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Superenalotto, la combinazione di oggi sorprende: il 13 SuperStar “porta fortuna”, ma il 6 vola a 54 milioni

L’estrazione di oggi del Superenalotto (concorso n.150) lascia ancora una volta il fiato sospeso ai milioni di appassionati. La sestina vincente è stata 11, 16, 23, 31, 49, 78, con Numero Jolly 63 e SuperStar 13.

Un mix di numeri che incuriosisce: il 13, spesso temuto, si rivela invece protagonista positivo della serata come SuperStar, mentre il 31 e il 23 – due numeri “specchio” tra loro – fanno pensare a una combinazione giocata sulla simmetria.

Nessun “6”, ma cinque fortunati con il “5”

Nessun giocatore ha centrato il fatidico “6”, così come non ci sono stati “5+1”. La fortuna, però, ha bussato alla porta di cinque schedine che hanno realizzato il “5”, vincendo 24.904,54 euro ciascuna.

Per il prossimo appuntamento, il jackpot vola a 54 milioni di euro, una cifra che potrebbe riaccendere la febbre da gioco e attirare migliaia di nuove giocate.

Le vincite con il SuperStar: il 13 regala emozioni

Il SuperStar non ha assegnato premi clamorosi come il “6SB” o il “5SS”, ma ha comunque reso ricca la serata di diversi giocatori: quattro vincite da oltre 29mila euro con il “4SS” e centinaia di premi minori che hanno distribuito decine di migliaia di euro in tutta Italia.

Tutte le quote del Superenalotto e SuperStar di oggi

Superenalotto

  • Punti 6: 0 – €0,00

  • Punti 5+: 0 – €0,00

  • Punti 5: 5 – €24.904,54

  • Punti 4: 435 – €295,16

  • Punti 3: 16.959 – €22,60

  • Punti 2: 254.274 – €5,00

SuperStar

  • Punti 6SS: 0 – €0,00

  • Punti 5+SS: 0 – €0,00

  • Punti 5SS: 0 – €0,00

  • Punti 4SS: 4 – €29.516,00

  • Punti 3SS: 144 – €2.260,00

  • Punti 2SS: 2.023 – €100,00

  • Punti 1SS: 11.888 – €10,00

  • Punti 0SS: 24.970 – €5,00

Seconda Chance e WinBox

  • Vincite Seconda Chance da €50: 72 – €3.600,00

  • Vincite Seconda Chance da €3: 10.882 – €32.646,00

  • Vincite WinBox 1: 1.584 – €39.600,00

  • Vincite WinBox 2: 181.915 – €370.098,00

Totale vincite Seconda Chance: 10.954
Totale vincite WinBox: 183.499

Montepremi per il prossimo 6: €54.000.000,00

L’assenza del “6” continua ad alimentare il fascino del Superenalotto: ogni estrazione diventa un appuntamento con la speranza, e ogni jackpot che cresce è un invito irresistibile. Il 13, temuto e rispettato, oggi ha regalato premi e sorrisi. Chissà che non diventi il simbolo di una stagione fortunata.

Sarno, spari in un negozio: ferita la titolare con l’arma del figlio, appartenente alle forze dell’ordine

Sarno – Panico nel centro cittadino questa sera, a seguito di alcuni colpi di pistola esplosi all’interno di un negozio di detersivi di via Roma.

La vittima dell’incidente è una donna, la titolare dell’attività, che è rimasta ferita da un proiettile. Soccorsa tempestivamente, è stata trasportata con un’ambulanza al vicino Ospedale “Martiri di Villa Malta” per le cure del caso.

Le sue condizioni, seppur serie, non sono critiche e la prognosi è riservata, ma non sussiste pericolo per la sua vita. La donna è stata immediatamente sottoposta a un intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile.

Le prime, concitate ricostruzioni parlavano di una tentata rapina, ma l’ipotesi è stata presto scartata dagli investigatori. Secondo quanto accertato dagli agenti del Commissariato di polizia di Sarno, intervenuti sul posto, i colpi non sarebbero partiti durante una rapina. La pistola coinvolta nell’episodio è infatti l’arma in dotazione al figlio della vittima, un uomo appartenente alle Forze dell’Ordine.

Sul posto sono immediatamente scattate le indagini, coordinate dalla magistratura. I militari hanno ascoltato il collega e il padre della donna (marito della ferita) per raccogliere una prima sommaria ricostruzione dei fatti.

Su disposizione della Procura di competenza, l’arma è stata sequestrata per essere sottoposta alle perizie balistiche del caso, fondamentali per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto, al momento ancora da chiarire nei dettagli.

Le indagini sono ora mirate a capire le circostanze precise che hanno portato all’esplosione dei colpi.

N.M.

Napoli, al Pascale rubati farmaci antitumorali per un valore di 800mila euro

Napoli– Non è un furto occasionale, ma l’ennesimo assalto pianificato alla sanità pubblica, una ferita aperta che sanguina risorse preziose destinate ai malati. Nella notte, ignoti hanno violato i depositi della farmacia dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale, il polo oncologico d’eccellenza del Mezzogiorno, trafugando un ingente quantitativo di medicinali salvavita e chemioterapici del valore di 800mila euro.

L’episodio, al vaglio dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, ha il sinistro sapore del déjà-vu. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. Alle spalle di questo e di altri furti analoghi che hanno colpito l’ospedale negli anni, opera infatti una regia criminale ben precisa: i clan della camorra.

Il modus operandi è collaudato. I ladri, presumibilmente su commissione, agiscono con precisione chirurgica, prendendo di mira esclusivamente farmaci di altissimo valore e richiesta, come terapie oncologiche biologiche e a bersaglio molecolare.

