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Lotto e 10eLotto, serata fortunata con i “numeri gemelli”: ecco le combinazioni vincenti di oggi

Le estrazioni del Lotto e 10eLotto di oggi regalano più di una curiosità agli appassionati. Tra numeri che si ripetono, “gemelli” che si rincorrono da una ruota all’altra e il numero 85 protagonista assoluto come Numero Oro, il concorso odierno si preannuncia interessante anche per chi ama andare a caccia di statistiche e coincidenze.

Lotto: i numeri vincenti ruota per ruota

  • BARI: 85 – 16 – 32 – 30 – 28

  • CAGLIARI: 53 – 60 – 46 – 12 – 87

  • FIRENZE: 58 – 62 – 66 – 38 – 33

  • GENOVA: 13 – 24 – 60 – 57 – 79

  • MILANO: 22 – 13 – 38 – 24 – 07

  • NAPOLI: 02 – 12 – 51 – 16 – 86

  • PALERMO: 88 – 06 – 26 – 02 – 76

  • ROMA: 73 – 70 – 81 – 51 – 36

  • TORINO: 01 – 14 – 62 – 05 – 70

  • VENEZIA: 84 – 63 – 72 – 40 – 22

  • NAZIONALE: 57 – 24 – 30 – 68 – 09

10eLotto: i numeri vincenti

01 – 02 – 06 – 12 – 13 – 14 – 16 – 22 – 24 – 32 – 53 – 58 – 60 – 62 – 63 – 70 – 73 – 84 – 85 – 88

Numero Oro: 85
Doppio Oro: 85 – 16

Le curiosità dell’estrazione

  • L’85 si conferma il protagonista assoluto: non solo è uscito sulla ruota di Bari, ma è anche il Numero Oro che ha caratterizzato l’estrazione del 10eLotto.

  • Il 16, sorteggiato sia a Bari che a Napoli, completa il Doppio Oro, formando una combinazione che molti appassionati leggono come “segno di continuità” tra le due ruote campane.

  • Molti i numeri “speculari” e gemelli che hanno animato l’estrazione: il 13 compare a Genova e Milano, il 24 si fa vedere in tre ruote (Genova, Milano e Nazionale), mentre il 62 si ripete a Firenze e Torino, rientrando anche nel 10eLotto.

  • Curioso anche il ritorno del 02, presente sia a Napoli che a Palermo, a conferma di una serata che ha visto diversi numeri “viaggiare in coppia”.

Gli amanti della cabala e delle interpretazioni numerologiche avranno materiale su cui lavorare: tra doppi, gemelli e ripetizioni, quella di oggi è stata un’estrazione che sembra voler lanciare messaggi a chi si affida alle coincidenze.

Tragedia a bordo della Marella Voyager: turista annega nella piscina della nave a Napoli

Napoli – Un pomeriggio di relax a bordo di una nave da crociera si è trasformato in tragedia nel porto di Napoli. Un crocierista britannico di 83 anni è stato trovato morto nella piscina della Marella Voyager, una nave battente bandiera malese ormeggiata nel capoluogo campano.

La Polizia di Stato, squadra nautica, ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause del decesso, che al momento sembra riconducibile a un malore improvviso.L’uomo, in vacanza a bordo della lussuosa nave che solca il Mediterraneo, è stato rinvenuto senza vita nell’area della piscina, uno degli spazi più frequentati dai passeggeri in cerca di svago e relax.

Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano avrebbe accusato un malore mentre si trovava in acqua, senza che i soccorsi immediati potessero salvarlo. Gli esami preliminari sul corpo, condotti dalle autorità, non hanno evidenziato segni di violenza, ma gli inquirenti stanno vagliando ogni ipotesi per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.

La Marella Voyager, gestita dalla compagnia britannica Marella Cruises, è una nave popolare tra i turisti europei, soprattutto anziani, grazie ai suoi itinerari che toccano le perle del Mediterraneo, da Napoli a Barcellona, passando per le isole greche.

Al momento dell’incidente, la nave era ferma nel porto di Napoli, una delle tappe più attese del suo viaggio, che attira migliaia di crocieristi desiderosi di esplorare le bellezze della città partenopea.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra nautica della Polizia di Stato, che hanno raccolto testimonianze tra l’equipaggio e i passeggeri e stanno verificando le condizioni di sicurezza della piscina e i protocolli medici a bordo. Non è ancora chiaro se l’uomo fosse solo al momento del malore o se altri passeggeri abbiano assistito alla scena.

L’equipaggio, secondo fonti vicine alla compagnia, avrebbe attivato immediatamente le procedure di emergenza, ma ogni tentativo di rianimazione è risultato vano.La notizia ha scosso i passeggeri a bordo, molti dei quali hanno espresso cordoglio e sconcerto per l’accaduto.

“Era una giornata tranquilla, tutti si stavano godendo il sole e la piscina. Poi, di colpo, l’atmosfera è cambiata”, ha raccontato un testimone, ancora sotto shock. La compagnia Marella Cruises, contattata per un commento, ha dichiarato di essere in contatto con le autorità e di stare fornendo supporto alla famiglia del crocierista, di cui non è stata resa nota l’identità per rispetto della privacy.

L’indagine della Polizia proseguirà nelle prossime ore, con l’obiettivo di chiarire se il decesso sia stato causato esclusivamente da un problema di salute o se vi siano altri fattori da considerare, come eventuali carenze nei sistemi di sicurezza o sorveglianza. Intanto, la Marella Voyager resta ormeggiata a Napoli, in attesa di riprendere il suo itinerario, mentre a bordo si cerca di ritrovare la serenità dopo un evento che ha trasformato una vacanza da sogno in un momento di lutto.

