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Napoli, stretta sulla movida: vietati vetro, petardi e spray urticanti per Natale e Capodanno

A Napoli, il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un'ordinanza per garantire la sicurezza durante le festività di Natale e Capodanno, vietando vetro, petardi e spray urticanti nelle aree di maggiore affluenza.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza per garantire la sicurezza nelle zone della movida durante i festeggiamenti di Natale e Capodanno.
Il provvedimento, che interesserà le giornate del 24 e 31 dicembre, introduce una serie di divieti mirati a prevenire disordini e garantire l’incolumità dei cittadini nelle aree di maggiore affluenza.

Divieti e orari

Le restrizioni saranno operative dalle ore 10 alle ore 20 dei prossimi 24 e 31 dicembre. L’ordinanza vieta la vendita di bevande in bottiglie, lattine e contenitori di vetro, plastica rigida o tetrapak. Gli esercizi commerciali potranno somministrare drink esclusivamente in bicchieri di plastica leggera o carta.
Sarà inoltre vietato vendere e detenere spray urticanti o dispositivi nebulizzatori contenenti oleoresin capsicum.

Divieto assoluto anche per l’introduzione e l’utilizzo di fuochi d’artificio, petardi, botti, razzi e artifici pirotecnici similari. Le limitazioni riguardano alcune delle zone più frequentate della città durante le festività natalizie.

Le zone interessate

Nel quartiere Chiaia, i divieti interesseranno l’area dei ‘baretti’, che comprende via Gaetano Filangieri da piazzetta Rodinò a via Santa Chiara a Chiaia, via Santa Caterina a Chiaia, piazza dei Martiri, via Carlo Poerio, via Giuseppe Fiorelli, Largo Ferrandina e via Cavallerizza a Chiaia.

Nel centro storico saranno monitorate via Mezzocannone, via De Marinis, via Candelora, via Santa Chiara, via San Sebastiano, via Port’Alba, via Santa Maria di Costantinopoli, via Sapienza/via del Sole, piazza Miraglia e via San Pietro a Maiella. Nei Quartieri Spagnoli il provvedimento riguarderà vico delle Due Porte a Toledo, vico Tre Regine, vico San Sepolcro e via Toledo.

Al Vomero, infine, le restrizioni interesseranno un’ampia zona che include piazza Ferdinando Fuga, piazza Vanvitelli, via Aniello Falcone, via Raffaele Morghen, via Gianlorenzo Bernini, via Scarlatti, via Luca Giordano, via G. Merliani, via E. Alvino, piazza Medaglie d’Oro, piazza Immacolata, piazza Leonardo, piazza degli Artisti, piazza Francesco Muzii, piazzale San Martino, via Michele Kerbaker, piazza Cosimo Fanzago e via Francesco Cilea nel tratto compreso tra l’incrocio con via Scarlatti e l’incrocio con via San Domenico.

Sicurezza alimentare a Natale, blitz Forestali a Marigliano: sequestrati prodotti e sanzioni per 6mila euro

A Marigliano, i Carabinieri Forestali hanno intensificato i controlli nel settore agroalimentare, scoprendo un venditore ambulante privo di autorizzazioni e con prodotti alimentari non tracciabili, portando a un sequestro di merce per un valore di oltre 1.000 euro e sanzioni per 6.000 euro.

Marigliano– Tavole più sicure per il Natale, ma tolleranza zero per chi specula sulla salute dei cittadini. È questo il bilancio dell’ultima operazione condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Marigliano, che hanno intensificato i controlli nel settore agroalimentare in vista delle imminenti festività.

L’intervento, che rientra nel più ampio Piano Operativo disposto dal Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli per contrastare le pratiche sleali e tutelare i consumatori, ha portato alla luce un caso di abusivismo commerciale e vendita di prodotti potenzialmente rischiosi per la salute pubblica.

Durante un pattugliamento nell’agro mariglianese, effettuato in collaborazione con gli agenti della Polizia Locale, le forze dell’ordine hanno intercettato un venditore ambulante intento a commercializzare merce su suolo pubblico. L’uomo aveva allestito diversi tavolini esponendo alimenti pronti per la vendita, per un valore stimato superiore ai 1.000 euro.
Dagli accertamenti è emerso un quadro di totale irregolarità: il venditore era sprovvisto di qualsiasi autorizzazione amministrativa per l’esercizio dell’attività. Ancor più grave, tuttavia, era la condizione della merce: i prodotti alimentari erano privi di qualsiasi documentazione sulla tracciabilità, rendendo impossibile stabilirne la provenienza e la sicurezza igienico-sanitaria.

Di fronte alle violazioni riscontrate, i militari hanno proceduto con la mano pesante: l’intera partita di merce è stata posta sotto sequestro e immediatamente distrutta, per evitare che potesse finire sulle tavole dei consumatori ignari. Per l’ambulante abusivo sono scattate sanzioni amministrative salate, per un totale di oltre 6.000 euro.

L’operazione conferma l’alta soglia di attenzione del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, impegnato in una campagna capillare per garantire standard elevati di qualità e salubrità degli alimenti, soprattutto in un periodo sensibile come quello natalizio.

Il dettaglio del sequestro
Nel corso del blitz sono stati sottratti al mercato illegale:
18 confezioni di prodotti sott’olio;
20 kg di olive e lupini;
40 kg di frutta secca;
8 kg di patatine.

Colpi ai clan, latitanti catturati e armi sequestrati, il 2025 dei carabinieri a Napoli

Napoli – Nel 2025, i carabinieri hanno arrestato 3.495 persone e sequestrato centinaia di armi, evidenziando un'azione decisiva contro la criminalità organizzata e un impegno costante per garantire la sicurezza dei cittadini, mentre si intensificano le operazioni di prevenzione e controllo sul.

Napoli – Decine di latitanti individuati e arrestati, centinaia di armi sottratte ai clan, tonnellate di droga sequestrate. Il bilancio di fine 2025 del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli restituisce l’immagine di dodici mesi segnati da un’intensa attività repressiva e preventiva, condotta su tutto il territorio del capoluogo e dell’area metropolitana.

Nel corso dell’anno sono state arrestate complessivamente 3.495 persone e denunciate in stato di libertà altre 13.295. Ventuno i latitanti catturati, molti dei quali inseriti negli elenchi ministeriali dei ricercati più pericolosi e rintracciati anche fuori dai confini nazionali. Le attività di controllo hanno portato all’identificazione di 424.286 persone e all’ispezione di 233.511 veicoli.

Armi, droga e violenza: i sequestri

Particolarmente rilevante il dato relativo alle armi sequestrate: 189 armi da fuoco, 141 armi da taglio e 374 armi improprie – tra cui mazze, nunchaku e tirapugni – sottratte a contesti criminali e di violenza urbana. Un dato che conferma come la presenza delle armi continui a rappresentare un elemento strutturale della criminalità cittadina, spesso nelle mani di soggetti giovani.
Parallelamente, le operazioni antidroga hanno consentito di smantellare numerose piazze di spaccio e reti di traffico, anche con modalità innovative, come il sistema di “delivery” della droga attivo tra l’agro nolano, Napoli, Avellino e Palermo.

Sicurezza stradale e controlli: sanzioni per oltre 21 milioni

Massima attenzione anche alla sicurezza stradale, considerata una priorità per la tutela dei cittadini. Nel 2025 sono stati sequestrati 5.620 veicoli e sottoposti a fermo amministrativo altri 3.303 mezzi. Le contravvenzioni elevate sono state 25.880, per un totale di oltre 21 milioni di euro di sanzioni.
Tra le infrazioni più gravi e diffuse figurano 4.591 casi di guida senza copertura assicurativa, 3.372 di guida senza patente e 4.719 di circolazione con veicoli non revisionati.

