

Da sinistra Gianluigi Giansante, Danilo Iervolino, Fabio Vaccarono e Peter Gomez
“Coverage one to one”, “strategia Ferrante” o ‘presidio dell’ecosistema’: sono i paradigmi dei vertici del gruppo Multiversity di Fabio Domenico Vaccarono per attivare un sistema di ‘sentinels’ tra i maggiori gruppi editoriali italiani al fine di aggiustare, conoscere in anteprima notizie o silenziare articoli in cambio di investimenti pubblicitari.
E’ il sistema che Vaccarono di concerto con i vertici e con la società di comunicazione Comin&partners di Gianluigi Giansante, anch’egli indagato, ha ideato fin dal 2025 in previsione della diffusione di notizie sulle inchieste che riguardano il suo gruppo.
La ‘trappola’ tesa dagli inquirenti per smascherare il sistema di corruzione nell’ambito della comunicazione ha funzionato perfettamente, tanto che da maggio del 2026 quando sono emerse le prime indiscrezioni sull’indagine a carico di Danilo Iervolino, ex patron di UniPegaso, e sulle immatricolazioni e lauree fasulle, Fabio Domenico Vaccarono è stato tenuto d’occhio costantemente.
Le intercettazioni sulle utenze del presidente di Multiversity non lasciano dubbi ad interpretazioni soprattutto nel filone di indagine per corruzione tra privati che riguarda il metodo ‘coverage one to one’: rapporti diretti con amministratori delegati, concessionarie di raccolta pubblicitaria e direttori delle testate giornalistiche per pilotare la comunicazione in virtù di laute sponsorizzazioni.
Un investimento da centinaia di migliaia di euro, incrementato in modo considerevole, proprio quando l’inchiesta su UniPegaso è uscita allo scoperto tra maggio e giugno scorso.
Il monitoraggio degli inquirenti ha evidenziato che le notizie sulla vicenda giudiziaria sono state ‘ignorate’, relegate nelle pagine delle province, o aggiustate in corso d’opera, oppure ribaltate facendo apparire l’Università telematica come vittima del sistema inventato da Danilo Iervolino o di Maria Rosaria Boccia, accusata di plagio per aver copiato il 91% della sua tesi presso l’ateneo. Tutto questo in cambio di ‘più soldi da dare ai principali editori italiani tra cui voi’ come dice Vaccarono all’Ad del gruppo Sole 24 ore, Federico Silvestri.
I rapporti tra Multiversity e con il Gruppo 24 ore – secondo i magistrati napoletani – si inscrive nello schema del ‘coverage one to one’ cioè ‘un’interlocuzione privilegiata con gli organi di informazione nel quale la disponibilità di risorse pubblicitarie viene valorizzata da Vaccarono quale utilità funzionale a ottenere il controllo e la mitigazione di notizie giudiziarie sulla Multiversity e U. T. Pegaso”.
Emblematico uno degli episodi registrato dagli inquirenti. Il 7 maggio scorso dopo una riunione con il gruppo Cvc, Vaccarono si attiva per ristabilire i rapporti con Sole 24 ore o e in particolare con l’Ad Federico Silvestri. Il tramite è sempre il faccendiere Luigi Bisignani. Il presidente di Multiservity ha urgenza di portare a termine questa missione e i messaggi tra lui Bisignani sono espliciti. In pochissimo tempo il ‘tramite’ annuncia ‘missione compiuta’ e Vaccarono spiega che il momento critico è dato dalle ‘vicende napoletane’, per cui ha bisogno di ‘giornali amici’, precisando ‘sul Sole facciamo un sacco di investimenti’.
Dai controlli incrociati degli investigatori presso la Sogei spa, la concessionaria pubblicitaria del gruppo, emerge che dal 2023 al 2026, Multiversity e U.T. Pegaso hanno corrisposto al Sole 24 ore spa oltre un milione e centomila euro di pubblicità.
Vaccarono punta in alto e oltre a parlare con l’Ad Silvestri ha bisogno di interloquire direttamente con Fabio Tamburini (non indagato nell’inchiesta), il direttore della testata giornalistica con il quale si sono deteriorati i rapporti. Sa che è lui l’uomo chiave per impedire l’uscita di notizie ‘sgradevoli’. Tamburini evita di incontrarlo ma Bisignani lavora per il ‘disgelo’ e il 13 maggio scorso organizza un pranzo presso il suo studio con Tamburini, Vaccarono e Silvestri. L’appuntamento è ‘supervisionato’ e registrato dagli inquirenti.
Finito il pranzo Vaccarono e l’Ad del gruppo sole Silvestri (indagato nell’inchiesta) si intrattengono fuori dallo stabile. La conversazione tra i due, captata dagli investigatori, rivela quello che è il tema dell’incontro. Vaccarono parla di ‘extra budget’ cioè più soldi da dare ai gruppi editoriali e in particolare al Sole seppure sia ‘un anno difficile’. La ‘bella notizia’ come commenta Silvestri, per la Procura è sintomatica, di un accordo rinnovato tra le due società.
Accordo che, secondo gli inquirenti, viene confermato da un’altra conversazione del 15 giugno 2026 in cui sempre il presidente di Multiservity parla con Comin (la società di comunicazione di cui si serve) perchè è preoccupato per la ‘visita’ al proprio profilo LinkedIn di un giornalista del Sole 24 ore, ma Comin lo rassicura perchè il Gruppo ‘lo abbiamo veramente sterilizzato’.
Nel decreto di perquisizione e contestuale avviso di garanzia, emesso nei confronti dei vertici di Multiservity il capitolo sui giornali italiani rabboniti a suon di sponsorizzazioni pubblicitarie è centrale.
Il 9 giugno scorso, c’è da ‘tamponare’ per gli articoli sull’inchiesta Pegaso della Procura di Napoli. Il giornale che rappresenta delle criticità è l’edizione cartacea de Il Fatto e allora Vaccarono si mobilita aggiornando il referente di Cvc dell’articolo apparso sul quotidiano.
L’aspetto positivo è che il giornale focalizza il titolo sulle responsabilità di Iervolino ma c’è una parola che al presidente della Multiservity non va giù ‘cricca’ e allora contatta il condirettore Peter Gomez, al quale ha annunciato la telefonata l’Ad de Il fatto Cinzia Monteverdi. Vaccarono chiede ‘se si può evitare di mettere on line (l’articolo, ndr) sono graditissimo’ e si lamenta della titolazione un po’ ‘aggressiva’. Gomez prontamente esegue: “Mi ha scritto Cinzia, adesso contatto quelli del sito… non lo faccio uscire”.
Il riscontro degli inquirenti è immediato: sul sito del giornale non è stato pubblicato l’articolo sulla falsificazione di ‘esami e lauree’ ma figura solo quello del plagio della tesi da parte di Maria Rosaria Boccia in cui Pegaso è parte lesa. Inoltre – scrivono gli inquirenti – dopo la sponsorizzazione da parte dell’Università telematica della Festa del Fatto quotidiano del 17 settembre scorso e l’incontro tra Gomez, Vaccarono riferisce di essere stato cercato per la presidenza della scuola e le attività televisive della testata. E’ un ‘do ut des’, un patto in cui a farne le spese è sempre il giornalismo e le notizie.
Un patto in cui il potere economico prevale sul diritto costituzionale ad essere informati.
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