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Avellino, strada abusiva tra gli uliveti: tre denunciati e area sequestrata

Avellino – Operazione dei Carabinieri del Nucleo Forestale di Ariano Irpino, in collaborazione con i militari dell’Arma territoriale, nell’ambito di una serie di controlli mirati alla prevenzione e alla repressione dei reati ambientali.

Nel corso degli accertamenti, i militari hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino tre persone, ritenute responsabili in concorso di violazioni alla normativa ambientale e paesaggistica.

La strada realizzata senza autorizzazioni

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, un 54enne del posto, proprietario di un fondo agricolo, insieme a due imprenditori, avrebbe realizzato senza alcun titolo autorizzativo una strada su terreni coltivati a uliveto.

L’opera, stando a quanto ricostruito dai carabinieri, si sviluppava per circa 100 metri lineari e avrebbe interessato una superficie complessiva di circa 1.000 metri quadrati.

L’area sotto vincolo

Gli investigatori hanno accertato che la zona interessata dai lavori era sottoposta a vincolo idrogeologico. In un’area con queste caratteristiche, ogni intervento di trasformazione del suolo richiede il preventivo rilascio delle autorizzazioni previste dagli enti competenti.
Proprio l’assenza dei necessari permessi ha fatto scattare la contestazione di abusivismo edilizio in area vincolata.

Denunce, sequestro e multe

Alla luce delle irregolarità riscontrate, i tre indagati sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per il reato di abusivismo edilizio in area sottoposta a vincolo idrogeologico.
Contestualmente, i Carabinieri hanno eseguito il sequestro penale dell’intera area interessata dall’opera abusiva e hanno elevato tre sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 2.000 euro.

Tragedia Corso Garibaldi: Manfredi: «Grazie a telecamere ricostruita in tempi record dinamica dell’incidente»

Napoli – All’indomani del drammatico incidente in Corso Garibaldi, costato la vita a due donne, il sindaco Gaetano Manfredi interviene con fermezza per fare il punto sulle indagini e sulla sicurezza stradale in città. Il primo cittadino ha confermato che la svolta nelle indagini è arrivata grazie alla tecnologia: il sistema di videosorveglianza comunale, perfettamente funzionante, ha permesso alle forze dell’ordine di accertare immediatamente le responsabilità e la dinamica dell’impatto.

A causare la tragedia, un uomo alla guida in evidente stato di ebbrezza. Un atto che Manfredi definisce come l’espressione di un pericolo pubblico costante:

«Quando ci sono comportamenti messi in essere da persone fuori controllo, la situazione diventa pericolosa per tutti. È un’emergenza che va contrastata con ogni mezzo».

Il sindaco ha poi sottolineato la difficoltà di prevenire episodi legati a soggetti che agiscono sotto l’effetto di sostanze, descrivendo tali azioni come «imprevedibili e irrazionali». L’amministrazione comunale si trova così a fronteggiare una sfida che non è solo tecnologica o di presidio del territorio, ma legata a una vera e propria piaga sociale che trasforma le strade cittadine in scenari di morte.

Dal Sarno risanato al mare balneabile: la Campania celebra la rinascita delle sue acque

Anche quest’anno l’Ente Idrico Campano celebrerà la Giornata Mondiale dell’Acqua con un evento dal forte valore simbolico. L’appuntamento è per lunedì 30 marzo al Maximall di Torre Annunziata, dove verrà raccontato il percorso che ha portato a due risultati storici per il territorio: il disinquinamento del fiume Sarno e il recupero della balneabilità dell’intera linea di costa campana.

Napoli – L’obiettivo è stato raggiunto grazie alla sinergia tra Ente Idrico Campano, Gori e Regione Campania, un modello di cooperazione che ha trasformato una delle sfide ambientali più complesse in una storia di rinascita.

“Fiume Madre”, il racconto in anteprima dell’acqua ritrovata

Al centro della mattinata, la proiezione in anteprima nazionale del docufilm “Fiume Madre”, diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo. L’opera, che sarà presentata a sindaci, associazioni e cittadini, intreccia memoria, denuncia e speranza per restituire centralità al rapporto tra uomo e ambiente, con il fiume Sarno come filo conduttore di una rinascita collettiva.

Tavola rotonda e una nuova rivista per raccontare il cambiamento

A seguire, spazio al confronto istituzionale con la tavola rotonda “Campania Blu – La Rinascita delle Acque”, moderata dal direttore de Il Mattino, Vincenzo Di Vincenzo. Interverranno il vicegovernatore e assessore al Mare della Regione Campania, Mario Casillo, l’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, e il presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo. Insieme tracceranno strategie e interventi per la tutela e la valorizzazione della risorsa idrica.

Durante l’evento sarà presentato anche il primo numero di “Percorsi d’Acqua”, la nuova rivista quadrimestrale dell’Ente Idrico Campano. La pubblicazione nasce con l’obiettivo di spiegare il complesso mondo del servizio idrico integrato attraverso un linguaggio chiaro e accessibile a tutti.

I giovani protagonisti con “Note d’Acqua”

A chiudere la giornata, il tradizionale contest musicale Note d’Acqua, che vedrà protagonisti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Campania. Anche quest’anno i giovani saranno chiamati a diffondere una cultura consapevole dell’acqua attraverso la musica, unendo talento e impegno civile in una giornata di festa per l’intera regione.

L’appuntamento è fissato per le 9:00 di lunedì 30 marzo al Maximall di Torre Annunziata.

Napoli, domani la firma del Protocollo di legalità per Bagnoli-Coroglio

Napoli – Domani, 24 marzo, alle ore 13.45, nella sede della Prefettura di Napoli (Palazzo di Governo), verrà sottoscritto un Protocollo di legalità destinato a rappresentare un presidio fondamentale per la rinascita dell’area di Bagnoli-Coroglio, uno dei Siti di Interesse Nazionale più complessi del Paese.