Reati ambientali e chiamate al 112: il fronte della prevenzione

Il Comando provinciale è impegnato anche nella prevenzione e nel contrasto ai reati ambientali, operando in sinergia con le altre forze di polizia, l’Esercito italiano e la Polizia metropolitana di Napoli.
Un dato emblematico è quello delle chiamate al numero unico di emergenza: le centrali operative del 112 ricevono in media oltre 3.200 segnalazioni al giorno. «Un numero che dà la misura dell’impegno quotidiano delle forze di polizia – sottolinea il generale Biagio Storniolo, comandante provinciale dell’Arma – ma anche del disagio sociale che investe soprattutto anziani e soggetti più vulnerabili».

Fuochi d’artificio illegali: blitz e sequestri

In vista delle festività natalizie, è stato intensificato il contrasto al commercio illegale di fuochi d’artificio. A Pollena Trocchia è stato arrestato un 21enne trovato in possesso di 21 chili di ordigni pirotecnici tipo “cobra”, occultati all’interno di un negozio di ortofrutta.
A Cimitile, invece, i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno sospeso un’attività di vendita di materiale pirotecnico: sequestrati 2.563 fuochi d’artificio, per una massa attiva complessiva di 205 chili. L’imprenditore, pur titolare di licenza, non aveva mai presentato al Comune la comunicazione di inizio attività.

Le grandi operazioni antimafia: Licciardi, Russo, Ciccarelli

Sul fronte della lotta alla camorra, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, il 2025 è stato segnato da numerose operazioni di alto profilo.
Nella notte del 2 dicembre è stata eseguita un’ordinanza cautelare nei confronti di 21 indagati per associazione mafiosa, estorsione, ricettazione ed evasione. L’inchiesta ha ricostruito le attività del clan Licciardi, storico sodalizio dell’Alleanza di Secondigliano, documentando un sistema estorsivo che colpiva non solo commercianti, ma anche truffatori informatici e occupanti abusivi di alloggi popolari.

Il 17 novembre un’altra maxi-operazione ha interessato i comuni di Nola, Cicciano e Casamarciano, con 44 misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti affiliati al clan Russo. Le indagini hanno fatto emergere un controllo capillare del territorio, un sistema di estorsioni, un circuito illecito di giochi e scommesse e presunti condizionamenti delle competizioni elettorali amministrative.
Il 29 luglio, a Caivano, i carabinieri hanno colpito lo storico clan Ciccarelli, portando alla luce nuovi assetti criminali e una persistente egemonia sul territorio, nonostante i precedenti arresti.

Le “stese” e la fine delle pax mafiose

Il 12 settembre un’operazione ha interessato il quartiere San Giovanni a Teduccio, con l’arresto di due soggetti ritenuti responsabili di una “stesa” armata avvenuta nel periodo pasquale. Le indagini hanno ricostruito la rottura della precedente pax tra i clan Rinaldi-Reale e D’Amico “Gennarella”, evidenziando una fase di forte instabilità criminale e di intimidazione pubblica.

Ponticelli e i beni occupati: restituita legalità

Particolarmente significativa l’operazione del 25 giugno a Ponticelli, dove carabinieri e polizia locale hanno eseguito sequestri e sgomberi di immobili comunali occupati abusivamente e trasformati in una roccaforte del clan De Martino. Un intervento complesso, con l’impiego di oltre 200 operatori, che ha restituito legalità e sicurezza a un’area da tempo sotto il controllo criminale.

Truffe agli anziani e violenza di genere

Tra le priorità dell’Arma anche il contrasto alle truffe agli anziani, definite dal comandante provinciale «una vera piaga sociale». Sul fronte della violenza sulle donne, il capitano Valentina Bianchin, comandante della Compagnia di Casoria, ha ribadito l’importanza della prevenzione e della denuncia precoce: «La violenza non esplode all’improvviso, è preceduta da segnali che vanno riconosciuti. Per questo nelle caserme sono state attivate stanze dedicate alle denunce più delicate».

Camorra, il boss Salvatore Barile voleva uccidere la baby gang del “presepe” al rione Sanità

A Napoli, le recenti dichiarazioni di Salvatore Giuliano, ex ras di Forcella, hanno rivelato tensioni interne al clan Sequino-Savarese nel rione Sanità, dove il boss Salvatore Barile avrebbe pianificato di eliminare una baby gang per il controllo del traffico di droga, evidenziando l'evoluzione.

Napoli – Le dichirazioni di Salvatore Giuliano, collaboratore di giustizia ed ex ras di Forcella, rappresentano uno dei tasselli più rilevanti dell’ordinanza cautelare che nei giorni scorsi ha colpito il clan Sequino–Savarese, attivo nel rione Sanità di Napoli.

Dichiarazioni che, pur riferendosi a un periodo antecedente agli ultimi assetti criminali, contribuiscono a delineare con precisione il radicamento storico del gruppo e i delicati equilibri interni che ne hanno segnato l’evoluzione.

Nel verbale del 28 settembre 2021, infatti Giuliano ricostruisce l’assetto originario del gruppo della Sanità, indicando in Salvatore Savarese, classe 1953, detto “zio Totore”, il capo storico del sodalizio. Accanto a lui, una serie di figure operative: Gennaro De Marino, Sasillo, Gianluca detto “’o pedofilo”, Enzo “’o biondo”, Sasone – genero di Giulio Pirozzi – oltre al gruppo autonomo noto come “quelli del presepe”.

“Zio Totore” Savarese e il clan dei giovani inesperti

Durante un incontro avvenuto nella casa di Savarese, quest’ultimo – racconta Giuliano – avrebbe manifestato forte preoccupazione per la gestione del clan, ritenendo i suoi uomini troppo giovani e inesperti per amministrare affari, canali e relazioni criminali costruiti in anni di militanza.

Una preoccupazione che anticipa la crisi interna. Secondo il collaboratore, Savarese viene progressivamente estromesso dalla guida del clan a causa di sospetti sulla gestione delle risorse economiche: lo zio Totore avrebbe trattenuto per sé somme di denaro provenienti da attività illecite personali, senza versarle nelle casse comuni.

L’estromissione del capo e l’ascesa di “’o mellone”

A quel punto, la leadership passa al nipote ed omonimo Salvatore Savarese, detto “’o mellone”, appena scarcerato, sebbene – precisa Giuliano – la sua posizione resti inizialmente paritaria rispetto a figure come Sasillo e Gennaro De Marino, ciascuna con compiti specifici. Al vecchio capo resta solo una sorta di rendita settimanale, circa 500 euro, ma senza più alcun potere decisionale.

Particolarmente dettagliate sono anche le dichiarazioni su Gennaro De Marino, riconosciuto fotograficamente dal collaboratore come uno dei capi emergenti della Sanità, erede del padre Ciro.

De Marino, Barile e il nodo del “gruppo del presepe”

Giuliano lo descrive come giovane, inesperto e incline a fidarsi, inizialmente vicino a Salvatore Barile. Il rapporto tra i due si incrina quando Barile pretende che De Marino apra il fuoco contro il gruppo del “presepe”, colpevole di rifornirsi di droga attraverso canali autonomi e non riconducibili al clan Mazzarella.

De Marino si rifiuta: quei ragazzi sono cresciuti con lui nello stesso quartiere. Uno sgarbo che, secondo Giuliano, scatena la furia di Barile, deciso addirittura a eliminarlo.

La tensione rischia di sfociare in una guerra interna. Da un lato Sasillo, nipote di Salvatore Sequino, schierato con Barile; dall’altro Savarese a sostegno di De Marino.

