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Situazione critica per le carceri campane il CON.SI.PE. incontra il Capo del DAP

Il capo del DAP, dott. Stefano Michele De Michele, ha compiuto un sopralluogo in tre istituti penitenziari simbolo della Campania: Napoli Poggioreale “G. Salvia”, Santa Maria Capua Vetere e Napoli Secondigliano.

Il CON.SI.PE. era presente, pronto ad ascoltare le indicazioni sul piano trattamentale, ma soprattutto a portare la voce di chi, ogni giorno, fronteggia la realtà dietro le sbarre.

Quella voce racconta una verità amara: un sistema piegato da una storica carenza di organico e da criticità ormai strutturali. Ad aggravare il quadro, un sovraffollamento record del 130% e una sanità penitenziaria allo stremo, priva di personale e di strumenti tecnologici adeguati.

Le visite effettuate nei giorni 7, 8 e 9 agosto hanno inoltre messo in luce un ulteriore aspetto critico: la sicurezza interna è costantemente a rischio se non si interviene con un serio piano di deflazione della popolazione detenuta e con soluzioni concrete e dedicate per la gestione dei detenuti affetti da patologie psichiatriche.

“Dal dott. De Michele ci aspettiamo un’azione concreta, che parta dal benessere del personale e non solo dalla gestione dell’emergenza”, dichiarano il vicepresidente Luigi Castaldo e il dirigente nazionale Vincenzo Santoriello.

Un Corpo di Polizia Penitenziaria già messo in ginocchio da anni di disattenzioni politiche non può accontentarsi di soluzioni tampone: serve una riforma vera, capace di restituire dignità e tutele a migliaia di donne e uomini che, con spirito di sacrificio e alto senso del dovere, continuano a garantire sicurezza e legalità anche quando tutto sembra remare contro.

Ischia, arrestata coppia con documenti falsi: “Restiamo in albergo ai domiciliari, ci troviamo bene”

Ischia – Controlli a tappeto dei Carabinieri al porto di Ischia, cuore pulsante dei flussi turistici dell’isola. Questa mattina, i riflettori sono puntati su una coppia fermata con l’accusa di possesso di documenti falsi e su due giovani denunciati per spaccio di droga, in un’operazione che ha visto l’identificazione di 201 persone e il controllo di 121 veicoli.

In manette sono finiti Placido Briante, 63enne napoletano con precedenti penali, e la sua compagna, una 55enne incensurata. I due, intercettati poco prima di salire su un aliscafo diretto a Napoli, sono stati trovati in possesso di carte d’identità elettroniche contraffatte, recanti le loro foto e generalità ma con una falsa residenza isolana.

Il trucco? Viaggiare a tariffa scontata per residenti. Dopo l’arresto, la coppia ha scelto di trascorrere la notte ai domiciliari nell’hotel dove aveva alloggiato nei giorni precedenti, pagando di tasca propria. “Una struttura meravigliosa, perfetta anche per la detenzione”, avrebbero dichiarato con un pizzico di ironia. Questa mattina, i due sono attesi in tribunale a Napoli per il processo.

 Documenti falsi per avere gli sconti residenti sui traghetti

Ma non è tutto. Durante i controlli, i Carabinieri hanno denunciato una 27enne napoletana, già nota alle forze dell’ordine, trovata con 8 grammi di cocaina. Proposta per il foglio di via dall’isola, la giovane non è stata l’unica a finire nei guai.

Un 27enne di Forio è stato fermato con 27 grammi di marijuana e rischia la stessa misura restrittiva.L’operazione, mirata a garantire la sicurezza nel caos estivo del porto, conferma l’attenzione delle forze dell’ordine sui flussi turistici e sulla criminalità che tenta di sfruttare il fermento dell’isola. I controlli proseguono senza sosta.

Cane legato e abbandonato al sole muore di stenti a Varcaturo

Giugliano – Un’altra storia di profonda crudeltà verso gli animali scuote la comunità. Un meticcio marrone è stato trovato morto in un cortile privato a Varcaturo, in via Madonna del Pantano, dopo essere stato legato a una cyclette e lasciato per giorni sotto il sole cocente.

L’animale, abbandonato dalla sua padrona partita per le vacanze, è morto di sete, fame e per le gravi ferite che si era procurato nel disperato tentativo di liberarsi.

La macabra scoperta, documentata da foto pubblicate sui social dall’animalista Enrico Rizzi, ha fatto il giro del web, scatenando un’ondata di indignazione. La segnalazione è arrivata al parlamentare Francesco Emilio Borrelli e alle guardie zoofile dell’Oipa.

Quando sono giunti sul posto, era ormai troppo tardi: il cane era già deceduto dopo un’agonia durata giorni.

La denuncia e il problema dell’abbandono

Il corpo del cagnolino, pieno di lesioni, è stato sequestrato per accertamenti. Le indagini hanno rivelato che la proprietaria, una docente del posto, era partita per le vacanze. La donna aveva affidato i due cani a un immigrato, poi identificato e denunciato. Anche un altro cane della stessa donna, trovato libero in un altro cortile, è stato sequestrato.

“Una storia indegna,” ha commentato il deputato Borrelli, sottolineando la necessità di inasprire le pene per chi abbandona gli animali. “Purtroppo, chi commette questi reati spesso la fa franca a causa della prescrizione. Occorre agire per garantire giustizia,” ha dichiarato Borrelli.

Il dramma dei cani “a rischio” e l’appello per una cultura del rispetto

Questo ennesimo episodio di crudeltà riaccende i riflettori su un drammatico fenomeno estivo: l’abbandono degli animali domestici. Molte persone, incapaci o non intenzionate a organizzare la gestione dei loro amici a quattro zampe durante le ferie, li lasciano al loro destino.

Come ha spiegato Nando Cirella, coordinatore delle guardie zoofile Oipa, la morte dell’animale è probabilmente avvenuta per un colpo di calore, un’emergenza veterinaria che si verifica quando la temperatura corporea sale in modo incontrollato. “Capita troppo spesso che i proprietari vadano in vacanza lasciando gli animali a casa, ma se non c’è una figura addetta a prendersene cura, le conseguenze possono essere fatali,” ha affermato Cirella.

