AGGIORNAMENTO : 20 Febbraio 2026 - 21:32
9.4 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 20 Febbraio 2026 - 21:32
9.4 C
Napoli
Home Blog Pagina 111

Rapina in Corso Garibaldi: 18enne arrestato dopo inseguimento

Napoli –L’altra notte la Polizia di Stato ha arrestato un diciottenne di origine marocchina, irregolare sul territorio e con precedenti per rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, di pattuglia in Corso Garibaldi, hanno sorpreso il fuggitivo mentre un giovane lo indicava come autore della rapina subita poco prima. La vittima ha raccontato di essere stata spinta a terra e derubata del cellulare per facilitare la fuga del malvivente.

Nonostante la resistenza, gli operatori hanno bloccato il sospettato. Per lui, accusato di rapina, si sono aperte le porte del carcere.

Napoli, 18enne incensurato accoltellato nella notte a Chiaia: è grave

Napoli – Un ragazzo di 18 anni è stato gravemente ferito nella notte nel quartiere Chiaia. L’aggressione è avvenuta intorno all’1.15 in via Bisignano, dove sono intervenuti i carabinieri della compagnia Napoli Centro.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dal nucleo operativo, il giovane, incensurato e residente nella zona di San Lorenzo Vicaria, stava passeggiando con alcuni amici quando sarebbe stato avvicinato da più persone in sella a scooter. Per cause ancora in corso di accertamento, il 18enne sarebbe stato colpito con due fendenti di arma da punta e taglio, uno al ventre sinistro e uno al fianco sinistro.

Il ragazzo è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale San Paolo, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Attualmente si trova ricoverato in rianimazione in prognosi riservata.

Sull’episodio indagano i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli Centro, con il supporto dei militari della stazione Chiaia. I motivi dell’aggressione restano al momento sconosciuti e la dinamica è ancora da ricostruire.

Napoli, controlli a tappeto a Bagnoli: droga e armi in auto, nei guai due incensurati

Napoli – Un servizio straordinario di controllo del territorio, volto a contrastare l’illegalità diffusa e a garantire maggiore sicurezza nelle zone della movida e del passaggio universitario, ha visto impegnati i Carabinieri della compagnia di Napoli Bagnoli.

Il bilancio dell’operazione parla di denunce, sequestri di sostanze stupefacenti e il ritrovamento di armi improprie in possesso di persone insospettabili.

Lo spaccio in via Cinthia

Il primo intervento significativo è avvenuto lungo via Cinthia, dove i militari hanno intimato l’alt a un 24enne incensurato. Nonostante l’assenza di precedenti, l’atteggiamento del giovane ha spinto i Carabinieri a una perquisizione più approfondita.

L’intuizione si è rivelata corretta: l’uomo è stato trovato in possesso di 10 dosi di cocaina pronte per lo spaccio e della somma in contanti di 370 euro, ritenuta provento dell’attività illecita. Per il giovane è scattata immediatamente la denuncia all’Autorità Giudiziaria.

Un arsenale nel bagagliaio

Sempre in via Cinthia, una seconda pattuglia ha fermato un uomo di 49 anni, anch’egli incensurato. Sebbene non vi fossero sospetti legati agli stupefacenti, il controllo dell’abitacolo ha riservato una sorpresa inquietante: nel bagagliaio dell’auto erano occultati un’ascia, un martello e un coltello.

Alla richiesta dei militari, l’uomo non ha fornito alcuna giustificazione valida per il porto di tali oggetti atti a offendere. Anche per lui è scattata la denuncia a piede libero.

Lotta ai parcheggiatori e contrasto al consumo di droga

L’operazione non si è limitata ai posti di blocco stradali. I Carabinieri hanno setacciato anche l’area di viale Giochi del Mediterraneo, tristemente nota per il fenomeno della sosta selvaggia gestita dalla criminalità comune. Qui sono stati intercettati e denunciati 3 parcheggiatori abusivi, sorpresi a esercitare l’attività illecita.

Infine, sul fronte del contrasto al consumo di stupefacenti tra i giovanissimi, i militari hanno individuato 4 ragazzi in possesso di modiche quantità di droga per uso personale. I giovani sono stati segnalati alla Prefettura quali assuntori.

I controlli dei Carabinieri proseguiranno con intensità costante su tutto il territorio del quartiere Bagnoli e delle zone limitrofe per prevenire reati predatori e contrastare il degrado urbano.

Qualiano, ladri in azione durante il cenone di Natale: messi in fuga dalle urla dei residenti

Colpo in pieno centro a Qualiano la sera della vigilia di Natale, mentre molte famiglie erano riunite per il cenone. Due ladri, con il volto coperto, sono stati sorpresi mentre si muovevano con disinvoltura sui balconi di una palazzina al primo piano, nonostante le urla e le proteste dei residenti affacciati alle finestre.

La scena, ripresa da un video diventato rapidamente virale, mostra i due malviventi intenti a scavalcare la ringhiera e a calarsi verso la strada dopo aver presumibilmente tentato l’accesso a un’abitazione ai piani superiori. Il raid è avvenuto in via Di Vittorio, nei pressi del noto negozio Cerqua, in una zona centrale e frequentata del comune a nord di Napoli.

Il filmato, della durata di circa un minuto, documenta la fase finale dell’azione: i ladri abbandonano il balcone del primo piano dopo essere scesi dal secondo e dal terzo, quindi si dileguano rapidamente a bordo di un’auto. Nel frattempo, lungo la strada transitano vetture e scooter, mentre alcuni passanti assistono increduli alla fuga senza intervenire.

L’appartamento preso di mira aveva le luci spente e al momento non è chiaro se i proprietari fossero in casa o se i malviventi siano riusciti a portare via un bottino prima di allontanarsi. Resta il fatto che l’azione, avvenuta in un orario e in un contesto particolarmente delicato, ha alimentato ulteriormente il senso di insicurezza tra i cittadini.

