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Natale in cella per un narcotrafficante: arrestato alla stazione di Battipaglia

Battipaglia – Si era mimetizzato tra i viaggiatori che affollano lo scalo ferroviario di Battipaglia nei giorni frenetici delle festività natalizie, convinto forse che la confusione della vigilia potesse fargli da scudo.

Ma il nervosismo ha tradito un cittadino ivoriano di 59 anni, catturato ieri mattina dagli agenti della Polizia Ferroviaria.

Il tentativo di fuga

L’uomo, classe 1966, è incappato nelle maglie dell’operazione “Stazioni Sicure”, un piano straordinario di controlli predisposto dalla Polizia di Stato per garantire la sicurezza negli snodi ferroviari durante il periodo festivo.

Alla vista delle divise, l’uomo ha cambiato repentinamente direzione, tentando di dileguarsi tra la folla e i binari per evitare il controllo. Un movimento brusco che ha immediatamente insospettito gli agenti, i quali lo hanno raggiunto e bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce.

Un pesante passato criminale

L’accertamento dell’identità tramite la banca dati interforze ha rivelato il motivo di tanta agitazione: sul capo del 59enne pendeva un ordine di carcerazione diventato definitivo. L’uomo è stato identificato come un esponente del traffico di sostanze stupefacenti, colpito da una condanna pesantissima: dovrà espiare una pena di 11 anni di reclusione.

Dopo le formalità di rito espletate negli uffici della Polizia Ferroviaria, il ricercato è stato trasferito in carcere. L’operazione sottolinea l’efficacia dei presidi di sicurezza nelle stazioni, trasformate in questi giorni in “filtri” fondamentali per intercettare soggetti pericolosi che sfruttano i grandi flussi di passeggeri per i propri spostamenti.

Maltempo in Campania, allerta gialla anche domani su Napoli e Costiera

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Il maltempo non dà tregua alla Campania, costringendo Napoli e la Costiera a una vigile attesa per il giorno di Natale, mentre il rischio di frane e allagamenti diventa una realtà concreta per i residenti, amplificando l'importanza delle misure di sicurezza già attivate dalla Protezione Civile.

Napoli – Non concede tregua il maltempo sulla Campania, che si appresta a vivere un giorno di Natale sotto la soglia di attenzione. La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato una proroga dell’allerta meteo di colore Giallo, estendendo la vigilanza fino alle ore 18:00 di domani, giovedì 25 dicembre.

La decisione del Centro Funzionale nasce da un’attenta valutazione del quadro meteorologico e, soprattutto, idrogeologico. Sebbene le precipitazioni più intense possano concedere una pausa, l’attenzione resta massima sulle conseguenze delle piogge cadute nelle ultime ore. I tecnici avvertono infatti di un concreto “rischio residuo”: i terreni, ormai saturi d’acqua, potrebbero non reggere, innescando ruscellamenti superficiali, caduta massi e fenomeni franosi anche in assenza di nuove piogge torrenziali.

Le zone interessate

La proroga dell’allerta, che scatta dalle 6:00 di domani mattina (orario di scadenza del precedente avviso) fino alle 18:00, non riguarda l’intero territorio regionale ma si concentra sulle aree più fragili idrogeologicamente, le zone 1 e 3:

Zona 1: Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana;

Zona 3: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini.

Fino alle 6:00 del mattino di Natale, invece, resta in vigore l’allerta attuale che copre un’area più vasta, includendo anche l’Alto Volturno, il Matese e gran parte del Cilento, aree che vedranno cessare l’allarme con il sorgere del sole, lasciando la criticità concentrata solo sul capoluogo e sulla fascia costiera.

La Protezione Civile raccomanda agli enti competenti di mantenere attive tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti, con particolare riguardo alla tenuta dei versanti e al rischio idrogeologico.

Barra, la lunga ombra di ’o russo Ciro Andolfi, ultimo ras storico rimasto libero

Napoli – Ciro Andolfi, noto come “’o russo”, è stato arrestato dopo anni di latitanza, segnando la fine della fuga dell’ultimo grande boss di Barra, un evento che riaccende l'attenzione sulla fragile stabilità del quartiere e sull'evoluzione della camorra locale.

Napoli– Per anni è stato la primula rossa della periferia Est, l’ultimo grande nome della camorra di Barra rimasto fuori dal carcere mentre tutti gli altri boss storici finivano dietro le sbarre. Ciro Andolfi, detto “’o russo” o “’a loffa”, classe 1977, fratello del più noto Andrea “’o minorenne”, cognato dei Cuccaro e figura apicale dell’omonimo clan, è stato a lungo l’unico ras storico irreperibile del quartiere.

Una latitanza silenziosa, condotta lontano dai riflettori ma sempre sotto l’attenzione degli investigatori, fino alla cattura che ha messo fine alla sua fuga, confermando che anche i fantasmi della camorra prima o poi tornano visibili.

Su Andolfi pendeva infatti un ordine di carcerazione per una condanna definitiva: diversi anni di reclusione mai scontati per intero grazie a una complessa vicenda giudiziaria che lo aveva riportato in libertà nel 2019.

Da allora, pur formalmente sottoposto a misure di controllo, era diventato irreperibile, sottraendosi all’esecuzione della pena e trasformandosi nell’ultimo simbolo della vecchia guardia camorristica ancora in circolazione a Barra.

Il vuoto dei boss e il salto generazionale

L’assenza di Ciro Andolfi dal territorio si è sommata alla detenzione di tutti i boss storici delle famiglie Cuccaro e Aprea, creando un vuoto di potere che – come evidenziato nelle analisi della Direzione distrettuale antimafia – è stato colmato attraverso il tradizionale salto generazionale. A reggere i clan sono stati figli, nipoti e affiliati più giovani, spesso privi dell’autorevolezza dei padri criminali.

Ed è proprio in questo contesto che, come ha messo nero su bianco il gip nell’ordinanza contro il gruppo Valda, gli equilibri si sono spezzati. Le alleanze storiche hanno iniziato a scricchiolare, dando vita a una faida interna fatta di agguati, ferimenti, ordigni rudimentali e “stese”, riportando Barra al centro della mappa della tensione camorristica napoletana.

La scarcerazione del 2019 e la strategia difensiva

Nel 2019 Andolfi era tornato in libertà per fine pena, dopo aver trascorso quasi dieci anni consecutivi in carcere. Su di lui gravava una misura di libertà vigilata con obbligo di firma – non quotidiana – presso il commissariato San Giovanni-Barra. Una condizione che segnava una netta cesura rispetto al passato detentivo, ma che non chiudeva definitivamente i conti con la giustizia.

Alla base della scarcerazione vi fu una raffinata strategia difensiva: i legali riuscirono a dimostrare la continuazione tra i reati di associazione mafiosa ed estorsione, con l’assorbimento del primo nel secondo. Il risultato fu una rideterminazione della pena: da 15 a 8 anni complessivi, spalancando le porte del carcere a uno dei nomi più pesanti della camorra orientale.

L’inchiesta sull’Auchan e il ruolo nel clan

Ciro Andolfi era finito nei guai già nel 2007, quando era considerato un uomo di primo piano nello scacchiere criminale di Barra, all’epoca dominato dall’asse Andolfi-Cuccaro-Aprea. Un’inchiesta della Dda di Napoli, condotta dalla Squadra mobile e dal commissariato San Giovanni-Barra, colpì duramente il clan facendo emergere una maxi estorsione ai danni di imprenditori impegnati nella realizzazione del centro commerciale Auchan di Ponticelli.

Il pizzo venne richiesto prima ancora dell’apertura dello store, quando i lavori erano in fase avanzata. Decisivi furono l’incrocio delle indagini degli investigatori e la denuncia di uno dei costruttori taglieggiati, che fece crollare il muro di omertà. Nell’indagine emerse anche il coinvolgimento di uomini legati al boss detenuto Giovanni “’ponta ’e curtiello”.

Gli spari sotto casa e il messaggio di guerra

Negli anni successivi, nonostante una tregua armata tra i cartelli Aprea-Valda e Cuccaro-Andolfi, la criminalità organizzata a Barra non ha mai cessato di operare. Lo dimostrano gli spari esplosi sotto l’abitazione riconducibile a Ciro Andolfi, un raid intimidatorio avvenuto dopo il maxi blitz del 28 novembre che aveva decapitato il clan De Luca Bossa a Ponticelli.

Secondo gli investigatori, quei colpi di pistola rappresentavano un messaggio trasversale, legato ai presunti rapporti d’affari tra uomini dei Cuccaro-Andolfi e il clan del Lotto Zero. Un segnale di sdegno e di avvertimento che avrebbe potuto portare la firma di ambienti vicini ai De Micco-De Martino, in particolare al gruppo dei Bodo, desiderosi di rivalsa dopo gli arresti.

La cattura e il messaggio dello Stato

La lunga fuga di Ciro Andolfi si è conclusa con la cattura da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, che lo hanno assicurato alla giustizia ponendo fine a una latitanza che lo aveva fatto inserire nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi.

