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Mense ospedaliere da incubo: blitz dei Nas in Campania, bocciate 18 strutture su 22

Napoli– Un bilancio che lascia poco spazio alle interpretazioni: l’82% delle mense ospedaliere controllate non è a norma. È l’esito allarmante della vasta campagna di ispezioni condotta, tra i mesi di febbraio e marzo, dai Carabinieri del Nas di Salerno.

Nel mirino dei militari sono finite 22 strutture, tra ospedali pubblici e case di cura private, distribuite nelle province di Salerno, Avellino e Benevento. Di queste, ben 18 hanno presentato irregolarità di varia entità, portando all’elevazione di multe per un importo complessivo di circa 26mila euro. L’obiettivo dell’operazione è chiaro: blindare la sicurezza alimentare e tutelare la salute dei pazienti.

L’allarme nel Salernitano: batteri sui vassoi e muffe nei locali

La provincia di Salerno ha registrato alcune delle criticità più gravi. Nell’Agro nocerino-sarnese le analisi di laboratorio hanno fatto emergere una carica batterica oltre la soglia di guardia direttamente sui vassoi destinati ai degenti, costringendo le direzioni a una revisione immediata dei protocolli di sanificazione.

Non va meglio nella Piana del Sele, dove reiterati problemi igienici, irregolarità nel trasporto dei cibi e la mancata misurazione delle temperature hanno fatto scattare sanzioni per 3.000 euro. Nel Cilento, invece, i militari hanno documentato la presenza di muffe sui muri e malfunzionamenti cronici ai sistemi di aspirazione delle cucine.

Irpinia: scoperte cucine “abusive” e carenze strutturali

Spostandosi in provincia di Avellino, i Nas hanno individuato una situazione limite nella Valle del Sabato: una casa di cura privata gestiva la produzione dei pasti in totale assenza di SCIA e delle necessarie autorizzazioni sanitarie, operando peraltro in ambienti con pesanti carenze strutturali. In altre strutture del territorio irpino, le contestazioni hanno riguardato l’assenza delle procedure di autocontrollo obbligatorie e lo stoccaggio di materiale non pertinente a ridosso delle aree di cottura.

Sannio: ragnatele e sporco incrostato tra i fornelli

Anche il territorio beneventano non è uscito indenne dai controlli. In un presidio ospedaliero della Valle Caudina l’assenza di spogliatoi per il personale e l’utilizzo di lavastoviglie guaste sono costati 4.000 euro di sanzioni. Lo scenario peggiore è emerso però nel capoluogo: le verifiche hanno svelato condizioni ben lontane dagli standard sanitari. Nelle zone dedicate al confezionamento dei pasti sono stati trovati accumuli oleosi, ragnatele e sporco incrostato.

Nonostante il quadro preoccupante, il tempestivo intervento dei Nas ha permesso di risolvere immediatamente le non conformità meno gravi grazie alle rigide prescrizioni imposte sul momento. I controlli proseguiranno senza sosta anche nelle prossime settimane per garantire che i poli di ristorazione ospedaliera rispettino tassativamente i più alti standard di igiene a tutela dei soggetti più fragili.

Napoli, c’è un video choc dell’investimento mortale di corso Garibaldi. Il conducente è recidivo

Napoli – C’è un video choc dell’investimento di corso Garibaldi che l’altra sera ha causato la morte di due sorelle ucraine al corso Garibaldi a Napoli. Sono le immagini della videosorveglianza di un bar ora agli atti dell’inchiesta che vede agli arresti domiciliari G.G., l’ imprenditore 34enne di Massa di Somma, ritenuto responsabile del duplice omicidio stradale.

L’uomo aveva la patente sospesa perché già trovato alla guida con un tasso alcolemico superiore alla norma e soprattutto era recidivo perché nel 2022 aveva causato un altro incidente stradale a Posillipo, fortunatamente non mortale.

Insieme con le due sorelle morte si trovava anche il marito di una delle due, che si è salvato solo perché era qualche metro più avanti.

La potente auto che guidava il conducente assassino era stata presa a noleggio. Ora le indagini cercano di accertare anche come sia stato possibile visto che l’uomo non aveva la patente e se qualcuno gli abbia fatto da garante.

Secondo gli accertamenti, procedeva tra gli 80 e i 100 chilometri orari, ben oltre i limiti consentiti, quando ha travolto due donne ucraine che si trovavano nei pressi delle strisce pedonali.

 Le due sorelle lavoravano presso famiglie napoletane

A perdere la vita sono state Gianna Rubakha (1968) e Oksana Kotlova (1974), entrambe perfettamente integrate nel contesto cittadino dove lavoravano come collaboratrici domestiche. Due vite spezzate in pochi istanti, al termine di una sequenza definita dagli investigatori “drammatica e violenta”.

Dopo l’impatto, l’auto ha proseguito la corsa schiantandosi contro alcune vetture in sosta, tra cui una Fiat Panda che ha contribuito ad attutire l’urto finale.

Determinanti i primi esiti degli accertamenti: il tasso alcolemico è risultato superiore ai limiti di legge. In attesa anche degli esami tossicologici.

La Procura di Napoli, coordinata dal pm Valeria Vinci, ha disposto gli arresti domiciliari per il 34enne. Il provvedimento è stato notificato dopo l’esito positivo degli esami alcolemici.
Le indagini sono affidate alla polizia municipale, guidata dal comandante Ciro Esposito, con il supporto della sezione infortunistica diretta dal tenente Vincenzo Cirillo.
Si tratta della prima svolta investigativa in un’inchiesta che punta a ricostruire nel dettaglio ogni fase dell’incidente.

Le immagini e il racconto choc

Fondamentali potrebbero rivelarsi le immagini di videosorveglianza acquisite da un esercizio commerciale della zona. Il video mostrerebbe l’auto piombare a forte velocità, travolgere le due donne e scaraventarle a diversi metri di distanza. Una sequenza definita “choc” dagli inquirenti.

L’uomo dovrà ora sostenere l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice. Tra i punti da chiarire: il percorso effettuato prima dell’incidente, la quantità di alcol assunta e, soprattutto, le modalità con cui è riuscito a noleggiare l’auto.

Scampia: arrestato il ras Pietro Gemito: caccia a chi ha coperto la latitanza

Napoli– Il cemento di Scampia, per una volta, non è stato un guscio impenetrabile. Pietro Gemito, 30 anni, l’uomo che per settimane ha giocato a nascondino con lo Stato tra i lotti dello Chalet Bakù, ha visto svanire il suo sogno di impunità nel pomeriggio di ieri.

Il “muro” che lo proteggeva, fatto di sguardi bassi e silenzi compici, si è sgretolato sotto i colpi dei militari della Compagnia Stella, che da giorni avevano trasformato via Arcangelo Ghisleri in una scacchiera per la cattura finale.

La fuga dal blitz di febbraio

Il nome di Gemito era in cima alla lista dei ricercati dallo scorso 4 febbraio. Quel mattino, mentre un imponente dispositivo di forze dell’ordine smantellava la holding degli Amato-Pagano con 14 ordinanze di custodia cautelare, il trentenne ras emergente del clan Raia era riuscito a svanire nel nulla.

Una fuga durata settimane, vissuta come un fantasma tra le strade che lo avevano visto crescere, convinto che il controllo capillare del territorio da parte del clan gli avrebbe garantito una latitanza dorata a chilometro zero.