Scoperto cadavere di anziana in giardino, la figlia ai carabinieri: “Mamma è sepolta lì”

Un macabro ritrovamento ha sconvolto la quiete di Arrone, piccolo comune in provincia di Terni. I carabinieri, su segnalazione della figlia, hanno rinvenuto ieri sera il corpo in avanzato stato di decomposizione di Enza Delli Gatti, 71 anni, originaria dell’Avellinese.

La salma era sepolta in una fossa poco profonda nel terreno privato di un’abitazione isolata dove l’anziana viveva con la figlia e il genero.

La scoperta è avvenuta a seguito della confessione spontanea della figlia, la quale, dopo un litigio con il marito, si è presentata alla stazione dei carabinieri dichiarando: \\\”Mamma è sepolta lì\\\”.

Gli uomini dell’Arma si sono immediatamente recati sul luogo indicato, individuando i resti della donna nel giardino sotto pochi centimetri di terra, in prossimità di un muro di contenimento.

Dallo stato di decomposizione della salma, gli investigatori stimano che il decesso risalga a circa un anno fa, nonostante non risultassero denunce di scomparsa. La Procura di Terni, che coordina le indagini, ha aperto un fascicolo per il reato di occultamento di cadavere.

Questa ipotesi suggerisce che, in una prima fase, gli inquirenti non ritengano il decesso riconducibile a cause violente. Al momento non risultano indagati né sono state applicate misure cautelari.

Le indagini dei carabinieri sono ora concentrate sulla ricostruzione dei rapporti familiari all’interno del nucleo, che da tempo si era trasferito dall’Irpinia. Si sta verificando anche la posizione degli altri figli della donna, che non convivevano con lei.

Un altro elemento al vaglio degli investigatori è la pensione di cui l’anziana era titolare, per accertare eventuali movimenti insoliti dopo la sua scomparsa.

Per stabilire con esattezza le cause e l’epoca del decesso, è stata disposta l’autopsia affidata al medico legale Massimo Lancia. Gli inquirenti mantengono al momento un profilo cautelativo, sottolineando che non esiste ancora una pista privilegiata.

Teano, rogo nell’azienda di rifiuti: diossine oltre i limiti

Teano – L’incendio che il 16 agosto ha devastato la sede della Campania Energia, impianto di stoccaggio rifiuti a Teano, apre scenari giudiziari e rilancia l’allarme ambientale nel Casertano.

I rilievi dell’Arpa Campania hanno infatti rilevato la presenza di diossine in atmosfera oltre i valori di riferimento scientifici, un dato che potrebbe pesare nelle indagini sulle cause del rogo e sulle responsabilità della gestione dell’impianto.

Valori di diossine oltre i limiti dopo il vasto incendio divampato il 16 agosto scorso nell’azienda di stoccaggio rifiuti Campania Energia a Teano. Lo ha comunicato l’Arpa Campania, diffondendo i risultati del primo ciclo di monitoraggio condotto con un campionatore ad alto flusso installato nei pressi del rogo.

Le analisi hanno rilevato una concentrazione complessiva di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili pari a 0,27 pg/Nm3 I-TEQ, quasi il doppio del valore di riferimento indicato dalle Linee guida LAI tedesche (0,15 pg/Nm3 I-TEQ).

Il campionamento è stato effettuato tra la sera del 16 e quella del 17 agosto, cioè nelle ore immediatamente successive all’incendio, che si era rivelato difficile da domare a causa della natura dei materiali andati in fiamme.

Più rassicuranti, invece, i dati provenienti dal laboratorio mobile installato nel centro urbano di Riardo, dove i valori di ossidi di azoto, monossido di carbonio, ozono, benzene, toluene, xilenI e polveri sottili (PM10 e PM2.5) non hanno superato i limiti previsti dal decreto legislativo 155/2010.

l rogo, durato ore e difficile da domare per la tipologia di materiale andato in fiamme, si inserisce in una lunga scia di incendi in impianti di trattamento e deposito rifiuti nella provincia di Caserta. Episodi che in passato hanno portato a indagini della DDA per ipotesi di disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti e gestione non autorizzata.

Sul caso di Teano la magistratura potrebbe valutare la configurabilità di reati ambientali. Intanto, l’Arpac ha chiarito che nel centro abitato di Riardo non sono stati registrati superamenti dei limiti di legge per gli inquinanti monitorati dal laboratorio mobile, tra cui polveri sottili, benzene e ossidi di azoto.

Durissimo il commento del deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che aveva chiesto ad horas i controlli sulla qualità dell’aria:

“I dati purtroppo confermano livelli di diossine oltre i limiti consentiti. È un ennesimo campanello d’allarme per il nostro territorio, già segnato da troppi roghi tossici e da carenza di controlli. Bisogna alzare il livello di guardia per tutelare la salute pubblica e continuare il monitoraggio fino al ritorno alla normalità”.

L’episodio rilancia il tema della fragilità ambientale nel Casertano, area più volte finita al centro di emergenze legate a incendi in impianti di rifiuti e al rischio di nuove “bombe ecologiche” pronte a esplodere.

Napoli, cadavere sulla spiaggia del “Mappatella Beach”. è giallo

Napoli –  sarà l’autopsia e l’inchiesta della magistratura a stabilie le cause ed eventuali resposanbilità della macabra scoperta avvenuta all’alba sul lungomare di Napoli.