Dell’episodio sono stati informati i carabinieri della stazione di Qualiano, che hanno avviato le indagini per risalire all’identità dei responsabili. Non si esclude che possa trattarsi della stessa banda già coinvolta in altri furti in abitazione registrati nelle ultime settimane tra Marano, Qualiano e Quarto.

Un’escalation criminale che, proprio durante il periodo natalizio, ha fatto crescere l’allarme tra la popolazione, con numerose segnalazioni e appelli sui social network. «Siamo esausti e preoccupati», scrive un residente di Qualiano commentando l’ennesimo raid. In vista del Capodanno, l’attenzione resta alta e i cittadini chiedono maggiori controlli sul territorio.

Oroscopo del 27 dicembre 2025, le previsioni di Paolo Tedesco

1

Oggi le stelle ci consegnano una giornata dalle sfumature contrastanti: da un lato, la Luna in Bilancia spinge verso armonia e ricerca di equilibrio nelle relazioni; dall’altro, Marte in Scorpioneconferisce intensità e determinazione nel lavoro e nelle azioni pratiche.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Amore: La Luna in Bilancia favorisce l’armonia nelle relazioni. Se sei single, potresti incontrare qualcuno in un contesto elegante.
Lavoro: Giornata dinamica, ma attento a discussioni con colleghi. Mantieni la calma.
Salute: Energia in calo. Ritaglia del tempo per riposare.
Finanze: Evita spese impulsive. Una piccola entrata inaspettata potrebbe arrivare.
Consiglio di Paolo Tedesco: Agisci con diplomazia: un tono pacato risolverà tensioni.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Amore: Venere nel tuo settore sociale rende piacevoli gli incontri. In coppia, cerca complicità.
Lavoro: Collaborazioni fruttuose. Un progetto potrebbe concretizzarsi.
Salute: Attenzione a stress accumulato. Una passeggiata ti rigenererà.
Finanze: Situazione stabile. Ottimo momento per pianificare investimenti a lungo termine.
Consiglio di Paolo Tedesco: Fidati del tuo intuito, soprattutto nelle decisioni finanziarie.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Comunicazione chiave. Una conversazione profonda rafforza i legami.
Lavoro: Idee brillanti emergono. Condividile con un team affidabile.
Salute: La mente è attiva, ma attento al riposo notturno.
Finanze: Possibili spese per tecnologia o comunicazione. Valuta bene prima di acquistare.
Consiglio di Paolo Tedesco: Scrivi i tuoi pensieri: daranno forma a nuove opportunità.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Emozioni in primo piano. Cerca intimità con il partner o coltiva l’autostima se single.
Lavoro: Concentrati su compiti pratici. Evita distrazioni familiari.
Salute: Cura l’alimentazione. Evita eccessi a tavola.
Finanze: Attenzione a spese domestiche non pianificate.
Consiglio di Paolo Tedesco: Un gesto di tenerezza verso te stesso ti ricaricherà.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Passione in crescita. Sorprendi il partner con un gesto romantico.
Lavoro: Mettiti in luce. Le tue capacità creative saranno apprezzate.
Salute: Energia vitale alta. Perfetto per attività sportive.
Finanze: Possibile regalo o piccolo guadagno legato a un hobby.
Consiglio di Paolo Tedesco: Lascia brillare la tua autenticità: attirerai l’attenzione giusta.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Cerca equilibrio tra dovere e sentimenti. Un dialogo sincero chiarirà malintesi.
Lavoro: Approfondisci dettagli importanti. La precisione paga.
Salute: Attenzione a tensioni muscolari. Stretching e rilassamento sono utili.
Finanze: Evita prestiti. Meglio risparmiare.
Consiglio di Paolo Tedesco: Organizza il tuo spazio: ordine esteriore rifletterà pace interiore.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: La Luna nel tuo segno accentua il fascino. Incontri piacevoli all’orizzonte.
Lavoro: Lavorare in team porta risultati. Ascolta i consigli di un mentore.
Salute: Benessere mentale fondamentale. Pratica meditazione o yoga.
Finanze: Spese per bellezza o benessere giustificate, ma senza eccessi.
Consiglio di Paolo Tedesco: Decidi con il cuore, ma ponderando le conseguenze.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Intensità emotiva alta. Affronta paure per rinnovare l’intimità.
Lavoro: Rivelazioni utili sul lavoro. Usa la tua determinazione.
Salute: Controlla lo stress. Attività fisica intensa può aiutare a scaricare.
Finanze: Investimenti rischiosi da evitare. Meglio cautela.
Consiglio di Paolo Tedesco: Trasforma una debolezza in forza: la tua resilienza stupirà.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Avventura e ottimismo. Se single, un viaggio potrebbe portare un incontro.
Lavoro: Idee innovative apprezzate. Espandi i tuoi orizzonti professionali.
Salute: Attenzione a sbalzi di energia. Mantieni ritmi regolari.
Finanze: Possibile spesa per un’esperienza culturale o formativa.
Consiglio di Paolo Tedesco: Segui l’ispirazione, ma resta con i piedi per terra.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Priorità alla famiglia. Un gesto tradizionale rafforza i legami.
Lavoro: Discipline e responsabilità portano risultati concreti.
Salute: Attenzione a dolori articolari. Mantieniti attivo con moderazione.
Finanze: Buon momento per risparmi o piani pensionistici.
Consiglio di Paolo Tedesco: La pazienza è la tua virtù: i frutti arriveranno al momento giusto.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Amicizia e amore si mescolano. Cerca connessioni autentiche.
Lavoro: Collaborazioni originali danno slancio. Networking fondamentale.
Salute: Benessere legato alla vita sociale. Evita isolamento.
Finanze: Possibile guadagno da un progetto collettivo o tecnologico.
Consiglio di Paolo Tedesco: Rompi uno schema mentale: nuove prospettive ti libereranno.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Sogni e romanticismo. Attenzione a non idealizzare il partner.
Lavoro: La creatività è alta, ma definisci bene i confini professionali.
Salute: Sensibilità accentuata. Cerca ambienti rilassanti.
Finanze: Attenzione a illusorie opportunità finanziarie. Verifica tutto.
Consiglio di Paolo Tedesco: Ascolta il tuo sesto senso, ma conferma con dati concreti.