Il ras dei “citofoni” in cella

Ma la caratura criminale di Gemito non emerge solo dalla sua capacità di eludere la cattura. L’inchiesta ha rivelato un profilo inquietante: persino tra le mura del penitenziario di Secondigliano, nel 2022, il ras sarebbe riuscito a beffare i protocolli di sicurezza. Utilizzando telefoni cellulari introdotti clandestinamente, avrebbe continuato a gestire gli affari del clan e a impartire direttive, trasformando la sua cella in una centrale operativa.

Dal sequestro Pettirosso al nuovo arresto

Il pedigree giudiziario del trentenne è segnato da episodi brutali. Gemito, come ricorda il Roma,  era finito a processo per il drammatico sequestro dell’operaio Stefano Pettirosso, rimediando in primo grado una stangata a 20 anni di reclusione. Una condanna pesantissima, poi clamorosamente ribaltata e annullata in Appello grazie alla linea difensiva sostenuta dal suo legale, l’avvocato Dario Carmine Procentese. Un successo legale che gli aveva restituito la libertà, prima che la nuova ordinanza di custodia cautelare lo trasformasse nuovamente in un fuggitivo.

Caccia ai fiancheggiatori

Dopo le formalità di rito, per Gemito si sono riaperte le porte del carcere. L’appuntamento cruciale è fissato per domani mattina, quando il ras comparirà davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per l’interrogatorio di garanzia. Dovrà rispondere di pesanti accuse che lo collocano ai vertici della mala di Scampia. Intanto, l’attenzione degli investigatori si sposta sulla rete che ha protetto la sua latitanza: la caccia ai fiancheggiatori che hanno offerto vitto e alloggio al “fantasma” del Bakù è ufficialmente aperta.

L’oroscopo di oggi 24 marzo 2026 di Paolo Tedesco

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La chiave di questa giornata sarà l’equilibrio tra slancio e riflessione. Non forzare gli eventi, ma nemmeno lasciarli scivolare via. Osserva, scegli e agisci con consapevolezza.

♈ ARIETE (21/3 – 19/4)

La giornata si apre con energia, ma anche con una certa impazienza. La Luna in transito sollecita il tuo segno, rendendoti reattivo.

  • Amore: Potresti sentire il bisogno di imporre le tue ragioni. Se sei in coppia, attenzione a non trasformare una semplice discussione in un confronto acceso. Per i single, colpo di fulmine possibile ma poco duraturo.

  • Lavoro: Ottima spinta iniziale, ma tendenza a voler concludere tutto in fretta. Rischio di errori di distrazione. Meglio delegare.

  • Salute: Energia fisica alta, ma nervosismo in eccesso. Concediti una pausa a metà giornata per scaricare la tensione.

  • Finanze: Evita acquisti d’impulso. Potresti essere tentato da un’offerta che sembra irrinunciabile, ma leggi bene le clausole.

Consiglio di Paolo Tedesco: “Non forzare le situazioni. Oggi la fretta è cattiva consigliera: lascia che gli eventi si sviluppano senza volerli dirigere tu.”

♉ TORO (20/4 – 20/5)

La tua energia oggi è più raccolta e riflessiva. Plutone e Saturno ti invitano a guardare dentro te stesso.

  • Amore: Momento di profonda introspezione. Potresti sentire il bisogno di chiarezza in una relazione che ti fa sentire insicuro. Chi è single tende a idealizzare il passato.

  • Lavoro: Giornata adatta per rivedere progetti in sospeso e sistemare questioni burocratiche. Non aspettarti novità eclatanti, ma getti le basi per i prossimi giorni.

  • Salute: Attenzione alla sfera digestiva. Evita cibi pesanti e prediligi pasti leggeri e regolari.

  • Finanze: Stabilità, ma con una lieve tensione. Un vecchio debito o una spesa rimandata potrebbero ripresentarsi.

Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua forza è nella pazienza. Oggi non cercare risposte affrettate: aspetta che sia la vita a parlare.”

♊ GEMELLI (21/5 – 20/6)

Marte e Urano attivano la tua curiosità, ma anche una certa irrequietezza. La comunicazione è il tuo punto di forza, ma anche di possibile attrito.

  • Amore: Sei magnetico e conversatore, ma rischi di risultare superficiale. In coppia, il partner potrebbe sentire una certa distanza emotiva. Single: nuove conoscenze via social, ma attenzione a fraintesi.

  • Lavoro: Ottima giornata per riunioni, contrattazioni e networking. Le tue idee sono apprezzate, ma devi saperle esporre con chiarezza.

  • Salute: Nervosismo diffuso. Potresti soffrire di insonnia o risvegli notturni. Spegni gli schermi almeno un’ora prima di dormire.

  • Finanze: Entrate previste, ma anche tentazioni di spesa per hobby o svaghi. Stabilisci un budget.

Consiglio di Paolo Tedesco: “Non disperderti in mille direzioni. Oggi conta più la qualità delle parole che la quantità.”

♋ CANCRO (21/6 – 22/7)

La Luna in quadratura ti rende particolarmente sensibile. L’umore potrebbe cambiare più volte durante la giornata.

  • Amore: Hai bisogno di sicurezza e protezione. In coppia, cerca il contatto fisico e le piccole attenzioni. Se sei single, potresti ripiegare su un ex che ti fa sentire al sicuro.

  • Lavoro: L’ambiente professionale ti sembra freddo o poco riconoscente. Evita di prendere tutto sul personale. Concentrati sul risultato.

  • Salute: Leggera vulnerabilità emotiva. Mal di testa o tensione cervicale da stress. Una camminata all’aria aperta ti farà bene.

  • Finanze: Qualche spesa extra per la casa o la famiglia. Niente di preoccupante, ma tieni d’occhio il budget mensile.

Consiglio di Paolo Tedesco: “Oggi non cercare fuori ciò che puoi darti da solo. La tua sicurezza interiore vale più di ogni approvazione esterna.”

♌ LEONE (23/7 – 22/8)

Il Sole nel tuo settore della comunicazione ti rende brillante, ma attento all’orgoglio. Vuoi essere al centro dell’attenzione.

  • Amore: Sei in gran forma e sai conquistare. In coppia, potresti organizzare una serata speciale per riaccendere la passione. Single: un incontro inaspettato potrebbe farti sorridere.

  • Lavoro: Le tue capacità di leadership vengono notate. Potresti ricevere un complimento o un riconoscimento. Sfrutta questa visibilità con umiltà.

  • Salute: Energia solare. Giornata ideale per attività fisica o per iniziare un nuovo regime di benessere.

  • Finanze: Propensione alla spesa per il tempo libero e il lusso. Concediti un piccolo sfizio, ma senza esagerare.

Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua luce brilla, ma non accecare chi ti sta accanto. Oggi il vero carisma si misura nell’attenzione verso gli altri.”

♍ VERGINE (23/8 – 22/9)

Mercurio in aspetto armonico ti regala lucidità e pragmatismo. È una giornata per mettere ordine.

  • Amore: Sei più razionale che passionale. In coppia, affronti i problemi con metodo, ma rischi di sembrare freddo. Single: non sei incline a nuove avventure, preferisci la stabilità.

  • Lavoro: Eccellente per pianificare, organizzare e risolvere questioni in sospeso. La tua precisione è apprezzata dai colleghi.

  • Salute: Stabile. Attenzione però alla postura se lavori seduto a lungo. Fai delle pause regolari.

  • Finanze: Buon momento per rivedere investimenti e risparmi. Potresti trovare un piccolo errore a tuo favore da correggere.

Consiglio di Paolo Tedesco: “L’ordine è importante, ma non lasciare che diventi ossessione. Oggi concediti anche un po’ di sana improvvisazione.”

♎ BILANCIA (23/9 – 22/10)

Venere, tuo pianeta guida, in aspetto con Giove ti porta armonia, ma anche una certa indecisione.

