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Lotto e 10eLotto, magia dei numeri: oggi il 20 e il 30 protagonisti assoluti, ecco tutte le estrazioni

L’estrazione del Lotto e 10eLotto di oggi regala più di uno spunto per gli appassionati di numeri e cabala. Alcuni numeri si sono ripetuti con insistenza, quasi a voler attirare l’attenzione dei giocatori: è il caso del 20, apparso a Cagliari, Milano e Napoli, e del 30, uscito a Bari e proclamato addirittura Numero Oro al 10eLotto.

Coincidenze che, come sempre accade nel mondo delle estrazioni, accendono la fantasia dei giocatori e degli amanti della smorfia napoletana.

Le estrazioni del Lotto di oggi

  • Bari: 30 – 40 – 37 – 66 – 64

  • Cagliari: 59 – 20 – 29 – 09 – 89

  • Firenze: 60 – 17 – 10 – 11 – 90

  • Genova: 26 – 44 – 84 – 50 – 86

  • Milano: 37 – 38 – 20 – 03 – 29

  • Napoli: 14 – 20 – 75 – 35 – 08

  • Palermo: 77 – 26 – 70 – 62 – 39

  • Roma: 39 – 25 – 05 – 58 – 80

  • Torino: 69 – 06 – 65 – 77 – 70

  • Venezia: 08 – 89 – 19 – 09 – 78

  • Nazionale: 70 – 67 – 81 – 78 – 19

I numeri vincenti del 10eLotto

06 – 08 – 10 – 14 – 17 – 20 – 25 – 26 – 29 – 30 – 37 – 38 – 39 – 40 – 44 – 59 – 60 – 69 – 77 – 89

  • Numero Oro: 30

  • Doppio Oro: 30 – 40

Curiosità e cabala dei numeri

La serata è stata dominata dai numeri gemelli e ripetuti. Il 20, spesso legato nella smorfia al “santo”, torna più volte, quasi a voler lanciare un messaggio simbolico. Il 30, legato alla “coda”, oltre a Bari ha conquistato il ruolo di protagonista al 10eLotto con il Numero Oro.

Da segnalare anche la coppia 77–70 che si è affacciata su Torino e Palermo, e i numeri “vicini” come il 37–38 comparsi a Milano, segno di una sorta di “scia numerica” che spesso i più appassionati amano inseguire.

Il fascino senza tempo del Lotto

Al di là dei calcoli matematici e delle probabilità, il Lotto continua a essere un fenomeno popolare capace di unire tradizione, superstizione e speranza. Ogni estrazione diventa occasione per interpretazioni, riti e sogni: dai numeri che si ripetono a quelli legati agli eventi quotidiani, la smorfia resta un ponte tra gioco e cultura.

E chissà che, dietro queste ripetizioni numeriche, non si nasconda davvero un segnale per i giocatori più attenti.

Travolto sulle strisce mentre va al lavoro: identificato e denunciato il pirata della strada

Castel Volturno – Era uscito di casa all’alba per recarsi al lavoro, ma non è mai arrivato a destinazione. Marco Ioime, 44 anni, sposato e padre di una bambina, è stato travolto e ucciso lunedì mattina mentre attraversava la Domiziana, all’altezza di un attraversamento pedonale dotato di dosso rallentatore.

L’auto che lo ha centrato in pieno non si è fermata a prestare soccorso: il conducente ha proseguito la sua corsa, lasciando la vittima agonizzante sull’asfalto.

L’uomo è stato soccorso e trasportato d’urgenza al Pineta Grande Hospital, ma le ferite riportate nell’impatto si sono rivelate fatali: Ioime è deceduto poche ore dopo.

Le indagini della Polizia di Stato sono partite immediatamente. Gli agenti del Commissariato di Castel Volturno hanno raccolto le testimonianze dei presenti e acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. I fotogrammi hanno mostrato l’auto che investe il 44enne e poi sfreccia via senza fermarsi.

Il veicolo, hanno scoperto i poliziotti, era stato noleggiato presso una società del territorio. Da lì gli investigatori sono risaliti all’identità del conducente, rintracciato dopo poche ore. L’uomo è stato denunciato per omicidio stradale e omissione di soccorso. L’auto, nel frattempo, è stata sequestrata.

Il drammatico episodio ha scosso profondamente la comunità di Castel Volturno. Marco Ioime era molto conosciuto e stimato: un lavoratore, un padre di famiglia che ha trovato la morte in un tratto di strada già segnalato come pericoloso. La sua scomparsa ha lasciato dolore e rabbia tra parenti, amici e colleghi, che ora chiedono giustizia.

Napoli, picchia la figlia 13enne in strada: padre denunciato

Napoli– Ha colpito con violenza la figlia tredicenne in mezzo alla strada, facendola cadere sull’asfalto, davanti agli occhi dei passanti increduli. È accaduto ieri pomeriggio in via Diocleziano, nel quartiere di Fuorigrotta.

L’uomo, subito fermato dagli agenti in borghese della Polizia Locale impegnati in un servizio di notifica di atti giudiziari, è stato denunciato per abuso dei mezzi di correzione o di disciplina.

La scena di violenza familiare si è consumata in pochi secondi. L’uomo ha aggredito la ragazzina, scaraventandola a terra. Gli agenti, che si trovavano sul posto per altre attività, sono intervenuti prontamente, bloccando l’aggressore e mettendo in salvo la minore. Solo in seguito è emerso che si trattava del padre della giovane vittima.