Il rischio di una guerra e la mediazione del pentito

È Giuliano a raccontare di aver svolto un ruolo di mediatore, convincendo Barile che uno scontro armato avrebbe solo indebolito il gruppo e attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. La pace regge, ma i rapporti restano gelidi, fino alla scarcerazione di Giulio Pirozzi, figura più matura e carismatica, destinata – secondo il collaboratore – a riequilibrare e riorientare gli assetti della Sanità.

Dopo il ritorno in libertà di Pirozzi, Barile si accorge di un cambiamento: i ragazzi diventano meno subordinati, più autonomi, iniziano a chiedere di potersi rifornire di stupefacenti anche altrove.

La scarcerazione di Giulio Pirozzi e il cambio di equilibri

Gli equilibri cambiano radicalmente con la scarcerazione di Giulio Pirozzi, detto “’o picuozzo”, figura più matura e carismatica. Dopo il suo ritorno in libertà, racconta Giuliano, i ragazzi della Sanità iniziano a mostrare un atteggiamento meno subordinato nei confronti di Barile. Cresce la richiesta di autonomia, soprattutto nella gestione delle piazze di spaccio e nei canali di approvvigionamento della droga.

Barile percepisce il cambiamento, ma fatica a comprenderne le cause. Sarà lo stesso Giuliano – afferma – a spiegargli che con Pirozzi libero le dinamiche di potere erano mutate e che il controllo sulla Sanità non era più assoluto.

Sasillo, gli incontri notturni e i luoghi sicuri del clan

Infine, il collaboratore fornisce uno spaccato operativo sulle modalità di azione del clan. Sasillo, riferisce, è un soggetto dedito esclusivamente all’uso delle armi: dorme di giorno ed esce solo di notte, non partecipa alle riunioni e viene incontrato sempre in luoghi ritenuti sicuri.

Gli appuntamenti avvengono nei pressi di un bar  in piazza Sanità, in vicoletti chiusi al traffico, oppure in un  basso, una base logistica riservata, sconosciuta agli altri clan. Un’abitazione che ospita anche una piazza di spaccio formalmente intestata alla madre di Enzo, ma rifornita – secondo Giuliano – direttamente dal gruppo della Sanità.

(nella foto da sinistra Il boss Salvatore Savarese, il nipote omonimo detto o’mellone, Salvatore Barile detto Totoriello, vertice del clan Mazzarella e il pentito Salvatore Giuliano o’ russ)

 

Campania, lunedì il debutto della XII Legislatura: si insedia il nuovo Consiglio

Lunedì 29 dicembre, la Campania si prepara a vivere un momento storico con il debutto della XII Legislatura, un’occasione che segnerà l’inizio di un percorso fondamentale per il futuro della regione, con il nuovo Consiglio che affronterà sfide cruciali come il PNRR e la sanità, rendendo la.

Napoli– Tutto pronto per il battesimo ufficiale della XII Legislatura della Regione Campania. Il sipario si alzerà lunedì 29 dicembre, alle ore 11:00, quando i consiglieri neoeletti varcheranno per la prima volta la soglia dell’aula del Centro Direzionale per la seduta inaugurale.

L’ordine del giorno e le prime cariche

A guidare i lavori nelle prime battute sarà Fernando Errico, in qualità di consigliere anziano, che avrà il compito di presiedere l’assemblea fino alla nomina dell’Ufficio di Presidenza. La scaletta della giornata è densa e fondamentale per definire l’assetto istituzionale dei prossimi cinque anni.
I punti chiave includono:
Proclamazione degli eletti: la presa d’atto ufficiale che sancisce l’ingresso dei consiglieri nell’emiciclo.

Elezione del Presidente del Consiglio: il primo vero test politico per la maggioranza, chiamata a convergere sul nome del nuovo garante dell’assemblea.
Ufficio di Presidenza: la scelta dei componenti che affiancheranno il Presidente nella gestione dei lavori d’aula.

La sfida del programma

Oltre agli adempimenti burocratici e alle nomine, l’attenzione politica sarà rivolta all’intervento del Presidente della Giunta. Il Governatore esporrà infatti il programma di governo, delineando le priorità e le sfide che la Campania dovrà affrontare nel breve e nel lungo periodo. Seguirà una prima discussione tra i banchi della maggioranza e delle opposizioni, che fornirà il termometro del clima politico di inizio legislatura.

Apertura ai cittadini

In un’ottica di trasparenza e partecipazione, la seduta sarà accessibile a tutti i cittadini: i lavori consiliari verranno infatti trasmessi in diretta streaming sul canale ufficiale YouTube del Consiglio Regionale della Campania.
Un appuntamento che segna l’avvio formale di una fase cruciale per lo sviluppo del territorio campano, tra gestione delle risorse del PNRR, sanità e rilancio economico.

Camorra, assunzioni imposte dopo un incidente sul lavoro: cinque arresti tra Caserta e Napoli

L’inchiesta che ha portato all’arresto di cinque persone tra Caserta e Napoli svela un inquietante intreccio tra camorra e lavoro, rivelando come la morte di un operaio possa trasformarsi in opportunità per perpetuare un sistema di estorsione e sfruttamento nella quotidianità delle imprese.

Due assunzioni imposte come “ristoro” dopo la morte di un operaio in un caseificio. È uno dei tasselli dell’inchiesta che ha portato all’arresto di cinque persone tra le province di Caserta e Napoli, ritenute gravemente indiziate di far parte di un sistema criminale riconducibile al clan dei Casalesi. I carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

Le accuse sono pesanti e aggravate dal metodo mafioso: associazione camorristica, estorsione, truffa, traffico di droga e trasferimento fraudolento di valori. L’indagine, condotta tra luglio 2022 e giugno 2023, ha fatto emergere il ruolo centrale di un esponente dell’ala Schiavone dei Casalesi, ritenuto ancora libero, capace di muoversi tra “recuperi crediti”, pressioni sulle imprese e rapporti con altri clan.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’attività estorsiva avrebbe colpito anche un’azienda casearia, con richieste che arrivavano a “700-800mila euro”. In alternativa al denaro, sarebbe stata avanzata la pretesa di “assumere le due figlie del cognato”, morto in quello stesso stabilimento a seguito di un infortunio sul lavoro, come compensazione ulteriore rispetto a quanto previsto dalla legge.

L’inchiesta ha documentato anche l’intestazione fittizia di una società di autonoleggio con sede a Casal di Principe, utilizzata per “eludere eventuali misure patrimoniali”, e il coinvolgimento diretto nell’organizzazione di truffe assicurative nel settore delle polizze Rc auto. Sul fronte del narcotraffico, è emersa un’alleanza operativa con intermediari del clan Di Lauro di Secondigliano, tutti arrestati, finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Nel corso delle attività è stato sequestrato anche “un chilogrammo di cocaina”.

Sarno, viola il divieto di dimora: arrestato giovane con precedenti per rapina ed estorsione

Sarno – Un giovane del posto è stato arrestato dalla polizia di Sarno per inosservanza del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare.

L’uomo, già destinatario di una misura cautelare a seguito di reiterate condotte aggressive nei confronti del padre, aveva continuato a violare le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria nonostante i precedenti penali per rapina ed estorsione.

Le violazioni si sono ripetute nel tempo, costringendo gli inquirenti a inasprire le misure. Oltre all’allontanamento dall’abitazione familiare, al giovane era stato infatti applicato anche il divieto di dimora nella provincia di Salerno. Gli agenti lo hanno rintracciato nel territorio provinciale, in flagrante violazione di entrambi i provvedimenti.

L’arresto è stato convalidato dal Tribunale di Nocera Inferiore, che su richiesta della Procura della Repubblica ha disposto la custodia cautelare in carcere. La decisione del giudice ha chiuso un ciclo di reiterati comportamenti delittuosi che mettevano a rischio la sicurezza del genitore e dell’intera comunità.