Il tragico evento di Varcaturo è un monito per tutti i proprietari di animali: la cura e il rispetto per i propri amici a quattro zampe sono una responsabilità che dura 365 giorni all’anno, anche in vacanza.

Cosa rischia il proprietario del cane

In questo caso, il proprietario del cane che lo ha abbandonato al sole a Varcaturo rischia di essere accusato di maltrattamento di animali, un reato previsto e punito dall’articolo 544-ter del Codice Penale. La pena per questo reato può variare, a seconda della gravità, da una reclusione da tre a diciotto mesi o una multa da 5.000 a 30.000 euro.

Se il maltrattamento ha portato alla morte dell’animale, come nel caso specifico, le pene sono ancora più severe e possono includere la reclusione da quattro mesi a due anni. La crudeltà e la negligenza dimostrate dal proprietario, che ha lasciato l’animale legato e senza riparo in un luogo rovente, aggravano la sua posizione.

Un’ulteriore accusa potrebbe riguardare l’abbandono di animali (articolo 727 del Codice Penale), un reato che prevede l’arresto fino a un anno o un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. In questo caso, però, l’abbandono ha avuto una conseguenza ancora più grave, ovvero la morte dell’animale, e per questo è più probabile che l’accusa principale sia di maltrattamento di animali.

Arrivata nella notte a Napoli il traghetto Rubattino

Napoli– Approdo notturno per la motonave Raffaele Rubattino della compagnia Tirrenia, partita da Palermo e arrivata a Napoli intorno alle 23.15, con alcune ore di ritardo. Lo sbarco dei 155 passeggeri e dei veicoli è avvenuto nel cuore della notte, dopo momenti di tensione in mare.

Intorno alle 18, a circa 15 miglia dalla costa partenopea, di fronte a Capri, un principio d’incendio nella sala macchine – subito domato dall’equipaggio – ha provocato l’arresto dei motori, lasciando la nave alla deriva.

Immediato l’intervento della Guardia Costiera, che ha coordinato le operazioni di soccorso inviando da Napoli due rimorchiatori per trainare il traghetto fino al porto.

A bordo si sono vissuti momenti di paura, ma non si registrano feriti. Sul molo, carabinieri, guardia di finanza e capitaneria di porto hanno vigilato sulle operazioni di sbarco, mentre i vigili del fuoco hanno effettuato un sopralluogo negli ambienti interessati dalle fiamme.

Altra notte di fuoco sul Vesuvio: nuovo fronte di fiamme. Situazione sempre più drammatica

Un’altra notte di fuoco sul Vesuvio, un’altra notte di paura. Un’altra notte infernale. Un’altra notte di distruzione. Chi aveva sperato e parlato della fine dell’emergenza è stato clamorosamente smentito dalle fiamme.

Intorno alla mezzanotte di ieri l’incendio alle pendici del Vesuvio ha ripreso vigore portando con se altra distruzione. E’ evidente a questo punto che qualcosa non sta funzionando dal punto di vista dei soccorsi e delle operazioni di spegnimento.

C’è chi rilascia dichiarazioni di facciata con la mente già al ferragosto senza pensare ai danni che si stanno creando all’ecosistema della provincia Sud di Napoli perché se si pensa al sole, al caldo e al mare poi bisognerà pensare agli altri disastri ambientali che arriveranno con le piogge.

I cittadini che abitano nei comuni a Sud di Napoli sanno guardare con i propri occhi quello che sta accadendo al di là delle dichiarazioni politiche e della narrazione , talvolta tossica, di di vuole per forza raccontare che la situazione è risolta o che è in via di risoluzione.

Purtroppo non è così. Come non è vero che l’incendio è iniziato da venerdì pomeriggio. Forse sarebbe più corretto dire che si è sviluppato in quella data mal e fiamme erano iniziate nel pomeriggio di martedì. E quindi per tre giorni nessuno è intervenuto. Non c’è stato alcun intervento aereo eppure qualche amministratore comunale che da giorni compare in televisione bastava che avesse alzato un po lo sguardo verso il monte per rendersi conto che vi era un incendio in atto.

Ora che il danno, anzi il disastro è fatto bisogna correre e cercare di evitarne altri peggiori. Poi sarà l’inchiesta della magistratura a stabilire i colpevoli e le responsabilità politiche e istituzionali di chiaè intervenuto in ritardo.

Dalla serata di ieri intanto sono arrivate anche dieci squadre Antincendio Boschivo della Protezione Civile del Lazio per un impegno complessivo di circa 60 persone con 8 mezzi pick-up e 2 botti, una da 40.000 lt e una da 5.000 lt.

Vesuvio in fiamme, Terzigno perde due gioielli della Campania: viticoltura e frutticoltura in ginocchio. Questa volta le fiamme stanno divorando il versante di Terzigno, trasformando in cenere ettari di terreno agricolo e colpendo al cuore due eccellenze della Campania: i vigneti del Lacryma Christi Dop e le coltivazioni di albicocca Pellecchiella.

«Un disastro enorme – denuncia Valentina Stinga, presidente di Coldiretti Napoli – perché il Parco nazionale del Vesuvio non è solo un simbolo naturalistico e un polo di attrazione turistica, ma anche un tesoro agricolo che produce specialità uniche, amate dai visitatori e orgogliosamente consumate dai napoletani».

 A rischio la produzione del Lacryma Christi, delle pellecchielle e dei pomodorino del piennolo dop

Il momento non poteva essere peggiore. L’incendio è arrivato nel pieno della stagione che conduce alla vendemmia, mettendo a rischio la produzione del Lacryma Christi, vino che porta con sé secoli di storia e di tradizione.

Ma il fuoco non risparmia nemmeno i pendii dove maturano le dolcissime albicocche Pellecchiella, né le piante di Pomodorino del Piennolo Dop, appese come gioielli rossi ai balconi e cucine di tutta la regione.

Le fiamme, oltre a cancellare frutteti e vigneti, colpiscono anche l’indotto del turismo rurale: agriturismi, cantine, percorsi di degustazione che ogni anno attirano migliaia di visitatori italiani e stranieri. «Dopo l’incendio del 2017, che provocò danni enormi, ci ritroviamo di nuovo a fare i conti con un’emergenza devastante – ricorda Stinga –. Stavolta a pagare il prezzo sono le famiglie che vivono di agricoltura e turismo. Rialzarsi sarà difficile per tutti».

