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Caivano, tragedia nella notte di Natale: uomo muore nell’incendio di un appartamento. Probabile cortocircuito

Caivano – Una tragedia ha spezzato il silenzio della notte di Natale a Caivano, nell’hinterland napoletano. Poco dopo l’alba di giovedì, vigili del fuoco e carabinieri sono intervenuti d’urgenza in via Pisani 24, nella località Pascarola, dove un violento incendio aveva avvolto un appartamento.

Le fiamme, domate dai pompieri, hanno purtroppo fatto una vittima. All’interno dell’alloggio è stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo, di origine extracomunitaria, ancora non identificato. Sul posto è scattato immediatamente il protocollo per i casi di morte accidentale o dolosa.

La Procura di Napoli Nord, informata dai militari, ha disposto il sequestro della salma e dell’immobile per i necessari accertamenti. A condurre le indagini, coordinate dalla magistratura, sono i carabinieri della stazione di Caivano, impegnati a ricostruire la dinamica precisa del fatto e a stabilire l’identità della vittima.

Le prime ipotesi investigative, sebbene tutto debba essere confermato dalle perizie, puntano verso un cortocircuito nell’impianto elettrico dell’appartamento come causa più probabile del rogo. Le operazioni di soccorso e i rilievi tecnici si sono protratti per tutta la mattinata, sotto lo sguardo attonito di alcuni residenti della zona, mentre la comunità si risvegliava nella festività segnata da questo luttuoso evento.

Latitante da un anno e mezzo, preso all’alba a Gricignano: arrestato Antonio Aloia, sul comodino una pistola

Gricignano d’Aversa – Lo hanno trovato alle prime luci dell’alba, mentre dormiva, nascosto nell’appartamento di un presunto fiancheggiatore.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno arrestato Antonio Aloia, 47 anni, latitante da circa un anno e mezzo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Aloia aveva fatto perdere le proprie tracce nell’agosto 2024, quando non era rientrato in carcere al termine di un permesso premio. L’uomo era detenuto per reati di camorra e “metodo mafioso”: associazione di tipo mafioso, detenzione illegale di armi ed estorsione continuata e aggravata.

L’irruzione è scattata in un’abitazione di Gricignano di Aversa. A supporto dell’operazione è intervenuto anche il team A.P.I. dei carabinieri di Napoli. Durante la perquisizione, riferiscono i militari, sul comodino accanto al letto sarebbe stata trovata una pistola con un colpo in canna.

Oltre al 47enne, i carabinieri hanno arrestato anche il 45enne che lo avrebbe ospitato, ritenuto responsabile di favoreggiamento. Aloia, terminate le formalità di rito, sarà trasferito in carcere.

L’arresto rientra nel bilancio di fine anno dell’attività di contrasto alla latitanza: con Aloia salgono a 23 i ricercati catturati nel 2025 dal Comando provinciale dei carabinieri di Napoli, a poche ore da un’altra operazione di rilievo culminata ieri con la cattura del boss Ciro Andolfi.

Aloia deve scontare una pena residua di 27 anni e 3 mesi: la detenzione, salvo benefici di legge, sarebbe terminata nel 2030. Per lui non è la prima latitanza: circa vent’anni fa era già stato arrestato mentre si sottraeva alla cattura. È inoltre fratello di Andrea Aloia, fermato dai carabinieri nell’ottobre 2023 dopo un periodo di irreperibilità.

 

Uccisa a coltellate Imani Smith: l’ex bambina prodigio del “Re Leone” aveva 25 anni

Dalle luci della ribalta di Broadway al buio di una tragedia domestica che ha scosso il mondo dello spettacolo americano.

È finita nel sangue la giovane vita di Imani Smith, 25 anni, ex attrice bambina nota al grande pubblico per aver prestato il volto alla giovane Nala nel celebre musical Disney “Il Re Leone”. La ragazza è stata uccisa a coltellate la mattina del 21 dicembre nella sua abitazione in New Jersey.

La dinamica e i soccorsi

L’allarme è scattato alle 9:18, quando una chiamata al 911 ha segnalato un accoltellamento in corso a Edison. Stando a quanto riferito dal procuratore della contea di Middlesex, Yolanda Ciccone, e dal capo della polizia locale Thomas Bryan, gli agenti giunti sul posto hanno trovato la 25enne in condizioni disperate, con profonde ferite da arma da taglio.

La corsa d’urgenza verso il Robert Wood Johnson University Hospital si è rivelata purtroppo inutile: i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso poco dopo l’arrivo.

L’arresto del compagno

Le indagini lampo del dipartimento di polizia di Edison hanno portato all’immediato fermo di un uomo: Jordan D. Jackson-Small, 35 anni. Secondo il comunicato ufficiale delle autorità, i due “si conoscevano prima dell’accaduto”, ma è stata la zia della vittima a chiarire la natura del loro rapporto, confermando che l’uomo era il fidanzato dell’attrice.

Jackson-Small è stato arrestato senza opporre resistenza ed è ora detenuto presso il Middlesex County Adult Correctional Center. Su di lui pendono capi d’accusa pesantissimi: omicidio di primo grado, possesso di arma a scopo illecito e, fatto ancora più inquietante, messa in pericolo di un minore.

Una carriera spezzata e il dolore della famiglia

Imani Smith aveva calcato il palcoscenico più ambito del mondo tra il 2011 e il 2012, interpretando con successo il ruolo della leonessa Nala da cucciola. Figlia d’arte – la madre Monique Rance-Helper è una nota parrucchiera di scena per produzioni come Pose e In the Heights – Imani era descritta da chi la conosceva come una persona “vivace e piena di luce”.

La tragedia lascia un vuoto incolmabile non solo nella comunità teatrale, ma soprattutto nella famiglia della vittima: Imani lascia i genitori, due fratelli e, drammaticamente, un figlio di soli 3 anni. La famiglia ha avviato una raccolta fondi per sostenere le spese legali e il futuro del bambino, rimasto orfano di madre in circostanze tanto violente.

Trovato morto in un canale dopo la fuga dalla clinica: tragedia a Natale

Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda di Vincenzo Lombardi, 64 anni, originario di Marcianise, scomparso domenica scorsa dopo essersi allontanato da una clinica di Lago Patria.

Il suo corpo senza vita è stato ritrovato all’alba di ieri in uno dei canali pluviali che costeggiano le campagne di via Madonna del Pantano, tra Licola e Varcaturo.

L’uomo, affetto da una patologia psichiatrica che ne aveva segnato profondamente l’esistenza, si era allontanato dalla struttura domenica dopo pranzo. Le telecamere interne lo hanno ripreso alle 14.20 mentre scavalcava il muro di cinta del cortile, dirigendosi verso la strada. Da quel momento di lui si erano perse le tracce.

Per due giorni sono andate avanti senza sosta le ricerche, coordinate dai carabinieri con il supporto dei familiari e dei volontari. Impiegati anche droni e cani molecolari del centro cinofilo flegreo, che nel pomeriggio di lunedì avevano individuato l’ultimo punto di passaggio dell’uomo proprio nelle campagne dove, poche ore dopo, è avvenuto il ritrovamento.

Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Varcaturo e della compagnia di Giugliano, insieme ai sanitari del 118, che hanno constatato il decesso, e agli uomini della Scientifica per i rilievi. Il corpo è stato successivamente riconosciuto dai familiari.
La salma è stata sequestrata su disposizione del pubblico ministero di turno, che ha ordinato l’autopsia per chiarire con esattezza le cause e le modalità della morte. Dai primi accertamenti non sarebbero emersi segni di violenza.

Al momento della scomparsa Vincenzo Lombardi indossava una tuta blu e un cappellino nero; non aveva con sé né denaro né telefono cellulare. Gli investigatori stanno analizzando anche le immagini delle telecamere presenti lungo l’asse tra la via Domitiana e via Madonna del Pantano.

