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Napoli, Capodanno da «Sold Out»: il Centro Storico fa il pieno con il Last Minute

Napoli– La sirena del Capodanno 2026 suona la carica per il turismo partenopeo. Secondo le ultime rilevazioni dell’Abbac (Associazione nazionale extralberghiera), Napoli si prepara a vivere la notte di San Silvestro con il cartello “tutto esaurito” affisso alle porte del centro storico. Una performance trainata da un’ondata di prenotazioni dell’ultimo secondo che sta saturando i B&B e le case vacanza della città.

Il profilo della vacanza: mordi e fuggi

Nonostante l’ottimismo sui volumi, l’analisi del presidente Agostino Ingenito evidenzia un mutamento strutturale della domanda. La permanenza media si è accorciata a due notti, con prezzi che oscillano tra gli 80 e i 150 euro per una camera matrimoniale. Se Napoli e Salerno tengono il passo grazie ai grandi eventi in piazza, il resto della regione sconta le difficoltà di un turismo più lento e costoso.

A pesare sul bilancio sono i fattori macroeconomici:

Inflazione e trasporti: L’aumento dei costi dei voli e dei treni ha frenato la domanda nazionale.

Geopolitica: L’instabilità internazionale sposta i flussi verso mete percepite come “vicine” e sicure.

Target: Prevalgono gli italiani, seguiti da francesi, polacchi e spagnoli.

L’allarme sicurezza: no ai “party selvaggi”

L’associazione ha diffuso una nota di allerta specifica per i gestori: il rischio è che le prenotazioni effettuate da giovanissimi per la sola notte del 31 si trasformino in festa non autorizzate. «L’uso improprio delle strutture per party di fine anno mette a rischio l’incolumità delle persone e la responsabilità legale dei titolari», avverte Ingenito.

Vademecum anti-truffa

Per i ritardatari della vacanza, l’Abbac ha pubblicato una guida pratica per evitare raggiri, sempre più frequenti nei periodi di alta stagione. I punti chiave per una prenotazione sicura includono:

Verifica del CIN: Il Codice Identificativo Nazionale deve essere presente in ogni annuncio.

Tracciabilità: Esigere sempre ricevute e utilizzare metodi di pagamento sicuri.

Legalità: Assicurarsi che la struttura operi correttamente attraverso il portale Alloggiati Web.

Uno sguardo al 2026

Nonostante il successo numerico, la sfida per il futuro resta la programmazione. L’Abbac invoca per il prossimo anno strategie di promozione più strutturate, capaci di svincolare il turismo campano dalla sola logica dell’evento stagionale e di rispondere con maggiore resilienza alle fluttuazioni del mercato globale.

Montella, promesse di guadagni e finti investimenti: truffa da 50 mila euro

Avellino – I carabinieri della Compagnia di Montella hanno denunciato dieci persone per aver truffato una giovane donna del luogo con il collaudato meccanismo dei falsi investimenti finanziari. La vittima ha perso oltre 50 mila euro.

Gli indagati, spacciandosi per operatori finanziari su una nota applicazione messaggistica, promettevano guadagni facili da investimenti su piattaforme di trading online. La donna, residente a Montella in provincia di Avellino, ha versato decine di migliaia di euro tramite bonifici bancari alla sedicente società di investimenti. Quando ha tentato di recuperare il capitale versato, si è accorta di essere caduta in una trappola fraudolenta.

Le indagini hanno permesso di identificare i dieci presunti truffatori, di età compresa tra i 19 e i 60 anni. Tra loro figurano anche tre stranieri di nazionalità albanese, colombiana e indiana, residenti in diverse città italiane. Per rendere più credibile l’inganno, gli indagati pubblicavano sul falso portale virtuale accantonamenti e profitti fittizi destinati agli investitori.

Napoli, tentato scippo alla Stazione, un arresto nella notte

Napoli – Tentato scippo domenica sera nell’area della Stazione Centrale, ennesimo episodio di violenza in una zona sempre più segnata da degrado e insicurezza. Vittima Gabriella Baggio, a Napoli per motivi di lavoro, aggredita nei pressi di piazza Garibaldi da due malviventi.

Nella colluttazione la donna è caduta, riportando un colpo al ginocchio. Uno dei due rapinatori è stato bloccato e arrestato grazie all’intervento congiunto della polizia e dei militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure”.

L’episodio riaccende i riflettori sulla situazione definita “insostenibile” da residenti e commercianti dell’area, che nelle ultime ore hanno inviato nuove segnalazioni al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli. Al centro delle denunce il cosiddetto “mercatino della monnezza”, ormai permanente, che continua a proliferare nonostante controlli e allontanamenti.

Secondo quanto riferito dai cittadini, i venditori abusivi si spostano e si riorganizzano rapidamente: dopo lo sgombero dall’area della statua di Garibaldi, al centro della piazza, si sono reinsediati a pochi metri di distanza, aumentando di numero settimana dopo settimana. E mentre la Polizia Municipale presidia l’area centrale, le strade limitrofe restano soffocate da occupazioni abusive del suolo pubblico, blocchi alla viabilità e cumuli di rifiuti abbandonati.

“Bene l’intervento di polizia e militari che ha portato all’arresto dello scippatore – dichiara Borrelli – ma la situazione criminale attorno alla Stazione è ormai esplosa. Esprimiamo piena solidarietà all’ennesima vittima. Solo negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre dieci tra furti e rapine nella zona, in alcuni casi eravamo presenti. Le immagini inviate dai cittadini parlano chiaro: un tappeto di rifiuti e merce rubata o contraffatta che calpesta ogni regola di igiene e legalità”.

Il deputato punta il dito anche su un sistema economico illegale più ampio: “È inaccettabile che i residenti paghino la Tari per vivere nel degrado assoluto, mentre chi occupa abusivamente le strade non versa un centesimo e agisce indisturbato. Questo non è solo un mercato del falso e dei rifiuti, ma un business alimentato dalla camorra, che fornisce la merce agli ambulanti illegali. In questi casi le multe servono a poco”.

