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Botulino a Diamante, i morti sono due: la Procura di Paola indaga su un venditore ambulante

Diamante  – La Procura di Paola ha aperto un’inchiesta per fare luce su due decessi e un’intossicazione alimentare da botulino che ha coinvolto una decina di persone a Diamante.

Al centro delle indagini, un venditore ambulante che avrebbe servito panini con broccoli e salsiccia, consumati dalle vittime lungo il lungomare della cittadina tirrenica.Tra le vittime, una donna di 45 anni di Praia a Mare, deceduta nei giorni scorsi.

I funerali si sono svolti ieri, ma oggi i familiari hanno presentato una denuncia in Procura, sostenendo che la donna avesse mangiato un panino acquistato dal venditore ambulante. Il secondo caso riguarda Luigi Di Sarno, 52enne napoletano, morto a Lagonegro mentre tornava a Napoli con la famiglia.

Anche lui avrebbe consumato un panino dello stesso venditore, accusando un malore che lo ha spinto a rivolgersi a una struttura sanitaria privata della costa. Dopo le prime cure, l’uomo era ripartito, ma le sue condizioni sono peggiorate tragicamente.

Il procuratore capo Domenico Fiordalisi, affiancato dalla pm Maria Porcelli, sta seguendo il caso con attenzione. Gli inquirenti stanno esaminando la posizione del venditore ambulante, già ascoltato alla presenza del suo avvocato.

Al momento, l’attenzione si concentra non sulla qualità dei prodotti, ma sulle modalità di preparazione e somministrazione degli alimenti. Le indagini proseguono a ritmo serrato per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità.

San Carlo, tribunale fissa l’udienza al 27 agosto: scontro istituzionale sul soprintendente

Napoli– La battaglia legale per il controllo del Teatro di San Carlo si sposta al 27 agosto, quando la VII Sezione del Tribunale civile di Napoli esaminerà il ricorso presentato dal sindaco Gaetano Manfredi, presidente della Fondazione, e dalla consigliera Maria Grazia Falciatore.

I giudici hanno deciso di non adottare provvedimenti urgenti, rinviando direttamente all’udienza e lasciando così campo libero, per ora, alla nomina di Fulvio Adamo Macciardi a soprintendente del Massimo napoletano, voluta dai tre consiglieri di minoranza e già ratificata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.

La decisione arriva dopo un ricorso presentato ieri da Manfredi e Falciatore, che contestano la procedura seguita per la designazione di Macciardi, accusando la minoranza di aver scavalcato le regole.

Il tribunale ha però ritenuto che non sussistano i presupposti per misure cautelari, considerando anche il periodo feriale. Di conseguenza, non verrà convocata nessuna riunione del Cdi, come invece chiesto dai tre consiglieri che hanno spinto per la nomina.

Intanto, nei prossimi giorni, Manfredi presenterà anche un ricorso al Tar per ribadire la sua posizione, in quello che si sta trasformando in un vero e proprio braccio di ferro istituzionale.

La posta in gioco è il futuro di uno dei teatri più prestigiosi d’Italia, con il sindaco e la componente metropolitana da una parte e governo e Regione Campania dall’altra. Ad agosto, però, la partita si giocherà solo in tribunale.

Usb Napoli contro la sanzione da 40mila euro: “Accuse infondate, difenderemo il diritto di sciopero”

Il sindacato respinge le accuse della Commissione di Garanzia: “Assenze certificate per malattia, nessuno sciopero occulto. Decisione ingiusta e intimidatoria”.

Napoli– È scontro aperto tra l’Usb (Unione Sindacale di Base) e la Commissione di Garanzia sugli Scioperi, dopo la decisione di sanzionare i sindacati del trasporto pubblico napoletano con una multa da 40.000 euro, a seguito delle assenze di massa registrate il 28 e 29 marzo 2025 tra i lavoratori dell’Anm (Azienda Napoletana Mobilità).

L’ente parla di un presunto sciopero occulto, ma il sindacato rigetta con fermezza ogni accusa.A prendere posizione è Adolfo Vallini, dell’esecutivo provinciale Usb per il lavoro privato, che in una nota ufficiale smentisce categoricamente l’interpretazione della Commissione:

“Le assenze in quei giorni erano giustificate da certificazioni mediche – spiega – non da alcuna iniziativa sindacale. Si tratta di un provvedimento inaccettabile, che criminalizza la legittima tutela della salute e della dignità dei lavoratori”.

Una vertenza già in corso

Usb ricorda che uno sciopero regolarmente proclamato era stato indetto per la giornata di domenica 30 marzo, nell’ambito di una vertenza sindacale avviata precedentemente con un primo sciopero di quattro ore.

“Le adesioni sono state altissime – sottolinea Vallini – a dimostrazione della gravità dei problemi denunciati”.

Tra le richieste avanzate dalla sigla sindacale:

il riconoscimento contrattuale pieno per i lavoratori assegnati a nuove mansioni con parametri inferiori a quelli precedenti;
il potenziamento delle misure di sicurezza, in particolare contro le aggressioni al personale;
il miglioramento delle condizioni di lavoro e degli ambienti nei quali gli operatori prestano servizio quotidianamente.
“Richieste legittime – insiste Vallini – che rientrano pienamente nel perimetro del diritto sindacale”.

“Una decisione pericolosa”

Il sindacato contesta anche il metodo: “Se ci sono state irregolarità da parte di singoli lavoratori, devono essere accertate dagli organi competenti, non certo dalla Commissione di Garanzia, che non ha né ruolo né competenza per giudicare il merito delle assenze per malattia”.Ma è soprattutto il principio costituzionale del diritto di sciopero a finire nel mirino della Usb: “L’unico strumento di lotta da noi utilizzato è stato lo sciopero, nel pieno rispetto delle normative – prosegue Vallini – normative che, ricordiamo, sono tra le più rigide in Europa, con limiti severi su preavvisi, franchigie e durata”.