La merce, una volta sottratta, viene immessa in un mercato nero parallelo gestito dalle stesse organizzazioni. Qui, gli stessi farmaci che lo Stato fornisce gratuitamente ai pazienti vengono rivenduti a cifre esorbitanti, garantendo alle cosche guadagni illeciti milionari.

Un business spietato che si alimenta sulla disperazione dei malati e che sfrutta le vulnerabilità del sistema sanitario. Le conseguenze sono duplici: un danno economico enorme per la struttura pubblica, che deve sopperire alla perdita, e un danno umano incalcolabile, con il rischio di interruzioni nelle terapie e di ritardi nelle cure.

La ripetitività degli eventi punta un faro inquietante sulla sicurezza dell’istituto, nonostante i precedenti. La domanda che cittadini e istituzioni sono costretti a porsi è drammatica: come è possibile che un ospedale di tale rilevanza sia ancora così vulnerabile? E quanto a lungo la criminalità organizzata continuerà a prosperare sul sangue dei più deboli?

Le indagini sono ora concentrate sull’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza e sulla ricostruzione dei movimenti dei sospetti, nella speranza di interrompere una volta per tutte questa catena criminale che trasforma la speranza di cura in un lucroso affare illecito.

Lotto e 10eLotto, l’estrazione sorprende: numeri gemelli, ripetizioni e il ritorno dei “re” della fortuna

L’estrazione di oggi del Lotto e del 10eLotto regala spunti curiosi e numeri che sembrano rincorrersi tra le varie ruote. Una serata che, tra ripetizioni, presenze “gemelle” e ritorni clamorosi, farà sicuramente discutere gli appassionati.

I numeri più chiacchierati: dal 60 al 90, i simboli della cabala

Il 60 è il vero protagonista dell’estrazione: compare sulla ruota di Bari e addirittura sulla Nazionale, dove diventa anche il Numero Oro del 10eLotto. Un richiamo forte alla cabala napoletana, dove il 60 è associato alla “paura”, ma per i giocatori potrebbe invece rivelarsi un talismano.

Non meno affascinante il 90, il re delle giocate, uscito su ben due ruote: Firenze e Nazionale. È il numero più amato e temuto, capace di accendere i sogni degli scommettitori e di scatenare le puntate più audaci.

Le ripetizioni che incuriosiscono

Il 73 segna la ruota di Bari e quella di Napoli, città dove il 77 e il 75 gli fanno compagnia in una sequenza che non passa inosservata. Numeri vicini, che per gli amanti della smorfia rimandano al mondo dei “sogni” e dei “ragazzi”.

Il 09, presente a Torino, Venezia e sulla Nazionale, diventa invece il numero più “viaggiatore” dell’estrazione, capace di saltare da una ruota all’altra con una costanza quasi sospetta.

L’estrazione completa del Lotto di oggi

  • Bari: 60 – 73 – 59 – 86 – 07

  • Cagliari: 07 – 15 – 64 – 59 – 12

  • Firenze: 30 – 90 – 27 – 72 – 66

  • Genova: 23 – 55 – 45 – 18 – 72

  • Milano: 45 – 37 – 03 – 21 – 05

  • Napoli: 77 – 75 – 13 – 73 – 83

  • Palermo: 34 – 03 – 39 – 79 – 66

  • Roma: 69 – 62 – 68 – 17 – 83

  • Torino: 38 – 31 – 08 – 12 – 09

  • Venezia: 42 – 24 – 09 – 61 – 22

  • Nazionale: 68 – 31 – 09 – 60 – 90

10eLotto: il trionfo del 60

La combinazione del 10eLotto premia ancora una volta il 60, scelto come Numero Oro e affiancato dal 73 nel Doppio Oro. Tra i numeri vincenti spiccano anche il 90, il 77 e il 75, in linea con le ripetizioni già viste sulle ruote del Lotto.

10eLotto – Numeri vincenti
03 – 07 – 15 – 23 – 24 – 30 – 31 – 34 – 37 – 38 – 42 – 45 – 55 – 60 – 62 – 69 – 73 – 75 – 77 – 90

  • Numero Oro: 60

  • Doppio Oro: 60 – 73

Curiosità e cabala

La presenza massiccia di numeri “forti” come 60, 73 e 90 potrebbe riaccendere la fantasia dei giocatori napoletani, da sempre legati alla Smorfia. Il 90 resta il “sogno per eccellenza”, mentre il 60 e il 73 si confermano protagonisti di una serata che profuma di coincidenze da non lasciarsi sfuggire.

Piccolo eroe a Varcaturo: con uno smartphone salva la mamma

Varcaturo- Un malore improvviso, un’auto ferma sul ciglio della strada e una madre in difficoltà. La scena avrebbe potuto trasformarsi in tragedia, se non fosse stato per l’incredibile sangue freddo e l’intuizione di un bambino di soli sei anni.

Il piccolo, dimostrando una maturità e una prontezza inaspettate, ha utilizzato lo smartphone della mamma per salvare la situazione.

L’episodio, riportato da “Nessuno tocchi Ippocrate“, si è verificato nel tardo pomeriggio a Varcaturo, in provincia di Napoli. Una donna di 29 anni, alla guida della sua auto, è stata colta da un violento malore. Accanto a lei, i suoi due bambini.

Mentre la madre perdeva conoscenza, il più grande dei due, un bimbo di sei anni, di nome Sasy, non si è perso d’animo. In un gesto di lucida prontezza, ha preso lo smartphone e ha immediatamente inviato la posizione attuale agli zii, che si sono subito attivati. Allertati dal piccolo, gli zii hanno chiamato i soccorsi, fornendo l’esatta ubicazione del veicolo.

In pochi minuti, l’ambulanza del 118 di Varcaturo è arrivata sul posto. Il personale sanitario ha trovato la donna in condizioni critiche ma, grazie all’intervento tempestivo, è riuscita a stabilizzarla.

Grazie al piccolo un equipaggio del 118 è arrivato sul posto e ha salvato la mamma

Oltre a soccorrere la madre, l’equipaggio non ha potuto fare a meno di esprimere la propria ammirazione per il piccolo. Con una lucidità sorprendente per la sua età, non solo aveva lanciato l’allarme, ma era anche riuscito a mantenere la calma e a tranquillizzare la sorellina più piccola in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

La sua intuizione e il suo coraggio sono stati decisivi. In un’epoca in cui la tecnologia è spesso vista con sospetto, il piccolo ha dimostrato come, se usata con intelligenza e prontezza, possa trasformarsi in un potente strumento di salvezza. La sua storia, che si è diffusa rapidamente, è un promemoria di come l’istinto e l’ingegno possano emergere nei momenti di maggior bisogno, rendendolo un vero e proprio eroe per la sua famiglia.

Milano, Stefano De Martino derubato del Patek Philippe, il rapinatore: “Lasciami o ti sparo”

Milano continua a essere terreno fertile per bande specializzate nei colpi lampo. L’ultima vittima, ieri pomeriggio in zona Bocconi, è Stefano De Martino, oggi conduttore di punta della Rai con Affari Tuoi. Al polso portava un Patek Philippe del valore di 40mila euro: un bottino che i rapinatori hanno conquistato con il noto stratagemma dello “specchietto rotto”.

Secondo quanto denunciato dallo stesso De Martino alla Polizia, un primo scooter ha urtato lo specchietto della sua Mercedes in via Castelbarco. Un gesto calcolato, utile a costringerlo ad abbassare il finestrino e allungare la mano per rimettere in posizione il retrovisore.

A quel punto è entrato in scena un secondo mezzo, con due uomini a bordo: uno ha cercato di sfilargli l’orologio, mentre l’altro lo avrebbe minacciato con parole agghiaccianti — “Lasciami o ti sparo”. Di fronte all’arma (vera o simulata) e al pericolo imminente, De Martino non ha potuto far altro che cedere.

Non un caso isolato

Il “trucco dello specchietto” non è nuovo alle cronache milanesi: si tratta di una delle tecniche più diffuse e insidiose per sorprendere automobilisti e vip, spesso individuati in base ai segni esteriori di ricchezza.

Negli ultimi anni diversi personaggi noti dello spettacolo e dello sport sono stati vittime di rapine simili. Colpisce però che un volto scaltro e mediaticamente navigato come quello di De Martino sia caduto in quella che a molti appare come una trappola quasi “scolastica”.

L’allarme sicurezza a Milano

Il furto si aggiunge a una lunga serie di episodi che sollevano interrogativi sulla sicurezza cittadina, in particolare nelle zone centrali e universitarie. Le modalità, rapide e violente, ricordano quanto sia difficile difendersi da bande addestrate e senza scrupoli.

L’orologio rubato, un Patek Philippe, non è solo un oggetto di lusso: rappresenta un target preciso, facile da piazzare sul mercato nero internazionale.

De Martino, scosso ma illeso, ha immediatamente denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, che hanno avviato le indagini. Intanto la vicenda alimenta un dibattito che va oltre il singolo episodio: Milano, capitale della moda e del lusso, è diventata anche un palcoscenico privilegiato per bande che puntano a colpire in pieno giorno, senza temere la reazione delle vittime

Angri, ritrovato il furgone rubato ai fratelli musicisti disabili

Si è conclusa con un lieto fine la vicenda che ha tenuto col fiato sospeso la comunità di Angri. Il furgone di Marilina e Antonio Di Lauro, fratelli disabili e musicisti per passione, rubato nelle scorse ore, è stato ritrovato a San Giorgio a Cremano, nel Napoletano. A darne notizia è stato il sindaco Cosimo Ferraioli, che aveva lanciato un accorato appello sui social chiedendo la collaborazione di tutti per individuare i responsabili del furto.

“Il mezzo è stato recuperato – ha spiegato il primo cittadino – grazie a un lavoro corale che ha visto protagonisti i cittadini di Angri, capaci di mobilitarsi, segnalare, condividere centinaia di volte l’appello e fornire elementi utili alle indagini. Determinante anche la sinergia tra carabinieri, polizia locale e commissariato di San Giovanni a Teduccio, che hanno seguito ogni indizio fino al ritrovamento”.

Il furgone era essenziale per gli spostamenti dei due fratelli, che non si sono mai arresi alla disabilità continuando a coltivare la loro passione per la musica. Le indagini proseguono ora per risalire agli autori del furto, mentre la comunità di Angri esulta per un risultato che porta il segno della solidarietà collettiva.

Ariano Irpino, escavatore in fiamme nel cantiere Rfi della Napoli-Bari

Paura nel cuore dell’Irpinia, dove un escavatore è stato avvolto dalle fiamme all’interno del cantiere di Rfi per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Capacità Napoli-Bari. L’incendio, scoppiato in località Stratola di Ariano Irpino mentre il mezzo era impegnato nei lavori per una galleria di servizio lunga settanta metri, ha distrutto completamente il veicolo.

Le prime ricostruzioni fanno pensare a un’origine accidentale del rogo, che fortunatamente non ha provocato feriti. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco di Grottaminarda e Ariano Irpino, supportati da un mezzo bi-modale con cabina pressurizzata, indispensabile per operare in sicurezza in ambienti simili. Presenti anche le forze dell’ordine per i rilievi di rito.