Il rogo sul Vesuvio non è solo un dramma ambientale: è una ferita economica e culturale, che rischia di impoverire per anni un territorio dove natura, storia e sapori unici si intrecciano in un patrimonio senza eguali.

Oroscopo del giorno 11 agosto 2025 segno per segno

Oggi, 11 agosto 2025, i pianeti ci regalano energie contrastanti: Mercurio in Vergine favorisce la precisione, mentre Marte in Bilancia porta un po’ di indecisione. Ecco cosa ti riservano le stelle oggi, con un focus su amore, lavoro, salute e finanze, più il consiglio astrologico per ogni segno.


♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

🔹 Amore: Giorno di passione, ma attenzione alle discussioni con il partner. I single potrebbero incontrare qualcuno intrigante.
🔹 Lavoro: Ottimo per prendere iniziative, ma controlla i dettagli per evitare errori.
🔹 Salute: Energia alta, ma non strafare. Un po’ di stretching ti farà bene.
🔹 Finanze: Investimenti promettenti, ma evita rischi eccessivi.
💫 Consiglio: Agisci con coraggio, ma rifletti prima di parlare.

♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

🔹 Amore: Romantico e stabile per le coppie. I single potrebbero ricevere una sorpresa.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fruttuose, ma non farti influenzare troppo dagli altri.
🔹 Salute: Attenzione a digestione e stress. Mangia leggero.
🔹 Finanze: Buon momento per risparmiare, ma evita spese superflue.
💫 Consiglio: Goditi la stabilità, ma rimani flessibile.

♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

🔹 Amore: Comunicazione chiave oggi. Un chiarimento può migliorare tutto.
🔹 Lavoro: Idee brillanti, ma devi organizzarle meglio.
🔹 Salute: Ritmo frenetico, prenditi delle pause.
🔹 Finanze: Piccole entrate extra, ma niente grandi scommesse.
💫 Consiglio: Scrivi i tuoi pensieri per fare chiarezza.

♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

🔹 Amore: Emozioni in primo piano. Se single, potresti sentirti nostalgico.
🔹 Lavoro: Attenzione alle critiche, ma un progetto importante potrebbe decollare.
🔹 Salute: Cura il riposo e l’idratazione.
🔹 Finanze: Evita prestiti o debiti oggi.
💫 Consiglio: Ascolta il tuo cuore, ma non farti sopraffare.

♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

🔹 Amore: Giorno di fascino e attrazione. I Leoni single sono sotto i riflettori!
🔹 Lavoro: Leadership al top, ma non essere troppo autoritario.
🔹 Salute: Vitalità alta, perfetto per sport o attività creative.
🔹 Finanze: Possibili guadagni, ma non sperperare.
💫 Consiglio: Brilla, ma condividi la luce con gli altri.

♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

🔹 Amore: Sei più razionale che romantico oggi. Meglio rimandare discussioni serie.
🔹 Lavoro: Precisione e efficienza sono tue alleate. Ottimo per pianificare.
🔹 Salute: Attenzione a tensioni muscolari. Un massaggio aiuterebbe.
🔹 Finanze: Analizza bene prima di spendere.
💫 Consiglio: Organizza, ma non ossessionarti.

♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

🔹 Amore: Armonia nelle coppie, ma potresti sentirti indeciso.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fortunate, ma non procrastinare.
🔹 Salute: Equilibrio mentale fondamentale. Meditazione utile.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente grandi investimenti oggi.
💫 Consiglio: Cerca il giusto mezzo in tutto.

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

🔹 Amore: Passione intensa, ma attenzione a gelosie o manipolazioni.
🔹 Lavoro: Potere di persuasione alto, ma usa questa energia con saggezza.
🔹 Salute: Attenzione a mal di testa o ansia.
🔹 Finanze: Qualcosa in arrivo, ma non essere impulsivo.
💫 Consiglio: Trasforma le tue paure in forza.

♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

🔹 Amore: Avventura e ottimismo. Se single, potresti incontrare un’anima affine.
🔹 Lavoro: Idee innovative, ma servono basi solide.
🔹 Salute: Energia fisica alta, perfetto per viaggi o sport.
🔹 Finanze: Fortuna in gioco, ma non esagerare.
💫 Consiglio: Segui il tuo entusiasmo, ma resta con i piedi per terra.

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

🔹 Amore: Praticità prima dei sentimenti oggi. Le coppie devono lavorare sulla comunicazione.
🔹 Lavoro: Progressi concreti, ma niente scorciatoie.
🔹 Salute: Resistente, ma attento alla postura.
🔹 Finanze: Ottimo per risparmi e investimenti a lungo termine.
💫 Consiglio: La costanza paga, ma non dimenticare di vivere.

♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

🔹 Amore: Sei distaccato oggi, ma potresti ricevere un messaggio inaspettato.
🔹 Lavoro: Idee rivoluzionarie, ma servono alleati per realizzarle.
🔹 Salute: Attenzione a circolazione e nervosismo.
🔹 Finanze: Qualche spesa imprevista, ma niente grave.
💫 Consiglio: Sii originale, ma resta concreto.

♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

🔹 Amore: Sogni e romanticismo. Sei particolarmente sensibile oggi.
🔹 Lavoro: Creatività al top, ma non perderti nei dettagli.
🔹 Salute: Stanchezza emotiva, riposati e fai una passeggiata.
🔹 Finanze: Intuizioni finanziarie buone, ma non fidarti troppo degli altri.
💫 Consiglio: Segui l’ispirazione, ma resta ancorato alla realtà.


Oggi la Luna in Scorpione accentua le emozioni, rendendo tutto più intenso. Marte in Bilancia ci spinge a cercare equilibrio, mentre Mercurio in Vergine aiuta a organizzare meglio le idee. C’è una forte energia di trasformazione, specialmente per i segni d’acqua (Cancro, Scorpione, Pesci).

Consiglio universale:
Usa la logica di Mercurio in Vergine per pianificare, ma non reprimere le emozioni. Cerca un equilibrio tra cuore e ragione, specialmente nelle decisioni importanti.

