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Napoli, gusto e spettacolo a Edenlandia: oltre 3.000 persone per “Ccà s’ Magn e Nun s’ Pav”

Napoli– Una serata di sapori, risate e musica ha travolto ieri sera, lunedì 15 settembre, il parco Edenlandia di Napoli, dove oltre 3.000 persone hanno preso parte alla cena-spettacolo “Ccà s’ Magn e Nun s’ Pav”.

Ideato da Fior di Frutta e dal maestro pizzaiolo Errico Porzio, l’evento ha trasformato l’iconico parco partenopeo in un grande palcoscenico di gusto e divertimento, unendo la tradizione culinaria campana a un’atmosfera di festa contagiosa.

Protagonisti: Fior di Frutta ed Errico Porzio

A fare gli onori di casa, due nomi amatissimi dal pubblico napoletano e non solo: Fior di Frutta, il “fruttivendolo che non ti aspetti”, rappresentato dai carismatici founder Vittorio e Giovanna, star dei social, e Errico Porzio, celebre pizzaiolo che ha conquistato il cuore (e il palato) di migliaia di persone.

La loro sinergia ha dato vita a un evento completamente gratuito, pensato per celebrare il meglio della cucina campana in un contesto di allegria e condivisione.

Un viaggio gastronomico per tutti i gusti

Il percorso gastronomico ha deliziato i partecipanti con un’offerta variegata e di altissima qualità.

Si è spaziato dalle pregiate mozzarelle di bufala del Caseificio dei Borboni al saporito scarpariello della Fiaschetteria Agricola. Grande protagonista la pizza, con le creazioni di Errico Porzio – anche nella versione “Porzio…ni di Pizza” – affiancate dai panuozzi di O’ Pacchianiell, dalle pizze di CiàMammà e da quelle preparate dai giovani talenti della Multicenter School.

Non sono mancate le polpette e i friarielli dell’Ostaria Pignatelli, né un tocco internazionale con le specialità di Iberico Taberna Española. L’attenzione all’inclusività ha reso la serata accessibile a tutti: un’area dedicata al senza glutine e senza lattosio, curata da The Gluten Free Lab e The Dream 64, ha permesso anche a chi ha esigenze alimentari specifiche di godersi il banchetto.

A chiudere in dolcezza, il gelato di Corno Gelato by Scaturchio e i pangocciole d’autore di Parentesi Graffa, accompagnati dalle coloratissime e freschissime composizioni di Fior di Frutta, vere opere d’arte commestibili.Non solo cibo: musica, risate e showL’evento non si è limitato a stuzzicare il palato.

Sul palco, un mix esplosivo di intrattenimento ha tenuto alta l’energia fino a tarda notte. Il vocal & dj set di Gigi Soriani ha fatto ballare il pubblico, mentre l’ironia irresistibile del cabarettista Fabio Brescia ha strappato risate a non finire. A completare il quadro, il live show di Maurizio Filisdeo, che ha regalato momenti di pura emozione.

Un successo con uno sguardo al futuro

Il trionfo di “Ccà s’ Magn e Nun s’ Pav” non è stato solo un momento di festa, ma anche il primo capitolo di una collaborazione destinata a durare. Errico Porzio e Fior di Frutta hanno già annunciato l’intenzione di replicare l’evento, con l’ambizione di trasformarlo in un format ricorrente che unisca gusto, spettacolo e iniziative benefiche.

“Vogliamo creare momenti per stare insieme e stare bene, valorizzando il cibo e la nostra città”, hanno dichiarato i due protagonisti, promettendo nuove sorprese per il pubblico napoletano.In una Napoli che non smette mai di sorprendere, serate come questa confermano il potere della tradizione e della creatività, capaci di riunire migliaia di persone sotto il segno del buon cibo e del divertimento. Edenlandia, con il suo fascino intramontabile, si è dimostrata ancora una volta il luogo perfetto per celebrare la vitalità di una città unica.

Maxi discarica abusiva scoperta a Pescopagano: scatta il sequestro

Mondragone– Una nuova ferita ambientale si aggiunge al già compromesso territorio della cosiddetta Terra dei Fuochi. Nel pomeriggio di oggi, i Carabinieri Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno scoperto una vasta discarica abusiva in località Pescopagano, lungo via Lista. L’area, estesa per circa 100 metri quadrati, è stata immediatamente posta sotto sequestro.

Rifiuti di ogni tipo tra le campagne

Il sopralluogo dei militari ha portato alla luce uno scenario di degrado: cumuli di frigoriferi arrugginiti, pneumatici usurati, materassi, divani, mobili smembrati e scarti di edilizia abbandonati senza alcun controllo.

Un deposito a cielo aperto, sorto ai margini della strada, in spregio alle norme ambientali e con potenziali rischi per la salute dei cittadini e per l’ecosistema locale.

Custodia affidata al Comune

Dopo il sequestro, i Carabinieri hanno avviato accertamenti catastali per individuare i proprietari dei terreni. Nel frattempo, la custodia giudiziaria del sito è stata affidata al sindaco di Mondragone, che dovrà ora farsi carico della messa in sicurezza e della successiva bonifica dell’area.

Un fenomeno che non si arresta

L’operazione rientra nelle attività di monitoraggio e prevenzione portate avanti dalle forze dell’ordine contro l’abbandono illecito dei rifiuti, piaga che da anni colpisce le province di Napoli e Caserta. Un fenomeno che, oltre a minacciare l’ambiente e la salute pubblica, alimenta circuiti economici paralleli su cui prospera la criminalità organizzata.

Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire la filiera dello smaltimento irregolare e individuare eventuali responsabilità. L’obiettivo è risalire non solo agli autori materiali dell’abbandono, ma anche ai canali attraverso cui i rifiuti vengono raccolti e sversati, un business illecito che continua a rappresentare una delle maggiori emergenze del territorio.

Sversamento illecito di rifiuti a Napoli, individuati e denunciati i responsabili

Napoli – Sono stati i cittadini, con le loro segnalazioni e la loro determinazione, a innescare l’indagine che ha portato alla scoperta e alla denuncia di due responsabili dello sversamento illecito di rifiuti in via Brecce a Sant’Erasmo.