La tredicenne, sotto shock ma non in gravi condizioni, è stata immediatamente affidata ai familiari su disposizione del Tribunale per i Minorenni, che ha anche incaricato i servizi sociali di seguire il caso.

Un episodio che sviluppa molte domane

L’accaduto mette ancora una volta in luce il dramma sommerso della violenza domestica, che non sempre si consuma lontano dagli sguardi ma talvolta esplode in strada, rivelando quanto profonde possano essere le tensioni all’interno di alcune famiglie.

Un gesto brutale che non solo ha ferito la figlia, ma ha anche colpito la comunità che si è trovata ad assistere alla scena. Un segnale preoccupante, che rilancia l’urgenza di un monitoraggio costante dei nuclei familiari fragili e di interventi tempestivi per proteggere i minori da contesti potenzialmente pericolosi.

Corruzione in Provincia di Caserta: archiviazioni per otto indagati, Magliocca verso il processo

L’inchiesta sulla corruzione nella Provincia di Caserta, che nel novembre 2024 provocò le dimissioni dell’allora presidente Giorgio Magliocca, segna un nuovo capitolo giudiziario. Il Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto la richiesta di archiviazione per otto indagati, tra cui dirigenti, dipendenti e imprenditori finiti al centro dell’indagine.

La Procura, guidata da Pierpaolo Bruni e con i sostituti Gerardina Cozzolino e Giacomo Urbano, ha però scelto di non archiviare la posizione di Magliocca. Per lui le indagini potrebbero chiudersi a breve con la richiesta di rinvio a giudizio, lasciando presagire un processo destinato a fare rumore.

Secondo gli inquirenti, l’ex presidente si sarebbe attivato per favorire l’assegnazione di affidamenti diretti agli imprenditori Cosimo Rosato e Gianpaolo Benedetti, ottenendo in cambio sponsorizzazioni per decine di migliaia di euro alla squadra dilettantistica Asd Vitulazio, nella quale militava il figlio.

Sono invece usciti dall’inchiesta, per decisione del Gip, figure di rilievo come Gerardo Palmieri, dirigente del settore Viabilità e Trasporti della Provincia, l’architetto Clara Di Patria, il dirigente Paolo Madonna, l’imprenditore Adolfo Raimondo, il tecnico comunale Marcello Baldo e altri due indagati, Luigi e Alfonso De Lucia.

Quartieri Spagnoli, la scuola vince la sfida: dispersione azzerata grazie al modello EduQa

Nei Quartieri Spagnoli di Napoli, dove fino a pochi anni fa la dispersione scolastica superava il 30 per cento, oggi il dato è stato azzerato. È il risultato straordinario del modello EduQa, nato all’interno di Foqus – Fondazione Quartieri Spagnoli, che ha trasformato un territorio fragile in un laboratorio d’eccellenza educativa.

Negli ultimi tre anni, nelle scuole paritarie “Dalla Parte dei Bambini”, oltre 1.100 alunni della primaria e della secondaria hanno completato il percorso scolastico senza abbandoni né interruzioni, e la maggior parte di loro ha proseguito con successo negli istituti superiori, invertendo una tendenza storica.

Il cuore del cambiamento è un modello cooperativo e inclusivo, ispirato alla pedagogia di Célestin Freinet: niente lezioni frontali, ma tavoli di lavoro condivisi, attività nei musei, nei parchi e nei luoghi della città, insegnanti in team e famiglie coinvolte attivamente. Un sistema che supera la logica della cattedra e restituisce alla scuola il ruolo di motore sociale.

Dal 3 al 5 ottobre, il progetto trova spazio di confronto e condivisione a GEA – Giornate dell’Educazione e dell’Ambiente, manifestazione promossa da Foqus con “Dalla Parte dei Bambini – Impresa Sociale”, Regione Campania, Bolton For Education Foundation e Con i Bambini – Impresa Sociale. Napoli diventa così per tre giorni capitale dell’educazione inclusiva, ospitando dibattiti, laboratori e testimonianze.

L’anno scolastico 2024/25 conferma il trend: 600 iscritti alle elementari, il 5,7% con disabilità – un dato superiore alla media nazionale – in classi miste e accessibili, segno di un modello che non lascia indietro nessuno. EduQa dimostra che un’altra scuola non è solo possibile, ma è già realtà.

Pomigliano d’Arco, minorenni in scooter senza patente: sanzioni per 15mila euro

Fuga inutile per tre sedicenni in scooter a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. I ragazzi, due maschi e una femmina, hanno tentato di eludere un controllo della Polizia Municipale nel quartiere ex 219, ma sono stati identificati in meno di 48 ore grazie alle telecamere di videosorveglianza cittadine e a indagini mirate.

Alla vista della pattuglia, i tre minorenni hanno accelerato tentando di dileguarsi, ma l’analisi delle immagini registrate e l’attività investigativa hanno permesso agli agenti di risalire alla loro identità. È emerso che tutti erano senza patente di guida e che i motocicli erano privi di assicurazione.

I veicoli sono stati sequestrati e ai ragazzi sono state contestate numerose violazioni amministrative per un totale di circa 15mila euro di sanzioni. L’operazione rientra nei controlli ad “alto impatto” predisposti sul territorio comunale per contrastare l’illegalità stradale e aumentare la sicurezza urbana.