Un arresto salutato come simbolico dalla presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo:

“Nessun latitante sarà mai al sicuro. La cattura di Ciro Andolfi dimostra, ancora una volta, che la lotta alla camorra è incessante”.

Con l’arresto di “’o russo” si chiude un capitolo cruciale della storia criminale di Barra. L’ultimo ras storico libero non lo è più. Ma il quartiere resta un terreno fragile, dove l’eredità dei vecchi boss continua a pesare sulle nuove generazioni criminali.

De Laurentiis: “Calcio in mano ai signorotti, così si distrugge. Nazionali, tv e calendari: serve rivoluzione”

Aurelio De Laurentiis alza il velo su un calcio italiano che definisce “medievale”, denunciando meccanismi di potere che soffocano la modernizzazione e mettono a rischio i club e i tifosi, mentre invoca una rivoluzione che restituisca ai club il potere decisionale sui propri giocatori e riformi.

Non è un semplice sfogo, ma un j’accuse a tutto campo contro l’architettura del calcio italiano. Aurelio De Laurentiis sceglie i microfoni di Radio Crc e mette in fila accuse, proposte e paragoni internazionali, disegnando un quadro che definisce senza mezzi termini “medievale”: un sistema, sostiene, dominato da “grandi signorotti” e da meccanismi di potere che ruotano più attorno alle rielezioni e alla conservazione delle posizioni che alla modernizzazione del prodotto.

Il bersaglio è la governance: per il presidente del Napoli, nel calcio “tutti vogliono aggiungere e nessuno vuole levare”. Tradotto: si accumulano competizioni, finestre, obblighi e adempimenti, senza alleggerire nulla. E la conseguenza — avverte — ricade su chi paga la materia prima del gioco, cioè i club, e su chi ne subisce gli effetti, cioè i tifosi.

Nazionali e infortuni: “Decida il club”

Uno dei punti più duri riguarda il rapporto con le Nazionali. De Laurentiis contesta la “leggerezza incredibile” con cui i calciatori, “pagati da noi”, vengono messi a disposizione delle selezioni. La sua proposta ribalta la prassi consolidata: dovrebbe essere la società a decidere se un atleta può partire o meno, in base a condizioni fisiche, calendario e interessi del club.

È un tema che si lega a doppio filo all’allarme infortuni e al sovraccarico di partite. Il presidente azzurro usa una metafora domestica per spiegare la sua idea: “non si deve distruggere un gioco giocando troppo”, come quando “fai una cena e sbagli il menù, metti troppe cose” e finisci per rovinare l’esperienza a tutti. Nel calcio, dice, gli “incubi” oggi hanno un nome preciso: stop muscolari, ricadute, giocatori spremuti.

Da qui l’invocazione a una revisione profonda anche del rapporto di lavoro: De Laurentiis immagina calciatori più vicini allo status di “liberi professionisti”, perché “ormai sono delle aziende”, e ritiene necessario ridurre vincoli e stress “vincolanti”. Non solo: chiede anche di “regolamentare il potere degli agenti”, considerato un altro snodo che incide su equilibrio contrattuale e sostenibilità del sistema.

Il tifoso al centro (ma “le istituzioni non lo proteggono”)

Nel ragionamento del patron del Napoli non c’è soltanto la tutela dell’investimento dei club. C’è una lettura quasi sociale del campionato: il tifoso, sostiene, vive la Serie A come un appuntamento che ha “un vero valore”, una sorta di medicina settimanale, “panacea di tutti i mali”. E proprio per questo accusa i “signori delle istituzioni” di non avere come priorità la protezione del pubblico e la qualità dell’esperienza, schiacciata da interessi di potere e da un’agenda che continua ad appesantirsi.

In questa cornice richiama la necessità di “sedersi” e “riappropriarsi di ciò che a un certo punto è stato stabilito” in passato, citando esplicitamente passaggi storici legati a Veltroni e Platini, come simboli di scelte che secondo lui hanno definito — nel bene o nel male — l’impianto regolatorio e politico del pallone.

Politica, regole e Legge Melandri: “Da 30 anni ostacoli”

L’attacco poi si sposta sul rapporto tra calcio e Stato. De Laurentiis rivendica che i club sono “società di capitali” e che non possono sottostare a una logica di “gestione pubblica” come avveniva anni fa. Nel suo racconto, la politica italiana vive una contraddizione: è popolata di tifosi, ma non produce riforme adeguate quando “il calcio non funziona”.

Da qui l’affondo: per il presidente del Napoli, il governo da decenni non farebbe altro che “mettere ostacoli affinché il calcio italiano possa essere forte e sorridente e vincente in tutta Europa”. In quest’ottica richiama la possibilità di intervenire sulla Legge Melandri, arrivando a ipotizzarne l’abolizione per restituire “libertà assoluta di impresa” e ridurre vincoli che, a suo dire, limitano la capacità di governare e valorizzare il prodotto-calcio.

La Lega e la richiesta di un cambio di passo: “Decidano i proprietari”

Nel mirino finisce anche la Lega Serie A. De Laurentiis racconta di aver invitato l’imprenditore Saputo “a farsi vedere in Lega” e confessa una stanchezza personale: “da 21 anni mi sono stancato di andare a parlare del nulla”. Il punto, per lui, è di metodo e di catena decisionale.

Sostiene che le decisioni vere, soprattutto quando implicano rischio e scelte impopolari, possano prenderle soltanto i proprietari, e in tempi rapidi (“in 24 ore”). Non si può chiedere, dice, a direttori generali o amministratori — chiamati per natura a proteggere i conti — di esporsi e “prendersi un rischio”. È un attacco che riflette una visione aziendalista del calcio: meno tavoli inconcludenti, più governance proprietaria e scelte nette.

“Occhio a DAZN”: il nodo dello “stadio virtuale”

Il tema economico, però, resta la spina dorsale del ragionamento. De Laurentiis introduce il concetto di “stadio virtuale” e denuncia una distorsione: “nello stadio reale i biglietti li vendiamo noi e in quello virtuale li vendono gli altri”. È un riferimento diretto al mercato dei diritti audiovisivi e alla filiera dello streaming, con DAZN citata in modo esplicito come simbolo di un ecosistema in cui — sostiene — i club non controllano pienamente monetizzazione e strategia.

Qui l’accusa è alla Lega: “fa finta di nulla”, mentre il problema sarebbe “economico” e strutturale. Il sottotesto è chiaro: senza una redistribuzione più coerente del valore generato dal prodotto digitale, senza un controllo più diretto o senza regole che favoriscano i club, il sistema rischia di indebolirsi.

Due titoli nel 2025, Maradona e il Napoli “culturale”

Dentro questo scenario di conflitto istituzionale, De Laurentiis apre anche la parentesi più identitaria. Torna sui due titoli vinti nel 2025 e li colloca su un piano diverso rispetto al passato: ricorda che anche con Benitez erano arrivati due trofei, ma “questi sono diversi”, lasciando intendere un salto di peso simbolico e di maturità del progetto.

E poi c’è Maradona, evocato come misura impossibile: “non si riesce mai ad eguagliare”, dice, perché nessuno avrebbe avuto il suo carisma e quello “spirito da scugnizzo partenopeo”. Nel racconto compare persino un tassello cinematografico: con Diego, rivela, “abbiamo anche lavorato a un film”, a conferma di quanto l’idea di Napoli per De Laurentiis non sia soltanto sportiva, ma anche narrativa e popolare.

Da qui le memorie personali: l’innamoramento per il Napoli “da piccolo”, persino attraverso il “ciuccio” nel diario di Jacovitti. E le suggestioni per iniziative che mischiano gioco e beneficenza: immagina un “Mercante in Fiera” con protagonisti storici e contemporanei, un’idea che dice di aver subito condiviso con Bianchini, e prospetta una serata con “primo premio in beneficenza”. È la fotografia di un presidente che continua a pensare al club anche come piattaforma culturale, oltre che calcistica.

Promozione in A, scudetto e “godimento” del tifo

Infine, De Laurentiis torna a una delle sue emozioni fondative: la promozione dalla Serie B alla Serie A. La definisce “un momento indimenticabile che ti segna”, perché rappresenta la rinascita e la rivincita. E la collega al suo mestiere originario: “ho cercato di far divertire le persone con il cinema”, e vedere i tifosi che diffondono ovunque “senso di rivincita” e soddisfazione è un piacere che — dice — “non ti può dare nessun altro trofeo”.

Poi frena, quando gli viene chiesto se quella promozione sia stata più emozionante dello scudetto: “non diciamo così”, precisa, perché sono emozioni diverse. Riconosce la bellezza della festa dell’ultimo tricolore, ma torna al punto politico: chi gestisce il calcio istituzionalmente sarebbe troppo legato alla poltrona e non capirebbe che l’eccesso di partite e vincoli rischia di logorare il gioco.