Secondo il sindacato, la sanzione appare come un tentativo di intimidazione, che potrebbe avere effetti repressivi sulle future rivendicazioni dei lavoratori: “È una decisione grave e pericolosa – conclude Vallini – che vuole colpire chi difende i propri diritti. Ma non ci faremo intimidire: ci opporremo in tutte le sedi e continueremo a batterci per un trasporto pubblico sicuro e dignitoso per tutti”.

Nel pieno dell’estate, quando i servizi di trasporto vivono una fase critica, la polemica tra Usb e Commissione di Garanzia riaccende il dibattito sul rapporto tra tutela dei lavoratori e diritto alla mobilità. Con un contenzioso aperto e toni sempre più accesi, la vertenza Anm rischia di trasformarsi in un caso nazionale sul diritto di sciopero nel settore pubblico.

Napoli, blitz della Polizia locale per la sicurezza stradale: 36 sanzioni e 18 veicoli sequestrati

Napoli, – Un’ampia operazione di controllo del territorio, mirata a garantire maggiore sicurezza stradale, è stata condotta dalla Polizia locale di Napoli nelle aree di piazza Nazionale, piazza Poderico e piazza Bovio.

L’intervento, che ha visto impegnati gli agenti dei nuclei di Polizia Giudiziaria, San Lorenzo e i motociclisti del Gruppo d’Intervento Territoriale (Git), ha portato a risultati significativi: 63 veicoli controllati, 36 sanzioni amministrative elevate e 18 mezzi sottoposti a sequestro o fermo amministrativo.

Le verifiche hanno riguardato il rispetto delle norme del codice della strada, con un’attenzione particolare a infrazioni come la guida senza assicurazione, l’uso del cellulare al volante e la circolazione senza targa.

Tra i veicoli fermati, uno risultava già sequestrato, due erano privi di copertura assicurativa e altri due viaggiavano sprovvisti di targa. Sei patenti di guida sono state ritirate, di cui tre per utilizzo del cellulare durante la guida. Inoltre, un conducente è stato sorpreso alla guida senza patente, un’infrazione che ha comportato immediate conseguenze amministrative.

Un caso particolarmente rilevante è emerso in piazza Bovio, dove i motociclisti del Git hanno fermato un’Audi Q8 con targa polacca. A bordo del veicolo si trovavano due cittadini napoletani, entrambi con precedenti di polizia. Gli accertamenti hanno rivelato che l’auto era oggetto di una denuncia per appropriazione indebita, presentata a Milano da una società di noleggio che non aveva ricevuto i pagamenti dovuti.

La Polizia locale ha proceduto al sequestro penale del veicolo, mentre sono in corso indagini per chiarire come l’auto sia stata immatricolata in Polonia nonostante la denuncia di sottrazione.L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio voluto dalle autorità locali per contrastare le violazioni stradali e garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

I numeri emersi dal blitz – 31 sanzioni contestate direttamente ai trasgressori e 18 veicoli fermati – evidenziano la necessità di un monitoraggio costante, soprattutto in aree ad alta densità di traffico come quelle interessate dai controlli.Un segnale forte per la legalità
L’attività della Polizia locale rappresenta un monito per automobilisti e motociclisti: il rispetto delle regole stradali è fondamentale per prevenire incidenti e garantire la sicurezza di tutti.

Le autorità hanno annunciato che operazioni di questo tipo proseguiranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di contrastare comportamenti illeciti e rafforzare il senso di legalità sulle strade di Napoli. Intanto, gli accertamenti sull’Audi Q8 proseguono, con l’intento di fare luce su una vicenda che solleva interrogativi sulla gestione delle immatricolazioni estere e sul fenomeno dei reati legati al noleggio di veicoli.

Scoppia la bufera in Consiglio regionale: per la diretta dei tiktoker nella stanza di un consigliere

Napoli Nuova, rovente polemica in Campania. Il Consiglio regionale si è trasformato in un set per un’incursione social della tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, nota per le sue battaglie politiche e per il grande seguito online.

L’influencer ha trasmesso in diretta dalla stanza del consigliere di Azione Pasquale Di Fenza, fedele sostenitore di Vincenzo De Luca, seduta alla sua scrivania mentre un altro tiktoker, Angelo Napolitano, sventolava il tricolore sulle note dell’inno nazionale.

Il video, con la scritta in sovrimpressione “Popolo ci sei? Working in progress”, è stato seguito da un’altra diretta dall’esterno dell’edificio, dove la De Crescenzo ha spiegato che si stava “acculturando” per capire come “fare di buono” e ha rilanciato la sua battaglia per il ripristino del Reddito di cittadinanza. Un’iniziativa che ha scatenato una durissima reazione trasversale del mondo politico.

Un’irruzione che riaccende le polemiche

Non è la prima volta che la tiktoker fa parlare di sé per le sue iniziative. Già in passato aveva organizzato un’imponente “spedizione” a Roccaraso e aveva promosso il voto per il referendum su lavoro e cittadinanza, un’operazione per la quale aveva dichiarato di essere stata retribuita. Ad aprile, inoltre, aveva partecipato a una manifestazione del M5S a Roma contro il riarmo europeo, aprendo alla possibilità di una sua candidatura.

La sua presenza nel cuore delle istituzioni regionali ha provocato un’ondata di sdegno unanime. L’immagine della politica campana, già spesso al centro di polemiche, è stata ulteriormente messa in discussione.

La condanna unanime della politica

“L’immagine più brutta e becera di una certa parte politica, che ancora una volta dimostra la sua totale inadeguatezza,” ha tuonato il deputato della Lega Gianpiero Zinzi, chiedendo scuse. Sulla stessa linea il Partito Democratico, che ha definito “inaccettabile” la trasformazione del Consiglio regionale, “luogo per eccellenza del confronto democratico”, in un “palcoscenico per contenuti social di pessimo gusto”.

