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Napoli, calciatore 18enne accoltellato a Chiaia: vittima di una spedizione punizitiva

Napoli — Accoltellato in piena notte nell’area dei “baretti” di Chiaia, un 18enne incensurato è ricoverato in rianimazione all’ospedale San Paolo dopo un intervento d’urgenza. L’aggressione è avvenuta in via Bisignano: al ragazzo sarebbero stati inferti due fendenti, uno al ventre e uno al fianco sinistro.

Il giovane ferito si chiama Bruno Petrone, originario del quartierer San Lorenzo Vicaria, è un calciatore dilettante, centrocampista, che milita nella squadra di Eccellenza dell'Angri. Cresciuto nel Sorrento dove lo scorso anni ha anche esordito in serie C.

Secondo quanto trapela dagli accertamenti in corso, la dinamica non sarebbe quella di una lite improvvisa ma di un’azione messa in atto da più persone, arrivate a bordo di almeno due scooter. Un quadro che, allo stato, porta gli investigatori a valutare l’ipotesi di un’aggressione organizzata, con motivazioni ancora da chiarire.

I carabinieri hanno ascoltato a lungo gli amici che erano con il 18enne al momento dell’attacco e stanno passando al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di identificare gli aggressori e ricostruire la sequenza dei fatti.

Il giovane, residente nell’area San Lorenzo-Vicaria e noto come calciatore dilettante, resta in condizioni gravi: la prognosi è riservata.  Il giovane è stato operato d'urgenza, ha subito l'asportazione della milza; la prognosi resta riservata ma i sanitari con il trascorrere delle ore sarebbero cautamente ottimisti.

L’episodio riporta alla memoria altri fatti di sangue che in passato hanno coinvolto giovanissimi, come l’omicidio del calciatore Umberto Catanzaro, vittima innocente di una spedizione punitiva a un suo conoscente che era in auto con lui ed organizzata da un ras di camorra dei Quartieri Spagnoli.

Teatro CortéSe ai Colli Aminei, domenica 28 dicembre in scena la tradizione partenopea

Domenica 28 dicembre, alle ore 18:00, il Teatro CortéSe ai Colli Aminei inaugura un nuovo appuntamento della Stagione 2025-2026 sotto la direzione artistica di Anna Sciotti per l’Ente A.R.T.I. Teatro e Musica APS, con la consulenza artistica di Giuseppe Giorgio. Sul palco, Alan De Luca presenterà “43 'Onna pereta fore 'o balcone”, uno spettacolo che celebra la tradizione e il divertimento partenopeo.

Accompagnato da un cast travolgente composto dalla sciantosa Elena Vittoria, dal comico Ciro Coppola e da Patrizia Zenga, De Luca porterà in scena una serata ricca di comicità, musica e folklore napoletano. Canzoni popolari, battute esilaranti e l’immancabile tombola napoletana renderanno il pubblico protagonista di un’esperienza coinvolgente e festosa, con premi e momenti di interazione tra risate e convivialità.

L’evento si rivela un vero e proprio omaggio all’anima di Napoli, capace di conquistare spettatori di ogni età con numeri, smorfie e un’atmosfera autentica. I posti sono limitati: è possibile prenotare tramite chat al numero 333 997 83 83 oppure acquistare i biglietti in prevendita sul sito ETES.

Un appuntamento da non perdere tra i più spassosi della stagione teatrale, per chi desidera vivere una serata indimenticabile all’insegna della tradizione partenopea.

Aggredito sindaco del Salernitano: Carmine Siano colpito con un bastone, ricoverato in ospedale

Castiglione del Genovesi - Brutale aggressione ieri sera contro il sindaco Carmine Siano. Il primo cittadino del comune salernitano è stato colpito con un bastone da uno sconosciuto con il volto coperto, mentre si trovava a pochi metri dalla sua abitazione.

Trasportato d'urgenza all'ospedale di Salerno, le sue condizioni sono ancora in fase di accertamento. I carabinieri hanno avviato le indagini per identificare l'aggressore e ricostruire la dinamica dell'attacco, avvenuto intorno alle 20.45.

L'episodio si è verificato a breve distanza dalla residenza del sindaco. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo a volto coperto si è avvicinato a Siano e lo ha colpito ripetutamente con un bastone, provocandogli diverse ferite. L'allarme è stato lanciato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno trasferito il primo cittadino al pronto soccorso.

Le condizioni di Siano non sarebbero gravi, ma i medici stanno effettuando tutti gli accertamenti del caso. Intanto, i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e visionando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona per risalire all'identità dell'aggressore e al movente dell'azione, che al momento restano ignoti.

