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Movida a Napoli, Manfredi verso l’ordinanza permanente: «A febbraio in Consiglio comunale»

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha annunciato questa mattina l’intenzione di adottare un provvedimento generale e permanente per la gestione della movida cittadina. La decisione arriva dopo la scadenza dell’ordinanza temporanea che aveva regolamentato l’area della Cisterna dell’Olio, zona nevralgica della vita notturna partenopea.

“Stiamo valutando, dopo l’esperienza fatta, un provvedimento generale con cui vorremmo portare a regime le indicazioni che abbiamo dato con l’ordinanza che aveva necessariamente il carattere della temporaneità”, ha dichiarato il primo cittadino. L’obiettivo è trasformare in regole strutturali quanto sperimentato nelle scorse settimane, garantendo continuità nella gestione del fenomeno.

Il cronoprogramma

Manfredi ha anticipato che il nuovo provvedimento verrà portato all’esame del Consiglio comunale nel corso del mese di febbraio. “Vorremmo che le regole introdotte siano continuative o con piccole modifiche”, ha precisato il sindaco, lasciando intendere che l’impianto normativo della precedente ordinanza verrà sostanzialmente confermato.

La svolta segna un cambio di strategia dell’amministrazione comunale, che passa da misure emergenziali a una regolamentazione organica della vita notturna napoletana, nel tentativo di bilanciare le esigenze di residenti, commercianti e giovani frequentatori delle zone della movida.

Colpo alla banda delle truffe agli anziani: arrestato a Napoli il corriere che ritirava oro e gioielli

Napoli – I carabinieri hanno messo a segno un’importante operazione contro il fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane. I Carabinieri della Stazione di Genova San Martino, con il supporto dei colleghi di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo ligure su richiesta della Procura genovese.

L’indagato, attualmente sottoposto alla misura cautelare nel capoluogo partenopeo, è gravemente indiziato dei reati di truffa aggravata e tentata truffa ai danni di anziani. Nel provvedimento vengono contestati complessivamente tre episodi criminosi, di cui due portati a termine e uno tentato, consumati tra dicembre 2024 e febbraio 2025 nelle città di Genova, Portogruaro (Venezia) e Bientina (Pisa).

Il bottino e il modus operandi

Nel corso dei tre colpi, le vittime sono state derubate di contanti, oro e gioielli. Le indagini condotte dai Carabinieri hanno permesso di ricostruire il preciso ruolo dell’uomo all’interno dell’organizzazione criminale: quello di “trasfertista” o “corriere”, figura incaricata di recarsi materialmente presso le abitazioni degli anziani per ritirare denaro contante e altri beni di valore.

La truffa seguiva sempre lo stesso copione collaudato: un complice, definito dagli investigatori “telefonista”, contattava telefonicamente la vittima spacciandosi per un appartenente alle Forze dell’Ordine o per un avvocato. Durante la chiamata, l’interlocutore informava l’anziano che un suo parente stretto aveva provocato un grave incidente stradale con feriti.

A quel punto scattava il raggiro: la vittima veniva avvisata che il congiunto era stato arrestato e che per ottenerne l’immediata scarcerazione era necessario consegnare denaro o gioielli a un presunto appartenente alle Forze di Polizia o a un delegato del Tribunale. In realtà, la persona che si presentava alla porta era proprio il “trasfertista” ora arrestato.

L’attività investigativa

Le indagini hanno consentito agli inquirenti di individuare diverse utenze telefoniche sospette utilizzate per la commissione delle truffe. Dall’analisi dei tabulati è emerso che questi numeri erano associati a numerosi dispositivi mobili differenti, elemento che ha permesso di risalire all’identità dell’indagato.

I Carabinieri hanno inoltre ricostruito minuziosamente frequentazioni e spostamenti dell’uomo, verificando l’utilizzo di taxi e treni in date e orari compatibili con i luoghi e i momenti in cui le truffe erano state consumate o tentate. Questo lavoro investigativo ha fornito elementi decisivi per collegare il sospettato ai singoli episodi criminosi.

Pomigliano, produzione in caduta libera: stop alla Hornet e Tonale in crisi, cresce l’allarme a Stellantis

A Pomigliano d’Arco cresce la preoccupazione per il futuro dello stabilimento Stellantis, messo a dura prova da un forte calo produttivo e dal ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.

Il 2025 si è chiuso con una produzione complessiva di 131.180 vetture, segnando un -21,9 per cento rispetto al 2024, un dato che pesa come una mannaia sulle prospettive occupazionali di lavoratori e lavoratrici.

Il quadro produttivo appare sempre più fragile. L’Alfa Romeo Tonale continua a perdere terreno: la produzione è scesa del 32 per cento, fermandosi a 17.200 unità, nonostante un timido segnale di ripresa registrato nell’ultimo trimestre dell’anno grazie al lancio di una nuova versione del modello.

Ancora più critica la situazione della Dodge Hornet, sostanzialmente ferma da mesi: nel corso del 2025 sono state assemblate appena 1.360 vetture.

Resiste, pur in flessione, la Fiat Panda, che resta il modello più prodotto sia nello stabilimento di Pomigliano sia in Italia. Con 112.690 unità realizzate, la Panda rappresenta il 53 per cento dei volumi nazionali, ma registra comunque un calo del 14 per cento rispetto all’anno precedente.

Il ridimensionamento produttivo ha avuto effetti diretti sull’organizzazione del lavoro. Nel corso del 2025 si sono registrate 91 giornate di fermo sulla linea Tonale-Hornet e 57 sulla linea Panda. Nei periodi di arresto totale della produzione, l’impatto ha coinvolto da mille fino a 3.750 lavoratori.

A rendere strutturale la situazione di incertezza è inoltre il contratto di solidarietà attivo da luglio, che interessa mediamente il 39 per cento dell’organico. Un dato che conferma il clima di allarme nello stabilimento campano e alimenta le preoccupazioni sul futuro industriale e occupazionale di uno dei siti produttivi più importanti del Mezzogiorno.

Ti bloccano davvero il conto: la nuova truffa Poste studiata su misura per ingannarti

Gestire il denaro oggi è molto diverso rispetto a qualche decennio fa. Un tempo, la sicurezza finanziaria aveva volti umani: l’impiegato allo sportello, la voce amica, la certezza di entrare e uscire senza timori. Oggi abbiamo comodità, app e servizi digitali istantanei — ma anche nuovi modi in cui i criminali cercano di ingannarci, spesso ficcando la paura direttamente nel nostro smartphone.

Negli ultimi mesi è emerso un nuovo tipo di truffa che sfrutta proprio uno dei punti di forza di Poste Italiane: i sistemi automatici di sicurezza. I truffatori, abilissimi e sempre più sofisticati, non si limitano più a inviare SMS generici. Ora preparano l’inganno in anticipo, rendendolo incredibilmente credibile per la vittima.

Come funziona la truffa “su misura”

Il primo passo avviene silenziosamente. Senza che la vittima se ne accorga, i truffatori tentano ripetutamente di accedere all’account online della persona usando credenziali non valide. Il sistema antifrode di Poste Italiane rileva questi tentativi anomali e blocca temporaneamente l’accesso — esattamente come previsto dalle procedure di sicurezza.