Carie e dolci di Natale: la dentista pediatrica Alessia Polverino spiega come proteggere i denti dei bambini

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Le settimane che precedono e seguono il Natale sono tra le più “dolci” dell’anno: torrone, biscotti, panettoni, cioccolata, caramelle e merende delle feste accompagnano spesso le giornate dei bambini. Un’atmosfera magica, senza dubbio, che però porta con sé un aumento reale del rischio di carie.

L’esposizione frequente agli zuccheri, soprattutto quando avviene più volte al giorno e lontano dai pasti principali, favorisce la proliferazione dei batteri responsabili della carie. Non è solo la quantità di dolci consumati a incidere, ma soprattutto la frequenza con cui vengono assunti e il tempo in cui gli zuccheri restano a contatto con i denti.

Proprio per questo, il periodo natalizio rappresenta un’occasione ideale per parlare di prevenzione: bastano piccoli accorgimenti quotidiani per proteggere il sorriso dei più piccoli. Per approfondire questo tema e ricevere consigli pratici, abbiamo intervistato la dott.ssa Alessia Polverino, conosciuta anche come la dentista dei bambini a Napoli.

Dottoressa, perché dopo le festività natalizie si osserva un aumento delle carie nei bambini?
“Durante il periodo natalizio aumenta il consumo di dolci e bevande zuccherate, spesso distribuiti in tanti piccoli spuntini nel corso della giornata. Non conta solo quanto zucchero si mangia, ma quante volte i denti vengono esposti. Ogni assunzione favorisce l’attacco allo smalto. Inoltre, durante le vacanze si perde facilmente la regolarità nell’igiene orale, creando le condizioni ideali per la formazione della placca e lo sviluppo delle carie.”

Esistono dolci più dannosi per i denti rispetto ad altri?
“Sì, i dolci che restano a lungo sui denti o che sono molto appiccicosi aumentano il rischio di carie, perché permettono ai batteri di produrre acidi più a lungo. Caramelle gommose, torroni morbidi e caramelle da succhiare sono tra i più rischiosi. Meglio preferire dolci come il cioccolato fondente, che si scioglie rapidamente e contiene meno zuccheri.”

Dopo aver mangiato dolci, come e quando è meglio lavare i denti dei bambini e quali prodotti utilizzare?
“È consigliabile aspettare circa 20–30 minuti prima di lavare i denti, per permettere alla saliva di neutralizzare gli acidi e proteggere lo smalto. Nell’attesa è utile sciacquare la bocca con acqua. Per l’igiene quotidiana è importante usare un dentifricio al fluoro in quantità adeguata all’età, un ‘granello di riso’ nei più piccoli e una quantità ‘grande come un pisello’ nei bambini più grandi, sempre sotto la supervisione dei genitori.”

Perché è importante portare i bambini dal dentista dopo le feste e quale messaggio vuole lasciare ai genitori?
“Una visita di controllo dopo le vacanze natalizie permette di individuare eventuali carie iniziali, controllare l’igiene orale e riprendere buone abitudini. I dolci fanno parte delle feste e non vanno demonizzati, ma è fondamentale limitarne la frequenza, curare l’igiene quotidiana e programmare controlli regolari per proteggere il sorriso dei bambini.”

In conclusione, il Natale resta un momento di gioia e condivisione, ma rappresenta anche un periodo in cui è importante dedicare un’attenzione in più alla salute orale dei bambini. Adottando semplici buone abitudini quotidiane e seguendo i consigli della dott.ssa Alessia Polverino, è possibile godersi le feste con tranquillità, concedendosi i dolci senza mettere a rischio il sorriso dei più piccoli.

 Luciano Carotenuto

Oroscopo del 25 dicembre 2025, le previsioni di Paolo Tedesco per ogni segno zodiacale

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Il giorno di Natale 2025 si presenta sotto l’influenza di un cielo ricco di simbolismi. Con il Sole e Giove in congiunzione in Capricorno, l’energia dominante è quella della pragmaticità unita all’abbondanza. Non è un giorno per rivoluzioni, ma per consolidare, ringraziare e pianificare con saggezza.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Amore: La Luna in Scorpione accentua la passione. Potresti vivere un momento di grande intensità emotiva con il partner. I single potrebbero incontrare qualcuno con un magnetismo speciale.
Lavoro: Giornata di riflessione più che di azione. Approfitta della pausa natalizia per pianificare il prossimo anno con visione strategica.
Salute: Attenzione a non esagerare con i festeggiamenti. Modera il consumo di dolci e alcolici.
Finanze: Un regalo inaspettato o una piccola vincita potrebbe arrivare. Non fare spese impulsive.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Ascolta il tuo desiderio più autentico senza farti condizionare dalle aspettative degli altri.”

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Amore: La congiunzione Venere-Saturno favorisce i legami stabili. Per le coppie consolidate, è un giorno di profonda complicità. Per i single, meglio attendere momenti più dinamici.
Lavoro: Ideale per definire accordi e progetti a lungo termine. La tua concretezza sarà apprezzata.
Salute: Cerca di trovare equilibrio tra festeggiamenti e riposo. Una passeggiata dopo il pranzo natalizio ti farà bene.
Finanze: Situazione stabile. È un buon giorno per valutare investimenti solidi piuttosto che rischiose speculazioni.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Radicati nelle tue certezze, ma non rifiutare un piccolo cambiamento che potrebbe migliorare la tua vita.”

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Mercurio retrogrado in Capricorno suggerisce di chiarire malintesi passati. Una conversazione sincera potrebbe risolvere tensioni accumulate.
Lavoro: Potresti ricevere notizie riguardanti progetti in sospeso. Tieni aperti i canali di comunicazione.
Salute: Attenzione a stress e affaticamento mentale. Ritagliati momenti di tranquillità.
Finanze: Evita decisioni finanziarie importanti oggi. Rivedi i tuoi conti con calma nei prossimi giorni.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Le parole hanno un potere speciale oggi: usale per costruire ponti, non muri.”

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Amore: La Luna nel tuo settore emotivo amplifica i sentimenti. Giornata perfetta per dimostrazioni d’affetto familiari e romantiche.
Lavoro: I progetti creativi o legati alla casa sono favoriti. Potresti avere un’idea brillante per un’attività futura.
Salute: Il comfort emotivo influisce sul benessere fisico. Circondati di persone che ti fanno sentire al sicuro.
Finanze: Una spesa per la casa o la famiglia si rivelerà un buon investimento.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Proteggi il tuo cuore ma non rinchiuderti nella conchiglia: oggi l’apertura ti porterà doni inaspettati.”

Leone (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Il Sole nel tuo settore sociale rende la giornata vivace. Incontri piacevoli e momenti di condivisione accrescono l’armonia di coppia.
Lavoro: Le tue doti di leadership emergono naturalmente. Potresti essere il punto di riferimento nelle dinamiche familiari odierne.
Salute: Energia vitale alta. Attenzione a non esagerare con i ritmi serrati.
Finanze: Situazione positiva. Potresti decidere di fare un regalo generoso a qualcuno.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Lascia risplendere la tua luce interiore, ma ricordati di illuminare anche il percorso di chi ti sta accanto.”

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Approccio più razionale del solito. Cerca di non analizzare ogni gesto o parola, lasciati andare al flusso delle emozioni.
Lavoro: Giornata ideale per organizzare, sistemare, pianificare. La tua precisione ti sarà utile.
Salute: Attenzione all’apparato digerente. Moderate le porzioni e scegli cibi leggeri quando possibile.
Finanze: Ottimo momento per fare bilanci e programmare il budget per il nuovo anno.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Per una volta, lascia che la perfezione sia nell’imperfezione del momento presente.”