  • Amore: Atmosfera romantica e conciliante. In coppia, è il momento giusto per fare pace dopo un periodo di tensione. Single: potresti incontrare qualcuno che condivide i tuoi valori.

  • Lavoro: Collaborazioni e partnership sono favoriti. Ottimo per lavori di squadra, ma evita di accettare troppi impegni per non deludere.

  • Salute: Benessere generale, ma tendenza a rimandare controlli o visite. Non procrastinare.

  • Finanze: Potrebbe arrivare un piccolo guadagno inaspettato o un regalo. Gestiscilo con equilibrio.

Consiglio di Paolo Tedesco: “L’armonia si costruisce con scelte chiare. Oggi non cercare di accontentare tutti: scegli te stesso.”

♏ SCORPIONE (23/10 – 21/11)

Plutone e Marte ti spingono a voler trasformare ciò che non ti soddisfa. Intensità e determinazione sono le tue parole d’ordine.

  • Amore: Passione e profondità. In coppia, potresti vivere un momento di grande intimità o, al contrario, emergere un vecchio nodo irrisolto. Single: un incontro intenso e magnetico è probabile.

  • Lavoro: Hai il controllo della situazione. Puoi gestire potere e risorse con abilità. Attenzione a non diventare troppo autoritario.

  • Salute: Energie profonde ma concentrate. Liberati dalle tossine emotive: scrivere o parlare con qualcuno di fiducia ti aiuterà.

  • Finanze: Momento favorevole per investimenti o per recuperare crediti. Hai fiuto, ma non agire d’istinto.

Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua forza è nella trasformazione, ma non distruggere ciò che può ancora essere riparato. Scegli con cura cosa lasciar andare.”

♐ SAGITTARIO (22/11 – 21/12)

Giove ti protegge, ma Urano ti spinge verso l’imprevisto. Oggi sei in cerca di libertà e novità.

  • Amore: Voglia di evasione e leggerezza. In coppia, potresti sentire il bisogno di organizzare un viaggio o un’attività nuova. Single: flirt facile e senza impegno.

  • Lavoro: Arrivano opportunità inaspettate, magari legate all’estero, agli studi o al mondo digitale. Sii pronto a cogliere le occasioni.

  • Salute: Energia vitale alta. Attenzione solo agli eccessi: attività fisica sì, ma senza strafare.

  • Finanze: Spese per viaggi, cultura o formazione. Investire in te stesso è sempre una buona scelta.

Consiglio di Paolo Tedesco: “L’entusiasmo è la tua benzina, ma oggi metti anche un freno. Non tutte le novità sono opportunità: valuta con attenzione.”

♑ CAPRICORNO (22/12 – 19/1)

Saturno nel tuo segno ti rende responsabile, ma anche un po’ troppo severo con te stesso.

  • Amore: Sei concentrato sugli obiettivi e rischi di trascurare la vita sentimentale. In coppia, chiedi al partner di darti spazio. Single: non hai tempo per storie complicate.

  • Lavoro: Ottima produttività. Raggiungi traguardi importanti, ma attenzione al carico di stress. Delega quando possibile.

  • Salute: Tensione muscolare e stanchezza accumulata. Un massaggio o una doccia calda rigenerante ti faranno bene.

  • Finanze: Stabilità e lungimiranza. Buon momento per consolidare risparmi o fare un piano a lungo termine.

Consiglio di Paolo Tedesco: “Il successo non si misura solo con i risultati, ma anche con la serenità con cui li ottieni. Oggi prenditi una pausa dal dovere.”

♒ ACQUARIO (20/1 – 18/2)

Urano e Saturno ti spingono a innovare, ma anche a trovare un equilibrio tra ribellione e disciplina.

  • Amore: Hai bisogno di relazioni autentiche e libere. In coppia, potresti proporre un cambiamento nelle dinamiche abituali. Single: attiri persone originali e anticonformiste.

  • Lavoro: Idee brillanti e visione futuristica. Se hai un progetto innovativo, oggi è il giorno giusto per presentarlo. Attenzione ai dettagli pratici.

  • Salute: Buona energia, ma vita sociale intensa potrebbe affaticarti. Ritaglia momenti di solitudine.

  • Finanze: Spese per tecnologia, amici o cause sociali. Verifica che siano in linea con le tue priorità.

Consiglio di Paolo Tedesco: “Essere originali è un dono, ma ricordati che le relazioni si costruiscono anche con la costanza. Non essere troppo distaccato.”

♓ PESCI (19/2 – 20/3)

Nettuno e Giove amplificano la tua sensibilità e intuizione. Sei in connessione con il tuo mondo interiore.

  • Amore: Romanticismo e idealismo. In coppia, potresti vivere un momento di forte complicità emotiva. Single: sei incline a sognare, ma attento a non confondere realtà e desiderio.

  • Lavoro: L’intuito è il tuo miglior alleato. Potresti avere una folgorazione su un problema irrisolto. Evita però distrazioni e fughe in avanti.

  • Salute: Emotività in primo piano. Un po’ di malinconia o stanchezza psicologica. La musica o l’arte ti rigenerano.

  • Finanze: Giornata incerta per le finanze: evita investimenti azzardati e fai attenzione a spese “emotive”.

Consiglio di Paolo Tedesco: “L’intuizione è preziosa, ma oggi verificala con i fatti. Non lasciare che l’immaginazione prenda il sopravvento sulla realtà.”

 Cosa ci riservano le stelle martedì 24 marzo 2026?

“Marte e Urano accendono la miccia dell’impazienza, mentre Saturno ci ricorda che senza struttura non c’è crescita duratura. Oggi il cielo ci invita a trovare il punto d’incontro tra la spinta a cambiare e la necessità di fare scelte ponderate. I segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) avranno energia da vendere, ma rischieranno di bruciare le tappe; quelli di terra (Toro, Vergine, Capricorno) potranno costruire solide fondamenta, a patto di non rinchiudersi nella routine; l’aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) porterà idee e relazioni, ma dovrà evitare la superficialità; l’acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) navigherà in acque profonde, dove l’emozione è un tesoro, ma anche un possibile labirinto.”

Buona giornata sotto il cielo di marzo

Inter in affanno, la corsa scudetto si infiamma con Milan e Napoli in agguato

La corsa scudetto, che sembrava indirizzata, torna improvvisamente in bilico. L’Inter rallenta, perde sicurezza e vede riavvicinarsi Milan e Napoli, riaprendo un campionato che fino a poche settimane fa appariva chiuso.

Il margine costruito nel corso della stagione si è progressivamente assottigliato, complice un calo evidente sul piano fisico e mentale. Le ultime prestazioni hanno mostrato una squadra meno brillante, meno lucida e soprattutto meno sicura di sé. I pareggi contro Atalanta e Fiorentina, uniti alla sconfitta nel derby, raccontano di una frenata che pesa più del previsto.

A preoccupare non è solo la classifica, ma la sensazione di fragilità che sembra essersi insinuata nel gruppo. «Non siamo davanti a uno psicodramma assolutamente», ha provato a rassicurare Beppe Marotta. «Non dobbiamo cullarci, sappiamo che esistono difficoltà e che è più facile fare il cacciatore che la lepre. Dobbiamo essere più bravi ad affrontare questo periodo».

Parole che però non cancellano i segnali evidenti di una squadra che ha perso continuità. Il calo di alcuni uomini chiave e la fatica accumulata anche in campo europeo hanno inciso sul rendimento, lasciando spazio alle inseguitrici. Il Milan è tornato a meno sei, mentre il Napoli, spinto da una serie di vittorie, si è portato a sette punti dalla vetta.

