AGGIORNAMENTO : 23 Febbraio 2026 - 22:16
13.3 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 23 Febbraio 2026 - 22:16
13.3 C
Napoli
Home Blog Pagina 354

Forio d’Ischia, allarme amianto a Zaro: sversamento illecito a pochi metri dalla Colombaia di Visconti

Forio d’Ischia – Un grave scempio ambientale scuote l’isola d’Ischia. Nei pressi della zona di Zaro, a Forio, a pochi passi dalla storica Villa La Colombaia, ex residenza del regista Luchino Visconti, è stato denunciato un sversamento illecito di rifiuti, con il sospetto che tra i materiali abbandonati vi sia amianto, sostanza altamente tossica e pericolosa per la salute e l’ambiente.

La scoperta, avvenuta nei pressi dell’Isola Ecologia, ha scatenato l’indignazione di cittadini e associazioni, con Europa Verde in prima linea per chiedere interventi immediati.A lanciare l’allarme è stato il consigliere comunale di Europa Verde Forio, Mimmo Loffredo, che, dopo la segnalazione di alcuni residenti, ha effettuato un sopralluogo, documentando la gravità della situazione.

“Siamo di fronte a un atto criminale in un’area di grande valore naturalistico e culturale”, ha dichiarato Loffredo. “Ho richiesto l’intervento urgente della Polizia Municipale per mettere in sicurezza la zona, analizzare i materiali sversati e visionare le immagini di videosorveglianza per identificare i responsabili.

”Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha definito l’episodio “un ennesimo sfregio a un patrimonio che dovrebbe essere intoccabile”. Borrelli, vicepresidente della Commissione Parlamentare Ecomafie, ha annunciato che porterà il caso all’attenzione del Ministero dell’Ambiente, chiedendo verifiche su eventuali responsabilità sistemiche.

“I criminali ambientali agiscono contando sull’impunità. Serve una risposta dura: identificare i colpevoli, punirli severamente e rendere pubblici i loro nomi”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza della vigilanza civica. “Ringrazio Loffredo e i cittadini che non si voltano dall’altra parte. Ora è necessario procedere con la caratterizzazione dei rifiuti e, se confermato l’amianto, con un’immediata bonifica.

”L’episodio riaccende i riflettori sul problema degli sversamenti illeciti a Ischia, un’isola che vive di turismo e bellezza naturalistica, ma che si trova sempre più spesso sotto attacco di chi minaccia il suo fragile equilibrio ambientale. Le autorità sono chiamate a intervenire con rapidità per tutelare un’area di inestimabile valore storico e paesaggistico.

Scoperte nuove strutture romane a Circello: il Sannio si conferma crocevia dell’archeologia internazionale

Circello (Benevento) – Il cuore antico del Sannio continua a restituire pagine preziose della sua storia. Nuove scoperte archeologiche arricchiscono il già noto insediamento dei Ligures Baebiani, nell’area di Macchia, nel territorio di Circello.

Le indagini geofisiche condotte su circa cinque ettari di terreno hanno messo in luce strutture inedite, suggerendo che il sito romano possa estendersi su una superficie ben più ampia – forse fino a 20 ettari – e nascondere ancora molti segreti.

La campagna di scavo – promossa dal Comune di Circello in sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Benevento e Caserta – si avvale di una collaborazione internazionale di alto profilo, grazie al coinvolgimento della Freie Universität di Berlino e dell’Università di Amburgo.

Un team congiunto composto da archeologi italiani e stranieri e studenti universitari ha operato sul campo per settimane, tracciando una nuova mappa dell’antico abitato romano.

Nuove strutture emerse dal sottosuolo

Alle strutture già note – tra cui due complessi termali, un piccolo tempio e una strada fiancheggiata da botteghe (tabernae) – si aggiungono ora:
Il prolungamento della strada principale, segno di un tessuto urbanistico più complesso;
Edifici probabilmente residenziali, ancora in fase di studio;
Una nuova piazza, affiancata da altre tabernae a sud-ovest;
Ulteriori assi viari con costruzioni a nord-est.

Il valore strategico dell’area

Il sito dei Ligures Baebiani è noto per essere uno dei pochi esempi documentati della romanizzazione attraverso la deportazione di popolazioni liguri nel II secolo a.C. Queste scoperte contribuiscono a delineare meglio la struttura urbana, sociale ed economica di questo insediamento coloniale, offrendo nuove chiavi di lettura per lo studio delle dinamiche di integrazione culturale e sviluppo rurale in epoca romana.

«La Soprintendenza – ha dichiarato Simone Foresta, funzionario responsabile – ha sostenuto con convinzione il progetto, favorendo l’interazione tra istituzioni italiane e università estere. Circello, oggi, torna al centro dell’attenzione scientifica internazionale per la qualità e l’originalità delle sue evidenze archeologiche».

Il progetto ha anche un forte valore civico e identitario per la comunità locale. «Ridare vita e visibilità a Macchia – ha spiegato il sindaco Gianclaudio Golia, affiancato dal vicesindaco Gabriele Iarusso – è uno degli obiettivi cardine della nostra amministrazione. Lo stiamo facendo con gradualità, ma con idee solide, grazie al sostegno di partner scientifici prestigiosi e delle istituzioni culturali. Le nuove scoperte aprono prospettive concrete per la valorizzazione del territorio e della sua storia».

Le analisi di superficie suggeriscono che l’area occupata dall’insediamento romano potrebbe essere quattro volte più estesa rispetto a quanto finora conosciuto. Le prossime fasi della ricerca si concentreranno sull’approfondimento stratigrafico, con possibili nuove campagne di scavo mirate a verificare le ipotesi urbanistiche e documentare in modo sistematico l’intero complesso.
Intanto Circello si propone come laboratorio archeologico a cielo aperto, dove la storia incontra la ricerca e il territorio ritrova un’identità antica da raccontare al mondo.