Intorno alle 6, alcuni passanti hanno segnalato la presenza di un corpo senza vita sulla spiaggia pubblica comunemente chiamata “Mappatella Beach”, area molto frequentata durante la stagione estiva.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato San Ferdinando e le volanti dell’Upg, che hanno constatato il decesso. La vittima è un cittadino algerino di 28 anni. Dai primi rilievi non risultano segni di violenza sul corpo, ma solo l’autopsia potrà chiarire le cause della morte.

La Procura di Napoli ha affidato le indagini al commissariato San Ferdinando. Restano ancora da chiarire le circostanze che hanno portato al decesso del giovane e da quanto tempo si trovasse in acqua prima del ritrovamento.

Afragola, furgone con formaggi e larve trasportati senza regole: maxi multa e sequestro

Afragola -Controlli a tappeto sull’autostrada A1, nel pieno dell’esodo estivo. La Polizia Stradale di Napoli Nord, insieme al personale dell’ASL Napoli 2, ha fermato nei pressi di Afragola un autocarro isotermico che viaggiava con un carico di derrate alimentari in pessime condizioni igienico-sanitarie.

Il mezzo, controllato durante i servizi straordinari predisposti in questi giorni, trasportava formaggi di vario tipo conservati a temperature ben oltre i limiti consentiti per i prodotti caseari. Un dettaglio che ha subito insospettito gli agenti, i quali hanno approfondito le verifiche.

La sorpresa è arrivata poco dopo: nascosti tra il vano porta merci e l’alloggiamento degli attrezzi di emergenza, i poliziotti hanno scoperto anche cartoni con larve di mosca destinate alla pesca sportiva, anch’esse stivate in modo non conforme.

La verifica dell’ASL ha sancito l’inidoneità dell’intero carico, ordinandone lo smaltimento immediato. Per il conducente, oltre al danno, anche una maxi multa da 24mila euro per violazioni alle normative sanitarie sul trasporto alimentare.

Un episodio che riaccende l’allarme sui controlli lungo le grandi direttrici in vista del traffico estivo: sotto la lente finiscono non solo la sicurezza stradale, ma anche la tutela della salute dei consumatori.

Camorra, i boss del clan Moccia ancora liberi: il Riesame si aggiorna a settmbre

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha rinviato all’8 settembre l’udienza che deciderà sul ricorso presentato dalla Procura contro la scarcerazione di una decina di presunti affiliati al clan Moccia.

La vicenda, che ha suscitato polemiche e richieste di chiarimenti, riaccende i riflettori sulle lungaggini processuali che hanno permesso il rilascio di figure considerate al vertice dell’organizzazione camorristica.

La vicenda: scarcerazioni per decorrenza dei termini

Tutto ha inizio ai primi di agosto, quando una decina di imputati, tra cui presunti boss e affiliati del potente clan camorristico, sono stati rimessi in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

La scarcerazione, che ha fatto molto rumore, è stata la conseguenza diretta di un processo che si è protratto per un periodo di tempo superiore a quello previsto dalla legge per la detenzione preventiva.

Gli imputati, sotto processo per gravi reati che vanno dall’associazione a delinquere al riciclaggio e all’autoriciclaggio, sono ora a piede libero in attesa di un verdetto definitivo.

Le polemiche e la risposta della Procura

La notizia del rilascio ha scatenato un’ondata di polemiche. Il caso è stato al centro delle cronache di Napoli per molti giorni portando i vertici degli uffici giudiziari di Napoli a chiedere verifiche interne per accertare eventuali anomalie e responsabilità nelle lungaggini del processo.

Una situazione imbarazzante, che ha spinto la Procura partenopea a ricostruire l’intera storia del fascicolo e a presentare un ricorso formale al Tribunale del Riesame.

L’obiettivo è chiaro: ottenere la revoca delle scarcerazioni e il ritorno in cella degli indagati. L’udienza dell’8 settembre sarà cruciale per stabilire se le ragioni della Procura saranno sufficienti a convincere i giudici a ribaltare la decisione e ripristinare la custodia cautelare per i presunti esponenti del clan Moccia. La giustizia, in questo caso, sembra voler recuperare il tempo perduto.

Ennesimo colpo del Napoli: è ufficiale Miguel Gutierrez

Napoli– È fatta! Il mercato azzurro non si ferma mai e regala un altro colpo da novanta ai tifosi. Dopo le grandi manovre degli scorsi giorni, la società ha ufficializzato l’acquisto a titolo definitivo di Miguel Gutiérrez Ortega, il terzino sinistro del Girona che Antonio Conte voleva a tutti i costi per la sua fascia.

L’annuncio, come da copione, è arrivato prima col botto: un secco e soddisfatto “Benvenuto Miguel” su X da parte del presidente Aurelio De Laurentiis. Poco dopo, il comunicato ufficiale sul sito del club ha messo il sigillo su un’operazione da quasi 20 milioni di euro, ennesima dimostrazione della volontà di costruire una squadra da scudetto.

Chi è il nuovo beniamino del Maradona?

Nato il 27 luglio 2001, Gutiérrez non è un esordiente. È un campione, e lo ha già dimostrato. Cresciuto nella fabbrica di campioni del Real Madrid, con cui ha vinto la UEFA Youth League 2020 firmando addirittura un gol decisivo in finale contro il Benfica, ha poi esordito in prima squadra con i blancos.

La sua esplosione, però, è avvenuta al Girona, dove in due stagioni da titolare ha messo insieme numeri da urlo per un difensore: 113 presenze, 6 reti e 18 assist. Un jolly offensivo per la fascia mancina, dotato di tecnica sopraffina e un cross preciso. E come se non bastasse, ha appena vinto l’oro olimpico con la Spagna a Parigi 2024, mettendo a segno anche un gol nel torneo.

