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Emma Bonino ricoverata in rianimazione a Roma

Una nuova battaglia attende Emma Bonino. La deputata europea e storica esponente del Partito radicale è ricoverata presso l’Ospedale Santo Spirito di Roma in terapia intensiva a causa di un’insufficienza respiratoria. Secondo le informazioni disponibili, la paziente rimane vigile, anche se le condizioni richiedono il monitoraggio intensivo.

Non è la prima volta, in questi ultimi mesi, che Bonino si ritrova a fronteggiare una crisi respiratoria. Già nell’ottobre scorso era stata ospedalizzata per problemi analoghi e dimessa dopo una settimana. Questa volta, tuttavia, il ricovero arriva dopo anni di una battaglia personale contro una malattia che sembrava ormai superata.

Nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma polmonare, una forma particolarmente aggressiva di cancro ai polmoni. Dopo otto anni di cure continue, nel 2023 Bonino aveva annunciato pubblicamente la conclusione vittoriosa delle terapie oncologiche. Quella che sembrava essere la fine della guerra si è trasformata in una tregua fragilissima.

Una vita di battaglie senza tregua

Chi è Emma Bonino non si misura con una sola diagnosi medica, per quanto grave. Dalla sua iscrizione al Partito radicale nel 1975, ha costruito un’intera esistenza attorno a sfide che allora sembravano radicali—oggi risultano quasi profetiche.

È stata tra le protagoniste della campagna referendaria per la liberalizzazione dell’aborto, della lotta contro il nucleare, delle battaglie per la distribuzione controllata di eroina e dei diritti civili a livello internazionale. Ha digiunato per l’Africa, predicato il dialogo interlaico con una visione geopolitica proiettata ben oltre i confini nazionali, combattuto per l’abolizione della pena di morte e contro la fame nel mondo.

Deputata dal 1976 al 1994, ha ricoperto incarichi sempre più prestigiosi: presidente del Partito radicale transnazionale (1991-1993), europarlamentare dal 1979 al 2006, ministro per il Commercio Internazionale e le Politiche Europee nel governo Prodi, senatrice e vicepresidente del Senato alle elezioni del 2008. La sua coerenza “pannelliana”—un’eredità di Marco Pannella, suo compagno di battaglia—l’ha resa rispettata persino da avversari politici conservatori.

Il riconoscimento persino dal Vaticano

A confermare la stima che circonda la sua figura persino in ambienti tradizionalmente distanti dalla sua visione laica è stato il gesto di Papa Francesco. Il 5 novembre scorso, poco dopo la dimissione dal ricovero di ottobre, il Pontefice le ha fatto visita a sorpresa. Un segnale potente del dialogo che Bonino aveva sempre praticato con gli ambienti progressisti cattolici, traducendo il suo laicismo in apertura relazionale.

Con Marco Pannella, la relazione umana e politica era stata intensa e continuativa, fino a quando una frattura dolorosa non aveva raffreddato i rapporti poco prima della morte del leader radicale. Eppure il suo nome rimane indissolubilmente legato a quella stagione di impegno civile che ha definito intere generazioni di attivisti italiani.

Oggi, nel reparto di terapia intensiva del Santo Spirito, Emma Bonino affronta ancora una volta quella che per molti sarebbe la resa finale. Ma la sua storia insegna che alcune battaglie non si concludono nei corridoi degli ospedali: si prolungano nella memoria e negli ideali che lasciano dietro.

Oroscopo di oggi 1 dicembre 2025 segno per segno

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Le stelle di questo primo giorno di dicembre ci invitano a un delicato equilibrio tra sogno e realtà. Con la Luna che danza nella pratica Vergine, siamo chiamati a dare una forma concreta ai nostri desideri, a sistemare i dettagli e a prenderci cura di noi stessi e delle nostre responsabilità

ARIETE

  • Amore: La Luna in aspetto dinamico ti rende impulsivo. Attenzione a discussioni inutili con il partner. Se sei single, un’avventura fugace potrebbe capitare dove meno te l’aspetti.

  • Lavoro: Giornata di fuoco. Sei carico di energia e vuoi ottenere risultati immediati. Attenzione a non essere troppo prepotente con i colleghi.

  • Salute: Bruci molte energie. Cerca di canalizzare lo stress con un po’ di attività fisica.

  • Finanze: Possibili spese impulsive. Valuta bene prima di acquistare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non avere fretta. L’impazienza oggi è la tua peggior nemica. Aspetta domani per decidere.

TORO

  • Amore: Cerca coccole e tranquillità. La serata è perfetta per una cena romantica e rilassante in casa. Il comfort è la tua chiave per l’intimità.

  • Lavoro: Giornata ideale per concludere progetti in sospeso e per sistemare questioni pratiche. La tua perseveranza paga.

  • Salute: Sentirai il bisogno di radicarti. Una passeggiata nella natura ti ricaricherà.

  • Finanze: La tua stabilità è solida. Ottimo momento per pianificare un investimento a lungo termine.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Fidati del tuo istinto, soprattutto in amore. Ti sta indicando la strada giusta.

GEMELLI

  • Amore: Sei comunicativo e brillante. Approfittane per uscire e socializzare. Le tue parole hanno un fascino particolare oggi.

  • Lavoro: Le idee non mancano, ma fai fatica a concentrarti su una sola. Prendi appunti per non disperdere le intuizioni migliori.

  • Salute: La mente è iperattiva. Un buon libro o un podcast ti aiuteranno a rilassarti la sera.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate, forse da una vendita o da un regalo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Metti nero su bianco le tue idee geniali. Oggi volano via in un attimo.

CANCRO

  • Amore: Le tue emozioni sono in primo piano. Hai bisogno di sentirti protetto/a e compreso/a. Comunica questo bisogno al partner.

  • Lavoro: Meglio lavorare in un ambiente tranquillo. Le tensioni in ufficio potrebbero farti sentire vulnerabile.

  • Salute: Attenzione allo stomaco, è il tuo punto debole oggi. Mangia leggero e con calma.

  • Finanze: Tendenza a spendere per la casa o la famiglia. Va bene, ma senza eccessi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Crea un angolo di pace tutto per te. Ritagliati un’ora di totale relax.

LEONE

  • Amore: Il tuo carisma è al top. Sei al centro dell’attenzione e puoi conquistare chi vuoi. Goditi i riflettori.

  • Lavoro: Fai valere la tua leadership, ma con garbo. I riconoscimenti che meriti potrebbero arrivare.

  • Salute: Piena di energie. È il momento perfetto per iniziare un nuovo sport o attività creativa.

  • Finanze: Una spesa un po’ “regale” per te stesso/a ti solleverà il morale.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non aver paura di brillare. La tua luce ispira gli altri oggi.

VERGINE

  • Amore: L’amore cerca ordine e concretezza. Una conversazione chiara e sincera rafforzerà il tuo legame.

  • Lavoro: La tua efficienza è esemplare. Risolvi questioni intricate con facilità. I superiori noteranno la tua precisione.

  • Salute: Attenzione a non somatizzare l’ansia. Una lista di cose da fare ti aiuterà a sentirti in controllo.

  • Finanze: Ottima giornata per fare budget e organizzare le finanze. Scoprirai dove risparmiare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: L’ordine esteriore riflette quello interiore. Sistemare la tua scrivania ti porterà chiarezza mentale.

BILANCIA

  • Amore: L’armonia è fondamentale. Evita i conflitti e cerca la mediazione. Il fascino è il tuo miglior alleato.

  • Lavoro: Le relazioni con i colleghi sono fluide. Ottimo momento per lavori di squadra e collaborazioni.