Minaccia di morte l’ex compagna, obbligo di dimora per un 39enne

Avellino – Un 39enne residente in provincia di Benevento è stato raggiunto da un provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari con l’accusa di stalking e violazione di domicilio.

L’uomo, in seguito alla fine della relazione, avrebbe perseguitato e minacciato di morte l’ex compagna, una donna residente a Luogosano, in provincia di Avellino.

La vittima, spaventata dalle continue molestie e intimidazioni, ha trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri, presentando una denuncia che ha dato il via all’indagine. A seguito delle prove raccolte, la Procura ha richiesto e ottenuto un’ordinanza cautelare.

Il provvedimento impone al 39enne l’obbligo di dimora nel comune di residenza e il divieto assoluto di avvicinarsi o comunicare con la persona offesa. Un’azione tempestiva delle forze dell’ordine per mettere fine a una situazione di grave pericolo e tutelare l’incolumità della donna.

Vacanza da sogno in Tanzania, ma è una truffa da 10mila euro: due denunciati

Avevano promesso una vacanza da sogno in Tanzania per il prossimo Natale, a un prezzo allettante e “da cogliere al volo”.

Un’offerta irresistibile, pubblicata sui social, alla quale hanno aderito dieci persone del Vallo di Lauro, tutte convinte di aver prenotato un viaggio esclusivo nel cuore dell’Africa. Ma quello che sembrava un affare si è presto rivelato per quello che era: una truffa ben orchestrata, costata complessivamente 10mila euro alle ignare vittime.

Le indagini, partite dopo le denunce presentate presso la Stazione dei carabinieri di Lauro, hanno portato all’identificazione di due presunti responsabili: si tratta di un 44enne della provincia di Benevento e di un altro 44enne residente nel Napoletano, entrambi noti alle forze dell’ordine per precedenti analoghi.

I due, definiti “truffatori seriali” dagli investigatori, sono stati denunciati a piede libero all’Autorità giudiziaria per il reato di truffa aggravata.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due avevano creato una falsa offerta turistica utilizzando i social network per raggiungere un pubblico ampio e convincere gli interessati a versare anticipi in contanti o tramite bonifico per bloccare il presunto pacchetto vacanze. Dopo l’incasso delle somme, i contatti si sono interrotti e le promesse si sono dissolte nel nulla.

Le forze dell’ordine raccomandano la massima cautela nelle prenotazioni online, soprattutto in vista del periodo natalizio, quando aumentano le truffe legate a pacchetti turistici fittizi.

La rivelazione di Lukaku: “Mai dubitato su Conte. De Bruyne? Un fratello pronto a spaccare tutto”

Castel di Sangro – Romelu Lukaku non ha peli sulla lingua e, alla vigilia dell’amichevole col Girona, lancia il NAPOLI-SCUDA-TO con la grinta di chi non ha paura di niente e nessuno. “Vincere ancora? Certo che sì, ma niente regali! Si riparte da zero, bisogna sudare e spaccarsi!” tuona il bomber belga a DAZN, messaggio chiaro per la squadra e per i rivali.

CONTE? UN CAPO, MAI DUBITATO

Lukaku e Antonio Conte? Un legame a sangue.
“Lui mi spinge sempre al massimo, a volte è durissimo, altre mi tratta come un figlio… Ma è così che vinciamo! Io per lui e per questa maglia darei la vita, e lui lo sa. Paura che se ne andasse dopo lo scudetto? MAI!”

DE BRUYNE A NAPOLI? “È GIA’ FAMIGLIA!”

E poi arriva Kevin De Bruyne, il colpo da 90 che fa tremare l’Europa. Lukaku esplode di gioia:
“Io e Kevin? Fratelli! Ci conosciamo da quando avevamo 13 anni, all’Anderlecht e al Genk. Poi ci siamo ritrovati al Chelsea, stesso appartamento, stesso Mourinho… E adesso? NAPOLI BABY!

“Gli ho detto tutto: qui ci sono tifosi pazzi, uomini veri, una squadra che è una famiglia. Lui ha capito subito, si sta già ambientando e… sì, parla un po’ italiano! Gli ho insegnato io: ‘Buongiorno, come stai?’ Ma fidatevi, Kevin è un genio, spaccherà tutto!”

OBBIETTIVO? “VINCERE, SEMPRE!”

Amichevoli negative? NON IMPORTA.
“Abbiamo lavorato come le bestie, ora bisogna solo alzare il livello. Vinceremo, perché qui siamo lupi affamati, e Conte è il nostro capobranco!”

Insomma, il Napoli è carico, Conte comanda, Lukaku e De Bruyne sono già in modalità KILLER. Serie A, preparati: lo scudetto non scappa!

Camorra, scarcerazione dei Moccia: la Procura e la Corte d’Appello avviano verifiche su ritardi e responsabilità

Napoli – La scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di diversi imputati ritenuti affiliati al clan Moccia, uno dei gruppi camorristici più radicati tra Napoli e Roma, è al centro di una fitta rete di accertamenti interni disposti dalla Procura e dalla Corte d’Appello di Napoli.

Si cerca di comprendere come sia stato possibile che, nonostante gli allarmi lanciati oltre un anno fa, il processo si sia protratto tanto da consentire il ritorno in libertà di 15 imputati, tra cui alcuni considerati esponenti apicali del clan.

La vicenda – riportata da Roberto Saviano sul Corriere della Sera e anticipata nei mesi scorsi da Il Mattino e Repubblica Napoli – ha assunto contorni sempre più clamorosi. Il primo segnale d’allarme risale infatti al marzo 2023, quando i pubblici ministeri Ivana Fulco e Ida Teresi misero nero su bianco il rischio concreto che la lentezza del procedimento avrebbe potuto condurre a scarcerazioni generalizzate.