A firmare l’intesa saranno il prefetto di Napoli Michele di Bari, il commissario straordinario Gaetano Manfredi (incaricato della bonifica ambientale e della rigenerazione urbana), Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), i direttori territoriali di Ispettorato del Lavoro, Inps e Inail, il presidente di Acen (Associazione costruttori edili napoletani) e le segreterie regionali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

Un patto per blindare appalti e sicurezza sul lavoro nell’area ex Italsider

Lo strumento, maturato all’interno del tavolo prefettizio che riunisce da tempo istituzioni e parti sociali, ha un duplice obiettivo strategico: prevenire ogni tentativo di infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici legati agli interventi di bonifica e rigenerazione;
rafforzare in modo concreto la tutela della salute e sicurezza nei cantieri, in un momento in cui l’area si prepara ad accogliere cantieri di grande rilevanza.

Il protocollo assume particolare importanza in vista della 38ª edizione dell’America’s Cup – Napoli 2027, evento velico mondiale le cui infrastrutture logistiche e operative saranno concentrate proprio nell’ex area industriale di Bagnoli.

Le basi dei team internazionali sorgeranno infatti sulla colmata, mentre il campo di regata si svolgerà lungo il lungomare cittadino: un’occasione di rilancio economico e turistico che richiede la massima trasparenza e legalità negli affidamenti e nell’esecuzione dei lavori.

Con questo accordo Napoli si dota di un ulteriore strumento di garanzia antimafia e di prevenzione infortuni, in linea con le migliori pratiche già adottate in grandi opere strategiche. La firma di domani segna quindi un passaggio decisivo per trasformare un’area simbolo di degrado industriale in un polo di sviluppo sostenibile e sicuro.

Greco antico, trionfa uno studente di Nola: battuti i concorrenti di tutta Europa

È uno studente campano a conquistare la XIII edizione dell’Agon Politikos, la prestigiosa gara internazionale di greco antico. Gennaro Marco Tarallo, frequentante il quarto anno del liceo classico Carducci di Nola, si è aggiudicato il primo posto nella competizione di traduzione, risultando anche l’unico rappresentante maschile sul podio.

Al secondo posto si è classificata Roberta Gatti del liceo Corso di Correggio; terzi a pari merito Sofia Bassi del liceo Volta di Como e Nicola Cimadomo del liceo Oriani-Tandoi di Corato.

Una sfida su Platone con 90 studenti da 45 istituti

La prova ha messo alla prova i partecipanti nella traduzione di un brano di Platone. Novanta concorrenti in rappresentanza di 45 istituti si sono sfidati, con studenti provenienti non solo dall’Italia ma anche da Romania, Grecia e Belgio.

Tra le menzioni d’onore spiccano Barbu David Andrei Ortodox del Theological Seminary di Bucarest, Stravroulaki Aikaterini dell’Experimental Lyceum di Chania (Grecia) e Van Der Haegen Stijn del Sint-Jozefs College di Aalst (Belgio).

Riconoscimenti anche per diversi studenti italiani: Alice Campana e Roberta Gatti (Correggio), Leonardo Cristialdi (Carducci di Milano), Daniele Giannuzzi (Cagnazzi di Altamura), Lucia Mazzoni e Daniele Mureni (Caro-Preziotti di Fermo). Per i licei napoletani, menzioni a Angelo Alfieri (Sannazzaro), Ester Maria Giannetta e Luigi Paolella (Pansini).

La giuria e l’organizzazione

A valutare gli elaborati una giuria di docenti universitari e liceali: Maria Luisa Chirico, Dario Nappo, Giuseppe Nardiello, Mario Borrelli, Vittoria Caso e Carlo delle Donne. Per la traduzione degli elaborati degli studenti stranieri — presentati nella rispettiva lingua madre — hanno collaborato i docenti universitari Antonio Belardo, Franco Paris e Afrodita Cionchin dell’Università di Timișoara (Romania).

La gara è stata organizzata dall’Associazione ex alunni del liceo classico “Francesco Durante”, presieduta dalla professoressa Teresa Maiello, in collaborazione con il Comune di Frattamaggiore, il liceo Durante, l’Istituto comprensivo Capasso-Mazzini e la delegazione frattese dell’Associazione Italiana di Cultura Classica.

Relax per Conte, il Napoli senza i nazionali affidato a Stellini

Napoli – È previsto per domani il ritorno in campo del Napoli, privo di 13 giocatori in giro per il mondo con le rispettive nazionali e senza la presenza del tecnico Antonio Conte, che sta usufruendo di qualche giorno di relax con la famiglia.

Una pausa già concordata tra il tecnico e la società, che ha autorizzato il break dopo il successo contro il Cagliari e i tre giorni di riposo concessi al gruppo.

A Castel Volturno, il gruppo rimasto in rosa è stato affidato al viceallenatore Cristian Stellini, chiamato a guidare le sedute di allenamento e a mantenere la forma atletica in vista del prossimo impegno ufficiale. Nel frattempo, gli assenti si dividono tra partite di qualificazione ai Mondiali, play‑off e amichevoli internazionali.

Fra i convocati per i match di qualificazione ai Mondiali contro l’Irlanda del Nord (26 marzo) e l’eventuale finale del 31 marzo figurano Alex Meret, Alessandro Buongiorno, Leonardo Spinazzola e Matteo Politano, che vestiranno la maglia dell’Italia. Al play‑off dei Mondiali invece sono impegnati Elif Elmas, che affronterà la Danimarca del nuovo talento Rasmus Hojlund, e Stanislav Lobotka, chiamato in campo con la sua nazionale contro il Kosovo.

Nazionali in giro per il mondo

Altre sfide internazionali vedono protagonisti diversi azzurri: Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku sono in campo con il Belgio per le amichevoli contro Usa e Messico, mentre Billy Gilmour e Scott McTominay affronteranno rispettivamente Giappone e Costa d’Avorio con la Scozia. In campo anche Sergej Milinković‑Savić, impegnato nelle amichevoli contro Spagna e Arabia Saudita, mentre Nahuel Olivera difende i colori dell’Uruguay contro Inghilterra e Algeria.

Nel frattempo, a Castel Volturno, Conte seguirà da lontano gli allenamenti, mentre il lavoro quotidiano ricade sulle spalle di Cristian Stellini, chiamato a tenere unito il gruppo e preparare il Napoli per il prossimo ciclo di partite.