Da qui la richiesta di un cambio di passo: “Servono controlli continui e capillari, ma soprattutto interventi a monte per azzerare la disponibilità di merce rubata o contraffatta. È necessario anche affrontare seriamente la regolarizzazione degli immigrati, per sottrarli allo sfruttamento dei clan. Napoli non merita questo spettacolo di squallore, e chi arriva in città non può trovarsi davanti a una zona franca dove tutto è permesso. È utile ricordare che tra i venditori abusivi si nascondono spesso rapinatori e scippatori seriali”.

Dai quartieri attorno alla stazione la richiesta è unanime: risposte immediate dalle istituzioni. Residenti e commercianti chiedono che l’area di piazza Garibaldi torni a essere un biglietto da visita dignitoso per Napoli, e non il simbolo di un’emergenza senza fine.

Cava de’ Tirreni, il giorno dell’addio ad Anna Tagliaferri

Cava de’ Tirreni – Cava dei Tirreni si è stretta oggi attorno alla famiglia di Anna Tagliaferri, la quarantenne uccisa otto giorni fa dal compagno e coetaneo Diego Di Domenico, che avrebbe gravemente ferito anche la madre della donna prima di suicidarsi. Per la giornata il sindaco Vincenzo Servalli ha proclamato il lutto cittadino.

Centinaia di persone hanno partecipato alle esequie celebrate nel Duomo. Tagliaferri, imprenditrice conosciuta in città e titolare insieme ai fratelli di una storica attività dolciaria, era molto stimata: amici, conoscenti e numerosi clienti della “Pasticceria Tirrena” hanno voluto essere presenti anche all’esterno della chiesa.

All’uscita, la bara bianca – coperta da centinaia di fiori bianchi – è stata accompagnata da un lungo applauso, in un clima di forte commozione. I feretro accompagnato a spalla si è fermato anche davanti alla storica pasticceria di famiglia prima di proseguire verso il cimitero.

La celebrazione è stata officiata dall’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, monsignor Orazio Soricelli, che nel corso dell’omelia ha richiamato con decisione il tema della violenza nelle relazioni: “Siamo qui perché una vita è stata spezzata in modo violento, ingiusto e assurdo. Siamo qui per Anna”.

E ancora: “L’amore vero, quello di cui parla il Vangelo, non ferisce, non uccide, non controlla, non distrugge. L’amore lascia vivere”. Quindi l’invito a non fermarsi al dolore: “Non basta piangere. La memoria di Anna chiede di diventare responsabilità, chiede scelte concrete, relazioni più vere”.

Clementino celebra vent’anni di carriera: trionfo al Palapartenope

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Napoli si è stretta attorno al suo artista nella serata del 28 dicembre, quando Clementino ha trasformato il Palapartenope in un tripudio di energia per l’ultima tappa del Live Tour 2025. Un concerto evento che ha celebrato vent’anni di carriera con uno spettacolo senza precedenti, capace di fondere rap, cantautorato e performance sceniche in un format innovativo che conferma il rapper come uno degli showman più completi del panorama italiano.

Davanti a un pubblico in delirio, la “Iena White” ha attraversato l’intera sua produzione artistica, portando sul palco i brani di “Grande Anima” (Epic Records Italy/Sony Music Italy), il suo ultimo progetto discografico caratterizzato da un’impronta più intima e cantautorale. Un album nato da un percorso che fonde spiritualità, parola e performance, reinterpretato live con arrangiamenti potenti e sorprendenti grazie a una band di altissimo livello.

Una parata di ospiti d’eccezione

A rendere ancora più memorabile la serata napoletana sono stati gli ospiti che hanno condiviso il palco con Clementino: Gigi D’Alessio, Rocco Hunt, i Negrita, Settembre e Ugo Crepa. Collaborazioni attesissime dai fan che hanno dato vita a momenti unici, dimostrando la trasversalità artistica del rapper napoletano e la sua capacità di dialogare con generi e generazioni diverse.

Lo show è stato sostenuto da una formazione d’eccezione: Pj Gionson alle consolle, Greg Rega alle voci, Francesco Varchetta alla batteria, Raffaele Salapete alla chitarra, Silvestro Saccomanno alle tastiere, Luigi “Calmo” Ferrara al basso, Saverio Giuliano al sax e Stella Manfredi al violino. A completare la scenografia dello spettacolo, i breaker Gino Rota e Salvatore Deflow insieme a quattro ballerini che hanno contribuito a rendere la performance dinamica e coinvolgente.

Chiusura d’anno nella città che lo ha visto nascere

Per Clementino, questa data rappresenta molto più di un semplice concerto. Esibirsi nella sua Napoli, tra la gente che lo segue e lo sostiene da sempre, ha significato chiudere un cerchio in un anno speciale segnato da successi tra musica, album e televisione. Il Grande Anima Live Tour si conclude proprio dove tutto è iniziato, confermando il legame indissolubile tra l’artista e la sua città.

Con uno show curato nei minimi dettagli, che fonde rap, musica dal vivo, teatro e intrattenimento, il “Rapper Showman” si conferma una delle voci più autentiche e innovative del panorama musicale italiano, capace di rinnovarsi senza mai tradire le proprie radici.

Napoli, crolla cornicione in piazzetta Sant’Anna di Palazzo

Napoli – Ancora paura, per fortuna senza conseguenze gravi, tra le strette viuzze del centro storico di Napoli. Questa mattina un cornicione con relative fioriere si è staccato da un palazzo in piazzetta Sant’Anna di Palazzo, precipitando al suolo con un boato che ha fatto sobbalzare residenti e passanti.

Il cedimento ha interessato una porzione di cornicione di dimensioni significative, trascinando con sé anche diverse fioriere che ornavano la facciata. Fortunatamente il tratto di strada in quel momento era poco frequentato: nessun ferito, né tra i pedoni né tra gli automobilisti di passaggio.

L’episodio arriva a sole tre giornate di distanza da un altro, analogo e più fortunoso, avvenuto proprio il giorno di Santo Stefano in via Toledo, arteria principale dello shopping natalizio. In quell’occasione alcuni calcinacci si erano staccati da un edificio cadendo sulla folla: due giovani turiste di 22 e 25 anni, entrambe provenienti dalla provincia di Roma, erano state colpite in modo lieve alla testa.

