Un gruppo dedito, secondo l’accusa, al traffico di sostanze stupefacenti e ritenuto vicino al clan Di Lauro è stato colpito da un’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, sono state arrestate 14 persone.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’inchiesta copre il periodo compreso tra il 2020 e il 2023.
Il presunto vertice del gruppo
Secondo la ricostruzione investigativa, al vertice dell’organizzazione ci sarebbe stato Raffaele Paolo, 55 anni, detto o’ rockets, che dopo la scarcerazione del 29 settembre 2019 avrebbe ripreso il coordinamento della rete di spaccio. Gli investigatori ritengono che il gruppo fosse attivo nella vendita al dettaglio e nelle consegne a domicilio di cocaina e hashish, con rapporti anche con altri contesti criminali operanti a Napoli.
Le indagini ipotizzano inoltre collegamenti con fornitori riconducibili alla criminalità albanese per l’approvvigionamento della droga. La sostanza, secondo gli inquirenti, sarebbe stata distribuita non solo a Secondigliano ma anche nel quartiere Vasto-Arenaccia, con proiezioni fino alla provincia di Reggio Emilia.
I sequestri durante le indagini
Nel corso dell’attività investigativa erano già state arrestate sei persone ritenute riconducibili al gruppo e sequestrati diversi chilogrammi di cocaina e hashish. Tra i 14 destinatari dei provvedimenti figurano presunti organizzatori, corrieri e addetti allo spaccio.
Per gli investigatori, il gruppo sarebbe stato riconducibile a Vincenzo Di Lauro, figlio del capoclan Paolo Di Lauro, e avrebbe mantenuto una propria capacità operativa in più aree della città.
Il capitolo sulla collaborazione
Un ulteriore elemento di rilievo emerso nel contesto investigativo riguarda Pasquale Paolo, figlio di Raffaele Paolo. Dopo anni di detenzione, nel 2022 ha manifestato la volontà di collaborare con la giustizia, iniziando a rendere dichiarazioni su assetti e rapporti tra gruppi criminali attivi nella periferia nord di Napoli.
Secondo quanto riportato negli atti, le sue dichiarazioni chiamerebbero in causa, oltre al clan Di Lauro, anche altri gruppi operanti sul territorio, tra cui Rispoli e Vanella Grassi. Si tratta di circostanze che, come sempre in questi casi, dovranno essere sottoposte ai necessari riscontri investigativi.
Le dichiarazioni sugli equilibri criminali
In uno degli interrogatori richiamati negli atti, Pasquale Paolo avrebbe fatto riferimento a un avvicinamento tra Vanella Grassi e Di Lauro, indicando anche alcuni nomi ritenuti di rilievo nel nuovo assetto del gruppo. Tra questi, secondo il suo racconto, figurerebbero Gaetano Angrisano, Antonio Corcione, Fabio Iazzetta e Gino Rosas.
Sempre secondo quanto avrebbe dichiarato, l’intesa tra i due gruppi sarebbe nata da rapporti personali poi estesi agli affari illeciti, in particolare al traffico di stupefacenti. Anche su questo fronte, gli approfondimenti investigativi sono destinati a verificare contenuto e portata delle accuse.
In breve
Un gruppo dedito, secondo l’accusa, al traffico di sostanze stupefacenti e ritenuto vicino al clan Di Lauro è stato colpito da un’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli.
- Su disposizione dell’autorità giudiziaria, al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, sono state arrestate 14 persone.
- Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e detenzione di sostanze…
- L’inchiesta copre il periodo compreso tra il 2020 e il 2023.
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