La Polizia Locale, attraverso l’unità investigativa ambientale ed emergenze sociali, ha seguito le tracce fino a risalire ai colpevoli, grazie anche al supporto delle telecamere installate da Asia, la società partecipata del Comune che gestisce i rifiuti. I filmati hanno immortalato un furgone che scaricava in strada sacchi neri colmi di scarti edili, cartongesso e materiale ingombrante di ogni genere.

Dalla targa, gli agenti sono arrivati a identificare i due uomini, entrambi residenti in comuni limitrofi a Napoli, che hanno trasformato la zona in una discarica a cielo aperto. Per loro è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria: un provvedimento che arriva dopo l’ennesimo episodio di degrado ambientale che colpisce il capoluogo campano, ma che dimostra anche quanto la collaborazione tra cittadini e istituzioni possa rivelarsi decisiva.

Operaio ferito in cantiere nell’Avellinese, due denunce per violazioni sulla sicurezza

Montefalcione (Avellino) – È costato due denunce l’incidente sul lavoro avvenuto lo scorso 4 settembre in un cantiere edile di Montefalcione, dove un operaio cinquantenne era rimasto ferito a seguito del crollo di un ponteggio mobile.

Le indagini, coordinate dai Carabinieri e dall’Ispettorato del Lavoro, hanno accertato gravi irregolarità nella gestione della sicurezza. A finire sotto inchiesta sono stati il titolare dell’impresa, con sede a Candida, e il responsabile della sicurezza del cantiere. Entrambi dovranno rispondere di lesioni personali gravi e di plurime violazioni delle norme a tutela dei lavoratori.

L’infortunio aveva destato grande preoccupazione nella comunità, riaccendendo i riflettori sul tema della sicurezza nei cantieri, troppo spesso trascurata e alla base di incidenti che si sarebbero potuti evitare. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio le responsabilità e accertare eventuali altre irregolarità nella gestione del cantiere.

Castello di Cisterna, bomba distrugge auto di uomo del clan Ianuale

Castello di Cisterna– Un boato ha rotto il silenzio della notte nella zona della Cisternina. Un messaggio di fuoco e acciaio distorto, l’ultimo, violentissimo capitolo di una guerra di camorra che sta insanguinando l’area a nord di Napoli.

I resti fumanti di un’autovettura, fatta saltare in aria con un potente ordigno esplosivo poco prima delle 22.00 di ieri sera in via Selva, sono il monumento di una tregua che non c’è più

Sul mirino, un obiettivo di alto valore simbolico: un familiare stretto di Vincenzo Ianuale, il ras indiscusso del clan che da anni domina con pugno di ferro la piazza di Castello di Cisterna.

L’esplosione, un colpo secco e tremendo che ha fatto sobbalzare i vetri delle case in tutto il quartiere, non è un episodio isolato. È il culmine di una spirale di tensione che si inasprisce da mesi. È la prova che la guerra per il controllo del territorio, delle estorsioni e del narcotraffico è più viva che mai, combattuta senza esclusione di colpi tra fazioni rivali.

L’obiettivo dell’attentato, di chiara matrice intimidatoria, parla chiaro: colpire il cuore dell’organizzazione Ianuale proprio a due passi dalla sua roccaforte, il Palazzo Celeste della “Cisternina”.

Una sfida frontale, una dichiarazione di guerra che non ammette equivoci. La stessa famiglia Ianuale non è nuova alle cronache giudiziarie: dieci anni fa, due figli del boss furono arrestati per l’omicidio efferato di Anatolij Korol, l’eroico immigrato ucraino che cercò di opporsi a una rapina nel supermercato lì vicino. Un delitto che tornò alla memoria di molti, ieri sera, col fumo dell’esplosione che si alzava a poca distanza da quel luogo.

Ma il quadro è più ampio e interconnesso. Mentre a Castello di Cisterna si spegnevano le fiamme, a Pomigliano d’Arco le forze dell’ordine eseguivano un’operazione parallela, mettendo a segno tre arresti. Sulle indagini pesa l’ombra dello scontro tra i clan Ferretti e Cipolletta, un altro fronte caldissimo in un territorio devastato da faide incrociate.

Il punto sulla guerra di camorra in zona

La situazione appare come un mosaico di violenza in cui pezzi diversi si incastrano in un unico, pericoloso conflitto. Gli investigatori non escludono che gli episodi siano collegati, segno di un possibile riassetto di alleanze o di una lotta generalizzata per riprendersi spazi e business.

Il metodo dell’auto bomba, estremo e spettacolare, indica un salto di qualità nella strategia dei clan, pronti a sfidarsi apertamente con atti di terrorismo urbano che gettano nella paura l’intera comunità.

Il messaggio per le istituzioni e per i cittadini è tragico e chiaro: la camorra non è mai stata così agguerrita. Il cessate il fuoco è solo un’illusione. Il territorio è un campo minato, dove ogni esplosione non è la fine, ma l’anteprima di una rappresaglia. La cronaca nera, in questa area, non è più solo un elenco di delitti, ma la mappa di una guerra civile sotterranea, feroce e senza quartiere.

Champions, verso il City: il Napoli ritrova Meret, ballottaggio Spinazzola-Olivera

Napoli – È arrivata la notizia che Antonio Conte e tutto l’ambiente azzurro attendevano: Alex Meret ha recuperato dall’infortunio muscolare e difenderà i pali del Napoli nella sfida di Champions League contro il Manchester City. Dopo il forfait a Firenze e il lavoro differenziato nei giorni successivi, il portiere si è allenato regolarmente a Castel Volturno e partirà per l’Inghilterra da titolare.

Conte potrà quindi contare sul suo numero uno per l’esordio europeo più difficile possibile, quello all’Etihad Stadium. Un banco di prova durissimo che arriva a distanza di un anno dall’ultima apparizione internazionale del Napoli. Il tecnico non intende lasciare nulla al caso: la squadra lavorerà fino all’ultimo dettaglio tattico, con un solo nodo ancora da sciogliere, quello legato alla fascia sinistra. Spinazzola garantirebbe maggiore spinta in avanti, Olivera darebbe invece copertura contro un attacco stellare come quello del City.