Botti illegali nel cofano dell’auto: maxi sequestro a Maddaloni

Maddaloni – Viaggiava a fari spenti nel pieno delle festività natalizie, sperando forse di passare inosservato nel traffico cittadino. Ma è stata proprio quella strana manovra ad attirare l’attenzione degli agenti del Commissariato di Maddaloni, impegnati nel piano di controlli straordinari disposto dalla Questura di Caserta.

Fermata l’utilitaria per un controllo di routine, i poliziotti della Squadra Volante hanno subito notato l’eccessivo nervosismo del conducente. Il sospetto ha spinto gli agenti a perquisire il veicolo, portando alla luce un vero e proprio carico esplosivo: decine di manufatti pirotecnici accatastati nel bagagliaio senza alcuna misura di sicurezza, pronti per essere immessi nel circuito del commercio abusivo.

Le verifiche tecniche hanno confermato la gravità della situazione. L’uomo trasportava oltre 25 chilogrammi di materiale esplodente, incluse diverse batterie di fuochi d’artificio di categoria superiore, la cui detenzione richiede licenze specifiche che il conducente non possedeva. L'intero carico è stato sequestrato e affidato a una ditta specializzata per la custodia in sicurezza.

Pesanti le conseguenze legali per l'uomo, denunciato a piede libero per detenzione illegale e commercio abusivo di materie esplodenti. Oltre al sequestro, la Polizia ha proceduto al ritiro immediato della patente di guida per le violazioni legate al trasporto di merci pericolose. Nei confronti del soggetto è stato inoltre avviato l'iter per il Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Maddaloni.

De Laurentiis pronto a blindare Conte: sul tavolo un rinnovo fino al 2029

Aurelio De Laurentiis valuta di blindare Antonio Conte con un rinnovo di lungo periodo. Secondo indiscrezioni che circolano negli ambienti vicini al Napoli, il presidente sarebbe pronto a presentare a breve una proposta per estendere l’attuale contratto dell’allenatore, portandone la scadenza dal 2027 al 2029.

La società vuole muoversi in anticipo in vista delle prossime stagioni, forte di un clima interno tornato sereno dopo la vittoria in Supercoppa Italiana conquistata a Riad. Nelle ore successive al successo, De Laurentiis ha ribadito pubblicamente la fiducia nel tecnico, rispondendo ai giornalisti con una frase che è suonata come una conferma della linea del club: “Perché, avevate dubbi su di lui?”.

Resta però un passaggio chiave: la disponibilità di Conte a legarsi a lungo termine al progetto. La storia recente dell’allenatore racconta infatti percorsi spesso brevi, con l’eccezione del ciclo alla Juventus (2011-2014). Proprio per questo, in società si attende di capire quali siano le reali intenzioni del tecnico prima di trasformare l’idea in un accordo definitivo.

Sul campo, intanto, il Napoli ha trovato continuità di risultati e identità anche in una stagione segnata da difficoltà e assenze. Nella finale di Supercoppa, Conte ha gestito l’emergenza senza alcune pedine considerate importanti, confermando un approccio pragmatico e la capacità di adattare assetto e soluzioni alle condizioni del momento.

Il club considera Conte un perno tecnico del progetto e valuta un rinnovo pluriennale come mossa di stabilità. La decisione finale, però, dipenderà dalla risposta dell’allenatore e dalle garanzie sportive che entrambe le parti vorranno fissare attorno al futuro.

Napoli, pronto soccorso del Santobono sotto pressione: boom di sindromi influenzali tra i bambini

Napoli, emergenza respiratoria tra bambini e anziani: il Santobono è alle prese con una forte ondata di sindromi influenzali che sta facendo crescere in modo significativo gli accessi in Pronto soccorso pediatrico. Secondo quanto riferito da sanitari e operatori, circa quattro bambini su cinque arrivano con quadri caratterizzati da iperpiressia, faringite e bronchite, in alcuni casi con decorso clinico complesso e necessità di monitoraggio.

Sul versante delle bronchioliti, invece, arriva un segnale incoraggiante: l’impiego sistematico degli anticorpi monoclonali nei neonati avrebbe contribuito a ridurre in maniera netta i ricoveri legati a questa patologia, alleggerendo almeno in parte la pressione sui reparti dedicati.

La Campania, già indicata tra le regioni con maggiore circolazione di virus respiratori in questa fase dell’anno, sta vivendo giorni particolarmente intensi, in linea con le previsioni che collocavano il picco influenzale nel periodo delle festività natalizie. Medici di medicina generale e pediatri richiamano l’attenzione sul ruolo delle scuole come principale acceleratore dei contagi, mentre preoccupa l’effetto delle occasioni conviviali delle feste: il timore è un rapido passaggio dell’infezione anche alla popolazione adulta e, soprattutto, a quella più fragile e anziana.