Incendio doloso a Vico Equense, distrutte tre auto davanti a un albergo: due arresti

Due misure cautelari sono state eseguite nella mattinata di oggi tra Villaricca e il carcere di Napoli Poggioreale dai carabinieri della Compagnia di Sorrento. I militari hanno dato attuazione a un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina, nei confronti di un 34enne di Villaricca e di un 28enne di Qualiano.

Per il primo sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre il secondo – già detenuto per altra causa e all’epoca dei fatti sottoposto ai domiciliari – resta in carcere.

I due sono gravemente indiziati di essere i responsabili di un incendio doloso avvenuto nel febbraio del 2025 a Vico Equense.

Le fiamme nella notte: cinque auto coinvolte

Le indagini sono partite dopo il rogo scoppiato nella notte del 21 febbraio dello scorso anno. Le fiamme avevano coinvolto cinque autovetture parcheggiate nei pressi di una struttura ricettiva della città costiera.

Il bilancio dell’incendio fu pesante: tre veicoli completamente distrutti, altri due danneggiati e danni anche all’edificio davanti al quale erano parcheggiate le auto, per una cifra stimata intorno ai 10mila euro.

L’auto colpita per errore

Gli accertamenti della Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri di Torre Annunziata hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’episodio.

Secondo quanto emerso, gli autori avrebbero dato fuoco a una Mercedes Classe B in uso a un cittadino di Vico Equense. L’auto, però, aveva modello e colore molto simili a quella del proprietario della struttura alberghiera davanti alla quale era parcheggiata.

Un dettaglio che fa ipotizzare agli investigatori un possibile errore di persona: la vettura incendiata sarebbe stata scambiata per quella che rappresentava il vero obiettivo dell’azione.

Le intercettazioni e la fuga dai domiciliari

L’identificazione dei presunti responsabili è stata possibile grazie alle attività di intercettazione e all’analisi dei tabulati telefonici.

Gli elementi raccolti dai carabinieri hanno consentito di attribuire con elevata probabilità l’incendio ai due indagati. Secondo gli investigatori, uno dei due avrebbe addirittura violato gli arresti domiciliari ai quali era sottoposto all’epoca per partecipare all’azione criminale.

Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, il gip ha disposto le misure restrittive nei loro confronti.

Caccia ai mandanti

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, non è però conclusa.

Gli investigatori stanno ora lavorando per chiarire il movente dell’attacco incendiario e soprattutto per individuare eventuali mandanti e il vero bersaglio dell’azione.

Napoli, tenta furto d’auto sfondando il finestrino: «Volevo solo dormire». Arrestato 41enne

Un sanpietrino in mano e un’auto nel mirino, nel cuore di Napoli. È finito in manette un uomo di 41 anni, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso dai carabinieri mentre tentava di forzare un veicolo parcheggiato in via Torino.

I militari della Compagnia Napoli Stella lo hanno bloccato in flagranza mentre cercava di introdursi nell’abitacolo dopo aver infranto il finestrino lato guida. Un’azione rapida, interrotta dall’intervento immediato delle pattuglie presenti in zona. Fermato, l’uomo ha provato a giustificarsi con una spiegazione che non ha convinto gli investigatori: «Volevo solo addormentarmi in macchina». Una versione che non ha retto di fronte all’evidenza dei fatti, considerata la modalità dell’azione e il danneggiamento del veicolo.

Per i carabinieri si tratta di un tentativo di furto aggravato, non di un gesto improvvisato. Anche perché il 41enne era stato già denunciato appena un mese fa per lo stesso reato, circostanza che ha pesato sulla decisione di procedere con l’arresto immediato. L’uomo è stato quindi associato in attesa del rito direttissimo, mentre l’episodio riporta l’attenzione su una microcriminalità diffusa che continua a colpire diverse aree della città, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando le auto parcheggiate diventano obiettivi facili.

Calippo Tour, il lato oscuro del fenomeno social

Il cosiddetto Calippo Tour viene raccontato online come una trovata estrema, provocatoria, quasi goliardica: ragazze che girano l’Italia, incontrano fan o abbonati e trasformano tutto in contenuto sessuale da social e piattaforme per adulti.

Ma dietro la facciata dello “show” e della trasgressione, le stesse ricostruzioni giornalistiche mostrano un meccanismo molto meno ingenuo, fatto di riprese, monetizzazione e forte esposizione pubblica. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano e dal servizio de Le Iene, il format consiste nel praticare sesso orale a un partecipante durante le tappe del tour, con il video poi destinato alla vendita o comunque alla circuitazione su piattaforme a pagamento. (Il Fatto Quotidiano)

Il punto, allora, non è fare i moralisti. Ognuno è libero delle proprie scelte. Il punto è un altro: quando un’esperienza intima diventa contenuto, e quel contenuto entra in una filiera economica, il rischio cambia completamente natura. Non si parla più di semplice trasgressione underground, ma di un sistema che può ruotare attorno a visibilità, abbonamenti, chat private, canali Telegram, video esclusivi e meccanismi di selezione poco trasparenti. È esattamente qui che iniziano i dubbi. (Il Fatto Quotidiano)

 

Le inchieste televisive e i rilanci giornalistici hanno infatti sollevato domande pesanti. Le Iene hanno dichiarato di aver ricevuto “diverse segnalazioni” e si sono chieste apertamente se dietro il tour ci sia altro, se le protagoniste agiscano davvero da sole e se i pretendenti paghino per partecipare.

MOW, riprendendo gli elementi emersi, ha parlato di un percorso fatto di iscrizioni a canali e piattaforme a pagamento, acquisto di contenuti extra e persino una videochiamata da 150 euro, senza alcuna garanzia reale di arrivare poi alla partecipazione promessa.

Nello stesso racconto compaiono anche sospetti su risposte automatiche via bot e sulla possibile presenza di agenzie o soggetti terzi interessati più al profitto che alla trasparenza. (Mediaset Infinity)

Intanto il fenomeno si è mosso davvero nelle città italiane, uscendo dal recinto del web e invadendo spazi pubblici e piazze, come documentato da testate locali che hanno raccontato alcune tappe e la curiosità generata attorno all’evento.