Anche il Presidente del Consiglio regionale, Gennaro Oliviero, ha espresso la sua “indignazione”, definendo i video “ridicolizzanti” e lesivi della “dignità e del prestigio” dell’istituzione.

La dirigenza regionale di Azione, nel frattempo, ha preso le distanze dall’accaduto, definendo l’iniziativa di Di Fenza “esclusivamente personale, estemporanea, incomprensibile e in alcun modo condivisibile,” e ha annunciato che si riserva di prendere provvedimenti per tutelare la comunità politica del partito.

Napoli, detenuti bloccati in cella per mancanza di braccialetti elettronici

In Campania c’è chi resta in cella anche quando un magistrato ha già firmato la sua scarcerazione. Succede a Poggioreale e a Secondigliano, dove decine di detenuti autorizzati a scontare la pena agli arresti domiciliari o in detenzione domiciliare non possono lasciare la cella per un motivo tanto banale quanto grave: mancano i braccialetti elettronici.

A denunciarlo è Samuele Ciambriello, Garante regionale delle persone private della libertà, che in una lettera inviata al Prefetto di Napoli Michele Di Bari parla di una “persistente criticità” che sta bloccando le misure alternative alla detenzione. La fornitura dei dispositivi, affidata a livello ministeriale a Fastweb e sotto la competenza del Ministero dell’Interno, sarebbe ferma, lasciando decine di provvedimenti giudiziari lettera morta.

“È un danno evidente ai diritti fondamentali – avverte Ciambriello – e un vulnus alla credibilità dello Stato di diritto. Non si può tollerare che decisioni dei magistrati restino inattuate per mancanze organizzative o contrattuali. In questo modo si nega un diritto già riconosciuto e si genera un’illegittima permanenza in carcere”.

Il Garante chiede un intervento immediato del Prefetto, per sollecitare una soluzione a livello nazionale. Perché ogni giorno di ritardo significa un giorno di reclusione in più, ingiustificato e ingiustificabile, per chi dovrebbe già essere a casa.

Napoli accoglie il “Grand Tour” del saper fare campano al Terminal crociere

Napoli si apre al mondo attraverso le mani dei suoi maestri. Al Terminal crociere del porto, una delle porte d’ingresso più iconiche del Mediterraneo, prende vita “Exempla – Il Grand Tour del Saper Fare Campano”, un viaggio immersivo tra le eccellenze dell’artigianato regionale. Non una semplice esposizione, ma una narrazione visiva che intreccia storia, creatività e identità, accogliendo ogni giorno migliaia di crocieristi provenienti da ogni angolo del pianeta.

Sartorie d’autore, presepi e porcellane raccontano l’anima di Napoli; il corallo, i cammei e le ceramiche vietresi svelano la poesia delle coste; le seterie e le ceramiche sannite custodiscono la memoria delle aree interne. Più di 60 artigiani espongono oltre 100 opere uniche in uno spazio di 500 metri quadrati, trasformato in un laboratorio permanente di innovazione culturale. “Artigianato e turismo camminano insieme – sottolinea l’assessore al Turismo Felice Casucci – quando il territorio diventa protagonista di un racconto collettivo, vivo e generativo, capace di attrarre un turismo consapevole e sostenibile”.

Per il commissario dell’Agenzia Campania Turismo, Alessandro Fimiani, l’iniziativa è un gesto di accoglienza e identità: “La bellezza, nei luoghi di transito, ha un potere doppio: sorprende e resta. Il turismo che vogliamo è connessione, non consumo. Profondità, non velocità”. Dopo aver brillato a Expo Dubai 2020, Procida Capitale italiana della Cultura 2022 e a Milano nel 2023, “Exempla” approda ora nel cuore pulsante di Napoli, con nuovi eventi in arrivo che continueranno a unire la città e la sua porta d’accesso dal mare.

Salerno, lite a suon di bottigliate tra stranieri: due arresti

Una notte di violenza estrema ha scosso il centro storico di Salerno. Erano circa le 2.30, nella zona di Largo Campo, quando una lite tra tre uomini nordafricani è degenerata in un’aggressione feroce.

Secondo la ricostruzione della Squadra Volante della Questura, i due arrestati, identificati come Abdul Chafek e Blhaddad Yassine, avrebbero colpito un connazionale con bottiglie di vetro, sedie recuperate in strada e persino una pietra, infliggendo ferite gravissime, tra cui tagli profondi al collo.

La scena, avvenuta nel cuore della movida, ha richiesto un intervento immediato degli agenti, che hanno bloccato i due aggressori non senza difficoltà: per loro è scattata anche l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La vittima, soccorsa dal 118, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale “Ruggi d’Aragona”, dove si trova ricoverata in prognosi riservata.

Lo Stadio Maradona ancora off-limits ai turisti: cresce la polemica a Napoli

Napoli– Da mesi è uno dei luoghi più fotografati della città, simbolo recente di una rinascita sportiva e memoria vivente dell’epoca d’oro del calcio partenopeo.

Eppure, lo Stadio Diego Armando Maradona, che dopo lo Scudetto 2023 è divenuto tappa irrinunciabile per migliaia di visitatori, resta inaccessibile. Nessuna visita, nessun tour, nessun biglietto: solo cancelli chiusi, anche davanti ai turisti accompagnati dai tassisti, costretti a tornare indietro con un’amara delusione.

Una situazione che sta generando crescenti polemiche. A denunciarlo apertamente è stata l’Associazione Tassisti di Base, che ha inviato una lettera ufficiale ai capigruppo del Consiglio comunale.

“Ancora una volta – si legge – è stato vietato l’accesso ai turisti, nonostante il parere favorevole espresso dai consiglieri comunali. L’assessorato competente resta fermo, causando un danno economico alla cittadinanza e un danno d’immagine per i turisti che scelgono Fuorigrotta come meta, anche solo per scattare una foto”.

Le proteste non arrivano solo dalla base. Anche il consigliere comunale Luigi Carbone, primo firmatario dell’ordine del giorno approvato all’unanimità lo scorso 11 marzo, ha scritto al sindaco e all’assessore al turismo sollecitando un intervento immediato.