Una pressione che rischia di diventare un fattore decisivo. «L’aspetto mentale è molto importante, più che in passato», ha sottolineato ancora Marotta. «Allenatori e giocatori devono saper gestire queste difficoltà». Il dato più significativo è forse proprio questo: l’Inter non vince da più giornate, una situazione che riporta alla memoria momenti complicati delle stagioni precedenti, quando i nerazzurri avevano già visto sfumare titoli alla portata. Ora il calendario non concede tregua, con sfide impegnative subito dopo la sosta.

Fondi UE e mazzette hi-tech: il GIP frena sugli arresti, ma l’inchiesta si allarga

Palermo– Un terremoto giudiziario che collega la Sicilia alla Campania, passando per i corridoi del CNR e delle università napoletane. Si arricchisce di un nuovo capitolo l’indagine sulla gestione illecita dei fondi comunitari destinati all’istruzione.

Il GIP di Palermo ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura Europea nei confronti di Corrado Leone, ricercatore del CNR di Napoli e Portici, citando la mancanza di “gravi indizi di colpevolezza”. La stessa decisione ha riguardato altri 11 indagati, segnando un punto a favore delle difese in questa fase cautelare.

Le misure interdittive

Nonostante il no ai domiciliari, il giudice ha comunque ravvisato la necessità di interventi restrittivi. È stata infatti disposta la sospensione da ogni attività inerente la gestione di fondi per due nomi noti dell’accademia napoletana: i docenti universitari Enrico Cafaro e Luigi Cembalo.

Misure simili hanno colpito anche il settore privato, con divieti temporanei di esercitare attività professionale per Antonino Fedullo (dipendente R-Store) e Cosma Nappa. Sul fronte procedurale, il giudice ha stabilito che la competenza territoriale del caso rimanga a Palermo, respingendo l’ipotesi di un trasferimento a Napoli.

Dal cibo della mensa ai “tesoretti” digitali

L’inchiesta affonda le radici in un episodio di cronaca di tre anni fa, quando nel quartiere Zen di Palermo fu arrestata una preside. L’accusa iniziale era quasi grottesca: faceva la “cresta” sul cibo della mensa scolastica. Tuttavia, il filone principale ha poi svelato un sistema più complesso di scambi: in cambio dell’acquisto di tablet e PC da specifiche società informatiche (Informatica Commerciale S.p.A., R-Store S.p.a e Databroker), alcuni pubblici ufficiali avrebbero ricevuto cellulari di ultima generazione e smart TV per uso personale.

Secondo gli inquirenti, questi “regali” costituivano veri e propri tesoretti privati accumulati grazie alla manipolazione dei bandi per forniture di beni e servizi nelle scuole e negli atenei.

Il braccio di ferro sulla competenza

La partita legale resta apertissima. I magistrati della Procura Europea non hanno accettato passivamente le decisioni del GIP e hanno già presentato ricorso. Al centro della disputa c’è l’eccezione di incompetenza territoriale per le posizioni di Giancarlo Fimiani (AD di R-Store) e Mario Piacenti (dirigente della società informatica). La Procura punta a mantenere la regia dell’inchiesta nel capoluogo siciliano, rivendicando la solidità del quadro accusatorio costruito in questi anni di indagini.

Orta di Atella, ingerisce droga per sfuggire ai controlli: arrestato 35enne

Ha tentato di sottrarsi a un controllo ingerendo le dosi di droga che aveva con sé, ma il piano non è bastato a evitare l’arresto. Un 35enne di Orta di Atella, già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato dai carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caserta con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

L’uomo, alla vista dei militari, avrebbe ingerito quindici dosi tra crack e cocaina nel tentativo di eliminare le prove. Una mossa che ha reso necessario il trasferimento presso l’ospedale civile di Caserta, dove gli accertamenti sanitari hanno consentito di recuperare lo stupefacente.

Il quantitativo complessivo sequestrato ammonta a circa 5,70 grammi. Nel corso delle operazioni, i carabinieri hanno inoltre rinvenuto nella disponibilità del 35enne una somma in contanti pari a 565 euro, ritenuta provento dell’attività illecita e sottoposta a sequestro. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo.

Partita l’ispezione della Regione al Monaldi: «Criticità sistemiche e clima deteriorato»

Napoli – Si è messa in moto la macchina della Regione Campania per fare chiarezza sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino vittima di un trapianto di cuore danneggiato all’ospedale Monaldi.

Nella giornata di oggi, lunedì 23 marzo, è ufficialmente partita l’ispezione straordinaria voluta dal presidente della Giunta regionale, Roberto Fico.

I primi accertamenti

La task force, composta da tecnici della Direzione Generale per la Tutela della Salute affiancati da consulenti esterni, ha già avviato la verifica dell’organizzazione e delle prassi operative all’interno della struttura ospedaliera.

Secondo quanto riferito all’ANSA, i commissari hanno acquisito una corposa mole di documenti, concentrandosi non solo sulle procedure sanitarie legate al tragico evento del 23 dicembre scorso, ma anche sugli aspetti amministrativi e sui protocolli in vigore nei mesi antecedenti.

L’obiettivo dell’indagine, come spiegato dagli stessi ispettori, è accertare se le condizioni che hanno portato al decesso del bambino fossero “note o conoscibili” e se, successivamente, siano state attuate le misure correttive più opportune.

Un quadro di “criticità sistemiche”

L’ispezione odierna affonda le radici in un’istruttoria condotta nelle scorse settimane dall’amministrazione regionale, i cui esiti avevano già delineato uno scenario preoccupante. Dai primi accertamenti era emerso “un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente rilevato”.

Tra gli elementi contestati figurano la presenza di protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, il mancato utilizzo di dispositivi di conservazione pur disponibili in azienda, una formazione del personale giudicata inadeguata e, a fare da cornice, “un clima relazionale interno gravemente deteriorato”. A ciò si aggiungono “significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali”.

Il presidente della Regione, Roberto Fico, aveva anticipato nei giorni scorsi il peso di queste risultanze, parlando esplicitamente di “una problematicità organizzativa sistemica preesistente” rispetto all’evento che ha spezzato la vita del piccolo Domenico.

L’ispezione all’ospedale Monaldi proseguirà nelle prossime settimane. In parallelo, la Regione ha disposto ulteriori verifiche in altri centri trapiantologici della Campania. In questa prima fase, gli ispettori si stanno concentrando sull’acquisizione della documentazione necessaria per approfondire lo stato di salute dell’intera rete regionale dei trapianti, nel tentativo di scongiurare il ripetersi di simili tragedie.

Epatite A a Napoli, salgono a 78 i ricoveri al Cotugno

Aumentano, seppur leggermente, i casi di epatite A registrati a Napoli. Secondo i dati aggiornati alle 17.30 di lunedì 23 marzo e diffusi dalla direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, sono 78 le persone assistite all’ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive: 70 pazienti sono ricoverati nei reparti di degenza, mentre otto si trovano in osservazione al pronto soccorso.

Il numero dei ricoveri segna un incremento rispetto al bollettino diffuso nella giornata precedente, confermando una crescita dei contagi da virus HAV. Nonostante ciò, dall’ospedale rassicurano sulle condizioni dei pazienti: nessuno presenta al momento quadri clinici particolarmente critici.

L’Azienda dei Colli ha inoltre attivato un monitoraggio costante dell’andamento epidemiologico, con l’obiettivo di adeguare tempestivamente la disponibilità di posti letto. Allo stato attuale, sottolinea la direzione sanitaria, non si registrano criticità sul piano assistenziale.