Nessun dubbio in attacco: Rasmus Hojlund guiderà l’offensiva azzurra. Il danese si è imposto fin da subito come punto di riferimento, convincendo Conte e compagni con prestazioni solide e incisive. Accanto a lui, De Bruyne sarà l’uomo chiave: il belga, ritrovato e libero di muoversi tra centrocampo e attacco, rappresenta la variabile in grado di spostare gli equilibri. Proprio contro i suoi ex compagni, De Bruyne vivrà una serata dal sapore speciale e potenzialmente decisiva.

Gli azzurri completeranno la preparazione domani mattina a Castel Volturno, poi la partenza da Capodichino e l’arrivo a Manchester. In serata Conte parlerà in conferenza stampa all’Etihad. La città è pronta a vivere una notte di passione: per il Napoli sarà una sfida proibitiva, ma con Meret di nuovo tra i pali e con la qualità di De Bruyne la speranza è di trasformare l’impresa impossibile in realtà.

Accordo con Inter e Milan su San Siro, Sala spinge per la vendita: “Stadio pronto nel 2031”

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Milano – Dopo anni di trattative, polemiche e rinvii, l’accordo su San Siro è arrivato. Lo ha confermato il sindaco Beppe Sala, che a poche ore dal via libera definitivo ha annunciato la delibera in giunta per mercoledì. L’intesa con Inter e Milan riguarda la vendita dello stadio e delle aree circostanti per 197 milioni di euro, con un aggiustamento sui costi di bonifica e demolizione che ha eliminato uno degli ostacoli più discussi. Le due società contribuiranno con 14 milioni in più rispetto al piano iniziale, portando lo sconto a 22 milioni e non più ai contestati 36.

Il cronoprogramma è serrato: giovedì e venerdì la delibera passerà in commissione, poi il confronto politico in Consiglio comunale dal 25 settembre. L’obiettivo dichiarato da Sala è arrivare all’approvazione entro la fine del mese, ben prima del 10 novembre, data spartiacque oltre la quale scatterebbe il vincolo di tutela sul secondo anello che renderebbe impossibile l’abbattimento del Meazza.

Il sindaco ha parlato chiaro: “Lo stadio deve essere pronto per il 2031, perché la Uefa ci ha avvisato che non considererà Milano tra le sedi degli Europei del 2032 se resterà in piedi San Siro”. Una corsa contro il tempo che non cancella però le divisioni politiche. Sei consiglieri restano contrari all’operazione, tra cui tre di Europa Verde, due del Pd e uno del gruppo misto. Ma la chiusura della trattativa sembra aver smussato le resistenze più dure, soprattutto dopo le rassicurazioni sul contributo comunale ai costi di demolizione.

Non mancano le polemiche: Carlo Monguzzi, consigliere dei Verdi, ha definito “colossale pagliacciata” l’intera vicenda, pur riconoscendo il risultato ottenuto sulla riduzione dello sconto. Diverso il tono di Azione, che attraverso la vicepresidente Giulia Pastorella ha richiamato tutte le forze politiche alla responsabilità e alla condivisione sulle scelte strategiche per il futuro di Milano.

Acerra, scoperta la piantagione dei pusher: 2 arresti

Acerra– La Questura di Napoli continua la sua lotta contro il crimine con un’importante operazione anti-droga che ha portato alla scoperta di una vasta piantagione di marijuana ad Acerra, in località Spinelli, e all’arresto di due persone.

L’operazione, condotta dagli agenti della Squadra Mobile, ha sorpreso due napoletani, un 59enne e un 57enne, entrambi con precedenti di polizia, intenti a curare la piantagione. All’interno del terreno agricolo, gli agenti hanno scoperto ben 160 piante di marijuana.

La perquisizione è stata estesa a un vicino capannone, dove i poliziotti hanno rinvenuto ulteriori 2,6 kg di infiorescenze già pronte e un kit completo per la coltivazione della droga, composto da lampade, sistemi di areazione e fertilizzanti. L’operazione si è conclusa con la perquisizione dell’abitazione del 59enne, dove sono stati trovati altri 305 grammi di marijuana.

I due uomini sono stati immediatamente arrestati per coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. L’operazione rientra nei servizi straordinari disposti dalla Questura di Napoli per contrastare il traffico di droga e la detenzione abusiva di armi, un segnale evidente dell’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio.

Tanzania, tragico incidente: muoiono 4 suore missionarie, una era di Castellammare

Città del Vaticano– Una missione conclusa, il viaggio di ritorno verso l’Italia e poi la tragedia. Quattro suore missionarie carmelitane hanno perso la vita in un grave incidente stradale avvenuto ieri sera in Tanzania, nei pressi della missione di Mwanza.

Tra le vittime c’è anche un’italiana: suor Maria Nerina De Simone, 55 anni, consigliera e segretaria generale della Congregazione, originaria di Castellammare di Stabia.

A perdere la vita insieme a lei sono state la superiora generale delle Carmelitane Missionarie di Santa Teresina del Bambino Gesù, suor Lilian Gladson Kapongo, la consigliera provinciale della Provincia East Africa, suor Damaris Matheka, suor Stellamaris Muthini, e l’autista del veicolo, di nome Bonifasi. Una quinta religiosa, suor Paulina Crisante Mipata, è ricoverata in gravi condizioni in ospedale.

Le suore, al termine della loro attività missionaria inAfrica, si stavano recando in aeroporto per rientrare a Santa Marinella (Roma), sede centrale dell’Istituto fondato cento anni fa dalla beata Maria Crocifissa Curcio. L’impatto con un mezzo pesante non ha lasciato scampo alle religiose.

La notizia della tragedia ha scosso profondamente la comunità cattolica. La vicaria generale, suor Zelia da Conceiçao Dias, ha chiesto preghiere: «Questo momento di sofferenza tocca tutta la nostra famiglia religiosa».

La diocesi di Porto-Santa Rufina ha espresso vicinanza, partecipando «al grave lutto con la doverosa preghiera di suffragio». Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dalla Uisg, l’Unione internazionale delle superiori generali: «Con profondo dolore ci uniamo a voi in questo momento di grande sofferenza».

