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Napoli, crolla un cornicione in via Toledo: ferita una ragazza

Paura nel pomeriggio di Santo Stefano in via Toledo, nel cuore di Napoli, dove un pezzo di cornicione si è staccato da un edificio facendo cadere calcinacci in strada. Una ragazza sarebbe rimasta ferita, stando a quanto riferito da un testimone che ha inviato la segnalazione corredata da fotografie al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

Sul posto sono intervenuti gli agenti di Polizia e i sanitari del 118 per prestare soccorso e avviare le operazioni di messa in sicurezza dell’area, in una delle arterie cittadine a più alta percorrenza pedonale.

“Siamo di fronte a una tragedia sfiorata e purtroppo via Toledo non è nuova a episodi simili”, ha dichiarato Borrelli, ricordando il precedente del 2014, quando Salvatore Giordano perse la vita a causa del distacco di un cornicione nei pressi della Galleria Umberto.

Il deputato ha chiesto “interventi immediati” di controllo e manutenzione degli edifici e ha invocato responsabilità per chi “non provvede alla manutenzione e mette a rischio l’incolumità delle persone”.

Napoli, il bilancio della Questura: oltre duemila arresti nel 2025

Napoli – Duemila e 72 arresti e 7.840 persone denunciate: è il bilancio dell’attività svolta nel corso del 2025 dalla Questura di Napoli. Un anno intenso sul fronte della sicurezza, che ha visto i poliziotti impegnati nel controllo capillare del territorio con 871.567 persone e 287.699 veicoli sottoposti a verifica.

Accanto all’attività repressiva, particolare rilievo ha assunto il lavoro di prevenzione, sviluppato attraverso numerosi provvedimenti amministrativi emessi dal questore Maurizio Agricola nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

Tra questi spiccano le misure adottate per il contrasto alla violenza contro le donne: nel corso dell’anno sono stati infatti emessi 259 ammonimenti per atti persecutori e per reati riconducibili al cosiddetto “codice rosso”.

Sempre nell’ambito della prevenzione, la Questura ha disposto 328 avvisi orali, oltre al sequestro di beni per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro e alla confisca di patrimoni per circa 2 milioni di euro.

Sul fronte dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana sono stati inoltre emessi 321 Daspo, che vietano l’accesso alle manifestazioni sportive, e 274 Dacur, i provvedimenti di allontanamento dalle aree urbane.

Nel corso del 2025 è stato anche eseguito, in sinergia con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e con la Procura di Napoli, un decreto di applicazione della misura di prevenzione prevista dall’articolo 34 del Codice antimafia nei confronti di una società calcistica, nell’ambito dell’indagine sulla precedente gestione della Juve Stabia.

Infine, per ragioni legate alla tutela della pubblica sicurezza e alla prevenzione di pericoli per l’ordine pubblico, il questore ha disposto la sospensione temporanea della licenza per 26 pubblici esercizi.

Pomigliano, spaccata in un ristorante e furto della cassa la notte di Natale

Il risveglio di Santo Stefano a Pomigliano d’Arco è stato segnato dall’amarezza per l’ennesimo episodio di criminalità ai danni del tessuto produttivo locale.

Erano le 4:47 della notte appena trascorsa quando 4 banditi incappucciati hanno assaltato un’attività di ristorazione in via Roma. I malviventi, agendo con estrema rapidità, hanno forzato la serratura elettrica e infranto la vetrata d’ingresso per asportare la cassa automatica, dileguandosi subito dopo.

L’episodio ha spinto i titolari, stremati dall’insicurezza cronica, a rivolgersi direttamente al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

“In questa attività ho investito anni di sacrifici per dare un futuro alla mia famiglia,” spiega il proprietario, ricordando di aver subito appena un mese fa il tentato furto dell’auto proprio davanti al locale. Il rischio concreto, comune a molte piccole imprese del territorio, è la chiusura definitiva: senza tutele adeguate, i danni da scasso diventano insostenibili.

Il caso di via Roma non è purtroppo isolato, ma si inserisce in una scia di violenza che ha scosso la città durante le festività. Solo poche ore prima, nel pomeriggio della Vigilia, un bambino e un uomo di 47 anni erano rimasti feriti in pieno centro a causa di proiettili vaganti. Una coincidenza di eventi che descrive una situazione di emergenza sociale e di sicurezza ormai fuori controllo.

“Non possiamo tollerare zone franche in cui i criminali la fanno da padrona,” ha dichiarato duramente Francesco Emilio Borrelli. Il deputato ha invocato misure drastiche e pene certe per contrastare quello che ha definito un “Far West a cielo aperto”. Secondo il parlamentare, il senso di impunità dilagante sta trasformando le strade campane in territori dove i cittadini e gli imprenditori vivono in uno stato di costante assedio.

 

Castel Volturno, picchia il padre per i soldi: arrestato 35enne

Castel Volturno– Una notte di terrore in una tranquilla abitazione familiare. I carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone e della Tenenza di Castel Volturno hanno arrestato un 35enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia.

L’uomo, che viveva sotto lo stesso tetto del padre anziano, lo avrebbe aggredito fisicamente dopo avergli chiesto insistentemente del denaro. Secondo la ricostruzione dei militari, il 35enne avrebbe preteso una somma di soldi – verosimilmente per acquistare sostanza stupefacente – arrivando a minacciare e colpire il genitore quando questi si è rifiutato di assecondarlo.

Il padre, spaventato e dolorante, ha chiamato i soccorsi e poi ha sporto denuncia in caserma. Le lesioni riportate, giudicate guaribili in 15 giorni, hanno reso necessario il ricorso alle cure mediche del pronto soccorso.

Agli investigatori l’uomo ha confidato che non si è trattato di un episodio isolato: violenze e richieste estorsive simili si sarebbero già verificate più volte in passato.Ecco alcuni momenti che illustrano l’intervento notturno dei carabinieri in contesti abitativi:

La violenza domestica, purtroppo, continua a lasciare segni profondi su molte famiglie. Qui un esempio di come può manifestarsi la tensione tra generazioni.

Il 35enne è stato accompagnato in carcere a Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori episodi di violenza pregressi e per ricostruire il quadro complessivo della difficile convivenza familiare.

Vigilia di Natale, raffica di controlli sulla movida: sanzioni e sequestri tra centro e colline

Durante la serata della vigilia di Natale è scattata una vasta operazione di controllo del territorio nelle principali aree della movida cittadina. L’attività, coordinata dalla Questura di Napoli, ha visto impegnati uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il supporto della Polizia Metropolitana e della Polizia Locale.

I controlli hanno interessato il centro storico, Chiaia, Posillipo e il Vomero, zone tradizionalmente affollate durante le festività. Nel corso del servizio sono state identificate 70 persone, sei delle quali già note alle forze dell’ordine. Due soggetti sono stati inoltre sanzionati amministrativamente per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale.

Nel mirino anche le attività commerciali: sei gli esercizi controllati, tre dei quali sanzionati per la violazione delle prescrizioni in materia di impatto acustico e per la vendita di bevande in bicchieri e bottiglie di vetro, in contrasto con le norme previste per la sicurezza urbana.

L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione predisposto per le festività natalizie, finalizzato a garantire ordine pubblico e sicurezza nelle zone della movida.