Napoli, camion fuori controllo travolge dieci auto: sfiorata la tragedia in via Santa Croce

Attimi di panico la scorsa notte in via Girolamo Santa Croce, a Napoli, dove un camion fuori controllo ha travolto una decina di auto in sosta prima di schiantarsi contro un muro. L’incidente, avvenuto intorno alla mezzanotte, ha svegliato i residenti della zona con un boato fragoroso.

Secondo la testimonianza raccolta dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Borrelli, il mezzo avrebbe improvvisamente perso i freni, acquistando velocità lungo la strada in discesa. Nel suo tragitto ha urtato un’auto, un motorino e persino un passante, che fortunatamente è rimasto illeso. “Sono scesa cinque minuti dopo – ha raccontato una residente – e ho visto la scena: un disastro, ma per fortuna non ci sono feriti gravi”.

Il camion ha concluso la corsa contro il muro di un edificio, distruggendo diversi veicoli parcheggiati. Il parlamentare Borrelli ha espresso “forte preoccupazione per la mancanza di controlli sulla manutenzione dei mezzi pesanti che circolano in città”, chiedendo verifiche stringenti per evitare nuove tragedie.

Napoli-Sporting Lisbona, emessi 7 DASPO dopo i violenti scontri pre-partita

Sette DASPO, con durata compresa tra due e sei anni, sono stati emessi dal Questore di Napoli contro altrettanti tifosi partenopei coinvolti nei violenti scontri avvenuti prima di Napoli-Sporting Lisbona, gara di Champions League disputata il 1° ottobre.

I provvedimenti, predisposti dalla Divisione Anticrimine e frutto delle indagini lampo di Digos e Squadra Mobile, colpiscono uomini di età compresa tra i 17 e i 42 anni. Tra loro c’è un 32enne già destinatario in passato di un analogo divieto di tre anni, sorpreso nuovamente sul luogo dei disordini e punito con un DASPO di sei anni.

Tre giovani di 20, 23 e 30 anni hanno ricevuto quattro anni di divieto per aver aggredito un tifoso portoghese con una cintura in cuoio con grossa fibbia; erano anche in possesso di petardi e un fumogeno. Stessa durata per il provvedimento imposto a un 17enne e a un 23enne, trovati in scooter con targhe coperte, volto travisato e cinture nascoste tra le gambe. Un altro 42enne, riconosciuto per l’abbigliamento tipico da ultras, è stato fermato nei pressi degli scontri con volto coperto e guanti.

Napoli, Comitato Sicurezza in allerta dopo le proteste per la Flotilla

Napoli– Una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata d'urgenza e presieduta dal Prefetto Michele di Bari, ha disegnato una strategia di risposta alle "criticità" emerse ieri in città durante le manifestazioni di solidarietà alla Flotilla per Gaza.

Al tavolo, attorno al rappresentante del Governo, tutti i capi delle forze dell'ordine: Questore, Comandanti provinciali di Carabinierie Guardia di Finanza, Comandante della Capitaneria di Porto, e i vertici della Polizia Stradale, della Sicurezza Cybernetica e delle Polizie di Frontiera, Marittima e Aerea. Presente anche l'Assessore alla Legalità del Comune.

L'obiettivo, dichiarato senza giri di parole, è duplice: scongiurare il ripetersi di episodi violenti e mantenere l'ordine pubblico in un momento di alta tensione internazionale che rischia di ripercuotersi sulle strade di Napoli.

Il piano: controlli rafforzati e coordinamento massimo

La risposta delle istituzioni è stata immediata. Il Prefetto Di Bari, già nella serata di ieri, aveva disposto un potenziamento straordinario dei servizi di vigilanza. Oggi, il Comitato ha ufficializzato la prosecuzione di questo impegno, ordinando un coordinamento rafforzato tra tutte le Forze di Polizia, incluse le specialità e, laddove competenti, le Polizie Locali.

La missione è chiara: prevenire e contrastare non solo la criminalità diffusa, ma "ogni altra forma di illegalità", con un occhio particolare all'intercettazione tempestiva di "segnali di potenziale rischio". Il timore espresso nel verbale è che "pubbliche manifestazioni di solidarietà possano degenerare in episodi violenti", con conseguenti "turbative per l'ordine e la sicurezza pubblica".

Alta soglia di attenzione per gli agenti

Il Comitato ha anche diramato una direttiva operativa per tutti gli agenti sul campo: mantenere una "elevata soglia di attenzione e professionalità". Un invito che va di pari passo con la raccomandazione di adottare "appropriate ed adeguate misure a salvaguardia della propria e altrui incolumità", segno di un contesto percepito come potenzialmente ad alto rischio.

Un passaggio cruciale della riunione è stato dedicato al bilanciamento dei diritti in gioco. Il Comitato ha sottolineato la "importanza di mantenere il giusto equilibrio tra il diritto di manifestare dei cittadini e la protezione di altri interessi".

Tra questi, la sicurezza del territorio, la pubblica incolumità e la protezione della proprietà privata, in una città come Napoli che, viene specificato, è interessata da una "alta concentrazione di turisti e viaggiatori". Un monito a garantire che le proteste non intacchino la vivibilità e la sicurezza di residenti e visitatori.

A chiudere la riunione, le parole di stima del Prefetto Di Bari verso le forze dell'ordine, "prontamente intervenute nei luoghi interessati dalle proteste, evitando più gravi conseguenze". Un riconoscimento pubblico che suona anche come un incoraggiamento in vista dei prossimi, possibili, giorni caldi.