Buona giornata sotto le stelle!

Inferno Vesuvio, ancora tre fronti attivi: le preoccupazioni dei cittadini

Napoli – Il Vesuvio continua a bruciare e la paura si mescola alla rabbia per una situazione che, a oltre tre giorni dalle prime segnalazioni, non è ancora sotto controllo.

Nonostante il massiccio dispiegamento di forze giunte da tutta Italia, i fronti di fuoco sono ancora tre e i cittadini si chiedono, sui social e nelle strade, come sia possibile che un incendio di queste proporzioni non sia stato spento prima.

La dinamica e le indagini

Il lavoro di contenimento continua senza sosta, tra l’impiego di canadair, elicotteri e squadre a terra, ma la conta dei danni è già pesantissima. La Procura di Nola ha aperto un fascicolo e una task force di specialisti, composta da Carabinieri con specifiche competenze, sta indagando per risalire alle cause del rogo.

Sebbene al momento non siano state trovate tracce di inneschi dolosi, la mano dell’uomo sembra la pista più accreditata, sia per dolo che per negligenza.

La vicenda è avvolta da un’ombra di inquietudine: ci sono infatti testimonianze che un piccolo incendio nella pineta di Terzigno fosse stato segnalato e ignorato tre giorni prima che la situazione precipitasse. Un ritardo che ha scatenato la frustrazione e la rabbia dei residenti, che denunciano la scarsa tempestività delle risposte istituzionali.

Legambiente, occhio alla bonifica post incendio “Non si può sbagliare, aree percorse dal fuoco vanno monitorate”

Le fiamme hanno devastato oltre 500 ettari di terreno, con il fronte del fuoco che ha raggiunto i tre chilometri. L’emergenza ha spinto la Regione a chiedere e ottenere lo stato di mobilitazione nazionale, che ha permesso l’arrivo di volontari da tutta Italia.

Ma i danni sono già irreparabili: la Coldiretti Napoli ha denunciato la distruzione di numerosi vigneti di Lacryma Christi, oltre alle produzioni di altre eccellenze locali come i pomodorini del Piennolo e le albicocche Pellecchiella.

Anche Legambiente Campania alza la voce, sottolineando la necessità di non abbassare la guardia. La presidente Mariateresa Imparato ha ricordato che è fondamentale un monitoraggio costante delle aree bruciate per evitare che le temperature elevate riattivino focolai nascosti.

L’associazione chiede un’indagine approfondita per accertare le responsabilità e assicurare che venga fatta chiarezza su questa che definisce una vera e propria “disastro ambientale”.

La speranza di un sospiro di sollievo

Nonostante il quadro drammatico, il presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, si dice fiducioso, sperando che “domani possa essere la giornata per tirare un respiro di sollievo”. Nel frattempo, i Vigili del Fuoco continuano a lavorare incessantemente per domare gli ultimi focolai ancora attivi.

 

Ariano Irpino, detenuto di rientro dal permesso premio tenta di introdurre stupefacenti

Ariano Irpino – Un nuovo tentativo di far entrare droga in carcere, ma la Polizia Penitenziaria non abbassa la guardia.

Ieri, un detenuto in rientro da un permesso premio è stato sorpreso mentre cercava di introdurre 130 grammi di stupefacenti nel carcere di Ariano Irpino. Il metodo? Quattro ovuli ingeriti e poi rigurgitati durante i controlli di routine.

Gli agenti, già allertati dal comportamento sospetto dell’uomo, lo hanno sottoposto a verifica. E quando il detenuto ha espulso i pacchetti, il sequestro è stato immediato. Trasportato in ospedale per accertamenti, ora dovrà rispondere non solo della violazione delle condizioni del permesso, ma anche del tentativo di rifornire il mercato carcerario.

Un rischio sanitario e un business criminale

Quello degli ovuli ingeriti è un sistema pericolosissimo – per il detenuto, che rischia occlusioni o overdose, e per la sicurezza penitenziaria. Eppure, è una pratica sempre più diffusa, che sfrutta la “fiducia” concessa con i permessi premio.

Stefano Sorice Pellegrino, responsabile UILPA Polizia Penitenziaria di Ariano Irpino, lancia l’allarme: “Questi tentativi sono in crescita, e dietro c’è la criminalità organizzata, che lucra sullo spaccio in carcere”. Ma ieri gli agenti del Tricolle hanno dimostrato ancora una volta che l’esperienza batte l’astuzia.

Serve più sostegno alle forze dell’ordine

La UILPA plaude al lavoro degli agenti, ma chiede più risorse: “Serve un impegno concreto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – sottolinea Sorice – perché i nostri uomini operano in condizioni spesso difficili, e ogni blocco alla droga in carcere è una vittoria contro la malavita”.

Intanto, il bilancio è chiaro: il sistema premiale è un’arma a doppio taglio, e mentre la criminalità prova a sfruttarlo, la Polizia Penitenziaria risponde colpo su colpo. Ma la partita è ancora aperta.

Botulino a Diamante: 9 indagati, cinque sono medici. Due le vittime e 16 intossicati

Diamante– Si amplia l’inchiesta della Procura di Paola sull’intossicazione da botulino che, tra domenica e martedì scorsi, ha colpito 18 persone in Calabria, provocando due morti.

Nel registro degli indagati sono ora iscritti nove nomi: tra questi, l’ambulante che avrebbe venduto i panini contaminati, tre responsabili di aziende produttrici e cinque medici di due strutture sanitarie del Cosentino.

Le vittime – Luigi Di Sarno, 52 anni, di Cercola (Napoli), e Tamara D’Acunto, 45 anni, di Diamante – erano state ricoverate con sintomi compatibili con il botulismo dopo aver mangiato panini con salsiccia e cime di rapa venduti da un food truck a Diamante. Il mezzo è stato sequestrato.

La Procura, guidata da Domenico Fiordalisi, vuole accertare se i due pazienti abbiano ricevuto una diagnosi e cure tempestive: per questo sono già state sequestrate le cartelle cliniche e disposte verifiche approfondite.