 Cosa ci riservano le stelle sabato 27 dicembre 2025?

Il consiglio generale è di bilanciare cuore e ragione: nell’amore, lasciarsi trasportare dalle emozioni senza perdere di vista la realtà; nel lavoro, osare con strategia; nella salute, ascoltare i segnali del corpo; nelle finanze, evitare rischi non calcolati.
Paolo Tedesco ricorda che ogni segno ha un dono oggi: usatelo per chiudere l’anno con consapevolezza e preparare il terreno per un nuovo inizio. Le stelle non determinano il nostro destino, ma ci illuminano il percorso. Buon viaggio nel giorno che verrà!

Ponticelli, spara contro l’auto dell’ex a Natale: arrestato dopo due giorni di caccia all’uomo

Napoli – Il rumore degli spari spezza la quiete del pranzo di Natale. È il 25 dicembre, poco prima delle 17, quando una giovane donna di 25 anni chiama il 112 dal quartiere Ponticelli, nella zona orientale di Napoli. La voce è rotta dalla paura: “Ha sparato, è stato lui”.

Pochi istanti prima, alcuni colpi d’arma da fuoco hanno raggiunto la sua auto, una Lancia Ypsilon parcheggiata sotto casa. Due bossoli a terra, due fori ben visibili sul cofano. Un messaggio inequivocabile, arrivato nel giorno che dovrebbe essere dedicato alla famiglia.

Sul posto intervengono i carabinieri della stazione locale. La donna racconta di aver installato un sistema di videosorveglianza per proteggersi. Guardando le immagini, riconosce senza esitazioni l’uomo che ha esploso i colpi: è il suo ex compagno, 32 anni, con il quale ha avuto una relazione durata circa cinque anni. Dalla loro unione sono nati due figli, di tre anni e di un anno e mezzo.

I militari recuperano i bossoli e avviano i rilievi con la Sezione Investigazioni Scientifiche. Nel frattempo dell’uomo non c’è traccia. La vittima viene accompagnata in caserma, dove formalizza la denuncia.

Racconta quasi due anni di atti persecutori, pedinamenti, minacce continue. Lo aveva già denunciato per stalking. Nei giorni precedenti, riferisce, era comparso anche un profilo social falso dal quale riceveva messaggi inquietanti: si parlava esplicitamente di danneggiamenti all’auto.

Gli accertamenti confermano un quadro già noto alle forze dell’ordine. Il 32enne ha numerosi precedenti per minacce e atti persecutori. A suo carico risulta anche un divieto di avvicinamento alla donna e ai figli, misura che non gli ha impedito di tornare a colpire, alzando il livello della violenza.

Le immagini delle telecamere sono chiare: un uomo si avvicina all’auto, estrae un oggetto dalla tasca, lo punta e fa fuoco, poi si allontana rapidamente. L’audio del filmato registra almeno quattro esplosioni.

Scatta la caccia all’uomo. I carabinieri si muovono senza sosta, mentre viene rafforzata la vigilanza a tutela della donna. In serata si cerca anche nell’abitazione dell’indagato, ma l’uomo risulta irreperibile. L’Autorità giudiziaria dispone l’arresto in flagranza differita e la custodia cautelare in carcere.

All’alba del 26 dicembre una pattuglia resta fissa davanti alla casa della vittima. Lei viene ascoltata di nuovo. Racconta anche violenze fisiche subite negli anni, molte mai denunciate. Un clima di terrore, descritto come “camorristico”, dove il controllo, il possesso e la paura imponevano il silenzio.

Il dispositivo messo in campo dall’Arma porta al risultato in tarda mattinata. Il 32enne viene rintracciato e arrestato nella sua abitazione. Durante la perquisizione vengono sequestrati indumenti compatibili con quelli indossati dall’uomo ripreso nei filmati.

Per lui scattano le manette con l’accusa di atti persecutori aggravati. Dopo l’arresto viene trasferito in carcere. Una vicenda che riaccende i riflettori sulla violenza di genere e su storie che spesso restano sommerse, fino a quando la paura esplode in colpi di pistola.

Natale di terrore a Maddaloni: sfonda la finestra con un mattone e picchia l’ex moglie

Maddaloni – Non si è fermata neppure davanti al giorno di Natale la furia di un 63enne di Maddaloni, arrestato dai Carabinieri con le pesanti accuse di percosse e atti persecutori.

Quello che doveva essere un momento di serenità si è trasformato in un incubo per l’ex moglie dell’uomo, aggredita brutalmente tra le mura domestiche nella tarda mattinata del 25 dicembre.

L’irruzione e la violenza Secondo la ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma, l’uomo si è presentato sotto l’abitazione della donna poco prima di mezzogiorno. Dopo aver raccolto un mattone, ha infranto il vetro della finestra della cucina e si è introdotto con forza nell’appartamento. Una volta all’interno, si è scagliato contro l’ex compagna colpendola ripetutamente con schiaffi al volto e alla testa.

Un incubo già denunciato L’episodio di Natale non sarebbe che l’ultimo capitolo di una lunga scia di vessazioni. La vittima, infatti, aveva già esposto querela contro l’uomo per precedenti comportamenti persecutori, delineando un quadro di stalking che durava da tempo.

