Ariano Irpino – Un nuovo tentativo di far entrare droga in carcere, ma la Polizia Penitenziaria non abbassa la guardia.
Ieri, un detenuto in rientro da un permesso premio è stato sorpreso mentre cercava di introdurre 130 grammi di stupefacenti nel carcere di Ariano Irpino. Il metodo? Quattro ovuli ingeriti e poi rigurgitati durante i controlli di routine.
Due esponenti ritenuti vicini a una presunta “costola” del clan camorristico Pagnozzi sono stati fermati dai carabinieri di Avellino e Benevento, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli. Al centro dell’inchiesta, prestiti usurari con tassi da 20% al giorno e un sistema estorsivo nei confronti di una società che seleziona…
Gli agenti, già allertati dal comportamento sospetto dell’uomo, lo hanno sottoposto a verifica. E quando il detenuto ha espulso i pacchetti, il sequestro è stato immediato. Trasportato in ospedale per accertamenti, ora dovrà rispondere non solo della violazione delle condizioni del permesso, ma anche del tentativo di rifornire il mercato carcerario.
Un rischio sanitario e un business criminale
Quello degli ovuli ingeriti è un sistema pericolosissimo – per il detenuto, che rischia occlusioni o overdose, e per la sicurezza penitenziaria. Eppure, è una pratica sempre più diffusa, che sfrutta la “fiducia” concessa con i permessi premio.
Avellino - Ancora un episodio di violenza all'interno della Casa Circondariale di Avellino, dove il ritrovamento di due telefoni cellulari in possesso di alcuni detenuti si è trasformato in un'aggressione ai danni del personale della Polizia Penitenziaria. Il bilancio è di tre agenti feriti, tutti costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'ospedale "San…
Stefano Sorice Pellegrino, responsabile UILPA Polizia Penitenziaria di Ariano Irpino, lancia l’allarme: “Questi tentativi sono in crescita, e dietro c’è la criminalità organizzata, che lucra sullo spaccio in carcere”. Ma ieri gli agenti del Tricolle hanno dimostrato ancora una volta che l’esperienza batte l’astuzia.
Serve più sostegno alle forze dell’ordine
La UILPA plaude al lavoro degli agenti, ma chiede più risorse: “Serve un impegno concreto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – sottolinea Sorice – perché i nostri uomini operano in condizioni spesso difficili, e ogni blocco alla droga in carcere è una vittoria contro la malavita”.
Intanto, il bilancio è chiaro: il sistema premiale è un’arma a doppio taglio, e mentre la criminalità prova a sfruttarlo, la Polizia Penitenziaria risponde colpo su colpo. Ma la partita è ancora aperta.









E’ incredibile come questo problema della droga in carcere sia sempre piu presente. I detenuti usano metodi strani come ingurgitare ovuli. Penso che bisogna fare di piu per fermare questa pratica che e pericolosa.