Soccorse immediatamente dal 118, erano state trasportate all’ospedale Pellegrini in codice giallo e successivamente dimesse dopo le cure del caso (una con ferita lacero-contusa al cuoio capelluto, l’altra colpita da schegge).

Due eventi in meno di 72 ore, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, che riacendono i riflettori sulla delicata questione della sicurezza dei palazzi storici napoletani, molti dei quali soffrono da decenni di mancata manutenzione, infiltrazioni d’acqua e vetustà strutturale.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia municipale per delimitare l’area, mettere in sicurezza la facciata e verificare eventuali ulteriori rischi per i palazzi circostanti.

È in corso l’accertamento delle cause del distacco: al momento gli esperti propendono per il progressivo degrado dei materiali, aggravato dalle recenti ondate di maltempo che hanno interessato la Campania tra Natale e Santo Stefano.

«Ancora una volta – commenta un residente della zona – la fortuna ci ha salvati. Ma fino a quando dovremo affidarci solo alla sorte in una città dove il centro storico è patrimonio dell’umanità, ma sembra sempre più fragile?».

Il Comune di Napoli ha già annunciato che saranno effettuati controlli straordinari sugli edifici limitrofi alla piazzetta e che verrà aperta una verifica più ampia sullo stato di conservazione dei cornicioni nel quadrilatero del centro antico. Nel frattempo, l’ennesimo segnale d’allarme che Napoli non può più permettersi di ignorare.

Stabilizzazione negata: 12 operai forestali di Napoli restano precari dopo 16 anni

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Napoli – Un ennesimo muro di burocrazia ha fermato il percorso di stabilizzazione per 12 operai forestali assunti a tempo determinato dalla Città Metropolitana di Napoli. Oggi, lunedì 29 dicembre, sarebbe scaduto il termine utile per far superare loro la soglia delle 180 giornate di lavoro, requisito fondamentale per l’assunzione a tempo indeterminato. Invece, dopo 16 anni di precariato, il loro futuro è tornato nel limbo.

A lanciare l’allarme sono i sindacati di categoria Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil di Napoli, con una nota congiunta dai toni durissimi. I segretari Francesco Fattoruso, Fabio Giuliani e Melania Sannino definiscono “surreale” quanto accaduto nelle ultime settimane. Ai 12 operai, infatti, era stato promesso un percorso parallelo a quello seguito per i colleghi della Provincia di Benevento, i cui 1200 contratti sono stati stabilizzati senza intoppi dalla Regione Campania.

Il blocco dell’ultimo minuto

Il punto di rottura si è consumato giovedì 18 dicembre, giorno che avrebbe dovuto segnare la conclusione positiva dell’iter. Nonostante il parere favorevole della Ragioneria Generale della Città Metropolitana, il segretario generale dell’ente ha bocciato la proposta di delibera per la stabilizzazione. Al suo posto, ha proposto alternative definite dai sindacati “raffazzonate e discutibili”, come l’indizione di un nuovo bando di assunzione.

Una scelta che, accusano i sindacati, ignora sia le previsioni del Tavolo di Partenariato regionale, sia il fatto che questi stessi 12 lavoratori sono stati già assunti in passato tramite regolari procedure pubbliche. A complicare ulteriormente la giornata del 18, l’assenza per malattia del dirigente di riferimento, che nessuno ha potuto sostituire per la sottoscrizione materiale dei contratti.

La nota sindacale non risparmia frecciate verso “dichiarazioni fuorvianti di pseudo sindacati che non si sono mai visti accanto alle lotte dei lavoratori, buoni solo a comunicati sporadici”. Con “grande amarezza”, Flai, Fai e Uila constatano che la battaglia per questi ultimi 12 operai “è ancora tutta da fare”.

L’obiettivo ora è un confronto urgente con il nuovo assessore regionale all’Ambiente e con il prossimo dirigente della Città Metropolitana, non appena nominato. L’obiettivo è tracciare “un nuovo corso per il 2026 che sia chiaro fin da subito”, per ottenere “soluzioni stabili e non fuorvianti”. “Questi lavoratori e le loro famiglie – concludono – hanno diritto al rispetto e alla dignità”. Una dignità che, per ora, è rimasta impantanata in un ufficio.

Napoli, pestata e seviziata in casa da 5 ragazze dopo una lite in discoteca

Napoli – Una lite nata in discoteca e degenerata in una violenza brutale, consumata tra le mura di un’abitazione e rilanciata sui social come un macabro trofeo.

È quanto accaduto lo scorso 25 dicembre a Napoli, dove una giovane donna è stata aggredita da cinque coetanee, introdottesi con la forza nel suo appartamento dopo un alterco avvenuto in un locale di via Foria.

Secondo quanto ricostruito, la discussione sembrava essersi conclusa all’interno del locale notturno. Poche ore dopo, però, cinque ragazze si sono presentate sotto casa della vittima, forzando l’ingresso e dando vita a un pestaggio feroce. La giovane è stata colpita ripetutamente, insultata e sottoposta a sevizie di estrema violenza.

L’intera aggressione è stata filmata con i telefoni cellulari e successivamente diffusa sui social network.

La vittima, gravemente provata, è stata trasportata in ospedale per le cure del caso. L’episodio è emerso grazie a Radio Napoli Centrale, che ha portato la vicenda all’attenzione del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, ora impegnato a seguire direttamente l’evoluzione del caso.

«Siamo oltre ogni limite – dichiara Borrelli –. Non solo queste ragazze, tutte giovanissime, si sono rese protagoniste di atti brutali e disumani, ma hanno anche scelto di esibirli sui social, umiliando ulteriormente la vittima e vantandosi di azioni criminali. È un livello di ferocia e incoscienza gravissimo. Serve un intervento immediato e deciso delle autorità: chi ha commesso questa violenza non può restare impunito e va garantita piena tutela alla giovane aggredita».

Un episodio che riaccende i riflettori sulla violenza tra giovanissimi e sull’uso distorto dei social network, trasformati sempre più spesso in strumenti di esposizione e spettacolarizzazione del crimine.