La situazione, dunque, rimane sotto stretta osservazione. Il messaggio lanciato dalle massime autorità di sicurezza della provincia è chiaro: la risposta a qualsiasi tentativo di violenza sarà immediata, coordinata e determinata.

Lavori a Napoli Centrale modificano la circolazione per due fine settimana

Napoli– Pendolari e viaggiatori sono avvisati: la stazione di Napoli Centrale sarà interessata da importanti lavori di manutenzione programmata che causeranno significative modifiche alla circolazione dei treni in due weekend consecutivi tra ottobre e novembre. Le variazioni riguarderanno sia i convogli del Regionale di Trenitaliasia i treni a lunga percorrenza, inclusi Intercity e Frecciarossa.

Gli interventi si svolgeranno nei seguenti giorni: Sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025 eSabato 8 e domenica 9 novembre 2025.

I disagi interesseranno in modo particolare i treni del Regionale che operano sulle tratte cruciali per la mobilità campana e interregionale, tra cui:

Napoli Centrale – Villa Literno – Formia – Roma

Napoli – Salerno/Sapri/Cosenza

Napoli – Eboli

Napoli – Caserta

Per queste relazioni sono previste modifiche d'orario, cancellazioni totali o parziali di alcune corse.

Intercity e Alta Velocità: Variazioni di Percorso

Anche i treni a lunga percorrenza subiranno forti limitazioni, con deviazioni e soppressioni di fermate essenziali a Napoli Centrale:

Categoria Treno Tratte Interessate Variazioni Principali Date di Variazione
Intercity Siracusa/Reggio C.le/Taranto - Roma Termini (Treni 550, 724, 702) e Roma Termini - Salerno (Treno 591) Soppressa fermata Napoli Centrale, fermata straordinaria a Caserta 4 ottobre e 8 novembre 2025
Intercity Prato C.le - Napoli C.le (Treno 1523) e Milano C.le - Salerno (Treno 597) Modifiche di orario Date dei lavori
Frecciarossa Reggio C.le/Salerno - Milano C.le/Torino P.N./Venezia S. Lucia Modifiche di orario e percorso, soppressa fermata Napoli Centrale Date dei lavori
Per i Frecciarossa, è stata disposta in alcuni casi l'aggiunta di una fermata straordinaria a Napoli Afragola, al fine di offrire un punto di interscambio per l'Alta Velocità.

Servizi sostitutivi e consigli per i viaggiatori

Trenitalia ha organizzato corse sostitutive con bus per le tratte interrotte, al fine di garantire la continuità del servizio. Si specifica, tuttavia, che i tempi di percorrenza saranno inevitabilmente aumentati a causa del traffico stradale.

ATTENZIONE: I posti disponibili sui bus potrebbero essere inferiori rispetto ai treni. Inoltre, a bordo dei servizi sostitutivi non sarà ammesso il trasporto di biciclette né di animali, ad eccezione dei cani guida.

L'invito ai viaggiatori è perentorio: consultare con largo anticipo i canali di informazione e acquisto di Trenitalia (www.trenitalia.com, sezione Infomobilità, e App Trenitalia) per verificare in tempo reale le variazioni e valutare l'eventuale ripianificazione del viaggio. Per maggiori dettagli è attivo il call center gratuito al numero 800 89 20 21.

Terra dei Fuochi, il decreto diventa legge: pene più dure contro i trafficanti di rifiuti

ROMA – Dopo anni di denunce, inchieste e richieste di intervento, il decreto “Terra dei Fuochi” è legge. Il provvedimento introduce un inasprimento delle pene contro il mercato criminale dei rifiuti, un fenomeno che da decenni devasta la Campania e alimenta gli affari delle ecomafie.

Una norma che Legambiente definisce “un’ottima notizia”, sottolineando però come il cammino verso la bonifica e la rinascita dei territori martoriati resti ancora in salita.

Pene più severe contro ecomafiosi e traffici illeciti

Il decreto prevede sanzioni più pesanti per contrastare abbandoni, discariche abusive e spedizioni illegali di rifiuti. Misure da tempo invocate dagli ambientalisti, a fronte dei dati sempre più allarmanti contenuti nei rapporti annuali sulle ecomafie.

“È un passo importante a livello nazionale – ha commentato il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani – perché finalmente si risponde in maniera più incisiva al sistema criminale che per anni ha avvelenato terre e comunità. Ma senza fondi adeguati, la repressione da sola non basta”.

Bonifiche a rischio: fondi dimezzati

Il nodo principale resta infatti quello delle risorse economiche per le bonifiche. Per il 2025 sono stati destinati 15 milioni di euro, affidati al commissario unico alle bonifiche, generale Giuseppe Vadalà. Una cifra che rappresenta soltanto il 50% del fabbisogno stimato dalla struttura commissariale per rimuovere le oltre 30mila tonnellate di rifiuti abbandonati nella Terra dei Fuochi.

“Questi territori hanno diritto a una vera ecogiustizia – ha proseguito Ciafani – e senza investimenti seri resteranno ostaggi di discariche e roghi tossici. Per questo chiediamo al Governo e al Parlamento di stanziare quanto prima le risorse necessarie e di programmare interventi concreti”.

Un simbolo nazionale del disastro ambientale

La Terra dei Fuochi, tra le province di Napoli e Caserta, è da oltre vent’anni sinonimo di avvelenamento ambientale e sanitario. Campi contaminati, falde inquinate e roghi di rifiuti tossici hanno trasformato una delle aree più fertili del Paese in un emblema delle ecomafie.