La situazione: quando lo vedremo in campo?

Il tifo azzurro dovrà armarsi di un po’ di pazienza. Gutierrez al momento è in convalescenza per un infortunio e, secondo quanto si apprende, dovrebbe tornare a disposizione di Conte dopo la prima sosta di settembre.

A quel punto si scatenerà la battaglia per il posto con Mathias Olivera. L’uruguaiano, finora titolare inamovibile, avrà di fronte un competitor di altissimo livello. La filosofia di Conte prevede rotazioni e la doppia competizione su quella fascia è esattamente quello che serve per alzare l’asticella. Gutiérrez e Olivera si alterneranno, spingendosi a vicenda, in una stagione fitta di impegni tra campionato e coppe.

Un messaggio chiaro per tutta la Serie A: il Napoli c’è, e non ha intenzione di fermarsi. Forza Napoli Sempre!

Manovra 2026, arriva la rottamazione quinquies: debiti col Fisco pagabili in 10 anni

Roma – Una nuova chance per i contribuenti alle prese con i debiti fiscali: la Manovra 2026 si prepara a lanciare la “rottamazione quinquies”, una sanatoria che promette di rivoluzionare i piani di rientro con il Fisco.

La misura, ancora in fase di definizione, consentirà di spalmare i debiti su 120 rate mensili, pari a 10 anni, un orizzonte temporale ben più ampio rispetto alle precedenti sanatorie.

Non solo: per perdere i benefici della rottamazione, i contribuenti dovranno mancare il pagamento di ben otto rate consecutive, una soglia che rende il piano più accessibile anche per chi naviga in acque finanziarie difficili.

Ma le novità non finiscono qui. La sanatoria prevede corsie differenziate: per debiti sopra i 50.000 euro (la cifra è ancora in discussione), si potrà accedere a rateizzazioni decennali, ma solo versando un anticipo consistente.

Per importi minori, invece, si parla di piani più brevi, fino a cinque anni, mentre per le cifre più piccole potrebbe arrivare un “saldo e stralcio”, una sorta di condono parziale.Per evitare abusi, il governo punta a introdurre misure anti-furbi.

Chi vorrà aderire dovrà dimostrare reali difficoltà economiche, presentando attestazioni su redditi e patrimoni.

Inoltre, l’accesso alla rottamazione sarà precluso a chi ha contenziosi giudiziari aperti con il Fisco per i debiti da regolarizzare, un filtro pensato per scoraggiare chi cerca solo di guadagnare tempo contro le azioni di recupero coattivo dell’erario.

La “rottamazione quinquies” si preannuncia come una delle misure cardine della prossima Manovra, ma i dettagli definitivi sono attesi nelle prossime settimane, quando il governo chiarirà soglie, requisiti e modalità operative. Intanto, migliaia di contribuenti già guardano con speranza a questa nuova opportunità per sanare le pendenze con il Fisco.

Poggioreale, allarme ConSiPe: “Sicurezza al collasso, un agente per 100 detenuti”

Napoli  – La recente evasione di due detenuti dal carcere di Poggioreale, poi entrambi catturati, riaccende il dibattito sulla sicurezza degli istituti penitenziari campani.

A lanciare l’allarme è la ConSiPe (Confederazione Sindacale della Polizia Penitenziaria), secondo cui la gestione della struttura partenopea sarebbe ormai “al collasso”.

Durante il turno notturno, circa 30 agenti devono controllare oltre 2.100 reclusi: un rapporto che rende di fatto impossibile garantire la sicurezza e il trattamento rieducativo. A peggiorare la situazione contribuisce la chiusura del reparto “sentinelle”, abolito per l’inagibilità del muro perimetrale, che in passato rappresentava un presidio strategico contro evasioni e introduzione di materiale illecito, spesso tramite droni.

Secondo i dati diffusi dal sindacato, a Poggioreale mancano circa 200 agenti rispetto all’organico previsto. Non è raro che un solo poliziotto penitenziario si trovi a dover sorvegliare fino a 100 detenuti, con evidenti rischi per la sicurezza.

“La tecnologia può aiutare – sottolinea la ConSiPe – ma non potrà mai sostituire la presenza fisica del personale, indispensabile per prevenire e gestire situazioni critiche”.

Nonostante tutto, i due fuggitivi sono stati rapidamente riacciuffati, grazie a un’operazione coordinata che ha dimostrato ancora una volta “l’abnegazione e il coraggio di un Corpo messo in ginocchio da anni di tagli e scelte gestionali disattente”.

I dirigenti sindacali Luigi Castaldo e Vincenzo Santoriello rilanciano l’interrogativo: “Qual è il prezzo che lo Stato è disposto a pagare per aver ridotto ai minimi termini un Corpo di polizia essenziale per la sicurezza dei cittadini e dei detenuti?”.

La ConSiPe chiede interventi immediati: potenziamento degli organici, ripristino delle strutture operative strategiche e condizioni di lavoro dignitose per gli agenti. Un appello che, dopo l’ennesimo episodio di evasione, appare difficile da ignorare.

Napoli, il futuro dello stadio Maradona: progetto da 70mila posti per gli Europei 2032

Napoli – Lo stadio Diego Armando Maradona si prepara a una metamorfosi epocale. L’obiettivo, ambizioso e chiaro, è portare la capienza dell’impianto di Fuorigrotta a 68-70mila spettatori, in vista del ruolo da protagonista che Napoli avrà negli Europei del 2032.