È proprio questa esposizione continua, tra strada, smartphone e social, a rendere tutto ancora più delicato: più persone vedono, filmano, condividono, commentano, scaricano, rilanciano. E quando il controllo delle immagini si perde, recuperarlo diventa quasi impossibile. (Trieste Cafe)

Qui nasce il vero allarme. Perché anche se nelle fonti pubbliche non emergono prove giudiziarie verificabili di un sistema di ricatti specificamente legato al Calippo Tour, il rischio teorico e pratico di finire dentro dinamiche di esposizione non consensuale, pressione economica o estorsione digitale è tutt’altro che fantasioso.

Il Garante Privacy ricorda che il revenge porn consiste nella pubblicazione o diffusione senza consenso di immagini o video sessualmente espliciti destinati a rimanere privati, e che tali condotte possono servire a denigrare, bullizzare, molestare o ricattare.

Anche la normativa penale italiana, con l’articolo 612-ter, punisce la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, con aggravanti se il fatto avviene attraverso strumenti informatici o telematici. (Garante Privacy)

Non a caso, nel dibattito pubblico attorno alle sfide sessuali virali, il clima di allarme è già salito da tempo. Dopo i casi di Calippo e Chinotto Tour, il Codacons ha presentato un esposto su fenomeni affini come la “Sex Roulette”, parlando apertamente di rischi per i minori, danni psicofisici e possibili derive verso il sextortion, cioè il ricatto sessuale online.

In una audizione al Senato sul fenomeno della prostituzione realizzata attraverso piattaforme telematiche, il tema del revenge porn e del ricatto è stato richiamato esplicitamente proprio nel contesto di questi format mediatici. (mowmag.com)

E allora il messaggio da lanciare, soprattutto ai più giovani, deve essere netto: non credete alla favola del gioco innocente o del divertimento gratis. In rete quasi nulla è davvero gratuito. Se dietro un’iniziativa ci sono hype, abbonamenti, contenuti pay, chat monetizzate, intermediazioni, visibilità e video, significa che un business esiste. E quando il business passa dal tuo corpo, dal tuo volto o dalla tua intimità, il prezzo vero potresti scoprirlo troppo tardi. (mowmag.com)

Il problema non è soltanto “che cosa succede nel pulmino”. Il problema è che cosa succede dopo: dove finiscono i video, chi li gestisce, chi li conserva, chi li rivende, chi li rilancia, chi può usarli per umiliare o per fare pressione. È questo il punto che dovrebbe spaventare più di tutto. Qui c’è il link  del video di un  partecipante che avrebbe denunciato il fatto alle autorità poichè si è visto pubblicato un filmato nel quale compariva la sua partecipazione al Calippo Toour, video pubblicato a sua insaputa e contro la sua volontà.

Perché un attimo di incoscienza può trasformarsi in una traccia digitale eterna. E una volta che la tua immagine entra in quel circuito, uscirne può essere un incubo. Per chi teme la diffusione di contenuti intimi, il Garante Privacy mette anche a disposizione una procedura online di segnalazione preventiva sul revenge porn. (Garante Privacy)

Il Calippo Tour viene venduto come provocazione, libertà, trasgressione. Ma dietro la patina social può nascondersi un meccanismo molto più sporco: denaro, opacità, sfruttamento dell’immagine e rischio concreto di finire esposti davanti a tutti. Ed è per questo che oggi la vera forma di ribellione non è partecipare. È dire no.

Privatejetfinder celebra dieci anni di eccellenza e svela le top destination per l’estate 2026

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In occasione del suo decimo anniversario, Privatejetfinder, piattaforma di riferimento della vendita di voli nel settore dei jet privati, presenta le previsioni e i consigli di viaggio per la stagione estiva 2026. Con un decennio di esperienza alle spalle, migliaia di passeggeri trasportati e una solida presenza globale garantita dalle due sedi in Europa e negli Stati Uniti, l’azienda si conferma il partner di riferimento per chi cerca affidabilità, puntualità e un accesso privilegiato a una flotta di oltre 1.000 jet privati, suddivisi tra light, medium e large jet.

L’estate 2026 si preannuncia come un momento di grande vitalità per il settore, con una domanda crescente verso le località più iconiche del Mediterraneo. In un mercato così dinamico e competitivo, gli esperti di Privatejetfinder sottolineano come la pianificazione anticipata resti il fattore chiave per garantirsi gli slot aeroportuali più ambiti e un servizio su misura.

Ecco quali sono, secondo Privatejetfinder, le top destination per l’estate 2026.

Le regine del Mediterraneo: Costa Azzurra e Sardegna

La Costa Azzurra si conferma anche per il 2026 la destinazione numero uno in Europa. L’hub di Nizza Côte d’Azur si prepara a gestire oltre 15.000 movimenti di aviazione business, confermandosi il punto di accesso strategico per chi è diretto a Monaco, Cannes o Saint-Tropez.

Grazie alla flessibilità garantita da Privatejetfinder, i viaggiatori potranno combinare eventi mondani come il Gran Premio di Monaco, in programma dal 4 al 7 giugno 2026, con soggiorni esclusivi a Portofino, creando itinerari multi-destinazione senza i vincoli dei voli di linea. Parallelamente, la rotta verso la Sardegna registra già volumi record. Da Milano e Roma, i flussi verso Olbia e la Costa Smeralda si intensificano già da maggio, con passeggeri diretti a Porto Cervo e Cala di Volpe per soggiorni che fondono il lusso dei resort a bordo mare con l’esclusività dei charter in yacht.

Grecia e Isole Baleari

Il network di Privatejetfinder evidenzia una richiesta massiccia per le isole greche, con Mykonos in cima alle preferenze. La dimensione ridotta dell’aeroporto locale rende il jet privato l’unico mezzo realmente efficiente per raggiungere l’isola durante il picco stagionale, evitando i disagi dello scalo commerciale.
Oltre a Mykonos, mete come Santorini, Creta e la sempre più ricercata Paros restano tra le top destination per chi cerca privacy e scenari mozzafiato.