  • Salute: L’equilibrio interiore si riflette sul fisico. Yoga o una sessione di meditazione ti faranno bene.

  • Finanze: Possibilità di una piccola spesa per abbellire il tuo spazio o per un oggetto d’arte.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Cerca la bellezza nelle piccole cose. Ti ricaricherà l’anima.

SCORPIONE

  • Amore: Passione e intensità sono alle stelle. Un momento di profonda intimità può rinsaldare un legame. Se single, attiri sguardi carichi di interesse.

  • Lavoro: La tua determinazione ti permette di scoprire informazioni nascoste e di avere il controllo della situazione.

  • Salute: Energia potente. Canalizzala in un’attività fisica intensa per liberare la tensione.

  • Finanze: Un’intuizione finanziaria potrebbe rivelarsi preziosa. Fidati del tuo fiuto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Usa il tuo potere di persuasione con saggezza, non per manipolare.

SAGITTARIO

  • Amore: Il tuo ottimismo è contagioso. L’amore lo vedi come una grande avventura. Proponi al partner qualcosa di nuovo e stimolante.

  • Lavoro: Idee brillanti e visioni a lungo termine. Attenzione ai dettagli, che oggi potresti trascurare.

  • Salute: Hai bisogno di spazio e libertà. Una corsa al parco o una pedalata sono ideali.

  • Finanze: Possibile spesa per un viaggio o un corso di formazione. Un investimento su te stesso/a.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Guarda l’orizzonte, ma ricorda di dove metti i piedi.

CAPRICORNO

  • Amore: Le emozioni sono più serie e profonde. Cerchi stabilità e impegno. Un gesto di responsabilità verso il partner sarà molto apprezzato.

  • Lavoro: Giornata di grande produttività. Sei focalizzato e ambizioso. I tuoi sforzi sono destinati a dare frutti.

  • Salute: Solida, ma attenzione a non trascurare il riposo. Anche i pilastri hanno bisogno di sostegno.

  • Finanze: La tua gestione oculata dà i suoi frutti. Ottimo per pianificare il futuro con sicurezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Un piccolo passo alla volta, ma costante. È la tua strategia vincente.

ACQUARIO

  • Amore: L’amicizia e la condivisione di ideali sono la base dell’amore oggi. Una serata con gli amici può riservare sorprese piacevoli.

  • Lavoro: Le tue idee sono innovative e fuori dagli schemi. Condividile, troverai alleati inaspettati.

  • Salute: Benessere mentale prima di tutto. Contatta un amico per una chiacchierata rigenerante.

  • Finanze: Entrate o idee legate a progetti di gruppo o al mondo digitale.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua originalità è un dono. Non temere di mostrarla.

PESCI

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. Il confine tra realtà e fantasia è sottile. Cerca di ancorarti al presente per evitare delusioni.

  • Lavoro: Lascia spazio all’intuizione. In riunione, potresti captare atmosfere che altri non colgono.

  • Salute: Giornata sensibile. Ritagliati del tempo per stare da solo/a e ricaricarti.

  • Finanze: Attenzione a spese dettate da illusioni o a offerte troppo belle per essere vere.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua compassione è una forza, ma oggi non farti trascinare troppo dai drammi altrui.


È una giornata in cui l’amore chiede gesti tangibili, il lavoro attenzione al particolare e le finanze una gestione oculata.

Tuttavia, non mancano spiragli di magia e passione, soprattutto per i segni d’acqua e fuoco, che ci ricordano che anche nell’ordine più rigoroso c’è spazio per un’improvvisa fiammata. Il consiglio generale, ispirato dalle parole di Paolo Tedesco, è di procedere con calma e consapevolezza.

Non forzare la mano, ma non rinchiuderti nella paura. Ascolta il messaggio delle stelle: costruisci il tuo futuro un mattone alla volta, ma non dimenticare di alzare lo sguardo verso le stelle che ti illuminano la via. Buon inizio dicembre

Camorra, morto in carcere il boss Ciro Minichini

Si è portato nella tomba i segreti di una guerra di camorra lunga trent’anni.
Ciro Minichini, per tutti “Cirillino”, è morto nel reparto sanitario del carcere di Opera, dove era tornato da poche settimane dopo una breve parentesi ai domiciliari concessa per le sue condizioni cliniche ormai disperate.

Un tumore implacabile l’ha divorato in silenzio, mentre lui restava aggrappato al suo mondo e alle sue regole: quelle dell’omertà e della fedeltà alla cosca.

Per decenni era stato indicato come uno dei registi occulti dell’eterna faida di Ponticelli, lo scontro armato nato con la scissione dei De Luca Bossa dai Sarno e poi proseguito con la sanguinosa rivalità con il gruppo De Micco. Un conflitto sotterraneo, strisciante, che ha segnato intere generazioni nella periferia Est di Napoli.

Il ras del Lotto 0: sei ergastoli e nessuna collaborazione

Minichini era un nome pesante. Un pezzo da novanta della camorra di Napoli Est.
Nel corso degli anni aveva collezionato sei ergastoli, poi cancellati e riconfigurati al ribasso dopo una serie di ammissioni parziali in aula, ma senza mai fare il passo decisivo: non ha mai collaborato con la giustizia. Neanche quando la malattia ha iniziato a logorarlo. Neanche quando il suo potere criminale era ormai in declino.

Cirillino ha preferito chiudere la porta alle verità indicibili della faida, alle dinamiche nascoste, alla lunga catena di vendette che ha insanguinato Ponticelli dagli anni ’90 in poi.

Il dolore per il figlio ucciso: la vendetta dei “Bodo”

Non ha mai superato, raccontano gli investigatori, la morte del figlio Antonio Minichini, assassinato nel 2013. Un agguato studiato a tavolino come vendetta trasversale dal gruppo dei “Bodo”, fazione allora in ascesa nel delicato equilibrio criminale dei quartieri orientali.

Quel colpo al cuore segnò profondamente il boss, senza però infrangere il muro dell’omertà. Non una parola ai magistrati, non un passo verso la collaborazione.

La battaglia giudiziaria sul 41-bis

Il nome di Minichini tornò sulle cronache nazionali nel 2019, quando la Prima sezione della Cassazione annullò con rinvio la proroga del suo regime di carcere duro. Una decisione che sembrò aprire un varco nella sua detenzione.
Una speranza di libertà, breve e illusoria.

Rimase infatti al 41-bis, anche dopo lo spostamento dal carcere di Novara a quello di Opera. Lì, negli ultimi mesi, la malattia ha preso il sopravvento, fino alla morte avvenuta pochi giorni fa.

Il plenipotenziario dei De Luca Bossa

Dopo l’arresto di Antonio De Luca Bossa, “’o sicc”, Cirillino divenne uno dei plenipotenziari del clan nel controllo del territorio.
Nel 2016 ottenne una riduzione della condanna all’ergastolo nel processo d’appello per l’omicidio del 17enne Raffaele Riera, ucciso nel luglio del 1996.

Riera era stato accusato dai vertici del clan di avere una relazione con Anna De Luca Bossa, sorella del boss scissionista e moglie di Minichini. Una colpa considerata imperdonabile.
Per quel delitto, ritenuto dagli investigatori un “omicidio d’onore” in salsa camorristica, se la cavò con vent’anni di carcere.

Delitti, imboscate e il sangue del Lotto 0

Tra le imputazioni che hanno segnato la carriera criminale di Minichini figura anche l’omicidio di Salvatore Tarantino, figura apicale del clan Sarno, trucidato nel 2009 in un’imboscata nel Lotto 0.
Un delitto strategico in un momento di piena riconfigurazione del potere criminale tra Ponticelli e Cercola, quando il dominio dei Sarno iniziava a sgretolarsi e le nuove leve dei De Luca Bossa si affacciavano con ferocia sulla scena.