Regione Campania, Massimiliano Manfredi eletto Presidente del Consiglio

Napoli– Si apre ufficialmente l’era post-De Luca in Campania con un segnale di forte compattezza della nuova maggioranza. Massimiliano Manfredi, esponente di spicco del Partito Democratico, è stato eletto questa mattina Presidente del Consiglio regionale della Campania. L’elezione è avvenuta nel corso della seduta d’insediamento della XII legislatura, presieduta inizialmente dal consigliere anziano Fernando Errico (Forza Italia).

Manfredi, 52 anni, originario di San Paolo Belsito e fratello del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, ha raccolto un consenso trasversale ottenendo 41 preferenze su 51 votanti, una soglia che testimonia la solidità della coalizione a sostegno del nuovo Presidente della Regione, Roberto Fico.

I numeri dell’urna
L’esito del voto ha lasciato poco spazio alle sorprese, sebbene non siano mancati piccoli segnali dai banchi delle minoranze e dei “nostalgici”:

Massimiliano Manfredi: 41 voti

Schede bianche: 6

Schede nulle: 2 (una delle quali riportava il nome dell’ex governatore Vincenzo De Luca, non più presente in aula)

Luca Trapanese: 1 voto

Lucia Fortini: 1 voto

Verso la nuova Giunta: l’impronta di Fico
Subito dopo l’elezione, il neo-presidente Manfredi ha delineato le priorità dei prossimi giorni, con lo sguardo rivolto a Palazzo Santa Lucia. Il nodo principale resta la formazione della squadra di governo che affiancherà Roberto Fico.

«Il presidente Fico sta lavorando per la definizione della giunta che, per la prima volta, avrà un imprimatur politico molto importante rispetto a quelle degli anni precedenti», ha dichiarato Manfredi a margine della seduta.

Il riferimento è chiaro: si punta a un esecutivo che veda un coinvolgimento diretto dei partiti della coalizione, segnando una discontinuità rispetto al passato. Manfredi ha poi rassicurato sui tempi: «C’è piena sintonia. L’obiettivo è velocizzare la macchina amministrativa; abbiamo scadenze urgenti, a partire dalla legge di bilancio che è slittata e che rappresenta la nostra priorità assoluta per garantire i servizi ai cittadini».

Un asse strategico per Napoli e la Campania
L’elezione di Massimiliano Manfredi consolida un asse politico senza precedenti: con la presidenza del Consiglio Regionale nelle sue mani e la guida del Comune di Napoli affidata al fratello Gaetano, il baricentro politico della regione sembra spostarsi verso una gestione coordinata tra i due enti, un fattore che sarà determinante per la gestione dei fondi PNRR e delle grandi opere infrastrutturali.

Fuochi d’artificio, pediatri in allarme: «Attenzione ai fumi, rischio intossicazioni per i bambini»

I fuochi d’artificio sono da sempre protagonisti delle festività di fine anno, ma per i bambini possono rappresentare un pericolo nascosto. La Società italiana di emergenza e urgenza pediatrica (Simeup) lancia un forte allarme: negli ultimi anni, durante la notte di Capodanno, si registra un aumento significativo di accessi al pronto soccorso pediatrico per problemi respiratori legati all’inalazione dei fumi prodotti dai botti e dai fuochi pirotecnici.

«Negli ultimi anni abbiamo osservato un incremento del 40-45% dei casi di intossicazione nei bambini, soprattutto per via dei disturbi respiratori causati dai fumi dei fuochi d’artificio», spiega Vincenzo Tipo, presidente nazionale della Simeup e direttore del Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Santobono di Napoli.

«Tradizionalmente si pensava ai rischi legati ai danni traumatici, ma oggi dobbiamo fare i conti anche con l’impatto dei fumi, che possono causare irritazione delle vie respiratorie, tosse persistente, broncospasmo e difficoltà respiratoria».

I rischi per i bambini

I bambini sono particolarmente vulnerabili: la loro anatomia, unita a una percezione ridotta del pericolo, li espone maggiormente ai rischi. Ancora di più se sono affetti da patologie respiratorie preesistenti, come asma o bronchiti ricorrenti. «Non è raro – precisa Tipo – che i sintomi si manifestino anche a distanza di ore dall’esposizione, con un peggioramento delle condizioni cliniche che può richiedere un intervento medico urgente».

Le raccomandazioni dei pediatri

La Simeup ha stilato una serie di regole fondamentali per prevenire e affrontare le emergenze:

Evitare l’esposizione diretta dei bambini ai fumi dei fuochi d’artificio, soprattutto durante e subito dopo gli spettacoli pirotecnici.

Tenere lattanti e bambini sotto i 5 anni in ambienti chiusi quando vengono utilizzati fuochi d’artificio nelle vicinanze.

Prestare attenzione particolare ai bambini affetti da asma o patologie respiratorie croniche.

Aerare gli ambienti domestici solo quando la qualità dell’aria esterna è migliorata, evitando di aprire le finestre in presenza di fumi persistenti.

Limitare l’utilizzo di fuochi d’artificio vicino a abitazioni, ospedali, scuole e luoghi frequentati da bambini.

Rivolgersi tempestivamente al medico o al pronto soccorso in caso di tosse persistente, respiro sibilante, difficoltà respiratoria o peggioramento improvviso delle condizioni cliniche.

Ricordare che i fuochi d’artificio non sono giochi: la prevenzione e il buon senso sono la migliore tutela della salute dei bambini.

Mamma e figlia morte dopo un’intossicazione: cinque medici indagati a Campobasso

Campobasso– Cinque medici dell’ospedale “Antonio Cardarelli” di Campobasso sono stati iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute a poche ore di distanza tra la notte di sabato e la mattina di domenica a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dopo una sospetta intossicazione alimentare. Le ipotesi di reato avanzate dalla Procura sono omicidio colposo e lesioni colpose.