Il decreto appena approvato rappresenta, secondo magistrati e ambientalisti, un’occasione per rafforzare la lotta giudiziaria e investigativa. Ma, come sottolineano gli esperti, senza bonifiche e senza un impegno strutturale il rischio è che la legge resti una cornice senza contenuti.

Marcianise, rapina in maschera in gioielleria: cinque arresti

MarcianiseCinque persone sono state arrestate dai carabinieri perché ritenute responsabili di una rapina messa a segno lo scorso aprile nel cuore di Marcianise, in provincia di Caserta. Il colpo, in pieno centro cittadino, aveva come bersaglio i titolari di una nota gioielleria, sorpresi mentre si erano concessi una breve pausa pranzo.

Gli indagati – tre finiti in carcere e due agli arresti domiciliari su disposizione del gip di Santa Maria Capua Vetere – risiedono tra il Parco Verde di Caivano, Secondigliano, Orta di Atella e Fondi (Latina). Una geografia criminale che conferma il radicamento della banda in aree già segnate da una lunga storia di illegalità diffusa.

L’assalto

Secondo quanto ricostruito dai carabinieridella Compagnia di Marcianise, coordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, i rapinatori arrivarono in città a bordo di un’auto con targa rubata. Indossavano maschere in silicone per alterare i tratti del viso e imbracciavano armi: una pistola e un fucile a canne mozze.

I due gioiellieri – un uomo e una donna – erano appena usciti dal negozio quando furono avvicinati dai banditi. Sotto la minaccia delle armi, furono costretti a consegnare i Rolex che portavano al polso, i telefoni cellulari e due zaini pieni di gioielli, per un valore stimato di circa 63mila euro.

Le indagini

Fondamentali per ricostruire la dinamica e risalire ai responsabili sono state le testimonianze delle vittime e, soprattutto, l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza installate in zona. Il primo a essere identificato è stato il palo della banda; da lì gli investigatori hanno ricostruito la rete dei complici, fino ad arrivare ai cinque arresti eseguiti in queste ore.

Il precedente tentativo

Agli indagati viene contestato anche un tentativo di rapina risalente al maggio 2024, quando – con lo stesso modus operandi – avrebbero cercato di colpire il gestore di un autonoleggio a Cardito, in provincia di Napoli. In quell’occasione il colpo non andò a segno, ma servì agli investigatori per tracciare ulteriormente il profilo criminale del gruppo.

Fiume Sarno, maxi-riunione tra procure e forze dell’ordine a Napoli:

NAPOLI – Dare una svolta alle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno, simbolo da anni del degrado ambientale in Campania. È questo l’obiettivo del vertice interdistrettuale che si è tenuto ieri presso la Procura generale di Napoli, convocato dai procuratori generali di Napoli e Salerno, Aldo Policastro e Rosa Volpe.

Attorno allo stesso tavolo, per la prima volta, si sono ritrovati i procuratori dei distretti coinvolti lungo il bacino fluviale – Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata – insieme ai vertici delle principali forze investigative: i Carabinieri del Noe, i Carabinieri Forestali, il reparto operativo dell’Arma di Napoli e la Polizia della Città Metropolitana. Presenti anche i tecnici dell’Arpac, che da anni forniscono supporto scientifico alle indagini.

Una strategia comune contro i veleni

La riunione ha avuto come scopo la definizione di un programma coordinato di monitoraggio e un cronoprogramma di indagini su larga scala, con l’obiettivo di individuare sia i fattori inquinanti che i responsabili degli sversamenti illegali che avvelenano quotidianamente il fiume e i suoi affluenti.

Le attività riguarderanno l’intero corso fluviale, dal tratto irpino fino alla foce di Castellammare di Stabia, passando per l’area agricola dell’Agro nocerino-sarnese e i poli industriali. Un’azione che punta non solo a reprimere i reati ambientali, ma anche a scoraggiare nuove condotte illecite grazie a una presenza costante sul territorio.

Un fiume simbolo del disastro ambientale

Il Sarno, definito da più studi il fiume più inquinato d’Europa, è da decenni al centro di denunce, proteste e promesse di bonifica rimaste sulla carta. Scarichi industriali, sversamenti di reflui agricoli e acque nere non depurate continuano a confluire nel corso d’acqua, trasformandolo in una minaccia per la salute pubblica e per l’ecosistema marino della costa vesuviana e sorrentina.

Il nuovo coordinamento tra procure e forze investigative rappresenta, nelle intenzioni dei magistrati, un salto di qualità rispetto agli interventi frammentari del passato.

Nei prossimi mesi il tavolo sarà allargato anche ad altri corpi investigativi, come la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto, per completare il fronte investigativo. L’obiettivo dichiarato è costruire un modello permanente di contrasto ai crimini ambientali, sulla scia della Rete delle Procure generali istituita presso la Cassazione per l’applicazione del decreto legislativo 106/2006.

Un segnale forte arriva proprio dai protagonisti della riunione: “Il Sarno non può più essere lasciato morire. La tutela dell’ambiente coincide con la tutela della salute pubblica”.

Cava de' Tirreni, 39enne arrestato con oltre 4 chili di cannabis nascosta in auto

Cava de' Tirreni  – Un rombo di motori e un cambio di corsia repentino: è così che è iniziata la fuga disperata di un 39enne napoletano, sorpreso dalla Polizia di Stato con un "tesoro" di droga nel bagagliaio.