“Auspico – scrive – che si faccia tutto quanto necessario per addivenire in tempi rapidi ad una fascia oraria di accesso alle visite allo Stadio Maradona, anche mediante bigliettazione”. Una richiesta chiara, che punta anche a ridistribuire i flussi turistici, alleggerendo il centro storico e offrendo nuove occasioni di scoperta in quartieri spesso marginalizzati, come Fuorigrotta.

Un paradosso turistico in piena regola

In una città dove il turismo è ormai colonna portante dell’economia, tenere chiuso un polo attrattivo di tale portata appare assurdo. Il Maradona non è solo uno stadio: è un tempio del calcio, uno dei luoghi più iconici d’Italia e d’Europa, legato indissolubilmente alla leggenda di Diego Armando Maradona. Dopo la vittoria del campionato, l’interesse dei turisti – italiani e stranieri – è cresciuto esponenzialmente, ma chi arriva si trova davanti a una porta chiusa, fisica e simbolica.

L’immobilismo dell’assessorato

A oggi, nessuna risposta concreta è arrivata dall’assessorato competente, che continua a rinviare ogni decisione. Non è bastato un ordine del giorno votato da tutto il Consiglio. Né le continue segnalazioni di tassisti, guide turistiche, residenti e addetti ai lavori.

“È tempo di dare risposte a chi lavora nel e per il turismo”, scrive l’associazione dei tassisti, ribadendo il legame tra le infrastrutture della città e il rilancio economico dei territori.

Un’occasione persa?

Con la stagione turistica in pieno svolgimento, Napoli rischia di perdere un’occasione irripetibile: trasformare il Maradona in un punto di riferimento stabile per visite, eventi e narrazione della storia sportiva e sociale della città.

Un progetto che avrebbe anche un ritorno economico immediato, come già avviene in tante altre città europee: basta pensare al Camp Nou di Barcellona, al Bernabéu di Madrid o all’Allianz Arena di Monaco di Baviera.

Il silenzio che pesa

Il rischio, ora, è che a pagare siano i cittadini e i piccoli operatori. Tassisti, guide, B&B, ristoratori, commercianti dell’area flegrea: tutti chiedono una visione strategica che metta il Maradona al centro del rilancio di Fuorigrotta. Ma il tempo passa e l’amministrazione tace.

In attesa di un tavolo tecnico promesso ma mai convocato, la città resta a guardare, mentre i turisti guardano da lontano uno stadio che dovrebbe, invece, accoglierli.

Se Napoli vuole davvero giocare da protagonista nella partita del turismo internazionale, non può più permettersi di tenere in panchina uno dei suoi simboli più forti. Lo Stadio Maradona merita di essere vissuto, raccontato e valorizzato. Aprirlo è un dovere. Farlo subito, una priorità.

Panico a Fuorigrotta: costone crolla in via Caravaggio, forte boato e paura

Napoli – Momenti di grande apprensione a Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta, dove un costone di terra e rocce è crollato in via Caravaggio.

L’episodio, avvenuto dietro l’ex clinica S. Stefano, ha causato un forte boato che ha scosso il quartiere, generando panico tra i residenti. Fortunatamente, al momento non si registrano feriti.

Il crollo ha coinvolto un muro di contenimento che sosteneva la collina, facendo precipitare a valle una grande quantità di detriti.

I cittadini hanno subito raccontato l’accaduto sui social media, descrivendo una “nube di polvere incredibile” che ha avvolto la zona, con la sensazione che fosse “crollato qualcosa”. Molti hanno anche riferito di aver pensato a una scossa di terremoto a causa della violenza del rumore.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, la Polizia e la Polizia Municipale per mettere in sicurezza l’area e avviare le indagini. Secondo le prime informazioni, il crollo non ha interessato altri edifici, ma la presenza di un cantiere nella zona ha sollevato interrogativi sulle possibili cause dell’incidente.

Le forze dell’ordine sono al lavoro per accertare la dinamica e le responsabilità, mentre la circolazione è stata temporaneamente interrotta per permettere le operazioni di bonifica e messa in sicurezza.

Napoli, oltre 3mila patenti sospese in sette mesi

Napoli – Oltre 3.000 patenti sospese, più di 300 revoche e quasi 300 candidati bloccati per mancanza dei requisiti morali.

È questo il bilancio dei primi sette mesi del 2025 tracciato dalla Prefettura di Napoli, che conferma l’intensificazione dei controlli per la sicurezza della circolazione stradale nel territorio metropolitano.

Numeri che, come sottolinea il prefetto Michele di Bari, riflettono la costante attività di prevenzione svolta dagli uffici amministrativi per contrastare i comportamenti pericolosi alla guida e tutelare gli utenti della strada.

Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 5 agosto 2025, l’Ufficio patenti della Prefettura ha adottato 3.029 provvedimenti di sospensione della patente di guida, intervenendo su diverse tipologie di violazioni. In particolare:

1.751 sospensioni per violazioni dell’articolo 173 del Codice della strada (uso improprio di dispositivi elettronici durante la guida, come lo smartphone);

245 sospensioni per guida in stato di ebbrezza (art. 186);

107 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (art. 187);

45 per comportamenti pericolosi come l’omissione di soccorso (art. 189);

167 in seguito a incidenti con lesioni;

e 1.270 per altre violazioni del Codice.

Oltre alle sospensioni, nel medesimo periodo sono state revocate 341 patenti, in gran parte per infrazioni gravi come la guida con patente già sospesa o la conduzione di veicoli già sottoposti a sequestro.

Controlli anche sui requisiti morali: 301 pareri negativi

L’attività di controllo non si è limitata a chi è già in possesso della patente. L’Ufficio ha infatti esaminato 1.293 posizioni di candidati all’esame per il rilascio del titolo di guida, esprimendo 301 pareri negativi per assenza dei requisiti morali, in applicazione dell’articolo 120 del Codice della Strada.