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Venere favorisce armonia e bellezza nei rapporti. Giornata romantica per eccellenza. I single potrebbero ricevere attenzioni interessanti.
Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose per mediare in situazioni familiari o sociali delicate.
Salute: Equilibrio è la parola chiave. Cerca armonia tra attività e riposo.
Finanze: Potresti essere tentato da acquisti estetici. Valuta se sono necessari.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Il vero equilibrio oggi sta nel dare e ricevere con uguale gratitudine.”

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Luna nel tuo segno intensifica ogni esperienza emotiva. Passione e trasformazione nei rapporti. Una conversazione profonda potrebbe cambiare una dinamica.
Lavoro: La tua intuizione è al massimo. Fidati delle tue percezioni nelle decisioni.
Salute: Energie potenti ma soggette a sbalzi. Ritrova centratura attraverso momenti di solitudine rigenerante.
Finanze: Attenzione a spese dettate dall’impulso del momento. Rifletti bene.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Le profondità che esplori oggi possono rivelare tesori nascosti, ma non perderti negli abissi.”

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: L’ottimismo ti rende particolarmente attraente. Condividi i tuoi sogni e progetti con chi ami.
Lavoro: Idee visionarie potrebbero emergere. Annotale per svilupparle nel nuovo anno.
Salute: Vitalità eccellente. L’entusiasmo ti sostiene, ma ricordati di dormire a sufficienza.
Finanze: Possibile una piccola fortuna inaspettata. Attenzione a non sperperarla.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Il tuo fuoco interiore può illuminare la strada, ma lascia che anche altre luci brillino al tuo fianco.”

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Giove nel tuo segno amplifica le opportunità. Per i single, un incontro significativo potrebbe avvenire in ambienti tradizionali. Le coppie consolidano il leggo.
Lavoro: Il tuo senso di responsabilità è premiato. Anche in giorno di festa, potresti ricevere riconoscimenti impliciti.
Salute: Solida, ma attenzione a non accumulare tensioni alle spalle e alla schiena.
Finanze: Giornata favorevole. Una decisione prudente presa oggi porterà frutti in futuro.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La montagna che sali oggi è fatta di piccoli passi concreti. Goditi la vista senza dimenticare il percorso.”

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: L’originalità è il tuo fascino. Un gesto inusuale stupirà il partner. I single potrebbero attrarre persone fuori dal comune.
Lavoro: Idee innovative emergono nelle conversazioni informali. Una chiacchierata natalizia potrebbe ispirare progetti futuri.
Salute: Benessere mentale influenza quello fisico. Circondati di stimoli intellettualmente gratificanti.
Finanze: Attenzione a proposte finanziarie troppo “rivoluzionarie”. Valuta con scetticismo costruttivo.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua visione del futuro è preziosa, ma radicarla nel presente la renderà realizzabile.”

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Nettuno amplifica la sensibilità e il romanticismo. Giornata di sogni condivisi e comprensione empatica.
Lavoro: La tua creatività è elevata. Progetti artistici o umanitari ricevono un impulso positivo.
Salute: Attenzione a non assorbire troppo le emozioni altrui. Ritaglia spazi di solitudine rigenerante.
Finanze: Un’intuizione potrebbe guidarti verso una decisione finanziaria vantaggiosa. Segui il tuo istanto ma verifica i dettagli.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Nuota tra le correnti delle emozioni senza farti travolgere: oggi la tua sensibilità è una bussola, non un naufragio.”

Cosa ci riservano le stelle giovedì 25 dicembre 2025?

Il giorno di Natale 2025 si presenta sotto l’influenza di un cielo ricco di simbolismi. Con il Sole e Giove in congiunzione in Capricorno, l’energia dominante è quella della pragmaticità unita all’abbondanza. Non è un giorno per rivoluzioni, ma per consolidare, ringraziare e pianificare con saggezza.

La Luna in Scorpione aggiunge una profondità emotiva notevole a questa giornata festiva, spingendo verso incontri autentici e conversazioni significative oltre la superficie delle convenienze sociali. Mercurio retrogrado in Capricorno invita a riflettere sulle strutture della nostra vita: relazioni, lavoro, impegni. Cosa funziona? Cosa ha bisogno di essere rivisto o riparato?

In questo Natale, le stelle suggeriscono di trovare un equilibrio tra tradizione e autenticità. Mentre onoriamo rituali familiari e sociali, abbiamo l’opportunità di infondere in essi un significato più profondo e personale.

Il consiglio astrologico unificante è: godete delle sicurezze che avete costruito, ma tenete il cuore aperto a piccoli, significativi aggiustamenti di rotta. La generosità di Giove in Capricorno premia la responsabilità e la lungimiranza, ma chiede anche di condividere i frutti della propria costanza.

Che questo Natale 2025 sia, sotto le stelle, un momento di radicamento nelle cose che contano veramente e di sincera connessione con chi amiamo.

Paolo Tedesco

Napoli, arrestati due ricercati su mandato europeo

Napoli– Mentre la vigilia di Natale si prepara ad accendere le luci in tutta la città, la Polizia di Stato ha eseguito due ordinanze di arresto provvisorio ai fini della consegna, colpendo altrettanti uomini stranieri ricercati in Europa per reati molto diversi tra loro per natura e gravità.

Nella serata di lunedì 22 dicembre, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, in collaborazione con il Commissariato di Pompei, hanno individuato e arrestato un cittadino rumeno di 54 anni.

L’uomo, da anni residente nel Napoletano, era destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dalle autorità giudiziarie della Romania nel 2020 per evasione fiscale aggravata.

Dopo le formalità di rito è stato associato presso la casa circondariale di Poggioreale in attesa della consegna alle autorità rumene.Nella mattinata di martedì 23 dicembre è scattato invece l’intervento della Mobile nel comune di Calvizzano, nell’area nord di Napoli.

Qui è stato rintracciato e arrestato un 35enne di origine nigeriana, sul quale pendeva un Mandato di Arresto Europeo spiccato dalle autorità tedesche per reati di eccezionale gravità: sfruttamento sessuale di minori e produzione e detenzione di materiale pedopornografico.

Entrambi gli arresti sono avvenuti con la formula dell’arresto provvisorio finalizzato alla successiva estradizione (o consegna, secondo la terminologia del Mandato di Arresto Europeo), procedura che nelle prossime settimane vedrà l’intervento della Corte d’Appello di Napoli per la convalida e l’autorizzazione alla consegna dei due uomini ai rispettivi Paesi richiedenti

Due vicende distanti per tipologia di reato, ma unite dall’aver scelto il territorio napoletano come rifugio, almeno temporaneo, per sottrarsi alla giustizia dei rispettivi Paesi. Un Natale che, per loro, si è trasformato in un brusco risveglio dietro le sbarre.

Droga nel centro storico: blitz della polizia in vico XII Duchesca, arrestato un 35enne

Nel cuore di Napoli, gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato hanno arrestato un 35enne gambiano irregolare per traffico di droga in vico XII Duchesca, evidenziando l'impegno delle forze dell'ordine nel contrastare lo spaccio in una zona storicamente critica della città.

Napoli – Un nuovo colpo ai traffici di stupefacenti nel cuore della città. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato hanno arrestato un uomo di 35 anni, cittadino gambiano irregolare in Italia, già noto alle forze dell’ordine per reati legati alla droga.

Il servizio di controllo del territorio, parte dei dispositivi straordinari voluti dalla Questura di Napoli per contrastare spaccio e detenzione abusiva di armi, si è trasformato in un’operazione lampo.

Mentre perlustravano vico XII Duchesca, nel rione Maddalena, i poliziotti hanno notato un movimento sospetto: un uomo, con atteggiamento guardinghi, cedeva qualcosa a un altro soggetto in cambio di una banconota. Alla vista degli agenti, il cliente si è dileguato in fretta.

L’intervento è stato immediato. Gli uomini della Polizia di Stato hanno bloccato il presunto spacciatore, non senza affrontare una breve ma decisa resistenza. Perquisito, il 35enne è stato trovato in possesso di tre pasticche di metanfetamina, tre involucri di hashish e 90 euro in banconote di piccolo taglio, probabilmente il ricavato di vendite precedenti.

L’uomo, già gravato da precedenti specifici per detenzione di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale, è stato quindi condotto in carcere su disposizione delle autorità giudiziarie. L’operazione conferma l’attenzione costante delle forze dell’ordine su un’area storicamente sensibile della città, dove i servizi straordinari della Questura continuano a dispiegarsi per garantire sicurezza e legalità.

Bollicine d’Italia conquista Napoli: due giorni dedicati all’eccellenza spumantistica nazionale

Napoli si prepara a diventare la capitale delle bollicine italiane. Sabato 27 e domenica 28 dicembre il Grand Hotel Oriente ospiterà “Wine Spot Bollicine d’Italia”, manifestazione organizzata da Drop Eventi e Vitigno Italia per celebrare le eccellenze spumantistiche del territorio nazionale.

L’evento propone un viaggio sensoriale attraverso le denominazioni più prestigiose provenienti da Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Campania, Piemonte e Toscana. Ogni calice racconta storie di viticoltori, tecniche di vinificazione che uniscono tradizione e innovazione, territori che hanno fatto della qualità enologica un marchio distintivo.

Un percorso tra tradizione e innovazione

Wine Spot si rivolge agli appassionati del settore e al pubblico curioso di scoprire come dietro ogni bottiglia si celino secoli di storia viticola e scelte agronomiche precise. Le degustazioni permetteranno di esplorare le diverse espressioni territoriali dello spumante italiano, dalle bollicine alpine a quelle mediterranee.

L’offerta enogastronomica viene completata da un food corner dedicato, pensato per valorizzare gli abbinamenti tra le etichette in degustazione e le eccellenze culinarie. La manifestazione rappresenta inoltre un’occasione di networking per operatori del settore, giornalisti specializzati e professionisti della ristorazione interessati ad approfondire le tendenze del mercato spumantistico nazionale.

 Luciano Carotenuto

Napoli vibra davvero: la città che non dorme mai, nemmeno sotto terra

Napoli, con il suo sottosuolo ricco di storia, vibra in un continuo movimento invisibile che avvolge i suoi abitanti, trasformando ogni rumore in un battito vitale; chi vive ai piani bassi sa che queste vibrazioni non sono solo suoni, ma il respiro stesso della città che non smette mai di vivere.

Napoli non è solo rumore. Napoli è movimento invisibile.

Anche quando la città sembra ferma, anche di notte, qualcosa sotto i piedi continua a muoversi. Chi vive ai piani bassi del centro storico, di Fuorigrotta, dei Quartieri Spagnoli lo sa: non sempre si tratta di suoni veri e propri, ma di una sensazione fisica difficile da spiegare.

Un leggero tremolio.
Una vibrazione continua.
Un passaggio che si avverte più con il corpo che con l’orecchio.
Come un battito lontano.

Il motivo è nel sottosuolo. Napoli poggia su strati di tufo, una roccia porosa che non assorbe soltanto: trasmette. Sotto la città convivono:

  • linee della metropolitana

  • cunicoli scavati nei secoli

  • acquedotti storici

  • flussi di traffico costanti

  • attività portuali

Tutto questo genera micro-vibrazioni urbane, continue e non pericolose. Non sono terremoti. Sono il segno che la città è viva anche quando sembra dormire.

C’è chi dice di sentire il passaggio dei treni pur senza rumore. Chi parla di un ronzio costante. Chi ha imparato a conviverci come con il respiro della città. Molti napoletani le percepiscono senza più farci caso. Altri le hanno sentite per anni, prima di smettere del tutto. Perché a Napoli succede anche questo: ci si abitua alla vita della città, al punto da non distinguerla più come rumore.

Quando la musica raccontava il sottosuolo

Non è un caso che anche la musica napoletana abbia spesso “giocato” con questi suoni invisibili.

Negli anni, alcuni artisti hanno trasformato quei rumori sotterranei in racconto, memoria, identità. Tra questi, Joe Sarnataro, che in una sua celebre canzone ambientata a Viale Augusto raccontava proprio i rumori che si sentivano sotto la strada: il passaggio continuo, quella presenza costante che faceva parte della quotidianità.

Non erano disturbi. Erano la città che respirava. In quelle parole c’era già tutto: la consapevolezza che Napoli non è mai davvero silenziosa, perché vive anche sotto la superficie.

Non rumori, ma battiti

Col tempo, molti napoletani non sentono più nulla.Non perché i rumori siano scomparsi, ma perché sono diventati parte del corpo, come il battito del cuore. Chi viene da fuori li nota subito. Chi vive qui da sempre, spesso no.

Non sono rumori. Sono ritmi. Sono battiti. Sono la città che continua a muoversi, anche quando nessuno la guarda. Napoli non dorme mai.Nemmeno sotto terra.

Natale in cella per un narcotrafficante: arrestato alla stazione di Battipaglia

Battipaglia – Si era mimetizzato tra i viaggiatori che affollano lo scalo ferroviario di Battipaglia nei giorni frenetici delle festività natalizie, convinto forse che la confusione della vigilia potesse fargli da scudo.

Ma il nervosismo ha tradito un cittadino ivoriano di 59 anni, catturato ieri mattina dagli agenti della Polizia Ferroviaria.

Il tentativo di fuga

L’uomo, classe 1966, è incappato nelle maglie dell’operazione “Stazioni Sicure”, un piano straordinario di controlli predisposto dalla Polizia di Stato per garantire la sicurezza negli snodi ferroviari durante il periodo festivo.

Alla vista delle divise, l’uomo ha cambiato repentinamente direzione, tentando di dileguarsi tra la folla e i binari per evitare il controllo. Un movimento brusco che ha immediatamente insospettito gli agenti, i quali lo hanno raggiunto e bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce.

Un pesante passato criminale

L’accertamento dell’identità tramite la banca dati interforze ha rivelato il motivo di tanta agitazione: sul capo del 59enne pendeva un ordine di carcerazione diventato definitivo. L’uomo è stato identificato come un esponente del traffico di sostanze stupefacenti, colpito da una condanna pesantissima: dovrà espiare una pena di 11 anni di reclusione.

Dopo le formalità di rito espletate negli uffici della Polizia Ferroviaria, il ricercato è stato trasferito in carcere. L’operazione sottolinea l’efficacia dei presidi di sicurezza nelle stazioni, trasformate in questi giorni in “filtri” fondamentali per intercettare soggetti pericolosi che sfruttano i grandi flussi di passeggeri per i propri spostamenti.

Maltempo in Campania, allerta gialla anche domani su Napoli e Costiera

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Il maltempo non dà tregua alla Campania, costringendo Napoli e la Costiera a una vigile attesa per il giorno di Natale, mentre il rischio di frane e allagamenti diventa una realtà concreta per i residenti, amplificando l'importanza delle misure di sicurezza già attivate dalla Protezione Civile.

Napoli – Non concede tregua il maltempo sulla Campania, che si appresta a vivere un giorno di Natale sotto la soglia di attenzione. La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato una proroga dell’allerta meteo di colore Giallo, estendendo la vigilanza fino alle ore 18:00 di domani, giovedì 25 dicembre.

La decisione del Centro Funzionale nasce da un’attenta valutazione del quadro meteorologico e, soprattutto, idrogeologico. Sebbene le precipitazioni più intense possano concedere una pausa, l’attenzione resta massima sulle conseguenze delle piogge cadute nelle ultime ore. I tecnici avvertono infatti di un concreto “rischio residuo”: i terreni, ormai saturi d’acqua, potrebbero non reggere, innescando ruscellamenti superficiali, caduta massi e fenomeni franosi anche in assenza di nuove piogge torrenziali.

Le zone interessate

La proroga dell’allerta, che scatta dalle 6:00 di domani mattina (orario di scadenza del precedente avviso) fino alle 18:00, non riguarda l’intero territorio regionale ma si concentra sulle aree più fragili idrogeologicamente, le zone 1 e 3:

Zona 1: Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana;

Zona 3: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini.

Fino alle 6:00 del mattino di Natale, invece, resta in vigore l’allerta attuale che copre un’area più vasta, includendo anche l’Alto Volturno, il Matese e gran parte del Cilento, aree che vedranno cessare l’allarme con il sorgere del sole, lasciando la criticità concentrata solo sul capoluogo e sulla fascia costiera.

La Protezione Civile raccomanda agli enti competenti di mantenere attive tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti, con particolare riguardo alla tenuta dei versanti e al rischio idrogeologico.

Barra, la lunga ombra di ’o russo Ciro Andolfi, ultimo ras storico rimasto libero

Napoli – Ciro Andolfi, noto come “’o russo”, è stato arrestato dopo anni di latitanza, segnando la fine della fuga dell’ultimo grande boss di Barra, un evento che riaccende l'attenzione sulla fragile stabilità del quartiere e sull'evoluzione della camorra locale.

Napoli– Per anni è stato la primula rossa della periferia Est, l’ultimo grande nome della camorra di Barra rimasto fuori dal carcere mentre tutti gli altri boss storici finivano dietro le sbarre. Ciro Andolfi, detto “’o russo” o “’a loffa”, classe 1977, fratello del più noto Andrea “’o minorenne”, cognato dei Cuccaro e figura apicale dell’omonimo clan, è stato a lungo l’unico ras storico irreperibile del quartiere.

Una latitanza silenziosa, condotta lontano dai riflettori ma sempre sotto l’attenzione degli investigatori, fino alla cattura che ha messo fine alla sua fuga, confermando che anche i fantasmi della camorra prima o poi tornano visibili.

Su Andolfi pendeva infatti un ordine di carcerazione per una condanna definitiva: diversi anni di reclusione mai scontati per intero grazie a una complessa vicenda giudiziaria che lo aveva riportato in libertà nel 2019.

Da allora, pur formalmente sottoposto a misure di controllo, era diventato irreperibile, sottraendosi all’esecuzione della pena e trasformandosi nell’ultimo simbolo della vecchia guardia camorristica ancora in circolazione a Barra.

Il vuoto dei boss e il salto generazionale

L’assenza di Ciro Andolfi dal territorio si è sommata alla detenzione di tutti i boss storici delle famiglie Cuccaro e Aprea, creando un vuoto di potere che – come evidenziato nelle analisi della Direzione distrettuale antimafia – è stato colmato attraverso il tradizionale salto generazionale. A reggere i clan sono stati figli, nipoti e affiliati più giovani, spesso privi dell’autorevolezza dei padri criminali.

Ed è proprio in questo contesto che, come ha messo nero su bianco il gip nell’ordinanza contro il gruppo Valda, gli equilibri si sono spezzati. Le alleanze storiche hanno iniziato a scricchiolare, dando vita a una faida interna fatta di agguati, ferimenti, ordigni rudimentali e “stese”, riportando Barra al centro della mappa della tensione camorristica napoletana.

La scarcerazione del 2019 e la strategia difensiva

Nel 2019 Andolfi era tornato in libertà per fine pena, dopo aver trascorso quasi dieci anni consecutivi in carcere. Su di lui gravava una misura di libertà vigilata con obbligo di firma – non quotidiana – presso il commissariato San Giovanni-Barra. Una condizione che segnava una netta cesura rispetto al passato detentivo, ma che non chiudeva definitivamente i conti con la giustizia.

Alla base della scarcerazione vi fu una raffinata strategia difensiva: i legali riuscirono a dimostrare la continuazione tra i reati di associazione mafiosa ed estorsione, con l’assorbimento del primo nel secondo. Il risultato fu una rideterminazione della pena: da 15 a 8 anni complessivi, spalancando le porte del carcere a uno dei nomi più pesanti della camorra orientale.

L’inchiesta sull’Auchan e il ruolo nel clan

Ciro Andolfi era finito nei guai già nel 2007, quando era considerato un uomo di primo piano nello scacchiere criminale di Barra, all’epoca dominato dall’asse Andolfi-Cuccaro-Aprea. Un’inchiesta della Dda di Napoli, condotta dalla Squadra mobile e dal commissariato San Giovanni-Barra, colpì duramente il clan facendo emergere una maxi estorsione ai danni di imprenditori impegnati nella realizzazione del centro commerciale Auchan di Ponticelli.

Il pizzo venne richiesto prima ancora dell’apertura dello store, quando i lavori erano in fase avanzata. Decisivi furono l’incrocio delle indagini degli investigatori e la denuncia di uno dei costruttori taglieggiati, che fece crollare il muro di omertà. Nell’indagine emerse anche il coinvolgimento di uomini legati al boss detenuto Giovanni “’ponta ’e curtiello”.

Gli spari sotto casa e il messaggio di guerra

Negli anni successivi, nonostante una tregua armata tra i cartelli Aprea-Valda e Cuccaro-Andolfi, la criminalità organizzata a Barra non ha mai cessato di operare. Lo dimostrano gli spari esplosi sotto l’abitazione riconducibile a Ciro Andolfi, un raid intimidatorio avvenuto dopo il maxi blitz del 28 novembre che aveva decapitato il clan De Luca Bossa a Ponticelli.

Secondo gli investigatori, quei colpi di pistola rappresentavano un messaggio trasversale, legato ai presunti rapporti d’affari tra uomini dei Cuccaro-Andolfi e il clan del Lotto Zero. Un segnale di sdegno e di avvertimento che avrebbe potuto portare la firma di ambienti vicini ai De Micco-De Martino, in particolare al gruppo dei Bodo, desiderosi di rivalsa dopo gli arresti.

La cattura e il messaggio dello Stato

La lunga fuga di Ciro Andolfi si è conclusa con la cattura da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, che lo hanno assicurato alla giustizia ponendo fine a una latitanza che lo aveva fatto inserire nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi.

Un arresto salutato come simbolico dalla presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo:

“Nessun latitante sarà mai al sicuro. La cattura di Ciro Andolfi dimostra, ancora una volta, che la lotta alla camorra è incessante”.

Con l’arresto di “’o russo” si chiude un capitolo cruciale della storia criminale di Barra. L’ultimo ras storico libero non lo è più. Ma il quartiere resta un terreno fragile, dove l’eredità dei vecchi boss continua a pesare sulle nuove generazioni criminali.

De Laurentiis: “Calcio in mano ai signorotti, così si distrugge. Nazionali, tv e calendari: serve rivoluzione”

Aurelio De Laurentiis alza il velo su un calcio italiano che definisce “medievale”, denunciando meccanismi di potere che soffocano la modernizzazione e mettono a rischio i club e i tifosi, mentre invoca una rivoluzione che restituisca ai club il potere decisionale sui propri giocatori e riformi.

Non è un semplice sfogo, ma un j’accuse a tutto campo contro l’architettura del calcio italiano. Aurelio De Laurentiis sceglie i microfoni di Radio Crc e mette in fila accuse, proposte e paragoni internazionali, disegnando un quadro che definisce senza mezzi termini “medievale”: un sistema, sostiene, dominato da “grandi signorotti” e da meccanismi di potere che ruotano più attorno alle rielezioni e alla conservazione delle posizioni che alla modernizzazione del prodotto.

Il bersaglio è la governance: per il presidente del Napoli, nel calcio “tutti vogliono aggiungere e nessuno vuole levare”. Tradotto: si accumulano competizioni, finestre, obblighi e adempimenti, senza alleggerire nulla. E la conseguenza — avverte — ricade su chi paga la materia prima del gioco, cioè i club, e su chi ne subisce gli effetti, cioè i tifosi.