Il procedimento, hanno evidenziato i magistrati, era pendente “già da tempo” con imputati detenuti, in un quadro che imponeva un’accelerazione.

Nel aprile 2024, un anno dopo il primo alert, la Procura tornò a sollecitare un incremento delle udienze, arrivando perfino a proporne la celebrazione anche di sabato, pur di evitare il superamento dei termini massimi di custodia cautelare. Ma le richieste si sarebbero scontrate con l’impossibilità logistica del collegio giudicante, già gravato da altri maxi procedimenti, sempre in materia di criminalità organizzata.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: tre anni di udienze, sessanta sessioni dibattimentali, nessuna sentenza di primo grado. E alla fine, la sesta sezione penale del Tribunale di Napoli ha accolto le istanze presentate dai difensori degli imputati, disponendo la scarcerazione.

Le misure alternative applicate non compensano, secondo la Procura, la gravità della situazione. Ai soggetti rimessi in libertà sono stati imposti il divieto di residenza in Campania e nel Lazio, oltre a limitazioni negli orari di uscita. Ma la Direzione distrettuale antimafia, guidata da Nicola Gratteri, sta valutando se impugnare i provvedimenti davanti al Tribunale del Riesame o in Cassazione, per tentare di reintegrare le misure cautelari.

Nel frattempo, sia la presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli sia lo stesso procuratore Gratteri hanno avviato un’istruttoria interna per ricostruire nel dettaglio l’iter processuale e verificare eventuali anomalie, criticità gestionali o ritardi ingiustificati nella conduzione del maxi processo.

Il procedimento vede alla sbarra 48 imputati, ritenuti appartenenti ai vertici e alle articolazioni territoriali del clan Moccia, gruppo storico della camorra con proiezioni economiche e operative tra l’hinterland napoletano e la Capitale.

L’inchiesta interna – spiegano fonti giudiziarie – non ha al momento fini disciplinari, ma punta a chiarire le dinamiche che hanno reso possibile uno scenario considerato “paradossale” in un contesto di contrasto alla criminalità organizzata. Un’analisi che potrebbe avere riflessi più ampi sul piano dell’organizzazione e del carico dei maxi processi antimafia nei distretti giudiziari italiani.

Cronologia della vicenda – Il caso delle scarcerazioni del clan Moccia

Marzo 2023

Primo allarme dei pm: I magistrati della DDA Ivana Fulco e Ida Teresi segnalano formalmente il rischio scarcerazioni per decorrenza dei termini. Il processo è pendente da tempo con imputati detenuti.

Aprile 2024
Nuova sollecitazione della Procura: I pm chiedono un aumento delle udienze, anche al sabato, per evitare lo sforamento dei termini di custodia cautelare. Il collegio giudicante segnala l’impossibilità di accogliere la richiesta a causa dell’alto carico di lavoro.

Estate 2025
Scarcerazioni disposte dalla VI penale: Dopo circa tre anni di dibattimento e 60 udienze senza sentenza di primo grado, il Tribunale accoglie le istanze dei difensori. Quindici imputati – tra cui presunti boss del clan Moccia – tornano in libertà.

Agosto 2025

Apertura di verifiche interne: La presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli e il procuratore Nicola Gratteri dispongono accertamenti per ricostruire la gestione del processo e le cause dei ritardi.

In corso
Valutazione di ricorsi: La Procura valuta l’impugnazione delle scarcerazioni al Tribunale del Riesame o in Cassazione. Intanto agli scarcerati sono imposte misure alternative come il divieto di residenza in Campania e Lazio.

Violenze sulle nipotine di 6 anni: arrestato 78enne a Portici

Portici – Un dramma agghiacciante, fatto di violenza e tradimento, è stato portato alla luce a Portici. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Torre del Greco hanno arrestato un uomo di 78 anni, con l’accusa di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico.

Le vittime, una realtà che gela il sangue, sono le sue due nipotine, entrambe di soli 6 anni.

Lo squallore di un abuso in famiglia

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, sono iniziate nei giorni scorsi e hanno svelato uno scenario di indicibile orrore.

L’uomo, approfittando della fiducia dei genitori, avrebbe abusato delle bambine in diverse occasioni, filmandole e fotografandole in pose sessualmente esplicite. Un abuso sistematico, che si consumava nel silenzio e tra le mura domestiche, luogo che avrebbe dovuto essere un rifugio sicuro per le piccole.

La cattura e la detenzione

Il 78enne è stato fermato e, dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere di Secondigliano, dove rimarrà in custodia cautelare. La tempestività dell’intervento delle forze dell’ordine ha posto fine a un incubo che, per le due bambine, stava diventando un’amara e terribile quotidianità.

L’episodio solleva ancora una volta un’inquietante riflessione sul fenomeno degli abusi in famiglia, spesso non denunciati, e sulla necessità di proteggere le fasce più deboli della popolazione

La rassegna “Restate a Napoli” 2025 al via con Aurora Leone e il suo monologo irriverente

Napoli si prepara a vivere sette giorni di spettacolo e cultura nel cuore dell’estate. Torna “Restate a Napoli”, la rassegna promossa dal Comune e diretta da Lello Arena, che dal 10 al 16 agosto trasformerà Piazza del Plebiscito in un teatro a cielo aperto.

L’edizione 2025 si apre domenica 10 agosto con Aurora Leone, attrice e autrice del collettivo The Jackal, che porterà sul palco il suo monologo “Tutto scontato – Rivisto e scorretto”, un viaggio ironico e pungente tra satira e riflessione personale, applaudito nei teatri italiani ed europei.