Allarme Carabinieri sui botti illegali: “Non sono più fuochi, ma ordigni improvvisati”

A Napoli, il Capodanno non è più solo una celebrazione, ma un campo di battaglia contro ordigni improvvisati che minacciano la vita; l'allerta dei Carabinieri, che evidenziano il potere distruttivo di questi "botti", invita a riflettere su un'emergenza che non può essere sottovalutata.

A Napoli non si parla più di semplici fuochi d’artificio illegali. L’allarme lanciato dai Carabinieri è netto e inquietante: quelli che circolano in vista del Capodanno sono veri e propri ordigni improvvisati, paragonabili a Ied, capaci di provocare ferite gravissime o addirittura la morte. Il bilancio dei sequestri effettuati finora dagli artificieri dell’Arma racconta uno scenario sempre più pericoloso.

“C’è particolare allarme perché gli ordigni sono sempre più potenti e pericolosi, anche a distanza”, spiega il luogotenente degli artificieri Gaetano Savarese. “Oggi si continuano a chiamare bombe carta, ma l’utilizzo di contenitori in plastica ne aumenta la resistenza e la forza della detonazione. Possono contenere fino a 300 grammi di miscela esplosiva e risultano pericolosi sia per le schegge sia per l’impatto acustico”.

I controlli intensificati sul territorio hanno già portato a sequestri importanti. A Pollena Trocchia un ventunenne è stato arrestato dopo che i militari hanno scoperto 21 chili di materiale pirotecnico nascosti all’interno di un negozio di frutta. A Cimitile, invece, è stata sospesa un’attività commerciale: l’imprenditore, pur in possesso di licenza, non aveva mai presentato la comunicazione di inizio attività al Comune. All’interno della ditta sono stati sequestrati 2.563 fuochi d’artificio, per una massa attiva complessiva di 205 chili.

Numeri che rafforzano l’allarme lanciato dall’Arma, a pochi giorni da una notte che ogni anno si trasforma in un bollettino di feriti. Il messaggio dei Carabinieri è chiaro: non si tratta di bravate o tradizioni, ma di ordigni potenzialmente letali che trasformano il Capodanno in una roulette russa.

Napoli, ultrà in corteo contro il divieto di trasferta

Napoli si risveglia con cori e striscioni, ma non per celebrare una vittoria: cinquecento ultrà scendono in piazza contro il divieto di trasferta, esprimendo un forte dissenso che mette in luce l'identità e la passione di una tifoseria colpita da restrizioni ritenute ingiuste.

Napoli torna a riempirsi di cori e striscioni, questa volta non per una partita ma per una protesta. Circa cinquecento ultrà del Napoli, espressione delle due curve dello stadio Maradona, sono scesi in piazza per dire “no al divieto di trasferta” imposto ai residenti in occasione di diverse partite lontano dal capoluogo campano.

Il corteo è partito da piazza Berlinguer ed è avanzato compatto verso il centro cittadino, invadendo via Toledo sotto lo sguardo di passanti e turisti. Ad aprire la manifestazione uno striscione con la scritta “Trasferte libere”, diventata il simbolo della mobilitazione. Dalle voci dei manifestanti si sono levati slogan contro le restrizioni, giudicate discriminatorie e punitive nei confronti dei tifosi napoletani.

Tra gli elementi più visibili della protesta, un volantino tenuto in mano da ogni partecipante: un fac simile di richiesta di cambio di residenza, con la scritta “approvato” e la firma delle Curve A e B. Un gesto provocatorio per denunciare, secondo gli ultrà, l’assurdità di misure che finiscono per colpire un’intera città e la sua tifoseria. La manifestazione si è svolta in modo compatto e ordinato, trasformando il cuore di Napoli in un palcoscenico di dissenso calcistico e rivendicazione identitaria, con un messaggio chiaro lanciato dalle curve: “Trasferte libere”.

Campania, scatta l’allerta meteo gialla: Natale sotto la pioggia, rischio temporali

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La Vigilia di Natale in Campania si annuncia sotto un cielo grigio, con un'allerta meteo gialla che potrebbe trasformare festeggiamenti in preoccupazione; mentre i cittadini si preparano a festeggiare, il richiamo alla prudenza diventa un elemento fondamentale per affrontare le insidie del.

Napoli – Vigilia di Natale all’insegna del maltempo per gran parte della Campania. La Protezione Civile regionale ha emanato un avviso di allerta meteo di livello Giallo, valevole per l’intera giornata di domani, martedì 23 dicembre, e fino alle prime luci di mercoledì 24.
L’ondata di maltempo, causata da una perturbazione che colpirà inizialmente i quadranti settentrionali per poi scivolare verso il centro-sud della regione, porterà con sé piogge sparse e temporali che in alcune zone potrebbero assumere carattere di forte intensità.

Le zone a rischio Il monitoraggio del Centro Funzionale regionale ha individuato le aree critiche, che comprendono quasi l’intero territorio costiero e le zone montuose limitrofe:
Napoli e provincia: Piana Campana, Isole del Golfo e Area Vesuviana.
Zone costiere e montuose: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno, Monti Picentini, Piana del Sele e l’intero Cilento.

Interno: Alto Volturno e Matese, Tusciano e Alto Sele.
I possibili pericoli Nonostante il livello “Giallo”, l’attenzione resta alta per la fragilità del territorio. La Protezione Civile segnala il rischio di allagamenti localizzati, innalzamento dei livelli dei fiumi e scorrimento pericoloso delle acque nelle strade. Particolare cautela è richiesta per il pericolo di frane e caduta massi, fenomeni che potrebbero verificarsi anche in assenza di precipitazioni prolungate a causa della saturazione del suolo.

L’appello ai Comuni In vista dell’imminente peggioramento, l’autorità regionale ha invitato i sindaci delle zone interessate ad attivare i COC (Centri Operativi Comunali). Le amministrazioni sono chiamate a porre in essere tutte le misure di prevenzione previste dai piani di protezione civile per mitigare i rischi e garantire la sicurezza dei cittadini durante il periodo pre-natalizio.

Napoli accoglie la fiamma olimpica, tra i tedofori anche Carlo di Borbone

Napoli si appresta a vivere un momento di grande significato con l'arrivo della fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026, che domani percorrerà la città in una staffetta simbolica, coinvolgendo noti tedofori come Carlo di Borbone e Pino Maddaloni, per celebrare identità e sport.

Napoli si prepara ad accogliere la fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026, che domani pomeriggio attraverserà la città in una staffetta dal forte valore simbolico. Tra i tedofori ci sarà anche il principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, nove volte campione del mondo di vela nella classe Smeralda 888, chiamato a portare la torcia in uno dei momenti più attesi della giornata.

La staffetta prenderà il via a partire dalle 17 e collegherà la periferia al centro storico, disegnando un percorso che racconta identità, sport e riscatto. Il principe Carlo di Borbone partirà intorno alle 18.26 da Corso Umberto I, all’altezza del civico 135, inserendosi in un tracciato che avrà come punto di origine Scampia, dove si trova la palestra in cui è cresciuto Pino Maddaloni, medaglia d’oro olimpica e anche lui tra i tedofori.

Il passaggio della fiamma toccherà luoghi simbolici della città fino a raggiungere piazza del Plebiscito, dove dalle 19.30 è prevista la cerimonia conclusiva con la partecipazione di istituzioni, atleti e cittadini. Insieme a Maddaloni e al principe Carlo di Borbone, porteranno la torcia anche Ciro Ferrara, gli artisti The Jackal, Stash dei The Kolors e Raffaella Giugni, segretario generale di Marevivo.

