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Blitz a Poggioreale: smantellata la fabbrica delle calze della Befana "fake"

A Poggioreale, Napoli, la Guardia di Finanza ha smantellato un laboratorio clandestino dedicato alla produzione di calze della Befana contraffatte, scoprendo 1.800 articoli già pronti per la distribuzione; l’operazione, frutto di un’attenta indagine, ha bloccato un'importante rete dell'abusivismo.

Napoli– Un colpo di precisione chirurgica alla filiera del falso. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell'ambito di una massiccia operazione di contrasto all'abusivismo commerciale, hanno "centrato" e smantellato un laboratorio tessile clandestino nel quartiere di Poggioreale.

All'interno, una vera e propria catena di montaggio illegale dedicata alla produzione di massa delle calze della Befana per l'imminente festività.

L'operazione "Pronto Impiego"

L’incursione dei Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego è scattata a seguito di un’attenta attività di intelligence volta a risalire i segmenti della produzione illecita.

I finanzieri hanno sorpreso un uomo di nazionalità italiana proprio mentre faceva ingresso nel locale, un laboratorio privato trasformato in una fabbrica fantasma completa di strumentazione professionale: macchine da taglio e da cucire industriali erano già a pieno regime per dare forma a migliaia di articoli contraffatti.

Il "bottino" dell'illegalità recuperato dalle fiamme gialle è ingente e testimonia la capacità produttiva della base logistica:

1.800 calze della Befana già finite e pronte per la distribuzione.

1.300 semilavorati in fase di completamento.

Macchinari professionali posti sotto sequestro probatorio.

I prodotti riproducevano illegalmente i loghi della SSC Napoli e i disegni protetti da copyright dei principali brand dell'animazione internazionale, come Stitch, Barbie e Spiderman, destinati a ingannare i consumatori più piccoli.

Per il responsabile del laboratorio è scattato il deferimento immediato all'Autorità Giudiziaria. Le accuse pesano come piombo: contraffazione di marchi, con l'aggravante del possesso di mezzi e dell'organizzazione strutturata, e ricettazione. L'intervento ha neutralizzato un nodo nevralgico dell'economia sotterranea napoletana, impedendo che migliaia di prodotti potenzialmente pericolosi raggiungessero le bancarelle della città.

Corso su intelligenza artificiale: cosa impari davvero e perché è la competenza del momento

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L’intelligenza artificiale non è più un concetto astratto da film futuristici: oggi è una tecnologia concreta, applicata e già parte della nostra vita quotidiana. Assistenti virtuali, algoritmi di raccomandazione, sistemi predittivi, automazioni intelligenti, modelli di linguaggio: tutto nasce da logiche e tecniche che chiunque può imparare con il giusto percorso formativo. È qui che un corso sull’intelligenza artificiale fa davvero la differenza.
L’obiettivo di questo articolo è mostrarti cosa offrono questi corsi, come funzionano, quali competenze sviluppano e perché possono diventare una leva professionale potentissima. Niente tecnicismi inutili, solo ciò che ti serve per capire davvero.

Sommario

  • Corso su intelligenza artificiale: il punto di partenza per capire davvero questo mondo
  • Come un corso sull’intelligenza artificiale trasforma concetti complessi in competenze applicabili
  • Capire se un corso sull’ intelligenza artificiale fa per te: segnali, attitudini e prospettive
  • Il modo in cui l’intelligenza artificiale unisce teoria, dati e pratica concreta
  • Le opportunità che un corso su intelligenza artificiale apre nel digitale oggi
  • Gli errori più comuni quando si sceglie un corso su intelligenza artificiale e come evitarli
  • Perché affidarti a Sviluppatore Migliore può aiutarti a scegliere il corso su intelligenza artificiale più adatto a te

Corso su intelligenza artificiale: il punto di partenza per capire davvero questo mondo

Un corso sull’intelligenza artificiale rappresenta il primo vero passo per entrare in un settore che sta cambiando il modo in cui lavoriamo, produciamo, comunichiamo e prendiamo decisioni. È un mondo fatto di algoritmi, dati, modelli e applicazioni intelligenti, ma prima ancora è un modo di ragionare.
Quando si inizia un percorso dedicato all’AI, si parte dalle basi: capire cosa significa “intelligenza artificiale”, come si costruisce un modello, quali sono i tipi di apprendimento e come vengono addestrati i sistemi. È un viaggio che parte dalle fondamenta per arrivare a concetti avanzati in modo naturale, senza fretta e senza confusione.
Quello che rende questi corsi particolarmente affascinanti è la loro capacità di farti vedere il “dietro le quinte” delle tecnologie che usi ogni giorno. Capisci perché un modello riconosce un’immagine, come un algoritmo prevede un comportamento, perché un sistema riesce a rispondere in modo sorprendentemente umano.
È un punto di partenza che apre la mente e rende questo mondo molto più vicino di quanto sembri.

Come un corso sull’intelligenza artificiale trasforma concetti complessi in competenze applicabili

L’AI è affascinante proprio perché unisce matematica, logica e creatività. Ma un buon corso ha un obiettivo chiaro: rendere tutto questo accessibile anche a chi parte da zero.
I concetti complessi vengono introdotti con un approccio pratico. Invece di partire con formule e teorie astratte, si parte da esempi concreti: come si analizza un dataset, come si puliscono i dati, come si costruisce un modello semplice. Mano a mano che si procede, si aggiungono elementi più avanzati, come reti neurali, classificazione, regressione, clustering e modelli predittivi.
La forza di questi corsi è proprio nel metodo: trasformano ciò che sembra difficile in passaggi comprensibili, applicabili e anche stimolanti. Ogni concetto viene affiancato a una dimostrazione pratica, a una piccola applicazione, a una visualizzazione. A un certo punto ti accorgi che l’AI non è più un mondo misterioso, ma un insieme di strumenti che puoi maneggiare e comprendere. Questa è la trasformazione più importante: vedere il concetto diventare competenza.

Capire se un corso sull’intelligenza artificiale fa per te: segnali, attitudini e prospettive

Un corso su intelligenza artificiale può affascinare molti, ma è importante capire se rispecchia le tue attitudini, curiosità e aspirazioni. L’AI non è solo tecnica, è anche logica, osservazione e voglia di approfondire.
Se ti piace analizzare come funzionano le cose, se ti affascina il comportamento dei sistemi intelligenti, se ti incuriosisce scoprire come un software possa “imparare”, allora sei già sulla strada giusta. L’AI premia chi ama ragionare, sperimentare, testare e migliorare continuamente i risultati.
A livello professionale, un corso può fare al caso tuo se ti interessa lavorare in ruoli come data analyst, machine learning engineer, sviluppatore AI o semplicemente professionista che vuole integrare competenze intelligenti nel proprio settore.
E non devi essere un esperto matematico: basta la giusta predisposizione. La maggior parte dei corsi introduce i concetti in modo progressivo, rendendo il percorso accessibile anche ai principianti motivati.

Il modo in cui l’intelligenza artificiale unisce teoria, dati e pratica concreta

Uno degli aspetti più importanti di un corso sull’intelligenza artificiale è il modo in cui unisce tre elementi che sembrano lontani tra loro: teoria, dati e pratica.
La teoria ti aiuta a capire le fondamenta. I dati ti mostrano come l’AI si alimenta, cresce, genera risultati. La pratica ti permette di vedere tutto in azione.
In un percorso completo ti ritrovi a lavorare su dataset reali, a manipolare informazioni, a costruire modelli e a valutare la loro efficacia. Scopri cosa funziona e cosa no, come migliorare un algoritmo, come evitare errori di interpretazione.
Questo equilibrio è ciò che trasforma il corso da semplice formazione a esperienza concreta. Ti abitui a ragionare come chi lavora davvero nell’AI: osservi, analizzi, correggi, iteri. E più vai avanti, più diventi capace di tradurre problemi complessi in soluzioni intelligenti.

Le opportunità che un corso su intelligenza artificiale apre nel digitale oggi

In un mercato dove tutto cambia velocemente, avere competenze in AI significa posizionarsi in una delle aree più strategiche del digitale. Un corso sull’intelligenza artificiale apre porte che solo pochi anni fa non esistevano neppure.
Le aziende stanno investendo in automazione, analisi predittiva, sistemi ottimizzati, modelli di linguaggio, strumenti di supporto alle decisioni. Ogni settore ha bisogno di figure che sappiano interpretare i dati e costruire soluzioni intelligenti.
Le opportunità professionali non riguardano solo i ruoli più tecnici. Anche marketing, risorse umane, finanza, customer care e project management stanno integrando strumenti di AI, e chi sa usarli correttamente parte con un enorme vantaggio competitivo.
Questo è il motivo per cui l’AI è considerata una competenza del momento: non è una moda, è una direzione.

Gli errori più comuni quando si sceglie un corso su intelligenza artificiale e come evitarli

Quando si decide di seguire un corso sull’intelligenza artificiale, è facile cadere in alcune trappole tipiche. Il primo errore è scegliere un corso troppo teorico, che parla di algoritmi ma non ti fa mai vedere come si applicano. Senza pratica, l’AI rimane un concetto, non una competenza.
Un altro errore è scegliere percorsi che promettono risultati “miracolosi”, come imparare tutto in poche ore o diventare esperto in un fine settimana. L’AI è un campo ricco, vasto, che richiede tempo per essere compreso davvero.
Anche ignorare la qualità dei docenti può essere rischioso: un corso valido deve essere guidato da chi ha esperienza reale, non solo conoscenza teorica.
Infine, è un errore scegliere corsi senza valutare se siano adatti al tuo livello. Alcuni sono pensati per chi parte da zero, altri per chi ha già basi in programmazione o matematica.
Evitare questi errori significa risparmiare tempo, energia e frustrazione.