La serata inizierà alle 19:30 con la musica dei Napocalisse, seguita dal Pre Show C.I.O.E’, performance di danza e arti performative degli allievi del Centro Interdisciplinare Opportunità Espressive. Poi, alle 21:00, spazio alla comicità tagliente di Aurora, pronta a trasformare la piazza in un’arena di risate e pensieri. “Restate a Napoli” conferma così la sua doppia anima: vetrina per artisti affermati e trampolino per i giovani, unendo il respiro internazionale alla creatività partenopea.

Per Aurora Leone, questa tappa rappresenta anche un ritorno “a casa” prima del tour autunnale, che toccherà il Teatro Cilea di Napoli dal 20 al 23 novembre. Il suo spettacolo, come lei stessa lo definisce, è “scomodo come un sedile Ryanair nelle file centrali” e “tutto scontato” come una promessa in vetrina che non mantiene ciò che lascia intendere. Un mix di sarcasmo e verità che promette di inaugurare la rassegna con energia e carattere.

Licola , “A Caccia di Stelle”: una magica vigilia di San Lorenzo sotto il cielo di Pozzuoli

Pozzuoli – Sabato 9 agosto, dalle 18:00 alle 2:00, il Frontemare Ambasciatori di Licola (Viale Sibilla 6, Pozzuoli) si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per “A Caccia di Stelle – Vigilia di San Lorenzo”, un evento che unisce arte, natura e scienza in un’esperienza indimenticabile per famiglie, appassionati di poesia e amanti del cosmo.Sotto il cielo stellato di agosto, la serata offrirà un ricco programma di attività.

Dieci attori della Compagnia Mansarda Teatro dell’Orco guideranno un tour teatralizzato tra spiaggia e giardino, accompagnati dalle suggestive melodie di una violinista professionista, che eseguirà brani di Hans Zimmer, Ludovico Einaudi, Remo Anzovino e Giovanni Allevi.

Tra i momenti clou, la “Danza del Fuoco Celeste”, un rituale visivo che celebra il legame tra uomo e universo, e il “Falò dei Desideri”, un’occasione per condividere pensieri e marshmallow attorno al fuoco.

Per gli amanti della scienza, l’Interstellar Experience (facoltativa, € 3) permetterà di osservare Luna, pianeti e galassie attraverso telescopi, con la guida di esperti. I più creativi potranno partecipare ai Laboratori Deluxe (facoltativi, € 3), dipingendo costellazioni fluorescenti o costruendo mappe stellari.

Non mancheranno momenti di convivialità: un’area relax con lettini gratuiti (fino a esaurimento, telo consigliato), un ristorante sotto le stelle con specialità campane come frittata di maccheroni e provolone impiccato, angoli food con pizzette e panini, e uno spazio giochi con gonfiabili per i bambini.

Il culmine arriverà a mezzanotte con una spettacolare cascata di stelle, seguita da un simbolico bagno di mezzanotte accompagnato da un DJ set. Per i tifosi, sarà possibile seguire la partita del Calcio Napoli su uno schermo dedicato.Dettagli evento: Ingresso: € 10 (gratis per bambini fino a 3 anni).

Attività facoltative: laboratori e osservazione telescopica (€ 3 ciascuna).
Prenotazione obbligatoria (posti limitati) al 366 357 4348 via WhatsApp.

Con i piedi nella sabbia e gli occhi al cielo, “A Caccia di Stelle” promette una serata di emozioni e desideri da esprimere sotto il magico cielo di Pozzuoli.

Amichevole ad alta tensione: rissa in campo tra Betis e Como a Cadice

Quello che doveva essere un test di preparazione si è trasformato in una serata ad alta tensione. A Cadice, nell’amichevole estiva tra Real Betis e Como 1907, il 6 agosto si è assistito a uno spettacolo tutt’altro che sportivo.

I contrasti duri messi in campo dai lombardi hanno alimentato il nervosismo degli avversari e acceso gli animi anche tra gli staff tecnici. L’episodio che ha fatto esplodere la miccia è arrivato poco prima dell’intervallo, quando Pablo Fornals, infastidito da un fallo subito, ha reagito con uno schiaffo a Perrone. La risposta del giocatore del Como è stata immediata, innescando una rissa che ha coinvolto diversi compagni e avversari. L’arbitro ha cercato di ripristinare l’ordine espellendo Perrone e Héctor Bellerín, quest’ultimo entrato nella mischia per difendere un compagno.

Nonostante la tensione, la gara è proseguita regalando emozioni sul piano sportivo: doppio vantaggio Como con Assane Diao e Lucas Da Cunha, rimonta del Betis firmata da Isco su rigore e da Junior Firpo, fino al gol decisivo di Iván Azón nei minuti di recupero che ha fissato il 3-2 per i lombardi. Ma il post-gara non ha smorzato i toni. Manuel Pellegrini, allenatore del Betis, ha avuto un confronto acceso con Cesc Fàbregas, tecnico del Como, accusando i suoi di un approccio eccessivamente aggressivo.

Pianura, l’ecomostro T1 abbandonato da 17 anni: “Rischio per la sicurezza, va abbattuto”

A Pianura, quartiere occidentale di Napoli, il T1 è molto più di un palazzo abusivo: è una cicatrice profonda nel paesaggio urbano, un monumento all’abbandono e all’incapacità delle istituzioni di risolvere una ferita aperta da decenni.

Sorto negli anni Settanta senza alcuna autorizzazione, acquisito dal Comune nel 1982, l’edificio di cinque piani più seminterrato è oggi una carcassa di cemento e ruggine. Parti crollate, ferri ossidati, calcinacci che cadono ad ogni vibrazione, come accaduto durante il recente sciame sismico dei Campi Flegrei. Nel luglio 2008 un incendio ne decretò l’inagibilità, costringendo gli abitanti a un’evacuazione immediata, senza la possibilità di recuperare i propri beni. Da allora, nulla è cambiato: il T1 è rimasto fermo, identico al giorno dopo le fiamme, teatro di incursioni pericolose di ragazzini che arrivano persino sul tetto, come mostrano diversi video circolati negli anni.