L’incidente non ha avuto ripercussioni sul resto del cantiere, ma resta alta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nelle aree interessate dai lavori della nuova infrastruttura ferroviaria.

Castel Volturno, medico aggredito al pronto soccorso da un 18enne

Attimi di paura e incredulità al pronto soccorso della clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove un medico 33enne è stato aggredito fisicamente da un paziente diciottenne. L’episodio si è verificato intorno alle 15, quando il giovane, già noto alle forze dell’ordine, ha colpito all’improvviso il dottore con uno schiaffo alla testa mentre si trovava in sala d’attesa.

L’azione, avvenuta senza alcuna apparente ragione, ha colto di sorpresa sia il personale sanitario sia i pazienti presenti. Immediato l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Mondragone, che hanno bloccato il ragazzo e proceduto con la denuncia per lesioni personali aggravate.

Il medico, assistito dai colleghi, è stato visitato nella stessa struttura e dimesso poco dopo con una prognosi di tre giorni. Le sue condizioni non destano preoccupazione. L’Autorità Giudiziaria valuterà ora le eventuali misure nei confronti dell’aggressore, mentre le indagini proseguono per chiarire le motivazioni del gesto.

Ischia, elicottero atterra davanti alla chiesa del ‘300 per i fiori di Venus Williams: scoppia la polemica

Un atterraggio da film, ma che ha acceso una bufera politica e istituzionale. A Forio d’Ischia, nel suggestivo piazzale del Soccorso, accanto alla chiesa trecentesca che domina il mare, ieri un elicottero è sceso in pieno centro abitato per consegnare fiori destinati al matrimonio della tennista Venus Williams.

Un gesto spettacolare che, però, ha fatto infuriare cittadini e istituzioni: secondo quanto ricostruito, l’autorizzazione sarebbe arrivata soltanto dall’ufficio patrimonio e ambiente del Comune, senza alcun coinvolgimento delle autorità competenti.

Il fatto grave, denunciano testimoni e associazioni, è che l’atterraggio sia avvenuto senza misure di sicurezza: nessun presidio della Polizia Municipale, dei Carabinieri o dei Vigili del Fuoco. Un episodio che, sottolineano da Europa Verde, stride con le rigidissime procedure richieste perfino all’elisoccorso in caso di emergenze sanitarie.

“Uno scandalo inaccettabile – attaccano il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale Domenico Loffredo –. Per un matrimonio si è potuto aggirare ogni regola, quando per salvare una vita servono permessi e controlli severissimi. Ischia non può essere trasformata in un parco giochi per ricchi a discapito della sicurezza pubblica. Chiediamo immediata chiarezza e l’intervento dell’Enac: simili abusi non devono più ripetersi”.

Napoli, arrestato un 17enne per la faida dei baby-boss tra i vicoli del centro storico

Napoli – Lo scontro tra baby gang non si ferma e i vicoli del centro storico continuano a essere teatro di una violenza cieca e spietata. La Polizia di Stato ha infatti fermato un 17enne, ritenuto responsabile del tentato omicidio di un coetaneo, avvenuto la notte del 15 settembre nel quartiere San Ferdinando.

Un episodio che non è isolato, ma che si inserisce in una serie di scontri tra baby-boss che cercano di affermare il proprio controllo su diverse zone della città.

La dinamica della sparatoria: una spedizione punitiva?

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane fermato avrebbe fatto irruzione in un’abitazione e, senza esitazione, avrebbe sparato diversi colpi di pistola contro la vittima, un altro minorenne.

I proiettili lo hanno raggiunto al femore, costringendolo a un ricovero d’urgenza all’Ospedale Vecchio Pellegrini, dove è arrivato in codice rosso e con prognosi riservata.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, sono state rapide e decisive. Fondamentale è stata l’analisi delle telecamere di videosorveglianza, pubbliche e private, che hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’agguato e di identificare il presunto autore.

A rafforzare il quadro probatorio sono state le testimonianze raccolte e il ritrovamento, a casa di un parente del sospettato, di una pistola dello stesso calibro di quella usata nella sparatoria.

Il ferito era evaso da una comunità

Il fermo del 17enne è avvenuto in un contesto particolare. La vittima, a sua volta un volto noto alle forze dell’ordine, aveva tentato di nascondere la sua identità fornendo false generalità.

Era infatti scappato da una comunità dove si trovava per una precedente misura cautelare, emessa in seguito a reati di resistenza e lesioni gravi. La Procura per i Minorenni aveva già emesso un provvedimento di aggravamento della pena, che prevedeva il suo trasferimento in un istituto di pena minorile. Questo provvedimento gli è stato notificato mentre si trovava ancora ricoverato in ospedale.

Lo scontro tra gruppi criminali giovanili: una spirale di violenza

L’episodio è solo l’ultimo di una serie di violenti scontri che vedono come protagonisti gruppi di giovanissimi, spesso rivali per il controllo di quartieri limitrofi. La facilità con cui questi ragazzi entrano in possesso di armi da fuoco è un segnale preoccupante e un campanello d’allarme per le forze dell’ordine.

Esplosione alla EcoPartenope di Marcainise: 3 morti e due feriti

Marcianise – Una strage sul lavoro scuote la Campania. Tre persone sono morte e altre due sono rimaste ferite in seguito a una violenta esplosione avvenuta ieri mattina all’interno della ditta di smaltimento rifiuti Ecopartenope di Marcianise, nel Casertano.

Tra le vittime figura anche il titolare dell’azienda, che stava lavorando fianco a fianco con i suoi dipendenti a un intervento di manutenzione di un silos per lo stoccaggio di oli esausti.