I modelli esteri: NBA e l’illusione inglese

A chiudere, i confronti internazionali. De Laurentiis cita l’NBA come esempio di forza contrattuale e capacità di fermarsi: sei mesi di stop, “hanno mandato a quel paese tutti” e poi sono ripartiti “alla grande”. È un invito implicito a immaginare scelte drastiche anche nel calcio, se necessarie per riequilibrare poteri e sostenibilità.

Sul fronte opposto, ridimensiona il mito economico della Premier League: secondo lui “il calcio inglese non è poi così gaudente” come appare. E la conclusione, coerente con tutto il discorso, è netta: “nel nostro sistema qualcosa non funziona”.

Giugliano, blitz in negozio: lavoro nero, abusi edilizi e tonnellata di cibo avariato

A Giugliano in Campania, un blitz delle autorità ha portato alla chiusura di un negozio per gravi irregolarità, tra cui il lavoro nero di due dipendenti e la presenza di oltre una tonnellata di cibo avariato, con sanzioni che ammontano a 18mila euro.

Gli agenti del Commissariato di Giugliano-Villaricca hanno chiuso un esercizio commerciale nel centro di Giugliano in Campania e denunciato il titolare per gravi irregolarità.

L’operazione congiunta con Polizia Locale, Asl Napoli 2 e tecnici Enel ha scoperto due lavoratori in nero, un manufatto abusivo e oltre una tonnellata di alimenti in cattivo stato, con sanzioni per 18mila euro

Ieri, Polizia Locale, Asl Napoli 2 e tecnici Enel hanno collaborato con gli agenti al controllo straordinario dell’esercizio commerciale. Gli ispettori hanno riscontrato violazioni multiple, dalle irregolarità occupazionali a quelle igienico-sanitarie e urbanistiche.

I tecnici hanno accertato la presenza di una veranda abusiva, realizzata senza autorizzazioni. Gli ispettori dell’Asl hanno contemporaneamente identificato due dipendenti non regolarmente assunti e sequestrato oltre una tonnellata di sostanze alimentari conservate in condizioni non conformi alle norme

Le autorità hanno denunciato il titolare per commercializzazione di prodotti alimentari non conformi e per abusi edilizi. Hanno inoltre elevato sanzioni amministrative per circa 18mila euro e disposto la chiusura immediata dell’esercizio

Fuochi d’artificio a Capodanno: origini e significato della tradizione

Nel cuore delle celebrazioni di Capodanno, i fuochi d’artificio non sono solo un festoso spettacolo, ma portano con sé secoli di tradizioni antiche, ora messe in discussione da crescenti preoccupazioni per la sicurezza e l’ambiente, trasformando il modo in cui guardiamo a questa usanza.

L’usanza di accendere fuochi d’artificio a Capodanno nasce molto tempo fa ed è legata alle prime forme di esplosivi. Secondo gli storici, infatti, i fuochi d’artificio derivano da pratiche cinesi antichissime: nelle dinastie Han (202 a.C.–220 d.C.) si gettavano nel fuoco bastoncini di bambù che esplodevano producendo rumore forte, poi con l’invenzione della polvere da sparo si cominciarono a creare veri e propri “botti” e fuochi. Questi venivano usati per celebrare eventi importanti e, soprattutto, per scacciare gli spiriti maligni tramite il rumore e la luce.

Nel corso dei secoli i fuochi d’artificio hanno attraversato l’Asia e sono arrivati in Europa (oltre al resto del mondo) attraverso le vie commerciali e culturali, fino a diventare parte integrante delle celebrazioni pubbliche e private.

Simbolismo: più del semplice spettacolo

La tradizione dei fuochi d’artificio a Capodanno si è consolidata proprio perché i fuochi hanno sempre avuto un significato simbolico profondo:

  • Scacciare gli spiriti maligni: l’idea che rumore e luce possano allontanare le energie negative ha origini antiche e, in alcune culture, è ancora viva.
  • Accogliere il nuovo con gioia: i fuochi sono un modo visivo e collettivo per esprimere speranza, rinnovamento e buon auspicio per l’anno che inizia.
  • Purificazione e rinascita: antichi rituali prevedevano falò di fine anno per “bruciare” il passato e prepararsi al futuro, un concetto che è stato trasposto nei moderni spettacoli pirotecnici.

In molte culture, specialmente in quelle orientali come durante il Capodanno cinese, le luci e i botti sono usati per invocare buona fortuna e allontanare la sfortuna.

Dal rito alla celebrazione globale

Oggi, i fuochi d’artificio non sono più solo espressione di un rito scaramantico: sono diventati uno spettacolo collettivo di grandissimo impatto. Le principali città del mondo, da Sydney a Edimburgo, da Londra a molte capitali europee, organizzano grandi eventi pirotecnici ufficiali per salutare l’arrivo dell’anno nuovo.

Tuttavia, questa tradizione globale non è priva di controversie: negli ultimi anni si è acceso un dibattito su sicurezza, impatto ambientale e benessere degli animali, tanto che in alcuni paesi (ad esempio in Germania) si discute di porre limiti o addirittura vietare alcuni tipi di fuochi d’artificio nella notte di Capodanno.

Critiche moderne: salute, ambiente e regolamentazioni

Negli ultimi anni, sebbene i fuochi d’artificio Capodanno rimangano una tradizione amatissima, sono emerse sempre più preoccupazioni legate alla salute, all’ambiente e alla sicurezza pubblica. In molte città italiane e in altri paesi europei si stanno introducendo normative specifiche per limitare l’uso dei fuochi pirotecnici nella notte di San Silvestro, soprattutto nei centri urbani. Ad esempio, diversi comuni hanno emesso ordinanze che vietano l’accensione di petardi e mortaretti in aree pubbliche per ridurre rischi di lesioni, danni a cose e disturbo a cittadini e animali domestici.

Oltre alle questioni di sicurezza, cresce l’attenzione verso l’impatto ambientale dei botti. I fuochi d’artificio, infatti, rilasciano nell’atmosfera sostanze inquinanti e polveri sottili, contribuendo al peggioramento della qualità dell’aria nelle ore immediatamente successive allo scoppio collettivo.

Infine, le cronache degli ultimi anni documentano incidenti e lesioni causati da un uso improprio di fuochi d’artificio, che hanno stimolato richieste di regolamentazioni più severe o perfino di divieti in alcuni paesi europei. Queste discussioni rappresentano un nuovo capitolo nel rapporto tra tradizione e sicurezza moderna, e mostrano come il significato dei fuochi d’artificio a Capodanno stia evolvendo nell’era contemporanea.

Sequestrati 93 kg di fuochi d’artificio a Agropoli: titolare senza autorizzazione

In un controllo mirato per le festività, i finanzieri di Agropoli hanno sequestrato 93 kg di fuochi d'artificio venduti senza autorizzazione, un episodio che solleva interrogativi sulla sicurezza in un periodo in cui la festa dovrebbe essere sinonimo di serenità.

Agropoli – I finanzieri della Compagnia di Agropoli hanno posto sotto sequestro oltre 36 mila articoli pirotecnici, per un totale di circa 93 kg di sostanza esplosiva, in un esercizio commerciale del territorio.

Il controllo, effettuato il 22 dicembre scorso, mirava a verificare la regolare detenzione e commercializzazione di prodotti pirotecnici in vista delle festività. Durante l’ispezione, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno accertato che il titolare mancava dell’autorizzazione di pubblica sicurezza necessaria per quantitativi superiori a 50 kg.

Inoltre, i fuochi d’artificio erano esposti in vendita accanto ad altri prodotti ad alto rischio infiammabile, come giochi di gruppo, addobbi natalizi e accessori per la casa, violando le norme di sicurezza.

Il procedimento è attualmente nelle fasi preliminari di indagine: le accuse contro il commerciante saranno valutate nelle successive fasi processuali.

Fabbrica di soldi in cameretta: arrestato il “mago” informatico dei 50 euro. Aveva già stampato un milione

L'arresto di un 31enne a Roma, che ha allestito una "zecca 4.0" in cameretta, mette in luce una nuova forma di falsificazione monetaria, evidenziando come le tecnologie moderne stiano alimentando un mercato clandestino che minaccia l'economia e coinvolge reti internazionali sempre più sofisticate.

Roma – Non servivano grandi capannoni industriali o macchinari rumorosi. La nuova frontiera della falsificazione monetaria passava per il silenzio di una stanza ad Acilia, sul litorale romano, dove un 31enne esperto informatico aveva allestito una vera e propria “zecca 4.0”.

L’operazione “Vulcano”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma con il supporto dei colleghi di Ostia, ha messo fine a un business capaRce di immettere sul mercato banconote false per un valore nominale stimato in circa un milione di euro.

Il blitz e la “zecca digitale”

Le manette sono scattate proprio mentre il “tipografo digitale” stava per spedire l’ennesimo plico: all’interno, banconote da 50 euro contraffatte per un valore di 7.300 euro, pronte a inquinare l’economia reale.

La perquisizione domiciliare ha svelato un laboratorio di altissimo livello: non le vecchie macchine offset della tradizione campana, ma computer potenti, stampanti digitali di ultima generazione e software per il perfezionamento grafico. Nei file del pc, i Carabinieri hanno trovato i “progetti grafici” originali delle banconote da 10, 20, 50, 100, 200 e persino 500 euro.

Criptovalute e la rete europea

L’indagine, partita a settembre e supportata da Europol, dalla polizia austriaca e dalla Brigada de Investigacion del Banco de España, ha svelato un sistema di vendita moderno. Il falsario incassava i pagamenti in criptovalute (sequestrato un wallet con Litecoin e USDT) e gestiva un “cash-out” impressionante: in casa sono stati trovati 21.000 euro in contanti veri, probabile frutto del riciclaggio dei proventi illeciti.

La rete distributiva era capillare e sfruttava il servizio postale per raggiungere clienti in tutta l’Eurozona. Le tappe dell’inchiesta dimostrano la vastità del giro:

18 settembre: Sequestro in Austria di campionature da 5, 20 e 50 euro.

19 settembre: A Pesaro intercettato un plico con 20 banconote da 50 euro.

16 ottobre: A Strambino (Torino) bloccate 200 banconote da 20 euro.

28 ottobre: A Terni, maxi-sequestro di banconote per un valore di 36.000 euro e arresto del destinatario finale.

Il contesto: la Campania resta l’università del falso

Se l’operazione “Vulcano” accende i riflettori su Roma e sulla falsificazione “fai-da-te” digitale, è doveroso ricordare che il cuore pulsante della contraffazione mondiale batte ancora forte in Campania.

Il cosiddetto “Napoli Group”, secondo le stime della BCE, continua a essere responsabile di gran parte delle banconote false in circolazione nell’area Euro, grazie a una tradizione “artigianale” e tipografica che si tramanda di generazione in generazione.

Solo nell’ultimo anno, le forze dell’ordine hanno assestato colpi durissimi alla filiera campana, che a differenza del falsario solitario di Acilia, si muove come una vera holding criminale:

La stamperia di Napoli Est: Pochi mesi fa, un blitz della Guardia di Finanza nel quartiere Ponticelli ha smantellato una stamperia capace di produrre milioni di euro falsi, destinati al mercato estero.

L’asse Giugliano-Caserta: I Carabinieri del Comando Antifalsificazione hanno operato diverse perquisizioni nell’area nord di Napoli (Giugliano in Campania e Villaricca), storicamente nota per la presenza di tecnici in grado di replicare perfettamente la filigrana e l’ologramma delle banconote, una qualità che il digitale fatica ancora a eguagliare.

Il business delle monete: Non solo carta. Nel corso dell’anno sono state scoperte in provincia di Caserta officine metalmeccaniche riconvertite per la coniazione di monete da 1 e 2 euro, destinate ai distributori automatici di mezza Italia.

L’arresto del 31enne romano dimostra un’evoluzione del fenomeno: mentre la “scuola napoletana” mantiene il monopolio della produzione di massa di alta qualità tipografica, cresce il fenomeno dei “lupi solitari” digitali che, armati di scanner e stampanti 3D, provano a ritagliarsi una fetta di mercato sul dark web.

Truffe via SMS, conti tra Napoli e Salerno “snodo” dei soldi: così la rete ripuliva i bonifici lampo

Napoli/Salerno – I conti correnti intestati a soggetti residenti tra Napoli e Salerno sarebbero stati la “cerniera” utilizzata per far transitare e monetizzare in tempi rapidissimi i proventi delle truffe via SMS, prima dei trasferimenti all’estero o dei prelievi in contanti.

È uno dei passaggi chiave emersi nell’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Chieti, coordinata dalla Procura, che ha smantellato una rete specializzata nello smishing con ramificazioni tra Toscana e Campania e flussi finanziari diretti anche in Belgio e Lussemburgo.

L’inchiesta nasce dalla denuncia di una vittima anziana raggirata il 15 ottobre 2025: un SMS, presentato come messaggio di una società di pagamenti digitali, avrebbe innescato il contatto con falsi operatori e il furto delle credenziali di home banking. Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori avrebbero disposto due bonifici istantanei per un totale di 96.300 euro, operando con tempistiche tali da rendere difficile l’intervento della vittima.

La rotta dei soldi in Campania

Secondo la ricostruzione investigativa, il denaro veniva indirizzato su conti correnti in Campania e successivamente “spinto” fuori dall’Italia con bonifici verso Belgio e Lussemburgo oppure trasformato in contante con prelievi presso sportelli ATM nell’area tra Napoli e Salerno. Questo schema, basato su conti di transito e movimentazioni rapide, sarebbe servito a frammentare le tracce e ad accelerare la dispersione delle somme.

Sequestri e indagati

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di 685 schede SIM, tre apparati multisim, computer, telefoni e anche carte prepagate indicate come strumenti di transito. Gli indagati complessivi sono 17, con accertamenti ancora in corso per ricostruire l’intera catena di responsabilità e tentare il recupero delle somme.

Il servizio anti-smishing

Le autorità ribadiscono che banche e società di pagamento non chiedono mai credenziali, password o codici dispositivi via SMS o telefono e invitano a non cliccare link, né chiamare numeri contenuti nei messaggi sospetti, usando solo canali ufficiali.

In caso di dubbio, il consiglio operativo è contattare direttamente la propria banca e segnalare l’episodio agli organi competenti (ad esempio Polizia Postale), evitando azioni d’impulso dopo messaggi allarmistici.

Capua, falsa dottoressa sui social e ambulatorio clandestino in casa: scatta il sequestro

A Capua, un ambulatorio clandestino di chirurgia estetica è stato scoperto, rivelando come la promessa di bellezza sui social possa nascondere veri e propri pericoli, sollevando interrogativi sulla sicurezza e sull’affidabilità dei servizi sanitari non autorizzati.

Capua- Un ambulatorio di chirurgia estetica clandestino, allestito tra le mura domestiche e promosso abilmente sui social network, è stato smantellato dai finanzieri della Compagnia di Capua. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, un’infermiera che, spacciandosi per medico, operava senza alcuna abilitazione o partita IVA.

La donna, denunciata per esercizio abusivo della professione medica, attirava le clienti pubblicizzando i suoi servizi su un noto social network. Nella sua abitazione privata a Capua praticava interventi ad alto rischio: filler a labbra e zigomi, iniezioni di tossina botulinica, mesoterapia e trattamenti di biorivitalizzazione, il tutto in assenza dei requisiti legali.

La perquisizione ha portato al sequestro di un vero e proprio arsenale medico: numerose siringhe e provette, sostanze iniettabili come acido ialuronico e tossine botuliniche, dispositivi medici vari e persino una centrifuga da laboratorio per la separazione del plasma. Trovato anche un contenitore con rifiuti sanitari e, soprattutto, un’agenda dettagliata con i nominativi di numerose clienti, prova schiacciante dell’attività economica non dichiarata.

La legge è chiara: per praticare la medicina estetica in Italia è necessaria la laurea in Medicina e Chirurgia, l’iscrizione all’Albo e una specializzazione post-universitaria. La donna, non iscritta all’Ordine dei Medici, ha aggirato ogni norma, mettendo a repentaglio la salute delle pazienti.

Le indagini dei militari non si fermano qui. Ora sono concentrate sulla ricostruzione del volume d’affari illecito, per quantificare i redditi non dichiarati e l’evasione fiscale collegata alla pericolosa attività clandestina.

Pagani, Gianni Conte conquista l’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

Gianni Conte – celebre voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore –  pianoforte e voce, ha conquistato la platea dell’Auditorium Sant’Alfonso Maria De Liguori domenica 21 dicembre a Pagani.

Lo spettacolo, organizzato da Alfonso Giannattasio – presidente dell’associazione “Amici a Teatro” e punto di riferimento artistico e culturale del territorio – nasce dalla collaborazione con AISLA, l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, e dall’impegno che Giannattasio rinnova ogni anno nel promuovere un evento dedicato alla sensibilizzazione e al sostegno delle attività dell’associazione. I proventi della serata sono stati infatti interamente devoluti ad AISLA.

Gianni Conte, che fin dall’inizio ha instaurato con il pubblico un clima caloroso e complice, ha ribadito il piacere di essere presente a un’iniziativa benefica che ha definito “di quelle giuste”.

Il repertorio proposto dall’artista è stato ampio e variegato. Il pubblico, accolto nell’impeccabile Auditorium – luogo ideale per immergersi nella magia della musica – si è lasciato trasportare dalle suggestive note della tradizione partenopea. Con melodie celebri, romanze d’amore, brani storici e arrangiamenti originali, Gianni Conte ha reso omaggio a compositori come Ernesto Tagliaferri ed Ernesto Murolo, senza trascurare la rilettura contemporanea della musicalità napoletana proposta da artisti come Pino Daniele e Fabrizio De André, sottolineandone la forza espressiva.

Non sono mancati, inoltre, il poliedrico e cosmopolita Renato Carosone e il richiamo all’esperienza del cantante con Renzo Arbore, che ha segnato uno spaccato importante della sua trentennale carriera. Le radici musicali partenopee sono state protagoniste assolute di un viaggio canoro rispettoso e nostalgico, condotto come un autentico atto d’amore verso l’arte musicale e la città.

La musica e il bel canto hanno dunque animato e trascinato la platea in un clima da salotto napoletano. Il racconto di aneddoti personali da parte del protagonista ha trasformato il teatro in un luogo di incontro e condivisione, in cui sonorità e melodia sono state strumenti di unione.

Momenti di comicità spontanea ad opera di Rosario Battinelli e Rosaria Chianese, con la partecipazione dello stesso Giannattasio, hanno inoltre aggiunto leggerezza e sorpresa allo spettacolo, attraverso un divertente siparietto che ha messo in evidenza la capacità di Conte di stare al gioco con eleganza e ritmo scenico.

Lo spettacolo è stato molto più di un concerto. La musica si è inserita nella serata come un ponte: ha fatto sorridere, ha emozionato, ma soprattutto ha unito la platea nel finale, con il momento profondo e toccante generato dalla testimonianza di Patrizia  – suo marito ha scoperto di essere ammalato di SLA a soli 48 anni – presente in sala con il testo scritto da sua figlia Martina, che all’inizio dell’odissea familiare – circa dieci anni fa – aveva solo tredici anni.

La lettura declamata in sala si è abbattuta sul pubblico come un’onda silenziosa, grazie alla quale lo spettacolo ha assunto le sfumature di una testimonianza civile: un’espressione di speranza e di ricerca di libertà per chi vive la forza perversa di questa patologia, sia come persona colpita sia come caregiver.

Le parole di Martina, lette con voce ferma da Rosaria Chianese, hanno restituito la dimensione intima dell’articolato percorso a cui è stata sottoposta l’intera famiglia nei suoi diversi ruoli.

Nel tempo ho visto il corpo di mio padre cambiare. Prima una zoppia, poi una stampella, una sedia a rotelle, fino all’immobilità. Mentre lui perdeva forza, dentro di me cambiavano le emozioni. Alla rabbia si è sostituita la vergogna. […]Col tempo la vergogna ha lasciato spazio alla responsabilità. La mia famiglia è composta da quattro persone: mamma, papà, io – la figlia maggiore – e mio fratello. Essere la primogenita ha segnato profondamente il mio ruolo. […] Sono diventata la spalla destra di mia madre, quella su cui contare nei momenti più difficili.

Questo mi ha dato orgoglio, ma anche una stanchezza profonda. Essere figlia maggiore ha significato assumere quasi naturalmente il ruolo di chi dona cura. E ho capito una cosa importante: la cura non è solo amore, è anche una costruzione sociale, indipendentemente dall’età. Oggi, dopo quasi dieci anni dall’inizio della malattia, sento tutta la fatica di questo percorso.”

Il suggestivo momento è stato accompagnato dall’intervento della responsabile della sezione AISLA Salerno–Avellino–Benevento, la dott.ssa Pina Esposito, che ha ricordato l’importanza del supporto offerto dall’associazione alle famiglie colpite da SLA e della rete di aiuto che essa garantisce: ascolto, orientamento, presenza. Il suo intervento, accorato e diretto, è arrivato con la forza di un invito a conoscere più da vicino questa realtà attiva sul territorio.

“Per la Sla non esiste una guarigione, ma esiste il bisogno di cura: questo è inevitabile. Patrizia si è chiusa in protezione con la sua famiglia, ma allo stesso tempo è una donna che aiuta altre famiglie, racconta di cosa c’è bisogno, a chi bisogna rivolgersi, tutto ciò che serve per affrontare il percorso insieme agli altri. Per questo, in un certo senso, è anche un faro.

Quello che bisogna fare, come squadra  è provare ad immaginare, a comprendere che cosa vive Patrizia, cosa significa oscillare continuamente tra le esigenze fisiche e quelle lavorative, perché la vita deve comunque andare avanti. Oggi lei è qui a testimoniare tutto questo: suo figlio è a casa, e ogni scelta è un sacrificio. E quindi, se qualcuno riesce ad accoglierci, io vi ringrazio. Perché si tratta di amore, e l’amore è davvero il protagonista di questa serata.»

A pochi giorni dall’evento, e alla vigilia del Natale, la serata assume un significato ancora più profondo. La redazione di Cronache della Campania ha scelto di raccontare questa serata proprio oggi, un momento in cui l’attenzione verso l’altro si fa più intensa e il cuore è più disposto all’ascolto. Un modo per ricordare che uno spettacolo può dare voce non solo alla speranza, ma anche a quel dolore silenzioso che spesso resta nell’ombra.

Auto travolta da un camion sulla Statale Terra di Lavoro, pirata della strada fugge

Un drammatico incidente sulla Statale 7Bis ha sollevato interrogativi sulla sicurezza stradale, evidenziando la fuga del camion responsabile e la necessità di un cambio normativo urgente per combattere la pirateria stradale, mentre la fortuna ha sorriso a una conducente che, per miracolo, è.

Un grave incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di ieri, 23 dicembre, lungo la Statale 7Bis Terra di Lavoro, pochi metri prima dello svincolo Pomigliano-Acerra.

Un camion ha violentemente tamponato una Toyota Yaris grigia, distruggendone la parte posteriore e la fiancata sinistra, per poi allontanarsi senza fermarsi a prestare soccorso.
Secondo quanto ricostruito, l’auto procedeva a velocità ridotta con l’indicatore di direzione inserito per imboccare l’uscita quando è stata travolta dal mezzo pesante.

L’impatto ha fatto sbandare la vettura, che ha compiuto più rotazioni su se stessa, effettuando almeno due testa-coda prima di arrestarsi contromano sulla corsia di sorpasso.

La conducente è rimasta incredibilmente illesa, ma l’auto ha riportato danni gravissimi ed è stato necessario l’intervento del carro attrezzi tramite la compagnia assicurativa. Del camion responsabile, però, nessuna traccia: il conducente si è dato alla fuga e non è stato possibile rilevare il numero di targa.

La segnalazione dell’accaduto è arrivata a Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, da parte di un automobilista che ha assistito alla scena.

“Siamo davanti all’ennesimo episodio di pirateria stradale – ha dichiarato Borrelli –. Una persona è viva per miracolo, mentre chi ha causato l’incidente è fuggito come se nulla fosse. Sulle nostre strade regnano balordi e impunità: così si rischiano stragi quotidiane che troppo spesso vengono archiviate come semplici incidenti”.

Nel mirino del deputato anche l’attuale normativa: “Chi guida mezzi pesanti, ma anche auto e moto, deve sapere che la strada non è una zona franca. Invece oggi sembra valere la regola del ‘liberi tutti’. Il Codice della strada voluto dal ministro Salvini non contrasta questa deriva: non rafforza i controlli, non inasprisce le sanzioni contro i pirati della strada, non tutela chi rispetta le regole”.

“Serve un cambio di passo immediato – conclude Borrelli –: più controlli, pene certe e rapide per chi fugge dopo un incidente e strumenti efficaci per individuare i responsabili. Le strade non possono continuare a essere un far west”.

Il deputato invita infine eventuali testimoni a farsi avanti e a fornire qualsiasi elemento utile all’identificazione del camion coinvolto nell’incidente.

Porta Nolana, il “market” dello spaccio che non dorme mai: arrestato un 24enne, ma il ricambio è continuo

Napoli – Ieri pomeriggio, un giovane pusher di 24 anni è stato arrestato in via Marvasi per detenzione di stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale, ma l’episodio evidenzia una realtà inquietante: il mercato della droga a Porta Nolana continua a prosperare, con un ricambio costante di.

Napoli – L’ennesimo arresto in via Marvasi non è che un fotogramma di un film già visto, proiettato senza sosta tra i vicoli che circondano Porta Nolana. Un giovane di 24 anni, di origine nigeriana, irregolare e con precedenti specifici, è finito in manette ieri pomeriggio. L’accusa: detenzione illecita di stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Tuttavia, dietro il freddo bollettino della Questura, emerge la fotografia di un’area – quella tra il Commissariato Vicaria-Mercato e le mura aragonesi – trasformata in un vero e proprio emporio della droga a cielo aperto, dove il ricambio dei “commessi” della malavita sembra essere inesauribile.

Durante un servizio di controllo del territorio, gli agenti hanno sorpreso il 24enne mentre cedeva dosi in cambio di contanti. Il tentativo di fuga e la resistenza opposta non sono serviti a evitare le manette. Addosso al pusher, i poliziotti hanno rinvenuto un “kit” variegato, tipico dell’offerta multiforme della zona: involucri di marijuana e hashish;42 compresse di farmaci psicotropi (la cosiddetta “droga dei poveri”, sempre più diffusa);240 euro in contanti, provento della giornata di “lavoro”.

 Un esercito di riserva tra le bancarelle

Il caso di via Marvasi è emblematico di una criticità strutturale. Porta Nolana, storicamente sede di uno dei mercati più vivaci di Napoli, convive oggi con un mercato parallelo che non vende pesce o frutta, ma sostanze stupefacenti.

Il turnover incessante: Ciò che preoccupa non è solo l’entità dello spaccio, ma la velocità con cui i pusher vengono sostituiti. Ad ogni arresto corrisponde, quasi istantaneamente, un nuovo volto che prende il posto del precedente. Si tratta spesso di cittadini extracomunitari, spesso irregolari e ai margini della società, che diventano manovalanza a basso costo e facilmente sostituibile per le organizzazioni criminali che gestiscono le piazze.

L’offerta diversificata: Il sequestro di farmaci psicotropi accanto alle droghe leggere conferma la mutazione del mercato. Porta Nolana è diventata un polo per lo sballo “low cost”, dove la chimica pesante si mescola alle sostanze tradizionali, attirando una clientela disperata e trasversale.

La sfida delle istituzioni: Nonostante il presidio costante della Polizia di Stato e i servizi straordinari della Questura, l’area sembra rigenerare le proprie cellule criminali. La lotta al traffico non può dunque fermarsi solo alla repressione, ma si scontra con una realtà di degrado sociale dove la via del crimine diventa l’unica opzione per chi è invisibile allo Stato.

In via Marvasi, spenti i lampeggianti, il timore è che il “banco” dello spaccio riapra poco dopo, in attesa del prossimo controllo, in un ciclo che sembra non avere fine.

Il boss che viveva da latitante in casa: Natale finito a Poggioreale per Ciro Andolfi

Stava pregustando l’ennesimo Natale da latitante, con la tavola imbandita e la famiglia riunita come se nulla fosse. I parenti avevano già acquistato tutto il necessario: piatti della tradizione napoletana, provviste per le feste, l’illusione di una normalità costruita nell’ombra.

Ma per Ciro Andolfi, 49 anni, esponente di spicco del clan Andolfi-Cuccaro di Barra, le festività si sono chiuse con le manette ai polsi e il trasferimento nel carcere di Poggioreale.

Dopo tre anni di latitanza, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito nei suoi confronti un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli. Andolfi deve scontare una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 10 giorni per associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e corruzione.

Inserito in passato nell’elenco dei “primi 100” latitanti più pericolosi d’Italia, Andolfi è il 22esimo latitante catturato nel 2025 dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, al termine di una complessa attività investigativa fatta di pedinamenti, riscontri tecnici e monitoraggi silenziosi.

Latitante da tre anni, ma nascosto nella sua stessa casa

La vera scoperta degli investigatori è stata un’altra: Ciro Andolfi non aveva mai lasciato il suo territorio. Da almeno tre anni viveva da latitante all’interno della sua stessa abitazione, in via Giulia Lama, nel cuore del quartiere Barra, a pochi passi dalla sua rete familiare e criminale.

Durante la perquisizione, i militari hanno individuato un nascondiglio ricavato ad arte nella parete di una delle stanze. Un vano segreto, invisibile a un controllo superficiale, progettato per consentirgli di sparire in pochi secondi. L’accesso era mimetizzato dietro un termosifone fissato alla parete: sul retro, una botola nel muro permetteva l’ingresso in uno spazio angusto ma sufficiente a sottrarsi a eventuali blitz.

Uno stratagemma semplice e allo stesso tempo efficace, che ha consentito al boss di vivere da ricercato senza mai abbandonare casa, contando sulla protezione dell’ambiente domestico e del quartiere.

Il blitz è scattato all’alba, con l’impiego di assetti specializzati del Comando Provinciale dei Carabinieri. Quando i militari hanno fatto irruzione, il bunker non è bastato a salvarlo. Per Andolfi, la latitanza si è chiusa lì, dietro quel muro costruito per sparire.Il Natale, stavolta, lo passerà dietro le sbarre.

Nel suo bunker aveva una una gabbia con uccellini che gli tenevano compagnia e una statuetta della Madonna di Lourdes.

 

 

Oroscopo del 24 dicembre 2025, previsioni di Paolo Tedesco

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La Vigilia di Natale del 2025 si presenta sotto un cielo che miscela magia emotiva e concretezza. Con la Luna in Cancro, il cuore della giornata batte per i sentimenti familiari, le radici, il bisogno di intimità e calore. È un invito delle stelle a ritrovarsi, a condividere emozioni autentiche, a proteggere gli affetti più cari.

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: La Luna in trigono ti rende affettuoso e diretto. Perfetto per gesti spontanei che toccano il cuore del partner. Single? Un incontro fulmineo è possibile in un contesto molto vivace.

  • Lavoro: Giornata dinamica. Potresti concludere in fretta gli ultimi impegni, ma attento alla fretta: verifica i dettagli prima di archiviare.

  • Salute: Energia da vendere. Sfruttala per una passeggiata rigenerante all’aria aperta, ma non strafare.

  • Finanze: Una spinta impulsiva allo shopping natalizio. Presta attenzione: potresti accorgerti di un buono sconto inaspettato.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua impazienza è la tua forza, ma oggi è anche un rischio. Respira prima di agire, soprattutto con il portafogli.

TORO (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Venere nella tua casa dei valori accentua il bisogno di intimità e comfort. Crea un’atmosfera calda e accogliente in casa. Le coccole sono la chiave.

  • Lavoro: Ultimi ritocchi in serenità. La tua perseveranza è premiata. Ottimo per sistemare ciò che è rimasto in sospeso.

  • Salute: Attenzione agli eccessi a tavola già dalla vigilia. Gusta i piaceri con moderazione.

  • Finanze: Situazione stabile. Sei portato a spendere per la qualità e per rendere speciale la casa. Una spesa ben ponderata.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua stabilità è un faro per gli altri oggi. Condividi questo dono, ma non dimenticarti di concederti un momento tutto tuo.

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: Mercurio favorisce le chiacchiere brillanti. Communication is key! Una telefonata o un messaggio spiritoso può riaccendere una fiamma. Incontri possibili attraverso fratelli o vicini.

  • Lavoro: Potresti ricevere notizie o comunicazioni importanti anche a festa iniziata. Tieniti leggermente connesso, ma senza ossessioni.

  • Salute: La mente è iperattiva. Ritagliati 10 minuti di silenzio per centrarti tra un impegno e l’altro.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate (forse una vincita modesta o un regalo in denaro). Attenzione alle spese per regali dell’ultimo minuto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua curiosità è una benedizione. Usala per ascoltare davvero le storie degli altri, non solo per parlare.

CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: La Luna nel tuo segno ti rende emotivamente trasparente. Condividi i tuoi sentimenti con chi ami, eviterai incomprensioni. Atmosfera da favola.

  • Lavoro: Concludi le attività con senso di protezione verso i colleghi. Sei il collante del gruppo.

  • Salute: Giornata emotivamente carica. Cerca di non lasciarti sopraffare dalla malinconia o dallo stress familiare.

  • Finanze: Istinto protettivo verso le finanze familiari. Potresti fare un ottimo affare per la cena o per un regalo di valore affettivo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Le tue radici emotive sono la tua forza. Annaffiale oggi con gratitudine, invece di temere per loro.

LEONE (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: Sole nel tuo angolo dell’io ti rende magnetico. Attenzione a non essere troppo centrato su di te. Lascia spazio al partner per brillare con te.

  • Lavoro: Se lavori, sai come dirigere le operazioni con autorevolezza. Se in vacanza, progetti per l’anno nuovo prendono forma.

  • Salute: Vitalità buona. Attento a non stancarti troppo con i preparativi festivi. Delegare è una virtù.

  • Finanze: Propenso a spendere per apparire generoso o per un capo d’abbigliamento che colpisca. Fallo con stile, ma senza eccessi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo sole interiore illumina la stanza. Oggi, usalo per riscaldare gli altri, non solo per farti ammirare.

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: L’amore si nasconde nei dettagli e nei gesti di servizio. Mostra il tuo affetto sistemando qualcosa o con un gesto pratico e premuroso.

  • Lavoro: Ultimi dettagli organizzativi perfettamente gestiti. La tua precisione è apprezzata, anche se nessuno lo dice.

  • Salute: Attenzione a tensioni da stress sottovalutato. Un bagno caldo con oli essenziali sarà rigenerante.

  • Finanze: Gestione oculata e metodica delle spese natalizie. Sei il maestro del budget. Potresti trovare l’offerta perfetta all’ultimo minuto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La perfezione che cerchi è già nei gesti d’amore che compi. Smetti di analizzare e senti.

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Venere favorisce armonia e bellezza negli incontri. Serata perfetta per un appuntamento romantico o per riconciliarsi in famiglia. L’atmosfera è conciliante.

  • Lavoro: Se ancora al lavoro, ottimo per chiudere accordi in sospeso con tatto e diplomazia.

  • Salute: Equilibrio interiore da preservare. Evita discussioni inutili che ti destabilizzano.

  • Finanze: Spese finalizzate a creare bellezza e armonia (fiori, decorazioni, un bel regalo esteticamente perfetto). Giustificate.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua ricerca di equilibrio oggi è sacra. Non permettere a nessuno di turbarla con drammi inutili.

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Emozioni profonde in superficie. Un momento di intimità può rafforzare un legame. Attenzione a non essere troppo possessivo o sarcastico.

  • Lavoro: Potresti portare a termine in sordina un compito importante o ricevere un feedback riservato.

  • Salute: Giornata intensa. Un po’ di solitudine per ricaricarti sarà fondamentale.

  • Finanze: Intuito finanziario all’erta. Potresti fare una scoperta o un acquisto di valore nascosto. Occhio alle truffe natalizie online.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua passione è un fuoco che scalda. Oggi, ricordati di alimentarlo con dolcezza, non con gelosia.

SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Il tuo ottimismo è contagioso. Un invito a sorpresa o un progetto di viaggio con il partner alimenta la fiamma. Single? L’incontro potrebbe avere un accento internazionale.

  • Lavoro: Idee brillanti per il futuro. Condividile, ma senza pressare gli altri oggi.

  • Salute: Bisogno di movimento e libertà. Una bella camminata prima dei festeggiamenti ti farà bene.

  • Finanze: Propenso a spese per viaggi, corsi o regali “esperienziali”. Valuta se è il momento giusto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo sguardo è verso l’orizzonte. Oggi, voltati anche a guardare chi cammina al tuo fianco.

CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: Il Sole nel tuo segno ti dona serietà e fascino. L’amore si cerca nella concretezza e nella lealtà. Una promessa fatta oggi è solida.

  • Lavoro: Il tuo senso del dovere potrebbe farti pensare al lavoro anche oggi. Stacca davvero, meriti una pausa.

  • Salute: Solida, ma attento alle ossa e alle ginocchia. Non caricare pesi eccessivi.

  • Finanze: Gestione molto responsabile. Pensi già agli investimenti dell’anno nuovo. Forse ricevi un riconoscimento economico (bonus, regalo sostanzioso).

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La montagna che scaldi è la tua vita. Oggi, fermati a godere della vista che hai conquistato.

ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: L’atmosfera è amichevole e originale. Con il partner, condividete un’idea innovativa. Single, un’amicizia può accendersi all’improvviso in un contesto non convenzionale.

  • Lavoro: Idee geniali per semplificare procedure. Prendi appunti, ma non stravolgere i piani altrui oggi.

  • Salute: Bene. Attento a circolazione e caviglie. Alzati spesso se sei seduto.

  • Finanze: Spese per tecnologia, regali originali o per una causa umanitaria. Il tuo senso del dono è unico.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua visione del futuro è un dono. Oggi, incanalala per portare gioia nel presente di chi ti sta intorno.

PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo alle stelle. Un’atmosfera magica avvolge le relazioni. Confessa un sentimento o vivi un momento di dolce fantasia.

  • Lavoro: Intuizione al top. Se lavori in ambito creativo, è una giornata d’oro. Altrimenti, ascolta il tuo sesto senso per decisioni future.

  • Salute: Sensibile agli stati d’animo altrui. Difenditi dalle energie negative con un po’ di sano distacco.

  • Finanze: Istinto buono, ma poco pratico. Potresti fare un regalo molto costoso mosso dall’emozione. Ripensaci domani.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La linea tra sogno e realtà per te è sottile. Oggi, camminaci sopra con coraggio: è il tuo ponte verso la magia.

Cosa ci riservano le stelle mercoledì 24 dicembre 2025?

Oggi non mancano spinte contrastanti: il Sole in Capricorno ci ricorda l’importanza della struttura, della responsabilità e dei confini sani. Mentre ci abbandoniamo alla tenerezza, una parte di noi guarda già al futuro con pragmatismo, magari pensando ai progetti dell’anno nuovo o sistemando gli ultimi dettagli pratici.

Giove in Gemelli in aspetto dinamico infonde un’aria di leggerezza comunicativa e curiosità, mitigando la gravità capricornina e la profondità lunare. Le chiacchiere, gli auguri, gli scambi di idee saranno scintille di gioia.

Il consiglio astrologico universale di Paolo Tedesco per questa giornata speciale potrebbe essere:
“Lasciate che la Luna in Cancro bagni di tenerezza i vostri ricordi e i vostri legami, ma lasciate che il Sole in Capricorno vi ancori al presente con gratitudine concreta. Il miglior regalo oggi è la presenza, autentica e consapevole. Costruite ricordi, non solo aspettative.”

In sintesi, le stelle ci riservano una giornata per sentire profondamente, senza dimenticare di agire con cura. Un equilibrio tra il calore del focolare e la solidità della terra sotto i nostri piedi. La vera magia natalizia risiederà nella capacità di onorare entrambe queste dimensioni.

Superenalotto, i numeri che fanno sognare: pioggia di “5” e jackpot sempre più vicino ai 100 milioni

Ancora una volta il Superenalotto tiene l’Italia con il fiato sospeso. L’estrazione di oggi regala una combinazione ricca di curiosità e conferma una tendenza che ormai fa parlare gli appassionati: il “6” continua a sfuggire, ma il montepremi cresce e alimenta sogni, strategie e speranze da nord a sud del Paese.

La sestina estratta – 16, 18, 22, 24, 34, 80, con Jolly 62 e SuperStar 53 – mescola numeri medio-bassi e un 80 finale che non passa inosservato. Una combinazione che in molti avevano annotato sulle loro schedine, ma che non è bastata per centrare il colpo grosso. Nessun “6” e nessun “5+1”, ma l’estrazione non è certo passata inosservata: in quattro hanno infatti centrato il punto 5, portando a casa oltre 39mila euro ciascuno.

Il risultato? Il jackpot continua a lievitare e per il prossimo concorso la cifra a disposizione dei punti 6 sale a quota 96,8 milioni di euro, una somma che fa girare la testa e accende la fantasia di milioni di giocatori.

Intanto, tra il Superenalotto e il SuperStar, l’estrazione di oggi ha distribuito premi a migliaia di vincitori, dai colpi più consistenti alle vincite più piccole che rendono comunque memorabile la giocata. E c’è chi, guardando quei numeri, è già pronto a ritentarci, convinto che la prossima volta possa essere quella buona.

Tutti i premi del Concorso Superenalotto/SuperStar n. 205 di oggi

Combinazione vincente: 16 – 18 – 22 – 24 – 34 – 80
Numero Jolly: 62
Numero SuperStar: 53

Superenalotto

  • Punti 6: 0 – Euro 0,00

  • Punti 5+: 0 – Euro 0,00

  • Punti 5: 4 – Euro 39.811,06

  • Punti 4: 541 – Euro 299,69

  • Punti 3: 19.926 – Euro 24,50

  • Punti 2: 308.146 – Euro 5,00

SuperStar

  • Punti 6SB: 0 – Euro 0,00

  • Punti 5+SB: 0 – Euro 0,00

  • Punti 5SS: 0 – Euro 0,00

  • Punti 4SS: 2 – Euro 29.969,00

  • Punti 3SS: 107 – Euro 2.450,00

  • Punti 2SS: 1.707 – Euro 100,00

  • Punti 1SS: 10.110 – Euro 10,00

  • Punti 0SS: 22.390 – Euro 5,00

Seconda Chance

  • Vincite da 50 euro: 95 – Euro 4.750,00

  • Vincite da 3 euro: 14.259 – Euro 42.777,00

WinBox

  • WinBox 1: 1.997 – Euro 49.925,00

  • WinBox 2: 225.304 – Euro 458.224,00

Totale vincite Seconda Chance: 14.354
Totale vincite WinBox: 227.301

Montepremi stimato per il prossimo “6”: 96.800.000,00 euro

Il conto alla rovescia è già partito: il jackpot cresce, l’attesa pure. E la prossima estrazione potrebbe davvero cambiare la storia di qualcuno.

A1, cisterna di GPL in fiamme dopo tamponamento: riaperto verso Roma il tratto Capua–Caianello

Un grave incidente ha scosso il pomeriggio sulla A1, quando un mezzo pesante ha tamponato una cisterna di GPL, provocando un'esplosione che ha richiesto un'immediata evacuazione dell'area e messo a dura prova i soccorritori; ora, il tratto verso Roma è riaperto, ma le conseguenze si fanno sentire.

Poco dopo le 19 è stato riaperto sulla A1 Milano-Napoli il tratto compreso tra Capua e Caianello in direzione Roma. Rimane invece chiusa la carreggiata opposta, verso Napoli, per consentire le operazioni di messa in sicurezza e il ripristino dei danni provocati da un grave incidente avvenuto nel pomeriggio.