Una guerra senza fine

Con la morte di Cirillino si chiude un capitolo, ma non la guerra. La faida di Ponticelli resta un conflitto aperto, mutevole, che negli anni ha cambiato protagonisti ma non logiche. Giovani spregiudicati hanno preso il posto dei vecchi ras, e il territorio resta conteso tra gruppi che vivono nella costante alternanza tra tregue apparenti e improvvise fiammate di sangue.

Ciro Minichini, dal carcere, ne era stato spettatore e artefice. Ora il suo silenzio pesa come un macigno sulle pagine ancora incomplete della storia criminale di Napoli Est.

Conte esalta il Napoli: «Serviva l’elmetto, vincere così a Roma non era facile»

Antonio Conte si prende la scena nel post partita dell’Olimpico, orgoglioso di un Napoli che, nonostante l’emergenza, ha saputo imporsi sulla Roma con personalità e coraggio. Il tecnico azzurro riconosce il peso della vittoria: «Venire a Roma e giocare con questa personalità non era facile, loro sono un’ottima squadra. Ho chiesto ai ragazzi di guardare gli avversari sempre negli occhi e mi hanno dato una risposta straordinaria».

Una soddisfazione resa ancora più forte dalle numerose assenze che continueranno a condizionare le prossime settimane. «Spero che ai giocatori che ci sono non accada nulla. Altrimenti andremmo ancora in difficoltà», ammette Conte, pur sottolineando la compattezza del gruppo.

L’allenatore insiste sull’identità della squadra, quella che ha permesso al Napoli di tornare a crederci: «Il gruppo sta dimostrando entusiasmo, voglia e determinazione, gli stessi valori che ci hanno portato l’anno scorso allo Scudetto. Vogliamo provare a difenderlo, sperando non ci siano altre defezioni». Il concetto chiave, ribadito più volte, è lo spirito da battaglia: «È un momento da elmetto e mantenerci su questi standard è incredibile. Vincere con l’Atalanta e qui a Roma è stato fondamentale. Se vogliamo, possiamo».

Conte torna anche sulla mini-pausa concessa a sé stesso durante la sosta nazionali, un tema che aveva fatto discutere: «In Inghilterra è normale, l’avevo già fatto al Chelsea e al Tottenham. C’era l’accordo con il club e penso che lo rifarò: la pressione è tanta, ogni tanto serve una boccata d’ossigeno».

Gasperini: «Roma senza energie. Il gol subito? Su Kone fallo che si poteva fischiare»

Gian Piero Gasperini non cerca alibi ma riconosce che la Roma vista contro il Napoli non somigliava alla squadra solida e aggressiva delle settimane precedenti. Il tecnico giallorosso, ai microfoni di Dazn, individua nell’azione che ha portato al gol di Neres il simbolo di una serata complicata: «Ci siamo trovati scoperti, su Kone credo ci fosse fallo, ma resta un nostro errore prendere quel contropiede».

Per Gasperini il vero nodo è la condizione atletica: «Ci è dispiaciuto giocare senza l’energia e la velocità giusta. Forse questa volta abbiamo pagato la partita del giovedì». Il tecnico ammette che il gruppo è arrivato all’appuntamento «un po’ incerottato» e incapace di esprimere il ritmo mostrato nelle ultime uscite. Una prestazione sottotono nei duelli, nelle transizioni e nella qualità dei possessi, proprio nel giorno in cui il Napoli ha trovato una delle sue prove più autoritarie in trasferta.

Sulle difficoltà nei big match, Gasperini invita alla calma: «Sono state partite diverse. Oggi siamo stati meno brillanti e meno belli del solito, è un peccato ma il campionato è lungo». La ricetta del tecnico è sempre la stessa, anche dopo una delusione pesante: voltare pagina e guardare subito avanti.

De Laurentiis esalta ancora Conte: «Gruppo guidato da un vero condottiero»

La vittoria dell’Olimpico non ha solo un peso tecnico, ma anche simbolico. Aurelio De Laurentiis lo ha voluto sottolineare con un messaggio secco e orgoglioso pubblicato su X al termine della partita che ha visto il Napoli imporsi 1-0 sulla Roma.

Il presidente azzurro parla di «grande vittoria di un gruppo guidato da un vero condottiero», una frase che ribadisce la sua piena fiducia in Antonio Conte e nel percorso intrapreso dalla squadra. Il successo contro i giallorossi, firmato dalla rete di Neres, permette agli azzurri di raggiungere il Milan in vetta alla classifica e rilancia una squadra che nelle ultime settimane aveva attraversato più di una difficoltà.

Per De Laurentiis, però, l’Olimpico ha rappresentato la risposta più convincente: un Napoli solido, compatto, concentrato, con un’identità che sta finalmente emergendo. Il presidente ha voluto mettere al centro il gruppo e il suo allenatore, un binomio che considera decisivo per affrontare la corsa scudetto. Il messaggio arriva in un momento in cui ogni segnale di crescita pesa doppio, e il patron azzurro sceglie il linguaggio delle battaglie per ribadire la forza della squadra e del suo leader tecnico.

Il Napoli espugna l’Olimpico e riconquista la vetta: un gol di Neres stende la Roma

Il Napoli ritrova coraggio, punti pesanti e soprattutto la vetta. All’Olimpico la squadra di Antonio Conte supera la Roma 1-0 grazie al guizzo di Neres nel primo tempo e si rimette davanti ai giallorossi, agganciando il Milan a quota 28. È un successo che vale più della classifica: dopo le difficoltà delle ultime trasferte, gli azzurri si impongono con una prestazione autoritaria e lucida, mentre la Roma di Gian Piero Gasperini – capolista solitaria fino a ieri – mostra limiti strutturali che in un confronto diretto tornano a galla.

Il primo tempo fotografa la differenza tra le due squadre. Il Napoli amministra il possesso, si muove a ritmi alti e costruisce con continuità, totalizzando il 62% di gestione palla e quasi cento passaggi riusciti in più degli avversari. La Roma prova a difendersi con preventive e raddoppi, ma Mancini e Ndicka faticano contro la velocità delle punte azzurre. E al 36’ arriva l’azione che decide tutto: Hojlund si gira, vede lo spazio e lancia Neres, che brucia Mancini nell’allungo e infila Svilar per lo 0-1.

Il resto della frazione racconta poco dei giallorossi: un sinistro largo di Soulé e un tentativo debole di Mancini non bastano a impensierire Milinkovic-Savic. Al rientro in campo Gritti – in panchina al posto dello squalificato Gasperini – prova a cambiare volto alla squadra inserendo Baldanzi al posto di Ferguson. Dybala entra solo al 61’, assieme ad altri innesti pensati per aumentare qualità e ritmo. Ma la Roma continua a sbagliare appoggi elementari, soffre la pressione del Napoli e si affida a iniziative estemporanee.

Pellegrini prova a scuotere l’ambiente con un destro che si spegne alto al 77’. Nel finale entrano Bailey ed El Shaarawy, ma l’unica occasione reale nasce dai piedi di Dybala, che ispira Baldanzi: conclusione sul piede debole e risposta attenta di Milinkovic-Savic. È l’unico vero brivido di una partita che il Napoli controlla fino al fischio finale. Una vittoria pesante, che rimette gli azzurri davanti a tutti in vista della sfida contro la Juventus dell’ex Spalletti. La Roma, invece, lascia l’Olimpico con più dubbi che certezze: un’altra occasione mancata per dimostrare di essere da grande corsa.