L’intervento dei Carabinieri L’allarme è scattato immediatamente grazie a una segnalazione al numero di emergenza. I Carabinieri, giunti sul posto in pochi minuti, sono riusciti a bloccare il 63enne prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

La donna, visibilmente scossa e in stato di shock, è stata subito soccorsa dal personale sanitario. Nonostante la violenza dei colpi ricevuti, non è stato necessario il ricovero ospedaliero, ma la ferita psicologica resta profonda in una giornata che avrebbe dovuto celebrare tutt’altro.

L’uomo si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre l’attenzione degli inquirenti resta alta sulla protezione della vittima, già finita troppo spesso nel mirino del suo aguzzino.

Napoli, 5 chili di hashish in auto: il GIP concede i domiciliari a un 49enne di Barra

Cinque chili di hashish nascosti nel baule dell’auto, ma non finirà in cella, almeno per ora. A decidere è stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola, Fortuna Basile, che stamattina ha disposto gli arresti domiciliari per G.B., 49enne di Barra, difeso dall’avvocato penalista Giuseppe Milazzo.

L’uomo era stato fermato dalla Polizia Stradale di Nola nel tardo pomeriggio di martedì, lungo la statale in località Marigliano. Durante un controllo, gli agenti hanno ispezionato la sua vettura trovando, nella parte posteriore, un borsone che nascondeva ben 49 panetti di sostanza stupefacente, per un peso complessivo di circa 5 chilogrammi.

Nonostante la gravità del quantitativo e le richieste di custodia cautelare in carcere avanzate dalla Procura, il GIP ha optato per una misura meno severa. Il giudice, valutando le argomentazioni della difesa, ha infatti applicato gli arresti domiciliari presso l’abitazione dell’uomo a Barra. La misura – notano le fonti – è stata applicata senza l’obbligo del braccialetto elettronico.

Una decisione che permetterà al 49enne di trascorrere le festività natalizie in famiglia, in attesa dello sviluppo del procedimento a suo carico. L’avvocato Milazzo, contattato, ha espresso soddisfazione per la decisione del magistrato, ritenuta “bilanciata e attenta alla situazione personale dell’indagato”, ma ha preferito non aggiungere ulteriori commenti sul merito dell’inchiesta, ancora in corso.

Napoli, crolla un cornicione in via Toledo: ferita una ragazza

Paura nel pomeriggio di Santo Stefano in via Toledo, nel cuore di Napoli, dove un pezzo di cornicione si è staccato da un edificio facendo cadere calcinacci in strada. Una ragazza sarebbe rimasta ferita, stando a quanto riferito da un testimone che ha inviato la segnalazione corredata da fotografie al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

Sul posto sono intervenuti gli agenti di Polizia e i sanitari del 118 per prestare soccorso e avviare le operazioni di messa in sicurezza dell’area, in una delle arterie cittadine a più alta percorrenza pedonale.

“Siamo di fronte a una tragedia sfiorata e purtroppo via Toledo non è nuova a episodi simili”, ha dichiarato Borrelli, ricordando il precedente del 2014, quando Salvatore Giordano perse la vita a causa del distacco di un cornicione nei pressi della Galleria Umberto.

Il deputato ha chiesto “interventi immediati” di controllo e manutenzione degli edifici e ha invocato responsabilità per chi “non provvede alla manutenzione e mette a rischio l’incolumità delle persone”.

Napoli, il bilancio della Questura: oltre duemila arresti nel 2025

Napoli – Duemila e 72 arresti e 7.840 persone denunciate: è il bilancio dell’attività svolta nel corso del 2025 dalla Questura di Napoli. Un anno intenso sul fronte della sicurezza, che ha visto i poliziotti impegnati nel controllo capillare del territorio con 871.567 persone e 287.699 veicoli sottoposti a verifica.

Accanto all’attività repressiva, particolare rilievo ha assunto il lavoro di prevenzione, sviluppato attraverso numerosi provvedimenti amministrativi emessi dal questore Maurizio Agricola nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

Tra questi spiccano le misure adottate per il contrasto alla violenza contro le donne: nel corso dell’anno sono stati infatti emessi 259 ammonimenti per atti persecutori e per reati riconducibili al cosiddetto “codice rosso”.

Sempre nell’ambito della prevenzione, la Questura ha disposto 328 avvisi orali, oltre al sequestro di beni per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro e alla confisca di patrimoni per circa 2 milioni di euro.

Sul fronte dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana sono stati inoltre emessi 321 Daspo, che vietano l’accesso alle manifestazioni sportive, e 274 Dacur, i provvedimenti di allontanamento dalle aree urbane.

Nel corso del 2025 è stato anche eseguito, in sinergia con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e con la Procura di Napoli, un decreto di applicazione della misura di prevenzione prevista dall’articolo 34 del Codice antimafia nei confronti di una società calcistica, nell’ambito dell’indagine sulla precedente gestione della Juve Stabia.

Infine, per ragioni legate alla tutela della pubblica sicurezza e alla prevenzione di pericoli per l’ordine pubblico, il questore ha disposto la sospensione temporanea della licenza per 26 pubblici esercizi.

Pomigliano, spaccata in un ristorante e furto della cassa la notte di Natale

Il risveglio di Santo Stefano a Pomigliano d’Arco è stato segnato dall’amarezza per l’ennesimo episodio di criminalità ai danni del tessuto produttivo locale.

Erano le 4:47 della notte appena trascorsa quando 4 banditi incappucciati hanno assaltato un’attività di ristorazione in via Roma. I malviventi, agendo con estrema rapidità, hanno forzato la serratura elettrica e infranto la vetrata d’ingresso per asportare la cassa automatica, dileguandosi subito dopo.

L’episodio ha spinto i titolari, stremati dall’insicurezza cronica, a rivolgersi direttamente al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

“In questa attività ho investito anni di sacrifici per dare un futuro alla mia famiglia,” spiega il proprietario, ricordando di aver subito appena un mese fa il tentato furto dell’auto proprio davanti al locale. Il rischio concreto, comune a molte piccole imprese del territorio, è la chiusura definitiva: senza tutele adeguate, i danni da scasso diventano insostenibili.