Nazionali e infortuni: “Decida il club”

Uno dei punti più duri riguarda il rapporto con le Nazionali. De Laurentiis contesta la “leggerezza incredibile” con cui i calciatori, “pagati da noi”, vengono messi a disposizione delle selezioni. La sua proposta ribalta la prassi consolidata: dovrebbe essere la società a decidere se un atleta può partire o meno, in base a condizioni fisiche, calendario e interessi del club.

È un tema che si lega a doppio filo all’allarme infortuni e al sovraccarico di partite. Il presidente azzurro usa una metafora domestica per spiegare la sua idea: “non si deve distruggere un gioco giocando troppo”, come quando “fai una cena e sbagli il menù, metti troppe cose” e finisci per rovinare l’esperienza a tutti. Nel calcio, dice, gli “incubi” oggi hanno un nome preciso: stop muscolari, ricadute, giocatori spremuti.

Da qui l’invocazione a una revisione profonda anche del rapporto di lavoro: De Laurentiis immagina calciatori più vicini allo status di “liberi professionisti”, perché “ormai sono delle aziende”, e ritiene necessario ridurre vincoli e stress “vincolanti”. Non solo: chiede anche di “regolamentare il potere degli agenti”, considerato un altro snodo che incide su equilibrio contrattuale e sostenibilità del sistema.

Il tifoso al centro (ma “le istituzioni non lo proteggono”)

Nel ragionamento del patron del Napoli non c’è soltanto la tutela dell’investimento dei club. C’è una lettura quasi sociale del campionato: il tifoso, sostiene, vive la Serie A come un appuntamento che ha “un vero valore”, una sorta di medicina settimanale, “panacea di tutti i mali”. E proprio per questo accusa i “signori delle istituzioni” di non avere come priorità la protezione del pubblico e la qualità dell’esperienza, schiacciata da interessi di potere e da un’agenda che continua ad appesantirsi.

In questa cornice richiama la necessità di “sedersi” e “riappropriarsi di ciò che a un certo punto è stato stabilito” in passato, citando esplicitamente passaggi storici legati a Veltroni e Platini, come simboli di scelte che secondo lui hanno definito — nel bene o nel male — l’impianto regolatorio e politico del pallone.

Politica, regole e Legge Melandri: “Da 30 anni ostacoli”

L’attacco poi si sposta sul rapporto tra calcio e Stato. De Laurentiis rivendica che i club sono “società di capitali” e che non possono sottostare a una logica di “gestione pubblica” come avveniva anni fa. Nel suo racconto, la politica italiana vive una contraddizione: è popolata di tifosi, ma non produce riforme adeguate quando “il calcio non funziona”.

Da qui l’affondo: per il presidente del Napoli, il governo da decenni non farebbe altro che “mettere ostacoli affinché il calcio italiano possa essere forte e sorridente e vincente in tutta Europa”. In quest’ottica richiama la possibilità di intervenire sulla Legge Melandri, arrivando a ipotizzarne l’abolizione per restituire “libertà assoluta di impresa” e ridurre vincoli che, a suo dire, limitano la capacità di governare e valorizzare il prodotto-calcio.

La Lega e la richiesta di un cambio di passo: “Decidano i proprietari”

Nel mirino finisce anche la Lega Serie A. De Laurentiis racconta di aver invitato l’imprenditore Saputo “a farsi vedere in Lega” e confessa una stanchezza personale: “da 21 anni mi sono stancato di andare a parlare del nulla”. Il punto, per lui, è di metodo e di catena decisionale.

Sostiene che le decisioni vere, soprattutto quando implicano rischio e scelte impopolari, possano prenderle soltanto i proprietari, e in tempi rapidi (“in 24 ore”). Non si può chiedere, dice, a direttori generali o amministratori — chiamati per natura a proteggere i conti — di esporsi e “prendersi un rischio”. È un attacco che riflette una visione aziendalista del calcio: meno tavoli inconcludenti, più governance proprietaria e scelte nette.

“Occhio a DAZN”: il nodo dello “stadio virtuale”

Il tema economico, però, resta la spina dorsale del ragionamento. De Laurentiis introduce il concetto di “stadio virtuale” e denuncia una distorsione: “nello stadio reale i biglietti li vendiamo noi e in quello virtuale li vendono gli altri”. È un riferimento diretto al mercato dei diritti audiovisivi e alla filiera dello streaming, con DAZN citata in modo esplicito come simbolo di un ecosistema in cui — sostiene — i club non controllano pienamente monetizzazione e strategia.

Qui l’accusa è alla Lega: “fa finta di nulla”, mentre il problema sarebbe “economico” e strutturale. Il sottotesto è chiaro: senza una redistribuzione più coerente del valore generato dal prodotto digitale, senza un controllo più diretto o senza regole che favoriscano i club, il sistema rischia di indebolirsi.

Due titoli nel 2025, Maradona e il Napoli “culturale”

Dentro questo scenario di conflitto istituzionale, De Laurentiis apre anche la parentesi più identitaria. Torna sui due titoli vinti nel 2025 e li colloca su un piano diverso rispetto al passato: ricorda che anche con Benitez erano arrivati due trofei, ma “questi sono diversi”, lasciando intendere un salto di peso simbolico e di maturità del progetto.

E poi c’è Maradona, evocato come misura impossibile: “non si riesce mai ad eguagliare”, dice, perché nessuno avrebbe avuto il suo carisma e quello “spirito da scugnizzo partenopeo”. Nel racconto compare persino un tassello cinematografico: con Diego, rivela, “abbiamo anche lavorato a un film”, a conferma di quanto l’idea di Napoli per De Laurentiis non sia soltanto sportiva, ma anche narrativa e popolare.

Da qui le memorie personali: l’innamoramento per il Napoli “da piccolo”, persino attraverso il “ciuccio” nel diario di Jacovitti. E le suggestioni per iniziative che mischiano gioco e beneficenza: immagina un “Mercante in Fiera” con protagonisti storici e contemporanei, un’idea che dice di aver subito condiviso con Bianchini, e prospetta una serata con “primo premio in beneficenza”. È la fotografia di un presidente che continua a pensare al club anche come piattaforma culturale, oltre che calcistica.

Promozione in A, scudetto e “godimento” del tifo

Infine, De Laurentiis torna a una delle sue emozioni fondative: la promozione dalla Serie B alla Serie A. La definisce “un momento indimenticabile che ti segna”, perché rappresenta la rinascita e la rivincita. E la collega al suo mestiere originario: “ho cercato di far divertire le persone con il cinema”, e vedere i tifosi che diffondono ovunque “senso di rivincita” e soddisfazione è un piacere che — dice — “non ti può dare nessun altro trofeo”.

Poi frena, quando gli viene chiesto se quella promozione sia stata più emozionante dello scudetto: “non diciamo così”, precisa, perché sono emozioni diverse. Riconosce la bellezza della festa dell’ultimo tricolore, ma torna al punto politico: chi gestisce il calcio istituzionalmente sarebbe troppo legato alla poltrona e non capirebbe che l’eccesso di partite e vincoli rischia di logorare il gioco.

I modelli esteri: NBA e l’illusione inglese

A chiudere, i confronti internazionali. De Laurentiis cita l’NBA come esempio di forza contrattuale e capacità di fermarsi: sei mesi di stop, “hanno mandato a quel paese tutti” e poi sono ripartiti “alla grande”. È un invito implicito a immaginare scelte drastiche anche nel calcio, se necessarie per riequilibrare poteri e sostenibilità.

Sul fronte opposto, ridimensiona il mito economico della Premier League: secondo lui “il calcio inglese non è poi così gaudente” come appare. E la conclusione, coerente con tutto il discorso, è netta: “nel nostro sistema qualcosa non funziona”.