Non meno importanti sono le Baleari: Ibiza continua ad attrarre l’élite del clubbing mondiale già dalla tarda primavera, mentre Maiorca e Minorca si confermano le opzioni preferite per chi desidera un lusso più riservato tra borghi storici e calette silenziose.

Tradizione e nuove frontiere: Italia del sud e Croazia

La bellezza senza tempo della Costiera Amalfitana continua a dominare le richieste. Atterrando con il jet privato a Napoli o Salerno, i clienti di Privatejetfinder possono usufruire di trasferimenti integrati in elicottero o barca per raggiungere i borghi più pittoreschi della costa.

Infine, la Croazia si consolida come meta d’élite: Spalato e Dubrovnik offrono strutture moderne e un settore nautico in forte espansione, ideali per chi desidera esplorare l’Adriatico in totale libertà.

Consigli per i viaggiatori e milestone aziendale

Il decennio di operatività di Privatejetfinder ha permesso di affinare un modello di servizio basato sulla rapidità e sulla personalizzazione delle rotte.

Sebbene l’azienda sia in grado di rispondere a richieste last-minute, la pianificazione anticipata di almeno 6-8 settimane resta il consiglio principale per affrontare serenamente il picco di traffico di luglio e agosto. Muoversi al di fuori dei periodi di punta, scegliendo invece mesi come maggio o settembre, garantisce non solo un clima ideale ma anche l’accesso a una disponibilità di flotta più ampia e a condizioni economiche più flessibili.

Questa versatilità, supportata da una flotta diversificata che spazia dai light jet ai large jet, permette a Privatejetfinder di dettare nuovi ritmi dell’aviazione business mondiale.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: www.privatejetfinder.com

La prima Cenerentola della storia è napoletana

Quando si pensa a Cenerentola, l’immagine che viene in mente è spesso quella di una giovane vestita da ballo, con una scarpetta di cristallo e una fata madrina pronta ad aiutarla. Tuttavia, prima di tutte queste versioni famose, esisteva già una Cenerentola napoletana che circolava nelle corti e nelle piazze d’Europa ben prima che Charles Perrault o i fratelli Grimm la introducessero nelle loro raccolte. Questa versione più antica e meno conosciuta nasce nel cuore del Seicento grazie allo scrittore napoletano Giambattista Basile, il primo ad aver messo per iscritto quella che oggi consideriamo la fiaba di Cenerentola.

Cenerentola napoletana: la prima versione letteraria

La storia di Cenerentola così come la conosciamo ha radici molto antiche e varianti sparse in tutto il mondo, ma la prima versione europea documentata in forma scritta è quella contenuta ne Lo cunto de li cunti, noto anche come Pentamerone, pubblicato postumo tra il 1634 e il 1636.

Questa raccolta di cinquant fiabe fu composta in lingua napoletana e raccoglie racconti popolari tramandati oralmente nella Campania del tempo. Basile stesso non inventò tutte le storie da zero, ma ebbe il merito di fissarle sulla carta in una forma complessa e ricca, capace di diventare modello per gli autori successivi.

Una delle fiabe incluse è La gatta Cenerentola. Qui la protagonista si chiama Zezolla, figlia di un principe, e vive un destino ben più duro di quello che immaginiamo giocando con la versione Disney. Dopo la morte della madre, Zezolla viene affidata a una governante che la persuade a uccidere la matrigna. Quando il padre sposa la governante, quest’ultima porta con sé sei figlie che trattano Zezolla come una serva. Per questo motivo viene soprannominata “gatta”: costretta tra la cenere e le umiliazioni, è come se vivesse al livello inferiore della casa.

Questa versione presenta quindi alcuni elementi che verranno ripresi più tardi (l’incontro con il re, la trasformazione attraverso l’intervento magico e la perdita di una calzatura), ma li inserisce in un contesto narrativo più complesso e drammatico rispetto alle versioni popolarizzate successivamente.

Perché la versione di Basile è così importante

La Giambattista Basile Cenerentola non è semplicemente una storia più antica: è soprattutto una versione che riflette la cultura e le tensioni sociali del suo tempo. Nonostante abbia alcuni elementi fiabeschi, come la trasformazione e l’oggetto‑chiave della calzatura che permette al re di riconoscere la protagonista, il tono è molto più oscuro e realistico. A differenza delle versioni di Perrault, che aggiunge elementi come la fata madrina e la carrozza di zucca, la versione di Basile ha radici nella tradizione orale e utilizza un linguaggio ricco e barocco, tipico del Seicento napoletano.

Il fatto che questa storia sia ambientata nel Regno di Napoli, uno dei più importanti centri culturali e politici d’Europa dell’epoca, fa capire quanto fosse diffusa la fiaba e quanto potesse influenzare le culture letterarie successive. La notorietà della raccolta di Basile crebbe nel XVIII secolo e fu certamente una fonte importante per autori come Charles Perrault, il quale, realizzando la sua versione francese nel 1697, rese la storia più accessibile e, in molti modi, più “dolce” e adatta a un pubblico infantile.

La fiaba ha continuato a vivere nei secoli, passando attraverso le mani dei fratelli Grimm, che la inserirono nella loro celebre raccolta tedesca nel XIX secolo, fino ad arrivare alle reinterpretazioni moderne, comprese trasposizioni teatrali, musicali e cinematografiche. La versione di Basile ha anche ispirato opere artistiche e spettacoli come La gatta Cenerentola di Roberto De Simone, un musical in lingua napoletana che ha portato questa fiaba fuori dai confini della letteratura e nel mondo delle arti performative.

Riscoprire una fiaba “dimenticata” per capire l’origine di un mito

La maggior parte delle persone oggi conosce Cenerentola grazie alle versioni “edulcorate” e semplificate, dove la magia serve principalmente a risolvere i problemi della protagonista e il messaggio centrale riguarda virtù come la bontà e la gentilezza. Tuttavia, la versione originale di Basile ci ricorda che molte fiabe nascono da narrazioni popolari ben più complesse, spesso intrecciate con elementi culturali locali, tradizioni orali e temi profondi come il conflitto familiare e la sofferenza.