Napoli rientra tra le tappe ufficiali del viaggio della fiamma olimpica, che resterà in Campania dal 21 al 28 dicembre, trasformando la città in uno dei palcoscenici simbolici del cammino verso Milano-Cortina 2026.

Benevento, sequestrati 200 Kg di botti killer: arrestato il “signore dei fuochi”

La recente operazione delle Fiamme Gialle a Benevento ha smascherato una fabbrica clandestina di fuochi d'artificio, sequestrando 200 kg di botti illegali e arrestando il "signore dei fuochi", un intervento cruciale per garantire la sicurezza durante le festività e prevenire potenziali tragedie.

Benevento – Un vero e proprio arsenale domestico, carico di pericolo e pronto a esplodere nel cuore delle festività. È quanto hanno scovato le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Benevento, in un’operazione lampo che ha smantellato una fabbrica clandestina di fuochi d’artificio.

Circa due quintali di botti illegali – oltre 3.500 articoli artigianali, dotati di un “elevato effetto distruttivo” – sono stati sequestrati in un garage annesso a un’abitazione privata nella provincia sannita. Il responsabile, un uomo del posto, è finito agli arresti domiciliari su disposizione del Pubblico Ministero, mentre l’ombra del traffico illecito si allunga sulle celebrazioni di Natale e Capodanno.

Con l’avvicinarsi del periodo festivo, quando i botti diventano protagonisti di tradizioni e rischi, la Guardia di Finanza ha alzato la guardia. L’operazione, nata da un’intensa attività info-investigativa condotta dalla Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha puntato dritto su quel garage sospetto. All’interno, un tesoro esplosivo: fuochi pirotecnici fatti in casa, senza alcuna certificazione, capaci di causare danni devastanti.

“Materiali altamente pericolosi”, li definiscono gli inquirenti, che per legge richiedono una licenza specifica dall’autorità competente e rigorose misure di sicurezza per minimizzare i rischi di incidenti o esplosioni accidentali.

Il blitz non è un caso isolato. Si inserisce in un dispositivo più ampio orchestrato dalla Guardia di Finanza di Benevento, in collaborazione con la Prefettura, per contrastare i traffici illeciti di esplosivi e salvaguardare la pubblica incolumità. In un periodo critico come le feste natalizie, quando gli incidenti legati ai botti illegali riempiono le cronache – da feriti gravi a incendi domestici – operazioni come questa rappresentano un baluardo contro la criminalità che specula sulla tradizione.

“La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”, sottolineano fonti investigative, ricordando come questi ordigni artigianali spesso sfuggano a ogni controllo e possano trasformarsi in vere bombe a orologeria.

Il responsabile, ora confinato ai domiciliari, dovrà rispondere di detenzione illegale di materiale esplosivo. L’intero carico è stato posto sotto sequestro, eliminando un potenziale pericolo per la comunità. Tuttavia, come precisato dalle autorità, vale la presunzione di innocenza: l’indagato ha il diritto di dimostrare la propria estraneità in ogni fase del procedimento.

Questa ennesima stretta delle Fiamme Gialle lancia un messaggio chiaro: il Sannio non è terra di conquista per i trafficanti di morte festiva. Mentre le famiglie si preparano a brindare, le forze dell’ordine vegliano per evitare che le luci delle feste si trasformino in bagliori di tragedia.

Pronto soccorso Ospedale del Mare, nuova segnalazione: sala d’attesa piena e ore per una consulenza

Napoli — Recenti segnalazioni hanno evidenziato un grave affollamento al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, con attese che superano le cinque ore, sollevando preoccupazioni sulla qualità dell'assistenza.

Napoli — Affollamento in sala d’attesa e tempi di attesa che si allungano per ore. È quanto emerge da una nuova segnalazione arrivata in queste ore al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, relativa al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare.
La segnalazione è corredata da un video registrato nei giorni scorsi: nelle immagini si vedono numerosi pazienti in attesa tra sedute occupate, persone in piedi e utenti su sedia a rotelle, in un contesto descritto come di forte disagio.

Secondo quanto riferito dall’autore del filmato, l’attesa per una consulenza sarebbe iniziata intorno alle 13:30 e sarebbe proseguita oltre le 18:20. Nel video vengono inoltre mostrati pazienti in condizioni di sofferenza: tra questi un uomo con una gamba visibilmente gonfia e, secondo la ricostruzione fornita, fratturata, rimasto in attesa per diverse ore. Sempre stando al racconto di chi ha effettuato la ripresa, una donna sarebbe svenuta durante l’attesa e sarebbe stata sorretta dal personale sanitario.

Lo stesso autore del video sottolinea che le criticità non sarebbero riconducibili agli operatori presenti, ma a una situazione strutturale che, a suo dire, si ripresenta con frequenza.

«Non è accettabile che in uno dei principali ospedali della città i cittadini siano costretti ad attese interminabili in condizioni di forte disagio», dichiara Borrelli. «Il problema è evidente: manca personale. Medici, infermieri e operatori sanitari lavorano sotto pressione, spesso in numero insufficiente rispetto all’afflusso di pazienti».

«È necessario intervenire subito — conclude — assumendo nuovo personale e scorrendo tutte le graduatorie dei concorsi già svolti, senza ulteriori rinvii. La sanità pubblica va difesa con i fatti, garantendo cure tempestive e dignitose e tutelando sia i cittadini sia gli operatori sanitari».

Femminicidio di Cava, la madre di Anna Tagliaferri operata al “Ruggi”: è fuori pericolo

Cava de’ Tirreni è avvolta in un silenzio profondo dopo l'omicidio di Anna Tagliaferri, mentre la madre, ferita nel tentativo di proteggerla, rappresenta ora una speranza per la verità; la sua testimonianza potrebbe rivelarsi cruciale in un dramma che ha sorpreso un'intera comunità.

Cava de’Tirrenti Resta nel silenzio, un silenzio irreale e carico di dolore, la città di Cava de’ Tirreni all’indomani dell’efferato omicidio di Anna Tagliaferri. L’unico barlume di speranza arriva dall’ospedale, dove la madre della vittima, rimasta ferita nel disperato tentativo di fare scudo alla figlia contro la furia del compagno, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico.

I medici hanno confermato che la donna non è in pericolo di vita, ma la sua testimonianza resta il tassello fondamentale che gli inquirenti, guidati dal comandante Gianfranco Albanese del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, attendono per blindare la ricostruzione del delitto.

Nessun biglietto, nessuna confessione lasciata su carta. Diego Di Domenico, il 40enne che dopo aver ucciso Anna si è tolto la vita lanciandosi dal tetto dell’abitazione, non ha lasciato tracce scritte del suo folle proposito.

Le salme di entrambi i conviventi si trovano ora nell’obitorio dell’ospedale di Nocera Inferiore, a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà disporre i prossimi accertamenti medico-legali.

La comunità metelliana è sotto shock per un dramma che nessuno avrebbe potuto prevedere. Solo un mese fa, Anna Tagliaferri era stata ricevuta a Palazzo di Città dal sindaco Vincenzo Servalli per celebrare i cinquant’anni di attività della sua rinomata pasticceria. In quell’occasione, la quarantenne era apparsa serena proprio accanto al suo compagno.

“Nessuno sapeva di crisi o violenze — ha dichiarato amareggiato il primo cittadino — e non risultano richieste di aiuto”. Un dettaglio che rende ancora più cupa la vicenda, riportando alla memoria il precedente sacrificio di Nunzia Maiorano, altra ferita mai rimarginata per il territorio.

In segno di rispetto per una tragedia che ha colpito il cuore produttivo e umano della città, l’amministrazione comunale ha deciso di sospendere tutti gli eventi previsti per la vigilia di Natale. Per il giorno delle esequie di Anna, sarà proclamato il lutto cittadino.