A tracciare le linee del masterplan è l’assessore alle Infrastrutture del Comune, Edoardo Cosenza, in un post su Facebook che analizza nel dettaglio il progetto già consegnato alla Ssc Napoli e presentato a Figc e Uefa.

Cuore del piano è il ripristino del terzo anello, chiuso ormai da 21 anni per problemi di vibrazioni. Un intervento, assicura Cosenza, già finanziato dal Comune e in fase di progettazione, che da solo regalerebbe circa 10.000 posti in più tra Curve e Distinti.

“C’è ancora da fare, ma lo faremo in ogni caso”, la promessa dell’assessore, che smonta anche le critiche sulla visibilità dalle gradinate più alte: “La distanza dei posti del terzo anello è minore di quella dei posti più in alto sia dell’Olimpico di Roma che del Maracanà di Rio”, stadi presi a modello per concezione strutturale.

La rivoluzione dello stadio Maradona non si ferma qui. Il progetto prevede anche l’eliminazione dell’attuale primo anello per creare una struttura unica e continua con il secondo, migliorando drasticamente la visibilità e liberando nuovi volumi sottostanti.

Un’operazione che segue l’esempio della riqualificazione del tempio del calcio brasiliano nel 2013. Il risultato finale sarà una curva molto più vicina al campo, un’esigenza avanzata con forza anche dal nuovo allenatore Antonio Conte e caldeggiata dalle linee guida Uefa.

Interventi importanti riguarderanno anche la copertura. Quella realizzata per Italia ‘90, spiega Cosenza, ha una struttura in acciaio “resistissima” che permetterà di estenderla di tre campate, riducendo la superficie scoperta a livelli inferiori a quelli dell’Olimpico e di poco superiori al Maracanà. “Un grado di copertura molto buono; più di questo, dato il clima di Napoli, sarebbe pericoloso per il prato”, precisa l’assessore, annunciando studi con agronomi.

Sul fronte energetico, sulla copertura sarà installato un impianto fotovoltaico da 25-30mila mq, una “centrale importante” che potrebbe dar vita a una significativa comunità energetica, impossibile in stadi con coperture meno solide.

Il progetto ha già ricevuto un primo, informale, via libera dalle istituzioni calcistiche. Figc e Uefa – riferisce Cosenza – non hanno presentato pareri scritti, ma in riunione hanno definito la presentazione “interessante e intelligente”. La strada per il nuovo Maradona è ora tracciata.

Torre Annunziata, Nunzio, 17 anni, muore dopo una settimana di agonia

Torre Annunziata in lutto. Si è spento ieri, dopo una settimana di lotta tra la vita e la morte, Nunzio Arcella, un ragazzo di soli 17 anni rimasto coinvolto in un grave incidente stradale a Torre del Greco.

La notizia, comunicata dal sindaco Corrado Cuccurullo sui social, ha gettato nello sconforto l’intera comunità.

La dinamica dell’incidente e il dolore di una comunità

L’incidente

è avvenuto la notte del 12 agosto in via Nazionale. Nunzio viaggiava a bordo di uno scooter insieme a un amico quando il mezzo si è scontrato frontalmente con un’auto.

Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, e il giovane è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare, dove purtroppo si è spento. L’amico che era con lui rimane tuttora ricoverato.

“Torre Annunziata piange l’ennesima giovane vittima della strada”, ha scritto il sindaco Cuccurullo, esprimendo il dolore di un’intera città. “È una ferita profonda per la famiglia, per la comunità scolastica e per l’intera città.

A nome dell’amministrazione comunale rivolgo le più sentite condoglianze ai familiari e a quanti conoscevano Nunzio”.

Un’emergenza sociale: la strage di giovani sulle strade

Il dramma di Nunzio Arcella riporta prepotentemente l’attenzione su una vera e propria emergenza sociale che affligge Napoli e la sua provincia: la strage di giovani sulle strade. Troppe sono le vite spezzate in incidenti spesso causati da imprudenza, velocità eccessiva o mancato rispetto delle regole.

Un fenomeno che non si ferma, come dimostrato dai numerosi incidenti che hanno coinvolto ragazzi e ragazze negli ultimi mesi. La morte di Nunzio non è solo una tragedia per la sua famiglia, ma l’ennesimo campanello d’allarme per una comunità che deve interrogarsi su come fermare questa inesorabile mattanza.

Sarno, Nino Lion’s supera il secondo intervento: prosegue la lunga convalescenza dopo l’incidente

Sarno – Dopo il grave incidente stradale avvenuto lo scorso 10 agosto lungo l’autostrada A2, nei pressi di Baronissi, Nino De Filippo, noto come Nino Lion’s, ha affrontato e superato con successo il secondo intervento chirurgico.

I medici hanno rimosso gli estensori applicati inizialmente alla gamba sinistra per stabilizzare le fratture, sostituendoli con placche ortopediche che accompagneranno il lungo e delicato percorso di riabilitazione.

Il presidente del Fantacalcio Sarnese stava viaggiando in sella al suo scooter quando è stato coinvolto in un violento impatto con un’automobile. Subito soccorso dal 118 e trasportato d’urgenza all’Ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, è stato sottoposto a un primo intervento d’emergenza, seguito da un secondo per consolidare la stabilità dell’arto lesionato.

Nonostante le fratture multiple e le ferite profonde riportate nell’incidente, Nino sta affrontando la degenza con forza, pazienza e determinazione. Le giornate scorrono lente nelle stanze d’ospedale, tra il dolore fisico e la speranza di un ritorno alla normalità.