Riscoprire la Cenerentola napoletana significa quindi tornare alle radici di un racconto che ha viaggiato nel tempo e nello spazio, trasformandosi e adattandosi a diverse sensibilità culturali lungo il cammino. Significa riconoscere come Napoli e la sua cultura abbiano contribuito in modo fondamentale alla genesi di una delle fiabe più amate al mondo, ben prima che essa diventasse simbolo di dolcezza e speranza per generazioni di bambini e adulti.

 

Stadio Maradona da record: oltre 10mila visitatori per i 100 anni del Napoli

Il Maradona si conferma cuore pulsante della città e simbolo capace di attrarre migliaia di persone. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, lo stadio ha registrato 10.100 visitatori, conquistando il primo posto tra i siti più visitati in Italia e diventando il luogo napoletano più frequentato di sempre durante l’iniziativa.

Un risultato che, come sottolinea l’assessora al Turismo Teresa Armato, rappresenta molto più di un semplice dato numerico. «L’idea del FAI, insieme al Comune di Napoli, di inserire lo Stadio Diego Armando Maradona tra i siti napoletani è stato un grande successo», ha dichiarato. «L’apertura ha richiamato tifosi, cittadini e turisti, confermando il valore simbolico e identitario di questo luogo».

Il successo dell’iniziativa spinge ora l’amministrazione a guardare avanti. «Siamo al lavoro per rendere permanenti queste visite e inserirle negli itinerari guidati promossi dal Comune», ha spiegato Armato, evidenziando la volontà di ampliare l’offerta turistica e distribuire meglio i flussi in città.

L’obiettivo è alleggerire la pressione sul centro storico e valorizzare altre aree, creando un turismo più diffuso e sostenibile. In questa direzione si inseriscono anche le prossime aperture, come la passeggiata sui tetti del Duomo e il Cimitero delle Fontanelle, oltre al progetto della Santissima Community Hub, che racconta la rigenerazione urbana tra Quartieri Spagnoli e Montesanto.

Nel frattempo, le celebrazioni per il centenario del Napoli proseguono con nuove iniziative culturali. «Continueremo a festeggiare questo compleanno importante con un’edizione speciale del concorso “Lettere d’amore”», ha aggiunto Armato, «in cui tutto l’amore per Napoli e per il Napoli potrà essere raccontato e condiviso».

All’I.C. Pascoli di Aversa la Giornata della Legalità: studenti a confronto sulla figura di Don Peppe Diana

CASERTA. Il prossimo 27 marzo 2026, dalle ore 12 alle 14, l’Istituto Comprensivo Statale “Pascoli” di Aversa (CE) ospiterà la “Giornata della Legalità”, un momento di riflessione e confronto dedicato alle classi seconde ed alla promozione dei valori della giustizia, dell’impegno civile e del rispetto delle regole.

L’iniziativa, dal titolo “Don Peppe Diana: uno scoglio contro un mare di illegalità”, prende spunto dall’esempio e dal coraggio di Giuseppe Diana, il sacerdote simbolo della lotta alla criminalità organizzata nel territorio casertano. L’obiettivo dell’incontro è sensibilizzare le giovani generazioni alla cultura della legalità attraverso testimonianze dirette e il dialogo con rappresentanti del mondo civile, religioso e delle istituzioni.

L’appuntamento del 27 marzo concluderà la settimana di sensibilizzazione “Semi di libertà”, un percorso educativo promosso dall’istituto e caratterizzato da attività, momenti di confronto e iniziative didattiche dedicate ai temi della legalità, della responsabilità civica e dell’impegno sociale.

L’evento si svolgerà nella sala teatro del plesso didattico e vedrà la partecipazione di ospiti impegnati quotidianamente nella promozione della legalità e nella tutela del territorio. Tra questi, don Luigi Merola, presidente della fondazione ‘A Voce d’ ‘e Creature e consulente del Ministero dell’Istruzione e del Merito, e l’ingegnere Vincenzo Viglione, in rappresentanza del WWF, che interverrà sul legame tra legalità, tutela ambientale e protezione del patrimonio naturale.

All’incontro prenderanno parte anche rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato, che offriranno agli studenti un contributo sul tema del controllo del territorio e della sicurezza. La mattinata si aprirà con un’ouverture artistica realizzata dagli alunni delle classi seconde, che proporranno momenti di musica, lettura e recitazione. A seguire, spazio al question time: una sessione di domande e risposte pensata per favorire il dialogo diretto tra studenti e relatori.

Ad aprire ufficialmente i lavori saranno i saluti istituzionali della dirigente scolastica dell’istituto, prof.ssa Filomena Simonelli, e del referente per la Legalità, prof. Agostino Ferrara. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso educativo promosso dall’istituto per formare cittadini consapevoli e responsabili, capaci di riconoscere il valore della legalità e di contribuire, con il proprio impegno quotidiano, alla costruzione di una società più giusta.

Napoli, ai domiciliari l’autista assassino di corso Garibaldi

Mapoli – È stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale il 34enne che, nella serata di domenica 22 marzo, ha investito e ucciso due donne in Corso Garibaldi, nei pressi di Porta Nolana.

L’impatto si è verificato intorno alle 19:15, in una delle arterie più trafficate della città.

L’impatto e la dinamica

Secondo la ricostruzione degli agenti dell’Unità Operativa San Lorenzo e dell’Infortunistica Stradale della Polizia Locale, le due vittime – entrambe ucraine – stavano attraversando la carreggiata per raggiungere via San Cosmo Fuori Porta Nolana.

Arrivate al centro della strada, sono state travolte con violenza dall’auto guidata dal 34enne. Dopo l’urto, il conducente ha perso il controllo del veicolo, terminando la corsa contro tre auto parcheggiate sul lato destro.

I soccorsi e il decesso delle vittime

Le condizioni delle due donne sono apparse immediatamente gravissime. Una è morta sul colpo, mentre l’altra è stata trasportata d’urgenza all’Ospedale del Mare, dove è deceduta circa due ore dopo il ricovero, nonostante i tentativi dei medici.

Positivo all’alcol: scattano arresto e sequestri

L’uomo è stato sottoposto agli accertamenti alcolemici, risultati positivi. Informato il pubblico ministero di turno della Procura di Napoli, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari.

Disposti anche il ritiro della patente e il sequestro del veicolo, una Mercedes a noleggio.

Sul luogo dell’incidente proseguono gli accertamenti della Polizia Locale, impegnata nei rilievi tecnici, nell’ascolto dei testimoni e nell’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, elementi ritenuti decisivi per chiarire con esattezza la dinamica della tragedia.

ASL Napoli 2 Nord condannata: risarcimenti ai medici per indennità non pagate

Una doppia condanna che pesa e che riaccende il tema dei diritti dei medici di famiglia. L’ASL Napoli 2 Nord è stata condannata, sia in primo grado sia in appello, a risarcire circa 50 medici per la mancata corresponsione delle indennità legate al lavoro svolto nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali a partire dal 2020.

La vicenda nasce nel 2022, quando un gruppo di professionisti ha deciso di rivolgersi al giudice del lavoro per ottenere quanto previsto dall’Accordo Integrativo Regionale della Campania, che regolava gli emolumenti per queste attività. Le somme riconosciute variano tra gli ottomila e i ventimila euro per ciascun medico, segnando una vittoria significativa sul piano legale.

Ma la questione, secondo i rappresentanti sindacali, non è chiusa. «Auspichiamo di non dover ricorrere nuovamente al giudice del lavoro per ottenere altre indennità non corrisposte», ha dichiarato Salvatore Caiazza, segretario aziendale del Sindacato Medici Italiani dell’ASL Napoli 2 Nord. «A livello regionale e nelle altre ASL persistono criticità importanti legate al nuovo accordo, che potrebbero aprire numerosi contenziosi per la violazione dei diritti dei medici di famiglia».

Il rischio, dunque, è che questa sentenza rappresenti solo il primo capitolo di una serie di vertenze destinate a coinvolgere l’intero sistema sanitario regionale. Sullo sfondo resta il nodo della corretta applicazione degli accordi e del riconoscimento economico di attività fondamentali per l’assistenza territoriale.

Epatite A, la protesta dei pescivendoli a Napoli: «Le fake news ci stanno mettendo in ginocchio»

Napoili– La crisi del settore ittico campano approda davanti ai palazzi del potere. Nella mattinata di lunedì 23 marzo, circa cento pescivendoli provenienti dall’intero hinterland napoletano si sono radunati in Piazza Municipio per manifestare contro gli effetti dell’ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Manfredi.

Il provvedimento, che vieta il consumo di molluschi crudi a seguito di un picco di casi di epatite A, ha scatenato, secondo i rivenditori, un’ondata di panico ingiustificato tra i consumatori.

«Vendite crollate dopo il divieto»

Il clima tra i manifestanti è di profonda preoccupazione. Dopo una domenica definita “drammatica” sul fronte degli incassi, i lavoratori del settore puntano il dito contro una gestione dell’emergenza ritenuta sommaria.

«Non si può ridurre tutto a un divieto senza aver accertato le reali cause della diffusione del virus», spiega un portavoce della categoria. «Questa ordinanza, unita a una narrazione mediatica superficiale e alla diffusione di notizie false sul web, rischia di lasciare per strada centinaia di famiglie».

L’accusa: cozze usate come capro espiatorio

Il cuore della protesta riguarda l’associazione immediata tra il virus e i mitili. I pescivendoli denunciano un danno d’immagine senza precedenti: «Si parla di epatite A e si mostrano sistematicamente immagini di cozze. È inevitabile che la gente smetta di comprare», lamenta un altro operatore presente al presidio.

I rivenditori sottolineano inoltre la complessità tecnica del problema: «L’incubazione del virus dura settimane; è scientificamente difficile stabilire con certezza cosa e dove abbia mangiato una persona colpita molto tempo prima. Chiediamo che il problema venga affrontato con serietà e dati certi, non con la demonizzazione di un intero comparto».

Ultime richieste e minaccia di nuove mobilitazioni

La delegazione chiede un incontro urgente con l’amministrazione comunale e le autorità sanitarie per definire una strategia di informazione corretta che rassicuri la cittadinanza senza distruggere l’economia locale. Il messaggio finale inviato da Palazzo San Giacomo è netto: «Ci aspettiamo di essere ascoltati. Se le nostre istanze resteranno inascoltate, la prossima volta torneremo in piazza con le nostre famiglie».

Napoli, Linea 6 della metro: orari prolungati fino alle 21:10

Dopo mesi di corse limitate alla mattina, la Linea 6 della metropolitana di Napoli cambia passo. Da oggi il servizio viene esteso anche al pomeriggio nei giorni feriali, con prima corsa alle 7:10 e ultima alle 21:10. Nei fine settimana, invece, la linea resterà attiva dalle 7:10 fino alle 14:50.

Un intervento atteso, che supera una delle principali criticità segnalate dagli utenti: una metropolitana operativa solo fino alle prime ore del pomeriggio, nonostante colleghi punti strategici della città lungo il tratto Mostra-Municipio con otto fermate.

La svolta arriva grazie agli investimenti dell’amministrazione guidata da Gaetano Manfredi, che punta sul trasporto pubblico come leva per lo sviluppo urbano e per alleggerire il traffico cittadino.

«Non è stato facile», ha spiegato il direttore dell’Anm Francesco Favo. «Abbiamo dovuto investire risorse per garantire il servizio anche nel pomeriggio. Ora ci aspettiamo una crescita dell’utenza».

I primi segnali, secondo l’azienda di mobilità, sono già incoraggianti. «A gennaio e febbraio abbiamo registrato, tra Linea 6 e Linea 1, un incremento dei passeggeri del 30% rispetto all’anno precedente», ha aggiunto Favo. «Sappiamo che se migliora l’offerta del servizio, la domanda aumenta».

Resta però il nodo delle abitudini dei cittadini, ancora fortemente legate all’uso dell’auto. «È più comodo spostarsi in macchina con il traffico che c’è», ha osservato il direttore Anm, lanciando un appello diretto: «A fronte di un servizio migliore, comprate il biglietto e utilizzate la metropolitana».