In parallelo, sono stati adottati 41 provvedimenti di revoca per perdita dei requisiti soggettivi, oltre a 19 ritiri della patente in esecuzione di sentenze dell’Autorità giudiziaria, spesso legate a reati gravi o recidive.

Prefettura: “Controlli indispensabili per salvare vite”

“Dietro ogni sospensione o revoca – sottolinea una nota della Prefettura – c’è una valutazione tecnica e legale che punta a prevenire comportamenti a rischio e a evitare tragedie sulle strade. La guida sotto effetto di alcol o droghe, l’uso del cellulare, l’omissione di soccorso sono condotte che mettono in pericolo non solo chi le compie, ma l’intera collettività.”

In un contesto metropolitano ad alta densità di traffico e incidenti, come quello napoletano, l’attività della Prefettura assume un valore strategico: non è solo repressione, ma prevenzione attiva. L’obiettivo – ribadisce il prefetto Michele di Bari – è “salvare vite umane, intervenendo prima che si verifichino situazioni drammatiche”.

Il prezzo del petrolio ad Agosto

Per comprendere appieno le implicazioni di questa variabile economica, è utile analizzarla attraverso una prospettiva filosofica e politica, come quella libertaria, che pone al centro la libertà individuale, la proprietà privata e la limitazione del potere statale.

Questo articolo intende offrire un’analisi rigorosa e dettagliata sul significato del prezzo del petrolio e sul modo in cui il pensiero libertario ne interpreta le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni.

Le dinamiche del prezzo del petrolio: tra mercato e interferenze statali

Il  petrolio prezzo come i prezzi di tutte le materie prime subisce variazioni provocati da un numero indefinito di elementi, chiaramente ci sono alcuni eventi che hanno un peso maggiore sulla bilancia come le tensioni geopolitiche. Da un lato vi sono le leggi di domanda e offerta, che dovrebbero in teoria governare il mercato in maniera libera e trasparente. Dall’altro lato, però, il mercato petrolifero è caratterizzato da forti interventi statali, da accordi tra produttori (come l’OPEC), da regolamentazioni e da tensioni politiche che spesso stravolgono le dinamiche di mercato.

Per il pensiero libertario, ogni intervento esterno che altera la libera formazione del prezzo rappresenta una distorsione non solo economica ma anche morale, in quanto agisce come elemento di limitazione  per la libertà degli individui. Quando il prezzo è manipolato da cartelli, da sanzioni imposte da governi o da regolamenti stringenti, la trasparenza e l’efficienza del mercato si riducono, e con esse la possibilità per gli individui.

La proprietà delle risorse naturali: una questione centrale

Il principio della proprietà privata è un cardine della filosofia libertaria. Quando si parla di petrolio, la questione della proprietà delle risorse naturali diventa cruciale. In molti Stati, il petrolio è considerato un bene pubblico gestito direttamente o indirettamente dallo Stato, che ne regola l’estrazione, la commercializzazione e i ricavi.

Da un punto di vista libertario, questa gestione centralizzata rappresenta una forma di espropriazione collettiva che sottrae ai singoli individui, alle comunità locali e agli imprenditori il diritto di disporre liberamente delle risorse presenti nel loro territorio o sotto la loro responsabilità. Questa configurazione favorisce spesso inefficienze, corruzione, sprechi e concentrazione di potere politico ed economico.

Al contrario, un mercato realmente libero richiederebbe che la proprietà delle risorse naturali fosse riconosciuta agli individui o a enti privati, che potrebbero così gestirle con maggiore efficienza, innovazione e responsabilità verso l’ambiente e la comunità.

In un mercato libero e non distorto, il prezzo del petrolio rifletterebbe in modo trasparente i costi di estrazione, trasporto, raffinazione e distribuzione, nonché le reali preferenze e necessità dei consumatori. La concorrenza tra produttori, nazionali e internazionali, stimolerebbe l’innovazione tecnologica e l’efficienza, abbassando i costi e rendendo il prezzo più equo e sostenibile.

Geopolitica, conflitti e petrolio: la dimensione libertaria della pace

Il petrolio non è solo un bene economico, ma anche un elemento centrale nella geopolitica globale. Le risorse energetiche sono spesso causa di conflitti, guerre, sanzioni e interventi militari. Per i libertari, questi eventi rappresentano una violazione dei principi fondamentali della libertà individuale e della non aggressione.

L’interferenza statale nelle risorse energetiche, infatti, genera tensioni tra Stati, alimenta politiche di potere e controllo e limita la libertà degli individui e delle comunità di gestire autonomamente le proprie risorse. La pace e la libertà economica possono essere maggiormente garantite da un ordine internazionale basato sul libero scambio, sulla cooperazione volontaria e sul rispetto della proprietà privata.

Ambiente e responsabilità individuale

Un ulteriore aspetto importante riguarda le questioni ambientali legate all’estrazione e all’uso del petrolio. Dal punto di vista libertario, la protezione dell’ambiente è una responsabilità che nasce dal diritto di proprietà e dalla necessità di non arrecare danno ai diritti altrui. L’azione statale, seppur motivata da intenti di tutela, spesso sfocia in regolamentazioni burocratiche che limitano l’iniziativa privata senza risolvere efficacemente i problemi.

Un mercato libero incentiverebbe invece gli operatori a innovare e adottare tecnologie più pulite, poiché il rispetto della proprietà privata implica anche la tutela del territorio e della qualità della vita. In questo modo, la sostenibilità ambientale diventerebbe un interesse condiviso e perseguito tramite accordi volontari, piuttosto che un’imposizione dall’alto.

Il colpo d’occhio

L’analisi del prezzo del petrolio da una prospettiva libertaria permette di cogliere le profonde distorsioni generate dall’intervento statale, dai monopoli pubblici e dalle dinamiche geopolitiche. Solo attraverso il riconoscimento della proprietà privata delle risorse, la rimozione degli ostacoli alla libera concorrenza e la promozione di mercati aperti e trasparenti è possibile ottenere una formazione del prezzo che rispecchi realmente valore, costi e preferenze degli individui.