Giochi di carte da fare a Natale: idee divertenti per tutta la famiglia

Durante le feste, il tavolo diventa il cuore della famiglia, dove risate e competizione si mescolano nei giochi di carte, un modo semplice per creare legami e ricordi che durano nel tempo; scoprire come alcuni titoli tradizionali e moderni possano arricchire questi momenti è fondamentale per.

Durante le feste natalizie, uno dei momenti più belli è ritrovarsi attorno a un tavolo per ridere, chiacchierare e giocare insieme. Tra panettoni, cene abbondanti e regali, i giochi di carte da fare a Natale rappresentano un modo semplice e inclusivo per creare ricordi indimenticabili con parenti di tutte le età. Dal classico gioco italiano alla novità internazionale, scoprire come giocare e perché alcuni titoli sono perfetti per le feste può trasformare una semplice serata in un evento speciale.

I classici intramontabili: tradizione & convivialità

Quando si parla di giochi di carte da fare in famiglia a Natale, spesso si pensa ai giochi tradizionali che le famiglie italiane si tramandano da generazioni. Questi titoli sono semplici da imparare, non richiedono materiali complessi e permettono a tutti di partecipare alla festa.

Mercante in Fiera

Un vero e proprio must delle feste natalizie: nato come una sorta di lotteria nella Venezia del ‘500, oggi viene giocato con due mazzi da quaranta carte, ognuna raffigurante personaggi o oggetti. L’obiettivo è scambiare e acquistare carte per formare combinazioni vincenti. Bennet

Scopa

Con un mazzo di 40 carte italiane, la Scopa è perfetta per gruppi da 2 a 4 persone. Il gioco combina strategia e fortuna, mentre i giocatori cercano di “scopare” quante più carte possibile dal tavolo.

Sette e mezzo

Particolarmente popolare durante il periodo natalizio in molte case italiane, Sette e mezzo è un gioco di carte simile al blackjack: l’obiettivo è avvicinarsi a 7,5 punti senza superarlo, sfidando il banco.

Tressette e altri classici

Il Tressette è un altro gioco tradizionale molto apprezzato, spesso giocato a coppie. Regole semplici e interazioni di squadra lo rendono perfetto per gruppi più numerosi.

Altri giochi italiani meno noti ma spesso presenti sulle tavole di Natale includono Cucù e Ciuccio, varianti popolari tra le famiglie proprio perché facili da organizzare senza materiale speciale.

Giochi di carte moderni e internazionali: ritmo e divertimento

Oltre ai classici italiani, molte famiglie scelgono di includere nei loro momenti di festa giochi più moderni o internazionali che offrono dinamiche più veloci e inclusivi per tutte le età.

Uno, il classico globale

Anche se non tradizionale, Uno è ormai un protagonista fisso sotto l’albero: facile da imparare, veloce da giocare e perfetto per gruppi da 2 a 10 persone. L’obiettivo è scartare tutte le carte in mano, seguendo il colore o il numero di quella precedente.

Dobble (Spot It!)

Un gioco di abbinamento in cui ogni card presenta simboli vari: l’obiettivo è trovare rapidamente il simbolo in comune tra due carte. Adatto a tutte le età, è perfetto per brevi round divertenti durante le pause natalizie.

Anomia

Questo gioco stimola rapidità di pensiero: quando due giocatori pescano carte con simboli uguali, devono dare la prima parola che viene in mente relativa alla categoria indicata, creando risate e competizione leggera. Wikipedia

Monopoly Deal, Exploding Kittens e altri

Ci sono molti altri titoli di carte moderni citati nelle comunità di gioco, come Monopoly Deal o Exploding Kittens, che mescolano fortuna e strategia in modo spensierato e adatto alle feste.

Come scegliere il gioco perfetto per il tuo Natale

Scegliere i migliori giochi di carte da fare in famiglia a Natale dipende innanzitutto dalle persone presenti e dal tempo che si vuole dedicare al gioco.

Famiglie con bambini

Per gruppi con bambini piccoli, opta per giochi semplici e veloci, come Dobble o Uno, che non richiedono troppe regole complesse e mantengono alto l’interesse dei più piccoli.

Gruppi numerosi

Se siete in tanti (ad esempio più di 6 persone), giochi come Mercante in Fiera o varianti di giochi tradizionali possono coinvolgere tutti allo stesso tempo.

Adulto & misto

Per gruppi più adulti o misti, giochi come Anomia o varianti legate a cultura pop possono stimolare conversazioni e risate grazie alla loro natura competitiva ma leggera.

Evita giochi troppo lunghi o troppo complessi (secondo alcune esperienze condivise online) durante le feste natalizie, perché possono allungare eccessivamente la serata o creare frustrazione nei giocatori meno esperti.

Agguato a Torre Annunziata: 45enne ferito a colpi di pistole alle gambe

Un pomeriggio di dicembre, solitamente dedicato ai preparativi festivi, si è trasformato in un incubo per un uomo di 45 anni a Torre Annunziata, vittima di un agguato in pieno giorno che ha scosso la comunità, costringendo gli inquirenti a indagare su un episodio di violenza che porta con sé.

Torre Annunziata– Un pomeriggio di quasi vigilia di Natale trasformato in incubo per un uomo di 45 anni, vittima di un agguato a colpi di pistola in pieno giorno. È accaduto ieri, domenica 21 dicembre, al Parco Trieste in via Melito di Torre Annunziata, nella zona sud di Napoli.

Secondo la ricostruzione fornita dalla stessa vittima ai poliziotti del locale commissariato, due soggetti non identificati, con il volto celato dai caschi integrali, lo hanno avvicinato mentre si trovava in strada.

La dinamica è stata rapida e brutale: senza scambio di parole, uno dei due ha estratto un’arma da fuoco ed ha esploso due colpi, centrando entrambi le gambe dell’uomo. I due aggressori hanno quindi fatto perdere le loro tracce, lasciando il ferito a terra. Ad accorgersi della drammatica scena e a prestare i primi soccorsi è stata la compagna dell’uomo, che lo ha aiutato e accompagnato d’urgenza all’ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia.

Le condizioni del quarantacinquenne, fortunatamente, non destano preoccupazione. I sanitari hanno constatato ferite alle gambe da arma da fuoco ma, stando alle prime informazioni, non vi sarebbe pericolo per la vita. È ricoverato in reparto per le cure necessarie e per gli accertamenti del caso.

Gli investigatori del commissariato di Torre Annunziata, diretto dal vicequestore aggiunto, sono ora al lavoro per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti e risalire all’identità e al movente degli aggressori. Sul tavolo degli inquirenti tutte le ipotesi, dal regolamento di conti di matrice camorristica – in un territorio purtroppo spesso teatro di simili episodi – a liti personali o estorsioni. Fondamentale sarà l’esame delle eventuali telecamere di sorveglianza nella zona dell’agguato e l’ascolto di eventuali testimoni.

L’episodio, nel suo carattere apparentemente “mirato” – i colpi sono stati esplosi solo alle gambe, in un classico “avvertimento” o “colpo di sfregio” – ha gettato un’ombra di paura nella comunità locale, turbata da un atto di violenza così esplicito nelle ore diurne. Le indagini proseguono a ritmo serrato per fare luce sull’accaduto.

Camorra, presso boss dei Casalesi con 4 complici: affari e intimidazioni a Casal di Principe

Un'operazione dei carabinieri a Casal di Principe segna un nuovo passo nella lotta contro il clan dei Casalesi, rivelando un intricato sistema di estorsioni e traffico di droga che sfrutta il tessuto economico locale, mostrando come la criminalità organizzata continui a influenzare profondamente.