Napoli, reagisce alla rapina in via Argine: 25enne accoltellato alla schiena

Napoli – Nemmeno la sera di Natale ha fermato l’escalation di violenza nelle periferie napoletane. Erano circa le 22:00 di ieri quando in via Argine, nel quartiere di Ponticelli, un giovane di 25 anni è diventato il bersaglio di un brutale tentativo di rapina sfociato nel sangue.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla Polizia di Stato, il ragazzo – un incensurato del posto – si trovava in attesa alla fermata dell’autobus quando è stato avvicinato da un uomo, descritto come un cittadino straniero, armato di coltello.

Quello che doveva essere un “semplice” passaggio di mano di portafoglio o cellulare si è trasformato in pochi istanti in un’aggressione violenta: alla resistenza della vittima, che ha tentato istintivamente di divincolarsi e sfuggire al suo aggressore, il malvivente ha risposto sferrando due fendenti alla schiena.

I soccorsi e le indagini

Subito dopo l’attacco, l’aggressore si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce nell’oscurità della periferia est. Il 25enne è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare. Nonostante la profondità delle ferite e la zona delicata colpita, i medici hanno escluso il pericolo di vita. Dopo le cure necessarie e i punti di sutura, il giovane è stato dimesso con una prognosi che fortunatamente non desta preoccupazione.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno già effettuato i rilievi sul luogo dell’accaduto e stanno setacciando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare l’assalitore. Resta alta la tensione nel quartiere per un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle aree di sosta dei mezzi pubblici durante le ore notturne.

Addio a Maria Sole Agnelli: aveva 100 anni

Con la scomparsa di Maria Sole Agnelli, avvenuta nella sua villa di Torrimpietra a pochi mesi dal traguardo del secolo di vita, l’Italia perde non solo un membro fondamentale di una delle sue dinastie più iconiche, ma anche un esempio raro di aristocratica concretezza.

Nata a Villar Perosa nel 1925, Maria Sole ha attraversato il “secolo breve” con una cifra stilistica fatta di discrezione, coraggio e un’indipendenza intellettuale che l’ha portata spesso lontano dai binari già tracciati per le donne del suo rango.

La “Sindaca dei borghi” senza comizi

Mentre i fratelli Gianni e Umberto guidavano l’impero FIAT e la sorella Susanna scalava le vette della diplomazia e del Terzo Settore, Maria Sole scelse una strada pubblica originale e vicina al territorio. Negli anni Sessanta, in un’Italia ancora profondamente patriarcale, divenne sindaca di Campello sul Clitunno, in Umbria.

La sua elezione resta un caso di scuola: ottenne 850 voti su 1.200 senza mai tenere un comizio. Durante il suo decennio da amministratrice (1960-1970), trasformò il borgo puntando sulla valorizzazione delle celebri Fonti del Clitunno e sulla modernizzazione delle infrastrutture scolastiche, dimostrando una visione del turismo culturale ed enogastronomico allora pionieristica.

Tra sport di classe e istituzioni

Il suo nome è legato indissolubilmente anche all’eccellenza sportiva. Grande appassionata di equitazione, la sua scuderia portò l’Italia sul podio olimpico: nel 1972, ai Giochi di Monaco, il suo purosangue Woodland conquistò la medaglia d’argento.

Tuttavia, il suo impegno più duraturo è stato quello civile. Per quattordici anni, fino al 2018, ha ricoperto la carica di Presidente della Fondazione Agnelli. Sotto la sua egida, l’ente ha spostato il proprio baricentro verso la ricerca educativa e il sostegno al sistema scolastico italiano, confermando la sua capacità di guardare alle future generazioni con pragmatismo e lungimiranza.

Il privato e l’ultimo capitolo

La vita privata di Maria Sole è stata segnata da grandi affetti e due matrimoni: il primo con il conte Ranieri Campello della Spina e il secondo con il conte Pio Teodorani-Fabbri. Madre di cinque figli, ha saputo mantenere la famiglia al centro di un’esistenza cosmopolita ma rigorosa.

La sua tempra era rimasta intatta fino agli ultimi mesi. All’inizio del 2025, la cronaca era tornata a occuparsi di lei per un drammatico episodio: una rapina nella sua villa, durante la quale i malviventi avevano immobilizzato il personale mentre la contessa dormiva. Un evento traumatico che aveva affrontato con la consueta, aristocratica compostezza.

Con la sua morte si chiude definitivamente un capitolo della storia industriale e sociale d’Italia. Resta il ritratto di una donna che ha saputo essere “Agnelli” a modo proprio: con grazia, silenzio e una modernità che non ha mai avuto bisogno di ostentazione.

Movida violenta e furti a raffica, discoteca di Agnano chiusa per 15 giorni

Napoli –  Serrande abbassate e musica spenta per due settimane. Il Questore di Napoli ha disposto la chiusura ad horas di una nota discoteca di Agnano, sospendendo per 15 giorni sia l’attività di intrattenimento danzante che la somministrazione di alimenti e bevande.

Il provvedimento, scattato ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, arriva come risposta ferma a una scia di episodi violenti che hanno trasformato il locale in un punto critico per l’ordine pubblico.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’episodio avvenuto lo scorso 14 dicembre. All’esterno della struttura si è scatenata una violenta rissa tra gruppi di giovani, culminata nel sangue: un ragazzo di 17 anni è stato ferito alla spalla con un’arma da taglio, mentre un 21enne è stato colpito violentemente al volto.

Ma il dossier sulla scrivania della Questura racconta di una situazione fuori controllo che dura da tempo. Gli accertamenti hanno evidenziato una preoccupante recidività: già nel maggio 2024, infatti, un altro giovane di 27 anni era rimasto ferito all’interno del locale.

A questo quadro di violenza si aggiunge l’allarme sicurezza legato ai reati predatori: tra il febbraio 2024 e il dicembre 2025, le forze dell’ordine hanno registrato ben sei denunce per furto avvenuti all’interno della struttura.

Non è la prima volta che i sigilli scattano per questa discoteca. Già nel corso del 2024, il Questore era stato costretto a intervenire con un analogo provvedimento di sospensione, sempre della durata di 15 giorni. Evidentemente, il precedente stop non è bastato a invertire la rotta.

La nuova chiusura, si legge nelle motivazioni, è finalizzata a “scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini”, interrompendo una spirale di eventi che metteva a rischio l’incolumità dei frequentatori, spesso giovanissimi.

Perché a Napoli il freddo è diverso: il microclima che nessuno racconta

A Napoli l’inverno non arriva mai di colpo. Non irrompe, si insinua.

Non ci sono gelate improvvise né temperature estreme come in altre città italiane. Eppure, chi vive qui lo sa bene: il freddo a Napoli è diverso. Più lento, più umido, più persistente.

È quel freddo che non pizzica la pelle, ma resta addosso. Che entra nelle ossa senza farsi notare. Che ti accompagna per giorni, anche quando il termometro non segna valori bassi.

Una sensazione che conoscono tutti

Molti napoletani lo descrivono allo stesso modo:“Non fa freddissimo, ma mi sento stanco”.
“Dormo peggio d’inverno”. “Mi fa male tutto anche se non gela”.

Non è suggestione.
È microclima.

Napoli si trova in una posizione geografica particolare, incastonata tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio, con una conformazione che trattiene l’umidità e modifica il modo in cui il corpo percepisce il freddo.

Mare, montagna e aria che non scorre

Il Golfo agisce come una grande riserva di umidità. Il Vesuvio, invece, spezza e devia le correnti d’aria, impedendo una ventilazione costante. Il risultato è un clima apparentemente mite, ma in realtà carico di umidità, che amplifica la sensazione di freddo e influisce sul benessere quotidiano.

Non a caso, molti medici parlano di un impatto su:

  • articolazioni

  • qualità del sonno

  • sistema respiratorio

  • livello di affaticamento

Ricordi di infanzia: il freddo che “si sentiva in casa”

Chi è cresciuto a Napoli ricorda bene certi inverni. Le case umide. I muri freddi anche senza gelo. I panni che non asciugavano mai del tutto. Non servivano temperature sotto zero per sentirlo. Il freddo era un’atmosfera, non un numero. Eppure, nessuno lo spiegava.
Si diceva solo: “È l’aria di Napoli”.

Un clima che influenza anche l’umore

C’è un altro aspetto poco raccontato: l’impatto emotivo. La luce invernale, spesso filtrata da nuvole basse e umidità, rende le giornate più corte e meno definite. Questo microclima influisce anche sull’umore, sulla concentrazione, sul ritmo quotidiano. Non è un caso che molti napoletani percepiscano l’inverno come una stagione più faticosa, pur senza freddo estremo.

“Il clima non è solo meteorologia, è vita quotidiana”

Come scriveva il climatologo Luca Mercalli:

“Il clima non è un dato astratto: è ciò che condiziona ogni gesto della nostra giornata.”

A Napoli questo è ancora più vero, perché il clima non è mai neutro. Dialoga con la città, con il corpo, con le abitudini.

Quando il microclima cambia

Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando. E non è solo una sensazione.

Il cambiamento climatico globale sta alterando anche il delicato equilibrio del microclima napoletano. Gli effetti si notano:

  • piogge più intense e improvvise

  • periodi di umidità estrema

  • sbalzi termici più marcati

  • estati più lunghe e inverni irregolari

In alcuni casi, il microclima che rendeva Napoli “mite” sta diventando più estremo, meno prevedibile.

Napoli non è isolata dal mondo

Spesso si pensa che Napoli, protetta dal mare e dal Vesuvio, sia immune. Non lo è.

L’aumento delle temperature globali, l’inquinamento atmosferico e il cambiamento delle correnti stanno modificando anche qui ciò che per secoli è stato stabile. Il microclima non scompare, ma si trasforma. E la città lo sente, prima ancora che lo dicano i dati.

Una città che percepisce prima

Forse è proprio questo il punto. Napoli, con il suo rapporto fisico con l’ambiente, percepisce prima i cambiamenti. Nel corpo. Nelle case. Nelle abitudini. Il freddo che “si sente di più”. L’umidità che stanca. Le stagioni che non sono più quelle di una volta.

Fonti e approfondimenti

Melito, i segnali per usare la casa dei summit segreti del clan Amato-Pagano

Melito di Napoli– Una borsa appoggiata fuori dalla porta d’ingresso. Un segnale semplice, quasi banale, ma carico di significato criminale. Era questo lo stratagemma concordato per avvertire gli affiliati del clan Amato-Pagano che l’abitazione era “occupata” o, al contrario, pronta ad accogliere summit riservati lontani da occhi indiscreti e microspie.

È uno dei passaggi più emblematici dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Isabella Iaselli che ha colpito due settimane fa 11 esponenti del clan, svelando il ruolo – ritenuto tutt’altro che marginale – dei coniugi Ida Somma e Pasquale Foria, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, la coppia avrebbe fornito un contributo concreto, consapevole e continuativo al sodalizio camorristico, mettendo a disposizione il proprio appartamento di via Roma 188, a Melito, come base operativa per le riunioni del clan, almeno fino al 17 dicembre 2024.

La “casa sicura” del clan

L’immobile – formalmente intestato in locazione a Ida Somma dal marzo 2020 – diventa presto un punto fermo nella geografia criminale del clan Amato-Pagano. Tanto da spingere gli investigatori a sottoporlo a videosorveglianza continua a partire dal 27 marzo 2024. Le telecamere raccontano un viavai incessante di uomini ritenuti affiliati o contigui al clan, molti dei quali già noti alle forze dell’ordine.

Le immagini inchiodano i fatti: Romano Domenico, ritenuto reggente del clan, Caso Carmine Raffaele, Marino Cosimo, Calzone Carlo, Pezzella Gaetano, Errichelli Maurizio, Ranucci Carlo Salvatore, Diano Luigi, Rinaldi Francesco. I nomi si ripetono, le presenze si sovrappongono, gli incontri si susseguono con una regolarità incompatibile con semplici visite amicali.

Il copione è sempre lo stesso: scooter parcheggiati nel cortile, ingressi scaglionati, uscite rapide. E soprattutto borsoni, buste di plastica, zaini che entrano ed escono dall’appartamento. Dettagli che, per gli inquirenti, parlano chiaro.

Il segnale della borsa

A rendere ancora più esplicita la funzione dell’abitazione è il codice della borsa. Le telecamere documentano che quando Ida Somma è in casa, una borsa da donna viene lasciata all’esterno della porta. È il segnale per gli affiliati: bisogna attendere. Quando la borsa sparisce, la casa è “libera”.

Emblematico quanto accade il 26 aprile 2024. Carmine Raffaele Caso arriva davanti all’ingresso, vede la borsa, si ferma. Pochi minuti dopo Somma esce, rimuove il segnale, e Caso entra senza esitazioni. Un rituale collaudato, ripetuto nel tempo, che secondo i giudici dimostra piena consapevolezza e partecipazione funzionale.

Riunioni, affari e “mesate”

Tra gli incontri più significativi c’è quello del 30 marzo 2024, una vera e propria riunione plenaria del clan. Prima il ritrovo in un bar, poi in una braceria e quindi in unl circolo. Infine, tutti convergono in via Roma 188. È lì che, come emerge da una intercettazione, si discutono anche questioni economiche.

Alle 13:17, Vastarelli Arturo parla con la moglie e ammette: “Non lo so quando porto i soldi, stanno facendo la riunione”.Un riferimento diretto alle “mesate”, le somme destinate al sostentamento degli affiliati e delle famiglie dei detenuti.

I contatti con Rinaldi, anche dal carcere

Altro elemento chiave è il rapporto stretto e costante con Rinaldi Francesco, personaggio centrale del clan, arrestato e detenuto a Poggioreale. Anche dal carcere, Rinaldi resta in contatto con la coppia.

Il 21 agosto 2024, la moglie di Rinaldi chiama Ida Somma perché il marito non riesce a parlare con “Franco” e “Pasquale”. Somma rassicura: “Glielo faccio sapere a Pasquale, faccio l’imbasciata”. Il giorno dopo è Foria a chiamare il detenuto. Gli passa “Francuccio”, che confessa: “Ho dovuto buttare il telefono… ho preso le fiale”.