L’indagine, affidata alla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura, punta a ricostruire in modo dettagliato la sequenza degli interventi sanitari nelle ore e nei giorni precedenti la tragedia, con particolare attenzione ai precedenti accessi della minorenne al Pronto soccorso: secondo quanto emerso, sarebbero stati due prima del decesso. Nel fascicolo confluiscono anche le richieste di assistenza presentate dalla madre e la gestione del quadro clinico all’arrivo in ospedale.

In una nota, la Procura ha precisato che l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un “atto dovuto”, finalizzato a garantire il diritto di difesa e la partecipazione agli accertamenti tecnici non ripetibili che saranno disposti a breve. Si tratta di un passaggio procedurale che precede consulenze e verifiche che potrebbero coinvolgere direttamente l’operato del personale sanitario intervenuto nelle prime fasi.

Parallelamente è stato disposto un pacchetto di accertamenti multidisciplinari, con esami autoptici e consulenze specialistiche. Le verifiche si muoveranno su tre direttrici: l’eventuale individuazione di responsabilità personali legate a negligenze, sottovalutazioni o errori nell’applicazione dei protocolli diagnostici; la ricerca della “fonte di innesco” per risalire all’origine della patologia e all’agente causale che avrebbe determinato un decorso rapidissimo; e la tutela della salute pubblica, per escludere rischi per altri cittadini.

Sul fronte sanitario, il marito della donna, 55 anni, è ricoverato all’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. La struttura ha comunicato che in queste ore l’uomo è sottoposto agli accertamenti del caso, è vigile e presenta condizioni stabili e “ben controllate”. Per ragioni precauzionali, sempre allo Spallanzani risulta ricoverata anche la sorella della minore, sotto osservazione.

La tragedia, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe essere collegata a cibi consumati durante le festività natalizie, con particolare riferimento al pesce. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un’epatite fulminante, ma gli inquirenti sottolineano che saranno gli esami in corso – e in particolare gli esiti autoptici e tossicologici – a chiarire le cause effettive del decesso. Prima del ricovero definitivo, madre, figlia e padre si sarebbero rivolti due volte al Pronto soccorso del “Cardarelli”, venendo dimessi con diagnosi di intossicazione alimentare: un passaggio che ora diventa centrale per stabilire tempi, valutazioni e risposte cliniche fornite.

Boscoreale, omicidio di Davide Fiorucci: arrestati i killer

Boscoreale  – Decisiva svolta nelle indagini sull’omicidio di Davide Fiorucci, il 29enne freddato a colpi di pistola nella notte dell’11 febbraio 2024 al Piano Napoli di Boscoreale, mentre rincasava dopo aver chiuso la pizzeria che gestiva nel centro storico.

L’esecuzione, apparsa da subito come un agguato mafioso calibrato e spietato, aveva sconvolto la comunità locale, lasciando attoniti familiari e residenti. Dopo mesi di lavoro investigativo serrato, i carabinieri della Sezione Operativa di Torre Annunziata hanno individuato e fermato i tre presunti responsabili, raggiunti da ordinanza di custodia cautelare nei rispettivi domicili: Torre Annunziata, Capaccio Paestum (Salerno) e Udine.

Le misure sono scattate grazie a un’inchiesta che ha intrecciato acquisizioni tecniche – come immagini di videosorveglianza e tabulati telefonici –, testimonianze oculari raccolte sul territorio e riscontri mirati, permettendo di ricostruire con precisione dinamiche e ruoli nel commando omicida.

Sequestrati 3.100 litri di alcol senza documentazione nella fabbrica di limoncello in penisola sorrentina

Napoli – I funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – UADM Campania 1, in collaborazione con l’Ufficio Antifrode della Direzione Territoriale Campania, hanno eseguito un controllo mirato presso un opificio di trasformazione alcolica situato in provincia di Napoli.

L’intervento, inserito nell’ambito delle attività di tutela dell’accisa sull’alcole e sulle bevande alcoliche, ha portato alla scoperta di circa 3.100 litri di alcol etilico e prodotti spiritosi detenuti in assenza della prescritta documentazione fiscale.

I prodotti risultavano inoltre privi di etichette identificative e dei contrassegni di Stato previsti dalla normativa vigente.

Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a campionamento e posto sotto sequestro probatorio, provvedimento successivamente convalidato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord.

Le attività investigative proseguono sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione conferma il costante impegno dell’Agenzia delle Dogane nel contrasto al commercio fraudolento di prodotti alcolici soggetti a tutela fiscale e, attraverso le successive analisi di laboratorio, nella verifica dell’idoneità alimentare delle sostanze destinate al consumo.

Estorsioni per 70 mila euro a un gioielliere: sei fermati tra Caserta, Napoli e Como

Caserta – Un sistema estorsivo andato avanti per oltre quindici anni, con richieste di denaro e preziosi imposte con il metodo mafioso. È quanto contestano i carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Capua a sei persone, raggiunte lo scorso 19 dicembre da un decreto di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli.

I provvedimenti sono stati eseguiti tra Pignataro Maggiore, Napoli e Luisago, nel Comasco. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di estorsione tentata e consumata, in concorso, aggravata dal metodo mafioso, e considerati esponenti del clan camorristico Ligato-Lubrano, attivo nell’area dell’alto e medio Casertano.

Secondo la ricostruzione investigativa, tra il 2008 e il 2023 un gioielliere della zona sarebbe stato costretto, a seguito di reiterate e pressanti richieste, a consegnare oggetti preziosi per un valore complessivo stimato in circa 70 mila euro.

Le indagini hanno inoltre documentato un nuovo tentativo estorsivo, collocato tra gennaio e dicembre 2025: gli indagati avrebbero avanzato pretese per ulteriori gioielli e per un orologio Rolex del valore di circa 30 mila euro. Al rifiuto opposto dalla vittima, sarebbe emerso il progetto di una imminente azione ritorsiva e violenta, da attuare prima delle festività natalizie, per costringerla a versare altri 50 mila euro in contanti, oltre a ulteriori preziosi.

Nel corso delle perquisizioni personali, domiciliari e veicolari, i carabinieri hanno sequestrato 6.600 euro in contanti, ritenuti di dubbia provenienza, nell’abitazione di uno degli indagati. In un’altra casa sono stati rinvenuti circa 17 chilogrammi di polvere da sparo, un pugnale con lama di circa 20 centimetri e un tirapugni.