Il cordoglio del sindaco di Castellammare

Grande commozione anche a Castellammare di Stabia, città natale di suor Maria Nerina. Il sindaco Luigi Vicinanza ha affidato a Facebook il suo ricordo: «Con profonda tristezza ho appreso la notizia della tragica scomparsa in Tanzania di suor Maria Nerina De Simone. Ha perso la vita insieme ad altre tre sorelle e all’autista mentre si recavano in aeroporto per far rientro in Italia. Alla Congregazione delle suore Carmelitane, alla comunità scolastica di via Cicerone e a tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata va il pensiero della città in questo momento così triste».

La comunità stabiese si prepara ora a rendere omaggio a una sua concittadina che aveva dedicato la vita alla missione, al servizio dei più deboli e all’impegno religioso, e che ha trovato la morte lontano dalla sua terra, al termine di un percorso di fede vissuto fino all’ultimo giorno.

Castellammare prove in acqua per il Seagull: l’idrovolante hi-tech che “vede” gli incendi dall’alto

Castellammare  – Nuovo passo avanti per il Seagull, l’innovativo idrovolante progettato da Novotech in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Federico II di Napoli. Questa mattina, nelle acque del Porto Commerciale di Castellammare di Stabia, il velivolo ha affrontato una delicata fase di prove di tenuta, tappa cruciale nel percorso di qualifica verso l’operatività.

L’operazione, resa possibile grazie all’autorizzazione della Capitaneria di Porto di Castellammare e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, è stata coordinata da Novotech insieme alle aziende partner Yes Automation & Maintenance Srl e Trasporti Iannario Srl, con la supervisione tecnica di Stabia Main Port.

A seguire da vicino le manovre sono stati il Comandante C.F. (CP) Andrea Pellegrino e il C.C. (CP) Luca Giotta, a conferma del forte raccordo tra istituzioni, industria e territorio.

Una volta in servizio, il Seagull sarà equipaggiato con il sistema FBEYE, sviluppato dalla società spaziale ALI S.p.A. – Gruppo Space Factory in partnership con Euro.soft Srl e TopView Srl. Si tratta di una tecnologia di avanguardia in grado di individuare dall’alto il punto di innesco degli incendi, un’arma preziosa per la prevenzione e la lotta ai roghi boschivi. Il progetto rientra nel programma europeo ARTES 4.0, finanziato dall’ESA con fondi dell’ASI.

Una tradizione che torna a volare

L’iniziativa non è soltanto un test tecnico, ma rappresenta un simbolo della rinascita di Castellammare nel settore aeronautico e aerospaziale. La città vanta infatti una lunga tradizione: qui aveva sede AVIS (già Avionica Stabiese), eccellenza del dopoguerra nella costruzione di idrovolanti di nuova generazione. +

Nel 2012 ospitò alla Reggia di Quisisana il Gala Dinner dell’Expo dello Spazio, accogliendo oltre 300 protagonisti internazionali del comparto, tra manager, astronauti e tecnici. Più di recente, nel 2024, è stato inaugurato presso il Liceo Scientifico “F. Severi” il primo Young Space Hub italiano, incubatore per startup di studenti impegnati nell’innovazione spaziale.

Le voci dei protagonisti

«Oggi è un giorno importante per il Seagull e per le sue attività di qualifica. Ho trovato un clima estremamente collaborativo con le istituzioni, in particolare con la Capitaneria di Porto che ringrazio, e con i partner industriali, a cominciare dal Gruppo Space Factory», ha dichiarato il prof. Leonardo Lecce, founder e CEO di Novotech.

Un entusiasmo condiviso anche da Luigi Carrino, presidente del Distretto Aerospaziale della Campania: «Il Seagull con il sistema FBEYE è un risultato che conferma la forza innovativa delle imprese campane. È la dimostrazione di come ricerca e tecnologia possano tradursi in soluzioni concrete per la sicurezza ambientale. Questo progetto si affianca ad altre iniziative del DAC, come Mercurio per il monitoraggio del dissesto idrogeologico vicino alle infrastrutture ferroviarie, o Sirimap per l’individuazione delle plastiche in mare».

Innovazione, territorio e futuro

Il collaudo del Seagull a Castellammare non è soltanto un traguardo tecnico: è il segnale che la Campania, forte della sua tradizione cantieristica e aerospaziale, continua a rappresentare un laboratorio di innovazione capace di coniugare ingegneria, ambiente e sicurezza. Un’eredità storica che torna a spiccare il volo, guardando al futuro con nuove ali.

Blitz contro inquinamento e abusivismo lungo il litorale vesuviano

Torre Annunziata– Un’operazione congiunta di vasta portata, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha messo sotto la lente d’ingrandimento il litorale che dal Miglio d’Oro si estende fino alla Penisola Sorrentina, con l’obiettivo di tutelare il demanio marittimo e la qualità delle acque.
Controlli mirati su scarichi illegali, occupazioni abusive e gestione illecita di rifiuti hanno portato a sequestri e sanzioni in un’area cruciale per il turismo e l’ambiente campano.L’operazione, che segue interventi analoghi del 24 luglio e 12 agosto, ha visto in azione un imponente schieramento di forze: le Capitanerie di Porto di Castellammare di Stabia e Torre del Greco, i Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata e del Comando Tutela Ambientale di Napoli, la Guardia di Finanza, la Polizia della Città Metropolitana di Napoli, i commissariati di Castellammare, Sorrento e Torre Annunziata, insieme alla polizia municipale stabiese.
Nel mirino, cantieri nautici, stabilimenti balneari e strutture abusive lungo il tratto costiero che comprende Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Meta, Sorrento e Massa Lubrense.

Torre del Greco: sequestri e abusi demaniali

A Torre del Greco, in via San Gennariello, i sigilli sono scattati per un’officina-carrozzeria di circa 200 metri quadrati, accusata di gestione non autorizzata di rifiuti. Sul litorale, in via Litoranea, uno stabilimento balneare è finito nel mirino per l’occupazione abusiva di suolo demaniale: una piattaforma in legno di cinque metri quadrati è stata sequestrata, accompagnata da una sanzione per violazione delle norme sulla sicurezza balneare.

