

Il Tribunale di Napoli
Il Tribunale di Napoli, Sesta Sezione civile, ha fissato al 27 ottobre 2026 l’udienza sul ricorso depositato il 2 ottobre dall’avvocato Luigi Doronzo, dello Studio Legale Carpagnano‑Doronzo di Barletta, che assiste i residenti del fabbricato di via II Traversa di via Tranvai, adiacente alla chiesa di Santa Maria della Purificazione, nota come «dell’Angelo».
L’edificio di culto, proprietà della Diocesi di Pozzuoli secondo gli atti comunali e della Soprintendenza, è stato dichiarato lesionato dallo sciame bradisismico dello scorso 31 luglio e mai messo in sicurezza, nonostante l’ordinanza sindacale n. 400 del 13 agosto 2026 che imponeva interventi «ad horas».
Con quella stessa ordinanza il Comune ha disposto lo sgombero del fabbricato residenziale contiguo alla chiesa: da allora le famiglie non hanno più fatto rientro nelle proprie case, pur risultando l’edificio abitativo strutturalmente integro e inagibile solo per il rischio proveniente dall’edificio religioso.
Tra i residenti c’è un’anziana di 83 anni, fuori casa da oltre due mesi, ospite presso terzi.
La scheda di rilievo danni della Soprintendenza, redatta il 14 agosto, descrive per la chiesa uno stato di manutenzione «pessimo», lesioni preesistenti «gravi» e un «rischio crollo imminente»; il portale della facciata risultava già puntellato prima del sisma.
I Vigili del Fuoco hanno rilevato un quadro fessurativo «molto pronunciato e generalizzato», con possibili meccanismi di ribaltamento verso l’abitato.
Il Comune, con ordinanza n. 390 dello stesso 13 agosto, ha ingiunto alla Diocesi di provvedere «ad horas» alla rimozione dei pericoli.
Formalmente diffidata il 21 agosto, la Diocesi ha risposto il 29 settembre tramite il proprio Ufficio Economato, dichiarandosi «pienamente consapevole della situazione» ma «in attesa di definire ogni possibile iniziativa utile», senza indicare tempi né impegni concreti.
Alla voce «provvedimenti di pronto intervento eseguiti», la scheda di agibilità del 23 settembre annota una sola parola: «nessuno».
Il ricorso chiede al Tribunale di ordinare alla Diocesi di Pozzuoli, proprietaria e custode dell’edificio, l’esecuzione immediata delle opere di messa in sicurezza già individuate dai tecnici pubblici, prevedendo una penale per ogni giorno di ritardo.
La fissazione dell’udienza a così breve distanza dal deposito, sottolineano i legali, conferma la serietà e l’urgenza della situazione.
«Chiediamo solo ciò che le autorità pubbliche hanno già accertato essere necessario», ha dichiarato l’avvocato Doronzo.
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