Un linguaggio allusivo, tipico dei contesti criminali, che per gli inquirenti conferma un canale di comunicazione stabile, nonostante la detenzione.

Un contributo decisivo al clan

La Procura è netta: non si tratta di episodi isolati né di semplice favoreggiamento. La messa a disposizione dell’abitazione è costante, sistematica e organizzata. Foria, spesso fuori casa fino a sera, lascia l’appartamento libero per l’intera giornata. Gli affiliati dispongono delle chiavi del cancello e dell’abitazione. Le riunioni si svolgono in un luogo ritenuto sicuro, dove non si temono intercettazioni ambientali.

Una casa, una borsa, un segnale silenzioso. Tanto è bastato per trasformare un appartamento di Melito in uno dei cuori operativi del clan Amato-Pagano.

Pomigliano, un altro ferito dai colpi vaganti della vigilia di Natale

C’è un secondo ferito nel pomeriggio di follia armata che ha segnato la vigilia di Natale a Pomigliano d’Arco. I Carabinieri, allertati dal 112, sono intervenuti ieri presso il pronto soccorso dell’Ospedale del Mare per accertamenti su un uomo di 47 anni giunto in ospedale con una ferita d’arma da fuoco.

Secondo una prima ricostruzione, il ferimento risalirebbe alla sera del 24 dicembre, intorno alle 19.30. L’uomo, che stava passeggiando con la propria compagna in piazza Giovanni Leone, sarebbe stato raggiunto da un proiettile vagante di piccolo calibro che lo ha colpito al gluteo. Nonostante la ferita, il 47enne si è recato in ospedale soltanto il giorno successivo. Le sue condizioni non sono gravi e non è in pericolo di vita.

Le indagini si stanno ora ampliando per verificare eventuali collegamenti con un altro episodio avvenuto poche ore prima, sempre a Pomigliano d’Arco. Un bambino di 7 anni era stato infatti colpito di striscio alla spalla da un proiettile vagante mentre si trovava con i genitori in piazza Castello. Anche in quel caso, fortunatamente, le conseguenze non sono state gravi.

I militari dell’Arma stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nelle aree interessate, con l’obiettivo di stabilire se i due episodi siano riconducibili alla stessa arma o agli stessi autori.

Un pomeriggio che doveva essere di festa e che invece ha rischiato di trasformarsi in tragedia, riportando l’attenzione su un fenomeno sempre più allarmante: l’uso disinvolto delle armi da fuoco, spesso impiegate come simbolo di potere e status, con conseguenze potenzialmente letali per passanti innocenti.

Stadio Maradona, Manfredi sui lavori al terzo anello: “Vibrazioni nodo da risolvere”. Fico: “Va valorizzato”

Napoli – La riqualificazione dello Stadio Diego Armando Maradona entra in una fase di valutazione tecnica avanzata, ma resta legata a nodi strutturali ancora da sciogliere.

A fare il punto è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto ai microfoni di Radio Crc, dove ha confermato che i lavori sul terzo anello potrebbero partire in tempi relativamente rapidi, a condizione di risolvere il problema delle vibrazioni.

«Stiamo lavorando sulla riqualificazione dello stadio – ha spiegato Manfredi –. I lavori sul terzo anello possono partire velocemente, ma c’è un tema legato alle vibrazioni. Stiamo effettuando prove e sperimentazioni per eliminarle, utilizzando tecnologie specifiche». Un passaggio che evidenzia come l’attenzione dell’amministrazione sia concentrata sulla sicurezza e sulla sostenibilità strutturale dell’impianto.

Il primo cittadino non ha escluso, tuttavia, l’ipotesi di una nuova infrastruttura sportiva, qualora la SSC Napoli e il presidente Aurelio De Laurentiis decidessero di intraprendere questa strada. «Se De Laurentiis e il Napoli vogliono fare uno stadio nuovo, noi siamo favorevoli e daremo tutto il supporto possibile», ha precisato Manfredi, richiamando però alla complessità dell’operazione.

«Costruire uno stadio è una cosa complicata – ha aggiunto – perché bisogna tenere conto delle interazioni urbanistiche, del traffico e dei servizi. Un impianto deve sorgere in un luogo dove tutto questo sia possibile e fattibile». Un richiamo esplicito alla necessità di una pianificazione integrata e di lungo periodo.

Sulla stessa linea, ma con un accento più marcato sulla valorizzazione dell’esistente, si è espresso anche il neo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, intervenuto anch’egli a Radio Crc. «Lo Stadio Maradona è il nostro stadio e va valorizzato», ha dichiarato il governatore, sottolineando il ruolo strategico dell’impianto per la città e per l’intero territorio regionale.

Fico ha ricordato come in Campania numerose strutture sportive siano già state finanziate per interventi di ristrutturazione significativi. «Sono convinto che, così come è avvenuto per altri stadi e impianti della regione, lo stesso debba accadere per il Maradona», ha spiegato, lasciando intendere la disponibilità della Regione a sostenere un progetto di rilancio. «Ci sono delle idee e le metteremo in campo», ha concluso.

Le dichiarazioni delle due principali istituzioni delineano così uno scenario ancora aperto, sospeso tra la riqualificazione dell’attuale stadio e l’ipotesi di una nuova casa per il Napoli, con la consapevolezza che ogni scelta dovrà fare i conti con vincoli tecnici, urbanistici e finanziari.

Incidente sulla statale 106, coinvolta l’auto della scorta di Gratteri

Incidente sulla statale 106, coinvolta l’auto della scorta di Gratteri
Una manovra azzardata di una Nissan provoca lo scontro a Santa Caterina dello Ionio: tre feriti lievi. Il procuratore ha seguito i soccorsi dalla vettura, come previsto dai protocolli di sicurezza

Un incidente stradale ha coinvolto una delle auto della scorta del procuratore di Napoli Nicola Gratteri nella tarda mattinata di Natale lungo la statale 106, nel tratto tra Soverato e Locri, all’altezza di Santa Caterina dello Ionio. Il bilancio è di tre feriti lievi e ingenti danni ai mezzi.

Lo scontro è avvenuto intorno alle 12.15. Il magistrato, originario di Gerace, viaggiava all’interno di un convoglio composto da tre vetture quando l’auto che procedeva in testa è stata improvvisamente tagliata fuori da una Nissan proveniente dalla corsia opposta. Secondo una prima ricostruzione, il conducente avrebbe effettuato una svolta a sinistra nonostante la linea continua, senza arrestarsi e invadendo la corsia di marcia del mezzo di sicurezza, che procedeva con i dispositivi luminosi attivati.

L’impatto è stato inevitabile. L’auto della scorta ha tentato una manovra di emergenza ma è finita contro il muretto di un bar, coinvolgendo anche una vettura in sosta. Solo per un caso fortuito un uomo che si trovava nei pressi del muretto è riuscito a mettersi in salvo, evitando conseguenze ben più gravi.

Immediata l’attivazione delle procedure di sicurezza. Le due auto non coinvolte nell’incidente, su una delle quali viaggiava Gratteri, si sono fermate a distanza per garantire la protezione del magistrato, mentre il capo scorta allertava i soccorsi. Sul posto sono intervenuti carabinieri e personale del 118, che hanno prestato assistenza al conducente della Nissan, agli agenti rimasti coinvolti e all’uomo presente nelle vicinanze del luogo dell’impatto. Tutti sono stati trasportati in ospedale per accertamenti, ma le loro condizioni non destano preoccupazione.