Torre Annunziata e Castellammare: irregolarità nei cantieri

A Torre Annunziata, nella zona di Sette Scogliere, un cantiere nautico è stato pizzicato per violazioni legate alle autorizzazioni ambientali, mentre ulteriori accertamenti sono in corso su altre strutture simili.
A Castellammare di Stabia, in località Pozzano, i controlli su un lido e sulla spiaggia libera hanno portato alla luce illeciti amministrativi, con verifiche demaniali ancora in fase di approfondimento.Meta: il caso della grotta abusivaUno degli interventi più significativi è stato registrato a Meta, dove è stata scoperta un’attività abusiva di costruzione, rimessaggio e riparazione di imbarcazioni all’interno di una grotta scavata nella roccia, estesa per circa 500 metri quadrati.
Priva di autorizzazioni, la struttura ospitava due accessi e circa 50 metri cubi di rifiuti speciali, con gravi ripercussioni sul fragile ecosistema della zona. L’area, insieme alle attrezzature presenti, è stata posta sotto sequestro per gestione illecita di rifiuti, emissioni in atmosfera non autorizzate e deposito incontrollato di materiali pericolosi.

Sorrento e Massa Lubrense: abusi e sanzioni

A Sorrento, in località Marina Grande, è stata accertata un’occupazione abusiva di 120 metri quadrati di specchio d’acqua, oltre i limiti della concessione, con unità di diporto posizionate illegalmente. Sempre a Sorrento, in località Puolo, uno stabilimento balneare è stato multato per un illecito amministrativo.
A Massa Lubrense, invece, una struttura balneare è finita nel registro delle sanzioni per violazioni delle normative sulla sicurezza.Un segnale forte per la tutela del mareL’operazione odierna rappresenta un ulteriore passo nella lotta contro l’illegalità ambientale e l’abusivismo in una delle aree più belle e delicate della Campania.
La Procura di Torre Annunziata, attraverso il coordinamento delle forze dell’ordine, lancia un messaggio chiaro: il mare e il territorio non possono essere ostaggio di pratiche illecite. Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità, mentre il litorale resta sotto stretta sorveglianza per garantire la tutela di un patrimonio ambientale e paesaggistico unico.

Mirabella Eclano, spari contro un bar: 37enne arrestato dopo una lite

Mirabella Eclano – Momenti di terrore ieri sera a Mirabella Eclano, in provincia di Avellino, dove un uomo ha esploso diversi colpi di pistola contro due avventori seduti all’esterno di un bar. L’episodio si è verificato al culmine di una violenta discussione. Solo per una fortunata casualità nessuno dei proiettili ha raggiunto i bersagli.

I carabinieri della Compagnia locale sono intervenuti immediatamente con quattro equipaggi. Dopo una breve fuga, l’autore della sparatoria, un 37enne del posto già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali, è stato rintracciato e bloccato.

L’uomo è stato trasferito nel carcere di Benevento, in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Le indagini sono ancora in corso per chiarire i motivi esatti della lite che ha scatenato la reazione armata, ma l’accaduto ha già destato forte preoccupazione nella comunità locale.

In crescita la domanda di carrelli elevatori elettrici a noleggio

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La richiesta di carrelli elevatori elettrici a noleggio sta registrando un aumento significativo in tutta Italia, in modo particolare nelle aree industriali e logistiche dell’Emilia-Romagna. Le imprese scelgono sempre più spesso questa formula per ridurre i costi di gestione e accedere a mezzi moderni, performanti e sostenibili. Il trend in crescita è legato soprattutto alla spinta verso soluzioni a basso impatto ambientale e alla necessità di lavorare con attrezzature conformi alle normative più recenti.

La spinta delle imprese verso il noleggio

Secondo le ultime rilevazioni di mercato, le aziende del comparto logistico e manifatturiero stanno privilegiando il noleggio rispetto all’acquisto diretto dei carrelli elevatori. La possibilità di ridurre i costi fissi, unita all’accesso immediato a mezzi sempre aggiornati, rappresenta un vantaggio competitivo rilevante. Tra gli operatori che stanno rispondendo con efficacia a questa domanda c’è Nolo 2000, azienda di riferimento per il noleggio carrelli elevatori a Modena, che propone soluzioni mirate per le diverse esigenze delle imprese, dai piccoli magazzini alle realtà industriali più strutturate.

Il ricorso al noleggio non è soltanto una scelta economica, ma anche un modo per rispondere rapidamente ai picchi stagionali o ai progetti temporanei, mantenendo alti standard di efficienza. Per molte realtà produttive significa poter contare su attrezzature moderne, silenziose ed ecologiche, senza i vincoli della proprietà e della manutenzione a lungo termine.

Cresce la preferenza per i modelli elettrici

Il mercato evidenzia una chiara preferenza verso i carrelli elevatori elettrici, spinti dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale e garantire un ambiente di lavoro più silenzioso. Rispetto ai modelli a combustione interna, queste macchine non producono emissioni nocive, caratteristica che le rende ideali per l’impiego in magazzini chiusi, centri di distribuzione e stabilimenti produttivi. Anche i costi di gestione risultano inferiori, grazie a una manutenzione semplificata e alla maggiore durata dei componenti elettrici.

Le imprese che scelgono il noleggio possono così accedere a tecnologie sempre aggiornate, senza immobilizzare capitali in acquisti onerosi. È un vantaggio che si riflette direttamente sulla produttività, con la possibilità di sostituire o integrare rapidamente i mezzi in base al volume di lavoro da gestire.

Un trend che coinvolge anche le PMI

Non sono soltanto le grandi aziende a trainare la domanda: sempre più piccole e medie imprese scelgono il noleggio come strumento per contenere i costi e lavorare con maggiore flessibilità. Per realtà con margini di investimento ridotti, la possibilità di disporre di carrelli elevatori elettrici solo per il periodo necessario rappresenta un’opportunità concreta per restare competitive senza rinunciare a tecnologie avanzate.

La diffusione di formule contrattuali personalizzate consente di adattare il servizio alle diverse esigenze, che si tratti di un progetto temporaneo o di una necessità continuativa. In questo modo, anche le aziende più piccole possono affrontare i cambiamenti del mercato con strumenti adeguati, mantenendo il controllo delle spese e garantendo continuità operativa.