Sotto osservazione, in particolare, c’è il cosiddetto ceppo “K”, indicato come una variante in rapida diffusione e non pienamente coperta dai vaccini stagionali standard. È uno dei fattori che, secondo i clinici, potrebbe contribuire a un’ulteriore crescita dei casi nelle prossime settimane.

Parallelamente, all’ospedale Cardarelli lo scenario viene descritto come diverso ma non meno allarmante. L’influenza non rappresenterebbe ancora la principale causa di accesso, ma si registra un aumento di gravi infiammazioni polmonari, con un impatto marcato sulla terza età. A complicare il quadro, spiegano i medici, contribuisce la contemporanea circolazione di più patogeni respiratori oltre ai ceppi stagionali.

L’attenzione resta puntata sull’inizio del nuovo anno, quando è attesa la fase più acuta dell’epidemia: il rischio, avvertono gli operatori sanitari, è che la combinazione tra alta trasmissibilità e bassa copertura vaccinale possa tradursi in una pressione difficile da sostenere per le strutture ospedaliere.

Spari alla vigilia di Natale a Pomigliano: chiariti i due ferimenti. Tutto è avvenuto in un negozio

È stata fatta piena luce sui due ferimenti a colpi d’arma da fuoco avvenuti alla vigilia di Natale, nel cuore di Pomigliano d’Arco.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, in sinergia con il Commissariato di Acerra, hanno consentito di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, identificando ruoli, responsabilità e contesto dell’episodio.

Determinanti, ai fini investigativi, sono state le immagini estratte dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona e le dichiarazioni rese dai testimoni. Gli accertamenti hanno infatti chiarito che i due ferimenti — quello di un bambino di sei anni, nato nel 2018, e quello di un uomo di 46 anni, classe 1978 — non sono riconducibili a episodi distinti, come inizialmente ipotizzato, ma a un unico evento.

Secondo quanto emerso, tutto sarebbe avvenuto nella serata del 24 dicembre all’interno di un esercizio commerciale situato in piazza Mercato, uno dei luoghi più frequentati del centro cittadino.

In quel contesto, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, sarebbero stati esplosi i colpi di pistola che hanno ferito entrambe le vittime, generando momenti di panico tra i presenti, anche in considerazione dell’orario e dell’elevata affluenza legata alle festività natalizie.

L’episodio, che aveva destato forte allarme sociale soprattutto per il coinvolgimento di un minore, appare ora delineato nei suoi contorni essenziali. La documentazione raccolta è stata trasmessa all’autorità giudiziaria, che valuterà l’adozione dei provvedimenti di competenza nei confronti dei responsabili.

Napoli, scacco alle fabbriche dei «botti» illegali: sequestrate 2,5 tonnellate di esplosivi

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Napoli – Un arsenale di fuoco pronto a esplodere nelle piazze di Napoli e provincia è stato smantellato dagli uomini della Guardia di Finanza. A pochi giorni dai festeggiamenti di fine anno, le Fiamme Gialle hanno messo a segno un colpo durissimo alla filiera della pirotecnica illegale, portando al sequestro di ben 2,5 tonnellate di materiale esplosivo.

L’operazione, coordinata dal Viminale, si è snodata attraverso una serie di perquisizioni mirate che hanno interessato non solo i quartieri del capoluogo, ma anche i comuni dell'hinterland come Casoria, Ercolano, Acerra e San Giuseppe Vesuviano. Il bilancio è pesante: tre persone sono finite in manette, mentre altre sette sono state denunciate a piede libero per detenzione e commercio abusivo di materiale esplodente.

Tra i 300mila pezzi sequestrati, l'attenzione degli inquirenti si è concentrata su numerosi ordigni artigianali definiti "micidiali". Non si tratta di semplici giochi pirici, ma di vere e proprie bombe illegali prive di qualsiasi standard di sicurezza, potenzialmente in grado di causare danni irreversibili a persone e gravi lesioni strutturali agli edifici.

L'intervento rientra nel piano di rafforzamento dei controlli disposto per il periodo natalizio. Secondo quanto diffuso dal Ministero dell'Interno tramite i propri canali ufficiali, l'attività ha permesso di sottrarre al mercato nero prodotti che, se utilizzati impropriamente, avrebbero potuto trasformare la notte di San Silvestro in una tragedia.

La gaffe del truffatore di anziani: “Dia i soldi per salvare suo marito”, ma l'anziana era vedova: arrestato

Un uomo si spaccia per maresciallo dell’Arma, chiama una donna di 79 anni e le dice: “Consegni soldi e gioielli per evitare l’arresto di suo marito per rapina a mano armata”. Peccato che la signora sia vedova da anni.

È l’inizio di una truffa “tradizionale” – quella dei falsi ufficiali – che però, questa volta, è stata sventata sul nascere grazie al pronto intervento dei Carabinieri di Jesi (Ancona).