A sostenerlo, in questi giorni difficili, c’è l’affetto costante di amici, familiari e dell’intera comunità sarnese, che continua a stargli accanto con messaggi di vicinanza e incoraggiamento. Tutti attendono il momento in cui Nino potrà finalmente tornare a casa e riprendere in mano la sua quotidianità.

N.M.

Napoli, blitz dei Carabinieri a Soccavo e Rione Traiano: un arresto, otto denunce e sequestri

Napoli – Notte di controlli serrati nei quartieri Soccavo e Rione Traiano, dove i Carabinieri hanno messo a segno un’operazione ad alto impatto: un arresto, otto denunce e ingenti sequestri di droga e armi.

Questo il bilancio dell’attività condotta dai militari della compagnia di Bagnoli e della stazione Rione Traiano.Nel mirino è finito Antonio Pugliese, 22enne di Soccavo, già ai domiciliari.
I Carabinieri lo hanno sorpreso fuori dalla sua abitazione, in violazione della misura restrittiva, con addosso una Beretta calibro 7,65, risultata rubata a Latina. Perquisendo la sua casa, i militari hanno rinvenuto un’altra pistola con matricola abrasa e un ordigno artigianale di circa 400 grammi.

Per il giovane sono scattate le manette: ora si trova in carcere, in attesa di giudizio, con l’accusa di detenzione di armi clandestine e ricettazione.Nel corso dei controlli a Soccavo, i Carabinieri hanno denunciato quattro persone per furto di energia elettrica: i contatori delle loro abitazioni erano stati manomessi per bypassare la rete e consumare energia senza registrazione.

Altre due denunce sono state emesse per violazione di sigilli: i responsabili sono stati sorpresi all’interno di un locale già sequestrato, utilizzato come piazza di spaccio. Stessa sorte per due detenuti ai domiciliari, pizzicati in strada nonostante il divieto.

Le perquisizioni, estese anche alle aree comuni del Rione Traiano, hanno portato al sequestro di 250 grammi di marijuana, 40 di cocaina e 93 di hashish, confermando l’attenzione delle forze dell’ordine sul contrasto al traffico di stupefacenti.I Carabinieri hanno annunciato che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni per garantire sicurezza e legalità nei quartieri.

Botulino, seconda vittima in Sardegna: morta a 62 anni dopo la “Fiesta Latina”

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Cagliari – La Sardegna piange una seconda vittima del b. Valeria Sollai, 62 anni, è morta nella notte nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Monserrato, dove era ricoverata da settimane in condizioni gravissime.

Anche lei, come la 36enne Roberta Pitzalis – deceduta lo scorso 8 agosto –, aveva partecipato alla “Fiesta Latina” di Monserrato a fine luglio, consumando pietanze a base di guacamole rivelatesi contaminate dal batterio killer.

Il caso, che ha scosso la comunità sarda e acceso i riflettori sulla sicurezza alimentare nelle sagre estive, si aggrava ulteriormente. Al centro delle indagini resta Christian Gustavo Vincenti, titolare del chiosco che serviva i prodotti ritenuti contaminati: è l’unico indagato, con un fascicolo aperto dalla Procura che ora si fa sempre più pesante.

Nel frattempo, la battaglia dei pazienti continua. Una 14enne resta ricoverata al Policlinico di Monserrato, mentre altri quattro intossicati sono già stati dimessi dall’ospedale Brotzu di Cagliari. Un bambino di 11 anni, trasferito al Gemelli di Roma, mostra segnali di miglioramento, ma – precisano i medici – il percorso di recupero sarà lungo e complesso.

L’autopsia su Roberta Pitzalis, eseguita nei giorni scorsi, ha confermato la morte per intossicazione da botulino, complicata da una polmonite emorragica insorta durante l’intubazione. Ora la magistratura attende ulteriori riscontri clinici e tossicologici per ricostruire con precisione la catena delle responsabilità.

Una vicenda che da settimane tiene col fiato sospeso la Sardegna e che apre interrogativi inquietanti sulla gestione e i controlli dei prodotti alimentari distribuiti nelle manifestazioni pubbliche.

Poggioreale, evasi e subito ripresi i due detenuti

Napoli – Si è conclusa in poche ore l’evasione dal carcere di Poggioreale che nella notte aveva scosso l’intero sistema penitenziario campano.

Anche il secondo fuggitivo, un algerino di 32 anni, è stato catturato a Mondragone, nel Casertano, dalla Polizia penitenziaria. Il primo, un siriano di 23 anni, era già stato bloccato in mattinata.

A coordinare le operazioni è stata il provveditore delle carceri per la Campania, Lucia Castellano, che ha espresso il suo plauso al corpo di Polizia penitenziaria per la rapidità e l’efficacia dell’intervento. Ma dietro l’esito positivo dell’inseguimento resta l’ombra di un episodio che mette a nudo le falle del sistema.

I due detenuti, entrambi reclusi per rapina, sono riusciti a fuggire con un piano rudimentale ma efficace: aprire un varco interno e calarsi con lenzuola legate dal muro di cinta. Una scena che riporta l’attenzione sul carcere partenopeo, già noto per il sovraffollamento e le condizioni difficili di gestione.

Durissimo il commento di Donato Capece, segretario generale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria): “È un fatto di estrema gravità che non può passare sotto silenzio. Non è un episodio isolato, ma il sintomo di un sistema in emergenza continua. A Poggioreale ci sono oltre 2.000 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.624 posti, e la Polizia penitenziaria conta oggi 670 unità contro le 828 previste, un deficit del 20%”.