Prospettive di crescita per il settore

Gli analisti prevedono che la domanda di carrelli elevatori elettrici a noleggio continuerà a crescere nei prossimi anni, trainata da due fattori principali: la transizione ecologica e la necessità delle imprese di contenere i costi operativi. L’attenzione verso la sostenibilità, unita alla volontà di lavorare con mezzi sempre conformi alle normative, sta accelerando la diffusione di soluzioni a basso impatto ambientale.

Per il comparto della logistica e dell’edilizia, ciò significa un progressivo spostamento verso modelli più efficienti e sicuri, che il noleggio rende facilmente accessibili anche alle imprese di piccole dimensioni. Una tendenza che conferma come la formula del noleggio stia diventando non solo una scelta pratica, ma un vero e proprio asset strategico per affrontare con competitività le sfide del mercato.

Napoli, dopo l’omicidio bonifica del sottopasso di via D’Isernia

Napoli – Il sottopasso di via Andrea d’Isernia, un luogo anonimo e di passaggio, torna a far parlare di sé. È qui, tra il cemento e l’ombra di un ponte, che ad agosto è stato consumato un delitto efferato.

E questa mattina i carabinieri sono tornati sul posto per un’operazione di bonifica e di ulteriore riscontro investigativo, a suggellare una vicenda che ha svelato l’esistenza ai margini della società.

La scoperta agghiacciante

Era tra il 24 e il 25 agosto quando l’odore acre e la presenza insolita sotto il cavalcavia hanno attirato l’attenzione di alcuni passanti. L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto, i militari dell’Arma hanno rinvenuto il corpo senza vita di un uomo, poi identificato come un cinquantenne di origini nordafricane. La vittima, forse un clochard, giaceva inerme in quello che doveva essere il suo rifugio, trasformato in una trappola mortale.

L’indagine e la cattura del presunto assassino

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno preso una piega decisiva nel giro di una settimana. I carabinieri del reparto operativo, seguendo piste incrociate e testimonianze, sono risaliti a un 36enne moldavo, anch’egli probabilmente senza fissa dimora. L’uomo è stato fermato e tradotto in carcere, dove oggi deve rispondere dei gravissimi capi d’accusa di omicidio e tentata distruzione di cadavere.

Il movente: una lite per futili motivi

La ricostruzione degli investigatori dipinge un quadro tragico e assurdo. Il delitto, secondo quanto emerso, non sarebbe scaturito da una faida criminale o da calcoli premeditati, ma da una banale lite, un alterco nato per motivi futili tra due uomini accomunati da un destino di emarginazione. Un’esplosione di violenza inaudita in un contesto di profonda vulnerabilità, che ha portato il 36enne a colpire a morte il cinquantenne nel luogo che dividevano.

La scena del crimine oggi

La bonifica di questa mattina nel sottopasso rappresenta l’atto conclusivo, almeno dal punto di vista logistico, della tragedia. I militari hanno setacciato nuovamente l’area per accertarsi che non vi siano ulteriori elementi utili all’inchiesta. Quel tunnel, ora, non è più solo un luogo di transito, ma una pagina buia della cronaca cittadina, un monumento involontario a una vita spezzata per nulla.

Un fatto che va oltre il semplice episodio di cronaca nera e racconta, suo malgrado, la storia sommersa di chi vive nell’invisibilità, dove un litigio può avere, in un attimo, le conseguenze più estreme.

Sant’Anastasia, sfregiata dal marito davanti alle figlie: l’aggressore è libero

Sant’Anastasia – Sei mesi dopo quel pomeriggio di terrore, la vita di una donna di Sant’Anastasia è segnata per sempre. Era il 17 marzo quando, durante un violento litigio, il marito – da cui si sta separando – l’ha massacrata di botte davanti alle figlie piccole.

Un’aggressione brutale che le ha causato la frattura pluriframmentaria del pavimento orbitale destro, la perdita di ciocche di capelli e la necessità di un delicato intervento chirurgico con l’inserimento di una protesi all’occhio. Una scena di sangue scolpita negli occhi delle bambine, testimoni innocenti della furia del padre.

“Scattati tante foto e se mai ti balenasse in testa di tornare indietro, riguardale e fatti forza”, le disse la dottoressa del pronto soccorso che la accolse in condizioni disperate. Parole che oggi suonano come un monito.

Oggi quella donna sopravvive tra paure e cicatrici. Ogni volta che si guarda allo specchio ritrova un volto cambiato, asimmetrico, un corpo segnato per sempre. La sua fragilità è amplificata da una realtà che la ferisce più della violenza subita: l’uomo che l’ha ridotta così è ancora libero.

Nessun arresto, nessun divieto di avvicinamento, nessun braccialetto elettronico. Nonostante la denuncia e l’attivazione del Codice Rosso, il giudice ha ritenuto sufficiente che, dopo quell’episodio, non si sia più presentato sotto casa. Una valutazione che lascia la vittima esposta al rischio di nuove ritorsioni.

«Quella sera l’uomo doveva essere arrestato, non ci sono dubbi sulla gravità dei fatti» denuncia l’avvocato Hilary Sedu, che assiste la donna. «Ancora più grave ed eticamente scorretto è il referto del primario di maxillo-facciale del Policlinico Federico II, che ha minimizzato l’accaduto, arrivando persino a sostenere che la donna potesse essere scivolata sullo smartphone.

Una ricostruzione assurda, che sembra voler ridimensionare la violenza subita. Tutto questo, unito ad atteggiamenti discutibili di alcuni militari intervenuti, lascia pensare a possibili influenze esercitate dalla potente azienda per cui lavora l’aggressore».

Al momento, l’unica misura concessa riguarda gli incontri con le figlie, che devono avvenire in un centro protetto e sotto stretta sorveglianza. Ma il timore della donna resta: lui potrebbe tornare a colpire.

A dare voce alla sua denuncia è stato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, insieme alla rappresentante territoriale di Europa Verde Ines Barone. «Siamo di fronte a un caso gravissimo – dichiara Borrelli –. Una donna è viva per miracolo, ha riportato danni permanenti e le sue figlie hanno assistito a una scena agghiacciante, eppure l’aggressore è libero.

È una vergogna. Non possiamo chiedere alle donne di denunciare se poi lo Stato le abbandona. Serve un’applicazione rigorosa del Codice Rosso e misure cautelari immediate, altrimenti continueremo a piangere vittime innocenti».