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. L’iscrizione nel registro, sottolineano fonti giudiziarie, è un atto dovuto in vista di accertamenti irripetibili: tra martedì e mercoledì prossimi saranno eseguite le autopsie e nuove analisi sul furgone usato per la preparazione dei panini.

Ad oggi, 14 persone restano ricoverate all’ospedale Annunziata di Cosenza: cinque in terapia intensiva, tre in pediatria e sei in reparti di area medica. Un paziente è stato estubato ed è tornato a respirare autonomamente, mentre un altro – dopo la somministrazione di antitossina botulinica – ha lasciato la rianimazione per la medicina generale.

L’Istituto Superiore di Sanità ha già confermato la diagnosi di botulismo nei primi tre campioni analizzati, evidenziando che la tempestività nella somministrazione dell’antitossina ha probabilmente evitato un bilancio più grave.

Il focolaio, secondo le autorità sanitarie, sembra ora in attenuazione. Gli esperti ricordano che l’Italia detiene il primato europeo dei casi di botulismo, spesso legati a conserve di verdure sott’olio preparate artigianalmente, in particolare broccoli e broccoletti.

«Sono prodotti che, se non trattati correttamente, mantengono un pH non acido, ambiente ideale per la proliferazione della tossina – spiega Enrico Di Rosa, presidente della Società italiana d’igiene –. L’industria può ricorrere a pastorizzazioni ad alta pressione e calore, ma in casa servono conoscenze e procedure rigorose».

Cronologia del caso botulino in Calabria

Domenica 3 – Martedì 5 agosto
A Diamante (CS), in occasione di un evento locale, 18 persone consumano panini con salsiccia e cime di rapa venduti da un ambulante.
Tra 24 e 48 ore dopo
Compaiono i primi sintomi: difficoltà respiratorie, disturbi visivi, debolezza muscolare. Le prime persone vengono ricoverate negli ospedali della zona.
Mercoledì 6 agosto
Due pazienti – Luigi Di Sarno, 52 anni, e Tamara D’Acunto, 45 anni – muoiono. Il food truck viene sequestrato dalla Procura di Paola.
L’Istituto Superiore di Sanità riceve i primi campioni per le analisi.
Giovedì 7 agosto
Confermata la diagnosi di botulismo nei primi tre pazienti. Dal Ministero viene richiesta e inviata l’antitossina botulinica per i ricoverati.
Venerdì 8 agosto
La Procura sequestra le cartelle cliniche delle due vittime per verificare eventuali ritardi nella diagnosi. I pazienti ricoverati salgono a 16, di cui 14 gravi all’ospedale Annunziata di Cosenza.
Sabato 9 agosto
L’inchiesta si allarga: nove indagati, tra cui l’ambulante, tre responsabili delle aziende produttrici e cinque medici. Ipotesi di reato: omicidio colposo, lesioni personali colpose, commercio di alimenti nocivi.
Domenica 10 agosto
Un paziente in terapia intensiva viene estubato, un altro trasferito in medicina. Il focolaio sembra in attenuazione. Autopsie previste per martedì e mercoledì.

(Nella foto le due vittime Luigi Di Sarno, 52 anni, di Cercola (Napoli), e Tamara D’Acunto, 45 anni, di Diamante)

Incendio a bordo del traghetto Raffaele Rubattino nel golfo di Napoli: 180 passeggeri a bordo

Napoli – Paura nel golfo di Napoli, dove un incendio è divampato nella sala macchine del traghetto Raffaele Rubattino della compagnia Moby Lines, partito questa mattina da Palermo con a bordo passeggeri e veicoli.

Il rogo, scoppiato a circa 15 miglia a nord-ovest dell’isola di Capri, ha costretto la nave a fermarsi, lasciandola alla deriva senza possibilità di navigare autonomamente.Il capitano ha immediatamente lanciato il segnale di emergenza mayday via radio, attivando le operazioni di soccorso coordinate dalla Capitaneria di Porto di Napoli.

Due motovedette sono state inviate sul posto, mentre dal porto di Napoli sono partiti due rimorchiatori per trainare l’imbarcazione verso il capoluogo campano. Le fiamme, secondo le prime informazioni, sono state messe sotto controllo, e non risultano feriti tra i passeggeri o l’equipaggio.

Per garantire ulteriore sicurezza, la Capitaneria ha richiesto alle navi presenti nella zona di avvicinarsi al Raffaele Rubattino per prestare eventuale assistenza. Tra queste, la nave traghetto GNV Auriga, anch’essa proveniente da Palermo, si trova ora nelle vicinanze del natante in difficoltà.

La situazione, pur sotto controllo, resta monitorata con attenzione dalle autorità marittime, mentre si attende l’arrivo dei rimorchiatori per completare l’operazione di recupero. Ulteriori dettagli sulle cause dell’incendio e sullo stato della nave saranno resi noti nelle prossime ore.

Non ci sono feriti a bordo della nave Raffaele Rubattino, rimasta alla deriva a 15 miglia da Napoli per un incendio nella sala macchine che ha messo in avaria i motori. Lo conferma la Tirrenia, compagnia armatrice del traghetto (che non dipende dalla Moby, come erroneamente scritto prima).

West Nile, morto 80enne di Aprilia: ottava vittima nel Lazio

latina – È morto all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina Carlo Cecchini, 80 anni, primo caso di contagio da West Nile registrato ad Aprilia. L’uomo, che soffriva di patologie pregresse, era ricoverato da circa tre settimane nel reparto di Rianimazione del nosocomio pontino.

Il decesso, comunicato oggi dalla Regione Lazio, porta a otto il bilancio delle vittime del virus nella regione dall’inizio dell’anno, sette delle quali nella sola provincia di Latina.

I funerali si terranno domani alle 16 nella chiesa di San Michele ad Aprilia.

“È fondamentale – sottolineano dalla Regione – che i cittadini collaborino alla prevenzione, evitando ristagni d’acqua in giardini, sottovasi e tombini. La lotta al virus passa anche dai piccoli gesti quotidiani”.

Il mercato da sogno del Napoli e Conte prepara l’assalto alla Champions

Napoli, mercato da sogno: De Bruyne, Lukaku e una corazzata per la Champions, Conte pronto all’assalto

Napoli è in delirio. Aurelio De Laurentiis aveva promesso e ha mantenuto: i 75 milioni incassati per Kvaratskhelia, più quelli in arrivo dalla cessione di Osimhen, non sarebbero rimasti fermi in banca.