Il procuratore, attenendosi ai rigidi protocolli previsti per la sua sicurezza, non è sceso dall’auto ma ha seguito costantemente le operazioni, informandosi sulle condizioni dei feriti e sull’evolversi della situazione. Concluse le attività di soccorso e gli adempimenti di rito, il convoglio ha potuto riprendere la marcia.

Un Natale segnato dalla paura e dai danni, ma senza conseguenze gravi per le persone coinvolte.

Oroscopo di oggi 26 dicembre 2025, le previsioni di Paolo Tedesco

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La vera sfida e opportunità della giornata, come suggerisce Paolo Tedesco nei suoi consigli, sta nel trovare un ponte tra l’impulso a correre (Ariete) e la necessità di sentire (Pesci). È un giorno in cui un gesto spontaneo deve essere guidato dal cuore, e un sogno deve trovare un primo, piccolo passo concreto per realizzarsi.

ARIETE (21 marzo – 20 aprile)

  • Amore: La Luna in trigono a Venere rende la giornata perfetta per un romanticismo spontaneo. Se sei single, un incontro casuale potrebbe rivelarsi elettrizzante. In coppia, un gesto impulsivo riaccenderà la complicità.

  • Lavoro: Marte nel tuo settore della comunicazione ti dà carica e determinazione. Attenzione però a non essere troppo brusco con i colleghi. Meglio canalizzare l’energia in una presentazione importante.

  • Salute: Piena di energia, ma tendi a sovraccaricarti. Ritaglia momenti per scaricare la tensione con un’attività fisica intensa ma breve.

  • Finanze: Una spesa imprevista legata a viaggi o comunicazioni. Nonostante ciò, un’intuizione improvvisa potrebbe indicarti una buona opportunità per il futuro.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Segui il tuo slancio, ma ascolta anche un consiglio inaspettato che arriverà oggi. La combinazione di impulso e riflessione sarà vincente.

TORO (21 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Venere nel tuo settore dei valori rende stabile e appagante il clima di coppia. Cerca la complicità nelle piccole cose di casa. Single: l’attrattiva passa per la concretezza e la sincerità.

  • Lavoro: Giornata ideale per concludere accordi o sistemare questioni amministrative in sospeso. La tua pazienza viene premiata. Attenzione a non essere troppo rigido nei compromessi.

  • Salute: Il benessere viene dal sentirsi radicati. Una buona alimentazione e la cura della casa (o del tuo spazio) ti donano serenità.

  • Finanze: Ottimo momento per gestire il budget, pianificare risparmi o fare bilanci. Potresti ricevere un piccolo rimborso o trovare un oggetto di valore che credevi perduto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Fidati del tuo istinto pratico. La sicurezza che costruisci oggi è il fondamento per i sogni di domani.

GEMELLI (21 maggio – 21 giugno)

  • Amore: Mercurio, il tuo pianeta, favorisce le chiacchiere piacevoli e le confidenze. In coppia, comunicate a tutto campo. Single: potresti incontrare qualcuno di interessante proprio attraverso una conversazione stimolante.

  • Lavoro: Giornata dinamica, piena di contatti, chiamate e scambi di idee. La tua versatilità è al top, ma rischi di disperderti. Concentrati su una priorità.

  • Salute: La mente è iperattiva. Per evitare nervosismo, alterna momenti di socialità ad altri di pausa e silenzio. Una passeggiata all’aria aperta ti rigenera.

  • Finanze: Entrate legate alle tue capacità comunicative o di vendita. Attenzione però alle spesse fatte per noia o per “rimanere al passo” socialmente.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua parola è la tua fortuna oggi. Sii chiaro e diretto, evita le mezze verità. Una conversazione può aprire una porta importante.

CANCRO (22 giugno – 22 luglio)

  • Amore: La Luna, tuo governatore, ti rende più emotivo del solito. Cerca vicinanza e rassicurazione nel partner. Single: potresti sentire un po’ di nostalgia, ma è un giorno buono per ricontattare una persona del passato in modo amichevole.

  • Lavoro: Lavorare sulle emozioni: forse devi gestire un clima di squadra o un feedback delicato. La tua sensibilità è un dono, ma non lasciare che l’umore condizioni la produttività.

  • Salute: Le difese immunitarie potrebbero essere un po’ basse. Cura l’alimentazione e concediti il giusto riposo. Il benessere emotivo è direttamente collegato a quello fisico.

  • Finanze: Una spesa dettata dal cuore o per la famiglia. Valuta se è realmente necessaria. Potresti trovare un affare per la casa o per oggetti per l’infanzia.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi il tuo guscio ma non isolarti. Un contatto emotivo sincero, anche breve, ti nutrirà più di mille parole.

LEONE (23 luglio – 23 agosto)

  • Amore: Il Sole nel tuo settore della creatività ti rende magnetico e generoso. In coppia, cerca di stupire con un gesto teatrale e romantico. Single: la tua luce naturale attrae sguardi, ma sei tu a decidere chi merita la tua attenzione.

  • Lavoro: Ottimo giorno per prendere l’iniziativa, proporre idee nuove o metterti in mostra in una riunione. La tua leadership naturale emerge, ma collabora, non imporre.

  • Salute: Energia vitale alta. L’esercizio fisico o un hobby creativo ti caricano positivamente. Attenzione a non strafare e a proteggere schiena e cuore da sforzi eccessivi.

  • Finanze: Potresti essere tentato da una spesa importante per un oggetto di lusso o per un evento sociale. Valuta con la testa, non solo con l’orgoglio.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo entusiasmo è contagioso. Usalo per ispirare gli altri, e non solo per brillare. La generosità si trasformerà in riconoscimento.

VERGINE (24 agosto – 22 settembre)

  • Amore: Venere nel segno favorisce un amore discreto e basato sulla cura. In coppia, dimostra affetto con gesti concreti di servizio. Single: l’amore potrebbe sbocciare in un contesto quotidiano e familiare.

  • Lavoro: Giornata perfetta per l’organizzazione, i dettagli e il lavoro meticoloso. Completi compiti in sospeso con efficienza. Attenzione al criticismo verso te stesso e gli altri.

  • Salute: Il focus è sull’equilibrio. Una routine ordinata ti aiuta. Ottimo per check-up, esami di controllo o per iniziare una dieta con una pianificazione precisa.

  • Finanze: Gestione oculata e attenta. Riesci a mettere da parte qualcosa o a trovare un errore in un documento finanziario. Niente acquisti impulsivi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La perfezione che cerchi è nei dettagli, ma non perdere di vista l’insieme. A volte “abbastanza bene” è già un successo.

BILANCIA (23 settembre – 23 ottobre)

  • Amore: Mercurio armonico favorisce le discussioni piacevoli e la ricerca di equilibrio. In coppia, è il momento di chiarire un piccolo malinteso. Single: potresti incontrare qualcuno attraverso amici o in un contesto sociale leggero.