Napoli, Francesco Pio, il pizzaiolo ucciso per un paio di sneakers: “La sua storia va raccontata ai giovani”

Napoli – Aveva solo 18 anni, una vita normale in un quartiere di periferia e un lavoro da pizzaiolo che si era conquistato con sacrificio. È così che la famiglia ricorda Francesco Pio Maimone, ucciso nella zona di Mergellina sul lungomare nella notte segnata da una lite assurda, esplosa – secondo la ricostruzione degli inquirenti – per un paio di sneakers sporcate.

Una morte improvvisa e senza senso, che ha trasformato il ragazzo in un simbolo di fragilità sociale ma anche di resilienza, mentre sul piano giudiziario la vicenda è approdata alle aule della Corte di Assise d’Appello.

Antonio e Tina Maimone, i genitori di Francesco Pio, non si rassegnano al ruolo di semplici vittime del destino. Per loro, la storia del figlio deve diventare un monito e un esempio per i più giovani.

“La storia di nostro figlio va narrata ai giovani di oggi che rivelano non di rado fragilità caratteriali e comportamentali”, spiegano. “Fare memoria di Francesco Pio significa promuovere gli autentici valori della vita”.

La notte dell’omicidio sul lungomare

La tragedia si consuma sul lungomare di Napoli, in una zona affollata di ragazzi, locali e movida. Secondo l’accusa, quella che sembra inizialmente una banale discussione si trasforma in una rissa nata per delle scarpe sporcate, un motivo tanto futile quanto drammaticamente rivelatore del clima di tensione e di violenza che può esplodere all’improvviso.

Francesco Pio, estraneo a quella lite, finisce nel mezzo. Non aveva preso parte alle provocazioni, non aveva cercato lo scontro: si trova semplicemente li con gli amicii. abere una birra.

Un colpo di pistola lo raggiunge al cuore. Il 18enne muore così, vittima innocente di una violenza armata che, ancora una volta, strappa la vita a un ragazzo che stava provando a costruirsi un futuro onesto.

Per quell’omicidio viene individuato e processato Francesco Pio Valda, ritenuto dagli inquirenti il responsabile degli spari. In primo grado, Valda viene condannato all’ergastolo per l’omicidio di Maimone. Una sentenza pesante che fotografa, almeno sul piano giudiziario, la gravità di quanto accaduto.

Dalla periferia alla speranza: il profilo di Francesco Pio

Per capire la portata di questa storia, bisogna partire dal quartiere in cui Francesco Pio è cresciuto: una periferia difficile, dove – ricordano i genitori – “aumenta il rischio di cedere alle lusinghe della malavita in cambio di facili e pericolose illusioni”.
Un contesto dove la criminalità organizzata resta presente e dove i modelli devianti, spesso, sembrano più accessibili di quelli positivi.

Eppure, sottolineano Antonio e Tina Maimone, il loro figlio aveva scelto un’altra strada.
“Francesco Pio era un ragazzo che ha dovuto affrontare incertezze e difficoltà nel vivere la sua quotidianità in un quartiere di periferia”, raccontano. “Nonostante la sua giovane età, ha sempre fatto scelte coraggiose e orientate al bene”.

Lavoro, impegno, affetto per la famiglia: questo il ritratto che i genitori vogliono consegnare all’opinione pubblica. “L’aspetto più bello era il suo carattere, affettuoso e presente”, dicono.

Un ragazzo che non si è lasciato trascinare, che non ha cercato scorciatoie, che guardava alla vita con gratitudine, nonostante le difficoltà.

Un messaggio d’amore a sua madre e ai giovani

Pochi giorni prima di morire, Francesco Pio compie un gesto che per la sua famiglia è diventato un testamento morale. Scrive a Geolier, uno dei suoi artisti preferiti, e gli chiede di dedicare una canzone a sua madre.
In quel messaggio, il 18enne esprime parole di amore e di gratitudine, un bisogno di dire “grazie” alla donna che lo aveva cresciuto tra sacrifici e speranze.

Per i genitori, questo episodio dice molto più di tante etichette:

“La storia di Francesco Pio Maimone non è una storia di ghetto: è la storia di un ragazzo con un animo nobile, di un modello di resilienza e di amore per la vita”, ribadiscono. È questo il punto centrale del loro appello: fare in modo che i giovani riconoscano in Francesco Pio non solo una vittima, ma un esempio positivo, un coetaneo che ha scelto il lavoro, la famiglia, i sentimenti sinceri.

Ecco perché Antonio e Tina oggi chiedono che questa vicenda venga raccontata nelle scuole, nelle parrocchie, nei centri giovanili: non come cronaca nera fine a sé stessa, ma come racconto di una scelta di campo, di un “no” silenzioso alle scorciatoie illegali che tanti ragazzi, schiacciati dalle periferie, finiscono per considerare inevitabili.

Il processo e l’attesa in Corte d’Assise d’Appello

Sul fronte giudiziario, la morte di Francesco Pio ha già avuto un primo esito nelle aule di tribunale: Francesco Pio Valda è stato condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio del 18enne.
La difesa ha impugnato la sentenza, e la vicenda è approdata dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Napoli, chiamata a confermare o riformare il verdetto.

Per la famiglia Maimone, ogni udienza è una ferita che si riapre. Domani, a Napoli, è attesa la decisione dei giudici di secondo grado. Un passaggio cruciale, che Antonio e Tina vivono con il peso di un dolore che non conosce tregua, ma anche con la determinazione di chi chiede giustizia, non vendetta.

“Chiediamo ancora una volta giustizia per nostro figlio”, affermano. Nelle loro parole si intrecciano l’ansia per l’esito processuale e la consapevolezza che nessuna sentenza potrà restituire ciò che è stato strappato alla loro vita.

“Ogni giorno dobbiamo affrontare questo dolore perenne che è dentro di noi e davanti a noi – raccontano –. La sensazione è quella di vedere tutto ciò che ci circonda attraverso un velo che non ci permette più di partecipare liberamente alla vita: è cambiato tutto, in modo irrimediabile”.

La memoria come antidoto alla violenza

Per i Maimone, giustizia e memoria camminano insieme. Da un lato la necessità che lo Stato riconosca pienamente le proprie responsabilità nell’accertare la verità e punire i colpevoli. Dall’altro, la volontà di trasformare questa tragedia in un’occasione di riflessione collettiva.

Raccontare la storia di Francesco Pio significa, secondo i genitori, parlare agli adolescenti che vivono tensioni, solitudini, fragilità emotive. Significa mettere al centro il tema della violenza armata, delle reazioni sproporzionate, delle armi che circolano con inquietante facilità tra i più giovani.

Significa, soprattutto, ribadire che esistono percorsi alternativi nei quartieri difficili e che l’esempio di chi, come Francesco Pio, sceglie il lavoro e la famiglia può e deve diventare un modello positivo.

La loro battaglia, oggi, non è solo dentro un’aula di giustizia. È anche nelle parole che chiedono di portare la storia del figlio nelle scuole e negli spazi educativi, perché un ragazzo ucciso per una futile lite non resti solo una statistica, ma diventi coscienza viva di una città.

Ennesimo incidente in autostrada tra Eboli e Battipaglia: morto 54enne

Salerno – Tragedia nel tardo pomeriggio di oggi lungo l’autostrada A2 del Mediterraneo, nel tratto salernitano: un uomo di 54 anni ha perso la vita in seguito a un incidente stradale avvenuto in carreggiata Nord, tra gli svincoli di Eboli e Battipaglia.

Secondo una prima ricostruzione, si sarebbe trattato di un incidente autonomo. La vittima, un 54enne originario di San Cipriano Picentino (in provincia di Salerno), era alla guida di una piccola utilitaria e viaggiava da solo. Per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia stradale, il veicolo è finito improvvisamente fuori strada, andando a schiantarsi contro il guardrail.

