Napoli. “I fondi destinati al progetto SIRENA non potevano in alcun modo essere utilizzati per l’erogazione di nuovi contributi, diversi da quelli già approvati con graduatoria definitiva dei bandi SIRENA 1, 2 e 3. Fondi, dunque, vincolati alla liquidazione dei condomini ammessi a quel finanziamento e quindi non utilizzabili per altri interventi. E’ in questa ragione, che trovano spiegazione le parole del sindaco, nel suo riferirsi, nel 2014, alla necessita’ di reperire nuove risorse per ulteriori interventi sul patrimonio privato”. Cosi’, in riferimento alle polemiche seguite al crollo che ha causato la morte del commerciante napoletano Rosario Padolino, l’Amministrazione Comunale, attraverso gli assessori Borriello e Piscopo, “nel riaffermare la propria vicinanza alla famiglia, intende fare alcune doverose precisazioni”, si legge in una nota. “Quanto, inoltre, all’esperienza del progetto SIRENA, va precisato che tale progetto, che ha dato esiti certamente positivi nei primi anni, ha potuto funzionare finche’ vi e’ stato l’apporto e l’impegno concreto di tutte le Istituzioni azionarie (Comune di Napoli ACEN, Regione Campania, Camera Commercio, Unione Industriali). Apporto, che già a partire dai primi tagli derivanti dal Grande Programma per il Centro Storico di Napoli Unesco nel 2011, si e’ ridotto. Numerosi, sono stati da quel momento i tentativi effettuati del Comune di Napoli per il rilancio del Progetto Sirena, nella ricerca, soprattutto, di interlocuzioni con la Regione. Dispiace, dunque, constatare che in un momento in cui si ha bisogno dell’apporto di tutte le Istituzioni, l’attenzione si concentri sulla creazione di scenari che con molta probabilità hanno anche stancato i più. Il Comune di Napoli rinnova, attraverso il proprio impegno costruttivo, la chiamata alle altre Istituzioni ed Enti, affinchè si lavori insieme nell’interesse della collettività”.
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