Inoltre, un sistema basato sulla libertà economica e sul rispetto dei diritti individuali costituisce la premessa per una gestione più pacifica, efficiente e sostenibile delle risorse petrolifere, con benefici concreti per la libertà, la prosperità e la pace globale.

Arzano, controlli della polizia locale nel rione 167

Arzano. Sicurezza stradale e veicoli senza casco e assicurazioni. Posti di controllo nel rione 167:sequestri e 30 soggetti identificati dalla polizia locale.

Continua senza sosta, specie nel periodo estivo quale forma di contrasto alla microcriminalità, l’attività della locale di Arzano. Un vero e proprio repulisti contro i centauri che scorazzano per le strade della città in violazione del.codice della strada.

Posti di controllo e fermi identificativi sono stati posti in essere per garantire la sicurezza stradale in quasi tutti i punti del territorio con particolare attenzione al rione della167 di via Colombo, da sempre oggetto di sacche di criminalità organizzata, dove a seguito dei posti di controllo sono stati fermati e identificati numerosi soggetti , di cui alcuni senza casco e assicurazione.

Gli uomini diretti dal comandante Biagio Chiariello hanno “sorpreso” diversi autisti alla guida senza assicurazione e revisione scaduta, mentre diversi quelli sanzionati per guida senza casco.

Diverse le moto sequestrate e gli identificati, tra cui alcuni soggetti che hanno avuto problemi con la giustizia.

Due dei fermati, in particolare, guidavano con veicolo già sottoposto a fermo amministrativo e dunque denunciati con ritiro della patente. Le attività non si fermeranno e proseguiranno per tutto il periodo estivo in vari punti del paese avendo come priorità attività di deterrenza ma anche di prevenzione.

P.B.

Botulino, il killer silenzioso: torna la paura dopo le due vittime in Calabria e Sardegna

Roma – Un panino con salsiccia e broccoli, comprato da un banchetto ambulante a Diamante, sulla costa tirrenica cosentina, è costato la vita a un uomo di 52 anni, originario di Cercola, in provincia di Napoli.

E poi una salsa al guacamole consumata a una sagra vicino a Cagliari costata la vita a una donna di 38 anni,  Roberta Pitzalis.

La causa? Botulismo alimentare, la stessa intossicazione che ha portato al ricovero altre sette persone, tra cui due ragazzi di 17 anni e una donna di 42 anni, all’ospedale Annunziata di Cosenza.  Mentre a cagliari sono stati ricoverate altre sette persone.

La magistratura indaga, ma intanto l’allarme si riaccende: perché questa tossina, definita dall’Istituto Superiore di Sanità “il veleno naturale più potente per l’uomo”, continua a mietere vittime?

Cos’è il botulino e perché uccide

Il botulino è una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum, che prolifera in ambienti privi di ossigeno, come le conserve mal preparate. Bastano quantità microscopiche per provocare un’intossicazione letale.

I sintomi iniziali – annebbiamento della vista, difficoltà a deglutire, secchezza delle fauci – possono comparire da 6 ore a 15 giorni dopo l’ingestione e, se non diagnosticati in tempo, portare alla paralisi respiratoria e alla morte.

La vittima calabrese, dopo un primo controllo ospedaliero rivelatosi inconcludente, è morta durante il viaggio di rientro a Napoli. Un tragico errore di valutazione? Forse.

Perché, come spiega l’ISS, la diagnosi è essenzialmente clinica: serve un’osservazione attenta dei sintomi e della storia alimentare del paziente. Se presa in tempo, la malattia può essere trattata con antitossina, supporto respiratorio e decontaminazione intestinale, ma i tempi di recupero vanno da settimane a mesi.

Il botulismo in Italia: i casi più recenti

Quello di Diamante non è un episodio isolato. In Italia, il botulismo colpisce soprattutto a causa di conserve domestiche mal preparate, nonostante le linee guida del Ministero della Salute e dell’ISS.

Nel 2023, due persone morirono in Puglia dopo aver mangiato olive sott’olio fatte in casa, mentre nel 2021 un’intera famiglia in Lombardia finì in terapia intensiva per una confettura non sterilizzata correttamente.

A differenza dei prodotti industriali – dove i processi di acidificazione e sterilizzazione sono rigidamente controllati – le conserve casalinghe sono il vero tallone d’Achille. Troppo spesso si seguono ricette tramandate oralmente, con dosi insufficienti di aceto o sale, ignorando il rischio mortale.

Come evitare il botulino? Le regole d’oro

Niente conserve fai-da-te senza sterilizzazione (bollitura a 121°C per almeno 3 minuti).
Attenzione a sott’oli, salse e carne in scatola: se il barattolo è gonfio o emana odore sospetto, buttarlo immediatamente.
No al fai-da-te con pesce e salumi: il rischio è altissimo.
In caso di sintomi sospetti, correre in ospedale: ogni ora conta.

Le ultime due vittime rappresentano un monito: il botulino non dà segnali visibili, ma uccide in silenzio. E mentre la magistratura cerca responsabilità nel caso del panino avvelenato, la domanda resta: quante altre tragedie serviranno per convincere tutti a non sottovalutare questo killer invisibile?

Sparanise, 27enne arrestato con 33 dosi di stupefacenti nascoste nei boxer

Sparanise – Blitz dei carabinieri a Sparanise, dove un 27enne di Mondragone è finito in manette nella tarda mattinata di ieri per detenzione di stupefacenti.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati legati alla droga e sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di residenza, è stato fermato intorno alle 11:00 in viale Sandro Pertini durante un controllo di routine.Il comportamento nervoso e ostile del giovane ha insospettito i militari della Stazione di Sparanise, che hanno deciso di procedere con una perquisizione.

L’ispezione ha portato alla scoperta di due scatoline metalliche, del tipo usato per contenere caramelle, nascoste nei boxer del 27enne. All’interno, i carabinieri hanno rinvenuto 33 dosi di cocaina, confezionate singolarmente e pronte per lo spaccio. Sequestrati anche due smartphone in suo possesso.

Dopo le formalità di rito in caserma, l’uomo è stato arrestato e trasferito nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. L’operazione conferma l’impegno dei carabinieri nel contrasto al traffico di droga nel territorio casertano.

Napoli, multa da 40mila euro ai sindacati ANM per “sciopero occulto”

Napoli- Pesanti sanzioni per otto organizzazioni sindacali dell’ANM, l’azienda dei trasporti partenopea.

La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha inflitto una multa complessiva di 40mila euro a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Fna, Faisa Cisal, Faisa Confail, Orsa trasporti e Usb, giudicandole responsabili per i gravi disservizi registrati sulla metropolitana di Napoli il 28 e 29 marzo 2025.

Assenze per malattia “abnormi” e danni alla cittadinanza

Il provvedimento arriva al termine di una lunga e approfondita istruttoria che ha analizzato un picco anomalo di assenze per malattia tra il personale addetto alle linee metropolitane.

La Commissione ha evidenziato come le assenze abbiano raggiunto percentuali “abnormi” (73%, 85%, 92%), in netto contrasto con i dati relativi al personale di superficie, non coinvolto nella vertenza.

Secondo la Commissione, questo scenario ha concretizzato una vera e propria “forma di sciopero occulto”, attuato in un contesto di agitazione sindacale.

Le organizzazioni sono state ritenute responsabili per non aver esercitato la propria influenza sui lavoratori, non dissuadendoli da “condotte elusive” e non dissociandosi da comportamenti che hanno causato ingenti disagi ai cittadini.

La vigilanza continua per tutelare i diritti

Nella nota diffusa, la Commissione ha auspicato che episodi del genere non si ripetano in futuro, ribadendo il suo impegno a vigilare sulla corretta applicazione delle norme che regolano gli scioperi nei servizi pubblici essenziali.

La sanzione, oltre a punire le violazioni, serve come monito per tutelare i diritti costituzionali dei cittadini-utenti, che non possono essere sacrificati a causa di forme surrettizie di protesta.

I media spagnoli: Raspadori all’Atletico Madrid. Accordo quasi fatto col Napoli

È ormai solo questione di dettagli. Giacomo Raspadori è sempre più vicino a vestire la maglia dell’Atlético Madrid, in un’operazione che potrebbe chiudersi nelle prossime ore.

A rivelarlo è il quotidiano spagnolo Marca, secondo cui l’attaccante del Napoli avrebbe già iniziato a preparare le valigie, pronto a raggiungere il Wanda Metropolitano e a mettersi agli ordini di Diego Simeone.

La trattativa tra il Napoli e il club madrileno, partita su una base di valutazione di 30 milioni di euro da parte degli azzurri contro un’offerta iniziale di 20 milioni, avrebbe registrato nelle ultime ore una significativa accelerazione. I

l punto di svolta? La disponibilità del club partenopeo a rivedere le modalità di pagamento, aprendo così la strada all’intesa.

Il ruolo del giocatore

Anche Raspadori stesso avrebbe spinto per il trasferimento. Secondo fonti vicine al giocatore, il classe 2000 si sente già un “Rojiblanco” e lo avrebbe confidato ad amici e compagni di squadra nello spogliatoio del Napoli.

La possibilità di confrontarsi con un campionato diverso e di crescere sotto la guida di un tecnico come Simeone rappresenta una sfida stimolante per l’ex Sassuolo.

Un colpo internazionale

Il passaggio di Raspadori all’Atlético segnerebbe il settimo acquisto del club colchonero in questa finestra di mercato. Non un innesto qualunque: nazionale italiano, due Scudetti vinti nelle ultime tre stagioni con il Napoli e una poliedricità tattica che lo rende prezioso in più zone del campo.

Raspadori si propone come un innesto ideale per il 4-4-2 “alla Simeone”, pronto a giocare sia da seconda punta che da esterno offensivo.

Secondo i media iberici, l’accordo potrebbe essere ufficializzato già all’inizio della prossima settimana, con il giocatore atteso a Madrid per visite mediche e firma. I dettagli contrattuali sarebbero già in fase avanzata e il club spagnolo si prepara ad accogliere il nuovo innesto a ridosso dell’inizio della Liga.

Un addio importante per il Napoli, che con Raspadori saluta un talento cresciuto in azzurro ma che negli ultimi mesi aveva vissuto una parabola altalenante tra impiego e rendimento. Per il giocatore, invece, si apre un nuovo capitolo internazionale, con la possibilità di misurarsi con i giganti della Liga e di ritagliarsi un ruolo da protagonista anche in campo europeo.

Esodo estivo, sabato bollino nero: 13 milioni di auto in viaggio verso le vacanze

Roma – Il secondo weekend di agosto segna il picco dell’esodo estivo, con quasi 13 milioni di auto in movimento verso le località di mare e montagna. Domani, sabato 10 agosto, sarà giornata di bollino nero per il traffico, mentre oggi pomeriggio e domenica sono classificati in bollino rosso.

Secondo le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale Anas, gli spostamenti previsti tra oggi e domenica saranno 12,6 milioni, con il clou domani mattina, quando si concentreranno le partenze dalle grandi città verso le mete turistiche. Nel pomeriggio e nella serata di domenica, invece, si assisterà al controsaldo dei rientri per chi ha optato per un weekend breve.

Stop ai tir e cantieri sospesi

Per agevolare il flusso del t, Anas ha disposto il divieto di circolazione per i veicoli pesanti: oggi dalle 16 alle 22, domani dalle 8 alle 22 e domenica dalle 7 alle 22. Inoltre, sono stati sospesi 1.392 cantieri, pari all’83% di quelli attivi sulla rete stradale nazionale.