E così è stato: il Napoli di Antonio Conte, dopo i giorni delle incertezze e dei malumori, oggi si ritrova con una squadra da sogno, costruita per dominare in Serie A e recitare da protagonista nella nuova Champions League.

Il colpo che infiamma il cuore dei tifosi è lui: Kevin De Bruyne, il cervello e il braccio armato del Manchester City di Guardiola, 19 trofei internazionali in bacheca e un carisma che può trascinare tutto il San Paolo-Maradona (perché ormai, in certi giorni, sembra di tornare ai tempi di Diego).

Arriva a parametro zero, ma con un ingaggio monstre: 30 milioni in due anni. In mezzo al campo si muoverà accanto al regista Lobotka e all’instancabile McTominay, con alternative di lusso come Anguissa, Gilmour e – se la trattativa con la Juve andrà in porto – Miretti.

Davanti, i botti non mancano: al posto di Osimhen, Conte potrà contare su Romelu Lukaku e sul giovane ariete Lorenzo Lucca, pagato 35 milioni all’Udinese.

Ai lati, la fantasia di Politano, la velocità di Neres e l’estro dell’olandese Noa Lang dal PSV (27 milioni). E occhio: dopo la cessione di Raspadori all’Atletico Madrid per 25 milioni, si sogna persino un blitz per Jack Grealish.

Dietro, una difesa quasi nuova di zecca: Buongiorno e Beukema centrali titolari, con Rrahmani e Juan Jesus pronti a subentrare e il giovane Marianucci, talento strappato all’Empoli per 10 milioni, da crescere con calma.

Sulle fasce, Di Lorenzo dovrà guardarsi le spalle dal baby spagnolo Juanlu Sanchez (Siviglia), mentre a sinistra arriverà Miguel Gutierrez dal Girona. In uscita Spinazzola, resta in bilico Mazzocchi.

In porta, Conte avrà un “problema” da lusso: Meret e Milinkovic-Savic, costato 21 milioni, si giocheranno la maglia da titolare. Una concorrenza così, in un ruolo delicato, è rara: ma Conte, uno che di spogliatoi bollenti se ne intende, saprà gestire ogni equilibrio.

Napoli, oggi, ha una rosa extralarge, ricca di talento e alternative. Il popolo azzurro, ormai maturo e abituato a vincere, si prepara a un’altra stagione da brividi. Il sogno è chiaro: vincere ancora in Italia e far tremare l’Europa.

Se vuoi, posso rifinirlo con un tono ancora più “da curva”, con slogan e frasi da coro da stadio.

Napoli, maxi incendio nella notte a Poggioreale: fumo sulla città, Arpac valuta i rischi

Napoli – Un vasto incendio è divampato nella notte a Napoli, in via del Macello, nella zona di Poggioreale. Le fiamme sono scoppiate intorno alle 3.00 di questa mattina, generando una densa colonna di fumo che ha destato preoccupazione tra i residenti.

La mobilitazione dei soccorsi e il CCS in Prefettura

Sul posto sono intervenute tre squadre dei Vigili del Fuoco, con un totale di 15 operatori, supportati da due automezzi antincendio e due mezzi speciali per il movimento terra, essenziali per accelerare le operazioni di spegnimento.

La situazione è stata monitorata in tempo reale anche durante il Comitato di Coordinamento dei Soccorsi (CCS), convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari.

Monitoraggio dell’aria e indagini sulle cause

Mentre i Vigili del Fuoco lavorano senza sosta per spegnere completamente il rogo, sul luogo dell’incendio è arrivata anche una squadra dell’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania).

Gli esperti stanno effettuando un sopralluogo per valutare la necessità di installare un campionatore per monitorare la qualità dell’aria, temendo possibili rischi per la salute pubblica a causa dei fumi sprigionati.

Arzano, cercano di rubare una Ferrari , i residenti chiedono aiuto e loro li minacciano

Arzano– Una notte di terrore in una strada di Arzano, dove un tentativo di furto d’auto si è trasformato in un’escalation di violenza. Poco dopo mezzanotte, un gruppo di malviventi incappucciati e armati di pistola ha preso di mira una Ferrari parcheggiata.

Ma quello che doveva essere un colpo rapido si è tramutato in una sfida alla comunità.

I residenti, accortisi della scena, hanno cercato di reagire lanciando grida dai balconi per mettere in fuga i ladri. La risposta dei criminali, però, è stata scioccante: anziché fuggire, hanno puntato dritto verso il palazzo, tentando di sfondare il cancello con pali di ferro e minacciando di derubare gli abitanti. “Vogliamo i vostri orologi!”, avrebbero urlato, secondo il racconto di una testimone.

“È stato bruttissimo – ha raccontato una donna al deputato Francesco Emilio Borrelli – Non avrei mai immaginato di sentirmi minacciata in casa mia da persone armate”.

I malviventi si sono allontanati solo all’arrivo di un gruppo di giovani in scooter, poco prima che le volanti della polizia raggiungessero il luogo.

“Criminali senza paura”

A lanciare l’allarme è stato lo stesso Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra), che ha ricevuto la segnalazione dai residenti. “Questi criminali sono pericolosi e scatenati, non temono nulla – ha denunciato il parlamentare – Anziché fuggire, hanno assaltato un intero palazzo, mettendo a rischio vite innocenti. È un episodio gravissimo che dimostra quanto sia urgente un intervento deciso”.

Borrelli ha chiesto azioni immediate: “Servono misure severe, il pugno di ferro, contro una criminalità sempre più spregiudicata. Questi soggetti vanno identificati e fermati prima che accada l’irreparabile”.

 Episodio che segna un confine

Quello di Arzano non è un semplice tentativo di furto, ma un segnale preoccupante: la sfida alla legge arriva ormai sotto casa, con bande armate pronte a minacciare civili inermi.

Se prima i ladri fuggivano alla prima reazione, ora rispondono con intimidazioni e violenza. Una deriva che impone una riflessione urgente sulla sicurezza, prima che altri quartieri si trasformino in scenari da far west.