Pescivendoli in piazza: “Siamo rovinati”

Parallelamente alla gestione sanitaria dell’emergenza cresce il malcontento tra gli operatori del settore ittico. Circa cento titolari di pescherie provenienti da tutta la provincia di Napoli si sono riuniti in mattinata davanti a Palazzo San Giacomo per protestare contro gli effetti dell’ordinanza comunale che vieta il consumo di frutti di mare crudi.

Il provvedimento, firmato dal sindaco Gaetano Manfredi giovedì scorso e successivamente adottato anche da altri Comuni, avrebbe provocato un crollo delle vendite. Gli operatori parlano di incassi dimezzati e di una domenica definita “drammatica”.

“Non si può ridurre tutto a un divieto senza aver stabilito la vera causa dei contagi e i reali confini dell’aumento dei casi”, ha dichiarato uno dei manifestanti in piazza. “Con questa ordinanza e con le notizie false che circolano online rischiamo di mettere in strada centinaia di famiglie”.

Il confronto con il Comune

Una delegazione dei pescivendoli è stata ricevuta in municipio dall’assessore al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato, insieme agli assessori alla Salute Vincenzo Santagada e alla Polizia locale Antonio De Iesu.

“Comprendiamo pienamente le preoccupazioni delle pescherie napoletane – ha spiegato Armato – soprattutto in un periodo importante come quello che precede la Pasqua. L’ordinanza sul divieto di consumo di frutti di mare crudi nasce esclusivamente da esigenze di tutela della salute pubblica”.

L’amministrazione comunale ha assicurato massima attenzione alle richieste della categoria, promettendo sostegno al comparto in vista delle festività pasquali, tradizionalmente cruciali per il mercato ittico cittadino.

Castellabate, gru si ribalta nell’impianto: operaio grave in ospedale

Un incidente improvviso, avvenuto durante le normali operazioni di lavoro, ha rischiato di trasformarsi in tragedia a Castellabate, nel Salernitano. Un operaio è rimasto gravemente ferito dopo il ribaltamento di una gru all’interno dell’area di un impianto di depurazione.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo si sarebbe inclinato all’improvviso durante alcune manovre tecniche, finendo per capovolgersi nei pressi delle vasche dell’impianto. L’uomo alla guida è stato sbalzato fuori dall’abitacolo, precipitando all’interno di una delle strutture presenti nell’area. Immediato l’allarme lanciato dai colleghi, che hanno attivato i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona e il personale del 118, mentre le condizioni del ferito hanno reso necessario l’intervento dell’elisoccorso. L’operaio ha riportato diversi traumi, in particolare nella zona sacrale e alle caviglie, ma è rimasto sempre cosciente durante le operazioni di soccorso. Dopo essere stato stabilizzato, è stato trasferito in elicottero all’ospedale Ruggi di Salerno per ulteriori accertamenti. Sono in corso le verifiche per chiarire con esattezza le cause dell’incidente.

Clan Contini, colpo di scena al Riesame: annullate venti misure cautelari

Napoli – Importante svolta giudiziaria nell’inchiesta che, all’inizio di marzo, aveva smantellato una vasta rete di spaccio riconducibile al clan Contini. L’Ottava Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare per circa venti indagati, dimezzando di fatto la portata dei provvedimenti eseguiti solo poche settimane fa.

Il vizio di motivazione alla base del rilascio

Il collegio difensivo — guidato dagli avvocati Emilio Coppola, Luca Mottola e Mauro Zollo — è riuscito a scardinare l’impianto accusatorio relativo alle esigenze cautelari. La tesi accolta dai giudici del Riesame si è concentrata sull’assenza di criteri individualizzanti: secondo la difesa, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) avrebbe omesso di motivare in modo specifico e distinto le ragioni per cui la misura restrittiva fosse necessaria per ogni singolo indagato.

L’operazione originaria aveva portato alla notifica di 39 misure cautelari, con 126 indagati, colpendo i presunti terminali del narcotraffico del clan, colonna portante dell’Alleanza di Secondigliano. Con la decisione odierna, la posizione di quasi la metà dei soggetti coinvolti viene resettata in attesa di ulteriori sviluppi processuali.

Referendum, in Campania vince il No con oltre il 65% dei voti

La Campania si esprime in modo chiaro e deciso sul referendum relativo all’ordinamento giurisdizionale e all’istituzione della Corte disciplinare. Con la maggior parte delle sezioni già scrutinate, il “no” si impone con il 65,45 per cento dei consensi, lasciando il “sì” fermo al 34,55 per cento.

Un risultato netto, che trova il suo punto più alto nell’area di Napoli, dove la distanza tra le due opzioni si amplia ulteriormente. Tra città e provincia, il “no” raggiunge il 71,45 per cento, mentre nel solo capoluogo tocca il 75,51 per cento, segno di un orientamento particolarmente marcato dell’elettorato urbano. Più contenuto, ma comunque significativo, il vantaggio del “no” nelle altre province.

A Salerno si attesta al 58 per cento, a Caserta al 58,79 per cento, ad Avellino al 60,84 per cento e a Benevento al 56,14 per cento. In nessun territorio il “sì” riesce a prevalere, confermando una tendenza uniforme su scala regionale. Il dato assume un peso politico rilevante anche alla luce del contesto locale, dove la guida istituzionale è affidata a Roberto Fico. Il risultato, infatti, apre inevitabilmente una riflessione sul rapporto tra indirizzo politico e orientamento dell’elettorato.

Caro carburante, ecco come risparmiare: i consigli dei consumatori

Con il prezzo dei carburanti che continua a pesare sui bilanci familiari, orientarsi tra i distributori diventa una vera strategia di risparmio. Non basta più fermarsi al primo benzinaio disponibile o fidarsi delle medie regionali: la differenza di prezzo può cambiare sensibilmente anche nel raggio di pochi chilometri.

A lanciare l’allarme è l’Unione nazionale consumatori, che invita gli automobilisti a cambiare abitudini. Il primo errore, spesso sottovalutato, è considerare conveniente un distributore solo perché ha prezzi inferiori alla media regionale. In realtà, come evidenziato anche dall’Antitrust, ogni impianto è in concorrenza diretta solo con quelli più vicini, rendendo le medie un riferimento poco attendibile per chi vuole davvero risparmiare.

La regola diventa quindi una sola: cercare sempre il prezzo più basso nella propria zona. Un’operazione che richiede attenzione, soprattutto quando la spia del carburante si accende e spinge a fermarsi nel primo impianto disponibile. È proprio in questi momenti che si rischia di pagare di più.

Per orientarsi, gli strumenti non mancano, anche se non sono sempre perfetti. Il portale Osservaprezzi carburanti del Ministero consente di confrontare i costi in base all’area geografica e individuare le soluzioni più convenienti, pur con limiti operativi segnalati da tempo dalle associazioni dei consumatori. In alternativa, esistono applicazioni private che permettono un confronto rapido, a patto di verificarne l’affidabilità.

Dietro questi suggerimenti c’è una considerazione più ampia: il mercato dei carburanti resta estremamente frammentato e poco trasparente per il consumatore medio. E allora la domanda diventa inevitabile: quanto si è disposti a cambiare le proprie abitudini pur di risparmiare qualche euro a pieno? In un contesto di prezzi elevati, la risposta può fare la differenza tra una spesa inevitabile e una spesa consapevole.