Secondo quanto riferito, l’impatto si è verificato poco prima delle 17 all’altezza di Teano (nel Casertano): un mezzo pesante ha tamponato una cisterna che trasportava GPL. A seguito dell’urto il carico ha preso fuoco e, durante le fasi di soccorso, la cisterna è esplosa, causando danni alla carreggiata.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, la Polizia stradale e il personale della 6ª Direzione di Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. L’area è stata messa in sicurezza e, al momento, non si registrano conseguenze per le persone. In via precauzionale è stata disposta anche l’evacuazione dell’area interessata, compresi due autogrill presenti nel tratto coinvolto.

Sul fronte traffico, si segnalano circa 6 km di coda in uscita obbligatoria a Caianello per i veicoli diretti verso Napoli e 6 km di rallentamenti tra Santa Maria Capua Vetere e Capua in direzione Roma. Agli utenti provenienti da Roma e diretti verso Napoli viene consigliato di uscire a Cassino, proseguire sulla viabilità ordinaria e rientrare in A1 alla stazione di Capua.

Per le lunghe percorrenze, viene suggerito un itinerario alternativo da Roma verso Napoli: A24 Roma–Teramo in direzione Pescara, quindi A25 Torano–Pescara fino all’A14 in direzione Bari e, in prossimità di Canosa, A16 Napoli–Canosa in direzione Napoli. Intanto proseguono le operazioni di spegnimento dei focolai residui e la completa messa in sicurezza con più squadre e autobotti.

 

Pioggia di coincidenze al Lotto: pioggia di 9, il 57 “d’oro” e numeri del 10 e Lotto

Le estrazioni del Lotto e del 10eLotto di oggi disegnano una mappa intrigante fatta di ritorni, numeri “viaggiatori” e coincidenze che non passano inosservate agli appassionati. A colpire subito è la frequenza del 9, presente su più ruote e protagonista anche nel 10eLotto, come se volesse lanciare un segnale a chi segue con attenzione le dinamiche dei numeri ritardatari e ricorrenti.

Occhi puntati anche sul 57, che non solo compare a Bari ma diventa il vero simbolo dell’estrazione del 10eLotto: Numero Oro, affiancato nel Doppio Oro al 90, altro numero di grande tradizione, spesso associato a colpi importanti e giocate “coraggiose”.

Non mancano le ripetizioni che accendono la curiosità: il 22 collega Bari e Cagliari, il 56 fa da ponte tra Firenze, Milano e Venezia, mentre il 63 unisce Napoli e Venezia in un curioso asse numerico Nord-Sud. Il 67 si rivede sia a Napoli che a Venezia, rafforzando l’idea di un’estrazione particolarmente “dialogante” tra le ruote.

Il 10eLotto, dal canto suo, conferma molte di queste sensazioni: diversi numeri estratti sulle ruote tradizionali ritornano tra i venti vincenti, creando una sorta di filo rosso tra i due giochi e aumentando l’interesse di chi ama incrociare dati e tendenze.

Un’estrazione che, tra numeri che tornano e Oro che brilla, lascia spazio a più di una riflessione… e a tanta curiosità per i prossimi concorsi.

Ruote del Lotto – estrazione di oggi (senza commento)

Bari: 57 90 22 43 26
Cagliari: 62 22 02 11 18
Firenze: 18 56 01 68 09
Genova: 25 79 48 88 17
Milano: 49 10 56 83 01
Napoli: 09 63 67 07 50
Palermo: 10 82 42 78 09
Roma: 29 12 73 74 62
Torino: 32 09 43 06 38
Venezia: 45 63 67 58 56
Nazionale: 43 51 74 32 01

10eLotto – Numeri vincenti

01 02 09 10 12 18 22 25 29 32 45 48 49 56 57 62 63 79 82 90

Numero Oro: 57
Doppio Oro: 57 – 90

Calciomercato Napoli, limitazione per gennaio: scatta l’obbligo del “saldo zero”

Il calciomercato di gennaio si preannuncia cruciale per il Napoli, bloccato dall'obbligo del "saldo zero", una limitazione che impone di compensare ogni acquisto con una cessione di pari valore, creando incertezze tra i tifosi e influenzando le strategie future della squadra.

Il mercato di gennaio prende forma tra promozioni e paletti. La nuova Commissione che vigila sui conti delle società professionistiche, subentrata alla Covisoc, ha concluso l’analisi dei bilanci e dato il via libera alla Lazio, che potrà operare liberamente dopo il blocco estivo. Semaforo arancione, invece, per Napoli e Pisa, le uniche due società di Serie A che non hanno rispettato il valore soglia dell’indicatore del costo del lavoro allargato.

Per i biancocelesti arriva una svolta attesa. Il rispetto dell’indice fissato a 0,8 consente alla società di tornare pienamente sul mercato, confermando la fiducia manifestata nelle ultime settimane dal direttore sportivo Fabiani e dal presidente Claudio Lotito. Solo pochi giorni fa Maurizio Sarri aveva scherzato dopo il pareggio con la Cremonese, dicendo: “Segnali dal mercato? Sì, di fumo. Saranno gli indiani…”. Ora, però, il sorriso lascia spazio alla concretezza e a una finestra di trasferimenti che può finalmente entrare nel vivo.

Situazione diversa per il Napoli, reduce dal trionfo in Supercoppa Italiana, e per il Pisa. In attesa dell’ufficialità dopo la revisione della Figc, per entrambi dovrebbe scattare il principio del “saldo zero”, che impone di compensare ogni operazione in entrata con una cessione di pari valore. Un vincolo che non riguarda la Lazio e che condizionerà le strategie di gennaio di azzurri e toscani.

Il via libera ai biancocelesti permette ora di affrontare un mercato mirato, con l’obiettivo di rinforzare la rosa in più reparti e valutare alcune uscite eccellenti. Restano aperti anche i discorsi legati ai portieri, con intrecci che coinvolgono Juventus e Genoa e che potrebbero ridisegnare il quadro tra i pali.

La partita, però, non finisce qui. Il sistema dei controlli tornerà centrale già in vista di giugno e, soprattutto, dall’estate 2026, quando il valore dell’indicatore del costo del lavoro allargato scenderà da 0,8 a 0,7. Una modifica che escluderà dal calcolo i costi e gli ammortamenti dei calciatori Under 23, con l’obiettivo di incentivare gli investimenti sui vivai e cambiare in profondità le strategie dei club di Serie A.

Il calciomercato scalda i motori tra prime mosse e grandi manovre. La Lazio su Insigne

Il calciomercato invernale è alle porte e la Lazio punta con decisione su Lorenzo Insigne, un’operazione che potrebbe stravolgere gli equilibri del campionato e riaccendere la speranza nei cuori dei tifosi; mentre il Napoli osserva, pronto a reagire a ogni mossa.

Il calciomercato invernale scalda i motori e le grandi del campionato iniziano a muoversi tra operazioni già chiuse e trattative che promettono scintille. A Milano è stata la giornata delle visite mediche di Niclas Füllkrug, arrivato dal West Ham con la formula del prestito gratuito fino al termine della stagione. In casa rossonera, però, è anche tempo di saluti: dopo quasi mille giorni senza scendere in campo, Divock Origi ha risolto il contratto. Il belga, fuori dal progetto dall’estate del 2024, continuava a percepire uno stipendio pesante per le casse del club.

Restano interrogativi sul futuro di Christopher Nkunku, acquistato dal Chelsea per 37 milioni e ancora incapace di incidere nonostante un maggiore impiego nelle ultime gare.

La Roma è pronta a intervenire in attacco e il nome più caldo è quello di Joshua Zirkzee. Con l’olandese ex Bologna l’accordo è già definito, mentre resta da chiarire con il Manchester United la tempistica dell’operazione. I giallorossi devono però sfoltire il reparto offensivo e uno tra Ferguson e Bailey è destinato a partire. In uscita anche Artem Dovbyk, con la Premier League come possibile destinazione, mentre rimane vivo l’interesse per Giacomo Raspadori.

Sull’altra sponda del Tevere la Lazio può tornare finalmente sul mercato. In attacco piace Fotis Ioannidis, ai margini allo Sporting Lisbona, ma resta aperta anche la suggestione Lorenzo Insigne. A centrocampo prende forma l’ipotesi di uno scambio con l’Atalanta che coinvolgerebbe Dele-Bashiru e uno tra Samardzic e Brescianini. Lo sblocco del mercato permette anche di lavorare sui rinnovi, mentre alcuni nomi restano sacrificabili in caso di offerte importanti.

L’Inter cerca un rinforzo per sopperire all’infortunio di Dumfries. Perdono quota alcune piste, mentre prende corpo l’idea Bellanova e cresce l’interesse per Moris Valincic della Dinamo Zagabria. Il Genoa guarda sia al centrocampo, con Niccolò Pisilli nel mirino per un prestito, sia alla porta, dove prende forma l’ipotesi di un ritorno di Mattia Perin per garantirgli nuovamente la titolarità.

In casa Juventus manca solo l’ufficialità per l’arrivo di Marco Ottolini come nuovo direttore sportivo. La firma è attesa entro fine anno. Il Torino, infine, sonda il giovane difensore Luca Marianucci, classe 2004, finora poco utilizzato dal Napoli.