L’impatto è stato particolarmente violento. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia stradale della sottosezione di Eboli e i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al conducente. Le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravissime.

Il 54enne è stato trasferito d’urgenza al presidio ospedaliero “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia, dove i medici hanno tentato in ogni modo di salvarlo. Nonostante gli sforzi del personale sanitario, il cuore dell’uomo ha smesso di battere poco dopo il suo arrivo in ospedale.

Nel frattempo, il traffico lungo l’autostrada A2 ha subito pesanti ripercussioni. Il tratto interessato dall’incidente è stato parzialmente ristretto per consentire i rilievi e le operazioni di messa in sicurezza, con inevitabili rallentamenti e code nel tardo pomeriggio.

Gli agenti della polizia stradale sono al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto e chiarire le cause che hanno portato l’auto a uscire di strada e a impattare contro il guardrail.

Napoli, la protesta dei tassisti contro le nuove restrizioni anti-smog: “Norma inutile senza controlli”

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Napoli – La nuova Disposizione Dirigenziale n. 784 del 24 novembre 2025 del Comune di Napoli — che impone limitazioni alla circolazione per contrastare l’inquinamento atmosferico — riaccende lo scontro tra Palazzo San Giacomo e la categoria dei tassisti. Una misura che, secondo il Comitato di Base Taxi e le principali organizzazioni sindacali del settore, sarebbe stata adottata più per rispondere alle richieste della Regione Campania che per reali finalità ambientali.

Secondo i rappresentanti dei tassisti, infatti, il provvedimento nasce privo di una strategia operativa. Le restrizioni alla circolazione vengono formalmente introdotte, ma non esiste — denunciano — alcun piano per garantirne l’applicazione concreta: niente controlli, nessuna campagna informativa, assenza totale di misure di accompagnamento o di alternative per i lavoratori che, come i tassisti, vivono la strada ogni giorno.

Le sigle di categoria hanno richiesto un incontro all’assessore comunale alla Legalità, con l’obiettivo di collaborare all’attuazione della norma, purché accompagnata da strumenti idonei a garantirne il rispetto. Ma, nonostante le sollecitazioni, dal Comune non è arrivato alcun segnale: nessuna convocazione, nessun tavolo tecnico, nessun chiarimento.

E il risultato, denunciano i tassisti, è sotto gli occhi di tutti: «La disposizione esiste, ma non viene applicata. Nulla è cambiato», sottolinea il Comitato di Base Taxi Napoli. «Si continua a parlare di sostenibilità, ma senza controlli e senza un piano complessivo, la città non respira di meno e i cittadini non ricevono alcun beneficio concreto».

La vicenda si inserisce in una vertenza più ampia che, negli ultimi anni, ha visto i tassisti napoletani scontrarsi con l’amministrazione su diversi fronti: dalla gestione delle Ztl alle regolamentazioni temporanee del traffico, fino ai controlli contro l’abusivismo e alle richieste di sostegno economico per il rinnovo delle flotte a basso impatto ambientale. Richieste rimaste in gran parte inevase, secondo le associazioni, che denunciano un sistema «schiacciato tra norme calate dall’alto e assenza di interventi strutturali».

Per il settore, già provato dalla concorrenza irregolare e dal calo dei flussi turistici stagionali, l’ennesima misura senza attuazione rischia di trasformarsi in un ulteriore aggravio burocratico privo di benefici reali.

La vicenda mette in luce un problema ricorrente nella gestione delle politiche ambientali a Napoli: provvedimenti annunciati con toni ambiziosi ma privi di un’architettura amministrativa tale da renderli efficaci. Le città che riducono davvero lo smog non lo fanno solo imponendo divieti, ma adottando piani integrati: controlli costanti, incentivi per il rinnovo dei mezzi, trasporti pubblici potenziati, campagne informative e collaborazione con le categorie coinvolte.

Il rischio, ancora una volta, è trasformare una buona intenzione in un atto puramente formale, che scontenta i lavoratori e non porta benefici alla città. Il dialogo chiesto dai tassisti dovrebbe essere il punto di partenza per una strategia più ampia, non l’ennesima richiesta lasciata in sospeso.

 

Napoli, rubata l’insegna-simbolo dell’Officina della Tammorra

Napoli – L’Officina della Tammorra, storica bottega artigianale e punto di riferimento per la cultura popolare partenopea, è stata colpita da un furto che va ben oltre il danno economico.

Sabato pomeriggio, intorno alle 15:30, è stata asportata l’enorme tammorra (circa 1,20×1,20 metri) che fungeva da insegna e simbolo dell’attività gestita dall’artista e artigiana Paola Gargiulo.

Il furto lampo nel caos del Centro Storico

Paola Gargiulo si era allontanata dalla sua bottega solo per pochi minuti. Al suo ritorno, l’amara e incredibile sorpresa: lo storico strumento, un’insegna impossibile da non notare, era scomparso. L’episodio, avvenuto in un orario di grande afflusso turistico nei vicoli, solleva interrogativi sulla facilità con cui i malviventi si siano dileguati indisturbati tra la folla.

La vittima del furto ha immediatamente segnalato l’accaduto al deputato Francesco Emilio Borrelli.

Il valore inestimabile di un simbolo

Per Paola Gargiulo il danno è incalcolabile, soprattutto a livello affettivo e storico. “Non avrei mai pensato che qualcuno potesse fare una cosa simile,” ha dichiarato la titolare, sconvolta.

Paola Gargiulo: “Sono molto legata a quella tammorra che rappresenta 25 anni di lotte e sacrifici e il ricordo di mio marito. Dopo tanti anni nei quali ci siamo battuti per non far perdere un patrimonio della nostra cultura, spero che mi aiutino a recuperarla. Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia visto niente.”

La tammorra rubata, quindi, non era solo un’insegna, ma un vero e proprio pezzo di storia personale e culturale, testimone di un quarto di secolo dedicato alla difesa della tradizione musicale campana.

L’indignazione di Borrelli: “Colpito un pezzo di Napoli autentica”

Il deputato Francesco Emilio Borrelli non ha esitato a definire il gesto come “vigliacco e offensivo,” non solo verso l’artigiana, ma verso l’intera identità culturale napoletana.

Francesco Emilio Borrelli: “Quel grande strumento non era un semplice oggetto decorativo: rappresentava 25 anni di lavoro, sacrifici, identità e memoria, legati anche alla storia personale di Paola e di suo marito. Portarlo via significa colpire un pezzo di Napoli autentica, quella che resiste tra mille difficoltà per tenere viva la nostra tradizione musicale.”

Borrelli ha lanciato un appello diretto ai responsabili del furto, chiedendo un “sussulto di dignità” e l’immediata restituzione dell’insegna. Parallelamente, ha sollecitato le autorità a verificare le immagini delle telecamere presenti nell’area, affinché un atto così sfrontato in un luogo ad alta frequentazione non resti impunito.

“Continuerò a seguire la vicenda finché l’insegna non tornerà al suo posto. Paola non deve sentirsi sola: la cultura va difesa, non rubata,” ha concluso il deputato, promettendo il suo impegno fino al recupero dello storico strumento.

Dramma a Montecorvino Rovella, 70enne ritrovato morto in casa dopo 7 giorni

Montecorvino Rovella— Una settimana di angoscioso silenzio interrotta da una tragica scoperta. È il drammatico epilogo della vicenda di un settantenne di Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno, il cui corpo è stato rinvenuto senza vita nella propria abitazione di via Diaz questa mattina.