«Una sola mischiafrancesca»: come Licciardi e Vanella Grassi hanno costruito l’impero al rione Berlingieri

Napoli -“Una sola mischiafrancesca”. Era il 29 marzo del 2023. Antonio Bruno, il boss che nel Rione Berlingieri di Secondigliano tutti conoscono come Tonino Centoundici — dal numero civico della via dove ha costruito il suo potere — parlava con il cognato Ciro Cardaropoli, soprannominato ‘o lattaro. Una conversazione tra parenti, nella convinzione assoluta che nessuno stesse ad ascoltare.

Invece, a intercettare ogni parola c’erano gli investigatori della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e del Commissariato di Secondigliano, nel pieno di un’indagine destinata a riscrivere la mappa criminale del nord di Napoli.

Il tema della discussione era apparentemente tecnico: chi comandasse davvero al Berlingieri. Bruno e Cardaropoli mettevano a confronto due nomi, due luoghi, due clan. Da un lato la Masseria Cardone, ovvero il clan Licciardi. Dall’altro il Lotto G, ovvero la Vanella Grassi. La risposta che si diedero, inconsapevoli di consegnarla alla storia giudiziaria, fu netta: alla fine si trattava di “una sola mischiafrancesca”.

Quella frase è diventata il nucleo narrativo e giuridico dell’ordinanza cautelare di 170 pagine firmata dal gip Marco Giordano. La settimana scorsa, su richiesta della DDA, undici persone sono state raggiunte da misure cautelari: otto finite in carcere, tre ai domiciliari.

La piazza storica della 111

Via Monte Faito, nel cuore del Rione Berlingieri di Secondigliano. È qui che da circa quarant’anni esiste e prospera quella che gli atti giudiziari definiscono una “piazza storica”: la piazza della 111, così denominata per il numero civico divenuto brand criminale, gestita dal boss Antonio Bruno.

Quarant’anni di spaccio ininterrotto, di generazioni di pusher che si sono avvicendate sotto lo stesso cielo di un quartiere popolare del nord di Napoli, di famiglie che hanno costruito rendite, gerarchie e rispettabilità criminale su quell’unico prodotto: la cocaina venduta al dettaglio.

L’organizzazione, come emerge dall’ordinanza, si reggeva su un vincolo familiare ferreo. Al vertice, Antonio Bruno detto Tonino Centoundici. Accanto a lui il cognato Ciro Cardaropoli, alias ‘o lattaro, interlocutore privilegiato e confidente. Poi il figlio Gennaro Bruno, e una costellazione di figure — Tommaso Bruno, Antonio Gemei, Francesco Marzano, Pasquale Ruffo, Eduardo Fusco, Romolo Campano, Luisa Morra — che formavano la struttura operativa di questa impresa familiare del narcotraffico.

Una piazza del genere, nel contesto di Secondigliano, non può esistere nell’anarchia. Nel sistema camorra, ogni piazza deve avere un mandante, un protettore, un clan che ne autorizza l’esistenza e ne incassa la quota. Non è una scelta: è la condizione ontologica dell’attività stessa.

Come spiega con nitidezza l’ordinanza del gip Giordano, il capopiazza che volesse operare al di fuori del “sistema” ha davanti a sé un’unica alternativa realistica: chiudere i battenti.

Lo schema di contratto del narcotraffico

L’ordinanza ricostruisce con precisione da manuale la geometria del potere criminale nel settore dello spaccio. Il meccanismo è quello che gli investigatori definiscono “schema sinallagmatico”: un accordo perfettamente bilanciato tra interessi, in cui ogni parte ottiene qualcosa di vitale in cambio di qualcosa di altrettanto vitale.

Il clan — qualunque clan egemonico sul territorio — concede alla piazza il diritto di esistere. Non è una metafora: senza l’autorizzazione del sodalizio di riferimento, nessun pusher può vendere una dose nel perimetro controllato.

Il clan garantisce in questo modo alla piazza un regime di monopolio o oligopolio: la concorrenza è semplicemente impossibile, perché nessun operatore esterno potrebbe sopravvivere all’ostilità del clan.

In cambio, il capopiazza corrisponde una tangente periodica, oppure una quota fissa sugli utili, oppure — e questo è il caso della piazza della 111 — si rifornisce esclusivamente dal clan a prezzi imposti, notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato.

Il risultato, per i vertici dei sodalizi camorristici, è elegante nella sua crudeltà: il clan incassa i profitti dell’approvvigionamento e/o della compartecipazione agli utili, scaricando al tempo stesso su altri — i capipiazza — tutti gli oneri organizzativi, le spese legali in caso di arresti, i rischi di sequestri e operazioni di polizia. Una forma di capitalismo criminale in cui i rischi vengono esternalizzati e i profitti centralizzati.

Luigi Carella, l’uomo del clan Licciardi

Al centro del sistema che controllava la piazza della 111 c’era Luigi Carella, soprannominato ‘a gallina, da lungo tempo considerato dagli investigatori il referente del clan Licciardi nell’area del Rione Berlingieri.

Uomo di fiducia di Maria Licciardi, Carella avrebbe assunto a partire dal 2017 il ruolo di gestore di fatto degli affari illeciti per conto del clan, ricevendo direttamente i mandati dai fratelli Licciardi anche quando questi si trovavano detenuti.

Nel giugno del 2024, Carella era già finito in carcere nell’ambito di un’altra indagine. Ma la sua figura continuava ad aleggiare su via Monte Faito attraverso la sua “longa manus”: Francesco Marzano, l’intermediario che materialmente gestiva le forniture di cocaina alla piazza della 111.

Erano loro — Carella e Marzano — a decidere i quantitativi delle spedizioni, il ritmo delle consegne e soprattutto il prezzo al grammo, imposto al capopiazza Bruno senza possibilità di contrattazione reale.

Le intercettazioni hanno documentato momenti in cui Antonio Bruno, esasperato dalle imposizioni o dalle inadempienze dei suoi fornitori, sfogava la frustrazione con il cognato o con il figlio. Ma nei momenti di tensione con Carella e Marzano, Bruno non minacciava di rivolgersi ad altri fornitori — come avverrebbe in qualsiasi mercato libero. Minacciava di chiudere la piazza. Perché sapeva che non c’era alternativa: o dentro il sistema del clan, o fuori dal mercato. La sua consapevolezza della struttura di potere che lo sovrastava era totale e lucida.

Carella è stato recentemente condannato, all’esito di rito abbreviato, a diciassette anni di reclusione, riconosciuto partecipe del clan Licciardi con il ruolo specifico di referente dell’organizzazione nel Rione Berlingieri.

Il doppio controllo: Licciardi e Vanella Grassi insieme

Ma la rivelazione più dirompente dell’inchiesta — quella che ha costretto gli investigatori e i magistrati a rileggere anni di cronaca giudiziaria — riguarda la natura del controllo esercitato sul Berlingieri negli anni più recenti. Non un clan solo. Due clan insieme.

I collaboratori di giustizia Molino e Paone hanno entrambi ricostruito per i magistrati della DDA i rapporti di “interdipendenza funzionale” tra la piazza della 111 e le compagini camorristiche egemoni sul territorio.

La conclusione, convergente tra i due collaboratori: negli ultimi anni, sia il clan Licciardi — tramite la Masseria Cardone — sia il clan Vanella Grassi — tramite il Lotto G — compartecipavano, di comune e pacifico accordo, al controllo esterno della piazza. Un condominio criminale, gestito senza apparenti frizioni, in cui l’unico interlocutore formale dei capipiazza restava Luigi Carella, ma dietro Carella c’era tutta la federazione.

È su questo punto che la conversazione del 29 marzo 2023 tra Bruno e Cardaropoli assume il suo valore storico. I due boss non stavano discutendo di astratte geografie criminali. Stavano ragionando, con la concretezza di chi il sistema lo vive dall’interno, su dove risiedesse il potere reale.