L’episodio risale al 23 dicembre scorso. L’anziana, inizialmente spaventata, aveva dato informazioni personali al sedicente maresciallo. Poi, intuendo l’inganno, si è rifugiata a casa del figlio. Nel frattempo, l’uomo – un 44enne di Napoli già noto alle forze dell’ordine – aveva noleggiato un’auto e si era messo in viaggio verso Jesi per ritirare il “riscatto”.

A smascherarlo è stata la prevenzione dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, che già monitoravano la zona della frazione Zipa per prevenire reati predatori. Notata un’auto a noleggio con a bordo un uomo sospetto, i militari in borghese lo hanno pedinato fino al centro storico.

Il blitz è scattato mentre il 44enne era ancora al telefono con la vittima, alla quale chiedeva conferma dell’indirizzo per prelevare denaro e gioielli. I Carabinieri hanno interrotto la chiamata e fermato il falso “colonnello Saviani” – come si era presentato alla donna – prima che potesse ricevere nulla.

La ricostruzione ha confermato la dinamica: l’uomo aveva usato la classica tecnica telefonica, spacciandosi per un maresciallo e sfruttando la paura della vittima per estorcere beni di valore.

Il giorno successivo, il Tribunale di Ancona ha convalidato l’arresto e disposto il divieto di dimora nella provincia di Ancona, oltre all’obbligo di presentazione giornaliera presso la stazione dei Carabinieri del suo Comune di origine. Misure cautelari mirate a impedire che l’uomo possa mettere in atto altre “spedizioni truffaldine”, soprattutto nelle festività, periodo in cui questo genere di reati spesso aumenta.

Hamas finanziata per 7 milioni attraverso finte onlus: 9 arresti in Italia

Nove arresti e il sequestro di tre associazioni nell'operazione condotta da Polizia e Guardia di Finanza di genova che ha smantellato una presunta rete di finanziamento ad Hamas. Gli investigatori hanno ricostruito un sistema di trasferimenti per circa sette milioni di euro, mascherati da attività benefiche a favore della popolazione palestinese.

Tra i fermati spicca il nome di Mohammad Hannoun, presidente dell'associazione dei palestinesi in Italia, definito dagli inquirenti "membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica Hamas" e "vertice della cellula italiana". Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip di Genova su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo.

Il sistema delle triangolazioni

L'inchiesta, partita dall'analisi di operazioni finanziarie sospette, ha beneficiato della collaborazione con altri uffici inquirenti italiani e con le autorità dei Paesi Bassi e di altri Stati dell'Unione Europea.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i fondi sarebbero stati trasferiti attraverso "operazioni di triangolazione" con bonifici bancari verso associazioni con sede all'estero, poi dirottati a enti di Gaza "dichiarati illegali dallo Stato di Israele perché collegate ad Hamas".

In alcuni casi, il denaro sarebbe finito direttamente nelle mani di esponenti del movimento islamista, tra cui Osama Alisawi, ex ministro del governo di fatto di Hamas a Gaza, che avrebbe sollecitato personalmente il supporto finanziario.

Le reazioni

"È stato squarciato il velo su comportamenti che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno a organizzazioni con finalità terroristiche", ha dichiarato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, sottolineando "la massima attenzione del governo" su questi fenomeni.

Una nota congiunta del procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo e del procuratore di Genova Nicola Piacente ha precisato che "le indagini non possono togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese dopo il 7 ottobre 2023 nelle operazioni militari israeliane".

I magistrati hanno però aggiunto che "tali crimini non possono giustificare gli atti di terrorismo compiuti da Hamas ai danni della popolazione civile".

L'operazione è stata eseguita dalla Digos e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Genova, insieme al Nucleo Speciale della Polizia Valutaria della Guardia di Finanza.

Pizzo agli agricoltori tra Napoli e Caserta: arrestati due affiliati ai Casalesi

Nelle prime ore del mattino i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, ritenute gravemente indiziate dei reati di estorsione e danneggiamento aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, al termine di un’articolata attività investigativa.

L’indagine, avviata nel gennaio scorso a seguito delle denunce presentate da alcuni imprenditori agricoli delle province di Napoli e Caserta, ha consentito di ricostruire un quadro di pressioni sistematiche esercitate nei confronti di aziende operanti nel settore agricolo.

Gli accertamenti, condotti attraverso attività tecniche, acquisizione di testimonianze e riscontri alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, avrebbero fatto emergere gravi condotte estorsive reiterate nel tempo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due indagati, facendo leva sulla capacità intimidatoria derivante dalla loro presunta appartenenza al clan dei Casalesi, avrebbero posto in essere estorsioni consumate e tentate ai danni di dieci imprenditori agricoli.

Le richieste di denaro, variabili tra i 300 e i 1.400 euro annui, venivano giustificate come corrispettivo di un presunto servizio di “guardiania”, presentato come misura di protezione contro possibili danneggiamenti a colture, strutture, attrezzature e mezzi agricoli.

Il clima di intimidazione sarebbe stato ulteriormente rafforzato da ripetuti accessi alle abitazioni delle vittime. In più occasioni, gli indagati avrebbero raggiunto le case degli imprenditori anche in loro assenza, presentandosi ai familiari con l’evidente intento di dimostrare la conoscenza delle residenze e delle abitudini di vita, accentuando così la pressione psicologica.

In almeno sei casi, al rifiuto o al ritardo nel pagamento delle somme richieste sarebbero seguiti danneggiamenti alle serre destinate alla coltivazione di frutta e ortaggi. I danni economici, secondo le stime, oscillerebbero tra i 5.000 e i 40.000 euro per ciascuna azienda colpita, incidendo pesantemente sulla già fragile sostenibilità delle attività agricole coinvolte.

Gli arresti si inseriscono in un più ampio quadro di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore primario, da tempo considerato vulnerabile alle pressioni della criminalità organizzata.

 

Napoli, l’allarme sicurezza stradale: “La città è diventata una pista, servono interventi immediati”

Napoli come una pista di Formula Uno. È l’immagine forte scelta da un gruppo di cittadini che, con una lettera aperta indirizzata al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali, torna a puntare i riflettori su una delle emergenze più sentite in città: la sicurezza stradale.

L’ultimo episodio, l’ennesimo, si è verificato all’alba a Fuorigrotta, andando ad allungare una lista di incidenti che cresce di giorno in giorno, per numero e gravità. Un fenomeno che, sottolineano i firmatari, non conosce orari né quartieri e che incide pesantemente sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei cittadini.

«Non è più accettabile vivere con la costante paura che uscire di casa possa trasformarsi in un pericolo mortale», scrivono, chiedendo interventi immediati e soprattutto strutturali. Tra le richieste, la necessità di limitare in modo deciso il traffico privato da nord a sud della città, puntando su una viabilità più ordinata e su soluzioni durature.

I cittadini invocano anche il rispetto delle normative europee, che impongono ai Comuni l’adozione di misure adeguate in materia di mobilità e sicurezza stradale, e chiedono un impegno concreto da parte dell’amministrazione comunale.

L’appello si chiude con un messaggio che è insieme affettuoso e preoccupato: Napoli, ribadiscono, «merita di essere una città vivibile, sicura e rispettosa della vita dei suoi cittadini».

Allarme Listeria: richiamati prosciutto cotto, fesa di tacchino e arista

Vigilia di Natale amara per alcuni consumatori italiani. Il Ministero della Salute ha diffuso una serie di richiami alimentari che riguardano salumi e arrosti pronti al consumo, ritirati dal mercato per possibile contaminazione da Listeria monocytogenes.

I provvedimenti, adottati in via precauzionale in collaborazione con i produttori e la grande distribuzione, interessano diversi lotti di prosciutto cotto, fesa di tacchino e arista al forno.

Il 24 dicembre sono stati ritirati due lotti del "Prosciutto cotto alta qualità Lenti & Lode" e un lotto della "Gran fesa di tacchino arrosto" dello stesso marchio. Entrambi i prodotti sono stati realizzati dall'azienda Rugger Srl nello stabilimento di Santena, in provincia di Torino. Le analisi hanno evidenziato un potenziale rischio microbiologico legato alla presenza del batterio Listeria, particolarmente pericoloso per anziani, donne in gravidanza e persone con sistema immunitario compromesso.

Un giorno prima, il 23 dicembre, era già scattato l'allarme per un lotto di arista al forno a marchio Fior Fiore Coop, prodotta nel medesimo stabilimento torinese e richiamata per la stessa ragione sanitaria.

Le raccomandazioni del Ministero

In tutti i casi si tratta di richiami cautelativi disposti per tutelare la salute pubblica. I consumatori che hanno acquistato i prodotti appartenenti ai lotti segnalati non devono consumarli e sono invitati a riportarli al punto vendita per ottenere la sostituzione o il rimborso. Il Ministero della Salute ricorda che l'elenco completo e aggiornato delle allerte alimentari è consultabile sul portale ufficiale dedicato alla sicurezza alimentare.

La Listeria monocytogenes può causare gravi infezioni, note come listeriosi, che si manifestano con sintomi quali febbre, dolori muscolari, nausea e diarrea. Nei casi più gravi, specialmente nei soggetti fragili, può portare a complicazioni neurologiche e meningite.

La Napoli di oggi è meno gentile? Viaggio nella città che non si riconosce più

Napoli, quando la città corre più veloce delle persone

Napoli — e con lei gran parte della Campania — non è diventata improvvisamente peggiore. È diventata più veloce. Più compressa. Più sotto pressione. E come spesso accade alle città che corrono troppo, ha iniziato a perdere qualcosa lungo la strada: il tempo per guardarsi intorno.

Un tempo Napoli era conosciuta per un’accoglienza naturale, quasi istintiva. Non una gentilezza formale, ma una forma di attenzione reciproca che rendeva la convivenza più semplice, più prevedibile. Oggi quella stessa città vive immersa in un flusso continuo di urgenze, scadenze, stress quotidiano. E quando tutto è urgente, anche la pazienza diventa un lusso.

Non è cattiveria. È contesto.

Lo si vede nelle scene più comuni, quelle che nessuno racconta ma che tutti riconoscono. Alla cassa del supermercato, dove il tempo sembra sempre mancare. In strada, dove ogni manovra è una corsa contro l’orologio. Davanti alle scuole, dove il traffico si concentra in pochi minuti e trasforma la fretta in confusione. Nessuno parte con l’intenzione di creare disagio, ma la somma delle urgenze individuali finisce per pesare sugli altri.

Napoli oggi vive una pressione costante:
più auto, più scooter, più persone, più turismo, più lavoro precario, più costi, meno spazio. In questo scenario, il comportamento quotidiano cambia. Le regole non vengono infrante per sfida, ma per necessità percepita. “Solo un attimo”, “solo cinque minuti”, “devo fare in fretta”. È il linguaggio della città che corre.

Anche la strada racconta questo cambiamento.
Gli scooter che sfrecciano ovunque, le inversioni improvvise, le manovre azzardate non sono solo atti di inciviltà: sono sintomi di una mobilità sotto stress, di una città che non riesce più a contenere i suoi stessi flussi. Quando lo spazio è poco e il tempo ancora meno, la sicurezza diventa fragile.

Eppure, affidarsi solo allo Stato o ai controlli non basta.
Nessuna città può funzionare se tutto viene delegato all’esterno. Il senso civico non nasce dalle multe, ma dalla consapevolezza collettiva. Non è una questione di colpa, ma di responsabilità condivisa. Perché vivere insieme significa riconoscere che il proprio tempo non vale più di quello degli altri.

“Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.”
Non è una morale antiquata, ma una regola di sopravvivenza urbana. In una città densa come Napoli, questo principio è ciò che tiene in equilibrio la quotidianità. Quando viene meno, la città diventa faticosa, imprevedibile, tesa.

Napoli soffre più di altre realtà questo squilibrio perché è sempre stata una città di relazioni, di vicinato, di contatto umano. Dove questo tessuto resiste — in alcune strade, in certi quartieri, tra persone che ancora si riconoscono — il clima cambia immediatamente. La città rallenta, anche solo per un attimo.

Rivedere oggi film come Così parlò Bellavista colpisce più di ieri.
Non per nostalgia sterile, ma perché quella Napoli raccontata sullo schermo appare più leggibile, più umana, meno frenetica. Era una città con problemi, certo, ma anche con ritmi che permettevano alle persone di capirsi, di anticiparsi, di convivere.

La Napoli di oggi non è peggiore.
È più sotto pressione.

E forse la vera sfida non è tornare indietro, ma reimparare a rallentare nei piccoli gesti quotidiani. Una fila rispettata, una manovra pensata, uno spazio lasciato all’altro. Perché una città non cambia solo con le grandi opere, ma con migliaia di micro-scelte invisibili.

Napoli non ha bisogno di essere rifatta.
Ha bisogno di ritrovare equilibrio tra velocità e umanità. E quel margine, per fortuna, esiste ancora.

Afragola, guardia giurata salva un uomo dal suicidio sul cavalcavia dell'asse mediano

Afragola - Nel primo pomeriggio di Natale, intorno alle 13.30, si è sfiorata la tragedia sul cavalcavia dell'asse mediano ad Afragola, in direzione Casalnuovo, all'altezza dell'uscita del centro commerciale Le Porte di Napoli. Un uomo in evidente stato di difficoltà è stato notato da una pattuglia di guardie giurate di un istituto di vigilanza napoletano impegnata nel controllo del territorio.

La guardia particolare giurata Carlo Buonomo è intervenuta con grande sangue freddo, riuscendo a calmare e tranquillizzare l'uomo e scongiurando il peggio. Contemporaneamente, attraverso la centrale operativa dell'istituto di vigilanza, sono state allertate le autorità competenti.

Sul luogo sono giunti in tempi rapidissimi polizia stradale e vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l'area e recuperato l'uomo. Per consentire l'intervento, i pompieri hanno dovuto tagliare la grata laterale del cavalcavia. Successivamente è arrivata anche una pattuglia della radiomobile.

Durante le operazioni di soccorso è sopraggiunta anche la sorella dell'uomo, che è stata colta da malore a causa del forte shock emotivo ed è stata soccorsa da una seconda ambulanza.

"Un intervento che dimostra ancora una volta come attenzione, tempestività e collaborazione tra vigilanza privata, forze dell'ordine e soccorsi possano fare la differenza e salvare una vita", ha sottolineato Giuseppe Alviti, presidente Angpg, security manager e formatore professionale per le forze dell'ordine e la sicurezza sussidiaria e complementare.

Massacra la moglie a colpi di ferro da stiro sotto l'albero di Natale: arrestato marito violento

Sant’Antonio Abate – L’albero di Natale giace a terra, rovesciato all’ingresso di una cameretta, muto testimone di una festa che si è trasformata in incubo. Accanto alle palline colorate e alle luci, c’è il sangue. Tanto, troppo sangue.

Nemmeno la sacralità delle festività natalizie è riuscita a fermare la mano violenta di un uomo, confermando una triste verità che le cronache ci restituiscono puntualmente: la violenza di genere non conosce calendario, non va in vacanza, e spesso si acuisce proprio tra le mura domestiche nei giorni che dovrebbero essere dedicati alla pace familiare.

È una scena raccapricciante quella che si sono trovati davanti i Carabinieri della locale Stazione e della Sezione Radiomobile di Castellammare di Stabia, intervenuti ieri a Sant’Antonio Abate dopo una richiesta di aiuto.

All’interno dell’appartamento, i militari hanno bloccato un uomo di 66 anni, in preda a una furia cieca, mentre tentava ancora di scagliarsi contro la moglie, una donna di 61 anni già gravemente ferita.

La dinamica dell’orrore

La ricostruzione dei fatti è un bollettino di guerra domestica. Al culmine di una lite, l’uomo ha trasformato oggetti di uso quotidiano in armi improprie. Ha afferrato un ferro da stiro colpendo la donna più volte, per poi infierire su di lei con un mestolo da cucina sulla testa.

Non contento, l’ha spinta violentemente fino a farle sbattere il volto contro lo spigolo del frigorifero.

La casa porta i segni della battaglia: piatti di plastica e pentole sparsi sul pavimento, le cerniere della porta della cucina divelte dalla forza degli urti. In questo scenario apocalittico, i due figli della coppia, di 31 e 24 anni, hanno tentato disperatamente e con grande difficoltà di fare da scudo alla madre, raccontando poi ai militari di un passato fatto di innumerevoli episodi di violenza mai sopita.

La corsa in ospedale e le manette

La 61enne è stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale "San Leonardo" di Castellammare di Stabia. Il referto medico è agghiacciante: "fratture costali multiple, composte e scomposte".

La donna è stata ricoverata nel reparto di chirurgia e tenuta sotto stretta osservazione; la prognosi non è riservata, ma le ferite, fisiche e psicologiche, saranno lunghe a guarire.

Per il 66enne sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Su disposizione della Procura di Torre Annunziata, l’uomo è stato trasferito in carcere, ponendo fine, almeno per ora, all'incubo di una famiglia distrutta proprio nei giorni di festa.

Il "mostro" non va in vacanza

Questa vicenda ci costringe a guardare in faccia una realtà scomoda: la violenza sulle donne non si ferma davanti al calendario. C'è una retorica del Natale che parla di pace, serenità e calore domestico, ma per troppe donne le festività rappresentano il momento più pericoloso dell'anno.

Le ferie, la chiusura delle scuole e degli uffici costringono a una convivenza forzata e prolungata con il proprio aguzzino. Quella casa che dovrebbe essere rifugio si trasforma in una prigione, dove l'albero di Natale non è simbolo di gioia, ma spettatore muto di soprusi.

L'episodio di Sant'Antonio Abate ci ricorda che il "Codice Rosso" non va in ferie e che la violenza, purtroppo, non rispetta la sacralità di nessun giorno, anzi: spesso si nutre proprio dell'intimità domestica per esplodere con maggior ferocia.

Marcianise, vede i carabinieri e lancia la droga dal finestrino dell'auto: arrestato 34enne

Marcianise – Arresto per detenzione ai fini di spaccio nel giorno di Natale a Marcianise. Il 25 dicembre i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia locale hanno fermato un 34enne di Maddaloni, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Durante un servizio di perlustrazione, i militari hanno notato una Fiat Punto viaggiare ad alta velocità lungo via Madonna della Libera. Ne è scaturito un inseguimento nel corso del quale i Carabinieri avrebbero visto lanciare dal finestrino un involucro.

Recuperato immediatamente, il pacchetto è risultato contenere 0,69 grammi di cocaina/crack suddivisi in tre dosi. A quel punto gli accertamenti sono proseguiti con una perquisizione estesa anche all’abitazione dell’uomo.

Nel domicilio, secondo quanto riferito, sono stati rinvenuti complessivamente 6,43 grammi di cocaina/crack, in più dosi e in parte ancora in fase di confezionamento. Sequestrate anche 7 bottigliette da 50 cc con all’interno verosimilmente acqua e sostanza stupefacente, alcune con cannucce e sigillate con carta stagnola, oltre a materiale ritenuto utile per il taglio e il confezionamento.

Nel corso dell’operazione è stata inoltre sequestrata la somma di 730 euro in contanti, considerata provento dell’attività illecita. Il 34enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Rapina in Corso Garibaldi: 18enne arrestato dopo inseguimento

Napoli –L'altra notte la Polizia di Stato ha arrestato un diciottenne di origine marocchina, irregolare sul territorio e con precedenti per rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

Gli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale, di pattuglia in Corso Garibaldi, hanno sorpreso il fuggitivo mentre un giovane lo indicava come autore della rapina subita poco prima. La vittima ha raccontato di essere stata spinta a terra e derubata del cellulare per facilitare la fuga del malvivente.

Nonostante la resistenza, gli operatori hanno bloccato il sospettato. Per lui, accusato di rapina, si sono aperte le porte del carcere.

Napoli, 18enne incensurato accoltellato nella notte a Chiaia: è grave

Napoli – Un ragazzo di 18 anni è stato gravemente ferito nella notte nel quartiere Chiaia. L’aggressione è avvenuta intorno all’1.15 in via Bisignano, dove sono intervenuti i carabinieri della compagnia Napoli Centro.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dal nucleo operativo, il giovane, incensurato e residente nella zona di San Lorenzo Vicaria, stava passeggiando con alcuni amici quando sarebbe stato avvicinato da più persone in sella a scooter. Per cause ancora in corso di accertamento, il 18enne sarebbe stato colpito con due fendenti di arma da punta e taglio, uno al ventre sinistro e uno al fianco sinistro.

Il ragazzo è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale San Paolo, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Attualmente si trova ricoverato in rianimazione in prognosi riservata.

Sull’episodio indagano i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli Centro, con il supporto dei militari della stazione Chiaia. I motivi dell’aggressione restano al momento sconosciuti e la dinamica è ancora da ricostruire.

Napoli, controlli a tappeto a Bagnoli: droga e armi in auto, nei guai due incensurati

Napoli – Un servizio straordinario di controllo del territorio, volto a contrastare l’illegalità diffusa e a garantire maggiore sicurezza nelle zone della movida e del passaggio universitario, ha visto impegnati i Carabinieri della compagnia di Napoli Bagnoli.

Il bilancio dell’operazione parla di denunce, sequestri di sostanze stupefacenti e il ritrovamento di armi improprie in possesso di persone insospettabili.

Lo spaccio in via Cinthia

Il primo intervento significativo è avvenuto lungo via Cinthia, dove i militari hanno intimato l’alt a un 24enne incensurato. Nonostante l’assenza di precedenti, l’atteggiamento del giovane ha spinto i Carabinieri a una perquisizione più approfondita.

L'intuizione si è rivelata corretta: l'uomo è stato trovato in possesso di 10 dosi di cocaina pronte per lo spaccio e della somma in contanti di 370 euro, ritenuta provento dell’attività illecita. Per il giovane è scattata immediatamente la denuncia all’Autorità Giudiziaria.

Un arsenale nel bagagliaio

Sempre in via Cinthia, una seconda pattuglia ha fermato un uomo di 49 anni, anch’egli incensurato. Sebbene non vi fossero sospetti legati agli stupefacenti, il controllo dell’abitacolo ha riservato una sorpresa inquietante: nel bagagliaio dell'auto erano occultati un’ascia, un martello e un coltello.

Alla richiesta dei militari, l’uomo non ha fornito alcuna giustificazione valida per il porto di tali oggetti atti a offendere. Anche per lui è scattata la denuncia a piede libero.

Lotta ai parcheggiatori e contrasto al consumo di droga

L’operazione non si è limitata ai posti di blocco stradali. I Carabinieri hanno setacciato anche l’area di viale Giochi del Mediterraneo, tristemente nota per il fenomeno della sosta selvaggia gestita dalla criminalità comune. Qui sono stati intercettati e denunciati 3 parcheggiatori abusivi, sorpresi a esercitare l'attività illecita.

Infine, sul fronte del contrasto al consumo di stupefacenti tra i giovanissimi, i militari hanno individuato 4 ragazzi in possesso di modiche quantità di droga per uso personale. I giovani sono stati segnalati alla Prefettura quali assuntori.

I controlli dei Carabinieri proseguiranno con intensità costante su tutto il territorio del quartiere Bagnoli e delle zone limitrofe per prevenire reati predatori e contrastare il degrado urbano.

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