Raspadori vola a Madrid: domani visite mediche con l’Atletico

Giacomo Raspadori saluta Napoli e abbraccia la Liga. L’attaccante azzurro è partito oggi, poco dopo mezzogiorno, con destinazione Madrid, dove lo attende l’Atletico. L’operazione si chiude a circa 26 milioni di euro complessivi, bonus inclusi.

Domani il classe 2000 svolgerà le visite mediche, ultimo step prima della firma sul contratto che lo legherà ai “colchoneros”. Se tutto filerà liscio,Raspadori sarà già convocabile da Diego Simeone per il debutto in campionato: domenica 17 agosto contro l’Espanyol, al “Cívitas Metropolitano”.

Un cambio di maglia che segna l’inizio di una nuova sfida, con Raspadori pronto a conquistare il pubblico madrileno a suon di gol.

Napoli, tenta rapina di un monopattino a Porta Nolana: arrestato 30enne

Napoli – È finita con un arresto la notte movimentata in zona Porta Nolana. La Polizia di Stato ha fermato un cittadino marocchino di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di tentata rapina, resistenza a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.

L’episodio è avvenuto in vico Duchesca, dove, secondo la ricostruzione degli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, l’uomo avrebbe aggredito un passante per sottrargli il monopattino elettrico.

La vittima, aiutata da alcune persone presenti, è riuscita a evitare il furto e a far desistere l’aggressore, che si è allontanato.

Ricevuta la segnalazione, la polizia ha acquisito le immagini di videosorveglianza e, grazie alla descrizione fornita dal malcapitato, ha rintracciato il sospettato in via Nolana.

Alla vista degli agenti, il 30enne ha abbandonato uno zaino e tentato la fuga, ma è stato bloccato dopo un breve inseguimento.

All’interno dello zaino sono stati trovati diversi arnesi da scasso. Gli accertamenti hanno confermato che si trattava della stessa persona responsabile della tentata rapina avvenuta poco prima. L’uomo è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Vesuvio in fiamme, volontario ferito durante le operazioni: indagini e task force contro i roghi

Napoli– L’odore acre del fumo avvolge da tre giorni i comuni vesuviani, mentre lingue di fuoco continuano a divorare la macchia mediterranea.

Da venerdì sera il Vesuvio è un fronte aperto: centinaia di ettari di vegetazione ridotti in cenere, animali in fuga, e decine di uomini impegnati senza sosta per contenere l’avanzata delle fiamme.

Questa mattina, in via Vecchia Campitelli, la lotta contro il rogo ha conosciuto un momento di paura. Un volontario della Protezione Civile, impegnato a piedi nelle operazioni di bonifica in un’area già colpita dal fuoco, è stato colpito alla testa da un arbusto di medie dimensioni.

L’impatto lo ha fatto cadere rovinosamente a terra. Colleghi e vigili del fuoco hanno prestato i primi soccorsi, tamponando una ferita al collo e immobilizzandogli la caviglia destra, sospettando una distorsione.

Trasportato in codice giallo all’ospedale del Mare di Napoli, l’uomo ha riportato anche dolori alla schiena. Le sue condizioni, pur dolorose, non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e la ricostruzione della dinamica.

L’incendio e la macchina dei soccorsi

Il vasto incendio è divampato nella serata di venerdì, favorito dalle alte temperature e dal vento di scirocco che ha spinto le fiamme verso i pendii più ripidi.

In poche ore il rogo si è propagato tra i comuni di Ercolano, Torre del Greco e San Sebastiano al Vesuvio, mettendo a rischio abitazioni isolate e strutture rurali.

Da sabato mattina si è messa in moto la macchina dei soccorsi: squadre dei vigili del fuoco, Protezione Civile e carabinieri forestali hanno lavorato in turni serrati, con l’ausilio di elicotteri e canadair. La priorità è stata creare linee tagliafuoco e proteggere i centri abitati, mentre le fiamme avanzavano nelle zone di macchia alta, inaccessibili ai mezzi pesanti.

Le indagini della Procura di Nola

La Procura della Repubblica di Nola, competente per territorio, ha aperto un fascicolo d’inchiesta. Al momento non sono state formulate ipotesi di reato e non ci sono indagati, in attesa della relazione dettagliata dei carabinieri forestali che stanno setacciando l’area alla ricerca di inneschi o tracce utili a chiarire l’origine dell’incendio.

Task force straordinaria dei carabinieri

Il rischio incendi, cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi giorni in tutta la provincia di Napoli, ha spinto l’Arma dei Carabinieri a rafforzare le attività di prevenzione e contrasto. Da questa mattina è operativa una task force investigativa composta da militari specializzati, sotto il coordinamento della Procura di Nola e in collaborazione con il Comando Unità Forestali e Ambientali.

L’obiettivo è duplice: intervenire rapidamente sui focolai per limitare i danni e raccogliere sul posto elementi utili a individuare eventuali responsabilità penali. Particolare attenzione sarà rivolta alle aree protette e ai siti di pregio naturalistico, come il Parco Nazionale del Vesuvio, già martoriato da incendi negli anni passati.

Un fronte ancora aperto

Intanto, i canadair continuano a sorvolare i versanti del vulcano, mentre le squadre a terra affrontano il fuoco tra cenere e arbusti inceneriti. Il vento rende difficile ogni manovra, costringendo spesso gli uomini a ritirarsi per evitare di rimanere intrappolati. La speranza è che le prossime ore portino un calo delle temperature e un cambiamento delle condizioni meteo, unico alleato capace di aiutare una battaglia che, per ora, appare tutt’altro che vinta.

Blitz dei carabinieri ai Quartieri Spagnoli: catturato pusher

Napoli – Controlli straordinari dei Carabinieri nel cuore di Napoli hanno portato all’arresto di un 22enne e a un bilancio di numerose sanzioni e denunce.

Il blitz, condotto dagli uomini della compagnia Napoli Centro, si è concentrato tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, area nota per il traffico di droga e la microcriminalità.

L’arresto è scattato quando i militari hanno sorpreso il giovane, un 22enne napoletano, a cedere una dose di marijuana a un 35enne extracomunitario.