E la risposta — “una sola mischiafrancesca” — non era la banalizzazione di una realtà complessa. Era la sintesi esatta di un accordo di cogestione che gli storici della criminalità organizzata faticavano a documentare con tale chiarezza.

Secondigliano, quarant’anni di narcotraffico

La piazza della 111 al Rione Berlingieri non è un fenomeno isolato. È l’epifenomeno di un sistema che a Scampia e Secondigliano affonda le radici da più di mezzo secolo. In quest’area della città, il narcotraffico e il controllo delle piazze di spaccio hanno rappresentato il “core business” di una successione di organizzazioni camorristiche: dal clan Di Lauro al clan Amato-Pagano, dal clan Licciardi alla Vanella Grassi.

Il giro d’affari, secondo le stime degli investigatori, raggiungeva i 280mila euro l’anno solo per la piazza della 111. Una cifra che spiega perché, quando i guadagni divennero troppo consistenti per essere ignorati, il clan Licciardi e la Vanella Grassi decisero di non combattersi ma di spartirsi i dividendi.

La guerra — quella guerra di Scampia che tra il 2004 e il 2005 aveva insanguinato il nord di Napoli e fatto il giro del mondo — sembrava un ricordo lontano. In sua vece, era nata un’economia criminale condivisa, razionale, quasi burocratica nella sua gestione.
Antonio Bruno, nel frattempo, aveva perfezionato la sua posizione competitiva nel mercato locale applicando prezzi concorrenziali, guadagnandosi nuovi clienti e aumentando il volume di affari.

Un imprenditore del crimine, attento alle dinamiche del mercato, consapevole di muoversi dentro un sistema di regole non scritte che però, in caso di violazione, sanzionava con strumenti ben più efficaci di qualsiasi tribunale commerciale.

Restano aperte molte domande sulla struttura complessiva dell’Alleanza di Secondigliano e sui suoi attuali equilibri interni, in un momento in cui i clan storici del quadrante nord di Napoli stanno attraversando una stagione di processi, condanne e riarrangiamenti di potere. La conversazione del 29 marzo 2023 — quattro parole, “una sola mischiafrancesca” — rimarrà negli atti come una delle più rivelatrici mai captate sulle logiche profonde della camorra napoletana: non due eserciti nemici, ma un’unica, invisibile holding del crimine.

Serie A, la classifica «senza errori arbitrali»: Napoli e Milan a soli due punti dall’Inter

Archiviata la 30ª giornata di Serie A, la consueta “classifica senza errori arbitrali” propone uno scenario sensibilmente diverso rispetto a quello reale.
In testa resta l’Inter, ma con 67 punti virtuali, due in meno rispetto ai 69 effettivi. Un primato confermato, dunque, ma meno solido di quanto dica la graduatoria ufficiale.
Milan e Napoli accorciano: corsa riaperta

Alle spalle dei nerazzurri si piazzano appaiate Milan e Napoli, entrambe a 65 punti virtuali, quindi a sole due lunghezze dalla vetta.

Un dato che cambia radicalmente la percezione della corsa scudetto:
nella classifica reale il Milan accusa un ritardo di 6 punti, il Napoli addirittura di 7.
La lettura “depurata” suggerisce invece un campionato molto più equilibrato.

Juventus quarta: il peso degli episodi

Al quarto posto sale la Juventus, che nella classifica rivista tocca quota 60 punti, ben sei in più rispetto ai 54 ufficiali.

Un dato significativo: i bianconeri risultano la squadra con il saldo negativo più elevato, segno di una stagione fortemente condizionata — secondo questa analisi — da decisioni arbitrali sfavorevoli.

Zona europea: conferme e piccoli scostamenti

Subito dietro troviamo il Como guidato da Cesc Fàbregas, stabile a 57 punti, perfettamente coincidenti con la classifica reale.
Segue la Roma, che guadagna due punti nella graduatoria virtuale salendo a 56, rispetto ai 54 effettivi.

Un quadro da interpretare

La classifica senza errori arbitrali rappresenta uno strumento interessante per rileggere il campionato, ma va considerata con cautela:
non esiste infatti una correlazione automatica tra episodi arbitrali e punti guadagnati o persi.

Resta però un’indicazione chiara: senza episodi controversi, la lotta per il vertice sarebbe molto più serrata, con tre squadre raccolte in appena due punti.

La classifica virtuale senza errori arbitrali
La classifica virtuale senza errori arbitrali

 

Processo Cristiano, l’accusa si fa pesante: «Paziente trasferito in estremo ritardo»

Santa Maria Capua Vetere – Si aggrava la posizione giudiziaria del dottor Stefano Cristiano. Dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale sammaritano, presieduta dal dott. Sergio Enea, l’ultima udienza del processo a carico del chirurgo bariatrico ha segnato un punto a favore della tesi accusatoria.

Al centro del dibattimento, le drammatiche vicende di Francesco Di Vilio, deceduto il primo gennaio 2022, e di Angela Iannotta, rimasta gravemente lesionata dopo i trattamenti medici.

La testimonianza chiave: «Errore nel post-operatorio»

Per oltre tre ore, il professor Gaetano Buonocore, ordinario di Medicina Legale alla Federico II e terzo consulente nominato dalla Procura, ha ricostruito meticolosamente le criticità del caso Di Vilio.

L’esperto ha risposto alle domande del Pubblico Ministero, dott. ssa Anna Ida Capone, dei difensori della parte civile gli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, del legale della Clinica Villa del Sole di Caserta, responsabile civile, l’avv. Ferdinando Trasacco e del difensore dell’imputato, l’avv. Massimo Damiani.

Il professor Buonocore ha delineato un quadro di presunta colpa medica professionale.

Secondo Buonocore, l’errore fatale non risiederebbe solo nell’atto chirurgico in sé, ma soprattutto nella gestione della fase successiva. Di Vilio, operato per ben tre volte in pochi giorni presso la Clinica Villa del Sole, sarebbe stato trasferito all’ospedale Cardarelli di Napoli con un «estremo ritardo», quando la necrosi degli organi interni era ormai irreversibile.

Una struttura non idonea

Un passaggio cruciale della deposizione ha riguardato l’adeguatezza della struttura sanitaria casertana. Il consulente ha infatti sottolineato come l’intervento subito dal Di Vilio, data la sua elevata complessità, non avrebbe dovuto essere eseguito presso la Clinica Villa del Sole, in quanto la struttura risultava sprovvista di un reparto di terapia intensiva, necessario per gestire eventuali complicanze di tale portata.

I precedenti e il caso Iannotta

Il nome del dottor Cristiano non è nuovo alle cronache giudiziarie: il chirurgo è stato recentemente condannato in primo grado a due anni di reclusione dal Tribunale di Nola per l’omicidio colposo di Raffaele Arcella, un 29enne di Caivano deceduto dopo un bypass gastrico eseguito ad Ottaviano.

Il processo sammaritano, tuttavia, non riguarda solo il decesso di Di Vilio. Nella prossima udienza, fissata per il 20 aprile, l’attenzione si sposterà su Angela Iannotta. La donna, finita in coma per necrosi dopo due interventi di bypass gastrico eseguiti da Cristiano, è sopravvissuta solo grazie a un disperato intervento ricostruttivo durato nove ore presso il Secondo Policlinico di Napoli.

Magistrati in festa al Tribunale di Napoli: cori, brindisi e Bella ciao nella saletta dell’Anm

Una cinquantina di magistrati si sono radunati nella saletta dell’Associazione nazionale magistrati del tribunale di Napoli per seguire i primi risultati dello scrutinio referendario.