Da circa sette giorni, i familiari dell’uomo non riuscivano più a mettersi in contatto con lui, un’assenza di notizie che ha fatto scattare immediatamente l’allarme. La preoccupazione crescente ha portato alla richiesta di intervento delle autorità.

Sul posto sono prontamente giunti i Vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e le forze dell’ordine. L’ingresso dell’appartamento è stato forzato dai pompieri, che hanno fatto la macabra scoperta: il settantenne giaceva esanime all’interno.

Le cause del decesso restano per il momento avvolte nel mistero. Un primo esame esterno, effettuato sul luogo del ritrovamento, non avrebbe riscontrato alcun segno di violenza, portando gli inquirenti a privilegiare l’ipotesi di un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo.

I carabinierihanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica e gli ultimi giorni di vita dell’uomo, cercando elementi che possano confermare l’ipotesi del decesso naturale.

Una grande Juve Stabia ferma la corsa della capolista Monza

Castellammare – Se c’è una squadra che deve reciminare sul risulttao finale è sicruamnete la Juve Stabia che con una prestazuone maiuscola ha messo più volte alle corde la capolista Monza.

Va ricordato che i brianzoli venivano da sette vittorie consecutive e che in tutto il cmapin ato aveva incassato sette gol oggi ne ha beccati due. Sul risultato finale pesano le due papere dei portieri e un rigore prima concesso dall’arbitro alla Juve Stabia e poi annullato dopo il richiamo del Var .

Gara spigolosa ma bella e intensa anche nella prima frazione cdi gioco con poche occasioni da gol.

La capolista però passa in vantaggio inaspettatamente alla prima occasione utile al 19′ con il figlio d’arte Birindelli, lesto a insaccare a porta vuota un pallone respinto dal palo su tiro di Ciurria. Al 31′ il pari stabiese con Candellone che ringrazia il suo ex compagno di squadra Demba Thiam per un mancato rinvio quasi a centrocampo  permettendo all’attaccante locale di infilare la palla nella porta vuota.

Nel secondo tempo con la  Juve Stabia a fare la partita e  il Monza rannicchiato nella sua trequarti. Il tecnico Bianco capisce che è il momento di osare e  manda in campo l’artigliera pesante con Petagna, Keita Balde e Delli Carri.L’equilibrio viene rotto dalla rete che porta la firma di Petagna: il neoentrato approfitta di una uscita errata di Confente per segnare di testa il suo primo gol in campionato. L’ex Napoli non segnava da oltre un nno.

La Juve Stabia non ci sta e anche se si scopre ai contropiedi dei brianzoli, si bitta in avanti aggrendendo gli avversari nella propria trequarti. Il pari definitivo al 38′ della ripresa con un preciso sinistro dal limite di Maistro, subentrato a Mosti da qualche minuto.

Applausi per tutti alla fine e ora testa e gambe al recupero di giovedì contro il Bari sempre al Menti. Una vittoria per gli uomini di mister Abate  li rilancerebbe verso i piani alti della classifica.

Fico frena sulle trattative: “La nuova giunta? Rispetteremo gli equilibri, niente corse contro il tempo”

Napoli– “Quattro giorni in più o in meno non fanno la differenza”. Roberto Fico sceglie la linea della calma e della ponderazione mentre si avvicina il momento decisivo della composizione della nuova giunta regionale.

Intervistato a Casa Corriere, il presidente eletto della Campania ribadisce che il nodo non è la tempistica, ma la qualità dell’esecutivo che andrà a guidare la Regione nei prossimi anni.

“L’obiettivo – spiega Fico – è costruire una squadra all’altezza delle sfide che ci attendono, con responsabilità, rappresentanza politica e competenze solide nelle diverse aree di intervento”. Niente fretta, dunque: meglio prendersi il tempo necessario per definire un assetto che tenga insieme partiti, forze civiche e professionalità esterne.

Il presidente eletto rivendica il metodo che sta seguendo sin dal giorno della vittoria: “Ho chiesto a tutti massima responsabilità e la voglia di fare bene ciò che serve. Nel dialogo tra i partiti e con la società civile dobbiamo individuare ciò che è davvero utile ai campani, fuori da ogni logica di appartenenza”.

Gli equilibri politici – rassicura Fico – saranno rispettati, così come il protagonismo delle diverse realtà che hanno sostenuto la sua candidatura. Ma la bussola resta una sola: lavorare per il bene comune.

“La politica – conclude – non deve essere autoreferenziale. Deve essere propositiva, capace di raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti e aiutare concretamente le persone che vivono sul territorio”.

Un messaggio che suona come un avvertimento alla sua futura maggioranza: la giunta nascerà dal confronto, ma non sarà terreno di spartizioni.

Napoli, difende un’anziana dallo scippo: ispettore di Poggioreale pestato a sangue davanti a un bimbo

Napoli– Non ha esitato un istante. Anche se non indossava l’uniforme, l’istinto di proteggere i più deboli ha prevalso. Un ispettore della Polizia Penitenziaria in servizio al carcere di Poggioreale è finito in ospedale dopo essere stato vittima di una brutale aggressione nel cuore di Napoli, “colpevole” di aver sventato un furto ai danni di un’anziana signora.

I fatti si sono svolti in pochi, concitati minuti. L’ispettore, libero dal servizio, ha notato due uomini di nazionalità straniera mentre, con destrezza, sfilavano il portafogli e il cellulare dallo zaino di una donna anziana, ignara di quanto stesse accadendo.

Senza perdere tempo, il poliziotto si è qualificato e ha tentato di bloccare l’azione criminale.
I due malviventi si sono dati immediatamente alla fuga, ma l’ispettore non ha mollato la presa: li ha inseguiti tra la folla, riuscendo a recuperare il telefono cellulare che i ladri, nella corsa, avevano lasciato cadere a terra.

L’aggressione con il bambino in braccio

È in questo momento che la vicenda assume contorni ancora più inquietanti. Mentre l’agente recuperava la refurtiva, si è avvicinata una terza persona. L’uomo, che teneva incredibilmente un bambino in braccio, ha preteso con arroganza la restituzione del telefono appena recuperato.

Di fronte al rifiuto dell’ispettore, che intendeva procedere secondo la legge, la situazione è degenerata. L’uomo, incurante della presenza del minore, ha minacciato il poliziotto e lo ha aggredito con una scarica di calci e pugni. Alla violenza si è unita anche la moglie dell’aggressore, che si è scagliata contro l’agente partecipando al pestaggio.

Solo il provvidenziale intervento di una pattuglia della Polizia di Stato, che si trovava nelle vicinanze, ha evitato il peggio, permettendo di bloccare i responsabili. Per l’ispettore, il bilancio è pesante: trasportato in ospedale, gli sono stati diagnosticati traumi contusivi multipli e una lesione alla spalla.

La condanna del Sappe

Sull’episodio è intervenuta Marianna Argenio, vice segretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che ha ricostruito i dettagli dell’aggressione esprimendo solidarietà al collega.

Duro anche il commento di Donato Capece, segretario generale del Sappe, che ha voluto sottolineare il valore dell’uomo prima ancora che dell’agente: «Il lavoro della Polizia Penitenziaria è ancora una volta motivo d’orgoglio per tutta la città.

Gli uomini e le donne del comando di Poggioreale riescono a coniugare l’aspetto personale con i doveri dell’uniforme. Questo episodio dimostra la loro grandissima professionalità e competenza, anche fuori dal servizio, a tutela di una cittadina indifesa».

Il sindacato torna dunque a ribadire la necessità di maggiori tutele per il personale della Penitenziaria, sempre più spesso esposto a rischi per la propria incolumità sia dentro che fuori le mura carcerarie.