  • Lavoro: Lavorare in team o in collaborazione porta i frutti migliori. Le tue doti diplomatiche sono preziose per mediare. Attenzione a non rimandare una decisione per paura di scontentare.

  • Salute: Il benessere passa attraverso l’armonia esteriore e interiore. Cura il look, un buon libro, una compagnia piacevole. Evita situazioni troppo caotiche.

  • Finanze: Spese per socializzare, per abbigliamento o per abbellire la casa. Cerca offerte. Una conversazione informale potrebbe darti un’idea interessante per un piccolo guadagno.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Cerca il punto di incontro, non lo scontro. La tua grazia nel mediare è la chiave per risolvere qualsiasi tensione oggi.

SCORPIONE (24 ottobre – 22 novembre)

  • Amore: L’intensità è la tua cifra. Cerca un contatto profondo e autentico, senza giochi. In coppia, un momento di intimità rafforza il legame. Single: attrazione magnetica, ma valuta se è solo fisica o c’è di più.

  • Lavoro: Ottimo per lavori di ricerca, analisi o per concludere un affare in modo strategico. La tua determinazione vince ogni resistenza. Attenzione a non alimentare rivalità nascoste.

  • Salute: Energia potente. Attività fisiche intense o discipline olistiche che lavorano sulla trasformazione (come lo yoga) sono ideali. Attenzione a tensioni muscolari.

  • Finanze: Situazione finanziaria sotto controllo. Potresti ricevere informazioni riservate o cogliere un’opportunità sottovalutata dagli altri. Niente rischi eccessivi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua forza sta nel vedere ciò che gli altri non vedono. Usa questa profondità di sguardo per un obiettivo concreto, non per sospettare.

SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Giove nel tuo segno amplifica ottimismo e desiderio di libertà. In coppia, progetta una piccola fuga o un’avventura insieme. Single: l’incontro potrebbe arrivare in un luogo insolito o con una persona di cultura diversa.

  • Lavoro: Idee visionarie e progetti su larga scala ti entusiasmano. Attenzione a non promettere più di quanto tu possa realisticamente fare. La fortuna aiuta gli audaci, ma con un piano.

  • Salute: Il buonumore è la miglior medicina. L’aria aperta e un po’ di movimento ti rigenerano. Attenzione a strappi muscolari o a eccessi alimentari.

  • Finanze: Possibile una spesa per un viaggio, un corso o un libro. Un’opportunità di guadagno può arrivare da lontano o attraverso contatti internazionali.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Puntare in alto è giusto, ma assicurati di avere le scarpe adatte per il viaggio. Un piccolo passo pratico oggi vale più di un grande sogno fumoso.

CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

  • Amore: Con Venere nel tuo segno, il tuo fascino risiede nella serietà e nell’affidabilità. In coppia, un gesto di sostegno concreto vale più di mille parole. Single: potresti attrarre qualcuno che apprezza la tua maturità.

  • Lavoro: Giornata di grande concretezza e responsabilità. Metti le basi per un obiettivo a lungo termine. I superiori notano la tua dedizione. Non aver paura di prenderti un merito.

  • Salute: La struttura (ossa, denti, ginocchia) beneficia di attenzione. Una camminata sostenuta su terreno solido è ideale. Attenzione alla postura.

  • Finanze: Pianificazione eccellente. È il momento di investire in qualcosa di duraturo o di consolidare i debiti. La prudenza è premiata.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il successo si costruisce mattone dopo mattone. Oggi ne stai posando uno importante. Fidati del tuo ritmo, lento ma inesorabile.

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore: L’amicizia e la condivisione di ideali sono la base. In coppia, una serata con gli amici rinfresca il rapporto. Single: l’amore potrebbe nascere da una solida amicizia o in un gruppo.

  • Lavoro: Le idee innovative sono ben accolte. Collaborare con persone fuori dal coro o usare la tecnologia in modo creativo porta vantaggi. Attenzione a non essere troppo distaccato dal team.

  • Salute: Benessere legato alla libertà e alla leggerezza. Stare con persone stimolanti ti ricarica. Attenzione a circolazione e caviglie.

  • Finanze: Situazione variabile. Possibili piccole entrate inaspettate (forse da una colletta o da un regalo collettivo), ma anche spese per cause umanitarie o tecnologiche.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua originalità è il tuo biglietto da visita. Condividi la tua visione del futuro con gli altri, ma rimani ancorato al presente per realizzarla.

PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni e romanticismo sono all’ordine del giorno. In coppia, la dolcezza e l’empatia creano magia. Single: potresti innamorarti di un’idea o di una persona in modo idealizzato. Cerca di vedere la realtà.

  • Lavoro: L’intuizione è fortissima. Usala per progetti creativi o di assistenza. Attenzione a non farti sfruttare o a rifugiarti in fantasie per evitare compiti noiosi.

  • Salute: Giornata per rigenerarsi. Un bagno rilassante, musica, meditazione. Attenzione a piedi e sistema linfatico. Evita di caricarti delle emozioni altrui.

  • Finanze: La generosità potrebbe portarti a spendere per gli altri. Segui l’istinto ma con un minimo di pragmatismo. Un’intuizione su un investimento artistico o spirituale potrebbe essere azzeccata.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La connessione con il mondo sottile è forte oggi. Annota i tuoi sogni e le tue impressioni: contengono un messaggio importante per il tuo cammino.

Cosa ci riservano le stelle venerdì 26 dicembre 2025?

Le stelle del giorno dopo Natale ci dipingono un quadro di transizione: si esce dal calore familiare e si guarda già al futuro. La presenza di Giove in Ariete in aspetto dinamico spinge all’azione, all’inizio di nuovi progetti mentali e all’audacia. Tuttavia, Nettuno in Pesci, ancora forte, ci ricorda di non perdere la magia del periodo, l’empatia e la spiritualità appena vissute.

Le energie ci spingono a comunicare i nostri progetti (Mercurio in Capricorno) e a costruire con pazienza le basi per l’anno che verrà, senza però perdere la speranza e la generosità tipiche delle festività. In amore, si cerca sia passione che stabilità; nel lavoro, sia innovazione che concretezza. Le stelle ci invitano a un equilibrismo creativo, dove la vera fortuna nasce dalla capacità di fondere l’entusiasmo del nuovo con la saggezza dell’esperienza.

I prodotti che la Campania mangia ma non può vendere

La Campania è una delle regioni più ricche d’Italia dal punto di vista gastronomico. Eppure, dietro piatti celebrati e ingredienti amatissimi, esiste un paradosso poco raccontato: molti prodotti vengono consumati ogni giorno, ma non possono essere venduti ufficialmente. Non perché siano pericolosi, ma perché non rientrano nei registri, nei disciplinari o nelle normative commerciali.

In Campania esistono alimenti “fantasma”, tramandati da famiglie, contadini e pescatori, che vivono solo nel consumo locale. Si trovano sulle tavole, non sugli scaffali. Non hanno etichetta, codice, né mercato. E proprio questo li rende autentici, invisibili e potentemente identitari.

Uno dei casi più emblematici è quello dei formaggi non registrati. Piccole produzioni familiari di caciotte, ricotte e stagionati realizzati con latte crudo, senza certificazioni ufficiali. Vengono consumati in casa o regalati, ma non possono essere venduti perché fuori dai parametri sanitari standardizzati, nonostante spesso abbiano alle spalle decenni di tradizione.