Il deputato Francesco Emilio Borrelli, di Alleanza Verdi-Sinistra, torna a puntare il dito contro quello che definisce “una trappola mortale” e “il frutto dell’abusivismo selvaggio”, ricordando che le denunce dei residenti si susseguono da anni senza esito. Sul piano legale, la matassa è ingarbugliata: 23 richieste di condono per 43 unità immobiliari tra appartamenti, locali e garage, respinte o annullate in un labirinto di ricorsi, rigetti e nuove istruttorie.

Oggi, mentre il Comune notifica nuovi dinieghi, la situazione resta bloccata. Per Borrelli, la priorità è mettere subito in sicurezza l’area, impedirne l’accesso e avviare l’abbattimento. “Non possiamo aspettare una tragedia – avverte – Pianura merita di essere liberata da questo ecomostro”.

Turista napoletano morto per un panino al botulino: 2 indagati

La Procura della Repubblica di Paola ha disposto il sequestro, su tutto il territorio nazionale, di un prodotto alimentare sospettato di aver provocato una grave intossicazione da botulino registrata nei giorni scorsi nel Cosentino, e che ha già causato una vittima e diversi casi di ricovero ospedaliero.

Le indagini, coordinate dal procuratore Domenico Fiordalisi, si concentrano in particolare su un alimento a base di broccoli servito in un panino venduto da un food truck sul lungomare di Diamante, in provincia di Cosenza.

A perdere la vita è stato Luigi Di Sarno, 52 anni, residente a Cercola, in provincia di Napoli, in vacanza in Calabria con la famiglia. L’uomo aveva consumato un panino con broccoli e salsiccia presso l’attività ambulante denominata “Da Peppino”.

Poco dopo aveva cominciato ad avvertire un malore e, durante il viaggio di ritorno verso casa, è deceduto in auto mentre si trovava in autostrada nei pressi di Lagonegro.

La tragedia ha sconvolto la comunità di Cercola e ha scatenato immediate reazioni da parte dell’autorità giudiziaria. La Procura ha aperto un fascicolo ipotizzando i reati di morte e lesioni come conseguenza di altro reato e commercio di sostanze alimentari nocive.

Già due persone – i titolari dell’attività ambulante – risultano indagate. Il furgoncino è stato posto sotto sequestro, così come il lotto del prodotto sospettato, su scala nazionale.

Nel frattempo, sono almeno nove le persone finite in ospedale dopo aver consumato lo stesso tipo di panino, tutte riconducibili alla medesima attività commerciale. Tra loro anche due diciassettenni di Roma, anche loro in vacanza a Diamante, entrambi ricoverati in terapia intensiva: uno dei due è stato intubato, l’altro risulta cosciente.

Non solo. Gli inquirenti stanno anche verificando eventuali responsabilità mediche legate all’assistenza prestata alla vittima. Di Sarno, infatti, si era recato per un primo intervento in una clinica privata di Belvedere Marittimo, prima di decidere di tornare verso Napoli. L’autopsia è stata disposta e affidata all’Istituto di medicina legale di Catanzaro.

Cagliari, un altro caso: muore donna di 38 anni dopo intossicazione da salsa guacamole

Il caso di Diamante si intreccia con un altro episodio analogo registrato a Cagliari, dove otto persone erano rimaste intossicate da botulino a fine luglio, dopo aver consumato una salsa guacamole durante la manifestazione “Fiesta Latina” di Monserrato.

Nelle ultime ore, una delle pazienti, una donna di 38 anni, è deceduta all’ospedale Businco, dove era stata trasferita dopo un primo ricovero al Brotzu. La donna era stata tra le prime a manifestare i sintomi dell’intossicazione.

Ora si attende l’esito degli accertamenti tossicologici e microbiologici per chiarire l’origine del batterio responsabile. Anche in questo caso, la magistratura locale ha avviato un’indagine per fare luce sulla catena di produzione e distribuzione dell’alimento contaminato.

Turista napoletano morto per un panino al botulino: 2 indagati
Il Truck Food “Da Peppino” sequestrato

Francesca Maciocia è la nuova direttrice generale di Napoli Servizi

Cambio al vertice di Napoli Servizi. L’assemblea dei soci ha nominato Francesca Maciocia nuova direttrice generale della società in house del Comune di Napoli, ufficializzando una scelta maturata al termine di un bando e di una selezione condotta da una commissione giudicatrice. All’incontro, in rappresentanza dell’ente, era presente l’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, delegato del sindaco Gaetano Manfredi.

Ingegnera, napoletana, con un profilo manageriale consolidato, Maciocia ha maturato una lunga esperienza alla Scabec, la società regionale per la valorizzazione del patrimonio culturale, dove ha ricoperto anche il ruolo di direttrice generale. Ora avrà il compito di affiancare l’amministratore unico Alessandro Venturieri in una fase cruciale di riorganizzazione e rilancio della partecipata comunale, diventando la prima donna a ricoprire questo incarico in Napoli Servizi. La sua nomina, della durata triennale, segna il passaggio di testimone con Ciro Turiello, chiamato a coordinare i servizi per il decoro urbano voluti dall’amministrazione Manfredi.

Nel corso della stessa assemblea è stato rinnovato anche il collegio sindacale, guidato dal presidente Loris Landriani, con Antonio Mastrangelo e Gabriela Napoli come membri effettivi, mentre Francesco Campobasso e Monica Scipione ne saranno i supplenti. A tutti i nuovi incaricati, il sindaco ha rivolto un augurio di buon lavoro, sottolineando la centralità strategica di Napoli Servizi nella gestione dei servizi cittadini.

