

Fonderie Pisano
Licenziamenti dal 1° novembre e ricorso al Tar contro la Regione Campania. È quanto, secondo la Cgil, la proprietà delle Fonderie Pisano avrebbe confermato durante l’incontro sulla vertenza tenutosi oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Roma. Il sindacato giudica inaccettabile che il futuro occupazionale dei dipendenti resti legato al contenzioso tra azienda e istituzioni.
«Nell’incontro di oggi al Mimit la proprietà delle Fonderie Pisano ci ha confermato quanto era stato preannunciato nelle scorse ore, ovvero il ricorso al Tar contro la Regione Campania e l’intenzione di procedere al licenziamento dei lavoratori a partire dal 1° novembre prossimo», ha dichiarato Raffaele Paudice, della segreteria Cgil Napoli e Campania.
«Riteniamo tutto questo inaccettabile: i lavoratori non possono essere ostaggio di un contenzioso, amministrativo prima e giudiziario poi, tra azienda e istituzioni», ha aggiunto il sindacalista.
Per la Cgil, la vicenda rappresenta il punto di arrivo di anni di investimenti mancati e decisioni rimaste senza una soluzione condivisa. «Ancora una volta, si scarica su di loro il peso di investimenti mancati negli anni, di scelte la cui responsabilità nessuno vuole assumere, di un conflitto tra ambiente e lavoro che si poteva e si doveva evitare intervenendo in tempo», ha sottolineato Paudice.
Il sindacato mette in guardia anche dal rischio di alimentare una contrapposizione tra occupazione e tutela ambientale. «Non accetteremo che si crei l’ennesima contrapposizione tra cittadini e lavoratori mentre l’industria siderurgica in Campania muore», ha avvertito.
Al centro della vertenza non c’è soltanto il sito di Salerno. La Cgil chiede infatti risposte anche per i lavoratori di Luogosano, sollecitando una strategia regionale capace di offrire prospettive concrete a entrambi gli stabilimenti.
«Alla Regione, agli assessori coinvolti e soprattutto al presidente Roberto Fico, chiediamo che al prossimo incontro, già previsto per il prossimo 21 ottobre al ministero per le Imprese e il Made in Italy, la Regione arrivi con una prospettiva chiara e condivisa per salvare l’occupazione dei lavoratori del sito di Salerno e per dare finalmente una prospettiva concreta a quelli di Luogosano, senza ulteriori rinvii e con la massima chiarezza», ha dichiarato Paudice.
La prossima riunione al Mimit rappresenterà quindi un nuovo passaggio decisivo per la vertenza. Il sindacato chiede impegni precisi e soluzioni in grado di scongiurare i licenziamenti e garantire un futuro ai dipendenti coinvolti. «Il tempo ormai è scaduto: vogliamo risposte», ha concluso il rappresentante della Cgil.
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