Lo stesso vale per alcune carni lavorate artigianalmente, come salumi fatti in casa, insaccati stagionali o preparazioni a base di maiale allevato per autoconsumo. Sono prodotti perfettamente integrati nella cultura rurale, ma assenti da qualsiasi circuito commerciale. Non sono illegali: sono semplicemente “non vendibili”.

Poi ci sono i prodotti del mare. In molte zone costiere si consumano specie ittiche locali, molluschi o crostacei pescati in quantità minime, non riconosciuti dai mercati ufficiali o esclusi per normative di tracciabilità. Pesce che si mangia da sempre, ma che non può essere esposto su un banco.

Un capitolo a parte riguarda le conserve casalinghe: pomodori, sottoli, sottaceti, legumi e salse preparate secondo rituali familiari. Sono il cuore della cucina campana, ma non possono essere vendute senza laboratori certificati, controlli e analisi. Così restano confinate alle dispense domestiche.

Esistono anche varietà agricole non censite: ortaggi, legumi o frutti coltivati localmente, spesso senza un nome ufficiale o con nomi dialettali. Non rientrano nei cataloghi sementieri, quindi non possono essere commercializzati legalmente, pur essendo consumati da generazioni.

Il paradosso è che molti di questi prodotti sono più naturali e controllati di quelli industriali, ma non hanno voce nei registri. La legge tutela il consumatore, ma finisce per cancellare micro-identità alimentari che non riescono ad adattarsi alla burocrazia moderna.

Come ha detto un anziano contadino del Vesuviano:

“Quello che mangiamo noi non è clandestino. È solo più antico della legge.”

Questa frase racconta meglio di qualsiasi norma il senso di queste produzioni. Non sono abusive, sono semplicemente fuori dal tempo regolamentato. Vivono nella dimensione della fiducia, della prossimità, del “so chi me lo dà”.

Negli ultimi anni si parla di recupero delle produzioni tradizionali, ma il percorso è complesso. Registrare un prodotto significa adattarlo, standardizzarlo, spesso snaturarlo. E non tutti sono disposti a farlo.

Così la Campania continua a mangiare ciò che non può vendere. Un patrimonio silenzioso, quotidiano, che sopravvive lontano dai marchi e dai mercati, ma che racconta più di qualsiasi etichetta cosa significhi davvero mangiare un territorio.

E forse è proprio questa la sua forza: esistere senza bisogno di essere certificato, continuando a vivere nelle cucine, nelle mani e nella memoria di chi lo prepara ogni giorno.

Castellammare, schianto nella galleria di Pozzano: morta donna di 60 anni di Meta di Sorrento

Natale macchiato di sangue sulle strade della provincia di Napoli. Un grave incidente mortale si è verificato nella mattinata del 25 dicembre all’interno della galleria Santa Maria di Pozzano, lungo la strada statale 145 “Sorrentina”, nel tratto compreso tra Vico Equense e Castellammare di Stabia.

A perdere la vita è stata una donna di 60 anni, residente a Meta di Sorrento, rimasta coinvolta in un violento scontro frontale tra due veicoli. L’impatto, avvenuto al chilometro 3,300 della statale, non le ha lasciato scampo. Inutili i tentativi di soccorso: la donna è deceduta sul colpo.

Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine, intervenute sul posto insieme ai sanitari del 118 e alle squadre dell’Anas. A seguito dello schianto, la galleria è stata immediatamente chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la messa in sicurezza della carreggiata.

La chiusura del tunnel ha provocato pesanti disagi alla circolazione lungo uno degli assi viari più importanti della penisola sorrentina, particolarmente trafficato anche nei giorni festivi. Dopo diverse ore di interventi, la situazione è tornata alla normalità nel primo pomeriggio.

La viabilità è stata infatti ripristinata poco dopo le 15.30, una volta completate le operazioni tecniche e rimosse le vetture incidentate. Resta il bilancio drammatico di una giornata di festa trasformata in lutto, l’ennesima vittima della strada in un periodo che avrebbe dovuto essere dedicato alla serenità.

Lenticchie e cotechino a Capodanno: un rito di fortuna e sapore che attraversa le generazioni

Quando le lancette segnano la fine dell’anno, sulle tavole italiane si rinnova un rito gustoso e carico di significato: lenticchie e cotechino. Non sono solo piatti tipici, ma simboli di fortuna e prosperità tramandati di generazione in generazione.

Le lenticchie, uno dei legumi più antichi coltivati dall’uomo, sono da sempre associate alla ricchezza. Già nell’antica Roma si usava regalare una “scarsella” piena di lenticchie come auspicio di abbondanza: la loro forma tonda ricordava le monete, promettendo un anno nuovo prospero.

Il cotechino, invece, nasce come un metodo per conservare la carne nei mesi freddi, trasformandosi nel tempo in un protagonista irrinunciabile della cena di Capodanno, simbolo di abbondanza. Questa combinazione rappresenta un augurio concreto: fortuna nelle lenticchie, abbondanza nel cotechino. È un gesto semplice ma carico di significato, che richiama familiari e amici intorno a un tavolo per condividere speranze e ricordi.

La preparazione è parte del rituale: il cotechino cuoce lentamente per ore fino a diventare morbido e saporito, mentre le lenticchie si insaporiscono con aromi come cipolla, carota, sedano e alloro, un filo d’olio d’oliva a completare il piatto. Ogni famiglia aggiunge il proprio tocco, intrecciando usanze locali e ricette di casa.

Nel Nord Italia, l’Emilia-Romagna celebra il cotechino di Modena con il prestigioso riconoscimento IGP, mentre in altre regioni sono diffuse varianti locali di lenticchie e zuppe rustiche.

In Sicilia, ad esempio, le lenticchie si trasformano in zuppe o piatti di pasta, mentre il cotechino può accompagnare purè o verdure secondo tradizioni regionali. Un piccolo dettaglio racconta molto: molte famiglie conservano ricette scritte a mano, tramandate da nonne e bisnonne, che custodiscono sapori e ricordi di tempi passati.

Per molti, preparare lenticchie e cotechino è un momento di legame con le radici e con chi non c’è più. In un mondo che cambia velocemente, questa tradizione gastronomica resta un ancoraggio, un invito a rallentare e a ritrovarsi. Lenticchie e cotechino non sono solo cibo, ma un messaggio di speranza e condivisione che ogni anno rinnova la promessa di un futuro migliore.

Bimbo ferito da colpo di pistola vagante a Pomigliano

Napoli– Doveva essere una serata di festa, si è trasformata in un incubo che solo per pochi centimetri non è diventato tragedia. Un bambino di 7 anni è rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco la sera della Vigilia di Natale a Pomigliano d’Arco, nel Napoletano.

Il piccolo è giunto al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli accompagnato dai genitori. I medici, riscontrata una ferita di striscio al braccio sinistro chiaramente causata da un proiettile, hanno immediatamente fatto scattare il protocollo informando le forze dell’ordine.