Stalking e lesioni personali, divieto di dimora per un uomo nella Valle Telesina

Un’escalation di minacce, insulti e violenza fisica, culminata in un’aggressione che ha lasciato la vittima in uno stato di ansia costante e paura per la propria incolumità e quella dei suoi cari.

È il quadro ricostruito dalla Polizia di Stato di Telese Terme e dalla Procura di Benevento nei confronti di un uomo, raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora nel Comune della Valle Telesina emesso dal giudice per le indagini preliminari. Secondo gli investigatori, l’indagato avrebbe perseguitato la vittima con comportamenti vessatori, prima con parole e gesti minacciosi, poi passando alle mani.

La pressione psicologica e il clima di terrore avrebbero costretto la persona offesa a modificare radicalmente la propria vita quotidiana, evitando luoghi e abitudini per sfuggire al suo persecutore. Un episodio che riporta al centro il tema della tutela delle vittime di violenza e stalking, e dell’importanza di interventi rapidi per fermare sul nascere situazioni destinate a degenerare.

E’ arrivato “Caronte” che infuoca l’Italia: picchi di 40°C e afa opprimente fino a Ferragosto

L’anticiclone nordafricano, ribattezzato “Caronte” per le temperature infernali, sta per colpire l’Italia con ondate di calore estremo, picchi fino a 40°C e un’afa asfissiante che durerà almeno fino a metà agosto.

Un fenomeno sempre più frequente dal 2000, legato ai cambiamenti climatici, che ha soppiantato i tradizionali anticicloni delle Azzorre, portando masse d’aria rovente dal Sahara.

Da oggi il termometro schizza – Firenze e Terni toccheranno 38°C, Roma 36°C e Napoli 35°C, ma è solo l’inizio. Sabato 9 agosto si raggiungeranno i 39°C nella piana Firenze-Prato-Pistoia, mentre Arezzo, Ferrara, Mantova e altre città del Nord sfioreranno i 37°C con umidità record. Il culmine arriverà per San Lorenzo (10 agosto), con 40°C a Firenze e 39°C in Emilia Romagna e Veneto.

Pianura Padana bollente – La combinazione tra caldo torrido e umidità elevata, dovuta alle recenti piogge, trasformerà il Nord in una “giungla termica”, con temperature percepite oltre i 40°C e rischi per la salute. Bolzano, Bologna, Padova e Verona viaggeranno sui 38°C, mentre la Lombardia sarà avvolta da un’afa tropicale.

Nessuna tregua prima di Ferragosto – L’anticiclone africano dominerà sull’Italia almeno fino al 15 agosto. Qualche temporale al Nord nel weekend del 16-17 potrebbe portare sollievo, ma intanto la strategia è una sola: idratarsi, cercare ombra e, in città, rifugiarsi con condizionatori accesi. La fuga verso mare o montagna resta l’opzione migliore.

Previsioni giorno per giorno

Venerdì 8/08: Nord afoso, Centro-Sud caldo in aumento.
Sabato 9/08: picchi di 39°C al Centro-Nord.
Domenica 10/08: torrido ovunque, specialmente nell’entroterra.
Meteo estremo che conferma una tendenza ormai strutturale: l’Italia è sempre più nel mirino del “Cammello” africano, e le estati infuocate sono la nuova normalità.

Dl Economia e Payback Dispositivi Medici, Broya de Lucia (Conflavoro PMI Sanità) e Colaci (Confapi Sanità): “Pronti a difendere comparto ad oltranza”

2

ROMA – “Il Decreto Economia, nella sua formulazione definitiva, rappresenta un colpo durissimo per l’intero comparto dei dispositivi medici, in particolare per le micro, piccole e medie imprese italiane. Ciò che lascia più interdetti è l’eliminazione ‘tecnica’ degli intendimenti che il ministro Giorgetti aveva più volte rassicurato come parte integrante del confronto con le associazioni: la franchigia per le PMI è scomparsa. Un segnale gravissimo, che disconosce il principio di equità e sostenibilità già applicato nel settore farmaceutico. Conflavoro PMI Sanità e Confapi Sanità confermano che i ricorsi continueranno fino alla Corte di Giustizia Europea. La battaglia legale proseguirà ad oltranza, perché è in gioco la sopravvivenza stessa di centinaia di aziende italiane, e con esse migliaia di posti di lavoro e decenni di competenze industriali. Non solo. Il Decreto disattende apertamente anche le indicazioni della Corte Costituzionale, introducendo una norma che prevede compensazioni su un payback futuro, in contrasto con i principi di certezza del diritto e ragionevolezza sanciti dalla Consulta. Infine, non possiamo tacere un’amara constatazione: tutte le principali associazioni di categoria hanno mancato l’appuntamento con la storia, abdicando al proprio ruolo di rappresentanza. Le uniche sigle che si sono battute fino in fondo, rimanendo sole nei tavoli istituzionali, sono Conflavoro PMI Sanità e Confapi Sanità. Lo ribadiamo con forza: non ci fermeremo. Questo decreto va riscritto. Chi pensa di chiudere la partita con una norma scritta contro le PMI italiane, non ha compreso quanto il nostro comparto sia pronto a combattere”. Lo hanno dichiarato, in una nota congiunta, Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità e Michele Colaci, presidente di Confapi Sanità, in merito all’impatto negativo che il Decreto Economia avrà per l’intero settore dei dispositivi medici, in particolare per le micro, piccole e medie imprese italiane.

Per festeggiare la scarcerazione evade dai domiciliari: torna in cella

Cerreto Sannita— I carabinieri l’hanno arrestato di nuovo, questa volta senza ulteriori sconti. L’uomo, un pregiudicato del posto, era appena rientrato nella sua abitazione per scontare il resto della pena in regime di detenzione domiciliare, ma ha deciso di non rispettare neppure le prime ore del provvedimento.