Dopo qualche minuto arriva un SMS che recita qualcosa di simile a:

“Servizio Anti-Frode
Posteinfo: La informiamo che il suo conto è stato sospeso per motivi di sicurezza, la preghiamo di contattare il nostro ufficio: 0692963400

Per chi riceve il messaggio, la situazione sembra autentica: il conto è davvero bloccato, proprio come indicato dal sistema ufficiale. La paura di perdere l’accesso ai propri risparmi spinge molte persone a chiamare il numero indicato, che però è parte della truffa: la vittima viene poi guidata da messaggi registrati o da un operatore falso che chiede di cliccare su link, inviare codici o confermare operazioni — in realtà consegnando il controllo del conto ai criminali.

Questa truffa è particolarmente pericolosa perché si basa su un elemento reale (il blocco dell’account), rendendo l’inganno estremamente credibile anche per chi normalmente è cauto.

Perché sempre più truffe digitali

La Campania, come il resto d’Italia, sta vivendo un aumento di truffe digitali e raggiri informatici legati a dati bancari, app, portali falsi e comunicazioni contraffatte. Secondo recenti dati della Polizia Postale, la criminalità informatica è cresciuta sensibilmente, con phishing bancario, false app di investimento e piattaforme illegali che colpiscono migliaia di cittadini ogni anno.

La testimonianza di una nostra lettrice

A rendere questa truffa ancora più pericolosa è il fatto che non si basa solo sulla paura, ma su una situazione concreta e reale. Ce lo ha raccontato una nostra lettrice, la signora Imma C. (nome di fantasia, ndr), che ha vissuto questa esperienza in prima persona.

Da alcuni giorni Imma riceveva SMS “strani”, messaggi ambigui che aveva inizialmente catalogato come semplice spam o pubblicità indesiderata.

«Ormai siamo abituati – ci racconta – a ricevere messaggi che invadono la nostra privacy, quindi non ci ho dato troppo peso».

SMS Truffa Poste Italiane
Nell’immagine uno degli SMS truffa

Poi però è arrivato l’SMS diverso dagli altri. Quello che parlava di sicurezza, di conto sospeso, di un numero da chiamare. Un messaggio scritto bene, formale, con tanto di riferimento a un “Servizio Anti-Frode”. A quel punto la paura è stata inevitabile.

«La prima cosa che ho fatto è stata aprire l’app di Poste Italiane sul telefono per controllare il mio conto. Ma non riuscivo ad accedere. Compariva un messaggio: Si è verificato un errore sconosciuto, riprovare più tardi oppure contattare l’assistenza.
Ho provato più volte, ho aspettato qualche minuto, poi ho tentato anche dal computer. Nulla. L’accesso era realmente bloccato».

“Sembrava tutto vero, perché il conto era davvero bloccato”

Ed è proprio qui che la truffa diventa credibile.
Quando una persona vede che il conto non è accessibile, tutto quello che arriva subito dopo sembra automaticamente vero.

«In quel momento il messaggio ricevuto mi è sembrato logico. Pensavo: se il conto è bloccato, è normale che mi abbiano scritto. Stavo per chiamare il numero indicato».

A salvarla è stata la prudenza e un controllo in più. Uno dei suoi nipoti, esperto di informatica, ha deciso di cercare quel numero di telefono su Internet. In pochi secondi sono emerse segnalazioni di altre persone che parlavano di truffa, di chiamate sospette e di tentativi di raggiro.

«Lì ho capito che qualcosa non tornava. Abbiamo ignorato completamente il numero indicato nell’SMS e abbiamo seguito solo la procedura ufficiale di Poste Italiane».

L’accesso al conto è stato poi ripristinato senza alcun problema utilizzando il metodo corretto: il reset della password attraverso i canali ufficiali di Poste.
In pochi minuti tutto è tornato alla normalità. Nessun danno, nessuna perdita di denaro.

«Se avessi chiamato quel numero – conclude Imma – probabilmente oggi racconterei una storia molto diversa. Il conto era davvero bloccato, ed è proprio questo che rende la truffa così pericolosa».

Questa testimonianza dimostra quanto sia sottile il confine tra sicurezza e inganno nel mondo digitale di oggi.I truffatori non inventano più situazioni irreali: costruiscono condizioni vere per rendere la bugia credibile. Ed è per questo che la verifica tramite i canali ufficiali resta l’unica vera difesa.

Un altro episodio significativo riguarda una truffa sventata alle poste di Boscoreale, che sottolinea quanto sia importante la formazione del personale e l’attenzione dei clienti nel riconoscere segnali sospetti.

La testimonianza dalla vita reale

Molte persone ricordano quanto fosse più semplice gestire i propri risparmi anni fa: un libretto postale, un codice PIN, una firma su carta. Non che tutto fosse perfetto, ma i rischi digitali erano molto più limitati. Con l’esplosione dei servizi online — dalla posta elettronica alla banca digitale, dai pagamenti contactless alle app per ogni tipo di operazione — la superficie d’attacco dei criminali è cresciuta enormemente.

Oggi un messaggio, anche ben scritto, può scatenare paura e confusione. È quindi fondamentale ricordare che nessuna istituzione legittima chiederà mai di inviare codici via SMS o di sbloccare un conto seguendo istruzioni ricevute da un numero indicato in un messaggio.

Come difendersi davvero

La regola più importante resta la verifica: quando si riceve un messaggio sospetto, non chiamare mai numeri indicati al suo interno e non cliccare su link. Se si sospetta che qualcosa non vada, è meglio utilizzare i canali ufficiali di Poste Italiane — come il loro sito istituzionale o il numero verde ufficiale — oppure recarsi fisicamente in un ufficio postale per verificare la situazione.

Poste Italiane e le forze dell’ordine invitano a segnalare sempre tentativi di truffa per contribuire a fermare queste reti criminali e proteggere altri cittadini.

In un mondo sempre più digitale, la sicurezza non è solo tecnologia: è attenzione, consapevolezza e prudenza.

Geolier aggiunge AMEN a Tutto è possibile: il freestyle entra in tracklist dopo le richieste dei fan

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A pochi giorni dall’uscita del nuovo album “Tutto è possibile” (Atlantic Records Italy/Warner Music Italy), Geolier pubblica sulle piattaforme “AMEN”, inserendolo ufficialmente nella tracklist del disco. Il brano era già comparso lo scorso ottobre su YouTube e sui canali social dell’artista, ma nelle ultime ore è arrivata la conferma dell’aggiunta “a grande richiesta”, dopo le migliaia di messaggi e domande da parte dei fan.

“AMEN” è un freestyle essenziale, senza filtri, che punta su un racconto diretto: fame, identità, consapevolezza e visione. Un ritorno a sonorità e attitudine più street, che va a completare un progetto già centrale nella scena urban italiana.

Sul fronte numeri, “Tutto è possibile” ha registrato un esordio molto forte su Spotify: tutte le tracce del disco si sono posizionate nelle prime 16 posizioni della Top 50, dato che fotografa l’impatto immediato dell’uscita e la presenza capillare dell’album nelle classifiche streaming.

Il disco tiene insieme radici e ambizione, Napoli e dimensione internazionale, affiancando collaborazioni trasversali: tra i nomi citati ci sono Pino Daniele, 50 Cent, Anuel AA, Sfera Ebbasta, ANNA e Kid Yugi. Un mosaico che, nelle intenzioni dell’artista, racconta un percorso “dalla strada ai palchi più grandi”, senza rinunciare all’identità d’origine che resta al centro della narrazione.

Intanto cresce anche l’attesa per i concerti: dopo tre live già sold out allo stadio Diego Armando Maradona, in estate partirà “Geolier Stadi 2026”, annunciato come il primo tour dell’artista sui palchi dei principali stadi italiani.