L'episodio, avvenuto lo scorso 27 settembre, ha trasformato le arterie trafficate di Cava de' Tirreni in un set cinematografico, con un inseguimento che ha messo a rischio la sicurezza stradale e si è concluso con l'arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Tutto è partito dal casello autostradale della A3 Salerno-Reggio Calabria, un punto nevralgico per i controlli anti-droga nella provincia salernitana. L'uomo, alla guida di un'auto proveniente da Napoli, si è visto profilare un posto di blocco routine della Polizia Stradale.

Invece di fermarsi, ha optato per la via della fuga: prima si è accucciato dietro un autocarro per confondersi nel traffico, poi ha innestato la marcia e ha sfrecciato via, ignorando gli stop e le sirene ululanti. "Manovre pericolose per la circolazione", come le hanno definite gli agenti, che hanno descritto una sequenza di sorpassi azzardati e sterzate improvvise lungo le vie cittadine, tra clacson impazziti e pedoni atterriti.

La caccia si è protratta per diversi minuti, fino a sfociare in via Gaudio Maiori, una traversa residenziale nel cuore di Cava. Qui il fuggitivo ha abbandonato l'auto e ha tentato una sortita a piedi, ma è stato placcato dagli inseguitori prima che potesse dileguarsi tra i vicoli.

La perquisizione del veicolo ha svelato il bottino: una busta nera, stipata con 4,630 chili di cannabis, confezionati in 50 panetti ermetici, pronti per essere immessi sul mercato nero. Un quantitativo che, secondo stime approssimative basate sui prezzi di strada, potrebbe valere decine di migliaia di euro nel circuito dello spaccio campano

.L'arrestato, un 39enne nato nel 1986 e originario di Napoli, non ha opposto resistenza una volta ammanettato. Trasferito nel carcere di Fuorni a Salerno, a disposizione della Procura della Repubblica, attende ora l'udienza di convalida. Le indagini proseguono per chiarire l'origine della partita di droga e verificare eventuali complici: non è un caso isolato in un territorio come la provincia di Salerno, dove le operazioni anti-stupefacenti si susseguono con ritmo serrato.

Solo nei mesi scorsi, a Cava de' Tirreni, la Polizia ha smantellato reti di spaccio con sequestri di cocaina e hashish per diversi chili, culminati in blitz che hanno portato a una dozzina di arresti. Questo episodio rafforza l'allarme sul ruolo dell'autostrada A3 come "autostrada della droga", un corridoio privilegiato per il traffico tra Napoli e il Sud Italia.

L'inchiesta è coordinata dalla Procura di Salerno, che promette ulteriori sviluppi. Intanto, l'auto usata per la fuga è stata sequestrata, e la cannabis distrutta secondo le norme vigenti. Un capitolo chiuso per il 39enne, ma un segnale aperto per chi traffica nell'ombra della Campania.

Carcere di Secondigliano, nuova aggressione a 8 agenti

Napoli - Nuova emergenza sicurezza nel carcere di Secondigliano, dove ieri un detenuto di etnia rom, già noto per precedenti aggressioni, ha assalito otto poliziotti penitenziari. L'episodio, denunciato dall'OSAPP, riaccende i riflettori sulle criticità del sistema penitenziario campano e sulla gestione dei detenuti problematici.

L'aggressione e l'aggressore
Il fatto è avvenuto all'interno dell'istituto di pena napoletano. L'autore dell'assalto è un uomo già sottoposto alla misura limitativa dell'articolo 14-bis dell'ordinamento penitenziario, regime che consente restrizioni alla vita detentiva per soggetti ritenuti particolarmente pericolosi. Non si tratta di un episodio isolato: il detenuto, come riporta il segretario regionale dell'OSAPP Vincenzo Palmieri, è già resosi responsabile di "analoghe aggressioni che hanno compromesso e compromettono tutt'ora la sicurezza e il trattamento".

La denuncia del sindacato: "Direzione inascoltata"
Il cuore della protesta sindacale non è solo nell'episodio in sé, ma nella lunga gestazione che lo avrebbe preceduto. Secondo l'OSAPP, la direzione del carcere e il comando di polizia penitenziaria avevano più volte sollecitato il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) per ottenere il trasferimento del detenuto in "una struttura adeguata al soggetto". Richieste che, a detta del sindacato, sono state "sottovalutate e inascoltate", culminate nell'ultima aggressione.

Palmieri lancia un appello diretto al nuovo Provveditore regionale della Campania, insediatosi da pochi giorni, affinché si attivi immediatamente per due obiettivi:

Disporre il trasferimento del detenuto.

Avviare un piano di deflazionamento dei carcerati nei 14 istituti penitenziari della regione, per alleggerire la pressione e ridurre i rischi.

Le conseguenze e le solidarietà
Il sindacato esprime "vicinanza e solidarietà ai colleghi" colpiti in quella che definisce "la vile aggressione di questo energumeno violento". L'episodio, oltre alle conseguenze fisiche e psicologiche per gli agenti, mina alla base i percorsi di trattamento e la sicurezza quotidiana all'interno del penitenziario.

Il contesto più ampio
Questa aggressione si inserisce in un quadro nazionale di tensioni crescenti nelle carceri, spesso caratterizzate da sovraffollamento e carenza di personale. La specificità della vicenda – un detenuto già sotto regime di alta sorveglianza (14-bis) e ripetutamente segnalato come pericoloso – solleva interrogativi stringenti sui protocolli di gestione dei casi complessi e sull'efficacia del dialogo tra le direzioni periferiche degli istituti e l'amministrazione centrale.

La palla passa ora al neo Provveditore, chiamato a rispondere a un'emergenza locale che è il sintomo di una crisi sistemica.

Strage di Paupisi: stazionarie le condizioni della 16enne, prosegue il coma farmacologico

Benevento - Rimangono stazionarie ma in un quadro clinico complesso le condizioni della sedicenne Antonia Ocone, gravemente ferita dal padre Salvatore Ocone, reo confesso del duplice omicidio della moglie Elisa Polcino e dell'altro figlio, Cosimo, nel Sannio. La ragazza è ricoverata in Terapia Intensiva presso l'ospedale Neuromeddi Pozzilli, in provincia di Isernia, dopo essere stata trovata in fin di vita a seguito della fuga del padre.

Secondo l'ultimo bollettino medico diffuso dalla struttura, la notte è trascorsa "tranquilla" per la giovane, che è mantenuta in coma farmacologico. Le sue condizioni generali sono giudicate "discrete", con alcuni valori ematici alterati che starebbero rientrando nella norma.

Monitoraggio stretto dopo il trauma cranico

La Tac (Tomografia Computerizzata) eseguita nella mattinata di oggi ha confermato l'edema cerebrale, ma ha evidenziato la stabilità dei focolai emorragici. La giovane paziente è ancora intubata e in ventilazione artificiale, sottoposta a un "stretto monitoraggio cardiovascolare e neurologico".

Data la natura e la gravità del trauma cranico, la prognosi resta riservata, un elemento che sottolinea l'estrema delicatezza del suo quadro clinico nonostante i lievi segnali di stabilità. La speranza dei medici è che il coma farmacologico continui a dare al cervello il riposo necessario per superare la fase critica. L'intera comunità del Sannio e non solo resta col fiato sospeso per le sorti della ragazza, unica sopravvissuta alla tragedia familiare di Paupisi.

Omicidio del 14enne Emanuele Di Caterino, 13 anni senza giustizia: domani l’ottavo processo

Caserta– A quasi tredici anni dall’omicidio di Emanuele Di Caterino, il ragazzino di appena 14 anni accoltellato a morte il 7 aprile 2013 ad Aversa, la sua famiglia attende ancora una verità definitiva. Domani, davanti alla Corte di Appello del tribunale dei Minori di Napoli, si celebrerà l’ottavo processo per quell’assassinio che sconvolse la comunità casertana.

Sul banco degli imputati c’è Agostino Veneziano, all’epoca dei fatti un adolescente di 17 anni, oggi un uomo di 29, completamente libero. Un dato che pesa come un macigno sul cuore di Amalia Iorio, la madre di Emanuele, che da oltre un decennio combatte per ottenere giustizia:
«Non ce la faccio più ad ascoltare il nome di mio figlio nelle aule dei tribunali, vorrei che riposasse in pace. E invece il suo assassino è sempre libero», denuncia con voce rotta dalla stanchezza.

La donna non ha mai smesso di farsi portavoce di una battaglia che non è soltanto personale: «Sono delusa e amareggiata – racconta – ma continuo a lottare affinché altri genitori che hanno perso un figlio possano ottenere giustizia in tempi ragionevoli. La giustizia deve essere rapida ed efficace, altrimenti passa il messaggio sbagliato ai giovani: che le regole non contano e che esiste una sorta di impunità».

Il percorso giudiziario è stato tortuoso, fatto di condanne, annullamenti e rinvii che hanno moltiplicato i processi senza mai approdare a una conclusione definitiva.
Il primo procedimento si celebrò nel 2014, con rito abbreviato, e si concluse con una condanna a 15 anni di carcere inflitta dal giudice monocratico del tribunale dei Minori. Una sentenza cancellata poco dopo dalla Corte d’Appello, che stabilì che il processo si sarebbe dovuto svolgere davanti a un collegio.

Da lì una sequenza di verdetti e ribaltamenti: condanna a 8 anni in primo grado, poi aumentata a 10 anni in appello, quindi annullata dalla Cassazioneall’inizio del 2023. Nello stesso anno, in un nuovo processo, Veneziano fu condannato nuovamente a 8 anni, ma nel maggio 2024 la Suprema Corte ha rimandato ancora una volta gli atti a un’altra sezione della Corte d’Appello dei Minori di Napoli.

Domani sarà il turno dell’ottava udienza, con la speranza che arrivi finalmente una sentenza che ponga fine a questa vicenda giudiziaria senza fine. Ma la paura, nelle parole della madre, è che tutto possa ricominciare da capo, con un nono processo.

De Laurentiis, udienza rinviata al 6 novembre per il caso plusvalenze Napoli

L’udienza preliminare davanti al gup di Roma per Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è stata rinviata al 6 novembre. Il patron azzurro è al centro dell’inchiesta della Procura capitolina che ipotizza il reato di falso in bilancio per alcune operazioni di mercato.

Nel mirino c’è la compravendita di Kostas Manolas dalla Roma, avvenuta nell’estate del 2019, e soprattutto le presunte plusvalenze fittizie legate all’acquisto di Victor Osimhen nel 2020 dal Lille. Secondo i pubblici ministeri Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano, le irregolarità contabili riguarderebbero i bilanci del 2019, 2020 e 2021.

La richiesta di rinvio a giudizio non riguarda soltanto De Laurentiis, ma anche la società sportiva Calcio Napoli e Andrea Chiavelli, dirigente del club partenopeo. I legali della difesa hanno annunciato che depositeranno una memoria prima della nuova udienza, con l’obiettivo di smontare le accuse e chiarire la posizione del presidente e della società.

Serie A, gli arbitri della 6ª giornata: Juve-Milan a Guida di Torre Annunziata; il Napoli a La Penna

Sarà Marco Guida, della sezione di Torre Annunziata, a dirigere il big match della 6ª giornata di campionato, Juventus-Milan, in programma domenica sera all’Allianz Stadium di Torino. Il fischietto campano sarà affiancato dagli assistenti Colarossi e Christian Rossi, con Ayroldi come quarto uomo e la coppia Di Bello–Ghersini al Var.

Una giornata che promette scintille in chiave scudetto: le due capolista, Juventus e Milan, si sfidano in serata, mentre le altre pretendenti al titolo scenderanno in campo già nel pomeriggio. Alle 15 il Franchi ospiterà Fiorentina-Roma, gara affidata ad Andrea Colombo di Como, mentre alle 18 il Napoli di Conte riceverà il Genoa di Vieira al “Maradona” sotto la direzione di Federico La Penna di Roma.

Ecco gli altri arbitri della sesta giornata: Fourneau per Verona-Sassuolo (venerdì 3, ore 20.45), Piccinini per Lazio-Torino (sabato 4, ore 15), Doveri per Parma-Lecce (sabato 4, ore 15), Feliciani per Inter-Cremonese (sabato 4, ore 18), Zufferli per Atalanta-Como (sabato 4, ore 20.45), Arena per Udinese-Cagliari (domenica ore 12.30), Abisso per Bologna-Pisa (domenica ore 15).

Salerno, malasanità in sala operatoria: risarcimento da 20mila euro per "colpa lieve" dei medici

Salerno – Una significativa sentenza emessa dal Tribunale di Salerno apre un nuovo fronte sulla responsabilità medica all'interno delle strutture pubbliche, stabilendo che anche la "colpa lieve" dei sanitari può costare cara alle aziende ospedaliere

. Un trentenne di Nocera Superiore è stato risarcito con circa 20.000 euro per un intervento chirurgico alla mano "non perfettamente riuscito", eseguito nel 2020 presso un'azienda ospedaliera pubblica del Salernitano.

La decisione del Giudice ha un duplice valore: non solo riconosce il danno subito dal paziente, ma stabilisce anche il diritto al rimborso integrale delle spese sostenute per il successivo intervento riparatorio in una clinica privata specializzata.

L'Intervento routinario e le conseguenze dannose

La vicenda risale al 2020, quando il giovane, a seguito di una frattura scomposta alla mano sinistra, si è sottoposto all'operazione. L'intervento, qualificato come di tipo routinario, avrebbe dovuto assicurare un completo recupero funzionale. Tuttavia, come accertato in sede giudiziaria, l'esito è stato "non perfettamente riuscito", lasciando il paziente con postumi permanenti, dolore e deficit funzionale.

Costretto a porre rimedio all'errore, il trentenne è ricorso a un secondo intervento presso una struttura sanitaria specialistica privata, sita in Emilia Romagna, per correggere le conseguenze del primo fallimento operatorio.

Sentenza esemplare: risarcito danno e spese private

La sentenza, emessa dal Tribunale nel 2024 e conclusasi con l'effettivo pagamento del risarcimento nei primi mesi del 2025 solo a seguito di un'azione di esecuzione forzata, ha condannato l'azienda ospedaliera a versare oltre 20.000 euro al paziente. La somma copre non solo il danno biologico (quantificato tra il 2,5% e il 3%), ma anche le spese legate al secondo intervento chirurgico e i costi accessori di cura, a cui si sommano le spese legali.

«L'importanza della sentenza è duplice,» ha dichiarato l'avvocato Gerardo Belcore del Foro di Nocera Inferiore, che ha assistito il ricorrente. «Il Tribunale di Salerno ha chiarito che le strutture sanitarie rispondono anche in caso di colpa lieve dei medici, soprattutto quando si tratta di interventi routinari che non presentano particolari difficoltà tecniche.»

Il legale, affiancato dalla consulenza medico-legale del Prof. Nicola Maria Giorgio, sottolinea come la decisione rappresenti un chiaro monito per le strutture sanitarie a non sottovalutare la qualità e la sicurezza delle cure, anche in operazioni considerate "semplici".

Ancora più rilevante è il principio stabilito sul rimborso delle spese private: «Il Tribunale ha riconosciuto che il paziente, di fronte a un primo intervento “non perfettamente riuscito”, aveva pieno diritto di rivolgersi a una struttura privata per eliminare le conseguenze dannose», ha aggiunto l'avvocato Belcore.

Questo significa che i cittadini non sono obbligati a restare vincolati all'ospedale pubblico che ha commesso l'errore, ma possono scegliere liberamente un centro specializzato, con la certezza che i costi sostenuti possano essere rimborsati. «Riconoscere tali spese – conclude il legale – significa ribadire che il diritto alla salute prevale su qualsiasi vincolo burocratico e che il paziente non deve rimanere prigioniero degli errori del sistema pubblico.» La sentenza conferma che la Giustizia è uno strumento efficace per tutelare la salute e la dignità dei cittadini.

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