Cinque degli indagati sono stati condotti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, mentre il sesto è stato associato alla casa circondariale di Como. Dopo gli interrogatori di garanzia, i giudici per le indagini preliminari dei tribunali di Santa Maria Capua Vetere e Como hanno convalidato i fermi per alcuni degli indagati e disposto per tutti la custodia cautelare in carcere.

Influenza, 950mila nuovi casi: picco imminente

Roma- L’influenza galoppa in Italia: nella settimana dal 15 al 21 dicembre si contano circa 950mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute (Ari), con un’incidenza totale di 17,1 casi per mille assistiti, in netto aumento rispetto ai 14,7 del bollettino precedente.

Lo rivela il rapporto interattivo della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che stima un totale di 5,8 milioni di casi dall’inizio della stagione.

La fascia più colpita resta quella dei bambini da 0 a 4 anni, con 50 casi per mille assistiti. “Ci stiamo avvicinando al picco, che verosimilmente verrà toccato nelle prossime settimane con una circolazione sostenuta dei virus respiratori”, avverte Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss.

“Purtroppo, segnalato da alcune Regioni, cresce anche il numero di accessi al Pronto Soccorso e ospedalizzazioni, specie tra gli anziani. In questi giorni festivi, con più occasioni di convivialità, bastano precauzioni semplici: areazione, lavaggio mani e ‘etichetta respiratoria’, come spiegato nella nuova Faq ‘Influenza e altri virus respiratori’ sul sito Iss”.

Dati virologici nazionali

Alta positività all’influenza: 31,5% nella comunità e 46,2% negli ospedali. Dominano i virus A(H3N2), con il subclade K prevalente nei sequenziamenti; per A(H1N1)pdm09, tutti nel subclade D.3.1, affine ai ceppi vaccinali. Nessun caso di influenza A “non sottotipizzabile”, possibile segnale di ceppi aviari.

Focus sulla Campania

La Campania registra un’intensità molto alta dell’epidemia, al pari di Veneto, Bolzano e Marche, con picchi di casi che mettono in crisi i Pronto Soccorsi. A Napoli, l’ospedale pediatrico Santobono vede l’80% degli accessi per sindromi influenzali in bimbi (febbre alta, faringiti, bronchiti), mentre al Cardarelli aumentano del 35-40% i ricoveri per polmoniti e bronchiti gravi negli anziani. Medici di base stimano circa 50mila campani a letto, con appello a mascherine e igiene per i fragili.

Intensità regionale e virus circolanti

Alta in Sicilia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e Abruzzo; media in Valle d’Aosta, Lombardia, Toscana e Puglia; bassa altrove. Su 3.744 campioni analizzati, 1.654 (44,2%) positivi a influenza; seguono Rhinovirus (5,3%), Vrs (3,2%), Sars-CoV-2 (2,1%) e altri. Crescono accessi e ricoveri per sindromi respiratorie in regioni monitorate, dati settimana 50 (8-14 dicembre). Nota: il passaggio da Ili ad Ari complica i confronti con stagioni passat

Corso .NET: panoramica rapida su programmi, requisiti e sbocchi

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In questo articolo facciamo una panoramica agile sul mondo del corso .NET: partiamo dal perché .NET conta oggi, dal suo ruolo trasversale tra web, API, desktop e cloud, e da cosa significa investire tempo in uno stack maturo e affidabile.

Passiamo poi al perimetro tipico dei programmi, toccando i pilastri tecnologici come C#, ASP.NET Core, progettazione di API e gestione dei dati con ORM, per capire cosa si studia davvero e con quale logica. Apriamo una finestra sul “dietro le quinte” del lavoro quotidiano, con ambienti, tool e workflow che rendono concreto lo sviluppo: dall’IDE alla CLI, dal versionamento al rilascio. Mettiamo a fuoco quando ha senso scegliere un corso .NET—se stai partendo da zero, se vuoi fare upskill su tecnologie più robuste, o se stai pianificando un reskill verso ruoli backend o full stack—e a chi parla questo percorso, che tu sia junior, switcher o professionista in upgrade.

Chiudiamo con le ragioni strategiche per puntare su .NET in termini di ecosistema, performance e spendibilità professionale, e con un ultimo passaggio dedicato a perché potresti valutare Sviluppatore Migliore per orientarti tra programmi, requisiti e sbocchi senza trasformare la lettura in un tutorial. Informazioni utili, zero fronzoli: tutto ciò che serve per scegliere con lucidità.

Corso .NET: cos’è davvero e perché conta oggi

Chiamarlo semplicemente corso di programmazione sarebbe riduttivo. Un corso .NET è una porta d’ingresso su un ecosistema maturo, moderno, multipiattaforma, capace di unire produttività e performance. Dietro quel punto si nasconde un framework che oggi gira su Windows, Linux e macOS, spazia dal web alle API, dal desktop al mobile, fino al cloud e all’IoT.

Non parliamo di una moda passeggera: parliamo di un’infrastruttura di sviluppo sostenuta da una community vasta, documentazione puntuale, aggiornamenti costanti e una filiera di strumenti pensata per accelerare il lavoro, senza incastrare chi inizia dentro a schemi rigidi. Un corso .NET informativo mette sul tavolo concetti, casi d’uso e linguaggi, raccontando come si costruisce valore con tecnologie interoperabili, tipizzate, orientate alla sicurezza del codice. L’attenzione non è sul “clicca qui, scrivi quello”, ma sui perché: perché .NET rimane centrale nel mondo enterprise, perché C# si conferma tra i linguaggi più amati, perché l’integrazione con il cloud riduce tempi di rilascio e costi di manutenzione.

In sintesi: .NET conta perché permette di costruire software affidabile, scalabile, mantenibile. Un corso che lo racconta con chiarezza aiuta a scegliere consapevolmente il percorso adatto, senza promesse facili, con focus su sbocchi reali e competenze trasferibili.