Capece parla di agenti “stremati”, costretti a turni massacranti e alla riduzione dei presidi di sicurezza. Una condizione che, unita al sovraffollamento e alla fatiscenza delle strutture, rende i penitenziari campani delle vere e proprie polveriere.

La doppia cattura ha evitato il peggio, ma l’evasione lampo di Poggioreale resta un campanello d’allarme: quello di un sistema penitenziario sempre più fragile, dove la sicurezza sembra poggiare sulla tenuta di personale ormai allo stremo.

Truffe agli anziani, il Riesame concede i domiciliari in comunità a Macor

Napoli– Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione di Alberto Macor, detenuto dal 10 febbraio scorso con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata a truffe ai danni di persone anziane.

I giudici hanno accolto integralmente il ricorso presentato dall’avvocato Bruno Cervone, sostituendo la misura della custodia cautelare in carcere con i domiciliari presso la comunità terapeutica “Regina Pacis” di San Benedetto Ullano, in provincia di Cosenza.

La decisione, emessa il 14 agosto, ribalta il provvedimento del gip che lo scorso 23 luglio aveva respinto la richiesta della difesa, motivando il diniego con “esigenze cautelari di eccezionale rilevanza” e con dubbi sulla documentazione sanitaria prodotta.

Il Riesame, presieduto dalla dottoressa Marina Cimma, ha invece condiviso le tesi difensive, ritenendo la documentazione presentata – certificati medici, relazioni del Ser.D. e disponibilità della struttura terapeutica – pienamente conforme alle previsioni di legge.

Secondo i giudici, la tossicodipendenza di Macor rappresenta uno stato patologico che non si interrompe con la detenzione e che anzi può costituire un “fattore criminogeno”.

Un principio che, sottolinea l’ordinanza, impone di privilegiare il percorso di recupero rispetto alla mera esigenza custodiale, salvo che non emergano pericoli di eccezionale gravità.

La detenzione in carcere, osserva il Riesame, non avrebbe eliminato le radici del comportamento illecito, mentre un percorso terapeutico può favorire l’allontanamento del soggetto dal contesto criminale.

La vicenda giudiziaria di Macor, accusato di far parte di una rete dedita a raggiri contro anziani, resta comunque aperta: l’inchiesta è in corso e le accuse dovranno essere vagliate nel merito dal tribunale.

La soddisfazione dell’avvocato Bruno Cervone

“Accogliamo con grande soddisfazione questa decisione, che rappresenta una vittoria per il diritto e per la civiltà. Il Tribunale del Riesame ha dimostrato coraggio e lungimiranza, riaffermando che lo Stato non può limitarsi a un approccio puramente punitivo, ma deve farsi carico delle cause profonde del disagio che spesso sfocia nel crimine, come la tossicodipendenza.

La nostra tesi è sempre stata chiara: offrire al mio assistito un percorso di cura concreto non era una richiesta di impunità, ma l’unica, vera strada per il suo recupero e per la sicurezza della collettività. Questa ordinanza riconosce che la tutela della salute e il recupero della persona sono strumenti essenziali per prevenire future recidive, anche di fronte a contestazioni di reato molto gravi.

Il signor Macor potrà ora iniziare un percorso che, ne siamo certi, gli consentirà di riprendere in mano la sua vita in modo costruttivo.

Il signor Macor sarà a breve trasferito dall’istituto carcerario alla comunità terapeutica per dare inizio al programma di riabilitazione”. Questo il commento dell’avvocato.

Casoria, evade i domiciliari e aizza i pitbull contro i carabinieri ma il cane morde lui

Casoria – Non è sfuggito agli arresti domiciliari, ma è finito in carcere dopo una rocambolesca fuga domestica conclusa con il morso dei suoi stessi cani.

Protagonista – e vittima – di una serata adrenalinica e surreale è un 26enne di Casoria, già ai domiciliari, ora accusato di evasione, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

La scena, ieri, ha dell’inverosimile. Riconosciuto per strada dai carabinieri della stazione locale nonostante il regime detentivo, il giovane si è lanciato in una corsa disperata verso la propria abitazione. I militari, senza fretta, lo hanno seguito fino al portone.

Ad aprire la porta è stata la madre, che ha tentato di coprire il figlio assicurando che era “sotto la doccia da un po’”. I due carabinieri, uno dei quale donna, non si sono lasciati ingannare e hanno raggiunto il bagno.

Qui, hanno trovato il 26enne che, invece di arrendersi, ha iniziato a temporeggiare, per poi passare agli insulti e alle minacce, molte delle quali rivolte in modo particolarmente violento verso la carabiniere.

La situazione è degenerata in pochi secondi. Presenti in stanza, due imponenti pitbull hanno iniziato a osservare la scena con crescente agitazione. È stato allora che il giovane, in un escalation di follia, ha aizzato deliberatamente i suoi cani contro i militari, spingendoli all’attacco dopo una colluttazione.

Il momento più drammatico: uno dei molossi, sollecitato dalle urla del padrone, si è scagliato con le fauci spalancate contro il carabiniere.

L’uomo, con prontezza, è riuscito a schivare l’assalto. Il cane, ormai lanciato, non è riuscito a fermarsi e ha affondato i denti con violenza nella prima cosa che ha trovato: la gamba del suo stesso padrone.

Napoli, Roberto Marchese ha ucciso l’ispettore davanti agli occhi del fratellino

Napoli– Dopo un lungo interrogatorio nel corso del quale ha confessato il delitto d’impeto dell’ispettore di polizia, Ciro Lungo, il 21enne Roberto Marchese, figlio della compagna del poliziotto, è stato sottoposto a fermo.