Giugliano, blitz in negozio: lavoro nero, abusi edilizi e tonnellata di cibo avariato

A Giugliano in Campania, un blitz delle autorità ha portato alla chiusura di un negozio per gravi irregolarità, tra cui il lavoro nero di due dipendenti e la presenza di oltre una tonnellata di cibo avariato, con sanzioni che ammontano a 18mila euro.

Gli agenti del Commissariato di Giugliano-Villaricca hanno chiuso un esercizio commerciale nel centro di Giugliano in Campania e denunciato il titolare per gravi irregolarità.

L’operazione congiunta con Polizia Locale, Asl Napoli 2 e tecnici Enel ha scoperto due lavoratori in nero, un manufatto abusivo e oltre una tonnellata di alimenti in cattivo stato, con sanzioni per 18mila euro

Ieri, Polizia Locale, Asl Napoli 2 e tecnici Enel hanno collaborato con gli agenti al controllo straordinario dell’esercizio commerciale. Gli ispettori hanno riscontrato violazioni multiple, dalle irregolarità occupazionali a quelle igienico-sanitarie e urbanistiche.

I tecnici hanno accertato la presenza di una veranda abusiva, realizzata senza autorizzazioni. Gli ispettori dell’Asl hanno contemporaneamente identificato due dipendenti non regolarmente assunti e sequestrato oltre una tonnellata di sostanze alimentari conservate in condizioni non conformi alle norme

Le autorità hanno denunciato il titolare per commercializzazione di prodotti alimentari non conformi e per abusi edilizi. Hanno inoltre elevato sanzioni amministrative per circa 18mila euro e disposto la chiusura immediata dell’esercizio

Fuochi d’artificio a Capodanno: origini e significato della tradizione

Nel cuore delle celebrazioni di Capodanno, i fuochi d’artificio non sono solo un festoso spettacolo, ma portano con sé secoli di tradizioni antiche, ora messe in discussione da crescenti preoccupazioni per la sicurezza e l’ambiente, trasformando il modo in cui guardiamo a questa usanza.

L’usanza di accendere fuochi d’artificio a Capodanno nasce molto tempo fa ed è legata alle prime forme di esplosivi. Secondo gli storici, infatti, i fuochi d’artificio derivano da pratiche cinesi antichissime: nelle dinastie Han (202 a.C.–220 d.C.) si gettavano nel fuoco bastoncini di bambù che esplodevano producendo rumore forte, poi con l’invenzione della polvere da sparo si cominciarono a creare veri e propri “botti” e fuochi. Questi venivano usati per celebrare eventi importanti e, soprattutto, per scacciare gli spiriti maligni tramite il rumore e la luce.

Nel corso dei secoli i fuochi d’artificio hanno attraversato l’Asia e sono arrivati in Europa (oltre al resto del mondo) attraverso le vie commerciali e culturali, fino a diventare parte integrante delle celebrazioni pubbliche e private.

Simbolismo: più del semplice spettacolo

La tradizione dei fuochi d’artificio a Capodanno si è consolidata proprio perché i fuochi hanno sempre avuto un significato simbolico profondo:

  • Scacciare gli spiriti maligni: l’idea che rumore e luce possano allontanare le energie negative ha origini antiche e, in alcune culture, è ancora viva.
  • Accogliere il nuovo con gioia: i fuochi sono un modo visivo e collettivo per esprimere speranza, rinnovamento e buon auspicio per l’anno che inizia.
  • Purificazione e rinascita: antichi rituali prevedevano falò di fine anno per “bruciare” il passato e prepararsi al futuro, un concetto che è stato trasposto nei moderni spettacoli pirotecnici.

In molte culture, specialmente in quelle orientali come durante il Capodanno cinese, le luci e i botti sono usati per invocare buona fortuna e allontanare la sfortuna.

Dal rito alla celebrazione globale

Oggi, i fuochi d’artificio non sono più solo espressione di un rito scaramantico: sono diventati uno spettacolo collettivo di grandissimo impatto. Le principali città del mondo, da Sydney a Edimburgo, da Londra a molte capitali europee, organizzano grandi eventi pirotecnici ufficiali per salutare l’arrivo dell’anno nuovo.

Tuttavia, questa tradizione globale non è priva di controversie: negli ultimi anni si è acceso un dibattito su sicurezza, impatto ambientale e benessere degli animali, tanto che in alcuni paesi (ad esempio in Germania) si discute di porre limiti o addirittura vietare alcuni tipi di fuochi d’artificio nella notte di Capodanno.

Critiche moderne: salute, ambiente e regolamentazioni

Negli ultimi anni, sebbene i fuochi d’artificio Capodanno rimangano una tradizione amatissima, sono emerse sempre più preoccupazioni legate alla salute, all’ambiente e alla sicurezza pubblica. In molte città italiane e in altri paesi europei si stanno introducendo normative specifiche per limitare l’uso dei fuochi pirotecnici nella notte di San Silvestro, soprattutto nei centri urbani. Ad esempio, diversi comuni hanno emesso ordinanze che vietano l’accensione di petardi e mortaretti in aree pubbliche per ridurre rischi di lesioni, danni a cose e disturbo a cittadini e animali domestici.

Oltre alle questioni di sicurezza, cresce l’attenzione verso l’impatto ambientale dei botti. I fuochi d’artificio, infatti, rilasciano nell’atmosfera sostanze inquinanti e polveri sottili, contribuendo al peggioramento della qualità dell’aria nelle ore immediatamente successive allo scoppio collettivo.

Infine, le cronache degli ultimi anni documentano incidenti e lesioni causati da un uso improprio di fuochi d’artificio, che hanno stimolato richieste di regolamentazioni più severe o perfino di divieti in alcuni paesi europei. Queste discussioni rappresentano un nuovo capitolo nel rapporto tra tradizione e sicurezza moderna, e mostrano come il significato dei fuochi d’artificio a Capodanno stia evolvendo nell’era contemporanea.

Sequestrati 93 kg di fuochi d’artificio a Agropoli: titolare senza autorizzazione

In un controllo mirato per le festività, i finanzieri di Agropoli hanno sequestrato 93 kg di fuochi d'artificio venduti senza autorizzazione, un episodio che solleva interrogativi sulla sicurezza in un periodo in cui la festa dovrebbe essere sinonimo di serenità.

Agropoli – I finanzieri della Compagnia di Agropoli hanno posto sotto sequestro oltre 36 mila articoli pirotecnici, per un totale di circa 93 kg di sostanza esplosiva, in un esercizio commerciale del territorio.

Il controllo, effettuato il 22 dicembre scorso, mirava a verificare la regolare detenzione e commercializzazione di prodotti pirotecnici in vista delle festività. Durante l’ispezione, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno accertato che il titolare mancava dell’autorizzazione di pubblica sicurezza necessaria per quantitativi superiori a 50 kg.

Inoltre, i fuochi d’artificio erano esposti in vendita accanto ad altri prodotti ad alto rischio infiammabile, come giochi di gruppo, addobbi natalizi e accessori per la casa, violando le norme di sicurezza.

Il procedimento è attualmente nelle fasi preliminari di indagine: le accuse contro il commerciante saranno valutate nelle successive fasi processuali.

Fabbrica di soldi in cameretta: arrestato il “mago” informatico dei 50 euro. Aveva già stampato un milione

L'arresto di un 31enne a Roma, che ha allestito una "zecca 4.0" in cameretta, mette in luce una nuova forma di falsificazione monetaria, evidenziando come le tecnologie moderne stiano alimentando un mercato clandestino che minaccia l'economia e coinvolge reti internazionali sempre più sofisticate.

Roma – Non servivano grandi capannoni industriali o macchinari rumorosi. La nuova frontiera della falsificazione monetaria passava per il silenzio di una stanza ad Acilia, sul litorale romano, dove un 31enne esperto informatico aveva allestito una vera e propria “zecca 4.0”.

L’operazione “Vulcano”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma con il supporto dei colleghi di Ostia, ha messo fine a un business capaRce di immettere sul mercato banconote false per un valore nominale stimato in circa un milione di euro.