Secondo quanto riferito, l’atmosfera si è rapidamente trasformata in una vera e propria festa: mentre sul computer della sala scorrevano i dati dello spoglio, i presenti hanno iniziato a cantare “Bella ciao”, simbolo della tradizione antifascista, mentre arrivavano bottiglie di champagne per brindare.

L’incontro si è svolto nei locali dell’Anm all’interno del Palazzo di Giustizia partenopeo, dove i magistrati hanno seguito in diretta l’andamento del voto che, secondo le prime proiezioni, indicava una vittoria del No.

Policastro accolto tra gli applausi

Tra i presenti c’era anche il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, protagonista negli ultimi mesi di una dura polemica con il ministro della Giustizia Carlo Nordio proprio sul tema della riforma della magistratura.

Al suo arrivo nella saletta dell’Anm, Policastro è stato accolto con cori e applausi: alcuni colleghi hanno scandito il suo nome, “Aldo, Aldo”, mentre il magistrato si è unito ai festeggiamenti insieme a Ettore Ferrara, presidente del comitato napoletano dell’Anm schierato per il No.

Diversa la posizione del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che non ha partecipato all’incontro: il magistrato è rimasto nel suo ufficio, dove ha lavorato per tutta la mattinata.

Cori contro il governo e contro una collega

Con il passare delle ore e con l’esito del voto ormai considerato scontato, i festeggiamenti sono proseguiti con cori e slogan politici.

Secondo quanto riportato, alcuni magistrati hanno iniziato a saltare e scandire lo slogan “Chi non salta Meloni è”, rivolto alla presidente del Consiglio. Nel mirino dei cori anche una collega: Annalisa Imparato, magistrata del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e sostenitrice del fronte del Sì.

Tra i presenti, infatti, si sarebbe levato anche il coro “Chi non salta Imparato è”, in riferimento alla posizione della magistrata nel dibattito sul referendum.

Lo spoglio seguito davanti al computer dello scrutinio

Nella saletta dell’Anm era stato allestito un computer per monitorare in tempo reale i dati dello spoglio. Attorno allo schermo, i magistrati hanno seguito l’andamento delle percentuali tra brindisi e commenti sull’esito della consultazione.

La riunione informale si è così trasformata in un momento di celebrazione per il fronte del No, mentre nel Palazzo di Giustizia la giornata di lavoro proseguiva regolarmente negli altri uffici.

Incendio al teatro Sannazaro, il gestore Vanorio: Ancora ignote le cause, indagine in corso

Napoli– Restano ancora da chiarire le cause dell’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro. A dirlo è Salvatore Vanorio, gestore della storica sala di via Chiaia insieme a Lara Sansone, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del Comitato per la ricostruzione del teatro.

“Quello che è successo non è ancora chiaro, c’è un’indagine in corso – ha spiegato Vanorio –. Non si sa se l’incendio sia partito dal teatro e abbia poi coinvolto i nostri vicini, oppure se sia accaduto il contrario, o ancora se qualcuno, inavvertitamente, abbia innescato la cupola. L’unica certezza è che nessuno voleva fare del male a nessuno”.

Durante l’incontro è stata annunciata la nascita del comitato che avrà il compito di sostenere la ricostruzione della storica struttura, uno dei simboli della tradizione teatrale napoletana. Secondo Vanorio, fin dalle prime ore successive all’incendio è apparso evidente che le coperture assicurative non sarebbero state sufficienti a riportare in vita il teatro.

“È stato subito chiaro – ha aggiunto – che né l’assicurazione del condominio né quella dei proprietari sarebbero state in grado di coprire i costi della ricostruzione. Per questo era necessario che il Sannazaro diventasse pubblico, così da consentire anche alle istituzioni di intervenire”.

L’obiettivo del comitato è coinvolgere grandi aziende e realtà imprenditoriali disposte ad affiancare il proprio marchio alle istituzioni nel progetto di recupero della sala. Un appello, però, è stato rivolto anche al pubblico.

“Il Sannazaro – ha concluso Vanorio – è un tempio della storia, della cultura e della tradizione popolare partenopea. Deve appartenere a tutti. Ai cittadini chiediamo di continuare a fare quello che hanno sempre fatto: andare a teatro, acquistare i biglietti non solo per il Sannazaro, ma per tutte le sale della città”.

Caivano, folle inseguimento per le vie del centro: arrestato pusher 27enne

Caivano – Non si ferma l’attività di contrasto al narcotraffico nell’area nord di Napoli. Nell’ambito dei servizi straordinari disposti dalla Questura, gli agenti del Commissariato di Afragola hanno tratto in arresto un 27enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, protagonista di una rocambolesca fuga tra le strade di Caivano.

L’alt ignorato e la fuga

Tutto ha avuto inizio in via Atellana. Durante un normale pattugliamento, i poliziotti hanno notato un’auto sospetta. Alla vista della volante, il conducente, invece di accostare all’alt intimato dagli agenti, ha premuto il piede sull’acceleratore nel tentativo di far perdere le proprie tracce.

Ne è scaturito un lungo e pericoloso inseguimento: il 27enne ha effettuato diverse manovre azzardate, mettendo a rischio la sicurezza degli altri automobilisti e dei pedoni.

Il lancio della droga e la colluttazione

Durante la corsa, nel disperato tentativo di disfarsi del “carico”, il giovane ha lanciato dal finestrino 6 involucri di hashish (circa 15 grammi), che sono stati però prontamente recuperati dai poliziotti.

La fuga è terminata in via Armando Diaz, dove gli agenti sono riusciti a sbarrargli la strada. Il fermo non è stato semplice: il ragazzo ha opposto una strenua resistenza, innescando una colluttazione prima di essere definitivamente immobilizzato.ù

Il sequestro e la perquisizione domiciliare

Oltre allo stupefacente recuperato in strada, la Polizia ha rinvenuto addosso al fermato altri 5 grammi di hashish e 70 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. I controlli si sono poi spostati nell’abitazione del 27enne, dove sono stati scoperti ulteriori 4 grammi della stessa sostanza.

Il giovane è stato arrestato con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Furti nei centri commerciali di Benevento: arrestato ladro seriale

Benevento– Svolta nelle indagini sui furti aggravati messi a segno nei centri commerciali del capoluogo sannita: i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Benevento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino straniero, ritenuto gravemente indiziato di una serie di colpi commessi nella scorsa primavera.

L’intervento nella galleria “Buonvento”

L’attività investigativa ha preso avvio dalla segnalazione della responsabile di un esercizio commerciale situato all’interno della galleria “Buonvento”. La donna avrebbe riconosciuto l’uomo come autore di precedenti furti e ha immediatamente allertato le forze dell’ordine.
La rapidità della chiamata ha consentito ai militari di intervenire in flagranza di reato, bloccando il sospettato direttamente all’interno dell’area commerciale.

Strumenti per eludere i controlli

Durante il controllo, i carabinieri hanno rinvenuto in possesso dell’uomo un borsello dotato di schermatura interna artigianale, un dispositivo utilizzato per aggirare i sistemi antitaccheggio.

La successiva perquisizione del veicolo in uso all’indagato ha permesso inoltre di recuperare merce appena sottratta da un altro punto vendita, ancora munita delle placche magnetiche di sicurezza.

Le indagini e il quadro probatorio

Determinante per l’evoluzione dell’inchiesta è stata l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, acquisite e studiate dagli investigatori. I filmati hanno consentito di ricostruire con precisione diversi episodi e di attribuirli al medesimo soggetto.

Gli elementi raccolti hanno così delineato un quadro indiziario ritenuto solido, alla base della misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento.