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Allarme sangue al Cardarelli di Napoli: scorte al limite, appello urgente ai giovani

Napoli – Grave carenza di sangue all’ospedale Cardarelli, uno dei principali presidi sanitari del Sud Italia. A lanciare l’allarme è la dottoressa Daniela Graziano, responsabile pro tempore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, intervenuta nella trasmissione “Campania 24” su Canale 9.

L’ospedale deve far fronte a un fabbisogno costante e elevato: malati cronici in chemioterapia, pazienti talassemici, interventi chirurgici programmati, emergenze e traumi da incidenti stradali. Le donazioni attuali, però, risultano assolutamente insufficienti a coprire le necessità.

«Siamo in una situazione critica – ha spiegato la Graziano rispondendo alle domande del giornalista Vincenzo Mele –. I gruppi sanguigni più carenti sono gli Rh negativo e gli 0 positivo, meno frequenti nella popolazione. Un aumento generale delle donazioni aiuterebbe naturalmente a riequilibrare anche queste scorte»

.Per facilitare l’accesso alla donazione, il Cardarelli ha attivato un numero WhatsApp dedicato (331.6702222) e una specifica sezione sul sito aziendale. «Donare è importantissimo – sottolinea la dottoressa –.

I napoletani sono un popolo generoso, ma spesso manca la conoscenza. Ogni sacca può salvare fino a tre persone. Inoltre offriamo parcheggio gratuito, vicinanza alla metropolitana, controlli medici gratuiti e analisi complete al donatore».Chi può donare Donne in età fertile: massimo 2 donazioni all’anno

Donne in menopausa e uomini: fino a 4 donazioni all’anno (sangue intero)
È possibile donare anche plasma e piastrine, emocomponenti preziosi per salvare vite umane.

L’appello finale è rivolto soprattutto ai giovani: «Pensateci – conclude Daniela Graziano –. Ci sono ragazzi come voi vittime di incidenti o in condizioni gravi che hanno bisogno di trasfusioni. Donare sangue non è solo un gesto di solidarietà: educa a stili di vita sani e responsabili. Vi prego: venite a donare». L’emergenza è reale e non può attendere: una donazione oggi può fare la differenza tra vita e morte per molti pazienti.

Sciame sismico nel Golfo di Policastro: cinque scosse in poche ore, la più forte di magnitudo 2.8

Salerno– Una sequenza di cinque scosse di terremoto ha interessato questa mattina il mare del Golfo di Policastro, al confine tra le province di Salerno e Potenza. La più intensa, di magnitudo 2.8, è stata registrata poco prima delle 9:30.

Secondo i dati rilevati e pubblicati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), lo sciame sismico si è sviluppato nel giro di tre ore. La prima scossa, avvertita debolmente da alcuni residenti della costa, è stata registrata alle 6:33 con magnitudo 2.7 e una profondità di 10 chilometri.

A questa hanno fatto seguito altri quattro movimenti tellurici:

Alle 7:43, magnitudo 1.9 (profondità 10 km)
Alle 9:17, magnitudo 1.8 (profondità 10 km)
Alle 9:32, magnitudo 2.8 (profondità 11 km) – la più energetica
Alle 9:50, magnitudo 2.2 (profondità 14 km)
Nessun danno, ma apprensione tra i cittadini
Le scosse, seppur percepite in alcune località costiere, non hanno provocato danni a persone, edifici o infrastrutture. Sono pervenute diverse segnalazioni alla protezione civile locale, soprattutto in seguito alla scossa delle 9:32, ma si è trattato perlopiù di richieste di rassicurazione.

Il commento degli esperti

“Si tratta di una normale attività sismica per questa zona del Mar Tirreno, nota per una sismicità diffusa e spesso di natura sciamica”, ha dichiarato un sismologo dell’INGV contattato dalla nostra redazione. “Le profondità molto superficiali, tra i 10 e i 14 chilometri, possono favorire la percezione anche di eventi di magnitudo bassa come questi, ma i valori energetici in gioco sono estremamente contenuti e non indicano alcuna anomalia preoccupante”.

La zona del Golfo di Policastro è storicamente soggetta a sciami simili, che solitamente si esauriscono in poche ore o giorni senza evolversi in eventi di maggiore intensità. Gli enti di monitoraggio continuano a osservare la situazione.

Agenzia delle Dogane nel 2025 sequestri di prodotti pericolosi e maxi-recuperi fiscali

È un bilancio denso di sequestri e recuperi fiscali quello tracciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Territoriale Campania sulle attività svolte nel 2025, anche in collaborazione con le altre forze di polizia.

I dati principali parlano di 296mila articoli contenenti sostanze chimiche ritenute dannose per la salute finiti sotto sequestro, 115 tonnellate di prodotti alimentari e utensili da cucina respinti all’estero perché non conformi alle norme sanitarie italiane, e 18 tonnellate di rifiuti sequestrati. Sul fronte dei prodotti potenzialmente pericolosi per i minori, bloccate anche 51mila candele “a forma di cibo”, considerate a rischio soffocamento.

Ambiente e sostanze controllate: gas refrigeranti e laboratorio chimico

Tra gli interventi con impatto ambientale, ADM segnala il sequestro di 20mila kg di gas refrigerante HFC introdotto nel territorio doganale senza la necessaria quota prevista dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Determinante anche il lavoro del Laboratorio chimico: nel 2025 sono stati prelevati e analizzati 5.246 campioni su più categorie (stupefacenti, alcolici, alimentari, giocattoli e tessili), a supporto sia dei controlli ordinari sia delle attività antifrode.

Droga e tabacchi: quasi 9 quintali di stupefacenti intercettati

Rilevanti i numeri sul contrasto ai traffici illeciti: sequestrati complessivamente 877 kg di sostanze stupefacenti (marijuana e cocaina) e 150 kg di tabacchi lavorati esteri (TLE).

Il capitolo tributario: accise e IVA nel mirino

In ambito tributario, ADM indica maggiori diritti accertati per oltre 90 milioni di euro. Sul contrasto alla sottofatturazione, invece, risultano riscossi 173mila euro.

Tra i recuperi più significativi: rimborsi accisa sul gasolio destinato all’autotrasporto e crediti d’imposta indebitamente compensati per circa 1,5 milioni di euro, oltre alle sanzioni. Sul fronte alcoli, un’azione antifrode ha portato al recupero di circa 1,5 milioni di euro di accise e 1.037.240 euro di IVA, con notizia di reato a carico di un liquorificio in regime di deposito fiscale.

Le strutture coinvolte e il plauso della Direzione Antifrode

Le attività sono state svolte dall’Ufficio Antifrode regionale e dagli uffici UADM Napoli e UADM Campania 1, 2, 3, 4, oltre al personale del Laboratorio di Napoli.

Sui risultati ottenuti è arrivato l’apprezzamento del consigliere Sergio Gallo, Direttore Antifrode ADM, che ha ringraziato la direttrice territoriale Maria Alessandra Santillo e il personale in servizio, sottolineando lavoro costante, collaborazione e dedizione.

Porto di Napoli: prodotti a rischio, droga e rifiuti in export
Sicurezza dei prodotti: ftalati oltre soglia e “candele-alimento”

Nel porto di Napoli i controlli hanno portato a sequestri nel settore sicurezza prodotti: 278.620 calzature e 18mila giocattoli con concentrazioni di ftalati oltre i limiti. Bloccate anche 51.840 candele che riproducevano per forma, odore e colore diversi alimenti.

Per alimentari e utensili da cucina, nel corso dell’anno sono state respinte all’estero spedizioni per 115 tonnellate perché non conformi alle norme sanitarie.

Tutela ambientale: sequestrati 20mila kg di HFC

Nel capitolo ambientale, gli uffici indicano il sequestro di 20mila kg di gas refrigerante HFC, la cui introduzione sarebbe avvenuta senza la quota annuale richiesta, con controlli mirati a contrastare sostanze lesive dello strato di ozono.

Contraffazione: giocattoli, scarpe e noodles “taroccati”

Sul fronte falso, sequestrati 13.285 giocattoli con marchi di case automobilistiche riprodotti senza autorizzazione e 7.994 paia di calzature con il marchio di una nota casa di moda. Fermate anche 800 confezioni di noodles con marchio riconducibile a una famosa azienda italiana del settore alimentare.

Export e rifiuti: oltre 18 tonnellate sequestrate

Le operazioni di contrasto al traffico illecito di rifiuti hanno portato al sequestro di oltre 18 tonnellate di materiale tessile destinato all’esportazione.

Sottofatturazione e frodi IVA: accertamenti e maxi-importi

In ambito tributario, nel porto di Napoli sono stati accertati diritti per oltre 173mila euro grazie ad azioni anti-sottofatturazione. Per i controlli su scambi intracomunitari in frode IVA, ADM riporta infrazioni per oltre 90 milioni di euro.

Stupefacenti: due spedizioni intercettate in banchina

Nel 2025, nel porto sono state intercettate due spedizioni: marijuana per 761,17 kg e cocaina per 25,21 kg. Disposti i sequestri e inoltrata notizia di reato all’autorità giudiziaria.

Aeroporto di Capodichino: droga, TLE e 5 milioni in valuta
Nel distaccamento aeroportuale di Capodichino, le attività congiunte Dogane–Guardia di Finanza hanno portato al sequestro di circa 90 kg di sostanze stupefacenti e di circa 150 kg di TLE.

In materia di contraffazione sequestrati 4.670 articoli tra abbigliamento, accessori e calzature. Segnalato anche un fermo amministrativo di un “corno di elefante”, specie protetta dalla Convenzione di Washington.

Capitolo valuta: sequestrati oltre 5 milioni di euro che si tentava di introdurre o esportare illecitamente, con sanzioni per circa 220mila euro.

Campania 1 (Napoli provincia): attenzione sul tabacco greggio a Nola
Nel territorio della provincia di Napoli, tra le attività evidenziate c’è il monitoraggio mirato sull’importazione di tabacco greggio presso la sezione distaccata di Nola, avviato dopo irregolarità nelle dichiarazioni doganali e il rischio di classificazioni errate. ADM ricorda che il tabacco da fumo è soggetto a un regime fiscale più pesante (dazio 74,9%, IVA 22% e accisa) ed è un genere di monopolio.

Capri: nove sequestri di stupefacenti

Nel porto di Capri, Dogane e Guardia di Finanza hanno eseguito 9 sequestri di sostanze stupefacenti rinvenute addosso a passeggeri in transito.

Campania 2 (Salerno): rifiuti, false attestazioni e olio “non extravergine”
A Salerno i controlli si sono concentrati soprattutto sull’export, con attenzione al traffico transfrontaliero di rifiuti e alla movimentazione di autocarri e rimorchi usati verso Paesi extra UE. In un caso, un autocarro dichiarato in esportazione è stato sequestrato dopo la produzione di una falsa attestazione di radiazione; l’esportatore è stato denunciato.

Sul “groupage” diretto in Africa (con spedizioni riconducibili a più soggetti), viene segnalato il sequestro di un container destinato al Marocco: secondo gli accertamenti anche con ARPA Campania, conteneva merci qualificabili come rifiuti e, di fatto, un carico di copertura di rifiuti pericolosi (indumenti usati non selezionati e igienizzati, ricambi usati non bonificati) in violazione delle norme.

Sottofatturazione e indicazioni d’origine ingannevoli

Sempre a Salerno, un controllo su un importatore di mobili dalla Cina ha portato ad accertamenti per valore dichiarato ritenuto sottofatturato e contestazioni per dichiarazione infedele.

Accertata inoltre, tramite analisi di laboratorio, una partita di olio proveniente dalla Tunisia dichiarata extravergine ma risultata “vergine”: l’importatore è stato denunciato per le ipotesi di reato indicate nel comunicato (tra cui frode in commercio e falsità ideologica). Bloccati anche prodotti per la pulizia delle piscine provenienti dalla Cina con indicazioni d’origine ritenute false o fallaci.

Campania 3 (Caserta): interdittive antimafia e recuperi su accise e crediti
A Caserta, dopo interdittive antimafia, sono state effettuate verifiche inventariali in sette distributori stradali di carburante: tutte irregolari, con sanzioni e in un caso notizia di reato.

Sempre in questo contesto ADM segnala recuperi per circa 1,5 milioni di euro tra rimborsi accisa sul gasolio per autotrasporto e crediti d’imposta indebitamente compensati, oltre alle sanzioni. Proseguite anche le attività antifrode su alcoli e IVA intracomunitaria: recuperati circa 1,5 milioni di euro di accise e 1.037.240 euro di IVA, mentre sui controlli IVA intra e plafond viene indicato un recupero di IVA dovuta per circa 5.147.998 euro.

Campania 4 (Benevento-Avellino): auto, accise evase e sala giochi abusiva
Tra Benevento e Avellino, i controlli hanno riguardato accise e IVA intracomunitaria. Su alcune società attive nell’acquisto di autoveicoli in UE, in collaborazione con la Polizia Stradale di Benevento, ADM riferisce tre verifiche per contrastare le “false nazionalizzazioni”: l’accertamento parla di IVA evasa pari a 1.431.945,90 euro, con denunce per i profili penali.

Nel settore accise, una verifica su un deposito commerciale di prodotti energetici ha portato all’accertamento di accisa evasa per 1.176.984 euro e IVA evasa per 298.773 euro, con denuncia della rappresentante legale.

Infine il settore giochi: individuata in provincia di Avellino una sala giochi completamente abusiva con 29 apparecchi; irrogate sanzioni amministrative tra 43.500 e 435.000 euro.

Laboratorio chimico regionale: più analisi e supporto alle Procure
Il Laboratorio di Napoli ha potenziato servizi e collaborazione con Procure e forze dell’ordine: delle 5.246 analisi totali, 1.650 hanno riguardato sostanze stupefacenti. Rafforzata la collaborazione con ASL, USMAF e ARPAC.

Sicurezza prodotti: controlli REACH e giocattoli

Nel 2025 sono stati analizzati 165 campioni nell’ambito sicurezza prodotti (REACH e giocattoli): 53 sono risultati difformi, con un tasso di positività del 32,1% indicato nel comunicato. Il laboratorio ha inoltre aderito alla rete nazionale dei laboratori ufficiali per l’applicazione dei regolamenti REACH e CLP.

E-commerce e laboratorio mobile: energia e alcol nel mirino

ADM segnala anche la partecipazione a un’operazione europea per il contrasto ai prodotti non sicuri venduti online (Priority Control Area). Con il laboratorio mobile, inoltre, sono state eseguite missioni a supporto di Guardia di Finanza e uffici ADM per frodi sulle accise dei prodotti energetici: analizzati 38 campioni, molti risultati difformi (tra cui basso punto di infiammabilità e presenza di coloranti non previsti).

Sul fronte alcol, analizzati 578 campioni: 51 non conformi. Eseguiti anche controlli su vino, birra e altre bevande nell’ambito dell’operazione JCPO OPSON XIV contro traffici illeciti e adulterazioni.

Se Potrei: grammatica sovversiva e comicità corrosiva al Teatro Bracco

Al Teatro Bracco di via Tarsia, sotto la direzione artistica di Caterina De Santis, va in scena “Se Potrei”, spettacolo firmato dal trio comico I Ditelo Voi – Francesco De Fraja, Domenico Manfredi e Raffaele Ferrante. Dal 22 al 25 gennaio e poi dal 30 gennaio al 1 febbraio, con repliche nei giorni indicati, lo spazio napoletano si trasforma in laboratorio linguistico e satirico, dove le regole vengono messe alla berlina e la risata diventa strumento di critica sociale.

Il titolo, volutamente grammaticalmente scorretto, è già una provocazione: “Se Potrei” non è solo un errore, è un atto di ribellione contro la rigidità del linguaggio e le convenzioni del politically correct. I Ditelo Voi, noti per la loro cifra stilistica tra stand-up comedy e teatro grottesco, smontano il condizionale come simbolo di un sistema fatto di norme, limiti e ipocrisie.

Lo fanno attraverso sketch, improvvisazioni e giochi teatrali, costruendo una satira tagliente e consapevole che affronta temi attuali senza rinunciare alla leggerezza, ma nemmeno alla profondità.

Sul palco, tre personalità distinte si fondono in un unico flusso comico: personaggi scomodi, gag imprevedibili, un dialogo costante con il pubblico e una comicità corrosiva che non concede sconti. La grammatica sovversiva diventa poetica, la sincerità – anche quando è sferzante – si trasforma in gesto teatrale

. “Se Potrei” è un invito a immaginare il cambiamento senza timori reverenziali: rompere le regole, mettere in discussione i dogmi e, magari, farlo ridendo. Perché se davvero si potesse cambiare qualcosa, forse bisognerebbe iniziare proprio da lì.

Confisca da 261mila euro a ditta di Ceppaloni: evasione e libri contabili distrutti

Ceppaloni – I finanzieri della Tenenza di Montesarchio, su delega della Procura di Benevento, hanno eseguito una confisca diretta e per equivalente disposta dal Tribunale ordinario del capoluogo sannita.

Il provvedimento, ormai definitivo e passato in giudicato, colpisce il rappresentante legale di una società con sede a Ceppaloni, attiva nell’installazione di impianti elettrici e tecnici.

Confisca su somme e beni per 261.160 euro evasi

L’operazione origina da indagini coordinate dalla Procura beneventana e condotte dalla GdF locale. Ricostruiti ricavi per 1.243.619 euro, con imposta evasa per 261.160 euro: somma già confiscata in parte (88.000 euro finora), estesa per equivalente a beni mobili e immobili intestati al condannato, acquisiti all’Erario.

Evasione massiccia su cessioni “in nero”: Il legale ha omesso la dichiarazione dei redditi, nascondendo 1.130.000 euro di prodotti ceduti senza fattura, svaniti dai bilanci.

Ostruzione e distruzione documenti: Durante la verifica fiscale, non ha esibito le scritture contabili, impedendo la ricostruzione del volume d’affari. Successive indagini e processo hanno provato che le distrusse per eludere i controlli e ostacolare i finanzieri.

Contesto locale: L’azienda operava nel Sannio, settore strategico per l’edilizia: ennesimo colpo alla criminalità fiscale che erode l’economia campana.

L’inchiesta evidenzia un sistema collaudato per frode alle imposte dirette e IVA, con condotte che hanno ostacolato il fisco per anni. Le fiamme gialle proseguono i controlli sul territorio per smascherare altre irregolarità.

Napoli, via libera a 200 nuovi vigili: Manfredi annuncia il potenziamento del Corpo

Napoli – Una boccata d’ossigeno per la sicurezza stradale e il controllo del territorio all’ombra del Vesuvio. Il Comune di Napoli si prepara a rimpolpare i ranghi della Polizia Municipale con l’assunzione di 200 nuovi agenti.

L’annuncio ufficiale è arrivato direttamente dal sindaco Gaetano Manfredi, intervenuto a margine delle celebrazioni per San Sebastiano Martire, patrono dei caschi bianchi, in occasione del 165esimo anniversario dalla fondazione del Corpo partenopeo.

Assunzioni al via dopo il bilancio

Il cronoprogramma è chiaro: la macchina delle assunzioni si metterà in moto non appena l’aula darà il via libera al documento contabile. «Procederemo con i nuovi ingressi subito dopo l’approvazione del bilancio», ha dichiarato Manfredi, sottolineando come il potenziamento dell’organico non sia più procrastinabile per una metropoli in continua trasformazione.

Un presidio di legalità e trasparenza

Per il primo cittadino, che ricopre anche la carica di presidente nazionale dell’Anci, la Polizia Locale non rappresenta solo un braccio operativo per la viabilità, ma un vero e proprio pilastro amministrativo.

«Il Corpo è uno strumento fondamentale per la gestione delle città, per garantire la trasparenza e governare i processi di cambiamento delle nostre comunità», ha spiegato il Sindaco.

Oltre al ruolo burocratico, Manfredi ha rimarcato il prezioso contributo sul fronte della sicurezza urbana, dove i vigili operano quotidianamente in sinergia con le forze dell’ordine per presidiare le strade in un contesto «importante e molto impegnativo».

Il nodo della riforma

L’annuncio delle nuove leve si inserisce però in un quadro di criticità strutturali che colpiscono la categoria a livello nazionale. Manfredi non ha infatti nascosto la necessità di un intervento legislativo di più ampio respiro: la Polizia Municipale è un corpo in evoluzione che richiede una riforma normativa attesa da anni, accompagnata da un sostegno economico più robusto e da mezzi adeguati alle nuove sfide della modernità.

Con questi 200 nuovi innesti, Palazzo San Giacomo punta a dare un segnale concreto di vicinanza ai cittadini, cercando di colmare i vuoti d’organico che per anni hanno pesato sull’efficienza dei servizi territoriali.

Obitorio del Cardarelli nel degrado: corpi abbandonati tra ruggine e sporcizia

L’orrore si nasconde nei corridoi dell’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove i defunti vengono trattati come rifiuti in condizioni definite “indecenti” e “devastanti”.

A denunciare la situazione è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, dopo la segnalazione formale di un’avvocata che ha documentato con foto e video ciò che ha vissuto personalmente all’inizio di gennaio 2026.

Le immagini mostrano locali fatiscenti e fuori controllo: corpi abbandonati lungo i corridoi su barelle intaccate dalla ruggine e sporche di sangue, ammassati senza alcun ordine né custodia. L’identificazione dei defunti affidata unicamente a nomi scritti con pennarello sulle lenzuola, spesso lerce e avvolte in modo grossolano.

La macabra ricerca dei familiari

Il racconto si fa ancora più atroce nei dettagli: i familiari sono stati costretti a sollevare una ad una le lenzuola di altri corpi per riuscire a identificare il proprio caro, in una macabra ricerca che trasforma persone che hanno amato e vissuto in “scarti” esposti allo sguardo di chiunque.

Un trattamento che viola ogni norma igienico-sanitaria e calpesta la dignità umana nell’ultimo momento che dovrebbe essere di rispetto e pietà.

La denuncia di Borrelli

“Siamo di fronte a uno scempio che ferisce la dignità umana,” attacca Borrelli. “Non è accettabile che nel 2026, nel principale ospedale del Mezzogiorno, si assista a scene simili. Come possiamo pretendere che vengano rispettati i diritti dei vivi, dei pazienti e dei fragili, se il trattamento riservato a chi non c’è più è quello che si riserverebbe a dei rifiuti?”

Il deputato ha immediatamente chiesto conto alla Direzione Sanitaria del degrado e sollecitato un intervento immediato per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie, la sicurezza dei locali e accertare le responsabilità di chi doveva vigilare. “La pietà per i defunti è il primo segno di civiltà: se manca quella, è finita,” conclude.

La risposta dell’ospedale

A seguito dell’esposto formale, la direzione dell’ospedale Cardarelli ha fatto sapere che è in corso il reperimento dei fondi per interventi di ammodernamento e riqualificazione dell’area obitorio, oramai non più rinviabili. Una promessa che arriva dopo l’ennesima denuncia su una struttura che testimonia un fallimento etico e gestionale che non può restare impunito.

 

Truffa agli anziani, fermati sull’A1 con oro e contanti: due arresti della Polizia Stradale

La Polizia Stradale di Caserta Nord ha arrestato due pregiudicati provenienti dalla provincia di Napoli, ritenuti responsabili di una truffa aggravata ai danni di una coppia di anziani di 83 e 79 anni residenti a Grosseto.

L’operazione è scattata nel corso di un ordinario servizio di vigilanza stradale lungo le arterie autostradali di competenza. Una pattuglia della PolStrada, in transito sulla carreggiata sud dell’autostrada A1, ha intercettato una Ford Puma con due uomini a bordo il cui comportamento ha immediatamente destato sospetti. Il veicolo è stato quindi fermato all’interno dell’area di servizio Teano Ovest.

Durante il controllo, gli agenti hanno proceduto a una perquisizione personale, successivamente estesa al veicolo. All’interno dell’auto è stato rinvenuto un barattolo contenente numerosi monili in oro — tra cui orologi, collane, anelli e monete — oltre alla somma di 790 euro in contanti. I due fermati non sono stati in grado di fornire alcuna giustificazione plausibile circa il possesso dei beni.

Nel frattempo, è pervenuta una segnalazione della Polizia Municipale di Grosseto relativa proprio a quel veicolo, indicato come presumibilmente utilizzato per commettere una truffa in danno di una coppia di anziani residenti nella città toscana.

I due soggetti sono stati accompagnati presso gli uffici della Sottosezione Polizia Stradale di Caserta Nord dove, a seguito di una complessa attività investigativa condotta in collaborazione con la Polizia Municipale di Grosseto, è stato possibile accertare — seppur nella fase iniziale delle indagini preliminari — che i gioielli e il denaro rinvenuti costituivano il provento del reato commesso poco prima a Grosseto.

La truffa era stata messa in atto con il collaudato stratagemma della telefonata di un presunto familiare in difficoltà economiche, che aveva indotto le vittime a raccogliere denaro e oggetti preziosi da consegnare a un finto incaricato delle poste. Pochi minuti dopo la chiamata, un uomo si era presentato presso l’abitazione degli anziani, ottenendo la consegna della somma di 790 euro e di tutti i monili in oro in loro possesso.

Il bottino, del valore complessivo di oltre 15.000 euro, è stato sottoposto a sequestro in attesa della restituzione ai legittimi proprietari.
Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto per uno degli indagati la misura degli arresti domiciliari, mentre per l’altro è stato applicato l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Chiude «Da Maria», il cuore napoletano di Londra

Un pezzo di Napoli a Londra chiude per sempre. Il ristorante “Da Maria”, icona dei tifosi del Napoli e luogo di ritrovo per la comunità partenopea, abbassa la saracinesca dopo decenni di festeggiamenti, maglie azzurre e sapori della tradizione.

Il cuore napoletano di Londra chiude i battenti

Un pezzo di Napoli, anzi il cuore napoletano di Londra, si spegne. “Da Maria”, ristorante pizzeria di Notting Hill diventato negli anni il simbolo del tifo azzurro londinese, chiuderà definitivamente il 28 gennaio.

Lo ha annunciato stamattina lo stesso titolare sui social: “Dopo tanti anni meravigliosi, abbiamo deciso di chiudere definitivamente Da Maria alla fine di questo mese. Grazie per la vostra fedeltà, il vostro affetto e per aver fatto parte del nostro percorso. Vi porteremo sempre nel cuore”.

La storia di un’istituzione

Nato negli anni ’80, il locale di appena venti coperti è diventato negli ultimi anni una vera e propria “curva B” spostata nel cuore di Londra. Ogni volta che gioca il Napoli, il ristorante si riempie come un uovo: tifosi con la maglia azzurra, sciarpe, festeggiamenti e video che inondano i social durante le vittorie, soprattutto negli ultimi due scudetti, quando la gioia si spostava in strada al fischio finale.

Una battaglia vinta, ma la fine è arrivata

Nel 2017, “Da Maria” rischiò la chiusura per via della richiesta di ampliamento del cinema vicino, ma il Comune di Londra bocciò il progetto, difendendo un angolo di pura italianità. All’epoca, Luciano Ruocco, figlio dei fondatori Maria e Pasquale, dichiarò: “Il Comune ha scelto di non dare il nulla osta al progetto per difendere quanto fino a ora ‘Da Maria’ ha rappresentato per la metropoli. Ma noi continueremo a lottare, come abbiamo fatto fino ad ora, con il sostegno di coloro che ci hanno aiutato”.

L’addio e il ricordo

“Da Maria” resta così un’icona, non solo per i napoletani, ma per tutti coloro che volevano assaggiare i sapori della tradizione partenopea a Londra.

Arzano, si è dimessa la sindaca Cinzia Aruta

Terremoto politico al comune di Arzano. Questa mattina la sindaca Cinzia Aruta ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica. Una decisione sofferta, maturata con senso di responsabilità e profondo rispetto per la città e le istituzioni.

In un post sui sui canali social la primo cittadina di Arzano spiega: “Questa mattina ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di sindaca. È stata una decisione difficile, maturata con senso di responsabilità e con profondo rispetto per la città e per le istituzioni.

Nel 2021 ho trovato una situazione amministrativa complessa, segnata da criticità strutturali che richiedevano interventi profondi e non rinviabili. In questo contesto l’Amministrazione ha lavorato cercando di governare una fase delicata con rigore, legalità e scelte non facili ma necessarie, sempre orientate alla tutela dell’interesse pubblico.

Queste dimissioni non rappresentano una resa personale né un arretramento rispetto ai valori che hanno guidato questa esperienza amministrativa. In questi anni ho scelto di governare senza scorciatoie, assumendo decisioni rigorose, talvolta impopolari.

Quando il confronto politico e istituzionale smette di misurarsi sul merito delle scelte e si trasforma in un logoramento continuo, segnato da disimpegno e assenza di responsabilità, viene meno la possibilità di amministrare con chiarezza ed efficacia. Ho ritenuto quindi doveroso compiere un atto di libertà, per rispetto verso la città, verso le istituzioni e verso me stessa.

Il lavoro svolto, gli atti adottati, i processi avviati e le opere in corso restano elementi verificabili e rappresentano un patrimonio pubblico che va oltre le singole persone. Su questo terreno rivendico con serenità ogni scelta compiuta nel segno della legalità, della trasparenza e della cura della comunità”.

P.B.

Fine pena nel 2052 ma il ras lascia il carcere: domiciliari in comunità per il narcos «Pekib»

Sulmona– Sulla carta, la porta della sua cella sarebbe dovuta rimanere chiusa ermeticamente ancora per decenni. Con un fine pena fissato addirittura al 2052, frutto di una sfilza di condanne definitive, per Vincenzo Criscuolo, 44 anni, il destino sembrava segnato.

E invece, la giustizia riserva l’ennesimo colpo di scena. Il narcos del rione Sanità, noto negli ambienti criminali con l’alias di “Pekib” (o ‘o Pekipp), ha lasciato il carcere di massima sicurezza di Sulmona.

La strategia difensiva e la scarcerazione

Nonostante il pesante curriculum criminale e la recente cattura avvenuta nel novembre 2024 — quando era stato riacciuffato dopo un periodo di evasione dai domiciliari — il Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila ha aperto uno spiraglio. I giudici hanno accolto in toto l’istanza avanzata dal difensore di Criscuolo, l’avvocato Domenico Dello Iacono, concedendo al 44enne il beneficio degli arresti domiciliari presso una comunità di recupero.

La linea difensiva ha fatto leva su una condizione clinica documentata: Criscuolo sarebbe da tempo alle prese con problemi di tossicodipendenza. Una carta che ha permesso al legale di scardinare le sbarre del penitenziario abruzzese con larghissimo anticipo rispetto alla scadenza della pena. Ad attenderlo ora c’è una struttura terapeutica a Taranto, lontano dalle piazze di spaccio partenopee, ma comunque fuori dal circuito carcerario.

Il profilo: da gregario a boss autonomo

Quella di “Pekib” è una figura che negli ultimi anni ha scalato le gerarchie della mala napoletana. Partito come uomo vicino al clan Mauro dei Miracoli, Criscuolo era riuscito a ritagliarsi uno spazio di autonomia criminale, diventando un broker internazionale di primo livello.

Il suo nome era balzato agli onori della cronaca per una frase intercettata che, meglio di mille dossier, descriveva la sua megalomania criminale: «Voglio pittare Napoli di bianco». L’intenzione era chiara: inondare il capoluogo campano di un fiume di cocaina. Un obiettivo quasi raggiunto nel 2021, prima che la scure della giustizia si abbattesse sulla sua organizzazione con una condanna in appello a 13 anni e 4 mesi.

Il “sistema” dei reggiseni e la chimica criminale

Le indagini che hanno inchiodato Criscuolo hanno svelato un modus operandi sofisticato, degno di una sceneggiatura cinematografica. Il ras di Salita Capodimonte aveva stretto legami diretti con i cartelli sudamericani, riuscendo a strappare in Perù un prezzo concorrenziale di appena 2mila euro al chilo per la “polvere bianca”.

Ma era il metodo di trasporto a lasciare di stucco gli investigatori: la droga non viaggiava solo nei container (come nel caso dei 25 chili nascosti nel caffè brasiliano intercettati al porto), ma arrivava impregnata nei tessuti. In particolare, l’organizzazione utilizzava reggiseni e indumenti intimi intrisi di cocaina liquida.

Una volta giunti in Campania, i capi venivano portati in un laboratorio clandestino a Marano dove, attraverso complessi processi chimici, lo stupefacente veniva “lavato”, estratto e cristallizzato, pronto per essere tagliato e venduto.

La holding della droga

Criscuolo non era un cane sciolto, ma il vertice di una holding con una ventina di associati. Dal suo quartier generale gestiva la vendita al dettaglio nella piazza di Salita Capodimonte, ma fungeva soprattutto da grossista per le piazze più calde della città: dal Rione Traiano a Secondigliano, fino ai Quartieri Spagnoli.

Ora, con il trasferimento in comunità, si chiude (momentaneamente) la parentesi detentiva di massima sicurezza. Resta da vedere se la permanenza a Taranto segnerà davvero un percorso di recupero o solo l’ennesima pausa strategica nella carriera del narcos che voleva imbiancare Napoli.

Restyling del Maradona, Ferrante: «Progetto completato, aspettiamo i fondi dalla Regione»

Secondo quanto riferito da Emanuela Ferrante, assessora allo Sport e alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, ai microfoni di Napolità, il restyling dello stadio Diego Armando Maradona non è ancora entrato nella fase operativa, ma sul piano amministrativo e tecnico il progetto risulterebbe già completo.

Ferrante ha spiegato che Palazzo San Giacomo sarebbe ora in attesa del finanziamento da parte della Regione per poter avviare i lavori.

Nell’intervista, l’assessora ha indicato tra i punti centrali dell’intervento l’aumento della capienza, che passerebbe anche dall’apertura del Terzo Anello, e una serie di opere finalizzate all’abbattimento di barriere architettoniche, con l’obiettivo di rendere l’impianto più accessibile alle persone con disabilità.

Ferrante ha collegato il piano anche a una prospettiva internazionale, chiarendo che l’intenzione del Comune sarebbe quella di rendere lo stadio candidabile — e auspicabilmente utilizzabile — in vista di Euro 2032.

Sul fronte dell’inclusività, Ferrante ha ricordato che negli ultimi mesi allo stadio sono state introdotte misure come cuffie anti-rumore e strumenti di audiodescrizione, aggiungendo che, nell’ultimo anno, il Comune avrebbe trovato nella SSC Napoli un interlocutore disponibile e consapevole dell’importanza di questi interventi.

Sempre secondo quanto riportato da Napolità, Ferrante ha sostenuto che i progetti realizzati finora sarebbero stati “il massimo compatibile” con i limiti strutturali dell’impianto, ma che ulteriori iniziative sarebbero già in lavorazione grazie alla collaborazione del club.

Interpellata anche sul tema della violenza di genere e delle discriminazioni contro le donne nello sport, l’assessora ha osservato che calcio e sport continuerebbero a essere attraversati da dinamiche che ostacolano la parità. In particolare, avrebbe giudicato non tollerabili gli interventi discriminatori da parte di dirigenti e tesserati — anche ai massimi livelli — sostenendo la necessità di sanzioni.

Ferrante, inoltre, avrebbe criticato la mancanza di risposte adeguate da parte della FIGC, indicando come passaggio necessario l’inserimento di più donne in ruoli di rilievo nelle federazioni.

Nell’intervista viene citato anche il caso del Napoli Calcio Femminile, utilizzato dall’assessora come spunto per evidenziare che i commenti sessisti possono emergere già tra i più giovani. Da qui, la richiesta di investire sull’educazione al rispetto e all’affettività, partendo dai bambini e dagli adolescenti per costruire un cambiamento culturale duraturo.

Guardando agli obiettivi del mandato, Ferrante ha dichiarato di voler lasciare una Napoli più responsabile e inclusiva, sia sul piano sportivo sia su quello sociale. Sempre secondo quanto riferito a Napolità, l’assessora ha parlato di circa 30 milioni di euro già impiegati per la riqualificazione degli impianti sportivi cittadini, con l’intento di renderli accessibili a tutti.

Tra le priorità, avrebbe indicato il sostegno alle donne e alle persone in condizioni di disagio, citando esplicitamente anche la comunità LGBTQI+, oltre all’apertura di centri antiviolenza e case di accoglienza, per rafforzare una rete di protezione e autonomia. Ferrante ha infine rivendicato la tradizionale vocazione accogliente della città, sostenendo che l’obiettivo dell’amministrazione sarebbe quello di renderla ancora più vicina a chi rischia esclusione e discriminazione.

Inseguimento da film a San Giovanni a Teduccio: arrestato il genero del boss ’o cinese

Notte ad alta tensione nella periferia orientale di Napoli, dove le strade si sono trasformate in un teatro di fuga e sirene. A finire in manette, al termine di un inseguimento ad alto rischio, è stato Salvatore Liberato, 29 anni,  detto Savio vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e genero del boss Carmine Reale, detto “’o cinese”.

L’episodio è avvenuto poco dopo le 22 di domenica sera. Gli agenti della sezione Volanti del commissariato San Giovanni–Barra hanno notato un’Audi Q2 ferma con il motore acceso in via Camillo De Meis, all’angolo con via Rossi Doria. Alla vista della pattuglia, il conducente ha reagito speronando l’auto di servizio e dandosi alla fuga, nonostante l’alt intimato dai poliziotti.

Ne è scaturito un inseguimento pericoloso, con manovre azzardate e gravi rischi per la circolazione stradale. La corsa si è conclusa in via Paul Cézanne, dove Liberato ha imboccato un vicolo cieco finendo all’interno di un cortile privato.

Ha tentato di investire un poliziotto

Braccato, ha tentato una retromarcia violenta, colpendo una seconda volante del commissariato Ponticelli, nel frattempo giunta in supporto. In quei frangenti avrebbe anche tentato di investire uno degli operatori scesi dall’auto di servizio.

La fuga è terminata definitivamente contro un muretto, andato distrutto nell’impatto. I poliziotti sono riusciti a bloccarlo solo dopo una colluttazione. La perquisizione personale e del veicolo — intestato a una terza persona — non ha fatto emergere il possesso di armi o droga. Liberato si è però rifiutato di sottoporsi agli accertamenti alcolemici e tossicologici, con conseguente ritiro della patente.

Alla luce dei fatti, il 29enne è stato arrestato per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato di beni della pubblica amministrazione; denunciato anche per il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest. Dopo la notte trascorsa in camera di sicurezza, ieri mattina è stato processato per direttissima: il gip ha disposto nei suoi confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nel 2016 arrestato con un fucile a pompa

Il nome di Salvatore Liberato, tuttavia, non è nuovo alle cronache giudiziarie. Nel 2016, quando aveva appena vent’anni, fu fermato nel quartiere Poggioreale, in via Strada Vicinale Galeoncello, all’interno dell’hotel Serena.

Dalla perquisizione della sua auto emerse un fucile a pompa con canne mozzate, carico, con matricola abrasa e pronto all’uso. Negli anni successivi sono arrivate ulteriori accuse, tra cui quella di tentato omicidio.

Il tentato suicidio nel 2019 dopo l’uscita dal carcere

Un passato segnato non solo da episodi criminali, ma anche da una profonda fragilità personale. Nel pomeriggio del 31 luglio 2019 Salvatore Liberato tentò il suicidio lanciandosi dal quinto piano della sua abitazione in via Salvatore Di Giacomo, a San Giorgio a Cremano. Trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli, fu ricoverato in prognosi riservata e rimase per diversi giorni in fin di vita.

All’epoca il giovane era da poco uscito dal carcere ed era stato affidato in prova ai servizi sociali. Nell’appartamento si trovava da solo, nell’abitazione in cui vive con i genitori. Non si trattò del primo gesto autolesionistico: già nei mesi precedenti aveva tentato di togliersi la vita.

Conosciuto anche con il soprannome di “Savio”, Liberato sopravvisse alla caduta solo perché l’impatto fu in parte attutito da un muretto di cinta. Riportò comunque gravissime ferite agli arti e al torace.

Dopo un delicato intervento chirurgico, Liberato uscì dal coma otto giorni più tardi. Un capitolo oscuro che si aggiunge a una lunga scia di episodi giudiziari e che restituisce il profilo di un soggetto instabile e pericoloso, tornato ancora una volta al centro delle cronache.

Oroscopo del 20 gennaio 2026, le previsioni di Paolo Tedesco

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Cari appassionati delle stelle, il 20 gennaio 2026 si presenta come una giornata di transizione significativa, dominata dalla Luna Nuova in Capricorno che segna un potente nuovo inizio in ambito pratico ed emotivo. Questo evento celeste ci invita a piantare semi di concretezza, specialmente nei nostri obiettivi professionali e nelle strutture della nostra vita.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Amore: Marte in trigono a Venete dona passione e iniziativa. Per i single, possibilità d’incontro spontaneo. Coppie: gestite le tensioni con dialogo aperto.
Lavoro: Giornata dinamica, ideale per prendere comando di progetti. Attenzione a non essere troppo impulsivi nelle decisioni.
Salute: Energia alta, ma rischio di sovraccarico. Ritagliatevi momenti di pausa.
Finanze: Investimenti azzardati da evitare. Meglio consolidare.
Consiglio astrologico: Agite con coraggio, ma ponderate le conseguenze.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Amore: Luna in Capricorno favorisce stabilità emotiva. Cercate profondità nei legami.
Lavoro: Perseveranza premiata. Possibile riconoscimento per impegno passato.
Salute: Attenzione a digestione e stress accumulato. Alimentazione regolare.
Finanze: Situazione solida. Buon momento per pianificazione a lungo termine.
Consiglio astrologico: Fidatevi del vostro passo costante: la fretta non è vostra alleata.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Mercurio retrogrado in saggezza suggerisce chiarezza comunicativa. Chiarite malintesi.
Lavoro: Idee brillanti, ma difficoltà nell’organizzazione. Scrivete tutto.
Salute: Nervosismo in calo dalla sera. Passeggiata all’aria aperta benefica.
Finanze: Evitate spese superflue, specialmente tecnologiche.
Consiglio astrologico: Ascoltate più che parlare, scoprirete informazioni preziose.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Emotività in primo piano. Condividete sentimenti con il partner senza paure.
Lavoro: Ispirazione creativa alta. Collaborazioni domestiche (smart working) fortunate.
Salute: Cura dello spazio vitale migliora il benessere interiore.
Finanze: Piccole entrate inaspettate. Attenzione alle spese per la casa.
Consiglio astrologico: Il conforto viene da dentro, non cercatelo solo all’esterno.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Sole in acquario porta attrazioni cerebrali. Cercate qualcuno che vi stimoli intellettualmente.
Lavoro: Leadership riconosciuta, ma gestite il team con maggior umiltà.
Salute: Vitalità buona. Attenzione alla postura.
Finanze: Investire in sé stessi (corsi, formazione) è la scelta migliore.
Consiglio astrologico: Brillate, ma permettete agli altri di brillare con voi.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Pragmatismo in amore. Single: forse non è il momento di cercare.
Lavoro: Efficienza massima. Giornata perfetta per sistemare dettagli.
Salute: Attenzione a tendenza a ipocondria. Praticate mindfulness.
Finanze: Gestione meticolosa porta risultati. Controllate estratti conto.
Consiglio astrologico: Non tutto deve essere perfetto: lasciate spazio alla vita.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Venere in Pesci ammorbidisce i cuori. Compromessi armoniosi.
Lavoro: Mediazione vostra forza. Risolvete conflitti colleghi con diplomazia.
Salute: Equilibrio psicofisico migliora con attività artistiche.
Finanze: Spese per bellezza/arte giustificate, ma senza eccessi.
Consiglio astrologico: Cercate l’armonia, non l’apparenza di essa.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Intensità magnetica. Sguardi possono parlare più delle parole.
Lavoro: Persuasione e strategia vincenti. Scoprite informazioni riservate utili.
Salute: Energie sessuali e vitali alte. Canali creative.
Finanze: Opportunità nascoste si rivelano. Investigate.
Consiglio astrologico: La vostra forza è la profondità, non il controllo.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Ottimismo contagioso. Viaggi o conversazioni filosofiche avvicinano a qualcuno.
Lavoro: Idee visionarie. Attenzione a non promettere più del possibile.
Salute: Benessere legato a movimento e libertà. Evitate routine.
Finanze: Fortuna in investimenti esteri o culturali. Ma studiate bene.
Consiglio astrologico: L’avventura inizia dove finisce la vostra zona comfort.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Luna Nuova nel vostro segno apre nuovi cicli emotivi. Siate aperti al cambiamento.
Lavoro: Ambizione supportata dagli astri. Punto di svolta possibile.
Salute: Attenzione a ossa e denti. Prevenzione importante oggi.
Finanze: Costruire solide basi. Ottimo giorno per pianificare bilancio annuale.
Consiglio astrologico: Il successo arride a chi sa quando salire e quando fermarsi.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Sole nel vostro segno vi rende magnetici. La vostra unicità attrae.
Lavoro: Innovazione premiata. Proponete idee fuori dagli schemi.
Salute: Benessere mentale prioritario. Condividete pensieri con amici.
Finanze: Guadagni da progetti originali. Attenzione a dispersività.
Consiglio astrologico: Siete luce: non temete di brillare con i vostri colori.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Sogni e realtà si mescolano. Riconoscete chi vi ama veramente.
Lavoro: Intuizione forte. Fidatevi del vostro istinto nelle decisioni.
Salute: Sensibilità alta. Proteggetevi da energie negative con momenti di solitudine rigenerante.
Finanze: Attenzione a ingenuità. Verificate prima di firmare.
Consiglio astrologico: La compassione è una forza, ma non dimenticate i vostri confini.

Commento Finale di Paolo Tedesco

Notiamo come Mercurio retrogrado in Sagittario ci chieda di rivedere le nostre convinzioni, mentre Venere in Pesci ammorbidisce i cuori, ricordandoci che dietro ogni ambizione c’è un bisogno umano di connessione e bellezza.

Le stelle oggi ci sussurrano che il vero progresso nasce dall’equilibrio tra determinazione capricorniana e compassione pescina. Sia che affrontiate questioni d’amore, lavoro, salute o finanze, ricordate: i cicli astrali ci offrono energie, ma siamo noi, con il nostro libero arbitrio, a dare forma al nostro destino.

Che questa Luna Nuova sia per tutti un invito a costruire con pazienza, amare con profondità e camminare con i piedi per terra e il cuore tra le stelle.

Paolo Tedesco

Champions, Hojlund: Sempre bello tornare a casa. A Copenhagen il Napoli deve vincere

Rasmus Hojlund torna dove tutto è cominciato e lo fa con la maglia del Napoli, pronto a giocarsi una partita che vale molto più dei tre punti. Alla vigilia della sfida di Champions League contro il Copenhagen, l’attaccante danese non nasconde l’emozione ma tiene lo sguardo fisso sull’obiettivo. “È sempre speciale tornare in questo stadio, qui ho fatto il mio primo gol da professionista e ho segnato anche con lo United”, racconta ai microfoni di Sky Sport.

Il match è delicato, con le due squadre appaiate in classifica e ancora in piena corsa per la qualificazione. “Sarà un bel match, abbiamo gli stessi punti nel gruppo. Loro hanno tanta qualità, sono molto uniti e poi c’è Cornelius, che è un attaccante temibile”, spiega Hojlund, che non si sottrae al tema del gol ma rifiuta ogni personalismo. “Spero di tornare a segnare domani, ma non è importante. Può capitare di non segnare: l’importante è che segni il Napoli”.

Nel gruppo azzurro è tornato anche Romelu Lukaku, una presenza che Hojlund accoglie con entusiasmo. “È molto importante riaverlo in questo momento. Porta esperienza, qualità e peso specifico, soprattutto in una fase così delicata della stagione”, sottolinea l’attaccante danese, consapevole di quanto la Champions richieda leadership oltre che talento.

Spazio anche a un confronto tra i due allenatori che hanno segnato il suo percorso in Italia. “Sono entrambi grandi allenatori, molto appassionati e attentissimi alla tattica”, dice parlando di Gian Piero Gasperini e Antonio Conte. Poi il sorriso accompagna una battuta che racconta bene il clima. “La differenza più grande è che Gasperini non parla inglese, mentre Conte sì”.

Emozione sì, nostalgia anche, ma senza perdere lucidità. “È sempre un’emozione speciale tornare a casa, qui ho segnato con il Copenhagen e anche con il Manchester United”, ribadisce Hojlund. “Domani sarà una grande partita. Spero di aiutare la squadra, ma l’unica cosa che conta davvero è vincere”.

Champions, Conte avverte il Napoli: A Copenhagen partita decisiva, dobbiamo vincere

Antonio Conte non gira intorno al problema e alla vigilia della sfida di Champions League contro il Copenhagen mette subito le cose in chiaro. “Queste sono partite importanti, decisive. Domani sia noi che loro dovremo cercare la vittoria, perché un altro risultato non sarebbe positivo”, dice il tecnico azzurro, consapevole del peso specifico del match in terra danese.

Tra una battuta e l’altra, Conte scherza sugli infortuni raccontando di aver portato “medicine per tutti”, ma il tono cambia rapidamente quando si entra nel merito dell’emergenza che accompagna il Napoli da settimane. “Dobbiamo pensare a chi c’è, cercando di trovare sempre soluzioni. Lo stiamo facendo da inizio anno e non solo nell’ultimo periodo. I giocatori che sono qui sono i più importanti, quelli con cui dobbiamo cercare di fare un’impresa”, sottolinea.

Sulla situazione di Romelu Lukaku, l’allenatore invita a non creare false aspettative. “Romelu è in gruppo da appena due giorni. La settimana scorsa faceva solo una parte dell’allenamento, per pochi minuti. Ora si sta allenando con ritmi più intensi: quando sarà pronto darà il suo contributo, ma già il fatto che sia con noi è importante”.

Non manca una battuta sul tema dei gol, che alleggerisce per un attimo la tensione. “Degli attaccanti? Dell’attaccante, ne ho solo uno”, dice sorridendo. “L’importante è fare gol, poi che segni uno o un altro poco conta”.

Il problema degli infortuni, però, resta centrale e Conte non lo nasconde. “La soluzione è molto chiara: stiamo cercando di tenere botta. Lo stiamo facendo bene, ma è inevitabile che siamo in grandissima difficoltà. Ora anche Neres si è fatto male al tendine. Non è una questione di campi o di altro, sono annate strane. Magari c’è anche tanta negatività che arriva da fuori, ma noi dobbiamo pensare a fare il massimo. Maghi non siamo, non c’è gente che fa magie: cerchiamo di onorare al massimo la maglia che portiamo”.

Infine uno sguardo al percorso sulla panchina azzurra, sempre con i piedi ben piantati nel presente. “Stiamo facendo un percorso, siamo a metà del secondo anno. Però adesso viviamo il presente, che è la cosa più importante. Siamo concentrati nel cercare di fare del nostro meglio domani. Con il presente costruisci il futuro: se non fai bene oggi, non puoi guardare più in là”.

Rifiuti dalle isole, trasporti fermi: vertice in Prefettura dopo il guasto al traghetto

Napoli – Emergenza trasporto dei rifiuti solidi urbani dalle isole del Golfo: il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato nella mattinata di oggi una nuova riunione di aggiornamento, a pochi giorni dal precedente incontro del 15 gennaio, per affrontare lo stop del servizio marittimo legato al guasto del mezzo navale della compagnia Traspemar e ai tempi di riparazione ancora incerti.

Al tavolo hanno partecipato i sindaci di Barano d’Ischia, Lacco Ameno e Procida, i presidenti dei Consigli comunali di Forio d’Ischia e Ischia, il responsabile della società che gestisce l’igiene urbana per Casamicciola Terme e per Procida, insieme al direttore generale del Ciclo integrato dei rifiuti della Regione Campania, Antonello Barretta, e alla dottoressa Di Grado della Direzione generale Mobilità della Regione.

I rappresentanti delle amministrazioni locali hanno ribadito la richiesta di interventi urgenti e condivisi, con il coinvolgimento della Regione, per garantire la ripresa immediata dei trasferimenti via mare. Tra le ipotesi indicate, anche l’ingresso di un secondo operatore marittimo che possa subentrare temporaneamente per superare la fase critica.

Dalla Direzione generale Mobilità della Campania è arrivata però una precisazione netta: il trasporto di rifiuti non pericolosi rientra nel più ampio trasporto merci e, in questa cornice, la competenza sarebbe solo residuale. In sostanza, il servizio viene indicato come responsabilità diretta degli enti locali, pur con la disponibilità della Regione a fornire supporto tecnico a eventuali iniziative dei Comuni.

In chiusura, alle amministrazioni comunali è stato chiesto di avviare verifiche tecniche per individuare soluzioni strutturali, valutando anche una strada “unitaria”: un’unica manifestazione d’interesse per sondare il mercato e selezionare operatori economici disponibili a svolgere il servizio, con requisiti adeguati di affidabilità.

Salerno, esposto al Prefetto sulle dimissioni di Enzo Napoli

Salerno – Non sono bastate le comunicazioni ufficiali a placare la tempesta politica che ha travolto il Comune di Salerno. Le dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli finiscono nel mirino della Prefettura e, potenzialmente, della magistratura.

Roberto Celano, capogruppo di Forza Italia in Regione, ha rotto gli indugi depositando un esposto formale nelle mani del Prefetto Francesco Esposito, chiedendo un’ispezione immediata sulla legittimità e sulla trasparenza del percorso che ha portato il primo cittadino a rassegnare il mandato.

Secondo quanto denunciato da Celano, le dimissioni di Napoli mancherebbero di una reale base politico-amministrativa legata al “buon andamento dell’ente”. Il sospetto sollevato è che la decisione non sia stata autonoma, bensì frutto di una strategia studiata a tavolino per assecondare nuovi equilibri elettorali. Nell’esposto si legge la necessità di verificare se vi siano stati «condizionamenti esterni o interferenze politiche» capaci di minare l’autonomia decisionale del Comune.

L’ombra del «Sistema Salerno»

Il punto focale della contestazione riguarda il futuro della fascia tricolore. Per l’esponente di Forza Italia, il passo indietro di Napoli sarebbe un atto «strumentale», mirato esclusivamente a favorire la ricandidatura a sindaco dell’attuale Governatore, Vincenzo De Luca. Una manovra che, se confermata, configurerebbe secondo il denunciante un utilizzo improprio delle istituzioni per fini di parte.

Il rischio di risvolti penali

Celano non si limita alla critica politica ma alza il tiro sul piano legale. Il Prefetto è stato sollecitato a valutare se gli elementi raccolti possano configurare ipotesi di illecito amministrativo o penale. La richiesta è netta: qualora emergessero anomalie nei documenti o nelle procedure, gli atti dovranno essere trasmessi senza indugio alla Procura della Repubblica per gli accertamenti di rito. La palla passa ora agli uffici di piazza Amendola.

Caivano, «investimento accidentale durante la fuga»: assolto dall’accusa di tentato omicidio

Caivano -Non vi fu alcuna volontà omicida ma un investimento accidentale, avvenuto mentre l’imputato tentava di sottrarsi a un’aggressione. Con questa motivazione il Tribunale di Napoli Nord ha assolto Pasquale Russo, 35 anni, residente a Caivano, dall’accusa di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.

Il collegio, presieduto dal giudice Paccharini, all’esito di un dibattimento durato circa tre anni, ha pronunciato sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” e ha dichiarato “non doversi procedere” in relazione al reato di lesioni colpose, per mancanza della querela di parte.

I fatti risalgono al marzo del 2023, quando un giovane di origini argentine, residente all’epoca a Caivano, rimase gravemente ferito dopo essere stato investito da una Fiat 500X nei pressi del Parco Verde, all’altezza dell’Istituto Maiorano. Secondo la ricostruzione emersa in aula, l’episodio si inserì in un contesto concitato, scaturito da un alterco tra l’imputato e altre due persone, poi degenerato in una colluttazione.

Nel corso della lite intervenne anche la vittima, che riportò una ferita al collo — la cui responsabilità non è mai stata chiarita — mentre Russo, a sua volta aggredito, si allontanò a bordo della propria auto. Durante la manovra di fuga avvenne l’investimento, che causò al giovane argentino lesioni serie al bacino, alle costole, alle braccia e al volto.

Subito dopo i fatti, Russo venne individuato come presunto conducente del veicolo, fermato e arrestato. Nei verbali si ipotizzava un investimento volontario, maturato in un contesto di criminalità legato a un presunto furto di sostanza stupefacente, circostanza che però non ha trovato riscontri: l’imputato, infatti, è risultato privo di precedenti penali, sia di criminalità comune che organizzata.

Decisiva per l’assoluzione è stata la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Massimo Viscusi, accolta integralmente dal collegio giudicante e supportata da una dettagliata consulenza tecnica cinematica sulla dinamica del sinistro, redatta dal perito dottor Bassani, con studio tra Varese e Milano. La relazione ha escluso la volontarietà dell’investimento, evidenziando l’assenza di elementi certi e univoci a sostegno dell’accusa.

I giudici hanno inoltre ritenuto inattendibili e contraddittorie le dichiarazioni accusatorie della vittima, nel tempo ritrattate e giudicate incongruenti, nonché insufficienti gli altri elementi probatori posti a fondamento dell’impianto accusatorio.

Caduta l’ipotesi di tentato omicidio, il reato era stato successivamente riqualificato in lesioni colpose, ma anche per questa accusa il Tribunale ha dichiarato il non luogo a procedere per assenza della querela.

“La scelta del rito ordinario, le strategie difensive adottate e l’assenza di riscontri oggettivi hanno consentito di smontare accuse iniziali estremamente gravi”, ha commentato l’avvocato Viscusi al termine dell’udienza. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Blitz del Nic a Casandrino: catturato l’evaso in semilibertà. Aveva 11 anni da scontare

Napoli – Un blitz dei investigatori della Penitenziaria ha posto fine alla breve latitanza di un detenuto evaso in regime di semilibertà. L.V., 41 anni, è stato arrestato dai poliziotti del Nucleo Investigativo Centrale (Nic) regionale per la Campania in un’abitazione a Casandrino, nel napoletano, dove si era nascosto.

L’uomo, condannato in via definitiva a 11 anni, 1 mese e 10 giorni di reclusione per un pesante curriculum che include spaccio di sostanze stupefacenti, rapina, estorsione e violazione della normativa sulle armi, era già prossimo alla scarcerazione, essendo in regime di semilibertà per scontare il residuo pena.

Tuttavia, lo scorso 4 gennaio, approfittando della misura agevolativa, non ha fatto più ritorno al Centro Penitenziario di Napoli Secondigliano, dando inizio alla sua latitanza.

Le indagini, coordinate dalla magistratura, si sono concentrate nel territorio metropolitano di Napoli. Gli agenti del Nic, dopo aver raccolto elementi investigativi, hanno infine localizzato il fuggitivo a Casandrino. Nel corso dell’operazione, l’uomo è stato tratto in arresto e, a seguito delle formalità di rito, è stato ricondotto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere del reato di evasione e completare la pena originaria.

L’operazione conferma l’attività di monitoraggio e di pronto intervento del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria sui detenuti in misura alternativa che violano gli obblighi.

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