Secondo una prima e ancora frammentaria ricostruzione, l’episodio sarebbe avvenuto in piazza Mercato. Resta però fitta l’oscurità sulla dinamica: non è ancora chiaro se si sia trattato di un proiettile vagante esploso per i “festeggiamenti” o di un coinvolgimento accidentale in un contesto criminale.

I genitori del piccolo ferito non hanno mai avuto a che fare con le forze dell’ordine. Fortunatamente, le condizioni del bambino non sono gravi: dopo le cure necessarie, è stato dimesso con una prognosi di sette giorni.

Sul caso indagano ora gli agenti del Commissariato di Acerra, impegnati a setacciare la zona del ferimento alla ricerca di bossoli o testimonianze utili a dare un nome a chi ha premuto il grilletto in una notte che doveva essere solo di pace.

Far West al brindisi della Vigilia: pistole in pugno e bottiglie rotte, sfiorata la tragedia

Sant’Egidio del Monte Albino – Doveva essere il momento più spensierato dell’anno, il tradizionale brindisi della Vigilia di Natale che anticipa il cenone. Si è trasformato in una scena da guerriglia urbana, un Far West in piena regola scoppiato tra la folla di giovanissimi.

È accaduto nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle 18, in un noto locale di Sant’Egidio del Monte Albino, zona di confine con Pagani e crocevia della movida per ragazzi provenienti anche dall’hinterland napoletano e vesuviano. Il locale era sold out, brulicante di comitive riunite per gli auguri, quando l’alcol e le vecchie ruggini territoriali hanno innescato la miccia.

Secondo le prime ricostruzioni, a fronteggiarsi sono stati due gruppi distinti: una “paranza” arrivata da Torre del Greco e un gruppo di giovani di Pagani. La dinamica è quella, purtroppo, ormai classica delle risse da movida: uno sguardo di troppo, una parola fuori posto amplificata dai fumi dell’alcol, e la situazione è precipitata in pochi secondi. Ma non si è trattato di una semplice scazzottata.

La pistola e il panico

Dalle parole si è passati alle armi. Un giovane del gruppo corallino avrebbe estratto una pistola, scatenando l’inferno. Alla vista dell’arma è scattato il “fuggi fuggi” generale: centinaia di ragazzi hanno cercato scampo verso le uscite, travolgendo tavolini e sedie. Nel caos, molti avventori sono caduti e sono rimasti contusi, calpestati dalla folla terrorizzata.

La trappola e i rinforzi

Chi ha tentato di guadagnare l’uscita principale si è trovato di fronte a uno scenario ancora più inquietante: il gruppo di Pagani aveva nel frattempo allertato i rinforzi. All’esterno del locale si sono materializzati altri giovani, anch’essi armati di pistole, creando una sorta di assedio.

Chi non è riuscito a scappare si è asserragliato all’interno, armandosi con ciò che trovava: bottiglie rotte e cocci di vetro usati come lame improvvisate per difendersi.

Solo la prontezza di alcuni gruppi provenienti dai comuni limitrofi, come Scafati e Boscoreale, ha permesso loro di evitare il peggio fuggendo da un’uscita secondaria sul retro.

Le forze dell’ordine sono giunte sul posto quando il grosso dei facinorosi si era già dileguato. Ora è caccia ai responsabili: i Carabinieri hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza interna ed esterna per identificare i partecipanti alla rissa e, soprattutto, chi ha impugnato le armi.

 La pistola come accessorio per frequentare la movida

Quanto accaduto a Sant’Egidio impone una riflessione che va oltre la cronaca. La domanda sorge spontanea e brutale: è concepibile uscire di casa per un brindisi natalizio con una calibro 9 nella cintura?

Siamo di fronte a una mutazione genetica della violenza giovanile. Fino a qualche anno fa, la rissa scoppiava per esuberanza o rivalità, e si risolveva, nel peggiore dei casi, con qualche pugno. Oggi assistiamo a una militarizzazione del tempo libero.

La pistola non è più solo lo strumento del crimine organizzato per le “stese” o gli agguati di camorra; è diventata un accessorio di potere, uno status symbol distorto da esibire tra un cocktail e l’altro.

La facilità con cui questi gruppi — spesso giovanissimi — reperiscono e portano in giro armi da fuoco è il vero allarme sociale di questo 2025. Non c’è più il timore del controllo, non c’è la paura delle conseguenze, né tantomeno il rispetto per la sacralità della vita altrui o per un giorno di festa.

I tanti fatti di sangue, i tanti morti innocenti e feriti degli utlimi due anni non sono serviti da monito o da lezione.

La logica del branco, potenziata dalla disponibilità di armi, trasforma ogni locale in un potenziale campo di battaglia, dove la vita di un ragazzo vale meno di uno “sguardo sbagliato”. Se il brindisi di Natale diventa un pretesto per sparare, significa che il confine tra civiltà e barbarie, in certe fasce giovanili, è stato definitivamente cancellato.

Tragedia di Natale a Pordenone: quindicenne muore in campo durante una partita di calcio

Pordenone – Un Natale di dolore e sgomento quello che sta vivendo la comunità di Pordenone.

Quello che doveva essere un pomeriggio di sport e spensieratezza tra amici, alla vigilia delle festività, si è trasformato in una tragedia che non ha lasciato scampo a un ragazzo di soli 15 anni, spirato a causa di un malore improvviso durante una partita di calcio.

La dinamica dell’incidente

Il dramma si è consumato nel tardo pomeriggio di ieri, 24 dicembre, su un campetto della periferia cittadina. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane — di origini straniere ma residente da tempo in città — stava partecipando a una sfida amichevole con alcuni coetanei.

Durante un’azione di gioco, si sarebbe verificato uno scontro fortuito con un altro giocatore. Un impatto apparentemente ordinario che, tuttavia, è stato seguito dal crollo immediato del quindicenne, colto da un improvviso arresto cardiaco.

I compagni, accortisi immediatamente della gravità della situazione, hanno allertato i soccorsi tramite il numero unico di emergenza 112.

I soccorsi e il decesso

La macchina dei soccorsi si è messa in moto tempestivamente. Il personale sanitario, giunto sul posto con un’ambulanza e l’automedica, ha trovato il ragazzo in condizioni critiche. Per lunghi minuti i medici hanno tentato di strapparlo alla morte: il giovane è stato intubato sul posto e sottoposto a prolungate manovre di rianimazione cardio-polmonare.

Dopo la prima stabilizzazione, è seguita la corsa disperata verso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria degli Angeli. Nonostante l’impegno dei medici del nosocomio pordenonese, il cuore del ragazzo ha cessato di battere poco dopo il suo arrivo in reparto.

Il lutto nel mondo del calcio locale

La notizia ha colpito duramente il mondo del calcio dilettantistico friulano. Il quindicenne era infatti un atleta tesserato con le giovanili dell’Asd Torre, storica società del quartiere pordenonese, dove militava nella formazione Under 16. Descritto come un ragazzo solare e pieno di passione per lo sport, la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile tra i compagni di squadra e lo staff tecnico.

In queste ore si moltiplicano i messaggi di cordoglio sui social e tra le vie del quartiere, mentre la città si interroga su una morte così prematura e violenta, avvenuta proprio nel momento in cui il calcio doveva essere solo un pretesto per festeggiare insieme l’arrivo del Natale.