Il caso di via Roma non è purtroppo isolato, ma si inserisce in una scia di violenza che ha scosso la città durante le festività. Solo poche ore prima, nel pomeriggio della Vigilia, un bambino e un uomo di 47 anni erano rimasti feriti in pieno centro a causa di proiettili vaganti. Una coincidenza di eventi che descrive una situazione di emergenza sociale e di sicurezza ormai fuori controllo.

“Non possiamo tollerare zone franche in cui i criminali la fanno da padrona,” ha dichiarato duramente Francesco Emilio Borrelli. Il deputato ha invocato misure drastiche e pene certe per contrastare quello che ha definito un “Far West a cielo aperto”. Secondo il parlamentare, il senso di impunità dilagante sta trasformando le strade campane in territori dove i cittadini e gli imprenditori vivono in uno stato di costante assedio.

 

Castel Volturno, picchia il padre per i soldi: arrestato 35enne

Castel Volturno– Una notte di terrore in una tranquilla abitazione familiare. I carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone e della Tenenza di Castel Volturno hanno arrestato un 35enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia.

L’uomo, che viveva sotto lo stesso tetto del padre anziano, lo avrebbe aggredito fisicamente dopo avergli chiesto insistentemente del denaro. Secondo la ricostruzione dei militari, il 35enne avrebbe preteso una somma di soldi – verosimilmente per acquistare sostanza stupefacente – arrivando a minacciare e colpire il genitore quando questi si è rifiutato di assecondarlo.

Il padre, spaventato e dolorante, ha chiamato i soccorsi e poi ha sporto denuncia in caserma. Le lesioni riportate, giudicate guaribili in 15 giorni, hanno reso necessario il ricorso alle cure mediche del pronto soccorso.

Agli investigatori l’uomo ha confidato che non si è trattato di un episodio isolato: violenze e richieste estorsive simili si sarebbero già verificate più volte in passato.Ecco alcuni momenti che illustrano l’intervento notturno dei carabinieri in contesti abitativi:

La violenza domestica, purtroppo, continua a lasciare segni profondi su molte famiglie. Qui un esempio di come può manifestarsi la tensione tra generazioni.

Il 35enne è stato accompagnato in carcere a Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori episodi di violenza pregressi e per ricostruire il quadro complessivo della difficile convivenza familiare.

Vigilia di Natale, raffica di controlli sulla movida: sanzioni e sequestri tra centro e colline

Durante la serata della vigilia di Natale è scattata una vasta operazione di controllo del territorio nelle principali aree della movida cittadina. L’attività, coordinata dalla Questura di Napoli, ha visto impegnati uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il supporto della Polizia Metropolitana e della Polizia Locale.

I controlli hanno interessato il centro storico, Chiaia, Posillipo e il Vomero, zone tradizionalmente affollate durante le festività. Nel corso del servizio sono state identificate 70 persone, sei delle quali già note alle forze dell’ordine. Due soggetti sono stati inoltre sanzionati amministrativamente per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale.

Nel mirino anche le attività commerciali: sei gli esercizi controllati, tre dei quali sanzionati per la violazione delle prescrizioni in materia di impatto acustico e per la vendita di bevande in bicchieri e bottiglie di vetro, in contrasto con le norme previste per la sicurezza urbana.

L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione predisposto per le festività natalizie, finalizzato a garantire ordine pubblico e sicurezza nelle zone della movida.

Napoli, reagisce alla rapina in via Argine: 25enne accoltellato alla schiena

Napoli – Nemmeno la sera di Natale ha fermato l’escalation di violenza nelle periferie napoletane. Erano circa le 22:00 di ieri quando in via Argine, nel quartiere di Ponticelli, un giovane di 25 anni è diventato il bersaglio di un brutale tentativo di rapina sfociato nel sangue.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla Polizia di Stato, il ragazzo – un incensurato del posto – si trovava in attesa alla fermata dell’autobus quando è stato avvicinato da un uomo, descritto come un cittadino straniero, armato di coltello.

Quello che doveva essere un “semplice” passaggio di mano di portafoglio o cellulare si è trasformato in pochi istanti in un’aggressione violenta: alla resistenza della vittima, che ha tentato istintivamente di divincolarsi e sfuggire al suo aggressore, il malvivente ha risposto sferrando due fendenti alla schiena.

I soccorsi e le indagini

Subito dopo l’attacco, l’aggressore si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce nell’oscurità della periferia est. Il 25enne è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare. Nonostante la profondità delle ferite e la zona delicata colpita, i medici hanno escluso il pericolo di vita. Dopo le cure necessarie e i punti di sutura, il giovane è stato dimesso con una prognosi che fortunatamente non desta preoccupazione.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno già effettuato i rilievi sul luogo dell’accaduto e stanno setacciando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare l’assalitore. Resta alta la tensione nel quartiere per un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle aree di sosta dei mezzi pubblici durante le ore notturne.

Addio a Maria Sole Agnelli: aveva 100 anni

Con la scomparsa di Maria Sole Agnelli, avvenuta nella sua villa di Torrimpietra a pochi mesi dal traguardo del secolo di vita, l’Italia perde non solo un membro fondamentale di una delle sue dinastie più iconiche, ma anche un esempio raro di aristocratica concretezza.

Nata a Villar Perosa nel 1925, Maria Sole ha attraversato il “secolo breve” con una cifra stilistica fatta di discrezione, coraggio e un’indipendenza intellettuale che l’ha portata spesso lontano dai binari già tracciati per le donne del suo rango.