Napoli, lite in casa durante i domiciliari: “Meglio il carcere”, 54enne evade e si fa arrestare

Napoli – “È meglio che vado in carcere, altrimenti qui finisce male”. Con questa frase, nella tarda mattinata di oggi, un uomo di 54 anni si è presentato alla caserma dei carabinieri di Scampia, a Napoli, mettendo di fatto fine alla propria detenzione domiciliare. L’uomo era ristretto in casa per reati legati allo spaccio di droga.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative, il 54enne stava scontando la pena nell’abitazione di un amico che lo ospitava. Una soluzione che, col passare dei giorni, si sarebbe trasformata in una convivenza esplosiva.

L’appartamento, di dimensioni ridotte, non avrebbe garantito spazi adeguati, alimentando tensioni quotidiane su questioni apparentemente banali.

A far degenerare la situazione sarebbe stato un ennesimo, acceso litigio con il proprietario di casa. Le discussioni riguardavano soprattutto la gestione degli spazi comuni: l’uso del cucinotto, del bagno e della doccia sarebbero diventati motivo di continui contrasti, fino a rendere, di fatto, “impossibile la convivenza”, come riferiscono gli inquirenti.

Temendo che la lite potesse sfociare in qualcosa di più grave, il 54enne ha deciso di allontanarsi dall’abitazione, evadendo tecnicamente dagli arresti domiciliari, e di recarsi direttamente in caserma per chiedere di essere trasferito in un istituto di pena. Una richiesta insolita, ma che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto prevenire ulteriori guai.

Giunto nella stazione dei carabinieri di Scampia, l’uomo è stato identificato e ascoltato dai militari. Dopo aver ricostruito la vicenda e accertato la violazione delle prescrizioni imposte dal regime di detenzione domiciliare, i carabinieri hanno informato il magistrato di turno della Procura di Napoli.

Valutato il quadro complessivo, il pubblico ministero ha disposto l’immediata revoca dei domiciliari e il trasferimento del 54enne in carcere. L’uomo è stato quindi accompagnato in un istituto penitenziario del capoluogo partenopeo, dove proseguirà l’espiazione della pena per i reati legati agli stupefacenti.

Sanremo 2026, Carlo Conti cala il jolly: 30 Big in gara, Napoli e la Campania protagonisti all’Ariston

È una vera e propria invasione di note quella che Carlo Conti ha annunciato oggi, domenica 30 novembre 2025, al Tg1 delle 13:30. Il direttore artistico della 76esima edizione del Festival di Sanremo ha deciso di rompere gli indugi e, con un colpo di scena concordato in extremis con la Rai, ha allargato la rosa dei partecipanti: non più 26, ma ben 30 Big si sfideranno sul palco dell’Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026.

Una scelta dettata dall’abbondanza e dalla qualità delle proposte ricevute. “Ho ascoltato oltre 300 brani”, ha spiegato Conti, sottolineando come la vivacità del panorama discografico italiano rendesse impossibile limitare la selezione.

“Ringrazio le case discografiche che mi hanno messo in difficoltà: 270 canzoni sono rimaste fuori, ma i 30 protagonisti scelti rappresentano al meglio l’evoluzione della nostra musica”.

La pattuglia campana: tra rap, melodia e nuove generazioni

Scorrendo la lista dei nomi, salta subito all’occhio una nutrita e variegata rappresentanza della Campania, che conferma il ruolo centrale di Napoli e della regione nella discografia nazionale. La “pattuglia” campana quest’anno promette scintille, unendo la tradizione melodica alle nuove tendenze urban e rap.

A guidare il gruppo c’è Sal Da Vinci, voce storica e raffinata, capace di portare sul palco la potenza della tradizione napoletana rivisitata in chiave moderna. Accanto a lui, il peso massimo dell’hip hop partenopeo: Luchè. La sua presenza sdogana ulteriormente il rap crudo e narrativo di Napoli nell’olimpo della musica leggera italiana.

Ma c’è spazio anche per le nuove leve e le collaborazioni inedite. Spicca il duo formato da LDA(Luca D’Alessio) e Aka 7even, entrambi figli dei talent ma ormai affermati hitmaker, pronti a unire le forze per un brano che si preannuncia già virale tra i giovanissimi. A chiudere il cerchio della scena urban campana c’è Samurai Jay, altro esponente di spicco della nuova ondata rap napoletana, pronto a confrontarsi con il grande pubblico generalista.

Le dichiarazioni di Conti e i prossimi appuntamenti

“Spero di aver scelto canzoni che resteranno nel tempo, proprio come accaduto lo scorso anno”, ha dichiarato Conti prima di volare a Bologna per la finale dello Zecchino d’Oro. L’obiettivo è chiaro: creare una colonna sonora che accompagni gli italiani ben oltre la settimana del Festival. Per conoscere i titoli dei brani, l’appuntamento è fissato per la serata di “Sarà Sanremo”, in onda il prossimo 14 dicembre su Rai 1.

La lista completa dei 30 Big in gara

Ecco l’elenco ufficiale degli artisti che calcheranno il palco dell’Ariston per Sanremo 2026:

  1. Tommaso Paradiso

  2. Chiello

  3. Serena Brancale

  4. Fulminacci

  5. Ditonellapiaga

  6. Fedez & Marco Masini (duo inedito)

  7. Leo Gassmann

  8. Sayf

  9. Arisa

  10. Tredici Pietro

  11. Sal Da Vinci (Campania)

  12. Samurai Jay (Campania)

  13. Malika Ayane

  14. Luchè (Campania)

  15. Raf

  16. Bambole di pezza

  17. Ermal Meta

  18. Nayt

  19. Elettra Lamborghini

  20. Michele Bravi

  21. J-Ax

  22. Enrico Nigiotti

  23. Maria Antonietta & Colombre

  24. Francesco Renga

  25. Mara Sattei

  26. LDA & Aka 7even (Campania)

  27. Dargen D’Amico

  28. Levante

  29. Eddie Brock

  30. Patty Pravo

Napoli, i due trasfertisti di Rolex “traditi” dalla loro ripetitività nei colpi

Milano — Sono stati individuati e arrestati a Napoli i due uomini ritenuti responsabili di una serie di rapine a orologi di pregio messe a segno con la tecnica del «finto urto allo specchietto».

La Digos e la Squadra Mobile di Milano li hanno riconosciuti confrontando le immagini delle videocamere con riprese di vecchi colpi: per gli investigatori non sono improvvisatori, ma specialisti che operano con ruoli precisi, trasferte organizzate e logistica studiata. I provvedimenti sono stati notificati nelle rispettive abitazioni; i due sono ora custoditi nel carcere di Poggioreale.

I fermati sono  Domenico Tolomelli, 37 anni, originario del Rione Sanità, e Gianfranco Cecere, 47 anni, dei Quartieri Spagnoli. Entrambi risultano già noti alle forze dell’ordine e, agli occhi degli inquirenti, fanno parte di quella categoria di «trasfertisti»: persone che si muovono su tratte brevi per colpire dove la sorveglianza e la routine delle vittime favoriscono il furto.

Secondo l’impianto accusatorio, i due avrebbero messo a segno due rapine in Viale Fulvio Testi (Milano) rispettivamente il 5 e il 12 febbraio dell’anno in corso: in un caso è stato sottratto un Rolex del valore stimato in circa 25.000 euro, nell’altro un orologio d’epoca di valore non quantificato dal proprietario.

Gli investigatori hanno notato l’identico modus operandi usato in un precedente colpo del 2021, quando — sempre in viale Testi — a un imprenditore in Ferrari fu sottratto un Richard Mille stimato oltre i 200.000 euro.