Il parlamentare ha annunciato la presentazione di un’interrogazione al Ministero della Giustizia per fare chiarezza sulle decisioni prese e un esposto agli organi di controllo sanitari e giudiziari per verificare la correttezza del referto medico contestato.

Intanto la vittima prova, con enorme dignità, a farsi forza: «Sono grata al Signore perché sono viva e perché le mie figlie hanno ancora la loro mamma. Ma non posso vivere nella paura che lui torni. Non riesco più a lavorare, faccio fatica in ogni gesto quotidiano. Chiedo che la mia vicenda non venga dimenticata, perché troppe donne non hanno avuto la mia stessa possibilità di raccontare la loro storia».

Napoli, maxi-controlli a San Giovanni a Teduccio e Barra: identificate 71 persone

Napoli – Nella giornata di ieri, i quartieri napoletani di San Giovanni a Teduccio e Barra sono stati al centro di un’operazione straordinaria di controllo del territorio condotta dalla Polizia di Stato.

L’intervento, mirato a rafforzare la sicurezza e contrastare attività illecite, ha visto l’impiego degli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania.Nel corso dell’operazione, sono state identificate 71 persone, di cui 20 con precedenti di polizia.

Gli agenti hanno inoltre controllato 46 veicoli, verificando documenti e situazioni sospette per garantire un monitoraggio capillare delle aree interessate. L’attività si inserisce in un più ampio piano di prevenzione e contrasto alla criminalità nei quartieri della periferia orientale di Napoli, spesso al centro di episodi di microcriminalità e tensioni sociali.

L’operazione testimonia l’impegno delle forze dell’ordine nel presidio del territorio, con l’obiettivo di aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini e scoraggiare attività illegali. Ulteriori dettagli sui risultati dei controlli non sono stati resi noti, ma l’azione conferma la determinazione della Polizia di Stato nel mantenere alta l’attenzione su zone sensibili della città.

Narcotraffico in Valle Caudina, l’Antimafia notifica l’avviso di indagine a 12 persone

La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli ha inferto un duro colpo a un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, notificando l’avviso di conclusione delle indagini a 12 persone. L’operazione getta luce su un’associazione a delinquere con ramificazioni significative anche nella Valle Caudina, territorio storicamente sensibile al fenomeno.

Tra gli indagati, spicca il nome di un noto pluripregiudicato di San Martino Valle Caudina, identificato con le iniziali M. R., 58 anni. Secondo le risultanze investigative, l’uomo avrebbe rivestito un ruolo di primissimo piano all’interno della rete criminale. M. R., per difendersi dalle pesanti accuse, ha già nominato come proprio difensore l’avvocato Vittorio Fucci.

L’associazione, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, era strutturata con una rigida gerarchia piramidale. Ogni componente aveva un ruolo ben preciso: dall’approvvigionamento della droga allo smercio sul territorio, passando per il finanziamento delle attività illecite e il recupero delle somme.

Per comunicare tra loro, i membri dell’organizzazione utilizzavano telefoni dedicati, un dettaglio che testimonia la cautela e la professionalità con cui operavano.

Ora, gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive, chiedere di essere interrogati o avviare un confronto con la DDA. Si apre così la fase che, verosimilmente, porterà alla richiesta di rinvio a giudizio per tutti i soggetti coinvolti.

Muore Robert Redford, la star di Hollywood aveva 89 anni

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E’ morto l’attore e regista Robert Redford. A darne notizia il New York Times. Premio Oscar, attore amatissimo, Redford è morto nel sonno nella sua casa nello Utah a 89 anni.

Era nato a Santa Monica, il 18 agosto 1936, da una famiglia modesta, il papà era un lattaio e ragioniere di origine irlandese. Quando la mamma morì a soli 41 anni, Robert Redford abbandonò gli studi nel 1956 e partì alla volta della Francia e dell’Italia per fare la vita da artista. A Parigi sopravvisse grazie alla pittura. Poi si spostò a Firenze dove frequentò l’accademia, ma una serie di delusioni e soprattutto uno stato generale di depressione lo spinsero a tornare negli Stati Uniti.

Al ritorno l’incontro con Lola Van Wagenen, la moglie per quasi trent’anni con la quale ha avuto quattro figli, fu determinante per la sua carriera di attore e regista. Fu lei ad avvicinarlo al teatro. Trasferitosi a New York e Redford frequentò i corsi dell’American Academy of Dramatic Arts: un suo insegnante gli trovò un ruolo a Broadway. È l’inizio di una carriera che lo porterà a realizzare più di cinquanta film e vincere due Oscar nel 1981, uno come regista per Gente comune e il secondo alla carriera nel 2002.

Tra i suoi film più famosi La mia Africa con Meryl Streep, La stangata e Butch Cassidy con l’amico Paul Newman, Come eravamo con Barbra Streisand, Tutti gli uomini del presidente con Dustin Hoffman, I tre giorni del Condor di Sydney Pollack, Il Grande Gatsby da Fitzgerald con Mia Farrow.

Nel 2017 aveva ricevuto a Venezia, insieme a Jane Fonda il Leone alla carriera. “La carriera da attore mi è sempre sembrata come salire una montagna, ma quando si arriva in cima che si fa? – aveva detto alla mostra – Con Jane abbiamo sviluppato una totale armonia, un grande ritmo e sono felice di condividere con lei questo premio e di riceverlo qui in Italia. A 18 anni vi ho trascorso un periodo particolarmente importante per me, prima di diventare attore volevo essere artista e ho studiato all’Accademia di arte di Firenze. Un’esperienza che ha avuto un grande impatto su di me”.

Attore affascinante e icona di Hollywood Redford ha sempre cercato di uscire dall’aura del bell’attore, riuscendo a dimostrare bravura e professionalità come attore e come regista. Il suo impegno per cause sociali e ambientali è stato uno dei suoi obiettivi. Ed ha sempre sostenuto battaglie contro l’inquinamento, la pesca illegale e il cambiamento climatico, diventando voce autorevole per la tutela della natura.