Cosa copre un corso .NET: C#, ASP.NET Core, API, ORM

Il cuore del percorso ruota attorno a tre blocchi concettuali: linguaggio, piattaforma web, accesso ai dati. Un corso .NET introduce C#, linguaggio moderno, fortemente tipizzato, con sintassi pulita e feature che velocizzano il lavoro quotidiano, dal LINQ alle async/await, fino ai record e alle espressioni di pattern matching nelle versioni più recenti. Lato web, ASP.NET Core rappresenta la spina dorsale per costruire siti e servizi: pipeline leggera, middleware componibili, dependency injection nativa, routing flessibile, identità e sicurezza integrate. Nella pratica significa poter creare applicazioni e API robuste, pronte a scalare, con tempi di avvio rapidi e consumi attenti.

Nel blocco dati entrano gli ORM, con Entity Framework Core in testa, che offre un mapping pulito tra oggetti e tabelle, migrazioni gestite e query espressive grazie a LINQ. Il quadro si completa con accenni a test, logging, configurazioni multi-ambiente e deployment. Chi cerca informazioni in un corso .NET trova così una mappa coerente del territorio: dove comincia C#, come si declina sul web con ASP.NET Core, come si persiste il dato con un ORM, come si disegna un’API pronta a parlare col front-end o con integrazioni esterne. L’obiettivo non è la ricetta passo-passo, ma la comprensione dei tasselli e del loro incastro logico.

Come si lavora con .NET: ambienti, tool, workflow di sviluppo

Il valore di un corso .NET informativo sta anche nel raccontare il dietro le quinte del lavoro quotidiano. Ambiente vuol dire scegliere strumenti che non intralciano la produttività: Visual Studio e Visual Studio Code coprono esigenze diverse, dal debugging profondo all’editing leggero, con estensioni che portano linting, refactoring e scaffolding a un clic. Il workflow tipico alterna progettazione del dominio, definizione dei contratti API, sviluppo iterativo, test, revisione, integrazione continua e rilascio. dotnet CLI consente di creare progetti, gestire dipendenze, eseguire build e test in modo uniforme su ogni piattaforma.

La struttura a livelli separa responsabilità: modelli e validazioni al loro posto, servizi che incapsulano la logica, controller essenziali come punti d’ingresso. Il logging offre tracciabilità; la configurazione a profili permette di passare da sviluppo a produzione senza scosse; l’uso di container come Docker facilita ambienti replicabili. Un corso .NET che punta all’informazione illustra anche come si mantengono qualità e velocità: code review, test automatici, attenzione agli errori silenziosi, monitoraggio post-rilascio. La prospettiva non è dogmatica: ogni team trova il proprio equilibrio, ma il framework offre mattoni solidi per farlo bene, con poco attrito e molta chiarezza.

Quando ha senso scegliere un corso .NET: base, upskill, reskill

Tempismo è tutto. Un corso .NET base ha senso quando servono fondamenta solide per entrare in modo ordinato nel mondo dello sviluppo tipizzato: si cercano concetti puliti, un linguaggio moderno e una piattaforma capace di accompagnare nel tempo. L’upskill è il passo logico di chi già sviluppa e vuole portare nel proprio bagaglio un ecosistema che presidia il web, i servizi backend e le integrazioni cloud, con tool maturi e una curva di apprendimento ragionata.

Il reskill è per chi cambia rotta, magari arrivando da ambienti non tipizzati o da stack orientati al front-end, e desidera posizionarsi su ruoli backend o full stack con forti richiami al mondo enterprise. Un corso .NET informativo aiuta a capire il livello di ingresso, evitando salti nel buio: si misurano prerequisiti, si valutano obiettivi, si incrocia il tempo disponibile con l’ampiezza del programma. Non serve inseguire l’ultima buzzword: serve riconoscere il momento giusto per collocare lo sforzo formativo, così da evitare dispersioni e ottenere ritorno concreto in termini di occupabilità, efficacia e crescita interna ai team.

A chi parla il corso .NET: profili junior, switcher, pro in upgrade

La platea è varia, e questo è un punto di forza. Lo junior cerca struttura e metodo: un corso .NET gli offre un linguaggio espressivo ma rigoroso, che educa alla buona progettazione, e un framework che non perdona la confusione, indirizzando verso architetture pulite. Lo switcher cerca passaggi praticabili: arrivare da altri linguaggi diventa naturale grazie a sintassi coerente, strumenti ben integrati e documentazione ricca. Il professionista in upgrade punta a consolidare pattern, pratiche e prestazioni: .NET permette di standardizzare pipeline di build, ridurre il debito tecnico, introdurre test in modo sostenibile.

A tutti, un corso .NET offre una narrazione lineare del perché certe scelte contano: la tipizzazione che evita interi classi di errori; la dependency injection che semplifica l’estendibilità; l’ecosistema di librerie che accelera senza intrappolare. Ciò che cambia è il peso dei capitoli, non il libro: il junior insiste sulle basi, lo switcher lavora sugli equivalenti concettuali, il pro concentra l’attenzione su performance, sicurezza e manutenzione a lungo termine. Il filo rosso rimane lo stesso: imparare a costruire software leggibile, testabile, pronto a durare.

Perché puntare su .NET: ecosistema, performance, opportunità di carriera

Scegliere uno stack è una decisione strategica. Con un corso .NET si abbraccia un ecosistema che ha saputo rinnovarsi mantenendo retrocompatibilità sensata e prestazioni competitive. ASP.NET Core gira veloce, consuma meno memoria rispetto a molte alternative e offre una pipeline chiara che aiuta a individuare colli di bottiglia. Il runtime è ottimizzato, i rilasci seguono cicli prevedibili, le LTS stabilizzano il perimetro: caratteristiche che in azienda contano, perché riducono rischi e costi lungo il ciclo di vita. Sul fronte opportunità, la diffusione di .NET nell’enterprise, nelle software house e nei team in transizione verso microservizi e cloud crea domanda stabile di competenze. Un corso .NET informativo evidenzia proprio questo: non l’ennesima ricetta, ma il quadro d’insieme che permette di capire dove si posizionano le skill e come si raccontano in un CV o in un colloquio.