“Stiamo operando con un presidio costante del territorio, potenziando i servizi di pronto intervento e monitorando il traffico 24 ore su 24”, ha dichiarato Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Anas, sottolineando la collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e le Forze dell’Ordine per ridurre al minimo i disagi.

Le strade più critiche

Tra gli itinerari più congestionati ci sono:

Al Sud: l’A2 “Autostrada del Mediterraneo”, la SS106 Jonica, la SS18 Tirrena Inferiore in Calabria, le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara in Sicilia, e la SS131 Carlo Felice in Sardegna.
Al Centro: la SS148 Pontina e la SS7 Appia nel Lazio, l’Itinerario E45 (Umbria, Toscana, Emilia-Romagna), e la SS1 Aurelia (Lazio, Toscana, Liguria).
Al Nord: la SS16 Adriatica, i raccordi RA13 e RA14 in Friuli-Venezia Giulia, la SS36 del Lago di Como, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, e la SS51 di Alemagna in Veneto, ora riaperta H24 a San Vito di Cadore (Belluno).
Con l’avvicinarsi di Ferragosto, il traffico è destinato a crescere ulteriormente, trasformando le principali arterie italiane in un lungo serpentone di code. Chi può, meglio partire di notte o in orari alternativi per evitare le ore più critiche.

Napoli, “pagliacciata” di due noti tiktoker negli uffici della Regione Campania

Napoli- Definire discutibile quanto accaduto ieri nella sede del consiglio regionale della Campania, è poco.

Due noti e chiacchieratissimi tiktoker napoletani quali Rita De Crescenzo e Angelo Napolitano sono stati ospitati negli uffici del capogruppo di Azione, Pasquale Di Fenza.

Fin qui nulla di strano, se la visita privata non si fosse trasformata in una pagliacciata e uno sberleffo alle istituzioni come la bandiera tricolore e l’inno italiano con la complicità del consigliere regionale.

In alcuni video comparsi sui social dei due tiktoker e rilanciati dal parlamentare dei Verdi, Francesco Eemilio Borrelli si vede chiaramente come i due si divertono insieme con Di Fenza sventolando la bandiera italiana che era nell’ufficio e con la scritta “Work in progress”. Come a dire “Stiamo arrivando”.

nei mesi scorsi la chiacchierata tiktoker Rita De Crescenzo si era avvicinata al Movimento Cinque stelle manifestando una sua presunta volontaà a candidarsi. Da alcuni giorni l’imprenditore degli elettrodomestici Angelo Napolitano , grande amico della De Crescenzo, il cui figlio è un suo dipendente, ha pure lui manifestato la sua presunta volontà nel candidarsi.

Si aspetta la condanna di De Luca della “pagliacciata” negli uffici della Regione

ieri poi la pagliacciata in Consiglio regionale. E ora ci si aspetta una uscita del presidente De Luca che dovrà gioco forza condannare alla sua maniera l’episodio.

Sulla vicenda è intervenuto il deputato Francesco Emilio Borrelli:  “Vedere la sede istituzionale del consiglio regionale della Campania utilizzata per realizzare una buffonata con i tiktoker mi rattrista profondamente. Le istituzioni piegate al cialtronismo dilagante sono un pessimo segnale. Non c’è nulla da ridere, nulla di cui essere fieri. Solo degrado sociale e pessimi esempi portati a modello anche nei luoghi di rappresentanza”.

 

Tragedia in Costa Smeralda: 21enne muore per le esalazioni di un wc chimico su uno yacht

Olbia – Un giovane di 21 anni è stato trovato senza vita questa mattina a bordo di uno yacht ormeggiato nella banchina della Marina di Portisco, a pochi passi dalla rinomata Costa Smeralda.

La causa del decesso, secondo quanto confermato dai medici del 118 intervenuti sul posto, sarebbe da attribuire alle esalazioni tossiche sprigionate dal wc chimico presente sull’imbarcazione.

Il drammatico ritrovamento ha scosso la tranquilla località sarda, meta prediletta del turismo di lusso. Le autorità, immediatamente allertate, hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.

Gli agenti della Polizia di Stato, supportati dalla sezione scientifica, stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente, mentre i vigili del fuoco del nucleo batteriologico sono al lavoro per analizzare le condizioni a bordo e verificare la natura delle esalazioni che hanno causato la tragedia.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane si trovava solo sullo yacht al momento dell’incidente. Le esalazioni, probabilmente dovute a un malfunzionamento o a un uso improprio del wc chimico, avrebbero saturato l’ambiente, portando al decesso del 21enne per asfissia o intossicazione.

Gli investigatori stanno ora esaminando ogni dettaglio, dalla manutenzione dell’imbarcazione alla conformità dei sistemi igienici installati, per accertare eventuali responsabilità.La Marina di Portisco, uno degli approdi più esclusivi della Sardegna, si trova sotto shock.

L’incidente getta un’ombra sulla sicurezza delle imbarcazioni di lusso, dove dispositivi come i wc chimici sono comunemente utilizzati. Le autorità hanno invitato alla prudenza e alla verifica regolare di tali sistemi, sottolineando i rischi legati a un loro malfunzionamento.

Le indagini proseguono a ritmo serrato, mentre la comunità locale e i turisti presenti in Costa Smeralda attendono risposte. Il nome della vittima non è stato ancora reso noto, in attesa della comunicazione ufficiale alle autorità competenti e ai familiari.

Un monito per la sicurezza in mare

Questo tragico episodio riporta l’attenzione sull’importanza di controlli rigorosi e manutenzione costante a bordo delle imbarcazioni, soprattutto in contesti come quello della Costa Smeralda, dove il turismo nautico rappresenta un pilastro economico. La perdita di una giovane vita in circostanze tanto drammatiche lascia un segno profondo, spingendo a riflettere sui pericoli nascosti anche negli ambienti più esclusivi.