Perché affidarti a Sviluppatore Migliore può aiutarti a scegliere il corso su intelligenza artificiale più adatto a te

Il mondo dell’AI è affascinante, ma vasto. Scegliere il corso giusto può diventare complicato se non sai da dove partire, quali competenze servono davvero e quali percorsi sono affidabili.
È qui che entra in gioco Sviluppatore Migliore. Non propone corsi propri, ma aiuta le persone a orientarsi, a capire quale percorso è davvero adatto al loro obiettivo, al loro livello e al loro stile di apprendimento.
Grazie alla sua esperienza nel mondo dello sviluppo, può aiutarti a selezionare corsi validi, strutturati, equilibrati e coerenti con le tue aspirazioni.
Se vuoi un confronto sincero e una guida chiara su come scegliere il corso migliore per te, scopri il supporto personalizzato di Sviluppatore migliore cliccando qui.

Quarto, ladro tenta la fuga e precipita dalle scale: arrestato

Nella notte di ieri a Quarto, un uomo di 50 anni di nazionalità georgiana ha tentato di introdursi in un appartamento in via Cimarosa, ma la fuga precipitosa attraverso le scale è terminata con una caduta che ha attirato l'attenzione dei Carabinieri, portando così al suo arresto per tentato furto.

Quarto – Voleva essere un colpo silenzioso, messo a segno col favore delle tenebre, ma si è trasformato in una rocambolesca fuga finita nel peggiore dei modi per il malvivente e con le manette ai polsi.

È il bilancio di una notte di tensione vissuta in via Cimarosa a Quarto, dove i Carabinieri della locale Tenenza hanno tratto in arresto un 50enne di nazionalità georgiana, risultato poi irregolare sul territorio nazionale.

Tutto è accaduto la scorsa notte. Il silenzio del quartiere residenziale è stato rotto dall'allarme lanciato da alcuni residenti di una palazzina, svegliati da rumori sospetti. I cittadini, con prontezza di riflessi, hanno sorpreso l'uomo proprio mentre tentava di introdursi in un appartamento.

Vistosi scoperto e ormai in trappola, il 50enne ha tentato una disperata via di fuga cercando di scappare attraverso le scale condominiali.

La fretta, tuttavia, lo ha tradito: nella concitazione del momento, l'uomo ha perso l'equilibrio cadendo rovinosamente lungo la rampa delle scale. Sul posto sono giunti immediatamente i militari della Tenenza di Quarto, supportati dai colleghi della stazione di Monte di Procida, che hanno bloccato l'area e preso in consegna il fuggitivo ferito.

Trasferito in ospedale per gli accertamenti del caso, il 50enne è stato medicato e dimesso con una prognosi di 10 giorni per le contusioni riportate durante la caduta. Una volta ricostruita l'intera vicenda e formalizzate le accuse, per lui è scattato l'arresto.

Trasferito in carcere, dovrà ora rispondere davanti all'autorità giudiziaria dei reati di tentato furto aggravato e immigrazione clandestina.

Scampia, arrestato il latitante Gabriele De Biase

A Scampia, i carabinieri hanno arrestato Gabriele De Biase, latitante dal 23 settembre, dopo un inseguimento a piedi che ha coinvolto una violenta colluttazione; questo arresto segna un importante passo nella lotta contro la criminalità locale, portando a 21 le catture di latitanti nel 2023.

Napoli– Una fuga rocambolesca tra le strade di Scampia, conclusa dopo un inseguimento a piedi, una caduta e una violenta colluttazione.

È così che i carabinieri della stazione di Scampia hanno arrestato Gabriele De Biase, 36 anni, latitante dallo scorso 23 settembre in forza a un provvedimento della Corte d’Appello di Napoli.

I militari lo hanno notato mentre viaggiava a bordo di un’auto in compagnia della compagna. Fermato per un controllo, l’uomo inizialmente si è mostrato collaborativo, salvo poi tentare improvvisamente la fuga. Ne è nato un inseguimento a piedi che si è protratto fino al complesso residenziale di via Tancredi Galimberti, dove De Biase ha scavalcato una recinzione, cadendo da un’altezza di circa due metri.

La caduta non ha però posto fine alla corsa: raggiunto da un maresciallo dell’Arma, il 36enne ha ingaggiato una violenta colluttazione, riuscendo temporaneamente a divincolarsi e a fuggire ancora. La corsa è stata definitivamente interrotta poco dopo, grazie all’intervento di un secondo militare sopraggiunto in supporto.

A seguito dell’arresto, De Biase è stato trasportato in ospedale, dove i sanitari gli hanno riscontrato escoriazioni giudicate guaribili in dieci giorni. Più serie le conseguenze per il maresciallo coinvolto nella colluttazione, per il quale è stata diagnosticata una prognosi di trenta giorni.

Conclusi gli accertamenti di rito, il 36enne è stato trasferito in carcere. Con il suo arresto sale a 21 il numero dei latitanti catturati dall’inizio dell’anno dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli.

Bacoli, sorprendono i ladri in casa, sparatoria: due feriti e banditi in fuga

A Bacoli, un normale sospetto di furto si è trasformato in un drammatico agguato: due uomini, sorpresi dai ladri, sono stati feriti in una sparatoria che ha scosso la comunità, rivelando l'inaspettata violenza che può celarsi dietro un apparente crimine.

Bacoli– Una tentata rapina in un’abitazione di via Gabriele D’Annunzio si è trasformata in un agguato a fuoco ieri sera, culminato con il ferimento di due uomini e la fuga di una banda di almeno quattro malviventi.

I carabinieri della stazione locale, insieme alla Sezione Operativa della Compagnia di Pozzuoli, sono intervenuti al civico 54 dopo una chiamata di allarme.

La dinamica, ancora al vaglio degli investigatori, sarebbe iniziata con il sospetto di un furto in corso. Un 54enne e un suo conoscente 52enne, sentiti rumori di flex provenire dall’abitazione del figlio del primo, assente in quel momento, si sono avvicinati per controllare. Qui avrebbero sorpreso il gruppo di ladri che stava abbandonando l’appartamento. È scattata una violenta colluttazione, durante la quale i criminali hanno aperto il fuoco contro i due uomini.

Nella concitazione della fuga, uno dei malviventi avrebbe anche scagliato l’arma contro il volto del 54enne, prima di darsi alla fuga insieme ai complici a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata. Secondo le prime ricostruzioni, i ladri sarebbero riusciti a portare via del denaro da una cassaforte presente nell’abitazione.

Sul posto sono immediatamente intervenuti anche i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli per i rilievi scientifici. Gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato una pistola e sette bossoli calibro 7.65. L’arma sarà ora sottoposta ad urgenti accertamenti balistici per verificarne l’eventuale utilizzo in altri reati e per cercare di risalire agli autori attraverso le impronte.

Il 54enne e il 52enne sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale di Pozzuoli, dove sono attualmente ricoverati. Le loro condizioni, sebbene serie, non sarebbero critiche e non vi è pericolo per la loro vita. Le indagini, coordinate dalla Procura, proseguono senza sosta per ricostruire l’intera vicenda e identificare i componenti della banda.

L’onda del “Ceppo K” travolge l’Italia: 800mila a letto in una settimana, Campania in emergenza

Con l'arrivo del Ceppo K, l'Italia affronta un'impennata di casi influenzali che colpisce in particolare la Campania, mettendo a dura prova il sistema sanitario e richiedendo una maggiore attenzione alla prevenzione, soprattutto in vista delle festività imminenti.

Non è ancora Natale, ma l’Italia è già a letto. La stagione influenzale 2025 ha subito un’accelerazione brutale nell’ultima settimana, trascinata da quella che gli esperti hanno ribattezzato la "variante europea": il Ceppo K del virus A/H3N2.

Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, sono 816 mila gli italiani colpiti da infezioni respiratorie acute in soli sette giorni, un balzo di 100 mila unità rispetto alla rilevazione precedente.

Il virus che "corre" più degli altri

A preoccupare le autorità sanitarie non è la letalità del virus, che resta sovrapponibile alle stagioni passate, ma la sua incredibile velocità di diffusione. Il Ceppo K presenta un vantaggio evolutivo che ne facilita il contagio, rendendo vana, in molti casi, la barriera immunitaria contro l'infezione, sebbene i vaccini stiano reggendo bene l'urto per quanto riguarda la prevenzione delle forme gravi e dei ricoveri.

Mentre il Regno Unito intravede la luce in fondo al tunnel con una prima flessione della curva, il resto del continente è nel pieno della tempesta. In Germania i malati sono 7 milioni, in Francia i pronto soccorso sono presi d'assalto (6,2% degli accessi totali) e in Spagna la mortalità tra i ricoverati ha raggiunto il 4,1%.

Il caso Campania: un’impennata che fa tremare la rete ospedaliera
Se il Nord Italia sembra al momento gestire l'afflusso, è nel Mezzogiorno che si registra la criticità maggiore. La Campania, insieme alla Sardegna, è la regione che ha mostrato l'impennata più violenta e improvvisa.

Perchè la Campania è colpita più duramente?

Diverse sono le determinanti che stanno rendendo la regione un "caso" nazionale in queste ore:

Alta densità abitativa: Nelle aree metropolitane, in particolare a Napoli e nell'hinterland, la velocità di trasmissione del Ceppo K ha trovato terreno fertile.

Contatti intergenerazionali: La forte coabitazione tra giovani (vettore principale del virus) e anziani sta portando a un rapido trasferimento del contagio verso le fasce più fragili della popolazione.

Pressione sui Pronto Soccorso: Negli ospedali cardine come il Cardarelli di Napoli e il San Giuseppe Moscati di Avellino, si registra già un incremento significativo degli accessi per complicazioni respiratorie, spesso legate a sovra-infezioni batteriche.

Le autorità sanitarie regionali segnalano che, nelle ultime 48 ore, le chiamate al 118 per crisi respiratorie sono aumentate del 25%. Il timore principale riguarda le festività imminenti: i pranzi e le cene di Natale rischiano di trasformarsi in eventi "super-diffusori", portando il sistema sanitario regionale vicino al punto di rottura proprio nei giorni di festa.

La prevenzione resta l'unica arma

Nonostante il Ceppo K riesca talvolta a "bucare" la protezione vaccinale contro l'infezione lieve, l'ISS ribadisce l'importanza della profilassi. I dati dimostrano che chi è vaccinato evita quasi sempre il ricovero. Con il Molise unica isola felice ancora non raggiunta dall'epidemia, il resto d'Italia si prepara a un Natale di clausura forzata, sperando che, come accaduto a Londra, il picco sia vicino.

Il consiglio degli esperti: In caso di sintomi, evitare di affollare i pronto soccorso se non strettamente necessario (difficoltà respiratorie gravi) e consultare telefonicamente il medico di medicina generale per evitare di saturare le strutture d'emergenza.

Clan Amato-Pagano, la faida delle “mesate”: gli "indesiderati" di Debora Amato cacciati da Scampia

A Napoli, la faida interna del clan Amato-Pagano si intensifica dopo l'arresto di 11 membri, evidenziando un clima di paura e tensione tra le famiglie di Scampia, dove le dispute su controllo e "mesate" minacciano la stabilità del territorio e la quotidianità dei residenti.

Napoli - Dall'analisi delle 84 pagine dell'ordinanza cautelare, firmata dal gip Isabella Iaselli che l'altro giorno ha portato in carcere 11 esponenti del clan Amato Pagano emerge il quadro di una cosca attraversata da una guerra interna di nervi.

La reggenza “nuova” di Debora Amato e il marito Domenico Romano cerca di rimettere ordine e controllo su uomini, zone e “mesate”, mentre vecchi referenti e gruppi territoriali reagiscono tra sospetti, intimidazioni e messaggi armati.

Il racconto giudiziario, costruito soprattutto su intercettazioni, restituisce il volto quotidiano del potere camorristico: decisioni prese al telefono, litigi su soldi e gerarchie, paura nelle famiglie, e sullo sfondo la macchina dello spaccio tra Scampia (Sette Palazzi, Chalet Bakù) e l’area nord (Mugnano, Melito, Arzano).

La nuova reggenza e la frattura

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire e documentare come la nuova reggenza, ricondotta a Debora Amato e al compagno (poi marito) Domenico Romano, manifesti insofferenza verso parte dei “vecchi” e in particolare non ripone fiducia in Luigi Diano, indicato come capo del gruppo ai Sette Palazzi.

È qui che la linea del potere si spezza: Diano Luigi viene “allontanato” e, al suo posto, la reggenza richiama a Mugnano Arturo Vastarelli, figura che tuttavia non taglia i ponti con Diano e anzi mantiene contatti e si mostra critico soprattutto sulle questioni economiche legate alle mesate.

Quel dettaglio – la mesata – diventa una chiave narrativa e investigativa: perché nella logica del clan non è solo un “sostegno”, ma il termometro della fedeltà e della disciplina, oltre che uno strumento di governo dei gruppi e dei territori.

Scampia, il messaggio di piombo

La tensione esplode e si materializza in strada l’1 giugno 2024, quando a Scampia, in via Antonio Labriola, Vincenzo Bellezza (incensurato) viene ferito alle gambe: un episodio che, nelle conversazioni intercettate, viene letto come un’azione con un bersaglio diverso, probabilmente “il Nano”, cioè Silvio Padrevita, uomo collegato al gruppo di Luigi Diano  e poi trasferito a Mugnano.

La dinamica – un ferito “sbagliato” e un obiettivo che resta in ombra – è tipica dei regolamenti di conti o dei segnali punitivi in contesti camorristici, e l’ordinanza la usa per misurare la temperatura di una frattura già aperta.

Le intercettazioni mostrano l’immediato effetto domino: telefonate concitate, inviti a non muoversi, raccomandazioni di restare chiusi in casa, e la percezione che “non si è sistemato nulla”.

Il quadro che ne esce non è quello di un episodio isolato, ma di un punto di non ritorno nei rapporti fra i gruppi: i dialoghi ruotano attorno a chi “è sceso”, a chi rischia, a chi deve parlare direttamente con chi comanda, e soprattutto al timore che una parola sbagliata o un movimento fuori tempo possa trasformarsi in una condanna.

Famiglie in trincea: la paura come prova

Il cuore più “giornalistico” di questi stralci sta nelle conversazioni domestiche, dove la strategia del clan incrocia la fragilità delle famiglie. Giulia Barra (moglie di Arturo Vastarelli) parla con la figlia Immacolata e lascia filtrare il clima: notti insonni (“stiamo a smanetta”), inviti a far restare a casa “Genni” (Gennaro), e l’idea che ormai “le cose non stanno bene più qua”.

In quel racconto c’è la grammatica del territorio: vacanze già programmate (Baia Felice) che diventano un problema perché anche un bambino, senza capire, può dire in giro dove andranno; comunioni e ristoranti che saltano o vengono svuotati “per il bordello che ci sta”; e la descrizione della paura di Ersilia Salvati, moglie di Diano Luigi, presentata come terrorizzata al punto da impedire al marito di uscire.

L’ordinanza valorizza proprio questo: la paura non come “contorno”, ma come elemento che prova la natura e l’intensità dello scontro e il controllo sociale esercitato dal clan.

“Operazione San Gennaro”: pacificazione di facciata

Dopo la sparatoria e le ore concitate, le conversazioni intercettate descrivono una fase di ricomposizione: incontri “al solito posto”, rassicurazioni (“tutto a posto”), linguaggi in codice (“il mare calmo”), e la ricerca di un equilibrio che sembra reggere più per necessità che per convinzione. È una pacificazione che l’ordinanza fa apparire fragile: in sottofondo si coglie ancora rabbia (“fanno schifo tutti quanti… gli ho dato l’anima”), e il bisogno di controllare spostamenti, auto, presenze, come se ogni dettaglio potesse diventare una prova o un bersaglio.

In questo periodo si inserisce anche il “rito” della normalizzazione pubblica: matrimoni e cerimonie diventano terreno di misurazione dei rapporti, con inviti, presenze e assenze che valgono quanto una dichiarazione di fedeltà.

L’ordinanza annota, ad esempio, il matrimonio del 13 giugno 2024 legato a Monica Amato e Domenico Belardo, e la partecipazione di Luigi Diano e Arturo Vastarelli come segnale che “i contrasti sono superati”. Ma anche qui il racconto intercettato è più ruvido: Ersilia Salvati non si fida, teme “facce verdi”, si sente ignorata, e il risentimento resta sotto pelle.

La resa dei conti sulle mesate

Quando la frattura si sposta sul piano economico, l’ordinanza sembra indicare un salto di qualità: non più solo tensioni “di rispetto”, ma il controllo delle risorse. La questione della mesata – la somma periodica che, nel lessico di clan, sostiene e vincola – riemerge come detonatore: Vastarelli viene descritto come un uomo che si sente “storico”, addirittura fondatore di un “impero” (così nelle parole attribuite a Barra), e che non accetta di essere trattato come un subordinato sacrificabile.

Il punto di rottura definitivo arriva nel settembre 2024: Vastarelli racconta a Luigi Diano un episodio in cui viene “cacciato” (“non mi servi… te ne puoi andare”), in un contesto con numerose presenze e soprannomi che l’ordinanza identifica (tra cui “Scimmione”, indicato come Maurizio Errichiello, e “il Cecato”, indicato come Raffaele Capasso).

La scena, così come traspare dalle intercettazioni, è una umiliazione rituale: muso a muso, toni minacciosi, l’ordine di allontanarsi e persino l’indicazione che se visto “nelle zone nostre” debba essere cacciato. È qui che il clan, nella lettura giudiziaria, mostra la sua natura di apparato che governa anche tramite l’espulsione e la paura, ridefinendo confini e appartenenze.

Subito dopo, Giulia Barra, parlando con la moglie di un detenuto, lega l’espulsione alla mancanza di sostegno economico (“stiamo senza niente… senza mesata”) e a un’immagine di gestione predatoria: qualcuno che “si deve abbuffare tutto lui”. Nello stesso flusso narrativo compare anche il riferimento a Enrico Bocchetti (marito di Virttoria Pagano, figlia del boss Cesare) come figura che, se dovesse tornare in campo, potrebbe riequilibrare o ribaltare i rapporti, a riprova di una catena di comando percepita come instabile e contendibile.

Il clan come azienda: fabbrica, zone e regole

L’ordinanza, attraverso quei dialoghi, compone un’immagine quasi “aziendale” del potere: chi comanda decide chi lavora, dove lavora, chi incassa e chi prende la mesata. In questa cornice, Domenico Romano viene descritto come colui che, dopo il matrimonio con Debora Amato, “si sente padrone dell’azienda della moglie” e pretende di imporre le proprie regole, stabilendo operatività per zona e distribuzione delle risorse.

E quando il comando prova a centralizzare, scattano reazioni: sospetti su Debora (“secondo me Debora non sa niente”), accuse dirette contro il marito (“lo scemo”), e l’idea che la catena decisionale sia diventata opaca, al punto da far sperare nell’intervento di figure “più competenti” o nel ritorno di un altro “masto”. È il racconto di un’organizzazione che, pur mantenendo il controllo del territorio, vive conflitti di successione e di gestione interna, con un’ossessione per la legittimazione e la disciplina.

Le piazze e la “cassa”: Scampia, Bakù e Sette Palazzi

La parte finale degli stralci amplia il quadro e collega la frattura interna all’attività principale: lo spaccio. Viene richiamata una precedente ordinanza (eseguita il 12 novembre 2024) che – nella ricostruzione – darebbe conto di gravi indizi sulla partecipazione di  Luigi Diano a un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, attiva per conto del clan sulle piazze di Scampia (Chalet Bakù e Sette Palazzi) e sul territorio di Mugnano e Melito.

Le intercettazioni ambientali al “Circolo H24 1926” e quelle in auto mostrano un lessico da mercato: ingaggi (“ti do 300 euro al giorno”), quantità, prezzi, rischi di esposizione allo Chalet, e l’esigenza di “case” o luoghi più sicuri per lavorare senza finire sotto gli occhi di tutti. In quel micro-mondo si capisce anche perché le mesate contano tanto: la piazza produce cassa, la cassa produce stipendi interni, e lo stipendio tiene insieme l’organizzazione; quando la cassa viene gestita male o percepita come appropriata da pochi, la guerra interna diventa inevitabile.

(nella foto da sinistra Debora Amato, il marito Domenico Romano, Enrico Bocchetti, Luigi Diano e Arturo Vastarelli)

Tragedia sul Nilo, scontro tra due navi a Luxor: muore la 47enne italiana Denise Ruggeri

La tragica morte di Denise Ruggeri, una turista italiana di 47 anni, in un incidente tra navi sul Nilo, riporta l'attenzione sulla sicurezza delle crociere in Egitto, un tema urgente per il turismo internazionale, già segnato da precedenti incidenti che sollevano interrogativi sulle norme di.

Luxor– Quella che doveva essere una vacanza da sogno tra le meraviglie dell’antico Egitto si è trasformata in un incubo mortale.

Una turista italiana di 47 anni, Denise Ruggeri, ha perso la vita in seguito a una violenta collisione tra due imbarcazioni avvenuta sulle acque del Nilo, nei pressi di Luxor. La donna, originaria di Cagnano Amiterno in provincia dell'Aquila, si trovava in viaggio con il marito quando si è consumata la tragedia.

La dinamica dell'incidente

Secondo le prime ricostruzioni, il dramma si è verificato poco dopo le 19:00 (ora locale). La nave da crociera Royal Beau Rivage, sulla quale viaggiava una folta comitiva di turisti italiani, stava navigando a circa 30 chilometri dalla nota località turistica del sud dell'Egitto quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha urtato violentemente un altro battello.

L'impatto è stato tremendo, tanto da causare la distruzione immediata di quattro cabine della Royal.

La vittima

Denise Ruggeri, insegnante in una scuola di Pizzoli (L'Aquila), si trovava all'interno della sua cabina al momento dello scontro. La forza dell'urto l'ha fatta cadere rovinosamente, provocandole una grave lesione polmonare. Nonostante i tempestivi tentativi di soccorso, le ferite riportate si sono rivelate fatali e la donna è deceduta poco dopo.

L'intervento della Farnesina

Immediata la mobilitazione della diplomazia italiana. I funzionari del consolato si sono messi in contatto con il marito della vittima e con i tour operator che gestivano il gruppo.

L'ambasciatore d'Italia al Cairo, Agostino Palese, ha confermato la dinamica dell'incidente rassicurando sulle condizioni degli altri connazionali: a bordo della nave viaggiavano decine di italiani, che risultano fortunatamente tutti illesi e in salvo.

Il Ministero degli Esteri ha fatto sapere di seguire la vicenda con la massima attenzione, in stretto raccordo con l'ambasciata, mentre il Ministro Antonio Tajani viene costantemente aggiornato sull'evoluzione dei fatti.

I precedenti: sicurezza a rischio sul fiume

L'incidente riaccende i riflettori sulla sicurezza della navigazione sul Nilo, una delle mete più ambite dal turismo internazionale. Non è infatti la prima volta che le crociere sul fiume egiziano sono teatro di gravi incidenti.

Solo a fine ottobre, un incendio aveva devastato una nave con a bordo sessanta italiani, tratti in salvo per miracolo. Ad aprile scorso, sei persone erano annegate dopo la caduta di un microbus da un traghetto a nord del Cairo. La memoria torna anche al 2013, quando una nave con 112 persone affondò nei pressi di Assuan; in quell'occasione l'intervento della sicurezza egiziana riuscì a evitare vittime.

Spaccio di droga a Capodichino, due giovani arrestati dalla polizia

A Napoli, in via Calata Capodichino, la Polizia di Stato ha arrestato due giovani per spaccio di droga durante un controllo del territorio, scoprendo un sistema di consegna tramite un paniere; entrambi, già con precedenti, affronteranno ora le conseguenze legali delle loro azioni.

Napoli - La Polizia di Stato ha arrestato due giovani napoletani, di 21 e 20 anni, entrambi con precedenti di polizia anche specifici, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato San Carlo Arena nel corso di un servizio di controllo del territorio.

I poliziotti, mentre transitavano in via Calata Capodichino, hanno notato il 20enne Rainiel Martinez che, con atteggiamento sospetto, stava ritirando una busta da un paniere calato dall’alto dal 21enne Ramos Velasquez Warlin.

L’intervento è scattato immediatamente: il giovane in strada è stato bloccato e trovato in possesso di una busta contenente 20 bustine di marijuana e di 140 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio.

Successivamente, gli agenti hanno esteso il controllo all’abitazione da cui era stato calato il paniere, sorprendendo il 21enne, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per reati in materia di stupefacenti.

All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti un involucro di hashish, una bustina di marijuana e diverso materiale utilizzato per il confezionamento della droga.
Alla luce degli elementi raccolti, entrambi gli indagati sono stati tratti in arresto e dovranno ora rispondere del reato contestato davanti all’autorità giudiziaria.

Il femminicidio-suicidio di Cava de' Tirreni senza un perché

Il tragico femminicidio-suicidio di Cava de' Tirreni segna un punto di non ritorno in una storia senza movente, lasciando la comunità scossa e interrogandosi su come una vita apparentemente normale possa celare un'oscurità inimmaginabile.

Cava de' Tirreni - Non c’è un movente chiaro, non c’è una storia di maltrattamenti denunciati, non c’è neppure quel copione, purtroppo ricorrente, fatto di gelosia ossessiva o di separazioni non accettate.

C’è solo una casa trasformata in teatro dell’orrore, una donna uccisa con ferocia, una madre ferita nel disperato tentativo di salvare la figlia e un uomo che, dopo il delitto, sceglie di togliersi la vita. È il dramma consumatosi ieri pomeriggio a Cava de’ Tirreni, popoloso comune a nord di Salerno, che si ritrova improvvisamente al centro dell’ennesimo femminicidio che macchia di sangue il 2025.

La vittima è Anna Tagliaferri, 40 anni, imprenditrice nel settore della pasticceria, volto noto e amato in città. A ucciderla sarebbe stato il compagno, Diego Di Domenico, anche lui 40enne, sommelier, che dopo aver infierito su di lei con almeno otto coltellate si è lanciato dal tetto dello stabile, morendo sul colpo. Un femminicidio-suicidio che lascia dietro di sé una scia di domande senza risposta.

Una domenica come tante, poi il raptus

La mattina era trascorsa senza apparenti tensioni. Anna e Diego avevano lavorato insieme nella storica pasticceria della famiglia di lei, una bottega simbolo di Cava de’ Tirreni, conosciuta ben oltre i confini cittadini.

Chi li ha visti racconta di una giornata normale, scandita dai ritmi del lavoro, come tante altre. Poi il rientro a casa, nell’appartamento di via Ragone dove la coppia conviveva da circa un anno. Ed è lì, intorno alle 15.30, che la situazione precipita.

Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, Di Domenico si sarebbe scagliato contro la compagna in un improvviso raptus di violenza. Anna viene colpita ripetutamente con un coltello: fendenti all’addome, alla schiena, alla gola. Colpi ravvicinati, inferti con una violenza tale da non lasciarle scampo. Gli investigatori ipotizzano che la donna abbia guardato in faccia il suo assassino negli ultimi istanti di vita.

In casa c’era anche la madre della vittima, Giovanna Venosi, 75 anni. La donna ha tentato disperatamente di intervenire per difendere la figlia, ma è stata a sua volta ferita alla gola, fortunatamente solo di striscio. Si è fermata soltanto quando ha capito che Anna era ormai morta, riversa a terra in un lago di sangue.

La fuga e il suicidio

Le urla e il trambusto attirano l’attenzione dei parenti che vivono nello stesso stabile. È lo zio di Anna a scendere per primo: trova la 75enne sotto choc, con uno straccio premuto sul collo, e la nipote senza vita sul pavimento.

A quel punto Di Domenico, scoperto e in evidente stato di alterazione, tenta una fuga tanto disperata quanto inutile. Sale per le scale, raggiunge una finestra, la scavalca e si arrampica sul tetto del palazzo. Poi il salto nel vuoto. Muore sul colpo, chiudendo nel modo più tragico una vicenda già segnata dall’orrore.

Le indagini e i primi interrogativi

Sul posto intervengono i carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal tenente colonnello Gianfranco Albanese, su delega della Procura di Nocera Inferiore. A coordinare l’inchiesta è il pubblico ministero Marco Fiorillo. Gli investigatori lavorano per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e, soprattutto, per comprendere cosa abbia innescato una violenza così improvvisa e brutale.

Al momento, spiegano gli inquirenti, non risultano segnalazioni pregresse di liti o violenze all’interno della coppia. Nessuna denuncia, nessun intervento delle forze dell’ordine. Un elemento che rende la tragedia ancora più difficile da decifrare. Un contributo fondamentale potrà arrivare dalla madre della vittima, unica testimone oculare del femminicidio, attualmente ricoverata all’ospedale di Cava de’ Tirreni. La donna sarà ascoltata non appena le sue condizioni lo consentiranno.

Si sta inoltre verificando se Di Domenico soffrisse di problemi depressivi e se avesse da poco interrotto una terapia. Un dettaglio che potrebbe aiutare a inquadrare il profilo psicologico dell’uomo, ma che non basta a spiegare un gesto di tale ferocia.

La Procura valuta anche l’autopsia sul corpo di Anna Tagliaferri, non tanto per chiarire le cause della morte, già evidenti, quanto per accertare il numero esatto dei colpi e la violenza dell’aggressione. Da un primo esame esterno, le coltellate sarebbero almeno otto, ma potrebbero essere di più.

Un amore nato da lontano

Anna e Diego si conoscevano da ragazzi. Un’amicizia nata tra i banchi di scuola, interrotta dal corso della vita e poi ritrovata negli anni, fino a trasformarsi in una relazione sentimentale. Da circa un anno avevano deciso di convivere, uniti anche da interessi professionali affini: lei imprenditrice nella pasticceria, lui sommelier in diversi ristoranti della Costiera Amalfitana.

«Poteva e doveva essere una storia a lieto fine, invece è finita in tragedia», racconta tra le lacrime una persona molto vicina ad Anna. «L’ho sentita al telefono poco prima che accadesse tutto. Era tranquilla, mi aveva detto che aveva lavorato in pasticceria fino al primo pomeriggio e poi era rientrata a casa con il compagno».

Anna Tagliaferri era la terzogenita di una famiglia simbolo di Cava de’ Tirreni. La pasticceria Tirrena, fondata dai genitori, è un’istituzione cittadina, resa celebre anche dal “Cavoto”, un cioccolatino diventato negli anni un vero marchio identitario. A differenza dei fratelli, impegnati soprattutto in laboratorio, Anna era il volto pubblico dell’azienda: solare, gentile, capace di curare le relazioni con i clienti e di immaginare nuovi prodotti.

Il silenzio dopo il sangue

Su Diego Di Domenico, chi lo conosceva parla di una persona riservata, segnata da un trauma profondo: la morte del padre, che anni fa si era tolto la vita lanciandosi dal balcone di casa. Un peso che, forse, non era mai stato del tutto superato. «Aveva dei problemi, era in cura, ma da qualche tempo aveva smesso», raccontano alcuni vicini. Elementi che ora vengono vagliati dagli investigatori.

Nel frattempo, in via Ragone è calato un silenzio irreale. Solo i passi dei carabinieri, impegnati nei rilievi fino a tarda sera, e il rumore degli scatti fotografici a immortalare una scena che resterà impressa a lungo nella memoria collettiva. Fuori dallo stabile, una folla incredula, sconvolta, in lacrime.

Il sindaco Vincenzo Servalli ha disposto la sospensione di tutte le manifestazioni previste per il periodo natalizio. «Non ci sono parole per una tragedia così immane – ha detto –. Questo dramma colpisce una famiglia molto conosciuta e stimata, ma soprattutto persone perbene, a cui la città è profondamente legata». Nel giorno dei funerali di Anna Tagliaferri sarà proclamato il lutto cittadino.

Una comunità intera ora prova a interrogarsi su un dolore che non trova spiegazioni. Un femminicidio “senza un perché”, che lascia solo macerie, domande e una ferita destinata a restare aperta a lungo.

Oroscopo di lunedì 22 dicembre 2025: previsioni di Paolo Tedesco

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In un lunedì che anticipa il calore delle festività, le stelle offrono un'opportunità unica per riflettere su ciò che abbiamo realizzato e su ciò che desideriamo portare nel nuovo anno; Paolo Tedesco ci guida con intuizioni pratiche, invitandoci a trovare un equilibrio tra azione e introspezione.

Le stelle di questo lunedì pre-natalizio ci consegnano una giornata dal potenziale straordinario, in bilico tra la spinta a concludere e la necessità di prepararci al nuovo ciclo che sta per iniziare. Paolo Tedesco ci guida attraverso questa energia con consigli pratici, che hanno un filo rosso comune: l'equilibrio tra azione e riflessione.

ARIETE (21 marzo - 20 aprile)

  • Amore: Giornata di passione e iniziativa. Se sei single, potresti fare un incontro fulmineo. In coppia, prendi l'iniziativa per una serata speciale.

  • Lavoro: La tua energia è al top. Approfittane per concludere progetti in sospeso. Attenzione a non essere troppo impulsivo con i colleghi.

  • Salute: Ottimo momento per sport competitivi. Scarica l'eccesso di energia fisica.

  • Finanze: Possibile spinta improvvisa, ma evita acquisti dettati dall'impulso del momento.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Non bruciare le tappe. L'entusiasmo è il tuo motore, ma oggi una pausa di riflessione prima di agire può fare la differenza."

TORO (21 aprile - 20 maggio)

  • Amore: Cerca complicità e tenerezza. Le coccole valgono più di mille parole. Atmosfera romantica e sensuale in serata.

  • Lavoro: Giornata ideale per sistemare questioni pratiche e organizzative. La tua perseveranza viene notata.

  • Salute: Attenzione ai piccoli disturbi di stomaco. Meglio un pasto leggero e nutriente.

  • Finanze: Situazione stabile. Ottimo per pianificare il budget per l'anno nuovo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Radicati nelle tue certezze, ma non chiuderti alle novità che il destino ti presenta oggi."

GEMELLI (21 maggio - 21 giugno)

  • Amore: Comunicazione brillante e chiacchiere piacevoli. È il momento di chiarire o di lanciare un messaggio galante.

  • Lavoro: La tua mente è vivace e multitasking. Approfittane per riunioni, presentazioni e networking.

  • Salute: La mente è iperattiva. Ritaglia momenti di silenzio per evitare sovraccarico nervoso.

  • Finanze: Qualche spesa imprevista per comunicazione o spostamenti. Niente di grave.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Scegli su cosa concentrare le tue energie. Disperderle oggi sarebbe un peccato. Focalizzati."

CANCRO (22 giugno - 22 luglio)

  • Amore: Sentimenti profondi e bisogno di sicurezza. In coppia, cerca intimità. Single, potresti sentire la nostalgia di un amore passato.

  • Lavoro: Lavorare da casa o in un ambiente familiare ti rende produttivo. Ascolta il tuo intuito per decisioni importanti.

  • Salute: Le emozioni influenzano il fisico. Cerca riparo e relax nelle mura domestiche.

  • Finanze: Attenzione a spese dettate dalla nostalgia o per la casa. Valuta con pragmatismo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Proteggi il tuo guscio, ma non isolarti. Una chiamata a un amico fidato può portare una piacevole sorpresa."

LEONE (23 luglio - 23 agosto)

  • Amore: Sei al centro dell'attenzione. Fai brillare il tuo charme. In coppia, organizzate qualcosa di creativo e divertente insieme.

  • Lavoro: La tua leadership naturale emerge. Proponi le tue idee con sicurezza, ma senza prevaricare.

  • Salute: Energia vitale buona. Attenzione a non strafare per non stancare cuore e schiena.

  • Finanze: Potresti essere tentato da acquisti vistosi o per divertimento. Goditeli, ma senza eccessi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "La generosità è la tua regina. Condividere ciò che hai (tempo, sorrisi, idee) oggi ti porterà molta luce."

VERGINE (24 agosto - 22 settembre)

  • Amore: L'affetto si esprime con gesti concreti e servizievoli. Attenzione a non sembrare troppo critico o perfezionista.

  • Lavoro: Giornata di grande efficienza. Ottima per analisi, pianificazione e per mettere ordine negli archivi.

  • Salute: Stanchezza da stress mentale. Una bella passeggiata in natura ti rigenererà.

  • Finanze: Gestione oculata e attenta. È il momento di rivedere i dettagli di un investimento o contratto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Lascia da parte le analisi eccessive per un momento. A volte la soluzione è più semplice di quanto pensi."

BILANCIA (23 settembre - 23 ottobre)

  • Amore: Ricerchi armonia e bellezza. In coppia, equilibrio perfetto. Single, un incontro piacevole in un contesto elegante.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Riesci a mediare tra parti opposte e a trovare soluzioni eque.

  • Salute: Benessere legato all'estetica e all'armonia. Una seduta di bellezza o un massaggio ti faranno bene.

  • Finanze: Possibili spese per abbigliamento, arte o per rendere più bello il tuo spazio.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "La bellezza salverà il mondo, ma oggi salverà soprattutto il tuo umore. Circondati di ciò che ti piace."

SCORPIONE (24 ottobre - 22 novembre)

  • Amore: Intensità magnetica. Le conversazioni toccano temi profondi. Sesso, trasformazione e passione sono in primo piano.

  • Lavoro: Il tuo fiuto per gli affari è acuito. Scovi dettagli che altri non vedono. Ottimo per trattative riservate.

  • Salute: Energie sessuali forti. Attività fisica intensa può essere un buon canale.

  • Finanze: Situazioni finanziarie nascoste possono emergere. Attenzione a rischi calcolati.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Non avere paura di scavare a fondo. La verità che cerchi, in amore o in lavoro, sta per venire a galla."

SAGITTARIO (23 novembre - 21 dicembre)

  • Amore: Spirito avventuroso e ottimista. In coppia, pianificate un viaggio. Single, un incontro con qualcuno di cultura diversa.

  • Lavoro: Idee visionarie e bisogno di libertà. Attenzione a non perdere di vista i dettagli pratici.

  • Salute: Hai bisogno di movimento e spazio. Evita la sedentarietà.

  • Finanze: Possibili spese per viaggi, cultura o formazione. Un investimento in conoscenza è sempre vincente.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Punta in alto, ma ricorda di guardare anche dove metti i piedi. Il realismo completa la tua visione."

CAPRICORNO (22 dicembre - 20 gennaio)

  • Amore: I sentimenti sono seri e profondi. Cerchi stabilità e affidabilità. Un gesto di responsabilità verso il partner rafforza il legame.

  • Lavoro: Giornata di grande concretezza e ambizione. Sei nel tuo elemento. Puoi fare passi decisivi verso i tuoi obiettivi di carriera.

  • Salute: Resistente, ma attento a ossa, ginocchia e denti. La struttura è il tuo punto di forza e di attenzione.

  • Finanze: Gestione prudente e a lungo termine. Ottimo per pianificare il futuro finanziario.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Il successo è una scala. Oggi sei sul gradino giusto per salire. Fidati del tuo metodo."

ACQUARIO (21 gennaio - 19 febbraio)

  • Amore: Amicizia e complicità sono la base. In coppia, condividete una causa o un interesse intellettuale. Single, l'amore può nascere in un gruppo.

  • Lavoro: Le tue idee innovative sono in primo piano. Collaborazione e lavoro di squadra danno ottimi frutti.

  • Salute: Benessere legato alla circolazione e al sistema nervoso. Stretching e tecniche di respirazione aiutano.

  • Finanze: Situazione originale. Possibili entrate da progetti collettivi o tecnologici.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "Il futuro è il tuo spazio. Oggi, condividere la tua visione con gli amici giusti può creare qualcosa di rivoluzionario."

PESCI (20 febbraio - 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. In coppia, atmosfera da favola. Single, potresti idealizzare qualcuno.

  • Lavoro: La tua creatività e intuizione sono altissime. Ottimo per lavori artistici, di cura o spirituali.

  • Salute: Sensibilità accentuata. Ritagliati del tempo per sognare e meditare, lontano dal caos.

  • Finanze: Attenzione a non essere troppo nebulosi o fiduciosi. Chiedi chiarimenti prima di firmare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: "La tua compassione è una guida, ma ricorda di ancorarti anche alla realtà. Un sogno realizzato è più bello di mille illusioni."

 Cosa ci riservano le stelle lunedì 22 dicembre 2025?

Saturno in Pesci ci spinge a fare bilanci emotivi e spirituali dell'anno passato, Mercurio retrogrado nel segno del Capricorno ci invita a rivedere, correggere e pianificare con scrupolo le fondamenta del nostro futuro. È una giornata in cui la Luna in Bilancia ci chiede di trovare armonia nelle relazioni e giustizia nelle nostre scelte.

I segni di terra (Toro, Vergine, Capricorno) sono avvantaggiati per concretizzare, quelli d'aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) per connettere e comunicare. I segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) devono canalizzare l'entusiasmo, quelli d'acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) devono gestire la profondità emotiva senza farsi travolgere.

In sintesi, le stelle ci riservano un'ultima, importante chiamata alla responsabilità e alla riconciliazione prima delle feste. È il momento di chiudere i conti in sospeso, fare pace con un passato che pesa e dare una forma chiara ai nostri desideri per il 2026. La chiave, come spesso accade, sta nel dosare saggiamente il cuore e la ragione.

Buona giornata sotto le stelle!

Uccisa in casa dal compagno: Cava de’ Tirreni sotto choc per la morte di Anna Tagliaferri

Cava de’ Tirreni vive un momento di profonda angoscia dopo l'omicidio di Anna Tagliaferri, un'imprenditrice amata dalla comunità, che ricorda come la violenza domestica possa colpire chiunque, trasformando un pomeriggio ordinario in una tragedia inaspettata.

Cava de’ Tirreni è  sotto una cappa di dolore e incredulità. Un pomeriggio di ordinaria quotidianità si è trasformato in una tragedia che ha scosso l’intera comunità: Anna Tagliaferri, 40 anni, è stata uccisa a coltellate dal compagno all’interno di un’abitazione in via Ragone.

Dopo l’aggressione, l’uomo ha ferito la madre della donna, intervenuta nel disperato tentativo di salvarla, e infine si è tolto la vita lanciandosi dalla finestra del palazzo. È morto sul colpo.

Una sequenza di violenza estrema che porta ancora una volta alla ribalta il dramma dei femminicidi, una piaga che non conosce confini geografici né sociali e che continua a colpire anche in Campania, con numeri e storie sempre più allarmanti.

La conferma della dinamica arriva direttamente dal sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, che ha affidato a un post sui social il suo sgomento:
«Uccide la compagna, nota imprenditrice cavese, ferisce la madre di lei e si suicida buttandosi nel vuoto dal palazzo dove è successa la tragedia».

Il primo cittadino si è recato sul posto pochi minuti dopo l’accaduto, mentre la città restava paralizzata davanti all’ennesimo dramma consumato tra le mura domestiche.

Anna Tagliaferri non era solo una vittima. Era una donna conosciuta e stimata, volto e anima della storica Pasticceria Tirrena, un punto di riferimento per intere generazioni di cavesi.

Solo un mese fa, proprio il sindaco le aveva consegnato una targa di riconoscimento per celebrare i 50 anni di attività dell’azienda di famiglia, fondata e portata avanti con passione insieme ai fratelli Osvaldo e Federico. Un’eccellenza dolciaria diventata simbolo di lavoro, tradizione e identità cittadina.

Per questo la notizia ha avuto un impatto ancora più profondo: non una tragedia lontana, ma una ferita che attraversa la città, colpendo una famiglia conosciuta, una donna impegnata, una madre, una figlia.

Il Comune, in segno di lutto, ha sospeso tutte le iniziative natalizie in programma. I messaggi di cordoglio si moltiplicano sui social e nelle chat, tra incredulità e rabbia. «Non ci sono parole», scrivono in molti. Ed è proprio il silenzio, spesso, a raccontare meglio di ogni altra cosa la devastazione lasciata da eventi simili.

Una scia di sangue che non si ferma

Quello di Cava de’ Tirreni non è un caso isolato. In Campania, come nel resto d’Italia, il numero dei femminicidi continua a crescere, spesso consumati all’interno di relazioni sentimentali o familiari. Donne uccise da compagni, ex compagni, mariti che non accettano la fine di un rapporto, la libertà dell’altra persona, la possibilità di un “no”.

Secondo i dati nazionali, la maggior parte delle donne viene assassinata in casa, in quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro. La violenza esplode spesso dopo anni di controllo, gelosia, minacce mai denunciate o sottovalutate. E quando arriva, è definitiva.

La Campania figura da tempo tra le regioni con un numero significativo di casi, segno di una emergenza sociale e culturale che va oltre la cronaca nera. Non si tratta di raptus, ma di una cultura del possesso che continua a generare morte. Ogni volta, dopo l’ennesimo nome, la stessa domanda: si poteva evitare?

Oltre il dolore, la responsabilità collettiva

La morte di Anna Tagliaferri impone una riflessione che va oltre l’indignazione del momento. Serve prevenzione, ascolto, protezione, una rete reale per chi vive situazioni di rischio. Servono segnali colti in tempo, istituzioni presenti, ma anche una società capace di riconoscere e contrastare la violenza prima che diventi irreversibile.

Anna era una donna conosciuta, indipendente, imprenditrice. Eppure non è stata risparmiata. Questo dimostra che nessuna è immune, e che la battaglia contro i femminicidi riguarda tutti: famiglie, scuole, istituzioni, media.

A Cava de’ Tirreni resta una città ferita, una famiglia distrutta, una madre sopravvissuta al dolore più grande. E resta un nome da non dimenticare, perché ogni femminicidio è una sconfitta collettiva.

Cava de’ Tirreni: accoltella una donna e si lancia nel vuoto. Lui muore sul colpo, lei muore in ospedale

A Cava de' Tirreni, una domenica di festa si è trasformata in un incubo: un uomo accoltella e uccide una donna e si lancia nel vuoto, lasciando la comunità sgomenta e in cerca di risposte su un legame oscuro che ha condotto a questa tragedia.

Cava de' Tirreni– Una domenica che doveva precedere le festività natalizie si è trasformata in un pomeriggio di sangue e disperazione a Cava de’ Tirreni.

Intorno alle 16.30 di oggi, 21 dicembre, la tranquillità della cittadina metelliana è stata spezzata da un femminicidio-suicidio che lascia dietro di sé due morti.

Secondo una prima ricostruzione della dinamica, ancora al vaglio degli inquirenti, un uomo di 40 anni si è scagliato con ferocia contro una donna, sua coetanea, colpendola ripetutamente con un’arma da taglio. Subito dopo l'aggressione, in preda a quello che appare come un raptus o un disegno criminale premeditato, l'uomo ha raggiunto la finestra dell'abitazione e si è lanciato nel vuoto.

Per l'aggressore non c'è stato nulla da fare: l'impatto con il suolo è stato fatale e i soccorritori del 118, giunti tempestivamente sul posto, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Diversa e drammatica la sorte della donna. Trovata in una pozza di sangue all'interno dell'appartamento, è stata stabilizzata dai sanitari e trasportata in codice rosso presso il presidio ospedaliero più vicino.arrivata in condizioni gravissime à morta poco dopo il ricovero a causa delle profonde ferite riportate.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore. I militari hanno immediatamente isolato l'area e avviato i rilievi scientifici necessari per cristallizzare la scena del crimine. Dalle prime risultanze investigative emerge un dettaglio cruciale: i due protagonisti di questa triste vicenda non vivevano insieme.

Sebbene non conviventi, resta ancora da chiarire l'esatta natura del rapporto che li legava e il movente che ha scatenato tale furia omicida. Le indagini proseguono a ritmo serrato per far luce sulle ombre di questo ennesimo dramma della follia.