Nel 1981 fondò il Sundance Institute e il Sundance Film Festival, diventati un punto di riferimento mondiale per il cinema indipendente. Nel 2016 annunciò il ritiro dalla recitazione, confermato nel 2018 dopo i film Le nostre anime di notte e Old Man & the Gun.

Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto due premi Oscar: uno nel 1981 come miglior regista per Gente comune e uno alla carriera nel 2002; inoltre è stato candidato altre tre volte per La stangata (1973) come miglior attore e per Quiz Show come miglior regista e miglior film. Nel 2017 gli è stato conferito il Leone d’oro alla carriera.

Ha consolidato la sua fama negli anni 70: Corvo rosso non avrai il mio scalpo! (1972), Il candidato (1972), Come eravamo (1973) con Barbra Streisand, e soprattutto La stangata, che conquista sette Oscar. Seguono Il grande Gatsby (1974), I tre giorni del Condor (1975) e Tutti gli uomini del presidente (1976), capolavoro sullo scandalo Watergate.

Negli anni Ottanta Redford passò dietro la macchina da presa. Con Gente comune (1980) ottiene il plauso della critica e vince l’Oscar come miglior regista. Dirige poi Milagro, In mezzo scorre il fiume (1992) e Quiz Show (1994), che gli vale un’altra candidatura agli Oscar. Come attore, è protagonista di film iconici come Proposta indecente (1993) e L’uomo che sussurrava ai cavalli (1998).

Negli anni Duemila alterna regia e recitazione: La leggenda di Bagger Vance (2000), Leoni per agnelli (2007), The Conspirator (2010) e La regola del silenzio (2012). Nel 2014 sorprende il pubblico con un ruolo insolito: il villain Alexander Pierce in Captain America: The Winter Soldier, che riprende in Avengers: Endgame.

Una carriera da star con una grande anima indipendente.

World Patient Safety Day 2025: ASL Napoli 1 Centro promuove “Cure sicure per ogni neonato e ogni bambino”

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Napoli – In occasione della settima edizione del World Patient Safety Day, che coincide con la Giornata Nazionale per la Sicurezza delle Cure e della Persona Assistita, l’ASL Napoli 1 Centro aderisce all’iniziativa promossa dal Ministero della Salute con un programma dedicato al tema “Cure sicure per ogni neonato e ogni bambino”.

La giornata, celebrata il 17 settembre, mira a sensibilizzare operatori sanitari, pazienti, famiglie e cittadini sull’importanza della sicurezza nelle cure, con particolare attenzione alla salute dei più piccoli.

“Anche quest’anno partecipiamo attivamente con iniziative volte a coinvolgere la comunità e a promuovere la sicurezza delle cure come priorità assoluta”, ha dichiarato il direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro, Gaetano Gubitosa. Tra le attività previste, una campagna informativa basata su materiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), incontri multidisciplinari nelle strutture ospedaliere e territoriali, e il coinvolgimento di associazioni, municipalità e scuole.

Inoltre, è stata creata una pagina web dedicata sul sito intranet dell’ASL (intranet.aslnapoli1centro.it), che illustrerà i dettagli della campagna e le modalità di partecipazione.“La sicurezza dei pazienti è per noi una priorità assoluta”, ha sottolineato il direttore sanitario Maria Corvino.

“Il tema scelto dall’OMS per il 2025 ci invita a promuovere l’accesso ai servizi sanitari, la prevenzione attiva attraverso vaccinazioni e stili di vita sani, la diagnosi precoce di patologie come sovrappeso e obesità infantile, e il contrasto alle esperienze sfavorevoli infantili, come abusi e maltrattamenti”.

Tra le iniziative di punta, l’evento “La sicurezza del primo abbraccio” presso l’Ospedale del Mare (UOC Ostetricia e Ginecologia, UOSD Neonatologia e Nido), in programma il 17 settembre dalle 9:30 alle 12:30.

L’incontro, rivolto alle gestanti dei percorsi di accompagnamento alla nascita, promuoverà il rooming-in e il contatto pelle a pelle, con focus sulla sicurezza delle cure perinatali. Il tema sarà integrato nei programmi dei percorsi di accompagnamento anche nei mesi successivi.

Un altro appuntamento significativo si terrà presso il Distretto Sanitario di Base n. 28 (via Zuccarini, piazza metro Scampia) dalle 9:30 alle 13:00, con la “Carovana per la Salute dei Bambini”.

Un’équipe multidisciplinare presenterà tre progetti: il “Servizio di vaccinazioni a domicilio” per facilitare l’accesso alle vaccinazioni obbligatorie nei primi due anni di vita, la rete di “Ambulatori dedicati al contrasto di sovrappeso e obesità infantile”, e il “Servizio Tutela Minori”, istituito per prevenire e trattare esperienze sfavorevoli infantili, come abusi, maltrattamenti e traumi.L’ASL Napoli 1 Centro si conferma così in prima linea nel promuovere una cultura della prevenzione e della sicurezza, con iniziative concrete per garantire cure sicure e accessibili, soprattutto per i più vulnerabili.

Napoli, blitz contro le bici elettriche irregolari: sequestrati nove mezzi su dieci

Napoli– Controlli a tappeto nel cuore della città contro le bici elettriche modificate o prive dei requisiti di legge. Gli agenti del Gruppo di intervento territoriale della Polizia locale, con il supporto della Direzione generale territoriale del Sud del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno condotto nella mattinata un’operazione di verifica in piazza Leone, via Casanova e corso Garibaldi.

Su dieci biciclette sottoposte ad accertamenti tecnici tramite banco prova velocità, nove sono risultate irregolari e quindi poste sotto sequestro. Le violazioni accertate complessivamente sono state 31, con un quadro che conferma la diffusione di mezzi utilizzati in modo improprio o senza alcuna conformità normativa.

Tra le infrazioni più frequenti figurano la mancanza di copertura assicurativa, la circolazione con ciclomotori privi di immatricolazione o di targa. Non sono mancati casi di guida senza casco, senza patente e persino di utilizzo del telefonino alla guida: per quest’ultima violazione è scattato il ritiro della patente.

L’operazione si inserisce in un piano di controlli mirati per contrastare l’uso improprio di veicoli elettrici, sempre più diffusi in città ma spesso al centro di contestazioni per sicurezza e legalità.