La perquisizione successiva ha rivelato che il pusher non solo aveva addosso altre sei dosi della stessa sostanza, ma anche 390 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. Il giovane è stato quindi posto agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio.

Un bilancio di denunce e sanzioni

L’operazione non si è fermata allo spaccio. I Carabinieri hanno denunciato tre parcheggiatori abusivi, già noti alle forze dell’ordine, e hanno elevato 22 contravvenzioni al Codice della Strada, la maggior parte per guida senza casco e senza assicurazione, sequestrando due veicoli.

Anche gli esercizi commerciali sono stati oggetto di verifiche. Nei Quartieri Spagnoli, quattro locali sono stati sanzionati, mentre tre persone sono state segnalate alla Prefettura in quanto assuntori di sostanze stupefacenti

. Il bilancio del blitz dimostra l’impegno costante delle forze dell’ordine nel contrastare il degrado e l’illegalità, in un’area che continua a richiedere una vigilanza serrata.

Vesuvio in fiamme, mobilitazione nazionale: “Situazione critica”

Napoli– Terzo giorno di fuoco sul Vesuvio. Dalla mattina di venerdì le fiamme stanno divorando ettari di vegetazione nel Parco nazionale, innescando una mobilitazione senza precedenti.

All’alba di oggi sono ripresi i sorvoli di Canadair ed elicotteri, mentre le squadre a terra – vigili del fuoco, volontari e militari – hanno lavorato senza sosta per tutta la notte.

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari ha spiegato alle agenzie di stampa: «Stiamo lavorando alacremente, abbiamo rafforzato il dispositivo su alcune fasce e ci sono zone in cui l’incendio si sta marginalizzando. Credo però che ne avremo ancora per tutta la giornata».

Grazie alla mobilitazione nazionale disposta ieri dal ministro della Protezione civile Nello Musumeci, sono in arrivo colonne mobili di operatori e mezzi da diverse regioni. Il Veneto è stato tra i primi a rispondere, inviando una trentina di uomini con attrezzature specializzate.

Nonostante l’impegno, la situazione resta definita “estremamente critica” dagli operatori sul campo, vista la vastità dell’area colpita. Al momento, le fiamme restano lontane dai centri abitati, ma si attende in mattinata un bollettino aggiornato.

Il sindaco di Terzigno: “Situazione in leggero miglioramento”

La situazione del rogo sul Vesuvio è “in leggero miglioramento”. Lo ha detto Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno  che sta seguendo assiduamente le operazioni antincendio nell’area.

“Alle 6.00 sono riprese le operazioni di spegnimento anche per via aerea con tutte le forze in campo. A seguito del decreto di mobilitazione nazionale firmato ieri dal ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, sono ora operative anche le forze anche di altre Regioni italiane” ha spiegato il primo cittadino.

“La notte appena trascorsa è stata sicuramente migliore rispetto a quella precedente, quando le fiamme erano giunte a pochi chilometri dalle case. Oggi sarà una giornata cruciale. Credo tantissimo nelle meravigliose forze che sono state messe oggi in campo”.

Pompei e gli scavi restano aperti

Il fumo dell’incendio è visibile anche dal Parco Archeologico di Pompei e dalle aree limitrofe, come Boscoreale. Ma il direttore Gabriel Zuchtriegel assicura: «I siti restano aperti al pubblico». L’ente è in costante contatto con la Prefettura per eventuali aggiornamenti.

«È un momento doloroso per tutti coloro che amano l’area vesuviana – sottolinea Zuchtriegel – ed esprimiamo la nostra grande riconoscenza a tutte le forze impegnate per domare le fiamme in una delle zone storico-naturalistiche più belle del mondo, decantate già dagli antichi romani».

Napoli, il pusher del Cavone prima fugge e poi aggredisce i Falchi: arrestato

Napoli – Carmine Forte. Il 34enne del quartiere Cavone, già noto alle forze dell’ordine per una serie di arresti legati allo spaccio di droga e a reati contro il patrimonio, è finito di nuovo in manette.

Stavolta l’operazione è scattata venerdì sera in via Pessina, nel cuore del centro storico di Napoli, dopo un rocambolesco tentativo di fuga che lo ha visto speronare una volante e affrontare gli agenti con violenza.

La cattura e le accuse

I Falchi della Squadra Mobile lo hanno beccato durante un servizio di osservazione mirata. Forte, in sella a uno scooter, alla vista degli agenti ha accelerato, ignorando l’intimazione di fermarsi.

Nel tentativo di sfuggire al controllo, avrebbe speronato la moto di servizio, scatenando un inseguimento che si è concluso con il suo blocco, non senza difficoltà.

Addosso, gli agenti gli hanno trovato un involucro di cocaina e 50 euro in banconote di piccolo taglio – indizi che fanno pensare a un’attività di spaccio in corso.

Per lui, dunque, l’arresto con le accuse di detenzione illecita di stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento e, in aggiunta, la denuncia per guida senza patente, visto che negli ultimi due anni era già stato sanzionato per lo stesso motivo.

Un passato da “già noto”

Quella di venerdì è solo l’ultima di una serie di vicende giudiziarie che vedono Forte protagonista. Già nel novembre 2019 era stato arrestato insieme a un complice, Ciro Errico, durante un’operazione antidroga nella zona della movida napoletana. All’epoca, i due furono sorpresi mentre cedevano cannabis a un giovane in cambio di denaro: nello zaino, 60 grammi di droga già confezionata e 155 euro in contanti.

Anche nel luglio 2022 era finito nel mirino: gli agenti lo avevano visto cedere una bustina a Vomero, ma lui, accortosi della polizia, l’aveva gettata a terra. Recuperata la cocaina (0,30 grammi) e bloccato, era stato trovato con 98 euro in tasca.

Ora Forte è di nuovo in carcere, in attesa del giudizio immediato davanti al Gip. Gli investigatori non escludono che, anche questa volta, stesse per effettuare una consegna di droga. Intanto, la sua figura si conferma come quella di un recidivo che, nonostante gli arresti e le denunce, sembra non voler cambiare vita.

La domanda ora è: quante volte dovrà cadere prima di capire? Per le forze dell’ordine, intanto, l’operazione è un altro segnale della lotta senza sosta contro lo spaccio nel centro di Napoli.