Secondo le prime ricostruzioni, una scintilla scaturita al piano superiore dell’impianto avrebbe innescato l’esplosione. Il boato, fortissimo, è stato avvertito a chilometri di distanza e ha provocato danni anche ad alcune aziende vicine.

I corpi dei tre lavoratori sono stati dilaniati e sbalzati a diversi metri di distanza. Sul posto sono intervenute più squadre dei vigili del fuoco e pattuglie della Polizia di Stato.

Gli inquirenti hanno ricordato che lo stesso silos, in passato, era già stato oggetto di provvedimenti di chiusura per irregolarità e miasmi. Ora l’area è stata messa in sicurezza e sono in corso accertamenti per chiarire cause e responsabilità della tragedia.

“Non fatalità ma sistema che non garantisce sicurezza”

Durissime le reazioni dei sindacati. La Cgil di Caserta, Napoli e Campania ha parlato di “ennesima tragedia intollerabile”, sottolineando che “non si tratta di fatalità, ma del fallimento di un sistema d’impresa che continua a non garantire sicurezza”. Per la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, ogni vittima sul lavoro rappresenta “una sconfitta dello Stato e delle istituzioni”.

La sindacalista ha denunciato “anni di precarizzazione, contratti pirata, manutenzioni al risparmio e controlli insufficienti” e ha rilanciato la richiesta di un piano nazionale straordinario per la sicurezza sul lavoro.

Il sindaco di Marcianise, Antonio Trombetta, ha annunciato il lutto cittadino: “È l’infortunio più grave nella storia della nostra città. Bisogna aprire una riflessione profonda, perché queste tragedie non sono accettabili in una società civile. Serve prevenzione, non cordoglio a posteriori”.

Napoli, 19enne accoltellato a Chiaia, fermato il responsabile: ha soli 16 anni

Napoli– Un litigio per una ragione banale, ancora da chiarire completamente. Una lama lunga 17 centimetri. E la vita di un diciannovenne appesa a un filo per ore in terapia intensiva.

È il bilancio drammatico di un nuovo, ennesimo, episodio di violenza giovanile che ieri mattina ha insanguinato il quartiere Chiaia. Un’aggressione feroce, culminata in due coltellate, che per poco non si è trasformata in tragedia.

Ma in questa storia, accanto all’orrore, c’è un racconto di efficienza e rapidità delle forze dell’ordine. I Carabinieri della Stazione di Chiaia, infatti, hanno scritto un perfetto caso studio su come si combatte il crimine: chiudendo l’intera indagine e assicurando il presunto aggressore alla giustizia in meno di dodici ore.

L’autore dell’aggressione è un minorenne, un sedicenne napoletano, già raggiunto ieri sera da un fermo emesso con urgenza dalla Procura per i Minorenni per il reato di tentato omicidio.

La sua vittima, un diciannovenne, è stata colpita con violenza: una prima pugnalata al braccio e una seconda, devastante, all’addome. Quest’ultima ha provocato una grave lesione al fegato, costringendo il giovane a un immediato intervento chirurgico d’urgenza e a un ricovero in terapia intensiva, dove è tuttora in osservazione.

L’indagine lampo dei Carabinieri

Appena arrivati sul posto, i militari dell’Arma hanno avviato un’indagine serrata e multidisciplinare. Il primo, fondamentale elemento è stata la testimonianza della vittima, che, nonostante le gravi condizioni, ha potuto dichiarare di conoscere l’aggressore. Un dato decisivo, incrociato poi con le dichiarazioni di altri testimoni oculari che avevano assistito alla furia del sedicenne.

L’azione investigativa è stata coronata dalla revisione delle riprese delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno offerto la conferma visiva della dinamica e dell’identità del sospettato. Stretta in una morsa di prove così solide e costruita in poche ore, la posizione del giovane è divenuta insostenibile.

La resa e il ritrovamento del coltello

Nella serata di ieri, accompagnato dai genitori e dal suo legale, il sedicenne si è presentato spontaneamente alla Stazione dei Carabinieri di Largo Ferrandina. Davanti agli investigatori, ha rilasciato dichiarazioni che non solo hanno sostanzialmente confermato le accuse, ma hanno soprattutto permesso il fondamentale ritrovamento dell’arma del delitto: il coltello a lama lunga 17 cm con cui avrebbe sferrato i due colpi mortali.

L’episodio, come spesso accade in queste drammatiche cronache di Napoli, sarebbe scaturito da un motivo “futile”, un pretesto insignificante che la violenza ha trasformato in un quasi-delitto.

Le cause precise sono ancora al vagio degli inquirenti, ma il quadro è quello, amaro e noto, di una gioventù in cui il ricorso alla violenza fisica estrema diventa la prima, folle risposta a un dissapore.

L’efficacia dell’operato dei Carabinieri di Chiaia ha evitato che un gesto folle si trasformasse in un cold case, dimostrando come un’indagine immediata e coordinata sia il miglior antidoto all’impunità, anche quando a colpire è l’inquietante volto della criminalità minorile.

Pompei, marito violento arrestato dalla polizia

Pompei – Un nuovo caso di violenza domestica e maltrattamenti familiari a Pompei. Stamane infatti gli agenti del locale Commissariato di Polizia hanno eseguito un’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per un uomo accusato di aver violato ripetutamente il divieto di avvicinamento alla moglie, già vittima di maltrattamenti

.L’indagato, già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa per presunti episodi di violenza domestica, avrebbe compiuto gravi violazioni nei giorni precedenti e successivi a un incidente probatorio, durante il quale sono stati ascoltati i figli minori della coppia.

Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe tentato più volte di contattare telefonicamente la moglie, che si trova attualmente in una struttura protetta per garantirne la sicurezza. Non solo: nei giorni successivi all’udienza, avrebbe cercato di avvicinarla mentre accompagnava i figli a scuola, in palese violazione delle disposizioni giudiziarie.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno permesso di raccogliere prove schiaccianti a carico dell’indagato. L’analisi delle immagini di videosorveglianza e le testimonianze di persone informate sui fatti hanno confermato i comportamenti illeciti dell’uomo, portando il Gip a ritenere necessaria la sostituzione del divieto di avvicinamento con la più severa misura della custodia cautelare in carcere.

Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescente allarme per il diffondersi delle violenze in ambito familiare. I dati recenti evidenziano un incremento di denunce per maltrattamenti, stalking e violazioni delle misure di protezione, spesso perpetrate da partner o ex partner che non accettano la fine della relazione o il rispetto delle restrizioni imposte.

Le forze dell’ordine e la magistratura stanno intensificando gli sforzi per contrastare questo fenomeno, ma il caso di Pompei sottolinea l’urgenza di interventi preventivi e di un maggiore supporto alle vittime.

La vicenda, che ha scosso la comunità locale, richiama l’attenzione sulla necessità di una rete di protezione sempre più efficace per le vittime di violenza domestica, spesso costrette a vivere nel timore nonostante le misure adottate. Intanto, l’uomo resta in carcere in attesa delle prossime fasi del procedimento giudiziario, mentre la moglie e i figli continuano a essere seguiti in un percorso di tutela e assistenza.

Rapina in Corso Umberto I, arrestato un 29enne: scatta l’allarme sicurezza nel cuore di Napoli

Napoli – Lennesima rapina in pieno centro. Ancora una volta, il teatro del crimine è stato Corso Umberto I, dove la scorsa notte un uomo di 29 anni, di origine marocchina, è stato fermato dalla Polizia di Stato dopo aver strappato violentemente il telefono cellulare a una donna.

Lepisodio non è un caso isolato, ma si inserisce in un allarmante quadro di criminalità che da mesi affligge una delle arterie principali della città, trasformando un luogo di passeggio e commercio in una zona ad alto rischio per turisti e residenti.

La cronaca dellaccaduto è quasi un copione già visto. Gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante un pattugliamento, hanno notato il 29enne agire con rapidità e violenza allangolo con via Fazzini.

Dopo aver aggredito la vittima e afferrato lo smartphone, il rapinatore ha tentato una fuga disperata. I poliziotti, tuttavia, sono intervenuti con prontezza, inseguendo e bloccando il fuggitivo a pochi metri di distanza. La refurtiva, il cellulare, è stata recuperata e restituita immediatamente alla legittima proprietaria, ancora sotto shock per laccaduto.

Il rapinatore, già noto alle forze dellordine, è stato arrestato con laccusa di rapina e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Lombra delle rapine: un problema endemico e lindignazione dei cittadini

Questo arresto, seppur efficace, non basta a rassicurare i cittadini e i commercianti del Corso Umberto I. Le rapine, in particolare quelle di orologi e cellulari, sono diventate una piaga ricorrente.

Larea, una delle più frequentate da turisti che arrivano dalla Stazione Centrale, è diventata un bersaglio privilegiato per bande di rapinatori, spesso giovani e con precedenti, che approfittano del caos e dellaffollamento per colpire e fuggire.

Il fenomeno ha generato unonda di indignazione e preoccupazione. I residenti chiedono un aumento dei controlli e una maggiore presenza delle forze dellordine, lamentando una sensazione di insicurezza che mina la vivibilità del quartiere.

Le testimonianze si susseguono: da turisti derubati a residenti aggrediti in pieno giorno. Lepisodio di ieri non è solo un fatto di cronaca, ma il simbolo di unemergenza che richiede risposte concrete e una strategia di prevenzione più robusta per restituire ai cittadini e ai visitatori la tranquillità che meritano.

Lefficacia dellintervento della poliziadi ieri, sebbene lodevole, evidenzia una realtà amara: la necessità di unazione costante e capillare per contrastare un fenomeno che, purtroppo, sembra essersi radicato in uno dei luoghi simbolo della città.

Aeroporto di Capodichino, raffica di controlli su taxi e Ncc: 2 licenze ritirate

Napoli – Serata movimentata all’aeroporto internazionale di Capodichino, dove la Polizia Localeha intensificato i controlli su taxi e Ncc per contrastare le irregolarità nel trasporto pubblico non di linea. L’operazione, condotta dagli agenti dell’Unità operativa Aeroporto, ha passato al setaccio 39 veicoli: 31 taxi e 8 noleggi con conducente.

Il bilancio parla chiaro: 11 sanzioni amministrative e due licenze ritirate sul posto.

Le violazioni più frequenti riguardano il prelievo dei passeggeri fuori dalle aree autorizzate: sei i tassisti multati per aver caricato clienti in zone non consentite, pratica che genera caos viabilità e concorrenza sleale. Due autisti, invece, sono stati sorpresi a lavorare fuori turno, violazione che ha comportato l’immediato ritiro della licenza.

Altri casi hanno evidenziato mancanze meno vistose ma comunque gravi: un tassista non ha emesso la ricevuta di inizio corsa, un altro guidava con la patente professionale KB scaduta, mentre un Ncc era al volante con un permesso provvisorio non più valido.

Le irregolarità accertate sono state trasmesse agli uffici competenti, che dovranno valutare ulteriori provvedimenti. Per le violazioni più pesanti, come l’esercizio abusivo dell’attività, la normativa prevede la sospensione della licenza da 15 giorni a 6 mesi.

Non si tratta di un episodio isolato: i controlli su taxi e Ncc a Capodichino si stanno moltiplicando, spinti dalle crescenti segnalazioni dei viaggiatori, spesso disorientati da offerte abusive o comportamenti scorretti. L’obiettivo dichiarato della Polizia Locale è garantire trasparenza e sicurezza in uno degli snodi più sensibili della città, punto di arrivo e partenza per migliaia di turisti ogni giorno.

Un messaggio chiaro agli operatori del settore: chi non rispetta le regole rischia di pagare caro.

Abusi edilizi in Penisola Sorrentina, sequestrato l’“Antico Bagno Nettuno” a Marina di Cassano

Piano di Sorrento – Ancora un sequestro di stabilimenti balneari in Penisola Sorrentina. Questa mattina la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia ha messo i sigilli all’“Antico Bagno Nettuno” di Marina di Cassano, struttura storica ma già al centro di polemiche per le trasformazioni dell’arenile.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, arriva a fine stagione balneare ma rappresenta comunque un segnale forte di ripristino della legalità su un tratto di costa tra i più delicati e tutelati dal punto di vista ambientale.

Le indagini, condotte dalla Capitaneria con il supporto tecnico dell’Ufficio comunale di Piano di Sorrento, hanno accertato la realizzazione di opere abusive, in violazione dei titoli concessori e senza alcuna autorizzazione urbanistica, edilizia e paesaggistica. Secondo i rilievi, le strutture contestate – oltre 1.100 metri quadrati – non erano temporanee, ma costruite con caratteristiche permanenti e difficilmente amovibili, in contrasto con quanto previsto dalle concessioni demaniali.

Contestazioni pesanti sono state mosse al legale rappresentante della società “La Scogliera di Cosenza Augusto & C. Sas”, titolare della concessione, e al socio che gestiva l’attività elioterapica e di ristorazione: occupazione abusiva del demanio marittimo, violazioni edilizie e urbanistiche, assenza di deposito dei progetti al Genio Civile e di direzione lavori da parte di un tecnico abilitato.

Il sequestro dell’“Antico Bagno Nettuno” non è un caso isolato. Negli ultimi anni, soprattutto a stagione ormai conclusa, diversi stabilimenti balneari della Penisola Sorrentina sono finiti sotto la lente della magistratura e delle forze dell’ordine: a Vico Equense, Meta e Sorrentosi sono registrati interventi simili, con sigilli a strutture che avevano alterato tratti di costa vincolata attraverso ampliamenti non autorizzati o opere cementizie non rimovibili.

Episodi che mostrano il volto meno patinato della costiera sorrentina, troppo spesso piegata da un abusivismo che, dietro la facciata del turismo di lusso, nasconde interessi economici e violazioni sistematiche delle regole.

Le Procure di Torre Annunziata e Napoli, insieme alla Capitaneria di Porto, stanno intensificando i controlli, consapevoli che il fenomeno – esploso negli anni Novanta e mai del tutto arginato – rappresenta una minaccia non solo per il paesaggio ma anche per la sicurezza delle stesse strutture e dei bagnanti.

La tempistica degli interventi, spesso a fine estate, lascia il segno di provvedimenti tardivi, che arrivano dopo mesi di attività turistica piena. Ma resta il messaggio: le coste non possono essere piegate a logiche private in violazione della legge, e ogni segnale di contrasto all’abusivismo, anche quando arriva a stagione chiusa, è un passo in più per restituire legalità e tutela al demanio marittimo.

Ennesima strage sul lavoro a Marcianise: 3 morti e un disperso in un’azienda di rifiuti

Marcianise – Un boato improvviso, poi il fumo nero che si è alzato dal capannone. È la scena che si sono trovati davanti i primi soccorritori accorsi venerdì pomeriggio alla Ecopartenope, azienda specializzata nel trattamento dei rifiuti industriali, nella zona industriale di Marcianise, in provincia di Caserta.

L’esplosione, avvenuta durante alcuni lavori di manutenzione sugli impianti, ha provocato la morte di tre operai. Un quarto lavoratore risulta ancora disperso.

I vigili del fuoco stanno operando da ore tra le macerie per cercare di mettere in sicurezza l’area e rintracciare l’uomo che manca all’appello. La deflagrazione è stata così violenta da far crollare parte della struttura interna dell’impianto, rendendo difficili le operazioni di soccorso.

Un’emergenza che si ripete

Quello di Marcianise non è un caso isolato, ma l’ennesima tragedia che si consuma in un Paese dove la sicurezza sul lavoro sembra restare troppo spesso una promessa disattesa. Secondo i dati INAIL, nei primi otto mesi del 2025 si contano già centinaia di vittime. Una media spaventosa: più di tre persone al giorno perdono la vita mentre lavorano.

Il settore dei rifiuti e della manutenzione impiantistica è tra i più esposti: ambienti chiusi, sostanze pericolose, rischi legati a esplosioni e intossicazioni. Condizioni che, se non accompagnate da rigidi protocolli di sicurezza e controlli costanti, possono trasformarsi in trappole mortali.

Le cause: manutenzione, appalti e formazione

Secondo una prima ricostruzione, l’esplosione di Marcianise sarebbe avvenuta durante lavori di manutenzione. Una fase delicata in cui spesso gli operai si trovano a operare senza la possibilità di interrompere totalmente gli impianti o in presenza di residui infiammabili.

Gli esperti sottolineano come i fattori di rischio siano spesso amplificati da una catena di appalti e subappalti che può ridurre il livello di responsabilità diretta delle aziende e frammentare la gestione della sicurezza.

A ciò si aggiungono carenze nella formazione del personale e la pressione dei tempi di lavoro, che spingono talvolta a ridurre le procedure preventive pur di rispettare le scadenze.