Il giovane, come disposto dal magistrato Cesare Sirignano della Procura di Napoli Nord, è stato quindi trasferito in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip.

 Il cordoglio e il dolore del Questore di Napoli, Maurizio Agricola

Sulla tragedia è intervenuto stamane il questore di Napoli, Maurizio Agricola: “A nome mio personale e di tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato di Napoli e provincia, esprimo profondo cordoglio per la drammatica scomparsa del Vice Ispettore Luongo.
In questo momento di grande dolore ci stringiamo ai familiari e ai colleghi del Commissariato di Giugliano- Villaricca”, ha fatto sapere in una nota.

L’omicidio è avvenuto nella serata di ieri nella abitazione del parco erica san mario in viale delle Margherite a Melito. L’ispettore di polizia e il giovane hanno iniziato una discussione perché secondo l’agente a causa di una imprudenza del ragazzo era scappato un pappagallino di proprietà di Ciro Luongo.

Secondo un testimone il giovane ha recuperato il volatile, l’ha consegnato a Ciro Luongo e poi i due hanno ripreso la discussione che si è accesa subito e d’improvviso nelle mani del 21enne è comparso un grosso coltello da cucina con il quale ha ferito mortalmente al torace e alla gola il compagno della mamma.

L’omicidio è avvenuto davanti al fratello minorenne, figlio della relazione della mamma con l’ispettore di polizia.

La donna che era presente in casa ha cercato aiuto e ha immediatamente chiesto l’intervento dell’ambulanza ma era ormai troppo tardi. Quando sono arrivati i soccorsi Ciro Luongo era già morto mentere il giovane assassino si era allontanato.

E’ stato poi rintracciato dopo due ore a casa del padre naturale. Si è lasciato ammanettare senza opporre resistenza. Ora è in carcere dove ci rimarrà a lungo e avrà modo di riflettere su quello di cui si è reso protagonista: spezzando la vita di un poliziotto coraggioso e confinando la sua in un penitenziario per moltissimi anni.

 Il cordoglio del Prefetto di Napoli, alla polizia e alla famiglia della vittima

Anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha voluto esprimere al questore Maurizio Agricola ed, in particolar modo, a tutti i poliziotti in servizio al commissariato di polizia di Giugliano-Villaricca il cordoglio per la tragica scomparsa del viceispettore Ciro Luongo.

Un pensiero il prefetto lo rivolge anche ai familiari del vice ispettore per il grave lutto che li colpiti nella certezza che la vicinanza e la solidarietà dei colleghi di lavoro e di tutte le istituzioni “saranno loro di conforto in questo difficilissimo momento”.

Saranno le indagini ad accertare i motivi dell’aggressione mortale al vice ispettore, molto noto nella città a nord di Napoli per il suo impegno professionale, ma ” tragedie come queste – dice ancora il prefetto – ci turbano profondamente, scuotono le nostre coscienze e ci interrogano, come istituzioni e come comunità.

Non possiamo restare indifferenti di fronte a tanta violenza: ci impongono una riflessione seria sul nostro presente e sul dovere collettivo di costruire un tessuto sociale più sicuro, più giusto e più umano.” “Serve uno sforzo comune, corale e continuo – conclude -per riportare al centro il dialogo e il rispetto tra le nuove generazioni”.

Napoli, rapina all’Hotel Excelsior: catturato anche il secondo bandito

Napoli – Si è conclusa con l’arresto del secondo rapinatore la caccia all’uomo scattata dopo la spettacolare rapina avvenuta lo scorso 12 agosto nella hall dell’hotel Excelsior sul lungomare di via Partenope.

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 23enne, considerato uno dei due autori del colpo che ha scosso il quartiere.

La dinamica da brividi della rapina

La vicenda, che ha tenuto con il fiato sospeso i presenti, è iniziata all’esterno dell’hotel Excelsior. Due rapinatori, con il volto coperto da caschi e armati di pistola, hanno affrontato un turista marocchino.

Dopo una breve colluttazione, la scena si è spostata nella hall dell’albergo, dove il turista è stato derubato di un prezioso orologio Audemars Piguet, del valore di circa 80mila euro.

In un momento di caos e terrore, uno dei malviventi ha esploso un colpo d’arma da fuoco che si è conficcato nel soffitto, per fortuna senza ferire nessuno. La vittima, invece, ha riportato un trauma contusivo con una prognosi di dieci giorni.

Dall’hotel al supermercato: una folle escalation

La fuga del commando non si è fermata al lungomare. A bordo dello stesso scooter, i due hanno compiuto una seconda rapina in rapida successione, prendendo di mira un supermercato in corso Europa. Qui sono riusciti a sottrarre l’incasso dell’esercizio commerciale, pari a 2.350 euro, prima di dileguarsi.

Le indagini lampo e l’arresto del primo complice

Le immediate indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Napoli, si sono avvalse delle testimonianze e, soprattutto, delle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Grazie a queste prove, gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza e sono riusciti a rintracciare il primo complice, il 26enne Giuseppe Ruggiero, originario di Pianura poche ore dopo la rapina. L’uomo è stato fermato e successivamente l’arresto è stato convalidato.

L’operazione odierna, con l’arresto del 23enne inizialmente irreperibile, pone fine alla latitanza del secondo rapinatore. I due dovranno rispondere di concorso in rapina pluriaggravata e continuata, porto abusivo di arma da fuoco e lesioni aggravate.