Il blitz e la “zecca digitale”

Le manette sono scattate proprio mentre il “tipografo digitale” stava per spedire l’ennesimo plico: all’interno, banconote da 50 euro contraffatte per un valore di 7.300 euro, pronte a inquinare l’economia reale.

La perquisizione domiciliare ha svelato un laboratorio di altissimo livello: non le vecchie macchine offset della tradizione campana, ma computer potenti, stampanti digitali di ultima generazione e software per il perfezionamento grafico. Nei file del pc, i Carabinieri hanno trovato i “progetti grafici” originali delle banconote da 10, 20, 50, 100, 200 e persino 500 euro.

Criptovalute e la rete europea

L’indagine, partita a settembre e supportata da Europol, dalla polizia austriaca e dalla Brigada de Investigacion del Banco de España, ha svelato un sistema di vendita moderno. Il falsario incassava i pagamenti in criptovalute (sequestrato un wallet con Litecoin e USDT) e gestiva un “cash-out” impressionante: in casa sono stati trovati 21.000 euro in contanti veri, probabile frutto del riciclaggio dei proventi illeciti.

La rete distributiva era capillare e sfruttava il servizio postale per raggiungere clienti in tutta l’Eurozona. Le tappe dell’inchiesta dimostrano la vastità del giro:

18 settembre: Sequestro in Austria di campionature da 5, 20 e 50 euro.

19 settembre: A Pesaro intercettato un plico con 20 banconote da 50 euro.

16 ottobre: A Strambino (Torino) bloccate 200 banconote da 20 euro.

28 ottobre: A Terni, maxi-sequestro di banconote per un valore di 36.000 euro e arresto del destinatario finale.

Il contesto: la Campania resta l’università del falso

Se l’operazione “Vulcano” accende i riflettori su Roma e sulla falsificazione “fai-da-te” digitale, è doveroso ricordare che il cuore pulsante della contraffazione mondiale batte ancora forte in Campania.

Il cosiddetto “Napoli Group”, secondo le stime della BCE, continua a essere responsabile di gran parte delle banconote false in circolazione nell’area Euro, grazie a una tradizione “artigianale” e tipografica che si tramanda di generazione in generazione.

Solo nell’ultimo anno, le forze dell’ordine hanno assestato colpi durissimi alla filiera campana, che a differenza del falsario solitario di Acilia, si muove come una vera holding criminale:

La stamperia di Napoli Est: Pochi mesi fa, un blitz della Guardia di Finanza nel quartiere Ponticelli ha smantellato una stamperia capace di produrre milioni di euro falsi, destinati al mercato estero.

L’asse Giugliano-Caserta: I Carabinieri del Comando Antifalsificazione hanno operato diverse perquisizioni nell’area nord di Napoli (Giugliano in Campania e Villaricca), storicamente nota per la presenza di tecnici in grado di replicare perfettamente la filigrana e l’ologramma delle banconote, una qualità che il digitale fatica ancora a eguagliare.

Il business delle monete: Non solo carta. Nel corso dell’anno sono state scoperte in provincia di Caserta officine metalmeccaniche riconvertite per la coniazione di monete da 1 e 2 euro, destinate ai distributori automatici di mezza Italia.

L’arresto del 31enne romano dimostra un’evoluzione del fenomeno: mentre la “scuola napoletana” mantiene il monopolio della produzione di massa di alta qualità tipografica, cresce il fenomeno dei “lupi solitari” digitali che, armati di scanner e stampanti 3D, provano a ritagliarsi una fetta di mercato sul dark web.

Truffe via SMS, conti tra Napoli e Salerno “snodo” dei soldi: così la rete ripuliva i bonifici lampo

Napoli/Salerno – I conti correnti intestati a soggetti residenti tra Napoli e Salerno sarebbero stati la “cerniera” utilizzata per far transitare e monetizzare in tempi rapidissimi i proventi delle truffe via SMS, prima dei trasferimenti all’estero o dei prelievi in contanti.

È uno dei passaggi chiave emersi nell’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Chieti, coordinata dalla Procura, che ha smantellato una rete specializzata nello smishing con ramificazioni tra Toscana e Campania e flussi finanziari diretti anche in Belgio e Lussemburgo.

L’inchiesta nasce dalla denuncia di una vittima anziana raggirata il 15 ottobre 2025: un SMS, presentato come messaggio di una società di pagamenti digitali, avrebbe innescato il contatto con falsi operatori e il furto delle credenziali di home banking. Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori avrebbero disposto due bonifici istantanei per un totale di 96.300 euro, operando con tempistiche tali da rendere difficile l’intervento della vittima.

La rotta dei soldi in Campania

Secondo la ricostruzione investigativa, il denaro veniva indirizzato su conti correnti in Campania e successivamente “spinto” fuori dall’Italia con bonifici verso Belgio e Lussemburgo oppure trasformato in contante con prelievi presso sportelli ATM nell’area tra Napoli e Salerno. Questo schema, basato su conti di transito e movimentazioni rapide, sarebbe servito a frammentare le tracce e ad accelerare la dispersione delle somme.

Sequestri e indagati

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di 685 schede SIM, tre apparati multisim, computer, telefoni e anche carte prepagate indicate come strumenti di transito. Gli indagati complessivi sono 17, con accertamenti ancora in corso per ricostruire l’intera catena di responsabilità e tentare il recupero delle somme.

Il servizio anti-smishing

Le autorità ribadiscono che banche e società di pagamento non chiedono mai credenziali, password o codici dispositivi via SMS o telefono e invitano a non cliccare link, né chiamare numeri contenuti nei messaggi sospetti, usando solo canali ufficiali.

In caso di dubbio, il consiglio operativo è contattare direttamente la propria banca e segnalare l’episodio agli organi competenti (ad esempio Polizia Postale), evitando azioni d’impulso dopo messaggi allarmistici.

Capua, falsa dottoressa sui social e ambulatorio clandestino in casa: scatta il sequestro

A Capua, un ambulatorio clandestino di chirurgia estetica è stato scoperto, rivelando come la promessa di bellezza sui social possa nascondere veri e propri pericoli, sollevando interrogativi sulla sicurezza e sull’affidabilità dei servizi sanitari non autorizzati.

Capua- Un ambulatorio di chirurgia estetica clandestino, allestito tra le mura domestiche e promosso abilmente sui social network, è stato smantellato dai finanzieri della Compagnia di Capua. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, un’infermiera che, spacciandosi per medico, operava senza alcuna abilitazione o partita IVA.

La donna, denunciata per esercizio abusivo della professione medica, attirava le clienti pubblicizzando i suoi servizi su un noto social network. Nella sua abitazione privata a Capua praticava interventi ad alto rischio: filler a labbra e zigomi, iniezioni di tossina botulinica, mesoterapia e trattamenti di biorivitalizzazione, il tutto in assenza dei requisiti legali.

La perquisizione ha portato al sequestro di un vero e proprio arsenale medico: numerose siringhe e provette, sostanze iniettabili come acido ialuronico e tossine botuliniche, dispositivi medici vari e persino una centrifuga da laboratorio per la separazione del plasma. Trovato anche un contenitore con rifiuti sanitari e, soprattutto, un’agenda dettagliata con i nominativi di numerose clienti, prova schiacciante dell’attività economica non dichiarata.

La legge è chiara: per praticare la medicina estetica in Italia è necessaria la laurea in Medicina e Chirurgia, l’iscrizione all’Albo e una specializzazione post-universitaria. La donna, non iscritta all’Ordine dei Medici, ha aggirato ogni norma, mettendo a repentaglio la salute delle pazienti.

Le indagini dei militari non si fermano qui. Ora sono concentrate sulla ricostruzione del volume d’affari illecito, per quantificare i redditi non dichiarati e l’evasione fiscale collegata alla pericolosa attività clandestina.