La “Sindaca dei borghi” senza comizi

Mentre i fratelli Gianni e Umberto guidavano l’impero FIAT e la sorella Susanna scalava le vette della diplomazia e del Terzo Settore, Maria Sole scelse una strada pubblica originale e vicina al territorio. Negli anni Sessanta, in un’Italia ancora profondamente patriarcale, divenne sindaca di Campello sul Clitunno, in Umbria.

La sua elezione resta un caso di scuola: ottenne 850 voti su 1.200 senza mai tenere un comizio. Durante il suo decennio da amministratrice (1960-1970), trasformò il borgo puntando sulla valorizzazione delle celebri Fonti del Clitunno e sulla modernizzazione delle infrastrutture scolastiche, dimostrando una visione del turismo culturale ed enogastronomico allora pionieristica.

Tra sport di classe e istituzioni

Il suo nome è legato indissolubilmente anche all’eccellenza sportiva. Grande appassionata di equitazione, la sua scuderia portò l’Italia sul podio olimpico: nel 1972, ai Giochi di Monaco, il suo purosangue Woodland conquistò la medaglia d’argento.

Tuttavia, il suo impegno più duraturo è stato quello civile. Per quattordici anni, fino al 2018, ha ricoperto la carica di Presidente della Fondazione Agnelli. Sotto la sua egida, l’ente ha spostato il proprio baricentro verso la ricerca educativa e il sostegno al sistema scolastico italiano, confermando la sua capacità di guardare alle future generazioni con pragmatismo e lungimiranza.

Il privato e l’ultimo capitolo

La vita privata di Maria Sole è stata segnata da grandi affetti e due matrimoni: il primo con il conte Ranieri Campello della Spina e il secondo con il conte Pio Teodorani-Fabbri. Madre di cinque figli, ha saputo mantenere la famiglia al centro di un’esistenza cosmopolita ma rigorosa.

La sua tempra era rimasta intatta fino agli ultimi mesi. All’inizio del 2025, la cronaca era tornata a occuparsi di lei per un drammatico episodio: una rapina nella sua villa, durante la quale i malviventi avevano immobilizzato il personale mentre la contessa dormiva. Un evento traumatico che aveva affrontato con la consueta, aristocratica compostezza.

Con la sua morte si chiude definitivamente un capitolo della storia industriale e sociale d’Italia. Resta il ritratto di una donna che ha saputo essere “Agnelli” a modo proprio: con grazia, silenzio e una modernità che non ha mai avuto bisogno di ostentazione.

Movida violenta e furti a raffica, discoteca di Agnano chiusa per 15 giorni

Napoli –  Serrande abbassate e musica spenta per due settimane. Il Questore di Napoli ha disposto la chiusura ad horas di una nota discoteca di Agnano, sospendendo per 15 giorni sia l’attività di intrattenimento danzante che la somministrazione di alimenti e bevande.

Il provvedimento, scattato ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, arriva come risposta ferma a una scia di episodi violenti che hanno trasformato il locale in un punto critico per l’ordine pubblico.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’episodio avvenuto lo scorso 14 dicembre. All’esterno della struttura si è scatenata una violenta rissa tra gruppi di giovani, culminata nel sangue: un ragazzo di 17 anni è stato ferito alla spalla con un’arma da taglio, mentre un 21enne è stato colpito violentemente al volto.

Ma il dossier sulla scrivania della Questura racconta di una situazione fuori controllo che dura da tempo. Gli accertamenti hanno evidenziato una preoccupante recidività: già nel maggio 2024, infatti, un altro giovane di 27 anni era rimasto ferito all’interno del locale.

A questo quadro di violenza si aggiunge l’allarme sicurezza legato ai reati predatori: tra il febbraio 2024 e il dicembre 2025, le forze dell’ordine hanno registrato ben sei denunce per furto avvenuti all’interno della struttura.

Non è la prima volta che i sigilli scattano per questa discoteca. Già nel corso del 2024, il Questore era stato costretto a intervenire con un analogo provvedimento di sospensione, sempre della durata di 15 giorni. Evidentemente, il precedente stop non è bastato a invertire la rotta.

La nuova chiusura, si legge nelle motivazioni, è finalizzata a “scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini”, interrompendo una spirale di eventi che metteva a rischio l’incolumità dei frequentatori, spesso giovanissimi.

Perché a Napoli il freddo è diverso: il microclima che nessuno racconta

A Napoli l’inverno non arriva mai di colpo. Non irrompe, si insinua.

Non ci sono gelate improvvise né temperature estreme come in altre città italiane. Eppure, chi vive qui lo sa bene: il freddo a Napoli è diverso. Più lento, più umido, più persistente.

È quel freddo che non pizzica la pelle, ma resta addosso. Che entra nelle ossa senza farsi notare. Che ti accompagna per giorni, anche quando il termometro non segna valori bassi.

Una sensazione che conoscono tutti

Molti napoletani lo descrivono allo stesso modo:“Non fa freddissimo, ma mi sento stanco”.
“Dormo peggio d’inverno”. “Mi fa male tutto anche se non gela”.

Non è suggestione.
È microclima.

Napoli si trova in una posizione geografica particolare, incastonata tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio, con una conformazione che trattiene l’umidità e modifica il modo in cui il corpo percepisce il freddo.

Mare, montagna e aria che non scorre

Il Golfo agisce come una grande riserva di umidità. Il Vesuvio, invece, spezza e devia le correnti d’aria, impedendo una ventilazione costante. Il risultato è un clima apparentemente mite, ma in realtà carico di umidità, che amplifica la sensazione di freddo e influisce sul benessere quotidiano.

Non a caso, molti medici parlano di un impatto su:

  • articolazioni

  • qualità del sonno

  • sistema respiratorio

  • livello di affaticamento

Ricordi di infanzia: il freddo che “si sentiva in casa”

Chi è cresciuto a Napoli ricorda bene certi inverni. Le case umide. I muri freddi anche senza gelo. I panni che non asciugavano mai del tutto. Non servivano temperature sotto zero per sentirlo. Il freddo era un’atmosfera, non un numero. Eppure, nessuno lo spiegava.
Si diceva solo: “È l’aria di Napoli”.