Anzi, ha ben pensato di partecipare a una vera e propria festa in suo onore, organizzata nel parcheggio davanti casa, per celebrare il suo ritorno.

Un raduno improvvisato, ma tutt’altro che discreto: tra balli, brindisi e musica ad alto volume, non è mancata la partecipazione di un cantante neomelodico, che ha intrattenuto i presenti e — ironia della sorte — ha anche documentato tutto sui social.

I video, pubblicati su TikTok e ricondivisi da altri utenti, mostrano il protagonista della serata circondato da amici e parenti, intento a festeggiare come se fosse davvero un giorno di libertà.

Ma a rovinare la festa sono stati proprio quei filmati. I carabinieridella Stazione di Cerreto Sannita, venuti a conoscenza delle immagini, hanno immediatamente avviato accertamenti. Dall’analisi dei video è risultato evidente che l’uomo si trovava fuori dall’appartamento, nonostante il provvedimento gli imponesse l’obbligo di permanenza all’interno della propria abitazione.

Inoltre, la presenza di numerose persone estranee, non autorizzate a frequentare l’indagato, rappresentava un’ulteriore violazione delle prescrizioni.

Una leggerezza — o un’arroganza — che è costata cara. Le prove raccolte hanno portato all’aggravamento della misura: l’uomo è stato prelevato dalla sua abitazione e trasferito nella Casa Circondariale di Benevento, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Oltre alla pena che già stava scontando, ora dovrà anche rispondere del reato di evasione.

Una festa fuori luogo, insomma, che gli è valsa un biglietto di ritorno in cella. E ora, il brindisi dovrà rimandarlo — questa volta, rigorosamente dietro le sbarre.

Castellammare, “Papà sta picchiando mamma”: arrestato 43enne

Castellammare – Un altro episodio di violenza tra le mura domestiche, l’ennesimo, che poteva restare nascosto come troppo spesso accade.

Questa volta, però, a rompere il silenzio è stata una figlia, appena 17 anni, che ha trovato la forza di denunciare il padre e salvare sua madre da un’ennesima aggressione. Un gesto coraggioso che ha permesso ai carabinieri di arrestare un 43enne per maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni personali.

I fatti si sono consumati nella serata di ieri in un appartamento di Castellammare di Stabia. L’uomo, secondo la ricostruzione fornita dai militari, aveva aggredito per l’ennesima volta la moglie, una donna di 49 anni, al culmine di un litigio degenerato in violenza.

È stata la figlia maggiore della coppia, testimone dell’episodio, a mandare un messaggio disperato alla zia: “Corri, papà sta picchiando mamma”. Parole che non lasciavano spazio a dubbi.

La zia, sorella della vittima, si è precipitata a casa e, una volta entrata con l’aiuto della nipote, si è trovata davanti una scena agghiacciante: l’uomo stava stringendo le mani al collo della moglie, riversa sul divano.

La donna è riuscita a divincolarsi e a chiedere aiuto dal balcone, mentre l’aggressore cercava di sottrarre il telefono alla figlia. Ma la ragazza, determinata, si è chiusa in camera e ha chiamato il 112.

Nel frattempo, l’uomo aveva già intuito l’arrivo delle forze dell’ordine e aveva provato ad allontanarsi da casa, ma i carabinieri lo hanno intercettato e fermato.

Ai militari ha tentato di fornire una versione dei fatti molto diversa: ha sostenuto di essersi allontanato dopo un litigio, dicendo che la moglie gli aveva lanciato il cellulare dalla finestra. Una versione smentita dai riscontri raccolti sul posto e dalla testimonianza diretta della cognata.

 La donna è stata medicata all’ospedale san Leonardo

La vittima, sotto shock, è stata trasportata all’ospedale San Leonardo dove i medici le hanno riscontrato escoriazioni al braccio e le hanno assegnato una prognosi di dieci giorni. Ai carabinieri ha raccontato che quella subita non era la prima aggressione.

Una storia di violenze reiterate, sopportate troppo a lungo, come spesso accade per paura, per vergogna, o perché si spera che tutto possa cambiare.

La violenza che si consuma in silenzio

L’episodio di Castellammare riporta al centro dell’attenzione la piaga della violenza domestica, che continua a consumarsi in silenzio in troppe famiglie. Quante donne – madri, mogli, compagne – non denunciano, per paura o per proteggere i figli? In questo caso, è stata proprio una figlia a fare la differenza, dimostrando un coraggio che spesso manca agli adulti.

Un gesto che ha salvato sua madre e, forse, anche se stessa. Perché la violenza assistita – come la definiscono gli psicologi – lascia ferite profonde anche nei minori che non subiscono direttamente gli abusi, ma ne sono spettatori.

L’uomo arrestato è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. La donna sarà seguita dai servizi sociali e dalle strutture di supporto. Ma il vero monito arriva da quella ragazza di 17 anni che, nel momento più difficile, ha avuto la prontezza e il coraggio di rompere il muro del silenzio.

Napoli, maxi-sequestro di oltre 380 mila prodotti contraffatti e non sicuri: 46 denunciati

Napoli – Un’imponente operazione della Guardia di Finanza di Napoli ha portato al sequestro di oltre 380 mila prodotti contraffatti e non sicuri in tutta la provincia, nell’ambito di una serie di controlli effettuati negli ultimi cinque giorni.

Le attività, coordinate dal Comando Provinciale e supportate dalle indicazioni del Prefetto Michele Di Bari, hanno riguardato il capoluogo, l’area metropolitana e diverse zone della provincia, tra cui Ischia, l’area oplontina, nolana e flegrea.