La tecnica: schema ripetuto, ruoli assegnati

La dinamica è sempre la stessa e studiata nei dettagli: due scooter che entrano in azione. Uno si mette a distanza e funge da osservatore/aggancio; l’altro provoca il contatto laterale con la vettura (lo specchietto “danneggiato”), mentre un uomo scende, si avvicina al finestrino — spesso con la scusa di verificare il danno — e strappa l’orologio dal polso della vittima nel momento in cui questa abbassa la mano. Il guadagno è spesso rapido e la fuga immediata.

Gli arresti sono scattati dopo il confronto delle nuove immagini con quelle di precedenti indagini, il posizionamento di localizzatori sui veicoli riconducibili ai sospetti e pedinamenti sul territorio. Gli investigatori hanno ricostruito anche la rete logistico-organizzativa: appartamenti presi in affitto con documenti di terzi, scooter intestati a prestanome incensurati e trasferte pianificate per durare poche ore o pochi giorni.

Perché li definiscono “specialisti”

Non è soltanto una questione di bravura nel colpo istantaneo: per la Squadra Mobile i due non erano dilettanti perché: ripetevano sempre lo stesso schema con varianti minime; usavano basi logistiche (case in affitto, scooter occultati) e prestanome per minimizzare i legami diretti con la città in cui colpiscono; sceglievano bersagli “visibili” (auto di lusso, vittime in strada, aree con rallentamenti come semafori) e agivano in coppia con ruoli prestabiliti. Questi aspetti per gli inquirenti tradiscono organizzazione e specializzazione.

Il filo che porta al 2021

Gli accertamenti hanno inoltre ricondotto i due a un episodio del marzo 2021, quando a Milano, in viale Testi, a un automobilista in Ferrari fu sottratto un Richard Mille da oltre 200.000 euro. All’epoca i sospetti erano già trattati dagli investigatori come «trasfertisti» e furono messe in luce le stesse pratiche logistiche poi osservate anche nelle rapine più recenti.

L’azione coordinata tra le procure e la mobilità dei gruppi

L’indagine è un esempio di collaborazione tra uffici (Procura di Milano e forze dell’ordine milanesi) e le squadre mobili locali (anche quella di Napoli è intervenuta per l’esecuzione). L’uso capillare delle telecamere e i riscontri fotografici/filmati nelle stazioni (i due sono stati ripresi mentre rientravano in treno dopo i colpi) hanno aiutato a chiudere il cerchio.

Il contesto: non sono casi isolati

Negli ultimi anni i raid contro possessori di orologi di grande pregio sono diventati targati, spesso con colpi mediatici che segnano la percezione del fenomeno. Alcuni episodi-simbolo:

Cesara Buonamici (24 aprile 2021, Firenze) — La giornalista del TG5 e il marito furono avvicinati e rapinati in auto; i malviventi portarono via orologi di pregio (Patek, Cartier). Anche qui la pista partì da organizzazioni che muovono mezzi e uomini per commettere il colpo e rientrare.

Charles Leclerc (Pasquetta 2022, Viareggio) — Al pilota di Formula 1 fu sfilato un Richard Mille valutato attorno ai 2 milioni di euro: fu un colpo clamoroso che portò a indagini e arresti successivi dei presunti autori. La vicenda ha mostrato come i ladri scelgano target «alta visibilità» e metodi di distrazione rapida, come la richiesta di selfie.

Il furto a Capri (estate 2025) — Nella movida dell’isola di Capri un componente della Camera dei Lord del Regno Unito è stato pedinato e derubato di un Richard Mille dal valore stimato a centinaia di migliaia di euro: il caso ha riacceso l’allarme sulle bande che operano in località turistiche ad alta concentrazione di vip e turisti di lusso.

Questi episodi mostrano lo spettro: dal furto “a vista” (richiesta di selfie, sgusciata tra la folla) alla rapina compiuta con mezzi e tecnica (specchietto, scooter), fino ai gruppi che pianificano trasferte e basi d’appoggio.

L’arresto di Tolomelli e Cecere è utile perché mette in luce la struttura dietro un tipo di reato che si è professionalizzato: movimenti “da trasferta”, basi d’appoggio, mezzi intestati a prestanome.

Qualiano, traffico di droga: arrestato 57enne

Qualiano –  Si è conclusa nella mattinata di ieri, sabato, la latitanza ‘giudiziaria’ di un 57enne napoletano, raggiunto da un provvedimento di carcerazione che lo costringerà a varcare la soglia del penitenziario per un periodo significativo.

L’uomo è stato arrestato dalla Polizia di Stato, su iniziativa degli agenti della Squadra Mobile di Napoli. L’esecuzione è avvenuta a seguito di un provvedimento di determinazione di pene concorrenti, emesso venerdì scorso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali.

Il cumulo delle condanne è pesante: il 57enne è chiamato a espiare una pena residua di ben 6 anni, 11 mesi e 15 giorni di reclusione.I reati per i quali l’uomo è stato definitivamente condannato e per i quali ora dovrà pagare il suo debito con la giustizia sono di duplice natura:Reati in materia di stupefacenti: il fulcro della condanna è legato al traffico o detenzione di droga.

Falsa attestazione o dichiarazione a Pubblico Ufficiale sulla identità personale: una condotta che aggrava il quadro generale, dimostrando tentativi di eludere o depistare le autorità.L’arresto, eseguito con professionalità dalla Polizia di Stato, mette un punto fermo sull’annosa vicenda giudiziaria, garantendo che le condanne siano finalmente eseguite e che l’uomo sconti la pena comminata per la gravità dei suoi precedenti penali.

Napoli, stretta ai Baretti di Chiaia: scatta la caccia ai parcheggiatori abusivi

Napol – Una massiccia operazione anti-movida è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia Napoli Centro, concentrando l’attenzione sulle aree calde della città: i celebri baretti di Chiaia e il centro storico.

L’obiettivo principale del servizio è stato quello di contrastare l’illegalità diffusa che spesso affianca la vita notturna.

 Giro di vite sui parcheggiatori abusivi

Il focus principale dell’intervento si è concentrato sulla piaga dei parcheggiatori abusivi, figure che quotidianamente monopolizzano gli spazi di sosta, estorcendo denaro agli automobilisti.

Il bilancio è significativo: sei uomini sono stati individuati e denunciati all’Autorità Giudiziaria. Per tutti loro è scattata la denuncia, aggravata dalla recidiva: erano già stati colti a esercitare l’attività illecita nel corso dell’ultimo biennio.

15enne recidivo senza patente: fermato in scooter

Oltre alla lotta contro l’abusivismo, i militari hanno eseguito rigorosi controlli al Codice della Strada. In questo contesto, è emerso un caso di recidiva che coinvolge un minorenne: un 15enne è stato fermato in sella a uno scooter. Il ragazzo è risultato sprovvisto della patente di guida, titolo mai conseguito. Anche per lui è scattata la denuncia, essendo già stato trovato in passato a commettere la medesima infrazione.

L’attività di controllo ha prodotto un elevato numero di sanzioni:37 autisti indisciplinati sono stati multati per diverse infrazioni al Codice della Strada. 5 scooter sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Tra le violazioni più comuni, spicca l’assenza del casco: ben 5 centauri sono stati sanzionati perché sprovvisti del dispositivo di sicurezza obbligatorio.

Il servizio ha interessato un ampio numero di persone: in totale, 109 persone sono state identificate. Cinque di queste, tutte giovani, sono state trovate in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti per uso personale. Sono stati segnalati alla Prefettura, come previsto dalla normativa.

Questa operazione rientra in una più ampia strategia di controllo del territorio volta a garantire la sicurezza e il rispetto della legalità nelle aree ad alta frequentazione della città.

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