Un clima che influenza anche l’umore

C’è un altro aspetto poco raccontato: l’impatto emotivo. La luce invernale, spesso filtrata da nuvole basse e umidità, rende le giornate più corte e meno definite. Questo microclima influisce anche sull’umore, sulla concentrazione, sul ritmo quotidiano. Non è un caso che molti napoletani percepiscano l’inverno come una stagione più faticosa, pur senza freddo estremo.

“Il clima non è solo meteorologia, è vita quotidiana”

Come scriveva il climatologo Luca Mercalli:

“Il clima non è un dato astratto: è ciò che condiziona ogni gesto della nostra giornata.”

A Napoli questo è ancora più vero, perché il clima non è mai neutro. Dialoga con la città, con il corpo, con le abitudini.

Quando il microclima cambia

Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando. E non è solo una sensazione.

Il cambiamento climatico globale sta alterando anche il delicato equilibrio del microclima napoletano. Gli effetti si notano:

  • piogge più intense e improvvise

  • periodi di umidità estrema

  • sbalzi termici più marcati

  • estati più lunghe e inverni irregolari

In alcuni casi, il microclima che rendeva Napoli “mite” sta diventando più estremo, meno prevedibile.

Napoli non è isolata dal mondo

Spesso si pensa che Napoli, protetta dal mare e dal Vesuvio, sia immune. Non lo è.

L’aumento delle temperature globali, l’inquinamento atmosferico e il cambiamento delle correnti stanno modificando anche qui ciò che per secoli è stato stabile. Il microclima non scompare, ma si trasforma. E la città lo sente, prima ancora che lo dicano i dati.

Una città che percepisce prima

Forse è proprio questo il punto. Napoli, con il suo rapporto fisico con l’ambiente, percepisce prima i cambiamenti. Nel corpo. Nelle case. Nelle abitudini. Il freddo che “si sente di più”. L’umidità che stanca. Le stagioni che non sono più quelle di una volta.

Fonti e approfondimenti

Melito, i segnali per usare la casa dei summit segreti del clan Amato-Pagano

Melito di Napoli– Una borsa appoggiata fuori dalla porta d’ingresso. Un segnale semplice, quasi banale, ma carico di significato criminale. Era questo lo stratagemma concordato per avvertire gli affiliati del clan Amato-Pagano che l’abitazione era “occupata” o, al contrario, pronta ad accogliere summit riservati lontani da occhi indiscreti e microspie.

È uno dei passaggi più emblematici dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Isabella Iaselli che ha colpito due settimane fa 11 esponenti del clan, svelando il ruolo – ritenuto tutt’altro che marginale – dei coniugi Ida Somma e Pasquale Foria, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, la coppia avrebbe fornito un contributo concreto, consapevole e continuativo al sodalizio camorristico, mettendo a disposizione il proprio appartamento di via Roma 188, a Melito, come base operativa per le riunioni del clan, almeno fino al 17 dicembre 2024.

La “casa sicura” del clan

L’immobile – formalmente intestato in locazione a Ida Somma dal marzo 2020 – diventa presto un punto fermo nella geografia criminale del clan Amato-Pagano. Tanto da spingere gli investigatori a sottoporlo a videosorveglianza continua a partire dal 27 marzo 2024. Le telecamere raccontano un viavai incessante di uomini ritenuti affiliati o contigui al clan, molti dei quali già noti alle forze dell’ordine.

Le immagini inchiodano i fatti: Romano Domenico, ritenuto reggente del clan, Caso Carmine Raffaele, Marino Cosimo, Calzone Carlo, Pezzella Gaetano, Errichelli Maurizio, Ranucci Carlo Salvatore, Diano Luigi, Rinaldi Francesco. I nomi si ripetono, le presenze si sovrappongono, gli incontri si susseguono con una regolarità incompatibile con semplici visite amicali.

Il copione è sempre lo stesso: scooter parcheggiati nel cortile, ingressi scaglionati, uscite rapide. E soprattutto borsoni, buste di plastica, zaini che entrano ed escono dall’appartamento. Dettagli che, per gli inquirenti, parlano chiaro.

Il segnale della borsa

A rendere ancora più esplicita la funzione dell’abitazione è il codice della borsa. Le telecamere documentano che quando Ida Somma è in casa, una borsa da donna viene lasciata all’esterno della porta. È il segnale per gli affiliati: bisogna attendere. Quando la borsa sparisce, la casa è “libera”.

Emblematico quanto accade il 26 aprile 2024. Carmine Raffaele Caso arriva davanti all’ingresso, vede la borsa, si ferma. Pochi minuti dopo Somma esce, rimuove il segnale, e Caso entra senza esitazioni. Un rituale collaudato, ripetuto nel tempo, che secondo i giudici dimostra piena consapevolezza e partecipazione funzionale.

Riunioni, affari e “mesate”

Tra gli incontri più significativi c’è quello del 30 marzo 2024, una vera e propria riunione plenaria del clan. Prima il ritrovo in un bar, poi in una braceria e quindi in unl circolo. Infine, tutti convergono in via Roma 188. È lì che, come emerge da una intercettazione, si discutono anche questioni economiche.

Alle 13:17, Vastarelli Arturo parla con la moglie e ammette: “Non lo so quando porto i soldi, stanno facendo la riunione”.Un riferimento diretto alle “mesate”, le somme destinate al sostentamento degli affiliati e delle famiglie dei detenuti.

I contatti con Rinaldi, anche dal carcere

Altro elemento chiave è il rapporto stretto e costante con Rinaldi Francesco, personaggio centrale del clan, arrestato e detenuto a Poggioreale. Anche dal carcere, Rinaldi resta in contatto con la coppia.

