Vertenza industriale

Fonderie Pisano, presentate le integrazioni per l’Aia: «Ora la Regione acceleri»

L’azienda ha completato le integrazioni richieste per la riconversione green e punta a una ripartenza parziale dello stabilimento di Fratte
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Le Fonderie Pisano rilanciano la richiesta di accelerare sulla procedura per l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e presentano alla Regione Campania le integrazioni alla documentazione sul progetto di riconversione dello stabilimento di Fratte, a Salerno.

La documentazione, depositata in mattinata, recepisce le richieste emerse durante la Conferenza dei servizi. L’azienda sostiene di aver dato attuazione alle prescrizioni operative necessarie per superare le criticità relative alle Bat, le migliori tecniche disponibili, nel rispetto dei limiti emissivi previsti.

Il piano industriale prevede una trasformazione del processo produttivo in chiave green, con l’abbandono dei forni alimentati a carbone e l’introduzione di forni elettrici a induzione, insieme al potenziamento degli impianti di aspirazione e filtraggio. I due cubilotti presenti nello stabilimento sono già stati resi non operativi.

In attesa della realizzazione degli altri due forni elettrici previsti dal progetto, la società punta a riavviare la produzione utilizzando quello già presente e autorizzato. Una ripartenza che, secondo l’azienda, avrebbe una capacità pari a circa il 13 per cento rispetto a quella precedente e consentirebbe il rientro graduale dei 120 dipendenti attualmente fermi.

Sul futuro dei lavoratori pesa però la scadenza degli attuali sussidi aziendali, prevista alla fine di ottobre. Senza una ripresa dell’attività, il personale rischia infatti di essere collocato in mobilità.

«Per la riapertura i tempi sono già molto più lunghi. Abbiamo presentato il progetto di integrazione il 22 giugno; da allora sono trascorsi circa tre mesi senza che sia stato ancora possibile riprendere l’attività. Per un’azienda industriale tre mesi di fermo possono essere un’eternità. Prolungare ulteriormente l’incertezza significa condannare a morte la fonderia», afferma l’amministratore delegato Ciro Pisano.

La proprietà sollecita quindi la Regione Campania a velocizzare l’iter per l’Aia e ringrazia l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro per l’attenzione riservata alla vertenza.

Nel confronto con gli enti, l’azienda riferisce inoltre di aver trasmesso uno studio realizzato da Assofond sulla presenza di fonderie italiane nelle vicinanze dei centri abitati e sulla possibilità di una convivenza con i territori nel rispetto delle prescrizioni ambientali.

Resta aperto anche il tema del monitoraggio della qualità dell’aria. Pisano esprime preoccupazione per la recente rimozione della centralina mobile Arpac di via dei Greci, a Fratte, e ne chiede il ripristino per garantire la prosecuzione dei controlli.

Secondo quanto riferito dall’azienda, i valori di PM10 e PM2,5 registrati dopo la sospensione dell’attività sarebbero risultati superiori a quelli rilevati negli stessi mesi del 2025, quando lo stabilimento era ancora operativo. Si tratta di dati richiamati dalla società nell’ambito della vertenza e che riguardano il confronto tra periodi differenti.

La partita resta ora legata ai tempi della procedura autorizzativa e alla possibilità di riattivare almeno parzialmente la produzione, mentre per i 120 dipendenti si avvicina la scadenza di fine ottobre.

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