Sangue sull’autobus Napoli-San Valentino Torio: autisti esasperati denunciano ai sindacati

Salerno – Un autobus insanguinato fermo alla stazione, vetri rotti e odore di alcol: è lo scenario choc di venerdì sera sulla linea Napoli-San Valentino Torio, gestita dall’Ente Autonomo Volturno.

I conducenti, stanchi di turni a rischio, hanno sporto denuncia ai sindacati, denunciando una escalation di vandalismi e aggressioni che rende le corse serali un “inferno su gomme”.

La notte del sangue e il degrado cronico

L’episodio è esploso venerdì intorno alle 22, quando un bus della tratta esterna – che da Napoli attraversa Cercola, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Poggiomarino, Striano, Sarno fino a San Valentino Torio – è stato teatro di una rissa furiosa tra passeggeri ubriachi. Risultato: sangue ovunque, arredi distrutti e un mezzo fuori servizio. Ma non si tratta di un caso isolato.

“Le corse delle 21 e delle 22.20 – spiegano gli autisti allarmati – sono prese d’assalto da gruppi di ubriachi che litigano, fumano, urlano e arrivano a fare i bisogni a bordo. È un pericolo reale, prima per loro, poi per chi guida”.

Tratta a rischio: Le linee serali esterne accumulano degrado da mesi, con denunce passate ignorate.

Precedenti: Autisti avevano già segnalato esasperazione per aggressioni e vandalismi, senza interventi dall’azienda.

Coinvolti: Ente Autonomo Volturno sotto accusa; sindacati chiamati a intervenire per turni più sicuri.

Impatto locale: La zona vesuviana e agerolese diventa off-limits per famiglie, con il servizio “appannaggio di pochi violenti”.

Gli operatori, dopo l’ennesimo episodio dalle cause ancora da chiarire, hanno formalizzato la richiesta ai sindacati: “Basta tratta per tutti, urge sicurezza”. L’azienda non ha ancora replicato, ma il caso riaccende i riflettori su un trasporto pubblico campano al collasso.

Odori e colori del mercato di Poggioreale, cuore pulsante della Napoli popolare

Un mattino al mercato: un viaggio sensoriale a Poggioreale

La strada è un fiume in movimento, ma è il profumo di basilico fresco e di pesce appena pescato che cattura l’attenzione. “Questa cosa qui la riconosci al volo”, dice una voce del posto, indicando un mazzo di prezzemolo appena raccolto. È il mercato di Poggioreale, cuore pulsante di un quartiere dove la tradizione popolare si respira ad ogni angolo, in ogni voce, in ogni aroma.

Il contesto di un mercato vivo

Poggioreale non è solo un luogo geografico, ma un crocevia di storie, di genti e di mestieri antichi. Qui si intrecciano i ritmi della città, dalla mattina presto fino al tramonto, quando le luci si abbassano e il vociare si affievolisce. Il mercato rappresenta la spina dorsale di questa quotidianità: un luogo dove la vita si fa concreta, fatta di mani che contrattano, di sguardi che si incrociano, di saperi tramandati da generazioni.

Dettaglio raro: il rito del pesce azzurro

Tra le tante bancarelle, quella del pesce azzurro è un piccolo tempio di tradizione. Ogni mattina, in un angolo poco frequentato dai turisti, si ripete un rito quasi sacro. I pescatori di una volta sceglievano col pescato del giorno il miglior pesce azzurro, riconoscendo la freschezza dal suono che fa la carne al tocco. Ancora oggi, questa conoscenza si tramanda, quasi come una lingua segreta del mercato.

Ricordo d’infanzia: l’odore del pane appena sfornato

Ricordo le domeniche di bambino, quando la mamma mi portava con sé al mercato. Il primo passo era sempre davanti al forno, dove l’odore del pane caldo si mescolava a quello delle spezie. Quel profumo intenso è diventato un marchio indelebile nella memoria, un segno tangibile di appartenenza a una comunità che viveva e vive ancora il mercato come cuore del quartiere.

Il valore sociale e culturale del mercato oggi

Nonostante le sfide del mondo moderno, il mercato di Poggioreale resiste come un presidio di autenticità. Qui si conserva una socialità che sfugge ai ritmi frenetici delle grandi città: i rapporti umani, le chiacchiere, le tradizioni che si rinnovano ogni giorno. È un luogo dove il tempo sembra dilatarsi, e dove la cultura popolare napoletana si manifesta nei dettagli più semplici.

Opinione: tra modernità e identità

In un’epoca in cui la globalizzazione tende a uniformare ogni esperienza, il mercato di Poggioreale rappresenta un baluardo di identità. Non si tratta solo di vendere o comprare, ma di mantenere viva una rete di relazioni sociali e culturali che costituiscono il tessuto profondo della città. È importante valorizzare questi luoghi, non solo come attrazioni turistiche, ma come spazi vivi e vitali per la comunità.

Chiusura e invito a scoprire Napoli

Poggioreale è molto più di un semplice mercato: è un racconto di Napoli, fatto di suoni, odori e colori che parlano di una città autentica e popolare. Chiunque voglia conoscere la vera anima di Napoli dovrebbe iniziare proprio da qui, camminando tra le bancarelle e lasciandosi coinvolgere da questa festa multisensoriale.

Per continuare a scoprire le mille sfaccettature della città, non perdete gli altri episodi della serie “Napoli che si vive” su Cronache della Campania.

Marcianise: si dimettono 13 consiglieri, cade il sindaco Trombetta

Marcianise– Non c’è pace per gli equilibri politici di Terra di Lavoro. Dopo i casi di Portico di Caserta e Pignataro Maggiore, anche il Comune di Marcianise vede concludersi anzitempo l’esperienza amministrativa.

Nella mattinata di oggi, 20 gennaio 2026, tredici consiglieri comunali hanno rassegnato le proprie dimissioni, decretando ufficialmente la fine della consiliatura guidata dal sindaco Antonio Trombetta.

La cronaca della crisi

La caduta dell’amministrazione non arriva del tutto inaspettata. Trombetta, eletto meno di due anni fa, aveva guidato fin dall’inizio un governo caratterizzato da una fragilità strutturale: la sua vittoria era stata segnata dal fenomeno del voto disgiunto, con il sindaco che aveva ottenuto più preferenze personali rispetto al peso effettivo delle liste che lo sostenevano.

Un equilibrio precario che oggi si è spezzato definitivamente con la consegna delle dimissioni ultra-dimidiate, l’atto formale che “stacca la spina” al governo cittadino senza passare per il dibattito in aula.

L’intervento della Prefettura

La reazione dello Stato è stata immediata. La Prefetta di Caserta, Lucia Volpe, preso atto della situazione, ha disposto la sospensione del Consiglio comunale e ha già inoltrato al Ministero dell’Interno la proposta formale per lo scioglimento definitivo dell’Assise.

Per garantire la continuità amministrativa e la gestione degli affari correnti nei prossimi mesi, è stato nominato il viceprefetto Biagio Del Prete in qualità di commissario prefettizio. Sarà lui a traghettare il popoloso centro casertano fino alle prossime elezioni utili.

Un territorio instabile

L’addio di Trombetta aggrava il bilancio della stabilità politica in provincia di Caserta. Con Marcianise salgono infatti a tre i comuni sciolti in appena venti giorni dall’inizio del 2026. Un segnale di forte fibrillazione politica che colpisce uno dei centri industriali e demografici più rilevanti dell’area, lasciando ora aperti i grandi temi della programmazione locale e dei fondi PNRR, che passeranno inevitabilmente per le mani della gestione commissariale.

Allarme sangue al Cardarelli di Napoli: scorte al limite, appello urgente ai giovani

Napoli – Grave carenza di sangue all’ospedale Cardarelli, uno dei principali presidi sanitari del Sud Italia. A lanciare l’allarme è la dottoressa Daniela Graziano, responsabile pro tempore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, intervenuta nella trasmissione “Campania 24” su Canale 9.

L’ospedale deve far fronte a un fabbisogno costante e elevato: malati cronici in chemioterapia, pazienti talassemici, interventi chirurgici programmati, emergenze e traumi da incidenti stradali. Le donazioni attuali, però, risultano assolutamente insufficienti a coprire le necessità.

«Siamo in una situazione critica – ha spiegato la Graziano rispondendo alle domande del giornalista Vincenzo Mele –. I gruppi sanguigni più carenti sono gli Rh negativo e gli 0 positivo, meno frequenti nella popolazione. Un aumento generale delle donazioni aiuterebbe naturalmente a riequilibrare anche queste scorte»

.Per facilitare l’accesso alla donazione, il Cardarelli ha attivato un numero WhatsApp dedicato (331.6702222) e una specifica sezione sul sito aziendale. «Donare è importantissimo – sottolinea la dottoressa –.

I napoletani sono un popolo generoso, ma spesso manca la conoscenza. Ogni sacca può salvare fino a tre persone. Inoltre offriamo parcheggio gratuito, vicinanza alla metropolitana, controlli medici gratuiti e analisi complete al donatore».Chi può donare Donne in età fertile: massimo 2 donazioni all’anno

Donne in menopausa e uomini: fino a 4 donazioni all’anno (sangue intero)
È possibile donare anche plasma e piastrine, emocomponenti preziosi per salvare vite umane.

L’appello finale è rivolto soprattutto ai giovani: «Pensateci – conclude Daniela Graziano –. Ci sono ragazzi come voi vittime di incidenti o in condizioni gravi che hanno bisogno di trasfusioni. Donare sangue non è solo un gesto di solidarietà: educa a stili di vita sani e responsabili. Vi prego: venite a donare». L’emergenza è reale e non può attendere: una donazione oggi può fare la differenza tra vita e morte per molti pazienti.

Sciame sismico nel Golfo di Policastro: cinque scosse in poche ore, la più forte di magnitudo 2.8

Salerno– Una sequenza di cinque scosse di terremoto ha interessato questa mattina il mare del Golfo di Policastro, al confine tra le province di Salerno e Potenza. La più intensa, di magnitudo 2.8, è stata registrata poco prima delle 9:30.

Secondo i dati rilevati e pubblicati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), lo sciame sismico si è sviluppato nel giro di tre ore. La prima scossa, avvertita debolmente da alcuni residenti della costa, è stata registrata alle 6:33 con magnitudo 2.7 e una profondità di 10 chilometri.

A questa hanno fatto seguito altri quattro movimenti tellurici:

Alle 7:43, magnitudo 1.9 (profondità 10 km)
Alle 9:17, magnitudo 1.8 (profondità 10 km)
Alle 9:32, magnitudo 2.8 (profondità 11 km) – la più energetica
Alle 9:50, magnitudo 2.2 (profondità 14 km)
Nessun danno, ma apprensione tra i cittadini
Le scosse, seppur percepite in alcune località costiere, non hanno provocato danni a persone, edifici o infrastrutture. Sono pervenute diverse segnalazioni alla protezione civile locale, soprattutto in seguito alla scossa delle 9:32, ma si è trattato perlopiù di richieste di rassicurazione.

Il commento degli esperti

“Si tratta di una normale attività sismica per questa zona del Mar Tirreno, nota per una sismicità diffusa e spesso di natura sciamica”, ha dichiarato un sismologo dell’INGV contattato dalla nostra redazione. “Le profondità molto superficiali, tra i 10 e i 14 chilometri, possono favorire la percezione anche di eventi di magnitudo bassa come questi, ma i valori energetici in gioco sono estremamente contenuti e non indicano alcuna anomalia preoccupante”.

La zona del Golfo di Policastro è storicamente soggetta a sciami simili, che solitamente si esauriscono in poche ore o giorni senza evolversi in eventi di maggiore intensità. Gli enti di monitoraggio continuano a osservare la situazione.

Agenzia delle Dogane nel 2025 sequestri di prodotti pericolosi e maxi-recuperi fiscali

È un bilancio denso di sequestri e recuperi fiscali quello tracciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Territoriale Campania sulle attività svolte nel 2025, anche in collaborazione con le altre forze di polizia.

I dati principali parlano di 296mila articoli contenenti sostanze chimiche ritenute dannose per la salute finiti sotto sequestro, 115 tonnellate di prodotti alimentari e utensili da cucina respinti all’estero perché non conformi alle norme sanitarie italiane, e 18 tonnellate di rifiuti sequestrati. Sul fronte dei prodotti potenzialmente pericolosi per i minori, bloccate anche 51mila candele “a forma di cibo”, considerate a rischio soffocamento.

Ambiente e sostanze controllate: gas refrigeranti e laboratorio chimico

Tra gli interventi con impatto ambientale, ADM segnala il sequestro di 20mila kg di gas refrigerante HFC introdotto nel territorio doganale senza la necessaria quota prevista dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Determinante anche il lavoro del Laboratorio chimico: nel 2025 sono stati prelevati e analizzati 5.246 campioni su più categorie (stupefacenti, alcolici, alimentari, giocattoli e tessili), a supporto sia dei controlli ordinari sia delle attività antifrode.

Droga e tabacchi: quasi 9 quintali di stupefacenti intercettati

Rilevanti i numeri sul contrasto ai traffici illeciti: sequestrati complessivamente 877 kg di sostanze stupefacenti (marijuana e cocaina) e 150 kg di tabacchi lavorati esteri (TLE).

Il capitolo tributario: accise e IVA nel mirino

In ambito tributario, ADM indica maggiori diritti accertati per oltre 90 milioni di euro. Sul contrasto alla sottofatturazione, invece, risultano riscossi 173mila euro.

Tra i recuperi più significativi: rimborsi accisa sul gasolio destinato all’autotrasporto e crediti d’imposta indebitamente compensati per circa 1,5 milioni di euro, oltre alle sanzioni. Sul fronte alcoli, un’azione antifrode ha portato al recupero di circa 1,5 milioni di euro di accise e 1.037.240 euro di IVA, con notizia di reato a carico di un liquorificio in regime di deposito fiscale.

Le strutture coinvolte e il plauso della Direzione Antifrode

Le attività sono state svolte dall’Ufficio Antifrode regionale e dagli uffici UADM Napoli e UADM Campania 1, 2, 3, 4, oltre al personale del Laboratorio di Napoli.

Sui risultati ottenuti è arrivato l’apprezzamento del consigliere Sergio Gallo, Direttore Antifrode ADM, che ha ringraziato la direttrice territoriale Maria Alessandra Santillo e il personale in servizio, sottolineando lavoro costante, collaborazione e dedizione.

Porto di Napoli: prodotti a rischio, droga e rifiuti in export
Sicurezza dei prodotti: ftalati oltre soglia e “candele-alimento”

Nel porto di Napoli i controlli hanno portato a sequestri nel settore sicurezza prodotti: 278.620 calzature e 18mila giocattoli con concentrazioni di ftalati oltre i limiti. Bloccate anche 51.840 candele che riproducevano per forma, odore e colore diversi alimenti.

Per alimentari e utensili da cucina, nel corso dell’anno sono state respinte all’estero spedizioni per 115 tonnellate perché non conformi alle norme sanitarie.

Tutela ambientale: sequestrati 20mila kg di HFC

Nel capitolo ambientale, gli uffici indicano il sequestro di 20mila kg di gas refrigerante HFC, la cui introduzione sarebbe avvenuta senza la quota annuale richiesta, con controlli mirati a contrastare sostanze lesive dello strato di ozono.

Contraffazione: giocattoli, scarpe e noodles “taroccati”

Sul fronte falso, sequestrati 13.285 giocattoli con marchi di case automobilistiche riprodotti senza autorizzazione e 7.994 paia di calzature con il marchio di una nota casa di moda. Fermate anche 800 confezioni di noodles con marchio riconducibile a una famosa azienda italiana del settore alimentare.

Export e rifiuti: oltre 18 tonnellate sequestrate

Le operazioni di contrasto al traffico illecito di rifiuti hanno portato al sequestro di oltre 18 tonnellate di materiale tessile destinato all’esportazione.

Sottofatturazione e frodi IVA: accertamenti e maxi-importi

In ambito tributario, nel porto di Napoli sono stati accertati diritti per oltre 173mila euro grazie ad azioni anti-sottofatturazione. Per i controlli su scambi intracomunitari in frode IVA, ADM riporta infrazioni per oltre 90 milioni di euro.

Stupefacenti: due spedizioni intercettate in banchina

Nel 2025, nel porto sono state intercettate due spedizioni: marijuana per 761,17 kg e cocaina per 25,21 kg. Disposti i sequestri e inoltrata notizia di reato all’autorità giudiziaria.

Aeroporto di Capodichino: droga, TLE e 5 milioni in valuta
Nel distaccamento aeroportuale di Capodichino, le attività congiunte Dogane–Guardia di Finanza hanno portato al sequestro di circa 90 kg di sostanze stupefacenti e di circa 150 kg di TLE.

In materia di contraffazione sequestrati 4.670 articoli tra abbigliamento, accessori e calzature. Segnalato anche un fermo amministrativo di un “corno di elefante”, specie protetta dalla Convenzione di Washington.

Capitolo valuta: sequestrati oltre 5 milioni di euro che si tentava di introdurre o esportare illecitamente, con sanzioni per circa 220mila euro.

Campania 1 (Napoli provincia): attenzione sul tabacco greggio a Nola
Nel territorio della provincia di Napoli, tra le attività evidenziate c’è il monitoraggio mirato sull’importazione di tabacco greggio presso la sezione distaccata di Nola, avviato dopo irregolarità nelle dichiarazioni doganali e il rischio di classificazioni errate. ADM ricorda che il tabacco da fumo è soggetto a un regime fiscale più pesante (dazio 74,9%, IVA 22% e accisa) ed è un genere di monopolio.

Capri: nove sequestri di stupefacenti

Nel porto di Capri, Dogane e Guardia di Finanza hanno eseguito 9 sequestri di sostanze stupefacenti rinvenute addosso a passeggeri in transito.

Campania 2 (Salerno): rifiuti, false attestazioni e olio “non extravergine”
A Salerno i controlli si sono concentrati soprattutto sull’export, con attenzione al traffico transfrontaliero di rifiuti e alla movimentazione di autocarri e rimorchi usati verso Paesi extra UE. In un caso, un autocarro dichiarato in esportazione è stato sequestrato dopo la produzione di una falsa attestazione di radiazione; l’esportatore è stato denunciato.

Sul “groupage” diretto in Africa (con spedizioni riconducibili a più soggetti), viene segnalato il sequestro di un container destinato al Marocco: secondo gli accertamenti anche con ARPA Campania, conteneva merci qualificabili come rifiuti e, di fatto, un carico di copertura di rifiuti pericolosi (indumenti usati non selezionati e igienizzati, ricambi usati non bonificati) in violazione delle norme.

Sottofatturazione e indicazioni d’origine ingannevoli

Sempre a Salerno, un controllo su un importatore di mobili dalla Cina ha portato ad accertamenti per valore dichiarato ritenuto sottofatturato e contestazioni per dichiarazione infedele.

Accertata inoltre, tramite analisi di laboratorio, una partita di olio proveniente dalla Tunisia dichiarata extravergine ma risultata “vergine”: l’importatore è stato denunciato per le ipotesi di reato indicate nel comunicato (tra cui frode in commercio e falsità ideologica). Bloccati anche prodotti per la pulizia delle piscine provenienti dalla Cina con indicazioni d’origine ritenute false o fallaci.

Campania 3 (Caserta): interdittive antimafia e recuperi su accise e crediti
A Caserta, dopo interdittive antimafia, sono state effettuate verifiche inventariali in sette distributori stradali di carburante: tutte irregolari, con sanzioni e in un caso notizia di reato.

Sempre in questo contesto ADM segnala recuperi per circa 1,5 milioni di euro tra rimborsi accisa sul gasolio per autotrasporto e crediti d’imposta indebitamente compensati, oltre alle sanzioni. Proseguite anche le attività antifrode su alcoli e IVA intracomunitaria: recuperati circa 1,5 milioni di euro di accise e 1.037.240 euro di IVA, mentre sui controlli IVA intra e plafond viene indicato un recupero di IVA dovuta per circa 5.147.998 euro.

Campania 4 (Benevento-Avellino): auto, accise evase e sala giochi abusiva
Tra Benevento e Avellino, i controlli hanno riguardato accise e IVA intracomunitaria. Su alcune società attive nell’acquisto di autoveicoli in UE, in collaborazione con la Polizia Stradale di Benevento, ADM riferisce tre verifiche per contrastare le “false nazionalizzazioni”: l’accertamento parla di IVA evasa pari a 1.431.945,90 euro, con denunce per i profili penali.

Nel settore accise, una verifica su un deposito commerciale di prodotti energetici ha portato all’accertamento di accisa evasa per 1.176.984 euro e IVA evasa per 298.773 euro, con denuncia della rappresentante legale.

Infine il settore giochi: individuata in provincia di Avellino una sala giochi completamente abusiva con 29 apparecchi; irrogate sanzioni amministrative tra 43.500 e 435.000 euro.

Laboratorio chimico regionale: più analisi e supporto alle Procure
Il Laboratorio di Napoli ha potenziato servizi e collaborazione con Procure e forze dell’ordine: delle 5.246 analisi totali, 1.650 hanno riguardato sostanze stupefacenti. Rafforzata la collaborazione con ASL, USMAF e ARPAC.

Sicurezza prodotti: controlli REACH e giocattoli

Nel 2025 sono stati analizzati 165 campioni nell’ambito sicurezza prodotti (REACH e giocattoli): 53 sono risultati difformi, con un tasso di positività del 32,1% indicato nel comunicato. Il laboratorio ha inoltre aderito alla rete nazionale dei laboratori ufficiali per l’applicazione dei regolamenti REACH e CLP.

E-commerce e laboratorio mobile: energia e alcol nel mirino

ADM segnala anche la partecipazione a un’operazione europea per il contrasto ai prodotti non sicuri venduti online (Priority Control Area). Con il laboratorio mobile, inoltre, sono state eseguite missioni a supporto di Guardia di Finanza e uffici ADM per frodi sulle accise dei prodotti energetici: analizzati 38 campioni, molti risultati difformi (tra cui basso punto di infiammabilità e presenza di coloranti non previsti).

Sul fronte alcol, analizzati 578 campioni: 51 non conformi. Eseguiti anche controlli su vino, birra e altre bevande nell’ambito dell’operazione JCPO OPSON XIV contro traffici illeciti e adulterazioni.

Se Potrei: grammatica sovversiva e comicità corrosiva al Teatro Bracco

Al Teatro Bracco di via Tarsia, sotto la direzione artistica di Caterina De Santis, va in scena “Se Potrei”, spettacolo firmato dal trio comico I Ditelo Voi – Francesco De Fraja, Domenico Manfredi e Raffaele Ferrante. Dal 22 al 25 gennaio e poi dal 30 gennaio al 1 febbraio, con repliche nei giorni indicati, lo spazio napoletano si trasforma in laboratorio linguistico e satirico, dove le regole vengono messe alla berlina e la risata diventa strumento di critica sociale.

Il titolo, volutamente grammaticalmente scorretto, è già una provocazione: “Se Potrei” non è solo un errore, è un atto di ribellione contro la rigidità del linguaggio e le convenzioni del politically correct. I Ditelo Voi, noti per la loro cifra stilistica tra stand-up comedy e teatro grottesco, smontano il condizionale come simbolo di un sistema fatto di norme, limiti e ipocrisie.

Lo fanno attraverso sketch, improvvisazioni e giochi teatrali, costruendo una satira tagliente e consapevole che affronta temi attuali senza rinunciare alla leggerezza, ma nemmeno alla profondità.

Sul palco, tre personalità distinte si fondono in un unico flusso comico: personaggi scomodi, gag imprevedibili, un dialogo costante con il pubblico e una comicità corrosiva che non concede sconti. La grammatica sovversiva diventa poetica, la sincerità – anche quando è sferzante – si trasforma in gesto teatrale

. “Se Potrei” è un invito a immaginare il cambiamento senza timori reverenziali: rompere le regole, mettere in discussione i dogmi e, magari, farlo ridendo. Perché se davvero si potesse cambiare qualcosa, forse bisognerebbe iniziare proprio da lì.

Confisca da 261mila euro a ditta di Ceppaloni: evasione e libri contabili distrutti

Ceppaloni – I finanzieri della Tenenza di Montesarchio, su delega della Procura di Benevento, hanno eseguito una confisca diretta e per equivalente disposta dal Tribunale ordinario del capoluogo sannita.

Il provvedimento, ormai definitivo e passato in giudicato, colpisce il rappresentante legale di una società con sede a Ceppaloni, attiva nell’installazione di impianti elettrici e tecnici.

Confisca su somme e beni per 261.160 euro evasi

L’operazione origina da indagini coordinate dalla Procura beneventana e condotte dalla GdF locale. Ricostruiti ricavi per 1.243.619 euro, con imposta evasa per 261.160 euro: somma già confiscata in parte (88.000 euro finora), estesa per equivalente a beni mobili e immobili intestati al condannato, acquisiti all’Erario.

Evasione massiccia su cessioni “in nero”: Il legale ha omesso la dichiarazione dei redditi, nascondendo 1.130.000 euro di prodotti ceduti senza fattura, svaniti dai bilanci.

Ostruzione e distruzione documenti: Durante la verifica fiscale, non ha esibito le scritture contabili, impedendo la ricostruzione del volume d’affari. Successive indagini e processo hanno provato che le distrusse per eludere i controlli e ostacolare i finanzieri.

Contesto locale: L’azienda operava nel Sannio, settore strategico per l’edilizia: ennesimo colpo alla criminalità fiscale che erode l’economia campana.

L’inchiesta evidenzia un sistema collaudato per frode alle imposte dirette e IVA, con condotte che hanno ostacolato il fisco per anni. Le fiamme gialle proseguono i controlli sul territorio per smascherare altre irregolarità.

Napoli, via libera a 200 nuovi vigili: Manfredi annuncia il potenziamento del Corpo

Napoli – Una boccata d’ossigeno per la sicurezza stradale e il controllo del territorio all’ombra del Vesuvio. Il Comune di Napoli si prepara a rimpolpare i ranghi della Polizia Municipale con l’assunzione di 200 nuovi agenti.

L’annuncio ufficiale è arrivato direttamente dal sindaco Gaetano Manfredi, intervenuto a margine delle celebrazioni per San Sebastiano Martire, patrono dei caschi bianchi, in occasione del 165esimo anniversario dalla fondazione del Corpo partenopeo.

Assunzioni al via dopo il bilancio

Il cronoprogramma è chiaro: la macchina delle assunzioni si metterà in moto non appena l’aula darà il via libera al documento contabile. «Procederemo con i nuovi ingressi subito dopo l’approvazione del bilancio», ha dichiarato Manfredi, sottolineando come il potenziamento dell’organico non sia più procrastinabile per una metropoli in continua trasformazione.

Un presidio di legalità e trasparenza

Per il primo cittadino, che ricopre anche la carica di presidente nazionale dell’Anci, la Polizia Locale non rappresenta solo un braccio operativo per la viabilità, ma un vero e proprio pilastro amministrativo.

«Il Corpo è uno strumento fondamentale per la gestione delle città, per garantire la trasparenza e governare i processi di cambiamento delle nostre comunità», ha spiegato il Sindaco.

Oltre al ruolo burocratico, Manfredi ha rimarcato il prezioso contributo sul fronte della sicurezza urbana, dove i vigili operano quotidianamente in sinergia con le forze dell’ordine per presidiare le strade in un contesto «importante e molto impegnativo».

Il nodo della riforma

L’annuncio delle nuove leve si inserisce però in un quadro di criticità strutturali che colpiscono la categoria a livello nazionale. Manfredi non ha infatti nascosto la necessità di un intervento legislativo di più ampio respiro: la Polizia Municipale è un corpo in evoluzione che richiede una riforma normativa attesa da anni, accompagnata da un sostegno economico più robusto e da mezzi adeguati alle nuove sfide della modernità.

Con questi 200 nuovi innesti, Palazzo San Giacomo punta a dare un segnale concreto di vicinanza ai cittadini, cercando di colmare i vuoti d’organico che per anni hanno pesato sull’efficienza dei servizi territoriali.

Obitorio del Cardarelli nel degrado: corpi abbandonati tra ruggine e sporcizia

L’orrore si nasconde nei corridoi dell’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove i defunti vengono trattati come rifiuti in condizioni definite “indecenti” e “devastanti”.

A denunciare la situazione è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, dopo la segnalazione formale di un’avvocata che ha documentato con foto e video ciò che ha vissuto personalmente all’inizio di gennaio 2026.

Le immagini mostrano locali fatiscenti e fuori controllo: corpi abbandonati lungo i corridoi su barelle intaccate dalla ruggine e sporche di sangue, ammassati senza alcun ordine né custodia. L’identificazione dei defunti affidata unicamente a nomi scritti con pennarello sulle lenzuola, spesso lerce e avvolte in modo grossolano.

La macabra ricerca dei familiari

Il racconto si fa ancora più atroce nei dettagli: i familiari sono stati costretti a sollevare una ad una le lenzuola di altri corpi per riuscire a identificare il proprio caro, in una macabra ricerca che trasforma persone che hanno amato e vissuto in “scarti” esposti allo sguardo di chiunque.

Un trattamento che viola ogni norma igienico-sanitaria e calpesta la dignità umana nell’ultimo momento che dovrebbe essere di rispetto e pietà.

La denuncia di Borrelli

“Siamo di fronte a uno scempio che ferisce la dignità umana,” attacca Borrelli. “Non è accettabile che nel 2026, nel principale ospedale del Mezzogiorno, si assista a scene simili. Come possiamo pretendere che vengano rispettati i diritti dei vivi, dei pazienti e dei fragili, se il trattamento riservato a chi non c’è più è quello che si riserverebbe a dei rifiuti?”

Il deputato ha immediatamente chiesto conto alla Direzione Sanitaria del degrado e sollecitato un intervento immediato per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie, la sicurezza dei locali e accertare le responsabilità di chi doveva vigilare. “La pietà per i defunti è il primo segno di civiltà: se manca quella, è finita,” conclude.

La risposta dell’ospedale

A seguito dell’esposto formale, la direzione dell’ospedale Cardarelli ha fatto sapere che è in corso il reperimento dei fondi per interventi di ammodernamento e riqualificazione dell’area obitorio, oramai non più rinviabili. Una promessa che arriva dopo l’ennesima denuncia su una struttura che testimonia un fallimento etico e gestionale che non può restare impunito.

 

Truffa agli anziani, fermati sull’A1 con oro e contanti: due arresti della Polizia Stradale

La Polizia Stradale di Caserta Nord ha arrestato due pregiudicati provenienti dalla provincia di Napoli, ritenuti responsabili di una truffa aggravata ai danni di una coppia di anziani di 83 e 79 anni residenti a Grosseto.

L’operazione è scattata nel corso di un ordinario servizio di vigilanza stradale lungo le arterie autostradali di competenza. Una pattuglia della PolStrada, in transito sulla carreggiata sud dell’autostrada A1, ha intercettato una Ford Puma con due uomini a bordo il cui comportamento ha immediatamente destato sospetti. Il veicolo è stato quindi fermato all’interno dell’area di servizio Teano Ovest.

Durante il controllo, gli agenti hanno proceduto a una perquisizione personale, successivamente estesa al veicolo. All’interno dell’auto è stato rinvenuto un barattolo contenente numerosi monili in oro — tra cui orologi, collane, anelli e monete — oltre alla somma di 790 euro in contanti. I due fermati non sono stati in grado di fornire alcuna giustificazione plausibile circa il possesso dei beni.

Nel frattempo, è pervenuta una segnalazione della Polizia Municipale di Grosseto relativa proprio a quel veicolo, indicato come presumibilmente utilizzato per commettere una truffa in danno di una coppia di anziani residenti nella città toscana.

I due soggetti sono stati accompagnati presso gli uffici della Sottosezione Polizia Stradale di Caserta Nord dove, a seguito di una complessa attività investigativa condotta in collaborazione con la Polizia Municipale di Grosseto, è stato possibile accertare — seppur nella fase iniziale delle indagini preliminari — che i gioielli e il denaro rinvenuti costituivano il provento del reato commesso poco prima a Grosseto.

La truffa era stata messa in atto con il collaudato stratagemma della telefonata di un presunto familiare in difficoltà economiche, che aveva indotto le vittime a raccogliere denaro e oggetti preziosi da consegnare a un finto incaricato delle poste. Pochi minuti dopo la chiamata, un uomo si era presentato presso l’abitazione degli anziani, ottenendo la consegna della somma di 790 euro e di tutti i monili in oro in loro possesso.

Il bottino, del valore complessivo di oltre 15.000 euro, è stato sottoposto a sequestro in attesa della restituzione ai legittimi proprietari.
Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto per uno degli indagati la misura degli arresti domiciliari, mentre per l’altro è stato applicato l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Chiude «Da Maria», il cuore napoletano di Londra

Un pezzo di Napoli a Londra chiude per sempre. Il ristorante “Da Maria”, icona dei tifosi del Napoli e luogo di ritrovo per la comunità partenopea, abbassa la saracinesca dopo decenni di festeggiamenti, maglie azzurre e sapori della tradizione.

Il cuore napoletano di Londra chiude i battenti

Un pezzo di Napoli, anzi il cuore napoletano di Londra, si spegne. “Da Maria”, ristorante pizzeria di Notting Hill diventato negli anni il simbolo del tifo azzurro londinese, chiuderà definitivamente il 28 gennaio.

Lo ha annunciato stamattina lo stesso titolare sui social: “Dopo tanti anni meravigliosi, abbiamo deciso di chiudere definitivamente Da Maria alla fine di questo mese. Grazie per la vostra fedeltà, il vostro affetto e per aver fatto parte del nostro percorso. Vi porteremo sempre nel cuore”.

La storia di un’istituzione

Nato negli anni ’80, il locale di appena venti coperti è diventato negli ultimi anni una vera e propria “curva B” spostata nel cuore di Londra. Ogni volta che gioca il Napoli, il ristorante si riempie come un uovo: tifosi con la maglia azzurra, sciarpe, festeggiamenti e video che inondano i social durante le vittorie, soprattutto negli ultimi due scudetti, quando la gioia si spostava in strada al fischio finale.

Una battaglia vinta, ma la fine è arrivata

Nel 2017, “Da Maria” rischiò la chiusura per via della richiesta di ampliamento del cinema vicino, ma il Comune di Londra bocciò il progetto, difendendo un angolo di pura italianità. All’epoca, Luciano Ruocco, figlio dei fondatori Maria e Pasquale, dichiarò: “Il Comune ha scelto di non dare il nulla osta al progetto per difendere quanto fino a ora ‘Da Maria’ ha rappresentato per la metropoli. Ma noi continueremo a lottare, come abbiamo fatto fino ad ora, con il sostegno di coloro che ci hanno aiutato”.

L’addio e il ricordo

“Da Maria” resta così un’icona, non solo per i napoletani, ma per tutti coloro che volevano assaggiare i sapori della tradizione partenopea a Londra.

Arzano, si è dimessa la sindaca Cinzia Aruta

Terremoto politico al comune di Arzano. Questa mattina la sindaca Cinzia Aruta ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica. Una decisione sofferta, maturata con senso di responsabilità e profondo rispetto per la città e le istituzioni.

In un post sui sui canali social la primo cittadina di Arzano spiega: “Questa mattina ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di sindaca. È stata una decisione difficile, maturata con senso di responsabilità e con profondo rispetto per la città e per le istituzioni.

Nel 2021 ho trovato una situazione amministrativa complessa, segnata da criticità strutturali che richiedevano interventi profondi e non rinviabili. In questo contesto l’Amministrazione ha lavorato cercando di governare una fase delicata con rigore, legalità e scelte non facili ma necessarie, sempre orientate alla tutela dell’interesse pubblico.

Queste dimissioni non rappresentano una resa personale né un arretramento rispetto ai valori che hanno guidato questa esperienza amministrativa. In questi anni ho scelto di governare senza scorciatoie, assumendo decisioni rigorose, talvolta impopolari.

Quando il confronto politico e istituzionale smette di misurarsi sul merito delle scelte e si trasforma in un logoramento continuo, segnato da disimpegno e assenza di responsabilità, viene meno la possibilità di amministrare con chiarezza ed efficacia. Ho ritenuto quindi doveroso compiere un atto di libertà, per rispetto verso la città, verso le istituzioni e verso me stessa.

Il lavoro svolto, gli atti adottati, i processi avviati e le opere in corso restano elementi verificabili e rappresentano un patrimonio pubblico che va oltre le singole persone. Su questo terreno rivendico con serenità ogni scelta compiuta nel segno della legalità, della trasparenza e della cura della comunità”.

P.B.

Fine pena nel 2052 ma il ras lascia il carcere: domiciliari in comunità per il narcos «Pekib»

Sulmona– Sulla carta, la porta della sua cella sarebbe dovuta rimanere chiusa ermeticamente ancora per decenni. Con un fine pena fissato addirittura al 2052, frutto di una sfilza di condanne definitive, per Vincenzo Criscuolo, 44 anni, il destino sembrava segnato.

E invece, la giustizia riserva l’ennesimo colpo di scena. Il narcos del rione Sanità, noto negli ambienti criminali con l’alias di “Pekib” (o ‘o Pekipp), ha lasciato il carcere di massima sicurezza di Sulmona.

La strategia difensiva e la scarcerazione

Nonostante il pesante curriculum criminale e la recente cattura avvenuta nel novembre 2024 — quando era stato riacciuffato dopo un periodo di evasione dai domiciliari — il Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila ha aperto uno spiraglio. I giudici hanno accolto in toto l’istanza avanzata dal difensore di Criscuolo, l’avvocato Domenico Dello Iacono, concedendo al 44enne il beneficio degli arresti domiciliari presso una comunità di recupero.

La linea difensiva ha fatto leva su una condizione clinica documentata: Criscuolo sarebbe da tempo alle prese con problemi di tossicodipendenza. Una carta che ha permesso al legale di scardinare le sbarre del penitenziario abruzzese con larghissimo anticipo rispetto alla scadenza della pena. Ad attenderlo ora c’è una struttura terapeutica a Taranto, lontano dalle piazze di spaccio partenopee, ma comunque fuori dal circuito carcerario.

Il profilo: da gregario a boss autonomo

Quella di “Pekib” è una figura che negli ultimi anni ha scalato le gerarchie della mala napoletana. Partito come uomo vicino al clan Mauro dei Miracoli, Criscuolo era riuscito a ritagliarsi uno spazio di autonomia criminale, diventando un broker internazionale di primo livello.

Il suo nome era balzato agli onori della cronaca per una frase intercettata che, meglio di mille dossier, descriveva la sua megalomania criminale: «Voglio pittare Napoli di bianco». L’intenzione era chiara: inondare il capoluogo campano di un fiume di cocaina. Un obiettivo quasi raggiunto nel 2021, prima che la scure della giustizia si abbattesse sulla sua organizzazione con una condanna in appello a 13 anni e 4 mesi.

Il “sistema” dei reggiseni e la chimica criminale

Le indagini che hanno inchiodato Criscuolo hanno svelato un modus operandi sofisticato, degno di una sceneggiatura cinematografica. Il ras di Salita Capodimonte aveva stretto legami diretti con i cartelli sudamericani, riuscendo a strappare in Perù un prezzo concorrenziale di appena 2mila euro al chilo per la “polvere bianca”.

Ma era il metodo di trasporto a lasciare di stucco gli investigatori: la droga non viaggiava solo nei container (come nel caso dei 25 chili nascosti nel caffè brasiliano intercettati al porto), ma arrivava impregnata nei tessuti. In particolare, l’organizzazione utilizzava reggiseni e indumenti intimi intrisi di cocaina liquida.

Una volta giunti in Campania, i capi venivano portati in un laboratorio clandestino a Marano dove, attraverso complessi processi chimici, lo stupefacente veniva “lavato”, estratto e cristallizzato, pronto per essere tagliato e venduto.

La holding della droga

Criscuolo non era un cane sciolto, ma il vertice di una holding con una ventina di associati. Dal suo quartier generale gestiva la vendita al dettaglio nella piazza di Salita Capodimonte, ma fungeva soprattutto da grossista per le piazze più calde della città: dal Rione Traiano a Secondigliano, fino ai Quartieri Spagnoli.

Ora, con il trasferimento in comunità, si chiude (momentaneamente) la parentesi detentiva di massima sicurezza. Resta da vedere se la permanenza a Taranto segnerà davvero un percorso di recupero o solo l’ennesima pausa strategica nella carriera del narcos che voleva imbiancare Napoli.

Restyling del Maradona, Ferrante: «Progetto completato, aspettiamo i fondi dalla Regione»

Secondo quanto riferito da Emanuela Ferrante, assessora allo Sport e alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, ai microfoni di Napolità, il restyling dello stadio Diego Armando Maradona non è ancora entrato nella fase operativa, ma sul piano amministrativo e tecnico il progetto risulterebbe già completo.

Ferrante ha spiegato che Palazzo San Giacomo sarebbe ora in attesa del finanziamento da parte della Regione per poter avviare i lavori.

Nell’intervista, l’assessora ha indicato tra i punti centrali dell’intervento l’aumento della capienza, che passerebbe anche dall’apertura del Terzo Anello, e una serie di opere finalizzate all’abbattimento di barriere architettoniche, con l’obiettivo di rendere l’impianto più accessibile alle persone con disabilità.

Ferrante ha collegato il piano anche a una prospettiva internazionale, chiarendo che l’intenzione del Comune sarebbe quella di rendere lo stadio candidabile — e auspicabilmente utilizzabile — in vista di Euro 2032.

Sul fronte dell’inclusività, Ferrante ha ricordato che negli ultimi mesi allo stadio sono state introdotte misure come cuffie anti-rumore e strumenti di audiodescrizione, aggiungendo che, nell’ultimo anno, il Comune avrebbe trovato nella SSC Napoli un interlocutore disponibile e consapevole dell’importanza di questi interventi.

Sempre secondo quanto riportato da Napolità, Ferrante ha sostenuto che i progetti realizzati finora sarebbero stati “il massimo compatibile” con i limiti strutturali dell’impianto, ma che ulteriori iniziative sarebbero già in lavorazione grazie alla collaborazione del club.

Interpellata anche sul tema della violenza di genere e delle discriminazioni contro le donne nello sport, l’assessora ha osservato che calcio e sport continuerebbero a essere attraversati da dinamiche che ostacolano la parità. In particolare, avrebbe giudicato non tollerabili gli interventi discriminatori da parte di dirigenti e tesserati — anche ai massimi livelli — sostenendo la necessità di sanzioni.

Ferrante, inoltre, avrebbe criticato la mancanza di risposte adeguate da parte della FIGC, indicando come passaggio necessario l’inserimento di più donne in ruoli di rilievo nelle federazioni.

Nell’intervista viene citato anche il caso del Napoli Calcio Femminile, utilizzato dall’assessora come spunto per evidenziare che i commenti sessisti possono emergere già tra i più giovani. Da qui, la richiesta di investire sull’educazione al rispetto e all’affettività, partendo dai bambini e dagli adolescenti per costruire un cambiamento culturale duraturo.

Guardando agli obiettivi del mandato, Ferrante ha dichiarato di voler lasciare una Napoli più responsabile e inclusiva, sia sul piano sportivo sia su quello sociale. Sempre secondo quanto riferito a Napolità, l’assessora ha parlato di circa 30 milioni di euro già impiegati per la riqualificazione degli impianti sportivi cittadini, con l’intento di renderli accessibili a tutti.

Tra le priorità, avrebbe indicato il sostegno alle donne e alle persone in condizioni di disagio, citando esplicitamente anche la comunità LGBTQI+, oltre all’apertura di centri antiviolenza e case di accoglienza, per rafforzare una rete di protezione e autonomia. Ferrante ha infine rivendicato la tradizionale vocazione accogliente della città, sostenendo che l’obiettivo dell’amministrazione sarebbe quello di renderla ancora più vicina a chi rischia esclusione e discriminazione.

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