Italiano carica il Bologna: "Per noi èuna finale storica"

Riad- "Le finali non si giocano, si vincono". Vincenzo Italiano non ha dubbi e carica il suo Bologna alla vigilia della finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli, in programma stasera alle 20.

Sette mesi dopo il trionfo in Coppa Italia sul Milan, i rossoblù inseguono il secondo trofeo stagionale, in un match storico che potrebbe incidere nell'eredità del club.

Italiano, che ha già vissuto otto finali nella carriera, sottolinea l'unicità del momento: "Quella di domani sarà la seconda con il Bologna ed è storica, perché vorrei che il mio Bologna venisse ricordato come i grandi del passato". Non nasconde la stima per l'avversario: Antonio Conte è "uno da cui c'è sempre qualcosa da rubare, un vincente", mentre Aurelio De Laurentiis merita "un grande plauso" per i progressi del Napoli.

Il Bologna arriva però in emergenza. Assenti Freuler e Skorupski per infortunio, si è fermato anche Bernardeschi in semifinale contro l'Inter: il fantasista sarà operato martedì alla clavicola sinistra fratturata. "Una perdita pesante, stava svoltando - ammette Italiano -. Due clavicole in un anno sono un'anomalia". Proprio contro l'Inter è arrivato il primo gol rossoblù di Immobile, autore del rigore decisivo.

Tatticamente, out l'esterno sinistro Bernardeschi: ballottaggio tra Cambiaghi (eroe contro il Napoli in campionato con l'assist per Dallinga) e Rowe, possibile staffetta con Castro. Odgaard e Orsolini verso la conferma, Ferguson scalpita accanto a Pobega o Moro. In difesa, Zortea insidia Holm a destra.

"Dobbiamo cambiare per forza - avverte il tecnico -. Valuteremo i recuperi post-Inter, non posso sbagliare gli undici iniziali. Serve un blocco squadra, concentrazione totale, errori zero". Il capitano Lorenzo De Silvestri rinforza il messaggio: "Leggeri ma focalizzati, con voglia di stare insieme. Vogliamo un altro trofeo: chi gioca, chi entra, chi sta fuori deve dare più del massimo. Siamo in ballo e andiamo fino in fondo".

Politano carica il Napoli: "Gruppo unito, vogliamo portare a casa la Supercoppa"

Matteo Politano si prepara a dare il massimo nella finale di Supercoppa, promettendo un Napoli unito e determinato a vincere contro il Bologna; le parole di Politano evidenziano la forza del gruppo e l'importanza di affrontare la partita con intensità, promettendo emozioni forti per i tifosi.

Riad- Matteo Politano si presenta carico e determinato alla vigilia della finale di Supercoppa italiana. L'attaccante del Napoli, intervenuto in conferenza stampa, ha parlato della forza del gruppo azzurro e delle aspettative per la sfida contro il Bologna.

"Il nostro è un gruppo che è stato sempre unito, ci siamo sempre detti le cose in faccia, ci siamo aiutati sia dentro che fuori dal campo", ha esordito Politano. "È un Napoli forte sia fuori che dentro al campo", ha sottolineato il numero 21, rimarcando la solidità dello spogliatoio partenopeo.

Un match senza esclusione di colpi

L'esterno offensivo non ha nascosto le insidie della partita: "Sicuramente sarà una partita con grande intensità, con molti duelli. Dobbiamo andare forte su tutti i duelli". Una sfida che si preannuncia equilibrata e combattuta, con entrambe le squadre pronte a dare battaglia per alzare il trofeo.

"Sarà una gara aperta, ma noi vogliamo portare a casa questo trofeo", ha dichiarato con decisione Politano. "Mi aspetto una gara tosta dove entrambe vorranno imporre il loro gioco", ha concluso l'attaccante, consapevole che solo la determinazione e l'unità del gruppo potranno fare la differenza sotto il cielo di Riyadh.

Supercoppa, Conte avverte il Napoli: "La finale dà energia, ma la storia ricorda solo chi vince"

La finale di Supercoppa italiana è un banco di prova cruciale per il Napoli, dove Antonio Conte avverte che l'unico ricordo che conta è quello del trofeo alzato, sottolineando l'importanza di affrontare il Bologna con la giusta fame e determinazione, per trasformare una stagione complessa in un.

Riad – Energia, fiducia ed entusiasmo, ma anche la consapevolezza che nel calcio conta solo alzare il trofeo. Antonio Conte presenta così la finale di Supercoppa italiana che vedrà il suo Napoli opposto al Bologna, tracciando una linea netta tra il valore del percorso e l’implacabile giudizio del risultato.

«È bello arrivare in finale – sottolinea il tecnico – ma poi ci si ricorda solo di chi ha vinto».
Il messaggio è chiaro anche sul piano motivazionale: nessun alibi, nessuna distrazione. «Se domani il Bologna avesse più fame di noi, sarebbe una nostra colpa», avverte Conte, riconoscendo però i meriti degli avversari.

I rossoblù, infatti, hanno già dimostrato solidità e qualità nel confronto diretto in campionato, imponendosi nella ripresa. Una sconfitta che per il Napoli ha rappresentato un punto di svolta: analisi lucida, correzioni tattiche e una reazione concreta, tradotta in una striscia di cinque vittorie consecutive prima di un nuovo passaggio a vuoto e della ripartenza vincente in semifinale contro il Milan.

Il lavoro di preparazione, spiega Conte, passa dallo studio meticoloso dell’avversario. «Diamo molte informazioni ai giocatori, in fase difensiva e offensiva. Rivedere la partita già giocata serve a capire cosa migliorare». Un approccio condiviso anche dal Bologna di Vincenzo Italiano, allenatore stimato apertamente dal tecnico azzurro: «Ha fatto gavetta, come me. Ovunque è andato ha fatto bene. Ha passione e merita applausi».

Nel suo intervento, Conte allarga poi lo sguardo sulla stagione del Napoli, definita sin dall’inizio «la più complessa» della sua carriera recente. Nove nuovi innesti, un calendario più intenso rispetto all’anno dello scudetto e una serie di infortuni gravi, con assenze prolungate tra i tre e i sei mesi, hanno complicato il cammino

. «Non è che trapianti i giocatori e tutto funziona subito», ribadisce, rivendicando però la solidità del percorso: posizione di classifica in linea con gli obiettivi, finale del primo trofeo stagionale e possibilità ancora aperte nelle altre competizioni.

C’è infine un richiamo alla memoria collettiva, che Conte ritiene troppo corta. «Non dobbiamo dimenticare da dove arriviamo: da uno scudetto straordinario dopo un decimo posto. È qualcosa che non viene sottolineato abbastanza».

Parole che suonano come una richiesta di equilibrio nel giudizio e, al tempo stesso, come l’ennesima spinta verso una finale che per il Napoli non è solo una partita, ma una verifica di maturità. Perché, come ricorda lo stesso Conte, la finale accende gli stimoli, ma solo la vittoria resta.

Napoli, polpi sotto taglia salvati dal mercato illegale

Napoli – Mentre le tavole natalizie si riempiono di prelibatezze ittiche, il Mar Mediterraneo paga un prezzo salato: pesca illegale e sovrasfruttamento che colpiscono duro, soprattutto durante le feste.

Approfittando della domanda alle stelle per crostacei e cefalopodi, i bracconieri non esitano a razziare risorse all'interno delle Aree Marine Protette, ignorando taglie minime e stagionalità.

È quanto denuncia l'iniziativa "A Natale Riportiamoli A Mare", andata in scena oggi al Parco Sommerso di Gaiola, promossa dall'Area Marina Protetta Napoletana insieme al Coordinamento Tutela Mare (CTM).

Durante la mattinata, un gruppo di volontari ha compiuto un gesto simbolico ma concreto: ha riscattato da pescherie cittadine 35 polpi vivi, tutti sotto la taglia minima regolata dal Regolamento UE 1241/2019 – con pesi tra i 200 e i 700 grammi – per liberarli nelle acque protette della Gaiola.

"Questi esemplari non avevano nemmeno raggiunto la maturità sessuale", spiega un portavoce del Parco, sottolineando come la pesca prematura priva le specie di riproduttori essenziali, accelerando il rischio di estinzione. Norme chiare, dunque, calpestate non solo in mare ma anche nei mercati: sotto Natale, la frenesia commerciale spesso chiude un occhio su frodi che alimentano un giro illecito da milioni di euro.

L'evento non si è fermato alla liberazione. I partecipanti hanno assistito alla proiezione di My Octopus Teacher, documentario premio Oscar che svela l'intelligenza e la complessità dei polpi, rafforzando il messaggio su ecosistemi marini in pericolo.

L'iniziativa si inserisce nella campagna "Anche a Natale, io non ALIMENTO la pesca di FRODO", che include un decalogo per il consumatore consapevole: dal verificare le taglie minime al preferire fonti certificate, passando per il boicottaggio di prodotti sospetti (leggi qui).

In Campania, dove il mare è risorsa economica vitale ma fragile, episodi come questi evidenzano un'emergenza cronica. Le Aree Marine Protette, nate per salvaguardare biodiversità, diventano paradossalmente terreno di caccia durante le feste.

Le autorità vigilano, ma la domanda natalizia – con un aumento del 30-50% nelle vendite di polpo secondo stime del settore – spinge traffici opachi. Un monito per i consumatori: scegliere sostenibile significa contrastare il crimine ambientale.

Arzano, seconda rapina al supermercato Eurospin in pochi giorni

Ad Arzano, la criminalità colpisce nuovamente il supermercato Eurospin, teatro di una rapina a mano armata che si è verificata domenica pomeriggio, a pochi giorni di distanza dal precedente episodio; l'accaduto ha sollevato preoccupazione e attirato l'attenzione del Prefetto di Napoli, Michele Di.

Arzano – Criminalità scatenata: seconda rapina a mano armata ai danni del supermercato Eurospin nel giro di pochi giorni, ha attirato le attenzioni dell Prefetto di Napoli, Michele Di Bari.

Con lo stesso copione di appena qualche giorno fa, domenica pomeriggio, poco prima delle 14, i malviventi hanno fatto irruzione nel supermercato di via A. Pecchia imbracciando armi e con il volto coperto.

Tutto è durato pochi minuti: i rapinatori se la sono data a gambe con il bottino. Le indagini sono state affidate ai carabinieri di Arzano, arrivate subito. Al vaglio degli investigatori anche stavolta le immagini delle telecamere presenti in negozio oltre a quelle comunali disposte in zona e lungo il tragitto che i rapinatori potrebbero aver percorso durante la fuga e, gli eventuali mezzi utilizzati per arrivare in zona e se ad aspettarli ci fossero eventualmente dei pali.

Ancora da quantificare il bottino si ipotizza comunque un colpo da migliaia di euro. La rapina mette a nudo la vulnerabilità di un territorio perennemente al centro di dispute criminali e delinquenziali con il centro storico ormai diventato un suk della droga.
P.B.

Il ragù della domenica: varianti storiche e curiosità culinarie

Il ragù della domenica rappresenta un legame profondo con le tradizioni culinarie italiane, un momento di convivialità che si consuma lentamente, dal profumo avvolgente che riempie la casa fin dal mattino fino al rituale di condivisione attorno alla tavola, rivelando storie e varianti locali che.

Il ragù della domenica è molto più di un semplice sugo: è un rito familiare, un sapore che profuma la casa fin dal mattino e un simbolo della convivialità italiana. Tra le molte varianti regionali, il ragù napoletano occupa un posto speciale per la sua ricca tradizione e le tecniche di cottura lenta che lo rendono unico nel panorama culinario italiano. In questo articolo esploriamo le origini storiche del ragù, le differenze tra versioni celebri e alcune curiosità gastronomiche che rendono questo piatto un vero patrimonio culturale della tavola italiana.

Il ragù della domenica: dalle origini alla tradizione

Il termine ragù deriva dal francese ragoût, che significa letteralmente “piatto in umido” o “risvegliare l’appetito” ed è entrato nella tradizione culinaria italiana già tra Sette e Ottocento grazie all’influenza francese nelle corti italiane.

In molte regioni d’Italia, il ragù è il piatto principe del pranzo della domenica: la sua preparazione richiede ore di cottura lenta, tempo che nelle famiglie veniva dedicato a chiacchiere, visite e attese prima del pasto principale. La lunga cottura permette alla carne di diventare tenerissima e di infondere al pomodoro sapori profondi e complessi, trasformando il sugo in una vera e propria celebrazione del gusto.

Storicamente, in molte case italiane la domenica era il giorno in cui ci si riuniva attorno alla tavola e si onorava questo piatto, servito con diverse tipologie di pasta e spesso seguito dalla stessa carne usata per il sugo, che veniva consumata come secondo.

Il ragù napoletano: cuore della domenica partenopea

Tra le versioni più emblematiche del ragù della domenica spicca senza dubbio il ragù napoletano, che non è solo una ricetta ma una filosofia di cucina. A Napoli il ragù non si “fa”: si cura. È la lenta evoluzione di aromi, sapori e tradizione che avvolge la casa con profumi intensi fin dalle prime ore del mattino.

Il ragù napoletano si contraddistingue per l’uso di pezzi interi di carne, manzo, maiale, salsicce e talvolta braciole ripiene, che vengono rosolati lentamente e poi cotti a fuoco bassissimo per molte ore. A differenza di altre varianti come il ragù alla bolognese, qui non si usa carne macinata ma tagli più corposi che rilasciano sapore e gelatina, conferendo alla salsa una consistenza ricca e vellutata.

Ogni famiglia e ogni quartiere di Napoli ha la sua versione: qualcuno aggiunge osso di maiale per dare più sapore, altri preferiscono più cipolla o un tocco di basilico. In ogni caso l’obiettivo è sempre lo stesso: creare un sugo corposo, profumato e avvolgente che accompagni la pasta e, in seguito, la carne come secondo portata.

Varianti storiche e curiosità culinarie

Dal nord al sud: differenze regionali

Se il ragù napoletano è sinonimo di ricchezza e lentezza di cottura, altre regioni italiane offrono interpretazioni diverse del ragù della domenica. In Emilia-Romagna, il ragù alla bolognese utilizza carne macinata finemente con un soffritto di sedano, carota e cipolla e una cottura lenta ma differente nel profilo di sapore rispetto alla versione napoletana.

Al Sud altre varianti possono includere tagli di montone in zone come la Puglia o versioni arricchite di aromi legati alle tradizioni locali. Il denominatore comune resta sempre la pazienza: un ragù autentico richiede tempo, attenzione e rispetto per gli ingredienti.

Curiosità popolari

  • In molte famiglie italiane il ragù preparato di domenica veniva utilizzato per più piatti: una parte per il primo con la pasta, un’altra per la carne come secondo e gli avanzi per ricette come lasagne o cannelloni durante la settimana.
  • Il rituale del ragù è talmente radicato nella cultura popolare che diverse famiglie hanno tramandato versioni segrete, rituali e piccoli trucchi per ottenere la salsa perfetta.
  • Il profumo del ragù è spesso citato nella letteratura e nel teatro napoletano come simbolo di casa, famiglia e calore domestico.

Furto di e-bike nel Casertano, il GPS incastra i ladri: bloccati dalla Polizia appena scesi dal treno a Napoli

Un ragazzo di Capodrise ha recuperato la sua e-bike rubata grazie a un GPS, attivando un immediato intervento della Polizia Ferroviaria che ha bloccato i ladri a Napoli, garantendo la restituzione del mezzo e dimostrando l’efficacia della tecnologia nella lotta al crimine.

Napoli – Un furto sventato in tempo reale grazie alla tecnologia e al coordinamento lampo tra le forze dell’ordine. È finita sui binari della stazione di Napoli Piazza Garibaldi la fuga di due giovani, bloccati dalla Polizia Ferroviaria mentre tentavano di far perdere le proprie tracce con una preziosa bicicletta elettrica rubata poche ore prima nel Casertano.

L'episodio è avvenuto nella giornata di giovedì. Tutto è iniziato a Capodrise, in provincia di Caserta, dove un ragazzo si è accorto della sparizione della sua e-bike. Invece di farsi prendere dal panico, la vittima ha avuto la prontezza di consultare l'applicazione collegata al localizzatore GPS installato sul mezzo. Il segnale era inequivocabile: la bici non solo si stava muovendo, ma viaggiava velocemente lungo la tratta ferroviaria in direzione Napoli.

Il giovane ha immediatamente contattato la Questura di Caserta, fornendo la posizione esatta e la direzione del segnale. La sala operativa ha gestito l'emergenza con precisione chirurgica, allertando i colleghi del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania e permettendo loro di individuare il convoglio esatto su cui stavano viaggiando i sospettati.

La trappola è scattata all’arrivo del treno nella stazione sotterranea di Piazza Garibaldi. Gli agenti della Polfer, agendo con rapidità e discrezione per non creare allarme tra i pendolari, hanno intercettato i due soggetti appena scesi dal vagone. Si tratta di due 19enni di origine tunisina, trovati in possesso della bicicletta ancora intatta.

I due giovani sono stati denunciati a piede libero per il reato di ricettazione. La bicicletta elettrica è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, che ha potuto riaverla grazie alla sua prontezza di riflessi e all'efficace asse operativo tra Caserta e Napoli.

Catenaccio:
Il proprietario ha seguito il segnale in tempo reale da Capodrise fino a Piazza Garibaldi allertando la Questura. Gli agenti della Polfer hanno atteso il convoglio al binario: denunciati due 19enni per ricettazione, il mezzo è stato restituito.

Testo dell'articolo:

NAPOLI – Un furto sventato in tempo reale grazie alla tecnologia e al coordinamento lampo tra le forze dell’ordine. È finita sui binari della stazione di Napoli Piazza Garibaldi la fuga di due giovani, bloccati dalla Polizia Ferroviaria mentre tentavano di far perdere le proprie tracce con una preziosa bicicletta elettrica rubata poche ore prima nel Casertano.

L'episodio è avvenuto nella giornata di giovedì. Tutto è iniziato a Capodrise, in provincia di Caserta, dove un ragazzo si è accorto della sparizione della sua e-bike. Invece di farsi prendere dal panico, la vittima ha avuto la prontezza di consultare l'applicazione collegata al localizzatore GPS installato sul mezzo. Il segnale era inequivocabile: la bici non solo si stava muovendo, ma viaggiava velocemente lungo la tratta ferroviaria in direzione Napoli.

Il giovane ha immediatamente contattato la Questura di Caserta, fornendo la posizione esatta e la direzione del segnale. La sala operativa ha gestito l'emergenza con precisione chirurgica, allertando i colleghi del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania e permettendo loro di individuare il convoglio esatto su cui stavano viaggiando i sospettati.

La trappola è scattata all’arrivo del treno nella stazione sotterranea di Piazza Garibaldi. Gli agenti della Polfer, agendo con rapidità e discrezione per non creare allarme tra i pendolari, hanno intercettato i due soggetti appena scesi dal vagone. Si tratta di due 19enni di origine tunisina, trovati in possesso della bicicletta ancora intatta.

I due giovani sono stati denunciati a piede libero per il reato di ricettazione. La bicicletta elettrica è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, che ha potuto riaverla grazie alla sua prontezza di riflessi e all'efficace asse operativo tra Caserta e Napoli.

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