Casal di Principe – Un nuovo colpo al cuore degli interessi criminali riconducibili al clan dei Casalesi.

Nelle prime ore della mattinata odierna, i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione di stampo camorristico, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, truffa e traffico illecito di sostanze stupefacenti, reati aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, al termine di una lunga e complessa attività investigativa condotta tra luglio 2022 e giugno 2023.

Il ruolo dell’esponente dei casalesi

Le indagini hanno consentito di delineare un quadro accusatorio che ruota attorno a una figura apicale del clan dei Casalesi, fazione Schiavone, allo stato ancora in libertà.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagata avrebbe rappresentato il perno di una serie di condotte criminali finalizzate al controllo del territorio e all’accumulazione di ingenti risorse economiche.

Il “recupero crediti” sotto minaccia

Tra gli episodi emersi figura un’attività di cosiddetto “recupero crediti” esercitata con modalità intimidatorie nei confronti del titolare di un’impresa edile. L’azione sarebbe stata condotta su mandato di un imprenditore operante nel settore della fornitura di materiali edili, anch’egli indagato, a fronte del mancato pagamento di alcune forniture.

Le pressioni sull’azienda casearia

Particolarmente grave il capitolo relativo alle ripetute incursioni presso un’azienda casearia della zona. In tali occasioni, l’appartenente al clan avrebbe avanzato una richiesta estorsiva compresa tra i 700 e gli 800 mila euro.

In alternativa al pagamento, sarebbe stata pretesa l’assunzione delle due figlie del cognato, deceduto in precedenza in un infortunio sul lavoro avvenuto all’interno della stessa azienda, quale forma di “risarcimento” ulteriore rispetto a quanto previsto dalla legge.

Società schermate e truffe assicurative

Gli accertamenti hanno inoltre portato alla luce l’intestazione fittizia di una società di autonoleggio, con sede operativa a Casal di Principe, formalmente riconducibile a un prestanome ma di fatto nella disponibilità dell’indagata.

L’operazione avrebbe avuto lo scopo di eludere eventuali misure di prevenzione patrimoniali.

Parallelamente, è emerso il ruolo attivo della donna nella promozione e nel coordinamento di un sistema di truffe assicurative nel settore delle polizze RC auto, con il coinvolgimento di più soggetti e la simulazione di sinistri stradali.

L’asse con Secondigliano e la droga

L’inchiesta ha infine svelato un’alleanza criminale con quattro intermediari del clan Di Lauro di Napoli Secondigliano, anch’essi destinatari della misura cautelare. Il sodalizio sarebbe stato finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti e, nel corso delle attività investigative, ha già portato al sequestro di un chilogrammo di cocaina.

Blitz a Poggioreale: smantellata la fabbrica delle calze della Befana “fake”

A Poggioreale, Napoli, la Guardia di Finanza ha smantellato un laboratorio clandestino dedicato alla produzione di calze della Befana contraffatte, scoprendo 1.800 articoli già pronti per la distribuzione; l’operazione, frutto di un’attenta indagine, ha bloccato un'importante rete dell'abusivismo.

Napoli– Un colpo di precisione chirurgica alla filiera del falso. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di una massiccia operazione di contrasto all’abusivismo commerciale, hanno “centrato” e smantellato un laboratorio tessile clandestino nel quartiere di Poggioreale.

All’interno, una vera e propria catena di montaggio illegale dedicata alla produzione di massa delle calze della Befana per l’imminente festività.

L’operazione “Pronto Impiego”

L’incursione dei Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego è scattata a seguito di un’attenta attività di intelligence volta a risalire i segmenti della produzione illecita.

I finanzieri hanno sorpreso un uomo di nazionalità italiana proprio mentre faceva ingresso nel locale, un laboratorio privato trasformato in una fabbrica fantasma completa di strumentazione professionale: macchine da taglio e da cucire industriali erano già a pieno regime per dare forma a migliaia di articoli contraffatti.

Il “bottino” dell’illegalità recuperato dalle fiamme gialle è ingente e testimonia la capacità produttiva della base logistica:

1.800 calze della Befana già finite e pronte per la distribuzione.

1.300 semilavorati in fase di completamento.

Macchinari professionali posti sotto sequestro probatorio.

I prodotti riproducevano illegalmente i loghi della SSC Napoli e i disegni protetti da copyright dei principali brand dell’animazione internazionale, come Stitch, Barbie e Spiderman, destinati a ingannare i consumatori più piccoli.

Per il responsabile del laboratorio è scattato il deferimento immediato all’Autorità Giudiziaria. Le accuse pesano come piombo: contraffazione di marchi, con l’aggravante del possesso di mezzi e dell’organizzazione strutturata, e ricettazione. L’intervento ha neutralizzato un nodo nevralgico dell’economia sotterranea napoletana, impedendo che migliaia di prodotti potenzialmente pericolosi raggiungessero le bancarelle della città.

Corso su intelligenza artificiale: cosa impari davvero e perché è la competenza del momento

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L’intelligenza artificiale non è più un concetto astratto da film futuristici: oggi è una tecnologia concreta, applicata e già parte della nostra vita quotidiana. Assistenti virtuali, algoritmi di raccomandazione, sistemi predittivi, automazioni intelligenti, modelli di linguaggio: tutto nasce da logiche e tecniche che chiunque può imparare con il giusto percorso formativo. È qui che un corso sull’intelligenza artificiale fa davvero la differenza.
L’obiettivo di questo articolo è mostrarti cosa offrono questi corsi, come funzionano, quali competenze sviluppano e perché possono diventare una leva professionale potentissima. Niente tecnicismi inutili, solo ciò che ti serve per capire davvero.

Sommario

  • Corso su intelligenza artificiale: il punto di partenza per capire davvero questo mondo
  • Come un corso sull’intelligenza artificiale trasforma concetti complessi in competenze applicabili
  • Capire se un corso sull’ intelligenza artificiale fa per te: segnali, attitudini e prospettive
  • Il modo in cui l’intelligenza artificiale unisce teoria, dati e pratica concreta
  • Le opportunità che un corso su intelligenza artificiale apre nel digitale oggi
  • Gli errori più comuni quando si sceglie un corso su intelligenza artificiale e come evitarli
  • Perché affidarti a Sviluppatore Migliore può aiutarti a scegliere il corso su intelligenza artificiale più adatto a te

Corso su intelligenza artificiale: il punto di partenza per capire davvero questo mondo

Un corso sull’intelligenza artificiale rappresenta il primo vero passo per entrare in un settore che sta cambiando il modo in cui lavoriamo, produciamo, comunichiamo e prendiamo decisioni. È un mondo fatto di algoritmi, dati, modelli e applicazioni intelligenti, ma prima ancora è un modo di ragionare.
Quando si inizia un percorso dedicato all’AI, si parte dalle basi: capire cosa significa “intelligenza artificiale”, come si costruisce un modello, quali sono i tipi di apprendimento e come vengono addestrati i sistemi. È un viaggio che parte dalle fondamenta per arrivare a concetti avanzati in modo naturale, senza fretta e senza confusione.
Quello che rende questi corsi particolarmente affascinanti è la loro capacità di farti vedere il “dietro le quinte” delle tecnologie che usi ogni giorno. Capisci perché un modello riconosce un’immagine, come un algoritmo prevede un comportamento, perché un sistema riesce a rispondere in modo sorprendentemente umano.
È un punto di partenza che apre la mente e rende questo mondo molto più vicino di quanto sembri.