L’operazione ha coinvolto 46 soggetti, di cui 39 titolari di attività commerciali al dettaglio di giocattoli, bigiotteria e articoli per la casa. Dodici persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per reati come commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, mentre 27 sono state segnalate alla Camera di Commercio per violazioni amministrative.

 Sequestrati anche numerosi gadget della SSC Napoli

Tra i sequestri più rilevanti, il Gruppo Pronto Impiego ha confiscato oltre 210 mila articoli, tra cui gadget della S.S.C. Napoli, giocattoli, accessori di bigiotteria e capi di abbigliamento contraffatti o privi dei requisiti di sicurezza. Otto persone sono state denunciate e tre segnalate amministrativamente.

A Frattamaggiore, i finanzieri hanno sequestrato 85 mila prodotti per la casa e la cura della persona, come cosmetici, glitter e unghie finte, privi del marchio CE e di etichette in italiano, con il responsabile segnalato amministrativamente.

Nel capoluogo, inclusi porto e aeroporto, oltre a Ischia e San Giorgio a Cremano, il I e II Gruppo di Napoli hanno ritirato dal mercato circa 7 mila articoli, tra cui profumi, borse, cinture e cover per cellulari contraffatti o non sicuri, denunciando tre soggetti e segnalandone otto.

Nell’area oplontina (Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Gragnano, Torre del Greco) sono stati sequestrati 36 mila prodotti non conformi, tra cui articoli per la pulizia e giocattoli, con sei segnalazioni amministrative.

Ulteriori 42 mila articoli non sicuri sono stati confiscati nell’area nolana (Nola, San Gennaro Vesuviano, Marigliano) e flegrea (Pozzuoli, Monte di Procida, Bacoli), con nove responsabili segnalati.L’operazione, sottolinea la Guardia di Finanza, mira a tutelare i consumatori, in particolare i minori, dai rischi legati a prodotti non conformi, garantendo al contempo un mercato equo per gli operatori onesti.

Gragnano, denuncia choc: paziente denuncia abusi e malasanità in studio odontoiatrico. “Mi hanno rovinato la vita”

Gragnano – Una vicenda che sembra uscita da un incubo medico, con accuse gravissime di esercizio abusivo della professione, lesioni colpose e una catena di errori che hanno portato una donna al ricovero d’urgenza.

Protagonista di questa storia è I. G,, 49 anni, casalinga di Gragnano, che attraverso il suo avvocato, Vincenzo Propenso, ha presentato una denuncia-querela contro Leonardo Cuomo, titolare del Centro Odontoiatrico L. & C. s.a.s. di Gragnano, e un collaboratore identificato solo come “dottor Giuseppe”.

La Procura di Torre Annunziata, al termine di minuziose indagini, ha disposto il sequestro dello studio odontoiatrico di Cuomo che è stato confermato nei giorni scorsi dal Tribunale del Riesame anche perché si è scoperto che altri clienti avevano avuto problemi nello stesso studio: un caso che potrebbe aprire un vaso di Pandora su malasanità e abusi nel settore dentistico.

L’inizio del calvario: una semplice pulizia dei denti

Tutto inizia il 22 novembre 2023, quando la signora I. G. si reca presso lo studio di Cuomo per una banale pulizia dentale. Durante l’intervento, avverte un forte dolore a un molare. La dottoressa Roberta, che l’ha trattata, informa Cuomo, il quale le consiglia di tornare l’11 dicembre per un controllo.

Quel giorno, dopo un’anestesia, Cuomo le comunica che il dente deve essere estratto. Nonostante la doppia dose di anestetico, la paziente sente un dolore lancinante durante l’estrazione. Nessuna prescrizione di antibiotici, solo un antidolorifico: Toki bustine.

Il labbro storto, il dolore insopportabile e la diagnosi choc

Appena tornata a casa, il marito, nota che il labbro della moglie è inclinato verso destra e che non riesce ad aprire la bocca. Nei giorni seguenti, il dolore si intensifica, irradiandosi su tutta la mascella.

Cuomo minimizza, prescrivendo Flexiban e suggerendo un bite dentale, ma la situazione peggiora. Il 20 dicembre, dopo una TC al Centro Diagnostico Laser di Castellammare di Stabia, emerge la verità: sublussazione condilare, infezione grave e edema mandibolare, conseguenza delle estrazioni mal eseguite.

La corsa contro il tempo: ricovero e intervento d’urgenza

Trasferita d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli, la donna viene ricoverata e sottoposta a un drenaggio d’ascesso. Gli esami confermano una massiccia infezione legata all’estrazione dei denti 3.7 e 3.8, eseguita senza le precauzioni mediche necessarie. La dimissione arriva solo il 15 gennaio 2024, dopo settimane di sofferenza.

L’accusa: abuso della professione e lesioni colpose

La querela, depositata dall’avvocato Propenso, accusa Cuomo e il suo collaboratore di esercizio abusivo della professione medica (art. 348 c.p.) e lesioni colpose (art. 590 c.p. e 590-sexies). Cuomo, stando alle indagini, non sarebbe né medico né odontoiatra, e avrebbe agito senza consenso informato. Anche il “dottor Giuseppe” è sotto accusa per l’estrazione del dente del giudizio, eseguita in condizioni già critiche.

Il parere del CTU: “Violate le regole basilari”

A supporto della denuncia, la perizia del dottor Attilio Menduni De Rossi, odontoiatra e consulente tecnico, evidenzia l’assenza di consenso informato, l’uso improprio dell’anestesia e la mancata terapia antibiotica post-operatoria. “Una condotta inaccettabile”, si legge nel rapporto.

La richiesta di giustizia

La signora I. G., oltre alla punizione dei responsabili, si riserva di costituirsi parte civile per danni morali e fisici. “Mi hanno rovinato la vita – racconta –. Ora chiedo che paghino per quello che mi hanno fatto”.