La voce dei sindacati

“Non possiamo continuare a piangere morti sul lavoro come se fossero inevitabili – ha dichiarato la CGIL campana in una nota –. Ogni tragedia è figlia di scelte precise: mancanza di investimenti in sicurezza, controlli insufficienti, deregolamentazione degli appalti. Chiediamo al Governo e alle istituzioni locali un piano straordinario per fermare questa strage silenziosa”.

Una ferita aperta

Le indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere cercheranno ora di stabilire le responsabilità e capire se siano stati rispettati i protocolli di sicurezza. Intanto, le famiglie delle vittime piangono l’ennesima strage bianca, consumata lontano dai riflettori ma dentro la quotidianità di chi, ogni mattina, esce di casa per guadagnarsi da vivere e non fa più ritorno.

Quella di Marcianise non è solo una cronaca nera locale: è il simbolo di una ferita nazionale che continua a riaprirsi, giorno dopo giorno, in ogni settore produttivo del Paese.

Nuove Mafie e Infiltrazioni: Nasce a Napoli l’Associazione “Rosario Livatino”

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Napoli– Le mafie non sono un ricordo del passato, ma un fenomeno in pericolosa evoluzione. Per analizzare le nuove strategie di controllo del territorio e la crescente infiltrazione nelleconomia legale, nasce a Napoli lAssociazione Rosario Livatino. La sua costituzione sarà sancita da un convegno pubblico in programma domenica 28 settembre 2025, alle ore 10.00, presso il Centro Direzionale (Isola F11, secondo piano, interno 26/27).

Lincontro, dal titolo Mafie e Controllo del Territorio, avrà un relatore deccezione: Nicola Morra, già Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. La sua analisi offrirà una prospettiva privilegiata e approfondita sulla metamorfosi delle organizzazioni criminali, sempre più orientate a colonizzare settori cruciali come la gestione degli appalti pubblici e il ciclo dei rifiuti.

Questi ambiti, infatti, sono diventati le nuove frontiere dellarricchimento illecito, permettendo ai clan della camorra di alterare la libera concorrenza, compromettere la trasparenza e consolidare il proprio potere in modo subdolo e sempre meno visibile.

LAssociazione, che opererà in Campania, Calabria, Lazio e Molise, si pone lobiettivo ambizioso di promuovere una cultura della legalità e della trasparenza, contrastando attivamente queste dinamiche. Il convegno non sarà quindi solo un momento di riflessione, ma un vero e proprio appello alla società civile.

La partecipazione dei cittadini è infatti interpretata come un segno di forte impegno civile, un tassello fondamentale per costruire un argine concreto contro ogni forma di criminalità organizzata e contribuire alla nascita di unorganizzazione pronta a combattere per un futuro più giusto.

 P.B.

Sessa Aurunca, al via i lavori per il nuovo ospedale: investimento da 103 milioni

Sessa Aurunca – Un investimento da oltre 100 milioni di euro per dotare il territorio di un nuovo presidio sanitario moderno ed efficiente. Martedì 23 settembre, alle ore 11, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca poserà la prima pietra del nuovo ospedale di Sessa Aurunca, nel Casertano.

Alla cerimonia prenderanno parte anche il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, il sindaco della città Lorenzo Di Iorio e il direttore generale dell’Asl di Caserta, Antonio Limone. Prevista anche la benedizione della Diocesi di Sessa Aurunca, a sottolineare il valore simbolico e comunitario dell’opera.

Un ospedale al posto del “San Rocco”

Il nuovo presidio andrà a sostituire l’attuale ospedale San Rocco, ormai inadeguato a rispondere ai bisogni sanitari del territorio. La struttura sorgerà in una posizione strategica, lungo la Strada Statale Appia (km 169), in corrispondenza del bivio con la Provinciale 104, in direzione Capua. Un’area facilmente accessibile che, nelle intenzioni della Regione, dovrà diventare un punto di riferimento sanitario per l’intero comprensorio aurunco.

Dimensioni e funzioni

Il progetto prevede un edificio di circa 32.500 metri quadrati, articolato su cinque livelli, di cui uno interrato. All’interno troveranno posto 191 posti letto e reparti organizzati in base alla classificazione prevista per i DEA di I livello, con pronto soccorso attivo 24 ore su 24, diagnostica avanzata e prestazioni specialistiche. Non si tratta quindi solo di un ospedale di prossimità, ma di una struttura capace di rispondere alle urgenze e di garantire percorsi assistenziali completi.

Spazi verdi e sostenibilità

Particolare attenzione è stata riservata anche all’impatto ambientale: dei circa 90.000 metri quadrati complessivi del lotto, ben 60.000 saranno destinati a verde pubblico e spazi all’aperto. Un aspetto che, secondo i progettisti, contribuirà non solo alla sostenibilità del complesso ma anche al benessere psicologico dei pazienti e degli operatori.

I finanziamenti

L’opera sarà realizzata con un finanziamento complessivo di 103 milioni di euro, di cui 50 stanziati dal Ministero della Salute, 50 dalla Regione Campania e 3 dall’Asl di Caserta. Una cifra significativa che testimonia la volontà delle istituzioni di investire in un territorio spesso penalizzato dalla carenza di servizi sanitari adeguati.

Un segnale per la sanità campana

L’avvio del cantiere segna un passaggio importante nella riorganizzazione della rete ospedaliera campana. “Un nuovo ospedale – commentano fonti regionali – non è solo un edificio: è un segnale concreto di attenzione verso i cittadini, un impegno a garantire cure di qualità e tempi di risposta rapidi”.

Con la posa della prima pietra, la comunità di Sessa Aurunca e dei comuni limitrofi guarda al futuro con la speranza che l’opera non resti sulla carta ma si traduca in un presidio realmente efficiente e vicino alle esigenze della popolazione.