Futuriamo, a Napoli il confronto tra scuola e lavoro: terza edizione alla Mostra d’Oltremare

Mettere in contatto due mondi che troppo spesso non si parlano. È questo l’obiettivo della terza edizione di “Futuriamo”, presentata oggi al Consiglio Regionale della Campania e in programma dal 25 al 27 marzo alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Un appuntamento che punta a costruire un dialogo concreto tra scuola, formazione e sistema produttivo, affrontando uno dei nodi più delicati del mercato del lavoro contemporaneo.

Al centro del confronto il tema delle competenze, sempre più decisive non solo per l’occupazione ma anche per la crescita economica e la coesione sociale. Un terreno su cui emergono criticità evidenti, a partire dal cosiddetto mismatch, il disallineamento tra le figure richieste dalle imprese e quelle formate dal sistema educativo. Un paradosso che vede aziende in difficoltà nel trovare personale qualificato e, allo stesso tempo, giovani incapaci di inserirsi nel mondo del lavoro in modo coerente con il proprio percorso.

Nel corso della presentazione, moderata da Alfredo Mariani e aperta dai saluti istituzionali di Giovanni Mensorio, è stata sottolineata la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione e occupazione. Carmine Aliperti e il dirigente scolastico Domenico Ciccone hanno evidenziato come il sistema debba evolversi per rispondere alle trasformazioni del mercato, puntando su orientamento, innovazione e collaborazione tra istituzioni e imprese.

Accanto alle criticità, però, emergono anche segnali positivi. Esperienze di collaborazione efficace dimostrano che un incontro virtuoso tra domanda e offerta di competenze è possibile, generando occupazione di qualità e valore per il territorio. È su queste buone pratiche che si concentra la sfida dei prossimi anni: ridurre il divario esistente e rendere strutturale un modello capace di funzionare.

“Futuriamo” nasce proprio con questa ambizione, offrendo uno spazio di confronto che non si limiti al dibattito, ma produca azioni concrete e opportunità reali per i giovani. L’evento, organizzato con il contributo di Eduform Formazione e diretto da Letizia La Marca, affronterà anche il ruolo delle tecnologie digitali nella gestione delle risorse umane e nello sviluppo delle competenze.

Tre giorni per provare a costruire un ponte tra formazione e lavoro, in un momento in cui il futuro professionale delle nuove generazioni passa sempre più dalla capacità di adattarsi a un mondo in rapido cambiamento.

Follia nella notte a Caivano: maxi rissa in centro, tre feriti. Uno è grave

Caivano – Una notte di ordinaria follia ha trasformato il cuore di Caivano in un campo di battaglia. Erano circa le 2:00 quando, in Corso Umberto I, è esplosa una violenta rissa che ha coinvolto circa venti giovanissimi. Il bilancio è pesante: tre feriti, di cui uno in pericolo di vita, e un arresto per tentato omicidio.

Sangue in Corso Umberto I: tre giovani in ospedale

Lo scontro, scoppiato per cause ancora in corso di accertamento, è degenerato rapidamente in un’aggressione brutale. Due ragazzi di 20 anni sono stati raggiunti da diversi fendenti: uno è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Frattamaggiore, mentre l’altro è stato ricoverato al Cardarelli di Napoli.

Ancora più critica la situazione per un terzo giovane, un 22enne, vittima di un violento pestaggio. Il ragazzo si trova attualmente all’ospedale di Giugliano in Campania, dove i medici hanno formulato una prognosi riservata a causa della gravità delle percosse subite.

Un 22enne pestato con violenza è grave in ospedale a Giugliano

L’intervento tempestivo dei Carabinieri della sezione radiomobile e della stazione di Caivano ha evitato conseguenze ancora peggiori. I militari sono riusciti a individuare e bloccare l’uomo ritenuto responsabile degli accoltellamenti. Si tratta di un 22enne di Viareggio, incensurato, che si trovava nell’area al momento dei fatti. Il giovane è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio ed è ora in attesa di giudizio davanti all’autorità giudiziaria.

Arrestato l’aggressore: è un 22enne toscano

Nonostante il primo arresto, il lavoro degli inquirenti è tutt’altro che concluso. I Carabinieri stanno setacciando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo testimonianze per identificare tutti i partecipanti alla rissa. Resta da chiarire il movente che ha scatenato la violenza collettiva in una delle arterie principali della città, trasformando un sabato sera in una cronaca di sangue.

Napoli, telefono «caduto» dal cielo finisce su auto in sosta

Napoli –  Un oggetto tecnologicamente avanzato, ma con un’atterraggio quantomeno anomalo. È successo nella notte, nel quartiere San Carlo Arena, quando una segnalazione al numero di emergenza 112 ha portato i carabinieri davanti a una scena fuori dal comune.

Una volta sul posto, in via Traetta, la pattuglia della Polizia Municipale Zona Stella ha trovato un uomo accanto alla sua auto, una Panda parcheggiata lungo la strada, intento a scrutare il cielo e l’intorno con aria interrogativa. L’uomo cercava di capire l’origine di un improvviso e rumoroso impatto che aveva scosso la sua utilitaria.

Notte di sorpresa nel quartiere: la chiamata al 112 e il ritrovamento

A fornire la prima risposta non è stato un testimone, ma il tettuccio della vettura. I militari hanno infatti subito notato uno smartphone appoggiato sulla lamiera, trattenuto da sottili fili di nylon. Un dettaglio che ha reso immediatamente chiara la dinamica ai Carabinieri, intervenuti successivamente per i rilievi.

L’ipotesi investigativa, al momento ritenuta la più accreditata, è che il telefono fosse agganciato a un drone – probabilmente in rotta verso il vicino rione Poggioreale – da cui si sarebbe sganciato durante il volo, finendo per “atterrare” bruscamente sulla Panda parcheggiata.

Il dispositivo è stato sequestrato dalle forze dell’ordine. Le indagini proseguono per risalire al proprietario del mezzo aereo e chiarire le circostanze precise del volo notturno, mentre nel quartiere resta il mistero su cosa stesse sorvolando quella notte il drone.