (N.A.C.A.).

Il progetto, inserito nel quadro dell’alternanza scuola-lavoro, ha rappresentato un’occasione unica per gli studenti, che hanno potuto immergersi in un settore professionale in continua crescita, acquisendo competenze pratiche e teoriche fondamentali.

Il percorso formativo ha offerto ai partecipanti un’esperienza completa, combinando moduli didattici, simulazioni pratiche, redazione di atti e attività di laboratorio. Gli studenti si sono confrontati con le principali responsabilità dell’amministratore condominiale: dalla convocazione e verbalizzazione delle assemblee alla gestione dei bilanci, fino alla risoluzione dei conflitti e all’applicazione delle normative vigenti. Un approccio che ha permesso di toccare con mano le dinamiche di una professione che richiede competenze tecniche, gestionali e relazionali.

Fortemente voluto dalla Dr.ssa Sabrina Apuzzo e coordinato dal Dott. Antonio Rocco, esperto in diritto condominiale, Coordinatore Nazionale N.A.C.A. e Responsabile alla Formazione dell’associazione, il progetto ha potuto contare sul supporto dei tutor scolastici Prof.ssa De Simone, Prof. Avino e Prof. Menduto. Determinante è stato l’impegno della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Cinzia Toricco, che ha sostenuto con convinzione l’iniziativa, rendendola un modello virtuoso di integrazione tra scuola e mondo del lavoro.

“L’obiettivo è stato quello di avvicinare i giovani a una professione di grande responsabilità sociale, offrendo loro strumenti concreti per orientarsi nel mercato del lavoro”, ha dichiarato il Dott. Rocco. Il percorso, infatti, non si è limitato a una formazione teorica, ma ha puntato a valorizzare i talenti degli studenti, preparandoli a una carriera che richiede competenze trasversali e un forte senso etico.

L’Associazione N.A.C.A. ha già annunciato l’intenzione di replicare e potenziare il progetto nel prossimo anno scolastico, con l’ambizione di coinvolgere un numero maggiore di istituti e di offrire nuove opportunità di stage presso studi professionali e società di gestione condominiale. Un’iniziativa che guarda al futuro, con l’obiettivo di formare professionisti preparati e consapevoli, pronti a rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la Segreteria Nazionale N.A.C.A. tramite il sito www.associazionenaca.it o l’indirizzo email segreteria@associazionenaca.it.