La scalabilità verso Azure, l’integrazione con container, la facilità nel costruire API pulite e la disponibilità di librerie mature sono tasselli che si trasformano in percorsi professionali. Il risultato è un profilo spendibile, che sa muoversi in ambienti complessi con strumenti solidi e una cultura del codice orientata alla qualità.

Perché affidarsi a Sviluppatore Migliore per il corso .NET

In un panorama saturo di offerte, emergono i percorsi che sanno essere chiari, misurabili, utili. Affidarsi a Sviluppatore Migliore per un corso .NET significa trovare un punto di riferimento che mette in ordine le priorità: comprendere i programmi senza perdersi nei dettagli, valutare i requisiti in modo realistico, stimare gli sbocchi con esempi concreti e aggiornati. Qui il focus rimane sull’informazione, non sul tutorial: si evidenziano gli aspetti chiave del linguaggio C#, si contestualizza ASP.NET Core, si illustrano le API e gli ORM con un taglio pragmatico, così da facilitare chi deve decidere se, quando e come investire tempo nel proprio percorso.

Se desideri un approfondimento ordinato e orientato alla scelta consapevole, la pagina dedicata offre il quadro completo e aggiornato, con indicazioni snelle su programmi, requisiti e opportunità collegate al mondo .NET.

Per saperne di più, puoi consultare direttamente questa pagina trovando il livello di dettaglio giusto per finalità di informazione e link building, senza trasformare il contenuto in una guida operativa. L’obiettivo non è “insegnarti a cliccare”, ma darti gli elementi per valutare il passo successivo con lucidità, sfruttando uno stack che fa della coerenza e della maturità i suoi marchi di fabbrica.

La banda della «marmotta» in azione nella notte a Marigliano e Pomigliano

Torna la paura nell’area vesuviana per una notte segnata dal boato delle esplosioni. Nel mirino della criminalità, ancora una volta, gli istituti di credito e gli uffici postali, colpiti con la spregiudicata tecnica della “marmotta”.

Un doppio raid, avvenuto a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, che lascia supporre l’azione coordinata di un’unica batteria di professionisti del crimine.

Il colpo a Marigliano

Il primo allarme è scattato in via Vivaldi a Marigliano. Qui, un commando di ignoti ha preso d’assalto lo sportello automatico dell’Ufficio Postale. La tecnica è quella, tristemente nota, della saturazione esplosiva: la “marmotta” inserita nell’erogatore ha provocato una violenta deflagrazione che ha sventrato la struttura blindata.

In questo caso, i malviventi non si sono limitati a prelevare le banconote: con un’azione rapida e distruttiva, sono riusciti a sradicare e portare via l’intero dispositivo ATM, caricandolo probabilmente su un mezzo pesante prima di dileguarsi nel buio.

Il colpo fallito a Pomigliano

Poco dopo, o forse in una sequenza temporale ancora al vaglio degli inquirenti, la scena si è spostata nella vicina Pomigliano d’Arco. L’obiettivo era la filiale della Crédit Agricole in piazza Sant’Agnese. Anche qui i residenti sono stati svegliati dal rumore di un’esplosione

. I banditi hanno tentato di replicare il copione di Marigliano, facendo saltare lo sportello, ma qualcosa è andato storto. Nonostante i danni ingenti alla struttura, i ladri non sono riusciti ad asportare l’ATM né ad accedere alla cassa, costretti alla fuga a mani vuote, forse disturbati dall’arrivo delle forze dell’ordine o dai sistemi di sicurezza dell’istituto.

Le indagini

Fortunatamente non si registrano feriti, ma i danni agli edifici sono ingenti e ancora in corso di quantificazione. Sul doppio episodio indagano ora i Carabinieri del Nucleo Operativo e del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna.

I militari hanno già avviato i rilievi tecnici per isolare eventuali tracce lasciate dalla banda e stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza delle due zone e delle vie di fuga limitrofe. L’ipotesi principale è che ad agire sia stata la stessa mano criminale, una banda specializzata che sta battendo a tappeto l’area a nord di Napoli.

Poste, scure della Finanza sugli abusivi in Campania: 16 operatori nei guai e sanzioni per 220mila euro

Napoli – Il mercato delle spedizioni finisce sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza. Nel corso di un 2025 caratterizzato da controlli serrati, il Nucleo Speciale Beni e Servizi, su impulso dell’AGCOM, ha passato al setaccio il settore postale nazionale, portando alla luce una fitta rete di irregolarità che spaziano dall’esercizio abusivo della professione fino allo sfruttamento del lavoro sommerso.

L’offensiva delle Fiamme Gialle si è concentrata in particolare durante il periodo delle festività natalizie. In un momento in cui il volume di pacchi e plichi raggiunge i picchi massimi, diversi operatori avrebbero approfittato della domanda crescente per operare nell’ombra, privi delle licenze obbligatorie rilasciate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

Il bilancio dell’operazione è pesante: 16 operatori di medie e grandi dimensioni sono stati individuati e segnalati per gravi violazioni della normativa di settore. Oltre alla mancanza dei titoli abilitativi, molti soggetti sono risultati inadempienti rispetto all’adozione della “Carta dei Servizi”, documento fondamentale per garantire trasparenza e tutela ai cittadini. Le sanzioni amministrative irrogate dall’AGCOM hanno superato complessivamente la soglia dei 200.000 euro.

L’indagine non si è limitata agli aspetti burocratici, ma ha scavato nel tessuto economico delle società coinvolte. Grazie all’incrocio delle banche dati e al controllo del territorio, i militari hanno scoperto gravi illeciti sul fronte occupazionale. In totale sono stati individuati tre lavoratori completamente “in nero” e cinque irregolari, portando a ulteriori multe per oltre 20.000 euro.

L’attività di law enforcement mira a proteggere non solo il mercato e la libera concorrenza, ma anche diritti costituzionalmente garantiti. Come sottolineato dagli inquirenti, l’abusivismo nel settore postale mette a rischio la sicurezza e la segretezza della corrispondenza, beni primari che richiedono la massima vigilanza contro improvvisazioni e attività illegali.