Come un corso sull’intelligenza artificiale trasforma concetti complessi in competenze applicabili

L’AI è affascinante proprio perché unisce matematica, logica e creatività. Ma un buon corso ha un obiettivo chiaro: rendere tutto questo accessibile anche a chi parte da zero.
I concetti complessi vengono introdotti con un approccio pratico. Invece di partire con formule e teorie astratte, si parte da esempi concreti: come si analizza un dataset, come si puliscono i dati, come si costruisce un modello semplice. Mano a mano che si procede, si aggiungono elementi più avanzati, come reti neurali, classificazione, regressione, clustering e modelli predittivi.
La forza di questi corsi è proprio nel metodo: trasformano ciò che sembra difficile in passaggi comprensibili, applicabili e anche stimolanti. Ogni concetto viene affiancato a una dimostrazione pratica, a una piccola applicazione, a una visualizzazione. A un certo punto ti accorgi che l’AI non è più un mondo misterioso, ma un insieme di strumenti che puoi maneggiare e comprendere. Questa è la trasformazione più importante: vedere il concetto diventare competenza.

Capire se un corso sull’intelligenza artificiale fa per te: segnali, attitudini e prospettive

Un corso su intelligenza artificiale può affascinare molti, ma è importante capire se rispecchia le tue attitudini, curiosità e aspirazioni. L’AI non è solo tecnica, è anche logica, osservazione e voglia di approfondire.
Se ti piace analizzare come funzionano le cose, se ti affascina il comportamento dei sistemi intelligenti, se ti incuriosisce scoprire come un software possa “imparare”, allora sei già sulla strada giusta. L’AI premia chi ama ragionare, sperimentare, testare e migliorare continuamente i risultati.
A livello professionale, un corso può fare al caso tuo se ti interessa lavorare in ruoli come data analyst, machine learning engineer, sviluppatore AI o semplicemente professionista che vuole integrare competenze intelligenti nel proprio settore.
E non devi essere un esperto matematico: basta la giusta predisposizione. La maggior parte dei corsi introduce i concetti in modo progressivo, rendendo il percorso accessibile anche ai principianti motivati.

Il modo in cui l’intelligenza artificiale unisce teoria, dati e pratica concreta

Uno degli aspetti più importanti di un corso sull’intelligenza artificiale è il modo in cui unisce tre elementi che sembrano lontani tra loro: teoria, dati e pratica.
La teoria ti aiuta a capire le fondamenta. I dati ti mostrano come l’AI si alimenta, cresce, genera risultati. La pratica ti permette di vedere tutto in azione.
In un percorso completo ti ritrovi a lavorare su dataset reali, a manipolare informazioni, a costruire modelli e a valutare la loro efficacia. Scopri cosa funziona e cosa no, come migliorare un algoritmo, come evitare errori di interpretazione.
Questo equilibrio è ciò che trasforma il corso da semplice formazione a esperienza concreta. Ti abitui a ragionare come chi lavora davvero nell’AI: osservi, analizzi, correggi, iteri. E più vai avanti, più diventi capace di tradurre problemi complessi in soluzioni intelligenti.

Le opportunità che un corso su intelligenza artificiale apre nel digitale oggi

In un mercato dove tutto cambia velocemente, avere competenze in AI significa posizionarsi in una delle aree più strategiche del digitale. Un corso sull’intelligenza artificiale apre porte che solo pochi anni fa non esistevano neppure.
Le aziende stanno investendo in automazione, analisi predittiva, sistemi ottimizzati, modelli di linguaggio, strumenti di supporto alle decisioni. Ogni settore ha bisogno di figure che sappiano interpretare i dati e costruire soluzioni intelligenti.
Le opportunità professionali non riguardano solo i ruoli più tecnici. Anche marketing, risorse umane, finanza, customer care e project management stanno integrando strumenti di AI, e chi sa usarli correttamente parte con un enorme vantaggio competitivo.
Questo è il motivo per cui l’AI è considerata una competenza del momento: non è una moda, è una direzione.

Gli errori più comuni quando si sceglie un corso su intelligenza artificiale e come evitarli

Quando si decide di seguire un corso sull’intelligenza artificiale, è facile cadere in alcune trappole tipiche. Il primo errore è scegliere un corso troppo teorico, che parla di algoritmi ma non ti fa mai vedere come si applicano. Senza pratica, l’AI rimane un concetto, non una competenza.
Un altro errore è scegliere percorsi che promettono risultati “miracolosi”, come imparare tutto in poche ore o diventare esperto in un fine settimana. L’AI è un campo ricco, vasto, che richiede tempo per essere compreso davvero.
Anche ignorare la qualità dei docenti può essere rischioso: un corso valido deve essere guidato da chi ha esperienza reale, non solo conoscenza teorica.
Infine, è un errore scegliere corsi senza valutare se siano adatti al tuo livello. Alcuni sono pensati per chi parte da zero, altri per chi ha già basi in programmazione o matematica.
Evitare questi errori significa risparmiare tempo, energia e frustrazione.

Perché affidarti a Sviluppatore Migliore può aiutarti a scegliere il corso su intelligenza artificiale più adatto a te

Il mondo dell’AI è affascinante, ma vasto. Scegliere il corso giusto può diventare complicato se non sai da dove partire, quali competenze servono davvero e quali percorsi sono affidabili.
È qui che entra in gioco Sviluppatore Migliore. Non propone corsi propri, ma aiuta le persone a orientarsi, a capire quale percorso è davvero adatto al loro obiettivo, al loro livello e al loro stile di apprendimento.
Grazie alla sua esperienza nel mondo dello sviluppo, può aiutarti a selezionare corsi validi, strutturati, equilibrati e coerenti con le tue aspirazioni.
Se vuoi un confronto sincero e una guida chiara su come scegliere il corso migliore per te, scopri il supporto personalizzato di Sviluppatore migliore cliccando qui.

Quarto, ladro tenta la fuga e precipita dalle scale: arrestato

Nella notte di ieri a Quarto, un uomo di 50 anni di nazionalità georgiana ha tentato di introdursi in un appartamento in via Cimarosa, ma la fuga precipitosa attraverso le scale è terminata con una caduta che ha attirato l'attenzione dei Carabinieri, portando così al suo arresto per tentato furto.

Quarto – Voleva essere un colpo silenzioso, messo a segno col favore delle tenebre, ma si è trasformato in una rocambolesca fuga finita nel peggiore dei modi per il malvivente e con le manette ai polsi.

È il bilancio di una notte di tensione vissuta in via Cimarosa a Quarto, dove i Carabinieri della locale Tenenza hanno tratto in arresto un 50enne di nazionalità georgiana, risultato poi irregolare sul territorio nazionale.

Tutto è accaduto la scorsa notte. Il silenzio del quartiere residenziale è stato rotto dall’allarme lanciato da alcuni residenti di una palazzina, svegliati da rumori sospetti. I cittadini, con prontezza di riflessi, hanno sorpreso l’uomo proprio mentre tentava di introdursi in un appartamento.

Vistosi scoperto e ormai in trappola, il 50enne ha tentato una disperata via di fuga cercando di scappare attraverso le scale condominiali.

La fretta, tuttavia, lo ha tradito: nella concitazione del momento, l’uomo ha perso l’equilibrio cadendo rovinosamente lungo la rampa delle scale. Sul posto sono giunti immediatamente i militari della Tenenza di Quarto, supportati dai colleghi della stazione di Monte di Procida, che hanno bloccato l’area e preso in consegna il fuggitivo ferito.

Trasferito in ospedale per gli accertamenti del caso, il 50enne è stato medicato e dimesso con una prognosi di 10 giorni per le contusioni riportate durante la caduta. Una volta ricostruita l’intera vicenda e formalizzate le accuse, per lui è scattato l’arresto.

Trasferito in carcere, dovrà ora rispondere davanti all’autorità giudiziaria dei reati di tentato furto aggravato e immigrazione clandestina.

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