Il 21 agosto 2024, la moglie di Rinaldi chiama Ida Somma perché il marito non riesce a parlare con “Franco” e “Pasquale”. Somma rassicura: “Glielo faccio sapere a Pasquale, faccio l’imbasciata”. Il giorno dopo è Foria a chiamare il detenuto. Gli passa “Francuccio”, che confessa: “Ho dovuto buttare il telefono… ho preso le fiale”.

Un linguaggio allusivo, tipico dei contesti criminali, che per gli inquirenti conferma un canale di comunicazione stabile, nonostante la detenzione.

Un contributo decisivo al clan

La Procura è netta: non si tratta di episodi isolati né di semplice favoreggiamento. La messa a disposizione dell’abitazione è costante, sistematica e organizzata. Foria, spesso fuori casa fino a sera, lascia l’appartamento libero per l’intera giornata. Gli affiliati dispongono delle chiavi del cancello e dell’abitazione. Le riunioni si svolgono in un luogo ritenuto sicuro, dove non si temono intercettazioni ambientali.

Una casa, una borsa, un segnale silenzioso. Tanto è bastato per trasformare un appartamento di Melito in uno dei cuori operativi del clan Amato-Pagano.

Pomigliano, un altro ferito dai colpi vaganti della vigilia di Natale

C’è un secondo ferito nel pomeriggio di follia armata che ha segnato la vigilia di Natale a Pomigliano d’Arco. I Carabinieri, allertati dal 112, sono intervenuti ieri presso il pronto soccorso dell’Ospedale del Mare per accertamenti su un uomo di 47 anni giunto in ospedale con una ferita d’arma da fuoco.

Secondo una prima ricostruzione, il ferimento risalirebbe alla sera del 24 dicembre, intorno alle 19.30. L’uomo, che stava passeggiando con la propria compagna in piazza Giovanni Leone, sarebbe stato raggiunto da un proiettile vagante di piccolo calibro che lo ha colpito al gluteo. Nonostante la ferita, il 47enne si è recato in ospedale soltanto il giorno successivo. Le sue condizioni non sono gravi e non è in pericolo di vita.

Le indagini si stanno ora ampliando per verificare eventuali collegamenti con un altro episodio avvenuto poche ore prima, sempre a Pomigliano d’Arco. Un bambino di 7 anni era stato infatti colpito di striscio alla spalla da un proiettile vagante mentre si trovava con i genitori in piazza Castello. Anche in quel caso, fortunatamente, le conseguenze non sono state gravi.

I militari dell’Arma stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nelle aree interessate, con l’obiettivo di stabilire se i due episodi siano riconducibili alla stessa arma o agli stessi autori.

Un pomeriggio che doveva essere di festa e che invece ha rischiato di trasformarsi in tragedia, riportando l’attenzione su un fenomeno sempre più allarmante: l’uso disinvolto delle armi da fuoco, spesso impiegate come simbolo di potere e status, con conseguenze potenzialmente letali per passanti innocenti.

Stadio Maradona, Manfredi sui lavori al terzo anello: “Vibrazioni nodo da risolvere”. Fico: “Va valorizzato”

Napoli – La riqualificazione dello Stadio Diego Armando Maradona entra in una fase di valutazione tecnica avanzata, ma resta legata a nodi strutturali ancora da sciogliere.

A fare il punto è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto ai microfoni di Radio Crc, dove ha confermato che i lavori sul terzo anello potrebbero partire in tempi relativamente rapidi, a condizione di risolvere il problema delle vibrazioni.

«Stiamo lavorando sulla riqualificazione dello stadio – ha spiegato Manfredi –. I lavori sul terzo anello possono partire velocemente, ma c’è un tema legato alle vibrazioni. Stiamo effettuando prove e sperimentazioni per eliminarle, utilizzando tecnologie specifiche». Un passaggio che evidenzia come l’attenzione dell’amministrazione sia concentrata sulla sicurezza e sulla sostenibilità strutturale dell’impianto.

Il primo cittadino non ha escluso, tuttavia, l’ipotesi di una nuova infrastruttura sportiva, qualora la SSC Napoli e il presidente Aurelio De Laurentiis decidessero di intraprendere questa strada. «Se De Laurentiis e il Napoli vogliono fare uno stadio nuovo, noi siamo favorevoli e daremo tutto il supporto possibile», ha precisato Manfredi, richiamando però alla complessità dell’operazione.

«Costruire uno stadio è una cosa complicata – ha aggiunto – perché bisogna tenere conto delle interazioni urbanistiche, del traffico e dei servizi. Un impianto deve sorgere in un luogo dove tutto questo sia possibile e fattibile». Un richiamo esplicito alla necessità di una pianificazione integrata e di lungo periodo.

Sulla stessa linea, ma con un accento più marcato sulla valorizzazione dell’esistente, si è espresso anche il neo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, intervenuto anch’egli a Radio Crc. «Lo Stadio Maradona è il nostro stadio e va valorizzato», ha dichiarato il governatore, sottolineando il ruolo strategico dell’impianto per la città e per l’intero territorio regionale.

Fico ha ricordato come in Campania numerose strutture sportive siano già state finanziate per interventi di ristrutturazione significativi. «Sono convinto che, così come è avvenuto per altri stadi e impianti della regione, lo stesso debba accadere per il Maradona», ha spiegato, lasciando intendere la disponibilità della Regione a sostenere un progetto di rilancio. «Ci sono delle idee e le metteremo in campo», ha concluso.

Le dichiarazioni delle due principali istituzioni delineano così uno scenario ancora aperto, sospeso tra la riqualificazione dell’attuale stadio e l’ipotesi di una nuova casa per il Napoli, con la consapevolezza che ogni scelta dovrà fare i conti con vincoli tecnici, urbanistici e finanziari.